Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

CASE PREFABBRICATE E SOPRAELEVAZIONI

LE CASE IN LEGNO POSSONO ESSERE IMPIEGATE ANCHE PER INTERVENIRE IN AMPLIAMENTO A FABBRICATI PREESISTENTI, ANCHE COME SOPRAELEVAZIONE, IN QUANTO IL PESO RIDOTTO PERMETTE DI LIMITARE I CARICHI GRAVANTI SULLE STRUTTURE DI FONDAZIONE.

Abito con la mia famiglia in una palazzina di due piani di nostra proprietà e, volendo sfruttare lo spazio perimetrale che offra l'ampio terrazzo, avremmo intenzione di realizzare un terzo piano in un futuro più o meno prossimo.
Parlando con il titolare della ditta che sta ristrutturando la casa, sono venuto a sapere che fare questa operazione non è possibile poiché, essendo questa costruita alla fine degli anni '50 in pietra alla base e in mattoni pieni al primo piano e non in cemento armato, la legge non permette di sopraelevare edifici di questo tipo.
Innanzitutto vorrei sapere se questa cosa è vera, e in secondo luogo, se costruire un terzo piano prefabbricato, in acciaio o in legno, è una buona soluzione o meno, anche a livello di costi.

Come regola generale, la sopraelevazione con le case prefabbricate è possibile per gran parte degli edifici, anche per i vecchi stabili degli anni ’50.
All’epoca la normativa in materia di strutture imponeva il rispetto di parametri più flessibili e non esisteva alcuna regolamentazione antisismica.
La recente introduzione di norme tecniche sulle costruzioni più restrittive (D.M. 14/01/2008) si basa sul fatto che il nostro paese è a grande rischio sismico a causa della particolare posizione geografica.
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Le nuove costruzioni vanno pertanto progettate con criteri di sicurezza, in base ad una mappatura del territorio che individua 4 zone di pericolosità sismica che determina gli effetti di un possibile terremoto entro una particolare magnitudo.
La classificazione va dalla zona 1 (alta sismicità), sino alla zona 4 (la meno pericolosa).
In quest’ultimo caso le Regioni possono esentare o meno il progettista dal calcolo antisismico.
Qualsiasi intervento edilizio (anche le sopraelevazioni) deve soddisfare la normativa in vigore che, come detto, è influenzata dalla zona sismica specifica in cui rientra l’intervento.
I vecchi fabbricati possono essere mantenuti senza problemi in uno stato di equilibrio, ma andrebbe sempre prevista una verifica periodica sulle strutture.
Suppongo che il costruttore interpellato dal lettore abbia parlato con cognizione di causa.
L’assenza di acciaio nella costruzione rende l’edificio vulnerabile alle sollecitazioni orizzontali ed alle forze dinamiche e di trazione che si generano durante i terremoti.
Non escludo affatto che possano essere possibili interventi di consolidamento, con l’introduzione di nuove strutture portanti (in acciaio o cemento armato), in grado di soddisfare il calcolo e permettere di sopraelevare il fabbricato, comportando un aggravio dei costi di costruzione che andrà valutato con attenzione.
In un quadro di fattibilità, il minore peso delle case in legno rende interessante questo genere di interventi, anche in virtù della velocità di montaggio ed esecuzione dei lavori.

GEOTERMIA E CASE IN LEGNO

LE POMPE DI CALORE GEOTERMICHE SONO IMPIANTI AD ALTISSIME PRESTAZIONI TERMICHE, CHE POSSONO RISCALDARE E RAFFRESCARE EFFICACEMENTE ANCHE EDIFICI DI NOTEVOLI DIMENSIONI.

E' da qualche tempo che cerco di reperire informazioni utili nel mondo delle case prefabbricate per costruirmi nel prossimo futuro, si spera, una soluzione abitativa di questo genere.
Mettendo a confronto gli allestimenti standard e i prezzi offerti dalle varie aziende leader del settore, soprattutto tedesche, mi sono soffermato su un'azienda in particolare che offre di "base" riscaldamento a pavimento, ventilazione meccanica controllata, tripli vetri e pompa di calore per riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitari nonchè una parete esterna con k termico di 0,15.
Il mio dubbio riguarda la geotermia come fonte di riscaldamento; da quello che ho potuto capire non si tratta della vera e propria geotermia con relativa trivellazione di un centinaio di metri ma più semplicemente di sonde che lavorano a circa due-tre metri sottoterra.

Sembra che la garanzia sia di cinque anni sugli impianti.
Come giudica questo sistema? Risulta affidabile nel tempo e con quali costi di manutenzione?
Il mio tecnico mi ha messo in guardia rispetto a tempi di garanzia troppo brevi rispetto ad impianti di recente concezione.

L’impianto in questione prevede una serie di sonde geotermiche orizzontali e non è un impianto di concezione superata, anzi.
Il terreno, come sorgente di energia, ha il vantaggio di subire minori sbalzi di temperatura rispetto all'aria, e il suo calore può essere assorbito per mezzo di sonde geotermiche, costituite da tubazioni a sviluppo orizzontale o verticale.
L’energia viene così convertita in calore con un rapporto fino a 1:5 rispetto all'energia elettrica necessaria per il funzionamento della pompa.
Se la sorgente di calore è il terreno di superficie, le tubazioni saranno orizzontali, interrate a una profondità di 1,5 m circa, per non risentire troppo delle variazioni di temperatura dell'aria esterna e dell’irraggiamento solare.
Questo sistema è adatto a case in legno con grandi appezzamenti di terreno a causa dell’estensione delle tubazioni, che andranno poste a una certa distanza degli edifici.
La maggior parte delle pompe di calore geotermiche utilizza il calore delle rocce del sottosuolo, mediante un pozzo nel terreno, trivellato sino a 80-100 m di profondità.
A queste profondità il calore rimane a temperatura praticamente costante tutto l’anno e può essere quindi sempre utilizzato come sorgente.
Una o più sonde geotermiche costituite da tubi in plastica vengono inserite nel pozzo e assorbono il calore tramite il ricircolo del fluido refrigerante in profondità.
Questo impianto occupa poco spazio e può essere installato anche su piccoli terreni, e anche il lavoro di ripristino, dopo avere effettuato la perforazione, è minimo.
L’alto coefficiente di rendimento di questi impianti consente di riscaldare e raffrescare con pochissima energia elettrica, ma gli alti costi della geotermia appaiono difficilmente ammortizzabili per una singola abitazione e del tutto sovradimensionati.
La geotermia costituisce quindi un eccellente investimento qualora il fabbisogno termico comporti un’elevata richiesta di energia, come nel caso di edifici pubblici, condomini o residence, strutture alberghiere e palazzi per uffici.

