CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE – TELAIO O MASSICCIO

Mi sto accingendo all'acquisto di una casa prefabbricata in legno.Sono indeciso tra due aziende, una mi propone una struttura in legno massiccio, l'altra una struttura con pilastri in legno e all'interno degli isolanti.
Quale struttura prediligerebbe??
Quali sono i dettagli strutturali che devono maggiormente attirare la mia attenzione??

Non esiste un sistema costruttivo ideale, ma si tratta di diverse interpretazioni della costruzione in legno, entrambe valide.
Ho scritto parecchi articoli al proposito, poiché ogni sistema possiede punti di forza e qualche piccolo svantaggio.
A livello generale, le costruzioni a telaio sono maggiormente isolate dal freddo e più economiche, mentre gli edifici a parete massiccia hanno una coibentazione estiva più efficiente, favoriti dalla massa superiore, ma la maggiore quantità di legno incide sensibilmente sul prezzo.
Il clima prevalente (caldo o freddo) dovrebbe essere uno dei fattori principali della decisione. 
Se la lettrice abita nel nord Italia sceglierei una parete a traliccio, mentre nelle aree del centro-sud una parete massiccia è più performante.
In questo caso possono andare bene tanto i sistemi X-Lam (tavole incollate), quanto MHM (tavole inchiodate).
Il tetto deve essere ventilato e coibentato adeguatamente, con un buon pacchetto termoisolante in fibra di legno ad alta densità.
Una valutazione tecnica approfondita può essere effettuata solamente dal tecnico che si occuperà della presentazione del progetto e non a distanza.

CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE – COSTRUTTORI

Volevo porle una domanda per semplice informazione (avendo quasi 18 anni), dopo aver scoperto da poco queste magnifiche case prefabbricate.
E' possibile creare un piano interrato in classica muratura, ed edificare sopra una casa prefabbricata in legno?
Il quesito si pone poiché ho capito, leggendo il suo blog, che le case in legno non amano molto l'umidità, per questo mi chiedevo se operare in questo modo rendesse la struttura concepita diversamente per il tipo di clima che andrà incontro negli anni.
Se si, esiste una ditta che sia disposta ad eseguire tutto il lavoro (quindi interrato in muratura e piano terra prefabbricato in legno), oppure bisogna ricorrere a due ditte differenti e quindi studiare i progetti assieme per accomunare le due soluzioni?
 
Innanzitutto compimenti per l’interesse per l’argomento a "soli" 18 anni.
Una casa in legno può essere ancorata sopra ad una semplice platea di fondazione o al solaio fuori terra di un piano scantinato  (realizzato in genere in cemento armato), ma anche come sopraelevazione di un edificio in muratura o di un seminterrato.
Le aziende del legno non si occupano direttamente della costruzione tradizionale, per cui è necessario avvalersi di un’impresa edile che realizzi le restanti opere.
Esistono ditte di case prefabbricate che subappaltano direttamente le fondazioni ad imprese collegate e che includono nel contratto tutte le prestazioni.
In genere questo comporta un aumento dei costi e non appare particolarmente necessario. 
Le indicazioni tecniche per la costruzione della porzione di edificio non prefabbricata sono sufficienti per una buona esecuzione da parte di una qualsiasi impresa di costruzioni locale.
Al momento, questa è la prassi standard da seguire, certamente meno snella rispetto al chiavi in mano (compreso di tecnici) offerto in Germania od Austria.

CALDO RECORD E CASE PREFABBRICATE

Ricevo e pubblico da una lettrice:

In riferimento all’efficienza energetica delle case prefabbricate in legno, e in particolare al suo articolo sull’isolamento dal caldo, (
LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO ISOLANO DAL CALDO?), volevo solo fare una precisazione, che mi sembra doverosa, visto che lei già mi sembra persona – e professionista – precisa, attenta al contesto e intellettualmente onesta.

Lei ad un certo punto scrive:
“Sembra sempre più difficile accettare il fatto che d’estate “faccia caldo”.
In passato ci si difendeva dal caldo e dal freddo in modo naturale, progettando gli edifici con criteri costruttivi passivi efficaci, senza la necessità di ricorrere ad un’impiantistica spinta ed energivora.
Eppure ci capita spesso di pensare alle “case vecchie” come ad edifici freschi d’estate o al piacevole tepore di un semplice caminetto acceso”.

