CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE – ITALIA

Perché in Italia si costruisce pochissimo in legno?
È un fatto culturale, economico o anche dovuto a ostacoli burocratici?

La normativa non penalizza le case in legno, anzi.
Le maggiori resistenze sono certamente culturali e coinvolgono anche i soggetti dominanti del settore delle costruzioni, come i tecnici e le imprese.
Il settore delle case in legno resta una nicchia dell’edilizia, ma i numeri sono in crescita, evidenziando una progressiva diffusione, grazie alle numerose fiere del settore ed alla apertura di canali informativi, come riviste e siti internet.

L’ltalia è un paese adatto per gli edifici con struttura in legno?

Assolutamente si.
Le caratteristiche climatiche del nostro paese si differenziano da quelle tipiche dei paesi d’origine e richiedono un adattamento degli edifici in legno a condizioni climatiche che impongono di migliorare soprattutto il comfort estivo. 
Le soluzioni reperibili sul mercato sono molteplici e vanno dai tetti ventilati agli isolanti ad alta densità come la fibra di legno, sino alle pareti massicce come l’x-lam.

CASE IN LEGNO IN ZONE UMIDE

IL RISCHIO UMIDITA’ E’ REALMENTE UN PROBLEMA O SI PUO’ CONFINARE QUESTO TEMA TRA I LUOGHI COMUNI E PREGIUDIZI VERSO LE CASE IN LEGNO?

Vivo nella terraferma veneziana e sto accarezzando l’idea di una casa in legno.
Il dubbio più consistente riguarda la sostanziale differenza fra il clima della mia zona (sempre molto umido l’inverno) e quello invece molto più secco della Germania e del Trentino da cui provengono molte aziende di case prefabbicate, da cui immagino derivino molte scelte costruttive.
Ho sentito ad esempio che una casa vicino a dove vivo, di recente costruzione, ha subito pesanti modifiche alla struttura a “muri ventilati”, proprio per un problema di umidità.
Immagino infatti che nelle nostre condizioni il gradiente di umidità faccia si che il vapore d’acqua tenda ad entrare dall’esterno all’interno dell’edificio, mentre nei climi asciutti probabilmente succede il contrario.

La propagazione del calore avviene sfruttando tre diverse modalità: convezione, conduzione ed irraggiamento.
I fenomeni di dispersione e surriscaldamento negli edifici non isolati avvengono velocemente, soprattutto in presenza dei “picchi” di caldo e freddo e dipendono da molteplici fattori (spessori ridotti, materiali ad alta conducibilità, ponti termici).
Al contrario, negli edifici termicamente isolati, come le case in legno, l’involucro non presenta punti deboli ed è coibentato uniformemente, limitando al minimo lo scambio di calore con l’esterno.
E’ evidente che le “vie di fuga” privilegiate saranno costituite dagli elementi di facciata meno isolati come i vetri ed i serramenti (da qui l’importanza di posizionare correttamente le aperture e di scegliere infissi adeguati).
Anche nel caso dell’umidità, il vapore acqueo tende a ricercare condizioni di equilibrio.
Il problema, solitamente, riguarda le alte percentuali di umidità prodotte durante la cottura dei cibi o per l’utilizzo sanitario, che possono saturare gli ambienti ed attraversare le pareti esterne, bagnando gli isolamenti interni.
La presenza di una barriera o di un freno al vapore impedisce che il vapore acqueo, a contatto dell’isolante, condensi. 
Va evidenziato che il fenomeno della condensa si verifica solitamente quando l’aria raggiunge il cosiddetto “punto di rugiada”, a contatto con superfici fredde (come i vetri, ad esempio).
Le macchie di muffa attorno alle finestre di molti edifici non isolati sono causati proprio dalla trasformazione in acqua del vapore  rispetto alle superfici molto più fredde che si trovano in queste zone.
Un altro banale esempio è l’appannamento dei vetri di un automobile in inverno con alcune persone a bordo, che emettono vapore acqueo con la respirazione.
L’umidità atmosferica può raggiungere livelli molto elevati in alcune zone del territorio, con nebbie persistenti per giorni interi. 
Si tratta di condizioni ambientali certamente sfavorevoli ed estreme, soprattutto per il benessere psicofisico delle persone.
Le case in legno non risentono negativamente dell’umidità ambientale, in quanto la temperatura esterna è molto più bassa rispetto a quella degli ambienti indoor.
Una parte di vapore acqueo può attraversare la parete verso l’interno, soprattutto in presenza di materiali traspiranti (un cappotto in EPS funge chiaramente da barriera), ma, con l’aumento della temperatura, tenderà ad innalzarsi il punto di rugiada (la temperatura alla quale l’aria si satura di umidità, passando l’eccesso di vapore dallo stato gassoso allo stato liquido).
Questo vale sia per gli elementi strutturali, che per gli isolamenti, scongiurando qualsiasi deterioramento all’edificio.

