Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

IL DIMENSIONAMENTO IMPIANTISTICO DI UNA CASA IN LEGNO

IL BASSO CONSUMO DELLE CASE PREFABBRICATE DOVREBBE INDIRIZZARE VERSO SCELTE IMPIANTISTICHE SOBRIE A BASSO COSTO, PUR PRIVILEGIANDO LE SOLUZIONI AD ALTA EFFICIENZA BASATE SU FONTI DI ENERGIA RINNOVABILI.

Mi permetta innanzitutto di complimentarmi con lei sia per il libro che per il blog.
Ha suscitato molto interesse ed ha risposto a moltissimi e naturali dubbi su una materia che conosco molto poco.
Le scrivo perché abbiamo da poco acquistato un terreno ove costruire una casa prefabbricata in legno.
Ci siamo fatti fare un progetto da un architetto.
Come faccio a stimare correttamente il fabbisogno energetico della casa al fine di abbinare impianti "dimensionati" correttamente?
L'architetto ci dichiara di aver considerato la posizione della casa, l'esposizione al sole, i frangisole.
Noi siamo convinti sulla VMC e sulla pompa di calore, non vorremmo allacciamenti al gas e pensiamo anche al fotovoltaico oltre che il solare termico.
Grazie per il tempo e per le competenze che condivide con noi.

una casa passiva in legno
Un buon progetto architettonico è il punto di partenza essenziale per limitare il fabbisogno energetico invernale ed estivo.
Secondariamente, la scelta di un involucro edilizio efficiente dovrebbe garantire consumi energetici ridotti evitando dispersioni termiche nei mesi freddi e il surriscaldamento estivo.
Nel primo caso serve un tecnico preparato ed attento agli aspetti bioclimatici, nel secondo un’azienda di case in legno che offra soluzioni tecnico-costruttive efficaci.
Dando per scontato tutto ciò (non conoscendo il progetto, le competenze del tecnico e la ditta costruttrice scelta), gli aspetti impiantistici possono essere ampiamente ridimensionati.
Come progettista, sono maggiormente interessato agli aspetti edilizi rispetto alle questioni puramente impiantistiche, che preferisco lasciare ai miei colleghi termotecnici, ben più preparati in materia del sottoscritto.
Il fabbisogno termico di un edificio deve essere comunque oggetto di calcolo e non una decisione emozionale dell’acquirente (come quasi sempre avviene).
Vanno soppesati i pro ed i contro, considerando i lunghi tempi di ammortamento dell’investimento per un’ impiantistica efficiente e maggiormente autosufficiente rispetto alla convenzionale caldaia a gas.
Non sempre le pompe di calore risultano una scelta conveniente per riscaldare e/o raffrescare l’edificio, a causa del prezzo superiore, pur a fronte di un elevato rendimento termico, soprattutto in abbinamento ai pannelli solari fotovoltaici.
Questi ultimi, nonostante i prezzi in discesa, attualmente molto competitivi, non godono più delle incentivazioni fiscali che avevano caratterizzato gli anni passati.
Un discorso a parte merita la ventilazione meccanica controllata a recupero di calore (o VMC, per gli amici), che deve essere considerata soprattutto un impianto per migliorare la qualità del microclima indoor, piuttosto che un impianto termico, pur riconoscendone l’importanza ai fini del calcolo energetico, in quanto elimina le dispersioni dovute al ricambio del volume d’aria manuale.

LO SPESSORE DELLE PARETI IN LEGNO X-LAM

IN ITALIA LE COSTRUZIONI IN LEGNO A PARETI X-LAM RISCUOTONO UN NOTEVOLE SUCCESSO E VENGONO SOVENTE PREFERITE ALLE PIU’ DIFFUSE STRUTTURE A TELAIO (BALOON FRAME).

Sto per iniziare a costruire la mia futura nuova abitazione e sto ricevendo vari preventivi.
Una cosa mi lascia ancora in dubbio, ovvero gli strati del pannello X-lam.
Alcune ditte me ne offrono a 3 strati da circa 10 cm, mentre un'altra a 5 strati con 8,5 cm.
Quest'ultima opzione è anche la più cara...anche del 30%.
Volevo gentilmente chiederle se ci sono differenze o meno.


La crescente popolarità delle case di legno a parete massiccia nel nostro paese è dovuta a molti fattori, ma deriva soprattutto dall’efficace coibentazione termica in regime estivo (sebbene parzialmente a scapito dell’isolamento invernale).
La maggiore inerzia termica dei pannelli in legno pieno rispetto alle strutture intelaiate, li rende molto indicati alla costruzione di edifici nelle fasce climatiche più calde, caratterizzate da estati torride con temperature elevate e inverni piuttosto miti.
Va comunque ricordato che la struttura costituisce solamente una parte (per quanto importante) della parete delle case prefabbricate e che la scelta del sistema costruttivo deve contemplare gli spessori complessivi delle partizioni opache, adottando i materiali isolanti più idonei per la specifica zona di costruzione.
Le strutture massicce piacciono anche perché il legno “pieno” appare più affine alle pareti in muratura, trasmettendo un’idea di “solidità”, soprattutto a chi non riesce ad accettare del tutto la scelta di costruire una casa in legno.
In realtà non vi sono grosse differenze di comportamento statico ed antisismico tra una parete intelaiata ed una massiccia, per cui questo criterio di giudizio è da considerare un semplice preconcetto senza alcun riscontro nel calcolo strutturale.
Molti lettori mi chiedono spesso quale spessore di pannello x-lam adottare e quale sia il numero corretto degli strati.
Le pareti x-lam sono costituite da tavole in abete incrociate ed incollate in numero dispari (a partire da 3 strati, generalmente fino a 7), mentre lo spessore dei singoli pannelli non dovrebbe essere inferiore a 120 mm.
Personalmente privilegerei le soluzioni costruttive costituite da almeno 5 pannelli, non inferiori a 150 mm, per una profondità minima di 750 mm.
La disposizione incrociata delle tavole limita i movimenti naturali del legno, determinando una eccellente stabilità dimensionale e resistenza strutturale degli elementi.
Intuitivamente, portata e stabilità del pannello dipendono non solo dallo spessore complessivo, ma dalla corretta stratigrafia della struttura.
Nel caso del lettore, un pannello a 3 strati da 10 cm complessivi non è necessariamente da preferire al pannello di dimensioni inferiori a 5 strati.
Ricordo infine che le colle non devono contenere solventi chimici e formaldeide, che potrebbero avere effetti tossici sull’organismo.

