Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

PERMESSI, TERRENI AGRICOLI E CASE DI LEGNO

CONTINUO A RICEVERE RICHIESTE DA PARTE DI LETTORI CHE VORREBBERO COSTRUIRE SUL PROPRIO TERRENO NON EDIFICABILE UN’ABITAZIONE, MA NON POSSO CHE RIBADIRE CHE LE CASE IN LEGNO VANNO AUTORIZZATE AL PARI DEGLI ALTRI EDIFICI.

E' possibile costruire una casa prefabbricata in legno su un terreno agricolo o per tali manufatti valgono le regole delle costruzioni in cemento armato?
Vorrei costruire una casa a un piano fuori terra senza fondazioni armate, ma una semplice base di appoggio.
Nella zona dove abito e' impossibile costruire nuovi immobili e inoltre c'e' anche il vincolo paesaggistico.

I lettori più attenti e affezionati ricorderanno che mi sono espresso a più riprese sull’argomento.
Non posso perciò che ribadire che le case prefabbricate in legno non sono casette mobili o smontabili, ma veri e propri edifici, ancorati ad una platea di fondazione, con una lunga aspettativa di vita, al pari degli immobili in muratura.
Rispetto a quest’ultime rappresentano un’alternativa costruttiva, con notevoli e interessanti vantaggi, ampiamente descritti negli oltre 500 articoli del blog.
Scopo di questo sito non è la promozione commerciale di questa tecnica costruttiva, ma la divulgazione di tutto il settore delle case in legno a basso consumo energetico (e solo di queste), descrivendone  le caratteristiche, ma anche i limiti e cercando di spazzare i pregiudizi che ne limitano ingiustamente la diffusione.
Dopo tanti anni che mi occupo della progettazione delle case prefabbricate, sono sempre più convinto che dovrebbero rappresentare oramai la prima scelta per chi sta per costruire casa (ma non solo).
Purtroppo il mercato degli edifici in legno resta confinato in una nicchia, in costante aumento ed in netta controtendenza rispetto alla crisi delle costruzioni tradizionali in laterocemento, ma pur sempre circoscritta a poche migliaia di montaggi l’anno, quasi del tutto limitati alle regioni del nord Italia.
Al pari dei pregiudizi, è opinione diffusa (e del tutto errata) che le case in legno possano essere realizzate senza autorizzazioni edilizie ove non sia possibile costruire, come su terreni agricoli, vincolati o inedificabili.
Tale convinzione si basa probabilmente sull’idea delle costruzioni in legno come strutture precarie e non come veri e propri edifici.
Il nostro territorio è pesantemente segnato dall’abusivismo edilizio, non solo nel sud Italia e il mio giudizio nei confronti di chi sceglie di aggirare regolamenti e normative è del tutto negativo (non ne voglia a male il lettore), pur comprendendo la frustrazione di chi non è in grado di affrontare finanziariamente la costruzione di un edificio regolare su un terreno edificabile, nel rispetto delle regole, sobbarcandosi un enorme carico, anche economico, di burocrazia.
Le costruzioni prefabbricate in legno forniscono uno strumento costruttivo mirato principalmente al raggiungimento di alti valori di isolamento termico e non sono in alcun modo un espediente per aggirare i vincoli edilizi.

EDIFICI IN LEGNO E RODITORI

TRA I PREGIUDIZI POSSIAMO SICURAMENTE INCLUDERE LA PRESUNTA VULNERABILITA’ DELLE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE VERSO I RODITORI COME TOPI, GHIRI E SCOIATTOLI.

Temo che con il tempo possano entrarmi nelle pareti dei roditori, avendo io la fobia dei topi…..
Nella casetta di montagna abbiamo spesso avuto la compagnia di ghiri nel sottotetto….

La preoccupazione che le pareti di un edificio in legno a basso consumo energetico possano dare riparo a roditori è piuttosto diffusa, ma del tutto priva di fondamento.
Come sempre, si deve distinguere le case di montagna, le casette per attrezzi, gli annessi, i box, dagli edifici a basso consumo energetico a parete intonacata.
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Le case prefabbricate sono edifici veri e propri ancorati su platea di fondazione in cemento armato, realizzati senza economie costruttive, che utilizzano il legno in forma massiccia o lamellare per la realizzazione delle strutture portanti, abbinato a pannelli isolanti di elevato spessore.
Il legno si trova ben protetto all’interno delle pareti, adeguatamente coperto dallo strato di isolamento a cappotto intonacato che ne avvolge le facciate, tanto dall’azione degli agenti atmosferici, quanto dall’accesso indesiderato di piccoli roditori desiderosi di riparo.
Va sottolineata l’importanza di effettuare sul fabbricato controlli e manutenzioni regolari per scongiurare la presenza di “falle” nell’involucro esterno e, in particolare, nella zona sottostante al cappotto isolante.
In questo malaugurato caso va coinvolto immediatamente il costruttore, che dovrà intervenire immediatamente, soprattutto se ci si trova all’interno del periodo di copertura da difetti costruttivi (almeno i 10 anni previsti per legge, fino a 30 per molte ditte di costruzioni prefabbricate tedesche ed austriache).
Per quanto riguarda le altre tipologie di case in legno a vista come le blockhaus e gli chalet di montagna, i rischi sono chiaramente maggiori e andranno effettuati frequenti controlli (i lettori più attenti sanno che non mi occupo di queste costruzioni sul blog).
Un capitolo a parte meritano gli edifici economici di aziende estere dell’est Europa, offerte a prezzi molto bassi anche su internet, quasi sempre ad un livello costruttivo grezzo senza predisposizioni impiantistiche e montaggio escluso.
Si tratta in molti casi di strutture qualitativamente non compatibili con i parametri normativi applicati nel nostro paese, non idonee ad un uso abitativo, carenti staticamente, termicamente ed acusticamente.
Il legname impiegato da questi costruttori non sempre soddisfa le condizioni minime di stagionatura richieste per realizzare costruzioni solide e antisismiche e può contenere larve e uova di insetti xilofagi o essere trattato con sostanze impregnanti tossiche per la salute.
Per gli edifici meno curati il rischio di essere occupati da qualche roditore non appare del tutto improbabile, a fronte di carenze tecnico-costruttive e di un montaggio approssimativo.

