Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

INTERVENTI IMMOBILIARI CON LE CASE PREFABBRICATE

UN LETTORE (CHE PREFERISCE NON PUBBLICARE INTEGRALMENTE LA SUA LETTERA) MI CHIEDE SE, ACQUISTANDO TERRENO SUL SUO TERRITORIO E COSTRUENDO ABITAZIONI PREFABBRICATE IN LEGNO PER POI RIVENDERLE, È POSSIBILE RICAVARE DEI MARGINI DI GUADAGNO INTERESSANTI.  

Affinchè esista un margine dovrebbero sussistere alcune condizioni come un lotto di terreno edificabile abbastanza grande da poter costruire varie unità per volta ed una certa scontistica con l’azienda di case in legno per poter abbassare i prezzi di acquisto.
Conviene rivolgersi ad una piccola azienda locale o verso i costruttori più affermati tedeschi ed austriaci?

immobili-legno, villaggi-legno
Nei prossimi anni assisteremo sicuramente alla costruzione di interventi immobiliari a basso consumo energetico che verranno realizzati in legno.
Il costo delle case prefabbricate è molto competitivo qualora venga richiesto un elevato isolamento termico e caratteristiche bioedili, rispetto ai sistemi costruttivi tradizionali in laterocemento in opera.
Il valore di un fabbricato è inversamente proporzionale al suo consumo di energia termica, un parametro destinato a condizionare fortemente le scelte dei costruttori immobiliari, oltre che dei privati.
Come notato giustamente dal lettore, il terreno deve essere sufficientemente grande da permettere di abbassare l’incidenza dell’area sul costo finale, ma va comunque ricordato che non tutti conoscono le case in legno, soprattutto nelle aree del centro sud Italia, per cui le dimensioni della lottizzazione devono essere valutate attentamente prima dell’acquisto.
La progettazione dovrebbe essere affidata a tecnici con un minimo di esperienza, per un buon controllo dei costi a partire dall’ideazione (ricordo che il legno è un materiale versatile, ma che va capito e rispettato).
Errori di progettazione possono produrre in fase esecutiva un inatteso aumento dei costi vivi che può ridurre notevolmente il profitto per il costruttore dell’intervento.
Purtroppo la parcella dei tecnici viene vissuta molto spesso dagli imprenditori come un’inutile scocciatura ed è soprattutto un costo da assottigliare (bioarchitetti ed immobiliaristi non si incontrano molto spesso….).
Per contenere gli esborsi, conviene acquistare gli edifici al grezzo, completando i lavori con ditte e manodopera locale.
Il livello chiavi in mano, comodo per il privato che costruisce una villetta da abitare, racchiude inevitabili margini di guadagno per l’azienda di case in legno, che postrebbero rimanere nelle tasche dell’imprenditore.
Acquistando una certa quantità di strutture è possibile abbassare parecchio i costi, poiché il contratto risulterà più appetibile per la ditta fornitrice.
Le aziende di case di legno più conosciute, prefabbricatori di grandi dimensioni, quasi sempre esteri, hanno listini non troppo elevati, ma minori opportunità di sconto, mentre i costruttori locali sono disposti a ridurre parecchio il guadagno, anche per farsi conoscere nel territorio (una lottizzazione è chiaramente un notevole “biglietto da visita”).

IL CALCOLO STATICO DELLE CASE DI LEGNO

ALCUNI ADEMPIMENTI BUROCRATICI VENGONO INCLUSI DAL COSTRUTTORE E NON RICHIEDONO L’AFFIDAMENTO A PROFESSIONISTI E TECNICI, CON UN CERTO RISPARMIO PER L’ACQUIRENTE.

Ho un azienda agrituristica e vorrei mettere 4 di queste casette prefabbricate in legno.
Vorrei sapere se hanno già i calcoli del genio civile.
Cosa bisogna preparare di lavori?

Vorrei sapere se la statica della costruzione in legno deve farla il mio ingegnere / architetto o fornisce il tutto la ditta, avendo scelto una’azienda di case prefabbricate slovena.

La statica è fornita (quasi sempre) dal costruttore della casa in legno.
Il motivo è abbastanza semplice.
Il calcolo statico è necessario per l’azienda stessa al fine del dimensionamento esecutivo delle strutture portanti della costruzione, a telaio o massicce, e, pertanto si tratta di una prestazione che può essere fornita senza costi aggiuntivi all’acquirente.
La statica deve essere firmata da un professionista abilitato iscritto al proprio albo o ordine di appartenenza provinciale, come previsto dalle norme vigenti in materia di costruzioni.
Se il calcolo è stato redatto da uno studio estero, la documentazione deve essere sottoscritta da uno strutturista italiano, che si assuma la responsabilità relativamente alla rispondenza del contenuto alla normativa.
Il calcolo statico di una casa prefabbricata in legno va depositato presso i competenti uffici secondo la medesima prassi delle strutture in cemento armato, che può variare da regione a regione.
Il dimensionamento delle strutture di fondazione, al contrario, è a carico dell’acquirente, che deve incaricare direttamente un ingegnere, il cui compito è abbastanza limitato (seppure importante), trattandosi di una minima porzione dell’edificio, in particolare qualora venga prevista una semplice platea.
Lo strutturista ha inoltre il compito di controllarne l’esecuzione in cantiere in qualità di direttore dei lavori delle strutture, come previsto dalle norme tecniche.
E’ fondamentale che la progettazione esecutiva delle due porzioni dell’edificio risulti ben coordinata, evitando errori come la costruzione anticipata della platea o dell’interrato, prima della scelta della ditta o di avere effettuato la campionatura.
Può sembrare scontato, ma molte persone non comprendono l’importanza di questo aspetto e preferiscono affrettare i lavori inutilmente, presi dalla frenesia di cominciare il cantiere ad ogni costo.
Le caratteristiche del solaio di ancoraggio delle case in legno variano da azienda ad azienda e vi è il concreto rischio di realizzare una platea non conforme alle esigenze del costruttore, con il rischio di dover demolire parte delle opere eseguite, operare tagli e carotaggi, i cui costi graveranno inevitabilmente sul prezzo finale.
I tempi di realizzazione sono estremamente rapidi rispetto ai cantieri tradizionali in laterocemento ed è sempre consigliabile seguire scrupolosamente le indicazioni esecutive del costruttore, come la forometria e i dettagli tecnici allegati nei disegni di cantiere.