X-LAM O TELAIO PER UN EDIFICIO IN LEGNO IN CO-HOUSING?

LA SCELTA TRA UN SISTEMA COSTRUTTIVO A PARETE INTELAIATA O A PANNELLI MASSICCI PUO’ DIPENDERE DA MOLTI ASPETTI, MA NON DOVREBBE MAI ESSERE VINCOLATA A PREGIUDIZI O VALUTAZIONI SUPERFICIALI.

Stiamo finendo la progettazione di un piccolo condominio di 3 piani per 7 appartamenti.
Siamo in 4 famiglie e vorremmo realizzare un Co-housing con spazi comuni interni ed esterni.
Vorremmo costruirlo in legno e l'ingegnere strutturista specializzato in case in legno ci ha consigliato la struttura in x-lam perché è più solida e perché la struttura a telaio col passare degli anni va incontro a deterioramento del tamponamento.
Visto che x-lam è più costoso e dobbiamo ridurre i costi, se no non stiamo dentro al nostro budget, cosa ci consiglia di fare?
Cercare la ditta che costruisce in x-lam con i costi più bassi, o chiedere preventivi anche a ditte che costruiscono a telaio?
Ci può consigliare delle ditte valide, affidabili, con costi contenuti?
Dovremmo stare su costi di costruzione non superiori a 1200 €/mq, è fattibile?

una casa in legno a basso consumo
Prima affermazione:  “la struttura x-lam è più solida”.
Falso.  Entrambi i sistemi costruttivi sono solidi, in quanto la portata di una costruzione dipende dal calcolo strutturale che deve rispettare la normativa.
Il comportamento statico ed antisismico di una parete intelaiata è identico a quello di un muro “pieno”.
Per strutture di notevole altezza (e non è certo questo il caso) può esserci qualche problema in più di controventamento, ma ricordiamo che la maggior parte dei grattacieli (che rappresentano una delle maggiori “sfide” per le strutture degli edifici) possiede un nucleo centrale rigido ed una struttura perimetrale a telaio in acciaio portante (non è legno, ma è pur sempre un telaio).

Seconda affermazione:  “la struttura a telaio col passare degli anni va incontro a deterioramento del tamponamento”.
Falso.  L’afflosciamento nel tempo dei pannelli inseriti tra i montanti è un semplice pregiudizio che non ha riscontri nella realtà dei molti edifici in legno realizzati a pareti intelaiate, anche negli anni passati.
Tale situazione si può verificare solo in presenza di isolamenti estremamente leggeri come lane di vetro a bassissima densità, presenti in costruzioni molto economiche.
I pannelli attualmente impiegati nelle case in legno a basso consumo (che devono garantire un corretto sfasamento termico estivo) sono quasi sempre rinforzati, anche per ovviare a queste problematiche.

Terza affermazione:  “il sistema x-lam è più costoso”.
Parzialmente vero.  Il sistema costruttivo a telaio è più semplice, in quanto il procedimento di realizzazione dei pannelli in x-lam comporta maggiori lavorazioni ed un certo scarto di materiale.
I costi non sono proibitivi e generalmente risultano di poco superiori alle pareti a telaio, con valori di isolamento termico invernale leggermente inferiori, ma una migliore capacità isolante in regime estivo.
Ovviamente le prestazioni energetiche dipendono non anche dai materiali isolanti impiegati e dagli spessori complessivi dell’involucro, per cui la scelta della parete (e della copertura) più adeguata va calibrata in base alla zona climatica di costruzione.
Nella fascia di prezzo di 1.200 €/mq è possibile reperire più di un costruttore valido, con entrambi i sistemi costruttivi, ma il costo dipende anche dalle caratteristiche progettuali e dalle scelte di capitolato.

CASE PASSIVE ED INCENTIVI FISCALI

COSTRUIRE UNA CASA IN LEGNO A BASSO CONSUMO SIGNIFICA APPORTARE POCHE EMISSIONI DI CO2 IN ATMOSFERA E CONSUMARE POCHE RISORSE ENERGETICHE, MA ANCHE UN MAGGIORE SFORZO ECONOMICO DA PARTE DI CHI REALIZZA UNA NUOVA COSTRUZIONE.

