Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

UNA CASA AUTOSUFFICIENTE IN PIANURA PADANA

LE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE POSSONO RAGGIUNGERE PRESTAZIONI ENERGETICHE MOLTO ELEVATE, RICHIEDENDO UN DIMENSIONAMENTO IMPIANTISTICO MODESTO, SENZA RINCORRERE A TUTTE LE INNOVAZIONI TECNICHE PRESENTI SUL MERCATO.

Sono un appassionato di energie alternative e case a risparmio energetico di cui mi interesso ogni tanto da profano.

Ho individuato un lotto edificabile già urbanizzato su cui vorrei edificare una piccola casa in legno (100 mq) isolata molto bene, che sfrutti l' energia solare per il riscaldamento (grandi vetrate?), che costi il meno possibile, ma con una buona qualità (sono aperto anche a progetti stravaganti,  ma efficaci e materiali inusuali (tipo balle di paglia come isolante), con un impianto fotovoltaico il più grande possibile (pensavo circa 15-20 kwp ), da usare per l'uso domestico abituale + piano cottura a induzione + ricarica scooter elettrico + caldaia elettrica (o pompa di calore) x aiuto al riscaldamento e acqua sanitaria, (già aiutata da un impianto solare termico con boiler da circa 800 lt - può andare bene?).
Vorrei sapere da lei e dalla sua esperienza se ciò e fattibile nella pianura padana e quanto potrebbe venire a costare circa, chiavi in mano, tutto compreso, eventualmente esclusi o compresi gli impianti fotovoltaico e solare termico, se per lei sono indicati o meno o se lei consiglia altre idee a riguardo sul tutto.

Molti lettori mi pongono domande simili a queste, cui non sempre risulta semplice replicare privatamente.

Una consulenza di questo tipo richiede infatti un certo impegno, ma può fornire interessanti spunti per una risposta pubblica sotto forma di articolo.
Molto banalmente, è ipotizzabile una casa in legno con le caratteristiche sopracitate da erigere nella Pianura Padana?
Risposta breve: ovviamente si (perché non dovrebbe?).
Risposta articolata: bisogna comunque valutare in sede di progettazione tutti gli aspetti relativi all’involucro edilizio, come il dimensionamento delle vetrate e le relative schermature, nonché calcolare il fabbisogno energetico in rapporto alla zona climatica, senza sovradimensionare gli impianti termici.
Tale impegno è però possibile solo all’interno di un incarico formale e, presumo, non solo per il sottoscritto.
ville-in-legnoQuali prezzi per una costruzione con queste caratteristiche?
Risposta breve: I dati forniti sono vaghi, per cui si oscilla tra 1.300 e 2.000 € al metro quadro edificabile.
Risposta articolata: Manca un progetto, il che è un notevole limite, poiché la semplice indicazione dei metri quadri non è in genere sufficiente per una stima precisa dei costi.
Sarà una casa in legno monopiano o su due livelli?
E’ già stata individuata una tipologia costruttiva o una azienda di riferimento e che livello di prestazione energetica si intende raggiungere? 
Gli impianti, come detto, sono abbastanza sovradimensionati e manca un capitolato di finitura.
Verranno montate tapparelle avvolgibili o scuretti? 
Che tipo di serramenti? 
Vetri doppi o tripli?
Tetto e solaio a vista? 
Quali materiali isolanti? 
Stile moderno o tradizionale? 
Prefabbricato o in opera? 
Le lattonerie sono in rame, alluminio o semplice pvc?
Serve un tecnico di supporto che possa accompagnare il lettore nelle scelte, dal progetto al cantiere, consigliando la ditta più idonea e proponendo le soluzioni tecnico costruttive più indicate al giusto prezzo.
Mi rendo certamente conto che le risposte brevi non possono che risultare insoddisfacenti, così come quelle più approfondite non rispondono direttamente alle richieste, poiché questo tipo di consulenza deve passare necessariamente per uno o più incontri con il cliente, che possono o meno sfociare in un incarico.

UNA PARETE PROGETTATA PER IL CALDO

MOLTE ZONE DEL NOSTRO PAESE SONO CARATTERIZZATE DA INVERNI MITI DI BREVE DURATA CON MOLTI MESI DI CALDO, CON PICCHI DI TEMPERATURE ESTREMAMENTE ELEVATE. 

Ho un terreno su cui costruire una casa in legno in Sicilia, in zona climatica C.
Ho girato varie ditte italiane quotate e non, ma alla fine ho deciso per una estera.
Ho già pronto il disegno che sto per inviare alla ditta per iniziare a lavorare sul preventivo. 
Dalla mia esperienza di conoscenze accumulate tra i vari viaggi nelle aziende e nella lettura di riviste e libri penso che la costituzione della parete dovrebbe essere in legno massiccio di 9 cm con cappotto esterno in fibra di legno con rifinitura poi con intonaco e all'interno polistirolo con pannelli di cartongesso (ovviamente questa è una spiegazione molto grossolana). 
Il costruttore invece mi consiglia sistema a pannelli con cappotto esterno in polistirolo e lo stesso per interno con una camera di aria nella parete esterna.
Se la dovesse progettare lei questa parete in questa zona climatica cosa metterebbe?

Il mercato delle costruzioni in legno in Italia è un settore giovane che fa necessariamente riferimento alle realtà aziendali del nord Europa, Germania ed Austria in primis, le cui caratteristiche bioclimatiche sono piuttosto diverse da quelle del nostro paese.
Negli ultimissimi anni la situazione sta velocemente cambiando e sono reperibili soluzioni costruttive più idonee, meno performanti nei regimi invernali, ma più efficienti per assicurare un adeguato isolamento termico estivo.
Una parete leggera (il tipico telaio con lana di roccia e cappotto esterno) risulta estremamente efficace nei mesi freddi, con un isolamento proporzionale allo spessore complessivo, ma avrà una scarsa capacità “smorzante”, con uno sfasamento insufficiente dell’onda di calore estiva.
CASE-PREFABBRICATE
Molti costruttori di case in legno hanno ovviato a questa problematica utilizzando materiali isolanti ad alta densità come la fibra di legno o lane minerali pressate.
Le prestazioni in regime estivo di queste pareti sono corrette per la maggior parte del nostro territorio, ma tendono a risultare carenti nelle zone del sud Italia, che richiedono un’inerzia termica superiore dell’involucro dell’edificio.
Le pareti massicce, se di spessore adeguato, garantiscono più ore di sfasamento grazie alla “massa” maggiore, per cui sono più indicate per questi climi.
Il successo dell’xlam nelle regioni del centro-sud è dovuto soprattutto a queste eccellenti caratteristiche termiche, ma andrebbe comunque affiancato ad una progettazione bioclimatica corretta, che non si limiti alle sole pareti esterne, poiché l’intero involucro deve essere concepito per evitare il surriscaldamento.
I punti deboli restano le partizioni trasparenti, in quanto le vetrate non sono in grado di fermare adeguatamente l’onda di calore ed andranno ridotte nelle dimensioni ed adeguatamente schermate dall’azione diretta del sole (mediante tettoie, frangisole, balconi, porticati, pergolati o cortine verdi).
Anche il tetto deve essere progettato adeguatamente, nonché provvisto di una camera di ventilazione efficiente, poiché la lunga esposizione all’irraggiamento diretto rischia di compromettere l’efficienza complessiva dell’edificio, anche in presenza di pareti energeticamente performanti.

