IL PREZZO BASE DELLE CASE PREFABBRICATE

IL PREVENTIVO FORNITO DAI COSTRUTTORI DI CASE PREFABBRICATE NON E’ DI FACILE INTERPRETAZIONE, IN QUANTO MOLTE DITTE INCLUDONO MOLTE VOCI DELLA COSTRUZIONE IN UN PREZZO BASE, RELATIVO ALLA FORMA ED ALLA DIMENSIONE DELL’EDIFICIO.

Vorrei chiederle un consiglio su un preventivo che ho ricevuto recentemente da una ditta di case prefabbricate.
La ditta in questione (partner CasaClima) dovrebbe costruirmi pareti esterne e tetto per una sopraelevazione.

Il prezzo al mq per il tetto mi sembra molto buono,  mentre il costo delle pareti esterne mi sembra eccessivo.
La struttura prevede un isolante di qualità come la fibra di legno, il tetto avrà U 0.17 e le pareti esterne 0.21 con struttura a telaio. Tutti gli altri lavori saranno eseguiti da manodopera locale.
So che è difficile fare paragoni, ma indicativamente
quanto può costare una parete al metro quadro?
Strutture in laterizio isolato di pari U hanno un costo comprensivo di manodopera di 100 €/mq.

Per una parete in legno, mi sarei aspettato qualcosa un aumento non superiore al 30% (visto comunque alcune caratteristiche migliori), ma non così tanto.
Riporto per completezza gli strati della parete (fibra gesso 12.5mm, pannello fibra legno 50kg/m3, listelli 6x6cm per intercapedine, pannello OSB 15mm, telaio in legno di abete 60x120 con montanti da 62,5cm, pannello fibra legno 120mm 50kg/m3, assito grezzo 25mm, telo traspirante, pannello portaintonaco in lana di legno mineralizzata 25mm, intonaco premiscelato in calce e cemento a due strati con finitura malta fine).


Come progettista, non mi occupo di questo genere di consulenze.
Queste valutazioni risultano in genere poco significative, in quanto la maggior parte dei costruttori non dichiara un prezzo unitario per le pareti esterne o il tetto, ma li accorpa nel prezzo base dell’edificio.
Tale costo dipende dalla dimensione (metri quadri lordi di costruzione) e dallo sviluppo verticale (monopiano, piano terra + piano mansardato, piano terra + primo piano, piano terra + primo piano + piano mansardato) ed è relativo alla costruzione al grezzo.
Relativamente alla richiesta del lettore, ho preferito non indicare gli importi, poiché mi sembrava più interessante trarre alcuni spunti generali, che l’entrare nello specifico.
Le pareti prefabbricate comprendono gli infissi (a basso consumo), che incidono notevolmente sul prezzo. 
Il costo unitario di un muro in laterizio di pari isolamento, comprensivo di cappotto intonacato e serramenti a basso consumo non credo possa limitarsi a soli 100 €/mq di parete.
Un confronto con il tradizionale è pertanto possibile solo sull’intero edificio, al primo livello, il grezzo avanzato, avendo l’accortezza di inserire nel preventivo della muratura le predisposizioni impiantistiche, comprese le assistenze murarie, basandosi su valori energetici analoghi.  .
In questo caso i costi dovrebbero risultare molto simili.
Gli edifici in legno a basso consumo non costano meno del tradizionale.
Anche questo è un luogo comune, forse indotto dalla presenza sul mercato di ditte che realizzano strutture in legno a prezzi stracciati, non isolati e comparabili qualitativamente alle casette da giardino.  
Concludendo, il prezzo di una costruzione in legno dipende in gran parte dal rapporto di forma dell’edificio e dalla sua dimensione, più che dal prezzo unitario dei singoli elementi costruttivi ed è definito in buona parte nel prezzo base.

CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE – DISPERSIONI

LA TENUTA ALL’ARIA E’ UNO DEI PRINCIPALI REQUISITI PER GARANTIRE ELEVATI VALORI DI ISOLAMENTO TERMICO NELLE CASE IN LEGNO. 
LE PRESTAZIONI ENERGETICHE DI UNA BUONA PARETE POSSONO ESSERE ABBATTUTE SE L’INVOLUCRO PRESENTA DEI PUNTI CRITICI.

Ho da poco preso residenza in una casa nuova prefabbricata in legno costruita su una base (scantinato) internamente ancora grezzo che attualmente utilizzo solo come autorimessa con chiusura ingresso-uscita (portone a chiusura sezionale).
Ho una scala in muratura che dallo scantinato mi da' l'accesso in casa, per legge è stata installata una porta R.E.I.
Ora che la temperatura esterna inizia a scendere riscontro una notevole differenza di temperatura e disagio tra l'abitazione e l'accesso scala dallo scantinato.
Mi può consigliare quale intervento utile per risolvere questo inconveniente.

