Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

PILLOLE – SPESE

OLTRE AL COSTO DELLA CASA PREFABBRICATA VERA E PROPRIA, SI DEVE CONSIDERARE TUTTA UNA SERIE DI ONERI ACCESSORI CHE POSSONO FAR LIEVITARE IL PREZZO E CHE E’ IMPORTANTE CONOSCERE.

Per aiutarmi a chiarire la prima incertezza potrebbe se mai darmi cortesemente un'idea del costo totale e orientativo che richiederebbe la realizzazione di una villa in legno su un unico piano, più taverna, avente superficie calpestabile di circa 120 mq.
Gradirei avere un dato reale, comprensivo cioè di tutte le voci di spesa direttamente o indirettamente connesse come:

1. Permessi e autorizzazioni varie.
2. Scavo e realizzazione di fondazioni e taverna.
3. Casa tipo villa monopiano con finiture di buon livello e buona efficenza energetica, chiavi in mano.
4. Iva prima casa.
5. Allacci.
6. Oneri eventuali.

1. Dipende da comune a comune, indicativamente si possono spendere 10-15.000 € per oneri concessori e costo di costruzione. A questi vanno aggiunte le spese per i tecnici. Stimerei 20-25.000 € + IVA 20%.
2. La superficie non è indifferente, diciamo 60-80.000 €, da finire.
3. Ipotizzando che il nominativo del costruttore sia tra le ditte di case prefabbricate più rinomate e che venga scelto un sistema a telaio, siamo intorno a 180.000 per il chiavi in mano (ma dipende ovviamente dall’impiantistica e dalle finiture). Cifra molto indicativa.
4. Da aggiungere alle voci 2 e 3.
5. L’impresa può effettuare il lavoro all’interno dell’importo precedentemente calcolato, a cui vanno sommati gli oneri per l’apertura dei contatori.
6. Spese notarili ed imprevisti possono incidere per altri 5.000 €.

Meglio avere a disposizione pertanto almeno 300.000 € per programmare il lavoro con tranquillità.

CONSULENZE SULLE CASE PREFABBRICATE

RICEVO QUOTIDIANAMENTE RICHIESTE DI CONSULENZA PER DARE UN’OCCHIATA A PROGETTI GIA’ ESISTENTI O PER DARE SUGGERIMENTI RELATIVI ALLA SCELTA DEL COSTRUTTORE DI CASE IN LEGNO.
’HO SCRITTO SPESSO, MA DEVO RIBADIRE IL CONCETTO A MALINCUORE.

Volevo chiederle se era disponibile per un consulto sulla casa prefabbricata. Ho consultato vari costruttori……..ma non vorrei venire matto con i preventivi, quanto avere una guida indipendente che mi aiuti nelle scelte. 
Qualora fosse disponibile possiamo definire un piano di collaborazione. Per me sentire una campana in più è molto importante.

Caro Architetto, ho qualche dubbio rispetto al mio geometra. 

Il progetto non mi dispiace, ma non vorrei pentirmi della scelta successivamente, dato che non sa nulla di case prefabbricate. 
Dato che gli ho già dato parecchi soldi, non me la sento di togliergli l’incarico ed ho quindi pensato di farmi dare un occhiata al progetto da lei. E’ disponibile? Posso mandarle i files? Preferisce pdf o dwg? No. 

casa in legno, case in legno, case legno, casa, legnoNon sono disponibile. 
Il mio studio assume solo incarichi minimi di progettazione, meglio se completi di direzione lavori. 
Può sembrare in contraddizione rispetto alla pubblicazione gratuita di articoli ed informazioni libere per tutti. 
La divulgazione delle case prefabbricate è infatti una sorta di servizio pubblico … senza canone. 
Leggete, scaricate, stampate, criticate, date un’occhiata ai siti pubblicitari (non è certo obbligatorio).
Il mio lavoro sul blog ha una valenza generale e nulla è richiesto in cambio, né lo sarà in futuro. 
Chi mi scrive una mail, riceve quasi sempre un replica.
Se il quesito è semplice, rispondo sinteticamente, se è complesso redigo un articolo o … cestino direttamente. S

pero che ne comprendiate il perché.
Non sono un semplice appassionato di case in legno a basso consumo ed il mio non è un hobby. 

Come professionista dedico il mio tempo soprattutto ai miei clienti, con i quali il rapporto è normato da un preciso contratto disciplinare. Le proposte di incarico vengono sempre valutate e, qualora si creino le reciproche condizioni, si può collaborare con profitto.
Distanze eccessive dal mio studio (oltre 1 ora di auto, per essere chiari) non agevolano un servizio tecnico-professionale adeguato e solitamente declino queste richieste a malincuore. 

Le consulenze sono ….. imbarazzanti. 
In pratica mi si chiede di affiancare un tecnico esistente, verso il quale non si ripone sufficiente fiducia, ma che manterrà l’incarico, del tutto all’oscuro del mio ruolo di vostro “confidente segreto”.
I contorni economici di un tale compito sono quasi sempre poco chiari e sconfinano non di rado nell’aperta aspettativa di volontariato da parte mia.
Esistono però norme di deontologia professionale che impongono di non interferire, ne di mettere in cattiva luce l’attività di un altro professionista. Scusate lo sfogo.

PILLOLE – COSTI

IL PREZZO DELLE CASE PREFABBICATE PUO’ ESSERE DETERMINATO CON PRECISIONE SINO AL CHIAVI IN MANO. UN BEL VANTAGGIO PER IL CLIENTE, CHE DEVE ESSERE CONSCIO CHE DOVRA’ METTERE MANO AL PORTAFOGLI PER MOLTE ALTRE VOCI DI SPESA.

