Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

EDIFICI IN LEGNO IN ZONE UMIDE

IL RISCHIO UMIDITA’ E’ REALMENTE UN PROBLEMA O SI PUO’ CONFINARE QUESTO TEMA TRA I LUOGHI COMUNI E PREGIUDIZI VERSO LE CASE IN LEGNO?

Vivo nella terraferma veneziana e sto accarezzando l’idea di una casa in legno.
Il dubbio più consistente riguarda la sostanziale differenza fra il clima della mia zona (sempre molto umido l’inverno) e quello invece molto più secco della Germania e del Trentino da cui provengono molte aziende costruttrici, da cui immagino derivino molte scelte costruttive.
Ho sentito ad esempio che una casa vicino a dove vivo, di recente costruzione, ha subito pesanti modifiche alla struttura a “muri ventilati”, proprio per un problema di umidità.
Immagino infatti che nelle nostre condizioni il gradiente di umidità faccia si che il vapore d’acqua tenda ad entrare dall’esterno all’interno dell’edificio, mentre nei climi asciutti probabilmente succede il contrario.

umiditàLa propagazione del calore avviene sfruttando tre diverse modalità: convezione, conduzione ed irraggiamento.
I fenomeni di dispersione e surriscaldamento negli edifici non isolati avvengono velocemente, soprattutto in presenza dei “picchi” di caldo e freddo e dipendono da molteplici fattori (spessori ridotti, materiali ad alta conducibilità, ponti termici).
Al contrario, negli edifici termicamente isolati, come le case in legno, l’involucro non presenta punti deboli ed è coibentato uniformemente, limitando al minimo lo scambio di calore con l’esterno.
E’ evidente che le “vie di fuga” privilegiate saranno costituite dagli elementi di facciata meno isolati come i vetri ed i serramenti (da qui l’importanza di posizionare correttamente le aperture e di scegliere infissi adeguati).
Anche nel caso dell’umidità, il vapore acqueo tende a ricercare condizioni di equilibrio.
Il problema, solitamente, riguarda le alte percentuali di umidità prodotte durante la cottura dei cibi o per l’utilizzo sanitario, che possono saturare gli ambienti ed attraversare le pareti esterne, bagnando gli isolamenti interni.
La presenza di una barriera o di un freno al vapore impedisce che il vapore acqueo, a contatto dell’isolante, condensi. 
Va evidenziato che il fenomeno della condensa si verifica solitamente quando l’aria raggiunge il cosiddetto “punto di rugiada”, a contatto con superfici fredde (come i vetri, ad esempio).
Le macchie di muffa attorno alle finestre di molti edifici non isolati sono causati proprio dalla trasformazione in acqua del vapore  rispetto alle superfici molto più fredde che si trovano in queste zone.
Un altro banale esempio è l’appannamento dei vetri di un automobile in inverno con alcune persone a bordo, che emettono vapore acqueo con la respirazione.
L’umidità atmosferica può raggiungere livelli molto elevati in alcune zone del territorio, con nebbie persistenti per giorni interi. 
Si tratta di condizioni ambientali certamente sfavorevoli ed estreme, soprattutto per il benessere psicofisico delle persone.
Le case in legno non risentono negativamente dell’umidità ambientale, in quanto la temperatura esterna è molto più bassa rispetto a quella degli ambienti indoor.
Una parte di vapore acqueo può attraversare la parete verso l’interno, soprattutto in presenza di materiali traspiranti (un cappotto in EPS funge chiaramente da barriera), ma, con l’aumento della temperatura, tenderà ad innalzarsi il punto di rugiada (la temperatura alla quale l’aria si satura di umidità, passando l’eccesso di vapore dallo stato gassoso allo stato liquido).
Questo vale sia per gli elementi strutturali, che per gli isolamenti, scongiurando qualsiasi deterioramento all’edificio.

FORMA E TIPOLOGIE DELLE CASE DI LEGNO

LE CASE IN LEGNO A RISPARMIO ENERGETICO SONO UNA DIRETTA EMANAZIONE DELLA CULTURA COSTRUTTIVA DEI PAESI DEL NORD DELL’EUROPA.
LE PROPOSTE A CATALOGO DELLE NUMEROSE DITTE DEL SETTORE STANNO PROGRESSIVAMENTE COMINCIANDO AD SODDISFARE I GUSTI DEL CLIENTE ITALIANO, MA RIMANGONO PER LO PIÙ LEGATE ALLE TIPOLOGIE E ALL’IMMAGINE DELL’ARCHITETTURA D’OLTRALPE.


