Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.
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ABITARE IN UNA CASA IN LEGNO AD ALTA EFFICIENZA

VIVERE IN UNA CASA PREFABBRICATA NON RICHIEDE CAMBIAMENTI NELLO STILE DI VITA QUOTIDIANO, NE’ ADATTAMENTI FISIOLOGICI O PROCEDURE PARTICOLARI DA ADOTTARE, PER CUI …... RILASSIAMOCI.

Una casa in legno correttamente progettata fornisce elevati livelli di comfort termoacustico in un ambiente sano e naturale.
Prendo spunto dalle poche righe scritte da un lettore per chiarire quale sia l’atteggiamento sbagliato da evitare.

case prefabbricate ad alta efficienza
Nella nostra casa in legno in cui abitiamo da oltre un anno non abbiamo installato la ventilazione meccanica (a causa del budget limitato) e siamo abbastanza pentiti.
D’inverno ci siamo accorti che basta aprire le finestre per pochi minuti e la casa si raffredda molto, mentre d’estate è anche peggio perché poi la casa resta calda.
Tenendo gli infissi chiusi, la caldaia va molto poco e le cose migliorano ulteriormente abbassando le tapparelle.
A me la cosa non da fastidio più di tanto, mentre mia figlia si lamenta perché siamo sempre al buio.
Ci sono problemi ad aprire poco le finestre in una casa in legno o basta la traspirabilità naturale della casa?

Quando si dice essere ossessionati dalle dispersioni termiche e dal risparmio energetico…..
Gli ambienti domestici vanno ventilati frequentemente per motivi puramente igienici.
La qualità dell’aria (a maggior ragione in un edificio a tenuta con pochi spifferi o fuoriuscite dall’involucro) può peggiorare drasticamente con conseguenze non trascurabili sulla salute e la salubrità del fabbricato.
L’aria viziata può contenere sostanze nocive che si concentrano nei locali chiusi, aumentando la concentrazione con il passare del tempo in assenza di ricambi.
Tali inquinanti possono derivare da molte fonti normalmente presenti in un’abitazione come l’ossido di carbonio prodotto con la combustione del gas in cucina, la formaldeide ed altri prodotti chimici volatili sprigionati da mobili, detersivi e vernici, ma anche funghi ed acari della polvere.
Alte concentrazioni di umidità persistente possono formare facilmente muffe anche sulle pareti di una casa in legno, soprattutto negli angoli a causa dei cosiddetti ponti termici di tipo geometrico o nella parte bassa delle pareti.
Come regola, bisognerebbe prevedere un ricambio d’aria pari ad almeno 0,25 volumi d’aria all’ora.
Aprire le finestre, soprattutto nella stagione più fredda, abbassa di qualche grado la temperatura dei locali, facendo spendere un po’ di più per il riscaldamento, in quanto gli impianti dovranno riportare gli ambienti alla temperatura programmata, ma questo avviene fortunatamente in breve tempo consumando poca energia nelle case in legno.
L’ideale è creare una corrente d’aria, aprendo contemporaneamente più finestre, che espelle efficacemente l’aria viziata in pochi minuti.
Non commettiamo nemmeno l’errore opposto, per paura delle muffe o dell’aria viziata, in quanto l’unico effetto concreto di aprire troppo spesso sarebbero inutili perdite di energia termica.
Per lo stesso motivo appare insensato vivere al buio (o accendere le luci consumando corrente elettrica) per risparmiare qualche euro sulle bollette, mentre è fondamentale evitare il surriscaldamento estivo impedendo ai raggi solari di colpire direttamente le vetrate nelle ore più calde del giorno.
La schermatura va sempre effettata dall’esterno mediante sporgenze in grado di produrre ombreggiamento, alberi, pergolati, frangisole, scuretti o tapparelle.

