Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.
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L’IMPIANTISTICA IDEALE PER UN EDIFICIO A BASSO CONSUMO

UN INVOLUCRO TERMICAMENTE EFFICIENTE ED ISOLATO CONSENTE DI LIMITARE LA DOTAZIONE IMPIANTISTICA PER IL RISCALDAMENTO, CON UN CERTO RISPARMIO ANCHE NELL’ACQUISTO (PER NON PARLARE DELLE BOLLETTE ENERGETICHE).

Salve, ho comprato il suo libro e lo ritengo molto interessante.
La seguo anche sul web.
Avrei bisogno di una delucidazione riguardo l'impiantistica.
Sto ultimando il contratto per la costruzione di una casa (parete a telaio, 35 cm, cappotto fibra di legno, tetto travi a vista, finestre in pvc), ma non so decidermi per l'impianto termico.
Ho 3 opzioni:  pompa di calore aria/aria con 4 split supportato da fotovotaico 2kw e eventuale stufa a legna e boiler elettrico (più economico), il classico impianto caldaia a gas con radiatori e pannelli solari e infine pompa di calore aria-acqua con radiatori e fotovoltaico 2kw con boiler elettrico (il più costoso).
Secondo lei quale impianto sarebbe giusto.
Località di costruzione ai piedi di una collina in Friuli Venezia Giulia.

Le tre opzioni sono abbastanza diffuse per questo genere di costruzioni, per cui vediamo assieme i pro ed i contro dell’una e dell’altra soluzione.
1.   Pompa di calore aria/aria con 4 split, pannelli solari fotovoltaici da 2 kWh, stufa a legna e boiler elettrico.
Gli impianti aria/aria non sono molto indicati per le abitazioni a causa del rumore prodotto e dei moti d’aria, che producono polvere.
Gli impianti moderni limitano abbastanza la prima problematica e vi è il vantaggio di potere raffrescare d’estate.
2 kWh di fotovoltaico sono sicuramente insufficienti, considerando il boiler elettrico (ne installerei almeno 5 kWh), mentre la stufa a legna può fornire un notevole apporto termico, persino esagerato se la casa è piccola.
2.   Caldaia a gas con radiatori e pannelli solari termici.
E’ una soluzione impiantistica economica e molto diffusa, con l’alternativa di collegare la caldaia ad un impianto a pavimento.
I radiatori sono efficienti, ma “si vedono” ed il gas è una fonte di energia non rinnovabile abbastanza costosa, soprattutto in prospettiva.
3.   Pompa di calore aria/acqua con radiatori, pannelli solari fotovoltaici da 2 kWh e boiler elettrico.
Le moderne pompe di calore non sono collegate a radiatori, ma riscaldano a pavimento a bassa temperatura (28-30° C).
Anche in questo caso il fotovoltaico va ridimensionato a 5-6 kWh, mentre non serve un boiler elettrico, ma è la stessa pompa di calore a produrre acqua calda per uso sanitario.

Ovviamente non sono le uniche opzioni possibili, in quanto è possibile scaldare anche sfruttando l’energia delle biomasse, mediante una caldaia a pellet o un termocamino.
Esistono anche soluzioni impiantistiche più sofisticate come le pompe di calore geotermiche o acqua/acqua, che hanno rendimenti termici altissimi, ma costi non facilmente ammortizzabili per i piccoli interventi edilizi.
Scarterei infine i pavimenti radianti elettrici a causa dello scarso rendimento energetico, nonostante i bassi costi di acquisto ed installazione.

VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA O CLIMATIZZAZIONE

LA VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA E’ UN IMPIANTO DI GRANDE UTILITA’ NEGLI EDIFICI A BASSO CONSUMO ENERGETICO A TENUTA D’ARIA, CHE CONSENTE IL MIGLIORAMENTO DEL COMFORT CLIMATICO ED EVITA LA NECESSITA’ DEI RICAMBI D’ARIA MANUALI.

Gentile Architetto, innanzitutto la ringrazio per il servizio che offre con questo suo blog, è molto preciso, esaustivo, completo, la seguo oramai da 2 anni, da quando iniziai la mia avventura che mi ha portato a realizzare il sogno di una vita, realizzare la mia casa in legno, con struttura a telaio.
Vengo al dunque.  La casa è bene collocata rispetto al movimento del sole, gli ombreggi sono giusti, le finestre bene dimensionate e posizionate.
Il mio architetto, molto professionalmente, quando eravamo ancora in via progettuale, mi consigliò di predisporre anche un impianto di raffrescamento, io stupidamente non gli diedi ascolto.
Nulla di grave che sia ben inteso, la temperatura in casa con l'afa estiva (fuori c'erano 40 gradi), è sempre compresa tra i 25 ed i 28 gradi.
La temperatura sale maggiormente la sera (da affrontare meglio in altra domanda anche lo sfasamento di 11 ore della struttura a telaio della mia casa, secondo me sono troppe), quando si cucina e le mura rilasciano il caldo delle ore più calde del mattino.
Nulla è stato fatto quindi per ospitare un sistema di raffrescamento, mi chiedevo se ora fosse il caso e se fosse possibile, montare una ventilazione meccanica di tipo puntuale, in modo da garantire sempre aria fresca e pulita, di far scendere di un paio di gradi la temperatura dentro casa.
Oggi alla sera, apriamo porte e finestre, la temperatura scende dai 28 gradi sino ai 24 non senza fatica (grazie allo sfasamento e all'afa direi), per poi rimanere sino al giorno dopo sui 25/26, alla sera torna ai 28 o 28/28,5.
Ora quindi come accennato poco sopra, pensavo ad una ventilazione meccanica di tipo puntuale, o peggio, aria condizionata a split in 3 camere.

Il dubbio è quello di bucare, tagliare, compromettere la tenuta dell'aria, tagliare la barriera vapore, far decadere i 30 anni di garanzia, lavori eseguiti probabilmente da persone poco esperte con questo tipo di case.
Ammesso che ora sia possibile, resta il costo della manodopera della ditta che mi ha realizzato casa, che reputo eccessivo, solo per far venire a fare buchi o predisporre una ventilazione meccanica.
Riassumendo, è possibile ora una VMC puntuale?
Oppure devo considerare gli split?
Altezza 150 metri, distanza dal mare 4 km, comune con 1.442 gradi giorno, zona climatica D.
Tetto k termico 0.14, pareti 0.15, finestre 3 strati, cappotto esterno EPS da 8cm (che nulla serve allo sfasamento).

