Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

COLLE E CASE IN LEGNO

L’ASSEMBLAGGIO DEGLI EDIFICI IN LEGNO RICHIEDE INEVITABILMENTE L’IMPIEGO DI COLLE, SOPRATTUTTO IN PRESENZA DI ELEMENTI IN LAMELLARE COME TRAVI, PILASTRI O INTERE PARETI, COME NEL CASO DELLE STRUTTURE XLAM.

Nelle colle e nei prodotti usati, anche da valide aziende che costruiscono case in bioedilizia, se non espressamente dichiarato, possono essere presenti formaldeide, terpeni, isocianati, o Voc?
Come regolarsi ai fini della salute?

Per motivi etici, voglio che la mia futura abitazione venga realizzata in bioedilizia.
Mi interessano le case in legno, ma so che vengono utilizzate colle e non vorrei trovarmi a respirare formaldeide o sostanze chimiche.

Come bioarchitetto sono molto sensibile alle questioni che riguardano la salubrità degli ambienti, uno dei principali campi di applicazione della bioedilizia.
Le case prefabbricate in legno rappresentano quasi sempre un’eccellente risposta in materia di comfort indoor degli edifici, impiegando materiali naturali e traspiranti, con un notevole isolamento termoacustico degli ambienti e minime emissioni di CO2 in atmosfera, poca energia impiegata per la costruzione e un basso impatto ambientale.
le colle utilizzate nelle case in legno non devono contenere formaldeide
Le colle sono inevitabilmente presenti, in quanto gran parte del legname delle strutture si trova sotto forma di legno lamellare, la cui realizzazione prevede l’assemblaggio di tavole costituite da lamelle pressate ed incollate.
Alcune aziende di case di legno propongono sistemi costruttivi che non impiegano colle, utilizzando chiodature o sistemi ad incastro, proprio per eliminare all’origine ogni rischio di inalare sostanze nocive o addirittura tossiche per la salute.
La formaldeide, in particolare, è un gas altamente irritante per occhi, gola e vie respiratorie appartenente ai composti organici volatili ed è la causa più diffusa di malesseri negli ambienti indoor domestici e lavorativi, in quanto è presente in moltissimi prodotti d’uso quotidiano, come tessuti, carte, prodotti per la pulizia, coloranti, materie plastiche, isolanti ed, appunto, colle.
L’elevata solubilità in acqua della formaldeide provoca frequenti irritazioni alle mucose che entrano in contatto con questo gas ed è estremamente pericolosa ad alte concentrazioni, con probabili effetti cancerogeni.
L’impiego di formaldeide era assai diffusa sino a pochi anni fa per la produzione di pannelli in truciolare con i quali venivano realizzati mobili ed arredi o per applicazioni in edilizia.
La normativa impone dei precisi limiti al suo utilizzo, ma non vanno trascurate le possibilità di accumulare elevate concentrazioni negli ambienti molto isolati (come gli edifici a basso consumo energetico, in particolare nei mesi invernali), che richiedono a maggior ragione frequenti ricambi d’aria (un altro vantaggio degli impianti di ventilazione meccanica controllata a recupero di calore), a causa degli effetti sinergici delle diverse fonti emissive, che prese singolarmente possono rispettare la normativa.
Esistono peraltro alcuni test che permettono di analizzare la concentrazione di formaldeide nell’ambiente e valutare il potenziale rischio per la salute.
Come spero sia evidente, non tutte le colle contengono formaldeide o sostanze tossiche, per cui la maggior parte dei costruttori di case in legno impiega prodotti sicuri e certificati.
Ancora una volta è evidente che il fattore prezzo resta una discriminante in quanto alcune aziende possono risparmiare parecchio utilizzando prodotti di sintesi chimica non certificati, risultando economicamente competitive.
Le costruzioni in legno realizzate in molti paesi dell’Europa dell’est non vanno demonizzate a priori, ma è evidente che le minori restrizioni legislative e la mancanza di controlli in questi paesi non garantiscono il cliente sotto il profilo della salubrità dell’edificio (nonché dal punto di vista tecnico-costruttivo).

CASE PREFABBRICATE VS CASE IN LEGNO IN OPERA

UNO DEI DILEMMI PIU’ DIFFUSI E’ SE COSTRUIRE CON UNA DITTA DI CASE PREFABBRICATE IN STABILIMENTO O RIVOLGERSI AD UN’AZIENDA CHE ASSEMBLA GLI ELEMENTI DELLA STRUTTURA DIRETTAMENTE IN CANTIERE.

Gradirei sapere se è preferibile affidarsi a costruttori di case in legno che forniscono pareti, complete di infissi e quant'altro, già preassemblate in fabbrica, in luogo di quelle che montano su posto?

Le due ditte che ho selezionato sono piuttosto diverse, in quanto la prima è un noto prefabbricatore austriaco, l’altra è una ditta di case in legno della mia provincia che so essere molto valida, che costruisce sul posto.

Gentilissimo Architetto, Lei si affiderebbe ad una ditta di case prefabbricate industriale o posso anche affidarmi a chi monta tutto l’edificio direttamente in cantiere?

una-villa-prefabbricata-in-legno
Queste sono solo alcune delle richieste che mi giungono attraverso il blog.
Meglio prefabbricate o realizzate in opera?
Le differenze ci sono, in quanto, nel primo caso, le pareti interne ed esterne vengono realizzate direttamente in fabbrica, quasi sempre compresive di struttura portante, isolamenti termoacustici, pannelli in legno, cappotto, infissi, tapparelle o scuretti, intonaco, predisposizioni impiantistiche, cartongessi.
Un edificio in legno assemblato in opera, a parità di caratteristiche costruttive, valori termici, materiali e spessori, non è distinguibile da uno prefabbricato, ma risente inevitabilmente delle specifiche condizioni di cantiere (in particolare climatiche, si pensi a pioggia, neve o ghiaccio).
La prefabbricazione industriale consente una notevole precisione nel montaggio delle varie componenti, con l’ausilio di strumenti di controllo e misurazione e macchinari, all’interno di un ambiente asciutto, con un corretto tasso di umidità e temperatura.
Questo consente una notevole standardizzazione qualitativa degli edifici, a prescindere da altezza, dimensioni, caratteristiche tipologiche, architettura del progetto, a garanzia di un elevato livello costruttivo delle case prefabbricate in legno.
I vantaggi della costruzione in legno restano intatti anche per gli edifici montati direttamente sul posto, ma è quasi sempre inevitabile un leggero allungamento dei tempi di cantiere.
A favore delle case in legno in opera va ricordato che possono essere montate senza gru anche in situazioni logistiche impegnative come lotti poco o per nulla accessibili da parte di camion e autogru, terreni in forte pendenza o per realizzare costruzioni molto vincolati come edifici a schiera in aderenza a fabbricati esistenti.
Si prestano ottimamente a realizzare ampliamenti e sopraelevazioni di immobili esistenti o per situazioni in cui sia richiesta una certa flessibilità tecnico-costruttiva come pareti non ad angolo retto (nel caso di fedeli ricostruzioni o di realizzazioni in centri storici).
Generalmente le case di legno non prefabbricate risentono meno dei cosiddetti “costi fissi”, che rendono poco conveniente la costruzione di edifici a pareti preassemblate di piccole o piccolissime dimensioni da parte delle ditte più conosciute, in quanto i costi al metro quadro possono sfiorare i 2.000 € per il chiavi in mano.

