Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.
Visualizzazione post con etichetta MANUTENZIONE E DURATA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta MANUTENZIONE E DURATA. Mostra tutti i post

QUALE ISOLAMENTO PER UNA STRUTTURA GREZZA

L’EFFICIENZA ENERGETICA DI UNA CASA IN LEGNO E’ DIRETTAMENTE PROPORZIONALE ALLO SPESSORE DEI PANNELLI ISOLANTI CHE ANDRANNO A RIVESTIRE L’INVOLUCRO DELL’EDIFICIO O CHE VERANNO POSIZIONATI INTERNAMENTE DELLE PARTIZIONI ESTERNE.

Io e mia moglie siamo in fase di costruzione, in relazione ad un ampliamento di un rustico, di una casa con pareti portanti in legno massiccio xlam, spessore cm. 10, acquistata al grezzo dalla ditta, che ha montato la struttura su base interrata già esistente, arrivando fino al tetto.
In questi giorni siamo a valutare le proposte per il cappotto da eseguire esternamente ed anche decidere il rivestimenti e magari un eventuale isolamento sulle pareti interne che danno verso il perimetro esterno.
Partendo da alcuni dati del termotecnico che sono di base per ottenere le certificazioni minime di legge per l'edificio di isolamento e sfasamento, ci troviamo veramente in dubbio su cosa fare in quanto le varie proposte sono veramente differenti e non solo di costo. A chi credere e dare fiducia.
Forse potrebbe indicarci qualche linea guida senza entrare nello specifico.

Anche questo tema è stato trattato in altri articoli, ma resta evidentemente un argomento di estremo interesse.
Una parete massiccia da 10 cm di spessore senza coibentazioni presenta valori di isolamento termico abbastanza scadenti, ma costituisce una buona base strutturale.
Limitandomi alla mail del lettore, non conosco le scelte relative agli infissi ed alla copertura, ma ricordo che i serramenti esterni restano il punto debole dell’involucro edilizio, in quanto la trasmittanza (anche nei casi migliori) risulta quasi sempre superiore a tetto e pareti esterne.
Meglio optare per finestre e portefinestre ad alto rendimento, con valori non inferiori a 1,3 W/(m²K), anche in legno (richiedono manutenzioni più frequenti, ma presentano un buon isolamento dovuto alle caratteristiche del materiale), curando la scelta dei vetri.
Anche la copertura dovrà risultare adeguatamente isolata con pannelli ad alta densità di sufficiente spessore (consiglio almeno 12 cm).
Il cappotto va posizionato sempre sull’esterno della parete.
Il montaggio sul lato interno è poco performante e generalmente limitato agli edifici con vincolo storico-monumentale e non è certo questo il caso.
Una parete strutturale x-lam dovrebbe sempre essere abbinata ad un cappotto traspirante in fibra di legno (con l’accortezza di posizionare pannelli in EPS nella parte a contatto con il suolo, fino all’altezza di 1 metro) o, in alternativa in lana di roccia.
Quanto agli spessori, sarebbe meglio coinvolgere il termotecnico per trovare la soluzione più redditizia.
Non scenderei sotto una misura di 10-12 cm, ricordando che sui costi del cappotto incidono moltissimo la manodopera per il montaggio e la rasatura ad intonaco finale, ovviamente indipendenti dallo spessore.
Per questo motivo troverei abbastanza ingiustificato inseguire un risparmio di pochi euro al metro quadro per acquistare pannelli più sottili, meno efficienti e pertanto non del tutto convenienti.

IL LIBRETTO D’USO E MANUTENZIONE DELLE CASE PREFABBRICATE

CHI ACQUISTA UN AUTO TROVA IN DOTAZIONE, ASSIEME ALLA GUIDA AL FUNZIONAMENTO, UN (PIU’ O MENO) CORPOSO VOLUMETTO PER UN CORRETTO UTILIZZO DEL MEZZO E PER GESTIRE IN MODO EFFICIENTE GLI INTERVENTI PROGRAMMATI NEL CORSO DELLA VITA DELLA VETTURA.

