I vecchi fabbricati presentavano scarsi isolamenti sulle fondazioni e spesso non era nemmeno presente un abbozzo di vespaio. L’umidità di risalita dal terreno è sempre un problema di difficile soluzione, non facilmente quantificabile a priori.RISTRUTTURARE CON LE CASE PREFABBRICATE
I vecchi fabbricati presentavano scarsi isolamenti sulle fondazioni e spesso non era nemmeno presente un abbozzo di vespaio. L’umidità di risalita dal terreno è sempre un problema di difficile soluzione, non facilmente quantificabile a priori.CERCASI TERRENO PER CASE PREFABBRICATE
Trovandomi nella necessità e volontà di comprare casa mi stavo interessando alla realizzazione di case prefabbricate in legno o muratura.
Vivendo in Campania (Salerno) ho trovato difficoltà a trovare indirizzi e concessionarie delle grandi ditte del nord, realizzando che in zona non mi risulta esistano produttori.
C'e' poi il problema del terreno che dovrei acquistare, in alcuni siti leggo che le ditte stesse potrebbero interessarsi a trovare una terreno in zona, le risulta plausibile una cosa del genere?
L’idea, sulla carta, è buona. Personalmente valuto positivamente ogni servizio aggiuntivo che aiuti concretamente il cliente a realizzare al meglio la propria casa in legno.
Alcune aziende di case prefabbricate offrono, ad esempio, la progettazione e la direzione lavori, incluse nel prezzo di acquisto. Si tratta quasi sempre di studi tecnici esterni convenzionati che traggono indubbio vantaggio dal rapporto continuativo con la ditta ed offrono parcelle calmierate per occuparsi del progetto, dei permessi e di tutte le prestazioni richieste ad un professionista abilitato. Conviene? Direi di si. Si risparmia sicuramente qualcosa e si ha la certezza (o quasi) di affidarsi a dei tecnici che possiedono la materia e conoscono bene la tecnologia della ditta di case in legno.
Altre aziende di case prefabbricate propongono ancora l’opzione della platea (o l’interrato) inclusa nel pacchetto d’acquisto. Anche in questo caso si tratta di imprese tradizionali indipendenti dalla ditta di case in legno. Il prezzo non è sempre favorevole rispetto all’impresa di costruzioni locale, ma è senz’altro una proposta interessante, con la garanzia della buona compatibilità con la ditta scelta e dell’esperienza accumulata nel tempo nella continuità del rapporto.
Non si tratta di una necessità, sia chiaro. Il servizio può sicuramente risultare comodo e dovrebbe anche garantire un prezzo certo per queste prestazioni (un indubbio vantaggio). Il problema, semmai, è che vengono proposte, quasi sempre, figure non del posto ed esterne alla realtà locale. Nel caso del tecnico, questo comporta qualche piccola difficoltà di “dialogo” con l’amministrazione locale, minore conoscenza delle normative e dei regolamenti edilizi ed una presenza piuttosto limitata nei cantieri lontani; l’impresa poi caricherà inevitabilmente sul contratto i costi di vitto ed alloggio degli operai.
Tornando alla ricerca del lotto, quest’ultima sembrerebbe dunque l’uovo di Colombo, ma non nascondo, anche in questo caso, le mia perplessità. Il mercato immobiliare dei terreni non è certamente propizio e, personalmente, ritengo ci voglia una buona dose di fortuna per trovare un lotto ideale ad un giusto prezzo.
Tale mansione difficilmente è presa direttamente in carico da un ufficio interno alla ditta di case prefabbricate, ma piuttosto viene delegata agli agenti che possono, in base alla loro disponibilità ed alla propria rete di conoscenze, gestire tale funzione con risultati assai diversi da persona a persona.
Conviene pertanto rivolgersi ai professionisti del settore immobiliare, certamente più adeguati e con maggiori risorse. I pochi terreni reperibili sono al 98% di competenza delle agenzie, poiché ad esse si rivolgono i venditori di lotti edificabili.
VMC PER SCALDARE LE CASE PREFABBRICATE
Sulla carta si tratta di una bella idea. Le aziende di case prefabbricate più rinomate offrono da alcuni anni la possibilità di abbinare degli add-on all’impianto per il ricambio totale dell’aria dell’abitazione. In particolare una semplice resistenza elettrica può riscaldare l’aria pulita che viene immessa nei locali dell’abitazione, mentre una centralina di raffrescamento regola efficacemente il tasso di umidità dell’aria e ne abbassa la temperatura nella stagione estiva.
