DUBBI SULLE CASE PREFABBRICATE

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO MERITEREBBERO MAGGIORE DIFFUSIONE NEL NOSTRO PAESE. LE NORMATIVE (E IL BUONSENSO) SPINGONO VERSO IL RISPARMIO ENERGETICO E LA BIOEDILIZIA, MA IL CLIENTE ITALIANO TENTENNA.
Vogliamo costruire una nuova casa, la prima idea era quella di orientarci su una casa tradizionale, ma adesso, grazie anche al suo blog, stiamo valutando di spostarci su una prefabbricata in legno.
I dubbi sono però quelli "comuni":
Come si comporterà l'intonaco dopo alcuni anni, visto che il legno si sa che "lavora"?
Si può fare qualcosa se per caso dovesse entrare acqua e marcire il legno?
Quanti anni dura la casa?
Leggendo il suo blog e parlando con diverse persone ho già avuto in parte risposta a queste domande e da quello che ho capito non vi sono grosse differenze rispetto alle case tradizionali riguardo questi punti.


case prefabbricate haas, casa monopianoI dubbi, appunto sono quelli comuni.
Il legno sembra un materiale poco indicato per costruire, dimenticando che le case tradizionali sono realizzate in gran parte con questo materiale. Solai, tetti, finestre, porte, pavimenti.
Venezia (chi l’avrebbe detto) è soprattutto una città di legno e di certo il problema dell’umidità non è questione di poco conto in quel luogo.
L’architettura delle città del nord Europa si basa sull’utilizzo massiccio di questo materiale, anche in località dove l’acqua circonda gli edifici e satura l’aria (pensiamo all’Olanda). Giungono a noi in ottimo stato edifici di epoca medioevali a pareti lignee, ma luoghi comuni e pregiudizi, con il “disinteressato” aiuto della lobby dei costruttori tradizionali, spingono a relegare le case prefabbricate in legno tra le strutture inaffidabili, precarie e poco durevoli.
Come si comporterà l’intonaco, dato che il legno “lavora”? Suppongo si sgretolerà permettendo l’ingresso di ogni genere di tarlo o termite. Famigliole di topi scorrazzeranno nelle pareti, mentre ragni e serpenti troveranno un caldo rifugio per l’inverno.
Ovviamente spero sia chiaro che una casa in legno è un edificio solido e che l’intonaco, steso sulla rete aggrappante anteposta al cappotto, è assolutamente stabile e duraturo nel tempo.
Ovviamente l’acqua non deve entrare. Un persistente contatto con l’acqua delle strutture in legno va evitato assolutamente. La particolare stratificazione dei materiali nella parte delle case prefabbricate è studiata (come lo stesso attacco al suolo dei muri dell’edificio) per impedire pericolosi ristagni d’umidità. Chiaramente anche l’isolante interno alle pareti non deve bagnarsi, in quanto perderebbe buona parte della propria capacità coibente.
Quanti anni durano allora le case prefabbricate? Trenta, non appena scade la garanzia vanno demolite.
Al di là degli slogan, l’aspettativa di vita delle case in legno deve essere la medesima delle abitazioni tradizionali e può essere stimata in cento anni. A proposito della decantata durata delle case in muratura, invito semplicemente a considerare lo stato del patrimonio immobiliare risalente agli anni ’70 (evitiamo per decenza di parlare delle abitazioni del dopoguerra). Sono edifici di 30-40 anni, un tempo relativamente breve, ma quasi sempre in uno stato di conservazione carente, se non al prezzo di costosi interventi di ristrutturazione. Un edificio ristrutturato riprende vita, ma va considerato come un fabbricato di nuova costruzione. Se ci riferiamo ad edifici “originali” dell’epoca, molte delle teorie della lobby del mattone appaiono quantomeno forzate.
Le case prefabbricate hanno i loro limiti ed i loro difetti. Le aziende, anno dopo anno, propongono modifiche ed innovazioni interessanti che ampliano il campo di applicazione delle case in legno e che offrono al cliente libero da pregiudizi prezzi sempre competitivi in rapporto alle notevoli prestazioni energetiche raggiungibili.