Il costruttore che ha realizzato la mia casa in legno (una ditta locale abbastanza giovane) non mi ha rilasciato praticamente nessun documento, oltre alle chiavi, dicendomi che se ci fossero problemi risponderanno come previsto dalla legge.
Pur essendo molto contento del risultato, temo che i problemi possano cominciare in futuro.
Non dovrebbero fornire un manuale o qualcosa di simile (mi sembra previsto per normativa, può essere?)?   Grazie.

case prefabbricate ecologiche
Il manuale d’uso e manutenzione è un documento piuttosto importante per una casa prefabbricata a basso consumo e non si dovrebbe limitare ad informare il cliente rispetto a qualche intervento programmato sull’edificio, ma dovrebbe comprendere libretti e certificati, tutti i dati dell’edificio (dalla sua collocazione sul territorio, ai permessi ed ai certificati ottenuti, sino alle schede dei tecnici e delle imprese coinvolte nella costruzione), l’attestato di certificazione energetica, le caratteristiche della struttura, dei materiali impiegati, degli infissi, degli impianti installati e delle finiture.
Oltre alla descrizione delle opere, devono essere fornite istruzioni pratiche per l’uso e il programma di manutenzione delle varie parti dell’immobile e degli impianti in esso installati da parte dell’utente.
Ad esempio, vanno previste periodiche manutenzioni della “linea vita” sulla copertura o ai filtri dell’impianto di ventilazione meccanica controllata (se presente) e cosi via.
Un libretto completo di tutti gli elaborati dovrebbe contenere i progetti esecutivi, i certificati di conformità ed un manuale di utilizzo degli impianti installati, oltre all’asseverazione del Direttore dei Lavori per la corrispondenza del progetto a quanto effettivamente realizzato.
Il manuale resta comunque un documento pratico, che accompagna la vita del fabbricato negli anni, aiutando l’utente ad intervenire sull’edificio, anche direttamente se previsto o mediante personale autorizzato e qualificato, in modo efficace e sicuro, ottimizzando l’eventuale spesa da sostenere e programmando il periodo più idoneo per i lavori, tenendo conto del fisiologico deterioramento delle varie parti del fabbricato.
La cura di una casa in legno (e di qualsiasi altro immobile) ne previene il degrado e ne allunga la durata, mantenendo integra la funzionalità  e l’efficienza dell’edificio.
Gli interventi vanno da semplici controlli visivi ad ispezioni medianti strumentazioni con interventi di verifica e pulizia sino alle manutenzioni ordinarie e straordinarie con riparazioni e sostituzioni di elementi.
Per concludere con un esempio concreto, la parte del libretto riguardante la caldaia a gas dovrebbe riportare nella prima parte alcune raccomandazioni generali, tra cui ricordare che l’utente è il diretto responsabile dell’impianto oltre il contatore del gas fino agli apparecchi utilizzatori ed allo scarico dei fumi, anche per la sicurezza degli altri occupanti e che in base alla legge 46/90 gli impianti a gas devono essere realizzati, revisionati e riparati solamente da ditte specializzate ed autorizzate regolarmente iscritte alla Camera di Commercio o all’Albo delle Imprese Artigiane.
Gli impianti a gas devono essere corredati da una dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore al termine dei lavori.
L’utente non deve manomettere l’impianto e deve seguire alcuni consigli utili tra cui non occludere l’esalatore, mantenere un regolare ricambio d’aria e non chiudere mai la presa d’aria presente in cucina, far controllare periodicamente la canna fumaria, chiudere il rubinetto del gas in caso di prolungata assenza e non accendere fiammiferi o apparecchi elettrici in presenza di odore di gas.

CREPE IN UNA COSTRUZIONE PREFABBRICATA IN LEGNO

LE CASE PREFABBRICATE, IN QUANTO EDIFICI veri e propri, SONO SOGGETTE NEL TEMPO A INEVITABILE USURA, SOTTO L’AZIONE DEGLI AGENTI ATMOSFERICI, DEI CARICHI STATICI E DINAMICI E DELL’UTILIZZO QUOTIDIANO DI CHI LE ABITA.

Abbiamo realizzato la nostra casa in legno e tra le travi ed il cartongesso si stanno creando delle crepe e distaccandosi la stuccatura.
Come possiamo risolverla?
Esistono stucchi che ammortizzano le dilatazioni e gli assestamenti del legno?