L’efficienza energetica di un edificio dipende soprattutto dall’assenza di criticità nell’involucro. 
Trascurare del tutto la coibentazione dell’attacco al suolo potrà determinare una prestazione termica insoddisfacente rispetto alla spesa sostenuta, pur scegliendo una buona parete di adeguato spessore e composizione, dei serramenti isolati con tripli vetri ed un buon pacchetto di copertura.
La tenuta all’aria è un altro requisito importante che non sempre viene assicurato dalle case in legno, soprattutto in presenza di canne fumarie o fori per l’areazione e per la cappa in cucina.
La scala di collegamento tra il piano terra (in legno, altamente coibentato) e il piano interrato (in cemento armato, notevolmente disperdente) causa un inevitabile dissipazione di calore, soprattutto se non è presente un locale che funga da filtro, in grado di arrestare lo scambio termico.
In questo caso può essere opportuno isolare l’intero vano scala mediante una semplice controparete in cui sia inserita della lana di roccia. 
La porta REI resta un problema, a causa delle caratteristiche del serramento, ma le dispersioni saranno limitate. 
Consiglio in ogni caso di aggiungere un calorifero dotato di valvola termostatica per scaldare il vano, da posizionarsi al piano interrato (l’aria calda sale verso l’alto).
Se è previsto il riscaldamento a pavimento, basta un termosifone elettrico.

IL BENESSERE ACUSTICO NELLE CASE PREFABBRICATE

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO COSTITUISCONO UN LUOGO SICURO E SALUBRE PER I PROPRI OCCUPANTI, GARANTENDO UN PIACEVOLE BENESSERE PSICO-FISICO GENERALE.
IL BENESSERE ACUSTICO È UN'ESIGENZA DI FONDAMENTALE IMPORTANZA FRA QUELLE CHE CONCORRONO A DETERMINARE LA QUALITÀ DEGLI SPAZI ABITATI.

Il clima acustico di un edificio in genere dipende dal livello di schermatura di due distinte classi di rumore, quelli cosiddetti “aerei”, la cui energia originata da una sorgente posta ad una certa distanza dalla parete divisoria di due locali viene in parte trasmessa via aria, e quelli “impattivi”, generati dalla sollecitazione meccanica sul solaio per calpestio o dovuta allo spostamento di oggetti e trasmessi all’ambiente sottostante.
Il legno nelle case prefabbricate è in grado di assorbire naturalmente gran parte dei rumori provenienti dall’esterno o generati all’interno degli ambienti, isolando acusticamente l’edificio e limitando i riverberi generati sulle superfici riflettenti.
Per contenere al massimo la trasmissione del suono aereo, i solai e le pareti delle case in legno debbono essere insonorizzate, prestando attenzione a aperture per aerazioni, tubi e cavi ed insonorizzando le intercapedini ermeticamente.
I muri esterni costituiscono una vera e propria barriera alle onde sonore, grazie all’alto potere fonoassorbente del legno e degli isolamenti impiegati nelle case prefabbricate, che possono arrivare fino a 58 dB per appena 10-12 cm di spessore.
Anche le pareti interne vengono solitamente realizzate con uno strato di isolante termo-acustico che permette di limitare la trasmissione di rumori da un locale all’altro.
Per impedire la formazione del rumore da calpestio debbono assolutamente essere evitati i ponti acustici.
L’intensità del rumore di tipo impattivo dipende, oltre che dalla potenza della sorgente, dalla massa e dalla rigidità del solaio stesso.
I solai in legno presenti nelle case prefabbricate possiedono complessivamente un’eccellente capacità smorzante, in quanto nella costruzione si prevede sempre un massetto collaborante a cui è possibile sovrapporre un ulteriore massetto alleggerito disaccoppiato dal precedente attraverso l’uso di una guaina, oltre all’utilizzo di intercapedini riempite di lane minerali o fibra di legno, con finitura del bordo inferiore del controsoffitto realizzata in cartongesso.
Le case prefabbricate in legno rispondono perfettamente alle moderne esigenze abitative in tema di comfort acustico passivo, isolando dai rumori esterni ed assorbendo efficacemente quelli prodotti all’interno dell’edificio.

CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE - BUDGET

Ho notato la sua grande passione nel scrivere il suo blog…….. Dispongo di un terreno edificabile, ma il mio budget personale non e' elevatissimo.Mi posso permettere tra mutuo e liquidità al massimo 230.000 € e volevo capire se fosse fattibile realizzare una casa in legno non superiore a i 100/110mq.
Mi sono informato da aziende della zona, ma nessuno conosce o costruisce prefabbricati.
Mi interessano i pannelli solari e pensavo di costruire un garage sotterraneo con lavanderia e cantina.

Le case prefabbricate permettono di pianificare con accuratezza tempi e costi della costruzione.  Si tratta di un innegabile vantaggio rispetto agli edifici tradizionali.
Solitamente è fondamentale inserire un consistente margine di spesa per imprevisti, oltre ad una programmazione flessibile della fine dei lavori.
Il controllo dei costi può rivelarsi estremamente utile soprattutto se il budget a disposizione non è particolarmente elevato, ma si deve ribadire che le case in legno a basso consumo hanno prezzi non particolarmente stracciati, pur a fronte di un rendimento termico altissimo.
E’ chiaro che una valutazione deve essere fatta con le idee chiare rispetto a ciò che vogliamo realizzare, poiché il progetto, la ditta, gli impianti e le finiture, possono spostare parecchio la cifra finale.
Ai costi della costruzione (meglio il chiavi in mano, se vogliamo avere dei dati certi), dobbiamo aggiungere una serie di importi, non sempre considerati dal cliente.
Oltre al progetto, dovremmo considerare varie figure tecniche necessarie per l’ottenimento dei permessi e la fase di cantiere, che includono la direzione dei lavori, le strutture, la sicurezza, i sondaggi geologici, gli impianti, ecc.
Il comune richiederà degli oneri di urbanizzazione ed il costo di costruzione, che andranno determinati.
Sarà necessario avvalersi di un impresa di costruzione tradizionale per la realizzazione delle fondazioni e delle opere esterne, oltre al collegamento delle reti.
La casa andrà arredata, ricordiamo le spese notarili, ci sono gli allacciamenti e l’IVA…..  
Il budget del lettore sembrerebbe comunque sufficiente, ma non è possibile andare oltre a queste considerazioni generali.