LEGNO E PIETRA PER LE CASE PREFABBRICATE

UN SISTEMA COSTRUTTIVO SEMPLICE COME QUELLO DELLE CASE PREFABBRICATE SI PRESTA A MOLTEPLICI APPLICAZIONI. L’UTILIZZO DI UNA TECNICA MISTA LEGNO-TRADIZIONALE E’ POSSIBILE, MA BISOGNA SEMPRE VALUTARE IL SINGOLO CASO E LE CONSEGUENTI IMPLICAZIONI PRATICHE.

Gentile architetto, è possibile integrare una struttura in pietra ad una in legno, e cioè se nel caso di una casa in pietra in condizioni di stabilità buone anche se da ristrutturare, sia possibile integrare alla parte in pietra una parte (un piano ad esempio) in legno.
Ovviamente immagino che sia da valutare da caso a caso, ma quello che al momento vorrei sapere è se è una cosa comunque fattibile o no, anche perchè l'accostamento pietra-legno mi piace particolarmente e forse è anche un modo per poter integrare più armoniosamente la casa al paesaggio, naturalmente mi riferisco a quei paesaggi dove di solito le case sono state storicamente costruite in pietra.

Sopraelevazioni ed ampliamenti sono agevolmente realizzabili con le case prefabbricate in legno.

case haas, haas fertigbauLeggerezza strutturale, velocità di esecuzione, tempi certi, sono vantaggi importanti che possono rendere conveniente economicamente l’intervento, limitando i disagi dovuti al cantere, in particolare qualora l’edificio sia permanentemente abitato. Di queste specifiche applicazioni ho parlato a più riprese, ribadendo la fattibilità dell’intervento in quasi tutte le circostanze.
Peraltro una tecnica mista legno-pietra è una tipologia edilizia assai diffusa in regioni come il Trentino Alto Adige in cui è assai facile incontrare edifici con struttura basamentale in pietra al piano terra ed i piani superiori realizzati in legno (a sua volta a vista od intonacato).
Tale tipologia costruttiva è chiaramente riproponibile anche per interventi ex-novo senza alcun problema, case prefabbricate comprese.
Ci si potrebbe domandare peraltro quali vantaggi potrebbero esserci per il cliente, dato che la grande efficienza energetica delle case in legno non trova riscontro adeguato negli edifici in muratura, se non a costi elevati e a prezzo di notevoli attenzioni progettuali ed esecutive.
Una soluzione alternativa più performante energeticamente, tutto sommato economica, molto valida esteticamente, può essere il ricorso a pannelli in pietra ricostruita o geopietra, facili da montare sul cappotto isolante esterno delle case in legno. Questa scelta consente di massimizzare l’isolamento dell’edificio realizzando con la tecnica delle case prefabbricate l’intera costruzione.
Il ricorso ad un’impresa tradizionale resta necessario per le strutture interrate e le fondazioni.
Attenzione ovviamente al sistema di fissaggio che dovrà essere compatibile con le case in legno al fine del mantenimento delle lunghe garanzie, con pesi limitati al metro quadro di superficie di parete esterna e senza tecniche invasive che possono creare “falle” termiche del tutto indesiderabili.
E’ possibile utilizzare questi materiali di rivestimento anche all’interno dell’edificio, senza particolari controindicazioni.
Le case prefabbricate in legno possono pertanto essere utilizzate anche in contesti vincolati senza troppe difficoltà, coniugando versatilità d’utilizzo ed isolamento termico eccellente, a patto di conoscere bene il sistema costruttivo impiegato.

I MURI DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

L’ASPETTO COSTRUTTIVO PIU’ INNOVATIVO DELLE CASE PREFABBRICATE E’ LA PARTICOLARE COSTRUZIONE DELLA PARETE CHE VIENE REALIZZATA CON STRUTTURA IN LEGNO, IN UN PACCHETTO CHE COMPRENDE VARI MATERIALI.

Buongiorno. Volevo proporle un tema che mi sembra non sia stato approfondito nel suo blog e cioè quello delle tecniche costruttive riferite alle pareti. Mi hanno infatti proposto la costruzione dei muri con la tecnica a "traliccio" in quanto sembra essere (come evidenzia anche lei nel blog) la più economica e pratica da attuare. Mi piacerebbe sentire un suo parere approfondito in merito e sarebbe altrettanto interessante conoscere e confrontare le altre tecniche costruttive utilizzate nelle case prefabbricate in legno.


case ecologiche, case biologiche, case naturaliLa parete esterna delle case prefabbricate è senz’altro l’elemento più innovativo ed interessante che permette alle case in legno prestazioni energetiche di rilievo, con spessori di parete sempre contenuti.

