Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.
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RAFFREDDAMENTO A PARETE NELLE CASE NON ISOLATE

DA QUALCHE ANNO A QUESTA PARTE IL RISCALDAMENTO A PAVIMENTO HA SOPPIANTATO I VECCHI RADIATORI E, GRAZIE ALL’AMPIA DIFFUSIONE DI QUESTO SISTEMA IMPIANTISTICO NELLE NOSTRE CASE, IL PRINCIPIO DELLA DIFFUSIONE DEL CALORE PER IRRAGGIAMENTO E’ ABBASTANZA CONOSCIUTO.

Mi chiede un lettore:  Nei suoi articoli si parla spesso di comfort e di benessere negli edifici in legno, ma non ho capito bene in pratica perché dovrebbe essere superiore in una casa prefabbricata rispetto ad una di mattoni.
In teoria, se l’isolamento è eccessivo, l’aria dovrebbe essere più viziata ed è per questo che serve l’aerazione meccanica, giusto?

Dalla mail di un altro lettore:  La nostra attuale abitazione (ovviamente non prefabbricata in legno, anche se è il nostro sogno) non ha isolamenti nei muri e abbiamo sempre la sensazione di avere freddo, anche se il termometro misura 21-22° e nonostante le spese altissime per il riscaldamento. 

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Mi rendo conto che il titolo potrebbe risultare fuorviante, in quanto non intendo approfondire un nuovo sistema di raffrescamento a parete per l’estate, ma di un aspetto molto interessante che sta alla base dell’elevato standard di comfort climatico percepibile in un edificio in legno a basso consumo.
Le due mail sono solo in apparenza discordanti, in quanto sottendono la medesima tematica, legata alle diverse modalità di diffusione del calore.
In fisica, la trasmissione di calore tra due corpi, dal più caldo al più freddo, avviene secondo tre meccanismi, sino a quando i due corpi non raggiungono la medesima temperatura e, precisamente, per conduzione, convezione ed irraggiamento.
In un’abitazione le prime due modalità (in particolare la convezione) sono importanti ed è per questo che una parete molto isolata (a bassa conducibilità) limita la dispersione di energia termica verso l’esterno durante i mesi freddi, rispetto ad un edificio privo di isolamenti.
Per questo motivo è estremamente importante montare infissi con vetri isolati, in quanto la dissipazione di calore risulta più ingente attraverso le parti dell’edificio a maggiore trasmittanza.
Gli impianti di riscaldamento dovrebbero (in teoria) compensare le perdite di energia, ma negli edifici non isolati la sensazione di percepire freddo è molto evidente anche a fronte di misurazioni di temperatura dell’aria superiori a i 20°C.
La causa è la terza via di propagazione del calore, ovvero l’irraggiamento, in quanto la temperatura superficiale delle pareti esterne senza coibentazioni risulta estremamente bassa e può avvicinarsi agli O°C per i vetri senza camera non isolati, ancora presenti in molte vecchie abitazioni.
A grandi linee, l’irraggiamento, al contrario dei processi di conduzione e convenzione, trasmette il calore senza contatto o trasferimento di materia e può propagarsi anche nel vuoto (per questo riceviamo energia dal sole).
Il riscaldamento a pavimento di moderna concezione si avvale per la maggior parte di questa modalità di diffusione e solo in minima parte riscalda per convezione (al contrario dei vecchi sistemi centralizzati del passato, che facevano gonfiare le gambe a causa dell’alta temperatura del fluido passante nelle serpentine).
Una parete in legno è sempre “calda”, in quanto i materiali che la compongono sono cattivi (o cattivissimi, nel caso dei pannelli isolanti) conduttori di calore.
Per questo motivo, le pareti esterne, così come il tetto di una casa in legno, non trasmettono un’onda fredda verso gli ambienti interni.
L’assenza di tali componenti termiche implica un più alto livello di temperatura percepita dagli occupanti ed un conseguente minore fabbisogno di calore che permette di  possibile mantenere temperature dell’aria abbastanza basse (18°C), con elevate condizioni di comfort microclimatico.

UNA CASA PREFABBRICATA IN CALABRIA

IL TERRITORIO ITALIANO E’ CARATTERIZZATO DA UNA NOTEVOLE COMPLESSITA’ CLIMATICA, PASSANDO DALLE ZONE ALPINE ALLA PIANURA PADANA, DALLE ZONE INTERNE DELL’APPENNINO SINO AL CLIMA MEDITERRANEO DELLA FASCIA COSTIERA DEL CENTRO SUD E DELLE ISOLE.

Le scrivo perchè ho un terreno in Calabria di circa 2000mq, uno splendido promontorio sul mare sul quale è attualmente presente un rudere purtroppo non recuperabile.
Pertanto, ho pensato alla possibilità di costruire una casa in legno di modo da rispettare il più possibile l'ambiente in cui verrà collocata, ma anche per portare un nuovo tipo di costruzione nella mia terra di origine ormai coperta di cemento.
Spero di poter avere qualche consiglio da parte sua essendo io completamente "bianco" nel settore.

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Le case in legno prefabbricate sono costruzioni molto versatili, indistinguibili da quelle in muratura, in quanto rivestite da un isolamento a cappotto intonacato e tinteggiato.
Questo aspetto rende le strutture in legno particolarmente indicate per realizzare immobili di varie tipologie, spaziando da forme architettoniche tradizionali ad edifici in stile contemporaneo, adattando il progetto al contesto urbano ed ai regolamenti locali, senza particolari vincoli o difficoltà.
Le soluzioni costruttive presenti sul mercato delle case di legno sono molteplici ed è possibile scegliere tra sistemi a telaio o a parete massiccia abbinate a pannelli isolanti molto performanti in tutte le stagioni.
Dovendo costruire nel sud Italia, si dovrà scegliere un involucro edilizio in grado di arrestare l’ingresso dell’onda di calore, realizzando una struttura con una buona inerzia termica.
Il tema della protezione dal caldo è comprensibilmente predominante rispetto al problema della dispersione termica invernale, a causa delle lunghe estati con alte temperature ed a fronte di inverni abbastanza miti (anche se molte zone interne della Calabria hanno altre caratteristiche climatiche e di questo si dovrà eventualmente tenere conto).
Le pareti devono possedere una buona massa, per cui sono da privilegiare le soluzioni costruttive a parete massiccia (le più diffuse utilizzano i cosiddetti pannelli xlam).
In alternativa, anche le pareri intelaiate possono fornire un elevato sfasamento dell’onda di calore, con l’accortezza di montare pannelli isolanti ad alta densità (in fibra di legno, sughero, lana di roccia compressa, kenaf).
Il tetto dovrebbe essere ventilato mediante una camera di ventilazione correttamente progettata per espellere il calore del sottotetto ed adeguatamente coibentato, con pannelli isolanti ad alta o altissima densità, di notevole spessore.
La copertura è infatti esposta alla radiazione solare diretta per molte ore al giorno ed il rischio che il calore possa entrare all’interno dell’edificio è rilevante.
Il principale problema degli edifici a basso consumo è la schermatura delle vetrate, che d’estate non dovrebbero mai ricevere la luce diretta del sole.
Soprattutto in queste zone, finestre e portefinestre devono essere dimensionate adeguatamente per evitare il surriscaldamento per effetto serra, anche a causa della eccellente tenuta termica dell’involucro delle case in legno, che accumula il calore senza disperderlo (un vantaggio d’inverno, ma un evidente problema nei mesi più caldi).
Il mio consiglio è di curare il progetto dal punto bioclimatico, evitando di scegliere soluzioni architettoniche studiate per altre latitudini, con facciate eccessivamente vetrate.