Buongiorno, avrei bisogno di avere alcune informazioni dal momento che non sono riuscito ad arrivare ad una risposta chiarificatrice ai miei quesiti:
Esistono contributi, ad oggi, per la realizzazione di abitazioni passive?
Nell'eventualità di una risposta positiva gradirei conoscere a quale organismo o istituto fare riferimento (io risiedo nella provincia di Piacenza) e, nel caso non vi fossero sovvenzionamenti, se quest'ultimi potrebbero essere contemplati a breve.

una casa ecologica in legno
Ad oggi, sono previsti interessanti incentivi fiscali per la ristrutturazione edilizia e la riqualificazione energetica dei fabbricati esistenti, purtroppo non usufruibili per la realizzazione di nuove costruzioni come le case in legno.
Se la recente proroga di tali incentivazioni va giudicata più che positivamente, contribuendo a tenere parzialmente a galla l’agonizzante settore dell’edilizia nel nostro paese, va denunciata la miopia del legislatore nei confronti degli interventi ex-novo.
Le nuove costruzioni sono tenute a rispettare la normativa energetica (D.lgs. 311/06, in vigore dal 2/2/2007 - "disposizioni correttive al D.lgs.192/05") e successive modifiche ed integrazioni.
In molte regioni sono applicate specifici protocolli di calcolo, con parametri più o meno restrittivi e vi è obbligo di certificazione energetica degli edifici.
Senza addentrarci nello specifico, qualsiasi nuovo edificio deve rispettare almeno i valori minimi richiesti, ma non sono previsti incentivi per chi supera tali parametri, raggiungendo le classi energetiche più elevate.
Molte amministrazioni comunali concedono bonus volumetrici e/o sconti sugli oneri e  sono saltuariamente concessi piccoli contributi regionali, erogati a tasso zero o a fondo perduto, mentre non è attualmente presente alcuna forma di sostengo economico nazionale per le nuove case passive o a bassissimo consumo termico come le case in legno.
Se non va trascurato il vantaggio economico per il privato cittadino, dovuto al drastico ridimensionamento delle bollette energetiche, tale decisione (pur comprensibile in un momento di drammatica contrazione delle risorse pubbliche), non può essere in alcun modo condivisa, in quanto la progressiva sostituzione degli immobili esistenti poco isolati con edifici altamente efficienti o a “consumo zero” comporterebbe un minimo fabbisogno energetico globale nei prossimi anni da parte delle nostre abitazioni.
Il semplice rispetto degli attuali limiti “minimi” non è sufficiente per un radicale cambio di rotta, soprattutto fino a quando la certificazione energetica degli edifici verrà considerata una scocciatura burocratica, tanto dai costruttori, quanto dagli appaltanti, con la produzione di attestati di certificazione “ottimistici” nel migliore dei casi, funzionali alle sole vendite a terzi di abitazioni.
Le case prefabbricate in legno raggiungono quasi sempre una classe energetica elevata, a costi molto interessanti e comunque concorrenziali rispetto all’edilizia tradizionale isolata in laterocemento, e risultano vantaggiose, anche in assenza di incentivi fiscali.

RISTRUTTURARE CON IL LEGNO

I MONTAGGI DI CASE IN LEGNO PREFABBRICATE SONO PER LA MAGGIOR PARTE RELATIVI A NUOVE COSTRUZIONI, QUASI SEMPRE VILLETTE SINGOLE AD UNO O DUE PIANI. 
LE POTENZIALITA’ SAREBBERO BEN MAGGIORI E NON ESCLUDONO INTERVENTI DI SOSTITUZIONE EDILIZIA E RISTRUTTURAZIONE.

Abbiamo acquistato un immobile con adiacente una vecchia officina.
L'immobile e l'officina sono appoggiati e si sostengono fra loro, ossia la fondamenta è unica e non c'è fra le due strutture un muro portante, ma solo tre colonne portanti. Vorremmo ristrutturare solo l'immobile abitativo (circa 110 mq su due piani).
E’ possibile ristrutturare in maniera mista, ossia platea e fondamenta vecchie della casa anni ‘70 e ristrutturazione dell'immobile con muri esterni portanti in legno.

bioarchitettura
La tecnologia delle case di legno è molto flessibile e non esclude utilizzi non convenzionali come ristrutturazioni, sopraelevazioni ed ampliamenti.
La leggerezza di queste strutture, unitamente alla velocità di montaggio a secco, ne ampliano i potenziali campi applicativi, anche per intervenire su fabbricati esistenti.
Nel caso specifico, si tratta di demolire parte della costruzione preesistente, da ricostruire mediante un organismo edilizio in legno.
Questo tipo di intervento è quasi sempre possibile e non comporta particolari problematiche esecutive, anche se andranno verificate le strutture di fondazione, che dovranno eventualmente consolidate ed adeguate alla legislazione vigente.
Le normative in materia di costruzioni nei passati decenni prevedevano infatti modalità di calcolo statico meno rigorosa, soprattutto in materia di antisismica.
Ho recentemente terminato la costruzione di una villetta risalente agli anni sessanta, demolendone il piano rialzato, ma mantenendo muri e fondazioni del piano seminterrato, mentre è stata ricostruita la soletta in cemento armato.
L’intervento ha usufruito di un cospicuo aumento volumetrico con l’applicazione del Piano Casa ed ha permesso di rialzare di un piano il fabbricato, completamente ricostruito sulla medesima sagoma dell’edificio originario, ma con caratteristiche costruttive moderne, impianti ad alta efficienza ed un rendimento energetico estremamente elevato, ricadendo l’edificio in Classe A.
La scelta del sistema costruttivo da adottare non è vincolante ed è possibile scegliere indifferentemente le pareti intelaiate o preferire i pannelli massicci x-lam o mhm.
Ristrutturare con le case in legno resta sicuramente una scelta da valutare caso per caso, anche economicamente, soprattutto in presenza di vincoli costruttivi.
Le pareti delle case prefabbricate vere e proprie vengono montate velocemente in cantiere, ma richiedono un certo spazio di manovra a causa dell’ingombro e non risultano “adattabili” in caso di errore di misurazione.
Se il fabbricato esistente si trova in aderenza con altri edifici e presenta muri non perfettamente diritti, conviene sicuramente optare per una costruzione in legno non prefabbricata, da assemblare direttamente in opera sul posto, molto più flessibile, a parità di caratteristiche.

