CASE IN LEGNO E RISCALDAMENTO A GAS

NON SOLO NELLE CASE IN LEGNO, LE MODERNE CALDAIE A CONDENSAZIONE A GAS NATURALE - IN GENERE METANO - ASSICURANO ALTI RENDIMENTI, SFRUTTANDO IL POTERE CALORICO LIBERATO DURANTE LA COMBUSTIONE, INCLUSO QUELLO DI EVAPORAZIONE CONTENUTO NEL VAPORE ACQUEO PRESENTE NEL GAS STESSO.

L’incremento relativo è pari a circa il 10% rispetto al grado di efficienza di una caldaia tradizionale a gas ad alto rendimento, che invece perde l’energia dell’evaporazione nei fumi espulsi.
In genere le caldaie tradizionali hanno una resa termica nell’impianto non superiore all’85% del calore generato in fase di combustione, a causa delle alte temperature dei fumi di scarico, che causano perdite di calore da camino e involucro (pari al 15%). La minore temperatura dei fumi di una caldaia a condensazione limita queste perdite a circa il 5%, consentendo un rendimento complessivo pari al 105% circa.
Negli ultimi anni hanno avuto larghissima diffusione gli impianti a pannelli radianti abbinati alla caldaia, in sostituzione dei tradizionali radiatori.
Il motivo del successo degli impianti a pavimento va ricercato nel superamento dei difetti che caratterizzavano in passato i vecchi impianti di questo tipo, come la difficoltà di regolazione della temperatura, con conseguenti problemi di circolazione dell’aria, sensazione di gonfiore e pesantezza agli arti inferiori. Si trattava solitamente di sistemi centralizzati ad alta temperatura installati nei condomini, del tutto diversi dai moderni ed efficienti impianti a bassa temperatura attuali, che offrono elevati standard di comfort abitativo, abbinabili anche a impianti che utilizzano fonti di energia rinnovabile come le caldaie a pellet e legna o le pompe di calore.
Il concetto di riscaldare gli ambienti dal basso risale addirittura agli antichi romani, che utilizzavano una raffinata tecnica costruttiva costituita da un pavimento rialzato e da intercapedini murarie perimetrali nelle quali circolava l'aria calda prodotta da un focolare ubicato nei locali inferiori dell'edificio. I vantaggi del ricorso a questo sistema, e non solo nelle case in legno, sono molteplici: cresce il benessere termico riducendo i consumi; l’ambiente si riscalda senza movimentare l'aria; aumenta la superficie utilizzabile degli ambienti senza il vincolo dei radiatori; non movimentando l’aria per conduzione, il pavimento non solleva polveri, in quanto opera per effetto radiante con ottimizzazione dei flussi e distribuzione ottimale del calore in tutta l’abitazione.
In questi nuovi impianti il calore è ceduto all'ambiente quasi interamente per irraggiamento, poiché l'intero pavimento diventa una superficie riscaldante, la cui ampiezza permette di abbassare la temperatura dell'acqua fino a 29° C (al massimo si arriva a 35° C). Il risparmio ottenibile con la bassa temperatura di esercizio è tuttavia ridotto dai maggiori costi d’installazione e dalla difficoltà di intervento in caso di guasto alle serpentine o di modifiche all’impianto.
Vi sono anche altri aspetti da valutare rispetto a un efficace utilizzo dei pavimenti radianti nel caso delle abitazioni a basso consumo come le case in legno. L’effetto radiante coinvolge tutto il pacchetto del solaio, che viene attivato per inerzia termica, trattenendo e rilasciando gradualmente il calore. Questo significa che l’impianto funziona a bassa temperatura, ma praticamente sempre, mentre i tradizionali radiatori (se dotati di valvola termostatica) si disattiveranno una volta raggiunta la temperatura desiderata.
I locali maggiormente riscaldati dall’effetto del sole, come le stanze ubicate a sud, soprattutto in presenza di grandi vetrate, possono non richiedere calore e l’impianto potrebbe limitarsi a lavorare nei picchi invernali e nelle giornate di pioggia o nebbia, funzionando qualche ora per riscaldare i locali più freddi, come quelli rivolti a nord. In ogni caso il radiatore, possedendo una minima inerzia termica, si attiva o si disattiva immediatamente, utilizzando l’energia quando strettamente necessario. Il risparmio iniziale, dovuto al minor costo dell’impianto, potrebbe essere consolidato dalla minima richiesta di energia, dovuta all’ottimizzazione della risposta termica.
Le case prefabbricate richiedono poca energia e quel poco di calore necessario potrà quindi essere fornito efficacemente dai radiatori. Al contrario, un riscaldamento a pannelli radianti, pur funzionando a bassa temperatura, comporterà un funzionamento pressoché continuo della caldaia, con minori possibilità di termoregolazione. È fondamentale prevedere un termostato per ogni ambiente, suddividendo a settori l’impianto: in caso contrario, il rischio è l’eccessivo riscaldamento degli ambienti nelle giornate di sole o in presenza di camini o stufe funzionanti, dovuto alla difficoltà di diminuire la temperatura in poco tempo, pur restando validi tutti i vantaggi prima descritti.
Non ultimo, è necessario valutare lo stile di vita degli occupanti stessi e l’utilizzo che verrà fatto dell’edificio. Se i proprietari vivono all’esterno la maggior parte del tempo, o se il fabbricato non è utilizzato in modo continuativo, è senz’altro consigliabile un impianto di tipo tradizionale, mentre un impianto a pavimento potrà essere la soluzione più efficace nei casi in cui l’abitazione viene abitata tutto la giornata.
Il pavimento incollato direttamente sul massetto dovrebbe sempre garantire un rendimento termico superiore alla posa flottante, per la presenza di aria (isolante) nell’intercapedine di quest’ultimo; in questo caso si dovrebbe pertanto inserire un materassino ad alta conducibilità termica, per migliorare la trasmittanza e compensare il maggior isolamento.
Nelle case in legno, il carico termico è assai più alto rispetto a un edificio poco isolato, e questo riduce le differenze tra i diversi tipi di pavimento, sempre che si abbia l’accortezza di tarare correttamente l’impianto e di isolare la parte sottostante alla serpentina per evitare inutili dispersioni.

