Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

TROPPO CALORE IN UNA ABITAZIONE IN LEGNO

LA TENUTA DEL CALORE NELLE COSTRUZIONI IN LEGNO E’ CERTAMENTE UNO DEI PRINCIPALI PUNTI DI FORZA, CON BASSI COSTI ENERGETICI DA SOSTENERE E CONDIZIONI BIOCLIMATICHE ECCELLENTI.

Abbiamo realizzato una casa in legno con riscaldamento a pavimento e la cosa fantastica è che abbiamo sempre il riscaldamento spento!
Il problema però è contrario: non riusciamo ad andare sotto ai 20 gradi anche con tutto il riscaldamento chiuso.
Mi devo preoccupare?
Nella precedente casa in muratura tradizionale di notte dormivamo con 18 gradi in inverno, ma nella nuova casa in legno arriviamo anche a 21 gradi.
Cosa possiamo fare?

Il rovescio della medaglia.
Un’ottima coibentazione termica dell’involucro edilizio limita la necessità di ricorrere agli impianti per riscaldare e raffrescare gli ambienti.
Il calore viene mantenuto per lungo tempo e può bastare persino l’apporto passivo dell’irraggiamento solare nelle belle giornate invernali.
Il problema, semmai, si pone qualora l’energia impiegata (passiva o attiva, poco cambia) risulta eccessiva rispetto all’effettivo fabbisogno termico, innalzando eccessivamente la temperatura indoor.
Il riscaldamento a pavimento a bassa temperatura, assai diffuso in Italia negli ultimi anni, ha il vantaggio di sostituire i tradizionali radiatori con un sistema di diffusione del calore basato principalmente sull’irraggiamento.
L’elemento radiante (non solo le serpentine in cui viaggia il liquido a 28-30° C, ma l’intero pacchetto del solaio, pavimento compreso) necessita di un tempo abbastanza lungo per entrare a regime, sino a 2 ore a causa dell’elevata inerzia termica.
L’impianto va progettato correttamente, sulla base di un calcolo termotecnico che determini l’effettivo fabbisogno di calore.
Non è da escludere  che la ditta installatrice non abbia valutato che una casa in legno prefabbricata a basso consumo energetico non disperde calore come un fabbricato tradizionale poco coibentato, sovradimensionando le serpentine.
I termostati di zona devono permettere una regolazione fine a settori, evitando di centralizzare l’impianto (costa di più, ma è necessario).
Dando per scontato che l’impianto sia esente da errori di calcolo e progettazione, è inevitabile una sovrapposizione delle fonti di calore in certi orari del giorno, in quanto nelle prime ore del mattino il riscaldamento a pavimento si attiverà, ma continuerà a fornire calore anche in presenza degli apporti solari, a causa dell’inerzia termica.
Se l’edificio è molto vetrato un certo innalzamento della temperatura è probabile, anche a riscaldamento spento, ma questo non è necessariamente un difetto (considerando che è “gratis”, vallo a spiegare a chi paga 3.000 € all’anno di gas).
20° C non mi sembrano eccessivi, soprattutto perché sono ben distribuiti e non dipendenti dalla vicinanza ad una fonte di calore, come i radiatori, ma comportano un inevitabile adattamento delle abitudini degli occupanti rispetto alle condizioni climatiche dell’abitazione precedente.

UNA CASA PREFABBRICATA IN LEGNO ECONOMICA

I LISTINI PREZZI DEI COSTRUTTORI DI CASE A BASSO CONSUMO IN LEGNO SONO PIUTTOSTO COMPETITIVI, CONSIDERANDO IL FUTURO RISPARMIO ECONOMICO SULLE BOLLETTE NEL CORSO DEGLI ANNI RISPETTO AGLI EDIFICI POCO ISOLATI.

Buongiorno, sono in attesa di ricevere il suo libro per farmi un'idea ancora più approfondita sulle case prefabbricate in legno.
Abbiamo appena fatto un preliminare d'acquisto per un terreno dove, senza dubbio, vogliamo costruire in bioarchitettura.
Nella mia zona sembra esserci solo una nota azienda altoatesina disposta a fare il lavoro ma i preventivi sono esorbitanti, almeno per le nostre possibilità.
Vorrei chiederle un consiglio su come poter risparmiare.
Le nostre esigenze sono quelle di una famiglia con 2 figli, quindi 2 stanze da letto, 2 bagni e studio.
Inoltre, la casa deve essere costruita in aderenza ad una in muratura tradizionale. 
Crede che ci siano problemi per questo?

Non tutte le grandi aziende sono disposte a costruire nel centro-sud Italia, a causa della notevole distanza, che rende gravosa l’assistenza post-vendita.
Le ditte di piccole dimensioni operano quasi sempre su scala locale per motivi logistici, per cui la scelta in queste zone è piuttosto limitata.
I listini di questi costruttori di case prefabbricate non sono esorbitanti in relazione alla classificazione energetica di queste strutture, ma sicuramente superiori ai costi medi dell’edilizia tradizionale poco isolata, soprattutto nelle aree del centro-sud del territorio nazionale.
Per contenere il prezzo, è necessaria un’accorta progettazione che privilegi soprattutto gli aspetti bioclimatici, con un volume compatto ed una pianta semplice, una copertura a una o due falde correttamente inclinata, materiali e soluzioni costruttive standard.
Anche se il costruttore offre un livello chiavi in mano, conviene limitare la fornitura al grezzo o, al limite, ad un livello impianti, completando le opere di finitura con manodopera locale.
Molte aziende di case prefabbricate offrono soluzioni a catalogo, ben concepite, funzionali, di bell’aspetto, personalizzabili e, soprattutto, scontate rispetto ai prezzi delle costruzioni a progetto, permettendo un risparmio aggiuntivo.
Per tagliare maggiormente i costi, la costruzione andrà realizzata su platea, evitando un volume interrato oneroso e non sempre necessario.
Se il lotto lo consente, i posti auto possono essere ricavati esternamente sotto una tettoia (un piano in meno è oltretutto più comodo, eliminando una rampa di scale).
Gli edifici monopiano hanno costi maggiori rispetto a quelli sviluppati su due piani a causa della maggiore incidenza del tetto;  per abbassare ulteriormente la spesa il primo piano va lasciato mansardato (lasciando le travi “a vista” l’effetto è sicuramente piacevole).
Non ci sono particolari problemi a costruire una casa in legno in aderenza ad un fabbricato esistente, ma tale vincolo andrà attentamente analizzato in fase di progettazione, soprattutto se la costruzione sarà prefabbricata, a causa delle scarse tolleranze sulle misure.
Tra i vari articoli pubblicati è infine possibile reperire un gran numero di consigli per abbassare il prezzo finale di un edificio in legno, molti dei quali accorpati sotto l’etichetta “efficienza - risparmio”.