IL COMFORT CLIMATICO DELLE COSTRUZIONI A BASSO CONSUMO

LA PERCEZIONE DI BENESSERE OFFERTA DA UNA CASA DI LEGNO E’ LA SOMMATORIA DI MOLTEPLICI FATTORI, MA VI E’ UN ASPETTO POCO CONOSCIUTO CHE CARATTERIZZA IN SENSO POSITIVO IL MICROCLIMA DI QUESTE COSTRUZIONI.

Ho avuto recentemente  l’occasione di visitare una casa prefabbricata, ricavandone una sensazione davvero positiva.
Mi ha piuttosto impressionato la sensazione di “calore” in una giornata estremamente umida, anche se gli impianti erano spenti da giorni, a detta del proprietario.

benessere, bioclimatica, bioedilizia
Le case in legno sono costruzioni salubri, contraddistinte da un microclima naturale, da una buona traspirabilità e da corrette e naturali condizioni igrometriche.
Il legno è infatti un materiale “vivo”, in grado di garantire livelli di comfort maggiori rispetto ad altri materiali, esercitando un’influenza positiva sul benessere delle persone e sul loro sistema immunitario, come dimostrano analisi condotte sull’igiene delle abitazioni da cui emerge in che modo le costruzioni in legno riescano ad assorbire l’umidità degli ambienti in modo straordinario, rilasciandola quando l’aria nell’ambiente diventa troppo secca.
Nelle case prefabbricate in legno non vengono impiegate sostanze di sintesi in grado di sprigionare vapori tossici, garantendo un ambiente sano per gli occupanti, con un avvertibile benessere olfattivo.
Anche il benessere acustico risulta ragguardevole, in quanto il legno delle strutture e dei pannelli e gli isolamenti termici assorbono efficacemente i rumori provenienti dall’esterno e non trasmettono quelli interni tra i locali dell’edificio.
Le pareti realizzate per le case in legno costituiscono una vera barriera alle onde sonore.
Una parete di legno con intercapedini da 10-12 cm di spessore ha una capacità fonoassorbente che arriva fino a 58 dB.
Un aspetto assai interessante è legato all’alta temperatura delle pareti in legno, il cui effetto più visibile è l’assenza di condensa e di muffe all’interno degli ambienti.
Sappiamo che la sensazione di calore sul corpo umano è data dall’effetto combinato delle componenti attraverso cui si trasmette il calore (convezione, conduzione, irraggiamento).
Le pareti in legno, naturalmente isolate, restano calde durante i mesi invernali, anche a fronte di basse temperature esterne, con un minimo utilizzo dell’impiantistica per il riscaldamento, senza generazione di correnti e moti convettivi, principale causa di affezioni all’apparato respiratorio (come bronchiti, mal di gola, tosse).
Negli edifici poco isolati, gli impianti per il riscaldamento tentano di sopperire alla continua dispersione termica, ma non sono in grado di riscaldare i pavimenti, le pareti e le vetrate, limitandosi ad innalzare la temperatura dell’aria, con l’effetto di percepire un clima frigido, anche a fronte di misurazioni di temperatura dell’aria oltre i 20° C.
Questa sgradevole sensazione di freddo è dovuta all’apporto radiante delle superfici dell’involucro dell’edificio, che emettono per irraggiamento una temperatura estremamente bassa (è l’effetto del riscaldamento a pavimento, al contrario).
Nel caso di infissi e vetri non isolati si può arrivare a raggiungere una temperatura di pochi gradi sopra allo zero, con effetti rilevanti sul corpo umano.

LEGNO O MATTONI NEL SUD ITALIA?

LE CARATTERISTICHE CLIMATICHE DEI TERRITORI DEL SUD ITALIA SONO ASSAI DIVERSE DA QUELLE TIPICHE DELLE REGIONI SETTENTRIONALI, IMPLICANDO UN INEVITABILE ADEGUAMENTO DELLE SOLUZIONI COSTRUTTIVE DA ADOTTARE.

Siamo in una fase di decisione se costruire in cemento o in legno.
Siamo in centro Sicilia e le temperature che abbiamo non sono uguali a quelle del Nord Italia.
Vorrei chiederle se sbagliamo costruendo la nostra casa in legno in questa zona.

Sono particolarmente affascinato dalle case in legno prefabbricate, ma temo che non siano adatte per i nostri climi (abito in Basilicata).
Secondo quanto scrive anche nel suo libro, potrebbe essere più adatto un edificio in xlam o una costruzione tradizionale in muratura?

Una progettazione corretta dell’involucro (non solo di una casa prefabbricata) deve essere basata su una serie di fattori, che non si limitano certamente alla pura e semplice latitudine dell’intervento.
Bisogna esaminare molti aspetti specifici del luogo, come l’esposizione, la ventilazione, l’altitudine, la presenza di elementi schermanti (rilievi collinari o montuosi, alberature, edifici…), che determineranno la percentuale di componente vetrata, le caratteristiche delle pareti e della copertura.
Ad esempio, un’abitazione da costruire in Sicilia o in Basilicata potrebbe trovarsi in una zona montuosa interna o a pochi metri dal mare in pianura, modificando notevolmente le condizioni climatiche da considerare nel calcolo.
E’ sicuramente possibile realizzare edifici energeticamente performanti in legno in queste zone, anche adottando soluzioni costruttive leggere a telaio, in abbinamento a pannelli isolanti ad alta densità di adeguato spessore, per migliorare il comfort termico in regime estivo.
Nei mesi caldi, è fondamentale la schermatura delle vetrate dall’esterno, per evitare il surriscaldamento per effetto serra degli ambienti e grande attenzione dovrà essere posta della progettazione della copertura, che dovrà possedere una buona inerzia termica, garantendo uno sfasamento del calore di parecchie ore ed impiegando materiali isolanti di notevole spessore e densità.
Sono molti gli articoli pubblicati che affrontano queste tematiche dal punto di vista della progettazione bioclimatica delle costruzioni prefabbricate nelle zone mediterranee, ma va comunque ricordato che l’acquisto di una casa in legno non deve essere necessariamente legato a motivazioni inerenti il comportamento termico.
I vantaggi sono molteplici ed è possibile migliorarne facilmente il comfort termico avvalendosi di un’impiantistica calibrata per i mesi caldi, come una ventilazione meccanica controllata in grado di raffrescare e deumidificare (sono molti i modelli presenti sul mercato) o il raffrescamento a pavimento mediante pompa di calore a ciclo inverso aria-acqua, acqua-acqua o geotermica, evitando il ricorso alla tradizionale climatizzazione (comunque alimentabile da pannelli fotovoltaici).

