ARGOMENTI SULLE CASE PREFABBRICATE

GLI ARTICOLI SULLE CASE PREFABBRICATE A BASSO CONSUMO SONO ORAMAI TANTISSIMI.

E’ SEMPRE PIU’ DIFFICILE TROVARE NUOVI ARGOMENTI DA APPROFONDIRE CHE NON SIANO STATI TRATTATI, ANCHE A PIU' RIPRESE ED IN DIFFERENTI POST.

Vorrei chiudere questo 2010 con un post “atipico”.
Questo blog sulle case prefabbricate ha tantissimi lettori, ma, stranamente, pochi commenti ai singoli articoli.

Nonostante ciò, ricevo molte mail per consigli e consulenze personalizzate.

Come detto spesso, non sono in grado di soddisfare queste richieste, tranne per veloci risposte.

Mi giungono spesso domande che contengono interessanti spunti, che spesso sfrutto per scrivere nuovi articoli su argomenti non ancora trattati sulle case in legno.

Una volta tanto chiedo uno sforzo ai miei lettori nel fornirmi lo spunto per nuove tematiche da approfondire, curiosità, suggerimenti e dubbi sulle case prefabbricate.

Sbizzarritevi senza paura.

Potete utilizzare i commenti sotto a questo post o scrivermi una mail.

Mi piacerebbe anche ricevere dei consigli su come migliorare il sito nella grafica e nell’impaginazione, ma anche critiche e rimproveri sono bene accetti.

CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE – DEFINIZIONE

Salve, leggevo il suo sito molto interessante.
Ho una sola domanda:
ma per una casetta in legno o prefabbricata che sia ci vuole un terreno edificabile?

Si.  Punto.   E potrei chiuderla qui.
Se parliamo di case in legno a basso consumo, a parete massiccia o a telaio, finite a cappotto intonacato ed ancorate su fondazioni, ci riferiamo a edifici a tutti gli effetti.
Le case prefabbricate sono un’alternativa costruttiva alle soluzioni tradizionali, basate su muratura e cemento armato. 
Necessitano di permessi a costruire al pari di qualsiasi altro volume edilizio. 
Vanno quindi autorizzate secondo la prassi burocratica prevista dal comune di competenza.
Non mi sembra di avere sinora sottovalutato il tema, tuttavia può essere utile rinfrescare qualche vecchio link, vista l’ostinazione delle domande.

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO “ABUSIVE”
CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE – AUTORIZZAZIONI

Chiaramente tutto ciò che esula dalle case prefabbricate oggetto di questo blog può essere realizzata, almeno teoricamente, perseguendo altre strade (informatevi, non sempre le amministrazioni tollerano).
Mi riferisco a case mobili, casette da giardino, gazebi ed altre strutture non permanenti.
L’unico elemento in comune resta chiaramente il legno come materiale da costruzione.
Per il resto si tratta chiaramente di edifici destinati a ben altri usi (campeggi, annessi, box auto) che non pretendono, fortunatamente, di sostituire le tradizionali abitazioni in laterizio, oltretutto non isolati termicamente e pertanto rivolti ad altri settori.

LA CONCESSIONE EDILIZIA DELLE CASE PREFABBRICATE

L’OTTENIMENTO DEI PERMESSI EDILIZI PER LE CASE PREFABBRICATE SEGUE LA MEDESIMA TRAFILA DI QUALSIASI ALTRO PROGETTO EDILIZIO.
LE CASE IN LEGNO SONO UNA SEMPLICE ALTERNATIVA COSTRUTTIVA AI SISTEMI TRADIZIONALI BASATI SU CEMENTO, ACCIAIO E LATERIZIO, E NON PREVEDONO STRADE PREFERENZIALI O SCORCIATOIE.

Mi sembra di aver capito che per costruire una casa in legno devo seguire una prassi particolare.
Mi hanno detto che non serve un vero e proprio permesso di costruzione.
Serve la concessione edilizia o basta un’autorizzazione?
Non è che il comune possa bocciare il progetto?
Non dovrebbe essere necessario rivolgersi ad un tecnico, ma fanno tutto le ditte. So che è più difficile avere un permesso per le case prefabbricate.

case prefabbricateE’ più facile, è più difficile, non serve un permesso, serve un’autorizzazione “speciale”.
Molto semplicemente, le case prefabbricate sono una semplice alternativa costruttiva ai sistemi dell’edilizia tradizionale. Il progetto di una casa in legno segue il medesimo iter burocratico di qualsiasi altra costruzione.
Serve un tecnico abilitato (architetto, geometra, ingegnere) per la presentazione e per ricoprire il ruolo di direttore dei lavori. Dobbiamo incaricare tutta una serie di figure per le strutture, per l’indagine geologica, per il progetto degli impianti e la sicurezza sul cantiere.
Limitandoci al tema dell’articolo, il permesso di costruire verrà concesso dall’amministrazione comunale che richiederà una serie di documenti.
Ogni comune ha la sua prassi e sarà cura del progettista preparare la documentazione tecnica necessaria. Il progetto potrà essere esaminato da una Commissione Edilizia, ma vi sono Comuni che si limitano ad un’istruttoria interna. A volte può bastare una semplice D.I.A. (denuncia di inizio attività), altre ancora possono essere presenti dei vincoli che richiedono il parere preventivo (ad esempio paesaggistico) della Soprintendenza ai Beni Ambientali.
In ogni caso le case prefabbricate non si differenziano dai sistemi tradizionali e non comportano sconti o documentazione aggiuntiva.
In taluni casi il basso consumo energetico (documentato dall’attestato di certificazione o da una relazione di calcolo) possono comportare uno sconto sugli oneri o un bonus volumetrico.
Le case prefabbricate (a telaio o massicce) con cappotto esterno intonacato appaiono identiche a quelle in laterizio e non presentano particolari problemi nell’ottenimento dei permessi. Un discorso a parte va fatto solo per gli edifici in legno “a vista”, non sempre accettati sul territorio italiano, soprattutto nei contesti urbani con caratteristiche omogenee.
Taluni comuni impongono al cittadino di adottare soluzioni costruttive tipiche della zona e previste dal regolamento edilizio (pluviali in rame, coppi in laterizio, balconi di foggia tipica, utilizzo di rivestimenti in pietra, forma delle aperture, gronde rivestite, montaggio di scuri in legno….). Anche in questo caso le case prefabbricate sono costruzioni versatili che rispondono positivamente alle prescrizioni, senza compromessi o penalizzazioni.

