CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE - IVA

Gent.le Architetto, ho letto attentamente il Suo interessantissimo blog, ma non ho trovato un riferimento circa la fiscalità sull'acquisto del terreno edificabile. Come noto l'acquisto del terreno edificabile da impresa di costruzione è soggetto ad IVA al 20%.
Se invece acquistiamo il terreno con il grezzo e possiamo usufruire delle agevolazioni per la prima casa l'IVA è al 4%.
Quanto sopra mi sembra enormemente svantaggioso per le "case prefabbricate" in quanto non credo esistano imprese che siano disposte ad acquistare il terreno e fornire il "grezzo".
In alternativa è possibile considerare "grezzo" la costruzione della platea di fondazione?

L’iter che porta alla costruzione di una casa prefabbricata, salvo rare eccezioni, non consente escamotage per evitare l’applicazione di un’aliquota agevolata al 4% per l’acquisto del terreno.
I costruttori di case in legno operano sostanzialmente come le imprese tradizionali e si limitano all’esecuzione dei lavori.
Deve esserci un terreno edificabile ed un progetto concessionato, per campionare la casa e procedere all’elaborazione degli esecutivi e della statica delle fondazioni.
Ipotizzare l’acquisto di un lotto in cui sia già presente una platea è in contrasto con la procedura seguita (giustamente) dalle aziende di case prefabbricate.
L’unica ipotesi percorribile è di cercare interventi immobiliari realizzate con le case in legno a basso consumo. 
Si tratta di una possibilità concreta, almeno nel nord Italia, anche se il guadagno di impresa sarà sicuramente presente e difficilmente permetterà grandi risparmi rispetto all’acquisto diretto del terreno.
Nella maggior parte dei casi conviene rassegnarsi a pagare il 20% di IVA, cercando di ottimizzare gli altri costi con scelte progettuali intelligenti.

LE FINESTRE DELLE CASE PREFABBRICATE

LE CASE PREFABBRICATE A BASSO CONSUMO MONTANO …. SERRAMENTI A BASSO CONSUMO. LAPALISSIANO E TUTTAVIA LE SOLUZIONI PRESENTI SUL MERCATO DELLE CASE IN LEGNO SONO VARIE ED INTERESSANTI, CHE CONVIENE CONOSCERE.

I serramenti esterni rappresentano uno dei punti deboli dell’involucro edilizio.
Dalle vetrate fuoriesce nella stagione invernale la maggior parte del calore dell’abitazione. Per quantificare con dei numeri questo aspetto, basti pensare che la trasmittanza termica di una parete di una casa in legno si aggira intorno a 0,18 W/m² K, un valore di tutto rispetto, contro gli 1,1 W/m² di un serramento a basso consumo energetico.
La dispersione di un buon infisso è quindi di sei volte superiore a quanto ceduto per convenzione dagli elementi opachi dell’involucro edilizio (tetto e pareti esterne).
Il progettista dovrà pertanto disporre con accuratezza le aperture, limitando le fonometrie a nord, ove le finestre dovranno essere piccole, mentre a sud andranno le vetrate di maggiore dimensione (opportunamente calcolate per captare la radiazione solare, ma non sovradimensionate, per evitare il surriscaldamento estivo degli ambienti e l’inevitabile dispersione in assenza di sole (nuvole, nebbia, ore notturne).
serramenti, finestre, infissi, basso consumo, efficienza energetica, legno, alluminio, pvcLa trasmittanza termica di un serramento esterno in legno non particolarmente isolato si aggira solitamente intorno a 2 W/m², un valore assolutamente non compatibile con il sofisticato fine energetico delle case prefabbricate. Un’ulteriore miglioramento può essere realizzato adottando dei vetrocamera a triplo strato, che possono spingere il valore dell’isolamento sino a 0,5-0,7 W/m². I costi non sono eccessivi ed è quindi un’opzione senza dubbio consigliabile per la maggior parte delle case in legno, soprattutto quelle montate nel nord Italia.
Quali sono i serramenti più indicati per le case prefabbricate?
In passato i serramenti erano per lo più in legno. Si tratta ancora di una buona soluzione, grazie alle buone proprietà isolanti di questo materiale. Sarà necessaria una regolare manutenzione degli infissi, poiché le vernici tendono a perdere le proprietà protettive a causa dell’azione degli agenti atmosferici.
Un’alternativa molto in voga ed altamente consigliabile per le case prefabbricate è il serramento in legno con la protezione esterna in alluminio. All’interno l’infisso in legno avrà un aspetto tradizionale, e non necessiterà più interventi di manutenzione nel tempo. L’alluminio potrà inoltre essere di qualsiasi colore si desideri, offrendo un’opzione in più per l’architettura dell’edificio.
Anche il pvc è un materiale molto utilizzato per la realizzazione di infissi isolati, con una buona durata nel tempo e costi generalmente inferiori al legno-alluminio.
Un buon serramento dovrebbe inoltre prevedere di serie l’apertura a vasistas su tutte le ante apribili ed un adeguato sistema di sicurezza. Un semplice punto di chiusura può pertanto essere insufficiente. Meglio tre per anta.
Verificate infine la possibilità di installare un sensore antifurto sugli infissi.
Ogni aspetto delle case prefabbricate deve essere adeguato all’insieme.
Le finestre costituiscono sovente un punto trascurato dell’edificio, ma rappresentano un elemento estremamente delicato che, se mal concepito, può abbattere di molto il rendimento energetico dell’involucro.

CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE - PREZZI

Sono un appassionato di case a basso impatto ambientale e fotovoltaico, mi sto muovendo su internet in tale direzione con la speranza, finanze permettendo, di costruirmene una anch’io.
Le chiedevo per questo una consulenza approssimativa sul costo di costruzione di una casa prefabbricata su un unico livello di 100 mq circa e del relativo basamento in cemento, considerando ovviamente a parte l’imprevedibilita’ della spesa dell’allaccio idrico e fognario.

La spesa finale deve considerare, oltre alle voci elencate dal lettore, i costi tecnici (progetto, direzione dei lavori, geologo, ingegnere, termotecnico, progetto degli impianti, sicurezza, collaudo delle opere, certificazione energetica) e gli oneri comunali (urbanizzazione primaria e secondaria, costo di costruzione).
Il prezzo di una casa prefabbricata monopiano non è facilmente determinabile, poiché viene definito da una serie di fattori, che possono spostare di molto l’importo finale:

-      Progetto.
Le scelte architettoniche (forma dell’edificio, scelte tecnico-costruttive, tipo di copertura, materiali, isolamenti, struttura, serramenti) possono individuare incrementi sul prezzo sino al 30%.
I piccoli costruttori di case in legno hanno listini più leggeri del 10-20% rispetto ai costruttori europei più conosciuti.
-      Livello di finitura.
Il chiavi in mano è comodo e permette una programmazione economica precisa della costruzione, ma è possibile risparmiare circa il 10% acquistando l’abitazione al grezzo e terminando i lavori con ditte proprie.
-      Impianti.
La richiesta energetica di una casa prefabbricata è limitata ai picchi, in particolare invernali.  L’eccellente coibentazione termica permette di risparmiare sugli impianti che non dovrebbero mai essere sovradimensionati.
Un impianto “base” si rivelerà altrettanto efficiente e permetterà un risparmio sul prezzo della casa sino al 10% (fotovoltaico escluso).
-      Finiture.
Un capitolato standard non sempre soddisfa i gusti più esigenti, anche se di buona qualità.  Possiamo sbizzarrirci, consci che un buon laminato non costerà quanto dei listoni anticati posati in diagonale e che il prezzo di un bagno può essere raddoppiato senza fatica. 
In questo caso le differenze possono arrivare ad un 15% dell’importo finale.

Concludendo, è ipotizzabile una spesa “media” di 170.000 € per la nostra casa in legno, efficiente energeticamente sia d’estate che d’inverno, realizzata con un capitolato standard chiavi in mano da parte di un costruttore medio-grande, con una dotazione impiantistica adeguata, platea in cemento armato esclusa.

CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE – STRUTTURA MISTA

Con mia moglie stiamo acquistando un terreno con un rudere già presente del quale si può riutilizzare la struttura portante (travi e pilastri).
Ci chiedevamo se per un caso del genere è possibile prendere in considerazione le case prefabbricate e se la struttura già esistente possa essere ampliata con una in legno.