MUFFA E CALDO IN UNA VILLETTA IN LEGNO

LA GUIDA ALLE CASE PREFABBRICATE E’ A VOSTRA COMPLETA DISPOSIZIONE PER QUESITI, DUBBI, CONSIGLI O SEGNALAZIONI PER ARGOMENTI NON TRATTATI, CHE RICEVERANNO SEMPRE LA MIA ATTENZIONE ED AI QUALI CERCHERO’ DI RISPONDERE PUBBLICAMENTE IN FORMA DI ARTICOLO.

Le scrivo per avere una sua opinione circa 2 aspetti, ovvero la comparsa di condensa nelle finestre e, in alcune stanze, di muffa nel retro di alcuni mobili e la sensazione che il cappotto esterno non faccia il suo dovere data l'alta temperatura interna.
Preciso che si tratta di una casa unifamiliare in legno (con cappotto esterno), costruita nel 2009 da una azienda trentina.
Entrambi i problemi si sono palesati circa nell'ultimo anno e mezzo.
L'incaricato dell'azienda, nel corso del suo sopralluogo per verificare la situazione, mi ha detto che la condensa è dovuta al fatto che i muri sono più isolati degli infissi (forniti dalla stessa azienda e composti da vetri con doppia vetrocamera).
Il consiglio che mi ha dato è di arieggiare sempre o installare vetri a tripla vetrocamera, sfruttando l'agevolazione fiscale.
Per quando riguarda il cappotto, mi ha confermato che è stato fatto a regola d'arte, ma d'estate quando fuori ci sono, ad es. 36°, in casa ce ne sono 32-33°, tanto da dover installare un deumidificatore...ma qs. tipo di case non dovrebbero "autoregolare" l'umidità e la temperatura interna?
Dato che la giustificazione e la soluzione non mi soddisfano vorrei un suo parere e se le serve, potrei inviarle tramite mail la descrizione tecnico costruttiva della casa.

villa ecologica prefabbricata
Approfitto di quest’ultima riga della mail del lettore per ribadire che non sono in grado di fornire consulenze per casi personali, per cui non scrivetemi richieste troppo argomentate con foto, allegati, dettagli, poiché gli articoli devono soddisfare il requisito dell’interesse alla pubblicazione.
Sono disponibile ad assumere incarichi minimi di progettazione a distanza adeguata (per me e per il committente - entro i 120 km o 1 ora e mezza di auto), ma non per assistenze gratuite via mail di carattere personale, che non troveranno alcuna risposta da parte mia.
Il problema della condensa è dovuto ad un alta percentuale di umidità all’interno della casa, prodotto naturalmente attraverso gli usi sanitari dell’acqua, la cottura dei cibi, a respirazione.
La buona tenuta all’aria dell’involucro delle case di legno a basso consumo impedisce al vapore di fuoriuscire dall’edificio rendendo necessario un periodico arieggiamento degli ambienti con l’apertura degli infissi (dopo una doccia o dopo aver cucinato la pasta, ad esempio).
La condensa si forma sui vetri in quanto viene raggiunto il punto di rugiada sulla superficie interno del cristallo, con la formazione delle goccioline d’acqua, a causa della temperatura più bassa rispetto alle pareti.
La sostituzione con serramenti a triplo vetro può solo parzialmente migliorare la situazione se non viene attuato un costante ricambio dell’aria (non essendo presente un impianto di ventilazione meccanica controllata).
Per quanto riguarda il surriscaldamento estivo, la termoregolazione naturale delle case in legno è limitata a piccole percentuali di umidità, ma certamente non al controllo della temperatura.
Per isolare dal caldo è necessario garantire una buona inerzia termica dell’involucro esterno (pareti e copertura) con isolamenti ad alta densità ed una buona massa complessiva, in grado di rallentare l’ingresso dell’onda di calore all’interno dell’edificio.
E’ inoltre importante che la radiazione solare venga schermata adeguatamente per evitare l’incidenza diretta sulle vetrate che può elevare la temperatura interna dei locali di parecchi gradi a causa dell’effetto serra.

