GRANDI O PICCOLE DITTE DI CASE PREFABBRICATE?

MEGLIO ITALIANA O STRANIERA? GRANDE O PICCOLA?

OGNI ANNO IL GIOVANE MERCATO ITALIANO DELLE CASE PREFABBRICATE ACCOGLIE NUOVI MARCHI, CON UNA SCELTA SEMPRE PIU’ COMPLETA DI SOLUZIONI PER IL CLIENTE ITALIANO, CHE SI TROVA ALLE PRESE CON LA DIFFICILE SCELTA DEL COSTRUTTORE PIU’ IDONEO.


Sino a pochissimi anni fa, le aziende “storiche” di case prefabbricate in legno si limitavano davvero a pochi soggetti, per lo più tedeschi ed austriaci, con l’eccezione di qualche noto costruttore altoatesino.

La crescita del settore, pur lontana dai numeri esponenziali che molti operatori si attendevano nel breve periodo, incentivata dalle recenti legislazioni e da una sempre maggiore sensibilità nei confronti delle tematiche della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico, stanno creando interessanti opportunità commerciali per molti soggetti tradizionali come tecnici, imprese di costruzioni ed aziende del settore del legno. Non a caso molte falegnamerie stanno cominciando a proporre soluzioni costruttive non prefabbricate, molto interessanti e flessibili, rivolte al settore abitativo, a prezzi senz’altro competitivi.

case in legnoSono poi molte le piccole aziende di case prefabbricate che si appoggiano a costruttori stranieri, in genere con buoni risultati. Va ricordato che da molti anni si costruiscono case prefabbricate in legno nell’area balcanica, Polonia, Repubblica Ceca. Lo standard costruttivo di questi paesi è molto migliorato, poiché, dovendo fornire le proprie strutture in tutta Europa, hanno dovuto misurarsi con delle normative molto severe quali quelle vigenti in Germania, Francia o Italia, appunto.

In genere i prezzi delle piccole aziende sono mediamente più bassi del 10% rispetto ai grandi produttori di case prefabbricate. Queste ultime hanno indubbiamente il vantaggio della notevole esperienza nel settore, forti dei grandi numeri di produzione e montaggio di case in legno.

Quali sono indicativamente i pro ed i contro delle diverse soluzioni?


PRODUTTORE ITALIANO

PRO
Buona qualità del prodotto, proveniente da foreste nazionali

Conoscenza del settore legno

Flessibilità costruttiva e nelle formule contrattuali

Prezzi competitivi


CONTRO

Poca esperienza nel settore delle case a basso consumo

Costruzione in opera in cantiere

Bassi numeri di produzione, messa a punto continua del prodotto

Incognite relative alla continuità della produzione negli anni


IMPORTATORE ITALIANO


PRO

Buona conoscenza tecnica del settore delle costruzioni

Possibilità di abbinare la progettazione e la realizzazione della platea

Flessibilità costruttiva e nelle formule contrattuali

Prezzi competitivi


CONTRO


Poca esperienza nel settore delle case a basso consumo

La qualità dipende dalla scelta del produttore, non sempre alta

Bassi numeri di produzione, messa a punto continua del prodotto

Incognite relative alla solidità aziendale


COSTRUTTORE STORICO


PRO

Grande esperienza nel settore delle case prefabbricate

Numeri di produzione alti, prodotto testato e standardizzato

Ottimo livello qualitativo con legnami prelevati in loco

Certificazioni e garanzie attendibili

Solidità aziendale


CONTRO


Minore flessibilità e capacità di adattamento

Rigidità nei pagamenti

Tempistica generalmente più alta

Costi mediamente superiori


E’ evidente che non esiste una scelta ideale in assoluto.

E’ pertanto essenziale un confronto tra più di una ditta di case prefabbricate che non sia basata solamente sulla logica del prezzo più basso, ma che tenga conto della capacità di soddisfare appieno le proprie esigenze.