Sto valutando l'idea di acquistare una casa prefabbricata, puntando anche ad avere una buona indipendenza energetica (quindi pannelli solari per il riscaldamento e l'acqua calda, fotovoltaico per l'elettricità).
Vorrei chiederle una cosa: se ottengo il prezzo di una realizzazione chiavi in mano, quali costi dovrò poi aggiungere per avere la casa completa? (fondazioni, allacciamenti, geometra, oneri comunali).
Sa darmi un'idea indicativa, anche in % sul costo totale; di quanto incidono gli ulteriori costi?
Se la casa costa 160.000, poi se ne aggiungono 20.000 di oneri comunali, 5.000 di allacciamenti, altrettanti per il geometra........ meglio essere preparati.

Ho ribadito spesso questo concetto.
Si tratta di un aspetto fondamentale che determina la fondatezza o meno dell’intera operazione.
E’ fondamentale partire sempre da un piano economico dell’opera.
Le voci sono tante e complesse e non sempre risulta semplice determinarle nel dettaglio. 
Lo deve fare chi è pagato per questo con un preciso incarico, coincidente quasi sempre nella figura del progettista e direttore dei lavori.
Mi capita spesso di parlare con persone che mi danno la sensazione di cadere un po’ dalle nuvole, peraltro molto attente a limare il costo relativo alla casa in legno, ma del tutto impreparate a valutare l’incidenza dell’impresa, dei tecnici, degli oneri comunali.
Oppure ancora, si fanno piani economici dettagliatissimi, per arrivare all’importo limite sostenibile, dimenticando totalmente di incorporare le varie aliquote IVA.
Sulla parcella di un architetto, ad esempio, bisogna aggiungere il 4% di Inarcassa ed il 20% di IVA.
Anche un’aliquota agevolata come quella prevista per la prima casa incide notevolmente sull’importo finale dei lavori e va considerata attentamente.

PILLOLE – AMPLIAMENTI

AMPLIARE UN EDIFICIO ESISTENTE, REALIZZATO IN LEGNO O IN TRADIZIONALE, E’ POSSIBILE CON LE CASE PREFABBRICATE E NON COMPORTA PARTICOLARI DIFFICOLTA’.

Le scrivo per avere un parere per quanto riguarda la costruzione di una casa prefabbricata in legno.
La zona di costruzione è ricca di risaie e umidità; mi saprebbe dire se queste case potrebbero avere problemi?
Il mio dubbio è principalmente sulla parete a ovest, la quale verrebbe appoggiata a un vecchio caseggiato in muratura piena.
Si potrebbe creare un ristagno di umidità tra le due pareti?

La differenza (principale, secondo me) tra un buon costruttore di case in legno ed una ditta di case prefabbricate qualsiasi è la capacità di fornire soluzioni collaudate alle varie problematiche che vengono affrontate quotidianamente nei cantieri.
Se vado dal dentista, non sono molto felice di sapere che qualcuno sta “facendo pratica” nella mia bocca.
Le case prefabbricate rappresentano una novità per il nostro paese, ma sono da decenni affermate in altri paesi europei come la Germania e l’Austria.
Questi grossi costruttori di case in legno si muovono sempre con cautela e sono in grado di individuare e valutare appieno ogni specifica difficoltà, compreso il suo problema.
Una ditta di case in legno seria rinuncia (a malincuore, ma con saggezza) ad un contratto, di fronte ad un aspetto costruttivo non accettabile o non certificabile.
Ma, soprattutto, tengono conto delle normative, che impongono prassi tecniche precise ai costruttori.
Un certificato di qualità non è un semplice bollino su di un catalogo, ma è frutto di severi controlli (pressoché quotidiani) sulla produzione e sulle tecniche di realizzazione e montaggio.
Al cliente finale questo aspetto non interessa purtroppo quasi mai, ma si tratta di un punto fondamentale, che distingue le varie ditte e le posiziona in una fascia qualitativa adeguata.
Non contesto a priori la validità delle tanto decantate ditte di case prefabbricate dell’est, ma ribadisco l’importanza di affidare la realizzazione della nostra casa in legno ad un costruttore qualificato, competente ed esperto (ognuno è libero di fare le proprie valutazioni).
Spero dunque che questa mia apparente non risposta possa essere stata esauriente.

ABITARE LE CASE PREFABBRICATE

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO, UTILIZZATE AL MEGLIO, POSSONO CONSENTIRE UN ULTERIORE, SENSIBILE INCREMENTO DELLE PRESTAZIONI ENERGETICHE.
PICCOLE ACCORTEZZE QUOTIDIANE PERMETTONO UN NOTEVOLE RISPARMIO ECONOMICO E MINORI EMISSIONI IN ATMOSFERA.