Si tratta di un tema ampiamente trattato, per cui rimando alla lettura degli articoli già pubblicati sull’argomento, come le case prefabbricate a parete massiccia, attraverso l’utilizzo del cosiddetto XLAM, o l’analisi delle pareti a traliccio (o platform flame – baloon frame), che da molti anni si sono affermate come un vero e proprio standard per le case prefabbricate, grazie al loro costo contenuto, l’ottima resistenza statica e all’alto livello di isolamento raggiungibile.


Salve architetto, volevo chiederle un parere sui diversi tipi di pareti che vengono adottati per le case prefabbricate.

Mi pare di capire che i materiali più utilizzati per "riempire" i muri siano la lana di roccia, la fibra di legno e la cellulosa. Non sono riuscito a trovare in rete opinioni imparziali su queste tre tipologie, quindi le vorrei chiedere, quali sono i pro e i contro di questi elementi?? della fibra di legno mi preoccupa il fatto che possano formarsi muffe all’ interno a causa di un non corretto trattamento dell’umidità. Sopratutto mi chiedo, vuoi la cellulosa, vuoi la fibra di legno, con il passare dei decenni non si "polverizzano", non perdono la loro consistenza iniziale, insomma esiste il pericolo di un decadimento interno delle pareti??

Sul mercato delle case prefabbricate, in particolare per i prodotti commerciati nel nostro paese, si è consolidato un graduale passaggio dalle lane minerali alle fibre di legno. Sono oramai rare le case in legno con coibentazione in fibra di vetro (materiale dalle ottime capacità isolanti, ma con minore massa e pertanto meno prestazionale rispetto al caldo estiva). La fibra di vetro ha inoltre una certa tendenza a perdere consistenza e ad afflosciarsi nel corso degli anni, per cui sarebbe senz’altro un materiale da scartare.

La lana di roccia, al contrario, è un materiale isolante ideale per molti versi. La sua composizione minerale lo rende inattaccabile da insetti, muffe, funghi. Le capacità coibenti sono ottime e presenta una buona tenuta nel tempo. E’ a buon diritto un isolante naturale che rientra in pieno tra i prodotti utilizzabili in bioedilizia.

Nonostante ciò la tendenza dei produttori di case prefabbricate è di soppiantare la lana di roccia con le fibre di legno ad alta densità, in quanto l’inerzia termica di una parete a traliccio (il cui spessore difficilmente supererà i 30 cm) dipende in buona parte dalla massa dell’isolante interposto tra i montanti in legno. La lana di roccia resta un materiale leggero, poco indicato per proteggere dal calore estivo, tipico del nostro territorio. Le pareti delle case prefabbricate basate su questo materiale presentano valori di sfasamento inferiori rispetto a quelle che prevedono una coibentazione in fibra di legno, assai più adatta e performante, pur con valori di isolamento termico invernale comparabile alle lane minerali.

La fibra di legno ad alta densità utilizzato nelle case prefabbricate è un prodotto naturale, molto stabile e difficilmente attaccabile (anche perché protetto adeguatamente nel pacchetto di parete), realizzato con pressatura di resti di segheria, in forma di tagli scartati e trucioli, senza l’aggiunta di leganti e privi di sostanze nocive, facilmente smaltibili mediante riciclo, compostaggio o combustione.

La massa della fibra di legno rivela un ottimo comportamento acustico nelle case prefabbricate, non solo per il rumore trasmesso dall’aria, ma anche per quello da calpestio e per l’assorbimento acustico in tutti i campi di frequenza.

IL COMFORT ABITATIVO DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

LE CASE PREFABBRICATE COSTITUISCONO UN LUOGO SICURO E SALUBRE PER I PROPRI OCCUPANTI, GARANTENDO UN PIACEVOLE BENESSERE PSICO-FISICO GENERALE.