AGEVOLAZIONI FISCALI PER LE CASE IN LEGNO

LE CASE IN LEGNO CONSENTONO ELEVATI RENDIMENTI ENERGETICI, CON UN ABBATTIMENTO DELLE EMISSIONI INQUINANTI IN ATMOSFERA.

Abbiamo acquistato in Bergamo un terreno di 500m2, con casa da ristrutturare pesantemente o da demolire.
Grazie anche al suo blog, mia moglie si é convinta che, se dovessimo demolire l’edificio, la soluzione sarà "in legno".
Dobbiamo fare molte valutazioni, ma un aspetto da tenere in conto é che se demoliamo e ricostruiamo ci sono forti penalizzazioni fiscali (mancati contributi sulla ristrutturazione ed oneri di urbanizzazione) rispetto alla ristrutturazione.
Proprio per questo motivo, spesso con il "tradizionale" viene mantenuta la struttura esterna rifacendo tutto l'interno.
E' tecnicamente possibile in qualche modo fare qualcosa di simile utilizzando le case in legno?
Temo di no, ma vista la cifra in gioco vale la pena chiedere.
In alternativa, é a conoscenza di qualche agevolazione fiscale legata all'uso del legno (ovviamente con criteri energetici avanzati), che compensino anche parzialmente il mancato rimborso ottenibile con la ristrutturazione tradizionale?

Nel caso della nuova costruzione, il fisco italiano non prevede particolari agevolazioni o contributi.
Vanno rispettate le normative in vigore in materia di isolamento energetico degli edifici, che variano da regione a regione, pur sussistendo una normativa di riferimento nazionale (Decreto Lgs.vo n.311/06).
Molte amministrazioni comunali riconoscono lo sforzo economico di chi costruisce un edificio energeticamente efficiente, concedendo bonus volumetrici o sconti sugli oneri di urbanizzazione e sul costo di costruzione.
Escludendo qualche raro e limitato contributo regionale, non mi risultano ulteriori incentivi per le case in legno a basso consumo.
Sono stati recentemente prorogati gli incentivi per la ristrutturazione edilizia (36%) e per la riqualificazione energetica (55%), sino a fine 2012.
E’ possibile demolire un edificio, ricostruendolo in legno ed usufruendo degli incentivi fiscali suddetti?
 

L’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti esaustivi in materia che possiamo riassumere in tre possibili categorie di intervento:
Demolizione e ricostruzione con stessa volumetria e sagoma della preesistenza:
In questo primo caso l'intervento è riconducibile a tutti gli effetti alla tipologia di "ristrutturazione edilizia" e dunque usufruisce delle detrazioni, in quanto si parla di sostituzione edilizia di tutte le porzioni del fabbricato (murature, tetto, serramenti…).
Demolizione e ricostruzione con ampliamento:
Si configura come intervento di nuova costruzione cui non spetta l'agevolazione fiscale (è il tipico caso del “Piano Casa”, in cui un edificio viene abbattuto e ricostruito con una maggiore volumetria).
Ampliamento di un edificio esistente:
In questo caso gode dei benefici fiscali solo la parte preesistente, in quanto l'ampliamento è considerato "nuova costruzione".

COSA CHIEDERE ALLE DITTE DI CASE IN LEGNO

LE FIERE, IN PARTICOLARE QUELLE SPECIALIZZATE NEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI IN LEGNO O DELLA BIOEDILIZIA, POSSONO ESSERE UN’INTERESSANTE LUOGO DI REPERIMENTO DELLE PRIME INFORMAZIONI, MA E’ IMPORTANTE AVERE LE IDEE CHIARE.

Possiedo un seminterrato predisposto per la costruzione di una casa bifamiliare su tre piani.
Quali sono le tre - quattro domande fondamentali da fare alle varie aziende di case in legno, per capire come lavorano, magari in occasione di una fiera?
Mi rendo conto che la mia è una richiesta un po' vaga, dato che sarebbero mille le domande da porre, anche se molte risposte le ho avute dal suo blog.
Il mio secondo dubbio è questo: girando per i vari siti di case prefabbricate, le proposte standard per abitazioni bifamiliari sono relative ad edifici su due piani fuori terra (giorno al pianterreno e notte al primo piano).  Io preferisco un piano unico ed il progetto del nostro tecnico prevede una casa a due piani, uno per ogni famiglia, più mansarda con locali tecnici.
Vorrei sapere se la casa prefabbricata si può realizzare così o se sarebbe meglio seguire le proposte delle aziende.
Il primo incontro deve avere uno scopo puramente informativo.
Ogni azienda presenta punti di forza e limiti, legati alla filosofia aziendale.
Possiamo portare con noi il progetto, per sottoporlo ad un primo giudizio di fattibilità.
La richiesta di un preventivo dovrebbe essere preceduta da una ricerca delle prime informazioni, evitando di consegnare la piantina in tutti gli stand.
Come ripetuto spesso, vanno evitati i preventivi “a pioggia”, il cui unico effetto sarà di confondere ulteriormente le idee al cliente, comportando un inutile carico di lavoro per gli agenti e gli uffici delle varie ditte di case in legno.
Il mio consiglio è di limitare l’indagine a pochi punti salienti:

IL SISTEMA COSTRUTTIVO
Le pareti possono essere intelaiate e/o massicce. 
Richiediamone la composizione, i materiali utilizzati, i valori termici, le eventuali variazioni rispetto allo standard di base (con i relativi sovrapprezzi).
Il tetto ed i serramenti esterni sono elementi dell’edificio di notevole importanza.
Facciamoci consegnare qualche scheda tecnica che ne illustri le caratteristiche.
Il tetto dovrebbe essere ventilato ed isolato con fibra di legno, mentre gli infissi dovrebbero essere offerti in vari materiali, con la possibilità di migliorarne l’isolamento termico (montando tripli vetri) e la classe di sicurezza.

L’AZIENDA
La ditta realizza direttamente le case o si appoggia a costruttori esterni?
E’ una ditta italiana o straniera?
Da quanto tempo opera nel settore delle case in legno a basso consumo?
Quante case vengono realizzate in Italia all’anno?
E’ possibile visionare qualche realizzazione o cantiere?
C’è un agente di zona a cui rivolgersi?
E’ importante comprendere “chi è” il nostro interlocutore e come opera, poiché dovrà essere in grado di seguirci in tutte le fasi successive.

IL PROGETTO
Tutte le aziende di case in legno realizzano i progetti personalizzati, ma solo alcune propongono edifici standard a catalogo (con questo dovrei aver risposto alla domanda del lettore).
Per quanto possa risultare poco significativo, richiediamo la fascia di prezzo in cui si posiziona l’azienda nei livelli di finitura “grezzo avanzato” e “chiavi in mano”.
Quanti anni di garanzia vengono offerti?
E’ possibile realizzare un abitazione prefabbricata “chiavi in mano”?
Che tipo di impianti vengono installati?
Che finiture vengono proposte e dove viene effettuata la campionatura?

VANTAGGI E SVANTAGGI DELLE CASE IN LEGNO

Buongiorno Architetto, grazie alla lettura del suo blog, mi sto facendo una piccola cultura sulle case in legno prefabbricate.Purtroppo chi mi circonda la pensa diversamente, con argomenti non sempre contestabili da chi, come me, non è un tecnico.
Mi potrebbe sintetizzare in poche righe quali sono i vantaggi e gli svantaggi delle case in legno?

Il legno è un materiale leggero e di facile lavorazione che abbina una notevole solidità strutturale ad eccellenti proprietà isolanti termo-acustiche.
In Italia, pur essendo tradizionalmente impiegato in edilizia, viene utilizzato per la realizzazione di tetti e solai o per le finiture (pavimenti, infissi, porte).
Al contrario, nei paesi del nord Europa e nelle zone alpine, l’ampia disponibilità di questo materiale ha portato a sviluppare sistemi costruttivi interamente basati sul legno, anche per le pareti degli edifici.
Le case in legno consumano pochissima energia per il riscaldamento invernale e non necessitano di condizionamento estivo, sono ecologici, confortevoli, durevoli (con minime manutenzioni) e vengono realizzati in breve tempo a costi certi per l’acquirente.
Il mercato degli edifici in legno è relativamente giovane e non tutti i costruttori sono affidabili.
Prezzi troppo bassi possono nascondere soluzioni tecniche approssimative, legno di scarsa qualità o poco stagionato, prestazioni termo-acustiche scadenti, assenza di certificazioni e garanzie sull’opera.
Le case in legno temono l’acqua, che potrebbe infiltrarsi per capillarità all’interno delle pareti.
L’attacco al suolo andrà realizzato con scrupolo, attenendosi alle indicazioni esecutive della ditta.
Molti luoghi comuni e pregiudizi colpiscono ingiustamente gli edifici in legno, come la presunta infiammabilità o la minor solidità rispetto agli edifici tradizionali. 
In realtà il legno brucia lentamente, consentendo lo spegnimento di un eventuale incendio, senza compromettere le proprietà strutturali.
Staticamente le strutture delle case in legno possono essere calcolate anche per costruire in altezza o in zona sismica.