LE CASE PREFABBRICATE FERTIGHAUS

FERTIGHAUS, LETTERALMENTE “CASA PREFABBRICATA” E’ LA DEFINIZIONE CORRENTE ADOTTATA IN GERMANIA ED AUSTRIA PER QUALIFICARE GLI EDIFICI IN LEGNO A BASSO CONSUMO PREASSEMBLATI IN STABILIMENTO.

Ci hanno parlato delle costruzioni “fertighaus”, che dovrebbero essere una particolare tipologia di edifici che vengono realizzati nel nord Europa. Di cosa si tratta? 
Possono essere costruite anche da noi?  Ci sono problemi con i regolamenti edilizi?

CASE PREFABBRICATE, COSTRUZIONI ECOLOGICHE
Il termine “case prefabbricate” è indubbiamente una traduzione poco felice, che nella nostra lingua acquista una connotazione non particolarmente affascinante, a causa dell’inevitabile associazione come strutture industriali, da campeggio o moduli abitativi provvisori come container e baracche.
Nella realtà, le case in legno “fertighaus” sono edifici a pareti intelaiate, finite esternamente a cappotto intonacato in cui la struttura portante verticale ed orizzontale è totalmente in legno, massiccio o lamellare.
La principale caratteristica degli edifici fertighaus è la realizzazione delle pareti in stabilimento e non nell’ambito del cantiere, che per i tedeschi è sinonimo di alta qualità costruttiva.
Una parete prefabbricata può raggiungere tranquillamente i 10-12 metri di lunghezza e comprende la struttura, gli isolamenti interni in fibra leggera, i pannelli di chiusura del telaio, l’eventuale barriera al vapore, i cartongessi, il cappotto esterno, gli infissi, gli avvolgibili (o gli scuretti), i portoncini, le predisposizioni impiantistiche.
Il montaggio di una casa prefabbricata in legno è intuitivamente assai veloce e non supera generalmente i 2-3 giorni per raggiungere il livello grezzo, con evidenti benefici in tema di sicurezza dei cantieri.
Un vantaggio significativo delle case prefabbricate è l’assemblaggio delle pareti in un ambiente protetto ed idoneo, non soggetto alle variazioni climatiche, che possono influenzare in senso negativo i lavori, con ritardi su tempi di costruzione, nei casi migliori.
Le case in legno non prefabbricate, realizzate in opera, prevedono il montaggio di tutti gli elementi direttamente in cantiere, dalla struttura agli isolamenti.
La presenza di pioggia, ghiaccio o neve durante i lavori può determinare alcune problematiche, sino alla necessità di sostituire gli elementi danneggiati dall’acqua.
Al contrario, il livello qualitativo delle case fertighaus è sempre molto alto e del tutto indipendente dalla stagione o dalle condizioni metereologiche locali.
Una casa prefabbricata realizzata in Germania o Austria avrà le medesime caratteristiche costruttive di un edificio in legno montato in Calabria o in Toscana, così come uno smartphone acquistato in USA sarà identico ad uno comperato in Italia.
Il limite delle case prefabbricate è legato alla costruzione tipicamente industriale che vincola il cliente alle misure standard (comunque abbastanza flessibili) del costruttore scelto.
Per rispondere infine al lettore, le costruzioni in legno a basso consumo energetico (principale oggetto di questo blog) possono tranquillamente essere realizzate nel nostro paese, nel rispetto delle medesime normative degli edifici tradizionali in muratura e cemento armato.

ACQUA E CASE IN LEGNO

LA MAGGIOR PARTE DELLE OBIEZIONI ALLE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE A BASSO CONSUMO SONO PRETESTUOSE ED OPINABILI, MA C’E’ UN NEMICO CHE VA AFFRONTATO CON ATTENZIONE, A PARTIRE DALL’IDEAZIONE DELL’EDIFICIO.

In passato, molti edifici venivano costruiti praticamente senza fondazioni ed i muri portanti venivano semplicemente interrati nel suolo per una profondità sufficiente a garantirne la stabilità, senza guaine o trattamenti impermeabilizzanti.
In poco tempo l’umidità risaliva attraverso i muri per il fenomeno della capillarità, bagnando la parte bassa delle pareti, con formazione di muffe e distacchi di pittura ed intonaco.
Tale problematica era particolarmente comune nelle zone di pianura a causa della vicinanza con le falde acquifere e delle caratteristiche del terreno, argilloso e poco drenante, soprattutto nelle stagioni più piovose.
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Le persone convivevano con l’umidità, alloggiando in edifici senza isolamenti termici, in condizioni di comfort inconcepibili, con sviluppo di affezioni molto gravi all’apparato respiratorio, comuni soprattutto tra le classi meno abbienti.
La speculazione immobiliare (unitamente all’impreparazione della manodopera) ha dato vita negli ultimi decenni ad interventi estremamente carenti dal punto di vista della salubrità, affidando alle sole guaine impermeabilizzanti (non sempre posate a regola d’arte, soprattutto nelle zone di sovrapposizione tra le membrane) la funzione di protezione degli edifici dall’acqua.
Scarsa cura nell’impermeabilizzazione dei giunti tra le varie parti dell’edificio, pendenze non corrette nei massetti e nelle pavimentazioni esterne, assenza di vespai aerati sotto i solai a contatto con il terreno, sono purtroppo la regola per molte costruzioni in cui abitiamo.
Va pertanto compreso che le costruzioni in laterizio soffrono il contatto con l’acqua e subiscono seri fenomeni di deperimento, risanabili con difficoltà ed alti costi di intervento.
Le case prefabbricate sono costituite da strutture verticali ed orizzontali in legno, da pannelli isolanti leggeri che si impregnano facilmente di umidità, risultando estremamente vulnerabili nel caso di infiltrazioni dall’alto e risalite dal terreno e non è azzardato affermare che l’acqua è il loro principale nemico.
I costruttori di case in legno sono ben consapevoli dell’importanza di allontanare in partenza ogni rischio, adottando gli opportuni accorgimenti tecnico-esecutivi.
Anche il progettista deve evitare soluzioni costruttive non idonee a partire dall’ideazione dell’edificio, confermando l’importanza di conoscere il comportamento di questo materiale, non solo dal punto di vista statico.