30 ANNI DI GARANZIA PER LE COSTRUZIONI IN LEGNO

MOLTE DITTE DI CASE PREFABBRICATE IN LEGNO ESTENDONO LE GARANZIE DI LEGGE A COPERTURA DEI DIFETTI COSTRUTTIVI SINO A 30 ANNI. 
CHE VALORE HANNO QUESTI IMPEGNI E RAPPRESENTANO EFFETTIVAMENTE UN VALORE AGGIUNTO?

Buongiorno, mi sono avvicinato al discorso delle costruzioni in legno poiché sto valutando tra la possibilità di ristrutturare la mia abitazione o, visto che necessità di lavori importanti, di demolirla per costruirne una nuova con struttura in legno.
Ho già contattato alcune ditte che però, avendo io ancora qualche dubbio sulla durata, non mi hanno dato una risposta convincente su una questione: sostengono che la struttura sia garantita per 30 anni e lo scrivono nella proposta economica in una riga di testo senza specificare ne termini ne condizioni; a me questa garanzia non convince molto poiché comunque la ditta non mi rilascia una fideiussione o qualcosa di simile... Voi mi sapreste dire qualcosa in più o cosa chiedere come garanzia per essere realmente tutelato?

ville-legno-ecologiche, ville-in-legno, ville-di-legno
In Italia la normativa sulle nuove costruzioni (articolo 1669 del Codice Civile) impone alle imprese di assumersi la responsabilità di vizi e difetti rilevati nei primi 10 anni di vita del fabbricato, purchè questi siano denunciati dall’acquirente entro un anno dalla scoperta, senza richiedere alcun rimborso per l’intervento.
Tale garanzia di legge a tutela del committente è valida tanto per gli edifici in laterocemento, quanto per le case in legno prefabbricate.
Tale articolo sostiene infatti che: “Quando si tratta di edifici o di altre cose immobili destinate per la loro natura a lunga durata, se, nel corso di dieci anni dal compimento, l'opera, per vizio del suolo o per difetto della costruzione, rovina in tutto o in parte, ovvero presenta evidente pericolo di rovina o gravi difetti, l'appaltatore è responsabile nei confronti del committente e dei suoi aventi causa, purché sia fatta la denunzia entro un anno dalla scoperta.”
Generalmente i vizi più gravi emergono proprio nei primi 10 anni e possono riguardare problemi strutturali, crepe nei muri, macchie di umidità, carenze termo-acustiche, ma anche difetti impiantistici.
Attualmente è d’obbligo per il costruttore il rilascio di una garanzia assicurativa postuma decennale che tutela a tutti gli effetti l’acquirente in caso di inadempimento o contestazione da parte dell’impresa.
Molte aziende estere di case prefabbricate, in particolare tedesche ed austriache, sottoscrivono un impegno a rispondere per un periodo di tempo maggiore, sino a 30 anni, accollandosi la responsabilità di intervenire in caso di necessità, senza spese aggiuntive per l’acquirente.
Tale documento dovrebbe fare esplicito riferimento al suddetto articolo 1669 del Codice Civile e, pur trattandosi di una semplice scrittura tra due soggetti privati, viene allegata al contratto ed ha valore legale.
Ovviamente tali ditte di case prefabbricate non hanno tendenze suicide, ma si limitano ad mettere a disposizione al cliente italiano le medesime condizioni di garanzia offerte ai clienti tedeschi ed austriaci, consapevoli che le probabilità di intervento saranno comunque basse.

RIVESTIMENTI DI FACCIATA SULLE CASE A STRUTTURA LIGNEA

LE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE SONO FINITE ESTERNAMENTE A CAPPOTTO, UNO STRATO ISOLANTE INTONACATO CHE, A SUA VOLTA, PUO’ ESSERE RICOPERTO (IN TUTTO O IN PARTE) CON PANNELLI IN PIETRA RICOSTRUITA, GEOPIETRA, DOGHE DI LEGNO, O ALTRI RIVESTIMENTI PER FACCIATA.

Vorrei che una parte dell’edificio fosse in doghe di legno di larice lasciate a vista, per creare un piacevole contrasto con il resto (molto moderno, di colore bianco).

Dalle mie parti, si usa molto rivestire le costruzioni in pietra locale (penso sia anche obbligatorio).  Come è possibile fare sulle case prefabbricate?