La domanda è molto estesa, ma ho ritenuto opportuno pubblicarla integralmente.
Il montaggio di un impianto di ventilazione meccanica controllata a recupero di calore in una casa in legno esistente è (teoricamente) possibile, ma risulta sicuramente un intervento costoso ed invasivo, in quanto le tubazioni devono attraversare orizzontalmente almeno un solaio e verticalmente molte pareti, in un lungo percorso che parte dalla macchina per giungere alle bocchette di estrazione ed immissione dell’aria.
La rilevante sezione dei tubi obbliga a progettare l’impianto contestualmente alla statica, anche per gli edifici di nuova costruzione.
A maggiore ragione, intervenire a posteriori su di un edificio esistente risulta un lavoro particolarmente impegnativo, poiché si deve necessariamente fresare cartongessi e pannelli (meglio evitare le pareti esterne, soprattutto in presenza di barriere al vapore) e mettere mano agli isolamenti.
Si tratta purtroppo di una decisione che va presa in sede di campionatura ed un lavoro che va eseguito contestualmente al montaggio del fabbricato, accettando un aggravio dei costi non indifferente.
La sola predisposizione è ovviamente possibile e permette di rimandare l’acquisto del macchinario a tempi migliori (ma la spesa resta comunque alta).
Se la temperatura degli ambienti appare eccessiva durante i mesi estivi, non resta che ripiegare su i classici impianti di aria condizionata, scegliendo possibilmente le soluzioni ad alto rendimento energetico.
Il buon isolamento dell’involucro permette peraltro un utilizzo molto limitato della climatizzazione estiva, garantendo una buona tenuta dell’aria raffrescata anche ad impianti spenti.

VENTILAZIONE MECCANICA O TRASPIRAZIONE NATURALE

LA VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA E’ UN IMPIANTO IN GRADO DI RICAMBIARE L’INTERO VOLUME D’ARIA DELL’EDIFICIO IN POCHE ORE SENZA (QUASI) DISPERSIONI DI CALORE.

Buongiorno, ho contattato alcune ditte per costruire una casa in legno ed a parte il sistema costruttivo che per le mie esigenze non fa molta differenza (xlam, telaio o mhm), vorrei capire se sia meglio un sistema traspirante con freno vapore e pareti in fibrogesso, oppure un sistema più isolato con osb o masonite con barriera vapore e ventilazione meccanica controllata usato maggiormente dalle aziende più conosciute.
Il sistema traspirante favorisce maggiormente la formazione di muffe?
Il sistema con vmc ha bisogno di manutenzione negli anni?
Spero mi possa aiutare nella scelta, grazie.

Ho acquistato una casa in legno che è in fase di costruzione e la costruzione sarà eseguita a telaio con isolamento interno in lana di roccia solida 208k oppure lana di vetro chiusa in sacchi di carta.
Siccome in questo periodo mi stanno sorgendo numerosi dubbi vorrei chiederle se forando la parete per montare mobili o anche semplici mensole potrebbero crearsi problemi di penetrazione nell'aria delle fibre di vetro o di roccia.

VENTILAZIONE MECCANICA NELLE CASE DI LEGNO ECOLOGICHE PREFABBRICATE
Va fatta subito una precisazione.
Una parete traspirante va considerata una buona scelta per una casa in legno, ma non è in grado di assolvere alla funzione di ricambiare il volume d’aria dei locali.
E’ pertanto necessario ventilare manualmente gli ambienti, aprendo periodicamente gli infissi, anche per permettere l’espulsione dell’umidità in eccesso che si viene a formare naturalmente negli edifici attraverso la respirazione e le attività quotidiane.
Le case di legno prefabbricate sono costruzioni a tenuta d’aria assai elevata e, pertanto, vengono a mancare quasi del tutto gli spifferi e le perdite, tipiche dei fabbricati termicamente disperdenti.
Nella pratica, le differenze di comportamento tra una parete con barriera a vapore, una semitraspirante con freno al vapore ed una totalmente traspirante senza teli sono minime, a causa delle caratteristiche di ogni parte dell’intero involucro edilizio, mirato al bassissimo consumo di energia termica.
Ribadendo una personale predilezione per le soluzioni costruttive  più naturali, senza barriere al vapore, l’installazione di un impianto di ventilazione meccanica controllata è sempre consigliabile nelle case in legno e non sono per incrementare la classificazione energetica del fabbricato.
La VMC assicurerà un elevato benessere termico ed un’eccellente qualità dell’aria, che sarà continuamente ricambiata e manterrà un corretto tasso di umidità in tutte le stagioni.
Uno dei principali problemi delle barriere al vapore sulle pareti esterne è legata alla presenza inevitabile negli anni di fori dovuti all’affissione di quadri, pensili, apparecchi di illuminazione, specchi e mensole, in particolare per le strutture intelaiate con cappotto in polistirene.
La barriera al vapore è infatti posizionata sul lato interno, generalmente dopo il cartongesso e viene inevitabilmente perforata.
Queste piccole aperture permettono il passaggio all’interno del muro di una certa quantità di umidità formatasi negli ambienti, che si può potenzialmente accumulare nel tempo, bagnando gli isolanti, in quanto il vapore d’acqua non è in grado di fuoriuscire all’esterno dell’edificio a causa dell’azione di sbarramento del cappotto in EPS.
Le conseguenze possono essere più o meno serie, a seconda della quantità di vapore prodotta e dalle abitudini degli occupanti, che devono espellere manualmente l’aria viziata, aprendo periodicamente le finestre.
In questo particolare caso la presenza di un impianto di ventilazione meccanica controllata risulta particolarmente vantaggioso, in quanto la quasi totalità del vapore sceglierà la via di fuga dell’impianto, senza rischio di accumulo di alti tassi di umidità nei locali.

IMPIANTI E FABBISOGNO TERMICO NELLE CASE A BASSO CONSUMO

IL CALCOLO DEL FABBISOGNO TERMICO DI UN EDIFICIO CONSIDERA SVARIATI FATTORI E NON PUO’ ESSERE OVVIAMENTE LIMITATO ALL’ANALISI DELLA SOLA STRATIFICAZIONE DELLA PARETE ESTERNA.