Un buon progetto bioclimatico è in grado di massimizzare l’isolamento delle case prefabbricate.
Un’impiantistica adeguata porterà a fornire la poca energia richiesta alle case in legno in modo naturale ed economico (evitando ad esempio inutili sovradimensionamenti o un uso energivoro dell’aria condizionata).
Anche ipotizzando di aver progettato una macchina termica efficiente dotata di impianti ecologici ad alto rendimento, integrati ed intelligenti, non è detto che i consumi saranno davvero ottimizzati.
Comportamenti scorretti possono elevare di molto le bollette, soprattutto se non abbiamo ben chiaro il potenziale dell’edificio e dove è possibile risparmiare ulteriormente senza compromessi sul comfort o abbassamento dello standard qualitativo microclimatico dell’edificio.
Al proposito invito alla rilettura di due vecchi articoli che affrontano in modo puntuale l’argomento dell’utilizzo efficiente delle case prefabbricate in legno:


L’utilizzo delle case prefabbricate in legno – PT.1
L’utilizzo delle case prefabbricate in legno – PT.2

Si tratta fondamentalmente di un piccolo vademecum che non pretende certo di essere esaustivo, ma che affronta alcuni punti legati ai piccoli gesti quotidiani.
Molto spesso, le attività domestiche potrebbero essere affrontate intelligentemente, abbandonando le vecchie azioni scorrette ed conoscendo nuove abitudini improntate all’efficienza ed al risparmio.
Ognuno di noi ha compreso l’importanza dell’utilizzo delle cinture in automobile o il senso civico della raccolta differenziata dei rifiuti domestici.
Vivere in una casa prefabbricata in legno è anche un atto di responsabilità verso l’ambiente e merita, coerentemente di andare oltre al semplice acquisto dell’immobile, imparando a fruirne nel modo migliore.

CASE PREFABBRICATE IN LEGNO, VADEMECUM PER IL RISPARMIO

NEL SETTORE DELL’EDILIZIA TROVERETE BEN POCHI INTERLOCUTORI CHE VI INVITERANNO A SPENDERE MENO. 
I COSTRUTTORI DI CASE PREFABBRICATE NON FANNO ECCEZIONE E HANNO TUTTO L’INTERESSE A CONVINCERE IL CLIENTE AD ACQUISTARE OPTIONAL O IMPIANTI SOVRADIMENSIONATI, MIRATI A GONFIARE IL PREZZO E IL LORO UTILE. E’ UN ASPETTO COMPRENSIBILE, CHE FA PARTE DELLE REGOLE DEL MERCATO.

Personalmente ritengo che sia necessario un repentino cambio di rotta, a partire dalla professione di progettista, che andrebbe rifondata su principi etici e morali nuovi, in un rapporto di fiducia reciproca con il cliente, nell’interesse di chi si sta affidando alle nostre conoscenze e capacità.
Se avete avuto la pazienza di leggere i miei scritti sapete che ritengo questa tematica prioritaria.
Premesso ciò, ci sono due metodi per risparmiare sull’acquisto delle case in legno.

Ci si può affidare ad una delle molte ditte che realizzano case prefabbricate a prezzi bassi, solitamente con tecnologie, legnami e manodopera dell’est Europa, parzialmente o per nulla prefabbricate, dai rendimenti energetici incerti e con ampio utilizzo di materiali non ecologici (colle, vernici, isolamenti). 
E accendere qualche cero in chiesa.
case prefabbricateIn alternativa, bastano semplici accorgimenti e scelte intelligenti per
permettersi l’acquisto di un’abitazione prefabbricata in bioedilizia ad alta efficienza a prezzi molto interessanti, rivolgendoci alle ditte più serie del settore, senza risparmiare sulla qualità e sui metri quadri della nostra futura casa.
  • Il progetto deve essere il più possibile semplice. Una pianta compatta, quasi quadrata, limiterà le dispersioni in quanto la superficie delle pareti esposte all’esterno sarà minima rispetto ad una pianta di forma allungata o complessa. Limitare le soluzioni costruttive onerose abbasserà di molto il costo finale. Le "case prefabbricate" a catalogo sono molto efficienti ed economiche proprio perché applicano razionalmente questo principio. E consumano molto poco.
  • Un progetto razionale permetterà uno sfruttamento intelligente degli spazi, limitando gli sprechi di superficie e facendoci senz’altro risparmiare qualche m2 di superficie.
  • Un progetto che tenga conto della bioclimatica e dell’orientamento dell’edificio rispetto al sole ci consentirà di usufruire di apporti energetici gratuiti mediante grandi vetrate collocate a sud, limitando la necessità di ricorrere ad impianti sovradimensionati, contribuendo ad abbassare il prezzo finale delle case prefabbricate.
  • Le case prefabbricate a catalogo racchiudono appieno tutti i punti precedenti e hanno un prezzo inferiore perché contengono già la fase di adattamento del progetto alla tecnologia prefabbricata. Non è peraltro difficile personalizzarne l’aspetto con pochi accorgimenti a costo zero o quasi.
  • Affidarsi ad un tecnico preparato nel settore delle "case prefabbricate" a basso consumo ci garantirà soluzioni progettuali mirate all’ottimizzazione energetica senza aggravi di costo. Se il nostro geometra o architetto appare indifferente o persino ostile alla scelta di una casa in legno, sarà il caso di guardarsi attorno.
  • Informiamoci sulla dotazione standard delle case prefabbricate. Ad esempio, lo scorporo degli avvolgibili per installare le persiane, comporta sovrapprezzi non sempre giustificabili. Il livello base di questo abitazioni è già molto alto, sicuramente sufficiente a raggiungere l’obiettivo di realizzare una casa ecologica ed isolata e molto conveniente.
  • A parità di m2 le case prefabbricate a due piani costano meno di quelle monopiano, con un’incidenza della copertura sul 50% della superficie complessiva.
  • Un ulteriore risparmio si può raggiungere scegliendo una casa prefabbricata con il piano mansardato al posto del classico primo piano. Abbassando la banchina di appoggio (il punto più basso) a circa 2 metri sarà possibile sfruttare tutta la superficie e pagare molto meno, senza compromessi sull’illuminazione e la disposizione dei locali.
  • Per i locali tecnici e le autorimesse, può essere conveniente prevederli ubicati al piano interrato, risparmiando sulla superficie del lotto da acquistare ed evitando l’eventuale garage esterno (comodo, ma fa chiaramente distanza).
  • Se abbiamo a disposizione un budget limitato, valutiamo la possibilità di mantenere alcune porzioni al grezzo, da finire successivamente.
  • Limitiamo gli impianti allo stretto necessario. La nostra casa in legno sarà molto efficiente e necessiterà di un minimo apporto di calore e di nessun condizionamento estivo. Una piccola caldaia a condensazione con dei corpi radianti dotati di valvole termostatiche ci permetterà buone economie ed un’alta efficienza.
  • Evitiamo le porte scorrevoli. Non sono certo indispensabili e comportano un extra-costo notevole.
  • Scegliamo un capitolato intelligente con delle finiture semplici e sobrie, privilegiando la qualità dei materiali.