CASE-ECOLOGICHE-IN-LEGNO
Da qualche anno l’offerta di prodotti edili da rivestimento di facciata si è particolarmente ampliata ed è possibile reperire moltissime soluzioni, durature nel tempo e molto valide esteticamente.
In particolare, i pannelli in pietra ricostruita (o ricomposta) sono prodotti certificati in bioedilizia in grado di simulare in modo assai realistico la pietra naturale.
Questi materiali si prestano per l’applicazione in facciata o per rivestire pilastri, ma anche per le finiture degli interni.
Le pietre ricostruire si ottengono miscelando polveri minerali, sabbie, fibre inerti ed eventuali pigmenti colorati ad un legante idraulico cementizio, ottenendo un effetto cromatico in grado di riprodurre perfettamente pietre naturali spaccate, mattoni fatti a mano, ciottoli di fiume, pietre antiche a taglio vivo.
La miscela viene cotta in forni ad altissime temperature creando un prodotto stabile che può essere montato su pannelli da fissare alle pareti o fornito in conci che andranno direttamente incollati al cappotto.
Le case in legno possono essere rivestite con questi prodotti senza alcun problema, ampliandone le potenzialità architettoniche e progettuali, anche in zone vincolate, con l’accortezza di valutare con la ditta costruttrice le soluzioni più idonee ed i metodi di fissaggio (colle, tasselli….).
Le case in legno non espongono all’esterno questo materiale, che resta protetto all’interno del sandwich di parete, tanto per i sistemi costruttivi intelaiati, quanto per i pannelli massicci come l’Xlam.
Negli ultimi anni fanno “tendenza” le costruzioni rivestite in doghe di legno, offerte anche a catalogo da molte ditte di case prefabbricate.
Questa soluzione di facciata è comunque ottenuta montando sul cappotto un rivestimento e non espone all’esterno la struttura interna delle pareti (al contrario delle costruzioni “blockhaus”).
Le doghe possono essere realizzate in legno, possibilmente con essenze dure e resistenti all’azione degli agenti atmosferici (come il larice) o in materiale composito ad “effetto legno”.
Nel primo caso bisogna considerare l’inevitabile manutenzione, in quanto le doghe tenderanno a scurire e a cambiare colore nel tempo.
I materiali compositi hanno il vantaggio di essere immutabili negli anni, ma comportano alti costi, non sempre giustificabili con il solo (notevole) effetto estetico.

NON SOLO VILLETTE CON LE COSTRUZIONI IN LEGNO

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO SONO STRUTTURE DUTTILI ED ADATTABILI ALLA REALIZZAZIONE DI SVARIATE TIPOLOGIE DI EDIFICI E NON VANNO CONFINATE ALL’AMBITO DELLE SOLE VILLETTE UNIFAMILIARI.

Buongiorno Architetto, mi sembra di capire che le case prefabbricate sono pensate solo per costruire abitazioni come villette ad uno o due piani.
Si possono realizzare anche condomini ed edifici plurifamiliari?

Sono il titolare di un’impresa di costruzioni.
Un nostro cliente deve realizzare un piccolo edificio per uffici (a 3 piani) ed ha l’esigenza di raggiungere la classe A, nonché di insediare l’attività entro pochi mesi.
Abbiamo pensato al legno, ma non sappiamo se queste costruzioni siano adatte per questo tipo di attività.

abitazioni-prefabbricate, prefabbricati-in-legno
Le case prefabbricate in legno rappresentano una minima parte degli edifici che vengono realizzati ogni anno in Italia.
Il trend è in crescita ed in netta controtendenza rispetto alle costruzioni tradizionali, ma resta limitato, anche dai pregiudizi e dalla scarsa diffusione di queste strutture (soprattutto al centro-sud), in qualche modo “auto confinate” nell’ambito delle piccole abitazioni.
E’ infatti paradossale, ma sono le stesse aziende di case prefabbricate a diffondere il concetto dell’abitazione in legno unifamiliare come target univoco.
Basta dare un’occhiata a qualsiasi catalogo o sito internet per renderci conto di ciò.
Mancano infatti del tutto immagini e fotografie di tipologie edilizie alternative alle classiche villette, come fabbricati multipiano, strutture per l’istruzione e il commercio, alberghi, ristoranti ed uffici.
Eppure le case in legno sono costruzioni polivalenti ed adattabili.
L’elevato isolamento termico è solo uno dei vantaggi che possono rendere estremamente interessanti le applicazioni di questi sistemi costruttivi al di fuori dell’ambito puramente residenziale.
Gli spazi lavorativi (in particolare gli uffici) realizzati in legno possono fornire un alto livello di comfort termo-acustico indoor, abbassando i costi energetici e migliorando la qualità della vita (e quindi la produttività) degli impiegati.
Le scuole rappresentano un campo di applicazione ideale per la bioedilizia ed, in generale, le costruzioni in legno a basso consumo si prestano ottimamente alla realizzazione di spazi per l’istruzione (per ogni fascia di età) e l’accoglienza di bambini, anche piccolissimi (come le scuole materne e gli asili nido).
Con le strutture in legno si possono edificare fabbricati multipiano, anche in altezza (4-5 piani), in tutta sicurezza.
Alberghi, condomini, piccoli palazzi per uffici, possono essere costruiti in legno in poco tempo, rendendo oltremodo vantaggiosa l’adozione di un’impiantistica efficiente basata su fonti energetiche rinnovabili come le pompe di calore a geotermia verticale od orizzontale, che può essere ammortizzata in poco tempo grazie al maggiore volume d’aria da scaldare e raffrescare rispetto ad una singola abitazione.

RIVALUTARE IL RISCALDAMENTO A RADIATORI?

OBSOLETI, PASSATI DI MODA, INSENSATI, ANTIESTETICI, FANNO POLVERE.
I VECCHI RADIATORI RESTANO, NONOSTANTE TUTTO, UNA PRIMA SCELTA PER MOLTI ACQUIRENTI DELLE CASE IN LEGNO, FORSE NON DEL TUTTO A TORTO.

Leggendo i suoi articoli del blog, mi sembra di capire che l’isolamento delle case in legno è tale da sconsigliare una spesa eccessiva per gli impianti.
L’azienda che abbiamo scelto (non abbiamo ancora firmato….) insiste per farci acquistare una pompa di calore con il riscaldamento a pavimento, ma la spesa è davvero alta rispetto alla caldaia con radiatori.
Mio marito ritiene che sia meglio staccarci dalla rete gas, ma una differenza di 15.000 € mi sembra davvero eccessiva (sai quante ferie ci facciamo….).
Lei cosa ci consiglia?  Siamo in zona Lago di Como.