UN EDIFICIO IN LEGNO IN COLLINA

A RIPROVA CHE LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO A BASSO CONSUMO NON SONO COSTRUZIONI MOBILI, VA RIBADITO CHE IL MONTAGGIO VA REALIZZATO SU STRUTTURE DI FONDAZIONE A PLATEA O INTERRATE, ANCORANDO L’EDIFICIO AL SOLAIO FUORI TERRA.

Dovrei progettare la platea di fondazione di una casa in legno.
Solo che il terreno è in pendenza poiché ci troviamo in collina.
Il cliente non vuole la cantina, ma vuole la casa tutta fuori terra, per cui penso che la platea dovrà essere sostenuta da muri in c.a.(perimetrali ma anche intermedi).
Avreste cortesemente qualche suggerimento da dare per quanto riguarda la struttura? E per quanto riguarda il materiale su cui appoggiarla (ghiaia, ecc...)?

Le case in legno vanno (sempre) realizzate fuori terra per evitare ogni possibile contatto diretto con l’umidità proveniente dal suolo.
Nessun costruttore di case prefabbricate dovrebbe accettare scelte progettuali non compatibili con i corretti criteri costruttivi degli edifici in legno.
Le normative europee, applicate severamente in Austria e Germania, prescrivono distacchi minimi dal terreno o, in alternativa, soluzioni esecutive atte ad eliminare il pericolo di infiltrazioni d’acqua per capillarità nelle pareti, non sempre rispettate dai costruttori nostrani.
Il lotto di progetto non sempre coincide con un piano orizzontale e possono essere presenti salti di quota notevoli che comporteranno la realizzazione di una struttura di fondazione parzialmente interrata, anche se non è previsto un piano scantinato.
In questo caso i muri di sostegno del solaio, collegati alle fondazioni sottostanti e corrispondenti alle linee di carico provenienti dalla costruzione soprastante (muri interni ed esterni) dovranno avere necessariamente altezze diverse.
una casa prefabbricata realizzata in collina
In presenza di pendenze elevate si verrebbe necessariamente a creare un falso vano interrato, non accessibile ed inutilizzabile, i cui costi sono inevitabilmente intermedi tra una platea ed uno scantinato.
Nei panni del progettista, cercherei di convincere il cliente a sfruttare questo spazio per inserirvi alcune funzioni tecniche (un locale termico, una lavanderia, una cantina), che godranno peraltro di luce e di aerazione naturale.
La struttura sarà realizzata in cemento armato, il cui dimensionamento dipende dai carichi e dalla natura del terreno, al pari di qualsiasi altra costruzione tradizionale.
Come detto ripetutamente, le case in legno devono rispettare alcune basilari norme esecutive, che vanno comunicate ai progettisti da parte delle aziende costruttrici.
Se il progetto nasce per la realizzazione in legno, gli adeguamenti saranno minimi, mentre non è da escludere che alcuni progetti richiedano modifiche profonde, non solamente limitate agli spessori delle pareti (possano risultare persino non realizzabili).
Una volta ancora ribadisco l’importanza di concepire il progetto per il legno, a partire dall’ideazione, facendosi seguire da un tecnico preparato e partecipe.

STRUTTURE IN LEGNO E ACCIAIO

LA CRESCENTE DIFFUSIONE DEGLI EDIFICI IN LEGNO A BASSO CONSUMO FUNGE DA TRAINO PER SISTEMI COSTRUTTIVI ALTERNATIVI ALLE STRUTTURE INTELAIATE O IN XLAM, QUASI SCONOSCIUTI NEL NOSTRO PAESE

Vorrei conoscere un parere su case con telaio in ferro e pareti in legno.
Sono compatibili questi materiali?
Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questo sistema costruttivo?
Nella mia città esiste una ditta che usa questo metodo costruttivo che però vedo poco diffuso sui siti internet, quindi e' importante un suo qualificato parere per aiutarmi nella mia scelta.

Questo argomento è stato parzialmente trattato.
In Italia le case in legno restano un sistema costruttivo di nicchia, pur rilevando un crescente interesse e un trend in controtendenza rispetto all’andamento del settore edilizio del laterocemento.
Nei paesi anglosassoni, al contrario, legno ed acciaio sono largamente impiegati anche per la realizzazione di sistemi costruttivi misti, a struttura portante metallica con tamponamenti in pannelli di legno.
I vantaggi sono insiti nelle eccellenti proprietà strutturali dell’acciaio, materiale elastico e resistente, di facile trasporto e montaggio, che può essere montato a secco, al pari delle strutture in legno, ma con migliori capacità portanti.
Questo può essere vantaggioso per la realizzazione di edifici a sviluppo verticale come condomini multipiano (in questo caso le strutture intelaiate in legno evidenziano qualche limite), ma appare poco utile per la costruzioni di villette mono e bifamiliari.
I costi di questi edifici, a parità di caratteristiche, sono generalmente superiori alle case di legno, a fronte di qualche inconveniente di non poco conto.
L’acciaio costituente le strutture è un eccellente conduttore di calore, il che si traduce in un notevole rischio di dispersioni termiche nell’ambiente esterno.
I pannelli isolanti dovranno garantire un’efficiente coibentazione degli elementi di facciata, in quanto è elevata la probabilità di generare dei ponti termici.
Al contrario, il legno è un materiale caldo ed un pessimo conduttore di calore.
L’isolamento di un edificio a struttura in legno è piuttosto semplice dal punto di vista costruttivo, consentendo ottime prestazioni energetiche per (quasi tutti) questi edifici.
Non a caso, negli Stati Uniti le costruzioni in acciaio e legno non sono considerate immobili a basso consumo di energia, mentre le case prefabbricate in legno nascono in Germania a fronte della crisi petrolifera degli anni ’70, proprio per minimizzare le dispersioni di calore invernali.
E’ chiaro che non tutti si avvicinano agli edifici di legno per risparmiare sulle bollette energetiche ed immettere meno CO2 in atmosfera e tuttavia la scarsa diffusione di questi delle costruzioni in acciaio e legno rendono piuttosto arduo giudicare la competenza e la capacità delle ditte costruttrici di questo settore, almeno per il sottoscritto.

