Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

RISTRUTTURARE CON LE CASE PREFABBRICATE

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO SI PRESTANO A MOLTEPLICI UTILIZZI ED APPLICAZIONI.
SI PUO’ INTERVENIRE SU UN EDIFICIO PREESISTENTE UTILIZZANDO UNA STRUTTURA IN LEGNO PER IL RIFACIMENTO DEI MURI, DEI SOLAI E DELLA COPERTURA?

Stiamo cercando di realizzare la casa dei nostri sogni e da qualche tempo ci siamo affacciati al mondo delle case prefabbricate. Da circa 6 mesi sto cercando un terreno, ma i prezzi sono esorbitanti e i lotti non sono grandi come vorremmo.
Volevo chiederle se è possibile acquistare un rustico, demolirlo e ricostruirlo fedelmente in legno.

case in legno, case legnoDemolire e ricostruire fedelmente il manufatto preesistente è certamente possibile, attuando una vera e propria “sostituzione edilizia”, che può persino rientrare nei benefici fiscali previsti per la ristrutturazione (55% e 36%).
In molti casi, infatti, il mantenimento dell’edificio o di una sua parte non risulta economicamente conveniente ed è preferibile ricorrere all’abbattimento integrale della struttura, anche qualora debba esserne mantenuta la sagoma originaria.
I vecchi fabbricati presentavano scarsi isolamenti sulle fondazioni e spesso non era nemmeno presente un abbozzo di vespaio. L’umidità di risalita dal terreno è sempre un problema di difficile soluzione, non facilmente quantificabile a priori.
Qualsiasi intervento di ristrutturazione richiede di prevedere una base percentuale di imprevisti che dovrà essere considerata nel preventivo di spesa, proporzionalmente crescente con l’aumentare della complessità dell’intervento.
Le case prefabbricate presentano al contrario un prezzo certo che può essere gestito e pianificato con sicurezza, evitando sorprese e rincari imprevisti, spesso di tragico impatto sul portafogli del cliente.
Anche le prestazioni energetiche di un edificio ricostruito ex-novo saranno superiori a quelle ottenibili con una ristrutturazione anche profonda dell’esistente. 
Di quest’ultimo dovremmo almeno mantenere le murature esterne e, forse, i solai, mentre la copertura andrà probabilmente sostituita, così come i serramenti.
Ristrutturare con le case prefabbricate in legno può dare una marcia in più all’intervento rispetto alle tecniche costruttive tradizionali in muratura, oltretutto garantendo un completamento dei lavori in tempi assai più brevi.
I costi saranno sostanzialmente analoghi, ma l’edificio avrà una migliore prestazione energetica che si tradurrà in minori spese sulle bollette negli anni.
Se ci si accinge a mantenere parte dell’edificio preesistente, con le case prefabbricate è possibile intervenire per ampliare e sopraelevare l’edificio. Il minor peso delle strutture in legno rispetto a quelle in laterocemento, rende ideale l’utilizzo di questa tecnica per innalzare fabbricati o per il rifacimento integrale degli ultimi piani.
Non sono da escludere interventi parziali come la ricostruzione di alcune pareti esterne, ma si dovrà ricorrere a strutture da riassemblare direttamente in cantiere, non prefabbricate. Si tratta comunque di situazioni particolari, da valutare caso per caso. In questo caso si consiglia quasi sempre di ristrutturare in tradizionale, mentre tetto e solai possono essere realizzati con struttura lignea.
Le case prefabbricate in legno sono una tecnica costruttiva che si rivolge prevalentemente al settore residenziale. Si presta soprattutto per la costruzione di nuovi edifici, solitamente su due piani fuori terra, uni o bifamiliari, di dimensioni contenute.
Altre applicazioni sono possibili (edifici per usi collettivi, piccoli condomini, uffici), costituendo un’interessante alternativa costruttiva anche per situazioni apparentemente distanti dal target classico delle aziende di case in legno.

CERCASI TERRENO PER CASE PREFABBRICATE

ALCUNE DITTE DI CASE PREFABBRICATE OFFRONO UN SERVIZIO DI RICERCA TERRENI. 
LA PENURIA DI LOTTI EDIFICABILI, UNITAMENTE AGLI ALTI PREZZI SUL MERCATO RENDONO INTERESSANTE QUESTE PROPOSTE. MA FUNZIONANO?