FORMA E TIPOLOGIE DELLE CASE IN LEGNO

LE CASE IN LEGNO A RISPARMIO ENERGETICO SONO UNA DIRETTA EMANAZIONE DELLA CULTURA COSTRUTTIVA DEI PAESI DEL NORD DELL’EUROPA. LE PROPOSTE A CATALOGO DELLE NUMEROSE DITTE DEL SETTORE STANNO PROGRESSIVAMENTE COMINCIANDO AD SODDISFARE I GUSTI DEL CLIENTE ITALIANO, MA RIMANGONO PER LO PIÙ LEGATE ALLE TIPOLOGIE E ALL’IMMAGINE DELL’ARCHITETTURA D’OLTRALPE.


In realtà, le costruzioni in legno sono estremamente versatili e in grado di adattarsi perfettamente ai diversi climi del nostro paese, così come possono accontentare in pieno le prescrizioni dei regolamenti comunali e le necessità del singolo acquirente.
Non esiste praticamente alcun aspetto predeterminato, trattandosi di una semplice alternativa alle costruzioni in muratura e ai sistemi tradizionalmente utilizzati in edilizia, senza particolari barriere alla libera progettualità.
La costruzione in legno, e in particolar modo quella prefabbricata (certamente la più diffusa), si basa su un sistema produttivo altamente standardizzato, ma, eccettuati gli errori di progettazione (edifici mal concepiti staticamente), praticamente ogni edificio può essere costruito in legno.
Le case in legno sono semplicemente una tecnica costruttiva, che esige il rispetto delle proprie regole strutturali, ma che non impone modelli formali predeterminati e non possiede una propria e obbligata forma architettonica.
Chi si avvicina alle costruzioni in legno non deve commettere l’errore di forzare l’aspetto della propria abitazione adattandolo ai modelli stilistici nordeuropei, poco coerenti con il contesto architettonico delle nostre città.
Le ragioni per questa erronea convinzione risiedono nella storia e nelle origini delle case prefabbricate, che sono un prodotto della cultura costruttiva di paesi come la Svezia o la Germania, basata sul legno e sulle particolari condizioni climatiche di queste zone. In realtà, le costruzioni in legno possono possedere l’aspetto classico dell’architettura regionale italiana o proporre soluzioni architettoniche moderne e futuribili.
Negli Stati Uniti ad esempio la strada intrapresa dalle case in legno sta andando soprattutto in quest’ultima direzione, dimostrando pienamente le potenzialità architettoniche di queste strutture, anche se la loro filosofia costruttiva si discosta parecchio dal concetto di edificio durevole ed energeticamente efficiente.
In Italia vi è poi la necessità di inserire i nuovi edifici in contesti urbani fragili e altamente vincolati, che impone il rispetto delle tipologie locali e prescrive sovente l’utilizzo di materiali lapidei.
Le profonde differenze climatiche e morfologiche tipiche del nostro paese hanno prodotto una straordinaria ricchezza di alternative tecnico-costruttive, connessa a un concetto sempre diverso di abitazione.
Il tema della casa in Italia è fortemente legato ad aspetti storici e culturali, basato sull’utilizzo di materiali locali e di metodologie costruttive sviluppatesi sopratutto in risposta alle caratteristiche bioclimatiche locali (caldo, freddo, umidità, piovosità).
Il legno resta tuttavia un materiale tradizionalmente estraneo alla corporeità dei muri delle nostre abitazioni, evidenziando tutti i limiti dei sistemi costruttivi che utilizzano il legno “a vista” in facciata, difficilmente tollerate dalle amministrazioni.
Salvo i rari casi in cui siano gli stessi Comuni a precludere la realizzazione di edifici che impiegano sistemi costruttivi alternativi alla muratura, soprattutto in zone particolarmente vincolate o per interpretazione poco elastica dei regolamenti edilizi, il favorevole impatto architettonico degli edifici in legno nel contesto urbano non solleva contestazioni da parte degli uffici tecnici competenti e delle commissioni giudicanti.
Le potenzialità di impiego degli edifici in legno dimostrano una buona capacità di rispondere all’architettura urbana esistente con soluzioni tecniche versatili, in cui il legno delle strutture conviva con i materiali più tradizionali delle nostre città.
Le case in legno finite esternamente con un isolamento a cappotto intonacato sono virtualmente indistinguibili dagli edifici circostanti e possono essere ulteriormente personalizzate nell’aspetto, utilizzando elementi di rivestimento come le pietre ricostruite.

CASE IN LEGNO: INVOLUCRO VS IMPIANTI

FINO A POCHI ANNI FA ERA SUFFICIENTE UNA SEMPLICE CALDAIA, NEMMENO A CONDENSAZIONE.
DA QUALCHE TEMPO LE SOLUZIONI IMPIANTISTICHE SUL MERCATO SI SONO MOLTIPLICATE, ASSICURANDO ECCELLENTI RENDIMENTI ED INDIPENDENZA ECONOMICA.
COME PROGETTISTA NON RIESCO AD EMOZIONARMI E CONTINUO A PRIVILEGIARE L’ARCHITETTURA DELL’EDIFICIO E DEL SUO INVOLUCRO.