Desidero complimentarmi con lei sia per il blog che per il libro, ha destato molta curiosità ed ha fugato molti dubbi, ma uno molto importante mi è rimasto, ovvero come misurare e/o calcolare il fabbisogno termico di una casa in legno.
Le chiedo perchè abbiamo acquistato un terreno e ci siamo fatti fare un progetto che tenga conto delle esposizioni solari, con buoni frangisole e corretta disposizione dei punti cardinali.
Ora però dobbiamo andare a definire che impianti corretti abbinare.
Noi non vorremmo il gas, siamo propensi al solare e fotovoltaico, nonchè la pompa di calore, cosa ne pensa?

case, basso-consumo
Il fabbisogno termico di un edificio comprende il consumo di energia per il riscaldamento invernale (e l’eventuale raffrescamento estivo), oltre all’acqua calda sanitaria, che è ovviamente indipendente dal grado di isolamento del fabbricato.
Anche un edificio a bassissimo consumo energetico, in grado di limitare al minimo le dispersioni termiche, consumerà una certa quantità di gas o elettricità per scaldare l’acqua sanitaria, la cui entità dipende dalle dimensioni e dalle abitudini del nucleo abitativo.
Un calcolo termico corretto non è quindi possibile senza un coinvolgimento del committente, in quanto esso andrà tarato sulle esigenze, personali e specifiche, delle persone che abiteranno l’edificio.
La componente termica delle case in legno a basso consumo è generalmente minima, grazie al notevole isolamento termico dell’involucro edilizio, ma va comunque calcolata in base all’orientamento, alla fascia climatica ed allo sviluppo superficiale del volume edilizio, che può risultare più o meno disperdente.
La scelta dell’impiantistica più idonea per una casa prefabbricata non dovrebbe mai essere fondata su criteri puramente emotivi (che bella la VMC, mi piacerebbe eliminare il gas, vorrei il fotovoltaico,....), ma va considerata l’effettiva richiesta di energia complessiva, considerando che gli impianti termici vanno correttamente dimensionati in funzione del reale fabbisogno.
Le eventuali soluzioni alternative vanno confrontate nell’ottica di un rientro economico, comunque in un arco di tempo ragionevole e non superiore ai 10 anni, tenendo conto di eventuali incentivi fiscali e di un minore costo dell’energia per le soluzioni basate sulle fonti rinnovabili come il solare e le biomasse.
Per fare un esempio, le pompe di calore geotermiche possiedono un coefficiente di rendimento molto elevato e consumano poca energia elettrica per il funzionamento (sono quasi sempre in abbinamento a pannelli solari fotovoltaici), con consumi insignificanti per le case in legno a basso consumo, ma hanno un costo di fornitura ed installazione assai elevato, che ne sconsiglia l’impiego per le abitazioni mono e bifamiliari, mentre risultano molto redditizie come impianto centralizzato per edifici plurifamiliari o interventi con più unità abitative (condomini, residence, case a schiera, complessi residenziali).

IL DIMENSIONAMENTO IMPIANTISTICO DI UNA CASA IN LEGNO

IL BASSO CONSUMO DELLE CASE PREFABBRICATE DOVREBBE INDIRIZZARE VERSO SCELTE IMPIANTISTICHE SOBRIE A BASSO COSTO, PUR PRIVILEGIANDO LE SOLUZIONI AD ALTA EFFICIENZA BASATE SU FONTI DI ENERGIA RINNOVABILI.

Mi permetta innanzitutto di complimentarmi con lei sia per il libro che per il blog.
Ha suscitato molto interesse ed ha risposto a moltissimi e naturali dubbi su una materia che conosco molto poco.
Le scrivo perché abbiamo da poco acquistato un terreno ove costruire una casa prefabbricata in legno.
Ci siamo fatti fare un progetto da un architetto.
Come faccio a stimare correttamente il fabbisogno energetico della casa al fine di abbinare impianti "dimensionati" correttamente?
L'architetto ci dichiara di aver considerato la posizione della casa, l'esposizione al sole, i frangisole.
Noi siamo convinti sulla VMC e sulla pompa di calore, non vorremmo allacciamenti al gas e pensiamo anche al fotovoltaico oltre che il solare termico.
Grazie per il tempo e per le competenze che condivide con noi.

una casa passiva in legno
Un buon progetto architettonico è il punto di partenza essenziale per limitare il fabbisogno energetico invernale ed estivo.
Secondariamente, la scelta di un involucro edilizio efficiente dovrebbe garantire consumi energetici ridotti evitando dispersioni termiche nei mesi freddi e il surriscaldamento estivo.
Nel primo caso serve un tecnico preparato ed attento agli aspetti bioclimatici, nel secondo un’azienda di case in legno che offra soluzioni tecnico-costruttive efficaci.
Dando per scontato tutto ciò (non conoscendo il progetto, le competenze del tecnico e la ditta costruttrice scelta), gli aspetti impiantistici possono essere ampiamente ridimensionati.
Come progettista, sono maggiormente interessato agli aspetti edilizi rispetto alle questioni puramente impiantistiche, che preferisco lasciare ai miei colleghi termotecnici, ben più preparati in materia del sottoscritto.
Il fabbisogno termico di un edificio deve essere comunque oggetto di calcolo e non una decisione emozionale dell’acquirente (come quasi sempre avviene).
Vanno soppesati i pro ed i contro, considerando i lunghi tempi di ammortamento dell’investimento per un’ impiantistica efficiente e maggiormente autosufficiente rispetto alla convenzionale caldaia a gas.
Non sempre le pompe di calore risultano una scelta conveniente per riscaldare e/o raffrescare l’edificio, a causa del prezzo superiore, pur a fronte di un elevato rendimento termico, soprattutto in abbinamento ai pannelli solari fotovoltaici.
Questi ultimi, nonostante i prezzi in discesa, attualmente molto competitivi, non godono più delle incentivazioni fiscali che avevano caratterizzato gli anni passati.
Un discorso a parte merita la ventilazione meccanica controllata a recupero di calore (o VMC, per gli amici), che deve essere considerata soprattutto un impianto per migliorare la qualità del microclima indoor, piuttosto che un impianto termico, pur riconoscendone l’importanza ai fini del calcolo energetico, in quanto elimina le dispersioni dovute al ricambio del volume d’aria manuale.

RIVALUTARE IL RISCALDAMENTO A RADIATORI?

OBSOLETI, PASSATI DI MODA, INSENSATI, ANTIESTETICI, FANNO POLVERE.
I VECCHI RADIATORI RESTANO, NONOSTANTE TUTTO, UNA PRIMA SCELTA PER MOLTI ACQUIRENTI DELLE CASE IN LEGNO, FORSE NON DEL TUTTO A TORTO.