In realtà, le costruzioni in legno sono estremamente versatili e in grado di adattarsi perfettamente ai diversi climi del nostro paese, così come possono accontentare in pieno le prescrizioni dei regolamenti comunali e le necessità del singolo acquirente.
Non esiste praticamente alcun aspetto predeterminato, trattandosi di una semplice alternativa alle costruzioni in muratura e ai sistemi tradizionalmente utilizzati in edilizia, senza particolari barriere alla libera progettualità.
La costruzione in legno, e in particolar modo quella prefabbricata (certamente la più diffusa), si basa su un sistema produttivo altamente standardizzato, ma, eccettuati gli errori di progettazione (edifici mal concepiti staticamente), praticamente ogni edificio può essere costruito in legno.
Le case in legno sono semplicemente una tecnica costruttiva, che esige il rispetto delle proprie regole strutturali, ma che non impone modelli formali predeterminati e non possiede una propria e obbligata forma architettonica.
Chi si avvicina alle costruzioni in legno non deve commettere l’errore di forzare l’aspetto della propria abitazione adattandolo ai modelli stilistici nordeuropei, poco coerenti con il contesto architettonico delle nostre città.
Le ragioni per questa erronea convinzione risiedono nella storia e nelle origini delle case prefabbricate, che sono un prodotto della cultura costruttiva di paesi come la Svezia o la Germania, basata sul legno e sulle particolari condizioni climatiche di queste zone. 
In realtà, le costruzioni in legno possono possedere l’aspetto classico dell’architettura regionale italiana o proporre soluzioni architettoniche moderne e futuribili.
Negli Stati Uniti ad esempio la strada intrapresa dalle case in legno sta andando soprattutto in quest’ultima direzione, dimostrando pienamente le potenzialità architettoniche di queste strutture, anche se la loro filosofia costruttiva si discosta parecchio dal concetto di edificio durevole ed energeticamente efficiente.
In Italia vi è poi la necessità di inserire i nuovi edifici in contesti urbani fragili e altamente vincolati, che impone il rispetto delle tipologie locali e prescrive sovente l’utilizzo di materiali lapidei.
Le profonde differenze climatiche e morfologiche tipiche del nostro paese hanno prodotto una straordinaria ricchezza di alternative tecnico-costruttive, connessa a un concetto sempre diverso di abitazione.
Il tema della casa in Italia è fortemente legato ad aspetti storici e culturali, basato sull’utilizzo di materiali locali e di metodologie costruttive sviluppatesi sopratutto in risposta alle caratteristiche bioclimatiche locali (caldo, freddo, umidità, piovosità).
Il legno resta tuttavia un materiale tradizionalmente estraneo alla corporeità dei muri delle nostre abitazioni, evidenziando tutti i limiti dei sistemi costruttivi che utilizzano il legno “a vista” in facciata, difficilmente tollerate dalle amministrazioni.
Salvo i rari casi in cui siano gli stessi Comuni a precludere la realizzazione di edifici che impiegano sistemi costruttivi alternativi alla muratura, soprattutto in zone particolarmente vincolate o per interpretazione poco elastica dei regolamenti edilizi, il favorevole impatto architettonico degli edifici in legno nel contesto urbano non solleva contestazioni da parte degli uffici tecnici competenti e delle commissioni giudicanti.
Le potenzialità di impiego degli edifici in legno dimostrano una buona capacità di rispondere all’architettura urbana esistente con soluzioni tecniche versatili, in cui il legno delle strutture conviva con i materiali più tradizionali delle nostre città.
Le case in legno finite esternamente con un isolamento a cappotto intonacato sono virtualmente indistinguibili dagli edifici circostanti e possono essere ulteriormente personalizzate nell’aspetto, utilizzando elementi di rivestimento come le pietre ricostruite.

CASE PREFABBRICATE, LA SCELTA FINALE

DOPO TANTO CERCARE, CI SI TROVERA’ QUASI SEMPRE A METTERE A CONFRONTO UN PAIO DI DITTE.   
EVITIAMO ASSOLUTAMENTE DI MANTENERE IN COMPETIZIONE UN NUMERO ECCESSIVO DI INTERLOCUTORI, SOPRATTUTTO NELL’ULTIMA FASE. 

Ho deciso di realizzare la mia abitazione con le case prefabbricate per:
- riuscire a rispettare un budget preciso;
- ridurre al minimo gli imprevisti che non riuscirei a supportare;
- risparmio energetico e risparmio economico rispetto alle imprese edili locali;
- sono affascinato da queste case.
Ho contattato alcune aziende del settore, e scremando il tutto ho ridotto la scelta a due nominativi.
Parliamo di un’abitazione "chiavi in mano" standard, comprese le finiture, su un unico piano di 110 mq.
La prima ditta di case prefabbricate sostiene che per il luogo scelto (Appennino Reggiano a 650 mt di altitudine) una classe A è esagerata, che potrei avere problemi per il troppo isolamento e mi propone una classe B su mio progetto ad un prezzo più basso.
L’altra azienda propone solo case classe A, per cui il prezzo è logicamente più alto, per una casa a catalogo e senza importanti variazioni.
Ha qualche consiglio da darmi in merito, tipo i materiali che usano o quello che offrono?
Per esempio lo standard di una parete della prima ditta è di 26 cm contro i 34 cm della seconda (tutti dati reperibili dai rispettivi siti internet), ma per me è comunque "arabo". 


case prefabbricate, rubner, wolfLe ditte di case prefabbricate scelte dal cliente sono entrambe valide ed evidentemente ben consce dei propri punti di forza e di debolezza.
Se un azienda di case in legno considera il livello chiavi in mano soprattutto un problema (con minimo guadagno), è evidente che cercherà di convincere il cliente a gestire le finiture della propria abitazione autonomamente.
Ogni produttore di case prefabbricate ha a listino soluzioni tecniche differenti, che non sempre includono tutte le possibili tipologie di parete. E’ pertanto inevitabile che l’X-Lam venga denigrato da chi offre il solo telaio o che il miglior isolamento cappotto coincida con quello montato dall’azienda stessa.
Le ragioni commerciali spesso prevalgono, magari nascoste da deboli spiegazioni tecniche.
Nello specifico, una classe A (comunque un maggiore isolamento termico) può essere giustificata a 650 mt di altezza, valutandone l’incidenza economica ed i conseguenti tempi di ammortamento per il maggior esborso.