Trovandomi nella necessità e volontà di comprare casa mi stavo interessando alla realizzazione di case prefabbricate in legno o muratura.
Vivendo in Campania (Salerno) ho trovato difficoltà a trovare indirizzi e concessionarie delle grandi ditte del nord, realizzando che in zona non mi risulta esistano produttori.
C'e' poi il problema del terreno che dovrei acquistare, in alcuni siti leggo che le ditte stesse potrebbero interessarsi a trovare una terreno in zona, le risulta plausibile una cosa del genere?

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L’idea, sulla carta, è buona. Personalmente valuto positivamente ogni servizio aggiuntivo che aiuti concretamente il cliente a realizzare al meglio la propria casa in legno.
Alcune aziende offrono, ad esempio, la progettazione e la direzione lavori, incluse nel prezzo di acquisto. 
Si tratta quasi sempre di studi tecnici esterni convenzionati che traggono indubbio vantaggio dal rapporto continuativo con la ditta ed offrono parcelle calmierate per occuparsi del progetto, dei permessi e di tutte le prestazioni richieste ad un professionista abilitato. 
Conviene? Direi di si. Si risparmia sicuramente qualcosa e si ha la certezza (o quasi) di affidarsi a dei tecnici che possiedono la materia e conoscono bene la tecnologia della ditta di case in legno.
Altre aziende di case prefabbricate propongono ancora l’opzione della platea (o l’interrato) inclusa nel pacchetto d’acquisto. Anche in questo caso si tratta di imprese tradizionali indipendenti dalla ditta di case in legno. Il prezzo non è sempre favorevole rispetto all’impresa di costruzioni locale, ma è senz’altro una proposta interessante, con la garanzia della buona compatibilità con la ditta scelta e dell’esperienza accumulata nel tempo nella continuità del rapporto.
Non si tratta di una necessità, sia chiaro. Il servizio può sicuramente risultare comodo e dovrebbe anche garantire un prezzo certo per queste prestazioni (un indubbio vantaggio). Il problema, semmai, è che vengono proposte, quasi sempre, figure non del posto ed esterne alla realtà locale. Nel caso del tecnico, questo comporta qualche piccola difficoltà di “dialogo” con l’amministrazione locale, minore conoscenza delle normative e dei regolamenti edilizi ed una presenza piuttosto limitata nei cantieri lontani; l’impresa poi caricherà inevitabilmente sul contratto i costi di vitto ed alloggio degli operai.
Tornando alla ricerca del lotto, quest’ultima sembrerebbe dunque l’uovo di Colombo, ma non nascondo, anche in questo caso, le mia perplessità. Il mercato immobiliare dei terreni non è certamente propizio e, personalmente, ritengo ci voglia una buona dose di fortuna per trovare un lotto ideale ad un giusto prezzo.
Tale mansione difficilmente è presa direttamente in carico da un ufficio interno alla ditta di case prefabbricate, ma piuttosto viene delegata agli agenti che possono, in base alla loro disponibilità ed alla propria rete di conoscenze, gestire tale funzione con risultati assai diversi da persona a persona.
Conviene pertanto rivolgersi ai professionisti del settore immobiliare, certamente più adeguati e con maggiori risorse. I pochi terreni reperibili sono al 98% di competenza delle agenzie, poiché ad esse si rivolgono i venditori di lotti edificabili.
L’agente della ditta costruttrice potrà casualmente fornirvi notizie interessanti, ma non è certo questo il canale preferenziale a cui conviene rivolgersi.

SPUNTI DI RIFLESSIONE SUGLI EDIFICI IN LEGNO

RICEVO MOLTE MAIL, DA CUI A VOLTE ESTRAGGO TEMI INTERESSANTI E DI PUBBLICA UTILITA’ SULLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO.
IN QUESTO CASO MI E’ GIUNTA UNA LETTERA RICCA DI SUGGERIMENTI, ANCHE SE NESSUNO IN PARTICOLARE CHE NON SIA STATO SPECIFICATAMENTE AFFRONTATO.
ECCO PERCHE’ MI E’ SEMBRATO UTILE PUBBLICARLA INTEGRALMENTE.