Sembra l’uovo di Colombo.
Il costo di un simile impianto è interessante e non superiore ad un classico sistema “caldaia a condensazione – riscaldamento a pavimento”, che attualmente è il sistema più diffuso, con tutti i vantaggi della VMC (aria sempre pulita, recupero del calore e assenza di dispersioni termiche per la ventilazione manuale).
La centralina di raffrescamento evita quasiasi impianto di climatizzazione, migliorando il comfort estivo con bassi costi di gestione e basso impatto ambientale.Il mio lettore attento sa bene dove voglio arrivare, dopo una simile premessa.
Tale impianto (che personalmente monterei anche nella mia abitazione, sia ben chiaro), purtroppo non basta per climatizzare la nostra casa in legno per tutto l’anno.
I motivi sono parecchi ed, a mio avviso, piuttosto convincenti.
- Non è questa la sede per ripassare il funzionamento tipico di un impianto di VMC, ma basti ricordare che in alcuni locali (di servizio) ci saranno bocchette di estrazione dell’aria viziata, come nei bagni o in cucina, mentre negli altri ambienti (di soggiorno) verrà immessa l’aria pulita e filtrata proveniente dall’esterno. Chiaramente i locali in cui l’aria viene aspirata saranno isolati dal calore, semplicemente chiudendo una porta. Si può ovviare al problema installando dei radiatori elettrici (che solitamente hanno consumi energetici piuttosto alti).
- In inverno, l’aria riscaldata dalla serpentina elettrica sarà molto secca. L’esposizione ad un tasso di umidità troppo basso può comportare affezioni e disturbi all’apparato respiratorio ed è altamente sconsigliabile, non solo nelle case prefabbricate.
- La stessa efficienza dell’impianto va messa in discussione. A fronte di temperature esterne sopra lo zero una VMC “drogata” potrebbe bastare. Chiaramente sarebbe il caso di sovradimensionare adeguatamente l’impianto, con conseguente aggravio nei costi. E tuttavia, la presenza di basse temperature per periodi prolungati (situazione tutt’altro che rara durante l’inverno) appare difficilmente affrontabile da una semplice resistenza elettrica.
Le case prefabbricate richiedono poca energia per la loro climatizzazione.
Un sistema integrato resta sempre una buona soluzione per affrontare i “picchi” termici.
Una VMC che funga da riscaldamento e da raffrescamento può senz’altro essere inserita nel nostro pacchetto impiantistico, ma andrà adeguatamente supportata con un impianto complementare.
SPUNTI DI RIFLESSIONE SULLE CASE IN LEGNO
IN QUESTO CASO MI E’ GIUNTA UNA LETTERA RICCA DI SUGGERIMENTI, ANCHE SE NESSUNO IN PARTICOLARE CHE NON SIA STATO SPECIFICATAMENTE AFFRONTATO.
ECCO PERCHE’ MI E’ SEMBRATO UTILE PUBBLICARLA INTEGRALMENTE.
Volevo innanzitutto ringraziarla per gli scritti che Lei pubblica, perchè sono di grande aiuto per chi vuole costruire una abitazione di qualità, anzichè alzare quattro muri con un mare di problemi e tanti soldi spesi.
Grazie dei complimenti; il blog vuole essere una risorsa libera rivolta a tutti, non solo ai professionisti del settore. Non è sempre facile comunicare concetti per loro natura tecnici con un linguaggio accessibile, ma sono proprio i riscontri dei lettori a spronarmi a proseguire la divulgazione delle case prefabbricate.
Cercherò di essere più breve possibile e farle perdere meno tempo per i miei dubbi per la scelta della casa prefabbricata.
Premetto che i miei orientamenti sono verso le aziende tedesche e austriache con una storicità importante e un buon numero di case costruite; mi sento più rassicurato (forse a torto), rispetto alle aziende del nord Italia o alle aziende italiane importatrici di prodotti realizzati all'estero ma di ignota fonte.
Sulla brevità ho qualche dubbio (non la prenda a male….).
Mi sento di darle ragione sulla scelta, come peraltro ribadito spesso nei miei articoli. Esistono certamente sul mercato delle case prefabbricate ottime ditte italiane ed importatori di prodotti interessanti, ma diventa più difficile darne un giudizio. Il supporto di un tecnico preparato sulle case in legno è assai utile in questo caso.
