Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.
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AUTO-COSTRUZIONE ED AUTO-PROGETTAZIONE IN LEGNO

L’ARTE DI ARRANGIARSI E’ SENZA DUBBIO UNA RISORSA PREZIOSA, SOPRATTUTTO IN TEMPI DI CRISI E PERMETTE SPESSO DI RISPARMIARE, EVITANDO DI RICORRERE A MANODOPERA SPECIALIZZATA O A COSTOSE FIGURE PROFESSIONALI, MA C’E’ DAVVERO UN LIMITE A TUTTO.

Vorrei autocostruirmi delle pareti a telaio per ampliare la mia casa.
Potresti darmi un aiuto tecnico?   Grazie.

Ho preparato un progettino per la nostra casa da realizzare in legno, scaricando un programma su internet, preparando piante, ma anche i prospetti, le sezioni ed un modellino tridimensionale.
Con tutto il rispetto per gli architetti come te, mi sembra un buon lavoro (come confermato da un paio di amici che lavorano nel campo).
So che serve un tecnico che firmi i disegni, ma se li trova già fatti, ti sembra giusto chiedere una parcella alta?

AUTOCOSTRUZIONE
Da negato assoluto di trapani e motori, ho sempre ammirato (ed invidiato) abbastanza chi riesce ad effettuare da sé con buoni risultati molti lavori manuali di casa.
Personalmente però, pur masticandone abbastanza, non mi azzarderei mai ad autocostruire una parete in legno, anche se ne possedessi le competenze e gli strumenti.
Anche potendo, vanno considerati gli evidenti aspetti di ordine normativo, che non possono essere sottovalutati.
Un edificio in legno a basso consumo energetico è una costruzione a carattere permanente che va sempre autorizzata e che deve seguire il medesimo iter burocratico delle costruzioni tradizionali in muratura.
La struttura portante è pertanto soggetta a calcolo, deposito degli elaborati strutturali e collaudo statico (in caso contrario, sono l’ultimo di tecnici da contattare).
Quest’ultimo aspetto richiede siano presenti prove di laboratorio, schede tecniche e certificati che non potrebbero essere prodotti per una parete auto costruita, anche ipotizzando un lavoro effettuato con la massima competenza.
Passando alla seconda domanda, mi sento di consigliare al lettore un piccolo bagno di umiltà, pur non mettendone in dubbio l’incompreso talento compositivo.
Il progetto di una piccola casa di abitazione (anche in legno) non richiede competenze smisurate e costituisce un banco di prova abbastanza semplice per un tecnico abilitato e tuttavia deve essere affrontato con tutti i necessari strumenti professionali (e non mi riferisco certo ad Autocad), a partire dalla conoscenza approfondita ed aggiornata delle normative in vigore.
Il lettore ha avuto rassicurazioni da amici che lavorano nel campo (mi verrebbe spontanea una battuta infelice, ma non intendo mancare di rispetto alla categoria degli agricoltori), ma mi sembra abbastanza “superficiale” nell’approccio alla sua futura abitazione.
Una bozza di progettino (perchè questo è) può costituire un’ottima base per il lavoro del tecnico da incaricare, che potrà essere molto agevolato nello sviluppo esecutivo di una soluzione idonea.
Nella mia esperienza, un committente con le idee chiare rappresenta per un progettista una situazione di partenza ottimale e sicuramente più vantaggiosa (dal punto di vista dell’impegno) di un cliente confuso e volubile.   Ma non è questo il caso.

VENTO E CALDO PER UNA VILLA IN LEGNO

GLI EDIFICI IN LEGNO A BASSO CONSUMO SONO COSTRUZIONI SOLIDE CONCEPITE PER DURARE NEL TEMPO, CON UN ECCELLENTE ISOLAMENTO TERMICO, ANCHE IN CONDIZIONI DI PERDURANTE CALDO ESTIVO.

Sono in possesso di un terreno edificabile con progetto approvato di una abitazione singola di circa 160 mq su 2 piani.
La casa sarà posizionata su una collina ed esposta quindi a forti venti di maestrale.
Ho due domande da sottoporle, la prima è se il forte vento può rendere rumorosa la casa prefabbricata in legno o darle altri tipi di problema.
La seconda è se la collocazione in un clima caldo e fortemente soleggiato può dare problemi a questo tipo di abitazioni (le vedo ambientate sempre in zone di montagna).

Il vento, anche di notevole entità, non costituisce un rischio per le case prefabbricate ancorate su platea di fondazione.
Questi edifici sono calcolati staticamente in base alla normativa vigente, che è particolarmente severa nel nostro paese e che tiene conto del rischio sismico, in base alla classificazione per zone sul territorio.
Il legno è un materiale particolarmente elastico e resistente che risulta particolarmente indicato per resistere alle sollecitazione di tipo dinamico o laterali generate durante i terremoti o in presenza di forti raffiche di vento.
L’unico rischio può essere dovuto alla presenza di tettoie e porticati che possono essere sollevate per “effetto vela”, a causa di violente correnti d’aria ascensionali, comunque estremamente sporadiche. Tale problematica non è comunque legata alla costruzione in legno, ma può presentarsi anche su edifici realizzati in muratura.
Può il forte vento causare rumore in una casa in legno?
Anche in questo caso bisogna distinguere tra costruzioni rivestite a cappotto (unico oggetto di trattazione in questo blog), ovvero edifici mirati al basso consumo di energia termica, da non confondere con casette, annessi, ricoveri per attrezzi ed, in generale, strutture non finalizzati ad usi abitativi o permanenti.
La conformazione di questi immobili li rende di fatto analoghi agli edifici in muratura tradizionale, avendo il legno una funzione strutturale ed essendo protetto da uno spesso strato di rivestimento isolante intonacato.
Non sono al corrente di prove e test di misurazione specifiche per le case in legno in presenza di vento, mentre risultano eccellenti i valori di isolamento acustico calcolati secondo la normativa vigente, anche grazie all’impiego massiccio di pannelli isolanti che assorbono efficacemente i rumori provenienti dall’esterno.
Le deformazioni delle strutture sono pressoché assenti e non trasmettono significative vibrazioni all’interno.
Venendo al secondo punto, le case prefabbricate sono indistinguibili da quelle in laterocemento, per cui è abbastanza difficile la loro individuazione nelle nostre città.
Negli ultimi anni la loro diffusione, soprattutto nel nord Italia, le ha portate a costituire più che un’alternativa agli edifici tradizionali in muratura, anche grazie all’eccellente comportamento termico anche in regime di caldo estivo.
In montagna il legno viene tradizionalmente lasciato a vista e vengono impiegati altri sistemi costruttivi, meno performanti dal punto di vista energetico e poco idonei per costruire nei centri urbani.
Questi edifici, come le costruzioni “blockhaus”, espongono il legno all’esterno e sono effettivamente poco diffusi nelle nostre città.
In tutti gli altri casi le strutture in legno rappresentano un’eccellente soluzione costruttiva per il nostro paese, soprattutto in campo abitativo.