IL NEMICO DELLE CASE PREFABBRICATE

GLI ARTICOLI PUBBLICATI SULLA GUIDA ALLE CASE PREFABBRICATE SONO REDATTI, SENZA ECCEZIONI, DAL SOTTOSCRITTO ED, ALMENO NELL’IMMEDIATO FUTURO, NON HO IN PROGRAMMA COLLABORAZIONI CON ALTRI AUTORI, NE’ DI INSERIRE SCRITTI SU TEMI NON ATTINENTI CON LE CASE IN LEGNO ED ARTICOLI CHE PUBBLICIZZINO ALTRI SITI.

Un (gentile) collega mi ha fornito un interessante contributo “spontaneo” sulla propria visione delle case prefabbricate, che mi ha persino autorizzato a pubblicare integralmente. Buona lettura.

Caro Architetto Crivellaro, sono un geometra che pratica la professione da oltre vent’anni e ti scrivo perché sono piuttosto incavolato con te (ma seriamente…).
Sono (o forse dovrei dire “ero) in fase di presentazione di un progetto per una villetta su due piani per una coppia di miei clienti, da realizzare con un costruttore locale.
Fino a poco tempo fa erano tutti soddisfatti della casa e si trattava semplicemente di impaginare il tutto per la presentazione in Comune.
Dopo le feste natalizie i miei committenti si sono messi a frequentare tutti i santi giorni il tuo maledetto blog sulle case prefabbricate ed hanno cominciato a riempirsi la testa di stranezze. 

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Dapprima mi hanno chiesto se era possibile costruire la casa in legno, ma poi hanno cominciato a mettere in dubbio il mio progetto (che, ti premetto, è la stesura tecnica di ogni loro idea).
Ogni giorno arrivavano nuove critiche e richieste di modifiche sempre più pesanti. Figurati che avevo già preparato il render da presentare in Comune (obbligatorio, laborioso e costoso).
Ora siamo in una fase di stallo, nel senso che sono a tal punto indecisi che vogliono aspettare a presentare anche l’ultima versione del progetto, nonostante li abbia accontentati, ancora una volta, in tutto.
Sono sinceramente tentato di parlare con la commissione parcelle e di farmi liquidare per il tempo perso.
La sensazione è che ti dovrei “ringraziare” ….. di persona per quello che hai combinato.
La moglie, in particolare, ha letto tutti i tuoi articoli e ti cita a memoria (neanche si trattasse della Costituzione….).
Sostiene che ho sbagliato tutto, che le vetrate non sono posizionate bene, che l’edificio non è orientato verso il sole, che la sagoma è troppo movimentata e disperdente (ma se fino a poco tempo fa non sapeva nemmeno cosa significasse questo termine).
Del sole noi tecnici ce ne siamo sempre fregati ed adesso che “va di moda” dobbiamo tutti progettare con in mano la bussola?
E le finestre? A nord la luce è poca, per cui mi sembra meglio che debbano essere grandi (c’è una bella vista).
Personalmente non comprendo tutta questa infatuazione verso le case prefabbricate.

Mi sembrano poco solide e tutt’altro che durevoli. Qui in giro ne hanno costruite un paio fabbricate in Croazia, ma non mi hanno particolarmente entusiasmato. Magari in futuro cambierò idea, ma mi sembra un sistema costruttivo poco adatto per i nostri climi.
Ed infine, sa sei davvero convinto di quello che scrivi?
Io rispetto in pieno la normativa energetica costruendo in tradizionale.
Mi fido delle mie imprese e non ho mai avuto problemi a gestirle.
Che valore può avere una casa di legno?
I tuoi sembrano slogan pubblicitari e basta.
Con le imprese tradizionali almeno riesco ad arrotondare la parcella (meglio in nero, che di questi tempi è una manna), queste aziende di case prefabbricate riconoscono qualche provvigione al progettista?

MATERIALI PER LE CASE PREFABBRICATE

IL LEGNO E’ IL PRINCIPALE MATERIALE DA COSTRUZIONE DELLE CASE PREFABBRICATE.
VIENE UTILIZZATO PER LA REALIZZAZIONE DELLE STRUTTURE PORTANTI DI PARETI, SOLAI E TETTO, MA ANCHE PER IL TAMPONAMENTO DEI PANNELLI, COME ISOLANTE E PER LE FINITURE (SERRAMENTI, PAVIMENTI).