Volevo innanzitutto ringraziarla per gli scritti che Lei pubblica, perchè sono di grande aiuto per chi vuole costruire una abitazione di qualità, anzichè alzare quattro muri con un mare di problemi e tanti soldi spesi.
Grazie dei complimenti; il blog vuole essere una risorsa libera rivolta a tutti, non solo ai professionisti del settore. 
Non è sempre facile comunicare concetti per loro natura tecnici con un linguaggio accessibile, ma sono proprio i riscontri dei lettori a spronarmi a proseguire la divulgazione delle case prefabbricate.

Cercherò di essere più breve possibile e farle perdere meno tempo per i miei dubbi per la scelta della casa prefabbricata.
Premetto che i miei orientamenti sono verso le aziende tedesche e austriache con una storicità importante e un buon numero di case costruite; mi sento più rassicurato (forse a torto), rispetto alle aziende del nord Italia o alle aziende italiane importatrici di prodotti realizzati all'estero ma di ignota fonte.
Sulla brevità ho qualche dubbio (non la prenda a male….).
Mi sento di darle ragione sulla scelta, come peraltro ribadito spesso nei miei articoli. 
Esistono certamente sul mercato delle case prefabbricate ottime ditte italiane ed importatori di prodotti interessanti, ma diventa più difficile darne un giudizio. Il supporto di un tecnico preparato sulle case in legno è assai utile in questo caso.

case in legno, case legno, case, legnoIn fiera alla XXXXXXXX erano presenti solo due signorine che non potevano dare risposte tecniche mentre alla XXXXXXXX vi era il responsabile tecnico, molto disponibile e competente. Nella medesima fiera era presente anche la ditta XXXXXXX XXXX, che mi ha dato da un’impressione di affidabilità e qualità, ma il responsabile della mia regione sembrava essere più un venditore che un tecnico (vista l’insistenza di firmare un documento per un preventivo e non preparato, dato che quantificava il prezzo di una cantina interrata di 100 mq. intorno ai 15.000,00 euro).
Per cui il personale tecnico sul territorio è fondamentale per l'azienda costruttrice e determina le scelte anche a scapito di aziende qualificate.
Il ruolo del venditore è importante. 
Non deve essere necessariamente un progettista laureato, ma gli si chiede competenza e serietà. Se non conosce le risposte dovrebbe informarsi e ricontattare il cliente. Deve evitare di infangare le altre ditte di case prefabbricate e di sparare cifre a caso.
L’acquirente ha comunque la libertà di trarre le sue conclusioni di fronte ad un agente inaffidabile.

Come interagiscono il mio progettista e l’agente della ditta di case in legno?
Determina anche dei costi supplementari? Gli agenti sono preparati, oppure sono solamente dei venditori?
Non c’è una regola, per cui troverà tra i rappresentanti di case in legno architetti e venditori, impiantisti ed informatici.
Il dialogo con il suo tecnico ci deve essere, poiché l’agente dovrà costituire il fondamentale tramite tra la ditta e il progettista. L’agente è infine pagato direttamente dall’azienda di case prefabbricate, qualora il contratto andasse in porto; l’acquirente non deve quindi preoccuparsi di avere spese aggiuntive (non è comunque un buon motivo per sfruttarne il tempo e la pazienza).

Non sono interessato a costruire una casa con isolamenti esasperati, ma vorrei investire su una struttura idonea a dove abito (campagna toscana) per cui Le chiedo se mi può chiarire alcuni dubbi:
Le pareti esterne sono isolate alcune con fibra di legno con valori U di 0.176 con spessore di cm.26,0, di 0.18 con spessore di cm.28.3, altre con fibra minerale con valore U di 0.16 e spessore di cm.32.0; quali sono più rapportati al posto dove io vivo? Inoltre sono attendibili i dati?
Vanno tutte bene, ma mi orienterei in ogni caso verso la fibra di legno, più adeguata per migliorare l’isolamento estivo.
I valori delle ditte serie sono assolutamente verosimili. Per essere sul mercato sono necessarie prove di laboratorio e certificazioni europee che le aziende di case prefabbricate solitamente sfoggiano con orgoglio.

La ventilazione con ricircolo e recupero dall'esterno dell'aria ha anche una funzione di riscaldamento oppure va integrata con un impianto tradizionale di radiatori?
La ventilazione meccanica controllata a recupero del calore (per gli amici, VMC – più corta no, eh?) può essere abbinata a sistemi di raffrescamento e deumidificazione, ma l’impianto di riscaldamento serve comunque (non ci sono solo i radiatori, comunque).