Le case in legno oggetto di questo blog sono prefabbricate, a basso consumo.
Sul mercato delle case in legno si trovano certamente aziende che offrono pareti di tamponamento con caratteristiche similari, che potrebbero soddisfare le vostre esigenze. 
Si tratta si soluzioni interessanti anche dal punto di vista della coibentazione termica e potrebbero prestarsi ottimamente alla ricostruzione del vostro edificio.
La tipica parete delle case prefabbricate è comunque portante, sia adottando un classico sistema intelaiato, che massiccia.
Pur ragionando in astratto, ritengo tuttavia che un intervento ex-novo, che prevedala demolizione integrale delle strutture esistenti, possa risultare senz’altro più adeguato alla realizzazione di un nuovo edificio.
Trattandosi di un edificio in cattive condizioni, definito “rudere” dal lettore, ritengo che le strutture non si presentino in un buono stato di conservazione ed è probabile che il loro stesso dimensionamento non sia adeguato alla normativa attuale.
Sono certamente considerazioni che vanno suffragate da dati concreti e, possibilmente, aiutate da sondaggi e prove strutturali.
Le valutazioni vanno chiaramente affiancate da un controllo dei costi, che, molto probabilmente escluderà la tecnica mista e limiterà le opzioni alla demolizione con ricostruzione in legno, in alternativa ad un intervento di ristrutturazione edilizia in muratura.
Concludendo, gli interventi in struttura mista con le case prefabbricate non sono quasi mai fattibili e non rappresentano un campo di applicazione interessante del legno.

I TEMPI DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

TEMPI CERTI DI COSTRUZIONE, MA DA QUANDO? E SOPRATTUTTO, QUAL’E’ L’ITER REALISTICO CHE ATTENDE IL CLIENTE DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO? IN QUANTI MESI E’ POSSIBILE PASSARE DAI PRIMI SCHIZZI DI PROGETTO AL CHIAVI IN MANO?

