Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.
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E’ SEMPRE POSSIBILE COSTRUIRE CON IL LEGNO?

NEGLI ULTIMI ANNI SONO DAVVERO POCHE LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI CHE PENALIZZANO GLI EDIFICI A STRUTTURA LIGNEA A BASSO CONSUMO ENERGETICO.

Sarei interessato all'acquisto o alla costruzione di una abitazione in legno.
Vorrei sapere se nella mia zona (Bologna e zone limitrofe) si possono costruire delle strutture prefabbricate in base alle licenze o a piani costruttivi.

Salvo eccezioni, le case prefabbricate sono bene accette su pressoché tutto il territorio italiano. 
Non comportano un iter particolare, poiché le differenze architettoniche con le costruzioni tradizionali non sono significative.
La tendenza normativa è peraltro di incentivare la bioedilizia ed il risparmio termico, il che spingerà sempre più verso i sistemi costruttivi energeticamente performanti.
Eventualmente qualche difficoltà in più potrebbe verificarsi qualora si intenda realizzare un edificio in legno lasciato “a vista” come le cosiddette “blockhaus”.
In questo caso, per evidenti ragioni di omogeneità con il contesto urbano, può essere che le amministrazioni non ne consentano l’edificazione.
Questi edifici rappresentano un’eccellente soluzione tecnico-costruttiva per le zone di montagna, ma sono poco indicati per le nostre città, obbligando peraltro i proprietari a frequenti e costose manutenzioni.
Al contrario gli edifici a parete massiccia o intelaiata rivestiti a cappotto isolante nascondono (e proteggono) la struttura in legno, risultando indistinguibili da quelli tradizionali in laterizio.
Per questo motivo non vi è alcuna ragione per penalizzare le costruzioni in legno, soprattutto a fronte di un eccellente risposta sul piano normativo relativamente agli aspetti termici e strutturali, con un minimo consumo di risorse e di energia.
L’elevato livello di sostenibilità delle costruzioni in bioedilizia a struttura lignea dovrebbe essere incentivato fortemente con sconti sugli oneri o bonus di cubatura, come peraltro avviene per molti Comuni Italiani e certamente non penalizzato con limiti o dinieghi edificatori.
Gli ultimi dati forniti dalle associazioni dei costruttori di case in legno confermano il trend di crescita nel nostro paese, che potrebbe portare a ricoprire il 10-15% dei montaggi dei prossimi anni, soprattutto nel nord Italia.
Tale tendenza si potrebbe addirittura rafforzare qualora le normative dovessero inasprire i limiti attuali relativamente al consumo di energia degli edifici, come peraltro previsto a livello europeo.
Ad oggi costruire case passive in legno è abbastanza semplice con le soluzioni attualmente disponibili sul mercato ed a costi, tutto sommato, contenuti, rispetto ai sistemi costruttivi tradizionali basati sul laterocemento.

CASE DI LEGNO E PRESCRIZIONI ANTINCENDIO

IL LEGNO E’, SENZA OMBRA DI DUBBIO, UN MATERIALE COMBUSTIBILE E, TUTTAVIA, IL SUO COMPORTAMENTO AL FUOCO NE PERMETTE UN UTILIZZO SICURO PER LA REALIZZAZIONE DELLE STRUTTURE DI EDIFICI.

Le volevo chiedere un'interpretazione sulla possibilità della realizzazione o meno di una casa in legno seguendo le indicazioni del regolamento edilizio di dove vivo.
Da come lo capisco io sembra non sia possibile.
Nello specifico il regolamento prevede:
"TITOLO III - PREVENZIONI DAI PERICOLI DI INCENDIO
ART. 59 - IMPIEGO DI MATERIALI LIGNEI
1. Sono di norma vietati i materiali lignei per la formazione delle strutture portanti in tutti quei casi in cui particolari condizioni ambientali, tradizioni costruttive o qualificate scelte architettoniche richiedano l'uso di materiale ligneo per le strutture portanti; l'impiego di queste è condizionato all’adozione di trattamenti ed accorgimenti atti a renderle incombustibili o, comunque, resistenti al fuoco mediante applicazione di prodotti ritenuti idonei, allo scopo dal Comando Provinciale Vigili del Fuoco.
ART. 60 - PREVENTIVO NULLA OSTA DEI VIGILI DEL FUOCO
1. E' richiesto il preventivo nulla osta dei Vigili del Fuoco per gli edifici nei quali sono esercitate le attività elencate nel Decreto Ministeriale 16 Febbraio 1982, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 9 Aprile 1982 e su successive eventuali modificazioni.
ART. 61 - CERTIFICAZIONE DI COMPETENZA DEI VIGILI DEL FUOCO
1. Prima del rilascio del certificato di agibilità concernente gli edifici di cui al precedente Art. 60 è richiesto il relativo nulla osta o certificato di prevenzione incendi del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco."