I principali aspetti da affrontare sono:
-      Le risalite di umidità per capillarità dal terreno.
E’ fondamentale rialzare la costruzione dal suolo evitando ogni contatto della struttura in legno e degli isolamenti termici con il terreno (bastano 15 cm).
Meglio ancora se attorno all’edificio viene posato un tubo di drenaggio o una canalina per allontanare l’acqua meteorica dai muri.
-      Infiltrazioni d’acqua dalla copertura.
Il tetto deve essere impermeabilizzato con teli e guaine, ma è basilare una corretta pendenza delle falde, in grado di portare all’esterno l’acqua ed evitando ristagni dovuti alla scarsa inclinazione.
Non a caso, i tetti piani rappresentano un problema costruttivo di difficile soluzione per le case in legno.
-      Infiltrazioni d’acqua da logge e terrazze.
Come nel caso dei tetti piani, andrà curata l’impermeabilizzazione, evitando terrazze di grandi dimensioni (possibilmente coperte), con grande attenzione alla posa in pendenza dei massetti e delle pavimentazioni.
I canali di scolo non si devono ostruire ed andranno periodicamente ispezionati e puliti.
-      Umidità prodotta all’interno degli ambienti.
In qualsiasi edificio, è normale lo sviluppo di una notevole quantità di vapore dovuto alla respirazione, alla cottura dei cibi ed agli utilizzi di acqua sanitaria (come le docce).
Alcuni costruttori di case in legno montano una barriera al vapore sul lato interno della parete per evitare formazione di muffe all’interno del muro, ma resta la necessità di ventilare costantemente i locali (manualmente o mediante un impianto di ventilazione meccanica controllata).

IL COMFORT CLIMATICO DELLE COSTRUZIONI A BASSO CONSUMO

LA PERCEZIONE DI BENESSERE OFFERTA DA UNA CASA DI LEGNO E’ LA SOMMATORIA DI MOLTEPLICI FATTORI, MA VI E’ UN ASPETTO POCO CONOSCIUTO CHE CARATTERIZZA IN SENSO POSITIVO IL MICROCLIMA DI QUESTE COSTRUZIONI.

Ho avuto recentemente  l’occasione di visitare una casa prefabbricata, ricavandone una sensazione davvero positiva.
Mi ha piuttosto impressionato la sensazione di “calore” in una giornata estremamente umida, anche se gli impianti erano spenti da giorni, a detta del proprietario.

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Le case in legno sono costruzioni salubri, contraddistinte da un microclima naturale, da una buona traspirabilità e da corrette e naturali condizioni igrometriche.
Il legno è infatti un materiale “vivo”, in grado di garantire livelli di comfort maggiori rispetto ad altri materiali, esercitando un’influenza positiva sul benessere delle persone e sul loro sistema immunitario, come dimostrano analisi condotte sull’igiene delle abitazioni da cui emerge in che modo le costruzioni in legno riescano ad assorbire l’umidità degli ambienti in modo straordinario, rilasciandola quando l’aria nell’ambiente diventa troppo secca.
Nelle case prefabbricate in legno non vengono impiegate sostanze di sintesi in grado di sprigionare vapori tossici, garantendo un ambiente sano per gli occupanti, con un avvertibile benessere olfattivo.
Anche il benessere acustico risulta ragguardevole, in quanto il legno delle strutture e dei pannelli e gli isolamenti termici assorbono efficacemente i rumori provenienti dall’esterno e non trasmettono quelli interni tra i locali dell’edificio.
Le pareti realizzate per le case in legno costituiscono una vera barriera alle onde sonore.
Una parete di legno con intercapedini da 10-12 cm di spessore ha una capacità fonoassorbente che arriva fino a 58 dB.
Un aspetto assai interessante è legato all’alta temperatura delle pareti in legno, il cui effetto più visibile è l’assenza di condensa e di muffe all’interno degli ambienti.
Sappiamo che la sensazione di calore sul corpo umano è data dall’effetto combinato delle componenti attraverso cui si trasmette il calore (convezione, conduzione, irraggiamento).
Le pareti in legno, naturalmente isolate, restano calde durante i mesi invernali, anche a fronte di basse temperature esterne, con un minimo utilizzo dell’impiantistica per il riscaldamento, senza generazione di correnti e moti convettivi, principale causa di affezioni all’apparato respiratorio (come bronchiti, mal di gola, tosse).
Negli edifici poco isolati, gli impianti per il riscaldamento tentano di sopperire alla continua dispersione termica, ma non sono in grado di riscaldare i pavimenti, le pareti e le vetrate, limitandosi ad innalzare la temperatura dell’aria, con l’effetto di percepire un clima frigido, anche a fronte di misurazioni di temperatura dell’aria oltre i 20° C.
Questa sgradevole sensazione di freddo è dovuta all’apporto radiante delle superfici dell’involucro dell’edificio, che emettono per irraggiamento una temperatura estremamente bassa (è l’effetto del riscaldamento a pavimento, al contrario).
Nel caso di infissi e vetri non isolati si può arrivare a raggiungere una temperatura di pochi gradi sopra allo zero, con effetti rilevanti sul corpo umano.

LA SOLIDITA’ DELLE COSTRUZIONI A STRUTTURA IN LEGNO

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO SONO COSTRUZIONI RESISTENTI E SICURE, IN BARBA ALLA FAMIGERATA FAVOLA DEL LUPO CATTIVO, MA I PREGIUDIZI SONO DURI A MORIRE.

Sono un suo affezionato lettore, ma non sono ancora riuscito a convincermi del tutto.
Ho ben compreso i vantaggi delle case di legno, soprattutto energetici, ma mi resta la sensazione di costruire un edificio poco solido e duraturo.
Dalle mie parti c’è stata recentemente una tromba d’aria che ha fatto molti danni (per non parlare dei terremoti).
Mi rendo conto della banalità della domanda, ma potrebbe provare a spiegarmi bene perché non è così?