TETTI VERDI E CASE IN LEGNO

I TETTI VERDI RAPPRESENTANO UNA SOLUZIONE TECNICO-ARCHITETTONICA DI GRANDE IMPATTO, CHE PUO’ SOSTITUIRE IL TRADIZIONALE TETTO (PIANO, A FALDE…) CON TERRA E VEGETALI (ERBA, ARBUSTI…), ANCORA POCO UTILIZZATA NEL NOSTRO PAESE. 

Buongiorno Architetto, inizio facendole i complimenti per il blog che nella sua apparente semplicità è perfetto per avvicinarsi al mondo delle case prefabbricate. 
La mia domanda è su un argomento non ancora trattato ma che mi interessa molto, visto che a breve spero di iniziare a costruire la mia casa prefabbricata, ovvero il tetto verde. 
Vorrei avere da Lei un giudizio su questo tipo di copertura, vantaggi, svantaggi, rischi, quali materiali isolanti sono più adeguati, a chi mi devo rivolgere per la copertura verde (o ghiaia ), se devo preventivare periodici lavori di manutenzione all'isolamento. 
Rinnovandole i complimenti per il blog e per il libro la saluto. 


tetti verdi e case prefabbricate
Partiamo dal concetto di tetto vegetale che è semplicemente un giardino pensile da realizzare sulla copertura di un edificio.
Nel passato, in molti paesi del nord Europa si utilizzava la terra mescolata a vegetali per ricoprire i tetti delle costruzioni, in quanto era possibile migliorare l’isolamento termico, proteggendo l’edificio dall’acqua e dal rischio di incendio.
Attualmente i tetti verdi sono diffusi in molti paesi (Germania, Giappone, Stati Uniti) e presentano notevoli vantaggi.
D’estate la terra ed il manto erboso assorbono il calore limitando lo scambio termico con i locali dell’edificio sottostante (nonché l’effetto ambientale di “isola termica”) con un elevato comfort termoacustico ed un rilevante risparmio economico sulla climatizzazione.
D’inverno il tetto contribuisce a limitare le dispersioni, grazie allo strato d’aria contenuto al suo interno.
Possono essere utilizzati come luoghi da vivere (sono veri e propri giardini, all’occorrenza anche orti) e contribuiscono al filtraggio delle polveri delle città.
Non deve spaventare il peso, in quanto si utilizzano generalmente compost leggeri al posto della classica terra vegetale da giardino.
Dal basso verso l’alto, il tetto vegetale è generalmente composto da:
-      Una guaina a tenuta stagna con telo antiradici.
-      Uno strato con elementi di drenaggio e di filtraggio.
-      Un substrato di crescita.
-      Uno strato vegetale.
I costi di realizzazione e manutenzione sono abbastanza elevati, per cui si deve valutarne l’effettivo vantaggio.
L’accoppiata casa in legno – tetto vegetale presenta purtroppo molte incognite.
Le case prefabbricate richiedono un corretto smaltimento delle acque meteoriche, in quanto eventuali infiltrazioni possono risultare molto dannose per questi edifici.
Nel bene e nel male, un tetto verde è un serbatoio di acqua sopra la copertura, una condizione da evitare assolutamente, in quanto non è possibile garantire la perfetta tenuta delle membrane impermeabilizzanti nel lungo periodo.
All’esterno esistono molte realizzazioni di case in legno ricoperte da un tetto vegetale e non escludo che alcuni costruttori possano smentirmi, ma ritengo assai improbabile che le aziende tedesche ed austriache si accollino tale responsabilità, offrendo 30 anni di garanzia.
Al di la dei banali pregiudizi, le penetrazioni di acqua dall’alto (o dal basso, per capillarità) restano il principale dilemma delle case in legno, superabile attraverso una corretta progettazione ed esecuzione dell’edificio, evitando qualsiasi fattore di rischio.

LE CASE CONTAINER

NAVIGANDO SUI SITI DI ARCHITETTURA ED EDILIZIA INTERNAZIONALI, E’ POSSIBILE IMBATTERSI IN TIPOLOGIE COSTRUTTIVE VIRTALMENTE ASSENTI NEL NOSTRO PAESE, SPESSO INTERESSANTI E INNOVATIVE. 

Salve volevo chiedere informazioni riguardanti alle case container.
Sono fattibili in Italia?
Ci vogliono permessi o è considerata una casa mobile?
C'è qualche azienda che le produce in Italia? 

I lettori attenti ricorderanno che ho già pubblicato un articolo sulle case container, piuttosto breve, in quanto la mia conoscenza (ed il mio interesse professionale) verso queste tipologie costruttive è piuttosto scarso e me ne scuso.
Le case container sono piuttosto diffuse in alcune paesi, ma sono poco adatte per la costruzione di strutture permanentemente abitabili, soprattutto nella nostra zona climatica, caratterizzata da alte temperature estive e dai rigidi inverni (in tutto il nord Italia, ma anche nelle zone interne del centro sud).
Queste costruzioni rappresentano una vera e propria “anomalia”, proprio a causa della scarsissima diffusione e non sono contemplate dai regolamenti edilizi locali o sovracomunali.
le case container non sono edifici a basso consumoQuesto rende poco accettabile nel nostro territorio la costruzione attraverso questi sistemi, in luogo della tradizionale edilizia del mattone, al contrario delle soluzioni in legno, che si inseriscono perfettamente nel tessuto urbano delle nostre città, mimetizzando la propria natura e l’assoluta assenza di elementi lapidei all’interno delle pareti.
L’idea che abbiamo delle case container è ovviamente legata ai terremoti, in quanto queste strutture possono essere montate velocemente e costituire un alloggio temporaneo quantomeno dignitoso, in attesa di una sistemazione più adeguata, per le popolazioni colpite dal sisma.
In realtà le notevoli esperienze anglosassoni ci insegnano che l’architettura delle case container non necessariamente coincide con questa immagine stereotipata ed è possibile incontrare numerose realizzazioni di assoluto rilievo compositivo.
Detto ciò, ribadisco che la costruzione di case container non è una strada percorribile in Italia e comunque può essere limitata a situazioni del tutto eccezionali.
L’isolamento termico di questi edifici è abbastanza scadente e non paragonabile alle prestazioni energetiche raggiungibili costruendo in legno.
Il grande vantaggio delle case prefabbricate, al contrario, è l’elevata coibentazione termica, che consente di limitare le dispersioni di calore e di abbassare di conseguenza il costo delle bollette energetiche, soprattutto a fronte di una corretta progettazione bioclimatica.
La “Guida alle case prefabbricate in legno” resta un servizio divulgativo piuttosto specifico e non è mia intenzione perdere il filo rispetto alle tematiche fin qui trattate.
Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, consiglio di effettuare qualche ricerca sui motori più conosciuti, poiché il materiale disponibile è abbastanza vasto.