In alcuni Suoi articoli Lei sconsiglia la tecnologia delle case prefabbricate a favore delle costruzioni tradizionali in laterocemento.
L’unico motivo di questa scelta è legato al progetto, magari troppo “articolato”, che rende inutile ed esageratamente costosa la realizzazione di una casa in legno, oppure ci sono altre motivazioni, magari di carattere ambientale?
Vorrei realizzare una casa in legno in provincia di Parma in zona precollinare; secondo Lei quali potrebbero essere i materiali su cui dovrei non rinunciare per poter avere una casa ben isolata?
Leggendo i Suoi articoli ho constatato che scegliere la fibra di legno ad alta densità come isolante associata ad un cappotto in sughero o polistirolo potrebbe essere la soluzione ottimale per questo particolare ambiente(piuttosto umido e freddo in inverno e caldo d’estate).
In ogni caso Lei sconsiglia l’utilizzo della fibra di legno come isolante esterno (cappotto) in ambienti particolarmente umidi?

case ecologiche, case naturaliQuell’articolo voleva essere sincero ed avvertire il lettore che non sempre le case prefabbricate costituiscono il sistema costruttivo ideale. In alcuni casi si deve avere l’onestà di ammettere che altre soluzioni, non necessariamente tradizionali, possono essere maggiormente indicate per realizzare l’opera.
Il caso in oggetto, in base agli elementi che mi vengono forniti, si presta ottimamente ad essere realizzato con le case prefabbricate, privilegiando un sistema a telaio con fibra di legno ad alta densità all’interno della parete e come isolante per il tetto (che dovrà essere ventilato).
Il cappotto può essere un semplice polistirene di almeno 4 cm di spessore.
Va molto bene anche il sughero, che solitamente viene offerto con una sensibile maggiorazione di prezzo.
Le moderne pareti esterne delle case prefabbricate combinano in un autentico “gioco di squadra”, vari materiali di diverso spessore e densità.
Vi sono delle regole generali, adottate dalla maggior parte delle aziende di case in legno, che solitamente offrono a listino diverse soluzioni.
Non esiste una combinazione “ideale”, adatta per tutti i climi.
Si può giungere ad un medesimo valore di trasmittanza con pareti di differente concezione e spessore.
Le pareti a telaio (baloon frame, le più diffuse) prevedono una struttura a montanti in legno (la cui distanza dipende dalla statica dell’edificio, ma solitamente ha un interasse di 80-90 cm).
I vuoti vengono riempiti dall’isolante che è quasi sempre una fibra o lana (di legno, minerale o di vetro).
Gli isolanti a maggior densità sono da preferire poiché, a parità di isolamento, garantiscono una migliore barriera all’ingresso dell’onda di calore nella stagione calda (il famigerato “sfasamento”).
Il tutto viene racchiuso da due pannelli in legno (multistrato, truciolare, osb….).
All’interno alcune ditte di case prefabbricate montano una barriera al vapore o un freno, altre ancora “si fidano” delle proprietà del materiale stesso e propongono la cosiddetta “parete traspirante” (ne parlerò molto presto).
I pannelli in cartongesso fissati alla parete costituiscono lo strato più interno, pronti per essere stuccati, intonacati e tinteggiati.
All’esterno viene sempre fissato un cappotto isolante, la cui funzione è di impedire lo scambio termico con l’interno già a partire dalla superficie dell’intonaco.
I materiali, come accennato possono essere a base naturale, come la fibra di legno (ad alta densità) o la lana minerale.
In entrambi i casi la resistenza meccanica di questi cappotti è però piuttosto bassa.
La fibra di legno prossima all’esterno e protetta dal solo strato di intonaco non appare certo la soluzione più idonea per garantire la tenuta dell’involucro.
Oltretutto eventuali infiltrazioni di acqua possono abbassare parecchio le capacità di isolamento del cappotto.
Il sughero è un eccellente materiale coibente, naturale e con una buona resistenza.
Solitamente un edificio con cappotto in sughero viene offerto a prezzi sensibilmente superiori, per ovvie ragioni legate al pregio di questo materiale ed alla lavorazione senz’altro più onerosa rispetto ai cappotti realizzati in polistirene espanso (EPS).
Questi ultimi sono la soluzione più diffusa tra i produttori di case prefabbricate, in quanto hanno costi sensibilmente più bassi, ottima robustezza e tenuta nel tempo con minime manutenzioni, alti valori di isolamento ed una discreta compatibilità ambientale (possono essere riciclati).
Il limite maggiore è soprattutto la non traspirabilità del polistirene (nonostante ciò viene installato anche su pareti senza barriera al vapore).

VILLE PREFABBRICATE E BUROCRAZIA EDILIZIA

LE CASE PREFABBRICATE CONSENTONO DI COSTRUIRE LA VOSTRA ABITAZIONE IN POCHI MESI, IN TEMPI CERTI ED A COSTI BLOCCATI. O NO?

Ve l’ho raccontato in tutti i modi.