LA PROGETTAZIONE DEL GIARDINO

GLI SPAZI ESTERNI DI UNA CASA IN LEGNO NON DIFFERISCONO DA QUELLE DEGLI ALTRI IMMOBILI IN MURATURA, POICHE’, COME RIPETO SPESSO, SI TRATTA DI UNA SEMPLICE ALTERNATIVA COSTRUTTIVA AI SISTEMI EDILIZI TRADIZIONALI PIU’ CONOSCIUTI E DIFFUSI.

Buongiorno, per prima cosa le volevo fare i miei complimenti per il suo libro e per questo sito.
I primi di aprile il costruttore monterà la mia casa e quindi sono quasi in dirittura d'arrivo.
Sto cercando di capire come possa fare per la pavimentazione del porticato lato sud di circa 25 m2 e del vialetto d'ingresso (ha dei suggerimenti?).
Le chiedo se gentilmente potrebbe scrivere un articolo spiegando come progettare gli spazi attorno ad una casa prefabbricata.

La progettazione degli spazi verdi e lapidei attorno ad una casa in legno è sostanzialmente analoga a quella dei giardini degli edifici in muratura e si potrebbe chiudere qui.
In realtà, è possibile individuare alcuni aspetti che andrebbero sempre considerati, ai fini del miglioramento delle prestazioni energetiche e della durabilità dell’edificio.
Nel primo caso andrà studiata una corretta schermatura delle vetrate sui vari fronti, mediante adeguate sporgenze (balconi, gronde e terrazze), tettoie, porticati, pergolati ed alberature.
In inverno il sole è basso sulla linea dell’orizzonte e l’irraggiamento ad est e ad ovest  minimo, mentre la radiazione diretta sulle vetrate a sud permette un guadagno di calore passivo sotto forma di effetto serra, che contribuisce nelle giornate di bel tempo a risparmiare energia, limitando il lavoro degli impianti.
In questo caso le schermature solari non devono risultare eccessive (ad esempio una tettoia molto profonda), in quanto limiterebbero il guadagno di energia passiva.
D’estate tali sporgenze dovrebbero però essere in grado di evitare il surriscaldamento dovuto all’incidenza diretta dei raggi del sole sulle vetrate.
I prospetti laterali richiedono sistemi di schermatura adeguati in quanto i raggi del sole sono più bassi, imponendo l’utilizzo di protezioni verticali come frangisole o cortine verdi.
Tali criteri risultano particolarmente importanti nelle case in legno a basso consumo, contribuendo ad innalzare considerevolmente il livello di benessere indoor in tutte le stagioni, limitando l’utilizzo di energia per la regolazione termica, sia d’estate che d’inverno.
Un altro aspetto estremamente importante è la protezione dell’acqua della costruzione.
In passato non si utilizzavano guaine o membrane per difendere le fondazioni dal contatto diretto con l’acqua presente nel terreno ed era frequente la risalita di umidità nei muri per capillarità, con formazione di muffe e funghi.
Nelle case in legno tale problematica avrebbe effetti ancor più disastrosi, sia sulla struttura portante, che negli isolamenti termici che perderebbero la loro efficacia, rischiando persino di marcire.
Le tecniche per evitare tali problematiche sono molteplici e sono quasi sempre oggetto di confronto con il costruttore, che mette a disposizione la sua esperienza proponendo soluzioni efficaci a basso costo.
Le pendenze dovranno ovviamente degradare dall’edificio verso l’esterno e dovrebbe essere previsto un piccolo salto di quota tra il giardino e l’interno, evitando il contatto diretto delle pareti in legno con il suolo.
Qualora questo non fosse possibile va predisposto un adeguato drenaggio delle acque mediante tubi interrati o canaline di scolo attorno all’edificio.
Anche la platea (se non è presente un interrato) andrà realizzata con un vespaio in ciottoli o (meglio ancora) su igloo per migliorare l’asportazione naturale di umidità che si produce naturalmente sotto l’edificio.

COSTRUTTORI AFFIDABILI CERCASI

LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE CHE MI SCRIVONO RICHIEDE IL NOMINATIVO DI DITTE AFFIDABILI ED ECONOMICHE.
GENERALMENTE RISPONDO, MA NON CHIEDETEMI DI GIUDICARE COSTRUTTORI CHE NON CONOSCO ANALIZZANDO SITI INTERNET O FOTOGRAFIE.

Ho letto con interesse il blog e approfitterei per chiedere un consiglio su dove o con chi acquistare o far costruire una casa con struttura in legno a telaio di cui ho già disegno e terreno.
Ovviamente sto cercando il prezzo oltre ad una qualità soddisfacente.
La cerco Croata o Rumena o Slovena per ovvi motivi di budget, ma non la voglio nemmeno regalata.
Se lei conosce una ditta italiana, tedesca o austriaca che lavora bene e non tira mazzate, accetto qualsiasi proposta, consiglio o suggerimento.
Ho chiesto a ditte straniere affidabili dell’est che hanno prezzi e materiali incredibili, ma mi mandano tutte al loro referente italiano che ovviamente ci ricarica credo intorno al 40-50% e quindi alla fine come prezzi finiamo quasi a livelli delle blasonate italiane.
Essendo Lei del mestiere, se ha una proposta o un interesse nel fare o prendere questi lavori me lo faccia sapere che le mando disegno e budget.


L’unica opportunità per giudicare un costruttore di edifici in legno a basso consumo è l’esperienza diretta, progettando e costruendo uno o più edifici.
La complessità del processo, dai primi contatti con la ditta, passando per contratti, campionatura, progettazione esecutiva, cantiere, pagamenti e consegna (senza contare la fase successiva di un edificio, la sua vita negli anni, le manutenzioni, l’assistenza), rende impossibile la valutazione di un’azienda di case prefabbricate per sentito dire o sulla base di qualche fiera o della semplice navigazione internet.
Non lavoro con aziende che non siano fisicamente presenti sul territorio italiano, per cui non mi affiderei mai a costruttori che operano a distanza (dall’est o dal nord Europa, non importa), senza filiali o referenti locali.
La severa normativa sulle costruzioni vigente in Italia, nonché le certificazioni tecniche necessarie ai fini dell’operatività in materia di sicurezza, salubrità dei materiali, impiantistica, requisiti e idoneità del costruttore, impongono il pieno adeguamento dei soggetti che intendono operare nel nostro paese.
Un semplice collaudo statico rischia di mettere in crisi la conformità di un edificio non realizzato adeguatamente alle norme italiane, con gravi ripercussioni economiche per il cliente.
Tutti gli edifici residenziali in legno (principale oggetto di trattazione di questo blog) richiedono il deposito di una corposa documentazione presso la pubblica amministrazione ai fini dell’inizio dei lavori (termica, statica) e dell’agibilità dell’opera (collaudi, certificati), con piena assunzione di responsabilità dei tecnici e dei committenti.
Personalmente non sono disposto a firmare nulla di non rispondente ai criteri di legge, in quanto intendo dormire sonni tranquilli, consigliando di fare altrettanto ai miei clienti.
Per coerenza con gli assunti iniziali, non faccio nomi sul blog (qualche nominativo si trova all’inizio ed alla fine degli articoli), ma preferisco fornire criteri generali che possano aiutare a districarsi nel complesso settore delle case prefabbricate in Italia, accompagnando il lettore a comprendere vantaggi e limiti delle costruzioni in legno.
Per chi trovasse difficoltoso l’utilizzo del blog, consiglio la lettura del mio libro tematico sulle case in legno, che resta al momento l’unica guida in Italia, completa e di facile lettura.

