Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

CASE IN LEGNO SU TRE PIANI

Devo realizzare la mia abitazione e sono orientato alle “case in legno”.
Purtroppo però non trovo nessun feed-back su costruzioni simili a quella che devo realizzare.


Al momento, ho pubblicato sulla “Guida alle case prefabbricate” oltre 360 articoli, trattando ripetutamente ed a fondo i più svariati argomenti (in alternativa c'è sempre il mio libro).
Ritengo difficile che non ci sia materiale inerente il tipo di costruzione che il lettore intende realizzare, ma cercherò di aiutarlo a selezionare il materiale più adatto.

La mia necessità infatti e' di costruire un edificio di tre piani di ca. 160 mq l'uno ed anche l' interrato.


Tre piani non sono molti, per cui non rientriamo nelle tipologie multipiano, ma nelle casistiche comuni.
In questo caso le case in legno possono risultare ancora una buona scelta costruttiva, ma andranno calcolate opportunamente.
In molti casi sarà necessario rinforzare la struttura portante con pilastri e travi in acciaio o cemento armato.

I miei dubbi principali sono:


Quale tecnologia costruttiva si adatta meglio ad un edificio a più piani, telaio o xlam?


Con tre piani fuori terra non cambia moltissimo.
case in legno, casa in legnoSe ci trovassimo in zona sismica le pareti in xlam sono più idonee, in quanto hanno un migliore comportamento in presenza di sollecitazioni trasversali (tipiche dei terremoti).
Oltre tre piani il telaio va controventato, ma anche le pareti massicce devono essere progettate adeguatamente.

La presenza di un interrato quali accorgimenti comporta per eliminare rischio umidità /muffe?

Le pareti dell’interrato vanno coibentate con una guaina antiumidità, come da prassi.
Può essere una buona soluzione isolare termicamente la parte contro terra con pannelli in XPS.
Questa soluzione consente di migliorare le condizioni climatiche dell’interrato, abbassando il rischio di muffe ed umidità.
La parte fuori terra non presenta praticamente mai questo genere di problematiche per le caratteristiche  del legno, che è un pessimo conduttore di calore e un buon regolatore naturale del tasso di umidità dell’aria indoor.


Amiamo tenere una temperatura elevata durante l' inverno con buon tasso di umidità per i raffreddori del nostro bambino.
Mi sembra di capire dal blog che un sistema di ventilazione forzata dell'aria sia necessario per evitare muffe o addirittura una casa in legno mal si adatta alle nostre esigenze.

La ventilazione meccanica controllata a recupero di calore è un impianto assolutamente complementare alle case in legno, per la grande tenuta all’aria di queste costruzioni.
Tra le funzioni di un VMC c’è anche la regolazione del tasso di umidità dell’aria, che può essere controllato efficacemente in tutte le stagioni, anche in presenza di alte temperature.

LE CASE IN LEGNO TEMONO IL VENTO?

IL TIMORE CHE GLI EDIFICI IN LEGNO POSSANO SOFFRIRE LE SOLLECITAZIONI DOVUTE A FORTI VENTI È IN BUONA PARTE UN PREGIUDIZIO BASATO SULLA PAURA DEL LUPO CATTIVO.

La tipologia costruttiva più comune è per le case in legno è la parete a telaio, che prevede un sandwich di materiali portanti e isolanti, il cui spessore e la cui composizione dipendono da specifici brevetti e da valutazioni tecniche del singolo costruttore.  
La leggerezza di queste strutture è solo apparente, garantendo una notevole resistenza alle forze laterali ed ascensionali ed  una solidità dell’edificio del tutto assimilabile alle costruzioni in muratura.
Il legno è una materiale elastico, in grado di ammortizzare le poderose spinte del vento, a patto di progettare correttamente la struttura. 
Una casa in legno con parete a telaio non dovrebbe superare una certa altezza (2 o 3 piani fuori terra).
Scegliendo una struttura massiccia è possibile raggiungere quote maggiori, con un eccellente resistenza alle sollecitazioni laterali (vento ed eventi sismici).
Il problema posto dalla maggiore altezza è principalmente l’irrigidimento trasversale dell’edificio rispetto alle forze che vengono generate in presenza di vento di entità eccezionale.

Con l’aumentare dell’altezza gli effetti del vento possono essere piuttosto sensibili a causa dell’effetto “mensola”.
case prefabbricate, casa prefabbricataIn questo caso è necessario “controventare” adeguatamente la struttura della casa in legno inserendo elementi in grado di resistere alle spinte laterali, che in condizioni normali non sono presenti.
I pannelli massicci sono facilmente calcolabili come un materiale omogeneo, al pari della muratura o del cemento armato e consentono allo strutturista una valutazione precisa rispetto alle capacità portanti dell’edificio. 
La naturale elasticità del legno rende le case prefabbricate naturalmente antisismiche e resistenti alle sollecitazioni di eventi atmosferici eccezionali, come ad esempio le trombe d’aria.

La rigidità è assicurata dalle pareti (interne ed esterne), dai solai e dal tetto che formeranno nel loro insieme una robusta “scatola” resistente ed indeformabile.
L’ancoraggio al suolo delle case in legno viene effettuato mediante zanche o staffe con tasselli in acciaio zincato, imbullonate in fase di montaggio e dimensionate secondo i calcoli statici.
La congiunzione fra le varie pareti infine viene realizzata a incastro, tramite tiranti in acciaio operanti su boccole filettate e preventivamente inseriti nel corpo della parete in vari punti, connettendoli semplicemente con un sistema “maschio/femmina”.
In zone caratterizzate da vento di notevole intensità, queste sollecitazioni supplementari vanno opportunamente determinate, irrigidendo ulteriormente la struttura ed aumentando il numero e la dimensione degli ancoraggi.
La qualità costruttiva certificata e garantita dalle aziende di case in legno, unitamente all’adozione di sistemi produttivi collaudati e condivisi dai maggiori costruttori, porta a minimizzare il problema della resistenza al vento, che potrebbe rappresentare un problema solo nel caso di costruzioni economiche e tecnicamente approssimative.

QUALE CLASSE ENERGETICA PER LE CASE IN LEGNO?

L’ACQUISTO DI UNA COSTRUZIONE PREFABBRICATA CONSENTE ELEVATI RISPARMI SULLE BOLLETTE ENERGETICHE, IN QUASI TUTTI I CASI.
UN INVOLUCRO PARTICOLARMENTE ISOLATO PUO’ CONSENTIRE UNA CLASSIFICAZIONE ENERGETICA SPINTA DELL’EDIFICIO.