Il corpo umano scambia continuamente energia con l’ambiente attraverso le modalità di irraggiamento, convenzione, conduzione ed evaporazione, ed è in grado di adattare naturalmente il proprio livello di comfort alle escursioni termiche giornaliere ed alle temperature prevalenti. Il confort termo-igrometrico non deriva pertanto dalla sola temperatura dell’aria bensì da una serie di fattori.
Le case prefabbricate forniscono alti livelli di benessere termo-igrometrico ai propri occupanti, grazie alla proprietà del legno di regolare naturalmente il livello di umidità dell’aria degli ambienti. Esse riescono a conservare eccellenti condizioni di confort in tutte le stagioni, grazie alla capacità del legno di assorbire l’umidità in eccesso o rilasciarla in condizioni di secchezza, senza la necessità di ricorrere ad ausili impiantistici di sorta.
Il legno è un materiale caldo ed un pessimo conduttore di calore, ragione per cui nelle case prefabbricate non si verifica il fenomeno della condensa sui muri dovuto ai ponti termici negli edifici con struttura in cemento armato non isolata, principale causa di muffe e funghi negli ambienti chiusi.
L’alto isolamento delle case prefabbricate permette di ridurre il ricorso all’impiantistica per la regolazione climatica indoor nelle varie stagioni. Nelle case tradizionali il comfort termico viene raggiunto attraverso sistemi attivi di riscaldamento e raffrescamento il cui effetto sull’organismo risulta globalmente poco salutare rispetto ad una termoregolazione passiva e naturale, oltre che dispendiosi e poco efficienti sotto il profilo energetico e della sostenibilità ambientale.
case haas, haas fertigbauQuesti impianti tendono infatti a conservare condizioni di temperatura costanti, a prescindere dalle oscillazioni climatiche esterne. Le case prefabbricate prevedono un minimo utilizzo di questi dispositivi, attribuendo all’involucro dell’edificio il compito di isolare gli ambienti dall’esterno, permettendo di dimensionare al minimo gli impianti di climatizzazione estiva ed invernale per i picchi termici di freddo e caldo.
Una casa in legno a risparmio energetico diverrà garanzia di un piacevole microclima interno, perché i movimenti dell’aria saranno a circolazione naturale, limitati e non forzati dalla presenza di zone calde e zone fredde. Raffreddori, mal di gola, o, peggio ancora, bronchiti, polmoniti e infezioni batteriche dovuti a correnti d’aria fredda e a repentini sbalzi termici sono spesso causati dall’impiantistica stessa, in particolare dall’eccesso di aria condizionata. Una casa in legno richiede un minimo fabbisogno di riscaldamento invernale e non necessita dell’installazione di un impianto di condizionamento estivo, con vantaggi economici ed igienici.
Anche il benessere olfattivo viene assicurato nelle case prefabbricate attraverso una corretta ed efficace ventilazione, sia naturale, grazie alla buona traspirabilità delle superfici, che meccanica, qualora venga installato un apposito impianto di ricambio dell’aria.
Le case prefabbricate in legno migliorano così la qualità dell’aria, preservando la salute degli occupanti.
La costruzione ecologica delle case prefabbricate non prevede inoltre l’utilizzo di vernici e materiali da costruzione e di finitura che rilascino esalazioni tossiche.

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO TEMONO L’UMIDITA’?

MOLTE ZONE DEL NOSTRO PAESE PRESENTANO NOTEVOLI TASSI DI VAPORE D’ACQUA PER LUNGHI PERIODI DELL’ANNO. COME SI COMPORTANO LE CASE PREFABBRICATE DI FRONTE A PERSISTENTI CONDIZIONI DI UMIDITA’ E CHE RIMEDI SI POSSONO ADOTTARE PER UN’EFFICACE PROTEZIONE DELLE CASE IN LEGNO?