In pratica, se l’abitazione più performante costasse 15.000 € in più, quanto tempo ci vorrà per rientrare nell’investimento, a fronte di bollette più basse?
Una classe B può essere sufficiente per limitare le spese per il riscaldamento.
In questo caso la prima ditta di case prefabbricate potrebbe costituire una scelta del tutto ragionevole.
Una parete da 26 cm può pertanto essere sufficiente, ma andranno fatte attente valutazioni rispetto alla composizione del pacchetto di materiali del muro, così come una parete da 34 cm potrebbe risultare persino sovradimensionata.
Una regola valida ed assoluta in ogni caso non esiste e perciò la necessaria assistenza del nostro tecnico progettista dovrebbe fornirci gli opportuni elementi di giudizio.
La decisione finale dovrebbe essere infatti basata su criteri obiettivi e non solamente sul minore prezzo o su generiche sensazioni (che belle case, che agente simpatico…).
La vicinanza di un tecnico preparato è comunque fondamentale e non deve limitarsi all’ottenimento dei permessi edilizi.
Non sono purtroppo rari i casi in cui i clienti effettuano la campionatura da soli, senza alcuna assistenza, “in balia” dell’impiegato della ditta di case prefabbricate, che non ha alcun interesse o responsabilità ad andare oltre al proprio ruolo di mero compilatore.

IL CAPPOTTO DELLE CASE IN LEGNO

Gentile Architetto, volevo un suo parere circa il cappotto esterno di una casa prefabbricata con la parete a telaio.
Mi capita spesso di vedere che le ditte di case in legno preferiscano usare come cappotto esterno l'EPS al posto della fibra di legno (o viceversa) ed ogni relativo rappresentante elogia una metodologia rispetto che l'altra.
Nel mio caso, abito in una zona climatica (provincia di Piacenza) classificata E dove vi è una massa frontale che per requisito deve essere maggiore di 230 kg/m2.
La mia domanda è se dovrei preferire un cappotto fatto con fibra di legno ad alta densità, per via della maggiore massa, oppure in EPS.
Il mio dubbio sta nel fatto che ho timore che nel tempo possano formarsi piccole crepe nell'intonaco e che vengano assorbite dalla fibra di legno rovinando il materiale.
La mia futura parete esterna è cosi pensata: 10 mm di cartongesso + 15 mm fibrogesso + barriera vapore + telaio di legno da 140 mm con isolante di lana di roccia + 15 mm fibrogesso + 60 mm di EPS o 80 mm di fibra di legno + intonaco.
Sarei veramente interessato alla sua opinione sia io che altri "futuri" abitanti in delle case prefabbricate in legno con i quali mi confronto settimanalmente a caccia di consigli ed esperienze.

In Italia, l’isolamento termico delle case in legno basate su sistemi strutturali leggeri, come il telaio, appunto, richiede l’utilizzo di materiali coibenti ad alta densità.
La fibra di legno presenta valori di conducibilità termica interessanti (0,04 W/mK), che garantiscono innanzitutto un efficace protezione dal freddo invernale.
I pannelli ad alta densità sono ottenuti mediante pressatura delle fibre, ottenendo valori superiori a 140-160 kg/m3, che possono tranquillamente superare i 200 kg/mc.
Per comprendere meglio, l’EPS, pur risultando un eccellente isolante nei mesi freddi, possiede una capacità termica massica inferiore ad 1/12 della fibra di legno.
Alcune aziende di case in legno utilizzano la fibra di legno per la realizzazione del cappotto, inserendo un isolante più leggero all’interno del telaio (in genere lana minerale o di vetro), mentre altri costruttori montano la fibra di legno tra i montanti strutturali, abbinandovi un cappotto in EPS o in lana di roccia all’esterno.
Si tratta, in ogni caso, di soluzioni efficaci e termicamente corrette.
Le case in legno, per rispondere correttamente alla richiesta di protezione estiva devono possedere una buona capacità massica, in grado di accumulare energia termica.
L’Agenzia CasaClima di Bolzano ha recentemente innalzato i parametri per lo sfasamento dell’onda di calore a 12 ore, ma non tutte le soluzioni costruttive presenti sul mercato delle case in legno sono in grado di soddisfare questo parametro, pur risultando efficaci in regime invernale.
Ricordo inoltre che le prestazioni estive di una parete dipendono tanto dalla densità del materiale, quanto dallo spessore del pannello, che deve risultare adeguato.
Personalmente prediligo un cappotto robusto, a cui affidare il ruolo di protezione dell’involucro, in abbinamento ad un intonaco di adeguato spessore e granulometria.
Un cappotto in fibra di legno può presentare nel corso del tempo qualche problematica, poiché questo materiale, a contatto con l’acqua, perde le proprie capacità isolanti e può persino marcire. 
Meglio posizionarlo all’interno della parete, ove potrà coibentare efficacemente l’edificio tutto l’anno senza rischi.

(TANTE) DOMANDE SULLE CASE IN LEGNO

Sono interessato all’offerta di un terreno edificabile per una villa di 360 metri cubi (secondo il venditore si può costruire una casa di 120 Mq + i balconi, oltre al piano seminterrato).
Vorrei fare un’offerta e stipulare un preliminare di acquisto, ma sono abbastanza diffidente.
Non ho la certezza che il terreno sia effettivamente edificabile ed abbia tutti i permessi; vorrei cautelarmi e legare l’offerta all’effettiva esistenza di tutte le condizioni per costruire.


Chiaramente la sussistenza dei requisiti di edificabilità è fondamentale.
E’ il notaio che si occuperà di stipulare il rogito che farà tutte le ricerche necessarie e, tuttavia, le consiglio di prendere appuntamento con un tecnico comunale dell’ufficio edilizia privata per reperire tutte le informazioni del caso.
L’ideale sarebbe rivolgersi ad un tecnico di fiducia a cui affidare il compito di reperire le informazione e di verificare la sussistenza di vincoli alla progettazione, servitù e limiti del lotto.