case-bioedilizia
In generale, i regolamenti comunali non vietano l’utilizzo di strutture portanti in legno, massicce o a telaio, fatta eccezione per alcune zone del territorio, particolarmente vincolate (con limiti e restrizioni tipologiche e/o architettoniche).
Il rispetto della normativa antincendio risulta particolarmente severo per gli edifici pubblici o ad uso collettivo, che sono sottoposti a parere preventivo dei Vigili del Fuoco con rilascio della certificazione di competenza.
Per i piccoli edifici residenziali (la maggior parte delle strutture in legno realizzate in Italia sono villette mono e bifamiliari) vanno semplicemente rispettate le norme in vigore e non è mai richiesto il parere preventivo.
Alcuni regolamenti comunali possono inasprire i limiti di legge, mentre non è mai possibile il contrario.
Nel caso del Comune del lettore, gli articoli 60 e 61 fanno esplicito riferimento alle attività sottoposte a parere dei Vigili del Fuoco (esclusi i piccoli edifici di abitazione), per cui nulla cambia tra fabbricati in legno, in acciaio o in muratura.
L’articolo 59, al contrario, limita fortemente l’impiego del legno anche nei casi in cui l’utilizzo di tale materiale risulti consolidato nella tradizione costruttiva locale, pur non specificandone le tipologie.
Probabilmente il regolamento si riferisce a solai, coperture, porticati e tettoie in legno lasciato a vista, soluzioni costruttive tradizionali ampiamente diffuse come parte degli edifici in laterizio, pur senza citare le case prefabbricate e le costruzioni integralmente realizzate in legno.
Tali strutture sono”di norma vietate” o “l'impiego di queste è condizionato all’adozione di trattamenti ed accorgimenti atti a renderle incombustibili o, comunque, resistenti al fuoco mediante applicazione di prodotti ritenuti idonei, allo scopo dal Comando Provinciale Vigili del Fuoco”.
Siamo di fronte ad un’interpretazione estremamente restrittiva delle norme nazionali in tema di sicurezza antincendio, che potrebbe limitare fortemente la costruzione di case in legno a basso consumo sullo specifico territorio comunale, ma va ribadito che siamo comunque di fronte ad un’eccezione, poiché le case in legno rispettano la normativa e possono tranquillamente sostituire i sistemi costruttivi tradizionali in laterocemento.

IVA E IMU SULLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

PARLANDO DI NUOVE COSTRUZIONI, LE ALIQUOTE IVA APPLICATE SU TERRENI E FABBRICATI NON SONO SEMPRE CHIARE E LA FACCENDA SI COMPLICA ULTERIORMENTE SE SI ENTRA NEL CAMPO DELLE IMPOSTE MUNICIPALI.

Buongiorno Architetto, ho comperato un terreno edificabile su cui vorrei costruire una villetta di legno.
Purtroppo la difficoltà nella vendita della mia abitazione mi rende impossibile procedere all’acquisto; questo comporta un salasso di IMU da pagare, quando il problema è proprio la mancanza di soldi.

Ho acquistato un lotto di terreno con una piccola casetta da demolire, in condizioni pessime.
Attualmente siamo in affitto e quindi non ho potuto applicare l’IVA agevolata al 4% sulla compravendita, in quanto la casa è pericolante e non abitabile.
Il mio geometra mi ha sconsigliato la ristrutturazione che costerebbe troppo anche con gli incentivi.
Spero un giorno di poterla abbattere e di riuscire a ricostruire in legno, ma di incentivi non credo ne vedrò mai.

L’aliquota IVA ordinaria è attualmente pari al 22%.
La cosiddetta IVA agevolata è applicabile sugli immobili di nuova costruzione a destinazione residenziale, comprese le pertinenze,
Semplificando un po’, tale aliquota è ridotta al 4% per la costruzione o l’acquisto della prima casa (non di lusso) in cui deve essere stabilita la residenza entro 18 mesi.
Sale invece al 10% qualora venissero meno i suddetti requisiti e per i lavori di ristrutturazione, fatta eccezione per le parcelle dei professionisti, su cui grava l’aliquota al 22%.
Per quanto riguarda i terreni edificabili, l’acquisto da soggetti IVA come imprese o società immobiliari sono soggetti all’aliquota ordinaria.
Se la vendita è effettuata da un privato, non sarà soggetta ad IVA, ma alle imposte di registro (8%), ipotecaria (2%) e catastale (1%), a condizione che la casa sia ultimata entro 5 anni dall'acquisto del terreno.
Ovviamente le case prefabbricate in legno non godono di particolari agevolazioni, fatta eccezione per i casi rientranti nella definizione di ristrutturazione, con demolizione e fedele ricostruzione nella sagoma e nel volume di immobili esistenti (sostituzione edilizia).
Per quanto riguarda l’IMU gravante sui lotti edificabili, mi trovo assolutamente d’accordo con il lettore.
Molto spesso in una prima fase ci si deve arrestare all’acquisto del solo terreno, mentre la successiva realizzazione dell’immobile è vincolata alla vendita della propria abitazione, tutt’altro che agevole negli ultimi anni.
Si tratta di importi alti ed alquanto ingiustificati, che penalizzano soggetti con una limitata capacità finanziaria, la cui unica colpa è di volere costruire casa con risorse economiche limitate, trattati dallo stato come speculatori immobiliari.

CASE PASSIVE ED INCENTIVI FISCALI

COSTRUIRE UNA CASA IN LEGNO A BASSO CONSUMO SIGNIFICA APPORTARE POCHE EMISSIONI DI CO2 IN ATMOSFERA E CONSUMARE POCHE RISORSE ENERGETICHE, MA ANCHE UN MAGGIORE SFORZO ECONOMICO DA PARTE DI CHI REALIZZA UNA NUOVA COSTRUZIONE.

Buongiorno, avrei bisogno di avere alcune informazioni dal momento che non sono riuscito ad arrivare ad una risposta chiarificatrice ai miei quesiti:
Esistono contributi, ad oggi, per la realizzazione di abitazioni passive?
Nell'eventualità di una risposta positiva gradirei conoscere a quale organismo o istituto fare riferimento (io risiedo nella provincia di Piacenza) e, nel caso non vi fossero sovvenzionamenti, se quest'ultimi potrebbero essere contemplati a breve.

