CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE – BIFAMILIARE

Salve vorrei chiederle un consiglio.
Io e mio fratello siamo proprietari di un terreno di circa 2.000 mq, su cui volevamo far costruire una casa bifamiliare, ma con il minimo possibile in "comune" (se fosse possibile, anche solo una piccola parete).
Il problema e' che io vorrei far costruire la casa in legno, mentre mio fratello vorrebbe utilizzare i "mattoni a risparmio energetico" (non so bene come si chiama questa tecnica, ma so che in molti la stanno utilizzando). Secondo lei qual'è la soluzione migliore?
E semmai si può costruire una bifamiliare utilizzando con due tecniche diverse?

Innanzitutto si tratta di una situazione meno sporadica di quanto si possa immaginare.
In comune, oltre al terreno, la voglia di costruire un’abitazione moderna ed efficiente.
Le due soluzioni sono entrambe eccellenti ed invito entrambi a valutare i pro ed i contro reciproci, poiché un intervento unitario presenta notevoli vantaggi sotto il profilo architettonico e, soprattutto, economico.
Un unico progetto (pratica edilizia e tecnici), un’unica impresa di costruzioni, un’unica ditta di case in legno (se decideste di costruire un edificio prefabbricato).
Una casa bifamiliare ammortizza i costi fissi ed alleggerisce le parcelle, con un costo finale al metro quadro sensibilmente inferiore (anche del 20%).
Chiaramente le proprie convinzioni vanno difese ed è possibile che le strade si dividano. 
Se possibile, cercate di mantenere in comune i tecnici e l’impresa.
Un progetto condiviso permette di controllare gli aspetti tecnico-formali, ribadendo il vantaggio economico di una tale scelta.
A livello costruttivo, è preferibile avvalersi di un’unica impresa di costruzioni che realizzerà un’unica platea di fondazione e l’intera casa del fratello.
E’ ovviamente possibile una realizzazione in fasi separate, senza troppi problemi.

CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE – CASE PASSIVE

Sono un suo collega, da sempre interessato al tema della casa passiva ed all'ambiente.
Vorrei pregarla, se possibile, di aiutarmi a comprendere di più sulle case passive prefabbricate, suggerendomi dei testi o degli articoli o altro che lei ritiene fondamentale per qualcuno che si avvicina alla materia.
Vorrei inoltre chiederle se la casa prefabbricata possa avere un futuro anche al sud del nostro paese, e se pensa che nell'attuale congiuntura economica e di mercato possa essere un settore in crescita per chi se ne volesse occupare come attività principale dal punto di vista tecnico e della realizzazione.

Le case prefabbricate in legno non sono case passive.
Possiamo collocarle in Classe A rispetto alla legge nazionale sull’isolamento energetico degli edifici.  Ciò significa che consumano energia (poca, ma non sono passive).
Il rendimento termico dipende non solo dall’isolamento dell’edificio e dalle parti che lo compongono (facciate – a loro volta costituite dalle pareti e dal binomio vetri-serramenti, copertura, attacco al suolo), ma anche dal rapporto di forma dell’edificio, dall’orientamento, dall’impiantistica utilizzata (sappiamo qual è l’importanza nel calcolo energetico della ventilazione meccanica controllata).
Il concetto di casa passiva non è univoco, ma dipende fortemente dalla zona climatica in cui l’edificio verrà realizzato.  Le case passive mediterranee, ad esempio, si porranno l’obiettivo di eliminare gli impianti di climatizzazione forzata.
Le pubblicazioni sull’argomento esistono e sono facilmente reperibili anche tramite una ricerca sul web.
Il blog ha affrontato parzialmente il tema, proprio perché, nell’ottica delle case prefabbricate, il buon rendimento degli edifici standard può essere migliorato con un aggravio dei costi, non sempre conveniente in termini economici.
Ritengo che le case in legno possano diffondersi anche nelle regioni meridionali del nostro paese, ma che i costruttori debbano trovare risposte e soluzioni costruttive adeguate alle differenti peculiarità bioclimatiche delle zone mediterranee, rispetto ai paesi di origine delle case prefabbricate.
Con la crescita del settore, si creeranno certamente nicchie di mercato ed opportunità professionali, anche per i tecnici.