MANUTENZIONE IDRAULICA DELLE CASE IN BIOEDILIZIA

AL PARI DEGLI EDIFICI IN MURATURA, ANCHE LE CASE A BASSO CONSUMO RICHIEDONO CURA E MANUTENZIONE, ORDINARIA E STRAORDINARIA.

Buongiorno, mi permetto di scriverle per porle alcune domande su un suo articolo.
Io e mia moglie ci stiamo informando per la costruzione della nostra casa in legno con una ditta tedesca.
Un dubbio che viene è proprio sulla manutenzione nel caso di lavori sulle tubazioni dell'acqua.
Lei dice che ci si dovrà rivolgere alla ditta costruttrice, ma nel caso in cui la ditta non dovesse esistere più , cosa si deve fare?
Immagino ci si possa rivolgere ad altre ditte che eseguono lavori simili, ma così facendo non si rischia di incorrere in costi supplementari?

I piccoli interventi di manutenzione e cura sono generalmente compito del committente in prima persona.
Molte aziende di case prefabbricate consegnano, contestualmente alle chiavi di casa, un libretto/manuale di istruzioni che illustra le procedure e programma le tempistiche di intervento sulle varie parti del fabbricato, come il lavaggio o la sostituzione regolare dei filtri della ventilazione meccanica controllata.
Anche gli elementi soggetti a degrado come le parti in legno esposte a vista andranno periodicamente riverniciate e trattate, senza necessità di ricorrere all’assistenza diretta del costruttore che ha montato l’edificio (ovviamente, in sicurezza).
Interventi più invasivi di manutenzione straordinaria o modifiche impiantistiche e distributive devono sempre essere affidate ad aziende specializzate nel settore del legno e, se possibile, alla ditta costruttrice originaria.
In questi casi può essere necessario tagliare le pareti, con manomissione degli isolanti, rimozione e ripristino delle eventuali barriere al vapore;  tutte operazioni estremamente delicate che possono pregiudicare, se non correttamente eseguite, le future prestazioni energetiche dell’involucro edilizio o causare infiltrazioni di umidità all’interno della coibentazione termica, con tutte le conseguenze del caso.
La presenza di una controparete per gli impianti sulle murature perimetrali o per le tubazioni idrauliche (adduzioni e scarichi) può essere un buon vantaggio, preservando la struttura portante interna e i pannelli isolanti.
Nel corso della vita di un fabbricato, possono subentrare nuove esigenze funzionali, che richiedono l’abbattimento di qualche muro ed una ridistribuzione interna degli spazi.
Le case in legno possono essere modificate, ma richiedono qualche attenzione in più, soprattutto per le strutture a parete intelaiata (balloon frame).
La maggior parte delle pareti interne assolve una funzione portante o di controventamento ai fini antisismici, per cui l’eventuale rimozione deve essere sempre decisa da uno strutturista che avrà il compito di calcolare staticamente la nuova disposizione (non fatelo mai da soli!!!).
Infine, se la ditta costruttrice originaria non fosse più disponibile (in tempi di crisi, ipotesi non del tutto improbabile), la crescente diffusione delle case in legno sul territorio nazione rende abbastanza semplice il reperimento di ditte locali con una sufficiente esperienza.

LA PORTATA DELLE PARETI IN LEGNO

REGGERANNO I PENSILI APPESI ALLE PARETI DELLE CASE DI LEGNO?
E SE DEVO APPENDERE UN PESANTE QUADRO?
E IL MIO NUOVO TELEVISORE DA 50 POLLICI???

Sto leggendo con attenzione i suoi articoli sulle case prefabbricate in legno e ho urgenza di farle una domanda.

Sto per acquistare un piccolo prefabbricato di 38 m2, una mansardina, ma, aldilà dei rinforzi per i pensili della cucina, non è stato inserito sulle pareti, sotto al cartongesso, alcun altro sostegno per altri pensili (librerie, quadri, mensole e quant'altro).
Vista la superficie così ridotta, io invece pensavo di arredarla arricchendola con mobili che ne sfruttino l'altezza.

Ma come posso fare?
Il venditore mi tranquillizza dicendomi che basta infilare nelle pareti tasselli di almeno 12 cm per arrivare fino al legno, ma io ho paura che il cartongesso non regga o addirittura che le pareti mi cadano addosso!
La prego, lei che è un esperto mi dia un consiglio!


Le pareti delle case in legno assolvono quasi sempre una funzione portante.

Questo significa che la struttura è in grado di assorbire le forze verticali soprastanti portandole sino alle fondazioni.
I carichi “appesi” ai muri vengono a loro volta scaricati sulle pareti, ma gran parte del lavoro passa attraverso i punti di aggancio (viti, tasselli, chiodi…), che devono garantire un’adeguata resistenza.
Una tramezza in laterizio è semplicemente appoggiata sul solaio e la sua funzione si limita alla suddivisione degli ambienti interni.
In questo caso la portata è piuttosto limitata, ma, chissà perché, nessuno si pone il problema di un eventuale cedimento del muro…..
PARETE-LEGNO, PARETE-IN-LEGNO
Al contrario, la resistenza delle pareti in legno non deve essere messa in dubbio.
La presunta leggerezza delle pareti a telaio è assolutamente un luogo comune, infondato e contestabile.
Il muro si comporta come un corpo unico in cui i cartongessi fissati mediante graffatura ai sottostanti pannelli in legno ripartiscono il carico sulla struttura in legno vera e propria, con un’elevata portata di carico, che consente di appendere pensili pesanti, quadri o un eventuale televisore al plasma, senza troppe difficoltà.
Trattandosi di una parete in legno è fondamentale utilizzare viti da legno di adeguata lunghezza, unico scrupolo per evitare cedimenti con conseguenze “catastrofiche”.
Si tratta di prodotti di facile reperibilità, che si trovano in qualsiasi “fai da te”.
Queste indicazioni sono ovviamente valide per la maggior parte delle costruzioni in legno, ma è buona norma richiedere all’azienda venditrice le necessarie indicazioni che possono variare in base alla specifica stratigrafia scelta ed alla portata dichiarata.