ABITARE LE CASE PREFABBRICATE

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO, UTILIZZATE AL MEGLIO, POSSONO CONSENTIRE UN ULTERIORE, SENSIBILE INCREMENTO DELLE PRESTAZIONI ENERGETICHE.
PICCOLE ACCORTEZZE QUOTIDIANE PERMETTONO UN NOTEVOLE RISPARMIO ECONOMICO E MINORI EMISSIONI IN ATMOSFERA.

Un buon progetto bioclimatico è in grado di massimizzare l’isolamento delle case prefabbricate.
Un’impiantistica adeguata porterà a fornire la poca energia richiesta alle case in legno in modo naturale ed economico (evitando ad esempio inutili sovradimensionamenti o un uso energivoro dell’aria condizionata).
Anche ipotizzando di aver progettato una macchina termica efficiente dotata di impianti ecologici ad alto rendimento, integrati ed intelligenti, non è detto che i consumi saranno davvero ottimizzati.
Comportamenti scorretti possono elevare di molto le bollette, soprattutto se non abbiamo ben chiaro il potenziale dell’edificio e dove è possibile risparmiare ulteriormente senza compromessi sul comfort o abbassamento dello standard qualitativo microclimatico dell’edificio.
Al proposito invito alla rilettura di due vecchi articoli che affrontano in modo puntuale l’argomento dell’utilizzo efficiente delle case prefabbricate in legno:


L’utilizzo delle case prefabbricate in legno – PT.1
L’utilizzo delle case prefabbricate in legno – PT.2

Si tratta fondamentalmente di un piccolo vademecum che non pretende certo di essere esaustivo, ma che affronta alcuni punti legati ai piccoli gesti quotidiani.
Molto spesso, le attività domestiche potrebbero essere affrontate intelligentemente, abbandonando le vecchie azioni scorrette ed conoscendo nuove abitudini improntate all’efficienza ed al risparmio.
Ognuno di noi ha compreso l’importanza dell’utilizzo delle cinture in automobile o il senso civico della raccolta differenziata dei rifiuti domestici.
Vivere in una casa prefabbricata in legno è anche un atto di responsabilità verso l’ambiente e merita, coerentemente di andare oltre al semplice acquisto dell’immobile, imparando a fruirne nel modo migliore.

L’UTILIZZO DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO – PT.1

IN EDILIZIA E IN TUTTI I SETTORI IN CUI VIENE FATTO UN UTILIZZO MASSICCIO DELL’ENERGIA, CONCETTI COME RISPARMIO, EFFICIENZA, RENDIMENTO SONO ENTRATI ORAMAI NEL GERGO COMUNE COME REQUISITI FONDAMENTALI.
IL MIGLIORAMENTO DELLE PRESTAZIONI ENERGETICHE DEGLI EDIFICI È CONDIZIONE PRIMARIA PER LO SVILUPPO FUTURO DI NUOVI INSEDIAMENTI E IN OTTICA DI RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE ESISTENTE.

L’utilizzo intelligente di fonti energetiche rinnovabili, una progettazione attenta e la realizzazione di abitazioni a basso consumo è un dovere per tutti i soggetti coinvolti nella filiera delle costruzioni e l’unico obiettivo a cui si possa tendere per arginare i problemi ambientali dovuti all’inquinamento e all’immissione di gas serra in atmosfera.
I consumi del settore civile sono spesso dovuti ad un alto grado di inefficienza energetica delle utenze, sia per ciò che riguarda il fabbisogno termico che quello elettrico.
Paradossalmente un aspetto a cui si da scarsa importanza è il comportamento quotidiano tenuto dal committente stesso.

