Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.
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UNA PARETE LEGGERA PER IL CENTRO ITALIA

LE PARETI OFFERTE DALLA MAGGIOR PARTE DEI COSTRUTTORI DI CASE IN LEGNO SONO ABBASTANZA STANDARDIZZATE NEI VALORI TERMICI, PER RAGGIUNGERE SODDISFACENTI VALORI DI ISOLAMENTO TERMICO, ANCHE NEL NOSTRO PAESE.

Da tempo seguo con interesse i post del suo blog e ho trovato interessanti gli articoli trattati nel suo libro.
Mi accingo a posizionare una casa di circa 70 mq nel Lazio zona collinare ed un artigiano del posto che da tempo si occupa di prefabbricati in legno mi ha proposto l’acquisto di una casa con le seguenti stratigrafie che Le riassumo sommariamente:
Doppia Parete dall’interno verso l’esterno: perline o cartongesso 18 mm, freno vapore, lana di roccia 40mm, travi legno massiccio abete certificato 100 mm.
Copertura tetto dall’interno verso l’esterno: perline 20 mm, coibentazione eps 50 mm, camera ventilazione, osb 20 mm, guaina ardesiata, copertura coppo portoghese.
Finestre vetrocamera 10/14/10.
Premetto che la casa diventerebbe la mia residenza abituale solo tra qualche anno, quindi la stratigrafia delle pareti perimetrali e il tetto è evidentemente un compromesso tra una spesa contenuta ed un minimo di confort termico, potendo poi eventualmente intervenire con la posa di un cappotto esterno.
Avendo la possibilità di intervenire nella scelta dei materiali mi chiedevo quale tra EPS, XPS o lana di roccia fosse il materiale coibente migliore da utilizzare all’interno delle pareti magari sostituendo le perline con pannelli di cartongesso.
I miei dubbi riguardano le stratigrafie che mi sembrano deboli dal punto di vista dello spessore, perciò sfasamento estivo scarso e coibentazione invernale scarsa anche se l’utilizzo del tetto ventilato dovrebbe essere d’aiuto; non vorrei che una costruzione così leggera soffrisse dei problemi tipici degli edifici privi di massa.

una casa in legno in costruzione
La parete scelta dal lettore (probabilmente per abbassare i costi) appare abbastanza leggera e”dovrebbe” raggiungere valori di trasmittanza invernale insufficienti, anche per una costruzione realizzata nel centro Italia, per non parlare dello sfasamento estivo, certamente carente per la zona.
E’ comunque possibile migliorare parecchio le prestazioni termiche montando un isolamento a cappotto ad alta densità.
Eviterei polistiroli o polistireni, che ostacolano la traspirabilità del muro e non consentono di aumentare la “massa” della parete, mentre mi orienterei verso pannelli in fibra di legno e lana di roccia o vetro, con lo scrupolo di scegliere prodotti ad alta inerzia termica.
I costi per il montaggio incidono parecchio sul prezzo complessivo e conviene sicuramente optare per gli spessori maggiori per raggiungere valori termici adeguati alla zona climatica, evitando cappotti sottili da 4-6 cm (partirei come minimo 10 cm).
Il tetto ventilato dovrebbe limitare il surriscaldamento, sperando in una corretta progettazione ed esecuzione della camera di ventilazione, anche se 5 cm di isolamento sono sicuramente esigui.
Un punto debole dell’edificio sono sicuramente le vetrate, mentre non ho elementi per giudicare gli infissi attualmente installati sulla costruzione.
Prima di procedere con i lavori mi rivolgerei comunque ad un termotecnico per analizzare mediante calcolo i punti critici dell’involucro edilizio su cui intervenire.

VENTILAZIONE MECCANICA O TRASPIRAZIONE NATURALE

LA VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA E’ UN IMPIANTO IN GRADO DI RICAMBIARE L’INTERO VOLUME D’ARIA DELL’EDIFICIO IN POCHE ORE SENZA (QUASI) DISPERSIONI DI CALORE.

Buongiorno, ho contattato alcune ditte per costruire una casa in legno ed a parte il sistema costruttivo che per le mie esigenze non fa molta differenza (xlam, telaio o mhm), vorrei capire se sia meglio un sistema traspirante con freno vapore e pareti in fibrogesso, oppure un sistema più isolato con osb o masonite con barriera vapore e ventilazione meccanica controllata usato maggiormente dalle aziende più conosciute.
Il sistema traspirante favorisce maggiormente la formazione di muffe?
Il sistema con vmc ha bisogno di manutenzione negli anni?
Spero mi possa aiutare nella scelta, grazie.

Ho acquistato una casa in legno che è in fase di costruzione e la costruzione sarà eseguita a telaio con isolamento interno in lana di roccia solida 208k oppure lana di vetro chiusa in sacchi di carta.
Siccome in questo periodo mi stanno sorgendo numerosi dubbi vorrei chiederle se forando la parete per montare mobili o anche semplici mensole potrebbero crearsi problemi di penetrazione nell'aria delle fibre di vetro o di roccia.