IL CAPPOTTO DELLE CASE IN LEGNO

Gentile Architetto, volevo un suo parere circa il cappotto esterno di una casa prefabbricata con la parete a telaio.Mi capita spesso di vedere che le ditte di case in legno preferiscano usare come cappotto esterno l'EPS al posto della fibra di legno (o viceversa) ed ogni relativo rappresentante elogia una metodologia rispetto che l'altra.
Nel mio caso, abito in una zona climatica (provincia di Piacenza) classificata E dove vi è una massa frontale che per requisito deve essere maggiore di 230 kg/m2.
La mia domanda è se dovrei preferire un cappotto fatto con fibra di legno ad alta densità, per via della maggiore massa, oppure in EPS.
Il mio dubbio sta nel fatto che ho timore che nel tempo possano formarsi piccole crepe nell'intonaco e che vengano assorbite dalla fibra di legno rovinando il materiale.
La mia futura parete esterna è cosi pensata: 10 mm di cartongesso + 15 mm fibrogesso + barriera vapore + telaio di legno da 140 mm con isolante di lana di roccia + 15 mm fibrogesso + 60 mm di EPS o 80 mm di fibra di legno + intonaco.
Sarei veramente interessato alla sua opinione sia io che altri "futuri" abitanti in delle case prefabbricate in legno con i quali mi confronto settimanalmente a caccia di consigli ed esperienze.


In Italia, l’isolamento termico delle case in legno basate su sistemi strutturali leggeri, come il telaio, appunto, richiede l’utilizzo di materiali coibenti ad alta densità.
La fibra di legno presenta valori di conducibilità termica interessanti (0,04 W/mK), che garantiscono innanzitutto un efficace protezione dal freddo invernale.
I pannelli ad alta densità sono ottenuti mediante pressatura delle fibre, ottenendo valori superiori a 140-160 kg/m3, che possono tranquillamente superare i 200 kg/mc.
Per comprendere meglio, l’EPS, pur risultando un eccellente isolante nei mesi freddi, possiede una capacità termica massica inferiore ad 1/12 della fibra di legno.
Alcune aziende di case in legno utilizzano la fibra di legno per la realizzazione del cappotto, inserendo un isolante più leggero all’interno del telaio (in genere lana minerale o di vetro), mentre altri costruttori montano la fibra di legno tra i montanti strutturali, abbinandovi un cappotto in EPS o in lana di roccia all’esterno.
Si tratta, in ogni caso, di soluzioni efficaci e termicamente corrette.
Le case in legno, per rispondere correttamente alla richiesta di protezione estiva devono possedere una buona capacità massica, in grado di accumulare energia termica.
L’Agenzia CasaClima di Bolzano ha recentemente innalzato i parametri per lo sfasamento dell’onda di calore a 12 ore, ma non tutte le soluzioni costruttive presenti sul mercato delle case in legno sono in grado di soddisfare questo parametro, pur risultando efficaci in regime invernale.
Ricordo inoltre che le prestazioni estive di una parete dipendono tanto dalla densità del materiale, quanto dallo spessore del pannello, che deve risultare adeguato.
Personalmente prediligo un cappotto robusto, a cui affidare il ruolo di protezione dell’involucro, in abbinamento ad un intonaco di adeguato spessore e granulometria.
Un cappotto in fibra di legno può presentare nel corso del tempo qualche problematica, poiché questo materiale, a contatto con l’acqua, perde le proprie capacità isolanti e può persino marcire. 
Meglio posizionarlo all’interno della parete, ove potrà coibentare efficacemente l’edificio tutto l’anno senza rischi.

RISPARMIARE CON LE CASE PREFABBRICATE

IN AUSTRIA E GERMANIA, LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO VENGONO CONSIDERATE SOLUZIONI COSTRUTTIVE ECONOMICHE, RIVOLTE IN PARTICOLARE ALLE GIOVANI FAMIGLIE. 

La clientela italiana più esigente, alla ricerca di soluzioni personalizzate e dettagli fuori standard non apprezza la mancanza di flessibilità dei grandi costruttori, diretta conseguenza della produzione industriale delle case prefabbricate, rivolgendosi alle imprese tradizionali del mattone.
La realizzazione di una casa prefabbricata a basso consumo richiede una buona disponibilità economica, soprattutto se nel budget complessivamente a disposizione deve rientrare un lotto edificabile.