L'IMPORTANZA DELLA TRASPIRAZIONE DELL'EDIFICIO

LA MAGGIOR PARTE DELLE SOLUZIONI TECNICO-COSTRUTTIVE DELLE DITTE DI CASE IN LEGNO PREFABBRICATE GARANTISCONO UNA CERTA TRASPIRABILITA’ DELLE PARTIZIONI OPACHE DELL’EDIFICIO (TETTO E PARETI ESTERNE).

Devo realizzare la mia casa prefabbricata in pannelli x-lam e cappotto in fibra di legno, così come fibra di legno intendo impiegare per isolare il tetto.
Non intendo utilizzare nessun materiale che non traspiri, tipo eps.
Quali precauzioni si devono impiegare per garantire una lunga durata alla fibra?
Vanno utilizzati i freni o barriere al vapore?
Come vanno posizionati nelle pareti e nel tetto?

Le strutture in x-lam in accoppiamento a pannelli in fibra di legno garantiscono un eccellente isolamento termico per tutto l’anno, con ottimi valori di sfasamento estivo e conseguente benessere indoor durante i mesi caldi.
Molti costruttori abbinano un freno al vapore sul lato interno, direttamente dopo il cartongesso, altri ancora non prevedono alcun telo di protezione, mentre ha poco senso montare una barriera vera e propria che impedirebbe la traspirazione naturale dell’edificio (indispensabile, al contrario, qualora il cappotto fosse realizzato in EPS).
Mi affiderei comunque al costruttore per valutare le soluzioni più collaudate ed idonee, mentre sconsiglio sempre l’autocostruzione di un edificio in legno, soprattutto per gli usi abitativi.
La fibra di legno è un materiale che soffre particolarmente l’umidità, in quanto bagnandosi perde drasticamente le sue proprietà isolanti e può sviluppare muffe e funghi, deteriorandosi in modo irreversibile, richiedendo la sostituzione integrale dei pannelli (operazione tutt’altro che agevole ed economica).
Tale problematica, per quanto rara, si presenta a fronte di un notevole sviluppo di umidità all’interno degli ambienti, dovuto alla cottura dei cibi, all’utilizzo sanitario dell’acqua, alla respirazione umana ed animale, che non trova adeguata via di fuga all’esterno attraverso l’apertura manuale di porte ed infissi.
E’ intuitivo che la presenza di un impianto di ventilazione meccanica controllata, in grado di ricambiare il volume d’aria in breve tempo, evita in partenza ogni rischio, mentre i cappotti non traspiranti come il polistirene (ottimo isolante, ma…) impediscono il passaggio all’esterno di vapore.
Molte pareti a telaio abbinano un cappotto in ESP a pannelli in fibra di legno tra i montanti, una soluzione performante che impone l’uso della barriera al vapore sul lato interno.  In questo caso consiglio l’installazione di un impianto di VMC per garantire una buona qualità ed un ricambio costante dell’aria.
Pesonalmente darei preferenza alle pareti che prevedono almeno un freno al vapore sul lato interno, che permetta il passaggio di una quantità limitata di umidità verso l’esterno, che scongiuri in partenza il rischio di bagnare i pannelli isolanti.
Una parete traspirante è comunque una buona soluzione, a patto di provvedere sempre ad un regolare ricambio d’aria aprendo le finestre.
Spesso questa operazione viene temuta dai possessori di case in legno a basso consumo, in quanto si teme di disperdere il prezioso calore, aumentando il costo delle bollette.
L’isolamento termico non deve divenire un’ossessione e si deve sempre dare priorità alla salubrità degli ambienti e dell’edificio.

L'IMPIANTO DI ASPIRAZIONE CENTRALIZZATA

UN IMPIANTO UTILE (MA NON CERTAMENTE INDISPENSABILE) IN UNA MODERNA ABITAZIONE E’ L’ASPIRAZIONE CENTRALIZZATA, DA NON CONFONDERE CON LA VENTILAZIONE MECCANICA, INSTALLABILE SENZA PROBLEMI NELLE COSTRUZIONI ECOLOGICHE.

Cosa ne pensa del sistema di aspirazione centralizzata?
Quali svantaggi ha?
Se ha una conoscenza del settore, vorrei sapere in Italia qual'è la marca acquistabile di maggiore qualità ed affidabilità?

Buongiorno Architetto, nel complimentarmi per il libro ed il blog, mi permetto di suggerire un argomento di cui non ho trovato traccia tra gli articoli, ovvero l’impianto di aspirazione centralizzata, che vorrei installare nella mia futura casa in legno prefabbricata.