In fiera alla XXXXXXXX erano presenti solo due signorine che non potevano dare risposte tecniche mentre alla XXXXXXXX vi era il responsabile tecnico, molto disponibile e competente. Nella medesima fiera era presente anche la ditta XXXXXXX XXXX, che mi ha dato da un’impressione di affidabilità e qualità, ma il responsabile della mia regione sembrava essere più un venditore che un tecnico (vista l’insistenza di firmare un documento per un preventivo e non preparato, dato che quantificava il prezzo di una cantina interrata di 100 mq. intorno ai 15.000,00 euro).
Per cui il personale tecnico sul territorio è fondamentale per l'azienda costruttrice e determina le scelte anche a scapito di aziende qualificate.
Il ruolo del venditore è importante. Non deve essere necessariamente un progettista laureato, ma gli si chiede competenza e serietà. Se non conosce le risposte dovrebbe informarsi e ricontattare il cliente. Deve evitare di infangare le altre ditte di case prefabbricate e di sparare cifre a caso.
L’acquirente ha comunque la libertà di trarre le sue conclusioni di fronte ad un agente inaffidabile.
Come interagiscono il mio progettista e l’agente della ditta di case in legno?
Determina anche dei costi supplementari? Gli agenti sono preparati, oppure sono solamente dei venditori?
Non c’è una regola, per cui troverà tra i rappresentanti di case in legno architetti e venditori, impiantisti ed informatici.
Il dialogo con il suo tecnico ci deve essere, poiché l’agente dovrà costituire il fondamentale tramite tra la ditta e il progettista. L’agente è infine pagato direttamente dall’azienda di case prefabbricate, qualora il contratto andasse in porto; l’acquirente non deve quindi preoccuparsi di avere spese aggiuntive (non è comunque un buon motivo per sfruttarne il tempo e la pazienza).
Non sono interessato a costruire una casa con isolamenti esasperati, ma vorrei investire su una struttura idonea a dove abito (campagna toscana) per cui Le chiedo se mi può chiarire alcuni dubbi:
Le pareti esterne sono isolate alcune con fibra di legno con valori U di 0.176 con spessore di cm.26,0, di 0.18 con spessore di cm.28.3, altre con fibra minerale con valore U di 0.16 e spessore di cm.32.0; quali sono più rapportati al posto dove io vivo? Inoltre sono attendibili i dati?
Vanno tutte bene, ma mi orienterei in ogni caso verso la fibra di legno, più adeguata per migliorare l’isolamento estivo.
I valori delle ditte serie sono assolutamente verosimili. Per essere sul mercato sono necessarie prove di laboratorio e certificazioni europee che le aziende di case prefabbricate solitamente sfoggiano con orgoglio.
La ventilazione con ricircolo e recupero dall'esterno dell'aria ha anche una funzione di riscaldamento oppure va integrata con un impianto tradizionale di radiatori?
La ventilazione meccanica controllata a recupero del calore (per gli amici, VMC – più corta no, eh?) può essere abbinata a sistemi di raffrescamento e deumidificazione, ma l’impianto di riscaldamento serve comunque (non ci sono solo i radiatori, comunque).
Il vano interrato (che vorrei realizzare) mi preoccupa più di tutto visto l'approssimazione delle aziende tradizionali per quanto riguarda le infiltrazioni e umidità di risalita (vista in costruzioni recenti, anche di pregio).
Sarei orientato ad aziende che realizzano il prefabbricato in cemento ma non mi rendo conto se sono valide oppure no e i relativi costi per evitare di mettere una fortuna sottoterra.
L’interrato prefabbricato è una soluzione davvero valida. Le modalità di progettazione e montaggio sono del tutto analoghe a quelle delle case prefabbricate in legno, costituendo una soluzione complementare.
I prezzi, anche in questo caso sono certi e bloccati, ma non escludono la presenza della ditta tradizionale che dovrà comunque effettuare gli scavi.
Rispetto a queste ultime, ribadisco per l’ennesima volta che ci in Italia sono tante buone imprese di costruzioni e che sta sempre alla lungimiranza del cliente scegliere la soluzione più adeguata (che non sempre coincide con il prezzo più basso).
PROGETTO TRADIZIONALE, COSTRUZIONE PREFABBRICATA
Sto effettuando l’acquisto di uno stabile, quale futura abitazione.
Il tutto è in uno stato non vivibile e la mia intenzione è di demolire l’esistente per costruire una casa prefabbricata in legno.
