Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.
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DEMOLIZIONI E PARZIALI RICOSTRUZIONI IN LEGNO

GLI INTERVENTI IN TECNICA MISTA (MURATURA-LEGNO) SONO POSSIBILI, MA NON SEMPRE CONVENIENTI E TEORICAMENTE RAPPRESENTANO UNA SOLUZIONE POSSIBILE NEL CASO DI RISTRUTTURAZIONI CHE PRECLUDANO LA SOSTITUZIONE INTEGRALE DEL FABBRICATO ESISTENTE.

La proroga delle detrazioni fiscali "maggiorate" per le ristrutturazioni edilizie a tutto il 2014 impone di prendere in considerazione con particolare attenzione questo tipo di soluzioni.
Ci sono però regolamenti edilizi (tipo quello delle Marche) che vietano di demolire interamente i casolari e ricostruire (nel mio caso in legno).
Già è tanto se si possono cambiare le aperture dell'edificio.
Le è capitato di progettare soluzioni in proposito (legno dentro e struttura preesistente fuori, come se fosse un rivestimento)?
Vale la pena in luogo di una normale ristrutturazione?
Volevo inoltre precisare un dettaglio rilevante: anche nel caso di immobili soggetti a tutela integrale la "ristrutturazione interna" è sempre esplicitamente permessa. Probabilmente non solo nelle Marche.
Quindi la soluzione da valutare per utilizzare il legno è evidentemente quella di lasciare intatto solo l'involucro esterno che costituirà il "cappotto" della struttura in legno interna.
Il presupposto è chiaramente che l'involucro sia in uno stato accettabile tale da richiedere solo un minimo consolidamento (anche perchè se fosse cadente potrebbe essere demolito e il problema non si porrebbe).
Le pareti ed i solai interni saranno invece completamente eliminati e sostituiti con legno.
Questa mi sembrerebbe (ma apposta chiedo a Lei) l'unica strada percorribile quando non si può demolire integralmente e ricostruire.
La questione quindi è la sensatezza tecnica (ed economica) di una siffatta soluzione.

Il principale vantaggio delle costruzioni in legno a basso consumo energetico è …. il basso consumo energetico.
L’elevato isolamento termico dell’involucro edilizio delle case prefabbricate consente di raggiungere le classi energetiche di eccellenza, senza eccessive difficoltà o accorgimenti, sulla maggior parte delle zone del nostro territorio.
Paradossalmente, nell’ipotesi ventilata dal lettore, verrebbe a mancare proprio questo aspetto, in quanto le murature perimetrali originali in muratura, non sostituibili, rimarrebbero integre al loro posto.
In questi casi gli interventi di riqualificazione energetica più diffusi prevedono (oltre alla sostituzione di copertura ed infissi) il montaggio di un cappotto isolante sul lato esterno (ipotesi preferibile) o posto all’interno del muro esistente (soluzione praticamente obbligata nel caso di restauro conservativo di immobili vincolati e di valore storico-artistico).
Le tecniche tradizionali per intervenire su fabbricati preesistenti sono molteplici, efficaci e consolidate, mentre l’intervento in tecnica mista presenta a mio parere parecchie incognite.
La compresenza strutturale di legno e muratura potrebbe comportare alcune problematiche dovute al diverso comportamento termico di questi materiali, che presentano livelli di dilatazione abbastanza differenti.
Staticamente il legno si abbina perfettamente al laterizio o alla pietra, se impiegato per la realizzazione di coperture e solai, mentre, posto in verticale e legato alle murature esistenti, potrebbe sollecitare eccessivamente le strutture a causa della maggiore elasticità, determinando la formazione di crepe e fessurazioni.
Eventuali rinforzi strutturali, quali travi e pilastri, vengono generalmente realizzati impiegando elementi in acciaio ad alta resistenza.
Escludendo la classica prefabbricazione, non compatibile con la ridotta possibilità di movimentazione di elementi completi di grandi dimensioni come pareti complete, è comunque possibile realizzare in legno direttamente in cantiere le tramezze interne, raggiungendo buoni valori di isolamento termoacustico tra i vari ambienti ed eventuali contropareti per gli impianti (da riempire di isolante) addossate alle pareti esterne.

X-LAM O TELAIO PER UN EDIFICIO IN LEGNO IN CO-HOUSING?

LA SCELTA TRA UN SISTEMA COSTRUTTIVO A PARETE INTELAIATA O A PANNELLI MASSICCI PUO’ DIPENDERE DA MOLTI ASPETTI, MA NON DOVREBBE MAI ESSERE VINCOLATA A PREGIUDIZI O VALUTAZIONI SUPERFICIALI.

Stiamo finendo la progettazione di un piccolo condominio di 3 piani per 7 appartamenti.
Siamo in 4 famiglie e vorremmo realizzare un Co-housing con spazi comuni interni ed esterni.
Vorremmo costruirlo in legno e l'ingegnere strutturista specializzato in case in legno ci ha consigliato la struttura in x-lam perché è più solida e perché la struttura a telaio col passare degli anni va incontro a deterioramento del tamponamento.
Visto che x-lam è più costoso e dobbiamo ridurre i costi, se no non stiamo dentro al nostro budget, cosa ci consiglia di fare?
Cercare la ditta che costruisce in x-lam con i costi più bassi, o chiedere preventivi anche a ditte che costruiscono a telaio?
Ci può consigliare delle ditte valide, affidabili, con costi contenuti?
Dovremmo stare su costi di costruzione non superiori a 1200 €/mq, è fattibile?

una casa in legno a basso consumo
Prima affermazione:  “la struttura x-lam è più solida”.
Falso.  Entrambi i sistemi costruttivi sono solidi, in quanto la portata di una costruzione dipende dal calcolo strutturale che deve rispettare la normativa.
Il comportamento statico ed antisismico di una parete intelaiata è identico a quello di un muro “pieno”.
Per strutture di notevole altezza (e non è certo questo il caso) può esserci qualche problema in più di controventamento, ma ricordiamo che la maggior parte dei grattacieli (che rappresentano una delle maggiori “sfide” per le strutture degli edifici) possiede un nucleo centrale rigido ed una struttura perimetrale a telaio in acciaio portante (non è legno, ma è pur sempre un telaio).

Seconda affermazione:  “la struttura a telaio col passare degli anni va incontro a deterioramento del tamponamento”.
Falso.  L’afflosciamento nel tempo dei pannelli inseriti tra i montanti è un semplice pregiudizio che non ha riscontri nella realtà dei molti edifici in legno realizzati a pareti intelaiate, anche negli anni passati.
Tale situazione si può verificare solo in presenza di isolamenti estremamente leggeri come lane di vetro a bassissima densità, presenti in costruzioni molto economiche.
I pannelli attualmente impiegati nelle case in legno a basso consumo (che devono garantire un corretto sfasamento termico estivo) sono quasi sempre rinforzati, anche per ovviare a queste problematiche.