Anche le case prefabbricate in legno ad alta efficienza energetica e dotate di un’impiantistica di alto livello possono risultare un cattivo investimento se non ci si atterrà a semplici regole di utilizzo. 
Ci sarà già capitato di leggere qualche vademecum per il risparmio energetico e l’uso razionale di energia o per risparmiare carburante nella guida.case prefabbricate

L’Agenzia CasaClima di Bolzano organizza ad esempio corsi per committenti, proprio per aiutare ad utilizzare al meglio la propria abitazione.
Il fatto di poter disporre gratuitamente o quasi di energia dal sole (elettrica, termica) o da fonti rinnovabili può indurre ad un utilizzo sconsiderato della stessa, facendoci dimenticare lampadine accese o portando la temperatura a valori eccessivi.
Se abbiamo acquistato un’automobile che fa più di 20 km/l sarà sciocco guidarla come una monoposto e consumare come un SUV. La nostra casa potenzialmente può raggiungere prestazioni energetiche altissime, ma dipenderà sempre e solo da noi. E’ come sperare di dimagrire zuccherando il caffè con del dolcificante dietetico per poi abbuffarci di dolci. Su internet è possibile trovare moltissime guide utili con consigli per risparmiare sulle bollette di luce e gas. 

Si tratta di gesti semplici che devono diventare abitudini comportamentali nel rispetto di noi stessi e dell’ambiente.
Le case prefabbricate consumeranno poca energia se eviteremo inutili dispersioni e utilizzeremo in maniera intelligente gli impianti a nostra disposizione.
Il fabbisogno termico è dovuto principalmente alla necessità di riscaldamento degli ambienti abitativi ed alla produzione di acqua calda sanitaria. Pur mantenendo gli stessi confort è possibile diminuire drasticamente i costi con azioni minime per la gestione dei consumi di energia termica:

  • Nelle case a basso consumo sarà certamente possibile installare una caldaia di potenza ridotta, essendo l’abitazione assai più efficiente di una tradizionale, preferendo quelle a condensazione, che hanno una efficienza maggiore del 15-20% e costano poco di più.
  • L'uso dei pannelli radianti a pavimento consente di irradiare il calore dal pavimento eliminando del tutto il termosifone tradizionale. L'irraggiamento del calore dal basso garantisce un medesimo comfort richiedendo minori temperature nell'impianto e, pertanto, con un forte risparmio di energia.
  • Dotarsi di una centralina di regolazione automatica della temperatura può evitare grandi inefficienze nel riscaldamento e farvi risparmiare molti soldi. Una centralina rileva costantemente la temperatura esterna della casa e la confronta con quella interna e tende a mantenerla sempre al livello di massima efficienza nei consumi. Le centraline sono inoltre dotate di un timer settimanale o giornaliero che vi consentirà di definire con precisione i periodi di accensione, evitando di lasciare la caldaia accesa quando non serve. Accendere automaticamente la caldaia una o due ore prima del proprio arrivo vi consentirà di beneficiare del tepore domestico senza eccessivo spreco di gas.
  • Se abbiamo un impianto tradizionale dotiamolo di valvole termostatiche su ciascun calorifero che vanno fatte entrare in funzione soltanto in presenza di persone nel locale.
  • Spurgate l'aria dai radiatori per tenerli sempre alla massima efficienza. L'aria presente nelle tubazioni dell'impianto tende a depositarsi nei radiatori impedendone il pieno riscaldamento e provocando un inutile lavoro per la caldaia.
  • Per limitare i consumi della caldaia fate in modo che la temperatura interna della casa oscilli intorno ai 19°. Per un solo grado di temperatura interna superiore aumenterete i consumi del 8%. Se la casa è troppo calda rispetto all’ambiente esterno è più facile subire patologie dovute a sbalzi termici. In ogni caso non superate i 21°.
  • Eliminiamo le possibili dispersioni di calore nelle ore notturne o nei locali non utilizzati durante il giorno abbassando le tapparelle (riduzione del 50% della dispersione di calore). Anche i vetri migliori sono scarsamente isolanti ed hanno una grande dispersione termica.
  • Non coprire i termosifoni con mobili e tende in quanto la loro efficienza diminuirebbe sensibilmente.
  • Nelle ore notturne conviene spegnere la caldaia o regolare il timer per farla riaccendere due ore prima di quando ci si dovrà alzare. In caso di ambienti particolarmente freddi è comunque sufficiente regolare la temperatura interna notturna a soli 16°. In ogni caso riduciamo la temperatura notturna a massimo 18°.
  • Tenere chiusa la porta delle stanze e dei locali non utilizzati come i ripostigli o la stanza degli ospiti eviterà di far circolare l'aria calda e fredda anche in queste stanze facendo lavorare meno la caldaia.
  • Per il ricambio dell’aria, lasciamo aperte le finestre per un massimo di 8-10 minuti. Tenere una finestra aperta quando la caldaia è accesa provocherà solo un consumo inutile di gas o di gasolio. E' preferibile far circolare l'aria aprendo completamente le finestre nelle ore più calde per il minimo tempo necessario al ricambio d'aria.
  • Quando nelle stanze il caldo è eccessivo o il riscaldamento inutile abbassare al minimo il livello del radiatori.
  • Effettuiamo regolarmente la manutenzione annuale della caldaia almeno un mese prima del periodo di accensione. La pulizia della caldaia garantisce una buona efficienza di funzionamento, diminuendo il consumo di gas in bolletta.
  • Ogni due anni effettuate l'analisi dei fumi, così come prevede la legge.
  • Ogni 2 o 3 anni, durante i mesi estivi, fate verificare anche lo stato delle tubature, laddove possibile. Il cattivo isolamento dell'impianto può comportare un'inutile e notevole dispersione del calore prodotto dalla caldaia.
  • Evitare gli sprechi d’acqua calda, soprattutto durante la doccia: in media una famiglia di quattro persone, che fanno una doccia al giorno per circa 5 minuti, consuma in una settimana circa 2,65 mc, pari alla quantità di acqua potabile necessaria ad un adulto per 3 anni.