Acquistato il terreno e conteggiate le spese per i tecnici, gli oneri comunali e le opere tradizionali, la somma residua si rivela spesso insufficiente per la costruzione vera e propria.
L’accollo di un mutuo incide sul bilancio familiare per decenni, sconsigliando un’eccessiva esposizione, in tempi di crisi finanziaria e di prospettive lavorative incerte.
I principali produttori si posizionano una fascia di prezzo medio-alta, ma altre aziende di case in legno propongono le proprie costruzioni a prezzi molto allettanti.
Si tratta chiaramente di soluzioni con caratteristiche assai lontane dagli edifici a basso consumo energetico, poco idonee ad un utilizzo abitativo, con qualità climatiche assai scadenti, sia d’estate (a causa dell’inevitabile surriscaldamento dovuto ai minimi spessori delle pareti e del tetto), che d’inverno (mancando quasi del tutto gli isolamenti termici).
La grande offerta sul mercato di edifici a basso costo rende la tematica tutt’altro che scontata, poiché le case prefabbricate non costano meno di quelle in laterocemento, fatta eccezione per le costruzioni in muratura isolata.
Le strutture supereconomiche, basate su un generico utilizzo del legno come materiale da costruzione, non sempre si propongono con onestà per quello che sono, spacciando semplici casette da giardino per edifici in bioedilizia con prestazioni termiche superiori.
Il termine “prefabbricato” indica una costruzione pronta al montaggio e può essere più o meno correttamente utilizzato per definire un annesso per attrezzi o un bungalow da campeggio.
In Italia non esiste una cultura delle costruzioni in legno, mancando il settore di esperienza. Il cliente fatica a reperire informazioni ed è male supportato tecnicamente, faticando a comprendere le differenze tra le diverse soluzioni ed attirato dal notevole risparmio apparente (sino al 70%).
Si tratta in genere di semplici strutture realizzate in assi di legno poco stagionato,
che impiegano collanti tossici, lasciate a vista senza isolamenti e predisposizioni impiantistiche.
Il basso prezzo in genere sottende la sola fornitura del materiale, escluso il montaggio, che andrà effettuato incaricando una ditta locale.
Scartate senza indugi queste soluzioni e prima di ripiegare sulle costruzioni in edilizia tradizionale, l’acquisto di una casa prefabbricata a basso consumo a prezzi interessanti è ancora possibile adottando alcuni semplici accorgimenti.
I costruttori, comprese le aziende del settore legno, hanno tutto l’interesse commerciale a “gonfiare” il prezzo dell’immobile, sovradimensionando gli impianti e indirizzando verso soluzioni tecniche più costose e finiture extra capitolato.
Il progetto deve risultare il più possibile semplice, a partire dalla pianta, che dovrebbe avvicinarsi il più possibile alla forma quadrata.
Il rapporto di forma ideale richiede un volume compatto, che limita le dispersioni termiche dell’involucro, diminuendo le superfici delle pareti esterne.
Analogamente, un edificio di configurazione semplice limita le lavorazioni complesse e riduce la quantità di materiale, abbassando di conseguenza il prezzo.
Le case prefabbricate a catalogo,sono termicamente efficienti ed economiche, applicando accuratamente questo principio fisico.
Un progetto razionale permetterà inoltre uno sfruttamento intelligente degli spazi, anche per fabbricati di piccole dimensioni.

Un edificio correttamente orientato rispetto al moto solare, usufruirà di apporti energetici gratuiti, permettendo un sottodimensionamento degli impianti termici, con conseguente risparmio sui costi della casa.
Le scelte progettuali corrette non comportano maggiore impegno per il progettista e nessun aggravio sulle parcelle. 
Il tecnico deve condividere la scelta costruttiva sin dal principio e possedere una sufficiente competenza nell’architettura bioclimatica, poiché un progettista inadatto può fare lievitare inconsapevolmente il costo della costruzione.
Individuate le ditte, si può risparmiare parecchio limitandoci alla dotazione standard.
Il livello base è qualitativamente elevato e consente prestazioni energetiche di rilievo, senza particolari compromessi, mentre scelte costruttive e finiture fuori capitolato possono incidere parecchio sul prezzo finale dell’edificio.
Un notevole risparmio può essere raggiunto sviluppando l’edificio su due piani fuori terra, in luogo del monopiano, limitando l’incidenza della copertura al 50% della superficie complessiva.
Il primo piano (solitamente adibito a zona notte) può essere ricavato nella mansarda, portando a 1,80–2,00 metri l’altezza della banchina di appoggio (il punto più basso del sottotetto, posto all’incrocio tra le falde del tetto e la parete esterna).
La minore quantità di materiale impiegato abbasserà il prezzo della costruzione, senza penalizzare l’abitabilità indoor.
I posti auto possono essere ricavati all’esterno, sotto un semplice porticato, evitando la realizzazione di un piano scantinato e limitando ad una semplice platea di fondazione le opere interrate.
Se il budget non consente una costruzione chiavi in mano, alcuni locali possono essere mantenuti al grezzo e completati successivamente.
L’acquisto di un edificio al grezzo avanzato permette il completamento delle opere da parte di ditte esterne.  
Meglio ancora un livello impianti, che limita i lavori in proprio alle finiture, consentendo un buon risparmio, senza troppi rischi.
Scegliendo un contratto chiavi in mano, meglio optare per un capitolato intelligente, con delle finiture semplici e sobrie, privilegiando la qualità dei materiali alla marca.
Vanno possibilmente evitate le porte scorrevoli, costose e mai indispensabili.
All’interno comportano l’ispessimento delle pareti per l’alloggiamento dei relativi scrigni, mentre gli infissi esterni, di notevole dimensione, possono essere efficacemente rimpiazzati da grandi vetrate fisse ed ad anta semplice.
L’impiantistica, infine, dovrebbe essere dimensionata correttamente.
Una casa in legno a basso consumo, utilizza poca energia per il riscaldamento e non richiede impianti di climatizzazione estiva.
Nella maggior parte dei casi,
un impianto semplice ed efficiente, adeguato alle richieste di calore degli edifici in legno isolati, può limitarsi all’installazione di una caldaia a condensazione con radiatori muniti di valvola termostatica ed un paio di pannelli solari termici.

CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE - FINANZIAMENTO

La vera grande perplessità è il mutuo. 
Abbiamo fatto fatica nell'individuare due banche (su 12 consultate) che ci concedessero lo Stato Avanzamento Lavori per un casa tradizionale.
Immagino l'odissea che ci aspetta per la casa prefabbricata, addirittura in legno.

La richiesta di finanziamento di una casa prefabbricata effettivamente è una fase delicata, in quanto non tutti gli istituti di credito conoscono le case in legno, anzi.
Salvo felici eccezioni, le banche appaiono poco elastiche relativamente alla diversa gestione del cantiere. 
Se il valore di una casa in legno è un concetto relativamente superabile, è proprio l’erogazione del denaro il problema principale che si pone.
Le aziende di case prefabbricate richiedono (quasi sempre) una fidejussione o garanzie fiduciarie a copertura della costruzione. 
La maggior parte dell’importo va poi erogato alla costruzione della struttura grezza, sino al 90-95% della cifra totale.
Nella prassi tradizionale lo stato di avanzamento lavori (S.A.L.) scandisce le vari fasi costruttive a scadenze regolari.
I periti delle banche sono piuttosto rigidi, faticano a comprendere queste differenze e trasmettono alle filiali i loro dubbi. 
Solitamente si tratta di problemi superabili, salvo nei casi in cui l’acquirente non offra tutte le garanzie richieste dalla banca. 
In questo caso si sommano incertezze a perplessità. 
Mi sembra di comprendere che il lettore si trovi in una situazione economica giudicata non rassicurante da parte delle banche sinora interpellate. 
Il fatto di voler costruire una casa prefabbricata non costituisce di per se un problema, a fronte di garanzie certe, ma può fornire un ottimo pretesto nelle situazioni meno solide. 
Vorrei pertanto rassicurare chi fosse interessato all’acquisto di una casa in legno, poiché i casi di rigetto del mutuo sono davvero sporadici.

(TANTE) DOMANDE SULLE CASE IN LEGNO

Sono interessato all’offerta di un terreno edificabile per una villa di 360 metri cubi (secondo il venditore si può costruire una casa di 120 Mq + i balconi, oltre al piano seminterrato).
Vorrei fare un’offerta e stipulare un preliminare di acquisto, ma sono abbastanza diffidente.
Non ho la certezza che il terreno sia effettivamente edificabile ed abbia tutti i permessi; vorrei cautelarmi e legare l’offerta all’effettiva esistenza di tutte le condizioni per costruire.
Chiaramente la sussistenza dei requisiti di edificabilità è fondamentale.
E’ il notaio che si occuperà di stipulare il rogito che farà tutte le ricerche necessarie e, tuttavia, le consiglio di prendere appuntamento con un tecnico comunale dell’ufficio edilizia privata per reperire tutte le informazioni del caso.
L’ideale sarebbe rivolgersi ad un tecnico di fiducia a cui affidare il compito di reperire le informazione e di verificare la sussistenza di vincoli alla progettazione, servitù e limiti del lotto.

Ottenuto questo, il nostro interesse è per una casa prefabbricata a basso consumo energetico;  ha consigli da darci?
La domanda è generica, ma una risposta potrebbe essere questa.
Il blog mette a disposizione oltre 300 articoli e costituisce una fonte di informazione importante.  
Le tematiche vanno dalla scelta del costruttore alla progettazione, passando per i vantaggi delle case in legno, sino agli argomenti più tecnici.
Come progettista, cerco di essere un attento consigliere dei miei committenti, in tutte le varie fasi del percorso.

Come ottenere un preventivo serio?
Serve un progetto (e non una semplice bozza).
Un semplice schizzo non basta per una valutazione approfondita.
Per ricevere un preventivo attendibile è necessario specificare ogni aspetto della costruzione (strutture, impianti, finiture).

Quali sono le aziende migliori?
Il mercato delle case in legno è estremamente ricco di proposte.
Le aziende storiche (tedesche ed austriache, ma non solo) sono sinonimo di esperienza e competenza, ma anche in Italia ci sono molte ditte serie che realizzano case prefabbricate o in opera a basso consumo, a prezzi interessanti.
Scarterei senza indugio i costruttori troppo economici con listini fuori mercato, quasi sempre non compatibili con il concetto di edificio isolato, ecologico e durevole.

Qual’é la tassazione vigente?
Vale, come per le costruzioni tradizionali, l’aliquota di legge di diritto.
Se l’edificio è prima casa, viene tassato al 4%.