Posto che anch’io sono d’accordo con lei sul fatto che in giro c’è troppa gente che esagera con l’aria condizionata, e che è assurdo entrare in un supermercato e trasformarsi in statue di ghiaccio per poi “sciogliersi” quando se ne esce, o è altrettanto assurdo doversi portare in ufficio la sciarpa o la felpa per non ammalarsi, vorrei solo precisare che in passato, diciamo una trentina di anni fa, quando ero una bambina, le stagioni erano climaticamente diverse dalle attuali.
Mi spiace dover ricorrere al proverbio, ma è proprio vero, “non ci sono più le mezze stagioni”; “ai miei tempi” la primavera era sui 20 gradi (dobbiamo ripensare a questo maggio 2011? Per la cronaca, il 30/04/2011 ho portato i bambini in piscina, perché c’erano 30 gradi!!!), l’estate era calda ma non afosa come ora (e raramente si raggiungevano così di frequente i picchi di 33/35 gradi), l’autunno era mediamente piovoso e le temperature tornavano a calare, accompagnandoci verso inverni a volte rigidi (ma nevosi, quindi comunque “mitigati” dalla neve), altre volte miti.
Soprattutto qui a Milano, nella maledettamente infossata Pianura Padana, questo cambio climatico si sente eccome e, per favore, non mi dica anche lei che si tratta solo di suggestioni amplificate dai media perché “… in realtà, dai rilevamenti effettuati dai centri meteorologici negli ultimi 100 anni, l’estate più torrida fu quella del 1902, in cui, nella cittadina di Vidigulfo, si registrò per un solo giorno e solo alle ore 14.00 la temperatura record di 39,7 gradi…….” (giusto per parafrasare i “media” di cui sopra).
Mio papà mi parla ancora di una sua dipendente sudamericana, venuta in Italia più di 25 anni fa, che gli esternava sempre la sua ammirazione per il meraviglioso clima mediterraneo che aveva trovato qui, e che invece mancava nel suo Paese… e dalle descrizioni che ne faceva, il clima sudamericano di allora mi sembra purtroppo molto simile a quello italiano di adesso.
Insomma, ammettiamolo, qui
il clima sta diventando tropicale, senza troppi giri di parole: abbiamo periodi torridamente cocenti, poi periodi esageratamente piovosi, e infine periodi rigidi, ma in quest’ultimo caso molto più rigidi del “rigido” tropicale, perché comunque alla fine restiamo sempre e comunque attorniati da catene montuose che fanno sentire anche loro la propria influenza.
Per illustrarle ulteriormente le cose, le faccio un esempio: mi ricordo perfettamente che, da adolescente, rientravo a casa da scuola alle 2 del pomeriggio di giugno, con in spalla lo zaino di poliestere, che faceva sudare solo a guardarlo, strabordante di libri e di dizionari, e riuscivo a permanere all’interno dell’autobus, che era un cassone di ferro e lamiere sbuffante gasolio, inquinante come una petroliera, col motore che scaldava l’abitacolo manco fosse una caldaia industriale, senza sudare, senza boccheggiare per il caldo, senza sentirmi mancare l’aria a causa dell’afa… ed erano sufficienti i finestrini abbassati!

Al massimo avevo una striscia di schiena sudata in prossimità della zona su cui poggiava lo zainone, ma quello credo fosse proprio per colpa del poliestere.
Oggi, invece, se si sale su un autobus che non ha l’aria condizionata, si scende alla fermata successiva, sebbene non sia la nostra. Anche se i finestrini vengono abbassati, il mezzo si surriscalda talmente che si preferisce sfidare la sorte scarpinando fino alla propria destinazione a piedi, anche rischiando l’insolazione, piuttosto che assicurarsi il ricovero ospedaliero certo per disidratazione e colpo di calore.
Quindi, tornando al discorso iniziale, è vero, spesso e volentieri si usa l’aria condizionata in maniera smodata ed eccessiva, ma l’estate non è più quella di una volta, la temperatura e l’umidità sono sensibilmente aumentate, peggiorando la nostra percezione del caldo, e a volte difendersene in modo naturale, magari semplicemente arieggiando le stanze nelle ore più fresche e ombreggiandole in quelle più calde, non è sufficiente.
E anche in alcune care “case vecchie” ci si ritrova purtroppo costretti ad installare il condizionatore.
In conclusione, in questo articolo lei di massima ha ragione, ma non per tutti i contesti. Spero non me ne voglia!


Fatta eccezione per la torrida estate del 2003, le ultime stagioni hanno alternato periodi di grande caldo (agosto 2011 non ha fatto eccezioni), più o meno prolungato, ad un clima nella norma, con temperature spesso gradevoli (ma non vivo a Milano).
I miei ricordi d’infanzia sono molto simili a quelli della lettrice, ma temo che dipenda dalla diversa percezione del caldo che si ha da ragazzini…

L’installazione di un impianto di aria condizionata nelle case prefabbricate è chiaramente possibile.
Ci si può limitare alla semplice predisposizione, in genere economica, rimandando il completamento dell’impianto alla successiva verifica del comportamento estivo dell’edificio.
I principali impianti di raffrescamento alternativi all’aria condizionata sono
le pompe di calore a ciclo reversibile (a pavimento o ad aria) e gli impianti di ventilazione meccanica controllata dotati di centralina di refrigerazione e deumidificazione.
Si tratta di
soluzioni tecniche a basso consumo di energia e, pertanto, ecologiche e perfettamente compatibili con la filosofia costruttiva degli edifici in legno.
Se non è davvero possibile evitare il ricorso all’aria condizionata, l’impianto va utilizzato correttamente, impostando temperature d’esercizio non troppo basse (pari alla metà della temperatura esterna + 10° C), con una bassa velocità dell’aria (inferiore a mezzo metro al secondo) e pulendo regolarmente i filtri.