Terza affermazione:  “il sistema x-lam è più costoso”.
Parzialmente vero.  Il sistema costruttivo a telaio è più semplice, in quanto il procedimento di realizzazione dei pannelli in x-lam comporta maggiori lavorazioni ed un certo scarto di materiale.
I costi non sono proibitivi e generalmente risultano di poco superiori alle pareti a telaio, con valori di isolamento termico invernale leggermente inferiori, ma una migliore capacità isolante in regime estivo.
Ovviamente le prestazioni energetiche dipendono non anche dai materiali isolanti impiegati e dagli spessori complessivi dell’involucro, per cui la scelta della parete (e della copertura) più adeguata va calibrata in base alla zona climatica di costruzione.
Nella fascia di prezzo di 1.200 €/mq è possibile reperire più di un costruttore valido, con entrambi i sistemi costruttivi, ma il costo dipende anche dalle caratteristiche progettuali e dalle scelte di capitolato.

LE CASE PREFABBRICATE FERTIGHAUS

FERTIGHAUS, LETTERALMENTE “CASA PREFABBRICATA” E’ LA DEFINIZIONE CORRENTE ADOTTATA IN GERMANIA ED AUSTRIA PER QUALIFICARE GLI EDIFICI IN LEGNO A BASSO CONSUMO PREASSEMBLATI IN STABILIMENTO.

Ci hanno parlato delle costruzioni “fertighaus”, che dovrebbero essere una particolare tipologia di edifici che vengono realizzati nel nord Europa. Di cosa si tratta? 
Possono essere costruite anche da noi?  Ci sono problemi con i regolamenti edilizi?

CASE PREFABBRICATE, COSTRUZIONI ECOLOGICHE
Il termine “case prefabbricate” è indubbiamente una traduzione poco felice, che nella nostra lingua acquista una connotazione non particolarmente affascinante, a causa dell’inevitabile associazione come strutture industriali, da campeggio o moduli abitativi provvisori come container e baracche.
Nella realtà, le case in legno “fertighaus” sono edifici a pareti intelaiate, finite esternamente a cappotto intonacato in cui la struttura portante verticale ed orizzontale è totalmente in legno, massiccio o lamellare.
La principale caratteristica degli edifici fertighaus è la realizzazione delle pareti in stabilimento e non nell’ambito del cantiere, che per i tedeschi è sinonimo di alta qualità costruttiva.
Una parete prefabbricata può raggiungere tranquillamente i 10-12 metri di lunghezza e comprende la struttura, gli isolamenti interni in fibra leggera, i pannelli di chiusura del telaio, l’eventuale barriera al vapore, i cartongessi, il cappotto esterno, gli infissi, gli avvolgibili (o gli scuretti), i portoncini, le predisposizioni impiantistiche.
Il montaggio di una casa prefabbricata in legno è intuitivamente assai veloce e non supera generalmente i 2-3 giorni per raggiungere il livello grezzo, con evidenti benefici in tema di sicurezza dei cantieri.
Un vantaggio significativo delle case prefabbricate è l’assemblaggio delle pareti in un ambiente protetto ed idoneo, non soggetto alle variazioni climatiche, che possono influenzare in senso negativo i lavori, con ritardi su tempi di costruzione, nei casi migliori.
Le case in legno non prefabbricate, realizzate in opera, prevedono il montaggio di tutti gli elementi direttamente in cantiere, dalla struttura agli isolamenti.
La presenza di pioggia, ghiaccio o neve durante i lavori può determinare alcune problematiche, sino alla necessità di sostituire gli elementi danneggiati dall’acqua.
Al contrario, il livello qualitativo delle case fertighaus è sempre molto alto e del tutto indipendente dalla stagione o dalle condizioni metereologiche locali.
Una casa prefabbricata realizzata in Germania o Austria avrà le medesime caratteristiche costruttive di un edificio in legno montato in Calabria o in Toscana, così come uno smartphone acquistato in USA sarà identico ad uno comperato in Italia.
Il limite delle case prefabbricate è legato alla costruzione tipicamente industriale che vincola il cliente alle misure standard (comunque abbastanza flessibili) del costruttore scelto.
Per rispondere infine al lettore, le costruzioni in legno a basso consumo energetico (principale oggetto di questo blog) possono tranquillamente essere realizzate nel nostro paese, nel rispetto delle medesime normative degli edifici tradizionali in muratura e cemento armato.

CASE PREFABBRICATE VS CASE IN LEGNO IN OPERA

UNO DEI DILEMMI PIU’ DIFFUSI E’ SE COSTRUIRE CON UNA DITTA DI CASE PREFABBRICATE IN STABILIMENTO O RIVOLGERSI AD UN’AZIENDA CHE ASSEMBLA GLI ELEMENTI DELLA STRUTTURA DIRETTAMENTE IN CANTIERE.

Gradirei sapere se è preferibile affidarsi a costruttori di case in legno che forniscono pareti, complete di infissi e quant'altro, già preassemblate in fabbrica, in luogo di quelle che montano su posto?

Le due ditte che ho selezionato sono piuttosto diverse, in quanto la prima è un noto prefabbricatore austriaco, l’altra è una ditta di case in legno della mia provincia che so essere molto valida, che costruisce sul posto.

Gentilissimo Architetto, Lei si affiderebbe ad una ditta di case prefabbricate industriale o posso anche affidarmi a chi monta tutto l’edificio direttamente in cantiere?

una-villa-prefabbricata-in-legno
Queste sono solo alcune delle richieste che mi giungono attraverso il blog.
Meglio prefabbricate o realizzate in opera?
Le differenze ci sono, in quanto, nel primo caso, le pareti interne ed esterne vengono realizzate direttamente in fabbrica, quasi sempre compresive di struttura portante, isolamenti termoacustici, pannelli in legno, cappotto, infissi, tapparelle o scuretti, intonaco, predisposizioni impiantistiche, cartongessi.
Un edificio in legno assemblato in opera, a parità di caratteristiche costruttive, valori termici, materiali e spessori, non è distinguibile da uno prefabbricato, ma risente inevitabilmente delle specifiche condizioni di cantiere (in particolare climatiche, si pensi a pioggia, neve o ghiaccio).
La prefabbricazione industriale consente una notevole precisione nel montaggio delle varie componenti, con l’ausilio di strumenti di controllo e misurazione e macchinari, all’interno di un ambiente asciutto, con un corretto tasso di umidità e temperatura.
Questo consente una notevole standardizzazione qualitativa degli edifici, a prescindere da altezza, dimensioni, caratteristiche tipologiche, architettura del progetto, a garanzia di un elevato livello costruttivo delle case prefabbricate in legno.
I vantaggi della costruzione in legno restano intatti anche per gli edifici montati direttamente sul posto, ma è quasi sempre inevitabile un leggero allungamento dei tempi di cantiere.
A favore delle case in legno in opera va ricordato che possono essere montate senza gru anche in situazioni logistiche impegnative come lotti poco o per nulla accessibili da parte di camion e autogru, terreni in forte pendenza o per realizzare costruzioni molto vincolati come edifici a schiera in aderenza a fabbricati esistenti.
Si prestano ottimamente a realizzare ampliamenti e sopraelevazioni di immobili esistenti o per situazioni in cui sia richiesta una certa flessibilità tecnico-costruttiva come pareti non ad angolo retto (nel caso di fedeli ricostruzioni o di realizzazioni in centri storici).
Generalmente le case di legno non prefabbricate risentono meno dei cosiddetti “costi fissi”, che rendono poco conveniente la costruzione di edifici a pareti preassemblate di piccole o piccolissime dimensioni da parte delle ditte più conosciute, in quanto i costi al metro quadro possono sfiorare i 2.000 € per il chiavi in mano.