IL PROGETTISTA DELLE CASE A BASSO CONSUMO

GLI EDIFICI IN LEGNO A BASSO CONSUMO RICHIEDONO QUALCHE ACCORTEZZA IN PIU’ AL PROGETTISTA, MA NON IMPONGONO UNA SPECIFICA ESPERIENZA NEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI PREFABBRICATE.

Mi sto informando da poco tempo circa la possibilità di costruire una casa prefabbricata su un terreno edificabile di nostra proprietà, ma purtroppo però ho ricevuto sinora informazioni contraddittorie e, pertanto, le vorrei chiedere alcune delucidazioni.
In primis è fondamentale che il progetto venga effettuato da un architetto con esperienza nel settore?  
Molte aziende che producono case prefabbricate sostengono che non sia necessario, anche se personalmente credo che ci siano dei limiti.
E’ possibile costruire il piano seminterrato (box, cantina e taverna) in prefabbricato?

case-in-legnoLa risposta per la seconda domanda è SI (ovviamente in cemento armato e non in legno).
Il tecnico incaricato per la progettazione di una casa prefabbricata (architetto, geometra o ingegnere) non deve possedere una particolare esperienza nel settore delle case in legno.
Sarebbe comunque un errore progettare la costruzione pensando alla muratura, per poi decidere di realizzare l’edificio in legno all’ultimo momento.
L’adattamento esecutivo da parte della ditta comporta modifiche al progetto più o meno invasive, a partire dalle misure delle pareti.
In una (moderna) costruzione in muratura i muri esterni possiedono spessori di parete importanti (40, 50 o più centimetri), mentre i muri interni sono in genere semplici tramezze in laterizio leggero, non portanti.
Quasi sempre sono presenti pilastri o setti in cemento armato.
Una casa in legno presenta spessori di parete esterna contenuti (sia a telaio che in massiccio), mentre i muri interni sono in genere più spessi e rivestono una funzione portante.
Quasi mai sono presenti pilastri, ma possono esserci elementi in acciaio con funzione di controventamento ai carichi orizzontali (vento e terremoti).
L’edificio dovrebbe sottendere uno studio bioclimatico in funzione di un corretto comportamento termico dell’involucro, per tutti i mesi dell’anno.
Tale approccio dovrebbe ovviamente essere riservato anche per le costruzioni in opera tradizionali, ma permette di raggiungere eccellenti rendimenti energetici nelle case in legno, grazie alle caratteristiche di queste costruzioni, molto coibentate.
Il legno delle strutture, pessimo conduttore di calore, viene a sua volta abbinato a pannelli isolanti, limitando al minimo le dispersioni termiche con l’esterno.
Le case prefabbricate costituiscono una tipologia costruttiva certamente differente (ma non troppo) dagli edifici in muratura, ma può essere sufficiente una semplice conoscenza dei principi tecnici di base, oramai facilmente reperibili (fiere, internet, contatto diretto con le aziende) da parte del progettista e tutti i soggetti tecnici coinvolti nella costruzione (strutturista, direttore dei lavori, coordinatori per la sicurezza…) per coordinare la propria attività con la ditta che monterà la casa in legno.

ESPORRE IL LEGNO DELLE CASE PREFABBRICATE

LE CASE PREFABBRICATE VENGONO RIVESTITE ALL’ESTERNO CON UN ISOLAMENTO A CAPPOTTO INTONACATO. 
CAMBIANO I MATERIALI E GLI SPESSORI, MA IL LEGNO RESTA PROTETTO SOTTO QUESTO STRATO, TANTO PER LE PARETI A STRUTTURA INTELAIATA, QUANTO PER QUELLE MASSICCE.

Mi scrive una studentessa:

Reputo molto interessanti le informazioni riportate all'interno del blog, ma mi chiedevo dove poter trovare maggiori dati che possano dimostrare più approfonditamente l'effettivo "guadagno" in termini di ambiente, di costi e di risparmio energetico rispetto all'utilizzo dei metodi costruttivi tradizionali.  
Vorrei quindi riuscire a comparare l'utilizzo di una struttura tradizionale e di una struttura in legno per far emergere le differenze e capire se una struttura in legno sia o no preferibile nelle nuove realizzazioni, anche se non si parla delle case unifamiliari isolate o di modeste dimensioni.
Sul blog inoltre si parla della possibilità di rivestire le abitazioni con struttura portante in legno con differenti materiali, compreso l'intonaco, i professori che gestiscono il mio laboratorio sostengono però che sia più corretto un rivestimento in legno che non "nasconda" la natura della struttura portante.
In quali testi o articoli posso trovare maggiori informazioni per poter approfondire l'argomento e sviluppare un'idea personale?

E’ possibile ricoprire agevolmente la facciata di una casa prefabbricata con un rivestimento in legno. 
Si tratta peraltro di un opzione offerta da tutti i costruttori (con un adeguato extra costo). 
Se il progetto richiede degli inserti, un piano o un’intera facciata in legno, è sufficiente scegliere la soluzione più idonea tra quelle offerte.
Il rivestimento può sostituire il cappotto o essere fissato ad esso con dei semplici listelli.
In quest’ultimo caso i costi saranno maggiori, a fronte di un migliore isolamento termico complessivo dell’edificio.
Le case prefabbricate sono, come ripetuto spesso, un’alternativa costruttiva alle tecniche tradizionali, basate sul laterocemento.
Una delle principali caratteristiche delle case prefabbricate è proprio la possibilità di nascondere il legno all’interno, rendendo l’edificio indistinguibile da quelli in muratura.
Questo aspetto consente di realizzare case prefabbricate su tutto il territorio, da nord a sud, adattandole a vincoli, tipologie e regolamenti locali, proteggendo al contempo il legno dall’azione stressante degli agenti atmosferici, prolungando la vita dell’edificio e limitando le manutenzioni.
Il cliente delle case prefabbricate è consapevole che la sua abitazione avrà un aspetto tradizionale e difficilmente richiederà un rivestimento di facciata.
Escludendo le zone montane, il legno esposto a caldo, freddo, sole, pioggia, ghiaccio, richiederà in breve tempo drastici interventi di riverniciatura. 
Se l’usura delle gronde lignee può essere accettabile per l’altezza, una facciata che dopo pochi anni risulti danneggiata non è certo auspicabile, comportando una spesa mai trascurabile (ricordiamo che qualsiasi intervento in quota deve essere svolto in sicurezza, con un ponteggio, da una ditta specializzata).
Non discuto pertanto l’autorevole parere dei professori dal punto di vista della coerenza tra progetto e struttura, ma ribadisco che le costruzioni a basso consumo energetico posseggono requisiti che le distinguono nettamente dagli edifici in legno in opera per l’industria ed il commercio.