IL PREZZO DI UNA MODERNA ABITAZIONE IN BIOEDILIZIA

NON CHIEDETEMI DI PROGETTARE ONLINE LA VOSTRA FUTURA CASA (MAGARI GRATIS) O DI FORNIRVI QUALCHE MIO PROGETTO (DA GIRARE IN FORMATO DWG AL VOSTRO GEOMETRA INCARICATO).

Siamo in trattativa per l’acquisto di una casa fatiscente su di 800 mq da buttare giù.
Abbiamo idea di cosa vogliamo realizzare, ovvero: due appartamenti (uno per piano); al piano terra circa 90 mq con patio sul giardino con un piano primo di circa 120/140 mq con terrazza abitabile sopra il patio del piano terra.
Il design dovrebbe essere moderno e pulito, la planimetria semplice e squadrata, possibilmente con una copertura piana.
Consapevoli che il prezzo non può essere in questa fase molto preciso, indicativamente di quale cifra stiamo parlando?
Ci sono dei "modelli di casa" già pronti a cui ispirarci?

Sfrutto questa richiesta per ribadire che il mio studio lavora solo su incarico formale, non fornisce consulenze (nemmeno retribuite) e limita il raggio di azione ad una distanza professionalmente accettabile (oltre non conviene ne a me, ne al potenziale committente).
Molti costruttori di case prefabbricate offrono un’ampia gamma di soluzioni tipologiche a catalogo in grado di accontentare la maggior parte delle esigenze abitative.
Case in legno monopiano o su due-tre piani, piccoli edifici o strutture plurifamiliari, architetture moderne o tradizionali, persino modificabili e personalizzabili.
Non escludo che molte delle aziende reperibili di costruzioni prefabbricate, comodamente reperibili anche all’interno di questo sito o attraverso i motori di ricerca, offrano progetti a catalogo pertinenti alle necessità descritte dal lettore.
Uno dei vantaggi delle case in legno a catalogo è la possibilità di conoscerne velocemente il prezzo, senza la necessità di preparare un progetto di massima mediante un professionista e senza costi aggiuntivi.
Non trovo giusto fornire in questa sede dei prezzi, che variano da ditta a ditta e in funzione del capitolato impiantistico e di finitura.
Generalmente i costi di un edificio modello sono inferiori rispetto ai progetti personalizzati, in quanto l’azienda riesce ad essere particolarmente competitiva, limitando gli imprevisti (sempre presenti negli edifici individuali), ottimizzando i costi per la costruzione ed avendo già calcolato la statica e il quantitativo dei materiali da utilizzare in cantiere.
I siti internet dei costruttori di case prefabbricate forniscono gran parte delle soluzioni a catalogo, con immagini, piantine e prospetti, ma non è ovviamente possibile scaricare progetti completi.
Possono sicuramente fornire una buona base per trovare spunti ed idee, nel rispetto della proprietà intellettuale altrui.
Sarà comunque compito del progettista trasformare tali suggerimenti in un progetto compiuto idoneo al contesto e conforme alle norme urbanistiche vigenti ed ai vincoli edilizi del lotto.
Sconsiglio assolutamente l’autoprogettazione, soprattutto se intesa come espediente per risparmiare sulla parcella del progettista (oltretutto necessario per legge), che avrà il solo effetto di partorire un progetto inevitabilmente carente da ogni punto di vista.

UN VILLAGGIO IN LEGNO IN BRASILE

LA GRANDE VERSATILITA’ DEI MODERNI SISTEMI COSTRUTTIVI IN LEGNO CONSENTE DI REALIZZARE INTERVENTI EDILIZI DI GRANDI DIMENSIONI, AVVALENDOSI DEI VANTAGGI DELLE CASE PREFABBRICATE A BASSO CONSUMO DI ENERGIA.

La mia richiesta è un poco diversa dalle altre, nel senso che sto cercando in Italia qualche fabbricante di case prefabbricate (circa 82 mq) da montare in Brasile (zona con clima caldo secco), per un intervento per centinaia di villette unifamiliari.
Tutti mi dicono che non è possibile, quando sentono il prezzo massimo che pagano per unità (meno di 20.000 euro) eppure un gruppo portoghese è pronto a fare l'intervento.
Considerando la ubicazione, ritiene possibile un progetto del genere con consegna chiavi in mano (ovviamente con mano d'opera locale)?

una-casa-in-legno-in-brasile
Ero indeciso se rispondere pubblicamente a questa richiesta, poiché molto specifica e (apparentemente) di scarso interesse generale, ma è comunque possibile fare alcune riflessioni utili.
La particolare ubicazione (il Brasile, caratterizzato da temperature estremamente miti nei mesi invernali) rende impensabile l’utilizzo di strutture pensate per i nostri climi come le pareti intelaiate leggere.
Un involucro di un edificio in legno performante in regime estivo, caratterizzato da un’elevata inerzia, con sfasamento termico di molte ore verrebbe certamente fornito ad un prezzo eccessivo rispetto alla cifra massima ipotizzata ed al livello di finitura richiesto (chiavi in mano da montare).
E’ peraltro abitudine diffusa a questi climi lasciare aperte finestre e portefinestre per sfruttare la ventilazione naturale, che aiuta ad abbassare il livello della temperatura percepita, per cui avrebbe poco senso montare pareti esterne di elevato spessore.
Un problema non di poco conto è la presenza di insetti xilofagi particolarmente aggressivi in parecchie zone del paese, per cui il legno di abete rosso può risultare poco indicato se non preventivamente trattato.
Le pareti andranno pertanto intonacate sia all’esterno che all’interno, mentre le parti in legno lasciate a vista (come le sporgenze del tetto, tettoie e balconi) dovranno essere verniciate a più strati.
Il montaggio da parte di manodopera locale dovrebbe essere comunque assistito da parte di un caposquadra esperto o di un capo cantiere in grado di verificare periodicamente l’andamento dei lavori.
Dal punto di vista dell’ipotetico costruttore di case in legno, il costo per edificio potrebbe divenire interessante limitando la fornitura ad un livello grezzo.
E’ poi da tenere presente che l’acquisto in contemporanea di un gran numero di unità abitative può abbassare ulteriormente i prezzi unitari.
L’acquirente potrà infine acquistare impianti e finiture direttamente sul posto, considerando le inevitabili differenze di prezzo tra Europa e Sud America e l’incidenza non trascurabile dei costi di trasporto che si ripercuoterebbero sfavorevolmente sul prezzo finale.