Vorremmo costruire anche il seminterrato e non ho capito se ci sono aziende di case prefabbricate che si occupano anche di questo.
Gli interrati prefabbricati rappresentano un’eccellente soluzione, peraltro complementare alla costruzione prefabbricata, garantendo ambienti isolati termicamente ed asciutti, una costruzione veloce e precisa.
Dovrà comunque appoggiarsi ad un’impresa edile tradizionale per effettuare gli scavi ed eseguire fondazioni ed allacciamenti alle reti pubbliche.
Le aziende presenti in Italia non sono molte, ma facilmente reperibili con i motori di ricerca.

CASE PREFABBRICATE - MONTAGGIO ESCLUSO

IL MONTAGGIO DI UNA CASA PREFABBRICATA E’, IN APPARENZA, UN’OPERAZIONE AGEVOLE.  E’ DUNQUE POSSIBILE AFFIDARE IL LAVORO AD UNA DITTA ESTERNA E NON DIRETTAMENTE AL COSTRUTTORE?

Gentile Arch. Crivellaro, ho trovato il Suo contatto navigando sul web alla ricerca di informazioni in merito ad una eventuale costruzione di una casa prefabbricata a basso consumo energetico.
Avendo un terreno a disposizione di ca 1200 mq in zona agricola, sogniamo di cominciare a pensare alla progettazione di casa.
Dopo una serie di informazioni generali, siamo giunti alla possibilità di focalizzare l'attenzione su una casa in legno munita dei vari sistemi favorevoli al risparmio energetico.
In puglia, dove  intendiamo costruire la nostra dimora, la cultura delle case in legno e dei prefabbricati è ancora poco diffusa, se non completamente assente. Dominano le case in muratura, che spuntano come funghi nelle loro varie misure e colori.
Non mancano però pannelli fotovoltaici e pale eoliche.
Molto probabilmente (e anche francamente) ciò che mi spinge verso una casa in legno è probabilmente l'illusione di poter spendere meno.
La mia intenzione è quella di costruire una casa di all'incirca 130 mq su un solo piano; il resto sarà giardino, uliveto e orto.
Ho provato a cercare su internet e mi viene fuori una lista infinita di produttori dell'Est di case prefabbricate, che vantano di disponibilità illimitata di legno (beati loro).
Ho trovato una azienda lettone che ha dei prezzi veramente competitivi, con montaggio escluso e non so cos'altro.
In questo caso, dove trovare chi, di fiducia, potrà gestirmi il montaggio?
Come riuscire a classificare un legno di buona qualità?
Che mi dice di eventuali larve e insetti che potrebbero annidarsi nel legno?
Non posso esprimermi in alcun modo relativamente al livello qualitativo di questa azienda di case in legno, ma si possono comunque fare alcune considerazioni.
La lettrice afferma di essere spinta verso le case prefabbricate per il basso prezzo.
E’ dunque evidente che altri aspetti (risparmio energetico, costruzione prefabbricata e naturale) non siano le motivazioni principali.
In questo caso le aziende “storiche” tedesche non rappresentano chiaramente la soluzione ideale, mentre alcune ditte dell’est Europa possono offrire una costruzione economica con un accettabile standard qualitativo.
E’ consigliabile verificare che posseggano marchi di certificazione europei e controlli di qualità CE, che attestano uno standard costruttivo compatibile con le normative in vigore nel nostro paese.
La stessa provenienza del legname appare un'incognita. 
L’assemblaggio, in questo caso, potrebbe essere il male minore.
Molte aziende italiane di case in legno sono semplici installatori di strutture realizzate, guarda caso, proprio nei paesi dell’est, come Romania, ex-Jugoslavia, Estonia, Lettonia.
Il reperimento di una ditta sul territorio e disposta a montare una struttura in legno non dovrebbe perciò essere difficile.  In alternativa può bastare una squadra di montatori di solai e tetti in legno. 
Solitamente le indicazioni esecutive del costruttore sono esaustive (gli installatori sono pur sempre dei professionisti).
Evitando chiaramente le soluzioni simil-IKEA (si tratta comunque di un edificio), il montaggio da parte di terzi appare dunque possibile, mentre andrà verificata la rispondenza alla normativa della statica dell’edificio.
Chi progetta la struttura dovrebbe conoscere dettagliatamente i requisiti strutturali (come l’antisismica) cui deve rispondere un edificio costruito in Italia.
Mi sorge qualche ragionevole dubbio che l’ufficio tecnico di un’azienda di case prefabbricate lettone possegga le capacità necessarie per svolgere tale incarico.
Costruire una casa è un’operazione complessa, irta di difficoltà, che deve essere compiuta all’interno di vincoli normativi e regolamentazioni (si pensi alla sicurezza nei cantieri od ai requisiti energetici).
Invito, come sempre, a non sottovalutare l’idoneità del costruttore, allettati dal basso prezzo, trascurando le necessarie garanzie tecniche.

CONDONARE LE CASE IN LEGNO

Sto cercando di costruire una casa di legno sul mio terreno. Premetto subito che il terreno non è edificabile e presenta vincoli ambientali per cui sarà forse impossibile legittimare la mia futura abitazione che vi sorgerà, ma io voglio tentare comunque sfruttando la strada dell'annesso per attrezzi agricoli, per cui il quale il comune mi rilascia un permesso di 20 mq.