CASE PREFABBRICATE IN LEGNO O ACCIAIO?

ESISTONO SUL MERCATO ALCUNE ALTERNATIVE AGLI EDIFICI IN LEGNO.
LE CASE PREFABBRICATE IN MURATURA RAPPRESENTANO, AD ESEMPIO, UNA SOLUZIONE COSTRUTTIVA MOLTO INTERESSANTE.

Innanzitutto congratulazioni per il blog sulle case in legno, pieno di ottimi articoli.
Ieri si parlava con gli amici sulla possibilità di acquistare una casa prefabbricata e informandoci sul web abbiamo scoperto che esistono diversi tipi, sia in legno che in acciaio.
Francamente nessuno di noi è capace di fare una scelta, quindi mi rivolgo a lei che sicuramente sa più di noi in materia: legno o acciaio?

case-prefabbricateSono poco diffuse e pressochè sconosciute in Italia, ma esistono sul mercato da qualche tempo.
Sono le case prefabbricate in acciaio, un tipo di costruzione di origine nordamericana, molto apprezzate negli Stati Uniti o in Gran Bretagna, che propongono un concetto di parete non troppo distante dal “balloon frame” delle case in legno, in abbinamento a pannelli isolanti termoacustici.
L’acciaio zincato è un eccellente materiale con caratteristiche statiche eccellenti (alta resistenza, leggerezza, facilità di lavorazione, trasporto e montaggio).
Il suo costo è in aumento, ma resta un materiale abbastanza economico se montato a secco, limitando l’incidenza della manodopera rispetto alle costruzioni tradizionali in laterocemento.
Questo tipo di costruzioni presenta caratteristiche analoghe alle case in legno prefabbricate, come tempi di costruzione ridotti, ottimo isolamento termico ed acustico, eccellente resistenza ai terremoti.
I costruttori di case prefabbricate in acciaio esaltano la sostenibilità ambientale dell’acciaio (???), l’inattaccabilità da parte di insetti o muffe (al limite il problema riguarda gli isolanti, ma che importa….), la riciclabilità del materiale, la sua incombustibilità (non brucia, ma per quanto riguarda la sicurezza in caso di incendio…..).
In realtà, la maggiore qualità dell’acciaio resta la sua altissima capacità strutturale che lo rende un materiale idoneo alla realizzazione di edifici in altezza o sottoposti a carichi importanti.
In questo l’acciaio appare assolutamente superiore al legno, anche se le strutture in legno lamellare (travi e pareti X-Lam) hanno ampliato di molto le capacità portanti di questo materiale.
Un confronto serio andrebbe compiuto sulla base di un identico progetto, al fine di valutarne prestazioni termo-acustiche, prezzi, garanzie, caratteristiche costruttive.
Lungi da me quindi la volontà di parlare male di questi edifici o di sminuirne le qualità, senz’altro interessanti.
Le case in legno restano, almeno in Europa, la soluzione costruttiva a secco più collaudata e sicura, soprattutto affidandoci ad una ditta del settore con buona esperienza e comprovata capacità.
Mi riprometto comunque di approfondire l’argomento sulla base di dati specifici e, magari, di un esperienza più diretta su queste costruzioni.

DISINFORMAZIONE SULLE CASE IN LEGNO

LE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE SONO EDIFICI ASSOLUTAMENTE PERMANENTI, DA ANCORARE AD UNA PLATEA DI FONDAZIONE IN CEMENTO ARMATO.
DEVONO SODDISFARE TUTTI I REQUISITI NORMATIVI IN MATERIA DI COSTRUZIONI E, PERTANTO, IL RELATIVO FINANZIAMENTO NON SI DISCOSTA MOLTO DA QUELLO DI UNA COSTRUZIONE TRADIZIONALE.

Volevo chiederti delle notizie riguardanti il mutuo per una villetta prefabbricata.
Stiamo incontrando un po’ di difficoltà verso le aziende che offrono servizi creditizi, in quanto dicono che una casa in legno non è finanziabile perchè è una struttura movibile che un domani si può spostare.
Volevo dei chiarimenti in merito e capire bene, se puoi aiutarci, a chi rivolgerci per poter aver un mutuo per costruire la casa.
La casa che vorremmo costruire è sul secondo piano da realizzare dell'abitazione del genitore della mia ragazza, la dimensione è sui 100 metri quadri.

I casi sono due.
O il lettore vuole costruire una casetta mobile (nel quale caso non posso aiutarlo poiché non ne so nulla) o la banca (“aziende che offrono servizi creditizi” mi inquieta un po’…) appare del tutto disinformata.
Essendo poco appassionato di case mobili (smontabili, su ruote, da giardino e quant’altro) mi concentrerei sulle difficoltà che molti acquirenti di case in legno incontrano di fronte agli istituti di credito.
Le costruzioni a basso consumo energetico non possono essere smontate, non sono soggette ad un veloce degrado, non perdono valore nel tempo, in quanto sono strutture permanenti, antisismiche, durevoli e corredate di un certificato energetico di prima classe (B, A, A+) che ne attesta le qualità termiche e le pone sul mercato immobiliare con caratteristiche di assoluta eccellenza.
Le tempistiche brevi rappresentano l’unico aspetto che va capito dalla banca erogatrice del mutuo, in quanto non è possibile quasi mai procedere per stati di avanzamento lavori (come per le costruzioni in edilizia tradizionale) ed i pagamenti sono previsti in genere al montaggio del grezzo ed alla consegna della casa (con un anticipo, di entità variabile da azienda ad azienda, alla firma del contratto).
Per mia esperienza, l’istituto di credito e la ditta di case in legno trovano rapidamente un’intesa, nel momento in cui stabiliscono un contatto diretto tra loro, senza intermediazioni con l’acquirente.
Ritengo pertanto che l’unica vera difficoltà alla concessione del mutuo di una casa in legno (o della fidejussione bancaria, se richiesta) riguardi la specifica situazione finanziaria del cliente, aspetto davvero critico in questi tempi di incertezza economica.
Queste argomentazioni appaiono pertanto risibili e del tutto infondate, tanto in tempi di crisi quanto di boom economico e vengono utilizzate come pretesto per tacere sulle vere motivazioni, non sempre esplicitate al cliente.