IL TRASPORTO DI UNA CASA PREFABBRICATA

IL TRASPORTO DI UNA CASA IN LEGNO PREFABBRICATA, COMPORTA LA NECESSITA’ DI VIAGGIARE CON LE PARETI GIA’ ASSEMBLATE (INCLUSI SERRAMENTI ESTERNI, CAPPOTTO, CARTONGESSI).SI TRATTA DI ELEMENTI DI NOTEVOLE LUNGHEZZA, CHE NECESSITANO DI MEZZI ADEGUATI.

Abbiamo visto qualche terreno e alcuni hanno stradine strette per arrivarci.
Come fa un grosso camion a passarci per il trasporto dei materiali?
Questo implica maggiori costi?

Abito in una zona di campagna e l’accessibilità al lotto è davvero precaria.
Non vorrei che la ditta costruttrice mi dica che non è possibile arrivarci.

Il terreno è in forte pendenza (dovrò fare una terrazza), spero che sia possibile arrivarci con i camion.  Vi sono alternative?

L’accessibilità dei mezzi di trasporto sino al cantiere deve essere verificata preventivamente e segnalata dal cliente al costruttore.
Qualora questo aspetto venga sottovalutato, si dovranno studiare soluzioni alternative alla classica spedizioni su bilici da 18 metri. 
Questi mezzi, infatti, necessitano di muoversi con raggi di curvatura minimi non sempre riscontrabili, soprattutto nelle zone di montagna.
Una prima possibilità è quella di ridurre le dimensioni degli elementi, in particolare delle pareti. 
Una parete esterna può misurare tranquillamente 8-10 metri in un unico pezzo.  In questo caso si dovrà suddividere l’elemento in 2 o 3 parti, che verranno giuntate successivamente in cantiere.
Qualora la strada di accesso risultasse impraticabile anche dai camion più piccoli, si dovrà ricorrere al trasporto mediante elicottero, accollandoci i conseguenti costi.
Se il costruttore assembla direttamente il materiale in loco (case in legno non prefabbricate) il problema può essere risolto nella maggior parte dei casi, trasbordando il materiale su mezzi più piccoli, in grado di raggiungere il terreno.
I cantieri più lontani dal luogo di produzione della casa (come le zone del sud Italia) comportano normalmente un maggior costo per il trasporto, ovviamente a carico del cliente.  Tale spesa può venire ulteriormente maggiorata per le isole, qualora si debba ricorrere al trasporto su nave.
Una casa in legno montata a Trento avrà pertanto un prezzo inferiore rispetto ad un identico edificio realizzato a Nuoro.
Anche per il montaggio ci si avvale in genere di un mezzo su ruote come un’autogru.
La portata standard dotrà essere maggiorata qualora vi siano difficoltà ad accedere nelle immediate vicinanze della casa, aumentando la lunghezza del braccio.
I costi ovviamente aumenteranno, sempre a carico del cliente.
Il ricorso ad una gru fissa è in genere sconsigliabile dato che i costi sono ancora maggiori ed il montaggio dell’edificio avviene, in genere, in 1-3 giorni.

(VARIE) DOMANDE SULLE CASE PREFABBRICATE

LE TEMATICHE SULLE CASE PREFABBRICATE SONO POTENZIALMENTE INESAURIBILI.
IL MATERIALE PUBBLICATO REPERIBILE SUL BLOG E’ DAVVERO VASTO E PUO’ ESSERE UTILE FORNIRE QUALCHE RISPOSTA SINTETICA A SPECIFICI QUESITI.

Volevo chiederle alcune informazioni che, pur andando a caccia selvaggia nel web, non ho ancora avuto:
La prima riguarda l'umidità che nella nostra zona si sviluppa tanto d'estate, quanto d'inverno: il legno, che mi risulta essere suscettibile a questo clima, non si rovina? Come viene impedito che la forte presenza di umidità rovini la struttura in legno?
La persistenza di condizioni d’alta umidità può senz’altro danneggiare l’abitazione. In particolare vanno temute le risalite d’acqua dal terreno per capillarità dovute allo scarso isolamento dell’attacco al suolo dei muri e l’assenza di guaine impermeabilizzanti. Devono perciò essere eseguite tutte le disposizioni costruttive e le norme tecniche fornite dalla ditta di case prefabbricate per la realizzazione della platea di fondazione. Questo è soprattutto il vero punto critico.
Le pareti finite a cappotto non risentono delle condizioni ambientali esterne e possono essere montate senza problemi anche in zone considerate umide.

case prefabbricate in legno, case di legno, case in legnoCome è possibile che con un terreno di proprietà mi vengano richiesti tanti soldi al mq, tanti quanto quelli di comprare da altra parte e senza le enormi incombenze di costruire??
Il mercato immobiliare dei terreni segue il principio della domanda e dell’offerta.
Negli ultimi anni i lotti edificabili inclusi nei piani regolatori comunali si sono letteralmente esauriti. I pochi terreni residui vengono attualmente venduti a prezzi senz’altro non compatibili con la disponibilità economica del cliente medio delle case prefabbricate.