Il vano interrato (che vorrei realizzare) mi preoccupa più di tutto visto l'approssimazione delle aziende tradizionali per quanto riguarda le infiltrazioni e umidità di risalita (vista in costruzioni recenti, anche di pregio).
Sarei orientato ad aziende che realizzano il prefabbricato in cemento ma non mi rendo conto se sono valide oppure no e i relativi costi per evitare di mettere una fortuna sottoterra.
L’interrato prefabbricato è una soluzione davvero valida. 
Le modalità di progettazione e montaggio sono del tutto analoghe a quelle delle case prefabbricate in legno, costituendo una soluzione complementare.
I prezzi, anche in questo caso sono certi e bloccati, ma non escludono la presenza della ditta tradizionale che dovrà comunque effettuare gli scavi.
Rispetto a queste ultime, ribadisco per l’ennesima volta che ci in Italia sono tante buone imprese di costruzioni e che sta sempre alla lungimiranza del cliente scegliere la soluzione più adeguata (che non sempre coincide con il prezzo più basso).

PROGETTO TRADIZIONALE, COSTRUZIONE PREFABBRICATA

UN MIO PROGETTO NASCE PER ESSERE REALIZZATO IN LEGNO.
OGNI ASPETTO E’ PENSATO NEL RISPETTO DI UNA METODOLOGIA COSTRUTTIVA E PERMETTE DI MASSIMIZZARE IL RENDIMENTO ENERGETICO, TENENDO SOTTO CONTROLLO I COSTI. 
MEGLIO ANCORA SE LA DITTA COSTRUTTRICE E’ GIA’ STATA INDIVIDUATA.

Sto effettuando l’acquisto di uno stabile, quale futura abitazione.
Il tutto è in uno stato non vivibile e la mia intenzione è di demolire l’esistente per costruire una casa prefabbricata in legno.
Il luogo pone molti vincoli essendo in zona agricola e si devono rispettare molti picchetti, come il tetto a due falde, finestre e porte rettangolari entro determinate misure, l’assenza di poggioli, ecc.
Inoltre per l’estate è prevista l’attuazione di una nuova legge comunale che vieta qualsiasi ampliamento in detta zona e ciò risulta essere il problema maggiore, in quanto impedirebbe ogni mio intervento.
Ritrovandomi con i tempi strettissimi per presentare il progetto e cosi bloccare ed usufruire dell’ampliamento attualmente in vigore, e valutato che per ottenere una metratura “vivibile” per le mie esigenze devo ricorrere anche ad un piano seminterrato su cui poi poggerò un’abitazione a due livelli di circa 75 mq cadauno, le domando:
E’ conveniente abbozzare un progetto con il mio geometra per una costruzione “standard” in calcestruzzo, presentarlo e ottenuto l’ok dal comune andare a rivedere il progetto “trasformandolo” in una casa in legno prefabbricata, ottenendo cosi il blocco certo della cubatura attuabile entro l’estate, oppure ciò non è fattibile e una casa prefabbricata deve essere ideata da zero con l’architetto referente di un’azienda di case prefabbricate?
Questa mia affermazione si intende solo per ciò che concerne il volume dell’abitazione, inteso come perimetro e altezza, conscio che la casa in legno va studiata in ogni suo particolare e componente, comprese la disposizione e volume dei locali per ottenere le caratteristiche di casa ecologica in legno a basso consumo.