VENTILAZIONE MECCANICA NELLE CASE DI LEGNO ECOLOGICHE PREFABBRICATE
Va fatta subito una precisazione.
Una parete traspirante va considerata una buona scelta per una casa in legno, ma non è in grado di assolvere alla funzione di ricambiare il volume d’aria dei locali.
E’ pertanto necessario ventilare manualmente gli ambienti, aprendo periodicamente gli infissi, anche per permettere l’espulsione dell’umidità in eccesso che si viene a formare naturalmente negli edifici attraverso la respirazione e le attività quotidiane.
Le case di legno prefabbricate sono costruzioni a tenuta d’aria assai elevata e, pertanto, vengono a mancare quasi del tutto gli spifferi e le perdite, tipiche dei fabbricati termicamente disperdenti.
Nella pratica, le differenze di comportamento tra una parete con barriera a vapore, una semitraspirante con freno al vapore ed una totalmente traspirante senza teli sono minime, a causa delle caratteristiche di ogni parte dell’intero involucro edilizio, mirato al bassissimo consumo di energia termica.
Ribadendo una personale predilezione per le soluzioni costruttive  più naturali, senza barriere al vapore, l’installazione di un impianto di ventilazione meccanica controllata è sempre consigliabile nelle case in legno e non sono per incrementare la classificazione energetica del fabbricato.
La VMC assicurerà un elevato benessere termico ed un’eccellente qualità dell’aria, che sarà continuamente ricambiata e manterrà un corretto tasso di umidità in tutte le stagioni.
Uno dei principali problemi delle barriere al vapore sulle pareti esterne è legata alla presenza inevitabile negli anni di fori dovuti all’affissione di quadri, pensili, apparecchi di illuminazione, specchi e mensole, in particolare per le strutture intelaiate con cappotto in polistirene.
La barriera al vapore è infatti posizionata sul lato interno, generalmente dopo il cartongesso e viene inevitabilmente perforata.
Queste piccole aperture permettono il passaggio all’interno del muro di una certa quantità di umidità formatasi negli ambienti, che si può potenzialmente accumulare nel tempo, bagnando gli isolanti, in quanto il vapore d’acqua non è in grado di fuoriuscire all’esterno dell’edificio a causa dell’azione di sbarramento del cappotto in EPS.
Le conseguenze possono essere più o meno serie, a seconda della quantità di vapore prodotta e dalle abitudini degli occupanti, che devono espellere manualmente l’aria viziata, aprendo periodicamente le finestre.
In questo particolare caso la presenza di un impianto di ventilazione meccanica controllata risulta particolarmente vantaggioso, in quanto la quasi totalità del vapore sceglierà la via di fuga dell’impianto, senza rischio di accumulo di alti tassi di umidità nei locali.

LO SPESSORE DELLE PARETI IN LEGNO X-LAM

IN ITALIA LE COSTRUZIONI IN LEGNO A PARETI X-LAM RISCUOTONO UN NOTEVOLE SUCCESSO E VENGONO SOVENTE PREFERITE ALLE PIU’ DIFFUSE STRUTTURE A TELAIO (BALOON FRAME).

Sto per iniziare a costruire la mia futura nuova abitazione e sto ricevendo vari preventivi.
Una cosa mi lascia ancora in dubbio, ovvero gli strati del pannello X-lam.
Alcune ditte me ne offrono a 3 strati da circa 10 cm, mentre un'altra a 5 strati con 8,5 cm.
Quest'ultima opzione è anche la più cara...anche del 30%.
Volevo gentilmente chiederle se ci sono differenze o meno.


La crescente popolarità delle case di legno a parete massiccia nel nostro paese è dovuta a molti fattori, ma deriva soprattutto dall’efficace coibentazione termica in regime estivo (sebbene parzialmente a scapito dell’isolamento invernale).
La maggiore inerzia termica dei pannelli in legno pieno rispetto alle strutture intelaiate, li rende molto indicati alla costruzione di edifici nelle fasce climatiche più calde, caratterizzate da estati torride con temperature elevate e inverni piuttosto miti.
Va comunque ricordato che la struttura costituisce solamente una parte (per quanto importante) della parete delle case prefabbricate e che la scelta del sistema costruttivo deve contemplare gli spessori complessivi delle partizioni opache, adottando i materiali isolanti più idonei per la specifica zona di costruzione.
Le strutture massicce piacciono anche perché il legno “pieno” appare più affine alle pareti in muratura, trasmettendo un’idea di “solidità”, soprattutto a chi non riesce ad accettare del tutto la scelta di costruire una casa in legno.
In realtà non vi sono grosse differenze di comportamento statico ed antisismico tra una parete intelaiata ed una massiccia, per cui questo criterio di giudizio è da considerare un semplice preconcetto senza alcun riscontro nel calcolo strutturale.
Molti lettori mi chiedono spesso quale spessore di pannello x-lam adottare e quale sia il numero corretto degli strati.
Le pareti x-lam sono costituite da tavole in abete incrociate ed incollate in numero dispari (a partire da 3 strati, generalmente fino a 7), mentre lo spessore dei singoli pannelli non dovrebbe essere inferiore a 120 mm.
Personalmente privilegerei le soluzioni costruttive costituite da almeno 5 pannelli, non inferiori a 150 mm, per una profondità minima di 750 mm.
La disposizione incrociata delle tavole limita i movimenti naturali del legno, determinando una eccellente stabilità dimensionale e resistenza strutturale degli elementi.
Intuitivamente, portata e stabilità del pannello dipendono non solo dallo spessore complessivo, ma dalla corretta stratigrafia della struttura.
Nel caso del lettore, un pannello a 3 strati da 10 cm complessivi non è necessariamente da preferire al pannello di dimensioni inferiori a 5 strati.
Ricordo infine che le colle non devono contenere solventi chimici e formaldeide, che potrebbero avere effetti tossici sull’organismo.

L'IMPORTANZA DELLA TRASPIRAZIONE DELL'EDIFICIO

LA MAGGIOR PARTE DELLE SOLUZIONI TECNICO-COSTRUTTIVE DELLE DITTE DI CASE IN LEGNO PREFABBRICATE GARANTISCONO UNA CERTA TRASPIRABILITA’ DELLE PARTIZIONI OPACHE DELL’EDIFICIO (TETTO E PARETI ESTERNE).

Devo realizzare la mia casa prefabbricata in pannelli x-lam e cappotto in fibra di legno, così come fibra di legno intendo impiegare per isolare il tetto.
Non intendo utilizzare nessun materiale che non traspiri, tipo eps.
Quali precauzioni si devono impiegare per garantire una lunga durata alla fibra?
Vanno utilizzati i freni o barriere al vapore?
Come vanno posizionati nelle pareti e nel tetto?