INFILTRAZIONI IN UNA CASA PREFABBRICATA

MI SCRIVE UN TECNICO PROGETTISTA PER UNA PROBLEMATICA RECENTEMENTE AFFRONTATA IN UN CANTIERE DI UN SUO COMMITTENTE.

Siamo in fase di ultimazione di un'abitazione costruita in xlam con una ditta austriaca di case in legno e referenti italiani.
Il mio studio di progettazione ha preparato le pratiche necessarie per l'edificazione e quindi un progetto architettonico definendo naturalmente anche il tipo di coppo.
La ditta ha posato esattamente il coppo indicato nella pratica che però non è adatto alla pendenza della copertura e di conseguenza c'è un ritorno d'acqua sotto i coppi.
Al momento c'è una sorta "rimbalzo" per quanto riguarda le responsabilità tra la ditta esecutrice, lo studio che ha preparato le pratiche e il direttore dei lavori.
Mi potrebbe dare qualche indicazione in merito?
Le faccio i complimenti per il sito e per i messaggi che trasmette.
E’ un piacere vedere che ancora ci si possa ancora appassionare al proprio lavoro!!!

VILLE-IN-LEGNO
I cantieri degli edifici di legno hanno parecchi vantaggi rispetto all’edilizia tradizionale del mattone, a partire dalle tempistiche molto ridotte.
Non ci si illuda però di evitare problemi ed attriti con il costruttore, anche per le situazioni pianificate nel dettaglio come i livelli chiavi in mano.
Gran parte dei quesiti va affrontata durante la campionatura e la progettazione esecutiva dell’edificio, un periodo di tempo piuttosto breve che inevitabilmente comprende l’errore umano (da parte della ditta di case di legno o del cliente), scelte affrettate o poco ponderate, ripensamenti, fraintendimenti (il tutto in assoluta reciproca buona fede).
Chi ha già costruito un'abitazione a basso consumo sa sicuramente a cosa mi sto riferendo, ripensando alla propria esperienza.
Tante decisioni da prendere in poco tempo comportano inevitabilmente una certa difficoltà a tenere sotto controllo ogni aspetto dello sviluppo dell’edificio.
Un protocollo di campionatura è costituito generalmente da una cinquantina di pagine (oltre ai disegni) che il cliente dovrà rileggere, verificare e confermare, autorizzando il costruttore a procedere con la produzione degli elementi costruttivi e l’ordine dei materiali (infissi, porte, finiture, impianti….).
Mi sembra scontato ripetere che senza il supporto di un tecnico preparato e responsabile è molto probabile che gli eventuali errori/sviste possano sfuggire all’analisi dell’acquirente, ripresentandosi in cantiere, non sempre in forma rimediabile (dopotutto il cliente ha firmato ed approvato il tutto).
Nel caso specifico del lettore è molto difficile capire a chi accollare la responsabilità, in quanto bisognerebbe conoscere da vicino l’iter seguito, che varia da ditta a ditta di case in legno.
L’intervento sulla copertura descritto comporta inevitabilmente dei costi che nessun soggetto è chiaramente disposto ad accollarsi e che rischiano di gravare (come sempre) sul cliente finale.
Non posso in nessun modo giudicare la vicenda, in quanto in questi casi la responsabilità dovrebbe essere quasi sempre condivisa.
Mi limito solamente a constatare che un costruttore esperto di case prefabbricate dovrebbe essere in grado di prevenire situazioni di questo tipo, avvisando anticipatamente il cliente e fornendo le soluzioni alternative necessarie.

IL MIGLIORE LEGNO PER GLI EDIFICI IN BIOEDILIZIA

L’ABETE ROSSO E’ L’ESSENZA LEGNOSA MAGGIORMENTE UTILIZZATA PER LA COSTRUZIONE DELLE STRUTTURE DELLE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE, INTELAIATE O MASSICCE. 

Sono una studentessa di architettura che si accinge a terminare il suo percorso con una tesi sulle case in legno.
Mi trovo all'inizio delle ricerche per poter realizzare il mio progetto e il suo sito mi è stato molto utile.
Vorrei chiederle qualche informazione più tecnica.
Quale legno è di più comune utilizzo, quale è il migliore e quali sono le novità in materia?
Per l'isolamento la migliore soluzione quale è risultata essere? 

L’abete rosso è massimamente utilizzato in edilizia per le eccellenti caratteristiche fisiche di questo materiale, che può trovare impiego in forma massiccia o lamellare.
Il comportamento è piuttosto diverso dall’abete bianco che è più tenero e ricco di nodi, il che ne limita il campo di applicazione soprattutto alla realizzazione di casseri.
I vantaggi dell’abete rosso sono molti. 
Si tratta di un legno molto stabile, in quanto non modifica sensibilmente il proprio tasso di umidità interna rispetto alle condizioni ambientali in cui si trova.
Un elemento in abete correttamente essiccato è un ambiente ostile agli insetti xilofagi e non viene attaccato da muffe e funghi, con evidenti vantaggi nella durata negli anni dell’edificio.
La produzione del legname da costruzione risulta sostenibile per l’ambiente, grazie alla velocità di crescita dell’abete, che può essere tagliato ed immediatamente sostituito attuando un corretto rimboschimento delle foreste.
Come tutte le essenze legnose, è un buon isolante termico e possiede una ridotta sensibilità agli sbalzi termici.
E’ elastico e resistente a compressione e trazione, prestandosi ottimamente alla realizzazioni di strutture verticali (pareti) ed orizzontali (solai e tetti), anche in zona sismica.
E’ leggero ed economico, facilmente lavorabile e trasportabile, nonché apprezzabile esteticamente, se lasciato a vista.
L’abete non è comunque  l’unico legno utilizzato in edilizia.
Nel campo delle case prefabbricate alcune aziende impiegano il rovere e il castagno.
Il legno di queste latifoglie andrebbe utilizzato solo per la realizzazione di elementi di finitura come porte e pavimenti e comunque non esposto all’azione diretta degli agenti atmosferici, a causa dell’eccessiva variazione dimensionale per effetto della variazione del tasso di umidità e di temperatura ambientale, pur trattandosi di legni resistenti ed idonei alla realizzazione di strutture portanti.
Il larice può rappresentare un’eccellente alternativa all’abete, per la grande compattezza delle fibre, ma è penalizzato dai costi maggiori che porrebbero fuori mercato i prezzi di queste costruzioni.
Le soluzioni di isolamento attualmente sul mercato delle case prefabbricate utilizzano soprattutto pannelli traspiranti in fibra di legno o lana di rocca (ma anche canapa, cellulosa e lana di pecora), ma non mancano i tradizionali pannelli in EPS per la realizzazione di cappotti esterni.