E' POSSIBILE INTERRARE UN EDIFICIO IN LEGNO?

IL LEGNO CHE COSTITUISCE LA STRUTTURA DELLE CASE PREFABBRICATE DEVE ESSERE PROTETTO DAL CONTATTO DIRETTO CON L’ACQUA, EVITANDO PERICOLOSE RISALITE DI UMIDITA’ PER CAPILLARITA’.

Io come molti altri, soprattutto in questi ultimi tempi, ho intenzione di realizzare una biocasa in legno.

Trattasi di una villetta su 2 piani per la quale sto attualmente valutando sia la tecnica XLAM che quella a TELAIO.
Nel caso del mio progetto, la zona giorno è semi-interrata, esiste infatti una porzione della zona giorno che per ovvi motivi volumetrici è interrata.
Quali sono i rischi nell'utilizzare il “legno” per la realizzazione del piano seminterrato ?
Ovviamente a progetto è prevista un'intercapedine di 70cm, ma mi chiedevo se l'ambiente poco aerato e scarsamente illuminato e quindi inevitabilmente più umido possa creare problemi nel tempo alle strutture in legno.
Inutile dire che tutte le aziende di case prefabbricate consultate non hanno sollevato alcun problema tranne una che proprio ieri mi ha messo penso a ragione la famosa “pulce nell’orecchio.
Inoltre non vorrei ostinatamente voler fare la casa in legno per poi trovarmi ad avere problemi legati ad una bellissima terrazza (tetto piano) che ahimè porta acqua ed umidità alla zona giorno sottostante.


CASE HAAS, HAAS FERTIGBAUIl fatto che molte aziende di case in legno abbiano considerato favorevolmente la fattibilità dell’intervento non deve essere interpretato a mio avviso come mancanza di scrupolo. All’atto pratico, l’intercapedine, se ben concepita, può essere più che sufficiente ad aerare il piano, evitando persistenti condizioni di umidità.
Mi sembra di capire che stiamo parlando di un piano parzialmente interrato e non di uno scantinato.
L’istallazione a questo livello dell’edificio di un impianto di ventilazione meccanica controllata a recupero di calore potrebbe garantire condizioni ottimali di percentuale d’acqua nell’aria, tenendo sotto controllo il tasso di umidità in tutte le stagioni.
Ovviamente, se da un lato l’intervento può essere ritenuto ammissibile, bisognerebbe capire se questa soluzione sia davvero indicata per la realizzazione del piano seminterrato.

Una costruzione in cemento armato o in laterocemento, mantenendo l’intercapedine de adeguatamente protetta da un isolamento a cappotto all’esterno, potrebbe essere interessante dal punto di vista puramente termico, risultando maggiormente indicata sotto l’aspetto costruttivo.
Chiaramente bisognerebbe conoscere il progetto e le scelte tecniche previste per ottimizzare l’impermeabilizzazione dell’edificio. Nel caso specifico, avendo a disposizione le piante, la sensazione è che l’intervento del seminterrato sia realizzabile sia in legno che in tradizionale.
Cerchiamo di riassumere pertanto i pro e i contro delle due soluzioni.

COSTRUZIONE TRADIZIONALE:
  • Ideale per interventi contro terra o in condizione di umidità persistente se adeguatamente impermeabilizzato, si può evitare l’extracosto dell’intercapedine.
  • Costi medio-bassi.
  • Isolamento termico accettabile se adeguatamente coibentato con cappotto esterno.
  • Manutenzioni limitate nel tempo.
CASE PREFABBRICATE IN LEGNO
  • Non è possibile posare contro terra, necessità pertanto di un’intercapedine adeguatamente progettata, meglio ancora se con impianto di ventilazione meccanica.
  • Costi più alti del tradizionale.
  • Alto isolamento termico anche nel locale seminterrato, pari ai piani superiori.
  • Manutenzioni costanti nel tempo e monitoraggio al fine di evitare ristagni di umidità, in particolare nella zona dell’attacco al suolo.

IMPIANTO ELETTRICO E RISCHIO INCENDIO

LE CASE IN LEGNO SONO EDIFICI SICURI, CON UNA NOTEVOLE RESISTENZA AL FUOCO ED UN ELEVATO LIVELLO DI SICUREZZA AL RISCHIO INCENDIO.

Stiamo valutando le offerte e le caratteristiche di alcuni costruttori di case prefabbricate in bioedilizia.
Volevamo chiederle una opinione in merito alla questione della resistenza al fuoco.
Ci è stato detto che il grado di resistenza al fuoco delle pareti delle strutture delle case in legno è lo stesso delle case in muratura, e cioè REI60.
Ho capito che questa capacità della parete in legno è data dal fatto che nel lato interno vengono inseriti dei pannelli con caratteristiche antincendio.
Siccome la prova di resistenza viene fatta considerando il fuoco all'interno dell'abitazione, in questo modo si ottengono le caratteristiche richieste.
Lei ritiene sia possibile che in una parete in legno si possa sviluppare un incendio anche all'interno della parete stessa, dovuto all'impianto elettrico?
Per quanto improbabile, se si sviluppasse da una scatola di derivazione potrebbe anche esserci l'ossigeno necessario alla combustione.
Inoltre, sulla base di questo ragionamento è ipotizzabile che il normatore in un prossimo futuro possa decidere di aggiornare la norma antincendio richiedendo una classe di infiammabilità anche per l'interno della parete in bioedilizia, che è comunque strutturalmente diversa dalla muratura e che sta trovando un sempre maggiore utilizzo?
Il mio timore è che se ciò accadesse le assicurazioni non sarebbero più disposte a coprire questo tipo di strutture.
Questo dubbio ci sorge dal fatto che stiamo valutando una proposta di un famoso costruttore che ci sta consigliando una parete BIO che prevede l'utilizzo della canapa come isolante tra i travi portanti della parete, dove andrebbero alloggiati anche i tubi degli impianti, tra cui quello elettrico.