TROPPO CALORE IN UNA ABITAZIONE IN LEGNO

LA TENUTA DEL CALORE NELLE COSTRUZIONI IN LEGNO E’ CERTAMENTE UNO DEI PRINCIPALI PUNTI DI FORZA, CON BASSI COSTI ENERGETICI DA SOSTENERE E CONDIZIONI BIOCLIMATICHE ECCELLENTI.

Abbiamo realizzato una casa in legno con riscaldamento a pavimento e la cosa fantastica è che abbiamo sempre il riscaldamento spento!
Il problema però è contrario: non riusciamo ad andare sotto ai 20 gradi anche con tutto il riscaldamento chiuso.
Mi devo preoccupare?
Nella precedente casa in muratura tradizionale di notte dormivamo con 18 gradi in inverno, ma nella nuova casa in legno arriviamo anche a 21 gradi.
Cosa possiamo fare?

Il rovescio della medaglia.
Un’ottima coibentazione termica dell’involucro edilizio limita la necessità di ricorrere agli impianti per riscaldare e raffrescare gli ambienti.
Il calore viene mantenuto per lungo tempo e può bastare persino l’apporto passivo dell’irraggiamento solare nelle belle giornate invernali.
Il problema, semmai, si pone qualora l’energia impiegata (passiva o attiva, poco cambia) risulta eccessiva rispetto all’effettivo fabbisogno termico, innalzando eccessivamente la temperatura indoor.
Il riscaldamento a pavimento a bassa temperatura, assai diffuso in Italia negli ultimi anni, ha il vantaggio di sostituire i tradizionali radiatori con un sistema di diffusione del calore basato principalmente sull’irraggiamento.
L’elemento radiante (non solo le serpentine in cui viaggia il liquido a 28-30° C, ma l’intero pacchetto del solaio, pavimento compreso) necessita di un tempo abbastanza lungo per entrare a regime, sino a 2 ore a causa dell’elevata inerzia termica.
L’impianto va progettato correttamente, sulla base di un calcolo termotecnico che determini l’effettivo fabbisogno di calore.
Non è da escludere  che la ditta installatrice non abbia valutato che una casa in legno prefabbricata a basso consumo energetico non disperde calore come un fabbricato tradizionale poco coibentato, sovradimensionando le serpentine.
I termostati di zona devono permettere una regolazione fine a settori, evitando di centralizzare l’impianto (costa di più, ma è necessario).
Dando per scontato che l’impianto sia esente da errori di calcolo e progettazione, è inevitabile una sovrapposizione delle fonti di calore in certi orari del giorno, in quanto nelle prime ore del mattino il riscaldamento a pavimento si attiverà, ma continuerà a fornire calore anche in presenza degli apporti solari, a causa dell’inerzia termica.
Se l’edificio è molto vetrato un certo innalzamento della temperatura è probabile, anche a riscaldamento spento, ma questo non è necessariamente un difetto (considerando che è “gratis”, vallo a spiegare a chi paga 3.000 € all’anno di gas).
20° C non mi sembrano eccessivi, soprattutto perché sono ben distribuiti e non dipendenti dalla vicinanza ad una fonte di calore, come i radiatori, ma comportano un inevitabile adattamento delle abitudini degli occupanti rispetto alle condizioni climatiche dell’abitazione precedente.

LA PROGETTAZIONE DEL GIARDINO

GLI SPAZI ESTERNI DI UNA CASA IN LEGNO NON DIFFERISCONO DA QUELLE DEGLI ALTRI IMMOBILI IN MURATURA, POICHE’, COME RIPETO SPESSO, SI TRATTA DI UNA SEMPLICE ALTERNATIVA COSTRUTTIVA AI SISTEMI EDILIZI TRADIZIONALI PIU’ CONOSCIUTI E DIFFUSI.

Buongiorno, per prima cosa le volevo fare i miei complimenti per il suo libro e per questo sito.
I primi di aprile il costruttore monterà la mia casa e quindi sono quasi in dirittura d'arrivo.
Sto cercando di capire come possa fare per la pavimentazione del porticato lato sud di circa 25 m2 e del vialetto d'ingresso (ha dei suggerimenti?).
Le chiedo se gentilmente potrebbe scrivere un articolo spiegando come progettare gli spazi attorno ad una casa prefabbricata.

La progettazione degli spazi verdi e lapidei attorno ad una casa in legno è sostanzialmente analoga a quella dei giardini degli edifici in muratura e si potrebbe chiudere qui.
In realtà, è possibile individuare alcuni aspetti che andrebbero sempre considerati, ai fini del miglioramento delle prestazioni energetiche e della durabilità dell’edificio.
Nel primo caso andrà studiata una corretta schermatura delle vetrate sui vari fronti, mediante adeguate sporgenze (balconi, gronde e terrazze), tettoie, porticati, pergolati ed alberature.
In inverno il sole è basso sulla linea dell’orizzonte e l’irraggiamento ad est e ad ovest  minimo, mentre la radiazione diretta sulle vetrate a sud permette un guadagno di calore passivo sotto forma di effetto serra, che contribuisce nelle giornate di bel tempo a risparmiare energia, limitando il lavoro degli impianti.
In questo caso le schermature solari non devono risultare eccessive (ad esempio una tettoia molto profonda), in quanto limiterebbero il guadagno di energia passiva.
D’estate tali sporgenze dovrebbero però essere in grado di evitare il surriscaldamento dovuto all’incidenza diretta dei raggi del sole sulle vetrate.
I prospetti laterali richiedono sistemi di schermatura adeguati in quanto i raggi del sole sono più bassi, imponendo l’utilizzo di protezioni verticali come frangisole o cortine verdi.
Tali criteri risultano particolarmente importanti nelle case in legno a basso consumo, contribuendo ad innalzare considerevolmente il livello di benessere indoor in tutte le stagioni, limitando l’utilizzo di energia per la regolazione termica, sia d’estate che d’inverno.
Un altro aspetto estremamente importante è la protezione dell’acqua della costruzione.
In passato non si utilizzavano guaine o membrane per difendere le fondazioni dal contatto diretto con l’acqua presente nel terreno ed era frequente la risalita di umidità nei muri per capillarità, con formazione di muffe e funghi.
Nelle case in legno tale problematica avrebbe effetti ancor più disastrosi, sia sulla struttura portante, che negli isolamenti termici che perderebbero la loro efficacia, rischiando persino di marcire.
Le tecniche per evitare tali problematiche sono molteplici e sono quasi sempre oggetto di confronto con il costruttore, che mette a disposizione la sua esperienza proponendo soluzioni efficaci a basso costo.
Le pendenze dovranno ovviamente degradare dall’edificio verso l’esterno e dovrebbe essere previsto un piccolo salto di quota tra il giardino e l’interno, evitando il contatto diretto delle pareti in legno con il suolo.
Qualora questo non fosse possibile va predisposto un adeguato drenaggio delle acque mediante tubi interrati o canaline di scolo attorno all’edificio.
Anche la platea (se non è presente un interrato) andrà realizzata con un vespaio in ciottoli o (meglio ancora) su igloo per migliorare l’asportazione naturale di umidità che si produce naturalmente sotto l’edificio.