L’ANCORAGGIO DELLE CASE PREFABBRICATE

LE PARETI DELLE CASE PREFABBRICATE VENGONO MONTATE SULLA PLATEA IN CEMENTO ARMATO E FISSATE AL SOLAIO MEDIANTE STAFFE DI ANCORAGGIO IN ACCIAIO, OPPORTUNAMENTE DIMENSIONATE IN BASE A PRECISI CALCOLI STATICI PER FORMA, UBICAZIONE E NUMERO.

Non ho ben compreso come le case prefabbricate vengano fissate a terra. Ho capito che vanno posate su di un solaio di fondazione, ma non come viene eseguito il collegamento. Anche le pareti andranno giuntate tra loro, ma come? Non c’è il rischio che questi punti con il tempo perdano la tenuta?
Le pareti delle case in legno (quelle realmente prefabbricate in senso lato) vengono realizzate in stabilimento, a prescindere dalla specifica stratificazione di materiali portanti, isolanti e di finitura. Nel limite del possibile e tenendo conto della logistica di cantiere, si cerca di limitare il numero di questi elementi, che raggiungono spesso dimensioni ragguardevoli, necessitando di conseguenza di mezzi di trasporto su strada adeguati.
case prefabbricate di legno, case di legno, case prefabbricateLe pareti escono dalla fabbrica pressoché finite, con tanto di cappotto intonacato all’esterno, serramenti e cartongessi montati. Una volta posizionate sulla platea si deve provvedere alla congiunzione degli elementi con tiranti in acciaio innestati su boccole filettate, secondo un sistema maschio - femmina.
Alcuni produttori di case prefabbricate prevedono un incastro tra le pareti per una migliore tenuta complessiva della giunzione.
La giunzione è ermetica e garantita, poiché si prevede un buon numero di tiranti posti a varie altezze.
L’ancoraggio al piano di fondazione utilizza invece delle staffe angolari ad “L” fissate sia alla parete che alla platea mediante viti e bulloni in acciaio zincato.
La dimensione, il numero e l’ubicazione di questi ancoraggi, come detto, viene stabilita in base al calcolo statico dell’edificio. Queste staffe solitamente sono realizzate da specifici produttori in grado di fornire una certificazione e dei valori certi di tenuta. Ne esistono infatti di varie forme e misure a seconda del loro impiego e della posizione prevista.
Le case prefabbricate in legno possiedono pertanto un’eccellente resistenza, sia alle forze di compressione (come i carichi verticali) che di trazione (come le spinte laterali dovute al vento o ai terremoti).
Tiranti e staffe hanno il compito di legare la struttura e di collegarla alle fondazioni, scaricando le suddette sollecitazioni al suolo in modo efficace. La scelta di questi elementi non è pertanto scontata, poiché è fondamentale il corretto dimensionamento degli stessi e l’utilizzo di prodotti certificati e provvisti di schede tecniche rispondenti alle normative in vigore.
L’utilizzo di prodotti artigianali e la disposizione standard (in assenza di un calcolo preciso) degli stessi può pregiudicare la solidità dell’edificio ed è pertanto vivamente sconsigliabile.
Alcune ditte di case prefabbricate non appaiono molto scrupolose in tal senso, impiegando una componentistica a buon mercato, non soggetta a controlli e pertanto non calcolabile strutturalmente.
Si tratta dell’ennesimo aspetto da non sottovalutare, che distingue le ditte serie di case prefabbricate dai soggetti improvvisati che si trovano sul mercato delle abitazioni in legno.

CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE – PARETI INTERNE

Ho un dubbio relativo alle pareti interne delle case prefabbricate. Mi sembra di aver capito che alcune ditte utilizzano muri interni portanti.  Ho visto spessori di 13, 14 ed anche 16 centimetri. 
La mia paura è che la casa non sia più modificabile in un secondo tempo.
Nella mia abitazione attuale abbiamo spostato alcune pareti negli anni, senza difficoltà.
Preferirei che le pareti fossero leggere, tipo tramezze. 
E’ molto importante e può persino essere un motivo di scelta della ditta (se esiste qualche costruttore disponibile ad accontentarmi).

Innanzitutto mi scuso, ma mi fa sorridere l’immaginarvi all’opera in questi continui spostamenti di pareti (è davvero necessario?).
In teoria non ci sono particolari problemi a realizzare qualche parete leggera.
E’ però fondamentale che la statica dell’edificio sia concepita in modo corretto, in rapporto ai carichi, alle caratteristiche del terreno, alla zona sismica. 
I muri interni delle case prefabbricate hanno funzione portante, poiché i carichi verticali vengono ripartiti sulle pareti e scaricano il proprio peso sulle fondazioni. 
Le travi dei solai vengono ordite secondo il posizionamento dei muri interni, evitando luci troppo grandi.
E’ poi da considerare la funzione di controventamento delle pareti interne nelle case in legno. 
Questi elementi servono per irrigidire la struttura, resistendo efficacemente alle spinte laterali prodotte durante i terremoti. 
Molti progetti non prevedono un numero sufficiente di pareti o sottodimensionano questi elementi per esigenze funzionali, imponendo l’introduzione di elementi statici aggiuntivi (in genere pilastri in acciaio).
Con il massimo rispetto per il lettore, ritengo che l’ultima frase contenga un atteggiamento discutibile verso le case prefabbricate, pretendendo di piegarne la tecnologia a proprio piacimento, ignorandone evidentemente le caratteristiche costruttive.

CASE PREFABBRICATE DA CAMPEGGIO

Buongiorno, sono proprietario di un campeggio in Calabria eh ho la necessità di sostituire una parte dei bungalow più vecchi.  Leggendo il suo blog mi è parso di capire che avrei molti vantaggi scegliendo di montare delle piccole “case prefabbricate” di legno. 
Il campeggio ovviamente lavora solo durante la stagione estiva e quindi il problema principale è il caldo, che qui dura parecchi mesi l’anno ed è intenso, nonostante la ventilazione.
I tagli sarebbero medio-piccoli (mi sembra di ricordare che le aziende di case prefabbricate partano da una superficie minima), ma in gran numero.
Le chiedevo un consiglio spassionato.

Dal punto di vista pratico la cosa è fattibile.
Confermo il limite della superficie minima per una singola abitazione. 
E’ evidente che una fornitura multipla di più edifici ammortizzerebbe ampiamente i costi fissi relativi a produzione, trasporto e attrezzature da cantiere.
E’ pertanto ipotizzabile una scontistica aggiuntiva rispetto alla casa di abitazione unica.
Vi sono però altri aspetti che vanno calcolati attentamente.
Stiamo parlando di edifici mirati al risparmio energetico ed al comfort indoor, con scelte tecniche costose e raffinate nella struttura, destinate alla realizzazioni di abitazioni o uffici, senza compromessi.
La scelta di rivolgersi ad un costruttore di case in legno è senz’altro corretta, ma possiamo accettare un piccolo compromesso che permetta di abbassare i costi, rispetto al cliente che vuole realizzare per conto proprio la casa della vita.
Mi orienterei pertanto verso le aziende medio-piccole, più a buon mercato, scegliendo una parete con buona massa, ma di costruzione semplice.
L’isolamento termico richiesto a questi edifici impone una efficace protezione estiva.
Grande attenzione dovrà essere posta alla costruzione del tetto, che dovrà prevedere un’apposita camera di ventilazione per espellere il calore in eccesso ed un buon isolamento in fibra di legno ad alta densità di appropriato spessore.
Il sole irradierà direttamente la copertura per quasi tutto il giorno, con un’onda di calore particolarmente difficile da contenere con un tetto leggero.
Anche le vetrate dovranno essere posizionate correttamente e schermate dall’azione diretta della radiazione solare che porterebbe ad un rapido surriscaldamento dei locali.
L’impiantistica, di tipo semplice, dovrebbe abbassare ulteriormente il prezzo.
Da valutare senz’altro la possibilità di sfruttare con pannelli solari termici e/o fotovoltaici la buona disponibilità di energia solare pulita e gratuita.
Va ricordato, infine, che queste strutture non sono mobili, ma vanno ancorate su platea di fondazione, con conseguenti costi aggiuntivi da computare.
Le case prefabbricate a basso consumo possono risultare una buona soluzione per questo genere di interventi, con l’accortezza di essere concepite correttamente per un utilizzo prevalentemente estivo e di accettarne i costi, generalmente superiori rispetto alle classiche strutture da campeggio.

CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE – SOPRAELEVARE

Buongiorno Architetto, possiedo una casa colonica in muratura che ha dei problemi strutturali (è stata costruita intorno al 1850 senza fondamenta su terreno argilloso fino ad una profondità massima di 18m).Nel 2005 mio padre fece fare dei lavori di consolidamento (deviazione di un corso d'acqua sotterraneo, un cordolo perimetrale e se, non ricordo male, una platea, rete elettrosaldata sui muri esterni, catene, ecc.).
La casa si presenta solida al piano terra, ma, per il movimento del terreno, tendono a formarsi crepe al piano superiore in corrispondenza di quelle parti che, come spesso avveniva il passato sono state aggiunte in momenti successivi.
Ovviamente sarebbero possibili lavori di consolidamento sulle parti interessate, ma temo fortemente che potrebbero non essere per nulla risolutivi e che con il tempo possano comportare ulteriori onerosi interventi.
Un mio conoscente mi ha riferito che analoghi problemi, del resto molto comuni nella zona data la natura del terreno, sono stati risolti con la ricostruzione del piano superiore in legno (compresi i solai), sfruttando, quindi, la parte in muratura del piano terreno, opportunamente rinforzata con un cordolo su cui ancorare la struttura in legno, a questo punto molto meno pesante.
Questa soluzione non mi dispiacerebbe, non solo per i costi (è una casa che sfrutto essenzialmente in estate), ma anche per la possibile rapidità di esecuzione dei lavori.
In base alla sua esperienza, e nonostante i pochi dati forniti, ritiene che questa via sia plausibile e percorribile?

Le case prefabbricate sono edifici elastici e leggeri.
Una sopraelevazione in legno dovrebbe effettivamente limitare i problemi, poiché il legno è in grado di adattarsi (entro un certo limite) alle deformazioni dovute ai movimenti del terreno. 
Le crepe, se presenti, saranno di entità minore sia all’interno che in facciata.
Il minore peso di una sopraelevazione in legno dovrebbe limitare le sollecitazioni sulle strutture di fondazione, contenendo ulteriormente i movimenti.
Andrà predisposto un solaio di ancoraggio, con un cordolo in cemento armato, da realizzarsi secondo le specifiche indicazioni del costruttore scelto.
Ritengo opportuna una verifica dei precedenti lavori di consolidamento statico, intervenendo eventualmente a rafforzare l’intervento sulle fondazioni, se tecnicamente possibile.
Una sopraelevazione con le case prefabbricate può essere completata in tempi brevi, limitando inoltre, grazie alla posa a secco, sollecitazioni dinamiche sulle strutture esistenti, da scongiurare assolutamente nel caso specifico.