IL PROCESSO INDUSTRIALE DELLA CASE PREFABBRICATE

LE GRANDI AZIENDE DI CASE PREFABBRICATE PRODUCONO LE STRUTTURE DELLE ABITAZIONI IN LEGNO ALL’INTERNO DI VERI E PROPRI STABILIMENTI.
LA MAGGIOR PARTE DEL PROCESSO PRODUTTIVO AVVIENE SECONDO UN PROCEDIMENTO AUTOMATIZZATO, DI TIPO PRETTAMENTE INDUSTRIALE.

Questo aspetto delle case prefabbricate, a grandi linee, è abbastanza conosciuto, seppur sottovalutato e mai compreso a fondo.
La prefabbricazione delle case in legno segue infatti una precisa pianificazione delle varie fasi, dal progetto esecutivo al taglio del legno, dall’assemblaggio delle pareti sino al montaggio sul cantiere.
Un procedimento produttivo di tipo industriale presenta indubbi vantaggi, ma comporta anche qualche limite, in particolare rispetto alla flessibilità delle soluzioni offerte.
La standardizzazione delle scelte costruttive innalza la qualità complessiva delle case prefabbricate, permette di concedere al cliente lunghe garanzie a fronte di tecniche collaudate e certificate.
Le migliori aziende di case prefabbricate mettono a disposizione un ampio pacchetto di proposte per ogni componente dell’edificio, valido per (quasi) ogni esigenza.
Premetto che sto riferendomi ad elementi legati al cosiddetto “grezzo avanzato”, ovvero all’involucro ed alla struttura della costruzione.
case prefabbricatePrendiamo ad esempio i serramenti esterni. Solitamente non è possibile montare qualsiasi finestra pretenda il cliente, ma viene offerta una sola marca, collaudata ed adattata alle pareti dell’azienda.

Questo implica che pochissime ditte di case prefabbricate in legno permettono di scorporare i serramenti esterni o di montare quelli “di-design-high-tech” da noi ardentemente richiesti.
Sarà possibile scegliere una vasta gamma di colori e materiali (legno-alluminio, legno-legno, pvc), aumentarne l’isolamento con l’installazione di tripli vetri e migliorare la sicurezza di vetro e telaio, ma dovremmo comunque limitarci a quell’azienda di serramenti inclusa nello standard (solitamente di alto livello, soprattutto dal punto di vista dell’isolamento termico, salvo pochissime eccezioni.
Un’impresa di costruzioni tradizionale è in grado di installare praticamente qualsiasi serramento, una ditta di case prefabbricate no (o non vuole farlo).
Mentre l’impresa opera infatti artigianalmente, le case in legno realizzano i propri edifici industrialmente.
Il termine “case prefabbricate” identifica chiaramente la natura di queste costruzioni.
Non significa unicamente che le pareti vengono prodotte in stabilimento, ma piuttosto che la ditta ci farà scegliere una gamma di varianti per ogni componente dell’edificio, tutte ugualmente valide e collaudate, che non sarà possibile snaturare (se non a fronte di prezzi difficilmente comprensibili).
Ancora un esempio. Supponiamo che le pareti esterne proposte abbiano uno spessore di 30 cm e che 20 cm siano occupate dalla struttura portante. Il cliente potrebbe pretendere che la struttura venga maggiorata sino a 25 cm, ma difficilmente potrà essere accontentato. Tutto il processo produttivo delle case prefabbricate prevede quelle specifiche misure, a partire dalla calibrazione delle macchine per il taglio sino al montaggio delle finestre.

Le ditte più flessibili (le più piccole, in genere) possono adattare le misure, applicando comunque un sensibile rincaro dei costi, mentre i grandi costruttori di case in legno non riescono ad esaudire la richiesta e rinunciano al contratto.
E’ importante che ci si renda pienamente conto a priori di ciò che sta acquistando, accettandone le caratteristiche, comprendendo che i vantaggi delle case prefabbricate derivano soprattutto dalla natura industriale di queste costruzioni.

NON NASCONDIAMO LE CASE PREFABBRICATE

LE CASE PREFABBRICATE SONO IN GRADO DI MIMETIZZARSI PERFETTAMENTE TRA QUELLE TRADIZIONALI. UNA CASA IN LEGNO PUO’ ESSERE DIFFICILMENTE INDIVIDUABILE … ANCHE A DISTANZA RAVVICINATA.

Mi interessano molto le case prefabbricate, ma mi piace molto la sensazione di solidità di una abitazione in mattoni. Vorrei poi avere un muro in pietra all’interno del soggiorno e che le finestre fossero contornate da cornici in marmo, come si usa dalle mie parti. Devo proprio montare il cartongesso? Mi sembra “leggero”, così come il cappotto esterno, non è che si “sfonda” facilmente?