LO SFASAMENTO NELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

IL TEMA DELLA PROTEZIONE DAL CALDO ESTIVO E’ STATO AFFRONTATO IN PIU’ DI UN’OCCASIONE, MA SI TRATTA SEMPRE DI UNA QUESTIONE DI ESTREMO INTERESSE PER IL CLIENTE DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO.

La normativa italiana in tema di isolamento termico degli edifici ha imposto di fatto alle aziende produttrici di case prefabbricate l'obbligo di adattare alle caratteristiche climatiche del nostro paese le soluzioni tecniche ed, in particolare, di migliorare la capacità di proteggere gli ambienti dalle alte temperature estive.
Il Decreto Legislativo 311/06 definisce i requisiti minimi estivi dell’involucro edilizio per il controllo della cosiddetta "inerzia termica".

In sostanza, il decreto prevede per alcune fasce climatiche l’obbligo di rientrare in un valore minimo per la massa superficiale dei muri esterni e del tetto, che dovrà superare i 230 kg/m2, intonaci esclusi.
Il decreto permette di utilizzare in alternativa tecnologie e materiali innovativi che permettano di contenere le oscillazioni della temperatura degli ambienti in funzione dell’irraggiamento solare.

Si tratta di un aspetto complesso, ma importante, che permette di calcolare in modo corretto l’isolamento delle partizioni opache leggere, come i muri e i pacchetti di copertura delle case prefabbricate, in grado di difendere efficacemente dal caldo pur utilizzando una semplice struttura a telaio.
Si parla allo scopo di "trasmittanza termica periodica", ovvero una delle proprietà termiche dinamiche che caratterizzano l’inerzia termica dell’involucro edilizio, un parametro fondamentale per descrivere il comportamento della struttura nei confronti dei carichi termici esterni che lo attraversano.
Il calcolo della massa viene effettuato, normalmente, considerando un regime termico "stazionario".

casa prefabbricata, sfasamento termicoSi suppone infatti che la differenza tra le temperature, all'esterno e all'interno dell'edificio, sia costante nel tempo.
Tale simulazione, accettabile per il calcolo energetico durante la stagione invernale, porta a risultati errati nella ricerca della prestazione in regime estivo delle case prefabbricate, in quanto durante l'arco della giornata la temperatura esterna e quella interna hanno continue variazioni, richiedendo delle valutazioni di tipo dinamico.
Trattandosi di un calcolo assai complesso, non è mia intenzione entrare troppo nel tecnico, ma è utile sapere che si definisce trasmittanza termica periodica il parametro che valuta la capacità di un elemento opaco di sfasare ed attenuare il flusso termico che la attraversa nell’arco delle 24 ore ed andrà riferita non solo alla massa, ma anche sulla base delle caratteristiche termo-fisiche dei materiali (conducibilità termica, spessore, calore specifico e densità) e dalla stratigrafia della struttura e terrà conto del fattore di attenuazione e del coefficiente di sfasamento temporale.
Si parla spesso di "sfasamento" dell’onda di calore, temine che sta diventando una sorta di slogan dei produttori di case prefabbricate in legno per definire la qualità estiva di una parete, così come si utilizza la trasmittanza per indicare le capacità di isolamento delle case prefabbricate. Se non si conosce l’esatto significato di questi termini si rischia di farsi condizionare superficialmente da parametri che estrapolati dal contesto costruttivo appaiono poco significativi, se non fuorvianti.
Genericamente, se una parete, in laterizio o di legno, non garantisce uno sfasamento accettabile la temperatura di un ambiente interno risente in breve tempo dei valori raggiunti all'esterno.

Per riassumere:
  • Lo sfasamento in ore dell'onda di calore è solo uno dei fattori che determina le caratteristiche microclimatiche di un edificio ed è relativo alla capacità di una parete di ritardare nel tempo il passaggio di calore dall'esterno all'interno.
  • Andrebbe correttamente valutata la capacità di smorzamento dell’onda stessa da parte della parete, ovvero la riduzione del valore di temperatura verificatosi nel tempo.
  • Le vetrate, molto più delle pareti, definiscono l’effettivo guadagno termico estivo. Esse andranno correttamente dimensionate e protette dall’eccesso di radiazione solare.
  • Lo sfasamento dovrebbe essere, al pari della trasmittanza, certificato da un ente esterno autorevole e non costituire un dato approssimativo ed opinabile.
  • Il cliente delle case prefabbricate in legno deve dunque sapere che le soluzioni sul mercato sono in grado di difendere efficacemente dal caldo estivo, ma che non si può prescindere da una accorta progettazione bioclimatica dell’involucro edilizio.

AZIENDE E PERMESSI PER UNA COSTRUZIONE IN LEGNO

LA SCELTA DELL’AZIENDA COSTRUTTRICE NON E’ SEMPLICE ED ANDREBBE BASATA SU PARAMETRI CONCRETI, DEDICANDO IL TEMPO NECESSARIO AL REPERIMENTO DELLE INFORMAZIONI.


La ringrazio già per tutto il lavoro svolto con il blog sulle case di legno, che per altro è l'unico interessante in rete.
Ho capito leggendo qua e là in rete che, come spesso accade da noi in Italia, siamo indietro anni luce rispetto ad altri Paesi sul discorso costruzione prefabbricata o eco compatibile .
Cercando con Google informazioni su qualche produttore di case prefabbricate, ho trovato solo obbrobri che assomigliano più a ricoveri per attrezzi da giardino, o casette per nani Bavaresi…..
Sto valutando con il mio compagno l'acquisto di una masseria in Puglia dove da molti anni passo delle piacevoli vacanze e l'idea é per un futuro ancora lontano buon ritiro.
Ci sarebbe piaciuto costruire due piccole unità abitative in mezzo al prato, da poter utilizzare come B&B con una camera da letto, un bagno e un salottino vista ulivi.
Per ora l'architetto amico a cui ci siamo rivolti ci ha proposto la classica soluzione in muratura, molto bella, rispettando un paesaggio fatto di muretti a secco e campagna, ma fin dall'inizio ci è venuta l'idea di poter realizzare qualche cosa ancora più compatibile con il paesaggio.
Per ora in rete non ho trovato nessuna azienda che produca case come quelle che Lei pubblica sul suo blog, fatte di grandi vetrate e pareti in legno; saprebbe darmi qualche indicazione in merito?
La seconda domanda:  in Puglia cosa ne pensano i comuni sul costruire dei prefabbricati?  Si rischia qualcosa?
Il comune in questione è in provincia di Bari ed è molto tollerante rispetto ai loro vicini Brindisini sulla costa.  
Nel paese a confine già in provincia di Brindisi, cambia tutto rispetto a permessi per le cubature e quant'altro che contamini la campagna.