Non mi considero un esperto di aspirazione centralizzata e non posso pertanto consigliare una ditta in particolare (peraltro il blog non fa pubblicità diretta).
Mi limito a sottolineare che questi sistemi possono sostituire efficacemente il tradizionale aspirapolvere con alcuni vantaggi.
L’impianto è costituito da un insieme di tubi e canalizzazioni che collegano il motore e il serbatoio (ubicati in un locale di servizio) ad una serie di bocchette, il cui numero dipende dalla dimensione e dallo sviluppo dell’edificio.
E’ poi in dotazione una tubazione esterna di adeguata lunghezza che andrà collegata alle prese aspiranti (dotate di sportellino di chiusura).
Per utilizzare l’impianto è quasi sempre sufficiente aprire lo sportello.
Essendo la macchina collocata in un locale apposito, l’impianto non è rumoroso come un tradizionale aspirapolvere e vi è minore possibilità di produzione di polveri ed odori nell’ambiente.
Il tubo è leggero e maneggevole, anche rispetto ad una scopa elettrica, con il vantaggio della potenza elevata e della conseguente capacità di aspirazione e di pulizia.
La pulizia del serbatoio (più capiente del tradizionale sacchetto dell’aspirapolvere) e dei filtri è un’operazione semplice e ci sono particolari “contro” da segnalare, a parte il prezzo maggiore dell’impianto rispetto ai tradizionali aspirapolvere.
Nelle case in legno è preferibile inserire tale impianto in sede di progettazione statico-esecutiva, in quanto si dovranno definire i passaggi dei tubi montanti e delle distribuzioni orizzontali dal locale tecnico sino alle bocchette di aspirazione.
Al pari di un impianto di ventilazione meccanica controllata, il sistema risulta abbastanza invasivo se non predisposto in sede di montaggio, per cui, se lo ritenete necessario, consiglio di prevederlo in sede di campionatura, evitando di intervenire pesantemente sul fabbricato negli anni successivi (in alternativa si può sempre acquistare un robot).

CASE PREFABBRICATE IN BIOEDILIZIA

IL VARIEGATO SETTORE DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO OFFRE SOLUZIONI COMPLETAMENTE BIOEDILI E NATURALI, MA SONO PRESENTI MOLTE AZIENDE MENO ATTENTE, CHE IMPIEGANO MATERIALI E SOSTANZE DI ORIGINE CHIMICA, POTENZIALMENTE DANNOSE PER LA SALUTE.

Sono uno studente della Facoltà di Architettura di Torino e avrei bisogno di un consiglio sulle costruzioni in legno.
In un corso sono tenuto a progettare un edificio di circa 4/5 piani ad uso residenziale.
Nel momento in cui ho dovuto pensare al tamponamento esterno mi sono chiesto: meglio il legno o il mattone?
E soprattutto, il legno non è in realtà un materiale naturale al 100%;  questo infatti viene spesso trattato con sostanze che non ne permettono il riuso o addirittura rendono difficoltoso lo smaltimento perchè sono nocive.
Come mi potrei muovere tra queste "fregature"?
Come posso essere certo che ciò che scelgo sia naturale sul serio?

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Le costruzioni in bioedilizia impiegano solamente materiali di origine naturale, rinnovabili o riciclabili ed hanno un bilancio energetico a basso o nullo impatto sull’ambiente.
Gli edifici in legno a basso consumo utilizzano poca energia per la costruzione ed hanno un limitato fabbisogno termico, sia d’estate che d’inverno, soprattutto in abbinamento ad impianti ad energia rinnovabile e/o ad alta efficienza (pompe di calore, ventilazione meccanica, solare).
Le case prefabbricate rappresentano solitamente un sistema costruttivo ecologico, a patto di evitare l’impiego di sostanze inquinanti e che rilasciano vapori tossici, dannosi per la salute e per l’ambiente.
In particolare, va fatta attenzione ai prodotti utilizzati per impregnare il legno (non sempre necessari) come antitarlo o anticombustione e alle vernici, che dovrebbero essere a base acquosa.
Anche gli isolanti impiegati per coibentare l’involucro devono rispettare i criteri di sostenibilità e riciclabilità dei materiali.
Le fibre di legno e di canapa, il sughero e gran parte delle lane minerali sono materiali idonei, peraltro utilizzati ampiamente nelle case in legno, mentre meno indicato è l’utilizzo della lana di vetro e del polistirene (quest’ultimo è però quasi sempre riciclabile).
Gli aspetti da considerare sono molteplici e comprendono anche le finiture come le vernici e i prodotti impiegati per stuccature, intonaci e tinteggiature ed i pavimenti, generalmente incollati sul massetto, che possono rilasciare esalazioni e sostanze volatili nocive per la salute.
La scelta tra costruzione in legno o in laterizio dipende da molti fattori, per lo più soggettivi, ma le case prefabbricate non partono certamente svantaggiate.
Le soluzioni sul mercato sono molte e non vanno demonizzati i sistemi massicci come l’xlam che impiegano colle per la produzione dei pannelli.
Le normative europee sono piuttosto severe e i costruttori presenti sul mercato italiano si assumono la responsabilità dei prodotti e dei materiali che vengono montati.
Chiaramente tali criteri non risultano altrettanto restrittivi in molti paesi dell’Europa dell’est, per cui si deve prestare una certa attenzione alle costruzioni offerte da molti produttori a prezzi estremamente economici.

INCENTIVI PER LE CASE DI LEGNO

COSTRUIRE UNA CASA DI LEGNO A BASSO CONSUMO ENERGETICO RAPPRESENTA UN GESTO DI RISPETTO CONCRETO VERSO L’AMBIENTE.