Le strutture in x-lam in accoppiamento a pannelli in fibra di legno garantiscono un eccellente isolamento termico per tutto l’anno, con ottimi valori di sfasamento estivo e conseguente benessere indoor durante i mesi caldi.
Molti costruttori abbinano un freno al vapore sul lato interno, direttamente dopo il cartongesso, altri ancora non prevedono alcun telo di protezione, mentre ha poco senso montare una barriera vera e propria che impedirebbe la traspirazione naturale dell’edificio (indispensabile, al contrario, qualora il cappotto fosse realizzato in EPS).
Mi affiderei comunque al costruttore per valutare le soluzioni più collaudate ed idonee, mentre sconsiglio sempre l’autocostruzione di un edificio in legno, soprattutto per gli usi abitativi.
La fibra di legno è un materiale che soffre particolarmente l’umidità, in quanto bagnandosi perde drasticamente le sue proprietà isolanti e può sviluppare muffe e funghi, deteriorandosi in modo irreversibile, richiedendo la sostituzione integrale dei pannelli (operazione tutt’altro che agevole ed economica).
Tale problematica, per quanto rara, si presenta a fronte di un notevole sviluppo di umidità all’interno degli ambienti, dovuto alla cottura dei cibi, all’utilizzo sanitario dell’acqua, alla respirazione umana ed animale, che non trova adeguata via di fuga all’esterno attraverso l’apertura manuale di porte ed infissi.
E’ intuitivo che la presenza di un impianto di ventilazione meccanica controllata, in grado di ricambiare il volume d’aria in breve tempo, evita in partenza ogni rischio, mentre i cappotti non traspiranti come il polistirene (ottimo isolante, ma…) impediscono il passaggio all’esterno di vapore.
Molte pareti a telaio abbinano un cappotto in ESP a pannelli in fibra di legno tra i montanti, una soluzione performante che impone l’uso della barriera al vapore sul lato interno.  In questo caso consiglio l’installazione di un impianto di VMC per garantire una buona qualità ed un ricambio costante dell’aria.
Pesonalmente darei preferenza alle pareti che prevedono almeno un freno al vapore sul lato interno, che permetta il passaggio di una quantità limitata di umidità verso l’esterno, che scongiuri in partenza il rischio di bagnare i pannelli isolanti.
Una parete traspirante è comunque una buona soluzione, a patto di provvedere sempre ad un regolare ricambio d’aria aprendo le finestre.
Spesso questa operazione viene temuta dai possessori di case in legno a basso consumo, in quanto si teme di disperdere il prezioso calore, aumentando il costo delle bollette.
L’isolamento termico non deve divenire un’ossessione e si deve sempre dare priorità alla salubrità degli ambienti e dell’edificio.

IL PACCHETTO DELLA PARETE ESTERNA

LA GUIDA ALLE CASE PREFABBRICATE CONTRIBUISCE A FORNIRE UNO STRUMENTO PRATICO AL CLIENTE, AIUTANDOLO A COMPRENDERE MEGLIO GLI ASPETTI ANCHE TECNICI DELLE COSTRUZIONI IN LEGNO.

Ho un dubbio che mi assale per lo spessore delle pareti delle case in legno.

La maggior parte delle ditte costruttrici offre una parete standard da 26-30 cm, garantendo un buon isolamento termico anche per l'estate;  io invece penso che per i mesi estivi in pianura ci sia bisogno di una parete più grossa (almeno da 32-33 cm) per aumentarne la trasmittanza termica;  penso anche che ci debba essere un isolamento il più possibile di fibra di legno o magari di sughero anche ovviamente per chi come me e' orientato per una casa il più possibile biologica.
Detto questo, se avesse un costo ragionevole io metterei come isolante la lana di pecora (penso sia il massimo).

strutture-prefabbricate, edifici-legno
Una parete di spessore inferiore a 30 cm (se ben concepita) permette un isolamento termico elevato in senso assoluto. 
Per comprendere meglio, un muro esterno in laterizio (ovviamente non isolato) dovrebbe avere uno spessore pari a 70-80 cm per raggiungere le medesime prestazioni energetiche in regime invernale; chiaramente anche il settore delle costruzioni tradizionali ha iniziato a comprendere che senza isolanti - cappotti ed intercapedini - non si va lontano nei prossimi anni.
Il vantaggio delle case in legno è comunque notevole, soprattutto in termini di isolamento termico durante i mesi freddi.
Come ribadito in molte occasioni, la coibentazione estiva richiede che le partizioni esterne (pareti e tetto) sappiano smorzare l’onda di calore, sfasando di molte ore l’ingresso del caldo dall'esterno all’interno dell’edificio. 
Questo risultato è raggiungibile nelle pareti a telaio realizzando muri con una certa “massa” e inerzia termica, requisito ottenibile utilizzando materiali isolanti ad elevata densità. 
La lana di pecora è un eccellente prodotto biologico, ma i suoi costi sono molto alti, così come il prezzo delle pareti in cui viene impiegato il sughero come cappotto.
Negli ultimi anni, la tendenza delle aziende di case prefabbricate è di privilegiare la fibra di legno rispetto alle lane minerali (leggere e meno performanti durante i mesi estivi).
Uno spessore maggiore del muro comporterebbe costi ingenti, senza particolari vantaggi sulle bollette energetiche. 
Va ribadito che quasi tutti i costruttori di edifici in legno offrono una o due pareti standard e alcune “variazioni sul tema”.
Il processo produttivo delle aziende prefabbricatrici (non tutte, quindi), di tipo industriale, non consente di personalizzare gli spessori a piacimento del cliente, ma si dovrà scegliere all’interno del listino la soluzione più adatta. 
Il cliente non dovrebbe avventurarsi in elucubrazioni troppo tecniche, limitandosi a ricercare l'azienda di case in legno più idonea per prezzo, completezza dell'offerta, garanzie, valori termici complessivi, non fissandosi sul singolo materiale o spessore.
Il problema dell’isolamento estivo, ad esempio, è piuttosto complesso e va affrontato agendo non solo sulla composizione della parete, ma schermando le vetrate esposte alla radiazione solare e realizzando un tetto adeguato (ventilato ed efficacemente isolato dal caldo).

