TERREMOTI E CASE PREFABBRICATE

LE CASE PREFABBRICATE SONO ABITAZIONI ANTISISMICHE.  IL LEGNO E’ UN MATERIALE ELASTICO CHE SI PRESTA A REALIZZARE STRUTTURE, NON SOLO ABITATIVE, RESISTENTI AD EVENTI DI MAGNITUDO ELEVATA.

Abito in Friuli, in una zona interessata dal terremoto del 1976.
Circa 21 anni fa ho acquistato la casa che fu dei miei parenti, costruita in due tranche alla fine della seconda guerra mondiale, senza fondamenta, su tre piani, in mattoni forati.
A seguito del terremoto del 1976 la casa è rimasta in piedi non subendo apparentemente danni e da allora non sono stati fatti lavori di adeguamento antisismico.
L’edificio è stato ristrutturato  con cappotto e varie migliorie (infissi, impianti elettrico e idrotermosanitario).
Sono sinceramente preoccupato per un nuovo terremoto: così com'è e come sono distribuiti i pesi, temo fortemente che il fabbricato non regga a nuove scosse come ha resistito la prima volta.
Vorrei risparmiare sulle spese per il riscaldamento ed avrei pensato seriamente di costruirmi una casa nuova vendendo l’edificio esistente.
C'è maggiore convenienza economica (oltre che l'importanza della sicurezza antisismica) nel medio termine a recuperare il fabbricato esistente o a costruirne uno nuovo in bioedilizia?
La riedificazione degli insediamenti distrutti dal terremoto in Abruzzo è avvenuta in buona parte rivolgendosi ad aziende costruttrici di case prefabbricate in legno.
Una scelta dettata dalla necessità di ricostruire in tempi ridotti ed a costi certi, ma soprattutto dall’esigenza di resistere a qualsiasi futuro evento sismico senza danni.
Le case prefabbricate rappresentano un’eccellente soluzione, poiché il legno, per sua natura, possiede elevate caratteristiche di elasticità e resistenza a trazione.
Le forze dinamiche sprigionate durante i terremoti, non presenti per il resto della vita dell’edificio, sollecitano le strutture con carichi (direttamente proporzionali all’intensità) e linee di spinta che non vengono calcolate dallo strutturista, ove il rischio sismico non sia presente.
I carichi statici hanno una direzione prevalentemente verticale o determinano sulle pareti spinte orizzontali ed oblique (nelle zone di attacco di solai e tetto) di semplice valutazione.
Al contrario, l’energia liberata durante il sisma produce forze di tipo dinamico, che vanno quantificate dimensionando correttamente la struttura degli edifici da costruire nelle zone a rischio tellurico. 
Con il cemento armato e l’acciaio l’incidenza di questo fattore determina un inevitabile sovradimensionamento strutturale, con un conseguente aggravio dei costi degli edifici realizzati in zona sismica.
Il legno, al contrario, non necessita di un particolare aumento delle sezioni, a patto di assicurare un buon controventamento ai carichi laterali (che vengono generati durante il terremoto). 
A tal fine è importante che le pareti interne delle case prefabbricate possiedano funzione portante e che possano offrire un’adeguata resistenza. 
In soldoni, una casa in legno troppo “vuota”, con poche pareti o particolarmente vetrata, può risultare poco resistente, necessitando di rinforzi, come pilastri o travi in acciaio.
Anche la platea di fondazione dovrà essere dimensionata correttamente poiché dovrà possedere una buona elasticità, per ammortizzare efficacemente l’energia sprigionata del terremoto.
Gli ancoraggi dell’edificio al solaio della platea saranno in numero maggiore rispetto ad un edificio analogo da realizzarsi in zona a basso rischio.
Il consolidamento di un edificio esistente in muratura realizzato in zona sismica è comunque possibile, ma devono essere eseguiti dei sondaggi nelle zone nevralgiche per valutare i necessari interventi e i costi derivanti.
La spesa per l’adeguamento antisismico dipende da caso a caso e non è da escludere che l’edificio possa essere ristrutturato con una spesa complessiva ancora conveniente rispetto alla riedificazione ex-novo, pur con caratteristiche energetiche assai distanti dalle case prefabbricate.

CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE – PARETE

Ho un dubbio che mi assale per lo spessore delle pareti in legno.
La maggior parte delle ditte costruttrici offre una parete standard da 28 cm, garantendo un buon isolamento termico anche per l'estate;  io invece penso che per i mesi estivi in pianura ci sia bisogno di una parete più grossa (almeno da 32-33 cm) per aumentarne la trasmittanza termica;  penso anche che ci debba essere un isolamento il più possibile di fibra di legno o magari di sughero anche ovviamente per chi come me e' orientato per una casa il più possibile biologica.
Detto questo, se avesse un costo ragionevole io metterei come isolante la lana di pecora (penso sia il massimo).