FREDDO E CASE PREFABBRICATE

LE CASE IN LEGNO SONO EDIFICI A BASSO CONSUMO DI ENERGIA E TRATTENGONO EFFICACEMENTE IL CALORE.GLI IMPIANTI PER IL RISCALDAMENTO INVERNALE VANNO CORRETTAMENTE DIMENSIONATI DI CONSEGUENZA, SENZA ECCEDERE NELLA DOTAZIONE E REALIZZANDO UN’EFFICIENTE INTEGRAZIONE TRA DIFFERENTI FONTI DI CALORE, POSSIBILMENTE “PULITE”.

L’isolamento termico degli edifici è l’intervento più efficace per risparmiare energia e denaro, favorendo il comfort abitativo, limitando le condense, contrastando la formazione di muffe.
Un edificio ben isolato termicamente sarà anche un edificio ben isolato acusticamente, contribuendo così al miglioramento del benessere generale.
Per realizzare un buon isolamento termico invernale, le case prefabbricate riducono al minimo le perdite di calore da pareti, tetto ed infissi.
La perdita di calore di ogni elemento dell'abitazione si misura con il coefficiente di trasmittanza termica, o valore U.  Tanto più basso è il valore U di un elemento, tanto minore sarà l'energia termica dispersa attraverso l'elemento stesso.
Gli edifici in legno raggiungono elevati livelli di rendimento energetico grazie alla costruzione semplice mirata all’isolamento termico, in particolare nei mesi invernali.
Il minimo fabbisogno di energia per il riscaldamento va ottenuto innanzitutto attraverso un progetto finalizzato a ridurre le dispersioni di calore, con un rapporto di forma tra superficie disperdente e volume lordo riscaldato dell’edificio che tenda ad un cubo.  A parità di volume, una maggiore superficie disperdente comporta un bisogno maggiore di energia.
Una pianta compatta, con assenza di aggetti o rientri nella sagoma, una copertura di tipo semplice, e poche aperture rivolte verso nord elevano l’efficienza termica dell’involucro edilizio.
E’ poi essenziale ottenere il massimo del guadagno solare accumulando il calore invernale mediante una captazione dell’energia passiva, in particolare nelle ore più calde, attraverso il posizionamento degli ambienti di soggiorno verso sud.
Le vetrate sono in grado di far passare la radiazione e di scaldare efficacemente l’abitazione per effetto serra, impedendo al calore stesso di fuoriuscire.
E’ intuibile l’importanza di installare infissi con vetrocamera isolati per agire efficacemente sulla componente solare, minimizzando le dissipazioni dovute al minore isolamento del vetro stesso rispetto alla parete coibentata, come i tripli vetri.
Come detto, si dovrebbe limitare al minimo la dotazione impiantistica per il riscaldamento invernale, necessitando di poca energia proveniente dall’esterno.
Impianti termici come le pompe di calore geotermiche, anche se efficienti ed ecologiche, richiederanno tempi lunghissimi per rientrare nell’investimento e sono consigliabili solo in presenza di interventi di una certa dimensione.
Il legno che costituisce la struttura di questi edifici è un eccellente isolante termico ed un pessimo conduttore di calore.
La composizione delle partizioni esterne (tetto e pareti) andrà poi attentamente determinata in base alla zona climatica.
In generale, meglio evitare l’impiego di isolanti troppo leggeri come la fibra di vetro o la lana di roccia, privilegiando la fibra di legno ad alta densità.
Fondamentale è il ruolo del cappotto isolante, il cui scopo è impedire efficacemente lo scambio termico sin all’esterno e di intervenire sugli eventuali ponti termici.
Nella corretta composizione della parete delle case prefabbricate, possono essere sufficienti pochi centimetri di spessore, privilegiando l’isolante interno alla parete, che dovrà coibentare l’edificio durante tutto l’anno.
Un grande isolamento invernale è tuttavia raggiungibile solo con spessori maggiorati di cappotto (10-12 centimetri).
Nell’ottica del rendimento invernale delle case in legno è da sottolineare il ruolo  dell’isolamento del tetto.
La diffusione negli ultimi anni dei tetti ventilati in Italia non viene accompagnata da un adeguamento degli spessori degli isolanti delle coperture.
Questa tecnica costruttiva, efficace per eliminare dall’edificio il calore in eccesso e l’umidità, non presenta vantaggi nei mesi freddi (anzi).
I valori di isolamento della copertura devono essere analoghi alle pareti esterne per una coibentazione efficace dell’involucro edilizio, senza discontinuità e punti deboli e questo è possibile solo con tanti centimetri di spessore degli strati coibenti.
Il calore che viene prodotto in un edificio tende, per leggi fisiche, a disperdersi verso l’alto.  Non isolare adeguatamente il tetto potrebbe causerebbe un abbassamento delle prestazioni termiche generali.
Nell’ottica di un’efficacia termica per tutto l’anno, meglio privilegiare materiali isolanti con una certa massa, come la fibra di legno ad alta densità.
Le nuove normative sul risparmio energetico degli edifici hanno posto grande attenzione al riscaldamento invernale, favorendo l’adozione di tipologie di involucri leggeri e iperisolati, ideali per climi molto freddi, dove l’escursione termica non è molto elevata.   In Italia, tuttavia, il clima ha un carattere variabile, con un’elevata escursione termica, sia su scala stagionale, che nell’arco della giornata.
Questo pone l’esigenza di adottare involucri edilizi verificati in regime dinamico, capaci di rispondere alle variazioni ed all’imprevedibilità climatica, efficaci tanto d’inverno quanto d’estate.
Le case prefabbricate a basso consumo energetico nascono come risposta costruttiva ai rigidi climi dei paesi freddi.  Nel nostro paese garantiscano rendimenti sempre elevati, ricadendo nelle classi energetiche d’eccellenza, utilizzando soluzioni costruttive moderne e collaudate, derivate dalla secolare cultura costruttiva della carpenteria del legno del nord Europa.
Il risparmio economico in termini di spesa energetica di un edificio in legno a basso consumo può arrivare a punte di efficienza superiori all’80% rispetto ad un edificio non isolato, con un significativo innalzamento delle condizioni di benessere abitativo.