Da tempo seguo il suo sito “Guida alle case prefabbricate” e approssimandomi a costruire una casa in legno avrei piacere a chiederle alcune giudizi in merito ad un preventivo a me proposto da una ditta di case di legno.
Premetto che la casa sarà costruita in zona climatica collinare toscana, in cui le temperature estive in genere sono abbastanza elevate a cospetto di un inverno piuttosto mite.
L'esposizione è a sud, e da est a ovest l'irraggiamento solare è totale.
Visto le caratteristiche strutturali della parete esterna in preventivo (telaio ca 28 cm), e la trasmittanza pari a 0.24 W/m2 K , sfasamento S = 9, mi sono posto il quesito se con tali caratteristiche il comfort abitativo, in particolare estivo, possa essere accettabile.
Le superfici vetrate occuperanno circa il 14% delle superfici totali.
Secondo il suo parere una struttura massiccia Xlam potrebbe garantire una migliore trasmittanza termica?
La superficie lorda della struttura, piano terra, sarà di ca 138 mq, la copertura è realizzata con doppio tetto a travi e travetti in legno lamellare, isolante in fibra di legno, teli freno vapore ed impermeabilizzanti, ventilazione con listelli di abete; la trasmittanza U= 0.21 W/m2 K, sfasamento in ore S= 10.6.
Abbiamo inoltre intenzione di inserire riscaldamento a pavimento con caldaia a condensazione con solare integrato e una stufa a pellets (non integrata al riscaldamento).
L'altro quesito quindi è se tale scelta possa essere sovradimensionata rispetto alla struttura e al metraggio.

Il valore di un fabbricato è determinato anche dal limitato fabbisogno termico.
In genere tutte le case in legno identificabili come “edifici a basso consumo energetico” rientrano nelle classi energetiche di eccellenza (dalla B in su, riferendoci alla classificazione nazionale e senza addentrarci troppo nelle regolamentazioni locali).
Questo dato basterebbe per prendere almeno in considerazione la costruzione di una casa in legno, in alternativa ai sistemi tradizionali del laterocemento.
E’ essenziale “progettare” l’isolamento in base alle caratteristiche bioclimatiche specifiche del luogo.
Le strutture a parete massiccia sono indicate soprattutto per i climi più caldi, mentre le pareti intelaiate possono raggiungere minimi valori di trasmittanza termica garantendo un eccellente  isolamento invernale.
Con opportuni accorgimenti è possibile utilizzare entrambe le soluzioni costruttive, a qualsiasi latitudine del nostro paese.
La tendenza normativa per gli anni futuri sarà di spingere ulteriormente le prestazioni energetiche degli edifici verso un isolamento termico spinto, a causa delle problematiche ambientali dovute alle emissioni di gas serra in atmosfera e dell’esaurimento delle fonti energetiche fossili (petrolio, carbone e gas naturale).
Gli edifici del futuro saranno passivi e sarà necessario riqualificare energeticamente  il patrimonio immobiliare esistente, che sarà sempre più soggetto a demolizione e ricostruzione.
Il mio consiglio, se il portafoglio lo consente, è di orientarsi verso le soluzioni costruttive più prestazionali, aumentando gli spessori di parete e l’isolamento di copertura, installando tripli vetri e serramenti a basso K termico.
La maggior spesa verrà ripagata nel tempo e darà valore alla costruzione.

CASE PREFABBRICATE VS CASETTE DI LEGNO

CON CENTINAIA DI ARTICOLI PUBBLICATI, LA GUIDA ALLE CASE PREFABBRICATE E’ UNA FONTE DI INFORMAZIONI CONSIDEREVOLE SULLE CASE IN LEGNO A BASSO CONSUMO ENERGETICO.

Ringrazio i lettori che con le loro domande mi forniscono molti spunti di trattazione sempre nuovi e interessanti.
Una tiratina d’orecchi ai pochi che si ostinano a richiedermi informazioni su strutture che nulla hanno a che fare con l’oggetto di questo blog e della mia attività professionale.
Le“case di legno” a basso consumo sono “edifici” a tutti gli effetti e rappresentano una vera e propria alternativa alle costruzioni in edilizia tradizionale.
Necessitano di permessi ed hanno caratteristiche permanenti, essendo ancorate ad una platea di fondazione in cemento armato.
Il costo delle case prefabbricate è allineato con quello delle costruzioni in muratura isolata e, pertanto, edifici in legno a prezzi stracciati sottendono prestazioni termiche scadenti e una durata limitata negli anni.
Dei molti vantaggi ho parlato diffusamente, così come dei limiti d’applicazione,che non sempre fanno delle case in legno la soluzione costruttiva più idonea.
case-legno, case-di-legno
Con il legno è possibile realizzare anche case mobili, casette da giardino e ricoveri per attrezzi, costruzioni molto utili per gli scopi per cui sono concepite, ma che non possono rappresentare in alcun modo una risposta alle necessità abitative moderne, che dovrebbero mirare a ridurre i consumi energetici per il riscaldamento e massimizzare il comfort termico ed acustico.
Le case prefabbricate sono una soluzione intelligente, razionale e sostenibile per costruire edifici in bioedilizia, antisismici e sicuri, da montare in poco tempo a secco sul cantiere.
L’ambiente ringrazia non solo per le basse emissioni di CO2 dovute al basso fabbisogno termico delle case in legno, ma anche per il ridotto impatto del ciclo di produzione, che utilizza un materiale riciclabile, facilmente lavorabile e trasportabile, con un minimo consumo di energia.
Ecco perché non risponderò alle richieste come queste:

Il suo blog è molto interessante.
Sono affascinato dalle casette in legno e mi piacerebbe montarne una su un terreno agricolo che possiedo…..

Grazie per i molti consigli.
Secondo lei è possibile acquistare una casa in legno di 80-90 mq con 40.000 €?
Per il montaggio potrei arrangiarmi con mio cognato…..

Vorrei ampliare la mia casa del lago con una veranda in legno come quelle che ho trovato sul suo sito…..

Avrei trovato un azienda che fornisce dei kit di montaggio di edifici in legno, ma non ho ben capito se servono dei permessi particolari…..

Sarebbe in grado di consigliarmi qualche nome tra i costruttori di casette in legno da giardino…..?