una casa ecologica in legno
Ad oggi, sono previsti interessanti incentivi fiscali per la ristrutturazione edilizia e la riqualificazione energetica dei fabbricati esistenti, purtroppo non usufruibili per la realizzazione di nuove costruzioni come le case in legno.
Se la recente proroga di tali incentivazioni va giudicata più che positivamente, contribuendo a tenere parzialmente a galla l’agonizzante settore dell’edilizia nel nostro paese, va denunciata la miopia del legislatore nei confronti degli interventi ex-novo.
Le nuove costruzioni sono tenute a rispettare la normativa energetica (D.lgs. 311/06, in vigore dal 2/2/2007 - "disposizioni correttive al D.lgs.192/05") e successive modifiche ed integrazioni.
In molte regioni sono applicate specifici protocolli di calcolo, con parametri più o meno restrittivi e vi è obbligo di certificazione energetica degli edifici.
Senza addentrarci nello specifico, qualsiasi nuovo edificio deve rispettare almeno i valori minimi richiesti, ma non sono previsti incentivi per chi supera tali parametri, raggiungendo le classi energetiche più elevate.
Molte amministrazioni comunali concedono bonus volumetrici e/o sconti sugli oneri e  sono saltuariamente concessi piccoli contributi regionali, erogati a tasso zero o a fondo perduto, mentre non è attualmente presente alcuna forma di sostengo economico nazionale per le nuove case passive o a bassissimo consumo termico come le case in legno.
Se non va trascurato il vantaggio economico per il privato cittadino, dovuto al drastico ridimensionamento delle bollette energetiche, tale decisione (pur comprensibile in un momento di drammatica contrazione delle risorse pubbliche), non può essere in alcun modo condivisa, in quanto la progressiva sostituzione degli immobili esistenti poco isolati con edifici altamente efficienti o a “consumo zero” comporterebbe un minimo fabbisogno energetico globale nei prossimi anni da parte delle nostre abitazioni.
Il semplice rispetto degli attuali limiti “minimi” non è sufficiente per un radicale cambio di rotta, soprattutto fino a quando la certificazione energetica degli edifici verrà considerata una scocciatura burocratica, tanto dai costruttori, quanto dagli appaltanti, con la produzione di attestati di certificazione “ottimistici” nel migliore dei casi, funzionali alle sole vendite a terzi di abitazioni.
Le case prefabbricate in legno raggiungono quasi sempre una classe energetica elevata, a costi molto interessanti e comunque concorrenziali rispetto all’edilizia tradizionale isolata in laterocemento, e risultano vantaggiose, anche in assenza di incentivi fiscali.

PERMESSI, TERRENI AGRICOLI E CASE DI LEGNO

CONTINUO A RICEVERE RICHIESTE DA PARTE DI LETTORI CHE VORREBBERO COSTRUIRE SUL PROPRIO TERRENO NON EDIFICABILE UN’ABITAZIONE, MA NON POSSO CHE RIBADIRE CHE LE CASE IN LEGNO VANNO AUTORIZZATE AL PARI DEGLI ALTRI EDIFICI.

E' possibile costruire una casa prefabbricata in legno su un terreno agricolo o per tali manufatti valgono le regole delle costruzioni in cemento armato?
Vorrei costruire una casa a un piano fuori terra senza fondazioni armate, ma una semplice base di appoggio.
Nella zona dove abito e' impossibile costruire nuovi immobili e inoltre c'e' anche il vincolo paesaggistico.

I lettori più attenti e affezionati ricorderanno che mi sono espresso a più riprese sull’argomento.
Non posso perciò che ribadire che le case prefabbricate in legno non sono casette mobili o smontabili, ma veri e propri edifici, ancorati ad una platea di fondazione, con una lunga aspettativa di vita, al pari degli immobili in muratura.
Rispetto a quest’ultime rappresentano un’alternativa costruttiva, con notevoli e interessanti vantaggi, ampiamente descritti negli oltre 500 articoli del blog.
Scopo di questo sito non è la promozione commerciale di questa tecnica costruttiva, ma la divulgazione di tutto il settore delle case in legno a basso consumo energetico (e solo di queste), descrivendone  le caratteristiche, ma anche i limiti e cercando di spazzare i pregiudizi che ne limitano ingiustamente la diffusione.
Dopo tanti anni che mi occupo della progettazione delle case prefabbricate, sono sempre più convinto che dovrebbero rappresentare oramai la prima scelta per chi sta per costruire casa (ma non solo).
Purtroppo il mercato degli edifici in legno resta confinato in una nicchia, in costante aumento ed in netta controtendenza rispetto alla crisi delle costruzioni tradizionali in laterocemento, ma pur sempre circoscritta a poche migliaia di montaggi l’anno, quasi del tutto limitati alle regioni del nord Italia.
Al pari dei pregiudizi, è opinione diffusa (e del tutto errata) che le case in legno possano essere realizzate senza autorizzazioni edilizie ove non sia possibile costruire, come su terreni agricoli, vincolati o inedificabili.
Tale convinzione si basa probabilmente sull’idea delle costruzioni in legno come strutture precarie e non come veri e propri edifici.
Il nostro territorio è pesantemente segnato dall’abusivismo edilizio, non solo nel sud Italia e il mio giudizio nei confronti di chi sceglie di aggirare regolamenti e normative è del tutto negativo (non ne voglia a male il lettore), pur comprendendo la frustrazione di chi non è in grado di affrontare finanziariamente la costruzione di un edificio regolare su un terreno edificabile, nel rispetto delle regole, sobbarcandosi un enorme carico, anche economico, di burocrazia.
Le costruzioni prefabbricate in legno forniscono uno strumento costruttivo mirato principalmente al raggiungimento di alti valori di isolamento termico e non sono in alcun modo un espediente per aggirare i vincoli edilizi.

INCENTIVI PER LE CASE DI LEGNO

COSTRUIRE UNA CASA DI LEGNO A BASSO CONSUMO ENERGETICO RAPPRESENTA UN GESTO DI RISPETTO CONCRETO VERSO L’AMBIENTE.

Mi piacerebbe affrontare l’argomento degli incentivi edilizi urbanistici ed economici che alcuni tra i comuni più evoluti prevedono per le costruzioni realizzate secondo i canoni della bioedilizia.
Secondo il mio parere è interessante poter usufruire in questo momento di crisi di questo tipo di agevolazioni, ma ho l'impressione che il meccanismo per ottenerli sia un po’ troppo complesso anche per me che sono un progettista.