Gentile Architetto Crivellaro, ho una casa prefabbricata costruita 2 anni fa sulle colline del lago di Garda. Il problema che si presenta oramai da 2 inverni è l’elevato tasso di umidità(60-68% in inverno, misurata da uno strumento elettronico), troppo alto per una casa di legno . Ho fatto presente il tutto alla ditta di case prefabbricate, la quale mi consiglia di inserire la ventilazione meccanica controllata (quando ho acquistato la casa non ne hanno nemmeno accennato). Ora, poiché il problema è evidente, mi dicono che la zona è troppo umida, consigliandomi questo apparecchio.

case prefabbricateConsiglio innanzitutto di rileggere questo vecchio articolo sull’argomento, rimarcando che, in presenza di umidità costante, la casa va progettata accuratamente. Dovrebbe essere cura del tecnico, prima ancora che della ditta di case prefabbricate, la scelta della tecnica costruttiva più efficace per la protezione della struttura e degli isolamenti.
Rispondo innanzitutto (un po’ brutalmente) alla sua richiesta con una domanda: dove era il suo architetto quando ha scelto di costruire con questa ditta?
Le aziende di case prefabbricate in legno dovrebbero offrire un servizio di consulenza al cliente adeguato e suggerire la soluzione realizzativa più adeguata alla zona ed efficace rispetto alle specificità bioclimatiche e, tuttavia, il ruolo del tecnico è fondamentale nelle scelte tecnico-costruttive e non dovrebbe per nessun motivo ricadere sul solo committente.
In taluni casi si deve sconsigliare di costruire l’edificio come casa prefabbricata o suggerire un pacchetto di materiali non igroscopici ed adeguatamente protetti all’esterno (magari maggiorando lo spessore del cappotto esterno).
Quanto alla ventilazione meccanica controllata a recupero di calore, si tratta di un sistema impiantistico il cui scopo è primariamente il ricambio completo dell’aria interna all’edificio, minimizzando le dispersioni termiche. Un positivo effetto collaterale è certamente il mantenimento di un tasso di umidità sempre accettabile, in quanto l’umidità in eccesso viene espulsa all’esterno. Vi sono impianti piuttosto sofisticati che permettono di raffrescare e deumidificare l’aria efficacemente, ma in genere la ventilazione consente una perfetta gestione del microclima interno delle case prefabbricate, a fronte di un costo di investimento non eccessivo, bassi consumi energetici e minime manutenzioni. Un impianto di questo tipo si dovrebbe però installare inizialmente e non dopo le finiture, in quanto l’intervento si rivela piuttosto invasivo se effettuato a posteriori.
Nel caso specifico del lettore, bisognerebbe conoscere la fonte del problema innanzitutto (dando per scontato che non si tratti di un sistema "blockhaus").
Si tratta solo di umidità ambientale o proveniente anche da fonti interne all’abitazione (acqua sanitaria o vapore prodotto con la cottura dei cibi). Sono presenti barriere o freni al vapore all’interno delle pareti esterne? Il tetto è ventilato? Viene effettuato un regolare ricambio d’aria attraverso l’apertura manuale dei serramenti? Che isolante è presente all’interno della parete (fibre di legno, lane minerali)? Il cappotto esterno è traspirante e che spessore ha? L’impianto di riscaldamento è a radiatori o a pavimento?
Potrebbe essere comunque utile installare un impianto di deumidificazione o accendere di tanto in tanto un piccolo deumidificatore, soprattutto d’inverno. Anche un eventuale camino (o stufa) consentirebbe di abbassare drasticamente il tasso di umidità dell’aria, producendo un calore economico e piacevole per tutta l’abitazione.

ECO-INCENTIVI 2010 PER LE CASE PREFABBRICATE

IL GOVERNO HA EMANATO RECENTEMENTE UN DECRETO ATTO AD INCENTIVARE IL RICORSO ALLE COSTRUZIONI A RISPARMIO ENERGETICO, UNA LEGGE INTERESSANTE CHE POTREBBE AVVANTAGGIARE, ALMENO IN TEORIA, IL SETTORE DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO.

Gent. Arch. Crivellaro, le scrivo per sapere se è a conoscenza di informazioni relative al recente decreto legge (19 marzo 2010) con cui l'attuale governo si impegna ad incentivare l'acquisto delle cosiddette eco-case.
Per ora c'è molta confusione sulle modalità di applicazione di tale legge. Da qualche parte si legge di "sconti fino a 7000€", da un'altra viene fatto un discorso legato alla certificazione energetica della casa, e altrove scrivono che bisogna fare tutto online e pure affrettarsi.
Le chiedo se può gentilmente fare chiarezza sull'argomento, visto che magari attraverso i suoi contatti ha modo di diradare la nebbia che - ad oggi - circonda questa interessante legge. Mi sarei aspettato una reazione più dinamica da parte dei produttori di eco-case (con annunci di sconti ed ecoincentivi sui vari siti a cui magari vada ad aggiungersi uno sconto ulteriore da parte dei rivenditori stessi, come accadde per l'auto), ma per ora direi che non c'è stata.