CASE IN LEGNO E VETRO

LE COPERTINE DEI CATALOGHI DI MOLTI COSTRUTTORI DI CASE IN LEGNO RITRAGGONO EDIFICI GENEROSAMENTE VETRATI, CHE ATTRAGGONO L’ATTENZIONE E FANNO SOGNARE IL POTENZIALE ACQUIRENTE.


Mi sto informando sui prezzi delle case prefabbricate e vorrei sapere (a grandi linee) per un edificio di circa 200 metri quadri, su due piani, con un 60 per cento delle facciate in vetro, a quanto ipoteticamente ammonterebbe il suo prezzo?

Le case in legno prefabbricate sono costruzioni mirate al massimo isolamento termico dal freddo e dal caldo.
La struttura in legno (di per se un eccellente isolante) abbinata a pannelli leggeri posizionati nella struttura, all’interno o come cappotto esterno intonacato, garantiscono prestazioni energetiche eccellenti, soprattutto in presenza di una corretta progettazione bioclimatica.
Valori di trasmittanza termica U inferiori a 0,20 W/m² K sono piuttosto agevoli da ottenere per le pareti esterne delle case di legno, mentre difficilmente si è in grado di scendere sotto un valore U di 1,00 W/m² K  per gli infissi ed i vetri.
E’ evidente che un edificio molto vetrato risulterà inevitabilmente più dispersivo (a parità di forma) rispetto ad un fabbricato con vetrate standard posizionate correttamente, a causa della maggiore trasmittanza dei vetri e dei serramenti (circa 5 volte di più).
Di contro, edifici molto vetrati consentono un notevole guadagno termico passivo nelle giornate invernali più assolate, sfruttando l’effetto serra durante il giorno.
una villa in legno e vetro
E’ comunque evidente che la dispersione notturna sarà maggiore, richiedendo complessivamente un maggiore utilizzo degli impianti di riscaldamento.
In regime estivo le vetrate andranno schermate per evitare il surriscaldamento dovuto all’incidenza diretta della radiazione solare, ma poco può essere fatto per lo sfasamento, che per i vetri e gli infissi resta molto limitato rispetto ad una parete correttamente calcolata per isolare dal caldo.
In ogni caso il ricorso massiccio al condizionamento risulta pressochè inevitabile, almeno per i nostri climi.
Non a caso questi edifici vengono quasi sempre realizzati nei paesi del nord Europa, con inverni rigidi, ma complessivamente asciutti (senza nebbie) ed estati brevi e miti.
Le case in legno ampiamente vetrate non possono dunque rientrare nella categoria degli edifici a basso consumo energetico, salvo eccezioni, in presenza di soluzioni costruttive mirate ed inevitabilmente più costose, come serre solari apribili d’estate, tripli vetri altamente efficienti e/o bassoemissivi, serramenti esterni a coibentazione maggiorata, schermatura attive e passive.
I prezzi di una casa prefabbricata con ampie vetrate, sino al 60% della superficie, possono aumentare del 30-40%, ma molto dipende dalle specifiche soluzioni costruttive che andranno adottate (vetri fissi, ante, porte scorrevoli, tipo vetri doppi o tripli, di sicurezza, antisfondamento).
E’ infine probabile che per il lettore gli aspetti architettonici siano preminenti rispetto alla pura prestazione energetica, rendendo poco interessanti le contro argomentazioni elencate.
Gli impianti termici possono comunque risolvere egregiamente le problematiche suddette, soprattutto nei periodi dei picchi invernali ed estivi, ma una progettazione corretta può comunque limitare gli effetti della dispersione del calore e del surriscaldamento.

INVOLUCRO VS IMPIANTI NELLE COSTRUZIONI A BASSO CONSUMO

FINO A POCHI ANNI FA ERA SUFFICIENTE UNA SEMPLICE CALDAIA, NEMMENO A CONDENSAZIONE.
DA QUALCHE TEMPO LE SOLUZIONI IMPIANTISTICHE SUL MERCATO SI SONO MOLTIPLICATE, ASSICURANDO ECCELLENTI RENDIMENTI ED INDIPENDENZA ECONOMICA.
COME PROGETTISTA NON RIESCO AD EMOZIONARMI E CONTINUO A PRIVILEGIARE L’ARCHITETTURA DELL’EDIFICIO E DEL SUO INVOLUCRO.

Buongiorno, vorrei costruire una villetta passiva in provincia di Genova.
Vista la scarsa disponibilità economica, avevo pensato ad una casa in legno della ********** nella versione coibentata.
Ad essa aggiungerei un impianto di ventilazione con scambiatore interrato.
Vorrei che fosse indipendente dalla rete luce e gas (sfruttando l'energia solare ed eolica) e che avesse un recupero dell'acqua piovana.
Sarebbe inoltre possibile rendere la villetta autonoma anche dalla rete fognaria?
In questo modo avrei agevolazioni sulla scelta del terreno (non necessitando degli allacciamenti), e forse incentivi statali per l'ecosostenibilità?
Altra domanda: cosa ne pensa dell'accumulo di energia in eccesso, sotto forma di idrogeno, nel sottotetto?


Ho dato una rapida occhiata al sito del produttore di case in legno in questione.
Si stratta di un sistema massiccio piuttosto economico, che consente valori termici non particolarmente entusiasmanti. 
Molto probabilmente il lettore ha indirizzato il suo interesse verso questa azienda, attratto dal listino particolarmente allettante, se confrontato con i prezzi dei principali costruttori di case prefabbricate.
Nonostante i dichiarati limiti di budget, si è ipotizzata un’impiantistica di un certo rilievo costituita da:
-      Ventilazione meccanica controllata a recupero di calore
-      Pannelli solari (fotovoltaici e/o termici)
-      Impianto eolico
-      Recupero delle acque piovane
-      Fossa biologica
-      Accumulo con produzione di idrogeno.
Non prevedendo una caldaia a gas, ipotizzo sia necessaria una pompa di calore con riscaldamento a pavimento come principale impianto per il riscaldamento.
E’ evidente che si tratta di un sistema integrato, dispendioso ed eccessivo rispetto alle esigenze di un piccolo nucleo familiare.
L’indipendenza energetica è l’obiettivo da perseguire, ottimizzando la spesa da sostenere, a partire dall’involucro edilizio.
Una corretta progettazione bioclimatica, affiancata da scelte costruttive equilibrate, consente di rientrare all’interno di parametri di spesa ragionevoli, demandando all’impiantistica il compito della termoregolazione di picco (invernale ed estiva), ovvero in presenza di temperature particolarmente basse o elevate.
Questi impianti dovrebbero essere progettati in base alle esigenze abitative ed all’effettivo fabbisogno energetico, evitando costosi ed inefficaci sovradimensionamenti, difficilmente ripagabili nel corso degli anni.
Se il budget di spesa è limitato, è preferibile investire nell’involucro edilizio, installando un’impiantistica di base (caldaia a condensazione a radiatori e solare termico).