IL CONTRATTO DELLE CASE PREFABBRICATE

LA FIRMA DEL CONTRATTO CON LA DITTA SCELTA DI CASE PREFABBRICATE IN LEGNO RAPPRESENTA UN PASSAGGIO CRUCIALE CHE PRELUDE ALLA COSTRUZIONE VERA E PROPRIA.


Spesso rappresenta il punto di arrivo di un lungo ed estenuante percorso fatto di visite a fiere e case campione, lettura di riviste e siti internet, consulenze, preventivi, paure e ripensamenti.

Il contratto non deve però divenire motivo di angosce, per cui il cliente dovrà innanzitutto pretendere chiarezza assoluta da parte della ditta di case prefabbricate.

Il primo aspetto da richiedere è ovviamente l’importo esatto dell’anticipo.

Non tutte le aziende di case in legno richiedono lo stesso impegno al cliente; si va da importi ragionevoli per poche migliaia di euro, sino ad una caparra in percentuale rispetto al prezzo dell’abitazione che può arrivare al 20% o oltre.

casa prefabbricata, casa in legno, casa di legnoIn tutti i casi è importante comprendere la tempistica che ci attende e la durata effettiva del “prezzo bloccato”. 12 mesi sono un tempo ragionevole e consentono di fissare tale cifra per un lungo periodo.

Va chiarito che la somma prevista in preventivo verrà quasi certamente modificata in sede di campionatura, in quanto è in questa sede che il cliente dovrà decidere nel dettaglio quantità e posizione delle prese, finiture e tutte le scelte finali nel dettaglio.

Dalla campionatura uscirà la casa che verrà costruita nei mesi successivi, mentre il contratto difficilmente potrà coincidere con l’edificio in ogni particolare. E’ comunque basilare tendere alla massima precisione nella redazione del preventivo. In questo rivestono un ruolo fondamentale l’accortezza l’agente della ditta di case prefabbricate e le capacità del tecnico che si occupa della progettazione. Scelte sommarie in questa fase porteranno quasi certamente alla sgradita sorpresa di vedere lievitare il prezzo successivamente.

Un altro importante aspetto è l’estensione della garanzia. In Italia la legge impone alle imprese costruttrici di rispondere per un periodo di 10 anni sui difetti costruttivi strutturali. E’ un tempo non troppo lungo che il settore delle case prefabbricate ha esteso a 30 anni, riconosciuto dalla maggior parte delle aziende di case in legno.

Esistono molti casi in cui questa tempistica non è proposta esplicitamente al cliente, per cui andrà richiesta e pretesa senza indugi. In caso di diniego si possono trarre le dovute conclusioni.

Un buon contratto di una casa prefabbricata dovrebbe essere corredato di una sorta di disciplinare in cui siano ben chiari i diritti e i doveri del cliente, le modalità di erogazione dei pagamenti, le eventuali garanzie bancarie dovute alla ditta di case prefabbricate, penali, diritti di recesso, la gestione delle eventuali integrazioni e modifiche post-campionatura.

Un’ultima raccomandazione. Può capitare, e non di rado, di firmare con superficialità un semplice preventivo, sotto l’insistenza della ditta di case in legno (magari con la scusa di “fissare il prezzo”). Non sono purtroppo rari i casi di aziende che, forti della poca chiarezza della legge italiana in materia (vedi i famigerati “contratti telefonici”), fanno valere la vostra firma al pari di un vero e proprio impegno formale a costruire con loro. Si tratta ovviamente di una pratica scorretta, che dovrebbe far comprendere il livello di serietà di questi costruttori di case prefabbricate, ma purtroppo legale nel nosto paese e, pertanto, non sporadica, soprattutto in tempi di crisi economica come questi.

Il contratto delle case prefabbricate dovrebbe essere il biglietto da visita di chi costruirà la nostra abitazione e andrà quindi analizzato attentamente prima di firmare.

