I TEMPI CERTI DELLE CASE PREFABBRICATE

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO POSSONO GARANTIRE ALL’ACQUIRENTE UNA TEMPISTICA GARANTITA DI POCHI MESI PER LA REALIZZAZIONE DI UN EDIFICIO, ANCHE AD UN LIVELLO CHIAVI IN MANO.

Le case in legno consentono un notevole controllo sui costi, che evita sorprese economiche, purtroppo assai frequenti per le costruzioni tradizionali, a causa della scarsa programmazione, dell’assenza di capitolati, di computi metrici approssimativi, di contratti d’appalto inefficaci e di varianti ed integrazioni “gonfiate” ad arte.
Il cliente delle case prefabbricate può contare su di un contratto chiaro e trasparente e le stesse eventuali modifiche alla campionatura si rivelano semplici e facilmente quantificabili.
case prefabbricate, case in legnoLa questione della tempistica, altro tallone di Achille dei cantieri italiani (con tutte le dovute eccezioni, sia chiaro), è un aspetto assolutamente rilevante delle case prefabbricate, che permette una serena pianificazione della costruzione.
In molti casi, l’acquirente sarà costretto a reperire un alloggio in locazione e ad organizzare un duplice trasloco, con tutti i disagi del caso. Si comprende come dei tempi lunghi ed incerti rappresentino un problema di non poco conto.
Le case in legno permettono, al contrario, una costruzione veloce e facilmente programmabile, le cui fasi possono sinteticamente essere:

  1. Esecuzione delle strutture di fondazione (platea o interrato) da parte di un impresa di costruzione tradizionale. In questo caso una platea viene realizzata in un tempo evidentemente assai più breve rispetto alla costruzione di un piano scantinato vero e proprio. La tempistica dipende comunque dal costruttore stesso, anche se non va trascurata l’influenza negativa degli agenti atmosferici (ghiaccio e pioggia in particolare), per cui sarebbe ideale iniziare il cantiere con la bella stagione.
  2. Rilievo del bordo superiore della platea o del solaio da parte della ditta di case prefabbricate.
    E’ essenziale la corretta esecuzione della struttura di ancoraggio della casa in legno vera e propria, in quanto non sono ammissibili grandi tolleranze, in particolare rispetto all’orizzontalità del piano di posa, a causa della particolare costruzione delle case prefabbricate, che non prevede la possibilità di compensare in opera eventuali errori realizzativi. Tuttavia, nella fase di costruzione in stabilimento, si potrà adattare il bordo superiore a quanto eseguito effettivamente dall’impresa.
  3. Realizzazione delle pareti in fabbrica.
    Occorrono circa due mesi per preparare tutti i componenti per il montaggio, da assemblare in cantiere. La prefabbricazione vera e propria si limita alle pareti esterne comprensive di serramenti ed a quelle interne, predisposizione degli impianti elettrico ed idraulico compresa. Tutte le strutture orizzontali (solai e tetto) verranno velocemente assemblate sul posto.
  4. Montaggio dell’edificio in cantiere, con tempi velocissimi, da un giorno ad una settimana al massimo.
    I montatori si limitano a riassemblare quanto già realizzato all’interno dello stabilimento.
    In genere le case prefabbricate possono essere montate in poche ore ed essere finite esternamente in tre giorni, manto di copertura compreso.
  5. Impiantistica e finiture, sino al chiavi in mano, realizzate in circa tre mesi.
    Si tratta di tempi meno sorprendenti rispetto al montaggio del grezzo, poiché tutte le lavorazioni vengono eseguite in opera dalle varie squadre di idraulici, elettricisti, posatori, serramentisti.
    Ad esempio, i massetti dei pavimenti sono analoghi a quelli che vengono realizzati in cemento per qualsiasi abitazione tradizionale, a riprova che le case prefabbricate in legno sono edifici a tutti gli effetti e che le uniche differenze riguardano la costruzione delle pareti, finalizzata al risparmio energetico.

IL VAPORE E LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

A COSA SERVE E COME LAVORA ESATTAMENTE UNA BARRIERA AL VAPORE NELLA PARETE DELLE CASE PREFABBRICATE? E CHE DIFFERENZE CI SONO CON UN FRENO AL VAPORE?