Potrei raccontarle che i contorni si possono montare comunque, che il cappotto ha una buona resistenza meccanica, che i muri sono solidi quanto e più di quelli in muratura, che esistono rivestimenti in pietra che possono essere utilizzati sia all’interno che all’esterno degli edifici.
Ma questa volta preferisco assecondare le sue paure, sconsigliando vivamente di realizzare la sua casa con il legno. Il basso consumo energetico si può ottenere anche con le costruzioni tradizionali (spenderà un po’ di più, ma è senz’altro possibile e potrà dormire serenamente).
case prefabbricateCome dice, architetto, si è svegliato con la luna storta?
Si figuri, sto benissimo, ma oggi vorrei contraddirmi un po’ e riflettere ad alta voce, senza vergogna.
Le case prefabbricate sono solide e ben rifinite. Perché allora una casa in legno deve sembrare a tutti i costi un edificio in muratura?
Tra i tanti pregi di questi edifici vi è proprio la capacità di adattarsi perfettamente alle esigenze del cliente, senza particolari limiti progettuali e formali.
Alcune caratteristiche delle case prefabbricate comportano necessariamente qualche compromesso. Non vedo oltretutto il senso di celarne a tutti i costi la natura.
Ho un cliente che non vuole rassegnarsi al fatto che non è semplice installare delle zanzariere scorrevoli all’interno del muro della propria abitazione (diciamo pure che non è possibile). Mi rendo conto che il problema degli insetti può essere fondamentale e fastidioso, ma nella parete esterna a telaio da lui scelta, tale dispositivo non trova proprio posto.
Possono essere comunque montate sul telaio delle finestre delle case in legno (una soluzione efficace), ma il semplice fatto che non si possano installare dove “ha deciso lui” lo porta a ripensare a tutte le scelte fatte e a dirottare sul laterocemento.
Per principio. Per delle banali (con tutti il rispetto) zanzariere.
Mi vengono in mente mille esempi. Nel campo dei televisori gli schermi al plasma e quelli lcd hanno caratteristiche diverse, pregi e difetti. Le nostre specifiche esigenze possono spostare la scelta verso l’una o l’altra parte. Per qualcun altro la valutazione sarà differente, ma avremo ragione entrambi.
Meglio diesel o benzina? Carne o pesce? Rosso o nero?
La mia auto per molti è brutta, ma la sua forma le consente un cx aerodinamico di 0,26, assai elevato, che permette di fendere l’aria e di risparmiare carburante, che è la vocazione di questa vettura … ibrida (e qui mi fermo). Quella è la sua forma.
Le case prefabbricate assomigliano (moltissimo) a quelle tradizionali, ma qualche (piccolo) particolare le differenzia. Non vedo perché debba essere un problema; se scelgo una casa in legno lo faccio per i suoi innumerevoli pregi e mi sembra implicito che ne debba accettare anche le caratteristiche, i limiti e gli “svantaggi”. Se tali vincoli sono eccessivi, inevitabilmente sceglierò di costruire in tradizionale.
Ovviamente un muro in legno suonerà più “vuoto” di una tramezza in laterizio.
Se questo è un problema, le case prefabbricate non fanno per noi e non ne abbiamo compreso ne lo spirito ne il senso. Peccato!

CASE PREFABBRICATE E REGOLAMENTI EDILIZI

L’OFFERTA DI CASE PREFABBICATE A CATALOGO DA PARTE DELLE DITTE DEL SETTORE E’ AMPIA ED INTERESSANTE. ALCUNI MODELLI SONO DAVVERO ACCATTIVANTI, PERFETTAMENTE CONCEPITI, CON UN INTELLIGENTE DISTRIBUZIONE DELLO SPAZIO INTERNO E UNA ACCORTA DISPOSIZIONE DELLE APERTURE IN FACCIATA.

Le case prefabbricate, escluse le strutture blockhaus (a vista), sono indistinguibili dalle costruzioni tradizionali. Il loro inserimento nel contesto urbano, in particolare nel loro ambiente naturale che è il tipico tessuto residenziale delle villette ad uno o due piani, appare semplice e quasi sempre possibile.

La scelta di uno specifico modello a catalogo, soprattutto se concepito per realtà urbanistiche lontane come i paesi del nord Europa può portare però ad inattesi dinieghi da parte degli uffici tecnici comunali.

case prefabbricatePartiamo dal tetto. L’inclinazione delle falde della copertura in Germania o Austria è spesso accentuata per permettere lo scivolamento della neve. Quasi sempre il sottotetto è abitabile con grosse differenze tra le altezze interne dal punto più basso al colmo. Sul tetto delle case prefabbricate vengono montate tegole piane in cemento al posto del tradizionale coppo curvo in laterizio.

L’avvolgibile è preferito per la sua comodità alla persiana, quest’ultima molto diffusa in gran parte del nostro paese, evitando di dover agire sull’oscuramento aprendo le finestre (coerentemente con la vocazione anti-disperdente delle case prefabbricate). Le tapparelle sono però spesso rifiutate dai comuni.

I pratici e funzionali pluviali in pvc sono mal visti dalle amministrazioni comunali che impongono l’adozione lattonerie in rame per la maggior parte degli edifici residenziali.

Le cornici in marmo e pietra attorno a finestre e porte finestre non sono facilmente installabili sulle case prefabbricate (anche per evitare ponti termici) a causa del peso e della difficoltà di inserimento in fase di realizzazione.

I comuni non accettano volentieri la semplice simulazione tali contorni con un rilievo del cappotto o del semplice polistirolo finito a cementite e tinteggiato. Anche l’utilizzo di elementi ricostruiti che riproducono la pietra non è sempre considerato sufficiente per rispondere alle prescrizioni comunali o paesaggistiche locali.

Anche i vincoli di tipo urbanistico possono impedire la scelta di un edificio standard. I pochi lotti oramai disponibili sul territorio italiano impongono sovente una sagoma dell’edificio non compatibile con la forma della casa a catalogo scelta o dispongono di una cubatura insufficiente.

E’ peraltro chiaro che i prezzi dei terreni spingono l’acquirente verso i terreni più convenienti, quasi sempre meno appetibili, di piccole dimensioni e con poco volume disponibile.