Leggendo i suoi articoli del blog, mi sembra di capire che l’isolamento delle case in legno è tale da sconsigliare una spesa eccessiva per gli impianti.
L’azienda che abbiamo scelto (non abbiamo ancora firmato….) insiste per farci acquistare una pompa di calore con il riscaldamento a pavimento, ma la spesa è davvero alta rispetto alla caldaia con radiatori.
Mio marito ritiene che sia meglio staccarci dalla rete gas, ma una differenza di 15.000 € mi sembra davvero eccessiva (sai quante ferie ci facciamo….).
Lei cosa ci consiglia?  Siamo in zona Lago di Como.

CASE-LEGNO, FERTIGHAUS, PREFABBRICATE
Non posso che ribadire quanto scritto a più riprese, scusandomi con i lettori più fedeli.
Le case prefabbricate in legno consumano poca energia termica e non necessitano di impianti costosi e sovradimensionati.
Molti miei clienti hanno optato per le pompe di calore aria-acqua, abbinate a pannelli solari fotovoltaici e ne sono molto soddisfatti.
Questa scelta è abbastanza lungimirante, ma si deve essere consapevoli che difficilmente si riuscirà ad ammortizzare questo sistema impiantistico in pochi anni.
La differenza di costo con un impianto “base” (caldaia a condensazione con radiatori) resta notevole, anche per la presenza dei pannelli radianti a pavimento, che innalza inevitabilmente la spesa (per non parlare dell’incidenza del fotovoltaico, pur a fronte di cifre in discesa libera).
Il gas è una fonte energetica di tipo fossile non rinnovabile ed è ipotizzabile una costante crescita dei prezzi nei prossimi anni.
Questo aspetto può solo parzialmente compensare le motivazioni che spingono a rinunciare ad un impianto a gas.
Un edificio in legno correttamente progettato e curato nel’involucro, con valori buoni termici di parete – tetto – infissi – attacco al suolo, può tranquillamente mirare ad una categoria energetica (secondo normativa nazionale) collocabile tra una classe B “alta” ed una classe A+, sulla maggior parte del territorio nazionale.
Senza avventurarci in imprudenti analisi termotecniche, è però possibile redigere qualche conto “della serva”.
Ipotizziamo che il consumo annuo di gas di una casa in legno di medie dimensioni si aggiri dai 400 agli 800 € per il riscaldamento, considerando che l’energia necessaria per la cottura dei cibi e gli usi sanitari venga coperta da un impianto a pannelli solari termici.
Se la differenza di prezzo tra i vari sistemi impiantistici supera i 5-6.000 € è evidente che i tempi di ammortamento si dilaterebbero eccessivamente, rendendo poco conveniente l’extra costo per soluzioni per il riscaldamento tecnologicamente più innovative.
Tale ragionamento può essere esteso all’opzione caldaia – riscaldamento a pavimento, in quanto il prezzo maggiore di quest’ultima soluzione difficilmente sarà recuperabile negli anni.
In questo ultimo caso si sceglie di eliminare i corpi radianti per motivi pratico-estetici, evitando vincoli nella disposizione dell’arredo,  in presenza di almeno un calorifero per locale.
Va però detto che nelle case in legno i termosifoni non generano moti convettivi d’aria e sollevamento di polveri come negli edifici poco isolati, in quanto il loro funzionamento è limitato a brevi cicli di accensione – spegnimento durante la giornata, con una minima richiesta di energia alla caldaia.

FORI E VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA

LA VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA E’ UN IMPIANTO CHE SI TROVA SPESSO NELLE CASE IN LEGNO A BASSO CONSUMO ENERGETICO, IN QUANTO PERMETTE IL RICAMBIO COMPLETO DEL VOLUME D’ARIA IN POCO TEMPO CON MINIME PERDITE DI CALORE.

La mia è una semplice curiosità riguardo alla ventilazione meccanica controllata con fornello a gas in cucina.
Mi è stato detto che entrambi non possono funzionare assieme perchè andrebbero in conflitto, ma io non ho capito molto bene il perché.
Lei saprebbe darmi una spiegazione e dirmi se tale problema esiste?
La ringrazio e faccio sempre tanti complimenti al suo blog e alla sua pazienza.

vmc
Ci sono varie “scuole di pensiero” al riguardo ma, non essendo un termotecnico, mi limito a qualche modesto accenno da architetto.
In presenza del fornello a gas in cucina, la normativa prevede la presenza di uno o due fori nella parete esterna.
Con la cappa aspirante elettrica per l’espulsione dei fumi è necessario un foro di ventilazione da 100 mm di diametro, posto in basso vicino al pavimento, mentre, in assenza di cappa, serve anche un secondo foro del medesimo diametro per l’aerazione del locale, generalmente posto in alto, a filo del soffitto.
Il foro di ventilazione serve per l’apporto di aria alla combustione, mentre l’apertura di aerazione serve per smaltire verso l’esterno i prodotti della combustione, i vapori, gli odori e gli eventuali residui di gas.
Nelle cucine moderne è rara l’assenza della cappa di aspirazione, per cui è quasi sempre presente una sola apertura, comunque obbligatoria.
Questo foro nelle pareti delle case prefabbricate in legno crea una modesta, ma inevitabile dispersione di calore, comunque necessaria ai fini della sicurezza.
Optando per una piastra ad induzione viene a mancare la fiamma e, pertanto, tale foro non è più obbligatorio.
Non è comunque possibile evitare tale presa di ventilazione nemmeno installando un impianto di ventilazione meccanica controllata, anche se mi è capitato di leggere qualche interpretazione opposta su qualche forum.
Il quesito del conflitto tra VMC e foro sorge per la possibile perdita di pressione d’aria nella casa, in quanto, per funzionare correttamente, la ventilazione necessita dell’ermeticità dell’involucro.
E’ infatti sufficiente aprire una finestra per “spegnere” automaticamente l’impianto, che riprenderà a funzionare con la chiusura dell’infisso.
Sul mercato esistono molti impianti di ventilazione meccanica, di varie marche e costruttori, ma con caratteristiche di funzionamento abbastanza affini tra loro.
Generalmente la presenza di un foro di ventilazione da 100 mm di diametro (come detto, quasi sempre presente anche nelle case in legno) non è sufficiente a depressurizzare il volume d’aria e tuttavia è consigliabile porre esplicitamente tale domanda alla ditta installatrice, per evitare indesiderati malfunzionamenti.

L'IMPIANTO DI ASPIRAZIONE CENTRALIZZATA

UN IMPIANTO UTILE (MA NON CERTAMENTE INDISPENSABILE) IN UNA MODERNA ABITAZIONE E’ L’ASPIRAZIONE CENTRALIZZATA, DA NON CONFONDERE CON LA VENTILAZIONE MECCANICA, INSTALLABILE SENZA PROBLEMI NELLE COSTRUZIONI ECOLOGICHE.