BLOCKHAUS O SISTEMI ISOLATI?

MOLTI LETTORI MI RICHIEDONO UN GIUDIZIO SU SISTEMI COSTRUTTIVI ENERGETICAMENTE POCO PERFORMANTI, ATTRATTI DAL BASSO PREZZO E DALLA VELOCITA’ DI COSTRUZIONE, GENERALMENTE POCO INDICATI PER USI ABITATIVI PERMANENTI. 

In attesa che mi arrivi il suo libro le chiedo delle delucidazioni:

70 mq in blockhouse con pannello da 9 cm rivestiti esternamente con piastrelle in pietra e internamente con del cartongesso per passare i cavi elettrici, su base in cemento per ancorare la struttura e pavimentare.
Ho molti dubbi riguardo questi sistemi di costruzione;  lei cosa ne pensa?

Posseggo un terreno dove vorrei posizionare un casa di legno di circa 70 mq, sono indeciso tra due proposte:

La prima pannelli con perlinato spessore 2 cm+6 cm lana minerale + 2 cm perlinato per una profondità totale di 10 cm (non si fa cenno alcuno a freno o barriera vapore).
La seconda invece è la classica casa sistema blockhouse con travi di spessore 7 cm.
Le chiedo se considera insufficiente la coibentazione del primo esempio e optando per il sistema blockhouse quale coibentazione e stratigrafia consiglia per il cappotto esterno.
Abito nel Lazio con temperature che difficilmente scendono sotto lo zero.


Le case in bioedilizia rivestite a cappotto sono edifici molto isolati
Gli edifici in legno prefabbricati rappresentano una soluzione costruttiva moderna e collaudata, con requisiti di tutto rispetto in tema di:
-      Sostenibilità ambientale
-      Efficienza energetica
-      Durata nel tempo
-      Solidità strutturale
-      Sicurezza
Possono sostituire efficacemente i sistemi tradizionali in muratura e cemento armato, per gran parte delle tipologie edilizie, non solo in ambito residenziale, come peraltro avviene in molti paesi d’Europa.

Le strutture blockhaus prevedono che il legno resti “a vista” e sono poco indicate per la costruzione nelle città a causa delle condizioni ambientali molto stressanti, come le notevoli differenze di temperatura stagionali (che possono arrivare a 40-50°), gli alti tassi di inquinamento, la forte caratterizzazione architettonica (non sempre compatibile con i regolamenti edilizi).
Richiedono inoltre frequenti manutenzioni, in quanto il legno è un materiale “vivo”, soggetto a dilatazioni e fenomeni di deperimento se non correttamente utilizzato.
Le prestazioni energetiche di una parete massiccia non isolata dipendono dagli spessori, che generalmente sono abbastanza ridotti nelle costruzioni economiche (soprattutto quelle delle aziende di case in legno di paesi dell’est).
Questi edifici andrebbero sempre isolati a cappotto per raggiungere buoni valori di isolamento termico e limitare la necessità di interventi manutentivi.
Le case di legno blockhaus di alto livello hanno costi di gran lunga superiori alle casette lituane, notevoli spessori di parete e certificazioni adeguate, rispondendo in pieno ai requisiti suddetti, pur restando consigliabili per la costruzione di edifici in zone montane e pedemontane.

“SCHELETRI” E CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

TRA LE MOLTE MAIL CHE RICEVO, HO RITENUTO UTILE LA PUBBLICAZIONE DI UNA UNA RICHIESTA PIUTTOSTO “SINGOLARE”, IN QUANTO PIUTTOSTO DISTANTE DALLA PRASSI OPERATIVA DELLA MIA ATTIVITA’ PROFESSIONALE. 

Le vorrei rivolgere una domanda...stupida, ma non sono un addetto ai lavori.
In un terreno di mia proprietà ho fatto costruire gli scheletri di due edifici in c.a., rispettivamente a due e tre piani, inclusi i piani seminterrati. 
Quello che ora mi domando è se mi conviene proseguire con la muratura tradizionale oppure, se possibile, ultimare gli scheletri (tamponature esterne, pareti divisorie, ecc.) in legno e se la mia idea è sbagliata. 

Ovviamente Halloween non c’entra (mi scuso con il lettore per l’ironia pre-carnevalizia).
La domanda non è stupida, ma fatico a comprendere l’iter autorizzativo di questo cantiere, in quanto il cliente dovrebbe aver presentato il calcolo energetico (ex Legge 10/91) in quanto facente parte della documentazione obbligatoria al fine di ottenere l’autorizzazione edilizia, sia in caso di D.I.A. che di permesso di costruzione.
le costruzioni in legno prefabbricate possono essere utilizzate per completare un cantiere tradizionale?
Tale calcolo comporta il dimensionamento progettuale dell’involucro edilizio, definendo gli spessori e i materiali per pareti, solai, copertura, infissi ed attacco al suolo, nonché gli impianti per il riscaldamento e l’eventuale raffrescamento estivo.
La sola costruzione di semplici scheletri in cemento armato, rimandando la scelta dei tamponamenti ad una fase successiva resta un autentico mistero, non conoscendo la storia di questi edifici.
Voglio comunque limitarmi a rispondere alla domanda in se, senza congetture o giudizi di alcun tipo.
Innanzitutto l’utilizzo di tamponamenti in legno a telaio o a pannelli è tecnicamente possibile, ma va identificata la fascia climatica per progettare il sandwich di materiali più idoneo che, come ripetuto spesso, deve essere studiato correttamente per la zona.
Un indubbio vantaggio è la velocità del montaggio a secco rispetto al completamento in muratura dell’edificio, che però deve essere eseguito con le dovute attenzioni, evitando ogni futuro rischio di infiltrazione d’acqua.
Il legno dei pannelli andrà poi adeguatamente protetto, rivestendo l’involucro con un isolamento a cappotto intonacato che avrà anche la funzione di limitare l’effetto dei ponti termici dovuti all’abbondante impiego di cemento armato per pilastri e, soprattutto, solai.
Le case prefabbricate in legno raggiungono alte prestazioni energetiche proprio per l’assenza di materiali ad alta conducibilità termica.In questo caso i valori di isolamento saranno inevitabilmente più bassi rispetto ad una struttura realizzata completamente in legno, ma si potranno comunque raggiungere buone prestazioni.
Chiaramente andranno curate tutte le partizioni esterne, montando infissi isolati (che andranno schermati all’esterno durante l’estate) ed una copertura (possibilmente in legno) che preveda una camera di ventilazione correttamente progettata e un buon pacchetto di isolamento ad alta densità.