I MURI DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

L’ASPETTO COSTRUTTIVO PIU’ INNOVATIVO DELLE CASE PREFABBRICATE E’ LA PARTICOLARE COSTRUZIONE DELLA PARETE CHE VIENE REALIZZATA CON STRUTTURA IN LEGNO, IN UN PACCHETTO CHE COMPRENDE VARI MATERIALI.

Buongiorno. Volevo proporle un tema che mi sembra non sia stato approfondito nel suo blog e cioè quello delle tecniche costruttive riferite alle pareti. 
Mi hanno infatti proposto la costruzione dei muri con la tecnica a "traliccio" in quanto sembra essere (come evidenzia anche lei nel blog) la più economica e pratica da attuare. 
Mi piacerebbe sentire un suo parere approfondito in merito e sarebbe altrettanto interessante conoscere e confrontare le altre tecniche costruttive utilizzate nelle case prefabbricate in legno.

La parete esterna delle case prefabbricate è senz’altro l’elemento più innovativo ed interessante che permette alle case in legno prestazioni energetiche di rilievo, con spessori di parete sempre contenuti.
Si tratta di un tema ampiamente trattato, per cui rimando alla lettura degli articoli già pubblicati sull’argomento, come le case prefabbricate a parete massiccia, attraverso l’utilizzo del cosiddetto XLAM, o l’analisi delle pareti a traliccio (o platform flame – baloon frame), che da molti anni si sono affermate come un vero e proprio standard per le case prefabbricate, grazie al loro costo contenuto, l’ottima resistenza statica e all’alto livello di isolamento raggiungibile.

Salve architetto, volevo chiederle un parere sui diversi tipi di pareti che vengono adottati per le case prefabbricate.
Mi pare di capire che i materiali più utilizzati per "riempire" i muri siano la lana di roccia, la fibra di legno e la cellulosa
Non sono riuscito a trovare in rete opinioni imparziali su queste tre tipologie, quindi le vorrei chiedere, quali sono i pro e i contro di questi elementi?? Della fibra di legno mi preoccupa il fatto che possano formarsi muffe all’interno a causa di un non corretto trattamento dell’umidità. 
Sopratutto mi chiedo, vuoi la cellulosa, vuoi la fibra di legno, con il passare dei decenni non si "polverizzano", non perdono la loro consistenza iniziale, insomma esiste il pericolo di un decadimento interno delle pareti??

Sul mercato, in particolare per i prodotti commerciati nel nostro paese, si è consolidato un graduale passaggio dalle lane minerali alle fibre di legno. 
Sono oramai rare le case in legno con coibentazione in fibra di vetro (materiale dalle ottime capacità isolanti, ma con minore massa e pertanto meno prestazionale rispetto al caldo estiva). 
La fibra di vetro ha inoltre una certa tendenza a perdere consistenza e ad afflosciarsi nel corso degli anni, per cui sarebbe senz’altro un materiale da scartare.
La lana di roccia, al contrario, è un materiale isolante ideale per molti versi. La sua composizione minerale lo rende inattaccabile da insetti, muffe, funghi. 
Le capacità coibenti sono ottime e presenta una buona tenuta nel tempo. 
E’ a buon diritto un isolante naturale che rientra in pieno tra i prodotti utilizzabili in bioedilizia.
Nonostante ciò la tendenza dei produttori di case prefabbricate è di soppiantare la lana di roccia con le fibre di legno ad alta densità, in quanto l’inerzia termica di una parete a traliccio (il cui spessore difficilmente supererà i 30 cm) dipende in buona parte dalla massa dell’isolante interposto tra i montanti in legno. 
La lana di roccia resta un materiale leggero, poco indicato per proteggere dal calore estivo, tipico del nostro territorio. 
Le pareti delle case prefabbricate basate su questo materiale presentano valori di sfasamento inferiori rispetto a quelle che prevedono una coibentazione in fibra di legno, assai più adatta e performante, pur con valori di isolamento termico invernale comparabile alle lane minerali.
La fibra di legno ad alta densità utilizzato nelle case prefabbricate è un prodotto naturale, molto stabile e difficilmente attaccabile (anche perché protetto adeguatamente nel pacchetto di parete), realizzato con pressatura di resti di segheria, in forma di tagli scartati e trucioli, senza l’aggiunta di leganti e privi di sostanze nocive, facilmente smaltibili mediante riciclo, compostaggio o combustione.
La massa della fibra di legno rivela un ottimo comportamento acustico nelle case prefabbricate, non solo per il rumore trasmesso dall’aria, ma anche per quello da calpestio e per l’assorbimento acustico in tutti i campi di frequenza.

UNA PARETE PROGETTATA PER IL CALDO

MOLTE ZONE DEL NOSTRO PAESE SONO CARATTERIZZATE DA INVERNI MITI DI BREVE DURATA CON MOLTI MESI DI CALDO, CON PICCHI DI TEMPERATURE ESTREMAMENTE ELEVATE. 

Ho un terreno su cui costruire una casa in legno in Sicilia, in zona climatica C.
Ho girato varie ditte italiane quotate e non, ma alla fine ho deciso per una estera.
Ho già pronto il disegno che sto per inviare alla ditta per iniziare a lavorare sul preventivo. 
Dalla mia esperienza di conoscenze accumulate tra i vari viaggi nelle aziende e nella lettura di riviste e libri penso che la costituzione della parete dovrebbe essere in legno massiccio di 9 cm con cappotto esterno in fibra di legno con rifinitura poi con intonaco e all'interno polistirolo con pannelli di cartongesso (ovviamente questa è una spiegazione molto grossolana). 
Il costruttore invece mi consiglia sistema a pannelli con cappotto esterno in polistirolo e lo stesso per interno con una camera di aria nella parete esterna.
Se la dovesse progettare lei questa parete in questa zona climatica cosa metterebbe?