ALTA UMIDITA’, BASSO BUDGET PER UNA CASA IN LEGNO

QUANTI SOLDI SERVONO PER REALIZZARE UNA CASA PREFABBRICATA IMMERSA NELLE PERSISTENTI NEBBIE DELLA CAMPAGNA FERRARESE?

Abito in provincia di Ferrara.
Vorrei cortesemente sapere se nella mia zona, in quanto il clima è molto umido sia d'inverno (nebbia) che d'estate, le case in legno mantengono le stesse caratteristiche e la stessa durata nel tempo rispetto alle zone più asciutte.
Inoltre se con un budget intorno ai 180.000 euro sia possibile realizzare una casa prefabbricata di circa 140 mq calpestabili, tenendo conto che non dispongo di un terreno edificabile.

Nella mia zona il terreno costa circa 95 euro al metro.
E a quale azienda seria di case di legno potrei chiedere un preventivo?
   

L’umidità esterna, intesa come alla percentuale di acqua nell’aria atmosferica, non rappresenta un problema per le case in legno a basso consumo.
Il vero rischio per le costruzioni in legno è rappresentato dalle risalite di umidità per capillarità dal terreno, possibili con una progettazione poco attenta dell’attacco al suolo.
La maggior parte delle aziende di case di legno adotta semplici accorgimenti per scongiurare tale inconveniente, rialzando leggermente la quota di accesso dal terreno o disponendo la realizzazione di una canalina di drenaggio dell’acqua attorno all’edificio.
Le poche parti in legno lasciate a vista (sporgenze di gronda, infissi e scuretti,rivestimenti, balconi, pilastri, pavimentazioni) vengono adeguatamente trattate con impregnanti per esterni ed andranno periodicamente eseguite le necessariemanutenzioni.
L’isolamento a cappotto intonacato protegge gli isolamenti e la struttura dell’edificio,preservandone l’integrità ed assicurandone la durata nel tempo, senza particolari manutenzioni.
Per una casa prefabbricata di 140 mq calpestabili (circa 160 mq lordi), da suddividere su due piani fuori terra (80+80 mq) occorrono almeno 160.000 €,ipotizzando di rivolgersi ad una ditta di case in legno locale, di semplificare al massimo le scelte impiantistiche, di realizzare a parte le finiture con materiali economici, di tinteggiare da se i locali e di rimandare a tempi migliori il completamento di alcune parti della casa.
La cifra restante può servire per realizzare la platea e gli allacciamenti.
Restano le spese tecniche, gli oneri comunali e l’acquisto del terreno.
Nella migliore delle ipotesi, mancano altri 80.000 €, a cui andranno aggiunti i costi da sostenere per il rogito notarile, l’apertura dei contatori, il trasloco, l’arredamento e per tutte quelle spese necessarie per poter fisicamente vivere la nuova abitazione.

CASE DI LEGNO DI SECONDA MANO

L’ACQUISTO DI UNA CASA IN LEGNO ESISTENTE PUO’ SPAVENTARE, POICHE’ NON ESISTE ANCORA UN VERO E PROPRIO MERCATO IMMOBILIARE DI RIFERIMENTO DELLE COSTRUZIONI PREFABBRICATE.

Una cosa che non ho trovato riguarda il mercato delle case usate, forse perché è un ambito talmente giovane che è difficile al momento trovare annunci di case in vendita.
Però, nelle mie parti, in montagna vicino a Sestriere (TO), c’è in vendita una casa prefabbricata di seconda mano, in legno, costruita più di 30 anni fa.
Vorrei sapere se questa casa, che probabilmente è di generazioni costruttive precedenti rispetto a quelle attuali, è ancora "solida" e soprattutto quanto può essere ancora la sua vita utile.
In altre parole, mi interesserebbe sapere se tutti i discorsi di risparmio energetico, durata, resistenza, che leggo tra le sue pagine del blog, siano validi anche per una casa prefabbricata di 30 anni fa!
Non vorrei che, tra 20 anni o più, quando si dovesse cercare di rivenderla, il suo valore si azzeri.
Vorrei anche sapere quali sono le cose da controllare per verificarne l'integrità.

Ribadisco alcuni punti fermi.
Le case in legno (prefabbricate o non), qualora possiedano determinate caratteristiche, sono edifici a tutti gli effetti e vanno giudicate secondo i medesimi parametri delle costruzioni tradizionali.
Escludendo gli edifici in legno mobili o smontabili, l’attenzione va indirizzata alle costruzioni a basso consumo energetico con struttura massiccia o intelaiata, finite a cappotto intonacato. 
L’aspettativa di vita di questi fabbricati è la medesima delle costruzioni in muratura ed è ipotizzabile un analogo prezzo di mercato, a parità di età, metratura e requisiti.
Detto questo, mi limito ad aggiungere l’importanza di una valutazione tecnica da parte di un consulente esperto (architetto, geometra o ingegnere) in grado di verificare lo stato di conservazione della costruzione.
Una casa in legno deve sempre risultare solida staticamente. 
La presenza di crepe sull’intonaco o tracce di umidità (soprattutto nella zona di attacco al suolo) può pregiudicare l’efficacia degli isolamenti.

L’integrità dell’involucro va sempre anteposta al buono stato delle finiture.
Se l’edificio ha più di 20-25 anni, potrebbe richiedere qualche intervento di manutenzione, da sommare ai costi di acquisto del fabbricato.
Tali opere andranno eseguite avvalendosi dell’assistenza di una ditta di carpenteria, poiché le imprese edili tradizionali non sono in grado di intervenire direttamente sulle costruzioni in legno, ma devono, a loro volta, subappaltare il lavoro.

SCALDARE LE CASE IN LEGNO BLOCKHAUS

I COSTRUTTORI DI CASE DI LEGNO PROPONGONO DIVERSE TIPOLOGIE DI PARETE E SVARIATE SOLUZIONI IMPIANTISTICHE PER RISCALDARE GLI AMBIENTI, VALIDE NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI.