Grazie per i complimenti.
Non credo che la guida alle case prefabbricate in legno sia l’unico sito interessante sull’argomento, ma spero, più modestamente, che la sempre maggiore quantità di informazioni reperibili al suo interno possa risultare utile e completa a chi si avvicina a questo sistema costruttivo moderno ed ecologico.
Le costruzioni realizzate in legno non ci appartengono culturalmente, ma cominciano ad essere apprezzate anche nel nostro paese e sono convinto che siano destinate ad una larga diffusione nei prossimi anni.
Le soluzioni tecniche reperibili sul mercato sono molte ed in continua evoluzione e si rivelano versatili per realizzare la maggior parte dei progetti, anche tradizionali ed espressamente pensati per la muratura, senza particolari adattamenti.
La presenza di grandi vetrate non costituisce un vincolo alla costruzione in legno, come peraltro avviene spesso nelle progettazioni bioclimatiche.
La stragrande maggioranza delle aziende di case di legno, prefabbricate o non, può fornire soluzioni ecologiche a basso consumo in grado di soddisfare le esigenze progettuali moderne della lettrice, con l’utilizzo di materiali “caldi”, come rivestimenti in legno o pietra.
Alcuni nomi di costruttori di case in legno sono reperibili anche sul sito, ma sono certo che il più diffuso motore di ricerca possa fornire risultati più che interessanti in breve tempo.
Per la seconda domanda, non conosco direttamente la realtà burocratica dell’edilizia in Puglia, ma preferisco pensare che cambi poco rispetto al sistema delle regole rispetto alle quali il cittadino è tenuto a confrontarsi, avvalendosi dell’attività del proprio tecnico.
La scarsa conoscenza delle costruzioni in legno da parte delle amministrazioni comunali e dei relativi uffici tecnici può sicuramente risultare un freno in alcune realtà del centro-sud, ma ritengo che l’eccellenti risposte sul piano dell’isolamento termo-acustico e della sostenibilità ambientale dovrebbero costituire ottime credenziali su tutto il territorio italiano.

CHIARIMENTI SULLE CASE PREFABBRICATE

LA GUIDA ALLE CASE PREFABBRICATE DOVREBBE ESSERE PIU’ CHE SUFFICIENTE A RISOLVERE LA MAGGIOR PARTE DEI QUESITI DI CHI SI ACCINGE AD APPROFONDIRE QUESTA TECNICA COSTRUTTIVA.
I TEMI PIU’ COMPLESSI ED INDIVIDUALI ANDREBBERO COMUNQUE AFFRONTATI CON IL PROPRIO ARCHITETTO, NELLA RICERCA DELLE SOLUZIONI PIU’ IDONEE E SPECIFICHE.

Il successo del blog sulle case prefabbricate ha superato ogni possibile previsione.
Anche per questo, non sono assolutamente in grado di soddisfare tutte le richieste che mi giungono quotidianamente. 
Invito pertanto a rileggere gli articoli già pubblicati, quasi sempre esaustivi.
La maggior parte dei temi è stata affrontata direttamente, anche se la gran mole del materiale pubblicato rende di difficile reperimento talune risposte, a causa della struttura stessa del blog.
Resta l’impossibilità di fornire generiche consulenze a distanza, che richiederebbero comunque un notevole impegno da parte mia, non compatibile con l’attività del mio studio.
Farò volentieri uno strappo alla regola con la mail seguente, che pone dei temi relativi alle case prefabbricate affrontati sinora solo marginalmente.

Vorremmo realizzare la nostra casa prefabbricata, però abbiamo alcuni dubbi che ci piacerebbe chiarire.
  • Sono adatte a qualsiasi altitudine?
  • Nella relazione del geologo quali sono i parametri da guardare per capire se è adatto il terreno a una casa prefabbricata?
  • Si può realizzare su terreni pendenti?
  • Quali sono i costi di realizzazione a metro quadro (circa)?
Le case prefabbricate non sono delle semplici casette in legno, ma veri e propri edifici, che utilizzano questo materiale in luogo del laterizio e del cemento armato per la realizzazione della struttura.
A prescindere dalla tecnica costruttiva utilizzata (telaio o parete massiccia), non vi è traccia di mattoni in questi edifici e gli unici elementi in acciaio sono gli ancoraggi del fabbricato alla platea.
Arch. Paolo Crivellaro
Le case prefabbricate più indicate per costruire nel nostro paese sono quelle che prevedono una finitura di facciata con un isolamento a cappotto intonacato.
Questi edifici, facilmente inseribili in ogni contesto e virtualmente indistinguibili da quelli tradizionali, proteggono efficacemente il legno della struttura interna, limitando il ricorso agli interventi di manutenzione nel tempo e prolungando la durata del fabbricato negli anni.
Le cosiddette “blockhaus” (a parete piena, lasciata a vista sia all’interno che all’esterno) sono adatte per lo più alle zone di montagna, con climi asciutti e rigidi, mentre le nostre case prefabbricate intonacate non si pongono particolari limiti, come dimostra la loro diffusione nei paesi di origine, a tutte le altitudini.
Non esiste inoltre un terreno ideale per le case prefabbricate in legno. Trattandosi di normalissime costruzioni, non devono essere ricercate particolari caratteristiche per il suolo.
Ovviamente andranno impedite le critiche risalite di umidità, rialzando la struttura in legno dal terreno e facendo fuoriuscire la platea dal piano di campagna (almeno 15 centimetri, pari ad un gradino).
I carichi delle case prefabbricate sono comunque inferiori a quelli generati dagli edifici tradizionali, a parità di consistenza volumetrica, limitando le sollecitazioni gravanti sul suolo. Se un terreno è pertanto idoneo alla realizzazione di un edificio in muratura, lo sarà comunque per una casa in legno.
La costruzione su terreni pendenti è inoltre sempre possibile, a patto di realizzare una struttura seminterrata in tradizionale (di solito in cemento armato) su cui poggiare, completamente fuori terra, l’edificio in legno vero e proprio.
Questo materiale non infatti può essere mantenuto a contatto diretto con l’umidità del terreno, che, in breve tempo, porterebbe inevitabilmente a danneggiare la struttura.
In casi eccezionali è possibile prevedere un’intercapedine attorno all’edificio, allo scopo di staccare le pareti esterne dal terreno e di fornire un’adeguata aerazione delle pareti.
Si tratta tuttavia di casi limite, i cui costi peraltro lieviteranno di conseguenza senza particolari vantaggi.
A tale proposito, qual è la spesa media per una casa prefabbricata in legno? Invito alla rilettura di un vecchio articolo, sempre attuale, che affronta il capitolo costi delle case prefabbricate, valutando tutte le voci che interverranno nel processo, dalla progettazione sino alla fine dei lavori.
I prezzi medi per un chiavi in mano si aggirano intorno ai 1.400 € al metro quadro, ma dipende chiaramente dal progetto, dalla dimensione dell’intervento, dall’impiantistica e dal capitolato di finitura.