Cosa ne pensa del sistema di aspirazione centralizzata?
Quali svantaggi ha?
Se ha una conoscenza del settore, vorrei sapere in Italia qual'è la marca acquistabile di maggiore qualità ed affidabilità?

Buongiorno Architetto, nel complimentarmi per il libro ed il blog, mi permetto di suggerire un argomento di cui non ho trovato traccia tra gli articoli, ovvero l’impianto di aspirazione centralizzata, che vorrei installare nella mia futura casa in legno prefabbricata.

Non mi considero un esperto di aspirazione centralizzata e non posso pertanto consigliare una ditta in particolare (peraltro il blog non fa pubblicità diretta).
Mi limito a sottolineare che questi sistemi possono sostituire efficacemente il tradizionale aspirapolvere con alcuni vantaggi.
L’impianto è costituito da un insieme di tubi e canalizzazioni che collegano il motore e il serbatoio (ubicati in un locale di servizio) ad una serie di bocchette, il cui numero dipende dalla dimensione e dallo sviluppo dell’edificio.
E’ poi in dotazione una tubazione esterna di adeguata lunghezza che andrà collegata alle prese aspiranti (dotate di sportellino di chiusura).
Per utilizzare l’impianto è quasi sempre sufficiente aprire lo sportello.
Essendo la macchina collocata in un locale apposito, l’impianto non è rumoroso come un tradizionale aspirapolvere e vi è minore possibilità di produzione di polveri ed odori nell’ambiente.
Il tubo è leggero e maneggevole, anche rispetto ad una scopa elettrica, con il vantaggio della potenza elevata e della conseguente capacità di aspirazione e di pulizia.
La pulizia del serbatoio (più capiente del tradizionale sacchetto dell’aspirapolvere) e dei filtri è un’operazione semplice e ci sono particolari “contro” da segnalare, a parte il prezzo maggiore dell’impianto rispetto ai tradizionali aspirapolvere.
Nelle case in legno è preferibile inserire tale impianto in sede di progettazione statico-esecutiva, in quanto si dovranno definire i passaggi dei tubi montanti e delle distribuzioni orizzontali dal locale tecnico sino alle bocchette di aspirazione.
Al pari di un impianto di ventilazione meccanica controllata, il sistema risulta abbastanza invasivo se non predisposto in sede di montaggio, per cui, se lo ritenete necessario, consiglio di prevederlo in sede di campionatura, evitando di intervenire pesantemente sul fabbricato negli anni successivi (in alternativa si può sempre acquistare un robot).

UNA CENTRALE NUCLEARE IN LEGNO

I MODERNI IMPIANTI PER RISCALDARE / RAFFRESCARE / VENTILARE / PRODURRE ACQUA CALDA DISPONIBILI ATTUALMENTE SUL MERCATO HANNO PROFONDAMENTE MODIFICATO IL CONSOLIDATO RAPPORTO TRA INVOLUCRO EDILIZIO E TECNOLOGIA, CHE SINO A POCHISSIMI ANNI FA ERA LIMITATO AD UNA SEMPLICE CALDAIA A GAS CON RADIATORI ED, AL MASSIMO, UN PAIO DI SPLIT PER L’ARIA CONDIZIONATA.

Salve architetto, entrò il 2013 (spero) andrò a realizzare una villetta prefabbricata in legno su due piani, con pareti esterne in xlam da 17 cm, solaio e copertura in pannelli lamellari da 16 cm, cappotto e isolamenti vari.
Ho investito molto nella struttura e ora il mio ingegnere mi propone per gli impianti una pompa calore con fotovoltaico da 6/8 kw, impianto a pavimento per caldo/freddo, ventilazione meccanica e solare termico.
Più che impianti a uso domestico mi sembra centrale nucleare.
Sono nelle Marche a 340 mt in collina a 40 km da mare vicino alla montagna con un clima prevalentemente soleggiato.
Il costo preventivato mi sembra eccessivo; il problema è che non so come muovermi. Io vorrei qualcosa di adeguato alle esigenze senza esagerazioni.
Grazie per gli utilissimi consigli presenti nel sito.

impianti-case-prefabbricate, impianti-case-legno
Investire nell’involucro significa limitare al minimo l’utilizzo dell’impiantistica per il riscaldamento e di conseguenza i costi d’acquisto ed esercizio, in quanto il compito di garantire adeguate condizioni climatiche è in buona parte affidato all’edificio.
Una costruzione ben isolata come le case prefabbricate limita le dispersioni termiche e richiede poca energia per essere scaldata.
Le case in legno a basso consumo raggiungono elevati livelli di coibentazione e non richiedono pertanto un inutile e costoso sovradimensionamento degli impianti.
L’impiantistica deve essere efficiente, possibilmente basata sull’utilizzo di fonti di energia rinnovabile e tarata sull’effettiva necessità di calore, in base ad un calcolo termotecnico corretto relativo alla zona climatica, al rapporto di forma dell’edificio ed al calcolo delle dispersioni termiche che includerà le partizioni opache (muri esterni e copertura), infissi e vetrate, attacco al suolo.
L’organismo edificio – impiantistica deve essere in grado di fornire elevate condizioni di comfort termico in tutte le stagioni, anche nei periodi di criticità climatica, con elevati picchi di freddo o calore.
Sarà proprio in questi periodi dell’anno che potrebbe essere richiesto un lavoro supplementare all’impiantistica, mentre per i mesi restanti l’involucro di una casa in legno ben concepita dovrebbe essere quasi autosufficiente.
Un discorso a parte va fatto per l’acqua sanitaria, in quanto il fabbisogno per gli impieghi domestici quotidiani non è collegato direttamente alle caratteristiche costruzione, ma alle dimensioni del nucleo familiare ed alle esigenze soggettive degli occupanti, nonché al loro stile di vita.
In questo caso è opportuno ricorrere ad impianti che siano in grado di sfruttare l’energia solare attraverso pannelli termici e/o fotovoltaici da posizionare sul tetto, che possono garantire una buona autosufficienza dalle reti energetiche pubbliche (gas, elettricità).

CASE IN LEGNO E CANNE FUMARIE

NELLE CASE PREFABBRICATE E’ POSSIBILE PREVEDERE UNA O PIU’ CANNE FUMARIE, PER L’ALLACCIAMENTO AD UNA CALDAIA A GAS O BIOMASSE, STUFE E/O CAMINI.