case prefabbricate in legno, case in legno, case legnoIl caso del lettore è un po’ particolare.
Sinteticamente, l’ho tranquillizzato, invitandolo a procedere serenamente alla presentazione.
L’adattamento al prefabbricato è quasi sempre possibile, senza stravolgere l’edificio.
In fondo le case in legno si pongono come semplice alternativa costruttiva alle costruzioni tradizionali.
Il progetto di una casa in legno non si discosta molto da quello di un edificio in muratura portante (un po’ di più, qualora venga previsto un telaio in cemento armato).
Un progettista tradizionale non dovrebbe quindi porsi troppi interrogativi.
Se però desideriamo ottimizzare al massimo il potenziale delle costruzioni in legno, un progetto ad hoc può portare a migliorare l’isolamento termico e ad utilizzare l’involucro edilizio come macchina termica. Il tutto con un controllo accurato dei costi, già in fase di progettazione.
Chi è già passato dalla fase della preventivazione con qualche costruttore di case prefabbricate, sa che, sino ad allora, è difficile immaginare il prezzo reale dell’opera.
Il nostro tecnico si limita al progetto vero e proprio e non è in grado di verificare l’incidenza delle diverse soluzioni adottate per la nostra casa.
Ci è giunta voce di qualche prezzo medio al metro quadro, che difficilmente coinciderà con quello della nostra abitazione. Perché? Cosa abbiamo sbagliato?
Affermare che le case in legno costino mediamente 1.300-1.400 al mq può essere corretto … in modo fuorviante. Il prezzo finale dipende da innumerevoli fattori e non solo dagli impianti o dalle finiture scelte. Se vogliamo risparmiare, serve un progetto semplice.
Un volume puro (senza rientri e inutili rientranze) è più efficiente energeticamente e costa meno. L’architettura dell’edificio può essere impreziosita dai dettagli.
Un buon progetto bioclimatico dovrebbe partire da una pianta compatta, nel rispetto dell’orientamento solare.
I nostri lotti, angusti, irregolari e pieni di vincoli, penalizzano anche le migliori intenzioni, ma il committente riesce spesso a cacciarsi nei guai da solo, con l’inconsapevole complicità del progettista (che, immancabilmente, non perde l’occasione per essere originale).

IMPIANTO INTEGRATO E CASE PREFABBRICATE

Quale è la combinazione migliore in termini di impiantistica per poter essere quasi autonomi in una casa in legno per quanto riguarda riscaldamento/raffrescamento, gas e corrente?
Mi rendo conto che questo quesito sia molto vasto, ma è mia intenzione (disponibilita' economica permettendo) costruire una casa che non dipenda dalla rete nazionale, usando qualsiasi tipo di sistema disponibile.
Azzarderei a dire che in un posto geograficamente prestante impiegherei un mulino ad acqua.

Le case prefabbricate rappresentano una soluzione costruttiva moderna ed innovativa, che si avvale di una tecnologia tradizionale come quella delle costruzioni in legno.
L’impianto di climatizzazione (invernale ed estiva) deve essere efficiente ed ecologico, limitando il ricorso alle fonti di energia di origine fossile.
Deve essere inoltre progettato adeguatamente, poiché i ridotti consumi delle costruzioni in legno non richiedono molta energia. 
Ha poco senso sovradimensionare l’impianto di riscaldamento, poiché una semplice caldaia con radiatori può risultare più che sufficiente per la maggior parte degli edifici e la spesa extra derivante dal surplus impiantistico difficilmente verrà ammortizzata durante la vita stessa del fabbricato.
D’altra parte il comfort termico può essere un parametro importante che può spingere verso scelte specifiche come il riscaldamento a pavimento, una stufa a pellets, la ventilazione meccanica controllata.
L’indipendenza energetica ha comunque un costo alto, difficilmente giustificabile.
Meglio dunque optare per un impianto integrato, in cui più elementi apportino energia termica all’insieme, a seconda delle necessità.
Un banale esempio potrebbe essere una soluzione basata sulla classica caldaia con riscaldamento a pavimento, affiancata da una stufa in maiolica e dai pannelli solari termici.
In questo caso abbiamo a disposizione tre diverse fonti di energia su cui contare (gas, legna e sole) che interverranno con modalità diverse nei vari periodi del giorno e dell’anno. 
La caldaia costituirà l’impianto principale del nostro edificio, ma potrà essere collegata all’accumulo dei pannelli solari, sfruttando l’energia termica fornita dal sole durante il giorno anche nei mesi freddi, mentre il suo utilizzo sarà limitato, sino a risultare spenta, quando la nostra stufa verrà accesa e fornirà calore agli ambienti.
Il concetto di impianto integrato è semplice, ma deve essere tagliato su misura sulle esigenze del nucleo familiare e sulle caratteristiche bioclimatiche della zona.
Ribadisco l’importanza del corretto dimensionamento dell’impianto. 
Una pompa di calore geotermica è un impianto estremamente adatto per piccoli condomini o residence, ma sconsigliabile (per gli alti costi iniziali) per una piccola abitazione unifamiliare.
La ventilazione meccanica controllata non è un impianto di riscaldamento, nonostante la superficialità con la quale viene proposta come tale da venditori poco accorti.
Se proprio vogliamo liberarci dal laccio delle reti energetiche, possiamo infine eliminare il gas, passando alle pompe di calore o alle caldaie ad acqua che bruciano legna o pellets.
Nel caso della pompa di calore (per le case in legno è meglio optare per gli impianti aria-acqua con riscaldamento a pavimento), conviene quasi sempre installare i pannelli fotovoltaici per una potenza adeguata (almeno 6 KWh).  Quest’ultima soluzione consente di azzerare i costi per la fornitura dell’energia elettrica, trasformando l’acquisto iniziale in un interessante investimento a medio termine.