Come è possibile che geometri (non architetti, geometri!!) chiedano dal 10 al 12% del valore commerciale della casa finita, per progetto, inerenze e varie altre incombenze tecniche?
La parcella di un geometra (come per qualsiasi progettista) è normata da precise tabelle di calcolo, che si dovrebbero sempre applicare. Solitamente è prassi usuale proporre al cliente uno sconto più o meno sostanzioso. Tenga comunque presente che gran parte dei suoi soldi vanno al fisco e che al tecnico resta meno della metà di quanto indicato in fattura.

Ho letto che non conviene avere due differenti figure: il tecnico e l'azienda costruttrice. E' vero?
In Italia, anche per realizzare edifici ecosostenibili come le case prefabbricate serve un progettista e un direttore lavori (e molte altre figure previste da normativa).
Le ditte di case prefabbricate in legno (come qualsiasi impresa di costruzioni) si limitano a fornire la struttura (mentre in Europa le cose vanno diversamente).
La garanzia che viene tanto decantata dalle case costruttrici: su cosa viene data tale garanzia? Inoltre molte delle piccole e giovani aziende che effettivamente fanno innovative proposte, come possono dare una garanzia trentennale, con capitali versati irrisori...mi spiego se fra 10 anni ho un problema a chi mi rivolgo se ora nascono in moltissimi, ma resistono in pochissimi?
In Italia qualsiasi costruttore deve dare una garanzia a copertura dei difetti strutturali pari a 10 anni (salvo cause esterne dimostrabili).
L’estensione di tale garanzia a 30 anni è una scelta di molte aziende di case prefabbricate ed un aspetto davvero interessante che va concretamente incontro al cliente.
Per quanto riguarda la sua seconda affermazione non ho nulla da aggiungere, dato che ha centrato in pieno il problema.

Inoltre l'ultimo ed annoverato dubbio riguarda invece la competenza dei "tecnici comunali": ad esempio, nel comune dove abbiamo intenzione di costruire, il terreno si trova in mezzo a tante altre case, tutte realizzate negli anni ’70, ma soprattutto troviamo: una casa a due piani, una ad un piano rialzato, una piano terra, una a tre piani. Ed ancora,tetti a due falde, tetti a quattro falde e, in risposta alla nostra volontà di voler costruire una casa ad unico piano, mi viene detto che è assolutamente impossibile e che va rispettato il piano edilizio che prevede: casa a due piani con uno stile rurale (qual'è?), tetto a due falde, lontananza dalla strada in linea con le altre case e non più dentro; insomma una serie di vincoli che ci impediscono di costruire come vogliamo!!
Come è possibile che nel comune adiacente permettano di realizzare obbrobri che non hanno ne capo ne coda?!?!?
Questo tema è davvero interessante e sarà oggetto di uno specifico articolo.
Mi limito quindi ad un paio di personalissime considerazioni.
Negli anni ’70 la regolamentazione urbanistica lasciava davvero a desiderare.
E’ chiaro che il fatto di costruire in una parte del territorio disomogenea per tipologie e caratteristiche costruttive non deve in ogni caso permettere il libero arbitrio.
Un minimo di regole è necessario e va rispettato, ma deve comunque prevalere il buon senso.
La capacità di un bravo progettista è anche quella di riuscire a dare forma compiuta ai vincoli del sito e delle norme previste nel piano regolatore.
Ogni amministrazione possiede i propri strumenti urbanistici, ma concordo con lei che bisognerebbe che comuni vicini si dotassero di strumenti di pianificazione intercomunali (o sovra-comunali) in grado di dare coerenza ad un territorio omogeneo di grandi dimensioni, senza contrasti evidenti tra un confine e l’altro.
Le case prefabbricate possono adattare la propria forma al contesto e pertanto questo aspetto non costituirà comunque un problema.

GUIDA ALLA “GUIDA ALLE CASE PREFABBRICATE”

TANTO MATERIALE DISPONIBILE, TANTI ARTICOLI TEMATICI, RISPOSTE ALLE DOMANDE DEI LETTORI, TECNICA, PROGETTAZIONE, VANTAGGI. 
LA GUIDA ALLE CASE PREFABBRICATE E’ UNO STRUMENTO UTILE, MA SEMPRE PIU’ IMPEGNATIVO.

Ho letto molti articoli, ma sembrano non finire mai…..
Sono molto interessanti, ma …. troppi…..
Più leggo e più mi viene mal di testa…..
C’è un modo per selezionare i post?.....