Dunque perché non dovrebbe essere così?
La realtà è che siamo in Italia.
Amo il mio paese e mi indigno quando sento spargere fango sugli Italiani, mi irritano i luoghi comuni e non sopporto i giudizi superficiali.
Ma quanto a carico di burocrazia, non ci batte davvero nessuno.
Se le ditte di case prefabbricate sono effettivamente in grado di realizzare la nostra abitazione in pochi mesi, vi è un inquietante “prima” di cui mi sento in dovere di parlare.
Anche chi ha già avuto esperienze con le costruzioni tradizionali, non necessariamente è al riparo da mal di testa e arrabbiature.
case prefabbricateNegli ultimi anni, ottenere il rilascio del permesso a costruire, anche per una semplice abitazione, appare sempre più problematico, costituendo un enigma di difficile comprensione, proprio per l’apparente semplicità della pratica edilizia.
La semplificazione normativa, troppo spesso invocata da ogni parte (politici, associazioni, professionisti) resta un’utopia.
Non contesto la ragion d’essere delle leggi che disciplinano il settore (si pensi alla giusta regolamentazione in tema di sicurezza sui cantieri), ma gli effetti che producono spesso prevaricano le buone intenzioni originarie e costituiscono un fardello ingiustificato.
Commissioni edilizie paesaggistiche, cui segue il parere della soprintendenza ai beni ambientali ed infine l’istruttoria comunale vera e propria, con tempi non molto distanti da quelli biblici della giustizia italiana.
Una mole di documenti davvero impressionante da presentare, oltre al progetto vero e proprio (indagine geologica-geotecnica, statica e strutture, progetto degli impianti, eliminazione delle barriere architettoniche, certificazioni energetiche, piano di sicurezza, valutazione acustica….) con richieste sempre più complesse ed onerose di anno in anno (render 3D, progetto delle linee vita e libretto di manutenzione del fabbricato, piano del colore….).
Non si mette chiaramente in discussione l’utilità di una progettazione consapevole per ogni aspetto dell’edificio, ma gli effetti pratici, in particolare sulla tempistica, che tale carico di burocrazia comporta sulla pratica, anche per la presentazione di un semplice edificio residenziale.
Uno dei principali motivi della scarsa diffusione delle case in legno prefabbricate a catalogo è proprio l’estrema difficoltà nel farsi approvare il progetto senza sostanziali modifiche da parte delle amministrazioni comunali.
Una casa a catalogo modificata subirà notevoli rincari da parte del costruttore, a causa della riprogettazione, perdendo i benefici economici dovuti alla scelta di un modello standard.
Soluzioni? Poche o nessuna, purtroppo.
Ma è preferibile essere consci delle difficoltà e non farsi troppe illusioni.
Ci si può consolare pensando che, con le costruzioni tradizionali in laterocemento, la situazione è anche peggiore, dato che ai lunghi tempi per l’approvazione del progetto si vanno a sommare quelli, altrettanto estenuanti per l’esecuzione dei lavori.

PILLOLE – CLASSE A

Vorrei avere un suo consiglio per la realizzazione della mia futura casa in prefabbricata in classe A.
Ho visionato alcuni impianti a pavimento elettrici e, a sentire i venditori, sono l'ideale per le case in classe A con integrato un impianto FV.
Sono realmente convenienti rispetto alla classica pompa di calore aria/acqua con riscaldamento a pavimento o sono le solite bufale che girano in questo mercato non del tutto conosciuto?


Ho scritto un articolo specifico sui pavimenti radianti elettrici.
Per le abitazioni isolate come le case prefabbricate si tratta di una soluzione che può essere interessante, a patto di conoscerne i pro ed i contro.
Si tratta in effetti di un impianto dal rendimento energetico non certo entusiasmante, ma i bassi costi di acquisto e posa rispetto ad altre soluzioni impiantistiche, in abbinamento al fotovoltaico, rendono i pavimenti elettrici una buona alternativa ai sistemi di riscaldamento ad acqua più diffusi.
Sicuramente molti dati che si trovano nei siti dei produttori appaiono piuttosto ottimistici (non li definirei una bufala, ma certamente sono poco realistici).
Si tratta di una alternativa impiantistica comunque da escludere a priori per edifici disperdenti o qualora vi siano grosse richieste di energia termica (uffici, alberghi, impianti centralizzati).

L'IMPORTANZA DEL COLORE DELLA FACCIATA

LA SCELTA DEL COLORE DELL’ABITAZIONE APPARE UN ASPETTO POCO SIGNIFICATIVO RISPETTO AI TEMI DEL RISPARMIO ENERGETICO E DELLA BIOCLIMATICA.

La tinteggiatura di un fabbricato può costituire comunque una questione da non sottovalutare, soprattutto se vogliamo ottenere un comportamento dell’involucro edilizio efficiente termicamente.
Intuitivamente i colori chiari assorbono poca radiazione solare, al contrario di quelli più scuri.
Un corpo bianco respinge le radiazioni di tutti i colori, mentre uno nero assorbe tutta la radiazione luminosa.
L’effetto pratico è che i colori scuri tendono a riscaldarsi maggiormente di quelli chiari in quanto assorbono l’energia del sole contenente calore.
Questo tipico comportamento dei colori fa parte dell’esperienza quotidiana e può essere riapplicato con profitto nella selezione del colore più appropriato rispetto alle specifiche condizioni climatiche del luogo.
Nella fascia mediterranea, in particolare nei paesi caratterizzati da clima caldo come la Grecia o nel Nord Africa, le abitazioni vengono tradizionalmente tinteggiate con colori chiari, in particolare il bianco.
Il bianco puro infatti riflette tutte le radiazioni luminose, respingendo l’energia e il calore di tutta la gamma cromatica. 
Le abitazioni bianche si mantengono più fresche, a parità di isolamento termico, di quelle tinteggiate in colori scuri, ma, ovviamente, sono meno in grado di assorbire passivamente l’energia del sole durante la stagione invernale.
Nelle case prefabbricate i colori scuri andrebbero evitati in ogni caso, affidando eventualmente alle vetrate rivolte a sud (opportunamente schermate durante l’estate) la funzione di captare l’energia solare nella stagione fredda.
case prefabbricate in legno
L’eventuale beneficio ottenibile durante i mesi freddi potrebbe costituire un problema serio durante l’estate, costringendo all’installazione di sistemi di condizionamento energivori, del tutto incoerenti con i principi ecologici delle case in legno.
Nell’esperienza delle case passive si fa spesso uso di colori scuri e non sono rare le abitazioni tinteggiate persino di colore nero.
Si tratta chiaramente di casi limite in cui il raffrescamento passivo dell’edificio è comunque tenuto sotto controllo con sofisticati sistemi di ricircolo naturale come le cosiddette “torri del vento”.
Tale approccio appare tuttavia poco indicato rispetto alle semplici abitazioni che vengono richieste normalmente dal cliente delle case prefabbricate in legno.
Nel nostro paese la sollecitazione termica del colore, intesa come l’azione degradante dell’irradiazione solare sull’intonaco dell’edificio non trova un preciso riferimento normativo.
La scelta della tinta è per lo più un aspetto soggettivo, legato a semplici ragioni estetiche o, al massimo, di inserimento urbano e quasi mai riferita all’aspetto termico.
E’ possibile calcolare un preciso indice di riflessione per una superficie di facciata riferito al singolo colore, in una gamma che va dal bianco (valore 100, massima riflessione) al nero (valore 0, massimo assorbimento).
I valori più alti, intuitivamente, si riferiscono ai colori chiari.
Senza entrare troppo nel dettaglio, è possibile rapportare la temperatura dell’aria esterna con la temperatura di colore della superficie dell’edificio, stabilendo quali colori risultano più appropriati in relazione alle specifiche condizioni climatiche ed alle caratteristiche della facciata.
Chiaramente al cliente delle case prefabbricate importa soprattutto capire quale gamma di tinte possa essere più indicata per la finitura della propria abitazione.
Si deve tenere conto che le case in legno sono presentano all’esterno quasi sempre uno strato di isolamento a cappotto finito ad intonaco con una granulometria di tipo medio-fine (2-3 mm), che tende per sua natura a limitare le riflessioni.
Il consiglio è certamente quello di evitare colori scuri e di indirizzare la scelta verso le tinte chiare naturali, anche nella scelta del colore esterno dei serramenti.