Ottenuto questo, il nostro interesse è per una casa prefabbricata a basso consumo energetico;  ha consigli da darci? 

La domanda è generica, ma una risposta potrebbe essere questa.
Il blog mette a disposizione oltre 300 articoli e costituisce una fonte di informazione importante.  
Le tematiche vanno dalla scelta del costruttore alla progettazione, passando per i vantaggi delle “case in legno”, sino agli argomenti più tecnici.
Come progettista, cerco di essere un attento consigliere dei miei committenti, in tutte le varie fasi del percorso.

case-in-legnoCome ottenere un preventivo serio?
 
Serve un progetto (e non una semplice bozza).
Un semplice schizzo non basta per una valutazione approfondita.
Per ricevere un preventivo attendibile di una casa di legno è necessario specificare ogni aspetto della costruzione (strutture, impianti, finiture).

Quali sono le aziende migliori?
 
Il mercato delle case in legno è estremamente ricco di proposte.
Le aziende storiche (tedesche ed austriache, ma non solo) sono sinonimo di esperienza e competenza, ma anche in Italia ci sono molte ditte serie che realizzano case prefabbricate o in opera a basso consumo, a prezzi interessanti.
Scarterei senza indugio i costruttori troppo economici con listini fuori mercato, quasi sempre non compatibili con il concetto di edificio isolato, ecologico e durevole.

Qual’é la tassazione vigente? 

Vale, come per le costruzioni tradizionali, l’aliquota di legge di diritto.
Se l’edificio è prima casa, viene tassato al 4%.

Vorremmo costruire anche il seminterrato e non ho capito se ci sono aziende di case prefabbricate che si occupano anche di questo.
 
Gli interrati prefabbricati rappresentano un’eccellente soluzione, peraltro complementare alla costruzione prefabbricata, garantendo ambienti isolati termicamente ed asciutti, una costruzione veloce e precisa.
Dovrà comunque appoggiarsi ad un’impresa edile tradizionale per effettuare gli scavi ed eseguire fondazioni ed allacciamenti alle reti pubbliche.
Le aziende presenti in Italia non sono molte, ma facilmente reperibili con i motori di ricerca.

VILLE PREFABBRICATE - MONTAGGIO ESCLUSO

IL MONTAGGIO DI UNA VILLETTA PREFABBRICATA E’, IN APPARENZA, UN’OPERAZIONE AGEVOLE.  E’ DUNQUE POSSIBILE AFFIDARE IL LAVORO AD UNA DITTA ESTERNA E NON DIRETTAMENTE AL COSTRUTTORE?

Gentile Arch. Crivellaro, ho trovato il Suo contatto navigando sul web alla ricerca di informazioni in merito ad una eventuale costruzione di una casa prefabbricata a basso consumo energetico.
Avendo un terreno a disposizione di ca 1200 mq in zona agricola, sogniamo di cominciare a pensare alla progettazione di casa.
Dopo una serie di informazioni generali, siamo giunti alla possibilità di focalizzare l'attenzione su una casa in legno munita dei vari sistemi favorevoli al risparmio energetico.
In puglia, dove  intendiamo costruire la nostra dimora, la cultura delle case in legno e dei prefabbricati è ancora poco diffusa, se non completamente assente. Dominano le case in muratura, che spuntano come funghi nelle loro varie misure e colori.
Non mancano però pannelli fotovoltaici e pale eoliche.
Molto probabilmente (e anche francamente) ciò che mi spinge verso una casa in legno è probabilmente l'illusione di poter spendere meno.
La mia intenzione è quella di costruire una casa di all'incirca 130 mq su un solo piano; il resto sarà giardino, uliveto e orto.
Ho provato a cercare su internet e mi viene fuori una lista infinita di produttori dell'Est di case prefabbricate, che vantano di disponibilità illimitata di legno (beati loro).
Ho trovato una azienda lettone che ha dei prezzi veramente competitivi, con montaggio escluso e non so cos'altro.
In questo caso, dove trovare chi, di fiducia, potrà gestirmi il montaggio?
Come riuscire a classificare un legno di buona qualità?
Che mi dice di eventuali larve e insetti che potrebbero annidarsi nel legno?


Non posso esprimermi in alcun modo relativamente al livello qualitativo di questa azienda di case in legno, ma si possono comunque fare alcune considerazioni.
La lettrice afferma di essere spinta verso le case prefabbricate per il basso prezzo.
E’ dunque evidente che altri aspetti (risparmio energetico, costruzione prefabbricata e naturale) non siano le motivazioni principali.
In questo caso le aziende “storiche” tedesche non rappresentano chiaramente la soluzione ideale, mentre alcune ditte dell’est Europa possono offrire una costruzione economica con un accettabile standard qualitativo.
E’ consigliabile verificare che posseggano marchi di certificazione europei e controlli di qualità CE, che attestano uno standard costruttivo compatibile con le normative in vigore nel nostro paese.
La stessa provenienza del legname appare un'incognita. 
L’assemblaggio, in questo caso, potrebbe essere il male minore.
Molte aziende italiane sono semplici installatori di strutture realizzate, guarda caso, proprio nei paesi dell’est, come Romania, ex-Jugoslavia, Estonia, Lettonia.
Il reperimento di una ditta sul territorio e disposta a montare una struttura in legno non dovrebbe perciò essere difficile.  In alternativa può bastare una squadra di montatori di solai e tetti in legno. 
Solitamente le indicazioni esecutive del costruttore sono esaustive (gli installatori sono pur sempre dei professionisti).
Evitando chiaramente le soluzioni simil-IKEA (si tratta comunque di un edificio), il montaggio da parte di terzi appare dunque possibile, mentre andrà verificata la rispondenza alla normativa della statica dell’edificio.
Chi progetta la struttura dovrebbe conoscere dettagliatamente i requisiti strutturali (come l’antisismica) cui deve rispondere un edificio costruito in Italia.
Mi sorge qualche ragionevole dubbio che l’ufficio tecnico di un’azienda di case prefabbricate lettone possegga le capacità necessarie per svolgere tale incarico.
Costruire una casa è un’operazione complessa, irta di difficoltà, che deve essere compiuta all’interno di vincoli normativi e regolamentazioni (si pensi alla sicurezza nei cantieri od ai requisiti energetici).
Invito, come sempre, a non sottovalutare l’idoneità del costruttore, allettati dal basso prezzo, trascurando le necessarie garanzie tecniche.