impianto elettrico
La resistenza al fuoco delle case in legno soddisfa la normativa vigente, rientrando nella classificazione REI60.
Questa sigla esprime la capacità di una struttura di conservare le proprie caratteristiche di stabilità, tenuta ed isolamento termico al carico di incendio in un dato periodo di tempo (espresso in minuti primi) e rappresenta il grado di protezione passiva di un determinato edificio all’azione del fuoco.
La protezione del legno nelle case prefabbricate è raggiungibile rivestendo le superfici interne con pannelli in cartongesso che costituiranno lo strato di finitura di pareti, soffitti e copertura (fatta eccezione per solai e tetti lasciati a vista).
Nella maggior parte dei casi gli incendi si sviluppano all’interno degli edifici a causa della combustione di elementi infiammabili come stoffe e tendaggi.
In questo caso le case in legno si dimostrano strutture sicure e non subiscono troppi danni, se l’incendio viene spento tempestivamente.
Il comportamento al fuoco del legno è infatti prevedibile, in quanto questo materiale brucia molto lentamente dall’esterno agli strati interni (al contrario dell’acciaio, che collassa velocemente).
Se dovesse sprigionarsi malauguratamente qualche scintilla dall’impianto elettrico, a causa di un corto circuito (eventualità meno che sporadica negli impianti moderni soggetti a normative di sicurezza molto severe), l’ambiente in cui si potrebbe sviluppare l’incendio è ricco di combustibile (che non manca di certo nelle pareti delle case in legno, soprattutto in presenza di isolanti infiammabili come la canapa o la fibra di legno), ma scarseggerà di comburente (l’ossigeno presente nell’aria).  
Quest’ultimo si trova all’interno della parete in quantità insufficiente a sviluppare una fiamma in grado di originare l’incendio, scongiurando il pericolo all’origine.
Maggiore è la tenuta all’aria di un edificio e minore è il rischio di alimentare la fiamma.
L’Agenzia CasaClima di Bolzano richiede il cosiddetto “blower door test” (permeabilità all’aria) per rilasciare le certificazioni in classe A o superiori.
Le scatole dell’impianto elettrico, per superare tale test, vanno “sigillate” al fine da impedire perdite ed infiltrazioni d’aria che possono abbassare il rendimento termico finale dell’edificio.
Un impianto elettrico a tenuta garantisce un elevato livello di sicurezza relativamente allo sviluppo di incendi da cortocircuito, anche facendo passare i corrugati all’interno dell’isolante.
Qualora sia richiesto un livello di sicurezza ancora più elevato (edifici ad uso collettivo soggetti a certificato antincendio e verifiche dei Vigili del Fuoco) l’impianto elettrico andrà necessariamente montato all’interno di una controparete.

INVOLUCRO VS IMPIANTI NELLE COSTRUZIONI A BASSO CONSUMO

FINO A POCHI ANNI FA ERA SUFFICIENTE UNA SEMPLICE CALDAIA, NEMMENO A CONDENSAZIONE.
DA QUALCHE TEMPO LE SOLUZIONI IMPIANTISTICHE SUL MERCATO SI SONO MOLTIPLICATE, ASSICURANDO ECCELLENTI RENDIMENTI ED INDIPENDENZA ECONOMICA.
COME PROGETTISTA NON RIESCO AD EMOZIONARMI E CONTINUO A PRIVILEGIARE L’ARCHITETTURA DELL’EDIFICIO E DEL SUO INVOLUCRO.

Buongiorno, vorrei costruire una villetta passiva in provincia di Genova.
Vista la scarsa disponibilità economica, avevo pensato ad una casa in legno della ********** nella versione coibentata.
Ad essa aggiungerei un impianto di ventilazione con scambiatore interrato.
Vorrei che fosse indipendente dalla rete luce e gas (sfruttando l'energia solare ed eolica) e che avesse un recupero dell'acqua piovana.
Sarebbe inoltre possibile rendere la villetta autonoma anche dalla rete fognaria?
In questo modo avrei agevolazioni sulla scelta del terreno (non necessitando degli allacciamenti), e forse incentivi statali per l'ecosostenibilità?
Altra domanda: cosa ne pensa dell'accumulo di energia in eccesso, sotto forma di idrogeno, nel sottotetto?


Ho dato una rapida occhiata al sito del produttore di case in legno in questione.
Si stratta di un sistema massiccio piuttosto economico, che consente valori termici non particolarmente entusiasmanti. 
Molto probabilmente il lettore ha indirizzato il suo interesse verso questa azienda, attratto dal listino particolarmente allettante, se confrontato con i prezzi dei principali costruttori di case prefabbricate.
Nonostante i dichiarati limiti di budget, si è ipotizzata un’impiantistica di un certo rilievo costituita da:
-      Ventilazione meccanica controllata a recupero di calore
-      Pannelli solari (fotovoltaici e/o termici)
-      Impianto eolico
-      Recupero delle acque piovane
-      Fossa biologica
-      Accumulo con produzione di idrogeno.
Non prevedendo una caldaia a gas, ipotizzo sia necessaria una pompa di calore con riscaldamento a pavimento come principale impianto per il riscaldamento.
E’ evidente che si tratta di un sistema integrato, dispendioso ed eccessivo rispetto alle esigenze di un piccolo nucleo familiare.
L’indipendenza energetica è l’obiettivo da perseguire, ottimizzando la spesa da sostenere, a partire dall’involucro edilizio.
Una corretta progettazione bioclimatica, affiancata da scelte costruttive equilibrate, consente di rientrare all’interno di parametri di spesa ragionevoli, demandando all’impiantistica il compito della termoregolazione di picco (invernale ed estiva), ovvero in presenza di temperature particolarmente basse o elevate.
Questi impianti dovrebbero essere progettati in base alle esigenze abitative ed all’effettivo fabbisogno energetico, evitando costosi ed inefficaci sovradimensionamenti, difficilmente ripagabili nel corso degli anni.
Se il budget di spesa è limitato, è preferibile investire nell’involucro edilizio, installando un’impiantistica di base (caldaia a condensazione a radiatori e solare termico).

COSTRUIRE IN LEGNO SENZA COLLE E CHIODI

UNA MAIL DI UN LETTORE MI STIMOLA A TRATTARE UN TEMA CHE NON MI HA MAI PARTICOLARMENTE ENTUSIASMATO, MA CHE SEMBREREBBE DI VITALE IMPORTANZA PER MOLTE PERSONE.