Una parete da 28 cm (se ben concepita) permette un isolamento termico elevato. 
Per comprendere meglio, un muro esterno in laterizio (ovviamente non isolato) dovrebbe avere uno spessore pari a 70-80 cm per raggiungere le medesime prestazioni energetiche invernali (chiaramente anche il settore delle costruzioni tradizionali ha compreso che senza isolanti - cappotti ed intercapedini - non si va lontano).
Il vantaggio delle case in legno è comunque notevole, soprattutto in termini di isolamento termico durante i mesi freddi.
Come ribadito in molte occasioni, la coibentazione estiva richiede che le partizioni esterne (pareti e tetto) sappiano smorzare l’onda di calore, sfasando di molte ore l’ingresso del caldo all’interno dei locali dell’edificio.  Questo è raggiungibile realizzando muri con una certa “massa”, requisito ottenibile utilizzando all’interno del telaio un materiale isolante che possieda una elevata densità. 
La lana di pecora è un eccellente prodotto biologico, ma i suoi costi sono molto alti, così come il prezzo delle pareti in cui viene impiegato il sughero.
La tendenza delle aziende di case prefabbricate è di privilegiare la fibra di legno rispetto alle lane minerali (troppo leggere e poco performanti durante i mesi estivi).
Uno spessore maggiore del muro comporterebbe costi ingenti, senza particolari vantaggi sulle bollette energetiche. 
Va ribadito che quasi tutti i costruttori di case in legno offrono una o due pareti standard e alcune “variazioni sul tema”.
Il processo produttivo, di tipo industriale, non consente di personalizzare gli spessori a piacimento del cliente, ma si dovrà scegliere all’interno del listino la soluzione più adatta. 
Se il costruttore di case prefabbricate prevede una parete da 28 cm, al massimo verrà offerta una soluzione con un cappotto isolante maggiorato, ma difficilmente sarà possibile modificare la profondità dei montanti strutturali (forse sarà disponibile qualche piccola ditta di case in legno).
Il problema dell’isolamento estivo è piuttosto complesso e va affrontato agendo non solo sulla parete, ma schermando le vetrate esposte alla radiazione solare e realizzando un tetto adeguato (ventilato ed efficacemente isolato dal caldo).

ADATTARE LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

IL PROGETTO DELLE CASE PREFABBRICATE DOVREBBE SEGUIRE SEMPLICI REGOLE PER OTTIMIZZARE I VANTAGGI DI UNA TECNOLOGIA MIRATA AL RISPARMIO ENERGETICO.
IN TEORIA, QUALSIASI PROGETTO POTREBBE ESSERE ADATTATO AL LEGNO SENZA PARTICOLARI MODIFICHE, MA NE VALE SEMPRE LA PENA?

Il mio geometra di famiglia sta presentando il progetto della mia abitazione, ma mi sta sorgendo il dubbio (anche in seguito alla lettura dei suoi articoli) che non sia molto adatto ad essere costruito in prefabbricato.
Secondo lei è il caso di modificarlo o, addirittura, di riprogettare la casa da zero?


Innanzitutto mi dispiace che i miei scritti le abbiano creato un dilemma progettuale e contrasti con il tecnico di famiglia (suppongo che sia un parente…). Ovviamente non è possibile capire se il progetto presenti delle difficoltà nell’essere realizzato con le case prefabbricate in legno.
case in legno, case legno, case di legnoPersonalmente non sono in grado di effettuare una simile consulenza, ma il primo consiglio potrebbe essere di confrontarsi apertamente con qualche ditta di case in legno. Ogni azienda ha il proprio ufficio tecnico che saprà consigliare il cliente con competenza.
Se il progetto è sufficientemente compatibile, verranno semplicemente modificati gli spessori delle pareti interne ed esterne, inserite le contropareti per gli impianti e le canalizzazioni (canne fumarie, scarichi) e verificata l’orditura dei solai. In caso contrario si possono presentare alcuni scenari.

  1. Il progetto è una bozza o poco più. Converrà in questo caso fare un passo indietro e ripensare del tutto l’edificio. Gli studi fatti saranno stati comunque utili come base per riflessioni e rimarranno gli spunti e le idee di base per il nuovo progetto.
  2. Il progetto si trova in uno stadio avanzato. Chiaramente bisognerà tenere conto dell’impianto di base, ma è ancora possibile apportare delle modifiche anche importanti per migliorare i punti critici del progetto. Non sarà difficile rivedere le aperture, tenendo conto dell’orientamento dell’edificio o variare la distribuzione interna degli ambienti (non è raro che le camere e gli ambienti di soggiorno vengano posizionati a nord…..).
  3. Il progetto è stato inoltrato in Comune per l’ottenimento dei permessi edilizi o è già presente una concessione. Se abbiamo urgenza di costruire, chiaramente converrà rassegnarsi, ma c’è sempre la possibilità di presentare una variante. Se si tratta di una semplice DIA i tempi saranno accettabili, se invece dobbiamo attendere che il progetto torni in Commissione Edilizia o è presente qualche vincolo ambientale, bisognerà valutare quanto il progetto concessionato appaia realmente debole sotto il profilo bioclimatico. Uno slittamento dei tempi verrà comunque recuperato costruendo con una ditta di case prefabbricate, rispetto ad un’impresa di costruzioni tradizionale.
La situazione ideale rimane quella di chi parte da zero. Anche in questo caso possiamo prendere diverse strade.
  1. Con un tecnico esperto in bioarchitettura, meglio ancora se di case prefabbricate in legno, non è nemmeno possibile parlare di adattamento. Il progetto nasce sul legno e tutte le soluzioni sono ottimizzate.
  2. Un tecnico tradizionale (anche il suo geometra di famiglia) può informarsi con semplicità. Se il cliente è deciso, basterà visitare qualche ditta di case in legno per acquisire tutti i dati necessari per operare con profitto. E’ fondamentale che il tecnico sia aperto e la progettazione parta dai corretti presupposti.
  3. Il tecnico non ha molta voglia di perdere del tempo e spinge per costruire con le sua impresa di fiducia. In altri casi il vostro architetto può avere delle motivazioni valide nell’escludere le case prefabbricate. Vorrei comunque essere chiaro su quest’aspetto. I miei articoli danno delle indicazioni del tutto generali. Ogni caso specifico tiene conto di una serie di fattori che solo il vostro architetto può analizzare e comprendere. Nella maggior parte dei casi la scelta migliore è assecondare con fiducia le scelte del tecnico e difficilmente ci si potrà pentire.
Le case prefabbricate in legno sono solo una (semplice) tecnica costruttiva, che possiede numerosi pregi e qualche evidente limitazione. Non sempre rappresentano la soluzione migliore e vanno in ogni caso fatte approfondite valutazioni tecniche che possono spingere la scelta in altre direzioni.