Si tratta di situazioni piuttosto frequenti, che costringono a dirottare la scelta su una casa prefabbricata a progetto, studiata specificatamente per rispondere ai vincoli imposti.

Difficilmente le amministrazioni comunali saranno infatti (giustamente) disposte a chiudere un occhio o a concederci deroghe rispetto agli strumenti urbanistici.

Per questo motivo, lo ripeto per l’ennesima volta, il ruolo del progettista è fondamentale.

Un bravo tecnico deve saper cogliere l’essenza delle case prefabbricate, affrontare il progetto nel rispetto delle caratteristiche del materiale e della vocazione dell’intervento, privilegiando le scelte razionali e il risparmio energetico.

Una buona casa a progetto dovrà avere la stessa qualità progettuale di un edificio a catalogo, con una migliore qualità urbana, nel rispetto dei vincoli edilizi ed urbanistici.

(ULTERIORI) DOMANDE SULLE CASE PREFABBRICATE

ANCORA RISPOSTE AD ALTRE VOSTRE DOMANDE SULLE CASE PREFABBRICATE.
GLI ARTICOLI TEMATICI SONO MOLTO UTILI, PERCHE’ VANNO AD AFFRONTARE ARGOMENTI SPECIFICI SULLE CASE IN LEGNO A BASSO CONSUMO, MA SPERO POSSA INTERESSARE ANCHE LA PUBBLICAZIONE INTEGRALE DI QUALCHE MAIL.

Leggendo qua e là ho capito che il prezzo al mq per una casa in legno prefabbricata è sui 1200/1300 € al mq, chiavi in mano. Che lavori devo farci in aggiunta? L’impianto elettrico, ad esempio, mi risulta già incluso nelle case prefabbricate.
Il prezzo delle case prefabbricate dipende da una serie di fattori.
Il sistema costruttivo scelto può spostare parecchio i costi, a parità di superficie (l’X-Lam incide maggiormente rispetto al telaio in legno).
Vi sono ditte di case prefabbricate che hanno listini più leggeri di altre, ma è chiaramente opportuno capire cosa davvero stiamo cercando. Se compro un automobile sono conscio che un’auto coreana può essere più conveniente rispetto ad una di pari cilindrata di fabbricazione tedesca, ma, probabilmente, non si tratta di vetture di pari livello.
Per non parlare dell’incidenza dei fattori di forma, dell’impiantistica e delle finiture.

case in legno, case di legnoIl costo di urbanizzazione non ho idea di quanto possa incidere.
So che dipende da comune a comune, però vorrei sapere se più o meno ci si può fare un'idea.
Mi prenderei un paio d’ore per recarmi nell’ufficio tecnico comunale dell’edilizia privata del suo comune per approfondire di persona la questione.

Se ha già incaricato un progettista, dovrebbe essere tranquillamente in grado di fornirle questo dato. Non mi è comunque possibile fornirle cifre, poiché ogni comune ha la sua specifica prassi.
Vi sono amministrazioni che concedono sconti per l’edilizia sostenibile (le case prefabbricate rientrano in pieno in questa categoria) ed altre che tra oneri di urbanizzazione e costo di costruzione possono presentare un conto di 30-40.000 € al cittadino.

Ho guardato sinora solo le ditte tedesche e altoatesine che propongono case prefabbricate, sulle quali vorrei orientarmi per contenere le spese. Faccio bene?
Le ditte tedesche ad altoatesine hanno una notevole esperienza nel settore delle case prefabbricate, sono sul mercato da tanti anni ed hanno perciò effettuato moltissimi montaggi. Qualitativamente propongono un prodotto di buon livello ed hanno listini comunque interessanti, quindi si tratta di una buona scelta.

Ho escluso la ditta XXXXX, mio primo amore, perchè credo sia la più cara. Sbaglio?
Direi di si. Non escluderei a priori una ditta che mi piace, ma le chiederei in ogni caso un preventivo da confrontare con le altre aziende di case prefabbricate. In questo caso le sensazioni positive e la fiducia (anche umana) hanno un peso da non sottovalutare.

So che sei architetto e che dovresti consigliarmi di affidarmi a un professionista che realizzi insieme a me un progetto adeguato alle mie esigenze, ma mi piacerebbe avere un consiglio sulle mie deduzioni, veloci e per nulla sostenute da analisi.
Ps. La voglio in legno, perchè calda, silenziosa, viva, poetica.
Il ruolo del tecnico è fondamentale. Ogni giorno la mia esperienza in questo settore aumenta e conosco nuove persone, con i loro sogni, dubbi e certezze.
Il cliente delle case prefabbricate è sempre più preparato e si avvicina al momento della scelta con consapevolezza e capacità di giudizio. Tuttavia questo non deve farci sopravvalutare le nostre capacità. Io posso essere appassionato di giardinaggio, ma non avrò mai le competenze di un laureato in agraria o di un professionista del settore, così come le auto-diagnosi sono spesso sbagliate (e pericolose).
Il progettista si aggiorna quotidianamente e non si può prescindere dalla sua professionalità, che non è una semplice firma sui disegni o un paio di sopralluoghi in cantiere. Le normative attuali (giuste o sbagliate che siano) sono sempre più complesse e richiedono un grande impegno professionale e competenze sempre maggiori ai tecnici progettisti.
Un cliente con le idee chiare è senz’altro positivo e può dare vita ad una sinergia vincente con il proprio architetto, ma non dovrebbe mai prevaricarne il ruolo sino a sostituirne la figura.

IL RISCHIO INCENDIO PER LE CASE PREFABBRICATE

"IL LEGNO BRUCIA".
AFFERMAZIONE SCONTATA, MA SOLO IN APPARENZA BANALE.
IL COMPORTAMENTO AL FUOCO E LE MODALITA’ DI COMBUSTIONE DI QUESTO MATERIALE SONO POCO NOTE E VANNO VALUTATE SOPRATTUTTO NELL’OTTICA DELLA SICUREZZA DELLE CASE PREFABBRICATE.