ACQUISTARE LE CASE PREFABBRICATE

LE DITTE DI CASE PREFABBRICATE OBBLIGANO IL CLIENTE ITALIANO AD UN NUOVO APPROCCIO NEI CONFRONTI DEL BENE “CASA”, ASSAI PIU’ VICINO ALL’ACQUISTO DI UNA VETTURA CHE DI UN’ABITAZIONE E CERTAMENTE ASSAI DISTANTE DA CHI COSTRUISCE TRADIZIONALMENTE.


Le imprese di costruzioni solitamente si limitano a preparare un preventivo di spesa per la realizzazione dell’opera sulla scorta del computo metrico estimativo fornito dal progettista. Non è questa la sede per rimarcare quanto raramente vi sia corrispondenza con le spese reali a consuntivo, ma va piuttosto evidenziato che la voce “costi” viene sempre affrontata di pari passo con lo stato di avanzamento dei lavori. Difficilmente ci si occupa delle questioni impiantistiche o delle finiture prima ancora di iniziare gli scavi. Questo porta a rimandare molte importanti scelte ad un momento successivo, una prassi che non permette una pianificazione compiuta dei lavori ed un controllo adeguato della spesa.

case in legno, case di legno, case legnoIl “prezzo certo” è senz’altro uno dei principali punti di forza delle case prefabbricate in legno. Questo è possibile proprio grazie alla necessità di prevedere dall’inizio e con precisione ogni dettaglio.

Il principio è proprio quello di partire da un costo base (un po’ come si fa per l’acquisto di un auto) a cui aggiungere gli accessori, sino alla completa personalizzazione del prodotto (e conseguente lievitazione dei costi).

E’ evidente che risulta assai difficile fornire un prezzo medio attendibile per le case prefabbricate, ma piuttosto una prima indicazione, del tutto orientativa.

Una successiva messa a punto del preventivo, con la definizione nel dettaglio di ogni aspetto porterà a firmare un contratto potenzialmente “blindato”, a tutto vantaggio del cliente, soprattutto se la disponibilità economica non sarà altissima.

Vi sono anche alcuni aspetti “curiosi” nell’acquisto delle case prefabbricate, come una concorrenza non sempre dignitosa e corretta tra le varie ditte di case in legno.

A puro titolo indicativo ecco qualche estratto di alcune mail che mi sono giunte:


“Mi ero quasi decisa per la XXXXXXXX, ma l’agente della XXXXX Haus me ne ha parlato malissimo, sostenendo che i valori di isolamento sono molto più bassi e che quelle case hanno molti problemi di infiltrazioni”.


“Ho scartato da subito la XXXXX anche perché il rappresentante della XXXXXXXXXX mi ha raccontato dell’esperienza di molti clienti che hanno confermato la poca serietà di questa azienda”.


“L’agente delle case prefabbricate XXXXXX ha criticato moltissimo le aziende tedesche”.


“La scelta si è ridotta a due ditte di case in legno. Delle altre mi hanno riferito cose indicibili, in particolare l’agente della XXXXXX Haus”.


“Sono stata a visitare le case prefabbricate di XXXXXX e a sentire loro sono gli unici che forniscono dei valori corretti, mentre tutte le ditte gonfiano i loro parametri di isolamento termico”.


“Lo sfasamento della parete della loro parete è molto più alto. O almeno è quello che sostiene l’agente della XXXX).


“La fibra di legno non va bene nelle zone umide secondo il loro agente”.


Il rappresentante di zona mi ha sconsigliato la protezione in alluminio sui serramenti esterni. Poi ho scoperto che non la forniscono nemmeno come optional”.


“L’agente della XXXX Haus mi aveva sempre parlato male della XXXXXX. Dopo qualche mese mi ha ricontattato e, pensi un po’, me lo ritrovo rappresentante di quest’ultima ditta. Ovviamente adesso mi decanta la XXXXXX e sostiene che le case della XXXX Haus sono di qualità molto inferiore”.

IL VENTO E LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

LA FAVOLA DEI TRE PORCELLINI E’ SEMPRE ATTUALE QUANDO SI PARLA DI CASE IN LEGNO.