Leggo il suo blog e la stimo molto e desidererei avere un suo punto di vista su due miei dubbi circa le case in legno.
Stiamo costruendo una casa in legno in montagna (a 1500 m) di circa 165 m2 + seminterrato.
La ditta ci ha proposto di costruire la casa totalmente in legno massello con sistema blockhaus senza pannelli coibentanti, poiche’ non sono obbligatori nella zona dove costruiamo.
Pensa che sia fattibile?
Vede rischi per questa soluzione?
Vorremmo inoltre utilizzare un impianto di riscaldamento a pellet, ma ci hanno detto che non e’ possibile utilizzare solo il pellet e la ventilazione per scaldare una casa di 2 piani di 165 m2.
Ritiene anche lei che dobbiamo aggiungere dei termosifoni alla stufa a pellet?

blockhaus, x-lam
Chi mi segue da un po’ di tempo avrà notato che la maggior parte degli articoli pubblicati nell’ultimo anno è in risposta a quesiti di lettori.
Sono convinto che la trattazione di temi specifici sia molto utile, ma che possa essere apprezzata anche la risposta pubblica a specifiche richieste contenenti elementi di interesse generale.
In questo caso la lettrice è preoccupata per la mancanza di isolamenti, in genere abbinati alla parete massiccia, per migliorare le prestazioni termiche dell’edificio.
Non conoscendo la zona climatica oggetto di costruzione posso ipotizzare che la casa andrà realizzata nel centro-sud Italia, ovvero in una zona caratterizzata da inverni miti ed estati calde con persistenza di alte temperature per lunghi periodi dell’anno.
Le case in legno a parete massiccia possiedono un elevata massa termica che permette un buon isolamento estivo dovuto ad un efficace sfasamento dell’onda di calore.
La compresenza di un isolamento a cappotto leggero (in EPS o lana minerale) non modifica sostanzialmente tale comportamento in regime estivo e può essere stato oggetto di un attenta valutazione da parte del costruttore.
E’ tuttavia possibile che l’azienda di case in legno lavori prevalentemente con sistemi massicci lasciati a vista e spinga la potenziale acquirente verso tale scelta per evidenti ragioni commerciali.
Le prestazioni energetiche invernali delle costruzioni in blockhaus sono comunque interessanti, seppure inferiori alle pareti intelaiate.
E’ possibile riscaldare questa tipologie di case in legno (di tale superficie) con una semplice stufa a pellet abbinata ad un sistema di ventilazione meccanica controllata a recupero di calore?
In questo caso condivido la risposta del costruttore, ma valuterei l’opzione di una caldaia a pellet (non una semplice stufa).
Tale impianto, da posizionare in un locale termico e non in soggiorno possiede un focolare chiuso ed un sistema di caricamento del pellet che permette una lunga autonomia (al contrario delle stufe con fiamma a vista) e va collegato ad un circuito ad acqua  (a radiatori o a pavimento) che permette di scaldare efficacemente anche un’abitazione di notevoli dimensioni.
La soluzione più semplice ed economica rimane l’installazione di una caldaia murale a gas, integrata con una stufa a pellet (o a legna) da utilizzare a piacere.

QUANTO COSTANO LE COSTRUZIONI IN LEGNO?

LA FASE D’INCERTEZZA ECONOMICA ATTUALE IMPONE LA DETERMINAZIONE PRECISA DEI COSTI DA SOSTENERE PER LA COSTRUZIONE DI UN EDIFICIO.LE AZIENDE DI CASE PREFABBRICATE OFFRONO AL CLIENTE UN PREVENTIVO DETTAGLIATO, MA MOLTE SPESE RESTANO NASCOSTE SINO ALL’ULTIMO MOMENTO.

Vorrei avere un informazione a riguardo dei costi delle costruzioni in bioedilizia, più precisamente le case prefabbricate in legno.
Vorrei sapere in linea di massima che spese ci sono da intraprendere per la costruzione di una casa prefabbricata, escluso il costo del terreno e ovviamente della casa stessa.
Quali oneri al comune, agli ingegneri o architetti dell'azienda alla quale ci si affida?


Le spese da sostenere sono riassumibili in 4 punti:

1. Acquisto del terreno
2. Oneri collegati all’acquisto del terreno
3. Oneri per la costruzione
4. Acquisto per l’edificio

I punti 1 e 4 appaiono facilmente comprensibili, poiché coincidenti con i prezzi fissati per contratto dall’agenzia immobiliare per acquisire il lotto e dalla ditta di case in legno per la costruzione dell’edificio.
A queste cifre va sommata l’IVA di legge, in base ai requisiti dell’acquirente.
Gli oneri collegati all’acquisto del terreno (punto 2) includono la mediazione dell’agenzia, se presente, le spese per il rogito notarile ed eventuali tasse gravanti sulla compravendita (ad esempio, se vendiamo il vecchio appartamento).

case prefabbricateL’aspetto più complesso è individuabile nei costi accessori che gravano sulla costruzione dell’edificio, spesso di difficile individuazione e determinazione.
Anche in questo caso possiamo distinguere queste spese in più punti:

a) Oneri comunali
b) Spese tecniche
c) Costi di costruzione
d) Spese accessorie
Gli oneri comunali sono costituiti dagli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, dal costo di costruzione (in base alla consistenza dell’edificio), da bolli e diritti di segreteria.

Le spese tecniche sono un capitolo importante e riguardano le spettanze dei professionisti coinvolti, riassumibili in queste figure:
- Progettista
- Direttore dei lavori
- Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione (CSP)
- Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione (CSE)
- Strutturista e direttore lavori dei cementi armati
- Geologo
- Termotecnico (per la determinazione dei consumi energetici)
- Certificatore energetico
- Certificatore acustico
- Collaudatore delle strutture
- Progettista degli impianti

Molte di queste prestazioni possono essere svolte da un unico tecnico, mentre alcuni elaborati possono essere forniti direttamente dal costruttore (statica del legno, carichi strutturali, acustica, impianti, certificazione energetica).
Attenzione alle spese occulte (rilievi, accatastamento finale), non sempre dichiarate al cliente dal proprio progettista ed alle imposte sulle parcelle.
Un architetto è obbligato ad emettere una fattura composta da un valore netto (concordato con il committente) al quale va aggiunta l’IVA (21%) + la quota di contribuzione obbligatoria del 4% (1/4 in più sono tasse, quasi mai scaricabili).

I costi di costruzione sono costituiti dai lavori (in genere affidati ad un’impresa edile) per gli allacciamenti alle reti pubbliche, muretti, recinzioni, cancelli, fondazioni, eventuale scantinato, percorsi e pavimentazioni, rampe e scale esterne.
Vanno determinati mediante computo metrico estimativo (da far redigere al progettista), stipulando un contratto con il costruttore (occhio all’IVA…).