LE CASE PASSIVE PREFABBRICATE

CASA PASSIVA:  MOLTO SEMPLICEMENTE UN EDIFICIO CHE NON CONSUMA ENERGIA, IN CUI IL BILANCIO TERMICO E' IN PARITA' TRA CONSUMI ENERGETICI E QUANTO PRODOTTO (DAGLI IMPIANTI O PER GUADAGNO SOLARE).

Sono un suo collega, da sempre interessato al tema della casa passiva ed all'ambiente.
Vorrei pregarla, se possibile, di aiutarmi a comprendere di più sulle case passive prefabbricate, suggerendomi dei testi o degli articoli o altro che lei ritiene fondamentale per qualcuno che si avvicina alla materia.
Vorrei inoltre chiederle se la casa prefabbricata possa avere un futuro anche al sud del nostro paese, e se pensa che nell'attuale congiuntura economica e di mercato possa essere un settore in crescita per chi se ne volesse occupare come attività principale dal punto di vista tecnico e della realizzazione.

CASA-PASSIVALe costruzioni prefabbricate in legno non sono necessariamente case passive.
Possiamo collocarle in Classe A rispetto alla legge nazionale sull’isolamento energetico degli edifici. 
Ciò significa che consumano energia (poca, ma non sono passive).
Il rendimento termico dipende non solo dall’isolamento dell’edificio e dalle parti che lo compongono (facciate – a loro volta costituite dalle pareti e dal binomio vetri-serramenti, copertura, attacco al suolo), ma anche dal rapporto di forma dell’edificio, dall’orientamento, dall’impiantistica utilizzata (sappiamo qual è l’importanza nel calcolo energetico della ventilazione meccanica controllata).
Il concetto di casa passiva non è univoco, ma dipende fortemente dalla zona climatica in cui l’edificio verrà realizzato.  
Le case passive mediterranee, ad esempio, si porranno l’obiettivo di eliminare gli impianti di climatizzazione forzata.
Le pubblicazioni sull’argomento esistono e sono facilmente reperibili anche tramite una ricerca sul web.
Il blog ha affrontato parzialmente il tema, proprio perché, nell’ottica delle case prefabbricate, il buon rendimento degli edifici standard può essere migliorato con un aggravio dei costi, non sempre conveniente in termini economici.
Ritengo che le case in legno possano diffondersi anche nelle regioni meridionali del nostro paese, ma che i costruttori debbano trovare risposte e soluzioni costruttive adeguate alle differenti peculiarità bioclimatiche delle zone mediterranee, rispetto ai paesi di origine delle case prefabbricate.
Con la crescita del settore, si creeranno certamente nicchie di mercato ed opportunità professionali, anche per i tecnici.

PILLOLE – PREVENTIVI

Ho visto sul sito delle case che rappresentano la mia idea di abitazione (mi piacerebbero grandi vetrate e la casa con struttura in acciaio).
Posso costruire 120mq tutti su un piano con box adiacente alla costruzione?
Vorrei avere notizie su un eventuale preventivo.

Questo blog tratta solamente costruzioni in legno a basso consumo.
Un edificio molto vetrato a struttura metallica disperde calore in quanto l’involucro non risulta isolato termicamente e richiede un massiccio utilizzo dell’impiantistica per il riscaldamento invernale e la climatizzazione estiva.
Le case prefabbricate garantiscono eccellenti prestazioni energetiche, grazie alle proprietà del legno. 
Questo materiale è infatti un pessimo conduttore di calore (al contrario del metallo) e permette la realizzazione di edifici dall’aspetto moderno, isolati termicamente.
Un posizionamento accorto delle vetrate consente inoltre di sfruttare l’energia del sole a fini termici, riscaldando l’edificio passivamente.
Le caratteristiche del progetto dipendono dai regolamenti locali e dalle norme tecniche di zona.
Il terreno deve essere edificabile e vanno richiesti i relativi permessi a costruire.
Le ditte costruttrici si occupano dei preventivi, direttamente o tramite agente di zona. 
Per reperire alcuni nominativi, questo sito mette a disposizione alcuni link di aziende di case in legno o, in alternativa, possiamo sfruttare i classici motori di ricerca.

CASE PREFABBRICATE DISPERDENTI

L’INVOLUCRO ISOLATO DELLE CASE PREFABBRICATE E’ GARANZIA DI BASSE DISPERSIONI TERMICHE E BOLLETTE ENERGETICHE CONTENUTE.
LE VETRATE, PER QUANTO EFFICIENTI, RESTANO IL PUNTO DEBOLE DELL’EDIFICIO E PRINCIPALE CAUSA DI DISSIPAZIONI DEL CALORE.

Volevo sapere una sua opinione in merito alla costruzione delle “case prefabbricate” o meglio sul suo orientamento, in quanto io possiedo un terreno con giardino rivolto a nord sul quale vorrei fare affacciare delle belle vetrate, ma le case costruttrici non mi assicurano che vada a risparmiare in termini di spesa per quanto riguarda il riscaldamento e la refrigerazione estiva.