Gentile Arch. Crivellaro, dopo anni di ricerca della ditta costruttrice per la realizzazione di una casa in legno che si dovrà situare a mt. 450 di altitudine nelle prealpi lombardo-ticinesi siamo giunti alle seguenti conclusioni: 
Abbiamo scartato la soluzione di parete a telaio non avendo il beneficio della "massa".
Abbiamo scartato la soluzione Blockhaus (dopo aver visitato una ditta finlandese) sia per i problemi di assestamento sia perchè utilizzavano colle. 
Ora ci troviamo a dover valutare le seguenti soluzioni:
Parete di legno massiccio MHM assemblata con chiodi in alluminio.
Parete senza colle ne metallo con cavicchi di faggio.

In riferimento a queste due soluzioni abbiamo sentito che la parete MHM presenta degli elementi di criticità in riferimento al rigonfiamento della parete causata dalla mancanza di un elemento che unisce le pareti (sembrerebbe che le graffe di alluminio non siano sufficienti) che sarebbe invece presente nell'altra tipologia delle altre pareti.
Le chiedo quindi una conferma o smentita riguardante la problematica della parete MHM e i vantaggi e/o svantaggi della parete senza chiodi ne colle (che nel suo libro non vengono trattati).

Come tecnico, mi sono avvicinato da qualche anno alle case prefabbricate.
Pur avendo acquisito una certa esperienza, il mio approccio alle costruzioni in legno resta legato alla progettazione ed alla qualità dell’involucro edilizio.
E’ una chiara deformazione professionale ed un mio evidente limite.
Non riesco ad appassionarmi particolarmente ai dettagli di funzionamento degli impianti, preferendo avvalermi della collaborazione di tecnici fidati.
Anni fa un mio “maestro” (per un settore assolutamente lontano dal mondo della progettazione e delle costruzioni) mi passò un importante insegnamento, che ancora oggi cerco di perseguire nel mio lavoro: “Prendi la tecnica e buttala dalla finestra”.
E’ importante possedere basi solide, studiare, specializzarsi, aggiornarsi, ma il mio mestiere resta soprattutto una disciplina umanistica, che richiede una visione di insieme.
Ecco perché colle o chiodi, EPS o fibra di legno, parete traspirante o con barriera al vapore mi sembrano davvero questioni di poco conto.
Semplificando un po’, se i valori termici (reali e finali, da certificazione energetica) sono coerenti con aspettative iniziali e risultano adeguati alla zona climatica, se sono state rispettate le tempistiche previste, rientrando nel budget di spesa, se l’azienda di case prefabbricate ha soddisfatto tutte le richieste costruttive, fornendo un elevato standard qualitativo, corredato di tutte le necessarie certificazioni e garanzie, la scelta di realizzare la propria abitazione avvalendosi di una ditta di case in legno appare azzeccata e realmente concorrenziale rispetto alle soluzioni costruttive tradizionali.
L’acquirente di una casa prefabbricata è sempre più informato ed esigente, ma il rischio è quello di perdere di vista il quadro generale, soffermandosi su questioni di dettaglio del tutto trascurabili.
Per non mancare di rispetto a chi mi ha posto la domanda, il sistema MHM è collaudato ed affidabile quanto quello “x-lam” (ricondurrei le problematiche sollevate dal lettore a carenze imputabili allo specifico costruttore).
I sistemi massicci sul mercato senza metalli o collanti, utilizzano un sistema di stratificazione dei pannelli ad incastro con giunto a pettine e sono molto validi staticamente, nonchè privi di qualsiasi sostanza potenzialmente dannosa per la salute.
Rappresentano pertanto un’eccellente risposta per chi vuole realizzare una costruzione bioedile senza compromessi, pur a prezzi generalmente più alti rispetto alle tecniche costruttive più diffuse.

LA CURA DELLE CASE REALIZZATE IN LEGNO

GLI EDIFICI PREFABBRICATI RICHIEDONO UN’ADEGUATA E COSTANTE CONSERVAZIONE NEGLI ANNI, AL PARI DELLE COSTRUZIONI IN MURATURA.
MANUTENZIONI PARZIALI, MAL ESEGUITE O DEL TUTTO ASSENTI POSSONO CAUSARE UN RAPIDO DEGRADO DELL’EDIFICIO.

Molte aziende costruttrici, alla fine dei lavori, consegnano all’acquirente un libretto di mantenimento ed utilizzo dell’opera, illustrante le modalità e le tempistiche degli interventi da eseguire nel corso della vita del fabbricato, a cui attenersi scrupolosamente per assicurarne una lunga durata.
Il fascicolo fornisce semplici indicazioni per la cura delle facciate, dei serramenti, della copertura e degli impianti, fissando le scadenze periodiche e specificando gli strumenti ed i prodotti più idonei da utilizzare.
La validità delle lunghe garanzie può essere annullata, a fronte di un utilizzo scorretto dell’edificio da parte del proprietario, sottolineando l’importanza delle manutenzioni ordinarie per la protezione dell’edificio dall’inevitabile usura del tempo.
case-in-legno, case-prefabbricate
Le facciate intonacate delle case prefabbricate a basso consumo salvaguardano efficacemente le strutture interne, mentre le costruzioni massicce a vista prevedono manutenzioni più frequenti e specifiche. 
Alcuni elementi esterni in legno, come gli infissi (finestre, portefinestre, persiane), tettoie e porticati, sporgenze del tetto andranno carteggiati e ridipinti dopo alcuni anni, per riportarli al loro aspetto originario.  
E’ possibile inoltre che si debba ricorrere a qualche piccolo intervento di riparazione nel corso nel tempo.  
Per lavori di modesta entità, si potrà ricorrere tranquillamente a carpenterie locali.
Se possibile, ci si dovrebbe sempre rivolgere direttamente alla ditta costruttrice, che interverrà con le dovute attenzioni, seguendo la prassi più corretta, in particolare per modifiche distributive (come lo spostamento o la rimozione di pareti interne) o agli impianti.
Tali interventi sono sempre possibili, al pari degli immobili tradizionali, grazie alla costruzione a secco che riduce i tempi e semplifica l’esecuzione, con l’accortezza di rispettare la statica delle strutture portanti e l’integrità degli isolamenti termici.
La riparazione di una serpentina di un riscaldamento a pavimento, ad esempio, verrà effettuata su di un massetto cementizio, del tutto analogo ai solai delle costruzioni tradizionali in muratura.
Le canne fumarie e gli impianti verticali sono posizionati esternamente alle pareti, per evitare ponti termici e discontinuità nell’isolamento, facilitando eventuali interventi.
Le caratteristiche costruttive degli edifici in legno semplificano l’operatività, limitando i costi da sostenere per tutti i lavori di manutenzione straordinaria, riparazione e ristrutturazione.
Le grandi aziende di case prefabbricate offrono un’eccellente assistenza post-vendita, ma molti costruttori cessano l’attività dopo alcuni anni o si trovano all’estero, senza filiali o riferimenti sul territorio in grado di intervenire.
In questo caso, i lavori andranno affidati ad una ditta con una specifica esperienza nel settore degli edifici in legno. 
Il progressivo incremento dei costruttori italiani di case in legno a basso consumo consente un buon reperimento di questi soggetti su quasi tutto il territorio nazionale.