DUBBI E PERPLESSITA’ VERSO LE CASE PREFABBRICATE

NON E’ MIO INTERESSE CONVINCERE NESSUN LETTORE DEL BLOG.
NONOSTANTE LE APPARENZE, MI RITENGO ABBASTANZA NEUTRALE NEI CONFRONTI DELLE CASE IN LEGNO, CHE SPESSO (MA NON SEMPRE) RAPPRESENTANO UNA BUONA SOLUZIONE COSTRUTTIVA.

A causa di qualche difficoltà (i tempi non sono dei migliori) nella vendita dell’appartamento dove viviamo, abbiamo dovuto rimandare la costruzione della nostra desiderata casa.
Siamo partiti 2 anni fa convintissimi che sarebbe stata una casa in legno.
Ho letto per molto tempo il Suo blog, ho studiato con interesse il Suo libro e Le avevo anche posto già un quesito al quale Lei ha prontamente risposto (sulla scelta dell’azienda costruttrice) ma Le devo dire la verità: quest’attesa di anni ci ha messi davanti ad un dubbio ancora più grande e al quale spero Lei possa dare risposta convincente e definitiva (soprattutto per mio marito!).
Le varie persone con le quali siamo venuti in contatto negli ultimi mesi (professionisti vari del settore edile) non sono totalmente convinti della soluzione che ci sta tanto a cuore e a lasciarci sconfortati sono soprattutto coloro che con questo tipo di abitazioni hanno a che fare per lavoro.
Le perplessità sono le seguenti:
1. Costi ancora non competitivi con una costruzione tradizionale.
2. Difficoltà nell’apportare modifiche alla struttura qualora se ne presentasse l’esigenza in futuro (e mi confermano inoltre che in fase di costruzione TUTTI gli acquirenti per quanto sicuri in fase di progettazione si trovano ad apportare modifiche che alzano non di poco i costi!
3. E poi IL DUBBIO!!! La durata nel tempo di queste abitazioni non può essere accertata in quanto, anche all’estero, le case hanno al massimo 20 anni.
Quindi ai nostri figli riusciremo a lasciare qualcosa che non sia un ammasso di macerie?
Se è vero, addirittura a fronte poi di costi di costruzione più alti.
Io per esempio in futuro riuscirò ancora ad usufruire della casa che è stata costruita dai miei nonni (chiaramente con varie fasi di manutenzione).
La ringrazio sinceramente se vorrà rispondermi in maniera da non lasciare dubbi, perché mi creda che è l’ultimo enorme “ostacolo” che ci separa da una qualità di vita più “sana” e più economica.

Dopo qualche anno, non mi sorprende che imprese tradizionali e professionisti abbiano criticato le soluzioni costruttive in legno (inesperienza, ignoranza, interesse, malafede…?).
Non so se queste riposte possano convincere il lettore (il mio consiglio è soprattutto di incontrare chi vive da anni in una casa in legno a basso consumo), ma ritengo le perplessità elencate piuttosto irrazionali e basate su insicurezze, più che su fatti concreti.
1. I costi sono assolutamente competitivi, se paragonati a quelli delle soluzioni altamente isolate in muratura. 
Tutti i miei clienti hanno costruito, come minimo, un edificio in classe A o A+ in zone climatiche del nord Italia.
Costruire edifici tradizionali a basso consumo è possibile e costoso, mentre non mi sembra corretto effettuare un confronto con l’edilizia “da battaglia”, certamente più economica.
2. I miei committenti hanno abbassato spesso il prezzo da preventivo in campionatura (non tutti, ovviamente), per cui è fondamentale uno scrupoloso lavoro di preparazione, che dovrebbe essere sempre supportato dal tecnico progettista.
Le modifiche negli anni sono assolutamente possibili e non risultano troppo invasive sull’edificio (e comunque non più pesanti che sugli edifici in muratura).
Se l’edificio non è prefabbricato, molte scelte (ad esempio, il posizionamento degli impianti) possono essere compiute direttamente sul cantiere.
3. Pregiudizio assoluto, mi dispiace.
Le case in legno a basso consumo nascono per durare nel tempo. 
Molti costruttori estendono a 30 anni la garanzia di legge e di certo non sono dei pazzi.
L’aspettativa di vita è la medesima degli edifici in muratura, pur richiedendo le case in legno regolari manutenzioni ed interventi nel corso degli anni per il corretto mantenimento.

EDIFICI IN LEGNO SENZA TERRENO

MOLTI POTENZIALI ACQUIRENTI SI AVVICINANO ALLE CASE PREFABBRICATE PRIMA ANCORA DI ESSERE ENTRATI IN POSSESSO DI UN LOTTO EDIFICABILE E NON DOPO AVERE PROGETTATO LA PROPRIA ABITAZIONE.

Non siamo i clienti ideali.
Non abbiamo la terra e avremmo bisogno di un mutuo per l'acquisto della casa, ma di una cosa siamo sicuri:  la nostra prima casa sarà di legno!
In principio pensavamo solamente ad un appartamento in città, ma  poi ci siamo detti: perche non una casa vecchia in campagna da ristrutturare?
E poi, ecco l'illuminazione: una casa di legno!
Più ci informavamo, più ci convincevamo.
Ma poi i dubbi. Ci concederanno un mutuo per una casa che non esiste ancora? (le banche in Italia ragionano senza fantasia).
Posso comprare una casa di campagna, demolirla e ricostruire sulla terra acquistata?
Posso usare le fondamenta della casa demolita per la costruzione della casa di legno?
Grazie comunque per il tempo che ci hai concesso!