I COORDINATORI PER LA SICUREZZA DELLE CASE PREFABBRICATE

PROSEGUENDO L’ANALISI DELLE FIGURE TECNICHE INDISPENSABILI PER LA PRESENTAZIONE E L’ESECUZIONE IN CANTIERE DELLE OPERE, NON SI DEVE DIMENTICARE L’ASPETTO DELLA SICUREZZA, PREVISTO DAL BUON SENSO OLTRE CHE DA UNA SPECIFICA LEGISLAZIONE IN MATERIA.

Caro Architetto, nel ringraziarla per la preziosa opera di divulgazione che sta facendo da tanti anni (ho riletto molte volte il suo libro sulle case prefabbricate, per me come una “Bibbia”), le chiederei di parlare dell’aspetto sicurezza.
Recentemente ho assistito ad un montaggio di una casa in legno e ho notato che gli operai, pur indossando scarpe antinfortunistica e regolare caschetto, passeggiavano allegramente sulle pareti in costruzione senza indossare alcun dispositivo anticaduta.

In Italia la legislazione in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro è particolarmente restrittiva rispetto ad altre realtà europee.
I cantieri edili, in particolare, costituiscono dei luoghi ad alto rischio di infortunio a causa della compresenza di fattori ambientali, macchinari, lavoratori e per le caratteristiche delle opere che prevedono scavi, lavori in quota, carichi sospesi, mezzi meccanici, macchine da taglio o per l’impasto del cemento….
L’insieme di norme, non solo relative all’edilizia, sono contenute nel Decreto Legislativo 9 aprile 2008, più conosciuto come Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che ha riunito, aggiornato, abrogato ed armonizzato l’intera legislazione in materia che si è succeduta negli anni in Italia.
sicurezza-cantieri
Dal punto di vista delle cliente, si deve essere consapevoli che il rispetto della sicurezza non va visto come un inutile e costoso balzello imposto dalla burocrazia, ma come prassi necessaria per assicurare che l’esecuzione delle lavorazioni di cantiere avvenga nel rispetto della salute e della salvaguardia dei lavoratori che si occuperanno delle varie fasi della costruzione dell’edificio.
A tale fine, andranno incaricate due distinte figure tecnico-professionali:

Il CSP (coordinatore della sicurezza in fase di progettazione).
Il CSE (coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione).

Il primo, coincide spesso con il progettista dell’edificio e ha il compito di redigere il “Piano di Sicurezza e Coordinamento”, documento che riassume i rischi dello specifico cantiere per le varie fasi lavorative, adottando i necessari strumenti per la tutela dei lavoratori come i D.P.I (dispositivi di protezione individuali) e tutti gli accorgimenti necessari per ridurre al minimo e possibilmente annullare i rischi connessi al cantiere.
Il PSC contiene il cosiddetto “fascicolo tecnico”, che andrà aggiornato qualora subentrino in corso d’opera delle modifiche alle lavorazioni e che accompagna l’opera per tutta la sua vita.
Esso contiene infatti anche il “Piano di Manutenzione” che include i lavori sulla copertura che andranno effettuati in sicurezza utilizzando i sistemi anticaduta obbligatori per legge per le nuove costruzioni come ganci, ancoraggi e linea vita.
Il CSE è quasi sempre una figura distinta dal CSP e ha il compito di effettuare gli accertamenti sul cantiere, di compilare i verbali di sopralluogo, di richiedere alle imprese il rispetto degli accorgimenti contenuti nel piano, di segnalare al committente, alla direzione lavori e, nei casi più gravi, alle autorità competenti, il mancato rispetto delle norme di sicurezza.
Le case in legno vengono montate in poco tempo, soprattutto se prefabbricate e limitano le lavorazioni ad alto rischio infortunio per i lavoratori rispetto ai cantieri tradizionali, un notevole vantaggio per la sicurezza degli addetti e per il committente, che resta (almeno formalmente) il responsabile dei lavori.

RISTRUTTURARE E SOPRAELEVARE CON IL LEGNO

UN ALTRO CASO PRATICO DI COME GLI EDIFICI IN LEGNO POSSANO COSTITUIRE UNA SOLUZIONE TECNICO-COSTRUTTIVA INTERESSANTE ANCHE IN CONTESTI TIPOLOGICI ALTERNATIVI ALLE “SOLITE” CASE A CATALOGO, COME RISTRUTTURAZIONI E SOPRAELEVAZIONI.

Mi sto accingendo a sopraelevare la villetta dei miei genitori anni ‘60 e interpellando varie ditte ho cominciato a verificare il problema della resistenza della struttura sottostante nel momento che si realizza un piano sopra (inoltre il costo che risulta è abbastanza alto) e mi sono cosi interessato alla possibilità di fare una sopraelevazione in legno per il minor carico sull’edificio esistente e forse per i costi.
L’area da sopraelevare sarebbe sui 100-110 mq,  come prezzi siamo sui 300.000 €.

Mi è capitato recentemente di realizzare una villa unifamiliare da erigere su di un vecchio piano seminterrato degli anni ’60, con eccellenti risultati, oltretutto avvalendomi degli incrementi volumetrici del “piano casa”.
La maggiore leggerezza delle case in legno ha consentito di intervenire marginalmente sulle strutture esistenti, limitando la spesa da sostenere a carico del committente.
La tecnologia delle case prefabbricate è estremamente versatile e può trovare applicazione anche in ambiti edilizi differenziati, con notevoli benefici sotto l’aspetto energetico.
Ogni situazione va valutata caso per caso, poiché i vincoli specifici possono rendere poco conveniente o difficoltoso l’intervento in legno, soprattutto prefabbricato, a causa delle minime tolleranze in gioco.
Le vecchie costruzioni non sono quasi mai realizzate a piombo e le pareti ad angolo retto costituiscono vere e proprie eccezioni.
In questo caso si dovrebbe optare per quelle soluzioni costruttive in legno in opera, maggiormente flessibili ed adattabili, come nel caso della ricostruzione di una porzione di edificio tra due fabbricati esistenti.
Veniamo quindi alle domande del lettore:

case-legno, case-in-legno
Mi sa dare qualche riferimento dove documentarmi?