RESISTERANNO LE CASE PREFABBRICATE ALLA FURIA DEL VENTO, SENZA RIPORTARE DANNI?


Buongiorno, mi rimane un dubbio riguardo la capacità di resistenza delle case in legno a trombe d'aria (non dimentichiamoci la famigerata tropicalizzazione del clima).
In particolare alcune ditte propongono strutture a telaio tipo case realizzate in nord America: su una platea di cemento armato ancorano una base in legno su cui poi "incastrano" i pali scheletro-telaio della casa.
Siamo sicuri che resistano?


Partiamo da una prima banale considerazione.

Le tecnologie sul mercato delle case prefabbricate sono molteplici e non mi è possibile rispondere per tutte le aziende. Non escludo che alcuni tipi di ancoraggio, se male eseguiti o poco efficaci rispetto alle sollecitazioni dovute a forti correnti d’aria laterali od ascensionali, possano compromettere l’attacco al suolo dell’edificio. Ma, ripeto, bisognerebbe verificare la specifica soluzione tecnica e questo è logicamente impossibile.

resistenza al vento, tornado, trombe d'ariaDetto ciò, mi concentrerei sulla tipologia costruttiva più comune, il telaio appunto. La tipica parete delle case prefabbricate in legno prevede un sandwich di materiali portanti ed isolanti, il cui spessore e la cui composizione dipendono, anche in questo caso, da specifici brevetti e da valutazioni tecnico-economiche della singola azienda di case in legno.

Personalmente, per svariati motivi, do assoluta predilezione alle tecniche di costruzione realmente “prefabbricate”, che prevedano l’assemblaggio delle pareti all’interno dello stabilmento e non in opera nel cantiere. Le pareti, in questo modo, pur basandosi su un sistema “leggero” come il baloon frame, hanno una notevole rigidità, del tutto analoga alla solidità delle costruzioni in muratura.

Va inoltre ribadito che, eccettuata la particolare costruzione dei muri delle case prefabbricate, solai e tetti vengono realizzati tradizionalmente, come per qualsiasi altra costruzione, con travi ed assito in legno, sottofondo e massetti in cemento. Altri sistemi costruttivi di case in legno, lo ribadisco, non sono argomento di questi articoli e ad essi non mi riferisco mai, in nessun modo.

L’aspetto più importante per scongiurare rischi di dissesto di fronte ad eventi atmosferici eccezionali come le trombe d’aria è indubbiamente l’ancoraggio al suolo delle case prefabbricate. Questo avviene per lo più mediante zanche o staffe e tasselli in acciaio zincato imbullonate in fase di montaggio, dimensionate secondo complessi calcoli statici. In zone caratterizzate da vento di notevole intensità sarebbe certamente buona regola tenere conto di queste sollecitazioni supplementari, per minimizzare il rischio.

La congiunzione fra le varie pareti infine viene realizzata ad incastro tramite tiranti in acciaio che operano su boccole filettate, preventivamente inseriti nel corpo della parete in vari punti, connessi semplicemente con un sistema “maschio/femmina”.

Il problema della resistenza al vento delle case prefabbricate in legno andrebbe perciò senz’altro minimizzato, ma potrebbe essere al contrario un serio problema nel caso di costruzioni economiche e tecnicamente approssimative.

INTERRARE LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

IL LEGNO CHE COSTITUISCE LA STRUTTURA DELLE CASE PREFABBRICATE DEVE ESSERE PROTETTO DAL CONTATTO DIRETTO CON L’ACQUA, EVITANDO PERICOLOSE RISALITE DI UMIDITA’ PER CAPILLARITA’.