Quando ho iniziato a pubblicare articoli sulle case in legno (nel 2009) mi ero posto un unico obiettivo:  dare risposta compiuta ai molti dubbi che assillano il potenziale cliente di una casa prefabbricata, far luce sui pregiudizi verso il legno, aiutare a comprendere il percorso da compiere per realizzare un edificio a basso consumo prefabbricato.
Scelsi la piattaforma blogger per la sua semplicità, sacrificando la forma sull’altare dei contenuti.
Oggi questa scelta si rivela, in parte, un limite, a fronte di quasi 300 articoli pubblicati.
Il lettore che entra nel blog per la prima volta si trova in difficoltà, poiché la struttura del blog mette in evidenza gli ultimi articoli, sacrificando i post più vecchi, meno accessibili, pur sempre validi ed attuali nei contenuti.
Qualche strumento è a disposizione del lettore per ovviare il problema e ricercare gli articoli più pertinenti. 

-      Gli “ARTICOLI PUBBLICATI” (colonna a sinistra) permettono di reperire, mese per mese, i singoli articoli, evidenziando il titolo.
-      Gli “ARGOMENTI DEL BLOG” (colonna a destra) rappresentano le “etichette” che raggruppano tematicamente i singoli articoli.  Cliccando su di una categoria, si può accedere all’intera lista dei post inerenti lo specifico argomento.
-      La “RICERCA NEGLI ARTICOLI” (colonna a destra) permette di digitare una singola parola, ottenendo gli articoli più pertinenti.  A mio avviso uno strumento estremamente utile.
-      Il “RANDOM POST” (colonna a destra) sceglie semplicemente un post a caso. 
-      Cliccando sul testo evidenziato negli articoli si viene rimandati a post che approfondiscono il contenuto sottolineato.  Anche questa può essere una modalità utile per “muoversi” tra i post.
-      In fondo ai singoli articoli (vanno aperti singolarmente, cliccando sul titolo), compaiono infine 4 miniature collegate ad altrettanti articoli dello stesso argomento (analogamente alle “etichette”). 


Si tratta di strumenti intuitivi e certamente scontati per molti lettori, ma possono aiutare certamente chi ha meno dimestichezza con un blog.
Un’ultima annotazione rispetto alle richieste che mi giungono via mail.
Scrivere articoli richiede tempo ed energia che sottraggo volentieri alla mia attività di tecnico. 
Rispondo con piacere alle domande di interesse generale (utili per fornire nuovi contenuti e spunti di approfondimento).
NON RISPONDO a richieste generiche di consulenza (gratuite o non), non compatibili con la mia attività lavorativa che privilegia gli incarichi ed i committenti con cui ho preso dei precisi impegni professionali, possibilmente non troppo distanti dal mio studio.
Resto a completa disposizione di chi necessiti di un tecnico specializzato sulle case prefabbricate a basso consumo o desideri un preventivo per la costruzione di una casa in legno.

CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE - INCARICHI

Mi sono imbattuto nel suo interessante blog, cercando su internet informazioni sulle case prefabbricate. Premetto che sono un privato, e che una casuale visita a una casa prefabbricata già costruita mi ha dato qualche tempo fa il là per un'idea che le descrivo brevemente.
Possiedo un appartamento in un Comune della riviera genovese di levante che, a motivo dell'allargamento della famiglia, avrei necessità di scambiare con altra soluzione abitativa, più grande, ma sempre in zona rivierasca (parliamo, ovviamente, di seconda casa).
Sto pensando di vendere questo appartamento e con il ricavato acquistare un terreno edificabile e costruirci sopra una casa prefabbricata ad elevata efficienza energetica.
Dopo aver letto i suoi interessanti scritti, ho pensato di contattarla per quanto segue:

1. avere la sua opinione sui costi di progettazione e costruzione di un'abitazione di superficie utile intorno ai 140/150 metri quadri (4 camere da letto, 3 bagni, ecc..), se compatibile con il budget previsto (200.000 euro per la costruzione chiavi in mano, dunque inclusiva di tutte le parcelle e costi notarili/autorizzativi).
2. conoscere la sua eventuale disponibilità a progettare l'unità immobiliare, e a dirigere i lavori di costruzione, anche per quanto riguarda tutti gli aspetti burocratici / autorizzativi.

Grazie per aver pensato al sottoscritto, innanzitutto.
Il mio studio, specializzato nella progettazione di edifici in legno a basso consumo, è a disposizione di chi fosse interessato a costruire un edificio “pensato” per essere realizzato in legno e consumare poca energia, a partire dalla sua ideazione.
E’ tuttavia corretto operare in un territorio ristretto, a stretto contatto con il cliente, gli uffici tecnici locali ed il cantiere, con appropriata prontezza.
Un servizio tecnico-professionale adeguato richiede una presenza costante in loco che può risultare seriamente penalizzata da una distanza eccessiva tra tecnico e committente (nonostante internet e cellulari).
L’esperienza insegna che lavori troppo distanti (oltre 1 ora di macchina o 100 km) si rivelano difficoltosi, a prescindere dalla natura dell’incarico e dalla compatibilità reciproca tra i soggetti.
Ribadendo che un tecnico esperto sulla materia delle case in legno (come lo sono tanti miei colleghi liguri) può offrire un servizio adeguato alle aspettative del committente, sono il primo a rifiutare a malincuore incarichi come questo, come già comunicato al lettore.
Quanto alla sua domanda inerente i costi, il budget è un po’ limitato e potrebbe bastare per il solo acquisto della casa, escluse le spese tecniche, gli oneri e l’impresa.