Il luogo pone molti vincoli essendo in zona agricola e si devono rispettare molti picchetti, come il tetto a due falde, finestre e porte rettangolari entro determinate misure, l’assenza di poggioli, ecc.
Inoltre per l’estate è prevista l’attuazione di una nuova legge comunale che vieta qualsiasi ampliamento in detta zona e ciò risulta essere il problema maggiore, in quanto impedirebbe ogni mio intervento.
Ritrovandomi con i tempi strettissimi per presentare il progetto e cosi bloccare ed usufruire dell’ampliamento attualmente in vigore, e valutato che per ottenere una metratura “vivibile” per le mie esigenze devo ricorrere anche ad un piano seminterrato su cui poi poggerò un’abitazione a due livelli di circa 75 mq cadauno, le domando:
E’ conveniente abbozzare un progetto con il mio geometra per una costruzione “standard” in calcestruzzo, presentarlo e ottenuto l’ok dal comune andare a rivedere il progetto “trasformandolo” in una casa in legno prefabbricata, ottenendo cosi il blocco certo della cubatura attuabile entro l’estate, oppure ciò non è fattibile e una casa prefabbricata deve essere ideata da zero con l’architetto referente di un’azienda di case prefabbricate?
Questa mia affermazione si intende solo per ciò che concerne il volume dell’abitazione, inteso come perimetro e altezza, conscio che la casa in legno va studiata in ogni suo particolare e componente, comprese la disposizione e volume dei locali per ottenere le caratteristiche di casa ecologica in legno a basso consumo.
Il caso del lettore è un po’ particolare. Un progettista tradizionale non dovrebbe quindi porsi troppi interrogativi.
Se però desideriamo ottimizzare al massimo il potenziale delle costruzioni in legno, un progetto ad hoc può portare a migliorare l’isolamento termico e ad utilizzare l’involucro edilizio come macchina termica. Il tutto con un controllo accurato dei costi, già in fase di progettazione.
Chi è già passato dalla fase della preventivazione con qualche costruttore di case prefabbricate, sa che, sino ad allora, è difficile immaginare il prezzo reale dell’opera.
Il nostro tecnico si limita al progetto vero e proprio e non è in grado di verificare l’incidenza delle diverse soluzioni adottate per la nostra casa.
Ci è giunta voce di qualche prezzo medio al metro quadro, che difficilmente coinciderà con quello della nostra abitazione. Perché? Cosa abbiamo sbagliato?
Affermare che le case in legno costino mediamente 1.300-1.400 al mq può essere corretto … in modo fuorviante. Il prezzo finale dipende da innumerevoli fattori e non solo dagli impianti o dalle finiture scelte. Se vogliamo risparmiare, serve un progetto semplice.
Un volume puro (senza rientri e inutili rientranze) è più efficiente energeticamente e costa meno. L’architettura dell’edificio può essere impreziosita dai dettagli.
Un buon progetto bioclimatico dovrebbe partire da una pianta compatta, nel rispetto dell’orientamento solare.
I nostri lotti, angusti, irregolari e pieni di vincoli, penalizzano anche le migliori intenzioni, ma il committente riesce spesso a cacciarsi nei guai da solo, con l’inconsapevole complicità del progettista (che, immancabilmente, non perde l’occasione per essere originale).
IMPIANTO INTEGRATO E CASE PREFABBRICATE
Meglio dunque optare per un impianto integrato, in cui più elementi apportino energia termica all’insieme, a seconda delle necessità.Una pompa di calore geotermica è un impianto estremamente adatto per piccoli condomini o residence, ma sconsigliabile (per gli alti costi iniziali) per una piccola abitazione unifamiliare.
CASE PREFABBRICATE MEDITERRANEE
Se si esclude il nord Italia, la maggior parte del nostro paese presenta condizioni climatiche tipicamente mediterranee, caratterizzate da inverni brevi e miti, con molti mesi di caldo e temperature piuttosto alte.
Un’abitazione che sappia rispondere efficacemente a queste sollecitazioni termiche (non solo le case prefabbricate) dovrebbe pertanto presentare una buona coibentazione, ma soprattutto difendere dall’onda di calore estiva, assicurando uno sfasamento di parecchie ore.
Come ripetuto spesso, è fondamentale avere un involucro edilizio dotato di “massa”, in grado di rallentare il passaggio dall’esterno all’interno dell’onda termica.