Le spese accessorie sono rappresentate dall’eventuale affitto da pagare durante i lavori (se abbiamo venduto una casa), i costi di trasloco, i mobili che andremo ad acquistare per la nuova casa, l’apertura dei contatori per le utenze, le spese bancarie per il nuovo mutuo o per la fidejussione (spesso richiesta a garanzia del pagamento dal costruttore di case in legno).

CASE PREFABBRICATE E VINCOLI TIPOLOGICI

MOLTE ZONE DEL TERRITORIO ITALIANO SONO SOTTOPOSTE A VINCOLI PAESAGGISTICI E TIPOLOGICI, A DIMOSTRAZIONE DELLA NECESSITA’ SALVAGUARDARE LE PARTI PIU’ FRAGILI DEL NOSTRO PAESE.

Sono un giovane architetto e sto progettando una casa in legno con vincolo tipologico (edifici in pietra naturale).
Siccome ho avuto alcuni pareri discordanti, chiedo a lei che sicuramente ha una grande esperienza in questo campo, è possibile costruire un edificio prefabbricato in legno, magari con sistema costruttivo x-lam, che supporti un rivestimento in pietra naturale?
A prescindere dalla domanda le faccio i complimenti per il suo blog sulle case in legno, che ho scoperto da poco, ma che è veramente una risorsa preziosa.

La regolamentazione imposta dagli strumenti urbanistici di vecchia concezione (i classici Piani Regolatori Generali) ha mostrato notevoli limiti e carenze nello sviluppo delle nostre citta, da nord a sud.
La situazione sta lentamente cambiando da qualche anno grazie all’adozione di piani urbanistici moderni come i Piani di Assetto (o di Governo) del Territorio (i cosiddetti PAT o PGT), in grado di programmare gli interventi di espansione sulla base di dati certi e di produrre un coerente quadro conoscitivo, fissando gli obiettivi e le condizioni di sostenibilità degli interventi e delle modificazioni urbane.
Nonostante le buone intenzioni, i buoi sono scappati e l’esaurimento dei vecchi PRG testimonia il fallimento dell’urbanistica nei passati decenni nell’azione di salvaguardia del territorio.
Purtroppo non si è compreso che non bastano severi vincoli tipologici o un pugno di prescrizioni edilizie locali per realizzare buone architetture e costruire città degne di essere consegnate alle future generazioni.
La componente “creativa” (odio questo termine, ma rende il concetto) è limitata al 5% del mestiere di progettista (architetto o non), relegando la professione a sbrogliare aspetti burocratici, non sempre compresi dai committenti.
Tutto questo preambolo vuole agganciarmi alla domanda del mio giovane collega che è perfettamente conscio che una scelta lungimirante come la costruzione di una casa in legno a basso consumo energetico, possa essere messa a rischio da rigidi fattori normativi e dall’ottusità nell’applicazione delle regole.
Le case prefabbricate possono essere rivestite in pietra od altri materiali, informandosi preventivamente con il costruttore.
Molte aziende di case in legno richiedono espressamente (pena la decadenza delle garanzie sulla facciata) l’utilizzo di pannelli in pietra ricomposta, da tassellare alla struttura, mentre altre permettono persino di incollare sul cappotto i conci in pietra (in genere ricostruita, più leggera di quella naturale).
I risultati estetici sono sorprendenti e verosimili, scegliendo prodotti di qualità certificata.
Come detto, però, ciò non risulta sempre possibile, a causa dell’applicazione poco elastica dei regolamenti da parte dei tecnici (burocrati) preposti.

IL BENESSERE ACUSTICO NELLE CASE PREFABBRICATE

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO COSTITUISCONO UN LUOGO SICURO E SALUBRE PER I PROPRI OCCUPANTI, GARANTENDO UN PIACEVOLE BENESSERE PSICO-FISICO GENERALE.
IL BENESSERE ACUSTICO È UN'ESIGENZA DI FONDAMENTALE IMPORTANZA FRA QUELLE CHE CONCORRONO A DETERMINARE LA QUALITÀ DEGLI SPAZI ABITATI.

Il clima acustico di un edificio in genere dipende dal livello di schermatura di due distinte classi di rumore, quelli cosiddetti “aerei”, la cui energia originata da una sorgente posta ad una certa distanza dalla parete divisoria di due locali viene in parte trasmessa via aria, e quelli “impattivi”, generati dalla sollecitazione meccanica sul solaio per calpestio o dovuta allo spostamento di oggetti e trasmessi all’ambiente sottostante.
Il legno nelle case prefabbricate è in grado di assorbire naturalmente gran parte dei rumori provenienti dall’esterno o generati all’interno degli ambienti, isolando acusticamente l’edificio e limitando i riverberi generati sulle superfici riflettenti.
benessere acustico, isolamento acustico, comfort acustico, protezione rumoreLe moderne strutture delle case prefabbricate in legno combinano costruzioni multistrato con materiali termoisolanti, con un'esecuzione accurata dei giunti.
Per contenere al massimo la trasmissione del suono aereo, i solai e le pareti delle case in legno debbono essere insonorizzate, prestando attenzione a aperture per aerazioni, tubi e cavi ed insonorizzando le intercapedini ermeticamente.
I muri esterni costituiscono una vera e propria barriera alle onde sonore, grazie all’alto potere fonoassorbente del legno e degli isolamenti impiegati nelle case prefabbricate, che possono arrivare fino a 58 dB per appena 10-12 cm di spessore.
Anche le pareti interne vengono solitamente realizzate con uno strato di isolante termo-acustico che permette di limitare la trasmissione di rumori da un locale all’altro.
Per impedire la formazione del rumore da calpestio debbono assolutamente essere evitati i ponti acustici.
L’intensità del rumore di tipo impattivo dipende, oltre che dalla potenza della sorgente, dalla massa e dalla rigidità del solaio stesso.
I solai in legno presenti nelle case prefabbricate possiedono complessivamente un’eccellente capacità smorzante, in quanto nella costruzione si prevede sempre un massetto collaborante a cui è possibile sovrapporre un ulteriore massetto alleggerito disaccoppiato dal precedente attraverso l’uso di una guaina, oltre all’utilizzo di intercapedini riempite di lane minerali o fibra di legno, con finitura del bordo inferiore del controsoffitto realizzata in cartongesso.
Gli edifici in legno rispondono perfettamente alle moderne esigenze abitative in tema di comfort acustico passivo, isolando dai rumori esterni ed assorbendo efficacemente quelli prodotti all’interno dell’edificio.