Facciamo un passo indietro (anzi, in avanti).
La maggior parte delle ditte di case prefabbricate è in grado di costruire le pareti della casa in un periodo piuttosto breve (da uno a tre mesi) e di montare l’abitazione grezza in pochi giorni. Per le finiture, difficilmente si superano i tre mesi.
Riassumendo, possono passare al massimo sei mesi dall’inizio della produzione alla fine dei lavori della casa in legno. Un tempo breve e garantito, che difficilmente subirà ritardi o imprevisti (se dovesse succedere, siete sfortunati).
Ma, se le ditte di case in legno possono offrire rapidità ed efficienza, non altrettanto è possibile sperare per tutto ciò che precede il montaggio, a partire dal faticoso iter burocratico per l’approvazione del progetto.
case in legno, case prefabbricate, case di legnoPrima ancora dovremmo scegliere un tecnico, fidato e preparato. Dal progettista ci si deve attendare collaborazione per dare vita alle nostre idee (se ne abbiamo) ed ai nostri sogni. Supponendo che si voglia realizzare una semplice abitazione unifamiliare, sarà ipotizzabile un periodo di un paio di mesi per passare dai primi schizzi ad un progetto compiuto che soddisfi in pieno le nostre esigenze. A questo punto bisogna preparare tutti gli elaborati per la presentazione in comune. A seconda delle situazioni può essere necessario, anche per la nostra semplice villetta, un periodo di un mese circa. Diciamo che sono passati circa tre mesi e che il nostro progetto è stato felicemente protocollato. Cosa lo attende? La casistica è varia e spazia dalle cosiddette D.I.A. (denuncia di inizio attività) ai permessi di costruzione. Nel primo caso l’iter dovrebbe essere più breve, prevedendo un semplice silenzio assenso del comune, una volta depositata l’intera documentazione, nell’altro caso si deve attendere l’analisi del progetto da parte di una commissione edilizia. L’esperienza insegna che spesso la D.I.A. non è sempre la strada più breve per costruire, in quanto basta la mancanza di un semplice documento (comunicato regolarmente l’ultimo giorno utile da parte dell’ufficio tecnico) per far ripartire da zero i termini. Non sono rari i casi in cui passano alcuni mesi dalla presentazione all’inizio lavori. Anche per le D.I.A. è prevista sovente un analisi del progetto da parte delle commissioni edilizie e si deve attendere la prima riunione utile. Ovviamente è meglio non trattare i casi in cui viga un vincolo dei beni ambientali. Le novità 2010 in tal senso portano ad un ulteriore slittamento dei tempi che può far superare i tre mesi dall’approvazione comunale.
A questo punto possiamo fare una media ed ipotizzare circa tre mesi dalla presentazione per vederci calcolare gli oneri comunali ed iniziare i lavori. Ricalcolando, saranno passati circa sei mesi da quando abbiamo contattato l’architetto e dobbiamo ritenerci fortunati, in quanto qualsiasi contrattempo determinerà un inevitabile allungamento della tempistica, come nella maggior parte dei casi.
A questo punto dobbiamo contattare un’impresa di costruzioni per eseguire le fondazioni, gli scavi, le tracce e tutte le necessarie opere esterne. Chiaramente avremmo guadagnato un po’ di tempo in attesa dell’approvazione, ma non possiamo svincolare l’impresa dalla ditta di case prefabbricate. Statica e forometria vanno coordinate ed è sconsigliabile iniziare i lavori della platea prima di aver scelto l’azienda di case in legno e campionato l’abitazione. Tra preventivi, contratto, anticipo, campionatura, firma dei protocolli di campionatura, fidejussioni, disegni esecutivi, preparazione dei cementi armati, piani di sicurezza, autorizzazioni, apertura dei contatori, ci si deve armare di pazienza ed attendere alcuni mesi prima di iniziare i lavori veri e propri. Buttando li una cifra a caso possiamo ipotizzare 4-5 mesi, senza peccare di pessimismo.
I lavori dell’impresa possono durare un paio di mesi, sperando che piogge e ghiaccio con comportino un allungamento della tempistica. A questo punto la ditta di case prefabbricate dovrebbe concludere i lavori in 5-6 mesi e si potrà finalmente organizzare il trasloco.
Calcolatrice alla mano:
· 3 mesi per il progetto,
· altri 3 per i permessi edilizi,
· 4-5 mesi per iniziare il cantiere,
· altri 5-6 per il chiavi in mano.
Fanno circa 16 mesi, imprevisti permettendo.
Non è un tempo eccessivo, ma chiaramente non è rapido quanto ci si potrebbe aspettare rispetto agli slogan delle aziende di case prefabbricate. I cosiddetti tempi certi si riferiscono solamente agli ultimi mesi, mentre il periodo precedente dipende dalle singole situazioni e da una serie di variabili difficilmente quantificabili. Non escludo comunque tempi più ragionevoli od estremamente più critici, soprattutto qualora subentrassero imprevisti e problematiche burocratiche di sorta.
In ogni caso è un buon vantaggio rispetto all’edilizia tradizionale, i cui tempi esecutivi sono certamente meno rapidi e difficilmente prevedibili.

SECONDE CASE PREFABBRICATE

Vorrei sottoporle alcune domande in merito ad una casa prefabbricata che vorrei realizzare in una località marina.
Il mio obbiettivo è realizzare una casa di villeggiatura con i requisiti adeguati all'ubicazione (in riva al mare),
in sostituzione di una casa sempre prefabbricata , ma realizzata ormai 30 anni fa.
Vorrei sapere che tipo di materiali conviene utilizzare , visto che il mare consuma tutto e non vorrei passare le mie vacanze impegnato nella manutenzione della casa.
Che cosa debbo realizzare fuori costo del prefabbricato e come?