CASE-LEGNO, FERTIGHAUS, PREFABBRICATE
Non posso che ribadire quanto scritto a più riprese, scusandomi con i lettori più fedeli.
Le case prefabbricate in legno consumano poca energia termica e non necessitano di impianti costosi e sovradimensionati.
Molti miei clienti hanno optato per le pompe di calore aria-acqua, abbinate a pannelli solari fotovoltaici e ne sono molto soddisfatti.
Questa scelta è abbastanza lungimirante, ma si deve essere consapevoli che difficilmente si riuscirà ad ammortizzare questo sistema impiantistico in pochi anni.
La differenza di costo con un impianto “base” (caldaia a condensazione con radiatori) resta notevole, anche per la presenza dei pannelli radianti a pavimento, che innalza inevitabilmente la spesa (per non parlare dell’incidenza del fotovoltaico, pur a fronte di cifre in discesa libera).
Il gas è una fonte energetica di tipo fossile non rinnovabile ed è ipotizzabile una costante crescita dei prezzi nei prossimi anni.
Questo aspetto può solo parzialmente compensare le motivazioni che spingono a rinunciare ad un impianto a gas.
Un edificio in legno correttamente progettato e curato nel’involucro, con valori buoni termici di parete – tetto – infissi – attacco al suolo, può tranquillamente mirare ad una categoria energetica (secondo normativa nazionale) collocabile tra una classe B “alta” ed una classe A+, sulla maggior parte del territorio nazionale.
Senza avventurarci in imprudenti analisi termotecniche, è però possibile redigere qualche conto “della serva”.
Ipotizziamo che il consumo annuo di gas di una casa in legno di medie dimensioni si aggiri dai 400 agli 800 € per il riscaldamento, considerando che l’energia necessaria per la cottura dei cibi e gli usi sanitari venga coperta da un impianto a pannelli solari termici.
Se la differenza di prezzo tra i vari sistemi impiantistici supera i 5-6.000 € è evidente che i tempi di ammortamento si dilaterebbero eccessivamente, rendendo poco conveniente l’extra costo per soluzioni per il riscaldamento tecnologicamente più innovative.
Tale ragionamento può essere esteso all’opzione caldaia – riscaldamento a pavimento, in quanto il prezzo maggiore di quest’ultima soluzione difficilmente sarà recuperabile negli anni.
In questo ultimo caso si sceglie di eliminare i corpi radianti per motivi pratico-estetici, evitando vincoli nella disposizione dell’arredo,  in presenza di almeno un calorifero per locale.
Va però detto che nelle case in legno i termosifoni non generano moti convettivi d’aria e sollevamento di polveri come negli edifici poco isolati, in quanto il loro funzionamento è limitato a brevi cicli di accensione – spegnimento durante la giornata, con una minima richiesta di energia alla caldaia.

CASE IN LEGNO MONOPIANO, INTERRATI O BOX ESTERNI

I COSTI DI UNA COSTRUZIONE IN LEGNO DIPENDONO ANCHE DALLE SCELTE PROGETTUALI E DALLA TIPOLOGIA SCELTA.  A PARITA’ DI SUPERFICIE CALPESTABILE LE STRUTTURE PIU’ “DISPERSIVE” COSTANO INEVITABILMENTE DI PIU’.

La mia futura casa prefabbricata dovrebbe essere monopiano, in quanto vorrei evitare il più possibile le scale, pensando anche agli anni futuri.
In molti mi hanno sconsigliato questa scelta, in quanto andrei a spendere molto di più.
Non dovrebbe essere il contrario, visto che è più semplice montare le pareti al piano terra e non si deve realizzare nessun solaio?
In teoria, si dovrebbe risparmiare anche sulla scala.
Evitando il piano interrato ho un risparmio (magari prevedendo un box auto o una tettoia per il riparo delle vetture)?

CASA-LEGNO, COSTRUZIONI-BIOEDILIZIA
Questo argomento è stato parzialmente trattato un po’ di tempo fa.
Il principale motivo dai maggiori costi di un edificio in legno monopiano è l’incidenza del tetto, che è una degli elementi più onerosi di una casa prefabbricata.
Se l’esigenza abitativa prevede una superficie utile di 160 mq, tale spazio può essere disposto su un unico piano o suddiviso su due o più piani.
Nel caso di un immobile ad un unico piano dovremo realizzare un tetto la cui superficie sarà di circa 200 mq, mentre per l’abitazione multipiano basteranno 100 mq, ovvero la metà.
Il tetto di una casa in legno non si limita a proteggere gli ambienti ma deve garantire un efficace isolamento termico invernale, mantenendo i locali freschi d’estate.
La corretta progettazione della copertura è, infatti, uno degli aspetti tecnico-costruttivi fondamentali di un edificio a basso consumo energetico, richiedendo la realizzazione di un pacchetto di isolamento di notevole spessore, impiegando pannelli ad alta densità e realizzando una camera di ventilazione per l’asportazione del calore estivo.
Ovviamente sul prezzo incide anche la maggiore quantità di lattoneria (soprattutto se è previsto il rame) e del manto di copertura.
Se si vuole contenere il prezzo finale della costruzione è meglio optare per un edificio su due piani fuori terra, scegliendo un piano superiore mansardato (di altezza adeguata), che permette di ottimizzare i costi.
Questa tipologia è quella più economica offerta dai costruttori di case prefabbricate in legno.
Al contrario le case di legno monopiano possono costare, a parità di superficie, dal 10 al 20% in più.
Se il lotto ne permette l’inserimento, gli edifici ad un unico piano (magari senza interrato) sono senz’altro preferibili, migliorando la fruibilità degli spazi abitativi, evitando le scale e permettendo un rapporto più diretto con l’esterno.
Il costo di un box auto esterno è sicuramente inferiore ad un autorimessa interrata, che preveda la realizzazione di una rampa carrabile.
Per risparmiare ulteriormente, può bastare un carport, da addossare alla casa o da posizionare nel giardino (per chi ha un lotto di grandi dimensioni).