ecoincentivi, eco-incentivi, ecocase, eco-casePartiamo dai dati concreti.
Il cosiddetto bonus per le ecocase prevede “per abitazioni acquistate che risparmiano il 30% di energia e cioè appartenenti alla classe B, ecoincentivi che contribuiscono con 83 euro a mq fino ad un tetto massimo di 5.000 euro. Per l’acquisto di case che consentono un risparmio energetico del 50% e che quindi appartengono alla classe A, il contributo è di 116 euro al mq fino ad un massimo di 7.000 euro”.
Una prima considerazione va dunque fatta, riferendoci alle case prefabbricate.
Anche ipotizzando di godere del beneficio maggiore, per un’abitazione di 220.000 € (un prezzo che si andrebbe a spendere realisticamente per le case prefabbricate in legno di medie dimensioni), si tratta di uno sconto di poco superiore al 3%. Meglio di nulla, ma senz’altro non può essere definito un contributo significativo. Non a caso le associazioni dei consumatori hanno manifestato il loro dissenso verso il decreto legge, ritenuto poco incentivante verso l’acquirente di abitazioni a basso consumo. Va anche ammesso che la congiuntura economica attuale impone un certo realismo e che da qualche parte questi soldi vanno presi. A tale proposito, è da segnalare che il governo ha stanziato complessivamente 60 milioni di euro, un tetto che potrebbe essere raggiunto in tempi brevi.
Gli incentivi sono entrati in vigore il 15 aprile 2010 e l'accesso sarà consentito, su prenotazione, fino al 31 dicembre 2010 e, comunque, fino a esaurimento delle risorse.
Ma quali sono le procedure previste per l’erogazione del bonus per l’acquirente delle case prefabbricate? In teoria è abbastanza semplice. Per ottenere l’ecoincentivo si deve presentare innanzitutto il documento di certificazione energetica (obbligatorio in molte regioni) che deve inquadrare la classe energetica dell’edificio, A o B appunto.
Va fatta contestualmente richiesta all’ENEA, che deve rilasciare un parere entro 30 giorni dal ricevimento della documentazione da parte del costruttore di case prefabbricate.
Successivamente, è la stessa ditta di case in legno che deve prenotare l’incentivo presso lo specifico servizio che le Poste Italiane hanno predisposto, allegando il certificato energetico e l’approvazione ENEA, pena la decadenza del beneficio.
Il rimborso dovrebbe essere erogato direttamente alla ditta di case prefabbricate in legno tramite bonifico entro 45 giorni, mentre lo sconto verrà fornito direttamente dalla stessa azienda al cliente con l'acquisto dell’abitazione.

Resta purtroppo il ragionevole dubbio che, non essendo quasi mai previsto un rogito notarile, come previsto dal decreto (in quanto chi acquista una casa in legno è quasi sempre proprietario del terreno) la legge non trovi adeguata applicazione allo specifico ambito delle case prefabbricate.

UN APPROCCIO “ETICO” ALLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

COSTRUIRE UN EDIFICIO ECOLOGICO A RISPARMIO ENERGETICO E’ UN INVESTIMENTO ECONOMICO CON UN RITORNO CERTO NEL TEMPO.
LE NUOVE NORMATIVE SPESSO PERMETTONO DI ACCEDERE A RIDUZIONI SUGLI ONERI O AGEVOLAZIONI DA PARTE DELLE AMMINISTRAZIONI COMUNALI.