Mi piacerebbe affrontare l’argomento degli incentivi edilizi urbanistici ed economici che alcuni tra i comuni più evoluti prevedono per le costruzioni realizzate secondo i canoni della bioedilizia.
Secondo il mio parere è interessante poter usufruire in questo momento di crisi di questo tipo di agevolazioni, ma ho l'impressione che il meccanismo per ottenerli sia un po’ troppo complesso anche per me che sono un progettista.

Le case di legno prefabbricate consumano poca energia per la termoregolazione grazie all’isolamento massiccio dell’involucro.
La produzione delle case prefabbricate in legno non è energivora ed assorbe poche risorse rispetto alle costruzioni tradizionali che impiegano acciaio, cemento e laterizio.
I costi per costruire in bioedilizia ed abbassare le dispersioni termiche sono sempre superiori rispetto all’edilizia non isolata che utilizza materiali inquinanti e/o non riciclabili ed andrebbero riconosciuti.
La legislazione italiana incentiva la riqualificazione energetica degli edifici esistenti attraverso le detrazioni fiscali del 55% (prorogate per tutto il 2012), ma non si pone il problema delle nuove costruzioni, che vengono normate a livello nazionale mediante l’applicazione di alcune leggi:


D. Lgs. 192/2005
Si tratta della norma “madre”, in recepimento della Direttiva Comunitaria 2002/91/CE, che abroga definitivamente la vecchia Legge 10/1991, istituendo il primo strumento per le operazioni di qualificazione/certificazione energetica degli edifici.
D. Lgs. 311/2006
Integra e modifica il D. Lgs. 192/2005
D.P.R. 2 Aprile 2009 n° 59
Stabilisce i metodi di calcolo ed i requisiti energetici degli edifici
D.M. 26 Giugno 2009
Entrano in vigore le sospirate linee guida nazionali

Alcune regioni (come la Lombardia con Sacert) e province (come quella di Bolzano con CasaClima) hanno istituito le proprie normative per il calcolo energetico degli edifici, più restrittive rispetto a quelle nazionali.
Generalmente non sono previsti incentivi (tipo bonus fiscali o contributi a fondo perduto), perlomeno non dallo stato italiano, ma è da segnalare qualche bando regionale, non sempre pubblicizzato a dovere.
Alcuni comuni favoriscono il risparmio energetico, concedendo bonus volumetrici o sconti (anche sostanziosi) sugli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria e/o il costo di costruzione.
Non sono previsti specifici incentivi rivolti alle case in legno, ma, più generalmente, per gli edifici che consumano poca energia per il riscaldamento.
Una menzione particolare va fatta per il principale strumento per il calcolo della sostenibilità degli edifici, il Protocollo ITACA, che certifica il livello di qualità ambientale delle costruzioni, misurata secondo numerosi parametri di valutazioni, tra cui (ma non solo) l’isolamento termico, adottato da numerose regioni italiane.

CREPE IN UNA COSTRUZIONE PREFABBRICATA IN LEGNO

LE CASE PREFABBRICATE, IN QUANTO EDIFICI veri e propri, SONO SOGGETTE NEL TEMPO A INEVITABILE USURA, SOTTO L’AZIONE DEGLI AGENTI ATMOSFERICI, DEI CARICHI STATICI E DINAMICI E DELL’UTILIZZO QUOTIDIANO DI CHI LE ABITA.

Abbiamo realizzato la nostra casa in legno e tra le travi ed il cartongesso si stanno creando delle crepe e distaccandosi la stuccatura.
Come possiamo risolverla?
Esistono stucchi che ammortizzano le dilatazioni e gli assestamenti del legno?

Invito chi mi scrive a fornire qualche dato ulteriore nelle richieste, in quanto sono spesso costretto ad interpretare le poche righe allegate alla domanda.

In questo caso ci sono alcune possibilità:

-      L’edificio è stato costruito recentemente (entro i 10 anni) da un’azienda di case in legno operante sul territorio italiano.
Un distacco evidente dei cartongessi (se cede la stuccatura non è un buon segno) rientra tra i difetti costruttivi ed è ipotizzabile un movimento della struttura, la cui causa non è ovviamente comprendere senza effettuare sondaggi e verifiche approfondite sull’edificio.
Il lettore deve contattare direttamente la ditta costruttrice originaria che ha il dovere di rispondere per legge.
Nel caso di risposte non soddisfacenti l’acquirente è legittimato a fare periziare il danno da un tecnico e a ricorrere per vie legali nel caso di inadempimento.

-      L’edificio ha più di 10 anni ed è stato realizzato da una ditta di case in legno operante sul territorio italiano.
Se non sono state fornite dal costruttore estensioni alla garanzia di legge, possiamo comunque rivolgerci alla medesima ditta per operare sull’edificio o, in alternativa, ad un’azienda di case in legno locale.
Qualsiasi intervento strutturale deve però essere valutato da un’ingegnere per comprendere le cause del cedimento e trovare le soluzioni tecniche più opportune.

-      L’edificio è stato auto-costruito avvalendosi dell’esecuzione  di una ditta di montaggi.
Molte aziende di case in legno estere forniscono la struttura, che deve essere installata da una ditta locale in cantiere.
Anche in questo caso (se i lavori sono stati eseguiti secondo la legge), molte sono le figure che possono essere coinvolte, dai tecnici (progettista, direttore dei lavori, strutturista) alla ditta costruttrice, che ha il dovere di rispondere per quanto di competenza.