Le domande sono:

Il basamento in calcestruzzo (o in altro materiale) lo realizza la stessa ditta che mi monterà la casa di legno di circa 50 mq?
Solitamente no. 
Alcuni costruttori includono la platea, che verrà eseguita da un’impresa collegata, ma non vi sono particolari vantaggi (anzi, i costi aumentano).
Le strutture di fondazione vanno comunque realizzate attenendosi alle indicazioni esecutive fornite dalla ditta di case in legno che fornirà i carichi statici e il disegno relativo alla forometria.

Il terreno è in leggera pendenza, dovrò affidarmi per il basamento ad una ditta specializzata? Quest'ultimo essendo posto in pendenza quanto dovrà essere alto?
Qualsiasi impresa edile può realizzare il lavoro a regola d’arte.
Per le indicazioni esecutive è sempre necessario affidarsi ad un tecnico. 
Le fondazioni andranno calcolate da un ingegnere che dimensionerà le strutture in base alla zona sismica, alle caratteristiche di portata del terreno ed ai carichi statici.


Quanto mi potrebbe costare?
Lei ha qualche buon contatto a Roma da indicarmi secondo i quesiti che le pongo?
Il prezzo di una casa in legno può essere richiesto direttamente a qualche costruttore, i cui nominativi sono facilmente reperibili tramite il web, ma non tutte le ditte presenti sul mercato costruiscono al centro-sud Italia.

La legge sul condono edilizio vigente quest'anno mi permetterebbe di risolvere la questione della concessione?  Entro quali termini e condizioni?
La questione è delicata. 
Personalmente non mi occupo di condoni edilizi e ritengo importante la salvaguardia del territorio, soprattutto nelle zone vincolate. 
Anche in questo caso mi affiderei ad un professionista locale.

Avrei problemi con le varie certificazioni degli impianti costruendo una casa dove dovrebbe sorgere un deposito attrezzi?
Un minimo di impiantistica dovrebbe essere concesso.
Nel caso specifico, mi sembra poco probabile che si possa installare “alla luce del sole” un impianto compatibile con un utilizzo abitativo, certificabile secondo le vigenti normative.
Sul suo blog ho visto un link che rimanda al sito della ditta ********, che vorrei contattare per i lavori e l'acquisto della mia casa in legno. Lei conosce questa ditta? Me la consiglia oppure c'è un’azienda che mi consiglia, magari più vicino a me?
Posso affermare con certezza che la maggior parte dei costruttori di case in legno non sarà disposta a costruire questo edificio.
Le dimensioni, troppo piccole, rendono poco conveniente l’intervento, a causa dei costi fissi che gravano sulle costruzioni in legno, soprattutto per le aziende di dimensione medio-grande.
Inoltre, se il comune concede 20 mq per la realizzazione di un annesso agricolo, una costruzione di dimensioni più che raddoppiate non potrà essere regolarmente autorizzata. 
Le ditte di case prefabbricate non sono (quasi) mai disposte ad operare al di fuori delle regole e richiedono all’acquirente una copia della concessione edilizia. 
Il costruttore che realizza una struttura abusiva o non regolamentare si rende responsabile di fronte alla legge, esponendosi a severe sanzioni ed il rischio che si assume appare del tutto ingiustificato rispetto ai minimi margini di guadagno.

CASE IN LEGNO DI SECONDA MANO

L’ACQUISTO DI UNA CASA IN LEGNO ESISTENTE PUO’ SPAVENTARE, POICHE’ NON ESISTE ANCORA UN VERO E PROPRIO MERCATO IMMOBILIARE DI RIFERIMENTO DELLE COSTRUZIONI PREFABBRICATE.

Una cosa che non ho trovato riguarda il mercato delle case usate, forse perché è un ambito talmente giovane che è difficile al momento trovare annunci di case in vendita.
Però, nelle mie parti, in montagna vicino a Sestriere (TO), c’è in vendita una casa prefabbricata di seconda mano, in legno, costruita più di 30 anni fa.
Vorrei sapere se questa casa, che probabilmente è di generazioni costruttive precedenti rispetto a quelle attuali, è ancora "solida" e soprattutto quanto può essere ancora la sua vita utile.
In altre parole, mi interesserebbe sapere se tutti i discorsi di risparmio energetico, durata, resistenza, che leggo tra le sue pagine del blog, siano validi anche per una casa prefabbricata di 30 anni fa!
Non vorrei che, tra 20 anni o più, quando si dovesse cercare di rivenderla, il suo valore si azzeri.
Vorrei anche sapere quali sono le cose da controllare per verificarne l'integrità.


Ribadisco alcuni punti fermi.
Le case in legno (prefabbricate o non), qualora possiedano determinate caratteristiche, sono edifici a tutti gli effetti e vanno giudicate secondo i medesimi parametri delle costruzioni tradizionali.
Escludendo gli edifici in legno mobili o smontabili, l’attenzione va indirizzata alle costruzioni a basso consumo energetico con struttura massiccia o intelaiata, finite a cappotto intonacato. 
L’aspettativa di vita di questi fabbricati è la medesima delle costruzioni in muratura ed è ipotizzabile un analogo prezzo di mercato, a parità di età, metratura e requisiti.
Detto questo, mi limito ad aggiungere l’importanza di una valutazione tecnica da parte di un consulente esperto (architetto, geometra o ingegnere) in grado di verificare lo stato di conservazione della costruzione.
Una casa in legno deve sempre risultare solida staticamente. 
La presenza di crepe sull’intonaco o tracce di umidità (soprattutto nella zona di attacco al suolo) può pregiudicare l’efficacia degli isolamenti.