Il mio libro e gli articoli del blog sono già una prima, buona fonte di informazioni.
Per toccare con mano le case in legno, consiglio di visitare qualche fiera del settore e alcune realizzazioni (si possono contattare alcune aziende per sapere se ci sono edifici prefabbricati in zona).

Su materiali, ditte e quanto concerne la ristrutturazione ci sono degli esempi che potrei visualizzare e qualche specifica su costi e realizzazioni?

La ristrutturazione è un campo applicativo di nicchia.
Anche in questo caso consiglio di contattare direttamente qualche costruttore di case in legno.

Vorrei andare a visitare il SAIE; si può trovare qualche idea?


Il SAIE è un fiera generalista, molto ricca di stand, ma piuttosto dispersiva.
Sono presenti molti costruttori di case prefabbricate, ma la fiera più indicata resta sempre la Klimahouse di Bolzano.

Le chiedo inoltre se sulla villetta di casa mia costruita in pietra e intonacata si noterebbe la differenza di materiali o si riuscirebbe a omogeneizzare la diversità di materiali.


E’ possibile mimetizzare molto bene la costruzione in legno, poiché le case prefabbricate a basso consumo energetico sono sempre finite ad intonaco.

Secondo lei sono solo pregiudizi sulle case in legno rispetto al tradizionale calcestruzzo oppure ne vale la pena?


Le case di legno forniscono importanti risposte alle esigenze presenti e future di costruire edifici isolati, sicuri, confortevoli e sostenibili e le contro-argomentazioni appaiono quasi sempre deboli e pregiudiziali.

NIDI E CASE PREFABBRICATE

Seguo sempre con molto interesse il suo bloq, veramente interessante e utile.
Le chiedo gentilmente un parere e un consiglio, citando un suo articolo:

“La capacità delle case prefabbricate di accumulare calore rende necessario lo scambio termico naturale del calore che tende ad accumularsi nel sottotetto dell’edificio nei mesi caldi.   
Verifichiamo sempre se il costruttore offre questa soluzione nel pacchetto di copertura, includendo la camera di ventilazione”.

Il mio problema è che, entrando dalla fessura, si stanno annidando api,vespe etc.
Quale soluzione appropriata è da prendere....
La costruzione è di una ditta famosa di case in legno!!

Per loro la soluzione è utilizzare dello spray …. non faccio commenti.
Ha sicuramente già avuto modo di trovarsi in questa situazione !!??
E se mettessi una retina per mosche o altro...!!??


case-legno, case-in-legnoAndiamo con ordine. 
Il tetto ventilato è, a mio avviso, una soluzione tecnica da adottare sempre, principalmente per migliorare il comfort termico estivo nei locali sottotetto.
La maggior parte delle case prefabbricate posiziona la zona notte in questa ubicazione.
E’ poi da sottolineare che il tetto in legno con la camera di ventilazione rappresenta la soluzione costruttiva più diffusa per la realizzazione delle coperture degli edifici tradizionali in muratura a destinazione abitativa, almeno negli ultimi anni.
Va da se che l’eventuale presenza del problema non rappresenta un’esclusiva delle case prefabbricate.
Detto ciò, è chiaro che un semplice spray appare un suggerimento un po’ semplicistico ed, al limite, andrebbe previsto un intervento di disinfestazione più drastico, se in presenza di favi di grandi dimensioni.
In generale, esistono retine antinido ed antinsetto che dovrebbero essere installate in fase costruttiva, direttamente dall’azienda di case in legno. 
Solitamente questi dispositivi, dal costo irrisorio, precludono all’origine il fastidioso problema.
E’ comunque possibile il successivo montaggio, anche nel suo caso.
Se gli insetti si limitano ad occupare fessure tra le travi e l’assito, ad esempio nella parte della gronda, si possono siliconare le zone maggiormente esposte.
Il legno si muove sotto l’azione degli agenti atmosferici e dei carichi statici e, dopo un po’ di tempo, è del tutto normale che si possano formare delle fessure che, in genere, diventano permanenti e si stabilizzano.
Concludendo, il problema non è delimitabile alle case prefabbricate e può essere affrontato con minima spesa, meglio ancora se in fase esecutiva, dalla ditta stessa.

L’INGEGNERE DELLE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE

LA FIGURA DELL’INGEGNERE, PUR NECESSARIA, RICOPRE UN RUOLO LIMITATO RISPETTO ALLE COSTRUZIONI TRADIZIONALI, IN QUANTO LA STATICA DEL LEGNO E’ (QUASI SEMPRE) A CARICO DELL’AZIENDA.

Sto acquistando una casa di legno a catalogo da una ditta tedesca molto conosciuta e mi è stato detto che dovrò comunque incaricare, oltre ad un progettista per la presentazione del progetto in comune, un ingegnere per le fondazioni e il calcolo della platea. 
Le risulta?
Pensavo che acquistando una casa prefabbricata a catalogo fosse tutto incluso.

Le case in legno a basso consumo sono edifici permanenti che vanno montati sopra un solaio in cemento armato e ad esso fissati mediante ancoraggi in acciaio ad“L”.
Le strutture di fondazione possono essere interrate o limitarsi ad una semplice platea e vanno calcolate da un ingegnere incaricato direttamente dalla committenza.
La porzione fuori terra in legno deve soddisfare i parametri normativi in materia di strutture degli edifici, come la resistenza ai carichi statici e dinamici (quelli generati durante i terremoti), al pari di qualsiasi costruzione.
Il dimensionamento della struttura in legno è a carico della ditta di case prefabbricate e fa parte della progettazione esecutiva dell’edificio.
Ogni costruttore prevede delle specifiche tecniche standardizzate relativamente agli spessori delle strutture e degli isolamenti, sia nel caso delle pareti intelaiate, che massicce.
tecnici
Nella maggior parte dei casi le strutture standard non necessitano di interventi di consolidamento e soddisfano il calcolo statico.
Alcuni progetti, soprattutto se sono presenti molte vetrate e/o poche pareti interne, si rivelano carenti strutturalmente e richiedono un aumento delle sezioni delle travi e dei pilastri o l’ausilio di elementi di supporto come travi sottosporgenti in legno lamellare, putrelle e travature in acciaio o altri elementi di controventamento.
Gli aspetti strutturali legati al legno non comportano sovrapprezzi per il cliente, nè rapporti diretti con chi si occupa del calcolo statico (nella maggior parte dei casi) e vengono inclusi nel prezzo di acquisto della costruzione.L’ingegnere rimane comunque una figura tecnica obbligatoria per il calcolo delle strutture in cemento amato, che verranno realizzate da un’impresa di costruzioni tradizionale.
Il progetto di tutte le strutture verrà depositato presso i competenti uffici tecnici,contestualmente alla statica del legno fornita dalla ditta.
L’ingegnere si dovrà occupare infine della direzione lavori delle strutture in cemento armato, ruolo tecnico differenziato da quello del direttore dei lavori del cantiere, che in genere coincide con il progettista.
La parcella dello strutturista, rispetto ad una costruzione tradizionale, dovrebbe essere ridotta in ragione dell’incarico limitato alla sola porzione entro terra dell’edificio che, nel caso di una semplice platea di fondazione, dovrebbe comportare un esborso di poche migliaia di euro.