-      Auto-costruzione in proprio dell’edificio.
In molti casi (purtroppo) le case in legno rappresentano una scorciatoia per costruire dove non è legalmente possibile, aggirando permessi ed autorizzazioni.
In assenza di permessi le garanzie non valgono e la costruzione non è mai stata formalmente costruita, senza possibilità di coinvolgere pseudo-costruttori e pseudo-tecnici (se esistono) per assumere le proprie responsabilità di fronte al cliente.

SITI WEB DI CASE PREFABBRICATE

MOLTI LETTORI MI RICHIEDONO CONSIGLI SUI COSTRUTTORI DI CASE DI LEGNO, CHE FORNISCO BEN VOLENTIERI, MA SI DEVE ESSERE CONSAPEVOLI CHE NON ESISTE SUL MERCATO UN’AZIENDA IDEALE PER TUTTE LE ESIGENZE ABITATIVE.

Sarei interessato ad acquistare e realizzare il mio sogno di una casa tutta mia che sia indipendente dal solito condominio.  
Nel mio paese è in dirittura d'arrivo il nuovo PRG e questo fa si che avrei anche modo di scegliere il luogo più adatto ed il prezzo concorrenziale per trovare un minimo di terreno per la costruzione che sia singola o da dividere al massimo con un'altra famiglia (casa bifamiliare).
Visto che lei è esperto in materia , le chiedo quale costruzione sia più adatta al caso mio per poter spendere poco o niente in fatto di bollette , e che sia economicamente sostenibile (sia essa sia in legno o muratura , o mista ...).


Le case in legno a parete intelaiata (balloon frame) rivestite esternamente a cappotto isolante intonacato vengono vendute a prezzi interessanti e possiedono prestazioni termiche davvero eccellenti.
Optando per la muratura, vanno realizzati muri isolati di adeguato spessore, rivestiti a cappotto e provvisti di infissi a basso consumo.


La casa dove vivo adesso è di circa 100 mq utili con un garage di circa 60 mq e per l'esperienza di questi anni la casa mi basterebbe pure ma avrei necessità di qualche spazio maggiore di garage (diciamo superiore a 100-120 mq) che dovrò per forza di cose farlo interrato per non generare cubatura .
Parlando ed informandomi vorrei fare l'interrato del garage di circa 120 mq in cemento armato e dovrei piazzare sopra l'abitazione di cui sopra parlavo (100 mq) che sia più possibilmente a basso consumo energetico e che mi costi il meno possibile (non ho un gran budget).
Sarebbe così cortese da fornirmi qualche dritta su quale casa sia più adatta a me, sia per il fatto di risparmiare energia e sia sul prezzo della casa.

Il basso budget mi induce a consigliare qualche costruttore locale, in genere più economico delle rinomate aziende tedesche, austriache, slovene ed altoatesine.
Queste ultime offrono varie soluzioni costruttive a catalogo che possono soddisfare in pieno le esigenze abitative del lettore.
I prezzi delle “case in legno” a catalogo delle ditte più conosciute sono comunque concorrenziali, magari optando per un livello di finitura inferiore al chiavi in mano (sino agli impianti compresi, ad esempio), con ottime prestazioni energetiche e soluzioni funzionali davvero intelligenti.


Conosce qualche sito dove poter informarmi maggiormente?

La stragrande totalità delle ditte di case prefabbricate possiede un sito web su cui reperire molte informazioni utili come le caratteristiche costruttive, le prestazioni termiche, la presenza di realizzazioni in zona, i contatti della sede e dell’agente a noi più vicino.
La “Guida alle case in legno” non è una vetrina pubblicitaria per aziende, anche se compaiono a rotazione molti annunci interessanti e pertinenti con l’interesse del lettore interessato ad acquistare una casa prefabbricata.

UN EDIFICIO IN LEGNO IN UNA CASA IN MURATURA

RICEVO NUMEROSE RICHIESTE DA PARTE DI LETTORI, ALCUNE DELLE QUALI DAVVERO CURIOSE E INUSUALI, ALMENO RISPETTO ALLA CONSOLIDATA PRASSI DELLA PRATICA QUOTIDIANA.

Vorrei avere informazioni sulla possibilità di realizzare una casa in legno all'interno di un involucro già esistente in muratura.