Sto per acquistare una casa in legno in provincia di Padova.
Questa casa non è collegata alla rete gas, solamente a quella elettrica e fornisce riscaldamento e acqua calda attraverso una pompa di calore con sistema aria/acqua.
Vorrei molto poter installare una stufa a legna, ma, come avrà già capito, la casa non dispone di canne fumarie e il costruttore mi ha sconsigliato di farlo.

Sinceramente ho visto in lui più la voglia di concludere l'affare senza problemi, quindi volevo chiederle se effettivamente è un problema creare eventualmente un foro per poter uscire con una canna fumaria.
La casa è finita con un cappotto esterno.

Le canne fumarie vanno installate con estrema attenzione e devono essere coibentate con scrupolo, coniugando sicurezza ad efficienza nel tiraggio dei fumi.
Le case prefabbricate sono realizzate interamente in legno, un materiale infiammabile, da non esporre direttamente a fonti di calore.
le case in legno possono essere scaldate con una stufa o un caminoHo trattato lungamente il capitolo “fuoco” e non dovrebbero esserci dubbi sulla capacità di resistenza delle case in legno, ma dovrebbe essere ovvio che le canne fumarie non devono surriscaldarsi o generare scintille.
In genere la canna fumaria è costituita da una tubazione in acciaio inox a sezione circolare, compresa l’adduzione dell’aria per il tiraggio (aria-fumi), isolata con una controcanna prefabbricata in cemento o laterizio.
Questa coibentazione ha il duplice scopo di evitare la dispersione di calore all’esterno (il rendimento termico dell’impianto calerebbe drasticamente) e il surriscaldamento delle strutture dell’edificio circostanti alla canna fumaria.
In una casa in legno esistente, come nel caso del lettore, l’installazione di una canna fumaria è comunque possibile, ma va posizionata all’esterno dell’edificio, rivolgendosi ad una ditta specializzata e certificata.
Anche in questo caso, la canna fumaria sarà in acciaio e andrà eseguito un foro in facciata per raccordare la tubazione con l’interno dell’edificio (ad esempio, ad una stufa).
Un secondo foro andrà ricavato nel tetto, nella zona della gronda, in quanto la canna fumaria dovrà essere dotata di apposito comignolo, la cui funzione è di disperdere i fumi all’esterno, proteggendo il camino e la canna fumaria dall’acqua piovana e dal vento.
Non comprendo pertanto la posizione del costruttore, in quanto l’intervento non risulta troppo invasivo, a patto di effettuare il lavoro con le dovute attenzioni.

UNA CASA PREFABBRICATA SENZA RISCALDAMENTO

TEMA AMPIAMENTE TRATTATO, MA CHE VIENE PERIODICAMENTE PROPOSTO, IN QUANTO MOLTI COSTRUTTORI DI CASE IN LEGNO CONSIGLIANO LA VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA COME UNICO IMPIANTO TERMICO. 

Volevo farle alcune domande in relazione alla VMC.
Ho deciso di costruire una casa passiva utilizzando un modello a catalogo fornito da una nota azienda austriaca. 
Per quanto riguarda l'impiantistica il capitolato propone come sistema di riscaldamento (cito testualmente): 
"Con il riscaldamento ad aria controllata sarà riscaldata tutta la casa, esclusa la cantina o vani accessori. Questo sistema monoenergetico, forzato da corrente elettrica può essere utilizzato come riscaldamento, raffrescamento e ventilazione controllata. Il sistema viene formato da una ventilazione controllata centrale con scambiatore di calore e una pompa di calore ad aria-aria. Per la produzione dell'acqua sanitaria calda é prevista una pompa di calore apposita”. 
Sul blog ho letto qualcosa sui sistemi che utilizzano la VMC per riscaldare tramite una serpentina elettrica, ma questo mi sembra qualcosa di più complesso. 
Lei conosce questi sistemi e saprebbe dirmi se sono comunque sufficienti per riscaldare e raffrescare adeguatamente la casa oppure è consigliabile comunque integrare facendo montare un sistema di riscaldamento a pavimento? 
La casa dovrebbe essere costruita nella campagna tra Modena e Bologna, questo per darle una idea della fascia climatica. 

casa passiva, casa prefabbricata passiva, casa in legno passiva
In teoria, è una buona idea.
L’impianto di ventilazione meccanica controllata a recupero di calore consente il ricircolo dell’aria in tutti i vani dell’abitazione, prelevando l’aria viziata dai locali di servizio, recuperandone la maggior parte del calore ed espellendola all’esterno.
L’aria pulita viene reimmessa nei locali di soggiorno e nelle camere, preventivamente scaldata con il calore recuperato precedentemente.
L’idea, in questo caso, è di riscaldare ulteriormente quest’aria mediante una semplice serpentina elettrica d’inverno o raffrescarla nel periodo estivo.
Se l’utilizzo della ventilazione come impianto di raffrescamento è interessante, trattandosi di un impianto efficiente a basso consumo (al contrario dei tradizionali climatizzatori), la qualità dell’aria durante i mesi freddi non è sempre ideale.
L’impianto deve essere in grado di mantenere condizioni di umidità corrette, in quanto l’aria scaldata risulta troppo secca e può essere fonte di parecchi problemi alle vie respiratorie.
Generalmente questi impianti non presumono questo tipo di utilizzo e, pertanto, questa scelta va fatta solo per ventilazioni meccaniche che prevedano tale funzione.
Un altro punto da non trascurare è la posizione delle bocchette, in quanto alcune zone della casa (cucina, disimpegni, bagni) da cui l’aria viziata verrà prelevata andranno scaldate con radiatori elettrici.
Le case in legno a basso consumo sono in grado di compartimentare i vari ambienti grazie al notevole isolamento delle pareti interne e il calore, a differenza delle costruzioni in muratura, viene mantenuto all’interno dei singoli locali, con differenze di temperatura significative tra i vari ambienti.
Nella pratica continuo a ritenere questa soluzione non ottimale rispetto agli impianti integrati più collaudati basati sul gas, le biomasse o l’energia solare caldaie, termo camini o pompe di calore).