CASE PREFABBRICATE PLURIFAMILIARI

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO SONO RIVOLTE IN MODO PARTICOLARE ALLE FAMIGLIE ED AI SINGOLI. AD OGGI NON SEMBRANO INTERESSARE PARTICOLARMENTE I COSTRUTTORI E LE SOCIETA’ IMMOBILIARI, NONOSTANTE I COSTI DI REALIZZAZIONE CERTI E, TUTTO SOMMATO, CONTENUTI, UNITAMENTE AI TEMPI DI COSTRUZIONE DIMEZZATI, CHE POTREBBERO RENDERE APPETIBILI LE CASE IN LEGNO ANCHE PER INTERVENTI EDILIZI DESTINATI ALLA VENDITA A TERZI.

Dovendo nel 2011 realizzare un residence di circa 20 appartamenti destinati esclusivamente a clienti tedeschi, avevo pensato di realizzarli in bioedilizia con materiale in legno. Il mio progettista del posto, mi sconsiglia tale tipologia, in quanto la differenza di prezzo è talmente minima che non conviene, inoltre sostiene dovendo richiedere un mutuo e contributi regionali la struttura in legno non viene finanziata.

case in legno, case di legnoLe aziende di case prefabbricate non hanno un buon rapporto con i tecnici italiani. Le stesse imprese di costruzioni vedono con sospetto, soprattutto in tempi di crisi, la concorrenza di costruttori alternativi, in grado di erodere loro quote di mercato, particolarmente in prospettiva.
Le strategie di comunicazione delle ditte di case in legno non si discostano particolarmente da quelle adottate nei paesi di origine, in cui le figure di tecnici e progettisti appaiono più flessibili rispetto al ruolo che architetti, geometri ed ingegneri ricoprono nel nostro paese.
Il cliente tedesco può rivolgersi ad un unico interlocutore, la ditta di case prefabbricate, appunto, in grado di occuparsi di tutti gli aspetti, dalla progettazione all’ottenimento dei permessi edilizi, sino alla costruzione chiavi in mano, senza conflitti di competenze e con grande semplicità per il cliente finale, maggiormente concentrato sugli aspetti pratici.
In Italia questo modello non è compatibile con le procedure in vigore e richiede un adattamento non sempre indolore, con aggravio di costi ed inevitabili problematiche.
Ecco perché le soluzioni “chiavi in mano” sembrano le uniche sensate per il cliente italiano, se si vuole godere appieno dei vantaggi delle case in legno prefabbricate.
Il prezzo certo è una caratteristica di grande interesse delle case di legno, che permette di programmare con scrupolo un piano economico concreto, senza rischi ed imprevisti.
Per il cliente privato si tratta di un grande valore aggiunto, in quanto l’incertezza legata a tempi e costi può rendere insostenibile la costruzione rispetto alle entrate familiari.
Prezzo certo significa però poco margine di trattativa con la ditta di case in legno. Un pregio che si rivela un problema, qualora l’interlocutore sia un costruttore immobiliare il cui fine sia, ovviamente, un adeguato ed inevitabile guadagno di impresa. Le normative attuali in tema di risparmio energetico proteggono rispetto al passato il cliente finale da speculazioni edilizie, in particolare relative all’isolamento di tetti e pareti, e costringono gli immobiliaristi ad investire maggiormente sull’efficienza energetica degli edifici.
Le case prefabbricate in legno possono costituire una valida alternativa anche sul piano economico ai sistemi costruttivi tradizionali, ma si devono tenere presenti alcuni vincoli che potrebbero limitarne l’impiego in un ambito meramente immobiliare.
Pur non sussistendo particolari problemi per una ampia personalizzazione delle finiture nelle case prefabbricate, l’impiantistica andrà studiata il più possibile su misura e non dovrebbe quasi mai essere tracciata sul cantiere, come è consolidata prassi per le costruzioni in muratura.
La predisposizione va inserita direttamente in fase di produzione e questo potrebbe rivelarsi un’incognita qualora l’acquirente finale acquisti una casa prefabbricata già montata. Il problema non si pone, ovviamente, qualora la vendita avvenga “sulla carta”.
Lo stesso spostamento di una parete o di un sanitario richiede attenzioni aggiuntive, non sempre desiderabili da parte dell’impresa.
Dal punto di vista dei costi, l’impresa può avere una certa convenienza a gestire autonomamente le finiture, affidandosi piuttosto ad un secondo livello (grezzo con impianti).
I margini di sconto sono sempre possibili, soprattutto considerando l’interesse della ditta di case prefabbricate nel chiudere un contratto importante per una fornitura multipla di edifici.
In conclusione, le case prefabbricate in legno possono prestarsi favorevolmente anche per iniziative immobiliari di una certa entità, per cui sia richiesto un controllo dei costi e della tempistica, costruzione in bioedilizia e risparmio energetico certificato.

CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE – AZIENDA AGRICOLA

Siamo una piccola Associazione di Promozione Sociale che si occupa di educazione ambientale nelle scuole elementari ed altri progetti di sensibilizzazione per salvaguardare l'ambiente per il futuro delle nostre generazioni. Vorrei quindi realizzare un’azienda agrituristica, che al suo interno abbia un laboratorio di trasformazione delle materie prime in conserve e prodotti alimentari sott'olio, un pastificio artigianale, un agriturismo ed un’azienda agricola.
E’ possibile costruire un edificio prefabbricato con delle caratteristiche in grado di soddisfare queste esigenze?
La costruzione in legno può soddisfare queste esigenze?
Servono le fondamenta e quindi i permessi per costruire o, essendo un modulo in legno, si può farne a meno?

Come ripetuto spesso, le case prefabbricate in legno sono soprattutto un’alternativa costruttiva ai sistemi tradizionali basati sull’impiego di cemento, muratura ed acciaio.
La maggior parte delle realizzazioni è relativa a villette mono o bifamiliari, ma non è certamente un vincolo.
La costruzione di un’azienda agricola è certamente possibile, ma andranno fatte attente valutazioni e confronti, prima di optare per il legno.
Le particolari caratteristiche della struttura richiedono ad esempio il rispetto di specifiche norme igienico-sanitarie ed antincendio.
Il principale vantaggio delle case prefabbricate è l’isolamento termico. 
Si tratta chiaramente di un aspetto meno rilevante per le destinazioni produttive, che avranno esigenze diverse rispetto alle abitazioni o agli uffici.
E’ necessario pertanto valutare tutti i pro ed i contro, chiarendo eventuali dubbi che la parte finale della domanda evidenzia (fondazioni e permessi).
Esistono sul mercato strutture in legno con caratteristiche assai lontane dalle case prefabbricate a basso consumo oggetto di questo blog.   
E’ mia volontà porre distinguere chiaramente che si tratta di costruzioni assai diverse e che l’unico elemento comune è la presenza del legno come materiale principale dell’edificio. 
Fini, costi, caratteristiche sono totalmente differenti. 
Le case prefabbricate hanno un eccellente rapporto qualità prezzo e prestazioni energetiche difficilmente raggiungibili. 
Vanno ancorate su platea e necessitano di fondazioni.
Sarà infine cura del tecnico incaricato ottenere i relativi permessi edilizi, sempre necessari.

I PIANI DELLE CASE PREFABBRICATE

QUANTO PUO’ ESSERE ALTA UNA CASA PREFABBRICATA?
EVENTUALI LIMITI IN ALTEZZA POSSONO LIMITARE I POSSIBILI CAMPI D’IMPIEGO DELLE CASE IN LEGNO?

I principali costruttori di case in legno limitano l’altezza degli interventi con struttura intelaiata a 2 piani fuori terra, più un eventuale mansarda, per un altezza alla banchina d’appoggio del tetto non superiore a 8-9 metri.  
E’ tuttavia possibile arrivare ad alzarci di un altro piano, dimensionando adeguatamente la statica dell’edificio. 
Solitamente viene previsto un ascensore (meglio ancora se a struttura in cemento armato) che avrà un’efficace funzione di controventamento. 
Con tre piani fuori terra è possibile discostarsi dalle classiche tipologie delle case in legno (villette mono-bifamiliari), per realizzare piccoli condomini e palazzine per uffici, di cui vi sono alcune interessanti realizzazioni anche nel nostro paese.
Scegliendo una struttura massiccia (X-Lam o MHM), le possibilità di alzarci sono ancora maggiori, con un eccellente resistenza alle sollecitazioni laterali (vento ed eventi sismici).
Il problema posto dalla maggiore altezza è principalmente l’irrigidimento trasversale dell’edificio rispetto alle forze che vengono generate durante i terremoti o in presenza di vento di entità eccezionale.
Con l’aumentare dell’altezza gli effetti del vento possono essere piuttosto sensibili a causa dell’effetto “mensola”.
In questo caso è necessario “controventare” adeguatamente la struttura inserendo elementi in grado di resistere alle spinte laterali, che in condizioni normali non sono presenti.
I pannelli in X-Lam sono facilmente calcolabili come un materiale omogeneo, al pari della muratura o del cemento armato e consentono allo strutturista una valutazione precisa rispetto alle capacità portanti dell’edificio.
La loro costruzione è assimilabile a quella delle travi in legno lamellare e prevede l’incollaggio di pannelli a strati incrociati.
Analogamente, una struttura a telaio a più piani, per essere calcolata correttamente, dovrebbe prevedere l’impiego di elementi portanti verticali ed orizzontali in lamellare, evitando il legno massiccio. 
Quest’ultimo, pur essendo altrettanto valido staticamente, va quantificato diversamente, introducendo adeguati margini di calcolo, a causa della presenza nel materiale di nodi ed impurità che possono abbassarne le prestazioni statiche. 
Ogni essenza legnosa ha caratteristiche strutturali ben precise (densità, tipo e disposizione delle fibre, percentuale di umidità) che impongono cautela nel dimensionamento delle strutture in elevazione.
Tutto questo ha poca importanza negli edifici bassi con struttura a telaio, il cui dimensionamento statico risulta più semplice e che vengono realizzati prevalentemente in legno massiccio. 
La naturale elasticità del legno rende questi edifici (prefabbricati o non) naturalmente antisismici e resistenti alle sollecitazioni.
La rigidità è assicurata dalle pareti (interne ed esterne), dai solai e dal tetto che formeranno nel loro insieme una robusta “scatola” resistente ed indeformabile.