CASE PREFABBRICATE E LANA DI ROCCIA

LA LANA DI ROCCIA O FIBRA MINERALE E’ UN MATERIALE CHE TROVA MOLTEPLICI APPLICAZIONI IN EDILIZIA. 
IL SETTORE DELLE CASE PREFABBRICATE NEGLI ULTIMISSIMI ANNI HA UN PO’ ACCANTONATO QUESTO VERSATILE ISOLANTE, CHE RESTA UNO DEI MIGLIORI MATERIALI PER LA COIBENTAZIONE TERMICA DEGLI EDIFICI.

Il mio dilemma riguarda i materiali coibenti utilizzati nelle case prefabbricate in legno.
All'inizio ero fortemente attratta dalla fibra di legno ad alto spessore come isolante interno e anche per il cappotto esterno, ma più ci penso e maggiormente mi preoccupa la vicinanza del cappotto agli agenti atmosferici.
Ho l'impressione che, se si dovesse formare una crepa o una discontinuità nell'intonaco esterno, potrebbe creare problemi non indifferenti alla fibra di legno che rimarrebbe così esposta all'acqua e all'umidita!
Da questa considerazione ho cominciato a prendere in considerazione la lana di roccia ad alta densità, ma questa per me ha altri lati oscuri! 
Come viene prodotta? Da cosa?
Il suo ciclo produttivo é ecologico o richiede quantità di energia poco sostenibili? 
Rispetto alla fibra di legno che differenze ci sono in isolamento e in ecocompatibilitá?

La fibra di legno (ad alta densità) è attualmente preferita dai costruttori di case prefabbricate.
In questo modo, infatti, si utilizza il legno per realizzare tanto la struttura, quanto l’isolamento (gran parte del materiale che costituisce l’edificio può essere lavorato direttamente dalla ditta, limitando il ricorso a fornitori esterni).
La fibra di legno è un materiale ecologico e traspirante.  
Si tratta di un argomento solido che non manca di appeal verso il cliente italiano (una parete con fibra di legno fa sicuramente tendenza ed è un valore aggiunto per l’acquirente).
La maggiore massa rispetto ad altri materiali isolanti migliora di fatto il comportamento termico estivo delle case in legno, grazie al buon sfasamento dell’onda di calore.
La lana di roccia era, sino a pochi anni fa, il materiale utilizzato dai principali produttori di case prefabbricate per isolare gli edifici.
In effetti, nei paesi del nord Europa viene ancora utilizzato in prevalenza, grazie ai costi più contenuti rispetto alla fibra di legno ed alla notevoli capacità termoisolanti e fonoassorbenti. 
Si tratta inoltre di un materiale incombustibile (un notevole pregio in una casa in legno). 
Si presta ottimamente ad essere utilizzato per realizzare cappotti esterni qualora si richieda una buona traspirabilità alla parete, al posto del tradizionale isolamento in EPS, con una eccellente stabilità nel tempo e minime dilatazioni termiche.
Nelle case in legno si dovrebbero utilizzare solamente pannelli in fibra minerale ad alta densità, adatti anche per i nostri climi. 
La particolare struttura delle fibre minerali limita al minimo l’assorbimento d’acqua ed umidità rispetto alla fibra di legno, mantenendo integro l’isolante nel tempo (ovviamente non si gonfia, ma perde comunque le sue proprietà termoisolanti).
La produzione industriale della lana di roccia si basa sulla fusione di minerali (silicati) ad alta temperatura ed il successivo raffreddamento e fibraggio, con l’ottenimento di un prodotto omogeneo ed inerte.
Per ultimo, accenniamo all’argomento più controverso.
Trattandosi di un materiale fibroso a trama fine, la lana di roccia può rilasciare fibre respirabili.  Tale caratteristica ha (giustamente) fatto sorgere più di un dubbio sulla presunta pericolosità delle microfibre minerali (amianto docet).
Al momento possiamo solo prendere atto che la loro classificazione rientra nelle cosiddette polveri sottili (PM10 – PM20), non cancerogene, ma in grado, se inalate, di provocare irritazioni alle vie respiratorie o alla pelle e alla vista.
Il problema riguarda la sola rimozione nel tempo degli isolamenti, in quanto la lana di roccia montata nelle case prefabbricate si trova all’interno della struttura (tetto e pareti) ed è un materiale stabile e sicuro.

UNA CONSULENZA SULLE CASE DI LEGNO

RISPONDO PUBBLICAMENTE ALLA MAIL DI UNA LETTRICE, RIBADENDO CHE LA RISPOSTA SOTTO FORMA DI ARTICOLO RAPPRESENTA L’UNICA FORMA DI ASSISTENZA TECNICA POSSIBILE (ESCLUSE OVVIAMENTE LE RICHIESTE DI INCARICO FORMALE).