Il mercato delle costruzioni in legno in Italia è un settore giovane che fa necessariamente riferimento alle realtà aziendali del nord Europa, Germania ed Austria in primis, le cui caratteristiche bioclimatiche sono piuttosto diverse da quelle del nostro paese.
Negli ultimissimi anni la situazione sta velocemente cambiando e sono reperibili soluzioni costruttive più idonee, meno performanti nei regimi invernali, ma più efficienti per assicurare un adeguato isolamento termico estivo.
Una parete leggera (il tipico telaio con lana di roccia e cappotto esterno) risulta estremamente efficace nei mesi freddi, con un isolamento proporzionale allo spessore complessivo, ma avrà una scarsa capacità “smorzante”, con uno sfasamento insufficiente dell’onda di calore estiva.
CASE-PREFABBRICATE
Molti costruttori di case in legno hanno ovviato a questa problematica utilizzando materiali isolanti ad alta densità come la fibra di legno o lane minerali pressate.
Le prestazioni in regime estivo di queste pareti sono corrette per la maggior parte del nostro territorio, ma tendono a risultare carenti nelle zone del sud Italia, che richiedono un’inerzia termica superiore dell’involucro dell’edificio.
Le pareti massicce, se di spessore adeguato, garantiscono più ore di sfasamento grazie alla “massa” maggiore, per cui sono più indicate per questi climi.
Il successo dell’xlam nelle regioni del centro-sud è dovuto soprattutto a queste eccellenti caratteristiche termiche, ma andrebbe comunque affiancato ad una progettazione bioclimatica corretta, che non si limiti alle sole pareti esterne, poiché l’intero involucro deve essere concepito per evitare il surriscaldamento.
I punti deboli restano le partizioni trasparenti, in quanto le vetrate non sono in grado di fermare adeguatamente l’onda di calore ed andranno ridotte nelle dimensioni ed adeguatamente schermate dall’azione diretta del sole (mediante tettoie, frangisole, balconi, porticati, pergolati o cortine verdi).
Anche il tetto deve essere progettato adeguatamente, nonché provvisto di una camera di ventilazione efficiente, poiché la lunga esposizione all’irraggiamento diretto rischia di compromettere l’efficienza complessiva dell’edificio, anche in presenza di pareti energeticamente performanti.

COIBENTARE UNA BLOCKHAUS

IL MERCATO IMMOBILIARE OFFRE QUALCHE EDIFICIO IN LEGNO IN VENDITA.
SI TRATTA QUASI SEMPRE DI COSTRUZIONI EDIFICATE IN ZONE DI MONTAGNA E, PERTANTO, NON RIENTRANTI NELLA CATEGORIA DEI FABBRICATI A BASSO CONSUMO ENERGETICO.

Siamo una famiglia interessata all’acquisto di una casa in legno nei pressi di Aosta (due piani per circa 150 mq totali), costruito intorno al 1985.
L’edificio è costruito interamente in legno (sistema Blockhaus) e si presenta complessivamente in uno stato di buona manutenzione.
La nostra maggiore perplessità riguarda lo spessore delle pareti esterne che risulta essere di circa 9 cm.
Ci è stato detto che grazie alle caratteristiche del legno l’isolamento termico di una parete di questo tipo risulta paragonabile ad una parete classica in muratura costruita nel medesimo periodo.
E’ una affermazione corretta?
Vivendo in una regione con un clima invernale piuttosto rigido risulterebbe necessario prevedere sin da subito la copertura con un cappotto termico?
Quale potrebbe essere il costo al mq di una copertura di media qualità?

Se l’edificio si trova in un buono stato manutentivo, l’acquisto di una costruzione in legno esistente non comporta specifiche problematiche.
Una costruzione blockhaus realizzata in una zona di montagna non è soggetta a particolari stress termici, assicurandone una lunga durata, senza particolari accorgimenti.
case-prefabbricate
La conduttività dell’abete è di 0,126 w/mk, per cui la trasmittanza U della parete dello spessore di 9 cm (tenendo conto di tutti i fattori, compresa l’incidenza dell’aria che l’avvolge) risulterà superiore a 1,00 W/m²K.
Le prestazioni energetiche di tale parete, senza isolamenti, sono piuttosto scarse e impongono un massiccio ricorso all’impiantistica durante i mesi invernali.
Ovviamente un calcolo energetico dell’edificio è possibile solo conoscendo tutti gli aspetti della costruzione (orientamento, pacchetto di copertura, vetri, infissi), per cui andrebbe redatto un bilancio termico complessivo, prima di decidere gli interventi di isolamento più opportuni.
Il cappotto è sicuramente un’eccellente soluzione per migliorare la coibentazione dell’edificio.
Il materiale da impiegare e lo spessore più idoneo possono variare in base all’obiettivo energetico, che, come detto, non può prescindere da una valutazione complessiva che può coinvolgere la sostituzione degli infissi, con l’installazione di tripli vetri e il rifacimento del pacchetto isolante di copertura.
I prezzi possono variare molto, ma è possibile usufruire degli incentivi fiscali in materia di riqualificazione energetica degli edifici, che permettono di abbassare il peso economico degli interventi.
La detrazione del 55% è stata prorogata a giugno 2013 e, pertanto, il lettore ha tutto il tempo per acquistare l’edificio, richiedere le necessarie autorizzazioni ed eseguire i lavori.

CASE IN LEGNO BLOCKHAUS O A PANNELLI

NEL CAMPO DEI SISTEMI COSTRUTTIVI MASSICCI LE STRUTTURE BLOCKHAUS O LOG-HAUS RAPPRESENTANO UNA SOLUZIONE MOLTO DIFFUSA, MA POCO INDICATA PER REALIZZARE EDIFICI AL DI FUORI DELLE ZONE DI MONTAGNA.