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Innanzitutto vanno fatte le solite premesse.
Parlare di costruzioni in legno non significa inglobare in un'unica categoria tutti i fabbricati a struttura portante lignea.
Gran parte di questi sistemi costruttivi non sono concepiti per la realizzazione di edifici a basso consumo energetico e per un utilizzo continuativo come abitazioni e luoghi per il lavoro.
Vanno escluse casette ed annessi da giardino, box e rimesse, magazzini e strutture per il deposito di materiale o ricovero di macchinari, strutture mobili e su ruote, smontabili o prive di strutture di fondazione.
Questo blog tratta solamente di case in legno (prefabbricate o non) isolate termicamente ancorate su platea di fondazione in cemento armato a struttura intelaiata o massiccia, rivestite con un isolamento a cappotto intonacato.
Questi edifici vanno autorizzati secondo le vigenti normative e rappresentano semplicemente un’alternativa costruttiva ai sistemi tradizionali in laterizio, con vantaggi e caratteristiche di cui tratto diffusamente all’interno del blog o nel mio libro.
Poco hanno a che fare con il concetto di baita di montagna o di casa in legno americana, in quanto nascono durante la crisi energetica degli anni ’70 in alcuni paesi del nord Europa per incrementare l’isolamento termico e limitare le dispersioni di calore.
Le case prefabbricate vengono calcolate staticamente in base alla normativa antisismica, che in Italia è particolarmente severa.
In molti paesi soggetti a forti terremoti si costruisce in legno come in Giappone e la costa occidentale degli USA.
Le strutture in legno sono da sempre considerate ideali per costruire in zone sismiche perché l’elasticità e la capacità di assorbimento dei movimenti è elevata e maggiore rispetto ad una struttura realizzata in cemento armato o in muratura.
Inoltre, gli edifici in legno possiedono strutture leggere e sono costruiti su piattaforme in cemento; in caso di sollecitazioni anche di forte intensità “galleggiano” sul terreno senza riportare danni.
Anche la resistenza al vento è garantita e questi edifici non soffrono anche in presenza di raffiche particolarmente violente, proprio per le caratteristiche del legno, a patto di calcolare staticamente l’edificio in modo corretto e di curare l’attacco al suolo mediante ancoraggi in acciaio certificati e dimensionati correttamente.

PREZZO FISSO E GARANTITO NELLE CASE PREFABBRICATE

IN UN PERIODO DI ESTREMA INCERTEZZA ECONOMICA, CHI COSTRUISCE NON PUO’ PERMETTERSI SORPRESE E IMPREVISTI, CHE POSSONO OSTACOLARE LA BUONA RIUSCITA DI UN INTERVENTO EDILIZIO.

Il mio budget non è troppo basso, ma non vorrei comunque superare la cifra che ho deciso di spendere, anche perché abbiamo 4 figli e la casa non può risultare troppo piccola e vorrei ricavare uno studio per ricevere i clienti (sono commercialista).
In passato mio padre aveva speso esattamente il doppio di quanto preventivato dal suo progettista e si è dovuto sobbarcare un mutuo davvero enorme che ha penalizzato le scelte della famiglia per molti anni (non ho mai visto il mare da piccolo…..).
So che con le case in legno prefabbricate si dovrebbe avere qualche certezza in più, ma è proprio vero o sono i soliti spot delle aziende costruttrici?

prezzo-case-prefabbricate
Le attività che concorrono a formare il prezzo di una casa in legno possono essere semplificate in 4 tipologie di spesa, comprendenti opere, prestazioni e tributi:
-      L’edificio in legno (chiavi in mano)
-      Le opere interrate
-      I costi tecnici
-      Gli oneri comunali
E’ intuibile che la prima voce incide maggiormente sui costi totali, in quanto coincide con la realizzazione dell’intera porzione fuori terra del fabbricato, compresi gli impianti e le finiture.
Il calcolo delle opere interrate (interrato o platea, compresi allacciamenti ed opere esterne) deve necessariamente passare attraverso un computo metrico estimativo dei lavori da eseguire a carico di un impresa di costruzioni tradizionale.
I tecnici solitamente preparano un preventivo relativo alle proprie competenze e fanno firmare al cliente un disciplinare di incarico che vincola il prezzo.
Gli oneri comunali (urbanizzazioni, monetizzazioni, costo di costruzione, diritti e bolli) sono facilmente determinabili una volta inquadrate le caratteristiche del progetto.
Il livello “chiavi in mano” consente di inglobare in un unico contratto tutte le lavorazioni, mentre gli appalti che escludono alcune opere obbligano il cliente ad appoggiarsi a ditte esterne, rendendo più difficoltosa la determinazione degli importi di spesa.
Una casa in legno al “grezzo avanzato” permette (in teoria) di risparmiare abbastanza, in quanto le aziende costruttrici hanno (giustamente) un certo guadagno su impianti e finiture, ma non garantisce un costo certo dei lavori, che possono subire oscillazioni importanti, al pari dei cantieri tradizionali in muratura.
Le aziende di case prefabbricate in legno preventivano con cura ogni aspetto dell’edificio fornendo al cliente un contratto chiaro e vincolante, senza imprevisti o voci occulte e il prezzo è fisso e garantito.
Sono escluse sgradevoli maggiorazioni o disguidi sulle scadenze che possono ripercuotersi sul prezzo dell’immobile e sulle condizioni di eventuali finanziamenti.
I pagamenti saranno concordati ed effettuati in base ai vari stadi di avanzamento del progetto, in modo da garantire che la casa risponda perfettamente alle esigenze espresse e richieste. 

ECOCOMPATIBILITA’ DELLE CASE PREFABBRICATE

GLI EDIFICI LIGNEI SONO ECOCOMPATIBILI, IN QUANTO HANNO UN IMPATTO MOLTO BASSO SULL’AMBIENTE RISPETTO AD EDIFICI DI PARI CARATTERISTICHE REALIZZATI CON I SISTEMI COSTRUTTIVI TRADIZIONALI.

Mi sembra che si abusi un po’ del termine “ecologico”, dato che anche le case in legno presentano molte componenti di origine chimica o comunque non riciclabile (penso ai pannelli solari fotovoltaici)….