ABITAZIONI ECOLOGICHE MEDITERRANEE

LE PRIME CASE PREFABBRICATE VENGONO REALIZZATE CIRCA 40 ANNI FA NEL NORD EUROPA, PER RISPONDERE ALL’ESIGENZA DI PROTEGGERE EFFICACEMENTE DAL RIGIDO E PERSISTENTE CLIMA INVERNALE, CHE IN QUEI PAESI DURA MOLTI MESI, CON TEMPERATURE ESTREMAMENTE BASSE.

Se si esclude il nord Italia, la maggior parte del nostro paese presenta condizioni climatiche tipicamente mediterranee, caratterizzate da inverni brevi e miti, con molti mesi di caldo e temperature piuttosto alte.
Un’abitazione che sappia rispondere efficacemente a queste sollecitazioni termiche (non solo le case prefabbricate) dovrebbe pertanto presentare una buona coibentazione, ma soprattutto difendere dall’onda di calore estiva, assicurando uno sfasamento di parecchie ore.
Come ripetuto spesso, è fondamentale avere un involucro edilizio dotato di “massa”, in grado di rallentare il passaggio dall’esterno all’interno dell’onda termica.
case in legno, case in legno prefabbricate, case prefabbricate in legnoLe case prefabbricate a telaio (baloon frame) hanno la caratteristica di essere costituite in gran parte da isolamenti, leggeri per loro natura, dotati di grande capacità isolante (ideale per il freddo), ma poco efficaci per tenere il caldo al di fuori degli ambienti interni.
L’utilizzo di materiali di maggior densità (la fibra di legno su tutti), migliora parecchio la capacità di contenere il calore, ma resta comunque un compromesso, senz’altro ottimo per i climi del nord Italia, ma non ideale per il resto del paese.
E’ pertanto necessario aumentare la massa delle pareti esterne delle case prefabbricate, adottando altre soluzioni costruttive, come l’X-Lam e le pareti massicce in genere, ben più adeguate in queste zone.
Vorrei che fosse chiaro che le pareti a telaio ben concepite possono essere una soluzione costruttiva comunque valida e superiore a gran parte delle costruzioni tradizionali.
Su gran parte del territorio l’isolamento degli edifici è un concetto oscuro che non trova applicazione nella prassi di cantiere.
Le case prefabbricate a telaio devono però utilizzare solo fibra di legno ad alta densità, tra i montanti delle pareti e per l’isolamento del tetto (assolutamente ventilato).
Andrà chiaramente data preferenza per le pareti di buon spessore. Meglio un cappotto di pochi centimetri e una struttura profonda, piuttosto che il contrario.
Non tutte le ditte di case in legno sono in grado di offrire soluzioni specifiche per questi climi, quindi grande importanza andrà data alla scelta del costruttore di case prefabbricate.
Va inoltre ricordato che le pareti in legno a telaio sono in genere più economiche delle loro alternative in massiccio, aspetto che può chiaramente influire parecchio sulla scelta finale.
L’X-Lam è in ogni caso la soluzione preferibile per i climi caldi, così come ottime sono le pareti MHM (Massive Holz Mauer, chiodate e non incollate).
Il prezzo resta il limite principale di queste costruzioni e non solo in rapporto all’alternativa a telaio.
Le imprese di costruzioni tradizionali (ancor più in tempi di crisi come questi) appaiono estremamente concorrenziali dal punto di vista meramente economico.
I prezzi dell’edilizia del mattone in molte zone d’Italia sono particolarmente vantaggiosi per il cliente, ma spero sia chiaro che stiamo parlando di sistemi costruttivi assai lontani ed il paragone appare una vera e propria forzatura.
Parlando di automobili, difficilmente ci verrebbe in mente di confrontare una Panda (con tutto il rispetto per una buona auto) con una Maserati.
Nel settore dell’edilizia, chissà perché, si fatica parecchio a comprendere questo concetto e, di conseguenza, a dare il giusto peso alle diverse caratteristiche delle costruzioni.
Chi sceglie di realizzare la propria abitazione con una ditta di case prefabbricate cerca alcune caratteristiche che vadano oltre alla semplice costruzione di un edificio e non dovrebbe comunque farlo per risparmiare sui costi di costruzione.