ABITARE LE CASE PREFABBRICATE

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO, UTILIZZATE AL MEGLIO, POSSONO CONSENTIRE UN ULTERIORE, SENSIBILE INCREMENTO DELLE PRESTAZIONI ENERGETICHE. PICCOLE ACCORTEZZE QUOTIDIANE PERMETTONO UN NOTEVOLE RISPARMIO ECONOMICO E MINORI EMISSIONI IN ATMOSFERA.

Un buon progetto bioclimatico è in grado di massimizzare l’isolamento delle case prefabbricate.
Un’impiantistica adeguata porterà a fornire la poca energia richiesta alle case in legno in modo naturale ed economico (evitando ad esempio inutili sovradimensionamenti o un uso energivoro dell’aria condizionata).
Anche ipotizzando di aver progettato una macchina termica efficiente dotata di impianti ecologici ad alto rendimento, integrati ed intelligenti, non è detto che i consumi saranno davvero ottimizzati.
Comportamenti scorretti possono elevare di molto le bollette, soprattutto se non abbiamo ben chiaro il potenziale dell’edificio e dove è possibile risparmiare ulteriormente senza compromessi sul comfort o abbassamento dello standard qualitativo microclimatico dell’edificio.
Al proposito invito alla rilettura di due vecchi articoli che affrontano in modo puntuale l’argomento dell’utilizzo efficiente delle case prefabbricate in legno:


L’utilizzo delle case prefabbricate in legno – PT.1
L’utilizzo delle case prefabbricate in legno – PT.2

Si tratta fondamentalmente di un piccolo vademecum che non pretende certo di essere esaustivo, ma che affronta alcuni punti legati ai piccoli gesti quotidiani.
Molto spesso, le attività domestiche potrebbero essere affrontate intelligentemente, abbandonando le vecchie azioni scorrette ed conoscendo nuove abitudini improntate all’efficienza ed al risparmio.
Ognuno di noi ha compreso l’importanza dell’utilizzo delle cinture in automobile o il senso civico della raccolta differenziata dei rifiuti domestici.
Vivere in una casa prefabbricata in legno è anche un atto di responsabilità verso l’ambiente e merita, coerentemente di andare oltre al semplice acquisto dell’immobile, imparando a fruirne nel modo migliore.

CONFUSIONE SULLE CASE PREFABBRICATE

LA GUIDA ALLE CASE PREFABBRICATE SI OCCUPA DI EDIFICI IN LEGNO A BASSO CONSUMO ENERGETICO, FORNENDO INDICAZIONI GENERALI CHE DOVREBBERO ESSERE SEMPRE APPROFONDITE NEL DETTAGLIO CON L’AIUTO DI UN TECNICO INCARICATO.

Tra i tanti preventivi di case prefabbricate che ho in mano, ho sia soluzioni di case a telaio, che x-Lam.
Io intendo acquistarla grezza e me la finisco per conto mio.
Sono indirizzato verso l'x-Lam.
Essendo naturalista, voglio inquinare il meno possibile (e risparmiare soldi), per cui ho deciso di non allacciarmi al gas, optando per i pannelli fotovoltaici (6 Kw ) e, per scaldare l'acqua sanitaria, prevedo un accumulo di 300 Lt. riscaldato con.... non ricordo il nome!
Per quanto riguarda il riscaldamento dell'ambiente, pensavo ad un semplice pompa di calore / condizionatore (visto che tutti decantano il poco calore necessario per scaldare, quando esiste una buona coibentazione).
Il mio problema è capire qual' è il minimo indispensabile in termine di misure per avere un buon isolamento (x-Lam da 19 + fibra di legno e cartongesso, per esempio).
Sono veramente confuso sulle troppe differenze che il mercato delle case prefabbricate propone e logicamente ognuno tira l'acqua al suo mulino.

Volevo installare la ventilazione forzata (con un piccolo guadagno di calore ) ed eventualmente una canna fumaria, nel caso le fonti citate in precedenza non bastassero.
Cosa ne pensa? Soldi investiti o buttati ? Grazie ancora.