Sostenibili, ecologiche, rispettose per l’ambiente.
In un epoca in cui il “green” fa tendenza, le case in legno prefabbricate possiedono caratteristiche assai interessanti sotto il profilo dell’impatto sull’ecosistema.
Qualsiasi edificio richiede più o meno energia per la produzione dei materiali costruttivi e per l’assemblaggio in opera e ne consuma per l’utilizzo, in particolare per il riscaldamento invernale.
I materiali da costruzione tradizionali (acciaio, cemento e laterizio) contengono al loro interno molta energia (di origine fossile), in quanto il ciclo produttivo per l’estrazione delle materie prime, la lavorazione dei prodotti finiti (barre, calcestruzzi, mattoni) ed il montaggio in cantiere risulta assai dispendioso.
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Se il fabbricato non è isolato adeguatamente (come gran parte degli edifici esistenti in classe G o E) il consumo annuo di energia ai fini termici risulterà molto alto, con notevole produzione di CO2 che andrà ovviamente dispersa in atmosfera.
Al contrario, il ciclo produttivo delle case in legno impiega poche risorse per il prelievo dei tronchi, la lavorazione degli elementi strutturali, il trasporto e l’assemblaggio in cantiere.
Per questo motivo il legno contiene un valore molto basso di “embodied energy” (energia primaria contenuta nei materiali da costruzione), con un impatto molto basso sull’ecosistema.
La costruzione delle case in legno non distrugge risorse non rinnovabili, poiché è prevista la riforestazione delle aree boschive di prelievo e ad ogni albero prelevato ne corrisponde almeno uno reimpiantato.
I resti della lavorazione del legno possono essere sfruttati termicamente o reintrodotti in natura, poiché in caso di demolizione degli edifici le componenti in legno dell’edificio sono interamente riciclabili.
Il legno è l’unica materia prima che cresce spontaneamente e gli alberi assorbono dall’aria una grande quantità di CO2, uno dei gas responsabili dell’effetto serra, per poi rilasciarlo sotto forma di carbonio innocuo (gli edifici costruiti in legno prolungano nel tempo questo effetto).
Come detto, le case prefabbricate consumano poca energia per il riscaldamento e il raffrescamento con pochissime emissioni di gas serra poiché l’alto isolamento termico che li caratterizza consente di diminuire drasticamente l’uso di combustibili per il riscaldamento invernale e il raffrescamento estivo.
I materiali impiegati per la realizzazione degli edifici in legno sono sani e naturali e non rilasciano sostanze tossiche nell’ambiente indoor e nell’ecosistema.

UNA CASA PREFABBRICATA SOPRA UN SOLAIO ESISTENTE

GLI ARTICOLI DEL BLOG RICEVONO POCHI COMMENTI, MA CAPITA SPESSO CHE ALCUNI LETTORI MI SCRIVANO IN PRIVATO DOPO LA PUBBLICAZIONE DI UN POST.

Leggendo uno degli ultimi articoli pubblicati nel blog, lei dice che le caratteristiche del solaio di ancoraggio variano fra le aziende di case prefabbricate e che può risultare un problema realizzare una platea o seminterrato prima della scelta della ditta.
Mi sono permesso di mandare un allegato con la foto del seminterrato di mia proprietà sul quale vorrei realizzare una casa in legno.
Il seminterrato è stato costruito nel 2003 in cemento armato con un solaio prefabbricato con degli inserti in polistirolo (non so come si chiama sistema costruttivo)
So che lei, giustamente, non fa consulenze, ma vorrei solo sapere se potrò incontrare problemi o se "in generale", non ce ne dovrebbero essere, considerando la sua esperienza e che in linea di massima la casa dovrebbe essere semplice, senza linee curve o stravaganti.

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A livello generale, una struttura di fondazione (interrato o platea) ha il compito di “portare” i carichi dell’edificio soprastante gravanti su di essa, scaricandoli nel terreno.
Queste forze possono essere di tipo statico (carichi permanenti o accidentali) o dinamico, come le spinte del vento o generate durante i terremoti.
La progettazione statica dovrebbe essere contestuale tra le due porzioni dell’edificio, per ovvie ragioni.
I carichi dovrebbero essere convogliati sulle strutture portanti sottostanti come setti e muri di fondazione e non ricadere su punti vuoti del solaio.
Un solaio “Predalles” come quello del lettore prevede delle zone “aperte” riempite di polistirolo, che non vanno caricate, mentre i muri dell’edificio dovrebbero sempre coincidere con i travetti portanti del solaio.
La progettazione dell’edificio in legno deve essere associata ad un controllo statico esecutivo per evitare deformazioni (con fessurazioni nell’intonaco nei casi migliori).
Detto questo, ribadisco che ogni costruttore di case prefabbricate richiede che il solaio di ancoraggio debba risultare conforme alle proprie esigenze, in base a dettagli tecnico-esecutivi che vengono forniti all’acquirente sotto forma di tavole di cantiere e particolari costruttivi.
Il non rispetto di tali indicazioni comporta in alcuni casi il decadimento delle garanzie, sino al fermo dei lavori, in attesa delle necessarie modifiche e correzioni a quanto realizzato.
Non vi è, peraltro, alcuna giustificazione per realizzare in anticipo un solaio scorretto (nemmeno la fretta) che verrà sicuramente contestato dalla ditta di case in legno e che dovrà essere manomesso con l’aggravio di costi imprevisti a carico dell’acquirente.
Nel caso del lettore, siamo in presenza di un opera esistente e l’intervento verrà gestito dalla ditta di case in legno come una vera e propria sopraelevazione.
Anche in questo caso si deve intervenire parzialmente su quanto costruito, eseguendo carotaggi per il passaggio di tubi ed impianti, ma la progettazione dell’edificio si baserà da subito sullo stato dei fatti, prendendo atto della preesistenza ed adattando il progetto esecutivo al seminterrato.

EDIFICI ECOLOGICI ED EFFICIENZA ENERGETICA

L’ISOLAMENTO TERMICO DELLE COSTRUZIONI DI LEGNO PERMETTE DI LIMITARE AL MINIMO LE DISPERSIONI DI CALORE IN TUTTI I REGIMI CLIMATICI, INVERNALI ED ESTIVI.

Salve, vorrei costruire una casa in classe A Gold nella provincia di Torino a Cumiana
in un terreno di 650 mq (una villetta di 110 mq).
Mi potrebbe consigliare a chi rivolgermi e cosa conviene per la arrivare alla massima efficienza energetica?