STRESS DA CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

LE VILLE PREFABBRICATE SEMPLIFICANO LA VITA?
IN UN CERTO SENSO, MA ALCUNI PASSAGGI POSSONO ESSERE ESTREMAMENTE IMPEGNATIVI E COSTRINGONO A PRENDERE IN POCO TEMPO DECISIONI IMPORTANTI CHE VANNO AFFRONTATE CON IMPEGNO E SERENITA’.

La mia esperienza con le case prefabbricate è stata un calvario.
Se potessi tornare indietro mi affiderei senz’altro ad un costruttore edile tradizionale.
Nessuno mi ha fatto capire come funzionava una campionatura e il progetto del mio architetto ne è uscito stravolto.
Ho dovuto presentare una variante completamente differente della casa (che ho dovuto pagare) e accettare una serie infinita di rinunce e compromessi.

Molti dei problemi che lei hai riscontrato si potevano evitare con un’adeguata programmazione.
Un progetto finalizzato ad una realizzazione in laterocemento subirà inevitabili adattamenti, spesso invasivi e poco soddisfacenti per il cliente stesso.
Non serve che l’architetto progetti conoscendo già il nome della ditta costruttrice, in quanto le tecniche realizzative sono per lo più similari. 
E’ preferibile sapere a priori che la casa verrà costruita adottando la tecnica del telaio prefabbricato piuttosto che l’XLAM, ovviamente.
Le campionature poi sono solitamente concentrate in pochi giorni. In questa sede si dovranno scegliere tutti gli aspetti dell’abitazione, dalle tinteggiature agli impianti. Meglio avere le idee chiare per evitare decisioni affrettate di cui inevitabilmente pentirsi.
Ma anche una campionatura preparata nei minimi dettagli sarà fonte di problemi e stress.
case prefabbricate in legno
In soli tre giorni ci si troverà infatti ad affrontare tutti quei problemi che in un cantiere tradizionale verranno diluiti in oltre un anno di lavoro.
Non solo. Un inconveniente su questo cantiere verrà, nella maggior parte dei casi, affrontato direttamente dai tecnici e dall’impresa, prospettando al cliente le necessarie soluzioni ed alternative. In questo modo i problemi appariranno sotto una luce sufficientemente rassicurante, al contrario di ciò che accade quando il tecnico della ditta di case prefabbricate ci sentenzia senza appello: “Non si può fare!!!”.
Non vi è campionatura di case in legno che non regali intensi momenti di panico, che andranno comunque affrontati con serenità ed in modo positivo.
Anche un banale spostamento di una canna fumaria può creare dei vincoli distributivi non facilmente risolvibili al momento. 
Meglio quindi pensarci prima, accettando le eventuali difficoltà, con la volontà di trovare soluzioni adeguate, magari il giorno successivo.
Il mestiere di architetto è anche l’arte di lavorare all’interno di limiti e vincoli, cercando risposte e soluzioni adeguate. 
Se la canna fumaria non si può fare in quel punto che tanto avevamo pensato, ci sarà comunque un’altra posizione altrettanto corretta e soddisfacente, nella maggior parte dei casi. Chiaramente, se non siamo disposti ad accettare questo principio l’unico risultato possibile sarà uno sterile muro contro muro con la ditta di case prefabbricate, come testimoniato dalla profonda insoddisfazione contenuta nella mail sopra citata.
Consoliamoci pensando che la maggior parte delle difficoltà dovrebbero essere confinate nella sede della campionatura e che le fasi successive (realizzazione della struttura e montaggio in cantiere delle case prefabbricate) non comportano particolare impegno per il cliente, che in pochi mesi ha la possibilità di entrare nella propria abitazione.

FORI E DISPERSIONI TERMICHE

LE COSTRUZIONI PREFABBRICATE SONO EDIFICI ISOLATI CHE MINIMIZZANO LE DISPERSIONI TERMICHE, IN PARTICOLARE LE PERDITE PER CONVENZIONE DOVUTE ALL’INVOLUCRO ESTERNO (TETTO E PARETI).
LA PRESENZA DI FORI E PRESE D’ARIA, NORMALI IN UN ABITAZIONE PUO’ COSTITUIRE UN PROBLEMA?