Le case prefabbricate si prestano a molteplici utilizzi.
Le caratteristiche delle case in legno le rendono estremamente indicate per la realizzazione di abitazioni a basso consumo, confortevoli e naturali.
I costi, come ripetuto spesso, sono interessanti, ma certamente “adeguati”.
Il confronto va fatto con gli edifici in muratura termicamente isolati, rispetto ai quali le prestazioni energetiche sono mediamente superiori.
Le case prefabbricate possono risultare una buona soluzione per la realizzazione di edifici per villeggiatura o per seconde case (al mare o in montagna).
Le esigenze, rispetto all’abitazione principale, saranno in parte differenti, in quanto l’edificio verrà probabilmente utilizzato in modo discontinuo e solo in determinati periodi dell’anno.
La casa al mare, ad esempio, non necessiterà di un elevato isolamento dal freddo, ma dovrà proteggere adeguatamente dall’onda di calore estiva.  Progetto e costruzione saranno mirati a schermare l’eccesso di radiazione solare, incidente soprattutto sulle vetrate, sfasando adeguatamente  l’onda termica con un involucro esterno dell’edificio dotato di buona “massa”.  In tal caso meglio, una parete massiccia rispetto ad un telaio, con prevalenza di coibentazioni ad alta densità (fibra di legno).
Le manutenzioni di un edificio in laterocemento nelle zone ricche di salsedine sono analoghe alle cure richieste dalle case in legno correttamente concepite (finite a cappotto intonacato e con un’adeguata protezione delle parti lignee). 
I costi, tuttavia risulteranno piuttosto elevati, aggravati dalle piccole dimensioni dell’edificio (il costo al metro quadro è inversamente proporzionale alle dimensioni).
Pur non scartando a priori le case in legno, è probabile che il fattore economico orienterà in questo caso la scelta a favore della muratura tradizionale.
Le case in legno trovano un buon campo applicativo nella costruzione di edifici di villeggiatura nelle zone montane, utilizzate in genere durante tutto l’anno.
Il clima, estremamente rigido nei mesi invernali, e temperato nella stagione estiva, trova nelle case in legno una risposta adeguata, soprattutto adottando una struttura intelaiata, più performante ed isolata rispetto alle pareti massicce.
I costi più bassi delle case prefabbricate a telaio le rendono economicamente interessanti, soprattutto se le dimensioni non sono minime.
Le manutenzioni delle parti in legno nelle zone di montagna saranno ridotte e non sono da scartare le soluzioni a parete massiccia lasciata a vista, le cosiddette “blockhaus”, meno performanti termicamente rispetto alle case prefabbricate a telaio, ma molto indicate in queste zone.
La scelta del costruttore, una volta scelta la tecnologia più opportuna da adottare (telaio, x-lam, mhm, blockhaus), può essere orientata verso le piccole aziende, in genere più economiche e flessibili.
I grossi produttori di case in legno partono in genere da una superficie coperta minima (60-70 metri quadri) e, solitamente, non sono interessati a realizzare edifici di piccole dimensioni.

CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE – ABETE

L'unico dubbio è di naturale "fisica": le attuali case prefabbricate sono costruite principalmente di abete, materiale economico ma decisamente poco duraturo se confrontato ad esempio con il Larice, legno con il quale venivano costruite le eterne case nelle vallate alpine (principalmente il tetto).  
 
Il legno di abete (con poche eccezioni) è il principale materiale da costruzione utilizzato dai produttori di case prefabbricate.
I motivi sono tanti e non solo di natura economica.
L’abete (e in particolare l’abete rosso) è un’essenza legnosa ampiamente diffusa nelle zone alpine e in gran parte del nord Europa, ovvero la specifica zona di produzione delle case in legno.  
Si tratta di una specie arborea rustica a crescita rapida, assai adatta per rimboschimenti, estremamente versatile (viene impiegata con eccellenti risultati anche nella liuteria di pregio).
E’ un legno resinoso con un basso peso specifico e piuttosto tenero che lo rende facilmente trasportabile e lavorabile, tuttavia stabile, poiché l’assorbimento d’acqua è limitato rispetto ad altre essenze.  E’ inoltre solido ed elastico e di bell’aspetto.
L’essiccamento è veloce e non richiede particolari attenzioni se non avviene  troppo velocemente.  
L’abete trova molteplici applicazioni in edilizia, sia massiccio che sotto forma di legno lamellare.  Viene utilizzato per strutture, pannelli, tavolati, materiali di finitura interni, semilavorati, elementi di cantiere, rivestimenti esterni, serramenti (porte e finestre), come pannelli in fibra di legno e per la produzione di cellulosa.
L’abete bianco ha caratteristiche più scadenti è non dovrebbe mai essere utilizzato per la produzione delle strutture delle case prefabbricate (è troppo tenero, presenta molti nodi, viene facilmente attaccato dagli insetti xilofagi e soffre molto l’umidità).
Il larice è un legno per molti aspetti di qualità superiore all’abete rosso.
E’ estremamente compatto e durevole, con eccellenti caratteristiche strutturali e una grande resistenza all’azione logorante degli agenti atmosferici  
Il problema principale del larice è soprattutto la minore disponibilità di questo materiale rispetto all’abete, con un’incidenza eccessiva sui costi, che ne rende sconveniente l’impiego per la produzione delle case prefabbricate.