UNA VILLA IN LEGNO TROPICALE

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO A BASSO CONSUMO ENERGETICO NASCONO IN GERMANIA NEGLI ANNI SETTANTA PER COSTRUIRE EDIFICI TERMICAMENTE MOLTO ISOLATI, SOPRATTUTTO IN REGIME CLIMATICO INVERNALE. 

Entro fine anno ho intenzione di costruire una casa all'estero (per la precisione nello Sri Lanka) per avere un alloggio quando vado in vacanza.
Stavo pensando di realizzare in loco una casa prefabbricata, ma non penso esistano imprese nello Sri Lanka di questo settore.
Eventualmente valutavo anche l'eventuale costruzione di una casa con struttura in legno, vista l'abbondanza in questo paese e il costo assai ridotto.
Chiedevo se ha dei consigli da darmi (contatti di imprese all'estero o che effettuano lavori all'estero) e se ne vale la pena. 


una casa in legno ai tropici
Le moderne case in legno sono edifici energeticamente molto performanti, in grado di isolare efficacemente non solo nei mesi freddi, ma anche in condizioni di alte temperature, tipiche delle estati alle nostre latitudini ed è sicuramente possibile concepire soluzioni tecnico-costruttive specifiche per i climi caldi mediterranei.
E’ fondamentale comprendere che una parete in legno troppo leggera, perfetta per isolare dal freddo, risulta piuttosto inadeguata di fronte a temperature elevate con un alto coefficiente di insolazione.
In Italia, non solo al centro sud, si raggiungono picchi di calore notevoli, con temperature che possono avvicinarsi ai 35-40° nei mesi estivi.
E’ pertanto necessario che le vetrate vengano adeguatamente schermate e che l’involucro opaco del fabbricato (tetto e pareti esterne) possegga una notevole inerzia termica, obiettivo non facilmente raggiungibile, in quanto i pannelli isolanti sono per loro natura “leggeri”.
Un buon compromesso tra isolamento termico estivo ed invernale si raggiunge impiegando pannelli in fibra di legno (o lana di roccia) ad alta densità, in grado di assicurare valori di sfasamento termico corretti, superiori alle 10-12 ore.
L’adozione di una struttura massiccia al posto del tradizionale telaio (come l’xlam), può migliorare ulteriormente i valori di isolamento in regime estivo delle pareti.
Il tutto va abbinato ad una idonea progettazione dell’edificio, che deve rispettare i principi della bioclimatica, evitando il surriscaldamento dovuto ad una scorretta esposizione.
Tali concetti costruttivi possono risultare validi anche in condizioni di clima estremo, come quello della fascia tropicale.Le maggiori difficoltà possono essere legate alla scarsa dimestichezza delle ditte del posto con metodologie e sistemi costruttivi estranei alla cultura edilizia locale.
All’ampia disponibilità del legname (spesso di eccellente qualità), non corrisponde un’adeguata capacità di utilizzo da parte dei montatori e dei progettisti.
In questo caso può essere utile il supporto di un tecnico italiano con esperienza nel settore delle case di legno, in grado di coordinare ogni fase del processo e di fornire i necessari dettagli esecutivi alla ditta costruttrice.

GLI IMPREVISTI DELLE CASE PREFABBRICATE

LE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE A BASSO CONSUMO ENERGETICO PROPONGONO UN APPROCCIO NUOVO AL CLIENTE ITALIANO AVVEZZO ALLA PRASSI TRADIZIONALE DELLE IMPRESE DI COSTRUZIONE DEL MATTONE.

Complimenti innanzitutto per il lavoro che svolge, nonché per il libro sulle case di legno, che mi è stato utilissimo per convincermi delle qualità di queste costruzioni.

La mia unica esperienza con un impresa di costruzioni tradizionale è stata un vero calvario e la mia futura casa sarà in legno proprio per evitare imprevisti…. 

Case in legno = Nessun imprevisto?

In un mondo perfetto, forse.
La mia esperienza di tecnico nel settore degli edifici in legno mi ha confermato che è possibile limitare di molto le problematiche e le difficoltà, inevitabili per le costruzioni tradizionali in muratura e, tuttavia, si deve essere consapevoli che ogni edificio è un “prototipo” che va progettato e realizzato attraverso fasi di messa a punto continua.
E’ compito del progettista / direttore dei lavori garantire il controllo tecnico dall’ideazione iniziale sino alla consegna delle chiavi al cliente.

IL PROGETTO ARCHITETTONICO

Va concepito per essere realizzato in legno.
L’adattamento del costruttore andrebbe limitato agli spessori dei muri e non dovrebbe stravolgere il senso originario.
Come minimo si renderebbe necessaria una variante al progetto (con i relativi costi), che potrebbe comportare tempi lunghi di approvazione, soprattutto in presenza di vincolo Beni Ambientali. 

IL PREVENTIVO

Non sempre un prezzo di contratto coincide con l’importo post campionatura.Molto spesso si rendono necessarie modifiche ed integrazioni che possono far salire i costi, con notevole disturbo per l’acquirente, che difficilmente può fare altro che lamentarsi. 

LA CAMPIONATURA

Non tutte le aziende sono in grado di accontentare i gusti e le aspettative dell’acquirente.I capitolati di finitura, generalmente validi nella media, risultano talvolta poco appaganti per i clienti più sofisticati ed esigenti. 

LA PROGETTAZIONE ESECUTIVA

Anche in questa fase possono essere introdotte modifiche al progetto, in seguito a verifiche di calcolo statico o impiantistiche.
Lo stress generato da queste variazioni è in genere molto alto. 


gli imprevisti per le case in legno prefabbricate
IL CANTIERE
Il montaggio è un momento gratificante, ma, passata la prima eccitazione per la costruzione che prende forma, cominciano i problemi dovuti alle piccole – grandi sorprese.
Manca una presa elettrica, un punto luce risulta spostato, la porta è più stretta, il radiatore è troppo largo, la scala è troppo larga, il lucernario è troppo in alto, le piastrelle sono posate male, la rubinetteria è di un’altra marca, il colore della casa troppo scuro…..
Inezie a fronte di un cantiere di buon livello, spesso rimediabili velocemente in opera, ma che spesso innalzano il livello di incomprensione con il costruttore, che non vuole rimetterci troppi soldi per pagare la manodopera o per rimediare agli errori.
Una campionatura ben fatta tutela il cliente, che si può limitare a segnalare alla ditta l’inesattezza, mentre una campionatura approssimativa può risultare causa di gravi problematiche, in quanto l’acquirente pretenderà di vedere soddisfatte le proprie richieste senza sovrapprezzi, mentre il costruttore non si accollerà lavorazioni non concordate per iscritto. 