Non ho particolare esperienza sulle costruzioni “matrioska”.
Si tratta innanzitutto di capire il perché di tale scelta davvero inconsueta.
Esiste un progetto o è una semplice idea del lettore?
E’ possibile che il mantenimento delle murature esistenti sia necessario per mantenere dei diritti in deroga relativamente a distanze da confini e fabbricati.
E perché una casa in legno e non una riqualificazione energetica dell’immobile esistente?
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I benefici delle costruzioni prefabbricate sono molti, ma si tratta comunque di una soluzione costruttiva che va utilizzata in condizioni il più possibile “standard”.
Molte aziende di case in legno realizzano strutture prefabbricate secondo un procedimento industriale vincolato a misure prefissate (altezze, sezioni, stratificazione dei pacchetti isolanti) e non sarebbero sicuramente in grado di costruire un edificio sottoposto a simili condizioni, a partire dal semplice montaggio delle pareti.
L’unica soluzione è l’assemblaggio dei singoli elementi direttamente sul cantiere, ma anche in questo caso non riesco a intravederne i vantaggi concreti.
Vi è poi una serie di questioni inerenti la statica, in quanto l’ancoraggio del nuovo edificio alle strutture esistenti (muri, solai) impone un calcolo statico ed antisismico che appare perlomeno problematico, ipotizzando che la costruzione esistente sia un vecchio edificio.
Si tratta comunque di semplici ipotesi, in quanto la mail del lettore non fornisce ulteriori spunti di analisi e riflessione.
Le case in legno ecologiche a basso consumo di energia (a parete intelaiata o massiccia, poco cambia) sono costruzioni mirate al raggiungimento di alti valori di isolamento termo-acustico, con un minimo utilizzo degli impianti per il riscaldamento, elevato comfort abitativo, tempi rapidi di realizzazione, costi certi (e contenuti).
Il legno è un materiale con caratteristiche note e va utilizzato correttamente.
In molti casi la costruzione di un edificio in legno è sconsigliabile e non sempre i benefici superano gli svantaggi, come ho ripetuto spesso.
Anche la scelta del sistema costruttivo va ponderata attentamente con il proprio tecnico, stabilendo costi, obiettivi ed eventuali compromessi.
Personalmente ritengo poco interessanti tutte le applicazioni in tecnica mista legno-muratura, l’edificazione di immobili di piccole e piccolissime dimensioni o qualora siano presenti vincoli e preesistenze, mentre si tratta di costruzioni estremamente interessanti per realizzare edifici ex novo a cui sia richiesto il raggiungimento di obiettivi energetici spinti con soluzioni progettuali non troppo articolate.

UNA VILLA DA REALIZZARE NELLE MARCHE

LE ZONE COSTIERE DEL CENTRO ITALIA SONO CARATTERIZZATI DA UN CLIMA INVERNALE PIUTTOSTO MITE E DA ESTATI MODERATAMENTE CALDE, CON ESCURSIONI TERMICHE NON TROPPO ESTREME.

Da diversi mesi sto studiando il settore delle costruzioni ecologiche in ordine al progetto di costruirne una nella provincia di Ancona, dove mi trasferirò.
Ho cominciato leggendo con grande interesse il suo libro e continuo ora, fra l'altro, col suo eccellente blog.
Ho visitato una casa prefabbricata in costruzione in Puglia realizzata da una società storicamente attiva nella vendita del legno, che si è avvalsa di esperti esterni per realizzare un "progetto pilota" ed entrare in questo settore.
Il loro esperto energetico, durante la visita, ha sostenuto l'assoluta opportunità di utilizzare la tecnologia x-lam scartando di massima quella a telaio anche in immobili su un unico livello.
Io invece credevo che anche le strutture a telaio, con impiego "massiccio" di fibra di legno, potessero costituire un compromesso accettabile tenuto conto del relativo risparmio economico.
Lei come la pensa in proposito?

Le pareti x-lam vanno progettate per il clima specifico del luogo di costruzione, al pari di quelle intelaiate ed hanno generalmente una migliore inerzia termica.
In Puglia si raggiungono temperature estive piuttosto alte, per molti mesi l’anno, mentre il clima della riviera marchigiana è piuttosto temperato.
Una buona parete a telaio è più che adeguata per queste latitudini, a patto di utilizzare pannelli isolanti ad alta densità in lana minerale o fibra di legno.

una-villa-in-legno-a-basso-consumo
Sempre sulla fibra di legno ho notato, toccando con mano le sezioni dei pannelli esposti dalle società presenti alla fiera, differenze importanti nella densità.
Pur trattandosi sempre di fibra di legno, è forse opportuno che io valuti anche la densità dei pannelli utilizzati dalla ditta costruttrice?

La densità dei pannelli è fondamentale nelle pareti a telaio, poiché pareti troppo leggere si rivelano assolutamente inadeguate per proteggere gli ambienti dal caldo estivo.
Lo sfasamento termico dovrebbe raggiungere almeno le 10 ore, ma non è l’unico aspetto da verificare, poiché il surriscaldamento degli edifici è quasi sempre dovuto alla schermatura insufficiente delle vetrate o da una copertura non sufficientemente coibentata e con poca massa.

Ed infine una domanda non direttamente di sua competenza, ma in merito alla quale spero che possa comunque aiutarmi.
Comprerò una casa prefabbricata anche perché mi compiaccio di dover pagare solo la qualità che effettivamente scelgo e non una congiuntura positiva o negativa del mercato, come normalmente avviene sul mercato delle case tradizionali.
Mi chiedo però se, in sede di eventuale rivendita della mia casa, potrò fruire dell'aumento di valore che normalmente connota il mercato immobiliare (crisi permettendo).
In altre parole, se i prezzi delle case "normali" saliranno, salirà anche quello della mia casa?
Ha notizie in merito a vendite di strutture prefabbricate "usate"?

La certificazione energetica dei fabbricati ha modificato radicalmente la stima degli immobili rispetto al passato, in quanto l’isolamento energetico è un fattore fondamentale che può rendere più o meno appetibile un edificio, a parità di caratteristiche tipologiche, finiture e zona di costruzione.
Il mercato delle case prefabbricate è ancora poco sviluppato in Italia, ma è possibile fare riferimento ai paesi del nord Europa che valutano molto bene le abitazioni in legno a basso consumo.
La crescente diffusione delle costruzioni isolate renderà usuale la compravendita immobiliare nei prossimi anni di questi edifici.