Le case di legno prefabbricate consumano poca energia per la termoregolazione grazie all’isolamento massiccio dell’involucro.
La produzione delle case prefabbricate in legno non è energivora ed assorbe poche risorse rispetto alle costruzioni tradizionali che impiegano acciaio, cemento e laterizio.
I costi per costruire in bioedilizia ed abbassare le dispersioni termiche sono sempre superiori rispetto all’edilizia non isolata che utilizza materiali inquinanti e/o non riciclabili ed andrebbero riconosciuti.
La legislazione italiana incentiva la riqualificazione energetica degli edifici esistenti attraverso le detrazioni fiscali del 55% (prorogate per tutto il 2012), ma non si pone il problema delle nuove costruzioni, che vengono normate a livello nazionale mediante l’applicazione di alcune leggi:


D. Lgs. 192/2005
Si tratta della norma “madre”, in recepimento della Direttiva Comunitaria 2002/91/CE, che abroga definitivamente la vecchia Legge 10/1991, istituendo il primo strumento per le operazioni di qualificazione/certificazione energetica degli edifici.
D. Lgs. 311/2006
Integra e modifica il D. Lgs. 192/2005
D.P.R. 2 Aprile 2009 n° 59
Stabilisce i metodi di calcolo ed i requisiti energetici degli edifici
D.M. 26 Giugno 2009
Entrano in vigore le sospirate linee guida nazionali

Alcune regioni (come la Lombardia con Sacert) e province (come quella di Bolzano con CasaClima) hanno istituito le proprie normative per il calcolo energetico degli edifici, più restrittive rispetto a quelle nazionali.
Generalmente non sono previsti incentivi (tipo bonus fiscali o contributi a fondo perduto), perlomeno non dallo stato italiano, ma è da segnalare qualche bando regionale, non sempre pubblicizzato a dovere.
Alcuni comuni favoriscono il risparmio energetico, concedendo bonus volumetrici o sconti (anche sostanziosi) sugli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria e/o il costo di costruzione.
Non sono previsti specifici incentivi rivolti alle case in legno, ma, più generalmente, per gli edifici che consumano poca energia per il riscaldamento.
Una menzione particolare va fatta per il principale strumento per il calcolo della sostenibilità degli edifici, il Protocollo ITACA, che certifica il livello di qualità ambientale delle costruzioni, misurata secondo numerosi parametri di valutazioni, tra cui (ma non solo) l’isolamento termico, adottato da numerose regioni italiane.

SOSTITUZIONE EDILIZIA CON UNA STRUTTURA IN LEGNO

SONO SEMPRE PIU’ FREQUENTI LE SITUAZIONI IN CUI CONVIENE DEMOLIRE E RICOSTRUIRE UN FABBRICATO ESISTENTE FATISCENTE, RISPETTO ALLA TRADIZIONALE RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA, APPROFITTANDO ANCHE DEI CONTRIBUTI FISCALI IN MATERIA. 

Mia moglie ha ricevuto in donazione un terreno su cui insiste un fabbricato adibito a magazzino/garage.
A seguito di richiesta è stato concesso dal Comune il cambio d'uso in residenziale con intervento di ristrutturazione senza modificarne sagoma, volumetria ed altezza. 
L'intenzione sarebbe quella di demolire per poi installarvi una casa in legno rispettando i parametri indicati nell'intervento approvato (ristrutturazione con stessa sagoma, volumi ed altezza del vecchio fabbricato).
Da come interpreto la guida dell'Agenzia delle Entrate, rientrerei nell'ipotesi delle ristrutturazioni (IVA al 10%) e potrei usufruire delle detrazioni 50% fino a giugno 2013 o 36% successivamente.
La mia ipotesi può essere corretta? 


E' possibile ricostruire un edificio in legno
L’ipotesi è corretta. 
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito a più riprese quali interventi possono godere degli incentivi fiscali per la ristrutturazione e la riqualificazione energetica, che da giugno 2013 saranno equiparati all’aliquota di detrazione IRPEF del 36%.
In particolare, attraverso le circolari n. 57/1998, 36/2007, ma soprattutto la circolare 01/07/2010 n. 39/E,  ha chiarito che gli interventi innovativi di ristrutturazione edilizia mediante demolizione e ricostruzione sono ammessi al beneficio delle detrazioni fiscali solamente in caso di fedele ricostruzione, nel rispetto di volumetria e sagoma dell’edificio preesistente.
Dai benefici sono esclusi gli interventi “piano casa”  che prevedano la demolizione con ampliamento, equiparabili a “nuova costruzione”.
E’ da specificare che, nel rispetto di volume e sagoma preesistenti, è ammesso lo “spostamento” dell’edificio su una nuova area di sedime, che non comporta il decadimento delle incentivazioni.
La ricostruzione può ovviamente avvenire avvalendosi di un’azienda di case in legno, con evidenti vantaggi relativi alla classificazione energetica ed ai consumi.
Non tutte le voci di spesa sono detraibili e sono fissati dei tetti massimi, ma gran parte del lavoro può rientrare nei benefici fiscali.
E’ fondamentale che la ditta di case prefabbricate fornisca il massimo della collaborazione, emettendo una fatturazione separata o fornendo perlomeno una distinta delle lavorazioni soggette ad incentivi con un elenco dei prezzi applicati (pareti, tetto, infissi, impianti….).
Nello specifico, si tratta di una pratica piuttosto complessa che andrà affidata ad un tecnico progettista (meglio ancora, con il supporto di un commercialista di fiducia), facendo attenzione ai frequenti aggiornamenti delle leggi, che possono modificare velocemente lo scenario normativo.

DETRAZIONI FISCALI PER LA BIOEDILIZIA

COSTRUIRE UNA CASA IN LEGNO PREFABBRICATA A BASSO CONSUMO ENERGETICO E’ UN PICCOLO CONTRIBUTO ALL’AMBIENTE, POICHE’ BASSE SONO LE EMISSIONI DI CO2 IN ATMOSFERA E POCA L’ENERGIA NECESSARIA ALLA COSTRUZIONE DELL’EDIFICIO. 

Buonasera, prima di tutto volevo dirle che ho acquistato il suo libro e devo dire che l'ho trovato veramente interessante ed esaustivo. 