FIERE E COSTRUZIONI PREFABBRICATE IN LEGNO

LE FIERE DELL’EDILIZIA RESTANO SEMPRE UN LUOGO PRIVILEGIATO PER INCONTRARE LE AZIENDE DI CASE PREFABBRICATE.
LE OCCASIONI SONO MOLTE, MA NON SEMPRE LA QUALITA’ DEGLI EVENTI E’ ADEGUATA ALLE ASPETTATIVE.

Le ditte di case prefabbricate presenti come espositori presso le fiere italiane sono in costante incremento nel numero, segno di un settore in crescita e del notevole interesse verso i produttori di case in legno.
In particolare, a fianco dei marchi di case prefabbricate storici e più conosciuti, non mancano le nuove proposte di piccole realtà italiane emergenti.
Le grandi fiere del nord Italia, il MadeExpo di Milano e il SAIE di Bologna, restano avvenimenti importanti, ma restano enormi contenitori dell’edilizia rischiando di disperdere l’interesse del cliente.
fiere edilizia, fiere bioediliziaFondamentale in questo senso resta la Klimahouse di Bolzano, divenuta da anni la rassegna di riferimento per il settore delle abitazioni a basso consumo, la cui stessa dimensione contenuta ne permette una visita sempre approfondita e piacevole.
La presenza di quasi tutte le aziende di case prefabbricate, unitamente a un livello espositivo di alta qualità rende pertanto la Klimahouse un evento imperdibile per il cliente finale.
Segnalo tralaltro l’esistenza di una manifestazione parallela, la Klimahouse Umbria a Perugia, rivolta alle regioni del centro sud.
Non mancano saloni fieristici minori con una buona presenza di espositori del settore del legno e del risparmio energetico.
In particolare segnalo Solarexpo – Greenbuilding e Legno &amp, Edilizia a Verona, Technodomus e Domuslegno a Rimini, Fiera della Casa a Novara, Mantova in Casa a Mantova, Tip World a Brunico (BZ), IoCasa a Treviso, Expo Eco Casa &amp, Impresa a Reggio Emilia, Edil Expo ad Olbia, Edil Expo ed Energy Expo a Civitanova Marche, solo per citarne alcune.
Non mancano infine gli stand di aziende di case prefabbricate in molte altre fiere non settoriali, persino in quelle campionarie.
La sensazione è tuttavia che le ditte di case in legno non credano molto alle rassegne fieristiche.
Internet è senz’altro il miglior mezzo di informazione a disposizione di chi si vuole informare sulle abitazioni in legno.
Nei piccoli spazi espositivi delle fiere al massimo si riesce a reperire qualche depliant e raramente è possibile vedere dal vivo spaccati di tetti e pareti.
Non sempre il personale addetto agli stand è in grado di dedicare il tempo sufficiente ad approfondire le nostre richieste e la cosa migliore resta sempre il rapporto con l’agente di zona della ditta di case in legno.
Se proprio vogliamo passare una giornata in una fiera dell’edilizia ecosostenibile, evitiamo il sabato e la domenica.
Durante la settimana ci sarà senz’altro meno ressa e maggiore disponibilità da parte dei nostri interlocutori, soprattutto se abbiamo richieste complesse da sottoporre.
Un ultimo consiglio infine.
Portiamo con noi un buon numero di biglietti di visita con i nostri recapiti ed un indirizzo email.
Sarà più immediato fornire le nostre informazioni di contatto alle aziende di case prefabbricate, avvantaggiando i futuri rapporti in sede di approfondimento con l’agente di zona della ditta.

RINUNCIARE ALLE CASE PREFABBRICATE

L’ACQUISTO DI UNA CASA PREFABBRICATA NON E’ UN PASSO ALLA PORTATA DI CHIUNQUE E SOTTINTENDE LA PROPRIETA’ DI UN LOTTO DI TERRENO EDIFICABILE.

Pubblico volentieri questa lettera che esprime bene i dubbi e la frustrazione di chi vorrebbe realizzare un’abitazione ecologica a basso consumo, ma si deve scontrare con dei legittimi problemi di budget, che mi da l’occasione per fare un paio di precisazioni importanti.

Ho avuto modo di leggere il suo blog sulle case prefabbricate e apprezzarne la schiettezza, perciò ho deciso di scriverle.
In questo momento la mia più grande aspirazione sarebbe quella di acquistare una casa in legno, ma il condizionale è d'obbligo e le spiegherò il perché.
La scelta è maturata gradualmente dopo essermi avvicinata al mondo della bioarchitettura, cosa peraltro che è stata determinata dalle condizioni di salute di una persona a me vicina e sulle quali l'inquinamento indoor ha un evidente influenza. 

Va da sè che cerco una casa che risponda alle caratteristiche di Casa Salute in primis, pur avendo sufficiente coscienza ecologica per apprezzare anche i vantaggi energetici di questi fabbricati.
Credo che non avrei difficoltà a trovare un modello a catalogo adeguato alle mie esigenze tra le molte proposte delle principali ditte produttrici di case prefabbricate, ma non mi è chiaro però se sia preferibile una struttura a telaio o se i cosidetti X-lam facciano al caso mio, visto che prevedono comunque l'impiego di colle.
case prefabbricate, casa prefabbricata, case, prefabbricataTrovo geniale la tecnica Nur-Holz, ma mi pare di aver percepito che ha costi proibitivi per i sogni di un' insegnante, quale sono.
In ogni caso dovrò passare attraverso tutte le difficoltà che quest'avventura comporta e che Lei esamina esaurientemente sul blog, in quanto non possiedo un terreno, dovrei ottenere un finanziamento e, cosa che mi scoraggia di più, mi scontro con una cultura ancora estranea al fenomeno, che porta amici e parenti (in qualche caso ingegneri e architetti) a chiedermi se sono pazza.
La circostanza è tale per cui se le cose non dovessero andare per il verso giusto (cosa che accade frequentemente anche nell'edilizia tradizionale) piuttosto che ottenere solidarietà, mi sentirei dire: "noi te lo avevamo detto".
Infine, se non si è ancora annoiato, l' unica cosa tra tutte queste che mi fa vacillare davvero è la Sua affermazione per cui “una casa prefabbricata alla scadenza del periodo di garanzia vada abbattuta” Io ho quarant'anni e tra trenta saranno settanta; cosa farò allora senza più nemmeno un capitale? Le case tradizionali, per quanto io o Lei le possiamo aborrire, avranno sempre un mercato.
Alla luce di tutto ciò che cosa si sentirebbe di consigliarmi?