Buongiorno, io ho letto alcuni spunti da Suo blog e ho recentemente comprato il Suo libro in quanto assieme a mia moglie vorremmo intraprendere la costruzione di una casa in bioedilizia.
La zona di costruzione è in provincia di Gorizia e ci chiedevamo quale tipologia costruttiva meglio si adatterebbe al clima tipico della zona, più umido delle zone di montagna e con maggiori variazioni termiche fra estate e inverno.
Sappiamo che sul mercato vengono offerti sia i modelli in blockhaus che a pannelli e volevamo capire i pregi e difetti di entrambi i metodi in zone costruttive come le nostre.
Quale modello si adatta al meglio, che spessore ci consigliate, che fibre isolanti etc.?
Inoltre, in una casa in bioedilizia che avrebbe pavimenti il legno o parquet, Lei ci consiglierebbe il riscaldamento a pavimento?

Le costruzioni blockhaus costituiscono una soluzione costruttiva interessante per le zone di montagna, ma risultano poco adatte per i nostri climi, in quanto richiedono continue manutenzioni alle facciate e risultano poco performanti rispetto alle pareti isolate (a telaio o massicce).
Le elevate escursioni termiche tra estate ed inverno sottopongono il legno (che è un materiale “vivo” anche dopo il taglio dell’albero) ad un notevole stress, dovuto all’azione diretta degli agenti atmosferici ed alle variazioni del tasso di umidità durante l’avvicendarsi delle stagioni.
Il cappotto isolante intonacato migliora la coibentazione termica e protegge la struttura in legno che si trova all’interno di un pacchetto di materiali di diverso spessore e composizione a seconda della tipologia costruttiva.
Anche le amministrazioni comunali non sono sempre favorevoli ad autorizzare edifici in cui il legno venga lasciato a vista, diffusi solo in alcune regioni.
Suggerisco alla lettrice di rivolgersi verso le tipologie costruttive di case in legno a basso consumo energetico, a telaio o in xlam, privilegiando l’utilizzo della fibra di legno o della lana minerale, con trasmittanze complessive non inferiori a 0,18 W/m2K.
L’impiantistica per il riscaldamento non dovrebbe essere sovradimensionata, in quanto il fabbisogno energetico dell’edificio sarà basso, soprattutto se la costruzione verrà correttamente progettata in quanto ad involucro ed orientamento.
Va benissimo una semplice caldaia a condensazione abbinata a radiatori o ad un pavimento radiante, ma può essere un’eccellente alternativa anche una pompa di calore aria-acqua, soprattutto se nella zona viene imposta l’installazione dei pannelli solari fotovoltaici da parte della pubblica amministrazione.

CASE IN LEGNO CASACLIMA ANTISISMICHE

La disturbo per sapere le differenze tra una costruzione Casaclima + e una Casaclima Oro e la differenza tecnica e di prestazione dell’una e dall'altra.


Un edificio classificato con Casaclima+ si caratterizza per le tecniche costruttive adottate, che utilizzano materiali ecologici e non sintetici, chimici o nocivi per la struttura, gli isolamenti e le finiture.
Anche gli impianti per il riscaldamento devono impiegare fonti combustibili rinnovabili e non fossili (gas, gasolio, carbone).
Deve essere realizzato almeno un criterio di valutazione quale l’installazione di pannelli solari fotovoltaici o termici per la produzione dell’acqua calda sanitaria, il recupero dell’acqua piovana, la presenza di tetti verdi o la costruzione in legno, argilla o paglia.
Gli edifici in legno rientrano di diritto in questa categoria, a patto di non impiegare essenze legnose tropicali.
Il + non è legato ad una particolare prestazione energetica, poiché possono esserci edifici classificati Casaclima Gold+, A+ e B+, pur rispettando il limite di fabbisogno termico inferiore a 50 kWh/m²a
Il criterio Casaclima Oro (o Gold) definisce, al contrario un preciso indice di consumo energetico.
Riassumendo, esistono le seguenti classificazioni:
CasaClima Gold e Gold più = < 10 kWh/m²a
CasaClima A e A-più = < 30 kWh/m²a
CasaClima B e B-più = < 50 kwh/m²a
Oltre a ciò, deve essere soddisfatta la verifica di tenuta all'aria tramite il Blower Door Test che prevede:
Classe B : n50, lim = 2 h(-1);
Classe A : n50, lim = 1 h(-1);
Classe Gold : n50, lim < 0,6 h(-1)

E’ da rimarcare che le case in legno a basso consumo rientrano sempre all’interno di queste tre classificazioni.
La prestazione energetica dipende ovviamente dalle scelte progettuali, dalle scelte costruttive ed impiantistiche adottate.

casaclima, case-prefabbricateE' scontato che una casa di legno sia antisismica o in base ad essa serve un progetto per renderla antisismica?
Che tipo di struttura consiglierebbe?
La maggior parte di chi conosco mi ha consigliato l'xlam.

Le costruzioni in legno sono strutture naturalmente elastiche.
Il legno è un materiale particolarmente resistente a trazione, caratteristica che lo rende particolarmente idoneo a costruire edifici in zona sismica.
Le case prefabbricate vanno calcolate con i medesimi criteri delle costruzioni tradizionali, dimensionando le fondazioni in base alle peculiarità del terreno (che può essere argilloso, sabbioso, roccioso…) ed alla specifica zona sismica.
Grande attenzione andrà posta nel dimensionamento degli ancoraggi di collegamento tra pareti e platea, che hanno il compito di disperdere nel terreno l’energia generata durante il sisma.
Il comportamento delle pareti a telaio è assolutamente analogo a quello delle pareti massicce in xlam, poiché il principio resta il medesimo.
Una progettazione corretta dovrebbe prevedere un buon numero di pareti in tutte le direzioni.
Case “vuote” o troppo vetrate appaiono poco rigide, venendo a mancare l’effetto “scatola”, in grado di controventare efficacemente l’edificio rispetto alle spinte orizzontali del sisma.