ESPORRE IL LEGNO DELLE CASE PREFABBRICATE

LE CASE PREFABBRICATE VENGONO RIVESTITE ALL’ESTERNO CON UN ISOLAMENTO A CAPPOTTO INTONACATO.  CAMBIANO I MATERIALI E GLI SPESSORI, MA IL LEGNO RESTA PROTETTO SOTTO QUESTO STRATO, TANTO PER LE PARETI A STRUTTURA INTELAIATA, QUANTO PER QUELLE MASSICCE.
Mi scrive una studentessa:

Reputo molto interessanti le informazioni riportate all'interno del blog, ma mi chiedevo dove poter trovare maggiori dati che possano dimostrare più approfonditamente l'effettivo "guadagno" in termini di ambiente, di costi e di risparmio energetico rispetto all'utilizzo dei metodi costruttivi tradizionali.
Vorrei quindi riuscire a comparare l'utilizzo di una struttura tradizionale e di una struttura in legno per far emergere le differenze e capire se una struttura in legno sia o no preferibile nelle nuove realizzazioni, anche se non si parla delle case unifamiliari isolate o di modeste dimensioni.
Sul blog inoltre si parla della possibilità di rivestire le abitazioni con struttura portante in legno con differenti materiali, compreso l'intonaco, i professori che gestiscono il mio laboratorio sostengono però che sia più corretto un rivestimento in legno che non "nasconda" la natura della struttura portante.
In quali testi o articoli posso trovare maggiori informazioni per poter approfondire l'argomento e sviluppare un'idea personale?

E’ possibile ricoprire agevolmente la facciata di una casa prefabbricata con un rivestimento in legno. 
Si tratta peraltro di un opzione offerta da tutti i costruttori (con un adeguato extra costo).
Se il progetto richiede degli inserti, un piano o un’intera facciata in legno, è sufficiente scegliere la soluzione più idonea tra quelle offerte.
Il rivestimento può sostituire il cappotto o essere fissato ad esso con dei semplici listelli.
In quest’ultimo caso i costi saranno maggiori, a fronte di un migliore isolamento termico complessivo dell’edificio.
Le case prefabbricate sono, come ripetuto spesso, un’alternativa costruttiva alle tecniche tradizionali, basate sul laterocemento.
Una delle principali caratteristiche delle case prefabbricate è proprio la possibilità di nascondere il legno all’interno, rendendo l’edificio indistinguibile da quelli in muratura.
Questo aspetto consente di realizzare case prefabbricate su tutto il territorio, da nord a sud, adattandole a vincoli, tipologie e regolamenti locali, proteggendo al contempo il legno dall’azione stressante degli agenti atmosferici, prolungando la vita dell’edificio e limitando le manutenzioni.
Il cliente delle case prefabbricate è consapevole che la sua abitazione avrà un aspetto tradizionale e difficilmente richiederà un rivestimento di facciata.
Escludendo le zone montane, il legno esposto a caldo, freddo, sole, pioggia, ghiaccio, richiederà in breve tempo drastici interventi di riverniciatura. 
Se l’usura delle gronde lignee può essere accettabile per l’altezza, una facciata che dopo pochi anni risulti danneggiata non è certo auspicabile, comportando una spesa mai trascurabile (ricordiamo che qualsiasi intervento in quota deve essere svolto in sicurezza, con un ponteggio, da una ditta specializzata).
Non discuto pertanto l’autorevole parere dei professori dal punto di vista della coerenza tra progetto e struttura, ma ribadisco che le case prefabbricate a basso consumo energetico posseggono requisiti che le distinguono nettamente dagli edifici in legno in opera per l’industria ed il commercio.

CASE PREFABBRICATE DISPERDENTI

L’INVOLUCRO ISOLATO DELLE CASE PREFABBRICATE E’ GARANZIA DI BASSE DISPERSIONI TERMICHE E BOLLETTE ENERGETICHE CONTENUTE. LE VETRATE, PER QUANTO EFFICIENTI, RESTANO IL PUNTO DEBOLE DELL’EDIFICIO E PRINCIPALE CAUSA DI DISSIPAZIONI DEL CALORE.

Volevo sapere una sua opinione in merito alla costruzione delle “case prefabbricate” o meglio sul suo orientamento, in quanto io possiedo un terreno con giardino rivolto a nord sul quale vorrei fare affacciare delle belle vetrate, ma le case costruttrici non mi assicurano che vada a risparmiare in termini di spesa per quanto riguarda il riscaldamento e la refrigerazione estiva.