Le aziende attualmente presenti sul mercato delle case in legno sono davvero tante e non ho certo la pretesa di conoscere tutte quante.
Le indicazioni che fornisco sul blog sono generali e non vogliono certo penalizzare l’una o l’altra a priori, poiché la scelta della ditta più adatta dipende sempre da molteplici fattori, come le caratteristiche del progetto, il livello di finitura, la specifica zona climatica, il budget a disposizione del cliente.
Se l’esigenza del cliente è di spingere le prestazioni energetiche verso le classi di eccellenza, passive o quasi, una buona parte dei costruttori economici di case di legno sul mercato comincia ad evidenziare qualche  limite.
Per isolare correttamente una costruzione in legno vanno necessariamente aumentati gli spessori delle partizioni esterne (tetto e pareti).
Mediamente una parete esterna in legno a telaio misura 30 cm.
Una corretta composizione del pacchetto riesce quasi sempre a raggiungere una trasmittanza inferiore a 0,20 W/m2 K, un valore molto buono, ma non sufficiente a raggiungere una classe energetica Gold.
Per raggiungere l’obiettivo, è sufficiente aumentare lo spessore del cappotto isolante esterno, mantenendo inalterata la profondità della struttura.
Uno spessore di 38-42 cm garantisce quasi sempre un livello prestazionale adeguato, ma bisognerà migliorare di conseguenza l’isolamento della copertura.
Anche le vetrate e gli infissi e andranno adeguati, per abbassare al minimo le dispersioni termiche e non pregiudicare le prestazioni complessive dell’edificio.
I fori di facciata restano infatti il punto debole delle costruzioni, in quanto i valori di trasmittanza restano significativamente più alti, anche nei casi migliori.
Per questo motivo, la disposizione di finestre e portefinestre deve risultare corretta, secondo l’orientamento solare, evitando comunque le vetrate eccessivamente ampie.
Le finestre a nord devono essere di piccole dimensioni, limitandone possibilmente il numero.
La scelta dei materiali isolanti è un altro aspetto fondamentale, privilegiando le combinazioni che garantiscono buone prestazioni energetiche anche in regime estivo, almeno nelle zone caratterizzate da estati calde, come per quasi tutto il territorio italiano, fatta eccezione per le sole zone di montagna.
L’installazione di un’impiantistica per il riscaldamento efficiente basata su risorse rinnovabili è, infine, un investimento nel tempo che permette di elevare la classificazione energetica dell’edificio.
Per passare da una classe A ad una classe Gold, in molti casi, è sufficiente (…) installare un impianto di ventilazione meccanica controllata a recupero del calore.

RIQUALIFICAZIONE URBANA CON GLI EDIFICI A BASSO CONSUMO

GRAN PARTE DEL TERRITORIO DEL NOSTRO PAESE RISULTA FORTEMENTE ANTROPIZZATO ED E’ CONTRADDISTINTO DA IMMOBILI DI SCARSO VALORE EDILIZIO, VETUSTI ED ALTAMENTE DISPERDENTI.

Lei afferma che le nuove costruzioni saranno una minima parte del rinnovamento territoriale sull'edilizia, e che il grosso sforzo sarà concentrato sulla riqualificazione delle strutture già esistenti.
Devo ammettere che anche io sono d'accordo su questa affermazione, ma lascerei per adesso l'idea della riqualificazione e ristrutturazione alle imprese edili tradizionali ed ai privati, che già stanno lavorando sul territorio con l'impiego di elementi di copertura quali cappotti esterni o interni e di impiantistica come sistemi di riscaldamento o impianti fotovoltaici, con tutti i problemi che ne derivano, perchè rattoppare una situazione è molto più difficile che costruirne una nuova e logisticamente migliore.
Chiaramente l'utilizzo di impiantistica all'avanguardia in un involucro mal coibentato risulta sovradimensionata con il rischio di persistere nell'errore.
Quindi ripeto, per adesso, l'idea di risanamento e riqualificazione la lascerei a chi è già nel settore dandoli anche la prospettiva di "rimediare" agli errori compiuti in questi ultimi 30 anni.
L'idea invece dell'abbattimento delle vecchie unità e sostituzione con nuove costruzioni mi trova in estrema sintonia.
Il mio territorio, la Toscana, è pieno di vecchi ruderi che stanno cadendo letteralmente a pezzi, che si potrebbero far demolire per ricostruire in modo più responsabile.
Questa direzione può essere una alternativa rispetto all'acquisto del terreno.

BIOARCHITETTURA
Forse non sono stato sufficientemente chiaro.
Ben venga la riqualificazione energetica intesa come ristrutturazione dell’esistente mirata al miglioramento dell’isolamento termico mediante cappottatura delle facciate, sostituzione degli infissi e rifacimento delle coperture.
E’ una direzione importante da mantenere, che va supportata ed incentivata (anche e soprattutto finanziariamente) al fine di rimettere in cammino uno dei motori della nostra economia e per modernizzare le nostre città nella direzione della sostenibilità ambientale.
La riqualificazione energetica è però (inevitabilmente) una soluzione di compromesso, non sempre conveniente dal punto di vista puramente economico senza detrazioni fiscali.
In moltissimi casi andrebbe preso in seria considerazione l’abbattimento dell’esistente con ricostruzione ex novo (non necessariamente fedele), al fine di sostituire vecchi immobili energivori e staticamente inadeguati con fabbricati a bassissimo consumo, sicuri ed antisismici in bioedilizia.
Anche questo tipo di intervento andrebbe incentivato, se possibile con maggiore forza, in quanto la sostituzione edilizia comporta un potenziale di miglioramento termico superiore rispetto alla riqualificazione energetica, soprattutto intervenendo con i sistemi costruttivi delle case in legno.
Purtroppo i limiti all’incentivazione sono parecchi è comportano l’obbligo di mantenimento di sagoma e volume, comprovando una certa miopia del legislatore, che vincola fortemente le possibilità di trasformazione, spingendo verso sistemi di intervento oggettivamene meno performanti.
Ad oggi, chi demolisce e ricostruisce a basso consumo con le case prefabbricate rientra nell’ambito della “nuova costruzione” (salvo rari casi) e non può usufruire di incentivi e bonus fiscali, anche per le classi energetiche superiori.

COSTRUIRE EDIFICI O A BASSO CONSUMO – PT.3

E’ POSSIBILE DIVENIRE IMPRENDITORI NEL SETTORE DELLE CASE IN LEGNO BASSO CONSUMO, SENZA INVESTIMENTI ECCESSIVI, FACENDO SCELTE MIRATE E GRADUALI, ANCHE IN UN PERIODO ECONOMICAMENTE DIFFICILE COME QUESTO?