IL VALORE DELLA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE

GLI EDIFICI PREFABBRICATI IN LEGNO SONO UN SISTEMA COSTRUTTIVO ALTAMENTE ECOLOGICO, CHE NON TROVA EGUALI TRA LE TECNICHE REALIZZATIVE PRESENTI SUL MERCATO. 
IL CLIENTE DELLE CASE IN LEGNO IN PRIMO LUOGO APPREZZERA’ LE BOLLETTE ENERGETICHE “LEGGERE”, MA AVRA’ COMUNQUE FORNITO UN SIGNIFICATIVO CONTRIBUTO ALL’ECOSISTEMA.

Bassi consumi corrispondono a minime emissioni di gas serra in atmosfera.
Rispetto ad una casa tradizionale mediamente isolata i vantaggi sono facilmente quantificabili.
Supponiamo di confrontare due edifici dotati di un’impiantistica semplice e moderna.
Per il riscaldamento e la produzione di acqua sanitaria ci si avvarrà in entrambi i casi di una caldaia a condensazione con un riscaldamento a corpi radianti dotati di valvole termostatiche e di pannelli solari termici. 

Il raffrescamento forzato sarà presente solamente nella casa in muratura, in quanto non necessario nella costruzione in legno.
La costruzione tradizionale consumerà molto gas metano per riscaldare gli ambienti a causa delle maggiori dispersioni di pareti, tetto e finestre. 

Per gli altri utilizzi i consumi sono paragonabili, grazie al contributo dei pannelli solari.
La climatizzazione estiva comporterà inoltre alti consumi di corrente per la casa tradizionale che, in assenza di impianto fotovoltaico, saranno di origine fossile, altamente inquinanti.
Non verrà montato alcun impianto di raffrescamento sulla casa prefabbricata.
Sorvolando sui vantaggi che una casa in legno può apportare dal punto di vista del benessere termico ed ambientale indoor
(non rilasciando sostanze tossiche e apportando un microclima naturale, senza correnti d’aria o sbalzi di temperatura), c’è un secondo aspetto che va considerato.
L’energia impiegata per la produzione di una casa in legno è minima rispetto ad un’abitazione tradizionale a struttura in laterocemento.
L’energia inglobata nei materiali da costruzione è chiaramente assai diversa. Il cemento, l’acciaio, ma anche i laterizi, le guaine e gli isolanti di sintesi impiegati solitamente in edilizia, comportano alti valori di “Emboided Energy”, contrariamente ai prodotti derivati dalla filiera del legno, grazie alla facile lavorabilità di questo materiale, che non produce scarti, è rinnovabile e trasportabile con semplicità grazie al peso ridotto.
Le case prefabbricate in legno vengono realizzate con minimi costi ambientali e richiedono per tutto il corso della loro vita un basso apporto di energia, con emissioni complessivamente ridotte. 

Senza sovrapprezzi.

ISOLARE LE CASE IN LEGNO

UN TEMA CHE HO AFFRONTATO SPESSO E’ IL MIGLIORAMENTO DELLE PRESTAZIONI ENERGETICHE DI FABBRICATI IN LEGNO ESISTENTI, SPESSO REALIZZATI IN ECONOMIA E NON PENSATI PER RISPARMIARE ENERGIA.

Seguo con grande interesse gli articoli pubblicati che trovo molto esaustivi.
Posseggo da cinque anni una casetta di 50 mq sistema blockhaus che ho sempre usato come casetta di campagna e nei week end.
Con l'avvicinarsi della pensione io e mia moglie desidereremmo andarci a stabilire definitivamente e lasciare la nostra abitazione ai figli.
E’ evidente che cosi come è la casetta non può essere abitata in maniera stabile anche se dispone di tetto coibentato e finestre con doppi vetri.
Dovendo provvedere alla coibentazione delle pareti che sono di spessore 7cm, avrei pensato a questa soluzione:
Coibentazione interna cm 5 lana di roccia e controparete in cartongesso da cm1 al cui interno far passare gli impianti, per la coibentazione esterna sempre lana di roccia o polistirolo di spessore 10 cm + rete e intonaco di finitura, anche per preservare il legno dal degrado dovuto a fenomeni atmosferici quali acqua sole etc.
Crede che la stratigrafia cosi come pensata possa essere sufficiente, anche calcolando che abito in provincia di Roma o che possa essere il caso di aumentare gli spessori dei materiali coibenti o aggiungere eventualmente materiali tipo freno vapore o prodotti similari?

isolare una casa in legno, isolare le case prefabbricate
Mi scuso con il lettore, ma non affronterò nello specifico il suo caso, in quanto non mi è possibile fornire una consulenza via mail, senza possedere elementi di giudizio approfonditi che includano lo stato di conservazione del fabbricato, l’orientamento, il rapporto di forma.
Servono piante, foto, una stratigrafia del tetto, le caratteristiche degli infissi e dei vetri, nonché una valutazione dell’attacco al suolo dell’edificio.
Meglio ancora, andrebbe effettuato un sopralluogo sul posto (magari scattando qualche immagine termografica) ed il tutto andrebbe dato “in pasto” ad un termotecnico che avrà il compito di calcolare quali migliorie apportare all’involucro, unitamente al progettista.
Non è questo comunque il mio lavoro, in quanto non fornisco consulenze, sopratutto ad una simile distanza operativa.
Meglio rivolgersi ad un tecnico locale, che non credo sia difficile da reperire nella capitale (va pagato, questo si….).
Come detto, molte considerazioni sono già state fatte, per cui rimando alla lettura di vecchi articoli relativi alla riqualificazione energetica ed alla ristrutturazione di edifici esistenti in legno, quasi sempre blockhaus senza isolamenti termici.
Altri post trattano parzialmente l’argomento e sono reperibili mediante la funzione “cerca” che si trova in alto a destra.

UNA CENTRALE NUCLEARE IN LEGNO

I MODERNI IMPIANTI PER RISCALDARE / RAFFRESCARE / VENTILARE / PRODURRE ACQUA CALDA DISPONIBILI ATTUALMENTE SUL MERCATO HANNO PROFONDAMENTE MODIFICATO IL CONSOLIDATO RAPPORTO TRA INVOLUCRO EDILIZIO E TECNOLOGIA, CHE SINO A POCHISSIMI ANNI FA ERA LIMITATO AD UNA SEMPLICE CALDAIA A GAS CON RADIATORI ED, AL MASSIMO, UN PAIO DI SPLIT PER L’ARIA CONDIZIONATA.