La progettazione di un edificio (qualsiasi edificio e non solo la nostra abitazione in legno) deve basarsi su una serie di elementi che ne determineranno l’architettura.
I principi bioclimatici sono solo uno di questi fattori, ma non necessariamente il più importante. Molto dipende dall’impostazione specifica che si intende dare al progetto.
Faccio un esempio banale. Se a nord posso godere di una veduta mozzafiato sulle montagne, mentre a sud mi affaccerò sulla zona industriale, ritengo che si tratti di un punto di una certa importanza, certamente prioritario rispetto all’orientamento solare.
Sta alla capacità del progettista coniugare con sapienza i vari elementi, disponendo opportunamente i locali, cercando di minimizzare le dispersioni termiche e valorizzando l’inserimento nel contesto.
case prefabbricate, efficienza energeticaA volte penso alla progettazione come all’ideazione di una ricetta di cucina (qualche mio collega potrebbe inorridire), in cui l’arte del combinare i diversi ingredienti a disposizione può portare a risultati qualitativamente assai diversi. La parola chiave è “equilibrio”. Poco o troppo sale in un piatto possono spostare di molto il nostro giudizio con il cibo, così come in un buon progetto non dovrebbe prevalere l’ingrediente bioclimatico a scapito di altri elementi, ma è necessaria una coerenza generale rispetto alle aspettative del cliente (costruttive, formali e funzionali), i vincoli urbani ed edilizi (legati alla forma del lotto, i regolamenti edilizi, le tipologie locali).
Cosa centra tutto ciò con il titolo dell’articolo? Un lungo e necessario preambolo per rassicurare il lettore rispetto a quanto affermato dalla ditta di case prefabbricate.
La sua casa non è una “macchina termica”. Può esserlo, se questa è la sua esigenza.
Penalizzare l’abitabilità per aumentare il “guadagno solare” è sensato solo se ne siamo davvero convinti. Le vetrate a nord disperdono calore? Verissimo! Installi dei tripli vetri. Esistono sul mercato dei serramenti a basso consumo delle finestre che possono garantire una trasmittanza di 0,5 W/m²K. Tale modifica comporta un extra costo assolutamente giustificabile, che può tradursi in un buon investimento negli anni, con un sensibile risparmio sulla bolletta energetica.
Andando oltre, il problema, semmai, è legato alla “progettazione inconsapevole”.
Mi capita spesso di confrontarmi con progetti di abitazioni altamente disperdenti, le cui scelte compositive appaiono evidentemente frutto dell’ideazione estemporanea, senza regole o principi di fondo. Non intendo assolutamente darne un giudizio formale, ma se scelgo di movimentare l’involucro con rientri, sporgenze, muri obliqui, logge, sporgenze, sfasamenti, tetti con incastri, abbaini, terrazze, dovrebbe esserci una ragione.
L’involucro semplice è la forma meno disperdente per un edificio.
Se scelgo consciamente di allontanarmene per valide ragioni, non si tratta necessariamente un errore progettuale. Se però lo faccio senza alcun motivo (mi piaceva una casa un po’ movimentata ….. ho detto al mio geometra che non sopporto le case prefabbricate troppo semplici), rendo prioritario l’aspetto formale rispetto ad altri fattori, senza valutare possibili opzioni, altrettanto efficaci nel movimentare la sagoma (porticati, pergolati, bovindi) ed in grado di svolgere un efficace azione di protezione solare nella stagione estiva.
Le case prefabbricate dovrebbero essere progettate sin dall’inizio come edifici in legno a basso consumo e non come adattamento finale (il mio tecnico me l’ha sconsigliato) di progetti ideati per il laterocemento.
L’efficienza energetica reale dell’edificio dipende certamente dal tipo di parete o dallo spessore degli isolamenti, ma inizia innanzitutto dal progetto.