Le case prefabbricate a telaio (baloon frame) hanno la caratteristica di essere costituite in gran parte da isolamenti, leggeri per loro natura, dotati di grande capacità isolante (ideale per il freddo), ma poco efficaci per tenere il caldo al di fuori degli ambienti interni.
L’utilizzo di materiali di maggior densità (la fibra di legno su tutti), migliora parecchio la capacità di contenere il calore, ma resta comunque un compromesso, senz’altro ottimo per i climi del nord Italia, ma non ideale per il resto del paese.
E’ pertanto necessario aumentare la massa delle pareti esterne delle case prefabbricate, adottando altre soluzioni costruttive, come l’X-Lam e le pareti massicce in genere, ben più adeguate in queste zone.
Vorrei che fosse chiaro che le pareti a telaio ben concepite possono essere una soluzione costruttiva comunque valida e superiore a gran parte delle costruzioni tradizionali. Su gran parte del territorio l’isolamento degli edifici è un concetto oscuro che non trova applicazione nella prassi di cantiere.
Le case prefabbricate a telaio devono però utilizzare solo fibra di legno ad alta densità, tra i montanti delle pareti e per l’isolamento del tetto (assolutamente ventilato). Andrà chiaramente data preferenza per le pareti di buon spessore. Meglio un cappotto di pochi centimetri e una struttura profonda, piuttosto che il contrario.
Non tutte le ditte di case in legno sono in grado di offrire soluzioni specifiche per questi climi, quindi grande importanza andrà data alla scelta del costruttore di case prefabbricate.
Va inoltre ricordato che le pareti in legno a telaio sono in genere più economiche delle loro alternative in massiccio, aspetto che può chiaramente influire parecchio sulla scelta finale.
L’X-Lam è in ogni caso la soluzione preferibile per i climi caldi, così come ottime sono le pareti MHM (Massive Holz Mauer, chiodate e non incollate).
Il prezzo resta il limite principale di queste costruzioni e non solo in rapporto all’alternativa a telaio.
Le imprese di costruzioni tradizionali (ancor più in tempi di crisi come questi) appaiono estremamente concorrenziali dal punto di vista meramente economico.
I prezzi dell’edilizia del mattone in molte zone d’Italia sono particolarmente vantaggiosi per il cliente, ma spero sia chiaro che stiamo parlando di sistemi costruttivi assai lontani ed il paragone appare una vera e propria forzatura.
Parlando di automobili, difficilmente ci verrebbe in mente di confrontare una Panda (con tutto il rispetto per una buona auto) con una Maserati.
Nel settore dell’edilizia, chissà perché, si fatica parecchio a comprendere questo concetto e, di conseguenza, a dare il giusto peso alle diverse caratteristiche delle costruzioni.
Chi sceglie di realizzare la propria abitazione con una ditta di case prefabbricate cerca alcune caratteristiche che vadano oltre alla semplice costruzione di un edificio e non dovrebbe comunque farlo per risparmiare sui costi di costruzione.
STRESS DA CASE PREFABBRICATE IN LEGNO
Nessuno mi ha fatto capire come funzionava una campionatura e il progetto del mio architetto ne è uscito stravolto.
Non serve che l’architetto progetti conoscendo già il nome della ditta costruttrice, in quanto le tecniche realizzative sono per lo più similari. E’ preferibile sapere a priori che la casa verrà costruita adottando la tecnica del telaio prefabbricato piuttosto che l’XLAM, ovviamente.CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE – CASE MOBILI
Le volevo chiedere innanzitutto se Lei prende in considerazione il fatto della casa mobile, e, se è possibile per poter acquistare un po’ di spazio creare quella che sarebbe la camera in un sottotetto della casa medesima anche se ovviamente non avrà una altezza standard, tanto da poter lasciare la parte sottostante a zona giorno?
E a me piacerebbe comunque un vano che abbia dei bei finestroni dove poter far entrare molta luce e vestire l’esterno della casa con una sorta di verandato in modo da poter vivere anche il fuori con comodità.
Premetto (repetita iuvant) che non mi occupo di case mobili e che ben poco ne so (peraltro non mi interessano particolarmente dal punto di vista professionale).
Mi rendo conto che parlare di case in legno può ingenerare confusione, ma penso di avere chiarito il concetto a più riprese.