Mi piacerebbe costruire una casa prefabbricata ed ho iniziato a visionare le tante aziende che in questo momento propongono case in legno, notando subito una differenza. Alcune aziende di case prefabbricate hanno pareti in legno senza freno vapore; ad una mia richiesta di spiegazione hanno risposto in questo modo: “Il legno agisce da regolatore di umidità, ovvero assorbe l’umidità sovreccedente e la restituisce all’occorrenza. Queste proprietà igroscopiche del legno lo rendono ideale per le costruzioni permeabili al vapore. Assieme a materiali idonei e a strati funzionali disposti in modo corretto, la formazione di acqua di condensazione all’interno dell’elemento strutturale può essere evitata. È importante che l’involucro della struttura sia a tenuta d’aria, in modo che l’accumulo di umidità sia ridotto al minimo. Oltre a ciò una costruzione traspirante è capace di espellere l’aria viziata e mali odori all’esterno”.
In questo momento sono confuso, la maggior parte delle aziende di case prefabbricate usano il freno vapore.


La risposta di questa azienda di case prefabbricate dimostra che non vi è una posizione univoca dei produttori di case in legno nei confronti del problema dell’umidità prodotta all’interno dell’abitazione.
isolamento termico, coibentazione, risparmio energeticoVediamo di capire meglio di cosa stiamo parlando. All’interno degli ambienti viene generato del vapore acqueo dovuto alla cottura dei cibi, all’acqua calda per usi sanitari, alla respirazione. Tale vapore tende a fuoriuscire dal’involucro e di conseguenza ad attraversare la struttura della parete. Lo scopo della barriera (o del freno) al vapore acqueo è quello di controllare questo passaggio di vapore e di evitare il conseguente fenomeno della condensa negli strati interni del pacchetto costruttivo.
Diciamo subito che una barriera al vapore tende a bloccare tale passaggio, mentre un freno permette l’attraversamento di una certa quantità di vapor d’acqua. In questo caso si utilizzano delle carte speciali semitraspiranti come la carta “kraft”.
Esistono anche soluzioni in cui viene inserito un telo traspirante, sino alla soluzione che le ha prospettato questo costruttore di case prefabbricate, che non prevede la presenza di alcun telo.
Il fenomeno della condensa, tipico della stagione fredda, si presenta inoltre sulle superfici più fredde delle pareti interne (in particolare in presenza dei ponti termici, causa principale delle muffe) a causa della differenza di temperatura tra l’ambiente interno più caldo e l’aria esterna. E’ intuitivo che la formazione di condensa all’interno delle pareti delle case prefabbricate in legno è assolutamente da evitare, in quanto materiali come la lana di roccia e la fibra di legno perdono in parte le propria capacità di isolamento termico a contatto con l’acqua, con conseguente abbassamento del rendimento energetico. Al fine di limitare questo fenomeno, va correttamente posto un freno al vapore acqueo che proviene dagli strati più caldi, in modo tale che l’aria calda che si raffredda abbia comunque un contenuto di acqua simile a quello dell’aria esterna, evitando di avvicinarsi al punto di rugiada. Tale strato andrà posto nella parte “calda” della parete, dopo il cartongesso e prima dell’isolante tetto.
A mio parere una barriera totale al vapore non è certo ideale, in quanto una certa traspirabilità della parete è certamente preferibile nelle case in legno prefabbricate. Chiaramente un’abitazione senza alcun telo consentirebbe una totale traspirabilità della parete, scongiurando la formazione di condensa sulla superficie interna della parete (fenomeno peraltro assai raro nelle case prefabbricate). La risposta fornita dalla ditta di case in legno potrebbe pertanto essere corretta, ma dipende dalla composizione dello specifico pacchetto di parete.

FIERE E CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

LE FIERE DELL’EDILIZIA RESTANO SEMPRE UN LUOGO PRIVILEGIATO PER INCONTRARE LE AZIENDE DI CASE PREFABBRICATE. LE OCCASIONI SONO MOLTE, MA NON SEMPRE LA QUALITA’ DEGLI EVENTI E’ ADEGUATA ALLE ASPETTATIVE.


Le ditte di case prefabbricate presenti come espositori presso le fiere italiane sono in costante incremento nel numero, segno di un settore in crescita e del notevole interesse verso i produttori di case in legno.

In particolare, a fianco dei marchi di case prefabbricate storici e più conosciuti, non mancano le nuove proposte di piccole realtà italiane emergenti.