EDIFICI-ECOLOGICI, CASE-ECOLOGICHE, CASE, ECOLOGICHE
Tante domande, idee chiare, ma anche un po’ di confusione.
Ogni potenziale cliente ha esigenze personali e non deve necessariamente avere tanti soldi ed essere proprietario di un terreno edificabile.
Una prima raccolta dati risulta sempre molto utile e costituisce una solida base di conoscenze che serviranno al momento di prendere le decisioni relativamente al progetto della casa ed alla scelta del costruttore.
In queste fasi iniziali è prematuro chiedere un finanziamento ad una banca, ma ci si può comunque informare contattando direttamente qualche istituto di credito o attraverso internet.
Si può partecipare alle fiere sulla bioedilizia e sul risparmio energetico (ma si possono incontrare molti stand di costruttori persino alle fiere campionarie), contattare telefonicamente o via mail aziende di case in legno alle quali richiedere depliant e la possibilità di visitare qualche costruzione realizzata in zona (meglio ancora se in fase di cantiere).
Il terreno deve essere edificabile.
Concetto banale, ma (a quanto pare) non abbastanza esplicito, considerando le molte richieste che continuo a ricevere da parte di chi vorrebbe montare una struttura in legno su terreni inedificabili, agricoli, vincolati, ecc….
In alternativa è possibile abbattere un fabbricato preesistente per ricostruirlo in bioedilizia, godendo peraltro delle agevolazioni fiscali attualmente in vigore per le ristrutturazioni edilizie e le riqualificazioni energetiche (abbassando parecchio l’importo della spesa).
E’ anche possibile demolire parzialmente l’immobile esistente, mantenendo la porzione interrata o seminterrata, ma anche ampliando e/o sopraelevando la cubatura mediante una struttura in legno.
I campi di applicazioni e le potenzialità progettuali delle case prefabbricate a basso consumo energetico sono molteplici e non andrebbero limitati alle semplici villette unifamiliari di nuova costruzione.

UNA CASA PREFABBRICATA IN LEGNO CONVIENE?

GLI EDIFICI IN LEGNO A BASSO CONSUMO RAPPRESENTANO UNA SEMPLICE MODA O POSSONO ESSERE CONSIDERATI UN INVESTIMENTO ANCHE ECONOMICO NEL TEMPO?
IL VALORE DI UNA CASA PREFABBRICATA E’ REALE O C’E’ IL RISCHIO DI UNA VELOCE SVALUTAZIONE DELL’IMMOBILE NEGLI ANNI?

Vorrei costruirmi una villetta come ce ne sono tante dalle mie parti, ma ecologica, silenziosa e con un giardino da curare, però ho dei dubbi sul valore economico e quindi a cambiare il mattone con il legno.
Se tra 15 anni la voglio rivendere, che succederà?
Mi potranno dire che il legno non si è rivalutato nel tempo come il mattone?

Ho letto gran parte degli articoli del blog (sono troppi Architetto!!!!......), ma mi resta il dubbio dell’effettivo valore delle case in legno rispetto a quelle in muratura tradizionale.
Dalle mie parti sarei probabilmente il primo a costruire una casa prefabbricata e non vorrei fosse un azzardo, se dovessi un giorno rivendere l’immobile.

Ho scelto solo un paio di richieste su questo argomento, ma ricevo continuamente mail che mi esprimono dubbi e perplessità sul valore di mercato delle case in legno.
Anche su questo tema mi sono espresso spesso e, come sempre, è possibile recuperare i vecchi post utilizzando il semplice motore di ricerca interno al blog, posto in alto a destra.
La scarsa diffusione di case prefabbricate in legno, soprattutto nel centro-sud Italia, rende poco significativo il riferimento a casi di compravendita isolati, anche per la recente storia di queste costruzioni nel nostro paese.
Premesso che il tema sono le costruzioni a basso consumo energetico e non casette in legno economiche, annessi, box fai da te, ovvero edifici veri e propri ancorati a platea di fondazione e formalmente autorizzati, mi limito comunque a due semplici considerazioni, che dovrebbero bastare (ed avanzare).
Nelle nazioni del nord Europa in cui le case prefabbricate sono ampiamente diffuse e conosciute, come Germania ed Austria (ma anche Polonia, Repubblica Ceca, Slovenia, Croazia), non vi è alcuna differenza tra stabili in muratura ed edifici in legno ed il mercato immobiliare valorizza le soluzioni energeticamente efficienti, a prescindere dal sistema costruttivo adottato, in quanto dissipano meno calore e contengono i costi delle bollette.
In queste nazioni, le case in legno sono conosciute ed apprezzate, senza preoccupazione per la loro durata negli anni (timore peraltro dettato soprattutto dal pregiudizio e dalla malafede).
La crescente diffusione sul nostro territorio di queste costruzioni nei prossimi anni dovrebbe avvicinare alla massa la conoscenza degli edifici in legno, similmente ai paesi di origine.
Va inoltre ricordata l’importanza della classificazione energetica delle costruzioni al fine della valutazione economica, in quanto l’attestato di certificazione è un documento da allegare obbligatoriamente al contratto e da dichiarare ai potenziali acquirenti.
In Italia, a fronte di un patrimonio immobiliare esistente particolarmente dispersivo, anche di costruzione relativamente recente, gli edifici in legno a basso consumo si collocano ai vertici (classe B, A o A+) per la buona tenuta dell’involucro, a prescindere dai protocolli di calcolo adottati (nazionali, regionali, locali), acquisendo un consistente valore di mercato.

EDIFICI IN LEGNO E RODITORI

TRA I PREGIUDIZI POSSIAMO SICURAMENTE INCLUDERE LA PRESUNTA VULNERABILITA’ DELLE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE VERSO I RODITORI COME TOPI, GHIRI E SCOIATTOLI.

Temo che con il tempo possano entrarmi nelle pareti dei roditori, avendo io la fobia dei topi…..
Nella casetta di montagna abbiamo spesso avuto la compagnia di ghiri nel sottotetto….