Io come molti altri, soprattutto in questi ultimi tempi, ho intenzione di realizzare una biocasa in legno. Trattasi di una villetta su 2 piani per la quale sto attualmente valutando sia la tecnica XLAM che quella a TELAIO.
Nel caso del mio progetto, la zona giorno è semi-interrata, esiste infatti una porzione della zona giorno che per ovvi motivi volumetrici è interrata.
Quali sono i rischi nell'utilizzare il “legno” per la realizzazione del piano seminterrato ?
Ovviamente a progetto è prevista un'intercapedine di 70cm, ma mi chiedevo se l'ambiente poco aerato e scarsamente illuminato e quindi inevitabilmente più umido possa creare problemi nel tempo alle strutture in legno.
Inutile dire che tutte le aziende di case prefabbricate consultate non hanno sollevato alcun problema tranne una che proprio ieri mi ha messo penso a ragione la famosa “pulce nell’orecchio.
Inoltre non vorrei ostinatamente voler fare la casa in legno per poi trovarmi ad avere problemi legati ad una bellissima terrazza (tetto piano) che ahimè porta acqua ed umidità alla zona giorno sottostante.


CASE HAAS, HAAS FERTIGBAUIl fatto che molte aziende di case in legno abbiano considerato favorevolmente la fattibilità dell’intervento non deve essere interpretato a mio avviso come mancanza di scrupolo. All’atto pratico, l’intercapedine, se ben concepita, può essere più che sufficiente ad aerare il piano, evitando persistenti condizioni di umidità.
Mi sembra di capire che stiamo parlando di un piano parzialmente interrato e non di uno scantinato.
L’istallazione a questo livello dell’edificio di un impianto di ventilazione meccanica controllata a recupero di calore potrebbe garantire condizioni ottimali di percentuale d’acqua nell’aria, tenendo sotto controllo il tasso di umidità in tutte le stagioni.
Ovviamente, se da un lato l’intervento può essere ritenuto ammissibile, bisognerebbe capire se questa soluzione sia davvero indicata per la realizzazione del piano seminterrato. Una costruzione in cemento armato o in laterocemento, mantenendo l’intercapedine de adeguatamente protetta da un isolamento a cappotto all’esterno, potrebbe essere interessante dal punto di vista puramente termico, risultando maggiormente indicata sotto l’aspetto costruttivo. Chiaramente bisognerebbe conoscere il progetto
e le scelte tecniche previste per ottimizzare l’impermeabilizzazione dell’edificio. Nel caso specifico, avendo a disposizione le piante, la sensazione è che l’intervento del seminterrato sia realizzabile sia in legno che in tradizionale.
Cerchiamo di riassumere pertanto i pro e i contro delle due soluzioni.

COSTRUZIONE TRADIZIONALE:

  • Ideale per interventi contro terra o in condizione di umidità persistente se adeguatamente impermeabilizzato, si può evitare l’extracosto dell’intercapedine.
  • Costi medio-bassi.
  • Isolamento termico accettabile se adeguatamente coibentato con cappotto esterno.
  • Manutenzioni limitate nel tempo.

CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

  • Non è possibile posare contro terra, necessità pertanto di un’intercapedine adeguatamente progettata, meglio ancora se con impianto di ventilazione meccanica.
  • Costi più alti del tradizionale.
  • Alto isolamento termico anche nel locale seminterrato, pari ai piani superiori.
  • Manutenzioni costanti nel tempo e monitoraggio al fine di evitare ristagni di umidità, in particolare nella zona dell’attacco al suolo.

CASE PREFABBRICATE AUTOSUFFICIENTI

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO PERMETTONO DI REALIZZARE COSTRUZIONI ISOLATE DAI BASSISSIMI CONSUMI ENERGETICI, IN MODO SEMPLICE E VELOCE. SINO A CHE PUNTO E’ POSSIBILE SPINGERE VERSO L’ALTO LE PRESTAZIONI SENZA FAR LIEVITARE I COSTI?

“Vorrei realizzare una casa prefabbricata passiva o, quanto meno, staccarmi il più possibile dagli enti erogatori di gas ed elettricità. Mi sembra di capire che una casa tradizionale di questo tipo costerebbe moltissimo, mentre con le case prefabbricate sarebbe teoricamente possibile”.


“Ho una casa molto grande e dispersiva. La mia prossima abitazione dovrebbe essere il più possibile indipendente, con un gran numero di impianti solari termici e fotovoltaici o, magari, l’eolico”.