FURTI E CASE PREFABBRICATE

LA MAGGIOR PARTE DELLE CASE IN LEGNO VIENE REALIZZATA CON STRUTTURA A TELAIO. LA PARETE ESTERNA DI QUESTI EDIFICI PREVEDE UNA SERIE DI MONTANTI E TRAVERSI IN LEGNO, I CUI VUOTI VENGONO RIEMPITI DI MATERIALE ISOLANTE.

Vorrei che mi tranquillizzasse relativamente al problema dei ladri, dato che andrò a costruire in una zona molto (troppo) tranquilla.
Le case prefabbricate sono esposte ad un maggior rischio rispetto ai furti?
La "banda del buco" potrebbe agire nella nostra casa prefabbricata, bucandoci una parete per entrare?

Pensavo di avere esaurito il capitolo “timori-pregiudizi”, ma ho sottovalutato l’incubo della visita di ladri, muniti di seghe ed accette.
Spero sia evidente ai più che un’eventuale effrazione sarà indirizzata verso i serramenti dell’abitazione (finestre, portefinestre, porta di ingresso, basculante).
Le case in legno sono peraltro indistinguibili da quelle in muratura essendo finite a cappotto intonacato.
Anche nel peggiore dei casi, ipotizzando che i delinquenti abbiano appreso che l’edificio è realizzato con un telaio ligneo, si deve comprendere che il taglio di una parete esterna in legno richiederà un certo impegno, poiché, oltre al cappotto, si dovranno forare come minimo due pannelli in legno di un certo spessore ed il cartongesso interno (senza ipotizzare la presenza di ulteriori contropareti).
Non è chiaramente una situazione da escludere al 100%, ma presuppone che i nostri amici abbiano un certo tempo e possano lavorare in tranquillità, fattori che renderebbero altrettanto possibile lo scasso di una qualsiasi abitazione tradizionale.
Se proprio non riuscite a chiudere occhio la notte, dirigete la vostra scelta verso le pareti massicce come quelle in X-lam.
In Italia le case prefabbricate rappresentano un fenomeno nuovo e l’approfondita conoscenza della composizione della nostra specifica parete da parte dei malviventi mi sembra improbabile.
Le statistiche nei paesi in cui le case in legno (posseggo informazioni abbastanza attendibili relative alla Germania), confermano che i tentativi di effrazione si concentrano sui punti critici delle aperture e non sulla parete esterna.
Il pericolo appare pertanto virtuale e mi sembra confinabile tra i luoghi comuni sulle case in legno, non essendo suffragato da dati concreti.
Se l’edificio in legno è stato realizzato in una zona isolata, è consigliabile l’installazione di un impianto di allarme perimetrale(prevedendo dei sensori sui serramenti esterni) e/o volumetrico all’interno.  Quest’ultimo, in particolare, qualora si verificasse la malaugurata ipotesi ipotizzata dal lettore, può efficacemente dissuadere la prosecuzione della visita da parte di sgraditi ospiti.
L’installazione di inferriate (brutte, ma efficaci) e vetri antisfondamento può essere un’altra soluzione da prendere in considerazione.
Le case prefabbricate sono abitazioni normali e non presentano maggiori pericoli rispetto al problema dei furti. 
Nelle situazioni a maggior rischio, come le ville isolate, sarà indispensabile il montaggio di un impianto di allarme a protezione dell’edificio, adeguatamente progettato e dimensionato. 

INSETTI E CASE IN LEGNO

IL LEGNO E’ POTENZIALMENTE ATTACCABILE DA ALCUNI INSETTI CHE SI NUTRONO DELLA POLPA, PIU’ MORBIDA DELLE FIBRE.