NIDI E CASE PREFABBRICATE

Seguo sempre con molto interesse il suo bloq, veramente interessante e utile.
Le chiedo gentilmente un parere e un consiglio, citando un suo articolo:

“La capacità delle case prefabbricate di accumulare calore rende necessario lo scambio termico naturale del calore che tende ad accumularsi nel sottotetto dell’edificio nei mesi caldi.   Verifichiamo sempre se il costruttore offre questa soluzione nel pacchetto di copertura, includendo la camera di ventilazione”.

Il mio problema è che, entrando dalla fessura, si stanno annidando api,vespe etc.
Quale soluzione appropriata è da prendere....
La costruzione è di una ditta famosa di case in legno!!

Per loro la soluzione è utilizzare dello spray …. non faccio commenti.
Ha sicuramente già avuto modo di trovarsi in questa situazione !!??
E se mettessi una retina per mosche o altro...!!??


Andiamo con ordine. 
Il tetto ventilato è, a mio avviso, una soluzione tecnica da adottare sempre, principalmente per migliorare il comfort termico estivo nei locali sottotetto.
La maggior parte delle case prefabbricate posiziona la zona notte in questa ubicazione.
E’ poi da sottolineare che il tetto in legno con la camera di ventilazione rappresenta la soluzione costruttiva più diffusa per la realizzazione delle coperture degli edifici tradizionali in muratura a destinazione abitativa, almeno negli ultimi anni.
Va da se che l’eventuale presenza del problema non rappresenta un’esclusiva delle case prefabbricate.
Detto ciò, è chiaro che un semplice spray appare un suggerimento un po’ semplicistico ed, al limite, andrebbe previsto un intervento di disinfestazione più drastico, se in presenza di favi di grandi dimensioni.
In generale, esistono retine antinido ed antinsetto che dovrebbero essere installate in fase costruttiva, direttamente dall’azienda di case in legno. 
Solitamente questi dispositivi, dal costo irrisorio, precludono all’origine il fastidioso problema.
E’ comunque possibile il successivo montaggio, anche nel suo caso.
Se gli insetti si limitano ad occupare fessure tra le travi e l’assito, ad esempio nella parte della gronda, si possono siliconare le zone maggiormente esposte.
Il legno si muove sotto l’azione degli agenti atmosferici e dei carichi statici e, dopo un po’ di tempo, è del tutto normale che si possano formare delle fessure che, in genere, diventano permanenti e si stabilizzano.
Concludendo, il problema non è delimitabile alle case prefabbricate e può essere affrontato con minima spesa, meglio ancora se in fase esecutiva, dalla ditta stessa.

CASE PREFABBRICATE SIGILLATE

L’ESPERIENZA DIRETTA DI CHI HA SCELTO DI VIVERE IN UNA CASA PREFABBRICATA E’ DAVVERO PREZIOSA E CONSENTE DI CONFRONTARCI CONCRETAMENTE CON PERSONE CHE VIVONO OGNI GIORNO I PREGI ED I DIFETTI DELLE ABITAZIONI IN LEGNO.
UN LETTORE HA POSTO ALLA MIA ATTENZIONE UN VECCHIO COMMENTO AD UN ARTICOLO RELATIVO AL PROBLEMA DEL VAPORE NELLE CASE PREFABBRICATE, CHE MERITA UN’ADEGUATA TRATTAZIONE.