L’integrità dell’involucro va sempre anteposta al buono stato delle finiture.
Se l’edificio ha più di 20-25 anni, potrebbe richiedere qualche intervento di manutenzione, da sommare ai costi di acquisto del fabbricato.
Tali opere andranno eseguite avvalendosi dell’assistenza di una ditta di carpenteria, poiché le imprese edili tradizionali non sono in grado di intervenire direttamente sulle costruzioni in legno, ma devono, a loro volta, subappaltare il lavoro.

RISCALDAMENTO ELETTRICO PER LE CASE PREFABBRICATE

IL RISCALDAMENTO DELLE CASE PREFABBRICATE PUO’ ESSERE ASSICURATO CON MOLTEPLICI SOLUZIONI IMPIANTISTICHE ED UTILIZZANDO DIVERSE FORME DI ENERGIA.
DA QUALCHE ANNO SI E’ AFFACCIATA SUL MERCATO UN INTERESSANTE ALTERNATIVA AI DIFFUSI PAVIMENTI RADIANTI AD ACQUA.

Il riscaldamento elettrico a pavimento si basa sul medesimo principio dei pavimenti radianti ad acqua. Al posto della (ormai) tradizionale serpentina, si utilizzando dei nastri e membrane (o fibre in carbonio) attraverso i quali viene fatta circolare corrente elettrica.
Le condizioni termiche sono molto simili ai sistemi ad acqua, con una distribuzione uniforme del calore ed una superficie radiante a bassa temperatura (28° circa).
In teoria la minore inerzia termica di questi impianti li rende più efficienti nel raggiungere la temperatura di regime (anche se molto dipende dalla composizione del “pacchetto” del solaio).
Lo spessore contenuto consente tralaltro l’installazione su pavimenti esistenti senza la rimozione delle piastrelle o del legno.
I vantaggi sarebbero parecchi e non solo nel caso delle case prefabbricate, poiché il costo dell’impianto è piuttosto conveniente rispetto alle soluzioni più utilizzate (pompa di calore, riscaldamento a pavimento ad acqua abbinato alla tradizionale caldaia). pavimento radiante, riscaldamento elettrico, case prefabbricateAbbinato al fotovoltaico potrebbe essere un’interessante soluzione, del tutto indipendente dalle reti energetiche pubbliche.
Si può installare anche in aree esterne (portici e verande) e non richiede canne fumarie (requisito necessario per rientrare in classe CasaClima A).
Come tutti gli impianti ad irraggiamento, non scalda l’aria e permette condizioni climatiche costanti ed uniformi, migliorando il comfort rispetto ai sistemi a convenzione.
Anche i costi di manutenzione sarebbero contenuti rispetto ad altri sistemi più diffusi.
Premesso che la spesa di un impianto elettrico a pavimento sembrerebbe in effetti molto più bassa, è da capire se i costi di gestione nel tempo risultino favorevoli.
Ribadisco che, abbinato al fotovoltaico (opportunamente dimensionato), il pavimento radiante elettrico utilizza solamente energia rinnovabile ed è quindi da considerare una soluzione energetica pulita, coerente con la scelta ecologica di costruire con le case prefabbricate in legno.
Le membrane termoelettriche funzionano a bassa temperatura e non sono pertanto confrontabili con i consumi elettrici richiesti dalle stufe elettriche. Secondo i costruttori il minimo voltaggio (da 8 a 28 volts) comporta consumi contenuti ed alti rendimenti, del tutto simili a quelli basati sull’impiego del gas metano.
La sensazione di chi scrive è che le cifre che si trovano sui siti dei produttori-installatori siano abbastanza ottimistiche e che questi sistemi (che si basano comunque sull’utilizzo diretto di elettricità) abbiano un grado di efficienza piuttosto “normale”. Per capire, la pompa di calore riesce realmente, utilizzando 1 kWh di energia elettrica, ad ottenere 3 kWh di energia termica, mentre in questo caso appare più plausibile che il nostro kWh elettrico fornisca meno energia termica (a causa delle inevitabili dispersioni dovute alla trasformazione) e comunque non più di un kWh termico teorico.
Teniamo presente che l’impianto di riscaldamento, d’inverno, deve andare sempre…..24 ore al giorno!
Ribadisco anche che, abbinato al fotovoltaico, a fronte dei costi di acquisto, installazione e manutenzione realmente contenuti, si tratta di una soluzione impiantistica che può essere valutata, soprattutto a fronte di un accertato surplus di produzione elettrica dai pannelli solari.
Nel caso specifico delle case prefabbricate, trattandosi di edifici ben coibentati, la necessità energetica è comunque bassa e bisognerebbe fare un confronto tra i vari sistemi di riscaldamento, tenendo conto della specifica zona climatica in cui la casa in legno viene montata.
Mentre ne escluderei l’utilizzo per edifici poco isolati (nei quali bisognerebbe istallare impianti ad alto rendimento come le pompe di calore), sarei propenso a valutare positivamente i pavimenti elettrici per le case in legno a basso consumo.