La preoccupazione che le pareti di un edificio in legno a basso consumo energetico possano dare riparo a roditori è piuttosto diffusa, ma del tutto priva di fondamento.
Come sempre, si deve distinguere le case di montagna, le casette per attrezzi, gli annessi, i box, dagli edifici a basso consumo energetico a parete intonacata.
edifici-in-legno
Le case prefabbricate sono edifici veri e propri ancorati su platea di fondazione in cemento armato, realizzati senza economie costruttive, che utilizzano il legno in forma massiccia o lamellare per la realizzazione delle strutture portanti, abbinato a pannelli isolanti di elevato spessore.
Il legno si trova ben protetto all’interno delle pareti, adeguatamente coperto dallo strato di isolamento a cappotto intonacato che ne avvolge le facciate, tanto dall’azione degli agenti atmosferici, quanto dall’accesso indesiderato di piccoli roditori desiderosi di riparo.
Va sottolineata l’importanza di effettuare sul fabbricato controlli e manutenzioni regolari per scongiurare la presenza di “falle” nell’involucro esterno e, in particolare, nella zona sottostante al cappotto isolante.
In questo malaugurato caso va coinvolto immediatamente il costruttore, che dovrà intervenire immediatamente, soprattutto se ci si trova all’interno del periodo di copertura da difetti costruttivi (almeno i 10 anni previsti per legge, fino a 30 per molte ditte di costruzioni prefabbricate tedesche ed austriache).
Per quanto riguarda le altre tipologie di case in legno a vista come le blockhaus e gli chalet di montagna, i rischi sono chiaramente maggiori e andranno effettuati frequenti controlli (i lettori più attenti sanno che non mi occupo di queste costruzioni sul blog).
Un capitolo a parte meritano gli edifici economici di aziende estere dell’est Europa, offerte a prezzi molto bassi anche su internet, quasi sempre ad un livello costruttivo grezzo senza predisposizioni impiantistiche e montaggio escluso.
Si tratta in molti casi di strutture qualitativamente non compatibili con i parametri normativi applicati nel nostro paese, non idonee ad un uso abitativo, carenti staticamente, termicamente ed acusticamente.
Il legname impiegato da questi costruttori non sempre soddisfa le condizioni minime di stagionatura richieste per realizzare costruzioni solide e antisismiche e può contenere larve e uova di insetti xilofagi o essere trattato con sostanze impregnanti tossiche per la salute.
Per gli edifici meno curati il rischio di essere occupati da qualche roditore non appare del tutto improbabile, a fronte di carenze tecnico-costruttive e di un montaggio approssimativo.

LA SOLIDITA’ DELLE COSTRUZIONI A STRUTTURA IN LEGNO

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO SONO COSTRUZIONI RESISTENTI E SICURE, IN BARBA ALLA FAMIGERATA FAVOLA DEL LUPO CATTIVO, MA I PREGIUDIZI SONO DURI A MORIRE.

Sono un suo affezionato lettore, ma non sono ancora riuscito a convincermi del tutto.
Ho ben compreso i vantaggi delle case di legno, soprattutto energetici, ma mi resta la sensazione di costruire un edificio poco solido e duraturo.
Dalle mie parti c’è stata recentemente una tromba d’aria che ha fatto molti danni (per non parlare dei terremoti).
Mi rendo conto della banalità della domanda, ma potrebbe provare a spiegarmi bene perché non è così?

costruzioni-prefabbricate, prefabbricati, prefabbricati-in-legno
Innanzitutto vanno fatte le solite premesse.
Parlare di costruzioni in legno non significa inglobare in un'unica categoria tutti i fabbricati a struttura portante lignea.
Gran parte di questi sistemi costruttivi non sono concepiti per la realizzazione di edifici a basso consumo energetico e per un utilizzo continuativo come abitazioni e luoghi per il lavoro.
Vanno escluse casette ed annessi da giardino, box e rimesse, magazzini e strutture per il deposito di materiale o ricovero di macchinari, strutture mobili e su ruote, smontabili o prive di strutture di fondazione.
Questo blog tratta solamente di case in legno (prefabbricate o non) isolate termicamente ancorate su platea di fondazione in cemento armato a struttura intelaiata o massiccia, rivestite con un isolamento a cappotto intonacato.
Questi edifici vanno autorizzati secondo le vigenti normative e rappresentano semplicemente un’alternativa costruttiva ai sistemi tradizionali in laterizio, con vantaggi e caratteristiche di cui tratto diffusamente all’interno del blog o nel mio libro.
Poco hanno a che fare con il concetto di baita di montagna o di casa in legno americana, in quanto nascono durante la crisi energetica degli anni ’70 in alcuni paesi del nord Europa per incrementare l’isolamento termico e limitare le dispersioni di calore.
Le case prefabbricate vengono calcolate staticamente in base alla normativa antisismica, che in Italia è particolarmente severa.
In molti paesi soggetti a forti terremoti si costruisce in legno come in Giappone e la costa occidentale degli USA.
Le strutture in legno sono da sempre considerate ideali per costruire in zone sismiche perché l’elasticità e la capacità di assorbimento dei movimenti è elevata e maggiore rispetto ad una struttura realizzata in cemento armato o in muratura.
Inoltre, gli edifici in legno possiedono strutture leggere e sono costruiti su piattaforme in cemento; in caso di sollecitazioni anche di forte intensità “galleggiano” sul terreno senza riportare danni.
Anche la resistenza al vento è garantita e questi edifici non soffrono anche in presenza di raffiche particolarmente violente, proprio per le caratteristiche del legno, a patto di calcolare staticamente l’edificio in modo corretto e di curare l’attacco al suolo mediante ancoraggi in acciaio certificati e dimensionati correttamente.

COSTRUIRE O NON COSTRUIRE IN LEGNO

I VANTAGGI DELLE COSTRUZIONI IN LEGNO NON SEMPRE COMPENSANO LE PAURE E LE INCERTEZZE DOVUTE ALLA POCA CONOSCENZA DI QUESTI METODI COSTRUTTIVI, ANCORA POCO DIFFUSI NEL NOSTRO PAESE.

Vorrei costruire la mia prima casa in legno su un terreno di circa 1000mq nelle Marche in zona collinare (350mt).
Da circa 1 anno sono appoggiato ad un tecnico che mi sta facendo il progetto e mi sta aiutando in tutte le procedure.
Siamo ormai quasi giunti ad iniziare, la pratica è passata in commissione edilizia in comune e mancano solo i permessi per gli allacci.
Dopo aver letto, riflettuto e visto varie case, sono quasi deciso al 90% di realizzare la casa in legno.
Nel mio paese c'è un solo costruttore che realizza case in legno, non prefabbricate, ma le costruisce direttamente sul posto.
Continuo a chiedermi se faccio bene o no a costruirla in legno!
Sono abbastanza convinto dei pregi del legno, dopo avere parlato con questo costruttore, che mi ha fatto vedere delle case in costruzione ed alcune finite  e anche il mio tecnico mi spinge molto per realizzarla con lui.
Ma, parlando con tecnici comunali, amici, costruttori di case in cemento ed altri, viene fuori il classico discorso: “Una casa di legno??? Ma sei matto???".
Insomma, non tutti sono d'accordo ed elogiano le caratteristiche del legno.
Primo tra tutti vi è il fatto che la manutenzione è ben più impegnativa rispetto una casa in cemento o il costo, che non è così basso rispetto al cemento e tanto altro ancora.
Addirittura alcuni mi fanno notare che molte case in legno vengono rivestite in mattoni esternamente proprio per un discorso di sicurezza e solidità.
Io ho letto molto, ma ovviamente i dubbi non vanno via facilmente e spendere circa 500.000 euro in una casa per poi non essere soddisfatto, mi pare poco piacevole.
Vorrei un consiglio da lei, se faccio bene o no a costruirla in legno.
Se desidera posso anche girarle il progetto della casa.