Sto trattando l'acquisto di un terreno dove è già presente un progetto approvato per la costruzione di una bifamiliare con sistema tradizionale. 
Io vorrei invece costruire un prefabbricato in legno. 
Le spese della casa che si riferiscono a infissi,pannelli solari e tutto quello che riguarda il risparmio energetico, sono detraibili al 55% come per le altre abitazioni? 

Il mio libro andrà a breve in ristampa, senza particolari modifiche a quello attualmente acquistabile in libreria o online, segno di un crescente interesse verso le costruzioni a basso consumo di energia come le case prefabbricate.La scelta del sistema costruttivo (tradizionale in laterizio o in legno) è (in parte) indipendente da incentivi, bonus, detrazioni fiscali eventualmente concessi.

case in legno prefabbricate incentiviLa normativa per la riqualificazione energetica fa riferimento a fabbricati esistenti e non di nuova costruzione.
E’ prevista tutta una serie di interventi che danno infatti diritto a una detrazione fiscale dall’imposta lorda pari al 55 % delle spese sostenute entro il 30 giugno 2013.
Dal 1° luglio 2013 questi incentivi saranno sostituiti con la detrazione Irpef del 36 per cento già prevista per le spese per ristrutturazioni edilizie. 
Non è questa la sede per trattare nel dettaglio questi lavori incentivati, ma mi limito a ricordare che si tratta di interventi su parti o interi edifici esistenti relativi a strutture opache verticali ed orizzontali, finestre comprensive di infissi, installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali, interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione o pompe di calore ad alta efficienza (come gli impianti geotermici).
Salvo casi specifici che prevedano la demolizione di un fabbricato e la sua fedele ricostruzione (con i dovuti distinguo, ci si riferisce a sagoma e volume, non necessariamente al rispetto dell’area di sedime), la maggior parte delle case in legno ricade nella categoria delle “nuove costruzioni”.

In questo caso non vi sono distinzioni con gli edifici in muratura e gli unici incentivi concessi possono riguardare bonus volumetrici (con scorporo delle murature esterne o maggiorazioni di cubatura) e/o sconti sugli oneri comunali.
Nulla di eclatante, ma si tratta comunque di opzioni interessanti, soprattutto qualora il volume disponibile sia scarso (in questi ultimi anni è un’eventualità tutt’altro che rara) o per alleggerire di qualche migliaio di euro i costi complessivi.
Attualmente mi sto avvalendo della possibilità di incrementare la cubatura per ben tre progetti, risolvendo in tale modo situazioni abbastanza delicate.
Oltretutto l’ingombro delle pareti delle case in legno risulta sempre assai ridotto, a fronte di prestazioni energetiche elevate, che permettono di usufruire del massimo degli incentivi.

CONDONARE LE CASE IN LEGNO

LE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE VANNO REALIZZATE SOLAMENTE ATTRAVERSO UNA REGOLARE CONCESSIONE EDILIZIA E NON POSSONO IN ALCUN MODO RISOLVERE "ALL'ITALIANA" L'ESIGENZA DI COSTRUIRE SU UN TERRENO NON EDIFICABILE.

Sto cercando di costruire una casa di legno sul mio terreno. 

Premetto subito che il terreno non è edificabile e presenta vincoli ambientali per cui sarà forse impossibile legittimare la mia futura abitazione che vi sorgerà, ma io voglio tentare comunque sfruttando la strada dell'annesso per attrezzi agricoli, per cui il quale il comune mi rilascia un permesso di 20 mq.
Le domande sono:

Il basamento in calcestruzzo (o in altro materiale) lo realizza la stessa ditta che mi monterà la casa di legno di circa 50 mq?

Solitamente no. 
Alcuni costruttori includono la platea, che verrà eseguita da un’impresa collegata, ma non vi sono particolari vantaggi (anzi, i costi generalmente aumentano).
Le strutture di fondazione vanno comunque realizzate attenendosi alle indicazioni esecutive fornite dalla ditta di case in legno che fornirà i carichi statici e il disegno relativo alla forometria.

Il terreno è in leggera pendenza, dovrò affidarmi per il basamento ad una ditta specializzata? 

Quest'ultimo essendo posto in pendenza quanto dovrà essere alto?
Qualsiasi impresa edile può realizzare il lavoro a regola d’arte.
Per le indicazioni esecutive è sempre necessario affidarsi ad un tecnico. 
Le fondazioni andranno calcolate da un ingegnere che dimensionerà le strutture in base alla zona sismica, alle caratteristiche di portata del terreno ed ai carichi statici.

casa-prefabbricata, case-prefabbricate-in-legnoQuanto mi potrebbe costare?
Lei ha qualche buon contatto a Roma da indicarmi secondo i quesiti che le pongo?
Il prezzo di una casa in legno può essere richiesto direttamente a qualche costruttore, i cui nominativi sono facilmente reperibili tramite il web, ma non tutte le ditte presenti sul mercato costruiscono al centro-sud Italia.

Le leggi sul condono edilizio vigenti mi permetterebbero di risolvere la questione della concessione?  

Entro quali termini e condizioni?
La questione è delicata. 
Personalmente non mi occupo di condoni edilizi e ritengo importante la salvaguardia del territorio, soprattutto nelle zone vincolate. 
Attualmente non ci sono condoni in vista,ma anche in questo caso mi affiderei ad un professionista locale.

Avrei problemi con le varie certificazioni degli impianti costruendo una casa dove dovrebbe sorgere un deposito attrezzi?