Ho visto una trasmissione americana, in cui dei tecnici sistemano volontariamente le abitazioni di alcune famiglie bisognose.  
Durante una puntata, una casa aveva parecchi problemi di insetti ed era piena di scarafaggi.
E' un problema delle costruzioni americane, che spesso sono molto più economiche e quindi di qualità inferiore o bisogna fare qualcosa in partenza per ovviare a questi problemi?

Mi auguro (per le costruzioni americane) che non sia un problema specifico di quelle costruzioni. 
La presenza di scarafaggi in un’abitazione mi sembra evidentemente slegata dal legno come materiale strutturale, mentre sono presenti negli Stati Uniti numerose specie xilofaghe estremamente aggressive (esistono sul pianeta quasi tremila specie di termiti).
Con il termine insetti xilofagi si includono tutti gli insetti che utilizzano il legno come fonte principale di alimentazione.
In natura il compito degli insetti xilofagi è basilare, in quanto essi comportano la demolizione di composti organici complessi come cellulosa e lignina.
In Italia possono verificarsi infestazioni di termiti o tarli del legno secco ed umido.
Ancora una volta si tratta di un problema che non va circoscritto alle case in legno, poiché la parte dell’edificio più a rischio è la copertura ed in particolare le sporgenze di gronda;  i tetti vengono realizzati in legno anche nelle costruzioni in muratura e le problematiche sono le medesime.
Se il legname impiegato per la costruzione risulta correttamente stagionato ed impregnato, si rivela un ambiente sfavorevole per questi insetti (nonché inattaccabile da muffe e funghi). 
Il problema, semmai, riguarda gli edifici realizzati con materiale non soggetto a controllo e fuori normativa. 
Come sempre, il prezzo troppo basso deve fare riflettere, poiché la qualità di una casa in legno dipende anche (e soprattutto) dalle caratteristiche del legname da costruzione impiegato. 
Molti costruttori utilizzano abete bianco, un materiale poco indicato alla realizzazione di edifici, troppo tenero e ricco di nodi.
L’abete rosso è il principale legname da costruzione, nella sua forma massiccia o lamellare, mentre poco indicate sono in generale le latifoglie.
Per chi fosse interessato all’argomento, rimando infine alla lettura di un vecchio articolo.

I PRECONCETTI SULLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

IL LEGNO E’ IL MATERIALE DA COSTRUZIONE DEL FUTURO?
E’ DIFFICILE IPOTIZZARE SE LE METODOLOGIE COSTRUTTIVE ALTERNATIVE ALLA MURATURA TRADIZIONALE COME LE CASE PREFABBRICATE POTRANNO AFFERMARSI O, QUANTO MENO RITAGLIARSI UNA FETTA DI MERCATO IMPORTANTE IN TEMPI BREVI.

Le resistenze all’impiego strutturale del legno nel nostro paese restano forti e dipendono da molteplici fattori.
Tradizionalmente il legno trova larga applicazione in edilizia per la realizzazione di tetti e solai e come materiale di finitura.
Se si escludono tettoie e porticati, le tecnologie costruttive basate sull’impiego del legno restano confinate alla fascia alpina ed in particolare al territorio del Trentino-Alto Adige, con poche altre eccezioni.
L’ampia disponibilità di questo materiale, economico e facilmente lavorabile sul posto e la forte influenza culturale dei paesi nordeuropei hanno consentito alle costruzioni in legno di divenire la principale metodologia costruttiva, in particolare per la realizzazione di edifici abitativi.
Come detto più volte, le case prefabbricate in legno rappresentano una novità per il nostro paese, ma altrove vengono prodotte e montate in grandi numeri, scelte per gli innumerevoli vantaggi che possiedono.
Economiche, ecologiche, flessibili. Le case prefabbricate a basso consumo permettono di costruire in tempi certi, con costi certi e di risparmiare sulle bollette grazie all’ottimo isolamento.
Per quale motivo le case in legno non riescono a soppiantare i sistemi tradizionali, poco efficienti e costosi? La causa principale è soprattutto legata all’incultura generale che circonda di sospetto le case prefabbricate in legno, senza addurre particolari motivazioni a sostegno.
Se non si realizzano case prefabbricate qualche valido motivo ci sarà……Saranno solide? Il legno brucia, teme l’umidità, viene attaccato dagli insetti, si svalutano tantissimo, durano poco, vanno bene per la montagna, d’estate si surriscaldano, costano troppo….e potrei continuare per molto.
Questo blog nel suo piccolo spera di essere riuscito a rispondere efficacemente a molti di questi interrogativi, contribuendo magari ad aiutare la diffusione delle case prefabbricate in Italia. E tuttavia luoghi comuni e pregiudizi frenano irrazionalmente la diffusione delle case in legno. In questo senso poco viene fatto dai media e dalle amministrazioni, mentre mancano vere occasioni di divulgazione di massa, se si eccettuano le fiere del settore, peraltro sempre più frequentate.
Spesso l’interesse, per quanto sincero ed entusiasta, non è sufficiente per orientare la scelta finale verso le case prefabbricate. La mia esperienza mi conferma che le paure nei confronti delle case in legno trovano terreno fertile soprattutto in famiglia e portano a rinunciare all’acquisto nella maggior parte dei casi. Il pentimento avviene in questi casi a posteriori, dopo che l’impresa di costruzioni amica di nostro cugino geometra (che ci ha fatto il progetto a buon prezzo) ci avrà prodotto uno splendido esempio di edificio altamente disperdente, i cui costi saranno ovviamente lievitati rispetto al preventivo iniziale (non si preoccupi, le faccio un buon prezzo….), in tempi biblici (le piogge, il ghiaccio, le ferie….).
Ma noi che amiamo investire nel mattone non possiamo di certo pensare che le case in legno possano avere valore e durare nel tempo. D’altronde, se le favole hanno una valida morale, ci ricordiamo bene che la casetta in mattoni resiste a tutto, anche al lupo cattivo.
Non spetta assolutamente al sottoscritto il ruolo di avvocato difensore delle case prefabbricate e tuttavia invito chi si sta avvicinando solo ora alle case in legno ad essere “apertamente scettico”.
Fare domande e nutrire dubbi è importante, molto più scaltro che prendere per oro colato qualsiasi informazione ci venga data.
Personalmente mi è capitato in tante occasioni di consigliare di intervenire in tradizionale, scartando a priori le ditte di case prefabbricate, ma si deve sempre fare un’approfondita valutazione tecnico-qualitativa.
In questo, non mi mancherò mai di ripeterlo, resta fondamentale il ruolo del progettista, che deve essere preparato e non condizionato da interessi personali.

CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE – EDIFICABILITA’

Sarei interessato all'acquisto o alla costruzione di una casa in legno.
Vorrei sapere se nella mia zona (Bologna e zone limitrofe) si possono costruire delle case prefabbricate in base alle licenze o a piani costruttivi.

Salvo eccezioni, le case prefabbricate sono bene accette su pressoché tutto il territorio italiano. Non comportano un iter particolare, poiché le differenze con le costruzioni tradizionali non sono significative.
La tendenza normativa è peraltro di incentivare la bioedilizia ed il risparmio energetico, caratteristiche assolutamente importanti parlando di case prefabbricate in legno.
Eventualmente qualche difficoltà in più potrebbe verificarsi qualora si intenda realizzare un edificio in legno “a vista” come le “blockhaus”.
In questo caso, per ragioni di omogeneità con il contesto urbano, può essere che le amministrazioni non ne consentano l’edificazione.

LE CASE IN LEGNO TEMONO IL VENTO?

IL TIMORE CHE GLI EDIFICI IN LEGNO POSSANO SOFFRIRE LE SOLLECITAZIONI DOVUTE A FORTI VENTI È IN BUONA PARTE UN PREGIUDIZIO BASATO SULLA PAURA DEL LUPO CATTIVO.

La tipologia costruttiva più comune è per le case in legno è la parete a telaio, che prevede un sandwich di materiali portanti e isolanti, il cui spessore e la cui composizione dipendono da specifici brevetti e da valutazioni tecniche del singolo costruttore.  
La leggerezza di queste strutture è solo apparente, garantendo una notevole resistenza alle forze laterali ed ascensionali ed  una solidità dell’edificio del tutto assimilabile alle costruzioni in muratura.
Il legno è una materiale elastico, in grado di ammortizzare le poderose spinte del vento, a patto di progettare correttamente la struttura. 
Una casa in legno con parete a telaio non dovrebbe superare una certa altezza (2 o 3 piani fuori terra).
Scegliendo una struttura massiccia è possibile raggiungere quote maggiori, con un eccellente resistenza alle sollecitazioni laterali (vento ed eventi sismici).
Il problema posto dalla maggiore altezza è principalmente l’irrigidimento trasversale dell’edificio rispetto alle forze che vengono generate in presenza di vento di entità eccezionale.

Con l’aumentare dell’altezza gli effetti del vento possono essere piuttosto sensibili a causa dell’effetto “mensola”.
In questo caso è necessario “controventare” adeguatamente la struttura della casa in legno inserendo elementi in grado di resistere alle spinte laterali, che in condizioni normali non sono presenti.
I pannelli massicci sono facilmente calcolabili come un materiale omogeneo, al pari della muratura o del cemento armato e consentono allo strutturista una valutazione precisa rispetto alle capacità portanti dell’edificio. 
La naturale elasticità del legno rende le case prefabbricate naturalmente antisismiche e resistenti alle sollecitazioni di eventi atmosferici eccezionali, come ad esempio le trombe d’aria.

La rigidità è assicurata dalle pareti (interne ed esterne), dai solai e dal tetto che formeranno nel loro insieme una robusta “scatola” resistente ed indeformabile.
L’ancoraggio al suolo delle case in legno viene effettuato mediante zanche o staffe con tasselli in acciaio zincato, imbullonate in fase di montaggio e dimensionate secondo i calcoli statici.
La congiunzione fra le varie pareti infine viene realizzata a incastro, tramite tiranti in acciaio operanti su boccole filettate e preventivamente inseriti nel corpo della parete in vari punti, connettendoli semplicemente con un sistema “maschio/femmina”.
In zone caratterizzate da vento di notevole intensità, queste sollecitazioni supplementari vanno opportunamente determinate, irrigidendo ulteriormente la struttura ed aumentando il numero e la dimensione degli ancoraggi.
La qualità costruttiva certificata e garantita dalle aziende di case in legno, unitamente all’adozione di sistemi produttivi collaudati e condivisi dai maggiori costruttori, porta a minimizzare il problema della resistenza al vento, che potrebbe rappresentare un problema solo nel caso di costruzioni economiche e tecnicamente approssimative.