Pubblico una delle tante “richieste di soccorso” di chi mi richiede di spazzare via i propri dubbi verso le case di legno.
Personalmente non mi interessa convincere nessuno (al contrario di chi cerca di dissuadere con futili argomenti).
Le case in legno sono un semplice sistema costruttivo, alternativo a quelli maggiormente diffusi nel nostro paese.
Presentano vantaggi e svantaggi, potenzialità e limiti che vanno sempre valutati nel contesto specifico del progetto.
Le costruzioni in legno sono una tecnologia matura e consolidata nella maggior parte dei paesi europei, nei quali non rappresentano una scelta di nicchia, ma un settore che genera un notevole indotto e posti di lavoro.
Il lettore non è convinto?  Si rivolga ad un impresa di costruzioni tradizionale.
E’ possibile costruire con materiali naturali e con buone prestazioni energetiche anche utilizzando il laterizio abbinato ad una struttura in cemento armato.
Ma non scarterei il legno sulla base dei consigli di chi, non conoscendo le caratteristiche di questo materiale, sentenzia banalità del tutto opinabili.
Le manutenzioni delle case in legno sono difficili e costose?  Non è vero.
Il costo è superiore agli edifici in muratura?  Falso.
Vanno rivestite in mattoni per aumentarne la solidità?  Assurdo.
La scelta di affidare o meno la costruzione ad una ditta di case di legno dovrebbe basarsi su elementi concreti e non su argomenti pregiudiziali e facilmente confutabili.

LA PORTATA DELLE PARETI IN LEGNO

REGGERANNO I PENSILI APPESI ALLE PARETI DELLE CASE DI LEGNO?
E SE DEVO APPENDERE UN PESANTE QUADRO?
E IL MIO NUOVO TELEVISORE DA 50 POLLICI???

Sto leggendo con attenzione i suoi articoli sulle case prefabbricate in legno e ho urgenza di farle una domanda.

Sto per acquistare un piccolo prefabbricato di 38 m2, una mansardina, ma, aldilà dei rinforzi per i pensili della cucina, non è stato inserito sulle pareti, sotto al cartongesso, alcun altro sostegno per altri pensili (librerie, quadri, mensole e quant'altro).
Vista la superficie così ridotta, io invece pensavo di arredarla arricchendola con mobili che ne sfruttino l'altezza.

Ma come posso fare?
Il venditore mi tranquillizza dicendomi che basta infilare nelle pareti tasselli di almeno 12 cm per arrivare fino al legno, ma io ho paura che il cartongesso non regga o addirittura che le pareti mi cadano addosso!
La prego, lei che è un esperto mi dia un consiglio!


Le pareti delle case in legno assolvono quasi sempre una funzione portante.

Questo significa che la struttura è in grado di assorbire le forze verticali soprastanti portandole sino alle fondazioni.
I carichi “appesi” ai muri vengono a loro volta scaricati sulle pareti, ma gran parte del lavoro passa attraverso i punti di aggancio (viti, tasselli, chiodi…), che devono garantire un’adeguata resistenza.
Una tramezza in laterizio è semplicemente appoggiata sul solaio e la sua funzione si limita alla suddivisione degli ambienti interni.
In questo caso la portata è piuttosto limitata, ma, chissà perché, nessuno si pone il problema di un eventuale cedimento del muro…..
PARETE-LEGNO, PARETE-IN-LEGNO
Al contrario, la resistenza delle pareti in legno non deve essere messa in dubbio.
La presunta leggerezza delle pareti a telaio è assolutamente un luogo comune, infondato e contestabile.
Il muro si comporta come un corpo unico in cui i cartongessi fissati mediante graffatura ai sottostanti pannelli in legno ripartiscono il carico sulla struttura in legno vera e propria, con un’elevata portata di carico, che consente di appendere pensili pesanti, quadri o un eventuale televisore al plasma, senza troppe difficoltà.
Trattandosi di una parete in legno è fondamentale utilizzare viti da legno di adeguata lunghezza, unico scrupolo per evitare cedimenti con conseguenze “catastrofiche”.
Si tratta di prodotti di facile reperibilità, che si trovano in qualsiasi “fai da te”.
Queste indicazioni sono ovviamente valide per la maggior parte delle costruzioni in legno, ma è buona norma richiedere all’azienda venditrice le necessarie indicazioni che possono variare in base alla specifica stratigrafia scelta ed alla portata dichiarata.

DURATA E SVANTAGGI DEGLI EDIFICI IN LEGNO

IL TIMORE DI REALIZZARE UNA COSTRUZIONE NON DURATURA E DI SCARSA SOLIDITA’ RESTA AMPIAMENTE DIFFUSO, ANCHE TRA I POTENZIALI INTERESSATI ALLE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE A BASSO CONSUMO DI ENERGIA. 

Case prefabbricate:  svantaggi rispetto ad una casa costruita in tecnica tradizionale.
Tengono il mercato a distanza di anni?
La qualità rimane inalterata dopo i 40/50 anni?
Si legge tanto sul prima e durante. Ma il dopo? 