Qual è il prezzo dell’autosufficienza energetica?


In molti casi le case prefabbricate in legno permettono di risparmiare sino al 90% sul prezzo delle bollette rispetto ad un pari edificio in muratura, senza adottare particolari accorgimenti.

case prefabbricate, case passiveSi tratta di dati molto significativi che dovrebbero far riflettere chi si accinge a costruire la propria abitazione in questo periodo. Senza particolari accorgimenti tecnici (un buon progetto aiuta in ogni caso) le case prefabbricate standard attualmente presenti sul mercato italiano permettono un effettivo risparmio, tanto sul prezzo di acquisto, quanto sui costi di esercizio.

A mio parere si dovrebbe ricercare il miglior rapporto q/p ed accettare di dipendere dai gestori delle reti energetiche per la parte restante che avrà dei picchi significativi in estate e in inverno. Per la maggior parte dell’anno una casa in legno ben concepita consumerà un minimo quantitativo di energia.

Vale la pena di spingere le prestazioni oltre questo 90%, sino a consumi di tipo “passivo”?

Una casa passiva è una costruzione che consuma tanta energia quanto ne produce.

Questa energia può essere ottenuta con sistemi captanti, in grado di immagazzinare l’energia solare, o con impianti solari o la ventilazione meccanica controllata a recupero di calore. Questi impianti hanno un costo e dei tempi di recupero dell’investimento, ma solitamente si tratta di una buon scelta che permette di rientrare in tempi ragionevoli nell’investimento. L’importante è una buona progettazione impiantistica che eviti un sovradimensionamento immotivato degli stessi. Ricordiamo che stiamo pur sempre parlando di edifici a basso consumo. Se voglio eliminare delle bollette di per sè leggere attraverso un impianto fotovoltaico con annessa pompa di calore geotermica, devo essere conscio che i tempi di ammortamento saranno di parecchi decenni, un periodo difficilmente giustificabile per una singola abitazione unifamiliare.

Sul mercato sono disponibili varie soluzioni integrate, adatte per tutte le esigenze. Se avremo sul tetto qualche Kw di fotovoltaico può essere interessante sfuggire alla rete del gas, dotandoci di piastre ad induzione per la cucina e di un impianto di riscaldamento che sfrutti il surplus elettrico come le pompe di calore aria-acqua o i pavimenti radianti elettrici, che utilizzano delle resistenze al posto della classica serpentina.

Qualsiasi scelta si faccia, dovrebbe essere sempre improntata alla ragionevolezza. Le moderne caldaie a condensazione hanno costi interessanti e possono lavorare poco all’interno delle case prefabbricate, limitando i consumi. Il solare termico (imposto o no dal Comune di appartenenza) va montato senza indugi e possibilmente integrato nel riscaldamento. In ogni caso spendiamo con moderazione ed intelligenza.

Questione involucro edilizio. Anche in questo caso si può fare molto senza eccessivi aggravi di costo sul prezzo dell’edificio. Aumentare lo spessore del cappotto migliora senz’altro la coibentazione invernale dell’edificio. Una fibra di legno ad alta densità avrà una maggiore capacità smorzante rispetto all’onda termica estiva di una lana di roccia leggera. Un triplo vetro isolerà meglio di un vetro doppio (ma limiterà il guadagno termico passivo). Esistono sul mercato delle costruzioni in legno tante soluzioni interessanti ed ogni ditta di case prefabbricate offre una gamma di pareti e diversi assemblaggi di materiali, adatti per tutte le esigenze.

Persino l’isolamento dell’attacco a terra dell’edificio può essere migliorato con grande beneficio sulle prestazioni energetiche. Anche in questo caso il mio consiglio è di richiedere le eventuali differenze di prezzo per le migliorie dell’involucro, valutando il beneficio nel tempo nell’ottica dell’investimento.

Una spesa eccessiva non servirà comunque a molto e si trasformerà inevitabilmente in un costo inutile.