LA
TENUTA DEL CALORE NELLE COSTRUZIONI IN LEGNO E’ CERTAMENTE UNO DEI
PRINCIPALI PUNTI DI FORZA, CON BASSI COSTI ENERGETICI DA SOSTENERE E CONDIZIONI
BIOCLIMATICHE ECCELLENTI.
Abbiamo realizzato una casa in legno con riscaldamento a pavimento e la cosa fantastica è che abbiamo sempre il riscaldamento spento!
Abbiamo realizzato una casa in legno con riscaldamento a pavimento e la cosa fantastica è che abbiamo sempre il riscaldamento spento!
Il problema però è contrario: non
riusciamo ad andare sotto ai 20 gradi anche con tutto il riscaldamento chiuso.
Mi devo preoccupare?
Nella precedente casa in muratura
tradizionale di notte dormivamo con 18 gradi in inverno, ma nella nuova casa in
legno arriviamo anche a 21 gradi.
Cosa possiamo fare?
Il
rovescio della medaglia.
Un’ottima coibentazione termica dell’involucro edilizio limita la necessità di ricorrere
agli impianti per riscaldare e raffrescare gli ambienti.
Il calore viene mantenuto per lungo tempo e può bastare persino l’apporto passivo dell’irraggiamento solare nelle belle giornate invernali.
Il calore viene mantenuto per lungo tempo e può bastare persino l’apporto passivo dell’irraggiamento solare nelle belle giornate invernali.
Il
problema, semmai, si pone qualora l’energia impiegata (passiva o attiva, poco
cambia) risulta eccessiva rispetto all’effettivo fabbisogno termico, innalzando
eccessivamente la temperatura indoor.
Il riscaldamento a pavimento a bassa temperatura, assai diffuso in Italia negli
ultimi anni, ha il vantaggio di sostituire i tradizionali radiatori con un
sistema di diffusione del calore basato principalmente sull’irraggiamento.
L’elemento
radiante (non solo le serpentine in cui viaggia il liquido a 28-30° C, ma l’intero
pacchetto del solaio, pavimento compreso) necessita di un tempo abbastanza
lungo per entrare a regime, sino a 2 ore a causa dell’elevata inerzia termica.
L’impianto
va progettato correttamente, sulla base di un calcolo termotecnico che
determini l’effettivo fabbisogno di calore.
Non
è da escludere che la ditta
installatrice non abbia valutato che una casa in legno prefabbricata a basso
consumo energetico non disperde calore come un fabbricato tradizionale poco
coibentato, sovradimensionando le serpentine.
I
termostati di zona devono permettere una regolazione fine a settori, evitando
di centralizzare l’impianto (costa di più, ma è necessario).
Dando
per scontato che l’impianto sia esente da errori di calcolo e progettazione, è
inevitabile una sovrapposizione delle fonti di calore in certi orari del
giorno, in quanto nelle prime ore del mattino il riscaldamento a pavimento si
attiverà, ma continuerà a fornire calore anche in presenza degli apporti
solari, a causa dell’inerzia termica.
Se l’edificio è molto vetrato un certo innalzamento della temperatura è probabile,
anche a riscaldamento spento, ma questo non è necessariamente un difetto
(considerando che è “gratis”, vallo a spiegare a chi paga 3.000 € all’anno di
gas).
20°
C non mi sembrano eccessivi, soprattutto perché sono ben distribuiti e non
dipendenti dalla vicinanza ad una fonte di calore, come i radiatori, ma
comportano un inevitabile adattamento delle abitudini degli occupanti rispetto
alle condizioni climatiche dell’abitazione precedente.



