Buongiorno Architetto, mi rivolgo a lei nella speranza di sapere qualcosa in più rispetto alle case in legno, a parte quello che si può leggere nei vari blog.
Mio marito e io siamo prossimi alla pensione (almeno lui) e sapendo che gli anziani in Puglia stanno abbandonando gli uliveti e desiderando noi andare vicino al mare col terreno, per poter salvare più animali possibile e con la possibilità di mantenerci coltivando i suddetti uliveti, ci siamo ritrovati con l'emergenza casa da costruire.
Non possiamo spendere molto e questo è stato il primo motivo che ci ha spinti verso la ricerca di una casa prefabbricata;  in seguito, approfondendo, abbiamo visto che di tipologie ce ne sono molte e di conseguenza anche di prezzi.
L'idea di una casa di legno ci sorride ma temiamo la spesa, tenendo conto che la casa sarebbe di circa 100 mq, tutta su 1 piano e possibilmente con molte grandi vetrate, tetto piano, pannelli fotovoltaici, 1 bagno, aria condizionata, stufa per l'inverno, ben isolata.
A noi piacciono molto quelle case minimal che si vedono nel Nord Europa, magari lei potrà proporci qualche modello.
E' possibile secondo lei avere un'idea del costo?
Mi rendo conto che sarebbe un preventivo molto approssimativo, ma da qualche parte bisogna pur cominciare!
Sarebbe meglio un prezzo chiavi in mano, compreso la platea, il progetto, gli impianti, ovviamente esclusi gli oneri di urbanizzazione.
Lei potrebbe incaricarsi della progettazione?

Parto dal fondo.
Ringraziandola per aver pensato al sottoscritto, non posso progettare la sua abitazione poiché la distanza eccessiva penalizzerebbe un servizio professionale adeguato. 
Il progettista deve rapportarsi al luogo, alle normative ed ai regolamenti locali, colloquiare con gli uffici tecnici, essere presente costantemente in cantiere.
Internet fornisce un mezzo di comunicazione formidabile a tutti noi, ma deve supportare il contatto umano.
In questa settimana ho acquistato online uno smartphone (da Bologna) ed un viaggio in Europa (da Milano), nonché plottato un intero progetto (da Roma). 
Se in tutti questi casi la distanza fisica è stata cancellata, il progetto e la direzione lavori di un edificio rappresentano un servizio che richiede una presenza concreta del tecnico a fianco del proprio committente.
Per conoscere il prezzo di una casa in legno dobbiamo avere un progetto (una bozza può bastare per un indicazione, non di più).
Il preventivo viene redatto dal costruttore, direttamente o tramite agente, contattabile tramite i numerosi siti internet (molti nominativi li potete trovare anche all’interno di queste pagine).
Il progettista è solitamente in grado di fornire al proprio cliente i costi di tutte le figure tecniche necessarie per la presentazione della pratica edilizia e le competenze di legge, oltre al preventivo delle opere di fondazione.
Comprando una casa in legno, il risparmio è soprattutto nell’eccellente resa energetica dell’involucro edilizio che consente di abbassare drasticamente le bollette di luce e gas.
Il prezzo di acquisto, soprattutto se la casa è chiavi in mano, non si discosta molto dalle costruzioni tradizionali, con il vantaggio di un importo certo e bloccato.

TRIPLI VETRI NELLE COSTRUZIONI IN LEGNO

Nella mia futura casa prefabbricata vorrei installare dei tripli vetri. 
Da profano, mi sembra ci sia un notevole vantaggio, passando da una trasmittanza U di 1,1 a 0,7. 
Vorrei tante vetrate, per cui ho paura delle dispersioni.
Cambiano molto i prezzi?

L’installazione dei tripli vetri è sempre consigliabile, a fronte di un aumento dei costi abbastanza irrisorio, considerando gli indubbi vantaggi di un vetrocamera maggiormente isolato.
La dispersione è dovuta allo scambio termico attraverso il vetro. 
Il calore viene trasferito dall’ambiente interno a quello esterno per conduzione ed irraggiamento.
Il parametro che caratterizza l’isolamento è, come ripetuto spesso, il valore di trasmittanza termica (Uw, espresso in W/mqK), che specifica la quantità di calore che attraversa una superficie pari a 1 mq quando tra i due ambienti vi è una differenza di temperatura di 1 °C.
Quanto più basso è questo valore, minori sono le dispersioni termiche.
Un vetro poco isolato aumenta i costi per il riscaldamento nella stagione invernale e causa il surriscaldamento dell’edificio nella stagione estiva, con un abbattimento drastico delle prestazioni energetiche dell’involucro.
In cifre, si può arrivare tranquillamente ad un 40% di dispersioni complessive attraverso alle vetrate. 
L’installazione di infissi a basso consumo ha migliorato notevolmente il bilancio energetico degli edifici moderni, ma un buon isolamento è ottenibile solamente abbinando dei vetri adeguati.
Tutti i vetri basso emissivi, riempiti con gas inerte, sono particolarmente efficienti.
Questi vetri lasciano passare la maggior parte dello spettro della radiazione solare, ma frenano il passaggio della radiazione infrarossa, ossia la componente "termica" della luce solare, a bassa frequenza.
Il triplo vetro migliora notevolmente l’isolamento termico, con un rapporto q/p particolarmente favorevole ed indubbi vantaggi relativamente all’isolamento acustico.
Se l’edificio viene montato in zone rumorose o ad alto traffico veicolare, si tratta evidentemente di una scelta molto indicata.
Solitamente, questi vetri utilizzano gas inerti come l’argon o il kripton nelle intercapedini tra i pannelli (doppi o tripli), che rallentano ulteriormente il passaggio di calore tra una superficie e l’altra e migliorando l’isolamento termico.
Può essere opportuno valutare se montare tripli vetri dappertutto o limitarli alle zone a nord. 
Se l’edificio è concepito per assorbire calore in modo passivo, sfruttando la radiazione solare, il triplo vetro limiterà, di conseguenza, il guadagno termico.
In questo caso si dovrebbe abbassare l’isolamento delle vetrate a sud, montando dei doppi vetri in questa zona.
I tripli vetri, se utilizzati opportunamente, rappresentano senza dubbio un investimento, con significativi vantaggi sulla bolletta e un miglioramento delle condizioni termiche e del benessere acustico.

