LA
QUESTIONE DEL FINANZIAMENTO DI UNA CASA IN LEGNO E' PER ALCUNI CLIENTI UN
PASSAGGIO SEMPLICE, MA NON MANCANO LE ECCEZIONI E LE DIFFICOLTA'.
Le scrivo perchè vorrei un Suo
parere riguardo al fatto che la mia banca mi offrirebbe un mutuo al 60% max per
una casa prefabbricata in struttura di legno che ho intenzione di costruire
(del tipo di quelle descritte egregiamente nel Suo sito), e non dell' 80% come
per una normale casa in muratura; inoltre per un tempo massimo di 25 anni
(contro 30 anni per le case tradizionali).
Sono molto stupito per questa "ottusità" da parte di queste istituzioni che invece di agevolare i loro clienti che optano per costruzioni ecologiche (e migliori per molti aspetti), creano soltanto deterrenti a chi vuole costruire appunto questo tipo di immobili.
Sono molto stupito per questa "ottusità" da parte di queste istituzioni che invece di agevolare i loro clienti che optano per costruzioni ecologiche (e migliori per molti aspetti), creano soltanto deterrenti a chi vuole costruire appunto questo tipo di immobili.
Purtroppo
il problema del finanziamento dell’abitazione è uno scoglio non semplice da
superare, che si può aggravare per gli edifici in legno a causa della
diffidenza di taluni funzionari di banca.
Lo
scenario, per fortuna, sta lentamente cambiando, ma sono a diretta conoscenza
di casi concreti di clienti a cui lo sportello bancario non ha erogato il mutuo,
che avevano già campionato la propria abitazione.
E’
paradossale che le amministrazioni comunali, solitamente non molto elastiche
nel recepire le novità, siano sempre più aperte verso le case in legno a basso
consumo, certamente anche grazie alla spinta nella recente legislazione in
materia, mentre chi avrebbe tutto l’interesse a finanziare il settore, viste le
rosee prospettive per gli edifici a basso consumo energetico nei prossimi anni,
veda con immotivato sospetto le costruzioni in legno.
Nel
caso del lettore la banca non chiude completamente la porta, ma limita
l’importo erogabile ad una percentuale inferiore, per un tempo massimo di 25
anni contro i 30 delle case tradizionali.
Verrebbe
da chiedere il perché di tali limiti massimi, che appaiono del tutto arbitrari
ed ingiustificati.
La
sensazione è che non vi siano ragionamenti di sorta, ma valutazioni puramente
emotive (le case in legno sono un po’ meno “edifici” rispetto alle costruzioni
tradizionali…..), senza considerare l’importanza del risparmio energetico della
costruzione in bioedilizia, oltre alla durata ed il valore effettivo di questi
fabbricati sul mercato degli immobili.
Potrei
limitarmi a consigliare di rivolgersi ad altre banche, come gli istituti tedeschi
che operano attraverso filiali in Italia (senza fare pubblicità, ma so per
certo che non hanno preclusioni verso le case prefabbricate).
In
genere è sufficiente mettere in contatto diretto il costruttore scelto (magari
subito dopo la firma del contratto) con l’impiegato che si occupa di mutui all’interno
della filiale, per fornire sufficienti
informazioni e rassicurare la banca sulla qualità dell’investimento.

