Salve architetto, entrò il 2013 (spero) andrò a realizzare una villetta prefabbricata in legno su due piani, con pareti esterne in xlam da 17 cm, solaio e copertura in pannelli lamellari da 16 cm, cappotto e isolamenti vari.
Ho investito molto nella struttura e ora il mio ingegnere mi propone per gli impianti una pompa calore con fotovoltaico da 6/8 kw, impianto a pavimento per caldo/freddo, ventilazione meccanica e solare termico.
Più che impianti a uso domestico mi sembra centrale nucleare.
Sono nelle Marche a 340 mt in collina a 40 km da mare vicino alla montagna con un clima prevalentemente soleggiato.
Il costo preventivato mi sembra eccessivo; il problema è che non so come muovermi. Io vorrei qualcosa di adeguato alle esigenze senza esagerazioni.
Grazie per gli utilissimi consigli presenti nel sito.

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Investire nell’involucro significa limitare al minimo l’utilizzo dell’impiantistica per il riscaldamento e di conseguenza i costi d’acquisto ed esercizio, in quanto il compito di garantire adeguate condizioni climatiche è in buona parte affidato all’edificio.
Una costruzione ben isolata come le case prefabbricate limita le dispersioni termiche e richiede poca energia per essere scaldata.
Le case in legno a basso consumo raggiungono elevati livelli di coibentazione e non richiedono pertanto un inutile e costoso sovradimensionamento degli impianti.
L’impiantistica deve essere efficiente, possibilmente basata sull’utilizzo di fonti di energia rinnovabile e tarata sull’effettiva necessità di calore, in base ad un calcolo termotecnico corretto relativo alla zona climatica, al rapporto di forma dell’edificio ed al calcolo delle dispersioni termiche che includerà le partizioni opache (muri esterni e copertura), infissi e vetrate, attacco al suolo.
L’organismo edificio – impiantistica deve essere in grado di fornire elevate condizioni di comfort termico in tutte le stagioni, anche nei periodi di criticità climatica, con elevati picchi di freddo o calore.
Sarà proprio in questi periodi dell’anno che potrebbe essere richiesto un lavoro supplementare all’impiantistica, mentre per i mesi restanti l’involucro di una casa in legno ben concepita dovrebbe essere quasi autosufficiente.
Un discorso a parte va fatto per l’acqua sanitaria, in quanto il fabbisogno per gli impieghi domestici quotidiani non è collegato direttamente alle caratteristiche costruzione, ma alle dimensioni del nucleo familiare ed alle esigenze soggettive degli occupanti, nonché al loro stile di vita.
In questo caso è opportuno ricorrere ad impianti che siano in grado di sfruttare l’energia solare attraverso pannelli termici e/o fotovoltaici da posizionare sul tetto, che possono garantire una buona autosufficienza dalle reti energetiche pubbliche (gas, elettricità).

LA RESISTENZA AL VENTO DELLE COSTRUZIONI IN LEGNO

DANDO PER SCONTATO CHE NESSUNO CREDA PIU’ ALLA FAVOLA DEL LUPO CATTIVO CHE, SOFFIANDO SULLA CASETTA IN LEGNO, RIESCE AD ABBATTERLA SENZA FATICA, QUALE’ LA RESISTENZA AL VENTO DEI MODERNI EDIFICI IN LEGNO?

A che tipo di forza del vento mediamente (in km/h) una casa prefabbricata in legno - secondo i moderni standard - riesce a resistere?
Sotto questo aspetto si può stare tranquilli della loro tenuta a fenomeni metereologici di tipo eccezionale quale gli uragani?

L’effetto del vento su una costruzione è abbastanza affine a quello dei terremoti, in quanto entrano in gioco sollecitazioni laterali di tipo dinamico che incidono sulle facciate dell’edificio e che caricano le strutture portanti con forze di trazione di entità variabile.
Nel 2008 il CNR (Centro Nazionale di Ricerca) ha emanato il DT 207/2008 “Istruzioni per la valutazione delle azioni e degli effetti del vento sulle costruzioni”, un documento che ha colmato un vuoto informativo alla luce del progresso della normativa nazionale e internazionale e dei progressi tecnico costruttivi del settore.
il vento è un nemico delle case in legno prefabbricate?
Sono prese in considerazione gran parte delle tipologie edilizie civili, nonché le costruzioni industriali e i ponti, con alcune limitazioni per altezze e lunghezze oltre i 200 metri, includendo le azioni del vento (come pressioni, forze, momenti) sull’organismo strutturale e sui suoi elementi componenti (strutturali e non strutturali).
Il documento fornisce istruzioni tecniche ai tecnici, senza rappresentare una normativa supplementare per il settore delle costruzioni, ponendosi come una serie di raccomandazioni e regole raccolte in testo unitario per analizzare il comportamento delle costruzioni e dei loro elementi all'azione del vento. 
Vengono enunciati alcuni principi base, sottolineando che è “compito del progettista garantire la sicurezza e l’efficienza della costruzione e dei suoi elementi nei riguardi del vento.  Nel progetto delle costruzioni è inoltre necessario tenere in debito conto che gli abitanti devono avere adeguati confort e fiducia nei riguardi delle accelerazioni indotte dal vento.   E’ altresì necessario salvaguardare l’incolumità delle persone non solo all’interno ma anche all’esterno delle costruzioni esposte al vento, ad esempio evitando la caduta di elementi non strutturali delle facciate e delle coperture degli edifici”.
Gli edifici in legno possono essere calcolati per resistere a sollecitazioni estreme, anche in presenza di venti eccezionali.
Il comportamento del legno, materiale elastico e resistente, non è di per se garanzia di resistenza al vento, ma devono essere adottati opportuni accorgimenti costruttivi.
Grande importanza assume il dimensionamento degli ancoraggi di fissaggio delle pareti alla platea di fondazione, così come deve essere garantito un adeguato irrigidimento della scatola edilizia, eventualmente con l’inserimento di controventamenti supplementari sotto forma di putrelle d’acciaio (travi e pilastri).
Il rispetto della normativa antisismica è comunque già una buona garanzia di resistenza alla forza del vento da parte delle case in legno, che non necessitano di un sovradimensionamento strutturale (salvo casi del tutto eccezionali, come la costruzione in zone soggette a fenomeni violenti comprovati).