Le case prefabbricate a basso consumo energetico sono assai diverse concettualmente e necessitano di autorizzazione edilizia (permesso di costruire o D.I.A.), al pari di qualsiasi altro edificio permanente.FORARE LE CASE PREFABBRICATE
LA PRESENZA DI FORI E PRESE D’ARIA, NORMALI IN UN ABITAZIONE PUO’ COSTITUIRE UN PROBLEMA?
Vorrei chiederle se potrebbe approfondire la questione se è consigliabile o no il camino nelle case prefabbricate, evidenziando i pro e i contro specificatamente al fatto che deve avere prese esterne per la fiamma, che vanificano l’ottima coibentazione di queste case.
Inoltre con il fornello a gas in cucina bisogna assolutamente fare il foro di presa d’aria anche nelle case prefabbricate? E se prevedessimo l’areazione forzata è possibile evitare il foro?
Ogni presa d’aria costituisce inevitabilmente un elemento di dispersione per le case prefabbricate che andrebbe eliminato alla fonte.
Quali possono essere questi elementi in un abitazione?
Il foro della cappa della cucina, necessario per espellere gli odori dovuti alla cottura dei cibi, può essere eliminato adottando una cappa a filtri al posto di una aspirante. Il rendimento è chiaramente inferiore ed i filtri andranno puliti e cambiati regolarmente.
Un impianto di ventilazione meccanica controllata può efficacemente risolvere il problema, ricambiando l’aria viziata della cucina in breve tempo.
Peraltro, in questo caso specifico il foro della cappa non deve esserci proprio, in quanto può creare delle depressurizzazioni che abbassano il rendimento della VMC.
La presenza della caldaia a gas metano impone una presa d’aria sulla parete, secondo la normativa UNI 7129/2008. Tale foro di ventilazione può essere eseguito ad una quota qualsiasi e deve avere un’apertura pari a 6 cm q per ogni kw installato. Il suo scopo è di fornire un afflusso costante di aria dall'esterno, evitando che il gas, durante la combustione, consumi tutto l' ossigeno nell'ambiente interno. Anche il fornello a gas esige la presenza di tale foro, adeguatamente dimensionato.
Le norme prevedono infatti sia la ventilazione (afflusso dell’aria necessaria alla combustione), che l’aerazione (ricambio dell’aria necessaria sia per lo smaltimento dei prodotti della combustione che per evitare miscele con un tenore pericoloso di gas non combusti).
Tale apertura deve essere collegata con l’ambiente esterno all’edificio, non chiudibile, di almeno 100 cmq di ampiezza e protetta da una griglia o una rete metallica. Dovrebbe ovviamente essere praticata in cucina o nel locale termico.
Come può essere evitata nelle case prefabbricate?
Installando una pompa di calore al posto della caldaia, il problema non si pone, (ma non credo che un semplice foro sulla parete possa portare a questa scelta, che dovrà dipendere da ben altri fattori). Per la cottura, si può optare per una piastra ad induzione.
E se installo un impianto di VMC? La normativa in materia non è molto chiara, purtroppo. Non a caso vi sono installatori e tecnici che sostengono con certezza che la ventilazione meccanica controllata non permetta di evitare la presa d’aria, ma molti altri sostengono autorevolmente il contrario, legge alla mano.
Certamente un foro nella parete non è il massimo per il buon funzionamento dell’impianto di VMC, ma la sicurezza viene senz’altro prima del risparmio energetico. Va inoltre detto che la norma tecnica non è una legge e quindi va certamente rispettata, ma è soggetta all’interpretazione (ad esempio di un giudice). Ne deriva che non è possibile determinare in modo certo ed assoluto la necessità o no di tale foro di ventilazione nella parete (sono sicuro che qualcuno potrà smentire con certezza queste mie osservazioni..).
Si deve ricordare che l’impianto della vostra casa in legno dovrà essere corredato di un certificato di collaudo e conformità, che la maggior parte degli impiantisti sottoscriverà solamente in presenza del famigerato foro.
LA GARANZIA DELLE CASE PREFABBRICATE
La legislazione italiana dispone che il costruttore dell’edificio sia responsabile nei confronti del proprietario dei vizi e difetti dell’immobile riscontrabili nei primi 10 anni dall’ultimazione dei lavori, che andranno denunciati entro un anno dalla scoperta, secondo le norme di cui agli artt. 1667 Codice Civile (garanzia per difformità e vizi dell’opera) e 1669 Codice Civile (responsabilità dell’appaltatore per rovina e difetti di cose immobili).