Le grandi fiere del nord Italia, il MadeExpo di Milano e il SAIE di Bologna, restano avvenimenti importanti, ma restano enormi contenitori dell’edilizia rischiando di disperdere l’interesse del cliente.

fiere edilizia, fiere bioediliziaFondamentale in questo senso resta la Klimahouse di Bolzano, divenuta da anni la rassegna di riferimento per il settore delle abitazioni a basso consumo, la cui stessa dimensione contenuta ne permette una visita sempre approfondita e piacevole. La presenza di quasi tutte le aziende di case prefabbricate, unitamente a un livello espositivo di alta qualità rende pertanto la Klimahouse un evento imperdibile per il cliente delle case in legno. Segnalo tralaltro l’esistenza di una manifestazione parallela, la Klimahouse Umbria a Perugia, rivolta alle regioni del centro sud.

Non mancano saloni fieristici minori con una buona presenza di espositori del settore del legno e del risparmio energetico. In particolare segnalo Solarexpo – Greenbuilding e Legno & Edilizia a Verona, Edil 2010 a Bergamo, Technodomus e Domuslegno a Rimini, Fiera della Casa a Novara, Mantova in Casa a Mantova, Tip World a Brunico (BZ), IoCasa a Treviso, Expo Eco Casa & Impresa a Reggio Emilia, Edil Expo ad Olbia, Edil Expo ed Energy Expo a Civitanova Marche, solo per citarne alcune.

Non mancano infine gli stand di aziende di case prefabbricate in molte altre fiere non settoriali, persino in quelle campionarie.

La sensazione è tuttavia che le ditte di case in legno non credano molto alle rassegne fieristiche.

Internet è senz’altro il miglior mezzo di informazione a disposizione di chi si vuole informare sulle case prefabbricate in legno. Nei piccoli spazi espositivi delle fiere al massimo si riesce a reperire qualche depliant e raramente è possibile vedere dal vivo spaccati di tetti e pareti.

Non sempre il personale addetto agli stand è in grado di dedicare il tempo sufficiente ad approfondire le nostre richieste e la cosa migliore resta sempre il rapporto con l’agente di zona della ditta di case in legno.

Se proprio vogliamo passare una giornata in una fiera dell’edilizia ecosostenibile, evitiamo il sabato e la domenica. Durante la settimana ci sarà senz’altro meno ressa e maggiore disponibilità da parte dei nostri interlocutori, soprattutto se abbiamo richieste complesse da sottoporre.

Un ultimo consiglio infine. Portiamo con noi un buon numero di biglietti di visita con i nostri recapiti ed un indirizzo email. Sarà più immediato fornire le nostre informazioni di contatto alle aziende di case prefabbricate, avvantaggiando i futuri rapporti in sede di approfondimento con l’agente di zona.

LE QUALITA’ INVISIBILI DELLE CASE PREFABBRICATE

CASA DI QUALITA'. QUANTE VOLTE QUESTO SLOGAN E' STATO UTILIZZATO PER DEFINIRE LA BONTA' INTINSECA DI UN'ABITAZIONE, TRADIZIONALE O PREFABBRICATA.