Un minimo di impiantistica dovrebbe essere concesso.
Nel caso specifico, mi sembra poco probabile che si possa installare “alla luce del sole” un impianto compatibile con un utilizzo abitativo, certificabile secondo le vigenti normative.
Sul suo blog ho visto un link che rimanda al sito della ditta ********, che vorrei contattare per i lavori e l'acquisto della mia casa in legno.
Lei conosce questa ditta? Me la consiglia oppure c'è un’azienda che mi consiglia, magari più vicino a me?
Posso affermare con certezza che la maggior parte dei costruttori di case in legno non sarà disposta a costruire questo edificio.
Le dimensioni, troppo piccole, rendono poco conveniente l’intervento, a causa dei costi fissi che gravano sulle costruzioni in legno, soprattutto per le aziende di dimensione medio-grande.
Inoltre, se il comune concede 20 mq per la realizzazione di un annesso agricolo, una costruzione di dimensioni più che raddoppiate non potrà essere regolarmente autorizzata. 
Le ditte di case prefabbricate non sono (quasi) mai disposte ad operare al di fuori delle regole e richiedono all’acquirente una copia della concessione edilizia. 
Il costruttore che realizza una struttura abusiva o non regolamentare si rende responsabile di fronte alla legge, esponendosi a severe sanzioni ed il rischio che si assume appare del tutto ingiustificato rispetto ai minimi margini di guadagno.

CASE MOBILI = NIENTE PERMESSI?

LE CASE IN LEGNO OFFRONO MOLTEPLICI CAMPI DI UTILIZZO, MA QUESTO BLOG SI LIMITA A DIVULGARE LE SOLUZIONI COSTRUTTIVE A BASSO CONSUMO ENERGETICO.

Buongiorno, le scrivo in merito al fatto di poter avere delle delucidazioni in merito ad una casetta prefabbricata che vorrei mettere in un piccolo appezzamento di terreno lasciatami dai miei nonni.

Questo appezzamento di terreno è assoggettato da vincolo cimiteriale (in quanto è sito di fronte al cimitero), ma mi hanno detto in comune che se la casa è una casa mobile è possibile metterla.
Le volevo chiedere innanzitutto se Lei prende in considerazione il fatto della casa mobile, e, se è possibile per poter acquistare un po’ di spazio creare quella che sarebbe la camera in un sottotetto della casa medesima anche se ovviamente non avrà una altezza standard, tanto da poter lasciare la parte sottostante a zona giorno?
E a me piacerebbe comunque un vano che abbia dei bei finestroni dove poter far entrare molta luce e vestire l’esterno della casa con una sorta di verandato in modo da poter vivere anche il fuori con comodità.


Premetto (repetita iuvant) che non mi occupo di case mobili e che ben poco ne so (peraltro non mi interessano particolarmente dal punto di vista professionale).
Sono eccellenti soluzioni da campeggio, soprattutto se viene curato l'isolamento termico in regime estivo (l'utilizzo è prettamente stagionale).
Mi rendo conto che il concetto di case in legno può essere ampliato, ma penso di avere chiarito il concetto a più riprese.
Le case prefabbricate a basso consumo energetico sono costruzioni assai diverse concettualmente dalle case mobili o su ruote e necessitano di autorizzazione edilizia, al pari di qualsiasi altro edificio permanente.
Ogni casa prefabbricata deve pertanto soddisfare gli standard minimi previsti dalla normativa vigente in materia di costruzioni edili e dai regolamenti comunali, relativamente a dimensioni ed altezze dei locali, rapporti aeroilluminanti, statica, norme architettoniche.....
Nel caso posto del lettore, qualora il vincolo cimiteriale possa effettivamente essere aggirato acquistando una casa su ruote, si tratterà semplicemente di contattare qualche produttore, cercando qualche modello a catalogo che possieda le caratteristiche desiderate.
Non credo infine che sia indispensabile ricorrere ad un tecnico progettista, poiché non dovrebbe servire una pratica edilizia vera e propria.

UN AZIENDA AGRICOLA PREFABBRICATA IN LEGNO

LE CASE IN LEGNO HANNO UN NOTEVOLE POTENZIALE E POSSONO PRESTARSI A SVARIATI IMPIEGHI, NON SOLAMENTE NELL'AMBITO RESIDENZIALE.

Siamo una piccola Associazione di Promozione Sociale che si occupa di educazione ambientale nelle scuole elementari ed altri progetti di sensibilizzazione per salvaguardare l'ambiente per il futuro delle nostre generazioni. 
Vorrei quindi realizzare un’azienda agrituristica, che al suo interno abbia un laboratorio di trasformazione delle materie prime in conserve e prodotti alimentari sott'olio, un pastificio artigianale, un agriturismo ed un’azienda agricola.
E’ possibile costruire un edificio prefabbricato con delle caratteristiche in grado di soddisfare queste esigenze?
La costruzione in legno può soddisfare queste esigenze?
Servono le fondamenta e quindi i permessi per costruire o, essendo un modulo in legno, si può farne a meno?

Come ripetuto spesso, le case prefabbricate in legno sono soprattutto un’alternativa costruttiva ai sistemi tradizionali basati sull’utilizzo di cemento, muratura ed acciaio.
La maggior parte delle realizzazioni è effettivamente limitata a villette mono o bifamiliari, pur non essendo un vincolo per questo sistema costruttivo, che ha un potenziale di applicazione ben più ampio.
La costruzione di un’azienda agricola è pertanto possibile, ma andranno fatte attente valutazioni e confronti, prima di optare per il legno.
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Le particolari caratteristiche della struttura richiedono ad esempio il rispetto di specifiche norme igienico-sanitarie ed antincendio.
Il principale vantaggio delle case prefabbricate è il rilevante isolamento termico dell'involucro, che consente di risparmiare molta energia rispetto ai sistemi tradizionali poco isolati. 
Si tratta chiaramente di un aspetto meno rilevante per le destinazioni produttive, che possiedono esigenze diverse rispetto alle abitazioni o agli uffici.
E’ necessario pertanto valutare tutti i pro ed i contro delle case in legno, chiarendo eventuali dubbi che la parte finale della domanda evidenzia (fondazioni e permessi), generando nel sottoscritto una certa inquietudine.
Esistono sul mercato strutture in legno con caratteristiche assai lontane dalle case prefabbricate a basso consumo oggetto di trattazione in questo blog.   
E’ mia volontà evidenziare che si tratta di tipologie assai diverse e che l’unico elemento comune è l'impiego del legno come materiale costruttivo principale per la realizzazione degli elementi strutturali e di tamponamento dell’edificio. 
Fini, costi, caratteristiche di queste soluzioni sono totalmente differenti. 
Le case prefabbricate hanno un eccellente rapporto qualità prezzo e prestazioni energetiche difficilmente raggiungibili da altri sistemi costruttivi. 
Vanno ancorate su platea e necessitano di fondazioni, opportunamente calcolate.
Devono rispettare tutte le normative in materia di costruzioni e vanno sempre autorizzate, secondo la prassi, avvalendosi dei professionisti previsti per legge (progettista, direttore lavori, geologo, ingegnere strutturista, tecnici per la sicurezza, collaudatore statico, termotecnico....).