LA CHIUSURA DEI LAVORI

Alla fine dei lavori, a prescindere dal livello di finitura acquistato, il costruttore presenta quasi sempre una lista di extra costi, alla quale il cliente oppone un elenco di manchevolezze ed errori.
Trovare un punto di incontro è interesse reciproco.
L’azienda vuole chiudere il cantiere ed incassare il saldo, mentre l’acquirente desidera traslocare e non vede l’ora di abitare la nuova casa, ma non mancano alcune situazioni che si trascinano per lunghi periodi. 
Le case in legno limitano parecchio gli imprevisti rispetto alle costruzioni in muratura, ma si deve essere consapevoli che non è possibile annullare del tutto le contrarietà, che andranno affrontate serenamente con la volontà di trovare un’idonea soluzione al problema.

COME PREVENTIVARE UN EDIFICIO IN LEGNO

UN GIOVANE COSTRUTTORE MI RICHIEDE COME SIA POSSIBILE COMPILARE VELOCEMENTE UN PREVENTIVO IN MODO CORRETTO PER UNA COSTRUZIONE IN LEGNO. 

Le faccio i miei complimenti per il bellissimo Blog che ha creato.
Oltre ad essere di notevole inspirazione e molto utile per la risoluzione di quesiti che mi pongo o mi vengono posti dai vari tecnici o privati che contattano la nostra azienda per la realizzazione delle proprie abitazioni o coperture. 
Come ben sa, anche nelle nostre zone si sta diffondendo la cultura dell'abitazione in legno ma, purtroppo (forse a causa di una scarsa informazione e ad un'errata concezione dei costruttori), molto spesso mi trovo a dover perdere molto tempo nella formulazione di preventivi per abitazioni in legno che alla fine si risolvono in un nulla di fatto poichè vengono messe a confronto con abitazioni tradizionali in muratura.
Vista la mia relativamente poca mia esperienza nel settore case, c'è un metodo semplificativo per il calcolo delle volumetrie di legno lamellare da utilizzare in un sistema a telaio? 
Non posso ogni volta che mi viene richiesto un preventivo passare 4 o 5 giorni a progettare un' abitazione che poi magari non verrà realizzata, dato il fatto che non mi occupo solo di questo all'interno dell' azienda per la quale lavoro.
Per le coperture in legno non ho assolutamente problemi anche in fase preventivale di norma nelle nostre zone il rapporto superficie - massa volumica di travatura varia tra 0.05 a 0.07 (per intenderci ho una copertura di 140 mq so già in partenza che mi occorreranno all'incirca 9.20 mc di travatura in legno lamellare), il che rende di facile e veloce formulazione la preventivazione, avendo già i costi certi del resto dei materiali, delle tempistiche e dei costi di realizzazione.

Il_preventivo_delle_case_prefabbricateGrazie per i complimenti, che aiutano a proseguire nel lavoro di divulgazione delle case in legno a basso consumo.
E’ evidente che un calcolo preciso comporta l’inserimento delle quantità effettive, che dovrebbero a loro volta derivare da una progettazione statico-strutturale dell’edificio, attività non compatibile con una preventivazione veloce da effettuare quasi sempre su un progetto di massima del cliente.
La standardizzazione delle soluzioni costruttive, tipica della prefabbricazione, consente di limitare il calcolo ad un “fattore di incidenza” che può essere considerato costante.
Tale parametro (al metro quadro) può riferirsi allo sviluppo di facciata o alla superficie coperta del fabbricato (tenendo conto della tipologia edilizia – monopiano, a due piani, con piano superiore completo o mansardato…) e dovrà essere integrato con opportune voci che tengano conto della forma dell’edificio.
Facendo un esempio, a parità di superficie lorda edificabile e di sviluppo fuori terra (ad esempio piano terra + mansarda con banchina di appoggio alta 2 metri), un edificio a pianta rettangolare sarà meno costoso per il costruttore rispetto ad uno con vari rientri in pianta (ad esempio a “C”).
Chiaramente un calcolo che misuri la quantità di facciate da costruire risulta più preciso (da sommare allo sviluppo delle pareti interne).
E’ però essenziale stabilire un costo fisso per ogni tipologia di parete per non ripartire sempre da zero con il calcolo.

IL PREZZO CERTO DELLE CASE IN LEGNO

LE CASE IN LEGNO PREVEDONO UN CONTRATTO TRA COSTRUTTORE ED ACQUIRENTE CHE NON LASCIA SPAZIO AD INTERPRETAZIONI OD AUMENTI UNILATERALI DEL PREZZO PATTUITO.

Le aziende costruttrici di case in legno sono in grado di preventivare con estrema accuratezza i costi dell’intero edificio.
La ditta si impegna per contratto a vincolare il prezzo per un lungo periodo di tempo (da 9 a 15 mesi), consentendo una precisa programmazione finanziaria dell’intera operazione, che in genere prevede tempi abbastanza dilatati.
Con le imprese tradizionali difficilmente si riesce a rientrare nei costi a preventivo, con inevitabili maggiorazioni sugli importi originari, anche di importante entità.
Gli aumenti prezzi possono comportare gravi danni al committente, sino all’insostenibilità finanziaria dell’intera operazione immobiliare.
Le cause possono dipendere tanto da un computo delle opere poco accurato, quanto dalle modifiche continue alla costruzione da parte del cliente durante lo svogersi dei lavori in cantiere.
Con le case prefabbricate, i pagamenti richiesti, dall’anticipo iniziale agli stati di avanzamento lavori, sono chiaramente concordati per contratto nei tempi e nei modi di erogazione, senza possibilità di disaccordo con il cliente.
Quasi tutte le aziende di case in legno propongono vari livelli di finitura, dal "grezzo avanzato" sino al "chiavi in mano".
case in legno, case di legnoIl "grezzo avanzato" costituisce una sorta di livello costruttivo minimo, corrispondente a un edificio finito esternamente, completo di muri interni e di predisposizioni impiantistiche, certificabile energeticamente.
Il "chiavi in mano" permette di quantificare con la massima precisione la spesa da sostenere, affidandosi completamente alla ditta scelta e limitando i possibili imprevisti, nei tempi e nei costi, dovuti a lavori in economia residui.
In quest’ultimo caso è possibile includere ogni aspetto della costruzione nel contratto, che verrà precisato in campionatura nel minimo dettaglio.
Questo livello è sempre consigliabile, pur comportando un minimo incremento dei costi complessivi rispetto ai livelli di finitura inferiori, che andranno completati dal cliente per conto proprio.
Il livello “impianti” esclude le finiture, ma permette di realizzare un buon compromesso, affidando alla ditta di case in legno i lavori più impegnativi, con un buon risparmio sulla fornitura e posa di bagni, pavimenti e rivestimenti, tinteggiature e porte.
Il prezzo certo è uno degli aspetti più interessanti delle abitazioni in legno, definendo un rapporto sincero e corretto con l’acquirente, in cui vengono esclusi imprevisti e fuori capitolato, piacevolmente inusuale per il mondo dell’edilizia.