EDIFICI IN LEGNO A TELAIO VS XLAM

LA SCELTA DI COSTRUIRE IN LEGNO LA PROPRIA ABITAZIONE METTE A DISPOSIZIONE NOTEVOLI VANTAGGI RISPETTO ALLE SOLUZIONI TRADIZIONALI, UNA VOLTA VERIFICATONE LA FATTIBILITA’ TECNICA RISPETTO ALLE CARATTERISTICHE DELL’EDIFICIO.

Non sempre infatti le case in legno rappresentano la soluzione più indicata e, in molti casi, conviene costruire l’edificio in muratura, soprattutto in presenza di vincoli e preesistenze da mantenere (costruzioni in aderenza o a schiera) o per fabbricati di piccole dimensioni.

Mi trovo a dover costruire una casa in legno, a L'Aquila, dato che la casa acquistata, in seguito al terremoto, è da abbattere.
Fino a poco fa ero molto convinto delle case a telaio, ma dopo aver parlato con alcune persone dell'XLAM, mi sto ricredendo sulla tipologia di costruzione.
La casa è una villetta bifamiliare di complessivi 300 mq, ha il seminterrato e un po' di giardino su tutti i lati. Ha una buona esposizione (orientamento SSO) ed è affiancata da altre due villette che tolgono un po' di sole al mattino e alla sera (circa 1 ora).

I miei dubbi riguardano:
  • la differenza di isolamento delle due tipologie di costruzione (più o meno facilità che si creino delle fessure);
  • la manutenzione necessaria negli anni successivi alla costruzione;
  • il rischio di imbarcarsi di alcune parti (maggiore nel telaio che nell'XLAM?)
  • vantaggi e svantaggi tra i due sistemi.
case xlam, case legno xlam
La casa avrà la VMC, riscaldamento con caldaia a legna e 3 pannelli per il solare termico con puffer da 400 lt per l'ACS e 1.500 lt per il riscaldamento a pavimento radiante (sto valutando l'ipotesi dell'impianto in rame invece del pvc).
Sostanzialmente ho ricevuto due preventivi quasi uguali tra telaio e XLAM (circa 30 €/mq in più su quest'ultimo).
Che cosa mi consiglia?
Non son riuscito, ad oggi, a trovare informazioni sufficienti.

La zona altamente tellurica rende valide entrambe le soluzioni costruttive.
In tutti i casi le strutture in legno e di fondazione andranno calcolate tenendo conto della classificazione, che prevede per L’Aquila la zona 1 ad alta sismicità (PGA oltre 0,25g).
Dal punto di vista termico, entrambe le pareti sono valide, ricordando che (a livello assolutamente generale) le prestazioni energetiche del telaio sono superiori nei mesi freddi, grazie al migliore isolamento termico, mentre d’estate le pareti massicce sono più performanti, offrendo uno sfasamento superiore.
Chiaramente molto dipende dalle caratteristiche delle specifiche pareti come il tipo di pannelli impiegati (materiali, densità), dagli spessori e dalla stratificazione.
Si può certamente affermare che entrambe le strutture siano consigliabili per la zona specifica di intervento e che la scelta debba essere basata su molteplici fattori, non ultimo il prezzo.
Qualora i valori termici siano vicini tra loro, l’affidabilità garantita dell’azienda di case in legno mi sembra peraltro un aspetto ben più importante della trasmittanza.
Reperire dati approfonditi sulle case in legno a basso consumo non è sempre facile, poiché gran parte del materiale è costituito da informazioni commerciali.
Per chi si avvicina alle case prefabbricate consiglio infine la lettura del mio libro “Guida alle case di legno” acquistabile nelle librerie od ordinabile direttamente sul sito dell’editore Terra Nuova Edizioni.

VAPORE NELLE CASE IN LEGNO BLOCKHAUS

Mi stanno costruendo una casa blockhaus con binde da 120mm, isolante sulle pareti perimetrali di lana di vetro da 100 mm, 30 mm d'aria, 20 mm di perline interne.
Vorrebbero mettere una barriera vapore sulla faccia interna dello strato isolante (non freno vapore), con polietilene trasparente del tipo che si trova in rotolo dai ferramenta.
Mi sembra che, in tal modo, una casa di legno perda le sue caratteristiche di traspirabilità, che apprezzo da 30 anni per cui vorrei un freno vapore adeguato.

case di legnoBarriera al vapore si o no?
Mi sono espresso più volte sull’argomento e ribadisco che non riesco ad appassionarmi troppo a questo tema, ma opterei comunque per un freno, in grado di far passare parte dell’umidità prodotta all’interno degli ambienti verso l’esterno, arrestandone una certa quantità.
A prescindere dalla soluzione proposta dalla ditta di case in legno, resta basilare il corretto comportamento degli utilizzatori, che devono provvedere, manualmente o mediante un impianto di ventilazione meccanica controllata, ad espellere l’eccesso di umidità prodotta con la cottura dei cibi o dopo una doccia, che sia presente o meno una barriera al vapore.
Se dovesse malauguratamente bagnarsi l’isolamento termico, il rischio è l’abbassamento delle capacità di coibentare l’edificio, con un aumento dei consumi termici.
Se l’isolante è in fibra di legno non è da escludere la formazione di muffe e il deterioramento dei pannelli, che possono addirittura marcire.
Si tratta di casi limite, non riscontrabili in una costruzione concepita, riscaldata ed utilizzata correttamente.
Se la costruzione è una blockhaus, la barriera appare ingiustificata, poiché la parete è per sua natura traspirante.
Il problema, semmai, si pone qualora il cappotto esterno (che nel caso specifico della casa in legno blockhaus non è presente) venga realizzato in EPS (o polistirene, basta capirsi), come accade in molte case prefabbricate con parete a telaio.
Questo materiale ha delle eccellenti proprietà isolanti, è robusto, (quasi) ignifugo ed è persino riciclabile. 
Ma non traspira per nulla e va, pertanto, abbinato ad una barriera al vapore, per evitare rischi di condensa all’interno dell’isolante.