Il concetto di qualità identifica le caratteristiche di un edificio, emettendo un giudizio di valore sui materiali e le metodologie impiegate nella realizzazione, sulle soluzioni tecniche e la durabilità del fabbricato.
Su questa base posso senz’altro affermare che le case prefabbricate possiedono un alto standard qualitativo poiché nulla è lasciato al caso, gli errori costruttivi e progettuali sono virtualmente assenti, i materiali naturali ed efficienti. Il risultato è una casa che dura nel tempo, isola dal caldo e dal freddo, dona benessere e confort ai suoi occupanti.
Spesso però chi visita una di queste abitazioni o una casa campione resta un po’ deluso dalla sensazione di fredda sobrietà che viene trasmessa dalle finiture. E’ come se si fosse risparmiato nella campionatura di porte, pavimenti e rivestimenti.
Posso peraltro mettere la mano sul fuoco affermando che gran parte di quegli edifici di lusso che vengono venduti a 4-5.000 € o più al mq nelle nostre città, se venissero correttamente certificati, svelerebbero le proprie lacune costruttive, rientrando in classi energetiche infime. Non a caso si fatica molto a trovare un accordo a livello nazionale per certificare in modo univoco il patrimonio immobiliare. Se dovessimo utilizzare il concetto di qualità per valutare questi “colabrodi” venduti a peso d’oro per la loro ubicazione e per qualche migliaio di euro di parquet a listoni, non sarebbero necessarie molte parole.
case ecologiche, case sostenibiliCostruire bene costa parecchio e viene nascosto alla nostra vista . Il cliente finale non sempre è in grado di dare il giusto peso allo spessore di un cappotto esterno, alla presenza o meno di isolanti acustici, alla corretta posa delle impermeabilizzazioni, all’utilizzo di materiali biologici al posto di quelli derivati dalla sintesi petrolchimica.
Spesso poi si deve scegliere di tagliare qualche voce del capitolato per comprensibili motivazioni economiche. Immancabilmente i maggiori sacrifici vengono richiesti agli aspetti costruttivi, poichè quasi mai chi acquista o realizza in proprio un’abitazione si accontenta di un capitolato medio e di finiture poco appariscenti.
Nel nostro paese, soprattutto negli ultimi anni, si sta spendendo sempre di più per rifinire gli interni dei nostri edifici. Culturalmente siamo dotati di grande inventiva e di buon gusto estetico e, non a caso, il livello delle nostre finiture è notoriamente alto e giustamente apprezzato in tutto il mondo, non solo nel settore dell’edilizia. E’ altresì un fatto che l’Italia possieda una ricca cultura costruttiva, grazie ad una tradizione basata su tecniche locali intelligenti e differenziate, oltre che su una storia architettonica ineguagliabile. Il “mestiere” del costruire deve necessariamente coniugare innovazione e modernità con sapienza e tradizione locale. Le case prefabbricate in legno sono un tipico esempio di come un sistema costruttivo sedimentato, come la carpenteria in legno del nord Europa, abbia potuto innestare elementi di novità al fine di trovare una soluzione efficace alla richiesta di isolamento degli edifici.
Tradizionalmente in passato l’arte del costruire bene coincideva con la buona realizzazione tecnica e strutturale dell’edificio, mentre il lavoro di finitura era affare di decoratori, stuccatori, artigiani. La sapienza costruttiva, la conoscenza dei materiali e del loro comportamento era tramandata di generazione in generazione ed affinata continuamente. Nell’odierno mercato immobiliare, piegato alla logica speculativa e del profitto, vige purtroppo la regola dell’apparire, quello che sta sotto l’intonaco e i rivestimenti non ci deve interessare. Confesso di avere poca simpatia per la domotica e l’impiantistica spinta, mentre trovo molto più interessante come tecnico agire sull’involucro e le sue qualità.
Senza arrivare al limite delle case passive che richiedono soluzioni spesso vincolanti per raggiungere certi risultati energetici, si può fare molto per progettare e realizzare soluzioni capaci di migliorare la qualità della vita degli occupanti dell’abitazione. A volte si tratta di soluzioni a costo zero, altre volte richiedono un giusto sacrificio economico, che avrà però un ritorno nel tempo, costituendo un investimento estremamente redditizio e intelligente.
Analogamente, per capire la qualità di un’automobile è sufficiente aprire il cofano motore. Alcune macchine presentano ai nostri occhi scenari sconsolanti con fili volanti, una generale sensazione di caos, componenti economiche e approssimazione nel montaggio, altre mettono in bella vista precisione, qualità nei materiali e negli assemblaggi, ubicazioni logiche dei componenti, soluzioni raffinate ed ordine.
Spesso gli abitacoli di queste vetture sono sobri e senza fronzoli, ma sono fatti per durare, con plastiche morbide al tatto, assenza di scricchiolii, accoppiamenti perfetti, materiali di qualità.
Senza parlare di marche automobilistiche in particolare, non si può negare che le vetture tedesche curino oggettivamente aspetti di “sostanza”, che appaiono purtroppo secondari in quelle realizzate in altri paesi, compreso il nostro (le sportive italiane di fascia alta sono l’eccezione che conferma la regola).
Si tratta di scelte generali, culturali, che non riguardano solo le auto o le case prefabbricate, ma è un approccio qualitativo costante in tutti i campi dell’industria in Germania.
Il cliente tedesco pretende qualità e le aziende costruttive producono prodotti di qualità. Da sempre.
Impariamo dunque a guardare sotto la “pelle” degli edifici e a dare maggior peso alle soluzioni invisibili e non a dare retta ai venditori di tappeti.