DURATA E SVANTAGGI DEGLI EDIFICI IN LEGNO

IL TIMORE DI REALIZZARE UNA COSTRUZIONE NON DURATURA E DI SCARSA SOLIDITA’ RESTA AMPIAMENTE DIFFUSO, ANCHE TRA I POTENZIALI INTERESSATI ALLE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE A BASSO CONSUMO DI ENERGIA. 

Case prefabbricate:  svantaggi rispetto ad una casa costruita in tecnica tradizionale.
Tengono il mercato a distanza di anni?
La qualità rimane inalterata dopo i 40/50 anni?
Si legge tanto sul prima e durante. Ma il dopo? 

Gli svantaggi sono moltissimi, si deprezzano velocemente e si degradano in pochi anni.
Ovviamente (spero sia chiaro) questo vale per gli edifici in legno economici, costruiti senza attenzioni statico- costruttive, con legname scadente, sprovvisti di isolamenti termici e impermeabilizzazioni.
Queste strutture non sono idonee per un utilizzo abitativo e vanno impiegate esclusivamente per la costruzione di annessi, rimesse, magazzini, ricoveri attrezzi.
Gli edifici in legno sono costruzioni durature con notevoli vantaggi
Escluse tali tipologie, le case prefabbricate in legno a basso consumo energetico, finite a cappotto termico intonacato sono costruzioni che possono sostituire gli edifici tradizionali in laterizio, con numerosi vantaggi, ampiamente trattati sul blog.
Più che di svantaggi, parlerei di differenze, che possono influenzare la scelta del sistema costruttivo più idoneo in funzione del progetto.
L’incidenza dei costi fissi rende sconveniente la costruzione di edifici molto piccoli, che si rivelano eccessivamente costosi, rispetto alla muratura.
Vi è tutta una serie di piccole attenzioni che possono comportare adattamenti non graditi, come la necessità di “staccare” l’edificio dal suolo per scongiurare risalite d’acqua o evitare il passaggio di tubazioni nelle pareti esterne.
In quest’ultimo caso la canna fumaria di un camino, spesso di notevole sezione, non può essere annegata nel muro, ma va posta all’esterno (creando un vincolo architettonico) o all’interno (comportando un vincolo funzionale), in quanto si verrebbe a generare un ponte termico nell’isolamento.
Le pareti interne costituiscono quasi sempre dei setti portanti e non possono essere spostate o eliminate a piacimento.
La durata degli edifici in legno è assolutamente identica a quella che ci si aspetta dalle costruzioni in muratura, con minime manutenzioni negli anni.
Dopo 40-50 anni possono essere necessari alcuni interventi di manutenzione straordinaria, peraltro inevitabili anche nelle costruzioni in laterocemento.
E’ peraltro evidente che il presunto concetto di durabilità degli edifici tradizionali appare piuttosto flebile riferendoci al patrimonio immobiliare degli anni ’60-’70, edifici quasi sempre inadeguati da ogni punto di vista (isolamenti, impianti, infissi, antisismica).
La ristrutturazione di un edificio di 40-50 anni fa in muratura appare spesso poco conveniente rispetto all’abbattimento con ricostruzione, mentre l’esperienza tedesca relativa alle case in legno della stessa epoca consegna ai nostri giorni edifici in ottime condizioni statiche, ben conservati se regolarmente mantenuti.

SOSTITUZIONE EDILIZIA CON UNA STRUTTURA IN LEGNO

SONO SEMPRE PIU’ FREQUENTI LE SITUAZIONI IN CUI CONVIENE DEMOLIRE E RICOSTRUIRE UN FABBRICATO ESISTENTE FATISCENTE, RISPETTO ALLA TRADIZIONALE RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA, APPROFITTANDO ANCHE DEI CONTRIBUTI FISCALI IN MATERIA. 

Mia moglie ha ricevuto in donazione un terreno su cui insiste un fabbricato adibito a magazzino/garage.
A seguito di richiesta è stato concesso dal Comune il cambio d'uso in residenziale con intervento di ristrutturazione senza modificarne sagoma, volumetria ed altezza. 
L'intenzione sarebbe quella di demolire per poi installarvi una casa in legno rispettando i parametri indicati nell'intervento approvato (ristrutturazione con stessa sagoma, volumi ed altezza del vecchio fabbricato).
Da come interpreto la guida dell'Agenzia delle Entrate, rientrerei nell'ipotesi delle ristrutturazioni (IVA al 10%) e potrei usufruire delle detrazioni 50% fino a giugno 2013 o 36% successivamente.
La mia ipotesi può essere corretta? 


E' possibile ricostruire un edificio in legno
L’ipotesi è corretta. 
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito a più riprese quali interventi possono godere degli incentivi fiscali per la ristrutturazione e la riqualificazione energetica, che da giugno 2013 saranno equiparati all’aliquota di detrazione IRPEF del 36%.
In particolare, attraverso le circolari n. 57/1998, 36/2007, ma soprattutto la circolare 01/07/2010 n. 39/E,  ha chiarito che gli interventi innovativi di ristrutturazione edilizia mediante demolizione e ricostruzione sono ammessi al beneficio delle detrazioni fiscali solamente in caso di fedele ricostruzione, nel rispetto di volumetria e sagoma dell’edificio preesistente.
Dai benefici sono esclusi gli interventi “piano casa”  che prevedano la demolizione con ampliamento, equiparabili a “nuova costruzione”.
E’ da specificare che, nel rispetto di volume e sagoma preesistenti, è ammesso lo “spostamento” dell’edificio su una nuova area di sedime, che non comporta il decadimento delle incentivazioni.
La ricostruzione può ovviamente avvenire avvalendosi di un’azienda di case in legno, con evidenti vantaggi relativi alla classificazione energetica ed ai consumi.
Non tutte le voci di spesa sono detraibili e sono fissati dei tetti massimi, ma gran parte del lavoro può rientrare nei benefici fiscali.
E’ fondamentale che la ditta di case prefabbricate fornisca il massimo della collaborazione, emettendo una fatturazione separata o fornendo perlomeno una distinta delle lavorazioni soggette ad incentivi con un elenco dei prezzi applicati (pareti, tetto, infissi, impianti….).
Nello specifico, si tratta di una pratica piuttosto complessa che andrà affidata ad un tecnico progettista (meglio ancora, con il supporto di un commercialista di fiducia), facendo attenzione ai frequenti aggiornamenti delle leggi, che possono modificare velocemente lo scenario normativo.