IMPIANTI PER LE CASE ECOLOGICHE

Noi vogliamo essere ecologici, ma fino ad un certo punto!
Amo la tecnologia e soprattutto tutti gli elettrodomestici che ti rendono la vita più semplice!
Quindi avrò un certo dispendio di elettricità, poichè voglio installare un aspiratore centralizzato, lavatrice e asciugatrice, forno normale e a microonde, piano cottura a induzione, lavastoviglie, frigorifero e congelatore, televisori e computer.
Pensavamo al fotovoltaico, ma di sicuro non possiamo permetterci un impianto che copra tutto il nostro utilizzo (e forse non abbiamo nemmeno abbastanza tetto)!
Per il riscaldamento della casa e dell'acqua sanitaria abbiamo ancora moltissimi dubbi, riguardanti soprattutto il rapporto rendimento/costo.
Il solare termico ci sarà senz'altro! Ma poi che altro? Pompa di calore? Geotermico? Pompa di calore con geotermico? Caldaia a condensazione? Stufa a pellets?  Altro?
Abbiamo anche pensato che forse potremmo fare a meno almeno dell'impianto del metano.
Ci si può riuscire risparmiando? Conviene spendere un po' di più in qualcos'altro che ci permetterà di far tornare i conti o non conviene?

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La scelta dell’impiantistica più idonea per la nostra casa prefabbricata dovrebbe sempre basarsi su poche, semplici domande.
Di quanto calore abbiamo bisogno per la nostra zona climatica?
Quali sono le fonti di energia più adatte per una casa in legno?
Dobbiamo prevedere un raffrescamento estivo?
Lo ribadisco ancora una volta. 
Le case prefabbricate sono edifici a basso consumo energetico e richiedono impianti correttamente progettati. 
Un sovradimensionamento rappresenta una spesa inutile che non verrà mai ammortizzato nel tempo. 
Un efficiente sistema integrato deve prevedere al massimo un paio di impianti che siano in grado di intervenire quando richiesto dalle condizioni climatiche o dai fabbisogni specifici di energia indoor. 
Possono quindi bastare una caldaia a condensazione a radiatori (o abbinata ad un pavimento radiante) e i pannelli solari termici per la produzione del’acqua sanitaria, a cui affiancare al limite una stufa a pellet o legna.
Ma altrettanto valido può essere un impianto basato su pompa di calore e riscaldamento a pavimento (aria-acqua), soprattutto se l’energia elettrica dell’abitazione verrà prodotta con il fotovoltaico (a costi superiori).
Chiaramente le fonti rinnovabili sono preferibili nelle case in legno (sole, biomasse), ma il gas resta una buona soluzione (non ne useremo poi molto).
Il raffrescamento, infine, non dovrebbe essere necessario in edificio in legno, ma molto dipende dalla zona climatica di costruzione e dalla corretta progettazione del fabbricato, dato che non sono rari i casi di abitazioni a rischio surriscaldamento estivo, a causa dell’errato posizionamento delle vetrate e dell’assenza di elementi schermanti.
Evitando il classico climatizzatore, l’installazione di un buon impianto di ventilazione meccanica controllata può agire efficacemente sul controllo del tasso di umidità dell’aria ed abbassare di qualche grado la temperatura. 
Non a caso si tratta di un impianto sempre altamente consigliabile per le case prefabbricate, anche per migliorarne la qualità dell'aria.

CASE ECOLOGICHE E RISCALDAMENTO A BATTISCOPA

IL CRESCENTE SUCCESSO DEI PAVIMENTI RADIANTI NON DEVE FAR DIMENTICARE CHE ESISTONO NUMEROSE VARIANTI DI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO A BASSA TEMPERATURA 

Mi sembra che nel suo blog non ha mai parlato del riscaldamento a battiscopa.
Non e' una soluzione valida?
Quali difetti ha?
Come mai viene impiegato poco nelle case in legno in bioedilizia, nonostante potrebbe essere sufficiente a scaldare abitazioni con elevate prestazioni?

case prefabbricate, case prefabbricate in legnoIl riscaldamento a battiscopa è una variante a quello, ben più diffuso, radiante a pavimento.Concettualmente, viene montato al posto del tradizionale battiscopa lungo il perimetro di tutti gli ambienti, occupando circa 15 cm in altezza e sporgendo per altri 3 cm.
Il sistema è costituito da due tubi in rame in cui scorre acqua calda (da 45° a 60°, a seconda del sistema utilizzato – pompa di calore o caldaia).
I tubi sono avvolti da lamelle metalliche che hanno lo scopo di diffondere il calore riscaldando le pareti che, a loro volta, collaborano all’effetto radiante complessivo dell’impianto.
La minima quantità di acqua da scaldare rispetto ai sistemi a pavimento comporta una buona resa termica dell’impianto a battiscopa, con il vantaggio di una bassa inerzia ed una maggiore velocità di raggiungimento della messa a regime.
Non vi è una ragione particolare per non installare questa soluzione delle case in legno, trattandosi di un impianto sicuramente economico ed efficiente.
Un vantaggio notevole è la capacità di mantenere asciutti i muri a fronte di risalite di umidità, pur essendo il rischio di sviluppare funghi e muffe praticamente assente nelle case prefabbricate costruite correttamente.
Di contro, l’impatto estetico del riscaldamento a battiscopa non è propriamente trascurabile, anche se migliore dei tradizionali radiatori, essendo disponibili vari colori e soluzioni.
Trattandosi di un impianto “esterno” alle pareti è di veloce installazione, non risulta minimamente invasivo sulla struttura dell’edificio e non richiede fresature ed alloggiamenti all’interno dei muri.
Va comunque sottolineato che l’effetto radiante è più accentuato verso il pavimento e diminuisce con l’altezza.
Restano immutati i vantaggi dovuti all’assenza di moti convettivi e polvere tipici degli impianti a termosifoni (comunque quasi assenti nelle case in legno a basso consumo).
Va comunque ricordato che il funzionamento ottimale dell’impianto richiede che le lamelle inserite nel battiscopa possano lavorare liberamente, senza mobili o arredi che ne limitino l’efficacia.
In questo caso il rischio è che ambienti le cui superfici verticali risultino coperte da armadi, librerie, pareti attrezzate, non vengano riscaldate adeguatamente.Il principale problema del riscaldamento a battiscopa, analogamente a quello a pareti radianti è proprio la necessità di superfici libere, esigenza non sempre risolvibile nelle abitazioni, in particolare di piccole dimensioni.
Un’eccellente alternativa al riscaldamento a pavimento potrebbe invece essere il riscaldamento a soffitto radiante, il cui principio di funzionamento è sostanzialmente analogo, sempre abbinabile a pompe di calore, caldaie a gas metano o a pellet, il cui montaggio nelle case prefabbricate risulta altrettanto agevole.

