DA QUALCHE ANNO A QUESTA PARTE IL RISCALDAMENTO A
PAVIMENTO HA SOPPIANTATO I VECCHI RADIATORI E, GRAZIE ALL’AMPIA DIFFUSIONE DI
QUESTO SISTEMA IMPIANTISTICO NELLE NOSTRE CASE, IL PRINCIPIO DELLA DIFFUSIONE
DEL CALORE PER IRRAGGIAMENTO E’ ABBASTANZA CONOSCIUTO.
Mi chiede un lettore: Nei
suoi articoli si parla spesso di comfort e di benessere negli edifici in legno,
ma non ho capito bene in pratica perché dovrebbe essere superiore in una casa
prefabbricata rispetto ad una di mattoni.
In
teoria, se l’isolamento è eccessivo, l’aria dovrebbe essere più viziata ed è
per questo che serve l’aerazione meccanica, giusto?
Dalla mail di un altro lettore: La nostra attuale abitazione
(ovviamente non prefabbricata in legno, anche se è il nostro sogno) non ha
isolamenti nei muri e abbiamo sempre la sensazione di avere freddo, anche se il
termometro misura 21-22° e nonostante le spese altissime per il riscaldamento.
Mi rendo conto che il titolo potrebbe risultare
fuorviante, in quanto non intendo approfondire un nuovo sistema di raffrescamento a parete per l’estate, ma di un aspetto molto interessante che sta alla base
dell’elevato standard di comfort climatico percepibile in un edificio in legno
a basso consumo.
Le due mail sono solo in apparenza discordanti, in
quanto sottendono la medesima tematica, legata alle diverse modalità di
diffusione del calore.
In fisica, la trasmissione di calore tra due corpi,
dal più caldo al più freddo, avviene secondo tre meccanismi, sino a quando i
due corpi non raggiungono la medesima temperatura e, precisamente, per
conduzione, convezione ed irraggiamento.
In un’abitazione le prime due modalità (in
particolare la convezione) sono importanti ed è per questo che una parete molto
isolata (a bassa conducibilità) limita la dispersione di energia termica verso
l’esterno durante i mesi freddi, rispetto ad un edificio privo di isolamenti.
Per questo motivo è estremamente importante montare
infissi con vetri isolati, in quanto la dissipazione di calore risulta più
ingente attraverso le parti dell’edificio a maggiore trasmittanza.
Gli impianti di riscaldamento dovrebbero (in
teoria) compensare le perdite di energia, ma negli edifici non isolati la sensazione
di percepire freddo è molto evidente anche a fronte di misurazioni di
temperatura dell’aria superiori a i 20°C.
La causa è la terza via di propagazione del calore,
ovvero l’irraggiamento, in quanto la temperatura superficiale delle pareti
esterne senza coibentazioni risulta estremamente bassa e può avvicinarsi agli
O°C per i vetri senza camera non isolati, ancora presenti in molte vecchie abitazioni.
A grandi linee, l’irraggiamento, al contrario dei
processi di conduzione e convenzione, trasmette il calore senza contatto o
trasferimento di materia e può propagarsi anche nel vuoto (per questo riceviamo
energia dal sole).
Il riscaldamento a pavimento di moderna concezione
si avvale per la maggior parte di questa modalità di diffusione e solo in
minima parte riscalda per convezione (al contrario dei vecchi sistemi
centralizzati del passato, che facevano gonfiare le gambe a causa dell’alta
temperatura del fluido passante nelle serpentine).
Una parete in legno è sempre “calda”, in quanto i
materiali che la compongono sono cattivi (o cattivissimi, nel caso dei pannelli
isolanti) conduttori di calore.
Per questo motivo, le pareti esterne, così come il
tetto di una casa in legno, non trasmettono un’onda fredda verso gli ambienti
interni.
L’assenza di tali componenti termiche implica un
più alto livello di temperatura percepita dagli occupanti ed un conseguente
minore fabbisogno di calore che permette di
possibile mantenere temperature dell’aria abbastanza basse (18°C), con
elevate condizioni di comfort microclimatico.

