POMPE DI CALORE E CASE A BASSO CONSUMO

LA POMPA DI CALORE E’ UN IMPIANTO CHE STA TROVANDO UN’AMPIA DIFFUSIONE NEGLI ULTIMI ANNI, ANCHE NEL NOSTRO PAESE.
SI TRATTA DI UNA SOLUZIONE CHE PERMETTE DI SLEGARSI DALLA RETE PUBBLICA DEL GAS E CHE PUO’ FUNGERE SIA DA RISCALDAMENTO INVERNALE CHE DA CLIMATIZZAZIONE ESTIVA.


Nella mia futura casa, vorrei liberarmi, per vaie ragioni, dall’utilizzo del gas metano.
Mi hanno consigliato una pompa di calore geotermica, ma non ne ho ben compreso il funzionamento ed i vantaggi.
Vanno bene per le case prefabbricate? Sono costose? E per la cucina, come posso fare?

Una semplice piastra ad induzione può permettere di cucinare senza la necessità del tradizionale fornello a gas.
Per quanto riguarda il riscaldamento, la geotermia possiede innumerevoli pregi. Con poca energia elettrica è possibile riscaldare e raffrescare la propria casa, grazie all’alto coefficiente di rendimento di questi impianti. Il difetto è solamente …. il costo. La trivellazione di uno o più pozzi (si arriva ad una profondità di circa 100 metri), unitamente alla considerevole spesa dell’impianto comporta cifre quasi mai ammortizzabili per una singola abitazione.
pompa di calore, pompe di calore, geotermiaLe case a basso consumo richiedono una minima quantità di energia termica per la regolazione climatica.
Se analizziamo questa necessità sotto il profilo puramente economico, non posso che sconsigliare un simile impianto, sovradimensionato ed improduttivamente oneroso.
La geotermia costituisce un eccellente investimento qualora il fabbisogno termico comporti ben diverse richieste di energia, come nel caso di edifici pubblici, condomini o residence, strutture alberghiere e palazzi per uffici, ma non certo per le case prefabbricate.
Niente pompa di calore, dunque? Non necessariamente.
Detto in poche parole della geotermia (non è questa la sede per descriverne il funzionamento), la versione più semplice della pompa di calore, denominata "aria-acqua" presenta costi d’acquisto ed installazione senz’altro più abbordabili e permette di evitare l’allaccio al gas anche per le case in legno, pur con un coefficiente di rendimento meno elevato della versione geotermica.
In breve, le pompe di calore sono macchine che trasferiscono calore da una sorgente a temperatura più bassa ad un’altra a temperatura più alta, secondo lo stesso principio del frigorifero e dei climatizzatori.
Il cuore dell’impianto è costituito da un circuito chiuso, percorso da un fluido che, a seconda delle condizioni di temperatura e di pressione in cui si trova, assume lo stato di liquido o di vapore.
Le fasi di trasformazione sono quattro, compressione, condensazione, espansione ed evaporazione.
Nel corso del suo funzionamento, la pompa di calore consuma energia elettrica nel compressore, assorbe calore nell'evaporatore dal mezzo circostante (in questo caso aria), cede calore al mezzo da riscaldare nel condensatore (ovvero l’ acqua del riscaldamento a pavimento).
Gli impianti più interessanti producono perciò calore a bassa temperatura (rilasciato appunto da un pavimento radiante).
L’energia elettrica necessaria per il funzionamento della pompa di calore è inferiore a quella termica prodotta dal sistema, con un rapporto detto C.O.P. (coefficiente di prestazione o rapporto tra energia fornita e quella consumata ) che varia a seconda del sistema utilizzato. Nel caso specifico delle pompe aria-acqua, il rapporto è in media di 1:3.
Questo significa che per 1 kWh di energia elettrica consumato, verranno forniti 3 kWh di calore al mezzo da riscaldare.
In tutti i casi, il favorevole coefficiente energetico rende l'utilizzo della pompa di calore notevolmente vantaggioso, in quanto fornisce più energia di quella impiegata per il suo funzionamento.
Il rendimento sarà tanto maggiore quanto più bassa è la temperatura a cui il calore viene ceduto (nel condensatore) e quanto più alta è la temperatura della sorgente da cui viene assorbito (nell'evaporatore).
La pompa di calore più “economica” ed indicata per riscaldare le case prefabbricate, è, pertanto, la meno efficiente in termini di rendimento percentuale.
A titolo puramente indicativo, il migliore rendimento si ottiene con le cosiddette pompe "acqua-acqua", che sfruttano la temperatura dell’acqua di falda a ridotta profondità (tralaltro non sempre presente o sfruttabile).
L'acqua come sorgente fredda ottimizza le prestazioni termiche di calore, senza sentire gli effetti delle condizioni climatiche esterne e tuttavia tale impianto comporta una maggiore spesa dovuta al sistema di adduzione.
Al contrario, l'aria, come sorgente fredda, ha il vantaggio di essere gratuita e sempre fruibile in quantità illimitata; tuttavia la potenza fornita dalla pompa di calore diminuisce con la temperatura della sorgente, per cui il rendimento dell’impianto non è costante.
Può essere interessare posizionare la sonda all’interno dell’edificio, utilizzando ad esempio l'aria presente nell’interrato come sorgente fredda.
Esistono poi pompe di calore che cedono il calore mediante semplici ventilconvettori, ma, personalmente, se ne sconsiglia l’uso nelle case prefabbricate.
Infine, alcune pompe permettono anche di invertire il ciclo per ottenere la possibilità di climatizzare gli ambienti nella stagione calda (bisognerebbe in tal caso deumidificare l’aria per evitare formazione di condensa sul pavimento).
Concludendo, la pompa di calore, nella sua versione aria-acqua, può costituire un impianto interessante per riscaldare le case prefabbricate in legno. I maggiori costi rispetto alla tradizionale caldaia a gas comportano tempi di ammortamento della spesa piuttosto lunghi, che andranno valutati attentamente, caso per caso.