FURTI E CASE PREFABBRICATE

LA MAGGIOR PARTE DELLE CASE IN LEGNO VIENE REALIZZATA CON STRUTTURA A TELAIO.  LA PARETE ESTERNA DI QUESTI EDIFICI PREVEDE UNA SERIE DI MONTANTI E TRAVERSI IN LEGNO, I CUI VUOTI VENGONO RIEMPITI DI MATERIALE ISOLANTE.

Vorrei che mi tranquillizzasse relativamente al problema dei ladri, dato che andrò a costruire in una zona molto (troppo) tranquilla.
Le case prefabbricate sono esposte ad un maggior rischio rispetto ai furti?  La "banda del buco" potrebbe agire nella nostra casa prefabbricata, bucandoci una parete per entrare?

furti-casa, furti-casePensavo di avere esaurito il capitolo “timori-pregiudizi”, ma ho sottovalutato l’incubo della visita di ladri, muniti di seghe ed accette.
Spero sia evidente ai più che un’eventuale effrazione sarà indirizzata verso i serramenti dell’abitazione (finestre, portefinestre, porta di ingresso, basculante).
Le case in legno sono peraltro indistinguibili da quelle in muratura essendo finite a cappotto intonacato.
Anche nel peggiore dei casi, ipotizzando che i delinquenti abbiano appreso che l’edificio è realizzato con un telaio ligneo, si deve comprendere che il taglio di una parete esterna in legno richiederà un certo impegno, poiché, oltre al cappotto, si dovranno forare come minimo due pannelli in legno di un certo spessore ed il cartongesso interno (senza ipotizzare la presenza di ulteriori contropareti).
Non è chiaramente una situazione da escludere al 100%, ma presuppone che i nostri amici abbiano un certo tempo e possano lavorare in tranquillità, fattori che renderebbero altrettanto possibile lo scasso di una qualsiasi abitazione tradizionale.
Se proprio non riuscite a chiudere occhio la notte, dirigete la vostra scelta verso le pareti massicce come quelle in X-lam.
In Italia le case prefabbricate rappresentano un fenomeno nuovo e l’approfondita conoscenza della composizione della nostra specifica parete da parte dei malviventi mi sembra improbabile.
Le statistiche nei paesi in cui le case in legno (posseggo informazioni abbastanza attendibili relative alla Germania), confermano che i tentativi di effrazione si concentrano sui punti critici delle aperture e non sulla parete esterna.
Il pericolo appare pertanto virtuale e mi sembra confinabile tra i luoghi comuni sulle case in legno, non essendo suffragato da dati concreti.
Se l’edificio in legno è stato realizzato in una zona isolata, è consigliabile l’installazione di un impianto di allarme perimetrale(prevedendo dei sensori sui serramenti esterni) e/o volumetrico all’interno.  Quest’ultimo, in particolare, qualora si verificasse la malaugurata ipotesi ipotizzata dal lettore, può efficacemente dissuadere la prosecuzione della visita da parte di sgraditi ospiti.
L’installazione di inferriate (brutte, ma efficaci) e vetri antisfondamento può essere un’altra soluzione da prendere in considerazione.
Le case prefabbricate sono abitazioni normali e non presentano maggiori pericoli rispetto al problema dei furti. 
Nelle situazioni a maggior rischio, come le ville isolate, sarà indispensabile il montaggio di un impianto di allarme a protezione dell’edificio, adeguatamente progettato e dimensionato.

RISCALDAMENTO ELETTRICO PER LE VILLE ECOLOGICHE

IL RISCALDAMENTO DELLE CASE DI LEGNO PREFABBRICATE PUO’ ESSERE ASSICURATO CON MOLTEPLICI SOLUZIONI IMPIANTISTICHE ED UTILIZZANDO DIVERSE FORME DI ENERGIA.
DA QUALCHE ANNO SI E’ AFFACCIATA SUL MERCATO UN INTERESSANTE ALTERNATIVA AI DIFFUSI PAVIMENTI RADIANTI AD ACQUA.