Le case prefabbricate in legno vengono ritenute a torto ad alto rischio di incendio. Basterebbe constatare che le assicurazioni, che dovrebbero essere per definizione i primi soggetti interessati a valutare la reale pericolosità di un eventuale evento, applicano inaspettatamente gli stessi premi per le polizze incendio sui fabbricati tradizionali in laterocemento e le case prefabbricate.
E’ un aspetto di non poco conto su cui meditare, basato sulla conoscenza di principi fisici ben noti.
Solitamente gli incendi che avvengono all’interno di un’abitazione vengono prodotti da un cortocircuito dell’impianto elettrico, dal fuoco del piano cottura, da un mozzicone di sigaretta.
incendio, fuoco, legnoA prescindere dalla causa scatenante, il problema è la rapida estensione ai tendaggi e alle stoffe degli arredi. Le strutture per essere coinvolte necessitano di alte temperature e nella maggior parte dei casi il principio di incendio può essere rapidamente circoscritto.
Nelle case prefabbricate il telaio portante che costituisce l’ossatura dell’edificio si trova all’interno di un sandwich di materiali, le cui superfici esterne hanno caratteristiche ignifughe. I pannelli in cartongesso che troviamo all’interno delle
case in legno e l’isolamento a cappotto intonacato rappresentano di per se una buona protezione.
Nella malaugurata ipotesi di un’estensione alla struttura del fabbricato, va evidenziato il differente comportamento del legno rispetto al cemento armato soggetti al medesimo carico d’incendio.
Il legno brucia molto lentamente dall’esterno all’interno dell’elemento, con modalità note e prevedibili. Gli strati interni vengono “protetti” dall’azione distruttiva del fuoco grazie alle caratteristiche intrinseche del materiale che, ricordiamo, è un pessimo conduttore di calore. Grazie al contenuto d'acqua naturale presente nel legno e alla carbonizzazione della superficie esterna esposta, in caso di incendio la sezione resistente centrale può resistere molto a lungo grazie a questo strato protettivo naturale. La velocità di carbonizzazione del legno è pari a solo 0,7 mm al minuto e lo strato di carbone funge da protezione al fuoco per lo stato esterno, garantendo la portata dell’edificio per alcune ore, un tempo senz’altro sufficiente ad allontanarsi in sicurezza dall’abitazione e, in alcuni casi, per permettere lo spegnimento dell’incendio, limitando i danni all’edificio.
Nel caso di incendi parziali la struttura in legno delle case prefabbricate risulta più facilmente riparabile rispetto a strutture in acciaio o calcestruzzo.
Infatti, nelle strutture in cemento armato, l’acciaio sottoposto ad alte temperature perde repentinamente le proprie capacità portanti in poco tempo, anche solo dopo 15 minuti.
L'acciaio peggiora le proprie caratteristiche meccaniche di resistenza e di resilienza all'aumentare della temperatura, al punto da avere, attorno agli 800°C, una resistenza residua ridotta a circa il 10-20% di quella a temperatura ambiente, cioè le caratteristiche meccaniche peggiorano dell'80-90%.
Molte edifici tradizionali possono collassare improvvisamente, con grave rischio di crollo per gli occupanti. Le barre in acciaio inoltre perdono in modo irreversibile le proprietà statiche e di resistenza, rendendo spesso necessaria la demolizione anche per edifici non danneggiati apparentemente in modo grave.
Sembra dunque evidente che il comportamento al fuoco delle case in legno vada riscattato come caratteristica positiva, trasformando una presunta debolezza in un notevole punto di forza.

MATERIALI PER LE CASE PREFABBRICATE

IL LEGNO E’ IL PRINCIPALE MATERIALE DA COSTRUZIONE DELLE CASE PREFABBRICATE. VIENE UTILIZZATO PER LA REALIZZAZIONE DELLE STRUTTURE PORTANTI DI PARETI, SOLAI E TETTO, MA ANCHE PER IL TAMPONAMENTO DEI PANNELLI, COME ISOLANTE E PER LE FINITURE (SERRAMENTI, PAVIMENTI).

In alcuni Suoi articoli Lei sconsiglia la tecnologia delle case prefabbricate a favore delle costruzioni tradizionali in laterocemento. L’unico motivo di questa scelta è legato al progetto, magari troppo “articolato”, che rende inutile ed esageratamente costosa la realizzazione di una casa in legno, oppure ci sono altre motivazioni, magari di carattere ambientale?

Vorrei realizzare una casa in legno in provincia di Parma in zona precollinare; secondo Lei quali potrebbero essere i materiali su cui dovrei non rinunciare per poter avere una casa ben isolata? Leggendo i Suoi articoli ho constatato che scegliere la fibra di legno ad alta densità come isolante associata ad un cappotto in sughero o polistirolo potrebbe essere la soluzione ottimale per questo particolare ambiente(piuttosto umido e freddo in inverno e caldo d’estate). In ogni caso Lei sconsiglia l’utilizzo della fibra di legno come isolante esterno (cappotto) in ambienti particolarmente umidi?


case ecologiche, case naturaliQuell’articolo voleva essere sincero ed avvertire il lettore che non sempre le case prefabbricate costituiscono il sistema costruttivo ideale. In alcuni casi si deve avere l’onestà di ammettere che altre soluzioni, non necessariamente tradizionali, possono essere maggiormente indicate per realizzare l’opera.

Il caso in oggetto, in base agli elementi che mi vengono forniti, si presta ottimamente ad essere realizzato con le case prefabbricate, privilegiando un sistema a telaio con fibra di legno ad alta densità all’interno della parete e come isolante per il tetto (che dovrà essere ventilato). Il cappotto può essere un semplice polistirene di almeno 4 cm di spessore. Va molto bene anche il sughero, che solitamente viene offerto con una sensibile maggiorazione di prezzo.