X-Lam o telaio?  Fotovoltaico, gas, ventilazione meccanica, canne fumarie?
Tanti preventivi, grezzo o chiavi in mano?
Realizzare un edificio in legno a basso consumo è una scelta intelligente, che richiede di informarsi adeguatamente.
Le varie soluzioni sul mercato delle case prefabbricate, sia costruttive che impiantistiche, rispondono adeguatamente alle più disparate esigenze climatiche ed abitative. 
E’ probabile che una villetta singola da realizzarsi in Trentino richieda valutazioni costruttive ed impianti assai diversi rispetto ad un piccolo condominio in Sardegna.
Gli aspetti bioclimatici dovrebbero sempre rappresentare un parametro prioritario delle scelte, almeno quanto le necessità funzionali del nucleo abitativo.
Il lettore elenca tutta una serie di opzioni, senza precisare dove verrà realizzato l’edificio, le caratteristiche tipologiche del progetto, lo stile di vita e le esigenze abitative degli occupanti.
L’x-lam è una buona soluzione costruttiva, almeno quanto il telaio.
Una caldaia può bastare, così come una pompa di calore può essere la scelta ottimale.
La ventilazione meccanica controllata è certamente consigliabile, ma non obbligatoria.
La parete migliore?  Ogni azienda seria propone ottimi standard qualitativi con combinazioni di materiali e spessori variabili in funzione delle prestazioni energetiche invernali ed estive più idonee.
La casa prefabbricata ideale non esiste, ma si devono ricercare le combinazioni più indicate, consci che il prezzo varierà di conseguenza e che un sovradimensionamento impiantistico non è mai giustificabile in una casa a basso consumo energetico.

LA DOTAZIONE STANDARD DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

IL PREVENTIVO DELLE CASE PREFABBRICATE, SOPRATTUTTO SE SI TRATTA DI UN PROGETTO PERSONALIZZATO, È UNA FASE MOLTO DELICATA E NON SEMPRE IL CLIENTE È IN GRADO DI VALUTARE A FONDO L’EFFETTIVO PESO ECONOMICO DI ALCUNE SCELTE COSTRUTTIVE.
OGNI ABITAZIONE È UNICA E VA COSTRUITA COME UN VESTITO DI SARTORIA, CON CARATTERISTICHE ESCLUSIVE E ADATTATA ALLE NOSTRE ESIGENZE INDIVIDUALI.

L’unicità può però presentarci un conto salato, soprattutto se non abbiamo ben presenti alcune peculiarità costruttive delle case prefabbricate.
Quando ci affidiamo ad un’impresa tradizionale, solitamente le scelte tecniche vengono discusse tra impresario ed architetto, senza troppo coinvolgere il cliente negli aspetti costruttivi. Quest’ultimo comincerà ad occuparsi direttamente della propria abitazione quando si tratterà di scegliere le finiture o al massimo gli impianti. Solitamente poi gli aspetti realizzativi (strutture, isolamenti) sono soggetti ad oscillazioni di prezzo importanti e, se il cliente deve fare i conti con il budget, spesso magro e vincolato ad un mutuo, impresa e tecnico hanno tutto l’interesse ad assicurarsi un silente margine di manovra.
Come sempre, si sceglie di spendere il meno possibile proprio laddove potremmo assicurarci i maggiori benefici energetici e di confort, con lo scopo di migliorare il fondamentale capitolato di finitura, facendo inconsapevolmente un grande favore all’impresa.
case prefabbricate, case in legnoLe case prefabbricate non consentono questa beata ignoranza. Tutte le ditte di case in legno “serie” (e ribadisco “serie”, non aggiungo altro), permettono al cliente di conoscere le opzioni costruttive relative al “grezzo”, ovvero alla composizione del sandwitch delle pareti, ai materiali impiegati, alla scelta dei serramenti, degli isolamenti, degli impianti, partendo da una dotazione standard minima.
Il livello base delle case prefabbricate è solitamente già molto alto e risulta sufficiente per raggiungere elevati livelli di risparmio, grande efficienza energetica e benessere. Il tutto con un rapporto costo-beneficio ottimale. Modifiche all’equipaggiamento standard delle case in legno comportano spesso sovrapprezzi non sempre giustificabili con effettivi miglioramenti realmente percepibili dal cliente.
Faccio qualche esempio al proposito.
Aumentare lo spessore di una parete esterna comporta (oltre al maggiore ingombro volumetrico) incrementi di isolamento che andranno ad incidere sulla bolletta solo marginalmente, a fronte di un costo ben più alto.
Se le finestre vengono già fornite di avvolgibili, il loro scorporo comporterà una minima detrazione e l’installazione di persiane fuori standard implicherà un extra-costo notevole.
Alcune ditte di case prefabbricate inseriscono già una canna fumaria o una scala di collegamento tra il piano terra e il piano superiore, mentre altre le fanno pagare a parte.
In un’abitazione tradizionale i serramenti sono … finestre.
Nelle case prefabbricate l’importanza energetica di questi elementi risulta fondamentale per assicurare alti livelli di isolamento; si tratta di elementi con soluzioni tecniche spesso sofisticate relativamente alla sicurezza ed alla manutenzione (legno all’interno, alluminio all’esterno), con vetri a bassa trasmittanza e materiali di qualità. Anche in questo caso migliorie e sovrapprezzi non appaiono sensati.
Quasi tutte le ditte di "case prefabbricate" eseguono la finitura interna di pareti e soffitti a cartongesso (stuccato e verniciato). E’ possibile ovviamente applicare uno strato di intonaco o rasatura, o lasciare la struttura lignea del solaio e del tetto a vista, ma prepariamoci a pagare parecchio per queste scelte estetiche. Ricordiamo che il legno a vista è molto “caldo”, ma tende ad assorbire la luce rispetto al bianco riflettente di un soffitto in cartongesso semplicemente tinteggiato e complessivamente ha un aspetto “rustico” non sempre consapevolmente auspicato.
Le pareti esterne delle case prefabbricate vengono quasi sempre tinteggiate di colore bianco, senza sovrapprezzo. L’applicazione di un intonaco esterno di spessore maggiorato e colorato viene eseguito successivamente in opera, anche in questo caso con maggiorazioni non trascurabili.
La dotazione standard delle case in legno rappresenta spesso il miglior rapporto qualità prezzo possibile ed è sicuramente ottimale per le nostre esigenze abitative.
Facciamoci fare un preventivo che incorpori le soluzioni di base delle case prefabbricate ed eventualmente richiediamo eventuali varianti come opzione. Otterremo un risparmio evidente senza rinunciare al massimo dell’efficienza energetica della nostra futura casa.