AZIENDE E PERMESSI PER UNA COSTRUZIONE IN LEGNO

LA SCELTA DELL’AZIENDA COSTRUTTRICE NON E’ SEMPLICE ED ANDREBBE BASATA SU PARAMETRI CONCRETI, DEDICANDO IL TEMPO NECESSARIO AL REPERIMENTO DELLE INFORMAZIONI.


La ringrazio già per tutto il lavoro svolto con il blog sulle case di legno, che per altro è l'unico interessante in rete.
Ho capito leggendo qua e là in rete che, come spesso accade da noi in Italia, siamo indietro anni luce rispetto ad altri Paesi sul discorso costruzione prefabbricata o eco compatibile .
Cercando con Google informazioni su qualche produttore di case prefabbricate, ho trovato solo obbrobri che assomigliano più a ricoveri per attrezzi da giardino, o casette per nani Bavaresi…..
Sto valutando con il mio compagno l'acquisto di una masseria in Puglia dove da molti anni passo delle piacevoli vacanze e l'idea é per un futuro ancora lontano buon ritiro.
Ci sarebbe piaciuto costruire due piccole unità abitative in mezzo al prato, da poter utilizzare come B&B con una camera da letto, un bagno e un salottino vista ulivi.
Per ora l'architetto amico a cui ci siamo rivolti ci ha proposto la classica soluzione in muratura, molto bella, rispettando un paesaggio fatto di muretti a secco e campagna, ma fin dall'inizio ci è venuta l'idea di poter realizzare qualche cosa ancora più compatibile con il paesaggio.
Per ora in rete non ho trovato nessuna azienda che produca case come quelle che Lei pubblica sul suo blog, fatte di grandi vetrate e pareti in legno; saprebbe darmi qualche indicazione in merito?
La seconda domanda:  in Puglia cosa ne pensano i comuni sul costruire dei prefabbricati?  Si rischia qualcosa?
Il comune in questione è in provincia di Bari ed è molto tollerante rispetto ai loro vicini Brindisini sulla costa.  
Nel paese a confine già in provincia di Brindisi, cambia tutto rispetto a permessi per le cubature e quant'altro che contamini la campagna.

Grazie per i complimenti.
Non credo che la guida alle case prefabbricate in legno sia l’unico sito interessante sull’argomento, ma spero, più modestamente, che la sempre maggiore quantità di informazioni reperibili al suo interno possa risultare utile e completa a chi si avvicina a questo sistema costruttivo moderno ed ecologico.
Le costruzioni realizzate in legno non ci appartengono culturalmente, ma cominciano ad essere apprezzate anche nel nostro paese e sono convinto che siano destinate ad una larga diffusione nei prossimi anni.
Le soluzioni tecniche reperibili sul mercato sono molte ed in continua evoluzione e si rivelano versatili per realizzare la maggior parte dei progetti, anche tradizionali ed espressamente pensati per la muratura, senza particolari adattamenti.
La presenza di grandi vetrate non costituisce un vincolo alla costruzione in legno, come peraltro avviene spesso nelle progettazioni bioclimatiche.
La stragrande maggioranza delle aziende di case di legno, prefabbricate o non, può fornire soluzioni ecologiche a basso consumo in grado di soddisfare le esigenze progettuali moderne della lettrice, con l’utilizzo di materiali “caldi”, come rivestimenti in legno o pietra.
Alcuni nomi di costruttori di case in legno sono reperibili anche sul sito, ma sono certo che il più diffuso motore di ricerca possa fornire risultati più che interessanti in breve tempo.
Per la seconda domanda, non conosco direttamente la realtà burocratica dell’edilizia in Puglia, ma preferisco pensare che cambi poco rispetto al sistema delle regole rispetto alle quali il cittadino è tenuto a confrontarsi, avvalendosi dell’attività del proprio tecnico.
La scarsa conoscenza delle costruzioni in legno da parte delle amministrazioni comunali e dei relativi uffici tecnici può sicuramente risultare un freno in alcune realtà del centro-sud, ma ritengo che l’eccellenti risposte sul piano dell’isolamento termo-acustico e della sostenibilità ambientale dovrebbero costituire ottime credenziali su tutto il territorio italiano.

COSTRUIRE IN BIOEDILIZIA SU TERRENI AGRICOLI

Io mio marito abitiamo a Firenze, vorremmo acquistare un terreno per costruirci sopra una casa in legno.
Vorremmo sapere la tipologia di terreno: edificabile o va bene anche il terreno agricolo?
Come abbiamo letto su alcuni blog, queste case sono ritenute beni mobili non immobili e quindi va bene anche un terreno non edificabile, ma agricolo con concessione edilizia comunale?
Sui siti di alcune delle più grandi ditte specializzate in costruzione di case in legno c’è invece scritto che il terreno deve essere urbanizzato, cioè edificabile?
I prezzi in provincia di Firenze dei terreni variano molto: da 30.000 euro per quelli agricoli a un minimo di 100/160.000 euro per quelli edificabili.
C’è un modo per costruire una casa in legno come civile abitazione/prima casa su un terreno agricolo?
Forse qui in Toscana ci sono normative che o permettono riguardanti la possibilità di effettuare attività in proprio coltivatore diretto o similari, cioè se la casa è legata strettamente all’attività professionale svolta sul terreno agricolo...dovremmo forse approfondire in tal senso.