QUALE SISTEMA COSTRUTTIVO PER UNA CASA DI LEGNO?

LE SOLUZIONI COSTRUTTIVE REPERIBILI SUL MERCATO DELLE CASE IN LEGNO SONO IN CONTINUA EVOLUZIONE E NON E’ SEMPRE FACILE PRENDERE LA DECISIONE GIUSTA. 

Sono in procinto di realizzazione di una casa in legno, ma non siamo ancora sicuri di quale sistema costruttivo sia meglio per noi.
Dovremmo costruire nelle marche in provincia di Ancona in pianura.
A noi piaceva il sistema blockhaus, ma e' vero che con gli sbalzi termici climatici la struttura può' subire dei movimenti?
Si può ovviare con un isolamento a cappotto e serramenti idonei?
Quale ditta può essere tra le migliori (se me ne dicesse alcune gliene sarei molto grata).
Grazie di tutte le informazioni che da a tutti quelli che si avvicinano a questa realtà.

Mi perdonino tutti i costruttori di case di legno blockhaus.
Non è mio interesse denigrare questa soluzione costruttiva, che risponde perfettamente a moltissime esigenze funzionali, non solamente nelle zone montane.
La guida alle case prefabbricate in legno si occupa di costruzioni a basso consumo energetico, che mirano ad un abbattimento delle dispersioni termiche e che, necessariamente, utilizzano pannelli isolanti leggeri di grande spessore (cappotti e/o interne alle pareti).
Tutte le considerazioni positive fatte per il legno valgono certamente anche per le costruzioni blockhaus, le cui prestazioni termiche sono necessariamente discrete, ma nulla più, nonché poco indicate per la realizzazione di edifici nelle nostre città.
Basso consumo energetico e ridotte dispersioni termiche si raggiungono con una coibentazione dell’involucro esterno dell’edificio, che deve riguardare le partizioni opache (pareti esterne e copertura), infissi e vetrate.
La presenza di ponti termici o punti deboli può abbattere fortemente le prestazioni, così come errori di progettazione legati alla forma della costruzione o all’orientamento dell’edificio.
Le svariate soluzioni costruttive a basso consumo attualmente reperibili sul mercato delle case in legno si possono suddividere fondamentalmente in due sub-categorie che prevedono una costruzione delle pareti basate su una struttura intelaiata (a pilastri) o a pannelli massicci.
E’ poi possibile individuare diverse tipologie di telaio (in opera, prefabbricato, massiccio, lamellare, con o senza controparete impianti, traspirante o con barriera al vapore, abbinate a diversi materiali isolanti).
Anche le pareti massicce possono prevedere diverse modalità di realizzazione dei pannelli, mediante incollaggio a strati incrociati (xlam) o chiodatura (mhm).
La continua evoluzione del settore offre anche soluzioni ibride tra i due sistemi costruttivi citati, innovative, ma non necessariamente più performanti.
I vantaggi ed i limiti delle diverse tipologie sono stati ampiamente trattati e mi limito a rimandare chi fosse interessato alla lettura dei relativi articoli.
Quanto ai nominativi di aziende di case in legno, il servizio divulgativo del blog non intende promuovere una ditta in particolare, ma piuttosto avvicinare chi si accinge a costruire la propria abitazione verso queste interessanti alternative costruttive.

CASE IN LEGNO E ACCIAIO

LE STRUTTURE IN LEGNO SI COMPORTANO STATICAMENTE IN MODO PIUTTOSTO DIVERSO DA QUELLE A STRUTTURA IN CEMENTO ARMATO, ACCIAIO O LATEROCEMENTO.

Ho realizzato la mia costruzione con una rinomata ditta di case di legno.
All’atto del montaggio ho constatato l’inserimento di un pilastro e di una trave in acciaio nella zona della cucina.
Il pilastro sporge dalla parete e la trave è ribassata di circa 30 centimetri, vincolandomi parecchio della scelta dell’illuminazione.
Quello che mi sorprende è che il costruttore non mi abbia comunicato nulla, anche se il mio tecnico era al corrente di tutto.
Mi hanno detto che trave e pilastro in acciaio servono a “controventare” la struttura, dato che siamo in zona abbastanza sismica (campagna di Reggio Emilia).
Il mio dubbio è che si sia trattata di una disattenzione del mio architetto.
Non mi hanno addebitato costi aggiuntivi, ma non l’avrei proprio voluta.
Non c’erano altre soluzioni?


case prefabbricate
Il legno è un materiale egualmente resistente a trazione ed compressione (al contrario della muratura).
La resistenza ai terremoti delle case in legno è notevole, grazie alle caratteristiche strutturali di questo materiale e, tuttavia, la costruzione deve essere concepita come una “scatola” per resistere alle sollecitazioni di spinta che possono generarsi lungo tutte le direzioni.
Edifici molto vetrati o con ambienti “open space” possono risultare insufficienti allo scopo, richiedendo l’inserimento di questi elementi in acciaio, opportunamente calcolati rispetto alla specifica zona sismica.
Mi sembra piuttosto strano che il costruttore non abbia informato il cliente al riguardo, vista la rilevanza dell'argomento (anche economica, per la ditta).
Non vi è peraltro nulla da nascondere, né sono imputabili imperizie al progettista.
L’esigenza di montare una o più travi e/o pilastri in acciaio sorge dal calcolo strutturale ed è collegata alle caratteristiche statiche della costruzione (a telaio, in massiccio, passo e sezione dei montanti strutturali in legno…).
Ovviamente sarebbe preferibile informare preventivamente il cliente, poiché il relativo vincolo andrà necessariamente affrontato in sede di disposizione dei mobili e dell’illuminazione degli ambienti.
Non si tratta affatto di una situazione limite o di un anomalia dello specifico progetto, ma di un necessario adeguamento delle costruzioni in legno alla normativa italiana in tema di antisismica.
Trattandosi di una regolamentazione recente, le case prefabbricate pre-terremoto dell’Abruzzo raramente presentano elementi di controventamento in acciaio, mentre ritengo si tratti di una situazione piuttosto ordinaria negli edifici attuali.
Questi elementi possono essere mantenuti a vista o, più probabilmente, vanno rivestiti in cartongesso o legno, per rendere accettabile la loro presenza.