CERTIFICARE LE CASE PREFABBRICATE

IL MERCATO DELLE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE OFFRE NEL NOSTRO PAESE MOLTEPLICI SOLUZIONI COSTRUTTIVE.   LA VALUTAZIONE DEI REQUISITI TECNICO-NORMATIVI DELL’AZIENDA DEVE IN OGNI CASO PRECEDERE GLI ASPETTI ECONOMICI.

Il suo blog per le case prefabbricate lo seguo con molto interesse, visto che sono interessato all'acquisto di questa tipologia di case.
Sono in procinto di acquistare una casa prefabbricata da una ditta tedesca che produce in Serbia.
Procedendo all'acquisto direttamente dalla fabbrica saltando l'itermediazione, ho un notevole risparmio.
L'unico problema sta nelle certificazioni che questa ditta rilascia.
Infatti loro consegnano i progetti idraulici ed elettrici e sta a me farli convalidare da tecnici professionisti italiani.
Il problema è la certificazione sismica che viene rilasciata da un loro ingegnere.
Come faccio a renderla valida in italia?
Esistono ingegneri o architetti che possono renderla valida?
Premetto che questa ditta possiede rinnova annualmente il certificato GÜTEZEICHEN HOLZAHUS BAU. 

Alcune ditte di case prefabbricate non possono costruire in Italia, pur ponendosi sul nostro mercato, in aperta concorrenza con i costruttori più conosciuti, italiani e non.
I costi bassi invogliano all’acquisto, con ribassi del 50% ed oltre.
E’ fondamentale comprendere che le direttive in vigore in Italia impongono alle abitazioni l’installazione di impianti a norma, certificati da impiantisti italiani in possesso dei requisiti.
Le strutture fuori terra (in legno) e di fondazione vanno presentate da un ingegnere abilitato e devono soddisfare tutti i criteri, compresa l’antisismica.
Il collaudo finale dell’opera viene redatto da un tecnico (ingegnere o architetto) che richiederà i certificati (possibilmente non in rumeno) che attestino la provenienza del legname effettivamente utilizzato, le caratteristiche della struttura calcolata, dei materiali e dell’intero ciclo produttivo dell’edificio. 
Sono inoltre necessari i certificati di conformità CE, anche per i trasporti dei materiali in cantiere.
Si tratta di una documentazione che viene rilasciata di prassi dai costruttori tedeschi ed austriaci, ma difficilmente producibile da parte delle ditte extracomunitarie che si limitano al proprio mercato interno.
Molte aziende dell’ex Jugoslavia si sono rapidamente adeguate e possono costruire in tutta Europa senza difficoltà (la presenza dei marchi di certificazione tedeschi dovrebbe comunque rassicurare il cliente).
Nel caso specifico del lettore, non intravedo perciò particolari difficoltà.
Gli impianti andranno chiaramente certificati da ditte italiane (meglio verificare a priori il materiale che andrà posato in cantiere), mentre un ingegnere dovrà verificare la rispondenza normativa delle strutture, occupandosi della presentazione, tanto dell’edificio vero e proprio, quanto dei cementi armati relativi alle fondazioni.
Ricordiamo inoltre che la normativa in tema di risparmio energetico degli edifici va rispettata e che non sempre ad un edificio in legno corrisponde una casa a basso consumo energetico.
Invito perciò a non lasciarsi trasportare eccessivamente dall’entusiasmo di fronte a listini troppo leggeri, cercando di richiedere (prima della firma del contratto), tutta la documentazione tecnica necessaria.