Il riscaldamento elettrico a pavimento si basa sul medesimo principio dei pavimenti radianti ad acqua. Al posto della (ormai) tradizionale serpentina, si utilizzando dei nastri e membrane (o fibre in carbonio) attraverso i quali viene fatta circolare corrente elettrica.
Le condizioni termiche sono molto simili ai sistemi ad acqua, con una distribuzione uniforme del calore ed una superficie radiante a bassa temperatura (28° circa).
In teoria la minore inerzia termica di questi impianti li rende più efficienti nel raggiungere la temperatura di regime (anche se molto dipende dalla composizione del “pacchetto” del solaio).
Lo spessore contenuto consente tralaltro l’installazione su pavimenti esistenti senza la rimozione delle piastrelle o del legno.
I vantaggi sarebbero parecchi e non solo nel caso delle case prefabbricate, poiché il costo dell’impianto è piuttosto conveniente rispetto alle soluzioni più utilizzate (pompa di calore, riscaldamento a pavimento ad acqua abbinato alla tradizionale caldaia). Abbinato al fotovoltaico potrebbe essere un’interessante soluzione, del tutto indipendente dalle reti energetiche pubbliche.
Si può installare anche in aree esterne (portici e verande) e non richiede canne fumarie (requisito necessario per rientrare in classe CasaClima A).
pavimento radiante, riscaldamento elettrico, case prefabbricateCome tutti gli impianti ad irraggiamento, non scalda l’aria e permette condizioni climatiche costanti ed uniformi, migliorando il comfort rispetto ai sistemi a convenzione.
Anche i costi di manutenzione sarebbero contenuti rispetto ad altri sistemi più diffusi.
Premesso che la spesa di un impianto elettrico a pavimento sembrerebbe in effetti molto più bassa, è da capire se i costi di gestione nel tempo risultino favorevoli.
Ribadisco che, abbinato al fotovoltaico (opportunamente dimensionato), il pavimento radiante elettrico utilizza solamente energia rinnovabile ed è quindi da considerare una soluzione energetica pulita, coerente con la scelta ecologica di costruire con le case prefabbricate in legno.
Le membrane termoelettriche funzionano a bassa temperatura e non sono pertanto confrontabili con i consumi elettrici richiesti dalle stufe elettriche. Secondo i costruttori il minimo voltaggio (da 8 a 28 volts) comporta consumi contenuti ed alti rendimenti, del tutto simili a quelli basati sull’impiego del gas metano.
La sensazione di chi scrive è che le cifre che si trovano sui siti dei produttori-installatori siano abbastanza ottimistiche e che questi sistemi (che si basano comunque sull’utilizzo diretto di elettricità) abbiano un grado di efficienza piuttosto “normale”. 
Per capire, la pompa di calore riesce realmente, utilizzando 1 kWh di energia elettrica, ad ottenere 3 kWh di energia termica, mentre in questo caso appare più plausibile che il nostro kWh elettrico fornisca meno energia termica (a causa delle inevitabili dispersioni dovute alla trasformazione) e comunque non più di un kWh termico teorico.
Teniamo presente che l’impianto di riscaldamento, d’inverno, deve andare sempre…..24 ore al giorno!
Ribadisco anche che, abbinato al fotovoltaico, a fronte dei costi di acquisto, installazione e manutenzione realmente contenuti, si tratta di una soluzione impiantistica che può essere valutata, soprattutto a fronte di un accertato surplus di produzione elettrica dai pannelli solari.
Nel caso specifico delle case prefabbricate, trattandosi di edifici ben coibentati, la necessità energetica è comunque bassa e bisognerebbe fare un confronto tra i vari sistemi di riscaldamento, tenendo conto della specifica zona climatica in cui la casa in legno viene montata.
Mentre ne escluderei l’utilizzo per edifici poco isolati (nei quali bisognerebbe istallare impianti ad alto rendimento come le pompe di calore), sarei propenso a valutare positivamente i pavimenti elettrici per le case in legno a basso consumo.

LE PARETI INTERNE DELLE CASE IN LEGNO

LE PARETI INTERNE DELLE CASE PREFABBRICATE RIVESTONO UN’IMPORTANTE FUNZIONE STATICA, SCARICANDO I CARICHI VERICALI SULLE FONDAZIONI E CONTROVENTANDO L’EDIFICIO DALLE FORZE ORIZZONTALI GENERATE DAL VENTO O DAI TERREMOTI.

Guardando le varie offerte dei costruttori di case in legno, ho notato che la stragrande maggioranza dei fornitori offre le parete divisorie da 8 a 10 cm mentre un’azienda arriva addirittura a 18 cm.
Perché questa differenza?  8 o 10 cm sono sufficienti?
Con una parete così sottile non si rischia di avere un basso isolamento ai rumori?
Si può tranquillamente appendere televisori e mensole su una parete così stretta o bisogna anche progettare prima dove posizionare questi elementi?
E le vibrazioni? Se per caso dovessi sbattere una porta, la parete vibrerà?

Le pareti interne delle case in legno possono possedere una semplice funzione divisoria degli spazi, affidando i compiti strutturali a pilastri in legno ed ai muri esterni.
In tale caso, si tratta di un evidente sottodimensionamento che presenta numerosi svantaggi.
L’isolamento termico tra gli ambienti è chiaramente inferiore, poiché il ridotto spessore non consente di coibentare adeguatamente la parete.
L’isolamento acustico non risulterà altrettanto efficace, rispetto ad una parete da 13-14 cm o più, peggiorando le condizioni di comfort generale dell’abitazione ed anche le vibrazioni verranno trasmesse con maggiore intensità.
La portata massima per mensole e pensili è chiaramente inferiore rispetto ad un muro portante.
Staticamente non cambia moltissimo, in quanto i carichi verticali vengono adeguatamente scaricati dai pilastri su cui poggiano le travi principali, se le strutture sono adeguatamente dimensionate.
Il problema maggiore è lo scarso irrigidimento trasversale dell’edificio.
Una parete troppo sottile non è in grado di resistere sufficientemente alle forze orizzontali che vengono generate durante i terremoti.
Va ricordato che il rispetto della normativa antisismica vale su tutto il territorio per tutti gli edifici, comprese le case in legno.
In presenza di pareti interne in numero insufficiente o male posizionate, si renderà necessario l’inserimento di qualche elemento di controventamento in acciaio (travi e/o pilastri).
Anche forti venti (fenomeni sempre meno rari nel nostro paese a causa dei mutamenti climatici) possono mettere in crisi una struttura poco rigida, tipica degli edifici in legno molto vetrati o open space.
Le pareti interne rivestono una funzione fondamentale in una casa in legno e vanno dimensionate correttamente, nel numero, nella posizione e nello spessore.