IL CONTRATTO DELLE CASE PREFABBRICATE

LA FIRMA DEL CONTRATTO CON LA DITTA SCELTA DI CASE PREFABBRICATE IN LEGNO RAPPRESENTA UN PASSAGGIO CRUCIALE CHE PRELUDE ALLA COSTRUZIONE VERA E PROPRIA.

Spesso rappresenta il punto di arrivo di un lungo ed estenuante percorso fatto di visite a fiere e case campione, lettura di riviste e siti internet, consulenze, preventivi, paure e ripensamenti.
Il contratto non deve però divenire motivo di angosce, per cui il cliente dovrà innanzitutto pretendere chiarezza assoluta da parte della ditta di case prefabbricate.
Il primo aspetto da richiedere è ovviamente l’importo esatto dell’anticipo.
Non tutte le aziende di case in legno richiedono lo stesso impegno al cliente; si va da importi ragionevoli per poche migliaia di euro, sino ad una caparra in percentuale rispetto al prezzo dell’abitazione che può arrivare al 20% o oltre.
La firma del contratto con l'azienda di case in legno è un passo fondamentale In tutti i casi è importante comprendere la tempistica che ci attende e la durata effettiva del “prezzo bloccato”.
12 mesi sono un tempo ragionevole e consentono di fissare tale cifra per un lungo periodo.
Va chiarito che la somma prevista in preventivo verrà quasi certamente modificata in sede di campionatura, in quanto è in questa sede che il cliente dovrà decidere nel dettaglio quantità e posizione delle prese, finiture e tutte le scelte finali nel dettaglio.
Dalla campionatura uscirà la casa che verrà costruita nei mesi successivi, mentre il contratto difficilmente potrà coincidere con l’edificio in ogni particolare. E’ comunque basilare tendere alla massima precisione nella redazione del preventivo.
In questo rivestono un ruolo fondamentale l’accortezza l’agente della ditta di case prefabbricate e le capacità del tecnico che si occupa della progettazione. Scelte sommarie in questa fase porteranno quasi certamente alla sgradita sorpresa di vedere lievitare il prezzo successivamente.
Un altro importante aspetto è l’estensione della garanzia.
In Italia la legge impone alle imprese costruttrici di rispondere per un periodo di 10 anni sui difetti costruttivi strutturali.
E’ un tempo non troppo lungo che il settore delle case prefabbricate ha esteso a 30 anni, riconosciuto dalla maggior parte delle aziende di case in legno.
Esistono molti casi in cui questa tempistica non è proposta esplicitamente al cliente, per cui andrà richiesta e pretesa senza indugi. In caso di diniego si possono trarre le dovute conclusioni.
Un buon contratto dovrebbe essere corredato di una sorta di disciplinare in cui siano ben chiari i diritti e i doveri del cliente, le modalità di erogazione dei pagamenti, le eventuali garanzie bancarie dovute alla ditta di case prefabbricate, penali, diritti di recesso, la gestione delle eventuali integrazioni e modifiche post-campionatura.
Un’ultima raccomandazione. 
Può capitare, e non di rado, di firmare con superficialità un semplice preventivo, sotto l’insistenza della ditta di case in legno (magari con la scusa di “fissare il prezzo”).
Non sono purtroppo rari i casi di aziende che, forti della poca chiarezza della legge italiana in materia (vedi i famigerati “contratti telefonici”), fanno valere la vostra firma al pari di un vero e proprio impegno formale a costruire con loro.
Si tratta ovviamente di una pratica scorretta, che dovrebbe far comprendere il livello di serietà di questi costruttori di case prefabbricate, ma purtroppo legale nel nosto paese e, pertanto, non sporadica, soprattutto in tempi di crisi economica come questi.
Il contratto dovrebbe essere il biglietto da visita di chi costruirà la nostra abitazione e andrà quindi analizzato attentamente prima di firmare.

LADRI E PARETI IN LEGNO

QUANTO SONO SICURE LE CASE IN LEGNO RISPETTO A QUELLE IN MURATURA NEI CONFRONTI DI MALINTENZIONATI, LADRUNCOLI O PROFESSIONISTI DELLO SCASSO?

Sono proprietario di un lotto di terra ove e' mia intenzione costruire una casa in legno.
Mi sono informato su questo sistema di costruire su internet, leggendo il suo libro e seguendo la costruzione di una casa con il sistema xlam e i vantaggi rispetto all'edilizia tradizionale sono indubbi.
Io vorrei costruire con il sistema a telaio, però ho un dubbio:
Partendo dal presupposto che, se vogliono, i ladri entrano da porte e finestre, mi può spiegare che grado di sicurezza mi può offrire una parete costruita con questo sistema visto che ci sono solo 2 pannelli di legno non molto spessi e uno di cartongesso?


Ne ho già parlato, ma comprendo che il timore di ricevere un visita sgradita sia molto diffuso tra i potenziali acquirenti di case prefabbricate.
La presunta vulnerabilità degli edifici di legno è un rischio effettivo o un semplice pregiudizio?
Innanzitutto va detto che i ladri dovrebbero essere a conoscenza della natura dell’edificio, eventualità piuttosto improbabile, in quanto le case in legno sono davvero indistinguibili da quelle in muratura, anche ad un occhio esperto.
In questo caso il tentativo di effrazione non dovrebbe essere indirizzato alle pareti, poiché i malviventi cercheranno di violare una porta o una finestra (quasi sempre nella zona più isolata della casa), servendosi della classica strumentazione da scasso (difficilmente si porteranno appresso attrezzatura pesante da falegnameria).
le case in legno prefabbricate sono sicure dal rischio furti?
L’adozione di vetrature blindate, di punti di chiusura aggiuntivi sugli infissi, scuretti o griglie di sicurezza possono rallentare l’ingresso dei ladri, mentre resta consigliabile l’adozione di un impianto volumetrico di allarme (interno o esterno) o di sensori a contatto sui serramenti.
E’ comunque un evento che presenta le medesime possibilità di “successo” in un edificio in legno rispetto ad una costruzione in muratura.
Nell’ipotesi che il tentativo di furto sia organizzato allo scopo di creare una breccia nella parete esterna, i ladri dovrebbero conoscere la composizione del pacchetto di parete (magari richiedendo preventivamente i disegni esecutivi alle vittime….), poiché esistono sostanziali differenze e non solo tra pareti a telaio e xlam, del tutto invisibili in un edificio finito.
Le pareti massicce non si limitano di certo a 2 pannelli in legno e un cartongesso, anzi;  anche il taglio di un foro utile al passaggio di una persona adulta in una parete intelaiata richiede un notevole impegno, con una notevole produzione di rumore, sia che il taglio venga eseguito a mano o con ausilio di strumenti elettrici.
Non dimentichiamo che spesso sono presenti contropareti per l’impiantistica e che lo stesso cappotto intonacato non è facilmente rimuovibile.
Lo spessore complessivo di una parete esterna a telaio è di 30-35 cm e non credo che il tentativo di effrazione risulti conveniente rispetto alle “classiche” metodologie di ingresso (rottura del vetro o piede di porco).
Perché dunque rinunciare a costruire una casa in legno prefabbricata?
Se siamo tormentati da questo timore, a fronte di una circostanza più che improbabile, è sufficiente installare un sistema di allarme perimetrale, efficace ed economico.