La progettazione di un edificio (qualsiasi edificio e non solo la nostra abitazione in legno) deve basarsi su una serie di elementi che ne determineranno l’architettura.
I principi bioclimatici sono solo uno di questi fattori, ma non necessariamente il più importante.
Molto dipende dall’impostazione specifica che si intende dare al progetto.
Faccio un esempio banale.
Se a nord posso godere di una veduta mozzafiato sulle montagne, mentre a sud mi affaccerò sulla zona industriale, ritengo che si tratti di un punto di una certa importanza, certamente prioritario rispetto all’orientamento solare.
Sta alla capacità del progettista coniugare con sapienza i vari elementi, disponendo opportunamente i locali, cercando di minimizzare le dispersioni termiche e valorizzando l’inserimento nel contesto.
case prefabbricate, efficienza energeticaA volte penso alla progettazione come all’ideazione di una ricetta di cucina (qualche mio collega potrebbe inorridire), in cui l’arte del combinare i diversi ingredienti a disposizione può portare a risultati qualitativamente assai diversi. La parola chiave è “equilibrio”.
Poco o troppo sale in un piatto possono spostare di molto il nostro giudizio con il cibo, così come in un buon progetto non dovrebbe prevalere l’ingrediente bioclimatico a scapito di altri elementi, ma è necessaria una coerenza generale rispetto alle aspettative del cliente (costruttive, formali e funzionali), i vincoli urbani ed edilizi (legati alla forma del lotto, i regolamenti edilizi, le tipologie locali).
Cosa centra tutto ciò con il titolo dell’articolo? Un lungo e necessario preambolo per rassicurare il lettore rispetto a quanto affermato dalla ditta di case prefabbricate.
La sua casa non è una “macchina termica”.
Può esserlo, se questa è la sua esigenza.
Penalizzare l’abitabilità per aumentare il “guadagno solare” è sensato solo se ne siamo davvero convinti. Le vetrate a nord disperdono calore? Verissimo! Installi dei tripli vetri. Esistono sul mercato dei serramenti a basso consumo delle finestre che possono garantire una trasmittanza di 0,5 W/m²K.
Tale modifica comporta un extra costo assolutamente giustificabile, che può tradursi in un buon investimento negli anni, con un sensibile risparmio sulla bolletta energetica.
Andando oltre, il problema, semmai, è legato alla “progettazione inconsapevole”.
Mi capita spesso di confrontarmi con progetti di abitazioni altamente disperdenti, le cui scelte compositive appaiono evidentemente frutto dell’ideazione estemporanea, senza regole o principi di fondo. Non intendo assolutamente darne un giudizio formale, ma se scelgo di movimentare l’involucro con rientri, sporgenze, muri obliqui, logge, sporgenze, sfasamenti, tetti con incastri, abbaini, terrazze, dovrebbe esserci una ragione.
L’involucro semplice è la forma meno disperdente per un edificio.
Se scelgo consciamente di allontanarmene per valide ragioni, non si tratta necessariamente un errore progettuale.
Se però lo faccio senza alcun motivo (mi piaceva una casa un po’ movimentata ….. ho detto al mio geometra che non sopporto le case prefabbricate troppo semplici), rendo prioritario l’aspetto formale rispetto ad altri fattori, senza valutare possibili opzioni, altrettanto efficaci nel movimentare la sagoma (porticati, pergolati, bovindi) ed in grado di svolgere un efficace azione di protezione solare nella stagione estiva.
Le case prefabbricate dovrebbero essere progettate sin dall’inizio come edifici in legno a basso consumo e non come adattamento finale (il mio tecnico me l’ha sconsigliato) di progetti ideati per il laterocemento.
L’efficienza energetica reale dell’edificio dipende certamente dal tipo di parete o dallo spessore degli isolamenti, ma inizia innanzitutto dal progetto.

L'IMPORTANZA DEL COLORE DELLA FACCIATA

LA SCELTA DEL COLORE DELL’ABITAZIONE APPARE UN ASPETTO POCO SIGNIFICATIVO RISPETTO AI TEMI DEL RISPARMIO ENERGETICO E DELLA BIOCLIMATICA.

La tinteggiatura di un fabbricato può costituire comunque una questione da non sottovalutare, soprattutto se vogliamo ottenere un comportamento dell’involucro edilizio efficiente termicamente.
Intuitivamente i colori chiari assorbono poca radiazione solare, al contrario di quelli più scuri.
Un corpo bianco respinge le radiazioni di tutti i colori, mentre uno nero assorbe tutta la radiazione luminosa.
L’effetto pratico è che i colori scuri tendono a riscaldarsi maggiormente di quelli chiari in quanto assorbono l’energia del sole contenente calore.
Questo tipico comportamento dei colori fa parte dell’esperienza quotidiana e può essere riapplicato con profitto nella selezione del colore più appropriato rispetto alle specifiche condizioni climatiche del luogo.
Nella fascia mediterranea, in particolare nei paesi caratterizzati da clima caldo come la Grecia o nel Nord Africa, le abitazioni vengono tradizionalmente tinteggiate con colori chiari, in particolare il bianco.
Il bianco puro infatti riflette tutte le radiazioni luminose, respingendo l’energia e il calore di tutta la gamma cromatica. 
Le abitazioni bianche si mantengono più fresche, a parità di isolamento termico, di quelle tinteggiate in colori scuri, ma, ovviamente, sono meno in grado di assorbire passivamente l’energia del sole durante la stagione invernale.
Nelle case prefabbricate i colori scuri andrebbero evitati in ogni caso, affidando eventualmente alle vetrate rivolte a sud (opportunamente schermate durante l’estate) la funzione di captare l’energia solare nella stagione fredda.
case prefabbricate in legno
L’eventuale beneficio ottenibile durante i mesi freddi potrebbe costituire un problema serio durante l’estate, costringendo all’installazione di sistemi di condizionamento energivori, del tutto incoerenti con i principi ecologici delle case in legno.
Nell’esperienza delle case passive si fa spesso uso di colori scuri e non sono rare le abitazioni tinteggiate persino di colore nero.
Si tratta chiaramente di casi limite in cui il raffrescamento passivo dell’edificio è comunque tenuto sotto controllo con sofisticati sistemi di ricircolo naturale come le cosiddette “torri del vento”.
Tale approccio appare tuttavia poco indicato rispetto alle semplici abitazioni che vengono richieste normalmente dal cliente delle case prefabbricate in legno.
Nel nostro paese la sollecitazione termica del colore, intesa come l’azione degradante dell’irradiazione solare sull’intonaco dell’edificio non trova un preciso riferimento normativo.
La scelta della tinta è per lo più un aspetto soggettivo, legato a semplici ragioni estetiche o, al massimo, di inserimento urbano e quasi mai riferita all’aspetto termico.
E’ possibile calcolare un preciso indice di riflessione per una superficie di facciata riferito al singolo colore, in una gamma che va dal bianco (valore 100, massima riflessione) al nero (valore 0, massimo assorbimento).
I valori più alti, intuitivamente, si riferiscono ai colori chiari.
Senza entrare troppo nel dettaglio, è possibile rapportare la temperatura dell’aria esterna con la temperatura di colore della superficie dell’edificio, stabilendo quali colori risultano più appropriati in relazione alle specifiche condizioni climatiche ed alle caratteristiche della facciata.
Chiaramente al cliente delle case prefabbricate importa soprattutto capire quale gamma di tinte possa essere più indicata per la finitura della propria abitazione.
Si deve tenere conto che le case in legno sono presentano all’esterno quasi sempre uno strato di isolamento a cappotto finito ad intonaco con una granulometria di tipo medio-fine (2-3 mm), che tende per sua natura a limitare le riflessioni.
Il consiglio è certamente quello di evitare colori scuri e di indirizzare la scelta verso le tinte chiare naturali, anche nella scelta del colore esterno dei serramenti.

ABITAZIONI ECOLOGICHE MEDITERRANEE

LE PRIME CASE PREFABBRICATE VENGONO REALIZZATE CIRCA 40 ANNI FA NEL NORD EUROPA, PER RISPONDERE ALL’ESIGENZA DI PROTEGGERE EFFICACEMENTE DAL RIGIDO E PERSISTENTE CLIMA INVERNALE, CHE IN QUEI PAESI DURA MOLTI MESI, CON TEMPERATURE ESTREMAMENTE BASSE.