COSTRUZIONI PREFABBRICATE, FENOMENO DI NICCHIA?

LE CASE PREFABBRICATE NON STANNO SFONDANDO SUL MERCATO, COME FORSE CI SI POTEVA ASPETTARE QUALCHE ANNO FA.
LA CRISI ECONOMICA COSTITUISCE UN PESANTE FARDELLO PER IL SETTORE E, NON A CASO, I COSTRUTTORI TRADIZIONALI NE STANNO FACENDO LE SPESE.

Ripubblico un commento ad un uno dei tanti articoli di questo blog, che contiene a mio avviso dei passaggi molto lucidi, che condivido per gran parte e che mi ha fornito gli spunti per una riflessione sul futuro delle case in legno in Italia.

Vorrei tentare un'analisi del mercato delle case prefabbricate che mi sembra, in Italia, presenti delle incongruenze, e sarò felice se Lei la giudicherà sbagliata (in ogni caso non vuole essere polemica).
La tipologia della casa prefabbricata in legno, tanto concettualmente quanto strutturalmente, mi sembra destinata ad una classe (orribile espressione, ne convengo) MEDIA, culturalmente responsabile e consapevole.
Mi spiego meglio: se gli altri utenti di questo blog mi somigliano almeno un pò, forse sono impiegati o liberi professionisti che magari comperano attraverso un GAS, forse utilizzano detersivi biologici, evitano di acquistare imballi, etc.
Molti, come da Lei descritto, si rivolgono a ditte dell'est o locali che non sempre offrono garanzie adeguate, per realizzare la propria casa; alcuni fanno delle piccole rinunce; altri rinunciano del tutto.
Alla fine chi può portare a termine il progetto, sono persone alle quali, per esempio, una casa a catalogo va decisamente stretta.
Sull'altro fronte le aziende produttrici mitteleuropee hanno conquistato il mercato italiano, ma non fanno molto per "correggerlo" (per esempio mi risulta che solo una si faccia pubblicità per radio); anzi, sembra che si siano adeguate ad esso, puntando sempre più sul design o qualche volta facendo firmare i propri progetti ad architetti di chiara fama, insomma rivolgendosi ad un pubblico sempre più esclusivo.
Poichè banche ed istituzioni potrebbero cambiare atteggiamento solo di fronte ad un sensibile aumento delle richieste da parte del mercato, stando così le cose, temo che nè il suo bellissimo blog, nè la ricostruzione post terremoto possa produrre questo effetto.

case prefabbricate, mercato case prefabbricate, ediliziaIl mio blog può solo dare una mano a chi è già interessato alle case prefabbricate, ma difficilmente sarà in grado di “muovere il mercato”.
Al massimo potrà convincere qualche indeciso, ma non ho certo la pretesa di modificare il trend delle vendite di case in legno.
Detto questo, sono convinto che la situazione sia in progressivo cambiamento e che i grossi costruttori di case prefabbricate stiano imparando a conoscere le caratteristiche del mercato delle abitazioni in Italia. 

E’ possibile che trascorrano alcuni anni, ma vi sarà un inevitabile adeguamento delle strategie commerciali, una maggiore attenzione alle esigenze estetico-funzionali del potenziale acquirente italiano.
E’ una tendenza in parte già in atto.
In Germania le ditte di case prefabbricate si rivolgono ad un target economico medio-basso, coppie giovani con una discreta base culturale e una sufficiente conoscenza dei mezzi di informazione e comunicazione.
La mia esperienza mi dice che l’identikit del cliente italiano di case in legno medio non se ne discosta molto, ma possiede una maggiore disponibilità economica, una preparazione superiore ed una notevole sensibilità nei confronti delle tematiche ambientali.
Il problema, semmai, è che manca un vero e proprio canale di comunicazione con le amministrazioni, con le banche e, soprattutto, con i professionisti del settore.
I tecnici, le imprese, le immobiliari, sono di fatto messi da parte dal dialogo. In Italia si tratta di soggetti molto forti, da cui è difficile prescindere (al contrario di quanto accade in Germania).
Il rischio è che possano costituire persino degli ostacoli alla penetrazione delle case prefabbricate all’interno del settore delle costruzioni.
Concludo con un esempio banale.
Il committente che non conosca le case in legno (e sono la maggior parte) potrebbe essere invogliato ad interessarsene, qualora fosse proprio il tecnico a proporre questa alternativa costruttiva e ad informarlo dei vantaggi.
Se i progettisti vengono esclusi dalle aziende, difficilmente si potrà ampliare la base di potenziali clienti, limitando l’incremento delle case prefabbricate a poche decine di montaggi in più all’anno.