IL PACCHETTO DELLA PARETE ESTERNA

LA GUIDA ALLE CASE PREFABBRICATE CONTRIBUISCE A FORNIRE UNO STRUMENTO PRATICO AL CLIENTE, AIUTANDOLO A COMPRENDERE MEGLIO GLI ASPETTI ANCHE TECNICI DELLE COSTRUZIONI IN LEGNO.

Ho un dubbio che mi assale per lo spessore delle pareti delle case in legno.

La maggior parte delle ditte costruttrici offre una parete standard da 26-30 cm, garantendo un buon isolamento termico anche per l'estate;  io invece penso che per i mesi estivi in pianura ci sia bisogno di una parete più grossa (almeno da 32-33 cm) per aumentarne la trasmittanza termica;  penso anche che ci debba essere un isolamento il più possibile di fibra di legno o magari di sughero anche ovviamente per chi come me e' orientato per una casa il più possibile biologica.
Detto questo, se avesse un costo ragionevole io metterei come isolante la lana di pecora (penso sia il massimo).

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Una parete di spessore inferiore a 30 cm (se ben concepita) permette un isolamento termico elevato in senso assoluto. 
Per comprendere meglio, un muro esterno in laterizio (ovviamente non isolato) dovrebbe avere uno spessore pari a 70-80 cm per raggiungere le medesime prestazioni energetiche in regime invernale; chiaramente anche il settore delle costruzioni tradizionali ha iniziato a comprendere che senza isolanti - cappotti ed intercapedini - non si va lontano nei prossimi anni.
Il vantaggio delle case in legno è comunque notevole, soprattutto in termini di isolamento termico durante i mesi freddi.
Come ribadito in molte occasioni, la coibentazione estiva richiede che le partizioni esterne (pareti e tetto) sappiano smorzare l’onda di calore, sfasando di molte ore l’ingresso del caldo dall'esterno all’interno dell’edificio. 
Questo risultato è raggiungibile nelle pareti a telaio realizzando muri con una certa “massa” e inerzia termica, requisito ottenibile utilizzando materiali isolanti ad elevata densità. 
La lana di pecora è un eccellente prodotto biologico, ma i suoi costi sono molto alti, così come il prezzo delle pareti in cui viene impiegato il sughero come cappotto.
Negli ultimi anni, la tendenza delle aziende di case prefabbricate è di privilegiare la fibra di legno rispetto alle lane minerali (leggere e meno performanti durante i mesi estivi).
Uno spessore maggiore del muro comporterebbe costi ingenti, senza particolari vantaggi sulle bollette energetiche. 
Va ribadito che quasi tutti i costruttori di edifici in legno offrono una o due pareti standard e alcune “variazioni sul tema”.
Il processo produttivo delle aziende prefabbricatrici (non tutte, quindi), di tipo industriale, non consente di personalizzare gli spessori a piacimento del cliente, ma si dovrà scegliere all’interno del listino la soluzione più adatta. 
Il cliente non dovrebbe avventurarsi in elucubrazioni troppo tecniche, limitandosi a ricercare l'azienda di case in legno più idonea per prezzo, completezza dell'offerta, garanzie, valori termici complessivi, non fissandosi sul singolo materiale o spessore.
Il problema dell’isolamento estivo, ad esempio, è piuttosto complesso e va affrontato agendo non solo sulla composizione della parete, ma schermando le vetrate esposte alla radiazione solare e realizzando un tetto adeguato (ventilato ed efficacemente isolato dal caldo).

TERMOGRAFIA PER GLI EDIFICI IN LEGNO

LE TELECAMERE TERMOGRAFICHE PERMETTONO DI SCOVARE EVENTUALI PUNTI DI DISPERSIONE SU DI UN EDIFICIO ESISTENTE IN MODO NON INVASIVO E SENZA NECESSITA’ DI EFFETTUARE SONDAGGI E PROVE DIRETTE SULL’INVOLUCRO ESTERNO.

Ci sono aziende che offrono incluso nel prezzo (non extra capitolato) anche delle prove termografiche o di tenuta all'aria sulle case prefabbricate in legno sia durante ed alla fine del montaggio?

Per rispondere rapidamente al lettore, non sono al corrente di aziende costruttrici di case prefabbricate che includano in contratto prove termografiche o di tenuta all’aria.
Tenderei comunque ad escluderlo, in quanto non ne vedo alcuna utilità pratica (se non per dimostrare – con tanto di “prove” - l’effettivo isolamento termico al cliente).
La termografia agli infrarossi, al contrario, è di grande utilità per gli interventi di riqualificazione energetica sugli edifici esistenti poco isolati, in quanto fornisce velocemente e in maniera non invasiva una vera e propria fotografia termica del fabbricato, facilitando l’analisi da parte dei tecnici e fornendo elementi certi su cui determinare gli interventi più adeguati da effettuare sul fabbricato.
TERMOGRAFIA SU UNA CASA IN LEGNO
Si tratta infatti di una metodologia non distruttiva, che non richiede sondaggi e prelievi sul fabbricato, in quanto viene utilizzata semplicemente una telecamera, in grado di acquisire delle immagini nel campo dell’infrarosso, sfruttando il fenomeno fisico della trasmissione del calore da parte dei corpi per irraggiamento.
Tutti gli oggetti emettono infatti radiazioni elettromagnetiche in base alla propria temperatura;  misurandone l’irraggiamento è dunque possibile risalire al calore emesso, senza alcun contatto fisico.
Per fare ciò, queste telecamere termografiche utilizzano un sensore non troppo diverso da quello che viene montato sulle nostre macchine fotografiche, ma sensibile alla radiazione infrarossa, collegato ad un software.
La radiazione viene rappresentata in una scala di colori che va dal blu scuro al rosso chiaro (dalla più fredda alla più calda).
I campi di applicazione della termografia ad alta risoluzione sono molteplici e non si limitano alla ricerca dei ponti e delle falle termiche al fine della riqualificazione energetica del fabbricato, ma è possibile rilevare la presenza di umidità, identificare elementi architettonici nascosti, distacchi degli intonaci non visibili, il tipo di materiale sottostante agli strati più esterni, analizzando le variazioni di temperatura superficiale dell’edificio dovuta a discontinuità.
E’ dunque evidente che la termografia ha poco senso applicata ad edifici di nuova costruzione ed in particolare alle case in legno a basso consumo di energia, tranne nei casi in cui si dubiti della buona fede del costruttore.
In edilizia è un formidabile strumento di diagnostica da impiegare nel campo del restauro e della ristrutturazione, permettendo di prevenire il degrado dovuto a problematiche non percepibili visivamente o mediante sondaggi, verificando lo stato dell’involucro o la presenza di infiltrazioni e consentendo di intervenire successivamente attraverso metodologie tecnico-costruttive mirate.