L’acquirente dovrà essere risarcito dall’impresa per tutti i problemi inerenti la stabilità del fabbricato, ma anche per infiltrazioni, distacchi di intonaco, crepe sui muri.
L’art. 1667 c.c. stabilisce che:
“L’appaltatore è tenuto alla garanzia per le difformità e i vizi dell’opera. La garanzia non è dovuta se il committente ha accettato l’opera e le difformità o i vizi erano da lui conosciuti o erano riconoscibili, purchè, in questo caso, non siano stati in mala fede taciuti dall’appaltatore. Il committente deve, a pena di decadenza, denunziare all’appaltatore le difformità o i vizi entro sessanta giorni dalla scoperta. La denunzia non è necessaria se l’appaltatore ha riconosciuto le difformità o i vizi o se li ha occultati. L’azione contro l’appaltatore si prescrive in due anni dal giorno della consegna dell’opera. Il committente convenuto per il pagamento può sempre far valere la garanzia, purchè le difformità o i vizi siano stati denunziati entro sessanta giorni dalla scoperta e prima che siano decorsi i due anni dalla consegna“.
Tale articolo si riferisce a quei vizi costruttivi che incidono sfavorevolmente ed in maniera profonda sugli elementi strutturali basilari e, quindi, sulla solidità, efficienza e durata dell’opera.
L’art. 1669 c.c. prevede che:“Quando si tratta di edifici o di altre cose immobili destinate per la loro natura a lunga durata, se, nel corso di dieci anni dal compimento, l’opera, per vizio del suolo o per difetto della costruzione, rovina in tutto o in parte, ovvero presenta evidente pericolo di rovina o gravi difetti, l’appaltatore è responsabile nei confronti del committente e dei suoi aventi causa, purchè sia fatta la denunzia entro un anno dalla scoperta.
Il diritto del committente si prescrive in un anno dalla denunzia“.
Questo articolo disciplina l’ipotesi delle costruzioni che non sono conformi alle caratteristiche del progetto originario e che sono state realizzate senza il rispetto delle regole tecniche, presentando difetti che possano pregiudicare la conservazione ed il corretto utilizzo della costruzione.
La legge mira a tutelare un'esigenza di carattere generale, come la funzionalità e la salvaguardia degli edifici, destinati per loro natura a lunga durata.
A tale proposito, eventuali clausole contrattuali di esonero o limitazione di tale responsabilità da parte del costruttore, anche se sottoscritte dall’acquirente, sono da considerarsi nulle.
Il diniego dell’impresa legittima il proprietario dell’edificio ad agire in giudizio nei confronti dell’impresa, per ottenere il risarcimento dei danni derivanti all'imperfetta esecuzione dell'opera.
Molti costruttori di case prefabbricate prolungano le suddette garanzie normative di ulteriori 10 o 20 anni, assumendo la responsabilità per gravi difetti o pericolo di rovina dell’immobile.
I gravi difetti costruttivi si intendendo quelli che generano movimenti nelle strutture principali dell'edificio, ma anche tutti quelli che compromettono seriamente l'utilizzo dell'immobile e le funzioni cui è adibito, come crepe nei muri o sui soffitti, distacchi di intonaco, infiltrazioni d’acqua dal tetto dovute a difetti di costruzione, il sollevamento dei pavimenti, malfunzionamento degli impianti, ecc).
POMPE DI CALORE E CASE PREFABBRICATE
Nella mia futura casa, vorrei liberarmi, per vaie ragioni, dall’utilizzo del gas metano.
Mi hanno consigliato una pompa di calore geotermica, ma non ne ho ben compreso il funzionamento ed i vantaggi.
Vanno bene per le case prefabbricate? Sono costose? E per la cucina, come posso fare?
Una semplice piastra ad induzione può permettere di cucinare senza la necessità del tradizionale fornello a gas.
Per quanto riguarda il riscaldamento, la geotermia possiede innumerevoli pregi. Con poca energia elettrica è possibile riscaldare e raffrescare la propria casa, grazie all’alto coefficiente di rendimento di questi impianti. Il difetto è solamente …. il costo. La trivellazione di uno o più pozzi (si arriva ad una profondità di circa 100 metri), unitamente alla considerevole spesa dell’impianto comporta cifre quasi mai ammortizzabili per una singola abitazione.