Buongiorno, vorrei costruire una villetta passiva in provincia di Genova.
Vista la scarsa disponibilità economica, avevo pensato ad una casa in legno della ********** nella versione coibentata.
Ad essa aggiungerei un impianto di ventilazione con scambiatore interrato.
Vorrei che fosse indipendente dalla rete luce e gas (sfruttando l'energia solare ed eolica) e che avesse un recupero dell'acqua piovana.
Sarebbe inoltre possibile rendere la villetta autonoma anche dalla rete fognaria?
In questo modo avrei agevolazioni sulla scelta del terreno (non necessitando degli allacciamenti), e forse incentivi statali per l'ecosostenibilità?
Altra domanda: cosa ne pensa dell'accumulo di energia in eccesso, sotto forma di idrogeno, nel sottotetto?


Ho dato una rapida occhiata al sito del produttore di case in legno in questione.
Si stratta di un sistema massiccio piuttosto economico, che consente valori termici non particolarmente entusiasmanti. 
Molto probabilmente il lettore ha indirizzato il suo interesse verso questa azienda, attratto dal listino particolarmente allettante, se confrontato con i prezzi dei principali costruttori di case prefabbricate.
Nonostante i dichiarati limiti di budget, si è ipotizzata un’impiantistica di un certo rilievo costituita da:
-      Ventilazione meccanica controllata a recupero di calore
-      Pannelli solari (fotovoltaici e/o termici)
-      Impianto eolico
-      Recupero delle acque piovane
-      Fossa biologica
-      Accumulo con produzione di idrogeno.
Non prevedendo una caldaia a gas, ipotizzo sia necessaria una pompa di calore con riscaldamento a pavimento come principale impianto per il riscaldamento.
E’ evidente che si tratta di un sistema integrato, dispendioso ed eccessivo rispetto alle esigenze di un piccolo nucleo familiare.
L’indipendenza energetica è l’obiettivo da perseguire, ottimizzando la spesa da sostenere, a partire dall’involucro edilizio.
Una corretta progettazione bioclimatica, affiancata da scelte costruttive equilibrate, consente di rientrare all’interno di parametri di spesa ragionevoli, demandando all’impiantistica il compito della termoregolazione di picco (invernale ed estiva), ovvero in presenza di temperature particolarmente basse o elevate.
Questi impianti dovrebbero essere progettati in base alle esigenze abitative ed all’effettivo fabbisogno energetico, evitando costosi ed inefficaci sovradimensionamenti, difficilmente ripagabili nel corso degli anni.
Se il budget di spesa è limitato, è preferibile investire nell’involucro edilizio, installando un’impiantistica di base (caldaia a condensazione a radiatori e solare termico).

CASE PREFABBRICATE, LA SCELTA FINALE

DOPO TANTO CERCARE, CI SI TROVERA’ QUASI SEMPRE A METTERE A CONFRONTO UN PAIO DI DITTE. EVITIAMO ASSOLUTAMENTE DI MANTENERE IN COMPETIZIONE UN NUMERO ECCESSIVO DI INTERLOCUTORI, SOPRATTUTTO NELL’ULTIMA FASE.

Ho deciso di realizzare la mia abitazione con le case prefabbricate per:
- riuscire a rispettare un budget preciso;
- ridurre al minimo gli imprevisti che non riuscirei a supportare;
- risparmio energetico e risparmio economico rispetto alle imprese edili locali;
- sono affascinato da queste case.
Ho contattato alcune aziende del settore, e scremando il tutto ho ridotto la scelta a due nominativi.
Parliamo di un’abitazione "chiavi in mano" standard, comprese le finiture, su un unico piano di 110 mq.
La prima ditta di case prefabbricate sostiene che per il luogo scelto (Appennino Reggiano a 650 mt di altitudine) una classe A è esagerata, che potrei avere problemi per il troppo isolamento e mi propone una classe B su mio progetto ad un prezzo più basso.
L’altra azienda propone solo case classe A, per cui il prezzo è logicamente più alto, per una casa a catalogo e senza importanti variazioni.
Ha qualche consiglio da darmi in merito, tipo i materiali che usano o quello che offrono?
Per esempio lo standard di una parete della prima ditta è di 26 cm contro i 34 cm della seconda (tutti dati reperibili dai rispettivi siti internet), ma per me è comunque "arabo".

case prefabbricate, rubner, wolfLe ditte di case prefabbricate scelte dal cliente sono entrambe valide ed evidentemente ben consce dei propri punti di forza e di debolezza.
Se un azienda di case in legno considera il livello chiavi in mano soprattutto un problema (con minimo guadagno), è evidente che cercherà di convincere il cliente a gestire le finiture della propria abitazione autonomamente.
Ogni produttore di case prefabbricate ha a listino soluzioni tecniche differenti, che non sempre includono tutte le possibili tipologie di parete. E’ pertanto inevitabile che l’X-Lam venga denigrato da chi offre il solo telaio o che il miglior isolamento cappotto coincida con quello montato dall’azienda stessa.
Le ragioni commerciali spesso prevalgono, magari nascoste da deboli spiegazioni tecniche.
Nello specifico, una classe A (comunque un maggiore isolamento termico) può essere giustificata a 650 mt di altezza, valutandone l’incidenza economica ed i conseguenti tempi di ammortamento per il maggior esborso.