LE PARETI INTERNE DELLE CASE IN LEGNO

LE PARETI INTERNE DELLE CASE PREFABBRICATE RIVESTONO UN’IMPORTANTE FUNZIONE STATICA, SCARICANDO I CARICHI VERICALI SULLE FONDAZIONI E CONTROVENTANDO L’EDIFICIO DALLE FORZE ORIZZONTALI GENERATE DAL VENTO O DAI TERREMOTI.

Guardando le varie offerte dei costruttori di case in legno, ho notato che la stragrande maggioranza dei fornitori offre le parete divisorie da 8 a 10 cm mentre un’azienda arriva addirittura a 18 cm.
Perché questa differenza?  8 o 10 cm sono sufficienti?
Con una parete così sottile non si rischia di avere un basso isolamento ai rumori?
Si può tranquillamente appendere televisori e mensole su una parete così stretta o bisogna anche progettare prima dove posizionare questi elementi?
E le vibrazioni? Se per caso dovessi sbattere una porta, la parete vibrerà?

Esiste sull’argomento un articolo specifico, al quale rimando l’approfondimento.
Le pareti interne delle case in legno possono possedere una semplice funzione divisoria degli spazi, affidando i compiti strutturali a pilastri in legno ed ai muri esterni.
In tale caso, si tratta di un evidente sottodimensionamento che presenta numerosi svantaggi.
L’isolamento termico tra gli ambienti è chiaramente inferiore, poiché il ridotto spessore non consente di coibentare adeguatamente la parete.
L’isolamento acustico non risulterà altrettanto efficace, rispetto ad una parete da 13-14 cm o più, peggiorando le condizioni di comfort generale dell’abitazione ed anche le vibrazioni verranno trasmesse con maggiore intensità.
La portata massima per mensole e pensili è chiaramente inferiore rispetto ad un muro portante.
Staticamente non cambia moltissimo, in quanto i carichi verticali vengono adeguatamente scaricati dai pilastri su cui poggiano le travi principali, se le strutture sono adeguatamente dimensionate.
Il problema maggiore è lo scarso irrigidimento trasversale dell’edificio.
Una parete troppo sottile non è in grado di resistere sufficientemente alle forze orizzontali che vengono generate durante i terremoti.
Va ricordato che il rispetto della normativa antisismica vale su tutto il territorio per tutti gli edifici, comprese le case in legno.
In presenza di pareti interne in numero insufficiente o male posizionate, si renderà necessario l’inserimento di qualche elemento di controventamento in acciaio (travi e/o pilastri).
Anche forti venti (fenomeni sempre meno rari nel nostro paese a causa dei mutamenti climatici) possono mettere in crisi una struttura poco rigida, tipica degli edifici in legno molto vetrati o open space.
Le pareti interne rivestono una funzione fondamentale in una casa in legno e vanno dimensionate correttamente, nel numero, nella posizione e nello spessore.

CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE - CONSULENZE

Volevo chiederle delle informazioni riguardanti le case in legno.
Ho un piccolo giardino di 40 mq edificabile sul quale volevo costruire una casa abitabile in legno su due piani, con piccola terrazza per un totale di 70 mt circa.
·         Io abito a Firenze, mi potrebbe consigliare qualche posto dove poter trovare case prefabbricate nelle vicinanze?
·         Quale legno mi consiglia e quali altri materiali per il rivestimento?
·         Un'ultima domanda, i prezzi?

Non effettuo consulenze personalizzate, nemmeno a pagamento.
Il mio studio accetta incarichi minimi di progettazione architettonica e non ha il tempo materiale per dedicarsi ad altre attività, non compatibili con la professione.
Il servizio divulgativo offerto dal blog sulle case in legno assorbe peraltro risorse ed energia, senza richiedere nulla in cambio al lettore.
Il mio indirizzo mail è liberamente disponibile, auspicandone un utilizzo corretto.
Le richieste di interesse generale vengono trattate con articoli specifici, con un duplice vantaggio, per me e per chi scrive.
1.   Personalmente ho la possibilità di pubblicare nuovi contenuti, attingendo temi freschi e nuove idee, rendendo il blog un luogo vivo ed aperto alla discussione.
2.   Il lettore riceve una replica più approfondita ed articolata rispetto alle poche righe di risposta che potrei offrire con una semplice mail.
Mi auguro che la lettrice di cui pubblico la lettera comprenda che le sue domande non rientrano nella categoria dei concetti di valore generale sulle case prefabbricate, in quanto:
·         Non ho la possibilità di conoscere l’ubicazione di case in legno a Firenze od in altre zone d’Italia distanti dalla mia operatività.
In questo caso, contatterei direttamente qualche ditta e mi farei segnalare le case prefabbricate sul territorio di interesse.
·         La domanda è generica e ci sono articoli specifici che trattano i singoli argomenti.
Consiglio di utilizzare allo scopo la casella di ricerca posizionata in alto a destra, digitandola relativa parola chiave (come in un classico motore).
·         Ogni azienda ha un proprio listino e non è possibile da parte mia conoscerne le specifiche modalità di calcolo.
Il prezzo di una casa in legno dipende dalle caratteristiche del progetto (sistema costruttivo, forma, dimensioni), dall’impiantisca e dalle finiture scelte. 