Vorrei chiederle se potrebbe approfondire la questione se è consigliabile o no il camino nelle case prefabbricate, evidenziando i pro e i contro specificatamente al fatto che deve avere prese esterne per la fiamma, che vanificano l’ottima coibentazione di queste case.
Inoltre con il fornello a gas in cucina bisogna assolutamente fare il foro di presa d’aria anche nelle case prefabbricate? E se prevedessimo l’areazione forzata è possibile evitare il foro?

Ogni presa d’aria costituisce inevitabilmente un elemento di dispersione per le case prefabbricate che andrebbe eliminato alla fonte.
Quali possono essere questi elementi in un abitazione?
Il foro della cappa della cucina, necessario per espellere gli odori dovuti alla cottura dei cibi, può essere eliminato adottando una cappa a filtri al posto di una aspirante. 
Il rendimento è chiaramente inferiore ed i filtri andranno puliti e cambiati regolarmente.
Un impianto di ventilazione meccanica controllata può efficacemente risolvere il problema, ricambiando l’aria viziata della cucina in breve tempo.
Peraltro, in questo caso specifico il foro della cappa non deve esserci proprio, in quanto può creare delle depressurizzazioni che abbassano il rendimento della VMC.
La presenza della caldaia a gas metano impone una presa d’aria sulla parete, secondo la normativa UNI 7129/2008. Tale foro di ventilazione può essere eseguito ad una quota qualsiasi e deve avere un’apertura pari a 6 cm q per ogni kw installato. Il suo scopo è di fornire un afflusso costante di aria dall'esterno, evitando che il gas, durante la combustione, consumi tutto l' ossigeno nell'ambiente interno. Anche il fornello a gas esige la presenza di tale foro, adeguatamente dimensionato.
Le norme prevedono infatti sia la ventilazione (afflusso dell’aria necessaria alla combustione), che l’aerazione (ricambio dell’aria necessaria sia per lo smaltimento dei prodotti della combustione che per evitare miscele con un tenore pericoloso di gas non combusti).
Tale apertura deve essere collegata con l’ambiente esterno all’edificio, non chiudibile, di almeno 100 cmq di ampiezza e protetta da una griglia o una rete metallica. Dovrebbe ovviamente essere praticata in cucina o nel locale termico.
Come può essere evitata nelle case prefabbricate?
Installando una pompa di calore al posto della caldaia, il problema non si pone, (ma non credo che un semplice foro sulla parete possa portare a questa scelta, che dovrà dipendere da ben altri fattori). Per la cottura, si può optare per una piastra ad induzione.
E se installo un impianto di VMC? La normativa in materia non è molto chiara, purtroppo. Non a caso vi sono installatori e tecnici che sostengono con certezza che la ventilazione meccanica controllata non permetta di evitare la presa d’aria, ma molti altri sostengono autorevolmente il contrario, legge alla mano.
Certamente un foro nella parete non è il massimo per il buon funzionamento dell’impianto di VMC, ma la sicurezza viene senz’altro prima del risparmio energetico. Va inoltre detto che la norma tecnica non è una legge e quindi va certamente rispettata, ma è soggetta all’interpretazione (ad esempio di un giudice). Ne deriva che non è possibile determinare in modo certo ed assoluto la necessità o no di tale foro di ventilazione nella parete (sono sicuro che qualcuno potrà smentire con certezza queste mie osservazioni..).
Si deve ricordare che l’impianto della vostra casa in legno dovrà essere corredato di un certificato di collaudo e conformità, che la maggior parte degli impiantisti sottoscriverà solamente in presenza del famigerato foro.
Nel caso di stufe e camini, infine, è necessario produrre un buon tiraggio, certamente non semplice nelle case prefabbricate, per l’assenza di spifferi e di dispersioni naturali. La soluzione più semplice è l’installazione di una presa d’aria. Anche in questo caso, può essere a parete (soluzione che sconsiglio nelle case prefabbricate) o direttamente sul tetto. In questo caso si tratta di una modifica alla canna fumaria, con l’inclusione di un condotto per l’aria parallelo a quello dei fumi, specifico per combustibili solidi ed adatto agli edifici senza apporto di aria dai vani dell'abitazione.