L’UTILIZZO DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO – PT.2

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO, PER RENDERE AL MEGLIO, RICHIEDONO A CHI LE ABITA UN UTILIZZO COERENTE, NEI PICCOLI GESTI QUOTIDIANI. BUONE ABITUDINI POSSONO ESSERE NATURALMENTE ACQUISITE E PORTARE GRANDI BENEFICI, CONTRIBUENDO AD ESALTARNE LE CARATTERISTICHE.

Abbiamo visto come sia possibile per le case prefabbricate un grande risparmio di energia termica attraverso l’applicazione di semplici regole di utilizzazione.
Il fatto di disporre di energia termica a basso costo e in grande quantità non significa che se ne possa fare un uso sconsiderato.
Lo stesso ragionamento può essere fatto risparmiando sull’energia elettrica, anche e soprattutto se abbiamo installato sul tetto un impianto solare fotovoltaico. 

Oltretutto i tempi di rientro nell'investimento in pannelli solari per la produzione di energia elettrica è superiore ai 10-12 anni (spesso di più se abbiamo finanziato l'acquisto con un mutuo ad hoc, come oramai ampiamente diffuso grazie alle offerte in tal senso da parte dei maggiori istituti di credito).case prefabbricate

Un uso migliore degli elettrodomestici è senz’altro possibile e consentirà un immediato taglio della spesa in bolletta. 
Ovviamente le lampadine a incandescenza tradizionali andranno sostituite con quelle a basso consumo, soprattutto se installate nei locali dove l'illuminazione è necessaria più a lungo, ma in realtà l'illuminazione interna di un'abitazione è solo una piccola percentuale del consumo totale di energia elettrica (circa il 15%). 
Gli elettrodomestici coprono almeno l'80% della bolletta elettrica. 
Un valido motivo per acquistarli in classe A di efficienza energetica.
Un comportamento energivoro da parte nostra può comunque annullare ogni beneficio dovuto al miglior rendimento degli apparecchi e delle lampade.
Vediamo dunque in rassegna alcune di queste piccole attenzioni che possono aumentare l'efficienza delle case prefabbricate e diminuire il costo della bolletta della luce.