Gli svantaggi sono moltissimi, si deprezzano velocemente e si degradano in pochi anni.
Ovviamente (spero sia chiaro) questo vale per gli edifici in legno economici, costruiti senza attenzioni statico- costruttive, con legname scadente, sprovvisti di isolamenti termici e impermeabilizzazioni.
Queste strutture non sono idonee per un utilizzo abitativo e vanno impiegate esclusivamente per la costruzione di annessi, rimesse, magazzini, ricoveri attrezzi.
Gli edifici in legno sono costruzioni durature con notevoli vantaggi
Escluse tali tipologie, le case prefabbricate in legno a basso consumo energetico, finite a cappotto termico intonacato sono costruzioni che possono sostituire gli edifici tradizionali in laterizio, con numerosi vantaggi, ampiamente trattati sul blog.
Più che di svantaggi, parlerei di differenze, che possono influenzare la scelta del sistema costruttivo più idoneo in funzione del progetto.
L’incidenza dei costi fissi rende sconveniente la costruzione di edifici molto piccoli, che si rivelano eccessivamente costosi, rispetto alla muratura.
Vi è tutta una serie di piccole attenzioni che possono comportare adattamenti non graditi, come la necessità di “staccare” l’edificio dal suolo per scongiurare risalite d’acqua o evitare il passaggio di tubazioni nelle pareti esterne.
In quest’ultimo caso la canna fumaria di un camino, spesso di notevole sezione, non può essere annegata nel muro, ma va posta all’esterno (creando un vincolo architettonico) o all’interno (comportando un vincolo funzionale), in quanto si verrebbe a generare un ponte termico nell’isolamento.
Le pareti interne costituiscono quasi sempre dei setti portanti e non possono essere spostate o eliminate a piacimento.
La durata degli edifici in legno è assolutamente identica a quella che ci si aspetta dalle costruzioni in muratura, con minime manutenzioni negli anni.
Dopo 40-50 anni possono essere necessari alcuni interventi di manutenzione straordinaria, peraltro inevitabili anche nelle costruzioni in laterocemento.
E’ peraltro evidente che il presunto concetto di durabilità degli edifici tradizionali appare piuttosto flebile riferendoci al patrimonio immobiliare degli anni ’60-’70, edifici quasi sempre inadeguati da ogni punto di vista (isolamenti, impianti, infissi, antisismica).
La ristrutturazione di un edificio di 40-50 anni fa in muratura appare spesso poco conveniente rispetto all’abbattimento con ricostruzione, mentre l’esperienza tedesca relativa alle case in legno della stessa epoca consegna ai nostri giorni edifici in ottime condizioni statiche, ben conservati se regolarmente mantenuti.

LADRI E PARETI IN LEGNO

QUANTO SONO SICURE LE CASE IN LEGNO RISPETTO A QUELLE IN MURATURA NEI CONFRONTI DI MALINTENZIONATI, LADRUNCOLI O PROFESSIONISTI DELLO SCASSO?

Sono proprietario di un lotto di terra ove e' mia intenzione costruire una casa in legno.
Mi sono informato su questo sistema di costruire su internet, leggendo il suo libro e seguendo la costruzione di una casa con il sistema xlam e i vantaggi rispetto all'edilizia tradizionale sono indubbi.
Io vorrei costruire con il sistema a telaio, però ho un dubbio:
Partendo dal presupposto che, se vogliono, i ladri entrano da porte e finestre, mi può spiegare che grado di sicurezza mi può offrire una parete costruita con questo sistema visto che ci sono solo 2 pannelli di legno non molto spessi e uno di cartongesso?


Ne ho già parlato, ma comprendo che il timore di ricevere un visita sgradita sia molto diffuso tra i potenziali acquirenti di case prefabbricate.
La presunta vulnerabilità degli edifici di legno è un rischio effettivo o un semplice pregiudizio?
Innanzitutto va detto che i ladri dovrebbero essere a conoscenza della natura dell’edificio, eventualità piuttosto improbabile, in quanto le case in legno sono davvero indistinguibili da quelle in muratura, anche ad un occhio esperto.
In questo caso il tentativo di effrazione non dovrebbe essere indirizzato alle pareti, poiché i malviventi cercheranno di violare una porta o una finestra (quasi sempre nella zona più isolata della casa), servendosi della classica strumentazione da scasso (difficilmente si porteranno appresso attrezzatura pesante da falegnameria).
le case in legno prefabbricate sono sicure dal rischio furti?
L’adozione di vetrature blindate, di punti di chiusura aggiuntivi sugli infissi, scuretti o griglie di sicurezza possono rallentare l’ingresso dei ladri, mentre resta consigliabile l’adozione di un impianto volumetrico di allarme (interno o esterno) o di sensori a contatto sui serramenti.
E’ comunque un evento che presenta le medesime possibilità di “successo” in un edificio in legno rispetto ad una costruzione in muratura.
Nell’ipotesi che il tentativo di furto sia organizzato allo scopo di creare una breccia nella parete esterna, i ladri dovrebbero conoscere la composizione del pacchetto di parete (magari richiedendo preventivamente i disegni esecutivi alle vittime….), poiché esistono sostanziali differenze e non solo tra pareti a telaio e xlam, del tutto invisibili in un edificio finito.
Le pareti massicce non si limitano di certo a 2 pannelli in legno e un cartongesso, anzi;  anche il taglio di un foro utile al passaggio di una persona adulta in una parete intelaiata richiede un notevole impegno, con una notevole produzione di rumore, sia che il taglio venga eseguito a mano o con ausilio di strumenti elettrici.
Non dimentichiamo che spesso sono presenti contropareti per l’impiantistica e che lo stesso cappotto intonacato non è facilmente rimuovibile.
Lo spessore complessivo di una parete esterna a telaio è di 30-35 cm e non credo che il tentativo di effrazione risulti conveniente rispetto alle “classiche” metodologie di ingresso (rottura del vetro o piede di porco).
Perché dunque rinunciare a costruire una casa in legno prefabbricata?
Se siamo tormentati da questo timore, a fronte di una circostanza più che improbabile, è sufficiente installare un sistema di allarme perimetrale, efficace ed economico.

CASA DI LEGNO O TRADIZIONALE?

LA GUIDA ALLE CASE PREFABBRICATE (A PROPOSITO, COMINCIANO ANCHE A COPIARLA…) NON VUOLE CONVINCERE NESSUNO A COSTRUIRE IN LEGNO, MA RESTA UN SERVIZIO DIVULGATIVO, LIBERAMENTE UTILIZZABILE NEI CONTENUTI (OCCHIO AL COPYRIGHT), SOGGETTO A CRITICHE O COMPLIMENTI. 

A breve dovrò decidere con chi costruire la mia futura casa.
Contrariamente ai suoi consigli, il progetto è previsto per una realizzazione in muratura, con pilastri in cemento armato.
In realtà sono ancora incerto, in quanto il blog ha fugato molti dubbi (sulla durata, la resistenza al fuoco) e mi ha convinto dei vantaggi (costo certo, risparmio energetico, sostenibilità), ma temo che l’edificio non avrà lo stesso valore sul mercato in futuro.
Non credo alla favola dei tre porcellini, però….. 