CASE IN LEGNO NON REALIZZABILI

LE CASE PREFABBRICATE POSSONO SOSTITUIRE LE COSTRUZIONI IN MURATURA, MA VANNO PROGETTATE CORRETTAMENTE.  L’ADATTAMENTO AL PREFABBRICATO E’ QUASI SEMPRE POSSIBILE, MA NON MANCANO LE ECCEZIONI.

Sto per avere i permessi a costruire per una casa e, ovviamente, è mia intenzione realizzarla in legno.
Quest’estate sono andato a visitare varie case in esposizione in Alto Adige e ho portato le bozze del progetto.
A settembre ho mandato il progetto definitivo ad alcune tra le principali aziende di case prefabbricate in legno, ma , con mia sorpresa mi è stato detto da una di queste che il progetto della mia casa non è realizzabile con le strutture prefabbricate.
In particolare mi si dice che l’ufficio tecnico ritiene che la casa sia stata pensata per una struttura in cemento armato e non possa essere garantita dal costruttore, in cui l’impermeabilizzazione del terrazzo dovrebbe essere realizzata, posando una o due pellicole bituminose sulla struttura in cemento e al di sopra dell’impermeabilizzazione verrebbero semplicemente posate le piastrelle.
Al contrario, la stessa metodologia non può essere utilizzata in una casa in legno, in quanto, per proteggere il solaio da possibili infiltrazioni, il terrazzo dovrebbe avere una impermeabilizzazione con una leggera inclinazione verso l´esterno che permetta il deflusso delle acque e con una grondaia che scende esternamente, attualmente non progettata.
Al di sopra di tale impermeabilizzazione dovrebbe essere prevista una inghiaiatura, sia per appesantire la guaina sottostante, che per proteggere la guaina dai raggi solari UV.
Qualora sia necessaria una piastrellatura, l’unica possibilità per realizzarla è di prevederla galleggiante, con scarse possibilità di una tenuta duratura nel tempo e con costi talmente elevati da rendere la realizzazione della struttura assolutamente fuori mercato rispetto alla sua realizzazione con tecniche tradizionali.
Altre ditte non hanno sollevato alcun problema di sorta, ma, a questo punto, il dubbio è che la casa non sia effettivamente realizzabile.

La ditta di case prefabbricate citata dal lettore è un’azienda tipicamente industriale che propone delle ottime costruzioni in legno, ma richiede necessariamente l’adattamento ai propri standard costruttivi.
Il caso in questione è piuttosto comune nelle case in legno, in quanto le garanzie offerte dai produttori di guaine sono limitate rispetto al rischio di infiltrazioni.
L’acqua deve essere convogliata dalla terrazza all’esterno mediante un’adeguata pendenza dell’estradosso, scongiurando i ristagni, sempre possibili sui tetti piani.
E’ chiaro che il costruttore in questione è da apprezzare, poiché si tratta di un comportamento corretto, a tutela del cliente e contro il proprio interesse.
Le altre aziende contattate possono avere sottovalutato il problema in buona fede o, molto probabilmente, rimandato il tutto ad una fase successiva.
Non escludo pertanto che l’azienda costruttrice possa affrontare il dilemma dopo la firma del contratto o, addirittura, in campionatura, contando sul fatto che il cliente sarà costretto ad accettare le soluzioni proposte, pur di costruire la propria casa.

CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE – PREVENTIVI

Ho visto sul sito delle case che rappresentano la mia idea di abitazione (mi piacerebbero grandi vetrate e la casa con struttura in acciaio).Posso costruire 120mq tutti su un piano con box adiacente alla costruzione?
Vorrei avere notizie su un eventuale preventivo.

Questo blog tratta solamente costruzioni in legno a basso consumo.
Un edificio molto vetrato a struttura metallica disperde calore in quanto l’involucro non risulta isolato termicamente e richiede un massiccio utilizzo dell’impiantistica per il riscaldamento invernale e la climatizzazione estiva.
Le case prefabbricate garantiscono eccellenti prestazioni energetiche, grazie alle proprietà del legno. 
Questo materiale è infatti un pessimo conduttore di calore (al contrario del metallo) e permette la realizzazione di edifici dall’aspetto moderno, isolati termicamente.
Un posizionamento accorto delle vetrate consente inoltre di sfruttare l’energia del sole a fini termici, riscaldando l’edificio passivamente.
Le caratteristiche del progetto dipendono dai regolamenti locali e dalle norme tecniche di zona.
Il terreno deve essere edificabile e vanno richiesti i relativi permessi a costruire.
Le ditte costruttrici si occupano dei preventivi, direttamente o tramite agente di zona. 
Per reperire alcuni nominativi, questo sito mette a disposizione alcuni link di aziende di case in legno o, in alternativa, possiamo sfruttare i classici motori di ricerca.

CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE – FORMA

Buongiorno Architetto.Sono molto attratto dalle case prefabbricate, ma la mia villa ideale deve avere un aspetto moderno con un tetto piano, grandi vetrate, tanto acciaio.
Insomma, un aspetto molto diverso dalle case in legno solitamente presenti sui depliant e le riviste del settore.
Anche dalle mie parti hanno costruito un paio di case prefabbricate con tetti molto spioventi, dalla forma tipicamente tedesca.
Secondo lei è possibile realizzare un progetto più vicino alle mie esigenze, senza perdere in qualità?  Grazie.