Comprendendo (con dispiacere) i limiti geografici della sua attività, mi permetto di chiederle qui, in privato, qualche nome di tecnici (qualora ne conosca) e di società di a cui potrei rivolgermi nell'anconetano per la costruzione della mia casa. La mia idea è di terrazzare una superficie inclinata (frequente nelle colline marchigiane) in modo da realizzare un piano parzialmente sottoterra (in prefabbricato laterizio) e sfruttare la cubatura disponibile fuori terra per completare la casa in prefabbricato ligneo.
Complimenti ancora per il suo lavoro.
E' sempre affascinante osservare un professionista che opera con tanta passione.

Non saprei davvero a chi girare la richiesta del lettore, non conoscendo professionisti in zona, ma ribadisco la mia preferenza per i bioarchitetti e gli esperti di bioclimatica degli edifici (sempre più diffusi).
Per la scelta dell'azienda di case in legno, c'è davvero l'imbarazzo della scelta.

LEGNO O MATTONI NEL SUD ITALIA?

LE CARATTERISTICHE CLIMATICHE DEI TERRITORI DEL SUD ITALIA SONO ASSAI DIVERSE DA QUELLE TIPICHE DELLE REGIONI SETTENTRIONALI, IMPLICANDO UN INEVITABILE ADEGUAMENTO DELLE SOLUZIONI COSTRUTTIVE DA ADOTTARE.

Siamo in una fase di decisione se costruire in cemento o in legno.
Siamo in centro Sicilia e le temperature che abbiamo non sono uguali a quelle del Nord Italia.
Vorrei chiederle se sbagliamo costruendo la nostra casa in legno in questa zona.

Sono particolarmente affascinato dalle case in legno prefabbricate, ma temo che non siano adatte per i nostri climi (abito in Basilicata).
Secondo quanto scrive anche nel suo libro, potrebbe essere più adatto un edificio in xlam o una costruzione tradizionale in muratura?

Una progettazione corretta dell’involucro (non solo di una casa prefabbricata) deve essere basata su una serie di fattori, che non si limitano certamente alla pura e semplice latitudine dell’intervento.
Bisogna esaminare molti aspetti specifici del luogo, come l’esposizione, la ventilazione, l’altitudine, la presenza di elementi schermanti (rilievi collinari o montuosi, alberature, edifici…), che determineranno la percentuale di componente vetrata, le caratteristiche delle pareti e della copertura.
Ad esempio, un’abitazione da costruire in Sicilia o in Basilicata potrebbe trovarsi in una zona montuosa interna o a pochi metri dal mare in pianura, modificando notevolmente le condizioni climatiche da considerare nel calcolo.
E’ sicuramente possibile realizzare edifici energeticamente performanti in legno in queste zone, anche adottando soluzioni costruttive leggere a telaio, in abbinamento a pannelli isolanti ad alta densità di adeguato spessore, per migliorare il comfort termico in regime estivo.
Nei mesi caldi, è fondamentale la schermatura delle vetrate dall’esterno, per evitare il surriscaldamento per effetto serra degli ambienti e grande attenzione dovrà essere posta della progettazione della copertura, che dovrà possedere una buona inerzia termica, garantendo uno sfasamento del calore di parecchie ore ed impiegando materiali isolanti di notevole spessore e densità.
Sono molti gli articoli pubblicati che affrontano queste tematiche dal punto di vista della progettazione bioclimatica delle costruzioni prefabbricate nelle zone mediterranee, ma va comunque ricordato che l’acquisto di una casa in legno non deve essere necessariamente legato a motivazioni inerenti il comportamento termico.
I vantaggi sono molteplici ed è possibile migliorarne facilmente il comfort termico avvalendosi di un’impiantistica calibrata per i mesi caldi, come una ventilazione meccanica controllata in grado di raffrescare e deumidificare (sono molti i modelli presenti sul mercato) o il raffrescamento a pavimento mediante pompa di calore a ciclo inverso aria-acqua, acqua-acqua o geotermica, evitando il ricorso alla tradizionale climatizzazione (comunque alimentabile da pannelli fotovoltaici).

ISOLARE A CAPPOTTO UN EDIFICIO IN LEGNO ESISTENTE

MOLTE SONO LE RICHIESTE CHE MI GIUNGONO DA LETTORI CHE VIVONO DA TANTI ANNI IN UN'ABITAZIONE IN LEGNO, A RIPROVA CHE QUESTE STRUTTURE SONO PIU’ DIFFUSE SI QUANTO SI PENSA SUL TERRITORIO ITALIANO.

Da circa 3 anni vivo in una casa in legno (due piani fuori terra in legno e taverna, un metro dal terreno in cemento) costruita da un’azienda di Trento nel 1995 circa.
Il precedente proprietario provvedeva da solo alla manutenzione della copertura esterna e dei terrazzi.
Attualmente la casa all'interno è perfetta (nessuna infiltrazione o altro), ma all'esterno la vernice si sta sfogliando, le radici (credo si chiamino così i travi al passaggio con il cemento del basamento) in alcuni punti hanno dei buchi (verosimilmente stanno marcendo) e alcune travi risultano particolarmente “secche”.
Ho contattato per alcuni consigli il costruttore, il cui ingegnere mi ha suggerito un cappotto per eliminare qualsiasi problema di manutenzione costante che dalle foto inviate loro ha riferito non essere stata fatta.
Mi aveva suggerito un nominativo di un artigiano edile che lavora anche in zona, ma a distanza di un anno dal primo contatto, con tre sopralluoghi e due preventivi in mano (per circa 20.000 €), ma con numerosi appuntamenti mancati, non ho ancora una data di inizio lavori.
COSTRUZIONE-LEGNO, VILLA-LEGNO
Dopo questo lungo preambolo Le chiederei tre informazioni:
La prima è se a suo parere il materiale (polistirolo e grafite) che avrebbero utilizzato per il cappotto esterno poteva andare bene, la seconda se ha idea di come possa trovare qualche ditta in zona in grado di fare seriamente questo lavoro (in diversi sono venuti ma poi non si sono fatti più sentire) ovvero se con qualche accorgimento possa essere fatto anche da una normale impresa edile, l'ultima informazione riguarda come si possa intervenire correttamente sui 2 - 3 punti delle radici presumibilmente marciti (di dimensioni non eccessive, il più grande sarà di 5-6 cm di diametro e profondità circa 4 cm).