CASE PREFABBRICATE IN LEGNO O ACCIAIO?

ESISTONO SUL MERCATO ALCUNE ALTERNATIVE AGLI EDIFICI IN LEGNO.
LE CASE PREFABBRICATE IN MURATURA RAPPRESENTANO, AD ESEMPIO, UNA SOLUZIONE COSTRUTTIVA MOLTO INTERESSANTE.

Innanzitutto congratulazioni per il blog sulle case in legno, pieno di ottimi articoli.
Ieri si parlava con gli amici sulla possibilità di acquistare una casa prefabbricata e informandoci sul web abbiamo scoperto che esistono diversi tipi, sia in legno che in acciaio.
Francamente nessuno di noi è capace di fare una scelta, quindi mi rivolgo a lei che sicuramente sa più di noi in materia: legno o acciaio?

case-prefabbricateSono poco diffuse e pressochè sconosciute in Italia, ma esistono sul mercato da qualche tempo.
Sono le case prefabbricate in acciaio, un tipo di costruzione di origine nordamericana, molto apprezzate negli Stati Uniti o in Gran Bretagna, che propongono un concetto di parete non troppo distante dal “balloon frame” delle case in legno, in abbinamento a pannelli isolanti termoacustici.
L’acciaio zincato è un eccellente materiale con caratteristiche statiche eccellenti (alta resistenza, leggerezza, facilità di lavorazione, trasporto e montaggio).
Il suo costo è in aumento, ma resta un materiale abbastanza economico se montato a secco, limitando l’incidenza della manodopera rispetto alle costruzioni tradizionali in laterocemento.
Questo tipo di costruzioni presenta caratteristiche analoghe alle case in legno prefabbricate, come tempi di costruzione ridotti, ottimo isolamento termico ed acustico, eccellente resistenza ai terremoti.
I costruttori di case prefabbricate in acciaio esaltano la sostenibilità ambientale dell’acciaio (???), l’inattaccabilità da parte di insetti o muffe (al limite il problema riguarda gli isolanti, ma che importa….), la riciclabilità del materiale, la sua incombustibilità (non brucia, ma per quanto riguarda la sicurezza in caso di incendio…..).
In realtà, la maggiore qualità dell’acciaio resta la sua altissima capacità strutturale che lo rende un materiale idoneo alla realizzazione di edifici in altezza o sottoposti a carichi importanti.
In questo l’acciaio appare assolutamente superiore al legno, anche se le strutture in legno lamellare (travi e pareti X-Lam) hanno ampliato di molto le capacità portanti di questo materiale.
Un confronto serio andrebbe compiuto sulla base di un identico progetto, al fine di valutarne prestazioni termo-acustiche, prezzi, garanzie, caratteristiche costruttive.
Lungi da me quindi la volontà di parlare male di questi edifici o di sminuirne le qualità, senz’altro interessanti.
Le case in legno restano, almeno in Europa, la soluzione costruttiva a secco più collaudata e sicura, soprattutto affidandoci ad una ditta del settore con buona esperienza e comprovata capacità.
Mi riprometto comunque di approfondire l’argomento sulla base di dati specifici e, magari, di un esperienza più diretta su queste costruzioni.

LE CASE PREFABBRICATE IN OPERA

LE STRUTTURE PREFABBRICATE VENGONO REALIZZATE IN STABILIMENTO.
ESISTONO PRODUTTORI DI CASE IN LEGNO CHE MONTANO IL MATERIALE DIRETTAMENTE IN CANTIERE, PUR REPLICANDO SOSTANZIALMENTE LE TIPOLOGIE COSTRUTTIVE PIU’ DIFFUSE (A TELAIO O MASSICCE).

Riguardo alle fasi di realizzazione della casa volevo porle una domanda: da quello che ho capito tutta la struttura portante in legno viene costruita in ditta (da questo il nome di "case prefabbricate", giusto?).
In caso di utilizzo di una struttura a telaio (più economica e adatta al tipo di costruzione unifamiliare, secondo le sue indicazioni), le varie pareti della casa arriveranno in cantiere premontate con tanto di impianti elettrico e idraulico già installati (impianti compresi nel caso di "chiavi in mano") oppure il tutto verrà poi assemblato in opera?

case in legno, case di legno, case legnoNon è innanzitutto corretto definire come "prefabbricate” queste strutture.
Le case in legno realizzate in opera possono comunque essere comparate per prestazioni energetiche e caratteristiche tecniche agli edifici preassemblati in fabbrica.
Sul mercato si trovano parecchie aziende che montano gli elementi della struttura direttamente in cantiere e propongono una buona qualità costruttiva ed un alto grado di flessibilità, per certi versi superiore alle case prefabbricate più note.
E’ peraltro evidente che il punto forte di queste ultime è proprio la costruzione all’interno dello stabilimento produttivo, in condizioni ideali, non influenzate dalle variazioni ambientali esterne, come nel cantiere, appunto. Questo garantisce una standardizzazione qualitativa dei prodotti, certificata dall’estensione della copertura dei danni a 30 anni.
Sono dunque preferibili le case prefabbricate a quelle in legno in opera?
Si e no.
Dal punto di vista costruttivo non cambia davvero nulla.
A parità di caratteristiche, spessori e materiali, due pareti a telaio, una prefabbricata e l’altra montata in cantiere, sono virtualmente identiche e garantiranno il medesimo isolamento termico.
La scelta della ditta di case in legno non dovrebbe quindi basarsi necessariamente su questo aspetto.
La maggiore flessibilità e capacità di adattamento al progetto può avere senso solo in casi molto particolari.
Dall’altra parte la qualità costruttiva delle case in legno è garantita in ogni caso e difficilmente possono crearsi situazioni problematiche.
Il montaggio a secco di un edificio in legno in opera è comunque un operazione abbastanza veloce, limitando al minimo i rischi ambientali dovuti in particolare all’umidità (pioggia o neve).
Come sempre i pareri sul tema sono piuttosto discordanti.
Personalmente ritengo che vi siano buone ditte di case prefabbricate, così come di case in legno in opera, qualitativamente assimilabili.
I motivi per cui scegliamo o scartiamo una ditta devono dunque essere ben altri.
Un aspetto sollevato dal lettore può introdurre un ulteriore elemento di differenziazione, in quanto gli impianti idraulico ed elettrico vengono già “predisposti” nelle case in legno prefabbricate, riducendo ulteriormente i tempi di costruzione dell’edificio.