In pratica, se l’abitazione più performante costasse 15.000 € in più, quanto tempo ci vorrà per rientrare nell’investimento, a fronte di bollette più basse?
Una classe B può essere sufficiente per limitare le spese per il riscaldamento.
In questo caso la prima ditta di case prefabbricate potrebbe costituire una scelta del tutto ragionevole.
Una parete da 26 cm può pertanto essere sufficiente, ma andranno fatte attente valutazioni rispetto alla composizione del pacchetto di materiali del muro, così come una parete da 34 cm potrebbe risultare persino sovradimensionata.
Una regola valida ed assoluta in ogni caso non esiste e perciò la necessaria assistenza del nostro tecnico progettista dovrebbe fornirci gli opportuni elementi di giudizio.
La decisione finale dovrebbe essere infatti basata su criteri obiettivi e non solamente sul minore prezzo o su generiche sensazioni (che belle case, che agente simpatico…).
La vicinanza di un tecnico preparato è comunque fondamentale e non deve limitarsi all’ottenimento dei permessi edilizi.
Non sono purtroppo rari i casi in cui i clienti effettuano la campionatura da soli, senza alcuna assistenza, “in balia” dell’impiegato della ditta di case prefabbricate, che non ha alcun interesse o responsabilità ad andare oltre al proprio ruolo di mero compilatore.

REALIZZARE UNA CASA IN LEGNO

Buona sera architetto , vivo assieme a mia moglie in una casa di proprietà in una zona tra La Spezia e le Cinque Terre e quindi abbastanza montuosa o piena di dislivelli.
Per una serie di coincidenze , all'apparenza negative ma per noi fortunate , avremo a disposizione dei soldi che abbiamo deciso di investire per migliorare la nostra attuale casa .
Il percorso che abbiamo pensato è questo:
 
Con i soldi acquistare un terreno nei dintorni, con la possibilità di edificazione;
Contattare aziende di case in legno con caratteristiche di risparmio energetico e salubrità dell'abitare;
Chiarire il punto di equilibrio tra i nostri desideri e le possibilità offerte;
Mettere in vendita la nostra casa per avere i soldi per la costruzione della prossima casa dei sogni , per poter fare il "cambio casa" nei brevi tempi di costruzione delle case in legno.
Secondo lei quali parametri dobbiamo tenere in prima fila nella ricerca del terreno?
A volte può capitare un occasione che però ha anche risvolti "negativi" o controindicazioni per una costruzione in legno.
Essendo del tutto ignoranti della materia come possiamo comportarci nel primo passo della ricerca?
Certo non possiamo, ogni volta che troviamo un terreno, contattare le varie aziende per farci dire quali caratteristiche deve avere il terreno stesso per accogliere la casa.

L’acquisto del terreno è senz’altro il primo passo da compiere, poiché ritengo che il progetto debba essere pensato per il luogo in cui sorgerà l’edificio.
Le caratteristiche del lotto non differiscono da quelle di un qualsiasi terreno edificabile.
La costruzione di una casa in legno segue un percorso molto simile a qualsiasi fabbricato tradizionale in laterocemento, almeno nelle prime fasi.
Contemporaneamente io comincerei a raccogliere informazioni, operando una prima selezione delle aziende. 
Il settore delle case in legno è ricco di proposte e ci vorrà tempo per individuare un costruttore adeguato alle nostre specifiche esigenze.
Alcune ditte di case prefabbricate offrono soluzioni a catalogo a prezzi interessanti, che possono fornire spunti ed idee cui attingere se ci rivolgeremo ad un progettista.
Acquistato il terreno, daremo incarico ad un tecnico per redigere il progetto ed ottenere i permessi edilizi.
Nel frattempo andrà messa in vendita la vecchia abitazione, ricordando che tra il rilascio della concessione e l’inizio dei lavori non dovrà passare oltre un anno di tempo, pena la decadenza delle autorizzazioni.
Nel frattempo, possiamo guadagnare tempo firmando il contratto con la ditta di case prefabbricate scelta e richiedendo di campionare l’abitazione.
Dalla campionatura all’avvio vero e proprio del cantiere possono passare anche due o tre mesi, per cui si dovrà programmare attentamente il piano dei lavori, in base alla tempistica stimata dal costruttore.