Si tratta di ottimi argomenti, stimolanti e persuasivi nei confronti del cliente, spesso indeciso se rinunciare alle rassicuranti certezze delle costruzioni tradizionali in cambio di vantaggi energetici spinti (e certificati).
Quando si realizza un’abitazione, non solo in legno, gli attori in campo sono parecchi e con interessi diversi.
Il committente punta al miglior rapporto qualità-prezzo possibile, non è disposto ad arretrare sulle finiture, ma comincia a valutare positivamente un sacrificio per il risparmio energetico (soprattutto sull’acquisto di un’impiantistica basata sull’impiego di fonti rinnovabili come il solare o la geotermia, ma anche per migliorare l’efficienza dell’involucro).
Il tecnico incaricato, geometra, ingegnere o architetto che sia, più o meno dotato e preparato, ha il compito di indirizzare il cliente verso le scelte più efficaci e di dare coerenza tecnica e progettuale alle richieste del proprio committente. La scelte costruttive e dell’impresa esecutrice in particolare rivestono un ruolo cruciale sulla buona riuscita dell’iniziativa.
A volte, troppe volte, il tecnico si fa condizionare da fattori non propriamente cristallini sotto il profilo morale, finendo per indirizzare il cliente verso il costruttore con i migliori “argomenti” (credo e spero di essere stato abbastanza chiaro…).
L’impresa, soprattutto in un momento di crisi dell’edilizia come quello attuale, spesso sembra disposta a limare il prezzo pur di ottenere l’appalto, per poi recuperare una buona fetta di guadagno a consuntivo, forzando le pecche del computo metrico estimativo o caricando i costi per le varianti e le modifiche in corso d’opera.
Le amministrazioni e gli uffici tecnici comunali rendono difficoltoso il cammino burocratico, magari favorendo i tecnici più inseriti nel territorio ed ostacolando, più o meno volutamente, i progetti non sponsorizzati. Iter ad ostacoli e tempi dilatati sono ad oggi una triste realtà nel rapporto del cittadino con gli organi competenti.
In molti paesi del nord Europa i clienti che vogliono costruire case prefabbricate in legno seguono una strada piuttosto diversa che, paragonata alla nostra realtà, appare sicuramente utopica.
E’ infatti sufficiente recarsi presso una tra le tante serie aziende di case prefabbricate, scegliere la casa che più si adatta alle nostre esigenze e la campionatura di capitolato presso il centro espositivo. La ditta di case in legno si occupa di tutti gli aspetti burocratici direttamente, dato che non è necessario un tecnico abilitato per procedere alla presentazione del progetto. Nel giro di pochissimi mesi si è in grado di iniziare i lavori con tempi e costi certi, potendo pianificare serenamente gli aspetti economici nei tempi e nelle modalità più convenienti. Nessuna sorpresa dovuta ad extra-costi imprevisti o a tempi di programmazione senza data di scadenza. Sembra un sogno, ma si tratta di una prassi consolidata da tempo.
Nel nostro paese si sono fatte scelte politiche in passato mirate a creare posti di lavoro anche inutili, pur di abbassare il livello della disoccupazione, sia nel pubblico che nel privato. Senza tirare banalmente in ballo categorie come i notai o i dipendenti comunali, resta la constatazione che, salvo i progetti più importanti, si potrebbero in quasi tutti i casi abolire le commissioni edilizie ricorrendo allo strumento della D.I.A. o agevolare per merito i progetti più virtuosi (bioedilizia e risparmio energetico) e non solo quelli dei tecnici “amici”.
Il settore delle case prefabbricate in legno può però essere un occasione anche per il cliente stesso, che ha l’occasione di fare un piccolo gesto di rispetto nei confronti dell’ambiente, valorizzando le scelte più ecologiche in accordo con il proprio architetto. Quest’ultimo avrà l’occasione di valutare oggettivamente le ditte sulla base delle caratteristiche tecnico-costruttive, del rapporto q/p, non influenzato da interessi personali o di amicizia con l’impresario. L’azienda che realizzerà la nostra casa, infine, ha la possibilità di confrontarsi con il cliente alla luce del sole, valutando l’incidenza delle singole voci di listino sul costo finale. L’obiettivo comune resta in fatti di fissare un prezzo univoco e bloccato a garanzia reciproca senza possibilità di richieste o contestazioni successive.
Per concludere, costruire una casa resta una sfida lunga, difficile e costosa. Un approccio diverso da parte di tutte le figure coinvolte è però possibile se è innanzitutto il committente stesso a pretenderlo. Le scelte che stanno alla base di chi decide di rivolgersi alla bioedilizia (come cliente) o alla bioarchitettura (come tecnico), ed in particolare alle case prefabbricate in legno, vanno quasi sempre al di là del semplice tema abitativo e coinvolgono ben altri aspetti del vivere, come scelta di vita profonda e duratura.