  • Utilizzate gli elettrodomestici (lavatrice, lavastoviglie, ecc.) nelle ore serali e sempre a pieno carico.
  • Utilizzate lampade a risparmio energetico, soprattutto laddove vi è una illuminazione continua (giardini, scale, cucina) e spegnete tutte le luci superflue. Le lampade ad alta efficienza costano di più, ma hanno lunga durata e funzionano a bassissimi wattaggi, consentendo un notevole risparmio di energia elettrica.
  • Relativamente all’impianto di illuminazione, acquistate solo componenti e sistemi efficienti (alimentatori, corpi illuminanti, regolatori) e adottate sistemi automatici di regolazione, accensione e spegnimento dei punti luce (sensori di luminosità e di presenza, sistemi di regolazione).
  • Collegate le prese del televisore, stereo, videoregistratore ad una "ciabatta" dotata di interruttore, per evitare il consumo in "stand-by" quando gli apparecchi non sono utilizzati.
  • Acquistare elettrodomestici a basso consumo energetico controllando che l'etichetta energetica riporti valori vicini alla classe A (costano di più, ma nel tempo si risparmia ed è possibile accedere ad incentivi fiscali).
  • Evitate lo scaldabagno elettrico, può consumare oltre il 20% dell’energia elettrica in bolletta.
  • Preferite cucina con forno a gas (i forni elettrici hanno un costo di gestione praticamente doppio rispetto a quello gas) e usate il forno a microonde al posto di quello tradizionale.
  • Oggi è possibile attivare una tariffa differenziata per consumare l'energia elettrica a un costo inferiore in una determinata fascia oraria della giornata sulla base delle proprie abitudini ed esigenze.
  • Al posto dell’impianto di condizionamento, pressoché inutile in una casa prefabbricata in legno, dotate l’abitazione di un impianto di ventilazione meccanica controllata con recupero del calore.
  • Utilizzare, se possibile, pompe di calore abbinate a sonde geotermiche, hanno maggiore efficienza e possono servire anche per il riscaldamento.
  • Oltre alle finestre tenere chiuse più possibile le tapparelle o gli scuri, sopratutto nelle ore più calde e a sud, dove non è possibile tenere comunque chiuse le finestre e le tende e provvedere ad installare dei frangisole o una tettoia.
  • Se proprio avete installato l’aria condizionata, mantenete una temperatura interna non inferiore a 4/5°C rispetto alla temperatura massima esterna.
  • Spegnete il condizionatore circa un'ora prima di uscire di casa, anche per non subire lo choc termico.
Molti altri consigli possono essere facilmente reperiti sul web e sono in grado di integrare efficacemente le indicazioni che trovate in questi articoli.
Il proprietario di una casa prefabbricata in legno dovrebbe sempre tenere un comportamento coerente con la scelta fatta anche dal punto di vista ecologico, limitando gli sprechi, acquistando prodotti naturali, impegnandosi nella raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, riciclando le acque piovane e limitando l’utilizzo dell’acqua potabile a quello strettamente necessario.
La nostra è una scelta che può avere un grande impatto sull’ambiente, soprattutto se sapremo insegnare alle future generazioni il rispetto verso ciò che ci circonda. Questi piccoli gesti quotidiani sono semplici e consentono grandi risparmi, meno emissioni in atmosfera, minori sprechi e un ambiente meno inquinato. 

Le case prefabbricate richiedono solo di essere utilizzate al meglio e ci accompagneranno naturalmente verso un nuovo stile di vita, ecologico ed intelligente.