Se si esclude il nord Italia, la maggior parte del nostro paese presenta condizioni climatiche tipicamente mediterranee, caratterizzate da inverni brevi e miti, con molti mesi di caldo e temperature piuttosto alte.
Un’abitazione che sappia rispondere efficacemente a queste sollecitazioni termiche (non solo le case prefabbricate) dovrebbe pertanto presentare una buona coibentazione, ma soprattutto difendere dall’onda di calore estiva, assicurando uno sfasamento di parecchie ore.
Come ripetuto spesso, è fondamentale avere un involucro edilizio dotato di “massa”, in grado di rallentare il passaggio dall’esterno all’interno dell’onda termica.
case in legno, case in legno prefabbricate, case prefabbricate in legnoLe case prefabbricate a telaio (baloon frame) hanno la caratteristica di essere costituite in gran parte da isolamenti, leggeri per loro natura, dotati di grande capacità isolante (ideale per il freddo), ma poco efficaci per tenere il caldo al di fuori degli ambienti interni.
L’utilizzo di materiali di maggior densità (la fibra di legno su tutti), migliora parecchio la capacità di contenere il calore, ma resta comunque un compromesso, senz’altro ottimo per i climi del nord Italia, ma non ideale per il resto del paese.
E’ pertanto necessario aumentare la massa delle pareti esterne delle case prefabbricate, adottando altre soluzioni costruttive, come l’X-Lam e le pareti massicce in genere, ben più adeguate in queste zone.
Vorrei che fosse chiaro che le pareti a telaio ben concepite possono essere una soluzione costruttiva comunque valida e superiore a gran parte delle costruzioni tradizionali.
Su gran parte del territorio l’isolamento degli edifici è un concetto oscuro che non trova applicazione nella prassi di cantiere.
Le case prefabbricate a telaio devono però utilizzare solo fibra di legno ad alta densità, tra i montanti delle pareti e per l’isolamento del tetto (assolutamente ventilato).
Andrà chiaramente data preferenza per le pareti di buon spessore. Meglio un cappotto di pochi centimetri e una struttura profonda, piuttosto che il contrario.
Non tutte le ditte di case in legno sono in grado di offrire soluzioni specifiche per questi climi, quindi grande importanza andrà data alla scelta del costruttore di case prefabbricate.
Va inoltre ricordato che le pareti in legno a telaio sono in genere più economiche delle loro alternative in massiccio, aspetto che può chiaramente influire parecchio sulla scelta finale.
L’X-Lam è in ogni caso la soluzione preferibile per i climi caldi, così come ottime sono le pareti MHM (Massive Holz Mauer, chiodate e non incollate).
Il prezzo resta il limite principale di queste costruzioni e non solo in rapporto all’alternativa a telaio.
Le imprese di costruzioni tradizionali (ancor più in tempi di crisi come questi) appaiono estremamente concorrenziali dal punto di vista meramente economico.
I prezzi dell’edilizia del mattone in molte zone d’Italia sono particolarmente vantaggiosi per il cliente, ma spero sia chiaro che stiamo parlando di sistemi costruttivi assai lontani ed il paragone appare una vera e propria forzatura.
Parlando di automobili, difficilmente ci verrebbe in mente di confrontare una Panda (con tutto il rispetto per una buona auto) con una Maserati.
Nel settore dell’edilizia, chissà perché, si fatica parecchio a comprendere questo concetto e, di conseguenza, a dare il giusto peso alle diverse caratteristiche delle costruzioni.
Chi sceglie di realizzare la propria abitazione con una ditta di case prefabbricate cerca alcune caratteristiche che vadano oltre alla semplice costruzione di un edificio e non dovrebbe comunque farlo per risparmiare sui costi di costruzione.

COSTRUZIONI IN LEGNO AUTOSUFFICIENTI

È POSSIBILE ELIMINARE LA TRADIZIONALE CALDAIA DALLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO? E’ UNA DOMANDA CHE MI VIENE POSTA SPESSO.
E’ POSSIBILE REALIZZARE UN’ABITAZIONE DEL TUTTO INDIPENDENTE DAI SERVIZI DI FORNITURA DEL GAS E DELL’ELETTRICITÀ? IN VIA TEORICA, OVVIAMENTE, SI.
TUTTAVIA IL MITO DELL’ABITAZIONE AUTOSUFFICIENTE VA UN PO’ RIDIMENSIONATO.

Qual è il duplice scopo da perseguire?
Realizzare un’abitazione ecologica che grazie ad un corretto isolamento riduca le emissioni e contenga i costi energetici.
Rispetto all’edilizia corrente si tratta evidentemente di un grandissimo risultato.
Se potessimo agire su grande scala, i benefici ambientali ed economici sarebbero impressionanti con effetti immediati sull’intero ecosistema, proprio per il peso del settore dell’edilizia sul clima e sugli stessi mercati finanziari.
Rispetto ad una casa tradizionale poco efficiente i consumi delle case prefabbricate possono essere inferiori sino al 60-70%, senza accorgimenti particolari. 

Un’impiantistica basata su un intelligente utilizzo di energie rinnovabili può portare questo risultato al 80-90%. E’ necessario spingersi oltre e a che prezzo?
bioedilizia, risparmio energeticoUna casa in grado di non consumare energia si definisce passiva. Questo risultato si raggiunge solamente con l’involucro, senza l’ausilio di impianti (solari o a biomasse), ma grazie all’alto isolamento e agli apporti del sole durante la stagione invernale. Le case passive però richiedono una progettazione basata su soluzioni tecniche che possono risultare scomode per le esigenze di una normale famiglia, come la disposizione a corte degli ambienti attorno ad una serra vetrata capace di funzionare da serbatoio di calore durante i mesi freddi (da aprire durante la stagione estiva) e altri accorgimenti spesso vincolanti.
Una corretta progettazione che tenga conto dell’orientamento e di un utilizzo ottimale del calore del sole può migliorare efficacemente il rendimento energetico dell’involucro edilizio, senza stravolgere le esigenze distributive dei vari ambienti interni.
Nella scelta della dotazione impiantistica si dovrà tenere conto necessariamente dei diversi tempi di ammortamento dei costi tra un solare termico, una caldaia a pellets o un impianto eolico o geotermico.
Il rientro negli investimenti è spesso lungo e non sempre l’acquisto risulta conveniente, soprattutto nel caso di un iper-dimensionamento degli stessi o nella sovrapposizione delle funzioni energetiche, dovuto quasi sempre all’eccesso di entusiasmo da parte del cliente.
Le alternative sul mercato sono moltissime e andranno attentamente ponderate in base allo stile di vita del nucleo abitativo, quotidiano e stagionale, sull’ubicazione geografica, le caratteristiche morfologiche del terreno, l’eventuale disponibilità di legname da combustione.
Un corretto dimensionamento impiantistico non dovrebbe in ogni caso essere valutato perseguendo il miraggio di un’autosufficienza energetica, pur in presenza di un’abitazione termicamente efficiente. 
Si deve necessariamente tenere conto della variabilità delle condizioni energetiche, soprattutto se ci affidiamo al sole come fonte principale. Giornate di grande freddo o di nebbie persistenti sono sempre possibili per molti mesi, limitando fortemente la produzione di energia (elettrica o termica) dei pannelli solari. Vi è dunque la necessità di sopperire ai cali di produzione o alla richiesta di picchi di energia, integrando le fonti rinnovabili che abbiamo per l’impiantistica principale con opportuni ausili secondari. Il contributo di questi impianti di supporto può essere sporadico e limitato appunto a condizioni di punta momentanee.
Il loro utilizzo mirato a situazioni eccezionali ne suggerisce un minimo investimento economico. Ecco perché la scelta più intelligente per le case prefabbricate è spesso la dotazione di una piccola caldaia a gas (meglio se a condensazione, vista le attuali minime differenze di prezzo) in grado di funzionare solo quando risulta strettamente necessario il suo contributo energetico. Le bollette di luce e gas saranno sempre leggere, mentre la loro radicale eliminazione risulterà possibile solo a fronte di investimenti economici impegnativi, in ogni caso superiori al beneficio ottenuto e quasi mai realmente giustificabili.
Ricordiamoci che l’acquisto delle case prefabbricate in legno riduce a priori drasticamente i consumi, mentre i produttori di questi impianti hanno tutto l’interesse a venderci i loro prodotti, così come i tecnici e gli impiantisti interpellati spingeranno molto per convincerci al loro acquisto.
Puntiamo dunque al massimo dell’efficienza, tenendo presente che si tratta di un investimento mirato ad un ritorno, sia ecologico che economico. Si tratta di individuare la migliore combinazione possibile tenendo conto di fattori estremamente individuali, che possono risultare del tutto errati per un’altra famiglia o in un altro contesto.
Con le case prefabbricate, non esiste mai una ricetta assoluta da applicare indistintamente in tutte le situazioni.
Il bravo tecnico dovrebbe supportarvi in questa scelta imparzialmente, senza interessi personali di sorta, indirizzandovi ad assemblare una sintesi energeticamente efficiente tra impianti tra loro compiutamente complementari.