CASE PREFABBRICATE SU PALAFITTE

Ho la possibilità di acquistare un terreno edificabile dove vorrei fare la mia casetta/studio di pittura. La casa si trova a livello 0 su quello del mare ed il terreno è soggetto ultimamente a frequenti allagamenti (c'è un fosso consorziale adiacente alla stradina di accesso), e l'acqua è arrivata a raggiungere i 50 cm (4-5 volte l'anno, a quanto dicono i vicini confinanti).
Un confinante che ha ristrutturato la sua casetta ha alzato il basamento di circa 50 cm, ma a quanto dice l'acqua è ugualmente entrata in casa.
Vorrei sapere se in questi casi sia possibile edificare una palafitta (alta 1m e mezzo) con un prefabbricato, e se avete già realizzato progetti di questo tipo.

Ci penserei un po’ prima di acquistare questo terreno acquitrinoso…
Se proprio non è possibile rinunciare, le soluzioni tecniche ci sono e vanno studiate sin dal progetto.
L’esecuzione di una platea che fuoriesca dal terreno (un vero e proprio “zoccolo” basamentale) è ovviamente indispensabile. 
L’altezza del basamento dovrebbe essere cautelativa, al fine di evitare problemi causati da eventi di portata eccezionale.
I costruttori di case prefabbricate forniscono lunghe garanzie, ma non è da escludere che rinuncino alla costruzione di fronte a condizioni del sito non idonee al montaggio.
In questo caso specifico avrei più di una perplessità.
La soluzione a palafitta è chiaramente vincolata alle specifiche di ancoraggio richieste dalle ditte di case in legno che prevedono sempre un solaio (sia che si tratti di platea contro terra che di un piano interrato) su cui montare l’edificio, secondo dettagli esecutivi da realizzare attenendosi scrupolosamente alle indicazioni.
In teoria non ci sono particolari controindicazioni. 
Si tratta di una sorta di portico “ribassato” su pilotis, generalmente progettabile senza particolari difficoltà.
La presenza dell’acqua suggerisce uno studio geologico e geotecnico approfondito della composizione e portata del terreno, preventivo rispetto all’acquisto del lotto.
Consiglio inoltre un incontro preventivo con i tecnici comunali per assicurarsi che una soluzione di questo tipo possa venire accettata e sia coerente con il regolamento edilizio vigente.

INTERRARE LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

IL LEGNO CHE COSTITUISCE LA STRUTTURA DELLE CASE PREFABBRICATE DEVE ESSERE PROTETTO DAL CONTATTO DIRETTO CON L’ACQUA, EVITANDO PERICOLOSE RISALITE DI UMIDITA’ PER CAPILLARITA’.

Io come molti altri, soprattutto in questi ultimi tempi, ho intenzione di realizzare una biocasa in legno. Trattasi di una villetta su 2 piani per la quale sto attualmente valutando sia la tecnica XLAM che quella a TELAIO.
Nel caso del mio progetto, la zona giorno è semi-interrata, esiste infatti una porzione della zona giorno che per ovvi motivi volumetrici è interrata.
Quali sono i rischi nell'utilizzare il “legno” per la realizzazione del piano seminterrato ?
Ovviamente a progetto è prevista un'intercapedine di 70cm, ma mi chiedevo se l'ambiente poco aerato e scarsamente illuminato e quindi inevitabilmente più umido possa creare problemi nel tempo alle strutture in legno.
Inutile dire che tutte le aziende di case prefabbricate consultate non hanno sollevato alcun problema tranne una che proprio ieri mi ha messo penso a ragione la famosa “pulce nell’orecchio.
Inoltre non vorrei ostinatamente voler fare la casa in legno per poi trovarmi ad avere problemi legati ad una bellissima terrazza (tetto piano) che ahimè porta acqua ed umidità alla zona giorno sottostante.