LA DOTAZIONE STANDARD DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

IL PREVENTIVO, SOPRATTUTTO SE SI TRATTA DI UN PROGETTO PERSONALIZZATO, È UNA FASE MOLTO DELICATA E NON SEMPRE IL CLIENTE È IN GRADO DI VALUTARE A FONDO L’EFFETTIVO PESO ECONOMICO DI ALCUNE SCELTE COSTRUTTIVE.
OGNI ABITAZIONE È UNICA E VA COSTRUITA COME UN VESTITO DI SARTORIA, CON CARATTERISTICHE ESCLUSIVE E ADATTATA ALLE NOSTRE ESIGENZE INDIVIDUALI.

L’unicità può però presentarci un conto salato, soprattutto se non abbiamo ben presenti alcune peculiarità costruttive delle case prefabbricate.
Quando ci affidiamo ad un’impresa tradizionale, solitamente le scelte tecniche vengono discusse tra impresario ed architetto, senza troppo coinvolgere il cliente negli aspetti costruttivi.

Quest’ultimo comincerà ad occuparsi direttamente della propria abitazione quando si tratterà di scegliere le finiture o al massimo gli impianti.
Solitamente poi gli aspetti realizzativi (strutture, isolamenti) sono soggetti ad oscillazioni di prezzo importanti e, se il cliente deve fare i conti con il budget, spesso magro e vincolato ad un mutuo, impresa e tecnico hanno tutto l’interesse ad assicurarsi un silente margine di manovra.
Come sempre, si sceglie di spendere il meno possibile proprio laddove potremmo assicurarci i maggiori benefici energetici e di confort, con lo scopo di migliorare il fondamentale capitolato di finitura, facendo inconsapevolmente un grande favore all’impresa.
case prefabbricate, case in legnoLe case prefabbricate non consentono questa beata ignoranza. Tutte le ditte di case in legno “serie” (e ribadisco “serie”, non aggiungo altro), permettono al cliente di conoscere le opzioni costruttive relative al “grezzo”, ovvero alla composizione del sandwitch delle pareti, ai materiali impiegati, alla scelta dei serramenti, degli isolamenti, degli impianti, partendo da una dotazione standard minima.
Il livello base delle case prefabbricate è solitamente già molto alto e risulta sufficiente per raggiungere elevati livelli di risparmio, grande efficienza energetica e benessere.

Il tutto con un rapporto costo-beneficio ottimale.
Modifiche all’equipaggiamento standard delle case in legno comportano spesso sovrapprezzi non sempre giustificabili con effettivi miglioramenti realmente percepibili dal cliente.
Faccio qualche esempio al proposito.
Aumentare lo spessore di una parete esterna comporta (oltre al maggiore ingombro volumetrico) incrementi di isolamento che andranno ad incidere sulla bolletta solo marginalmente, a fronte di un costo ben più alto.
Se le finestre vengono già fornite di avvolgibili, il loro scorporo comporterà una minima detrazione e l’installazione di persiane fuori standard implicherà un extra-costo notevole.
Alcune ditte di case prefabbricate inseriscono già una canna fumaria o una scala di collegamento tra il piano terra e il piano superiore, mentre altre le fanno pagare a parte.
In un’abitazione tradizionale i serramenti sono … finestre.
Nelle case prefabbricate l’importanza energetica di questi elementi risulta fondamentale per assicurare alti livelli di isolamento; si tratta di elementi con soluzioni tecniche spesso sofisticate relativamente alla sicurezza ed alla manutenzione (legno all’interno, alluminio all’esterno), con vetri a bassa trasmittanza e materiali di qualità. Anche in questo caso migliorie e sovrapprezzi non appaiono sensati.
Quasi tutte le ditte di "case prefabbricate" eseguono la finitura interna di pareti e soffitti a cartongesso (stuccato e verniciato).

E’ possibile ovviamente applicare uno strato di intonaco o rasatura, o lasciare la struttura lignea del solaio e del tetto a vista, ma prepariamoci a pagare parecchio per queste scelte estetiche.
Ricordiamo che il legno a vista è molto “caldo”, ma tende ad assorbire la luce rispetto al bianco riflettente di un soffitto in cartongesso semplicemente tinteggiato e complessivamente ha un aspetto “rustico” non sempre consapevolmente auspicato.
Le pareti esterne delle case prefabbricate vengono quasi sempre tinteggiate di colore bianco, senza sovrapprezzo. L’applicazione di un intonaco esterno di spessore maggiorato e colorato viene eseguito successivamente in opera, anche in questo caso con maggiorazioni non trascurabili.
La dotazione standard delle case in legno rappresenta spesso il miglior rapporto qualità prezzo possibile ed è sicuramente ottimale per le nostre esigenze abitative.
Facciamoci fare un preventivo che incorpori le soluzioni di base delle case prefabbricate ed eventualmente richiediamo eventuali varianti come opzione. Otterremo un risparmio evidente senza rinunciare al massimo dell’efficienza energetica della nostra futura casa.