Il legno è un materiale con caratteristiche fisiche ben precise.
Conoscere il comportamento del legno significa utilizzarlo correttamente.
Un progetto concepito per una struttura in cemento armato subirà inevitabili adattamenti da parte del costruttore, spesso invasivi e poco graditi al cliente.
Una parete a telaio comporta alcuni limiti rispetto ad una massiccia (ad esempio, in x-lam), ma costa meno ed è più performante nella stagione invernale.
Va poi ricordato che i produttori di case prefabbricate utilizzano un procedimento produttivo di tipo industriale, nella maggior parte dei casi, standardizzando le misure.
Solitamente questi non appaiono reali difficoltà. 
I miei progetti nascono sul legno, con vantaggi statici ed economici per il cliente, non necessitando di rinforzi e controventamenti. 
Il problema, semmai, nasce qualora il progetto appaia staticamente forzato e difficilmente realizzabile persino con i sistemi costruttivi tradizionali.
Il costo di molte costruzioni lievita qualora di debbano utilizzare travi e pilastri in acciaio o in cemento armato precompresso per sopperire a carenze progettuali a causa di una sottovalutazione strutturale o in materia di antisismica.
Le case prefabbricate necessitano di un progetto coerente con il sistema costruttivo scelto, ma non impongono un aspetto formale predeterminato.
Esistono numerosi esempi di case in legno modernissime che piacerebbero sicuramente al lettore.
E’ comunque necessario comprendere che le soluzioni tecniche dovrebbero sempre essere realizzabili all’interno degli standard costruttivi della ditta, evitando dettagli troppo personalizzati e dimensioni non compatibili.

CASE IN LEGNO ED AUTORIZZAZIONI EDILIZIE

LE CASE IN LEGNO VANNO AUTORIZZATE, SEGUENDO LA MEDESIMA PROCEDURA BUROCRATICA DELLE COSTRUZIONI TRADIZIONALI, SENZA SCONTI O CORSIE PREFERENZIALI.

Le case prefabbricate a basso consumo energetico sono strutture permanenti, che vanno ancorate alle strutture di fondazione e non vanno confuse con gli edifici mobili o smontabili presenti sul mercato, come le casette da giardino o le case su ruote da campeggio.
Un terreno agricolo o non edificabile non consente la realizzazione abusiva di volumi edilizi, a prescindere dal sistema costruttivo e dai materiali impiegati.

Le case in legno non risolvono il problema abitativo aggirando i regolamenti edilizi, ma rappresentano una semplice alternativa alle costruzioni tradizionali in acciaio, calcestruzzo e laterizio.
Nel nostro paese, il dimensionamento, il calcolo statico ed antisismico, il comportamento al fuoco delle strutture sono regolate da leggi e decreti relativi alle opere di ingegneria civile in metallo e cemento armato.
Le costruzioni in legno strutturale devono rispettare le norme tecniche di riferimento, ma la legislazione in materia appare lacunosa rispetto alle disposizioni in vigore in molti altri paesi europei.
Il prezzo non deve essere l’unico parametro di scelta della ditta di case prefabbricate, poiché l’acquirente deve essere consapevole che non tutti i costruttori di case in legno possiedono i necessari requisiti per costruire in Italia.
Per erigere un fabbricato in legno deve essere ottenuto un permesso di costruzione, inoltrando la documentazione di progetto presso l’ufficio tecnico comunale competente.
La prassi autorizzativa varia da Comune a Comune e sarà cura del progettista incaricato la stesura degli elaborati grafici e delle relazioni tecniche, nonché la presentazione di tutti i documenti richiesti, a carico di altri professionisti.
Il progetto potrà essere esaminato da una Commissione Edilizia o internamente all’ufficio tecnico comunale.
Alcune amministrazioni semplificano la procedura, con tempi di approvazioni rapidi, ma non mancano le costruzioni soggette a pareri preventivi, in presenza di vincoli paesaggistici (Soprintendenza ai Beni Ambientali) o idrogeologici. 
La presentazione di un progetto di un edificio in legno non comporta deroghe, nè la produzione di una documentazione supplementare da parte del tecnico.
Alcuni Comuni concedono una riduzione degli oneri di urbanizzazione o bonus volumetrici alle costruzioni in bioedilizia e/o con una comprovata riduzione dei consumi energetici (attestata dalla relazione di calcolo).
Le case prefabbricate sono finite esternamente a cappotto (blockhaus escluse), risultando indistinguibili dalle costruzioni in laterizio.
Questa caratteristica consente l’edificazione di case in legno su tutto il territorio nazionale, nel rispetto delle prescrizioni edilizie imposte dai regolamenti locali, con un eccellente compatibilità urbana, anche in contesti vincolati, come la Toscana o la Liguria.
Le differenze climatiche e morfologiche del nostro paese hanno prodotto una straordinaria ricchezza di alternative tecnico-costruttive connessa ad un sempre diverso concetto di abitazione.
In Italia, il tema della casa è fortemente legato ad aspetti storici e culturali e storicamente basato sull’utilizzo di materiali locali e metodologie costruttive sviluppatesi sopratutto in risposta alle caratteristiche bioclimatiche locali (caldo, freddo, umidità, piovosità).

Le case in legno, pur estranee alla tradizione tecnico-costruttiva regionale, rispondono efficacemente all’esigenza di inserimento in contesti vincolati, nel rispetto delle tipologie e dell’architettura locale, con un impatto urbano molto favorevole.