La favola dei tre porcellini va un po’ interpretata.
Una costruzione (in legno o in muratura, poco cambia) può avere vita breve e comunque essere soggetta a numerose problematiche nel corso del tempo.
Molto dipende dalle scelte costruttive e dalle attenzioni poste in fase esecutiva.
edificio prefabbricato in alternativa alle costruzioni in muratura
Una costruzione male concepita è garanzia di difetti e vizi più o meno gravi, a prescindere dal materiale di cui è costituita.
Le case in legno possono sostituire efficacemente i fabbricati in muratura e cemento armato per molte tipologie edilizie, in particolare ove sia richiesta un’alta efficienza energetica.
Le villette mono o bifamiliari rappresentano il target più diffuso, ma non è l’unica vocazione delle strutture in legno, con cui si realizzano (all’estero in particolar modo), edifici per il commercio e l’artigianato, alberghi, scuole, uffici.
Molti articoli del blog cercano di smontare i molti luoghi comuni e i pregiudizi che limitano l’espansione delle case in legno nel nostro paese e, contemporaneamente, di illustrarne i vantaggi e i limiti (che ci sono, come è ovvio che sia).
Al lettore la libertà di valutare utili o meno tali indicazioni e, magari, di avvicinarsi con maggiore consapevolezza a questi sistemi costruttivi, poco conosciuti in Italia, ma molto diffusi ed apprezzati in gran parte d’Europa.
In Germania, Austria, Polonia, Francia, Repubblica Ceca e molte altre nazioni a noi vicine il problema del valore degli edifici in legno non si pone.
Le case prefabbricate sono ampiamente diffuse, arrivando a coprire oltre il 30% delle costruzioni destinate ad abitazione.
In questi paesi esiste un mercato immobiliare che valorizza gli edifici realizzati in legno, che da noi non è nemmeno agli albori.
L’obbligo di certificazione energetica dei fabbricati, da allegare agli atti di compravendita, è comunque un notevole vantaggio, in quanto le classificazioni delle case prefabbricate sono quasi sempre elevate, soprattutto in rapporto alla media del patrimonio immobiliare esistente nel nostro paese, altamente disperdente e termicamente inefficiente.

MODIFICHE E SICUREZZA NEGLI EDIFICI IN LEGNO

LE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE SONO EDIFICI PARAGONABILI IN TUTTO E PER TUTTO ALLE COSTRUZIONI TRADIZIONALI IN MURATURA, MA QUALCHE DIFFERENZA E’ INEVITABILE, CON VANTAGGI (MOLTI) E QUALCHE LIMITE.

Volevo porle alcune domande alle quali non ho trovato risposte esaurienti nel suo, peraltro ben fatto, blog.

1- per quanto riguarda la sicurezza, è possibile installare una cassaforte in una casa prefabbricata in legno, in modo che non sia facilmente asportabile?
2 - se dovesse esserci una perdita nell'impianto idraulico, non potrebbe danneggiare la struttura?
3 - volendo in un secondo momento, rispetto alla costruzione, spostare una presa elettrica o un attacco di un rubinetto, si può fare con una traccia sulle pareti o sul pavimento o bisognerebbe sostituire la parete intera (anche per mantenere l'isolamento).
4- E’ possibile installare grate alle finestre o se ci sono alternative altrettanto sicure da prendere in considerazione per le case prefabbricate.

casa prefabbricata, case prefabbricate in legnoLa predisposizione di una nicchia di alloggiamento per una cassaforte non comporta particolari problematiche costruttive.
Un vano realizzato in legno massiccio è piuttosto resistente, almeno quanto uno realizzato in muratura (non in cemento armato), ma sicuramente non inespugnabile.
Come sempre, se lo scasso è ad opera di professionisti con un certo tempo a disposizione, non c’è cassaforte (o quasi) che tenga, se non si dispone di un adeguato impianto di allarme.
Le perdite di acqua per rotture alle tubazioni impiantistiche sono possibili e possono causare danni ingenti, ma non superiori a quelli che si verificano nelle costruzioni in muratura.
Peraltro, l’impiego di solai in legno è molto diffuso anche negli edifici tradizionali. 
E’ fondamentale intervenire tempestivamente per limitarne gli effetti, che difficilmente coinvolgeranno le strutture portanti dell’edificio e che dovrebbero riguardare soprattutto gli isolamenti termoacustici, che andranno sostituiti.
I costi di intervento sulle case in legno non sono in ogni caso superiori rispetto agli edifici in laterocemento.
Durante la vita di un edificio può subentrare l’esigenza di apportare modifiche distributive e funzionali con lo spostamento di pareti o cambiamenti agli impianti elettrico, termico ed idro-sanitario.
Nelle costruzioni tradizionali in muratura questi interventi risultano parecchio invasivi, con produzione di rumore e polveri dovuti a demolizioni ed esecuzione di tracce sui muri o nei solai.
Questi lavori possono essere effettuati anche nelle case di legno, risultando di più semplice esecuzione, trattandosi di strutture a secco, con minori disagi per gli occupanti, minori costi e tempi di intervento più veloci.
Per aumentare la sicurezza ancora oggi vengono sovente installate sugli edifici grate (soprattutto al piano terra) su finestre e portefinestre.
Tecnicamente tale intervento è possibile anche sulle case in legno, poiché attorno alle finestre viene montato un telaio a cui si potrebbe ancorare la grata.
Tale soluzione appesantisce parecchio l’estetica della casa e non garantisce il medesimo standard di sicurezza degli edifici in muratura a causa della minore tenuta complessiva.
Si tratta comunque di una soluzione abbastanza superata rispetto ai moderni impianti di allarme a sensore o volumetrici reperibili sul mercato, molto più efficaci e sicuri, non solo sulle case prefabbricate in legno.

I PRECONCETTI SULLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

IL LEGNO E’ IL MATERIALE DA COSTRUZIONE DEL FUTURO?
E’ DIFFICILE IPOTIZZARE SE LE METODOLOGIE COSTRUTTIVE ALTERNATIVE ALLA MURATURA TRADIZIONALE COME LE CASE PREFABBRICATE POTRANNO AFFERMARSI O, QUANTO MENO RITAGLIARSI UNA FETTA DI MERCATO IMPORTANTE IN TEMPI BREVI.