L'UTILITA' DELLA VENTILAZIONE MECCANICA

LA VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA A RECUPERO DEL CALORE E’ UN IMPIANTO CHE SI INTEGRA PERFETTAMENTE NEGLI EDIFICI A TENUTA COME LE CASE IN LEGNO.
PUR DECANTANDONE LA GRANDE UTILITA’, SI DEVE COMPRENDERNE IL FUNZIONAMENTO (NONCHE' LO SCOPO) PER NON RICHIEDERLE PRESTAZIONI NON COMPATIBILI CON LE FINALITA’ ENERGETICHE PER CUI E’ CONCEPITA.

Sarei molto propenso di costruire una casa in legno passiva o quasi (minimo classe energetica A di CasaClima) ed il mio Geometra mi ha suggerito di inserire soltanto la ventilazione meccanica controllata, che sarà in grado di sostituire i caloriferi ed il riscaldamento a pavimento, sfruttandola sia in estate che in inverno controllando anche il tasso di umidità oltre alla temperatura.
Sinceramente sono un po’ scettico e vorrei sentire pareri diversi da esperti nel mestiere.
Secondo lei è una cosa fattibile?
Basterà la sola VMC per beneficiare sia del caldo in inverno che del fresco in estate oppure bisognerebbe integrare l'impianto con delle pompe di calore?
Premetto che mi trovo a Cremona e non sono un maniaco nè del caldo in inverno nè del fresco in estate.

Ho scritto un articolo sull’argomento, al quale rimando la lettura.
Mi limito ad aggiungere che le caratteristiche di questo impianto non dovrebbero generare equivoci, in quanto si tratta di un semplice sistema per il ricambio dell’aria di un involucro edilizio, finalizzato al comfort e non un’alternativa alla caldaia o alla pompa di calore, nonostante l’elevata percentuale di recupero del calore. 
La possibilità di trattare parzialmente l’aria immessa all’interno dei locali (raffrescandola o riscaldandola) non prevede una potenza energetica sufficiente a rendere autosufficiente la ventilazione meccanica rispetto al fabbisogno termico (in particolare in presenza dei “picchi” invernali), poiché si andrebbe a peggiorare drasticamente la qualità dell’aria, annullando i benefici intrinseci di questo impianto.
Faccio notare che tanto l'agenzia Casaclima di Bolzano, quanto l'istituto di certificazione ARCA della Provincia di Trento danno grande importanza alla presenza della VMC negli edifici (ARCA lo inserisce addirittura tra i parametri fondamentali richiesti ad una casa in legno).

I MOLTI PREGI DELLA VENTILAZIONE MECCANICA

L’IMPIANTO DI VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA A RECUPERO DI CALORE E’ SICURAMENTE COMPLEMENTARE ALLE CARATTERISTICHE DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO E COMPORTA NUMEROSI VANTAGGI SUL MICROCLIMA INDOOR. 

A breve partirò con la costruzione della mia casa con struttura in legno.Nella mia zona vi è un rappresentante dell'azienda XXXXXXXX e sto valutando con lui la costruzione della casa.
L'azienda esiste da molti anni e mi sembra seria, lei cosa ne pensa, ha avuto qualche esperienza o contatto?
Cosa ne pensa della qualità del montaggio e del legno impiegato (mi verrà eventualmente fornita soltanto la struttura con gli infissi e portoncino, parzialmente da finire esternamente)? 

Non posso dare giudizi sulle aziende che non conosco e non mi sembra possibile giudicare un costruttore semplicemente visionando un sito internet, mi spiace.

case-prefabbricate, case_prefabbricateAltra domanda, molto importante: la parete che vorrei impiegare dovrebbe avere trasmittanza 0,14 (sto valutando di utilizzare una parete da 0,10), infissi triplo vetro.
Costruendo in fascia climatica "e", secondo lei potrebbe essere sufficiente il mantenimento/riscaldamento dell'abitazione unicamente con una ventilazione meccanica controllata con recupero di calore integrata con pompa di calore aria/acqua?
Se integrassi con una stufa a pellet da accendere nei momenti più "critici" (nella zona non c'e' il metano)?
Gradirei qualche consiglio di massima, pur sapendo che sicuramente andrà effettuata una valutazione specifica del mio caso e che le variabili sono molte.
Secondo lei sarebbe possibile e sufficiente utilizzare solamente una macchina del genere?Ultimo quesito: quali problematiche comporta l'impiego di una VMC?Per quanto riguarda la pulizia dell'impianto e' necessario negli anni effettuare una pulizia dei condotti? 
Come si fa? 
E’ un'operazione difficoltosa?
D'estate si può impiegare la VMC o consuma troppo (e poi toglierebbe l'umidità)?
Ho già ordinato il suo libro "Guida alle case di legno" e non vedo l'ora di leggerlo, grazie. 

L’impianto prospettato dal lettore mi sembra più che abbondante per un edificio con queste caratteristiche (U=0,10–0,14).
La pompa di calore aria/acqua (con pavimento radiante) è perfettamente in grado di riscaldare e raffrescare, nonché produrre acqua calda per usi sanitari.
L’abbinamento con un impianto di ventilazione meccanica, consente di gestire il microclima con grande accortezza, recuperando il calore e ricambiando l’aria interna con benefici sulla salubrità indoor e sulle bollette.
L’abbinamento con una stufa a pellet a mio avviso può costituire un sovradimensionamento eccessivo, con il rischio di scaldare eccessivamente gli ambienti a causa dell’alta inerzia del pavimento radiante, ma potrebbe andare bene per i periodi di grande freddo persistente.
Un impianto di ventilazione meccanica non richiede continue manutenzioni ai condotti, mentre andranno periodicamente puliti i filtri, soprattutto se l’edificio è costruito in prossimità di fonti di polveri o inquinamento (città, strade di grande scorrimento, industrie, cantieri edili).
Questa operazione è abbastanza semplice e non richiede l’intervento dell’assistenza, ma può essere eseguita in proprio.
A seconda del modello andranno comunque effettuate periodiche manutenzioni, come qualsiasi altro impianto e sostituiti i suddetti filtri.Il consumo in elettricità della VMC è basso in tutti i mesi dell’anno, in quanto si tratta fondamentalmente di due semplici ventilatori.
Questo impianto infine non va spento durante l’estate, ma dovrebbe essere mantenuto sempre in funzione, anche nelle ore notturne (non fa rumore).
I modelli di ventilazione più sofisticati regolano con precisione il tasso percentuale di umidità, ma l’effetto è comunque avvertibile anche senza la dotazione di centraline di controllo dell’aria, con beneficio sulla percezione del calore in regime estivo.