Dovrei tornare all'idea di una casa sì bio, ma in laterizio?

Parto necessariamente dalla frase che lei cita, in quanto non è proprio così, anzi.
Le case prefabbricate non sono concepite per essere abbattute alla scadenza (se l’ho scritto, era in forma assolutamente ironica). La lunga garanzia, al contrario permette di essere coperti a lungo da difetti costruttivi, sino al triplo degli anni di quanto previsto per legge per le costruzioni.
Voglio quindi essere chiaro una volta per tutte.
La durata delle case in legno è pari a quella delle fabbricazioni tradizionali e va stimata in un centinaio di anni.
A proposito di queste ultime, la mia attività oramai consiste nella progettazione e realizzazione di case prefabbricate, ma non ho una visione negativa rispetto alle costruzioni in tradizionale, anzi.
Le case in legno sono un’alternativa costruttiva, che non sempre rappresentano la soluzione edilizia ideale, ma vanno valutate caso per caso.
Come tecnico voglio realizzare edifici solidi e duraturi, che abbiano un basso impatto ambientale e consumino poca energia.
Le case in legno possiedono queste caratteristiche e per questo motivo mi interessano e ritengo importante promuoverle in Italia.

LA SOSTENIBILITA’ DELLE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE

LA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE E’ IL TEMA PRIORITARIO DEL FUTURO PROSSIMO, CUI L’EDILIZIA (TUTTA, NON SOLO LE CASE IN LEGNO) DOVRA’ DARE RISPOSTE URGENTI, CONCRETE ED EFFICACI.

Il settore delle costruzioni rappresenta uno dei principali sfruttatori delle risorse energetiche del pianeta, causando l’emissione di una notevole percentuale dei gas serra in atmosfera a causa della gestione termica degli edifici.
Anche la produzione e il trasporto dei materiali edili, nonché la realizzazione dei cantieri consuma notevoli risorse, per la maggior parte non rinnovabili.
Il progressivo innalzamento della temperatura del globo, gli sbalzi climatici sempre pià evidenti tra estate ed inverno, la desertificazione delle aree a sud e a nord dei tropici, lo scioglimento dei ghiacciai e delle calotte polari, l’impoverimento delle risorse minerarie, l’esaurimento dei combustibili fossili, lo sfruttamento delle aree verdi sono tutti effetti di scelte politiche ed economiche insostenibili per la salvaguardia del nostro pianeta e indifferenti alle generazioni future.
Gli effetti del protocollo di Kyoto sono stati importanti, ma restano insufficienti per invertire la tendenza in atto.
Le normative in materia di consumi energetici degli edifici hanno solo parzialmente affrontato il problema, imponendo consumi termici sempre inferiori, attraverso strumenti frammentari e non sempre efficaci come la certificazione non sottoposta ad un serio controllo esterno ed attuata secondo metodologie di calcolo e protocolli e diversi da regione a regione.
Non voglia sembrare uno spot per le case in legno, ma le soluzioni possibili sono oggettivamente poche e drastiche. 

case-ecologiche, case sostenibili, case-naturaliE’ necessario:
  • Ridurre al minimo il fabbisogno di energia per la produzione dei materiali da costruzione (dal prelievo alla lavorazione, sino all’ottenimento del prodotto finito), sfruttando risorse rinnovabili come il solare e le biomasse.
  • Gli elementi della costruzione devono essere facilmente trasferibili, limitando i consumi per il trasporto dal luogo di produzione al cantiere.
  • I materiali edili devono essere rinnovabili, evitando di sottrarre ulteriori risorse al pianeta, non sostituibili.
  • Il montaggio delle costruzioni deve risultare semplice e veloce, impiegando poca energia, utilizzando materiali leggeri e tecniche a secco.
  • I sistemi costruttivi devono limitare le dispersioni termiche, minimizzando il fabbisogno di energia derivata da ausili impiantistici.  Questi ultimi dovrebbero essere basati su fonti energetiche rinnovabili, con elevati coefficienti di rendimento termici.
  • I materiali impiegati nelle costruzioni devono essere ecologici e naturali, senza impiegare sostanze chimiche dannose, colle e solventi inquinanti.
  • L’architettura degli edifici deve massimizzare il guadagno passivo, proteggendo dal surriscaldamento estivo, attraverso una progettazione bioclimatica dell’involucro edilizio.
Le case in legno rispondono perfettamente punto per punto alle specifiche richieste, in quanto:
  • Richiedono poca energia per il taglio e la lavorazione del legname da costruzione.
  • Le segherie si trovano quasi sempre vicine ai boschi in cui il legname viene prelevato.
  • Gli scarti vengono riciclati o impiegati per per produrre energia termica sotto forma di cippato, pellets e bricchetti da combustione.
  • La leggerezza del legno lo rende facilmente trasportabile.
  • Gli alberi vengono ripiantumati, rinnovando i boschi soggetti a prelievo.
  • Il montaggio a secco delle case prefabbricate è veloce e consuma poca energia.
  • Le case in legno a basso consumo sono edifici termicamente efficienti ed isolati.
  • Se ben progettati secondo principi bioclimatici il rendimento termico delle case in legno si può spingere verso prestazioni energetiche passive.

VILLE PREFABBRICATE IN LEGNO IN SICUREZZA

L’ENNESIMO VANTAGGIO DEGLI EDIFICI IN LEGNO E' LEGATO ALLA BREVE TEMPISTICA COSTRUTTIVA DEL MONTAGGIO DA PARTE DI MANODOPERA ALTAMENTE SPECIALIZZATA.