Le costruzioni in legno a basso consumo energetico, sono edifici permanenti che vanno ancorati ad una platea di fondazione in cemento armato e costituiscono semplicemente un’alternativa alle costruzioni in muratura e laterocemento.
La costruzione su terreni agricoli è possibile se legata al fondo agrario, secondo le normative ed i regolamenti locali.
In questo caso l’edificio può essere realizzato indifferentemente in legno o laterizio.
Anzi.  Molte amministrazioni restringono fortemente le tipologie costruttive ammesse in zona agricola e non mancano situazioni in cui le case prefabbricate non sono ammissibili.
Le costruzioni in legno non permanenti, smontabili o mobili sono sistemi non finalizzati ad un utilizzo continuativo, ancor meno come prima casa di abitazione.
L’occupazione temporanea o un impiego non abitativo (bungalow da campeggio, annesso agricolo, ripostiglio, rimessa…) rappresentano la corretta destinazione di queste strutture, che presentano condizioni termiche scadenti nei mesi più caldi o freddi.
Come tecnico, non mi occupo di questi fabbricati, soprattutto se il loro utilizzo rappresenta una scorciatoia per edificare su terreni vincolati.
Mi rendo conto che gli alti costi dei pochi terreni edificabili disponibili rappresentano un deterrente all’acquisto, andando a gravare in maniera insostenibile sul prezzo finale di una nuova abitazione e, tuttavia, lo scempio urbanistico che ha flagellato il nostro territorio negli ultimi anni è un malcostume che deve terminare e che deve essere combattuto in tutti i modi.
Una progettazione intelligente, un'impiantistica adeguata, finiture sobrie e un dimensionamento corretto degli spazi, consentono di risparmiare parecchio.
Un'alternativa "furba" è infine rappresentata dalle case a catalogo dei costruttori di case in legno prefabbricate, dai prezzi interessanti e dalle soluzioni ottimizzate e funzionali.

UNA CASA IN LEGNO IN TOSCANA

LO SVILUPPO EDILIZIO DI MOLTE ZONE DEL TERRITORIO ITALIANO E’ SOTTOPOSTO A VINCOLI E LIMITAZIONI TIPOLOGICHE E NELLA SCELTA DEI SISTEMI COSTRUTTIVI E DEI MATERIALI DA IMPIEGARE.

Ho trovato il suo blog sulle case prefabbricate ed altre informazioni in questi ultimi giorni durante le mie ricerche circa le case ecologiche.
Ho addirittura ordinato il suo libro perchè l'argomento mi appassiona da tempo e in quest’ultime settimane io e mio marito stiamo valutando seriamente una proposta di acquisto che ci è stata fatta.
Avremmo la possibilità di acquistare qui in Maremma in una bellissima zona collinare che noi già amiamo a prescindere, un terreno e il nostro desiderio sarebbe quello di costruire una casa di legno di circa 110 mq.
Siamo ancora in una fase preliminare ma abbiamo già contattato un agronomo per un pmaa, un geologo e un ingegnere, per fortuna tutti amici e che a breve ci daranno le adeguate risposte circa la fattibilità del progetto e ci sono buone possibilità.
Mi rivolgo a Lei per capire nel caso di una casa di legno verso quale soluzione dovrei orientarmi per chiedere dei preventivi, se il prefabbricato o altro, verso una ditta tedesca o italiana e altre cose di questo tipo.

Certo è che nella zona c'è una certa cultura del paesaggio che non ci permetterà di costruire forme troppo moderne anche se di nostro gusto e l'intonaco esterno è d'obbligo.
Se Lei avesse la possibilità e il tempo di darmi anche solo qualche piccolo suggerimento Le sarei molto grata.


case-toscana, case-legno-toscanaLe case in legno prefabbricate a basso consumo sono sempre intonacate e non si differenziano dalle costruzioni tradizionali realizzate in laterizio.
Questo aspetto amplia parecchio le potenzialità degli edifici di legno, che possono sostituire quelli in mattoni in quasi tutti le situazioni.
La Toscana è una regione che da anni pianifica con rigore lo sviluppo del proprio territorio, imponendo vincoli tipologici alla progettazione degli edifici, prescrivendo i materiali da utilizzare e quelli non ammissibili, i dettagli costruttivi e i colori delle facciate, che in molti casi devono essere rivestite in pietra o altri materiali lapideii.
Non è l’unica regione (si pensi alla Liguria) o porzione del territorio nazionale, ma chi si accinge a costruire in Toscana ha l’obbligo di seguire criteri certamente più restrittivi.
La mia posizione è del tutto favorevole ad introdurre limiti intelligenti alla progettazione o all’efficienza energetica degli edifici (sulla scia della certificazione CasaClima nella provincia di Bolzano), qualora producano effetti positivi significativi sulle trasformazioni del territorio urbano o nella qualità dell’ambiente.
Questi vincoli non escludono la possibilità di costruire un’abitazione in legno, ma incidono solo sugli aspetti tipologici (escludendo, ad esempio le tapparelle avvolgibili, in luogo degli scuretti o persiane oscuranti o imponendo l’uso del rame per la realizzazione delle lattonerie di gronda e pluviali, ecc.).
Non solo.  La Toscana promuove la bioedilizia ed è senz’altro la regione con la normativa più avanzata in tale direzione e non da oggi.
Costruire con le case in legno significa utilizzare materiali ecologici, impiegare poche risorse per la produzione (in gran parte rinnovabili), consumare poca energia per l’utilizzo in tutte le stagioni dell’anno.  Caratteristiche sempre più gradite alle amministrazioni e (inevitabilmente) temi centrali dell’edilizia nei prossimi anni.
L’aspetto delle case di legno è semplicemente un fattore legato alla progettazione, che non limita l’impiego di queste costruzioni nella maggior parte dei casi.