L’ultima risposta non può essere purtroppo fornita, ma richiede maggiori informazioni, in quanto una valutazione corretta sullo stato di una costruzione massiccia in legno esistente non può prescindere da un sopralluogo sul posto con sondaggi sulla struttura, se possibile.
Posso solo ipotizzare che si tratti di un intervento delicato che deve necessariamente coinvolgere un ingegnere esperto di edifici in legno (non necessariamente il tecnico della ditta costruttrice originaria), in quanto un eventuale deperimento delle strutture al piede deve essere sempre valutato con attenzione ai fini statici.
Per quanto riguarda il cappotto, i pannelli in polistirene espanso e grafite sono abbastanza utilizzati e presentano elevati valori di isolamento termico con una notevole resistenza meccanica, generalmente superiore al semplice EPS.
La posa può essere effettuata da una ditta specializzata in cappotti ed isolamento di facciate o da un’impresa edile attrezzata per queste opere e non dovrebbe essere un problema il reperimento di qualche nominativo, anche attraverso i soliti motori di ricerca, soprattutto in provincia di Trento, trattandosi di interventi sempre più diffusi sugli edifici esistenti ai fini della riqualificazione energetica.

COSTRUIRE O NON COSTRUIRE IN LEGNO

I VANTAGGI DELLE COSTRUZIONI IN LEGNO NON SEMPRE COMPENSANO LE PAURE E LE INCERTEZZE DOVUTE ALLA POCA CONOSCENZA DI QUESTI METODI COSTRUTTIVI, ANCORA POCO DIFFUSI NEL NOSTRO PAESE.

Vorrei costruire la mia prima casa in legno su un terreno di circa 1000mq nelle Marche in zona collinare (350mt).
Da circa 1 anno sono appoggiato ad un tecnico che mi sta facendo il progetto e mi sta aiutando in tutte le procedure.
Siamo ormai quasi giunti ad iniziare, la pratica è passata in commissione edilizia in comune e mancano solo i permessi per gli allacci.
Dopo aver letto, riflettuto e visto varie case, sono quasi deciso al 90% di realizzare la casa in legno.
Nel mio paese c'è un solo costruttore che realizza case in legno, non prefabbricate, ma le costruisce direttamente sul posto.
Continuo a chiedermi se faccio bene o no a costruirla in legno!
Sono abbastanza convinto dei pregi del legno, dopo avere parlato con questo costruttore, che mi ha fatto vedere delle case in costruzione ed alcune finite  e anche il mio tecnico mi spinge molto per realizzarla con lui.
Ma, parlando con tecnici comunali, amici, costruttori di case in cemento ed altri, viene fuori il classico discorso: “Una casa di legno??? Ma sei matto???".
Insomma, non tutti sono d'accordo ed elogiano le caratteristiche del legno.
Primo tra tutti vi è il fatto che la manutenzione è ben più impegnativa rispetto una casa in cemento o il costo, che non è così basso rispetto al cemento e tanto altro ancora.
Addirittura alcuni mi fanno notare che molte case in legno vengono rivestite in mattoni esternamente proprio per un discorso di sicurezza e solidità.
Io ho letto molto, ma ovviamente i dubbi non vanno via facilmente e spendere circa 500.000 euro in una casa per poi non essere soddisfatto, mi pare poco piacevole.
Vorrei un consiglio da lei, se faccio bene o no a costruirla in legno.
Se desidera posso anche girarle il progetto della casa.


Pubblico una delle tante “richieste di soccorso” di chi mi richiede di spazzare via i propri dubbi verso le case di legno.
Personalmente non mi interessa convincere nessuno (al contrario di chi cerca di dissuadere con futili argomenti).
Le case in legno sono un semplice sistema costruttivo, alternativo a quelli maggiormente diffusi nel nostro paese.
Presentano vantaggi e svantaggi, potenzialità e limiti che vanno sempre valutati nel contesto specifico del progetto.
Le costruzioni in legno sono una tecnologia matura e consolidata nella maggior parte dei paesi europei, nei quali non rappresentano una scelta di nicchia, ma un settore che genera un notevole indotto e posti di lavoro.
Il lettore non è convinto?  Si rivolga ad un impresa di costruzioni tradizionale.
E’ possibile costruire con materiali naturali e con buone prestazioni energetiche anche utilizzando il laterizio abbinato ad una struttura in cemento armato.
Ma non scarterei il legno sulla base dei consigli di chi, non conoscendo le caratteristiche di questo materiale, sentenzia banalità del tutto opinabili.
Le manutenzioni delle case in legno sono difficili e costose?  Non è vero.
Il costo è superiore agli edifici in muratura?  Falso.
Vanno rivestite in mattoni per aumentarne la solidità?  Assurdo.
La scelta di affidare o meno la costruzione ad una ditta di case di legno dovrebbe basarsi su elementi concreti e non su argomenti pregiudiziali e facilmente confutabili.