VAPORE NELLE CASE IN LEGNO BLOCKHAUS

Mi stanno costruendo una casa blockhaus con binde da 120mm, isolante sulle pareti perimetrali di lana di vetro da 100 mm, 30 mm d'aria, 20 mm di perline interne.
Vorrebbero mettere una barriera vapore sulla faccia interna dello strato isolante (non freno vapore), con polietilene trasparente del tipo che si trova in rotolo dai ferramenta.
Mi sembra che, in tal modo, una casa di legno perda le sue caratteristiche di traspirabilità, che apprezzo da 30 anni per cui vorrei un freno vapore adeguato.

case di legnoBarriera al vapore si o no?
Mi sono espresso più volte sull’argomento e ribadisco che non riesco ad appassionarmi troppo a questo tema, ma opterei comunque per un freno, in grado di far passare parte dell’umidità prodotta all’interno degli ambienti verso l’esterno, arrestandone una certa quantità.
A prescindere dalla soluzione proposta dalla ditta di case in legno, resta basilare il corretto comportamento degli utilizzatori, che devono provvedere, manualmente o mediante un impianto di ventilazione meccanica controllata, ad espellere l’eccesso di umidità prodotta con la cottura dei cibi o dopo una doccia, che sia presente o meno una barriera al vapore.
Se dovesse malauguratamente bagnarsi l’isolamento termico, il rischio è l’abbassamento delle capacità di coibentare l’edificio, con un aumento dei consumi termici.
Se l’isolante è in fibra di legno non è da escludere la formazione di muffe e il deterioramento dei pannelli, che possono addirittura marcire.
Si tratta di casi limite, non riscontrabili in una costruzione concepita, riscaldata ed utilizzata correttamente.
Se la costruzione è una blockhaus, la barriera appare ingiustificata, poiché la parete è per sua natura traspirante.
Il problema, semmai, si pone qualora il cappotto esterno (che nel caso specifico della casa in legno blockhaus non è presente) venga realizzato in EPS (o polistirene, basta capirsi), come accade in molte case prefabbricate con parete a telaio.
Questo materiale ha delle eccellenti proprietà isolanti, è robusto, (quasi) ignifugo ed è persino riciclabile. 
Ma non traspira per nulla e va, pertanto, abbinato ad una barriera al vapore, per evitare rischi di condensa all’interno dell’isolante.

LE CASE PREFABBRICATE IN OPERA

LE STRUTTURE PREFABBRICATE VENGONO REALIZZATE IN STABILIMENTO.
ESISTONO PRODUTTORI DI CASE IN LEGNO CHE MONTANO IL MATERIALE DIRETTAMENTE IN CANTIERE, PUR REPLICANDO SOSTANZIALMENTE LE TIPOLOGIE COSTRUTTIVE PIU’ DIFFUSE (A TELAIO O MASSICCE).

Riguardo alle fasi di realizzazione della casa volevo porle una domanda: da quello che ho capito tutta la struttura portante in legno viene costruita in ditta (da questo il nome di "case prefabbricate", giusto?).
In caso di utilizzo di una struttura a telaio (più economica e adatta al tipo di costruzione unifamiliare, secondo le sue indicazioni), le varie pareti della casa arriveranno in cantiere premontate con tanto di impianti elettrico e idraulico già installati (impianti compresi nel caso di "chiavi in mano") oppure il tutto verrà poi assemblato in opera?

case in legno, case di legno, case legnoNon è innanzitutto corretto definire come "prefabbricate” queste strutture.
Le case in legno realizzate in opera possono comunque essere comparate per prestazioni energetiche e caratteristiche tecniche agli edifici preassemblati in fabbrica.
Sul mercato si trovano parecchie aziende che montano gli elementi della struttura direttamente in cantiere e propongono una buona qualità costruttiva ed un alto grado di flessibilità, per certi versi superiore alle case prefabbricate più note.
E’ peraltro evidente che il punto forte di queste ultime è proprio la costruzione all’interno dello stabilimento produttivo, in condizioni ideali, non influenzate dalle variazioni ambientali esterne, come nel cantiere, appunto. Questo garantisce una standardizzazione qualitativa dei prodotti, certificata dall’estensione della copertura dei danni a 30 anni.
Sono dunque preferibili le case prefabbricate a quelle in legno in opera?
Si e no.
Dal punto di vista costruttivo non cambia davvero nulla.
A parità di caratteristiche, spessori e materiali, due pareti a telaio, una prefabbricata e l’altra montata in cantiere, sono virtualmente identiche e garantiranno il medesimo isolamento termico.
La scelta della ditta di case in legno non dovrebbe quindi basarsi necessariamente su questo aspetto.
La maggiore flessibilità e capacità di adattamento al progetto può avere senso solo in casi molto particolari.
Dall’altra parte la qualità costruttiva delle case in legno è garantita in ogni caso e difficilmente possono crearsi situazioni problematiche.
Il montaggio a secco di un edificio in legno in opera è comunque un operazione abbastanza veloce, limitando al minimo i rischi ambientali dovuti in particolare all’umidità (pioggia o neve).
Come sempre i pareri sul tema sono piuttosto discordanti.
Personalmente ritengo che vi siano buone ditte di case prefabbricate, così come di case in legno in opera, qualitativamente assimilabili.
I motivi per cui scegliamo o scartiamo una ditta devono dunque essere ben altri.
Un aspetto sollevato dal lettore può introdurre un ulteriore elemento di differenziazione, in quanto gli impianti idraulico ed elettrico vengono già “predisposti” nelle case in legno prefabbricate, riducendo ulteriormente i tempi di costruzione dell’edificio.

Mi sembra di capire che posso decidere successivamente dove far passare gli impianti.

E’ possibile, ma sarebbe un errore.
Si tratta di una prassi tristemente consolidata nel settore dell’edilizia tradizionale che rinvia regolarmente a “data da destinarsi” il momento del posizionamento di prese, luci ed interruttori, sino a ridursi alla famigerata mezzoretta in cantiere in compagnia dell’elettricista ed del suo degno compare muratore, con spray rosso d’ordinanza…
Sarà la pure regola, ma è una metodologia sbagliata e da evitare, in particolare se la nostra casa è realizzata in legno, in quanto futuri interventi nel tempo sono sempre possibili, ma restano operazioni discretamente invasive sull’edificio, da limitare solo a casi strettamente necessari.