COSTRUZIONI IN LEGNO IN CLASSE A

LE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE GARANTISCONO UN ELEVATO ISOLAMENTO TERMICO E RAGGIUNGONO QUASI SEMPRE PRESTAZIONI ENERGETICHE DI RILIEVO, SENZA PARTICOLARI ACCORGIMENTI.

Quali sono i reali vantaggi nel costruire in Classe A?
Posso davvero fidarmi di quanto riportato nel certificato energetico dei costruttori di case prefabbricate o sono solo i soliti “specchietti per le allodole” all’italiana per convincere il cliente a comperare?
Secondo il mio tecnico non sempre queste certificazioni sono attendibili, soprattutto se viene premiato eccessivamente il risparmio energetico.

classe-a, certificazione-energetica
La certificazione energetica dei fabbricati è una valutazione complessa dell’energia termica necessaria per il riscaldamento ed il raffrescamento, riassunta in un documento (l’attestato di certificazione energetica) che descrive sinteticamente la prestazione di un edificio, secondo quanto previsto dalla legislazione vigente (che può variare da regione a regione).
La classe energetica tiene conto della somma di molteplici fattori, quali la dispersione dell’involucro, l’orientamento dell’edificio, l’efficienza degli impianti per il riscaldamento invernale e la climatizzazione estiva, la produzione di acqua calda per usi sanitari, l’utilizzo di fonti rinnovabili.
Tale classificazione è legata all’Indice Energetico, espresso in in kWh/m2, ovvero il fabbisogno energetico annuo per il riscaldamento (il consumo dell’edificio vero e proprio).
Se una casa in legno ha un fabbisogno di energia di 25 KWh/m2, vuol dire che necessita di circa 2,5 lt di gasolio all'anno per metro quadrato.
In realtà i parametri per la valutazione della prestazione energetica dell'edificio presi in considerazione sono parecchi, come:
·         Fabbisogno specifico di Energia Primaria (EPH): 
E’ l’indice che esprime il fabbisogno di energia primaria per il riscaldamento dell'edificio, rispetto ai fattori relativi all'impianto termico.
Più tale valore è basso, migliore è la prestazione energetica.
Gli elementi che influenzano questo parametro sono legati sia alle caratteristiche dell’edificio, che al rendimento termico degli impianti.
·         Fabbisogno energetico specifico dell'involucro per la climatizzazione invernale (EH): 
E’ il fattore che esprime il fabbisogno energetico per il riscaldamento dell'ambiente.
Anche in questo caso, più è piccolo tale valore, minore è la quantità di energia richiesta per riscaldare il fabbricato. 
Questo parametro dipende direttamente dalla trasmittanza di pareti, infissi, coperture e solette, esposizione, zona di costruzione dell'edificio, parti contro terra, adiacenza con altri edifici riscaldati, presenza di ventilazione meccanica controllata.
·         Fabbisogno energetico specifico dell'involucro per la climatizzazione estiva (EC).
·         Fabbisogno specifico di energia primaria per l'acqua calda sanitaria (EPW).
·         Fabbisogno energetico specifico totale per usi termici, riscaldamento e acqua calda (EPT): 
In pratica, la sommatoria dei due fattori precedenti.
·         Contributo energetico specifico da fonti rinnovabili (EFER).
Tiene conto del contributo energetico di impianti a fonti rinnovabili, come i pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria o fotovoltaici per la produzione di corrente elettrica.
Le case prefabbricate valutate secondo la normativa nazionale (D.Lgs 192/05) possono facilmente raggiungere una classe energetica A, anche nelle regioni più fredde del nord Italia.
Una progettazione corretta dell’edificio è però necessaria, così come la costruzione ad opera di una ditta di case in legno che fornisca elementi di involucro correttamente isolati a bassa trasmittanza (pareti, infissi, copertura).
L’attestato di certificazione energetica (ACE) deve essere redatto da un tecnico di fiducia e non vi è ragione per dubitare di quanto espresso in tale documento.

UNA CASA PREFABBRICATA IN CALABRIA

IL TERRITORIO ITALIANO E’ CARATTERIZZATO DA UNA NOTEVOLE COMPLESSITA’ CLIMATICA, PASSANDO DALLE ZONE ALPINE ALLA PIANURA PADANA, DALLE ZONE INTERNE DELL’APPENNINO SINO AL CLIMA MEDITERRANEO DELLA FASCIA COSTIERA DEL CENTRO SUD E DELLE ISOLE.