CASE PREFABBRICATE IN PILLOLE – VMC

LA VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA A RECUPERO DEL CALORE E’ UN IMPIANTO CHE SI INTEGRA PERFETTAMENTE NEGLI EDIFICI A TENUTA COME LE CASE IN LEGNO.
PUR DECANTANDONE LA GRANDE UTILITA’, SI DEVE COMPRENDERNE IL FUNZIONAMENTO PER NON RICHIEDERLE PRESTAZIONI NON COMPATIBILI CON LE FINALITA’ ENERGETICHE PER CUI E’ CONCEPITA.

Sarei molto propenso di costruire una casa in legno passiva o quasi (minimo classe energetica A di CasaClima) ed il mio Geometra mi ha suggerito di inserire soltanto la ventilazione meccanica controllata, che sarà in grado di sostituire i caloriferi ed il riscaldamento a pavimento, sfruttandola sia in estate che in inverno controllando anche il tasso di umidità oltre alla temperatura.
Sinceramente sono un po’ scettico e vorrei sentire pareri diversi da esperti nel mestiere.
Secondo lei è una cosa fattibile?
Basterà la sola VMC per beneficiare sia del caldo in inverno che del fresco in estate oppure bisognerebbe integrare l'impianto con delle pompe di calore?
Premetto che mi trovo a Cremona e non sono un maniaco nè del caldo in inverno nè del fresco in estate.

Ho scritto un articolo sull’argomento, al quale rimando la lettura.
Mi limito ad aggiungere che le caratteristiche di questo impianto non dovrebbero generare equivoci, in quanto si tratta di un semplice sistema per il ricambio dell’aria di un involucro edilizio, finalizzato al comfort e non un’alternativa alla caldaia o alla pompa di calore, nonostante l’elevata percentuale di recupero del calore. 
La possibilità di trattare parzialmente l’aria immessa all’interno dei locali (raffrescandola o riscaldandola) non prevede una potenza energetica sufficiente a rendere autosufficiente la ventilazione meccanica rispetto al fabbisogno termico (in particolare in presenza dei “picchi” invernali), poiché si andrebbe a peggiorare drasticamente la qualità dell’aria, annullando i benefici intrinseci di questo impianto.

ISOLANTI ALTERNATIVI PER LE CASE IN LEGNO

PARLANDO DI MATERIALI ISOLANTI, I COSTRUTTORI DI CASE IN LEGNO UTILIZZANO SOPRATTUTTO LA FIBRA DI LEGNO E LA LANA MINERALE, MENTRE TROVANO LARGA APPLICAZIONE I CAPPOTTI ESTERNI IN EPS.

Ti scrivo dalla provincia di Arezzo dove dovrei costruirmi una casetta di 100 mq al PT con una mansarda di 50/60 mq.
Ho deciso di usare l'XLAM per la struttura, ma non so quale isolante utilizzare per il cappotto ed anche all'interno.
Molte ditte consigliano la fibra di legno che effettivamente ha delle ottime qualità, ma non so se è adatto per la mia zona.
Ieri una ditta mi ha proposto il KENAF.
Ti volevo anche chiedere se la lana di roccia o di vetro possono essere utilizzate all'interno, visto che sono meno naturali per i trattamenti che subiscono.
L'XLAM è sicuro o fra un po’ sapremo che le colle utilizzate sono cancerogene.

In genere le pareti esterne delle case in legno utilizzano due diversi strati isolanti.
Il primo, posizionato in facciata, è costituito da pannelli intonacati (il cosiddetto “cappotto”), mentre il secondo si trova tra i montanti strutturali (nelle pareti a telaio o “balloon frame”) o oltre il pannello massiccio (nelle pareti in x-lam).
Utilizzando un “sandwitch” di elementi (isolanti e strutturali) si generano delle discontinuità nel passaggio del calore dall’interno all’esterno (e viceversa).
La scelta di utilizzare materiali di diversa densità e caratteristiche, migliora il comportamento complessivo dell’edificio nei vari regimi climatici, in quanto la trasmissione termica avviene con differenti modalità tra l’inverno e l’estate.
Della fibra di legno e della lana di roccia (o minerale) si è trattato diffusamente, così come esiste un articolo specifico che parla di EPS (o polistirene espanso).
Esistono altri materiali isolanti che trovano impiego presso alcuni costruttori di case in legno, pur evidenziandone la scarsa diffusione.
La lana di vetro possiede eccellenti caratteristiche coibenti, paragonabili alle lane minerali, ma sta progressivamente scomparendo dalle case prefabbricate, in quanto viene considerato un materiale meno durevole e biologico.
Il sughero viene utilizzato da alcune ditte di case in legno per la realizzazione di cappotti.
Le sue notevoli proprietà meccaniche ed isolanti vengono parzialmente penalizzate dai costi (viene abbinato in molti casi alla lana di vetro, proprio per compensarne il maggior prezzo rispetto agli altri materiali).
La lana di pecora è un isolante naturale e traspirante, ideale per realizzare isolamenti ad alta densità, performanti in tutte le condizioni climatiche, ma i costi appaiono davvero alti e poco interessanti commercialmente per i produttori di case in legno.
Qualche azienda impiega la cellulosa stabilizzata, un ottimo isolante termoacustico ottenuto dalla trasformazione di carta riciclata con l’aggiunta di sali minerali. Va però insufflata nelle intercapedini, il che rende poco pratico l’utilizzo all’interno delle pareti delle case prefabbricate, mentre è piuttosto interessante nei cantieri in opera.
Il “kenaf”è una pianta erbacea simile alla canapa che può essere utilizzata per produrre pannelli isolanti costituiti da fibre intrecciate e pressate. 
Si tratta di un eccellente isolante termoacustico molto apprezzato per le realizzazioni in bioedilizia, ma non diffusamente impiegato dai costruttori di case in legno.