Le moderne pareti esterne delle case prefabbricate combinano in un autentico “gioco di squadra”, vari materiali di diverso spessore e densità.

Vi sono delle regole generali, adottate dalla maggior parte delle aziende di case in legno, che solitamente offrono a listino diverse soluzioni.

Non esiste una combinazione “ideale”, adatta per tutti i climi. Si può giungere ad un medesimo valore di trasmittanza con pareti di differente concezione e spessore.

Le pareti a telaio (baloon frame, le più diffuse) prevedono una struttura a montanti in legno (la cui distanza dipende dalla statica dell’edificio, ma solitamente ha un interasse di 80-90 cm). I vuoti vengono riempiti dall’isolante che è quasi sempre una fibra o lana (di legno, minerale o di vetro). Gli isolanti a maggior densità sono da preferire poiché, a parità di isolamento, garantiscono una migliore barriera all’ingresso dell’onda di calore nella stagione calda (il famigerato “sfasamento”).

Il tutto viene racchiuso da due pannelli in legno (multistrato, truciolare, osb….).

All’interno alcune ditte di case prefabbricate montano una barriera al vapore o un freno, altre ancora “si fidano” delle proprietà del materiale stesso e propongono la cosiddetta “parete traspirante” (ne parlerò molto presto).

I pannelli in cartongesso fissati alla parete costituiscono lo strato più interno, pronti per essere stuccati, intonacati e tinteggiati.

All’esterno viene sempre fissato un cappotto isolante, la cui funzione è di impedire lo scambio termico con l’interno già a partire dalla superficie dell’intonaco.

I materiali, come accennato possono essere a base naturale, come la fibra di legno (ad alta densità) o la lana minerale. In entrambi i casi la resistenza meccanica di questi cappotti è però piuttosto bassa. La fibra di legno prossima all’esterno e protetta dal solo strato di intonaco non appare certo la soluzione più idonea per garantire la tenuta dell’involucro. Oltretutto eventuali infiltrazioni di acqua possono abbassare parecchio le capacità di isolamento del cappotto.

Il sughero è un eccellente materiale coibente, naturale e con una buona resistenza. Solitamente un edificio con cappotto in sughero viene offerto a prezzi sensibilmente superiori, per ovvie ragioni legate al pregio di questo materiale ed alla lavorazione senz’altro più onerosa rispetto ai cappotti realizzati in polistirene espanso (EPS). Questi ultimi sono la soluzione più diffusa tra i produttori di case prefabbricate, in quanto hanno costi sensibilmente più bassi, ottima robustezza e tenuta nel tempo con minime manutenzioni, alti valori di isolamento ed una discreta compatibilità ambientale (possono essere riciclati).

Il limite maggiore è soprattutto la non traspirabilità del polistirene (nonostante ciò viene installato anche su pareti senza barriera al vapore).

CASE PREFABBRICATE CON MINIMA SPESA

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO A BASSO CONSUMO SONO EDIFICI CON UN ECCELLENTE RAPPORTO QUALITA’ PREZZO.
IL GRANDE RISPARMIO SULLE BOLLETTE ENERGETICHE COSTITUISCE UN GUADAGNO NEL TEMPO CHE NE VALORIZZA L’ACQUISTO.

Ho a disposizione 250.000 € per l’acquisto del terreno e la costruzione della casa. E’ sufficiente per costruire un edificio in legno?
Vorrei realizzare la mia abitazione, ma il mio stipendio attuale mi permette al massimo una cifra di 150.000 per la costruzione. Il terreno, per fortuna, ce l’ho già.
Il budget in mio possesso è basso, conosce qualche ditta di case in legno che costruisca sotto i 1.000 €/mq?
Le ditte di case prefabbricate che ho interpellato mi hanno sparato delle cifre stratosferiche. Possibile che non ci sia un costruttore economico in grado di montarmi l’abitazione a costi ragionevoli?
Solo per il terreno dovrei spendere più di 200.000 €. Me ne avanzano 100.000 €, ce la posso fare?

case prefabbricate, case legno, case in legnoLe case prefabbricate vengono considerate nei paesi di origine (Germania, Austria), soluzioni costruttive economiche. Non a caso il tipico target dei costruttori di case in legno sono le giovani famiglie. Per questo motivo l’acquirente italiano alla ricerca di soluzioni di pregio spesso fatica ad essere accontentato dalle aziende di case prefabbricate. Il motivo è semplice, ma difficilmente viene compreso dal cliente. I costruttori di case in legno, soprattutto le ditte di maggiori dimensioni (e quindi più conosciute sul mercato) realizzano le strutture secondo un processo di tipo industriale. La piccola falegnameria è sicuramente maggiormente flessibile, ma è altrettanto penalizzata a fronte di richieste fuori standard o poco adatte ad essere realizzate in legno.
I costruttori tradizionali del laterocemento sono senz’altro più indicati per questo tipo di esigenze.