IVA E CASE PREFABBRICATE

UN ASPETTO INTERESSANTE RELATIVO ALLE CASE PREFABBRICATE, IN PARTICOLARE SE SCEGLIAMO IL LIVELLO “CHIAVI IN MANO” E’ L’APPLICAZIONE INTEGRALE DI UN’ALIQUOTA UNICA SU TUTTO L’EDIFICIO, DALLA STRUTTURA SINO ALLE FINITURE.

Ho ricevuto ieri da un produttore di case prefabbricate un dettagliato preventivo per la realizzazione di una casa in legno al grezzo avanzato basato su di un progetto realizzato dal mio tecnico.
E' tutto chiarissimo, se non che alla voce prezzo vi è la dicitura IVA esclusa.
La domanda nasce dal fatto che so che in edilizia esistono delle aliquote agevolate del 4 e 10% per alcuni prodotti (finestre isolanti ecc). Avendo un preventivo tutto incluso, quale aliquota devo considerare? Ogni voce avrà la sua aliquota oppure esisterà una sola voce con iva al 20% (o altra aliquota)?

case passiveSe acquistiamo un’abitazione esistente abbiamo diritto all’applicazione di un’unica aliquota che riguarda tutto l’edificio nel suo complesso. Nel caso di una nuova costruzione su di un terreno edificabile, il regime fiscale è piuttosto complesso, con un IVA percentuale che va dal 4 sino al 20%.
I contratti d’appalto per “prima casa” prevedono ad esempio un’aliquota del 4%, mentre per gli altri contratti varrà il 10% di IVA. Lo stesso dicasi per l’acquisto di beni finiti come porte, finestre, termosifoni, caldaie, sanitari, mentre le materie prime e semilavorate come calce, cemento, piastrelle, mattoni sono tassate al 20% (percentuale che si applica all’acquisto delle abitazioni “di lusso”).
Per le ristrutturazioni l’IVA va al 10%, ma si può usufruire delle detrazioni del 36 e del 55%.
Tornando alle case prefabbricate in legno, ipotizziamo che si tratti della prima casa.
Molto semplicemente, ci si potrà avvalere dell'agevolazione fiscale, in quanto trova applicazione la Legge Tupini n.408/49 che prevede nell'ipotesi di appalto per la costruzione di una casa l'applicazione dell'iva al 4% se il fabbricato oggetto della costruzione è una casa di abitazione non di lusso o il committente dei lavori ha i requisiti per ottenere le agevolazioni "prima casa", oppure ancora se è una impresa costruttrice che rivende l'immobile.
E’ evidente che le ditte di case prefabbricate applicheranno un’unica aliquota sull’intero importo, che sarà quella goduta, sulla base all’autocertificazione del cliente stesso, il quale si assumerà la responsabilità davanti alla legge di verificare la rispondenza alla propria situazione fiscale.
L’IVA non viene pertanto imposta dal produttore di case in legno, ma viene determinata in base ai requisiti personali dell’acquirente.

CASE PREFABBRICATE E FIBRA DI LEGNO

LA FIBRA DI LEGNO E’ UN ELEMENTO ISOLANTE IMPIEGATO MASSICCIAMENTE PER LA COIBENTAZIONE TERMO-ACUSTICA DELLE CASE PREFABBRICATE.

La fibra di legno è un materiale naturale realizzato in genere con gli scarti di segheria provenienti dalla decorticazione e lavorazione del legname di conifere, come abete rosso o pino.
Il legno frantumato viene scomposto in fibre fini attraverso procedimenti di tipo termico e meccanico.
Le fibre vengono intrecciate, infeltrite, bollite (o trattate con vapore ad alta temperatura) e pressate sino all’ottenimento di pannelli stabili (di varie misure), senza necessità di aggiungere collanti e sostanze leganti, grazie alla presenza di resine naturali.
La fibra di legno ad alta densità, solitamente utilizzata nelle case prefabbricate, si ottiene con una pressatura elevata del materiale.
I pannelli in fibra di legno sono un prodotto versatile che trova molteplici applicazioni nelle case prefabbricate, come per l’isolamento delle pareti di facciata e divisorie, delle coperture e come cappotto esterno intonacato.
Vengono utilizzati inoltre sotto pavimento per l’insonorizzazione anti calpestio.
Le caratteristiche dei pannelli isolanti in fibra di legno sono molto interessanti.
La fibra di legno è traspirante e permeabile al vapore acqueo e possiede buone capacità fono isolanti.
E’ senz’altro un ottimo coibente termico (U=0,04 W/m2K), con delle buone capacità di smorzamento e sfasamento dell’onda di calore estiva, proprietà che ha determinato il successo delle fibra di legno presso la maggior parte dei produttori di case prefabbricate (il livello di ritardo nel passaggio del calore dall'esterno all'interno).
Si tratta di un materiale naturale ed ecologico, con benefici sull’ambiente e sul comfort indoor, in quanto il legno è una fonte inesauribile e disponibile ad un utilizzo intensivo se correttamente impiegato.  In questo caso vengono utilizzati gli scarti di segheria, chiudendo il ciclo di produzione dei lavorati del legno. 
Il consumo energetico per la produzione dei pannelli è relativamente basso, così come l’inquinamento ambientale.
La presenza naturale di resine rende i pannelli in fibra di legno meno sensibili all’eventuale presenza di umidità rispetto ad altri materiali isolanti come la lana di roccia.
In generale si tratta di un prodotto economico, maneggevole e facilmente lavorabile, anche se i costi sono mediamente superiori alla lana di roccia impiegata in edilizia.
Non tutti i costruttori di case prefabbricate impiegano tuttavia pannelli in fibra di legno, pur trattandosi di un materiale preferibile agli altri isolanti termoacustici, davvero efficace nelle case in legno, in particolare se a struttura intelaiata, proprio per le elevate caratteristiche di traspirabilità e densità, che consentono uno sfasamento del flusso termico estivo sino a 10-12 ore.
La fibra di legno è infine un eccellente regolatore naturale del tasso di umidità, in grado di impedire la formazione delle muffe (pressoché assenti nelle case prefabbricate).

CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE – ACQUA

Sto seriamente valutando l'ipotesi di usufruire di un piccolo terreno, che si trova nella proprietà della casa dei miei genitori, per costruire una casa prefabbricata.
Le chiedo un consiglio tecnico, il terreno si trova a livello del mare e a poco più di 800 m di distanza;  visto che i miei hanno un edificio in muratura e che la casa soffre spesso di umidità, che risultato avrei io nel costruirne una il legno nello stesso luogo?  
Che tipo di isolamento dovrei usare?

Bisognerebbe capire perché la casa dei suoi genitori “soffra l’umidità”.
La salsedine è certamente un fattore usurante, non specifico delle case in legno.
Se la casa non possiede un vespaio e le fondazioni non sono state impermeabilizzate (considerando tralaltro la vicinanza della falda) le risalite di umidità per capillarità sono probabili ed estremamente dannose, ma vanno considerate un errore costruttivo e non un problema specifico del sito.
Le norme costruttive per la corretta realizzazione delle case prefabbricate impongono di evitare il contatto della struttura dell’edificio con il terreno. 
Una platea di fondazione deve essere leggermente rialzata dal suolo (almeno 15 cm) proprio per scongiurare tale rischio. 
Si deve prevedere una camera di ventilazione su igloo e un adeguato numero di fori, al fine di espellere l’umidità, che tenderebbe a formarsi e a ristagnare sotto l’abitazione.
I costruttori di case in legno comunicano al cliente tutte le prescrizioni necessarie e forniscono i relativi esecutivi di cantiere, mettendo al riparo da qualunque problematica inerente le risalite di acqua lungo le murature dell’edificio.

CASA PREFABBRICATA – NON SI PUO’ FARE

LE CASE IN LEGNO SI PRESTANO A MOLTEPLICI APPLICAZIONI.
IL TARGET MEDIO RESTA LA CLASSICA ABITAZIONE MONO-BIFAMILIARE, CHE QUASI SEMPRE PUO’ ESSERE REALIZZATA CON UNA COSTRUZIONE PREFABBRICATA.
QUASI.

Non sono però da escludere i progetti che non si prestano ad essere realizzati in legno o, peggio ancora, che vengono letteralmente respinti dal costruttore.
Si tratta solitamente di architetture formalmente complesse, riccamente vetrate o staticamente problematiche. 
In molti casi si devono inserire nella struttura travi o pilastri in acciaio per coprire luci eccessive o controventare l’edificio, qualora vengano a mancare pareti od elementi di irrigidimento.  I costi salgono proporzionatamente e quasi sempre il prezzo finale risulta eccessivo.
I piccoli costruttori di case prefabbricate, spinti dalla necessità di chiudere contratti ad ogni costo per promuovere il proprio marchio, affrontano a malincuore costruzioni poco agevoli, limando i propri margini di guadagno. 
Ben diversa è la posizione dei principali fabbricanti di case prefabbricate, che rinunciano senza esitazioni all’acquirente, quando le complicazioni superano il limite di guardia, forti di una lunga esperienza costruttiva e commerciale.
Peraltro, è sufficiente mostrare il prezzo finale al cliente per dissuaderlo dalla firma del contratto e farlo ripiegare sulla muratura tradizionale.
Bisogna comprendere che il concetto delle “case prefabbricate” è prettamente industriale. 
Si tratta di un processo produttivo standardizzato, che permette di adattare senza compromessi i progetti più semplici, ma che mostra la corda di fronte ad architetture complesse, con un aggravarsi crescente dei costi, sino alla sentenza di infattibilità.
L’architettura delle abitazioni a catalogo esibisce chiaramente la vocazione costruttiva delle case prefabbricate in legno,  ma non si tratta solo di un aspetto formale. 
Ogni produttore di case in legno prevede alcune pareti standard e qualche “variazione sul tema” (per lo più possono cambiare i materiali che compongono i vari elementi costruttivi).
Solo a titolo di esempio, non ha alcun senso pretendere uno spessore di parete da 36 cm, se il costruttore offre solamente 28 o 33 cm.  Le macchine da taglio sono programmate per quelle misure e non ha senso impuntarsi. 
E’ come voler acquistare un auto di cilindrata non prevista dal costruttore (una BMW con un 900 cc o una Daewoo con un V8…..).  Chissà perché ciò che è logico per le auto diventa incomprensibile per le case in legno.
Lo standard costruttivo ha un rapporto q/p sempre interessante, il fuori standard è più costoso, l’extra standard non è quasi mai tecnicamente fattibile. 
Porte-finestre alte 3,00 metri, certamente realizzabili su misura (ad alto prezzo) non possono essere installate sulle case prefabbricate, in quanto incompatibili con il  procedimento produttivo standardizzato (e chi lo fa, si fa pagare … adeguatamente).
Il mio consiglio, qualora non esista ancora un vero e proprio progetto dell’edificio, è quello di studiare un’abitazione che rispetti le caratteristiche intrinseche delle strutture in legno è che assuma come base di partenza proprio il sistema costruttivo (telaio o massiccio, poco importa). 
I vantaggi saranno tantissimi, a partire dal prezzo più basso, dalla maggiore efficienza energetica dell’involucro edilizio e dal minimo adattamento in sede esecutiva da parte del costruttore.