CASE HAAS, HAAS FERTIGBAUIl fatto che molte aziende di case in legno abbiano considerato favorevolmente la fattibilità dell’intervento non deve essere interpretato a mio avviso come mancanza di scrupolo. All’atto pratico, l’intercapedine, se ben concepita, può essere più che sufficiente ad aerare il piano, evitando persistenti condizioni di umidità.
Mi sembra di capire che stiamo parlando di un piano parzialmente interrato e non di uno scantinato.
L’istallazione a questo livello dell’edificio di un impianto di ventilazione meccanica controllata a recupero di calore potrebbe garantire condizioni ottimali di percentuale d’acqua nell’aria, tenendo sotto controllo il tasso di umidità in tutte le stagioni.
Ovviamente, se da un lato l’intervento può essere ritenuto ammissibile, bisognerebbe capire se questa soluzione sia davvero indicata per la realizzazione del piano seminterrato. Una costruzione in cemento armato o in laterocemento, mantenendo l’intercapedine de adeguatamente protetta da un isolamento a cappotto all’esterno, potrebbe essere interessante dal punto di vista puramente termico, risultando maggiormente indicata sotto l’aspetto costruttivo. Chiaramente bisognerebbe conoscere il progetto
e le scelte tecniche previste per ottimizzare l’impermeabilizzazione dell’edificio. Nel caso specifico, avendo a disposizione le piante, la sensazione è che l’intervento del seminterrato sia realizzabile sia in legno che in tradizionale.
Cerchiamo di riassumere pertanto i pro e i contro delle due soluzioni.

COSTRUZIONE TRADIZIONALE:
  • Ideale per interventi contro terra o in condizione di umidità persistente se adeguatamente impermeabilizzato, si può evitare l’extracosto dell’intercapedine.
  • Costi medio-bassi.
  • Isolamento termico accettabile se adeguatamente coibentato con cappotto esterno.
  • Manutenzioni limitate nel tempo.
CASE PREFABBRICATE IN LEGNO
  • Non è possibile posare contro terra, necessità pertanto di un’intercapedine adeguatamente progettata, meglio ancora se con impianto di ventilazione meccanica.
  • Costi più alti del tradizionale.
  • Alto isolamento termico anche nel locale seminterrato, pari ai piani superiori.
  • Manutenzioni costanti nel tempo e monitoraggio al fine di evitare ristagni di umidità, in particolare nella zona dell’attacco al suolo.

CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE – LATERIZIO

Sono un appassionato dello stile rustico e dei classici casolari di campagna.
In famiglia abbiamo un terreno edificabile su cui stiamo pensando di edificare una casa a 2 piani più mansarda e da qualche anno sto approfondendo la mia conoscenza sulla bioedilizia e case a basso consumo.
Ciò che volevo chiederle è se nelle case prefabbricate in legno possono convivere senza problemi travi in legno e tavelle (credo si chiamino così), realizzando i classici solai dei vecchi casolari e anche il sottotetto e se si può usare intonaco in argilla.

Le case prefabbricate seguono un processo produttivo industriale, che prevede di escludere (quasi) del tutto elementi utilizzati comunemente negli edifici tradizionali.
Esclusi il cappotto, i massetti e i cartongessi, tutti gli elementi della costruzione sono in legno.
Tetto e solai, in particolare utilizzano una struttura in legno (massiccio o lamellare) ed assito, a sua volta ligneo, senza tavelle o tavelloni.
I tetti dei vecchi casolari, in molte zone di Italia, venivano realizzati con una struttura leggera in legno e tavelle in laterizio.
Si tratta di un sistema costruttivo non ammissibile con le case prefabbricate, anche se qualche piccolo costruttore potrebbe essere disponibile ad accontentare il cliente (eseguendo persino l’intonaco in argilla….).
I grossi produttori di case in legno seguono una filosofia produttiva assolutamente orientata alla standardizzazione degli elementi, peraltro vero punto di forza di queste strutture.
Chi acquista una casa prefabbricata a basso consumo, dovrà accettare serenamente questo aspetto, senza inutili frustrazioni, consapevole che le case in legno pretendono un progetto adeguato alle caratteristiche del materiale e scelte tecniche intelligenti e compatibili con il procedimento costruttivo.