AUTOMOBILI E CASE PREFABBRICATE

COSA C’ENTRANO LE AUTO CON LE CASE PREFABBRICATE?
QUANDO ACQUISTIAMO UNA CASA IN LEGNO, LE REGOLE DELL’EDILIZIA TRADIZIONALE APPAIONO ASSAI POCO PERTINENTI.

La ditte di case prefabbricate sostiene che devo stipulare una fidejussione bancaria, ancor prima della consegna della mia abitazione. E’ assurdo; le risulta?

Mi risulta ed ha pure una certa logica.
Nel caso (malaugurato) che la sua casa in produzione (come detto, un paio di mesi di tempo sono necessari), non possa più essere acquistata (non pensate al peggio, magari una difficoltà economica passeggera…..), si pone il problema di assicurare alla ditta costruttrice che i costi di costruzione vengano comunque coperti.
case prefabbricate, case in legnoLa fidejussione (o un’altra forma di garanzia) è necessaria per l’azienda di case prefabbricate, che si cautela (non a torto) per evitare di ritrovarsi nei magazzini la vostra casa, personale e per questo motivo non rivendibile (possono sempre trasformarla in pellets).
L’impresa di costruzione tradizionale richiede il pagamento della costruzione con gli “stati di avanzamento dei lavori”, mentre i produttori di case prefabbricate chiedono un anticipo alla firma del contratto e sostanziosi pagamenti che coincidono solitamente con le fasi cruciali della realizzazione dell’opera (montaggio, grezzo e consegna).
Le garanzie a copertura dei difetti costruttivi forniti dai produttori di case prefabbricate hanno durata quasi sempre trentennale (contro i 10 anni previsti dalla legge italiana, che i costruttori sono tenuti a concedere al cliente).
Ma soprattutto la campionatura dell’edificio, partendo da una base a cui vanno aggiunti vari optional, ricorda da vicino l’acquisto di un’automobile più che di un abitazione. Il rapporto tra ditta di case prefabbricate ed acquirente ricorda da vicino quello che siamo abituati ad avere con una concessionaria di automobili, a partire dall’agente (il venditore della macchina), la prova (la visita alle case campione), il listino con le varie motorizzazioni e gli optional (impianti, finiture).
I contratti delle aziende di case in legno ricordano ben poco quelli che andremo a stipulare con l’impresa di costruzioni tradizionale e non sono molto diversi, nella forma e nei contenuti, da quelli che solitamente firmiamo per l’acquisto di una vettura.
In effetti, l’impresa tradizionale fornisce soprattutto un servizio, acquista il materiale e lo assembla, mentre l’acquisto di una casa in legno equivale a comperare un bene fisico.
Possono apparire considerazioni scontate, ma entrare nella giusta ottica, conoscendo in anticipo l’iter a cui andiamo incontro, è senz’altro un vantaggio per l’acquirente.
Tale prassi è consolidata in quei paesi in cui le case prefabbricate in legno sono diffuse in gran numero, ma appare poco chiara ed insospettisce l’acquirente italiano, più avvezzo a confrontarsi (nel bene e nel male) con la mentalità dell’impresario tradizionale.
Persino gli istituti bancari sollevano qualche perplessità (almeno nelle fasi iniziali) nei confronti dei vari passaggi per l’erogazione del mutuo richiesti dalle ditte di case in legno.
La graduale diffusione delle case prefabbricate dovrebbe portare a limitare le incomprensioni e ad apprezzarne non solo i vantaggi energetici, ma anche la certezza delle regole d’acquisto (vero tallone d’achille delle costruzioni tradizionali).