CASE PREFABBRICATE MONOPIANO

AVENDO A DISPOSIZIONE UN LOTTO DI ADEGUATE DIMENSIONI, LA CASA IN LEGNO MONOPIANO E’ SENZ’ALTRO LA SOLUZIONE PIU’ COMODA. 
I COSTI DI UNA CASA PREFABBRICATA SU DI UN UNICO PIANO SONO IN GENERE MAGGIORI, A PARITA’ DI METRATURA, RISPETTO AD EDIFICIO DI PARI DIMENSIONI SU DUE PIANI FUORI TERRA.

Le volevo chiedere, in merito alla maggiorazione di prezzo rispetto a parità di superficie tra una casa prefabbricata monopiano ed una a due piani, quanto possa incidere, in termini percentuali, tale maggiorazione.
Presumendo che una copertura con travi lamellari a vista incida più di una copertura 'grezza' controsoffittata, penso che alla base della sua asserzione vi sia la constatazione che un maggior costo sia dato da una superficie doppia che va isolata, 'areata', impermeabilizzata, e coperta.
Tuttavia nel contempo per una casa in legno monopiano va detratto un solaio e una scala.
Nell'edilizia tradizionale il prezzo al mc. tra abitazione monopiano e pluripiano nel corso di questi ultimi anni è andato ad essere pressochè lo stesso.
Come mai non è così nell'edilizia prefabbricata?

La copertura delle case in legno determina un costo importante, dovuto a molteplici fattori.
La struttura (in genere in legno lamellare) incide notevolmente, soprattutto se il tetto viene lasciato “a vista”. 
Va detto subito che un solaio ha in genere costi inferiori rispetto ad una struttura di copertura, a parità di materiale impiegato, a causa delle lavorazioni maggiori.   
Vengono poi raddoppiate le quantità degli isolamenti (soprattutto se in fibra di legno ad alta densità, di circa 20 centimetri di spessore), così come le grandezze del manto di copertura e delle lattonerie (quest’ultime pesano moltissimo, soprattutto se viene utilizzato il rame).
Una scala in legno, necessaria in un edificio su due piani e non presente nel monopiano, ha di contro un certo costo, ma è pur sempre un elemento che viene prodotto in proprio dal costruttore di case prefabbricate, senza ricorrere a fornitori esterni.  L’incidenza di questa voce può, al limite, compensare la minore quantità di tegole presente nell’edificio su due piani.
Anche la quantità di materiale impiegato per la realizzazione delle pareti esterne è maggiore per gli edifici monopiano (solitamente l’altezza del livello superiore degli edifici su due piani è mansardato, con una banchina di appoggio del tetto non troppo alta).
La produzione delle pareti è inoltre più impegnativa, poiché tutti gli elementi vanno ancorati direttamente alla platea di fondazione.
Apparentemente la quantità di materiale contenuta nelle case prefabbricate  monopiano non è di molto superiore, ma vi è una maggiore incidenza della manodopera, con un aumento delle lavorazioni più complesse e dei punti critici (attacco tetto-pareti o, come detto, attacco al suolo).
I costi di una casa prefabbricata monopiano sono pertanto superiori di circa il 10-12%, con differenze poco significative tra i vari produttori di case in legno.  

SOPRAELEVARE CON LE CASE PREFABBRICATE

LA LEGGEREZZA DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO CONSENTE DI INTERVENIRE AGEVOLMENTE IN SITUAZIONI STRUTTURALI CHE RENDONO SCONSIGLIABILI LE TECNICHE COSTRUTTIVE TRADIZIONALI.

Gentilissimo arch. Crivellaro, siamo una famiglia composta da 4 persone (2 bimbi piccoli ) ed attualmente viviamo sopra alla farmacia di mio marito, in provincia di Como, in quello che era nato come appartamento per i turni e ci si presenta quindi l'urgente necessità di un ampliamento tramite sopraelevazione al fine di ricavare almeno 2 camere da letto ed un bagno.
Documentandoci, anche tramite il Suo interessante blog, saremmo indirizzati verso una struttura prefabbricata
.
Quale può essere un percorso utile a chiarirci le idee e trovare la soluzione più adatta a noi?


Le case in legno presentano, a parità di volume, un carico permanente dovuto al peso dell’edificio estremamente basso rispetto a quelle tradizionali.
case in legno, case di legnoNel caso pratico di una sopraelevazione, va evidenziato che una struttura interamente in legno (tetto, pareti) andrà a gravare in misura assai inferiore rispetto ad una realizzata in muratura piena con tetto in laterocemento.