Il mio sogno è quello di entrare a piccoli passi in questo settore mettendo sul piatto oneri economici piuttosto impegnativi.
L'idea è semplice, ovvero comprare terreni e farci costruire piccoli complessi a basso impatto ambientale a costi accessibili e tutto questo partendo da zero.
Il mio potere economico è basso, ma mi sto attrezzando per trovare dei soci che investano insieme a me, persone con molta passione ed entusiasmo ma profane in questo campo.
Le grosse aziende costruttrici sul mio territorio hanno passato momenti migliori e reputo questo un buon periodo per iniziare ad investire nel settore della bioedilizia.
Di seguito le elencherò alcuni punti cardine sulle cose da fare:

1) Chiedere finanziamenti. 
Questo è chiaramente il primo punto ed è propedeutico, in quanto il primo finanziamento deve essere adeguato e supportato da alcune conoscenze all'interno delle banche e nei comuni.
2) Acquisto del terreno. 
Qui il discorso si fa molto complicato, visto che ce ne sono pochi e sono cari.
Trovare un terreno piano in una zona fuori città ma ben collegata e ad un prezzo accessibile.
L'idea è di comprare un lotto per costruire almeno tre abitazioni cosi da abbassare i costi di ogni unitá.
3) Trovare una ditta costruttrice.
Qui si apre un dilemma.
Puntare su una azienda nordica con forte esperienza o valutare una azienda più piccola sul territorio?
Comunque sia, iniziare un rapporto di collaborazione sperando in preventivi più "snelli".  
4)Trovare un progettista di fiducia che abbia le conoscenze, ma soprattutto la volontá di farsi un nome nel settore.
5)Trovare ditte impiantistiche: qui il discorso si amplia maggiormente e dipende dagli incentivi che si riusciranno ad ottenere per fotovoltaico, eolico, riciclo fluidi, domotica, ecc.

basso-consumo
Sino a pochi anni fa ovunque “brulicavano” in gran numero le lottizzazioni residenziali e le abitazioni venivano vendute direttamente sulla carta, mediante una semplice piantina ed un paio di immagini 3D, con l’immancabile piscina immersa in una vegetazione tropicale (solo sulla carta, appunto).
I costruttori si limitavano ad acquistare il solo terreno (senza troppe garanzie, in quanto le banche concedevano finanziamenti a pioggia) e non dovevano nemmeno esporsi economicamente, in quanto gli acquirenti coprivano abbondantemente le spese vive di cantiere con i pagamenti.
Uno scenario solo temporalmente recente, che ha contribuito profondamente all’attuale fase di stallo e incertezza in cui versa l’edilizia ai nostri giorni.
Un territorio in gran parte sfruttato su cui sorgono edifici recenti, ma energeticamente carenti in classe G, con numerose pecche costruttive, il cui valore di mercato si è drasticamente abbassato, in gran parte invendibile.
Banche che non erogano credito nemmeno a chi ne ha i requisiti, mancanza di incentivi, scarsa fiducia nel futuro politico ed economico, imprese in sofferenza o al limite del fallimento.
Mi piacerebbe consigliare al lettore di perseguire il sogno di diventare un imprenditore della bioedilizia a basso consumo energetico, così come illustro attraverso i quasi 500 articoli pubblicati i vantaggi delle case prefabbricate il legno rispetto alle costruzioni tradizionali poco isolate, ma non farei un buon servizio.
Sono convinto che la trasformazione urbana delle nostre città debba passare necessariamente per una riqualificazione immobiliare profonda con abbattimento e sostituzione dei fabbricati senza valore realizzati dal dopoguerra agli anni ’80, anche e soprattutto condominiali, con un minimo contributo delle nuove costruzioni e
solamente se di altissimo valore energetico (in classe A o passive).
Nel mio piccolo, tutti gli edifici in legno che ho realizzato in questi anni, hanno raggiunto questo obiettivo, per la soddisfazione (non solo economica) dei miei clienti, che abitano in edifici sani e confortevoli.
E’ un processo in cui debbono essere coinvolti tutti i soggetti, a partire dai tecnici progettisti, passando per i costruttori edili, coinvolgendo committenti, amministratori pubblici, legislatori e mezzi di informazione.
Ma, soprattutto, è necessaria esperienza e comprovata capacità.
L’entusiasmo è basilare, ma non ci si può improvvisare costruttori come nel passato.
Si deve studiare, viaggiare, comprendere e servono anni di conoscenza sul campo, attraverso errori, fatica e piccoli successi.
Personalmente non mi sentirei in grado di iniziare un’avventura imprenditoriale, rinunciando alla mia attività di professionista, nonostante il miraggio di guadagni maggiori e sfruttando una certa visibilità nel settore delle case in legno.
Mi scuso infine per non avere replicato a nessuna delle domande (peraltro il lettore si
è già dato delle risposte abbastanza condivisibili).

COSTRUIRE EDIFICI A BASSO CONSUMO – PT.2

LA CRISI ECONOMICA NON FRENA LE COSTRUZIONI PREFABBRICATE IN LEGNO, CHE VENGONO APPREZZATE SEMPRE PIU’ NEL NOSTRO PAESE, SOPRATTUTTO NELLE REGIONI DEL NORD ITALIA.

È l'inizio di una nuova epoca.
Lo so, non le sto raccontando niente di nuovo;  la corsa è giá iniziata, ma in Italia, soprattutto nel centro-sud e nelle isole, siamo ancora agli albori e la popolazione (in particolar modo la "nuova" generazione) non è al corrente di quello che sta succedendo.
Ad oggi le associazioni e cooperazioni che puntano al rinnovabile stanno crescendo, scontrandosi con le lobby petrolifere.
Le informazioni su internet fanno fatica ad essere reperite e la penisola sta soffrendo una crisi epocale.
In tutto questo marasma il mercato immobiliare è crollato, il numero dei mutui sta diminuendo e le persone che hanno potere di acquisto investono sul nuovo, talvolta su strutture a risparmio energetico, convinti credo che questi manterranno il valore nel tempo rispetto alla costruzione tradizionale, per cui il cambiamento è nell'aria.
Nel mio territorio si stanno diffondendo molto lentamente il concetto di coibentazione, il riscaldamento a pannelli radianti, i pannelli fotovoltaici la classificazione energetica delle abitazioni, a maggior ragione la casa prefabbricata con utilizzo del legno, che rimane una peculiarità dei paesi del nord.
I motivi di questa lenta crescita del settore a mio avviso sono da attribuire a molteplici fattori, in primis la carenza di lavoro e quindi di garanzie da parte dei cittadini nei confronti delle banche, ma anche l'eccessiva burocrazia, e alla cattiva informazione.
Questa premessa era dovuta e mi scuso se sono stato troppo prolisso su un argomento che è il suo pane quotidiano.