Premettendo e sottolineando che non sto affermando che le case in legno siano più sicure di quelle tradizionali, il concetto di sicurezza a cui mi riferisco è relativo alla prevenzione e alla protezione dai rischi connessi alla costruzione dei fabbricati.
In Italia la normativa è è stata aggiornata da qualche anno con l’introduzione del Testo Unico 81/08 che va di fatto ad abrogare il vecchio Decreto 494/96 che per anni ha costituito il riferimento legislativo per la sicurezza sui cantieri.
Va innanzitutto premesso che l’edilizia rimane ad oggi il settore con il maggior numero di incidenti, spesso gravi o mortali, dovuti in particolar modo a cadute dall’alto, schiacciamenti e folgorazioni.
I severi controlli da parte degli organi competenti, la redazione obbligatoria di piani di sicurezza e coordinamento, l’istituzione di figure di responsabilità anche penale ed il sempre maggiore rispetto da parte delle imprese costruttrici delle procedure corrette ha contribuito senz’altro a diminuire negli ultimi anni il numero di incidenti.
Purtroppo è la natura stessa dell’organizzazione del lavoro nei cantieri a costituire di per se un problema, in particolare quando la volontà di contenere i costi da parte di committenti e imprese prevale sulle ragioni di fondo della sicurezza.
La presenza inoltre di manodopera poco specializzata, con scarsa conoscenza della nostra lingua e poco preparata a recepire, anche culturalmente, un’adeguata formazione in materia, resta il grande limite dei nostri cantieri tradizionali.
Le case in legno vengono realizzate in condizioni di controllo all’interno dell’ambiente dello stabilimento e montate in appena un paio di giorni sopra le strutture di fondazione eseguite in precedenza da un impresa tradizionale. 
L’assemblaggio viene effettuato “a secco” da squadre di montatori specializzati dotati di dispositivi di protezione, di ponteggi, imbracature o linee vita a norma di legge.
I tempi ridottissimi e le semplici modalità di esecuzione abbattono i rischi di incidenti rispetto ai cantieri tradizionali. 
I montatori delle ditte di costruzioni in legno possiedono tutte le informazioni, la formazione e l’esperienza necessaria per eseguire l’installazione delle strutture prefabbricate secondo metodologie consolidate che prevedono rischi minimi per i lavoratori stessi.
La scarsa valutazione delle conseguenze che comportano scelte e decisioni improvvisate è spesso alla base degli incidenti più comuni.
Dietro a molte tragedie si nascondono spesso la superficialità, l’ignoranza, la poca preparazione, la mancanza di formazione e informazione.
Quasi mai l’incidente in cantiere risulta inevitabile o dovuto a cause fortuite.
E’intuitivo che il rispetto della sicurezza, obbligatorio moralmente e legalmente, costituisce comunque un fardello necessario i cui costi gravano necessariamente sul prezzo finale.
Le case prefabbricate in legno riescono a garantire un altissimo livello di protezione e prevenzione dei lavoratori con costi assolutamente bassi rispetto al cantiere tradizionale in laterocemento.
L’impatto economico della sicurezza nei cantieri, pur semplificando, è valutato in “uomini-giorno”.
Una costruzione eretta in pochi giorni, di fatto prefabbricata in stabilimento e semplicemente montata a secco, comporterà in questo caso un impatto economico senz’altro inferiore, pur nel rigoroso rispetto delle prescrizioni contenute nel piano di sicurezza e coordinamento.
Va ribadito che si tratta di costi fissi e non ribassabili per qualsiasi impresa costruttrice, ma che il differente processo costruttivo delle case prefabbricate di legno consente di ridurre comunque considerevolmente.

CALORE GRATIS PER LE COSTRUZIONI IN LEGNO

UN’ABITAZIONE ISOLATA MINIMIZZA LE DISPERSIONI TERMICHE E VALORIZZA I PICCOLI APPORTI ENERGETICI PRODOTTI AL SUO INTERNO DAGLI OCCUPANTI E DALLE APPARECCHIATURE ELETTRICHE IN GENERE.


Una casa tradizionale poco coibentata richiede molta energia per il riscaldamento, in quanto gran parte di essa verrà inesorabilmente ceduta all’esterno per convenzione attraverso i serramenti, il tetto e le pareti.
Gli edifici a basso consumo ed in particolare le case prefabbricate in legno consentono un efficace sfruttamento a fini termici non solo del calore “convenzionale”, derivante dal sistema impiantistico installato nell’abitazione, sia esso una caldaia a gas o a pellets o una pompa di calore, ma anche delle fonti energetiche di tipo ausiliare, anche delle più insospettabili.
Una persona adulta, a causa della termoregolazione corporea che mantiene la temperatura interna dell’organismo a 37° C, emette all’esterno circa 100 W di calore.
Ne consegue che la presenza costante di persone negli ambienti ha un effetto energetico sul riscaldamento, incrementando la temperatura in modo proporzionale al crescere dell’isolamento dell’edificio.
Analogamente, l’illuminazione artificiale fornirà un importante contributo termico, soprattutto in presenza di lampade alogene o ad alto wattaggio (sconsigliabili, ma senz’altro efficaci sotto questo profilo, come appare piuttosto evidente durante la stagione estiva).
L’apporto del calore emesso nella cottura dei cibi o dagli elettrodomestici ad alto consumo come forno, frigorifero, congelatore, lavatrice, lavastoviglie, aspirapolvere, asciugacapelli e, in misura minore, da tutti gli apparecchi elettrici come i computers o i televisori va a costituire una significativa integrazione, in particolare per le case in legno ad alto rendimento, che va a sommarsi al calore fornito dall’irraggiamento solare e captato dall’edificio in modo passivo (escludendo cioè la presenza di eventuali pannelli termici o fotovoltaici).
Le case prefabbricate in legno richiedono poco calore per essere riscaldate e gran parte di questa energia è già presente e disponibile semplicemente con le normali attività domestiche quotidiane.
Una doccia fornirà energia. 
Una pasta fornirà energia. 
Gli amici in visita forniranno energia.
Un calore trascurabile nelle più disperdenti abitazioni ad alto consumo, una fonte significativa di calore negli edifici ad alta efficienza energetica.
Ribadendo ancora una volta che il sole può garantire buona parte dell’energia per il riscaldamento delle case prefabbricate semplicemente posizionando opportunamente un buon numero di vetrate a sud, con l’accortezza di prevedere un adeguato sistema di protezione estiva dall’eccesso di radiazione mediante elementi si schermatura fissi o mobili.
Un isolamento termico ottimale si rivela quindi la prima forma di energia per le case prefabbricate in legno, creando condizioni climatiche salubri, confort termico, garantendo un consistente risparmio economico e un valore aggiunto sull’immobile, ottimizzando i guadagni energetici, da qualsiasi fonte provengano.
Le abitazioni in legno a basso consumo rappresentano una soluzione costruttiva moderna, in grado di rispondere perfettamente alle esigenze abitative attuali e future, consumando pochissima energia e sfruttando al meglio ogni apporto termico.