Spesso infatti le case prefabbricate non rappresentano la soluzione più indicata e dovrebbe essere compito del nostro tecnico valutarne a fondo i pro ed i contro.
Se il cliente più facoltoso potrebbe lamentarsi, altrettanto complessa è la situazione di chi fatica ad arrivare a fine mese, ma che desidera una casa in legno. In genere il sogno di costruire un’abitazione ecologica a basso consumo si infrange ben presto di fronte alle impietose cifre che scaturiscono dai primi preventivi. E spesso non esiste ancora un lotto edificabile di proprietà, non ci si è ancora informati rispetto alla determinazione degli oneri comunali, non abbiamo la minima idea di quanto può costare un architetto, non ci rendiamo conto che dobbiamo incaricare un ingegnere, un geologo, un termotecnico, un coordinatore per la sicurezza. Per non parlare dell’impresa che dovrà realizzare la platea e le sistemazioni esterne.
C’è al proposito un vecchio articolo che invito a rileggere più volte che dovrebbe fare sufficientemente luce sull’argomento.
I terreni, su gran parte del territorio italiano, sono pochi e costano una letteralmente follia.
Le scorciatoie non esistono, poiché le case prefabbricate richiedono sempre un lotto edificabile e sono soggette alle medesime normative degli edifici tradizionali.
Se sommiamo le varie cifre ci rendiamo conto che la base di partenza è quasi sempre superiore ai 200.000 €, e la casa in legno ancora … non esiste.
Cosa resta per realizzare il nostro edificio? Come minimo ci serviranno altri 150-180.000 €, per gli edifici più semplici e di piccole dimensioni.

Importi troppo convenienti non devono ingannare, poiché si tratta (necessariamente) di “qualcos’altro”.
Non è infatti ipotizzabile che vi siano costruttori di case prefabbricate in grado di dimezzare i prezzi. Vero è che si possono trovare sul mercato edifici in legno prodotti in particolare da ditte dell’est, ma con caratteristiche molto diverse dall’argomento di questo blog, i cui costi appaiono piuttosto allettanti. Si tratta per la maggior parte di strutture che non adatte ad un utilizzo abitativo, con qualità climatiche assai scadenti, sia d’estate (a causa dell’inevitabile surriscaldamento dovuto ai minimi spessori delle pareti e del tetto), che d’inverno (mancando quasi del tutto gli isolamenti termici).
Le presunte virtù del legno (lasciato immancabilmente a vista) in questo caso sono piuttosto il peggior esempio di come si possa utilizzare questo materiale per costruire edifici moderni, naturali ed efficienti.
Le case prefabbricate, a prescindere dal sistema realizzativo adottato (telaio o massiccio) sono costruzioni che coniugano alla perfezione innovazione e tradizione, semplicità e complessità.
Il nome e l’esperienza del costruttore, nel tempo e nei numeri di produzione, resta sempre il miglior biglietto da visita. I costi per la nostra abitazione saranno sempre interessanti, con il vantaggio del prezzo certo e bloccato.

RISCALDARE LE CASE PREFABBRICATE

PER LA CLIMATIZZAZIONE INVERNALE DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO NON SERVONO IMPIANTI SOVRADIMENSIONATI, MA UN’EFFICACE INTEGRAZIONE TRA DIFFERENTI FONTI DI CALORE.


Prossimamente acquisterò una casa prefabbricata in legno su 2 piani di circa 140/150 mq.

Non voglio assolutamente risparmiare su pareti, serramenti e sull'isolamento del tetto.

Sul coperto vorrei infine installare un impianto fotovoltaico.
I miei dubbi sono legati all'impianto di riscaldamento, sentendomi sottoposto ad un bombardamento di termini come pompa di calore, ventilazione meccanica controllata, geotermia.
Partendo dal presupposto che vorrei un camino (meglio ancora un termocamino?), poichè ho la possibilità di reperire legna gratis, è preferibile creare delle canalizzazioni dell'aria nei vari locali o è meglio collegarlo al riscaldamento a pavimento? Posso scaldare anche l'acqua
sanitaria?
Ovviamente il camino lo userò nei periodi più freddi dell'anno (circa 3 mesi), quindi dovrò abbinare un'altra fonte di riscaldamento che mi andrà ad integrare quest’ultimo.

Cos'è meglio? Caldaia a biomasse, a condensazione, pompa di calore o sfruttare i pannelli … in qualche modo?


case in legnoUn camino costituisce un’ottima fonte di calore, con un grande valore estetico-funzionale. Non può per ovvie ragioni divenire l’elemento primario del nostro riscaldamento, ma va piuttosto visto come un’efficiente integrazione alla caldaia o alla pompa di calore.

Sino a (davvero) pochi anni fa il riscaldamento di un’abitazione era assicurato da una caldaia e dai tradizionali caloriferi. Il gas della rete pubblica costituiva al 90% la fonte di energia primaria per la climatizzazione invernale e non si parlava ancora di riscaldamento a pavimento o di valvole termostatiche. A causa delle notevoli dispersioni dovute al minimo livello di isolamento di questi edifici, i costi per il riscaldamento erano davvero alti. La maggior parte del patrimonio immobiliare del nostro paese presenta queste caratteristiche.

Le case prefabbricate richiedono poca energia, sono isolate e trattengono efficacemente il calore. Servirà pertanto poca energia, possibilmente “pulita” e generata da impianti dimensionati correttamente.

Va da se che si dovrebbe ragionare nell’ottica del rientro nell’investimento, rispetto ad un impiantistica “base” (una caldaia a condensazione con radiatori dotati di valvola termostatica).

La sostituzione dei radiatori con un riscaldamento a pavimento genera un extra costo che comporta tempi di ammortamento economico tanto più lunghi, quanto maggiore è il rendimento termico dell’edificio. La presunta maggiore efficienza del pavimento radiante è peraltro tutta da dimostrare (al limite i vantaggi sono altri, estetici e funzionali).

Le pompe di calore permettono di evitare l’allacciamento alla rete del gas. Abbinate ai pannelli fotovoltaici rappresentano una fonte di calore (escluso l’acquisto) davvero a costo zero. Ma il costo di un impianto completo con riscaldamento a pavimento è almeno doppio rispetto alla nostra base di partenza, con tempi di rientro nell’investimento di vari decenni.

Paradossalmente si può trattare di una buona soluzione se ci riferiamo ad edifici mediamente disperdenti. Per non parlare di un impianto geotermico, poco adatto ad una singola abitazione, ma ideale per piccoli uffici o condomini. In questo caso la maggior spesa può essere ammortizzata in un tempo ragionevole, mentre per la nostra villetta occorrono centinaia di anni….!!!