Mi sembra di capire che posso decidere successivamente dove far passare gli impianti.

E’ possibile, ma sarebbe un errore.
Si tratta di una prassi tristemente consolidata nel settore dell’edilizia tradizionale che rinvia regolarmente a “data da destinarsi” il momento del posizionamento di prese, luci ed interruttori, sino a ridursi alla famigerata mezzoretta in cantiere in compagnia dell’elettricista ed del suo degno compare muratore, con spray rosso d’ordinanza…
Sarà la pure regola, ma è una metodologia sbagliata e da evitare, in particolare se la nostra casa è realizzata in legno, in quanto futuri interventi nel tempo sono sempre possibili, ma restano operazioni discretamente invasive sull’edificio, da limitare solo a casi strettamente necessari.

EDIFICI IN LEGNO LOG HOUSE

IL SISTEMA COSTRUTTIVO  DENOMINATO “LOG HOUSE” (TRADUCIBILE LETTERALMENTE IN “CASA IN TRONCHI”) CONSENTE LA COSTRUZIONE DI EDIFICI INTERAMENTE IN LEGNO, LASCIATO A VISTA.

Leggendo alcuni contenuti del blog mi sono chiarito le idee per quanto riguarda il tipo di costruzioni in legno a pannelli intonacati, ma non ho trovato alcun confronto tra queste e le costruzioni in tronchi.
Una casa in legno realizzata col metodo log house, quali problematiche può presentare?

Una “log house” è semplicemente una costruzione realizzata in tronchi naturali prelavorati, trattati e poi installati uno sull'altro.
Questo tipo di edifici è tipico della cultura costruttiva scandinava, in particolare Svezia e Finlandia, ma sono molto diffusi anche in molte zone dell’est Europa, come Lituania, Estonia, Polonia e Russia, godendo di una consolidata tradizione.
Generalmente una log house è una casa in legno realizzata in tronchi di pino artico, essenza molto diffusa in quelle zone, al contrario dell’abete rosso, più tipico dell’arco alpino.
Di fatto, si tratta di una particolare tipologia di blockhaus, in cui i tronchi vengono lasciati nella loro forma naturale a sezione circolare e non squadrati e lavorati finemente.
Pur trattandosi di sistemi costruttivi prevalentemente industriali, la fase di montaggio risulta estremamente delicata, per garantire un elevato standard qualitativo.
La sovrapposizione di tronchi naturali è infatti una lavorazione molto difficile, poiché va garantita la tenuta all’aria ed all’acqua dell’edificio, nonché la perfetta chiusura dei giunti e degli angoli della costruzione.
La log house richiede una manodopera altamente qualificata in grado di assemblare l’edificio a regola d’arte, nonché un’accurata valutazione dei tronchi, che andranno tagliati al momento opportuno e rifiniti con cura singolarmente.
E’ evidente che il costo di questi edifici non potrà risultare troppo economico.
Una casa in legno log house a prezzi stracciati nasconde una costruzione approssimativa e dovrebbe sollevare più di una perplessità.
E’ necessaria una notevole esperienza ed alte conoscenze nell’arte della lavorazione del legname, dalla selezione degli alberi, al taglio con la motosega ed alla lavorazione dei tronchi in segheria.
Sul mercato delle case in legno a tronchi si trovano pareti semplici od accoppiate con isolamenti termici (in lana minerale), per migliorare le prestazioni energetiche, comunque buone.
Il legno è un cattivo conduttore di calore ed è naturalmente isolato, ovviamente, siamo un po’ lontani dalle classi energetiche raggiungibili con le pareti intelaiate delle “case prefabbricate”.
Dal punto di vista antisismico e di resistenza al fuoco, valgono le considerazioni fatte per qualsiasi casa in legno, mentre l’isolamento acustico risulta mediocre, se non vengono utilizzati pannelli per l’assorbimento del rumore.
Il legno lasciato a vista necessita di maggiori manutenzioni rispetto alle costruzioni finite ad intonaco ed, in genere, risulta poco indicata la realizzazione di log house nelle nostre città (come peraltro previsto dalla maggior parte dei regolamenti locali).
La vocazione delle log house restano gli edifici da realizzare nelle zone di montagna ed in particolare per la costruzione di residenze, strutture ricettive ed agricole.

GLI EDIFICI BLOCKHAUS

Sono una studentessa di architettura e la mia tesi ha come oggetto i sistemi prefabbricati in legno (a tal proposito devo ringraziarla per il materiale che mi offre con il suo blog).
Che tipo di fondazione si usa con un sistema costruttivo Blockhaus?
E' possibile realizzare forme curve e tagli asimmetrici con questo sistema? o sono legata a forme più scatolari?
E' possibile sfruttare dei fori in prossimità delle perline in legno per far passare gli impianti?

Si tratta di un sistema costruttivo ad incastro, basato sull’impiego di tronchi massicci di varie dimensioni, squadrati o stondati, sovrapposti tra loro orizzontalmente, tradizionalmente radicato nei paesi del nord e dell’est Europa, proprio per l’ampia disponibilità di legname di quelle regioni.
Gli edifici blockhaus sono un concetto costruttivo tradizionalmente legato alla cultura locale, quanto l’utilizzo del laterizio lo è nel nostro paese.
Le pareti possono essere esterne od interne (divisorie o portanti) e sono caratterizzate da una notevole solidità.
Il giunto ad incastro permette di congiungere saldamente le pareti, rendendo impossibile il  movimento  delle pareti in direzione longitudinale.

Il legno è lasciato a vista, sia all’esterno dell’edificio, che all’interno degli ambienti, valorizzando la bellezza ed il calore del materiale che acquista una valenza non solo strutturale.
In questo caso il maggior pregio di queste strutture è anche il loro principale limite, in quanto l’inserimento in contesti estranei alla tradizione delle blockhaus appare difficile.
Il legno a vista è poi facilmente soggetto all’attacco dell’umidità, di insetti e microrganismi che ne possono minarne la durata nel tempo delle strutture, soprattutto nelle zone climatiche ad alto tasso di umidità ed ampie escursioni termiche tra estate ed inverno.
Rispetto agli edifici intonacati, le blockhaus necessitano di intervenire regolarmente con interventi di manutenzione frequenti e costosi, su tutte le superfici esposte all’azione logorante degli agenti atmosferici.
Anche fessurazioni ed abbassamenti della struttura stessa sono possibili, a causa dei movimenti di dilatazione del legno sottoposto alle differenti condizioni climatiche stagionali (il legno è un materiale “vivo”, che si adatta alle escursioni termiche ed igroscopiche).
La realizzazione di pareti curve appare problematica, come tutte le costruzioni in legno, mentre si possono realizzare pareti segmentate.
L’ancoraggio delle blockhaus viene effettuato sempre su platea in cemento armato, così come il calcolo strutturale non si discosta dagli altri edifici basati su parete massiccia (X-Lam, MHM).
Solitamente gli impianti idraulico ed elettrico vengono predisposti nelle pareti e successivamente rivestiti di perline in abete piallate.
Le blockhaus di moderna concezione utilizzano strati di tavole inchiodate, massicce o lamellari, limitando le problematiche delle vecchie abitazioni in legno.
Queste strutture hanno prestazioni termiche inferiori a quelle degli edifici in legno mirati al risparmio energetico e si prestano soprattutto alla realizzazione di abitazioni nelle zone di montagna.