IL GEOLOGO DELLE CASE IN LEGNO

UNA FIGURA TECNICA NECESSARIA NON SEMPRE COMPRESA DAL CLIENTE DELLE CASE IN LEGNO E’ IL GEOLOGO, CHE VA INCARICATO PER REDIGERE UNA SPECIFICA RELAZIONE (GEOLOGICA E GEOTECNICA) CHE VA PRESENTATA UNITAMENTE ALLA DOCUMENTAZIONE DI PROGETTO. 

Ho acquistato una casa in legno a catalogo da una nota ditta del settore.
Sto scoprendo con mio disappunto che devo pagare un sacco di persone.
Mi dicono che il progettista lo devo mettere io, serve un’ingegnere, chi si occupa della sicurezza ed un geologo (????)…
Ma non era tutto compreso? 

geologo
Ho scritto parecchi articoli sull’argomento “tecnici”, ma mai specifici sulla figura del geologo.
Ribadisco che l’acquisto di una casa prefabbricata chiavi in mano non comprende tutte le prestazioni/opere, ma solamente la costruzione fuori terra, platea ed opere esterne escluse.
Alcuni documenti vengono allegati ed alleggeriscono il carico (anche economico) delle attività professionali imposte dalla normativa delle costruzioni.
La statica dell’edificio o l’attestato di certificazione energetica (ex L.10) sono quasi sempre fornite dal costruttore e comprese nel prezzo.
Il geologo si occupa di verificare la composizione del terreno, mediante sondaggi, nonché di calcolare la portanza attraverso prove penetro metriche, determinando la resistenza del suolo ai carichi statici e dinamici.
Il geologo è generalmente laureato in “scienze e tecnologie geotecniche” o “scienze geofisiche” ed è specializzato nello studio e nell’analisi della composizione del suolo terrestre, in particolare nel campo delle applicazione in edilizia.
Il suo ruolo è complementare a quello dell’ingegnere, in quanto lo studio preventivo delle caratteristiche del terreno è basilare per il corretto dimensionamento delle strutture.
In particolare dovrà produrre un documento, la relazione geologica e geotecnica, che dovrà determinare le proprietà meccaniche del suolo, al fine di verificare la stabilità della costruzione.
Il compito del geologo è anche quello di determinare il rischio di frane, la presenza di gas radon, falde acquifere, nonché di effettuare l’analisi ambientale (avvalendosi del supporto di un laboratorio di analisi chimiche) delle terre e delle rocce da scavo prelevate sul luogo, da smaltire in discarica, qualora non sia possibile il reimpiego delle stesse in cantiere.
La parcella dipende dall’entità delle prestazioni, ma è abbastanza “standardizzata” per le specifiche attività previste per la presentazione del progetto di una casa in legno.
Non ritengo tuttavia opportuno fornire degli importi, poiché questi vanno sempre concordati tra tecnico e committente e possono variare da zona a zona.
Le case prefabbricate semplificano parzialmente gli adempimenti a carico del committente, ma non modificano sostanzialmente l’iter burocratico che è del tutto simile a quello previsto per le costruzioni tradizionali.

LE FONDAZIONI DI UNA CASA DI LEGNO

LE FONDAZIONI DI UNA CASA PREFABBRICATA (PLATEA O INTERRATO) SONO QUASI SEMPRE A CARICO DEL CLIENTE CHE DEVE AFFIDARNE L’ESECUZIONE AD UN’IMPRESA DI COSTRUZIONI TRADIZIONALE.

Buongiorno, ho letto il suo libro sulle case di legno e l'ho trovato molto interessante e illuminante. Complimenti!
Mio marito ed io vorremo comprare una casa prefabbricata a catalogo di una azienda austriaca.
Il problema sono le fondazioni.
Per delle fondazioni semplici, per una casa di circa 80 mq di base, quanto andremo a spendere più o meno?
Devono essere fondazioni particolari o le può realizzare una ditta comune?
Ne conosce qualcuna di valida qui in Trentino?

Il dimensionamento delle strutture di fondazione delle case in legno deve tenere conto delle caratteristiche geologiche del terreno e dei carichi gravanti su di esse.
Il geologo ha il compito di analizzare mediante sondaggi e prove penetrometriche la capacità del terreno di contrapporsi alle forze provenienti dall’edificio, tanto statiche, quanto dinamiche (di origine  sismica).
Le fondazioni di una platea (o di un interrato) sono a carico del cliente che dovrà incaricare un ingegnere per il calcolo delle strutture, che si occuperà del deposito degli elaborati e della direzione lavori dei cementi armati.
Il costo delle fondazioni di una casa prefabbricata dipende da molti fattori, non sempre quantificabili a priori in via generale.
Le "case in legno" temono le risalite di umidità dal terreno per capillarità e sarebbe sempre buona norma sostituire il classico vespaio a ciottoli con una camera di ventilazione su igloo (indispensabile nel caso sia presente gas radon nel terreno).
Il prezzo dipende pertanto dalle dimensioni della platea, dal dimensionamento strutturale (più o meno armature in acciaio), dalla presenza o meno della camera di ventilazione, dalle caratteristiche della soletta, che può essere piena (preferibilmente), in laterocemento o prefabbricata (a lastre “predalles”).
Chi realizza le fondazioni di una casa di legno?
Generalmente le ditte di case prefabbricate non si occupano di questo aspetto della costruzione, limitandosi a fornire i carichi dell’abitazione gravanti sulle fondazioni e le indicazioni esecutive (misure, dettagli costruttive, forometria), rimandando il calcolo all’ingegnere e la realizzazione ad un impresa tradizionale, che andrà reperita dal committente.
Non mancano tuttavia le ditte di case in legno che includono in contratto le opere interrate, ma non è quasi mai la regola.L’impresa di costruzione si occuperà inoltre di allacciare le reti dei vari servizi (luce, gas, acqua, telefono, fognatura) e delle sistemazioni esterne (scavi e riporti terra, percorsi, marciapiedi, muretti, cancelli).
Un piccolo dilemma, infine.
Il progettista è pagato anche per assistere tecnicamente il cliente in tutte le fasi (anche iniziali), fornendo informazioni e supporto a tutte le richieste, tra cui gli aspetti trattati nell’articolo.
Spero che i dubbi del lettore siano dovuti solamente alla mancanza di una figura professionale incaricata (probabile, trattandosi di una casa in legno a catalogo) e non alla latitanza del proprio progettista.