La ventilazione meccanica controllata resta un capitolo a se. La funzione principale di questo impianto è il ricambio completo del volume di aria in un certo lasso di tempo, con un recupero del calore vicino al 100%. L’alternativa, necessaria, a maggior ragione nelle case prefabbricate, è il ricambio manuale, scomodo e disperdente. Le case prefabbricate minimizzano le dissipazioni termiche, un vantaggio dal punto di vista energetico, ma la qualità dell’aria può risentire a lungo termine negativamente dell’assenza di scambi naturali con l’esterno.

Molte ditte di case prefabbricate offrono la cosiddetta “parete traspirante”, ma si tratta soprattutto di una scelta relativa alla presenza o meno di una barriera al vapore. La realtà che gli edifici male isolati hanno il paradossale vantaggio di un ricambio naturale dell’aria (a prezzo comunque di una bolletta salata), mentre quelli a basso consumo richiedono una maggiore attenzione verso quest’aspetto (i ricambi manuali periodici o la ventilazione meccanica, appunto).

Sono molto interessanti le caldaie a legna o a pellets (non semplici stufe, ma veri e propri impianti ad acqua), il cui costo di esercizio è basso e comunque inferiore all’utilizzo del gas metano. Si tratta anche in questo caso (e ti pareva…) di sistemi piuttosto costosi, che richiedono continue manutenzione e che devono essere dotati di un sistema di carica del combustibile meccanico ad alta autonomia, che eviti la continua necessità di azioni manuali.

Riassumendo, la caldaia a condensazione resta un impianto interessante (a radiatori o a pavimento), economico ed efficace.

Le case prefabbricate richiedono infatti poca energia per il riscaldamento.

Al nostro impianto possiamo abbinare dei pannelli solari termici per la produzione dell’acqua sanitaria, meglio ancora se integrati con il riscaldamento.

Una piccola stufa in maiolica o un camino ad aria possono completare un pacchetto impiantistico ideale per le case in legno, con una spesa senz’altro interessante.

SE IL PROGETTISTA NON CONOSCE LE CASE PREFABBRICATE

0IN ITALIA LA SCELTA DI COSTRUIRE UNA CASA IN LEGNO E’ ANCORA UNA DECISIONE “DELL’ULTIMA ORA”. 
IL PROGETTO, PENSATO PER UNA COSTRUZIONE IN MURATURA, VA ADATTATO AL LEGNO E SPESSO IL NOSTRO TECNICO NON E’ DEL IN SINTONIA CON IL COMMITTENTE.

Dopo aver attentamente letto il suo utilissimo blog, ancora non mi sono fatto un’idea di massima su come poter procedere in merito alla realizzazione di una casa in legno.
Ho un progetto approvato, a cui stiamo apportando alcune varianti, però sempre legate al discorso di edilizia tradizionale;  può essere secondo lei il momento adatto per rivedere il progetto in chiave bioedilizia (prefabbricato in legno a risparmio energetico)?
In pratica, posso richiedere le varianti relative alle modifiche che mi interessano a prescindere dal discorso bioedilizia e contestualmente anche quelle legate a quest’ultimo?
Sarebbe un bel risparmio di tempo e denaro.
Il problema però è che il geometra che ha seguito fin qui i lavori non credo sia all’altezza del compito, perché non specializzato.

Una vera e propria specializzazione per le case in legno è (forse) chiedere troppo. 
Sono comunque molti i tecnici progettisti (architetti, ma anche geometri ed ingegneri) che hanno inserito in curriculum una o più realizzazioni di case in legno a basso consumo. 
Il progetto di una casa prefabbricata richiede alcune conoscenze, ma non è certamente un’attività complicata (non è certamente un ponte);  richiede tuttavia un approccio corretto da parte del nostro tecnico per ottimizzare il progetto, abbassare i costi, migliorare l’efficienza energetica dell’edificio.
Se la casa viene studiata per una realizzazione tradizionale, l’inevitabile adattamento della ditta di case prefabbricate in sede esecutiva può risultare piuttosto invasivo, soprattutto in presenza di un’intelaiatura in cemento armato.
Le case prefabbricate si comportano come un edificio in muratura portante, a prescindere dalla struttura verticale scelta (baloon frame o x-lam). 
Un progetto semplice o comunque di concezione tradizionale non dovrebbe richiedere un adeguamento eccessivo della statica, mentre le soluzioni strutturali fuori standard metteranno a dura prova il costruttore, con un  crescente aggravio dei costi, sino all’impossibilità esecutiva dell’edificio, con la conseguente rinuncia al contratto con il cliente.
In questo caso, la costruzione in legno appare sconsigliabile, anche qualora l’azienda di case prefabbricate si mostri interessata a realizzare la nostra abitazione, a qualsiasi costo.
Una variante finale al progetto, più o meno importante, sarà peraltro quasi inevitabile e non dovrebbe comportare particolari difficoltà od oneri.
Gran parte della progettazione viene infatti svolta direttamente dall’ufficio tecnico della ditta, contenendo il lavoro del nostro tecnico, che si limiterà alla semplice presentazione del progetto modificato.
In questo modo, la fase di controllo tecnico e verifica statica sarà completamente a carico del costruttore. 
Non a caso, le aziende di case prefabbricate forniscono al cliente sia la statica della porzione di edificio in legno, che l’attestato di certificazione energetica, a differenza delle imprese di costruzioni tradizionali che si limitano ad attuare i lavori secondo quanto contenuto negli elaborati di progetto esecutivi, sempre a carico del progettista - direttore dei lavori e dello strutturista.
La prassi per la costruzione di una casa in legno è pertanto piuttosto diversa dalle costruzioni tradizionali in laterocemento e limita parecchio il ruolo del progettista in sede esecutiva.