Le case a basso consumo, ed in particolare le case prefabbricate, richiedono una minima quantità di energia termica per la regolazione climatica. Se analizziamo questa necessità sotto il profilo puramente economico, non posso che sconsigliare un simile impianto, sovradimensionato ed improduttivamente oneroso.
La geotermia costituisce un eccellente investimento qualora il fabbisogno termico comporti ben diverse richieste di energia, come nel caso di edifici pubblici, condomini o residence, strutture alberghiere e palazzi per uffici, ma non certo per le case prefabbricate.
Niente pompa di calore, dunque? Non necessariamente.
Detto in poche parole della geotermia (non è questa la sede per descriverne il funzionamento), la versione più semplice della pompa di calore, denominata "aria-acqua" presenta costi d’acquisto ed installazione senz’altro più abbordabili e permette di evitare l’allaccio al gas anche per le case in legno, pur con un coefficiente di rendimento meno elevato della versione geotermica.
In breve, le pompe di calore sono macchine che trasferiscono calore da una sorgente a temperatura più bassa ad un’altra a temperatura più alta, secondo lo stesso principio del frigorifero e dei climatizzatori.
Il cuore dell’impianto è costituito da un circuito chiuso, percorso da un fluido che, a seconda delle condizioni di temperatura e di pressione in cui si trova, assume lo stato di liquido o di vapore.
Le fasi di trasformazione sono quattro, compressione, condensazione, espansione ed evaporazione.
Nel corso del suo funzionamento, la pompa di calore consuma energia elettrica nel compressore, assorbe calore nell'evaporatore dal mezzo circostante (in questo caso aria), cede calore al mezzo da riscaldare nel condensatore (ovvero l’ acqua del riscaldamento a pavimento).
Gli impianti più interessanti per le case prefabbricate producono perciò calore a bassa temperatura (rilasciato appunto da un pavimento radiante).
L’energia elettrica necessaria per il funzionamento della pompa di calore è inferiore a quella termica prodotta dal sistema, con un rapporto detto C.O.P. (coefficiente di prestazione o rapporto tra energia fornita e quella consumata ) che varia a seconda del sistema utilizzato. Nel caso specifico delle pompe aria-acqua, il rapporto è in media di 1:3.
Questo significa che per 1 kWh di energia elettrica consumato, verranno forniti 3 kWh di calore al mezzo da riscaldare.
In tutti i casi, il favorevole coefficiente energetico rende l'utilizzo della pompa di calore notevolmente vantaggioso, in quanto fornisce più energia di quella impiegata per il suo funzionamento.
Il rendimento sarà tanto maggiore quanto più bassa è la temperatura a cui il calore viene ceduto (nel condensatore) e quanto più alta è la temperatura della sorgente da cui viene assorbito (nell'evaporatore).
La pompa di calore più “economica” ed indicata per riscaldare le case prefabbricate, è, pertanto, la meno efficiente in termini di rendimento percentuale.
A titolo puramente indicativo, il migliore rendimento si ottiene con le cosiddette pompe "acqua-acqua", che sfruttano la temperatura dell’acqua di falda a ridotta profondità (tralaltro non sempre presente o sfruttabile).
L'acqua come sorgente fredda ottimizza le prestazioni termiche di calore, senza sentire gli effetti delle condizioni climatiche esterne e tuttavia tale impianto comporta una maggiore spesa dovuta al sistema di adduzione.
Al contrario, l'aria, come sorgente fredda, ha il vantaggio di essere gratuita e sempre fruibile in quantità illimitata; tuttavia la potenza fornita dalla pompa di calore diminuisce con la temperatura della sorgente, per cui il rendimento dell’impianto non è costante.
Può essere interessare posizionare la sonda all’interno dell’edificio, utilizzando ad esempio l'aria presente nell’interrato come sorgente fredda.
Esistono poi pompe di calore che cedono il calore mediante semplici ventilconvettori, ma, personalmente, se ne sconsiglia l’uso nelle case prefabbricate.
Infine, alcune pompe permettono anche di invertire il ciclo per ottenere la possibilità di climatizzare gli ambienti nella stagione calda (bisognerebbe in tal caso deumidificare l’aria per evitare formazione di condensa sul pavimento).
Concludendo, la pompa di calore, nella sua versione aria-acqua, può costituire un impianto interessante per riscaldare le case prefabbricate in legno. I maggiori costi rispetto alla tradizionale caldaia a gas comportano tempi di ammortamento della spesa piuttosto lunghi, che andranno valutati attentamente, caso per caso.