QUALCHE CHIARIMENTO AD UN LETTORE CONFUSO

LA GUIDA ALLE CASE PREFABBRICATE SI OCCUPA DI EDIFICI IN LEGNO A BASSO CONSUMO ENERGETICO, FORNENDO INDICAZIONI GENERALI CHE DOVREBBERO ESSERE SEMPRE APPROFONDITE NEL DETTAGLIO CON L’AIUTO DI UN TECNICO INCARICATO.

Tra i tanti preventivi che ho in mano, ho sia soluzioni di case a telaio, che x-Lam.
Io intendo acquistarla grezza e me la finisco per conto mio.
Sono indirizzato verso l'x-Lam.
Essendo naturalista, voglio inquinare il meno possibile (e risparmiare soldi), per cui ho deciso di non allacciarmi al gas, optando per i pannelli fotovoltaici (6 Kw ) e, per scaldare l'acqua sanitaria, prevedo un accumulo di 300 Lt. riscaldato con.... non ricordo il nome!
Per quanto riguarda il riscaldamento dell'ambiente, pensavo ad un semplice pompa di calore / condizionatore (visto che tutti decantano il poco calore necessario per scaldare, quando esiste una buona coibentazione).
Il mio problema è capire qual' è il minimo indispensabile in termine di misure per avere un buon isolamento (x-Lam da 19 + fibra di legno e cartongesso, per esempio).
Sono veramente confuso sulle troppe differenze che il mercato delle case prefabbricate propone e logicamente ognuno tira l'acqua al suo mulino.

Volevo installare la ventilazione forzata (con un piccolo guadagno di calore ) ed eventualmente una canna fumaria, nel caso le fonti citate in precedenza non bastassero.
Cosa ne pensa? Soldi investiti o buttati ? Grazie ancora.

X-Lam o telaio?  Fotovoltaico, gas, ventilazione meccanica, canne fumarie?
Tanti preventivi, grezzo o chiavi in mano?
Realizzare un edificio in legno a basso consumo è una scelta intelligente, che richiede di informarsi adeguatamente.
Le varie soluzioni sul mercato, sia costruttive che impiantistiche, rispondono adeguatamente alle più disparate esigenze climatiche ed abitative. 
E’ probabile che una villetta singola da realizzarsi in Trentino richieda valutazioni costruttive ed impianti assai diversi rispetto ad un piccolo condominio in Sardegna.
Gli aspetti bioclimatici dovrebbero sempre rappresentare un parametro prioritario delle scelte, almeno quanto le necessità funzionali del nucleo abitativo.
Il lettore elenca tutta una serie di opzioni, senza precisare dove verrà realizzato l’edificio, le caratteristiche tipologiche del progetto, lo stile di vita e le esigenze abitative degli occupanti.
L’x-lam è una buona soluzione costruttiva, almeno quanto il telaio.
Una caldaia può bastare, così come una pompa di calore può essere la scelta ottimale.
La ventilazione meccanica controllata è certamente consigliabile, ma non obbligatoria.
La parete migliore?  Ogni azienda seria propone ottimi standard qualitativi con combinazioni di materiali e spessori variabili in funzione delle prestazioni energetiche invernali ed estive più idonee.
La casa prefabbricata ideale non esiste, ma si devono ricercare le combinazioni più indicate, consci che il prezzo varierà di conseguenza e che un sovradimensionamento impiantistico non è mai giustificabile in una casa a basso consumo energetico.

QUALE SISTEMA COSTRUTTIVO PER UNA CASA DI LEGNO?

LE SOLUZIONI COSTRUTTIVE REPERIBILI SUL MERCATO DELLE CASE IN LEGNO SONO IN CONTINUA EVOLUZIONE E NON E’ SEMPRE FACILE PRENDERE LA DECISIONE GIUSTA. 

Sono in procinto di realizzazione di una casa in legno, ma non siamo ancora sicuri di quale sistema costruttivo sia meglio per noi.
Dovremmo costruire nelle marche in provincia di Ancona in pianura.
A noi piaceva il sistema blockhaus, ma e' vero che con gli sbalzi termici climatici la struttura può' subire dei movimenti?
Si può ovviare con un isolamento a cappotto e serramenti idonei?
Quale ditta può essere tra le migliori (se me ne dicesse alcune gliene sarei molto grata).
Grazie di tutte le informazioni che da a tutti quelli che si avvicinano a questa realtà.

Mi perdonino tutti i costruttori di case di legno blockhaus.
Non è mio interesse denigrare questa soluzione costruttiva, che risponde perfettamente a moltissime esigenze funzionali, non solamente nelle zone montane.
La guida alle case prefabbricate in legno si occupa di costruzioni a basso consumo energetico, che mirano ad un abbattimento delle dispersioni termiche e che, necessariamente, utilizzano pannelli isolanti leggeri di grande spessore (cappotti e/o interne alle pareti).
Tutte le considerazioni positive fatte per il legno valgono certamente anche per le costruzioni blockhaus, le cui prestazioni termiche sono necessariamente discrete, ma nulla più, nonché poco indicate per la realizzazione di edifici nelle nostre città.
Basso consumo energetico e ridotte dispersioni termiche si raggiungono con una coibentazione dell’involucro esterno dell’edificio, che deve riguardare le partizioni opache (pareti esterne e copertura), infissi e vetrate.
La presenza di ponti termici o punti deboli può abbattere fortemente le prestazioni, così come errori di progettazione legati alla forma della costruzione o all’orientamento dell’edificio.
Le svariate soluzioni costruttive a basso consumo attualmente reperibili sul mercato delle case in legno si possono suddividere fondamentalmente in due sub-categorie che prevedono una costruzione delle pareti basate su una struttura intelaiata (a pilastri) o a pannelli massicci.
E’ poi possibile individuare diverse tipologie di telaio (in opera, prefabbricato, massiccio, lamellare, con o senza controparete impianti, traspirante o con barriera al vapore, abbinate a diversi materiali isolanti).
Anche le pareti massicce possono prevedere diverse modalità di realizzazione dei pannelli, mediante incollaggio a strati incrociati (xlam) o chiodatura (mhm).
La continua evoluzione del settore offre anche soluzioni ibride tra i due sistemi costruttivi citati, innovative, ma non necessariamente più performanti.
I vantaggi ed i limiti delle diverse tipologie sono stati ampiamente trattati e mi limito a rimandare chi fosse interessato alla lettura dei relativi articoli.
Quanto ai nominativi di aziende di case in legno, il servizio divulgativo del blog non intende promuovere una ditta in particolare, ma piuttosto avvicinare chi si accinge a costruire la propria abitazione verso queste interessanti alternative costruttive.

COIBENTARE UNA CASA DI LEGNO BLOCKHOUSE

IL LEGNO E’ UN MATERIALE NATURALMENTE ISOLANTE, MA I MIGLIORI RISLULTATI ENERGETICI SI OTTENGONO COMBINANDO UNA STRUTTURA LIGNEA MASSICCIA O A TELAIO CON PANNELLI ISOLANTI LEGGERI. 