LE PARETI IN LEGNO MASSICCE TRASPIRANO?

UNA CASA IN LEGNO ALTAMENTE ISOLATA E’ TRASPIRANTE O TRATTIENE AL SUO INTERNO L’UMIDITA’? SE LA PARETE E’ MASSICCIA LA PARETE IMPEDISCE ULTERIORMENTE IL PASSAGGIO DEL VAPORE?

Seguo il suo blog da un po’, perchè voglio cambiare abitazione e passare ad una casa in legno, però prima di farlo mi piacerebbe togliermi qualche dubbio.
Vorrei chiederle delle informazioni riguardo alla parete x-lam incollata, poichè avevo sentito dire che non c'e traspirazione (ho qualche dubbio).

Sul mercato degli edifici in legno sono presenti molteplici soluzioni costruttive, catalogabili in due macrocategorie: gli edifici basati su parete intelaiata (balloon frame) o a parete massiccia (x-lam o MHM).
In tutti i casi la struttura lignea (il telaio o i pannelli massicci) viene abbinata ad isolanti termici che possono variare per materiale, densità, posizionamento e spessore.
In generale, il legno è un materiale traspirante permeabile alle molecole del vapore e non funge da barriera all’umidità.
Non a caso, alcuni costruttori di case in legno massicce posizionano un telo verso l’interno della parete, per impedire (o frenare) l’eventuale passaggio di vapore acqueo verso l’isolante posto verso l’esterno.
Come ripetuto spesso, alcuni isolamenti, se dovesse condensare una certa quantità di umidità all’interno del pannello, perdono gran parte della propria capacità coibente.
Nel caso della fibra di legno, il problema risulterebbe ancor più grave, in quanto possono originarsi fenomeni di deperimento e marcescenza dovuti all’azione delle muffe.
Si tratta comunque di casi limite che preoccupano relativamente i costruttori. 
Non a caso molte aziende di case prefabbricate non montano alcuna barriera al vapore, affidando alle capacità regolatrici di umidità del legno il compito della regolazione naturale del tasso di vapore presente nell’aria.
Dal punto di vista fisico, il coefficiente di resistenza al passaggio del vapore "μ" riferito ad uno specifico materiale, indica quante volte il materiale in questione risulta meno traspirante rispetto all'aria (a parità di spessore e di condizioni termiche).
Il valore unitario di "μ" viene attribuito all'aria in condizioni stazionarie ed è uguale ad 1.
Per avere un’idea, una barriera al vapore costituita da un foglio di PVC presenta valori a quattro zeri, mentre i pannelli di legno si aggirano sui 40 ed il legno pressato raggiunge al massimo i 100. 
Un muro in mattoni possiede un valore μ di10-15, mentre il polistirolo (in base allo spessore dei pannelli) va dagli 80 ai 300.
Se la permeabilità al vapore di una parete è un tema che appassiona particolarmente l’acquirente di una casa in legno si tratta di un parametro che può condizionarne la scelta finale, in quanto la traspirabilità di una parete massiccia non risulta molto differente da un muro a telaio, ma è logicamente inferiore.

LE PARETI INTERNE DELLE CASE IN LEGNO

LE PARETI INTERNE DELLE CASE PREFABBRICATE RIVESTONO UN’IMPORTANTE FUNZIONE STATICA, SCARICANDO I CARICHI VERICALI SULLE FONDAZIONI E CONTROVENTANDO L’EDIFICIO DALLE FORZE ORIZZONTALI GENERATE DAL VENTO O DAI TERREMOTI.

Guardando le varie offerte dei costruttori di case in legno, ho notato che la stragrande maggioranza dei fornitori offre le parete divisorie da 8 a 10 cm mentre un’azienda arriva addirittura a 18 cm.
Perché questa differenza?  8 o 10 cm sono sufficienti?
Con una parete così sottile non si rischia di avere un basso isolamento ai rumori?
Si può tranquillamente appendere televisori e mensole su una parete così stretta o bisogna anche progettare prima dove posizionare questi elementi?
E le vibrazioni? Se per caso dovessi sbattere una porta, la parete vibrerà?

Le pareti interne delle case in legno possono possedere una semplice funzione divisoria degli spazi, affidando i compiti strutturali a pilastri in legno ed ai muri esterni.
In tale caso, si tratta di un evidente sottodimensionamento che presenta numerosi svantaggi.
L’isolamento termico tra gli ambienti è chiaramente inferiore, poiché il ridotto spessore non consente di coibentare adeguatamente la parete.
L’isolamento acustico non risulterà altrettanto efficace, rispetto ad una parete da 13-14 cm o più, peggiorando le condizioni di comfort generale dell’abitazione ed anche le vibrazioni verranno trasmesse con maggiore intensità.
La portata massima per mensole e pensili è chiaramente inferiore rispetto ad un muro portante.
Staticamente non cambia moltissimo, in quanto i carichi verticali vengono adeguatamente scaricati dai pilastri su cui poggiano le travi principali, se le strutture sono adeguatamente dimensionate.
Il problema maggiore è lo scarso irrigidimento trasversale dell’edificio.
Una parete troppo sottile non è in grado di resistere sufficientemente alle forze orizzontali che vengono generate durante i terremoti.
Va ricordato che il rispetto della normativa antisismica vale su tutto il territorio per tutti gli edifici, comprese le case in legno.
In presenza di pareti interne in numero insufficiente o male posizionate, si renderà necessario l’inserimento di qualche elemento di controventamento in acciaio (travi e/o pilastri).
Anche forti venti (fenomeni sempre meno rari nel nostro paese a causa dei mutamenti climatici) possono mettere in crisi una struttura poco rigida, tipica degli edifici in legno molto vetrati o open space.
Le pareti interne rivestono una funzione fondamentale in una casa in legno e vanno dimensionate correttamente, nel numero, nella posizione e nello spessore.