ALTRE GUIDE ALLE CASE PREFABBRICATE

SUL WEB E’ POSSIBILE INCONTRARE PARECCHI SITI CHE TRATTANO DI CASE IN LEGNO PREFABBRICATE E CHE SEMBRANO “ISPIRARSI” MOLTO DA VICINO A QUESTO BLOG.

Caro Architetto, si sarà sicuramente accorto delle molte “copie” di questo sito che si trovano sempre più spesso ricercando informazioni sulle case di legno.
La seguo dal lontano 2008 e siamo ben lontani dal servizio che lei sta portando avanti in questi anni.
Quasi sempre sono piccoli costruttori che sfruttano lo strumento del blog per ricavare visibilità e contatti, scopiazzando apertamente il lavoro altrui.
Credo che i lettori sappiano distinguere tra una miniera di informazioni e la pubblicità spacciata per notizie, comunque immagino che se ne sia già accorto.

Ringrazio il lettore per la segnalazione, ma continuo a dormire tranquillamente, nonostante tutto.
Internet resta il migliore mezzo per reperire informazioni, non solo sulle case prefabbricate a basso consumo energetico;  la forza del web è anche la libera circolazione di idee e conoscenza, senza troppe regole e impedimenti.
guida alle case prefabbricate in legno
Personalmente mi incavolo e non poco se i miei articoli vengono riprodotti e pubblicati spudoratamente, senza rispetto per la proprietà intellettuale e per il faticoso lavoro che vi è dietro (anche questo succede spesso).
Oltre alla creazione di contenuti duplicati (Google non sempre penalizza chi “ruba”), c’è la presunzione di guadagnare senza fatica e in breve tempo.
Sul blog ci stiamo avvicinando velocemente alla soglia dei 500 articoli pubblicati, una mole di informazioni libera, a disposizione di chiunque, scaricabile gratuitamente, senza password o limitazioni di alcun genere.
Fatta eccezione per pochi portali che pubblicano alcuni miei articoli in modo autorizzato, è possibile incontrare numerosi siti internet che trattano di case in legno sulla falsariga del mio blog.
Tra guide, pseudocaseprefabbricate.blogspot.it, case di design, ecc., ritengo che la “Guida alle case prefabbricate in legno”, rafforzata da una nuova veste grafica e da una migliore fruibilità di lettura, resti un riferimento importante e difficilmente clonabile da un giorno all’altro.
A breve intendo ampliarne i contenuti, offrendo spazi mirati ad alcuni costruttori selezionati per permettere un contatto diretto tra i lettori e le aziende di case in legno, privilegiando la qualità delle informazioni alla quantità.
Non voglio certo trasformare il blog in un portale pubblicitario, ma renderlo una guida più completa, rimanendo prioritario l’approccio divulgativo attraverso la pubblicazione di articoli tematici.

CASE IN LEGNO E CANNE FUMARIE

NELLE CASE PREFABBRICATE E’ POSSIBILE PREVEDERE UNA O PIU’ CANNE FUMARIE, PER L’ALLACCIAMENTO AD UNA CALDAIA A GAS O BIOMASSE, STUFE E/O CAMINI.

Sto per acquistare una casa in legno in provincia di Padova.
Questa casa non è collegata alla rete gas, solamente a quella elettrica e fornisce riscaldamento e acqua calda attraverso una pompa di calore con sistema aria/acqua.
Vorrei molto poter installare una stufa a legna, ma, come avrà già capito, la casa non dispone di canne fumarie e il costruttore mi ha sconsigliato di farlo.

Sinceramente ho visto in lui più la voglia di concludere l'affare senza problemi, quindi volevo chiederle se effettivamente è un problema creare eventualmente un foro per poter uscire con una canna fumaria.
La casa è finita con un cappotto esterno.

Le canne fumarie vanno installate con estrema attenzione e devono essere coibentate con scrupolo, coniugando sicurezza ad efficienza nel tiraggio dei fumi.
Le case prefabbricate sono realizzate interamente in legno, un materiale infiammabile, da non esporre direttamente a fonti di calore.
le case in legno possono essere scaldate con una stufa o un caminoHo trattato lungamente il capitolo “fuoco” e non dovrebbero esserci dubbi sulla capacità di resistenza delle case in legno, ma dovrebbe essere ovvio che le canne fumarie non devono surriscaldarsi o generare scintille.
In genere la canna fumaria è costituita da una tubazione in acciaio inox a sezione circolare, compresa l’adduzione dell’aria per il tiraggio (aria-fumi), isolata con una controcanna prefabbricata in cemento o laterizio.
Questa coibentazione ha il duplice scopo di evitare la dispersione di calore all’esterno (il rendimento termico dell’impianto calerebbe drasticamente) e il surriscaldamento delle strutture dell’edificio circostanti alla canna fumaria.
In una casa in legno esistente, come nel caso del lettore, l’installazione di una canna fumaria è comunque possibile, ma va posizionata all’esterno dell’edificio, rivolgendosi ad una ditta specializzata e certificata.
Anche in questo caso, la canna fumaria sarà in acciaio e andrà eseguito un foro in facciata per raccordare la tubazione con l’interno dell’edificio (ad esempio, ad una stufa).
Un secondo foro andrà ricavato nel tetto, nella zona della gronda, in quanto la canna fumaria dovrà essere dotata di apposito comignolo, la cui funzione è di disperdere i fumi all’esterno, proteggendo il camino e la canna fumaria dall’acqua piovana e dal vento.
Non comprendo pertanto la posizione del costruttore, in quanto l’intervento non risulta troppo invasivo, a patto di effettuare il lavoro con le dovute attenzioni.