Il tema in questione riguarda il problema della gestione del vapore che si genera all’interno dell’edificio, prodotto in quantità anche elevata da pentole, docce e bagni o dal respiro umano ed animale.
Sappiamo che alcuni costruttori di case prefabbricate montano una barriera al vapore dopo il pannello in cartongesso, il cui scopo è di arrestare completamente il passaggio dell’umidità dall’interno all’esterno dell’edificio.
Il rischio è, infatti, che il vapore condensi dentro alla parete esterna, abbattendo le prestazioni del materiale isolante.
Per questo motivo, altri produttori di case in legno eliminano la barriera al vapore o montano un freno (che consente un passaggio parziale dell’umidità).
Perché vi sono ditte di case prefabbricate che decantano i pregi della parete traspirante (senza barriera) ed altre che sostengono che si tratti di una soluzione sbagliata?
Ma soprattutto, quanto è realmente rilevante la questione?
Una casa in legno a basso consumo presenta, per definizione, una notevole tenuta dell’involucro (conseguenza inevitabile della rilevante coibentazione termica).
L’isolamento viene raggiunto montando pannelli isolanti di grande spessore e minimizzando le perdite d’aria.
In una casa poco isolata si generano spifferi e correnti, permettendo l’espulsione all’esterno dell’aria umida.  Nonostante ciò, questi edifici presentano seri problemi di muffe, dovuti ai numerosi ponti termici (solitamente negli angoli e attorno ai serramenti esterni).
Il problema della muffa non è invece presente negli edifici in legno, in quanto la parete non risulta mai fredda e non sono presenti discontinuità nell’involucro.
E’ peraltro evidente che un tasso di umidità interna elevato può rappresentare un discreto problema per il comfort indoor, poiché non vi sono vie di fuga privilegiate per le molecole d’acqua, soprattutto in presenza di barriera al vapore.  Per questo motivo un gran numero di abitazioni in legno monta un impianto di ventilazione meccanica controllata, che consente il ricambio dell’aria interna con un recupero quasi totale del calore.   La presenza di quest’impianto garantisce infatti un tasso di umidità costantemente basso, limitandoci a quest’aspetto.
Qualora la VMC sia assente, è buona norma ricambiare manualmente il volume d’aria, aprendo gli infissi per qualche minuto, soprattutto dopo una doccia calda o una pastasciutta.  Si tratta peraltro di una prassi fondamentale per limitare il problema delle muffe negli edifici poco isolati.
Va poi compreso che l’umidità esterna è (in genere) un fattore poco significativo per le case in legno, che non dovrebbe avere ripercussioni all’interno dell’edificio.
Nei periodi freddi, un tradizionale riscaldamento a radiatori dovrebbe comunque limitare questo genere di inconvenienti, asciugando l’aria, mentre un pavimento radiante non riuscirà ad abbassare il tasso di vapore nell’aria altrettanto efficacemente.
In presenza di tassi di umidità costantemente alti ed anomali, si dovrebbe infine verificare la causa del vapore in eccesso.
Un cattivo isolamento della platea può costituire un notevole fattore di rischio.
Per scongiurare i rischi consiglio di realizzare sempre una platea aerata su igloo, verificando di eseguire un buon numero di fori di ventilazione che contribuiranno ad espellere alla fonte l’umidità di risalita dal terreno.

CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE – LEGNO LAMELLARE

Sono da sempre affascinato dal legno e dalle sue caratteristiche.L’idea di costruirmi una casa in legno è la mia ossessione ed il mio obiettivo principale.
Ho notato che la maggior parte dei produttori di case prefabbricate non utilizza il legno lamellare, optando per il massiccio.
Non le sembra sia dovuto a motivi puramente economici?

Il legno lamellare è un prodotto utilizzato “massicciamente” nel nostro paese da molti decenni.
Il costo degli elementi in lamellare (per lo più travi di grande luce) è sempre superiore a quello del legno massiccio, per motivi piuttosto banali.
Una trave in legno massiccio viene realizzata in pochi passaggi in segheria, mentre un elemento in lamellare viene prodotto mediante incollaggio a pressione di più tavole (a loro volta tagliate, selezionate e sagomate nella forma e dimensione voluta), ottenendo un materiale omogeneo, che possiede tutti i pregi del legno originario, migliorandone le caratteristiche meccaniche.
Gli elementi in lamellare possono avere lunghezze importanti (anche oltre i 100 metri) e non sono vincolati dalla dimensione del tronco originario, con ottime caratteristiche di resistenza al fuoco, superiori al legno massiccio.
L’assenza di nodi e difetti permette inoltre di calcolare le strutture in legno lamellare in modo estremamente sicuro, rendendo questo materiale ideale per coprire grandi ambienti in assenza di pilastri o per la realizzazioni di ponti, con un effetto estetico notevole.
L’impiego di legno lamellare nelle case in legno può essere ipotizzato qualora si prevedano grandi ambienti e travi senza appoggi intermedi.
Non è invece giustificabile un utilizzo di questo materiale per semplici motivi estetici o psicologici (le famigerate “crepe” del legno), a causa del prezzo nettamente superiore rispetto al massiccio.