Ho collocato su un terreno una casa di legno di circa 20 mq realizzata con sistema blockhouse dello spessore di cm4. 
Ora vorrei posizionarne una ad uso abitativo di mq 70, spessore doghe cm7 , sempre in legno massello.
Ho pero constatato che durante l'estate la struttura tende a restringersi e abbassarsi di qualche cm (l'ho notato vedendo le 
canaline esterne dell'impianto elettrico staccarsi dalle pareti). 
Ho letto che Lei è più favorevole al posizionamento di una eventuale coibentazione esterna nel caso di residenza abituale.
Ora il quesito  che le pongo è: meglio il lamellare dato che è meno soggetto ad assestamenti e come realizzare il cappotto esterno??

Un edificio in legno destinato ad abitazione o a luogo di lavoro deve offrire condizioni di comfort termico adeguate all’utilizzo, a prescindere dal sistema costruttivo adottato.
Si tratta di una regola generale che non vale certamente solo per le case in legno e che deve essere basata su criteri oggettivi e generali.
Il concetto di benessere degli edifici non può limitarsi alla percezione soggettiva, ma deve sottendere il rispetto di parametri normativi minimi che riguardano tanto i rapporti di aeroilluminazione, quanto gli aspetti energetici ed acustici.
case-legno, case-in-legnoL’edificio è tenuto a rispettare i regolamenti edilizi e le leggi nazionali in vigore, come è evidente a qualsiasi progettista che si rispetti.
L’isolamento a cappotto comporta parecchi vantaggi, non solo sotto il profilo energetico, in quanto protegge adeguatamente la struttura in legno dall’azione degli agenti esterni (ed è praticamente una scelta obbligata anche nel campo degli edifici in muratura).
Se l’edificio è esistente (come nel caso di una blockhouse) il rivestimento dell’involucro è un’operazione sicuramente fattibile, che necessita di autorizzazioni (il cui iter è comunque generalmente veloce).
Se non esiste alcuna struttura, il mio consiglio è di rivolgersi alle aziende che offrono soluzioni costruttive basate su struttura massiccia o intelaiata, già comprensive di cappotto isolante intonacato.
Quanto al materiale, meglio le soluzioni traspiranti come la lana minerale, ma può essere una buona soluzione anche il più economico EPS, mentre la fibra di legno è più indicata all’interno della parete.
Anche gli spessori del cappotto devono essere rapportati all’obiettivo energetico da raggiungere, che dipende dalla zona climatica, dalla destinazione d’uso, dai valori termici delle altre parti dell’involucro edilizio (infissi, vetri, tetto, attacco al suolo).
Infine, non vi sono particolari differenze di comportamento tra un elemento in legno massiccio o lamellare, ma resta preferibile l’utilizzo di quest’ultimo per la realizzazione degli elementi (in particolare le travi) di maggiori dimensioni, sottoposti a forze e carichi di una certa entità.

CASE PREFABBRICATE AL LIVELLO “IMPIANTI”

I PRODUTTORI DI CASE PREFABBRICATE PARTONO SOLITAMENTE DA UN LIVELLO MINIMO DI FINITURA, IL COSIDDETTO GREZZO “AVANZATO”, OVVERO L’EDIFICIO FINITO ESTERNAMENTE E PREDISPOSTO PER IL MONTAGGIO DELL’IMPIANTISTICA.

Si tratta di uno stato costruttivo “certificabile”, in quanto l’involucro che delimita gli spazi interni viene completamente realizzato, senza necessità di effettuare lavori successivi.
Le case prefabbricate in legno al grezzo sono pertanto corredate (quasi sempre) di attestato di certificazione energetica, che non dovrà essere aggiornato una volta terminati i lavori di finitura.
Questo livello non consente però all’acquirente una programmazione precisa della spesa globale, in quanto ci si dovrà affidare ad altre ditte per l’esecuzione dell’impiantistica e delle finiture.
Per questa ragione, nella maggior parte dei casi, resta consigliabile firmare un contratto “chiavi in mano”, che determinerà un costo finale certo e garantito.
Anche la tempistica ne guadagnerà, grazie al buon coordinamento delle varie squadre, assicurato dall’affidarsi ad un unico referente per la costruzione del fabbricato.


Il limite di questo livello è un discreto aumento dei costi unitari, poiché la ditta trarrà un’inevitabile percentuale di guadagno sulle singole lavorazioni (come è peraltro prassi per qualsiasi impresa di costruzioni).
L’extra costo comporta l’indubbio vantaggio di una serena gestione dei lavori.

bioedilizia, bioarchitetturaSe il budget lo permette, si tratta sempre della scelta migliore.
Se l’esborso economico supera quanto preventivato, prima ancora di rinunciare a realizzare l’abitazione come casa in legno (ripiegando sul tradizionale o rivolgendoci al mercato immobiliare), esiste ancora la possibilità di scegliere un livello di compromesso, in cui gli impianti elettrico ed idro-termo-sanitario vengano comunque affidati all’azienda costruttrice.
In questo caso si dovrebbe provvedere a terminare in proprio i soli lavori di finitura, solitamente non troppo impegnativi, con un discreto risparmio economico.
A parte poche eccezioni, le ditte di case prefabbricate si limitano a fornire la struttura dell’abitazione ed affidano a terzi gli impianti e la finitura e, di fatto, si occupano di coordinare le ditte esecutrici.
Cosa significa dunque un livello impianti?
Le installazioni elettriche devono essere realizzate totalmente con punti luce, prese ed interruttori montati (eccezion fatta per l’installazione delle lampade).
L’impianto di riscaldamento sarà perfettamente operante, mentre la climatizzazione (se prevista) sarà solo predisposta.
L’impianto idro-sanitario richiederà il semplice montaggio ed allaccio degli elementi.
Gli impianti solari (termico e/o fotovoltaico) saranno installati e funzionanti.
Dovranno inoltre essere montati i cartongessi interni ed eseguito il massetto per la posa dei pavimenti.
A questo punto cosa manca? In teoria ci si dovrebbe limitare a fornitura e montaggio di porte, pavimenti, bagni (sanitari e piastrelle), alla stuccatura dei cartongessi ed alla tinteggiatura dei locali.
Il risparmio complessivo potrà essere interessante, senza penalizzare eccessivamente il controllo del budget e della tempistica esecutiva.
Alcuni lavori possono essere addirittura eseguiti autonomamente, qualora le nostre competenze lo consentano. 

L’acquisto in proprio del materiale e il successivo montaggio da parte di ditte di nostra fiducia possono abbassare ulteriormente la spesa.
Le case al livello impianti rappresentano pertanto un interessante compromesso che consente un discreto risparmio economico, qualora vi sia necessità di limare i costi senza penalizzare la qualità costruttiva dell’edificio.