Lo spessore delle pareti richiesto dalla normativa per un muro tradizionale comporta un ulteriore aumento del carico permanente, non sempre compatibile con il dimensionamento originario dell’edificio sottostante.
Le case prefabbricate in legno possono essere montate a secco in pochi giorni, agevolando le operazioni in cantiere e minimizzando i disagi, qualora l’abitazione sottostante richiedesse uno sgombero temporaneo o fosse permanentemente abitata.
Le ditte di case prefabbricate pongono solitamente un limite dimensionale al cliente, imponendo un minimo di 50-60 mq. (esistono comunque aziende più flessibili, ben felici di realizzare fabbricati di dimensioni minime).
L’unico scrupolo sarà la preparazione del piano di posa della sopraelevazione in legno che andrà eseguito secondo le specifiche tecniche fornite dalla ditta, solitamente con la realizzazione di un cordolo perimetrale in cemento armato ed un bordo superiore del solaio perfettamente livellato. Tale piano andrà comunque verificato da un tecnico della ditta di case prefabbricate prima della messa in produzione dell’edificio.
Va comunque fatta a priori un’attenta verifica statica rispetto alla capacità di sopportazione del carico da parte della costruzione sottostante e delle strutture di fondazione esistenti.

Al carico permanente dovuto all’edificio in se andrà aggiunto il carico accidentale dovuto alla presenza di persone e mobilio, oltre al carico neve (tenendo conto dell’antisismica), che potrebbero richiedere costosi interventi di consolidamento e rafforzamento statico.
Riassumendo, le case prefabbricate in legno si prestano ottimamente agli interventi di sopraelevazione di edifici, grazie al peso leggero ed ai tempi di realizzazione ridotti, ma si dovrà preventivamente verificare le caratteristiche della struttura portante sottostante e i costi di costruzione complessivi derivanti dall’acquisto della casa in legno (che, se di piccole dimensioni, potrebbe risultare alto rispetto ai metri quadri coperti) e dagli eventuali interventi di rafforzamento strutturale sull’edificio esistente.

CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE – PERMESSI

Mi piacerebbe tantissimo realizzare una casa prefabbricata in legno, ma non so se la cosa è fattibile
Non ho un budget altissimo, ma il mio più grosso problema è il terreno su cui farla sorgere.
Mio nonno è un coltivatore diretto da tanto tempo e possiede un terreno in una zona collinare di circa 6000 mq, ovviamente agricolo.
Esiste una remota possibilità per concretizzare questo sogno? Qualche escamotage?

Un lettore si è recentemente lamentato dei miei continui confronti tra case in legno e case tradizionali, a suo dire forzate. 
Come non ricadere anche questa volta nell’antico vizio?
Le case prefabbricate sono edifici assolutamente equiparabili a quelli in muratura e, pertanto, sono assoggettate alle medesime normative.
Il terreno deve essere edificabile, al pari di qualsiasi altra costruzione di carattere non provvisorio; serve un progetto ed una concessione edilizia, senza la quale si configura un abuso a tutti gli effetti.
Mi riferisco, come sempre, a case in legno a basso consumo energetico con struttura a telaio o massiccio (X-Lam o MHM), rivestite esternamente con un isolamento a cappotto intonacato.
Altri edifici in legno si possono reperire sul mercato, ma non saranno oggetto di specifica trattazione sul blog. 
Nel caso del lettore, se sarà possibile ottenere un volume urbanistico, attraverso i necessari passaggi burocratici da concordare con l’amministrazione comunale, la realizzazione di una casa in legno può essere un’interessante alternativa costruttiva ad un edificazione in muratura. 
In caso contrario, le case in legno non forniscono nessuna scorciatoia o deroga ai vigenti regolamenti.  

CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE – LEGNO VS TRADIZIONALE

"Le case prefabbricate non si distinguono da quelle in muratura e, pertanto, gli interventi da apportare all’edificio negli anni sono i medesimi."
Noto quasi un complesso di inferiorità tra i costruttori/progettisti/promotori delle case in legno, sempre e continuamente in paragone con il laterocemento.
E' come se andassi a chiedere alla Fiat "Quando devo fare il tagliando?" e mi rispondessero "Quando lo fa la Peugeot!".

Non mi ero posto il problema.
Le cifre parlano chiaro. 
I montaggi di case in legno sono in aumento, ma difficilmente si supera il migliaio di edifici l’anno in tutta Italia.
Al momento non mi sembra una concorrenza preoccupante per l’edilizia tradizionale.
E’ chiaro che le case prefabbricate si pongono come alternativa alle costruzioni in muratura e non costituiscono un settore a se stante. 
Chi acquista una casa in legno potrebbe sempre e comunque costruire in laterizio. 
Vi è poi un fattore culturale, che relega il legno a specifiche funzioni in edilizia. 
Ma, soprattutto, le case prefabbricate sono una novità per il settore edile, praticamente sconosciuta sino a pochi anni fa e del tutto ignorata dalla grande massa.
In effetti i costruttori del legno, così come i vari operatori del settore, devono necessariamente fare informazione.  
I paragoni ed i confronti con l’edilizia tradizionale sono difficilmente evitabili e servono per mettere in luce le caratteristiche delle case in legno rispetto a ciò che è conosciuto. 
Questo blog si pone l’obiettivo di diffondere la conoscenza delle case prefabbricate a basso consumo, utilizzando spesso il benchmark delle costruzioni in muratura.
Non penso che si tratti di complesso di inferiorità, ma di una semplice modalità per raccontare le case in legno, comprensibile ed intuitiva per chiunque.