Le scrivo perchè ho un terreno in Calabria di circa 2000mq, uno splendido promontorio sul mare sul quale è attualmente presente un rudere purtroppo non recuperabile.
Pertanto, ho pensato alla possibilità di costruire una casa in legno di modo da rispettare il più possibile l'ambiente in cui verrà collocata, ma anche per portare un nuovo tipo di costruzione nella mia terra di origine ormai coperta di cemento.
Spero di poter avere qualche consiglio da parte sua essendo io completamente "bianco" nel settore.

case-di-legno-ecologiche
Le case in legno prefabbricate sono costruzioni molto versatili, indistinguibili da quelle in muratura, in quanto rivestite da un isolamento a cappotto intonacato e tinteggiato.
Questo aspetto rende le strutture in legno particolarmente indicate per realizzare immobili di varie tipologie, spaziando da forme architettoniche tradizionali ad edifici in stile contemporaneo, adattando il progetto al contesto urbano ed ai regolamenti locali, senza particolari vincoli o difficoltà.
Le soluzioni costruttive presenti sul mercato delle case di legno sono molteplici ed è possibile scegliere tra sistemi a telaio o a parete massiccia abbinate a pannelli isolanti molto performanti in tutte le stagioni.
Dovendo costruire nel sud Italia, si dovrà scegliere un involucro edilizio in grado di arrestare l’ingresso dell’onda di calore, realizzando una struttura con una buona inerzia termica.
Il tema della protezione dal caldo è comprensibilmente predominante rispetto al problema della dispersione termica invernale, a causa delle lunghe estati con alte temperature ed a fronte di inverni abbastanza miti (anche se molte zone interne della Calabria hanno altre caratteristiche climatiche e di questo si dovrà eventualmente tenere conto).
Le pareti devono possedere una buona massa, per cui sono da privilegiare le soluzioni costruttive a parete massiccia (le più diffuse utilizzano i cosiddetti pannelli xlam).
In alternativa, anche le pareri intelaiate possono fornire un elevato sfasamento dell’onda di calore, con l’accortezza di montare pannelli isolanti ad alta densità (in fibra di legno, sughero, lana di roccia compressa, kenaf).
Il tetto dovrebbe essere ventilato mediante una camera di ventilazione correttamente progettata per espellere il calore del sottotetto ed adeguatamente coibentato, con pannelli isolanti ad alta o altissima densità, di notevole spessore.
La copertura è infatti esposta alla radiazione solare diretta per molte ore al giorno ed il rischio che il calore possa entrare all’interno dell’edificio è rilevante.
Il principale problema degli edifici a basso consumo è la schermatura delle vetrate, che d’estate non dovrebbero mai ricevere la luce diretta del sole.
Soprattutto in queste zone, finestre e portefinestre devono essere dimensionate adeguatamente per evitare il surriscaldamento per effetto serra, anche a causa della eccellente tenuta termica dell’involucro delle case in legno, che accumula il calore senza disperderlo (un vantaggio d’inverno, ma un evidente problema nei mesi più caldi).
Il mio consiglio è di curare il progetto dal punto bioclimatico, evitando di scegliere soluzioni architettoniche studiate per altre latitudini, con facciate eccessivamente vetrate.

FORI E VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA

LA VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA E’ UN IMPIANTO CHE SI TROVA SPESSO NELLE CASE IN LEGNO A BASSO CONSUMO ENERGETICO, IN QUANTO PERMETTE IL RICAMBIO COMPLETO DEL VOLUME D’ARIA IN POCO TEMPO CON MINIME PERDITE DI CALORE.

La mia è una semplice curiosità riguardo alla ventilazione meccanica controllata con fornello a gas in cucina.
Mi è stato detto che entrambi non possono funzionare assieme perchè andrebbero in conflitto, ma io non ho capito molto bene il perché.
Lei saprebbe darmi una spiegazione e dirmi se tale problema esiste?
La ringrazio e faccio sempre tanti complimenti al suo blog e alla sua pazienza.

vmc
Ci sono varie “scuole di pensiero” al riguardo ma, non essendo un termotecnico, mi limito a qualche modesto accenno da architetto.
In presenza del fornello a gas in cucina, la normativa prevede la presenza di uno o due fori nella parete esterna.
Con la cappa aspirante elettrica per l’espulsione dei fumi è necessario un foro di ventilazione da 100 mm di diametro, posto in basso vicino al pavimento, mentre, in assenza di cappa, serve anche un secondo foro del medesimo diametro per l’aerazione del locale, generalmente posto in alto, a filo del soffitto.
Il foro di ventilazione serve per l’apporto di aria alla combustione, mentre l’apertura di aerazione serve per smaltire verso l’esterno i prodotti della combustione, i vapori, gli odori e gli eventuali residui di gas.
Nelle cucine moderne è rara l’assenza della cappa di aspirazione, per cui è quasi sempre presente una sola apertura, comunque obbligatoria.
Questo foro nelle pareti delle case prefabbricate in legno crea una modesta, ma inevitabile dispersione di calore, comunque necessaria ai fini della sicurezza.
Optando per una piastra ad induzione viene a mancare la fiamma e, pertanto, tale foro non è più obbligatorio.
Non è comunque possibile evitare tale presa di ventilazione nemmeno installando un impianto di ventilazione meccanica controllata, anche se mi è capitato di leggere qualche interpretazione opposta su qualche forum.
Il quesito del conflitto tra VMC e foro sorge per la possibile perdita di pressione d’aria nella casa, in quanto, per funzionare correttamente, la ventilazione necessita dell’ermeticità dell’involucro.
E’ infatti sufficiente aprire una finestra per “spegnere” automaticamente l’impianto, che riprenderà a funzionare con la chiusura dell’infisso.
Sul mercato esistono molti impianti di ventilazione meccanica, di varie marche e costruttori, ma con caratteristiche di funzionamento abbastanza affini tra loro.
Generalmente la presenza di un foro di ventilazione da 100 mm di diametro (come detto, quasi sempre presente anche nelle case in legno) non è sufficiente a depressurizzare il volume d’aria e tuttavia è consigliabile porre esplicitamente tale domanda alla ditta installatrice, per evitare indesiderati malfunzionamenti.