I PIANI DELLE STRUTTURE PREFABBRICATE

QUANTO PUO’ ESSERE ALTA UNA COSTRUZIONE IN LEGNO?
EVENTUALI LIMITI IN ALTEZZA POSSONO LIMITARE I POSSIBILI CAMPI D’IMPIEGO DELLE CASE IN LEGNO?

I principali costruttori di case in legno limitano l’altezza degli interventi con struttura intelaiata a 2 piani fuori terra, più un eventuale mansarda, per un altezza alla banchina d’appoggio del tetto non superiore a 8-9 metri.  
E’ tuttavia possibile arrivare ad alzarci di un altro piano, dimensionando adeguatamente la statica dell’edificio. 
Solitamente viene previsto un ascensore (meglio ancora se a struttura in cemento armato) che avrà un’efficace funzione di controventamento. 
Con tre piani fuori terra è possibile discostarsi dalle classiche tipologie delle case in legno (villette mono-bifamiliari), per realizzare piccoli condomini e palazzine per uffici, di cui vi sono alcune interessanti realizzazioni anche nel nostro paese.
Scegliendo una struttura massiccia (X-Lam o MHM), le possibilità di alzarci sono ancora maggiori, con un eccellente resistenza alle sollecitazioni laterali (vento ed eventi sismici).
Il problema posto dalla maggiore altezza è principalmente l’irrigidimento trasversale dell’edificio rispetto alle forze che vengono generate durante i terremoti o in presenza di vento di entità eccezionale.
Con l’aumentare dell’altezza gli effetti del vento possono essere piuttosto sensibili a causa dell’effetto “mensola”.
In questo caso è necessario “controventare” adeguatamente la struttura inserendo elementi in grado di resistere alle spinte laterali, che in condizioni normali non sono presenti.
I pannelli in X-Lam sono facilmente calcolabili come un materiale omogeneo, al pari della muratura o del cemento armato e consentono allo strutturista una valutazione precisa rispetto alle capacità portanti dell’edificio.
La loro costruzione è assimilabile a quella delle travi in legno lamellare e prevede l’incollaggio di pannelli a strati incrociati.
Analogamente, una struttura a telaio a più piani, per essere calcolata correttamente, dovrebbe prevedere l’impiego di elementi portanti verticali ed orizzontali in lamellare, evitando il legno massiccio. 
Quest’ultimo, pur essendo altrettanto valido staticamente, va quantificato diversamente, introducendo adeguati margini di calcolo, a causa della presenza nel materiale di nodi ed impurità che possono abbassarne le prestazioni statiche. 
Ogni essenza legnosa ha caratteristiche strutturali ben precise (densità, tipo e disposizione delle fibre, percentuale di umidità) che impongono cautela nel dimensionamento delle strutture in elevazione.
Tutto questo ha poca importanza negli edifici bassi con struttura a telaio, il cui dimensionamento statico risulta più semplice e che vengono realizzati prevalentemente in legno massiccio. 
La naturale elasticità del legno rende questi edifici (prefabbricati o non) naturalmente antisismici e resistenti alle sollecitazioni.
La rigidità è assicurata dalle pareti (interne ed esterne), dai solai e dal tetto che formeranno nel loro insieme una robusta “scatola” resistente ed indeformabile.

PILLOLE – TELAIO O MASSICCIO

Mi sto accingendo all'acquisto di una casa prefabbricata in legno.
Sono indeciso tra due aziende, una mi propone una struttura in legno massiccio, l'altra una struttura con pilastri in legno e all'interno degli isolanti.
Quale struttura prediligerebbe??
Quali sono i dettagli strutturali che devono maggiormente attirare la mia attenzione??

Non esiste un sistema costruttivo ideale, ma si tratta di diverse interpretazioni della costruzione in legno, entrambe valide.
Ho scritto parecchi articoli al proposito, poiché ogni sistema possiede punti di forza e qualche piccolo svantaggio.
A livello generale, le costruzioni a telaio sono maggiormente isolate dal freddo e più economiche, mentre gli edifici a parete massiccia hanno una coibentazione estiva più efficiente, favoriti dalla massa superiore, ma la maggiore quantità di legno incide sensibilmente sul prezzo.
Il clima prevalente (caldo o freddo) dovrebbe essere uno dei fattori principali della decisione. 
Se la lettrice abita nel nord Italia sceglierei una parete a traliccio, mentre nelle aree del centro-sud una parete massiccia è più performante.
In questo caso possono andare bene tanto i sistemi X-Lam (tavole incollate), quanto MHM (tavole inchiodate).
Il tetto deve essere ventilato e coibentato adeguatamente, con un buon pacchetto termoisolante in fibra di legno ad alta densità.
Una valutazione tecnica approfondita può essere effettuata solamente dal tecnico che si occuperà della presentazione del progetto e non a distanza.

CASE PREFABBRICATE A TELAIO O A PANNELLI?

LE COSTRUZIONI PREFABBRICATE SUL MERCATO PREVEDONO DIVERSE SOLUZIONI TECNICHE PER LA REALIZZAZIONE DELLA STRUTTURA, MA RIENTRANO FONDAMENTALMENTE IN DUE DISTINTE CATEGORIE COSTRUTTIVE, LA PARETE A TRALICCIO E LA PARETE PIENA.

Non mancano numerosi esempi di parete esterna “mista” in cui convivono strati massicci con telaio, soluzioni interessanti e moderne, a mio parere il futuro delle case prefabbricate.
Qual è dunque il sistema “migliore” per le nostre latitudini, quello in grado di coniugare alto isolamento con costi contenuti, resistenza meccanica, solidità e tenuta nel tempo?
Una risposta univoca non è chiaramente possibile, dato che le due soluzioni presentano inevitabili pro e contro.
Proprio per questo motivo i costruttori di case prefabbricate stanno presentando soluzioni ibride in grado di massimizzare i vantaggi dell’una e dell’altra, in un’unica parete ad alte prestazioni, studiata ad hoc per i nostri climi.

case prefabbricateLA PARETE A TELAIO
Si tratta di un sistema ampiamente consolidato che prevede la realizzazione della struttura mediante un sistema a traliccio basato su travi in legno (massiccio o lamellare). I vuoti vengono riempiti con isolante (solitamente fibra di legno o lana di roccia) e il tutto viene chiuso da pannelli in legno truciolare o multistrato. L’interno viene finito a cartongesso (o fermacell), mentre all’esterno si trova un isolamento a cappotto intonacato (di materiale e spessore variabile).