Esistono un po’ di dati statistici relativi alla realizzazione di case in legno (prefabbricate o non) nel triennio 2010-2012, periodo caratterizzato da un consistente calo dei cantieri in Italia, in particolare di nuove costruzioni.
A fronte di un’evidente crisi di settore, con chiusura di imprese, licenziamenti e fallimenti, la nicchia delle costruzioni in legno si sta muovendo in controtendenza, persino nel famigerato anno 2012, che coincide con la fase più acuta della crisi finanziaria in atto nel nostro paese.
Tutte le associazioni di categoria dei costruttori di case in legno confermano che la richiesta è in ascesa e che la casa prefabbricata rappresenta, oggi più che mai, una scelta vantaggiosa, non solo in campo abitativo, anche in tempi di difficoltà economica.
I numeri restano bassi e confinati nel campo di qualche migliaio di montaggi, ma è una tendenza destinata a migliorare con la ripresa degli investimenti e l’immissione di nuova liquidità da parte delle banche.
Effettivamente la casa in legno è un’alternativa agli edifici tradizionali soprattutto nel nord Italia.
Nel resto del paese la scarsa diffusione è dovuta soprattutto ai prezzi, che restano alti rispetto all’edilizia del mattone in questa parte del territorio.
Nel nord Italia i costi al metro quadro applicati dalle imprese sono storicamente superiori, scontando inoltre la necessità di isolare maggiormente (anche per motivi normativi) a fronte di un clima più rigido nei mesi invernali.
Questo aspetto rende abbastanza vicini il prezzo di un edificio in legno e di uno in laterizio, a parità di dimensioni, con il vantaggio per il primo di un rendimento energetico superiore.

COSTRUIRE EDIFICI A BASSO CONSUMO – PT.1

RICEVO E PUBBLICO UNA MAIL DI UN LETTORE CHE HO TROVATO MOLTO INTERESSANTE E RICCA DI SPUNTI DI RIFLESSIONE.
A CAUSA DELLA LUNGHEZZA HO PREFERITO TAGLIARE IN BEN TRE PARTI L’ARTICOLO.

Salve, ho un sogno!
Lavoro in un altro settore e le mie conoscenze nell'edilizia sono scarse.
Durante la vita ho vissuto in diverse abitazioni, nessuna di mia proprietà.
Non ho mai potuto o forse voluto acquistarne una e prendermi un mutuo, pensando che l'abitazione dove avrei voluto vivere nel pieno della mia vita dovesse avere delle peculiarità ben diverse da quelle che si vedono comunemente.
Sono affascinato dal concetto di interagire con la natura in modo responsabile.
Non vorrei sembrare ipocrita, sono solo molto curioso e buono d'animo.
La curiosità molto spesso pretende però la perfezione e di conseguenza cerca di scartare le cose futili e porta a pensare in grande.
Mi piace pensare alla casa come una produzione dell'uomo sulla terra e quindi ad un qualcosa che si integri perfettamente nel territorio senza però abbassare il tenore di vita di chi la abita così da sfruttare a proprio vantaggio le caratteristiche specifiche di quel territorio.
Una casa che richiami gli elementi che fanno parte la natura dell'uomo e la sua fisiologia come la traspirazione, il sistema di raffreddamento e il riciclo dei liquidi.
Per me la casa del futuro dovrebbe sfruttare vento, sole, pioggia, neve,caldo o freddo ed essere autosufficiente e appagante.
Questi risultati sono ottenibili studiando bene il territorio e il suo microclima in fase di progettazione.
Nella mia visione di futuro la casa sfrutterà le nuove tecnologie per produrre energia e metterla a disposizione di chi la abita rivoluzionando completamente il mercato dell'energia che oggi conosciamo.
Questo porterà le abitazioni a produrre più energia di quello che necessita e le persone a vendere l'energia in eccesso.
Si creerà quindi un business positivo perchè verranno premiate le persone che creano energia sviluppando cosi la ricerca sulle nuove tecnologie per produrla e creando una corsa alla tecnologia migliore.

costruire-con-il-legno-in-bioedilizia
In passato abbiamo avuto tante definizioni di “casa d’abitazione”.
E’ interessante notare come ogni epoca apporti innovazioni culturali, passando attraverso nuovi modelli sociali ed economici molto diversi tra loro.
Sicuramente oggi la “macchina per abitare” di Le Corbusier appare lontana nel tempo e temi come il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale sono posti al centro del dibattito.
Lentamente, anche i costruttori tradizionali del cemento e del mattone stanno cominciando (lentamente) ad adeguarsi, migliorando le prestazioni termiche degli edifici ed utilizzando materiali certificati e traspiranti.
Un piccolo passo avanti verso una nuova cultura del costruire.
Le case prefabbricate hanno il vantaggio di impiegare un materiale naturalmente isolato, a basso impiego di risorse e di energia, riciclabile ed ecologico come il legno.
Si tratta di un sistema costruttivo collaudato da decenni che coniuga tradizione ed innovazione e che, se è una novità nel nostro paese, è una regola in gran parte d’Europa.
Ma non basta. 
Come hanno ben capito in Austria e Germania, le case in legno del futuro devono migliorare ulteriormente le prestazioni energetiche, puntando al “consumo zero” o alla autoproduzione di energia (non a caso negli ultimi anni gli spessori delle pareti esterne stanno aumentando sempre più).
E’ una necessità che va recepita a livello normativo, evitando il consumo di territorio e riqualificando pesantemente il patrimonio immobiliare esistente, vetusto e dispersivo.
In Italia siamo molto lontani da questi scenari, ma il futuro non potrà andare verso altre direzioni.