UNA SCHERMO “VERDE” PER LE CASE PREFABBRICATE

IL SOLE È UNA FONTE DI ENERGIA GRATUITA E DISPONIBILE QUASI TUTTO L’ANNO IL CUI SFRUTTAMENTO PUÒ PORTARE A NOTEVOLI RIDUZIONI DEI COSTI ENERGETICI DELL’ABITAZIONE. 
L’UTILIZZO DI PANNELLI FOTOVOLTAICI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA O DEL SOLARE TERMICO PER SCALDARE L’ACQUA SANITARIA SI TRADUCONO NEL GIRO DI QUALCHE ANNO IN OTTIMI INVESTIMENTI, ANCHE SOTTO IL PROFILO AMBIENTALE.

Le modalità di captazione passiva della radiazione permette di usufruire gratuitamente del calore del sole sfruttando l’effetto serra. 
Uno studio corretto dell’orientamento dell’abitazione, della disposizione degli ambienti interni, dell’ubicazione e del dimensionamento delle aperture vetrate permette di ottenere considerevoli risparmi durante la stagione invernale, con un utilizzo minimo dell’ausilio impiantistico, soprattutto nelle giornate di cielo limpido ed in assenza di nebbie.
Grandi vetrate disposte a sud permetteranno di godere di un rapporto ancora più diretto con l’esterno dell’abitazione, permettendo inoltre al verde del giardino di entrare idealmente nella nostra abitazione e di godere pienamente del ciclo delle stagioni.
Durante l’estate dovremo tenere conto però che l’eccesso di calore e di radiazione solare comporterà un inevitabile surriscaldamento che andrà accuratamente evitato per mantenere un microclima gradevole, senza ricorrere al condizionamento forzato dei locali.
L’effetto serra, così auspicabile durante i mesi freddi, è dovuto all’irraggiamento diretto sul vetro e quindi lo schermo va attuato proteggendo le finestre dall’esterno, mediante l’oscuramento totale con persiane o avvolgibili, o parziale, con l’utilizzo di sistemi frangisole fissi o scorrevoli.
E’ possibile altresì proteggere i vetri dal calore collocando degli elementi aggettanti, quali balconi ai piani superiori o tettoie e porticati opportunamente dimensionati. 
Durante l’estate, nelle ore più calde, il sole è molto alto sulla linea dell’orizzonte ed è sufficiente un piccolo sporto per impedire l’irraggiamento diretto delle vetrate, mentre d’inverno il sole si trova molto più in basso e i raggi del sole sono obliqui e riescono ad entrare nell’abitazione senza venire intercettati, permettendo il riscaldamento passivo della nostra casa in legno.
pergolato
Un porticato può costituire uno spazio esterno di qualità, da fruire in molti periodi dell’anno, ma può anche divenire un vincolo, estetico e funzionale, non necessariamente gradito, va inserito nel computo delle distanze da confini, strade e fabbricati (se il lotto è piccolo può essere un problema) e diminuisce sensibilmente l’apporto della luce diffusa durante i mesi invernali.
Perché non pensare allora ad una soluzione naturale che si accordi perfettamente con il ciclo delle stagioni, andando ad arricchire il nostro spazio esterno? La piantumazione di alberi a foglia caduca, studiata attentamente per proteggere l’abitazione dall’irraggiamento eccessivo, permetterà una schermatura intelligente, in quanto la caduta delle foglie avviene gradualmente durante i mesi autunnali, al sopraggiungere dei primi freddi, per completarsi con il rigore dell’inverno, quando è necessario il massimo apporto solare. 
Le foglie primaverili, di piccole dimensioni riprendono a schermare progressivamente le vetrate sino alla stagione calda, secondo un ciclo perfetto per le nostre esigenze. 
Ovviamente non tutti gli alberi sono adatti allo scopo; ribadendo che la scelta va fatta esclusivamente sulle latifoglie, si dovrà scegliere essenze con chioma folta evitando le forme coniche, ma scegliendo alberi a crescita rapida, la cui potatura privilegerà una forma aperta, ad “ombrello”, in grado di riparare su tutto il fronte.
Un’altra intelligente soluzione può essere la realizzazione di una pergola verde, che potrà costituire durante i mesi caldi di una piacevole isola di fresco, usufruibile al pari di una tettoia, ma che permetterà il massimo dell’apporto luminoso durante l’inverno. 
Anche in questo caso la scelta di rampicanti a foglia caduca accorderà perfettamente il ciclo stagionale delle piante con le mutate richieste termiche dell’abitazione, senza ausilio di dispositivi manuali o meccanici di alcun tipo.
Ecco che i nostri folti alberi combinati magari ad un roseto senza spine e a rapida crescita come le splendide roselline “banxiae” da far crescere sopra il pergolato possono costituire elementi di ombreggiatura senza eguali e di innegabile arricchimento per il nostro giardino.
Ancora una volta è possibile migliorare moltissimo l’efficienza energetica (invernale ed estiva) della nostra casa prefabbricata in legno senza aggravi di costo, ma con una progettazione attenta e consapevole.