LA PARETE MASSICCIA
Fatta eccezione per le cosiddette “blockhaus”, edifici in cui la struttura piena si trova direttamente esposta all’esterno dell’edificio, le moderne pareti prefabbricate a pannelli prevedono all’esterno il cappotto come gli edifici basati su telaio e vengono finite all’interno con il cartongesso, che riveste anche una protezione da eventuali carichi di incendio.
Non tutte le pareti massicce sono definibili come XLAM. In questo ultimo caso si tratta di tavole incrociate ed incollate secondo il principio delle travi lamellari, ottenendo un materiale monolitico portante, altamente resistente, anche in altezza.
Molte pareti massicce sul mercato prevedono un sistema costituito sempre dalla sovrapposizione di tavole di legno incrociate ed assemblate strato per strato con chiodature in alluminio, senza utilizzo di colle, denominato sistema MHM. I fori per porte e finestre vengono eseguiti in una fase successiva all’incollaggio mediante una macchina adibita al taglio dei pannelli.

I PRO ED I CONTRO

Si tratta in entrambi i casi di sistemi di case prefabbricate ampiamente collaudati ed efficaci. 
Se il parametro di riferimento resta quello delle costruzioni tradizionali poco isolate, si potrebbe liquidare la questione tirando a sorte. Ovviamente la scelta dovrà basarsi sui vantaggi e gli svantaggi che ogni soluzione comporta, ribadendo che più che di difetti si dovrebbe parlare di punti di forza.

Le pareti a telaio hanno sempre costi contenuti, comunque più bassi delle pareti massicce, con valori di isolamento termico migliori (coefficiente di trasmittanza più basso), in quanto il legno pieno isola meno di una fibra di legno o di una lana di roccia. Si prestano ottimamente a realizzare edifici semplici come le abitazioni, ma non sempre riescono a rispondere efficacemente a richieste tecniche complesse, oltre a possedere limiti per l’edificazione in altezza. La leggerezza di queste strutture le rende però poco indicate per isolare edifici in zone con prevalenza di alte temperature, a causa della bassa inerzia della parete esterna, che non risulta sempre efficace per sfasare l’onda di calore estiva.

Le pareti massicce, a causa della maggior quantità di legname impiegato e della maggior incidenza della lavorazione per il taglio e l’assemblaggio delle tavole, vengono poste sul mercato a costi superiori (sebbene competitivi rispetto all’edilizia tradizionale a basso consumo). L’isolamento invernale di questi edifici è molto buono, ma non raggiunge l’efficienza delle strutture intelaiate, mentre ottimo è quello estivo, grazie alla notevole “massa” del legno. Gli edifici a parete piena risultano infine molto resistenti ed adatti alla costruzione in altezza o per realizzare soluzioni architettoniche impegnative, al pari degli edifici in muratura.

Concludendo, per le abitazioni singole e tutti gli interventi semplici o di ridotte dimensioni conviene affidarsi ai collaudati sistemi a telaio prefabbricati, economici e performanti, mentre per gli interventi più complessi come uffici o edifici pubblici può essere preferibile il ricorso a pareti massicce.

XLAM - LE CASE PREFABBRICATE MASSICCE

IL TELAIO STRUTTURALE RESTA IL SISTEMA COSTRUTTIVO PIU’ COLLAUDATO E PERFORMANTE TRA LE PROPOSTE TECNICHE DELLE LE DITTE DI CASE PREFABBRICATE ATTUALMENTE PRESENTI SUL MERCATO ITALIANO.
IL COSTO CONTENUTO, UNITAMENTE ALL’ALTA EFFICIENZA ENERGETICA DELLA PARETE, CON SPESSORI SEMPRE CONTENUTI, RENDE I SISTEMI “PLATFORM FRAME” A TELAIO CONSIGLIABILI NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI.

L’XLAM, ovvero i pannelli di legno massiccio a strati incrociati, è un sistema costruttivo che sta sempre più diffondendosi come una vera alternativa ai sistemi a telaio. Le case in legno a vista “blockbau” o “blockhaus” si rivelano poco adatte per costruire nelle nostre città, richiedono continue manutenzioni e sono indicate soprattutto per le zone di montagna. 

Le case prefabbricate basate sui sistemi a telaio, al contrario, permettono di realizzare edifici a bassissimo consumo finiti esternamente ad intonaco, indistinguibili dalle costruzioni in muratura tradizionali.
XLAM, progetto sofie, val di fiemmePerché l’XLAM, dunque? Questo sistema si caratterizza innanzitutto per la possibilità di avvicinare ulteriormente le case in legno a quelle tradizionali, migliorando l’inerzia termica della parete, grazie alla massa maggiore e permettendo di costruire in altezza edifici stabili e sicuri. Restano tutti i vantaggi delle case prefabbricate, come le proprietà ecologiche, i tempi di costruzione veloci, l’isolamento termico ed acustico.

Una tipica parete XLAM si differenzia da un muro “platform flame” in quanto l’isolamento viene posto verso l’esterno presentando con la tipica stratificazione:
- cappotto intonacato
- strato di isolante (solitamente fibra di legno)
- parete massiccia
- fermacell o cartongesso (all’interno della parete)


Esistono, ovviamente, numerosi varianti sul tema e pareti di diversa composizione e spessore.
Le prove su questo tipo di edifici hanno dato sempre risultati importanti come una notevole resistenza al fuoco, eccellenti doti antisismiche, alto isolamento termico, resistenza statica.
Dal punto di vista pratico si tratta di semplici strati di tavole in legno incrociate ed incollate, di spessore variabile da 5 a 30 cm., che assumono una capacità strutturale paragonabile ad una lastra. Il sistema ricorda da vicino il concetto delle travi in legno lamellare e permette allo stesso modo di migliorare le proprietà statiche del legno.
L’utilizzo dell’XLAM per le case prefabbricate è assai versatile e consente la realizzazione di pareti, solette, tetti per ogni tipo di edificio, dalle singole abitazioni sino alle grandi strutture, anche di una certa altezza e situate in zona sismica.
Il punto debole dell’XLAM resta solamente il prezzo, che è solitamente maggiore rispetto alle case prefabbricate con parete a telaio. Si tratta pertanto di un sistema costruttivo che trova proficua applicazione per la realizzazione di fabbricati di una certa dimensione, condomini, edifici pubblici o per il terziario, capannoni.