Le resistenze all’impiego strutturale del legno nel nostro paese restano forti e dipendono da molteplici fattori.
Tradizionalmente il legno trova larga applicazione in edilizia per la realizzazione di tetti e solai e come materiale di finitura.
Se si escludono tettoie e porticati, le tecnologie costruttive basate sull’impiego del legno restano confinate alla fascia alpina ed in particolare al territorio del Trentino-Alto Adige, con poche altre eccezioni.
L’ampia disponibilità di questo materiale, economico e facilmente lavorabile sul posto e la forte influenza culturale dei paesi nordeuropei hanno consentito alle costruzioni in legno di divenire la principale metodologia costruttiva, in particolare per la realizzazione di edifici abitativi.
Come detto più volte, le case prefabbricate in legno rappresentano una novità per il nostro paese, ma altrove vengono prodotte e montate in grandi numeri, scelte per gli innumerevoli vantaggi che possiedono.
Economiche, ecologiche, flessibili.
Le case prefabbricate a basso consumo permettono di costruire in tempi certi, con costi certi e di risparmiare sulle bollette grazie all’ottimo isolamento.
Per quale motivo le case in legno non riescono a soppiantare i sistemi tradizionali, poco efficienti e costosi?
La causa principale è soprattutto legata all’incultura generale che circonda di sospetto le case prefabbricate in legno, senza addurre particolari motivazioni a sostegno.
Se non si realizzano case prefabbricate qualche valido motivo ci sarà……Saranno solide? Il legno brucia, teme l’umidità, viene attaccato dagli insetti, si svalutano tantissimo, durano poco, vanno bene per la montagna, d’estate si surriscaldano, costano troppo….e potrei continuare per molto.
Questo blog nel suo piccolo spera di essere riuscito a rispondere efficacemente a molti di questi interrogativi, contribuendo magari ad aiutare la diffusione delle case prefabbricate in Italia.
E tuttavia luoghi comuni e pregiudizi frenano irrazionalmente la diffusione delle case in legno.
In questo senso poco viene fatto dai media e dalle amministrazioni, mentre mancano vere occasioni di divulgazione di massa, se si eccettuano le fiere del settore, peraltro sempre più frequentate.
Spesso l’interesse, per quanto sincero ed entusiasta, non è sufficiente per orientare la scelta finale verso le case prefabbricate.
La mia esperienza mi conferma che le paure nei confronti delle case in legno trovano terreno fertile soprattutto in famiglia e portano a rinunciare all’acquisto nella maggior parte dei casi.
Il pentimento avviene in questi casi a posteriori, dopo che l’impresa di costruzioni amica di nostro cugino geometra (che ci ha fatto il progetto a buon prezzo) ci avrà prodotto uno splendido esempio di edificio altamente disperdente, i cui costi saranno ovviamente lievitati rispetto al preventivo iniziale (non si preoccupi, le faccio un buon prezzo….), in tempi biblici (le piogge, il ghiaccio, le ferie….).
Ma noi che amiamo investire nel mattone non possiamo di certo pensare che le case in legno possano avere valore e durare nel tempo.
D’altronde, se le favole hanno una valida morale, ci ricordiamo bene che la casetta in mattoni resiste a tutto, anche al lupo cattivo.
Non spetta assolutamente al sottoscritto il ruolo di avvocato difensore delle case prefabbricate e tuttavia invito chi si sta avvicinando solo ora alle case in legno ad essere “apertamente scettico”.
Fare domande e nutrire dubbi è importante, molto più scaltro che prendere per oro colato qualsiasi informazione ci venga data.
Personalmente mi è capitato in tante occasioni di consigliare di intervenire in tradizionale, scartando a priori le ditte di case prefabbricate, ma si deve sempre fare un’approfondita valutazione tecnico-qualitativa.
In questo, non mi mancherò mai di ripeterlo, resta fondamentale il ruolo del progettista, che deve essere preparato e non condizionato da interessi personali.

LE CASE IN LEGNO TEMONO IL VENTO?

IL TIMORE CHE GLI EDIFICI IN LEGNO POSSANO SOFFRIRE LE SOLLECITAZIONI DOVUTE A FORTI VENTI È IN BUONA PARTE UN PREGIUDIZIO BASATO SULLA PAURA DEL LUPO CATTIVO.

La tipologia costruttiva più comune è per le case in legno è la parete a telaio, che prevede un sandwich di materiali portanti e isolanti, il cui spessore e la cui composizione dipendono da specifici brevetti e da valutazioni tecniche del singolo costruttore.  
La leggerezza di queste strutture è solo apparente, garantendo una notevole resistenza alle forze laterali ed ascensionali ed  una solidità dell’edificio del tutto assimilabile alle costruzioni in muratura.
Il legno è una materiale elastico, in grado di ammortizzare le poderose spinte del vento, a patto di progettare correttamente la struttura. 
Una casa in legno con parete a telaio non dovrebbe superare una certa altezza (2 o 3 piani fuori terra).
Scegliendo una struttura massiccia è possibile raggiungere quote maggiori, con un eccellente resistenza alle sollecitazioni laterali (vento ed eventi sismici).
Il problema posto dalla maggiore altezza è principalmente l’irrigidimento trasversale dell’edificio rispetto alle forze che vengono generate in presenza di vento di entità eccezionale.

Con l’aumentare dell’altezza gli effetti del vento possono essere piuttosto sensibili a causa dell’effetto “mensola”.
case prefabbricate, casa prefabbricataIn questo caso è necessario “controventare” adeguatamente la struttura della casa in legno inserendo elementi in grado di resistere alle spinte laterali, che in condizioni normali non sono presenti.
I pannelli massicci sono facilmente calcolabili come un materiale omogeneo, al pari della muratura o del cemento armato e consentono allo strutturista una valutazione precisa rispetto alle capacità portanti dell’edificio. 
La naturale elasticità del legno rende le case prefabbricate naturalmente antisismiche e resistenti alle sollecitazioni di eventi atmosferici eccezionali, come ad esempio le trombe d’aria.

La rigidità è assicurata dalle pareti (interne ed esterne), dai solai e dal tetto che formeranno nel loro insieme una robusta “scatola” resistente ed indeformabile.
L’ancoraggio al suolo delle case in legno viene effettuato mediante zanche o staffe con tasselli in acciaio zincato, imbullonate in fase di montaggio e dimensionate secondo i calcoli statici.
La congiunzione fra le varie pareti infine viene realizzata a incastro, tramite tiranti in acciaio operanti su boccole filettate e preventivamente inseriti nel corpo della parete in vari punti, connettendoli semplicemente con un sistema “maschio/femmina”.
In zone caratterizzate da vento di notevole intensità, queste sollecitazioni supplementari vanno opportunamente determinate, irrigidendo ulteriormente la struttura ed aumentando il numero e la dimensione degli ancoraggi.
La qualità costruttiva certificata e garantita dalle aziende di case in legno, unitamente all’adozione di sistemi produttivi collaudati e condivisi dai maggiori costruttori, porta a minimizzare il problema della resistenza al vento, che potrebbe rappresentare un problema solo nel caso di costruzioni economiche e tecnicamente approssimative.