Invito chi mi scrive a fornire qualche dato ulteriore nelle richieste, in quanto sono spesso costretto ad interpretare le poche righe allegate alla domanda.

In questo caso ci sono alcune possibilità:

-      L’edificio è stato costruito recentemente (entro i 10 anni) da un’azienda di case in legno operante sul territorio italiano.
Un distacco evidente dei cartongessi (se cede la stuccatura non è un buon segno) rientra tra i difetti costruttivi ed è ipotizzabile un movimento della struttura, la cui causa non è ovviamente comprendere senza effettuare sondaggi e verifiche approfondite sull’edificio.
Il lettore deve contattare direttamente la ditta costruttrice originaria che ha il dovere di rispondere per legge.
Nel caso di risposte non soddisfacenti l’acquirente è legittimato a fare periziare il danno da un tecnico e a ricorrere per vie legali nel caso di inadempimento.

-      L’edificio ha più di 10 anni ed è stato realizzato da una ditta di case in legno operante sul territorio italiano.
Se non sono state fornite dal costruttore estensioni alla garanzia di legge, possiamo comunque rivolgerci alla medesima ditta per operare sull’edificio o, in alternativa, ad un’azienda di case in legno locale.
Qualsiasi intervento strutturale deve però essere valutato da un’ingegnere per comprendere le cause del cedimento e trovare le soluzioni tecniche più opportune.

-      L’edificio è stato auto-costruito avvalendosi dell’esecuzione  di una ditta di montaggi.
Molte aziende di case in legno estere forniscono la struttura, che deve essere installata da una ditta locale in cantiere.
Anche in questo caso (se i lavori sono stati eseguiti secondo la legge), molte sono le figure che possono essere coinvolte, dai tecnici (progettista, direttore dei lavori, strutturista) alla ditta costruttrice, che ha il dovere di rispondere per quanto di competenza.

-      Auto-costruzione in proprio dell’edificio.
In molti casi (purtroppo) le case in legno rappresentano una scorciatoia per costruire dove non è legalmente possibile, aggirando permessi ed autorizzazioni.
In assenza di permessi le garanzie non valgono e la costruzione non è mai stata formalmente costruita, senza possibilità di coinvolgere pseudo-costruttori e pseudo-tecnici (se esistono) per assumere le proprie responsabilità di fronte al cliente.

ISOLARE A CAPPOTTO UN EDIFICIO IN LEGNO ESISTENTE

MOLTE SONO LE RICHIESTE CHE MI GIUNGONO DA LETTORI CHE VIVONO DA TANTI ANNI IN UN'ABITAZIONE IN LEGNO, A RIPROVA CHE QUESTE STRUTTURE SONO PIU’ DIFFUSE SI QUANTO SI PENSA SUL TERRITORIO ITALIANO.

Da circa 3 anni vivo in una casa in legno (due piani fuori terra in legno e taverna, un metro dal terreno in cemento) costruita da un’azienda di Trento nel 1995 circa.
Il precedente proprietario provvedeva da solo alla manutenzione della copertura esterna e dei terrazzi.
Attualmente la casa all'interno è perfetta (nessuna infiltrazione o altro), ma all'esterno la vernice si sta sfogliando, le radici (credo si chiamino così i travi al passaggio con il cemento del basamento) in alcuni punti hanno dei buchi (verosimilmente stanno marcendo) e alcune travi risultano particolarmente “secche”.
Ho contattato per alcuni consigli il costruttore, il cui ingegnere mi ha suggerito un cappotto per eliminare qualsiasi problema di manutenzione costante che dalle foto inviate loro ha riferito non essere stata fatta.
Mi aveva suggerito un nominativo di un artigiano edile che lavora anche in zona, ma a distanza di un anno dal primo contatto, con tre sopralluoghi e due preventivi in mano (per circa 20.000 €), ma con numerosi appuntamenti mancati, non ho ancora una data di inizio lavori.
COSTRUZIONE-LEGNO, VILLA-LEGNO
Dopo questo lungo preambolo Le chiederei tre informazioni:
La prima è se a suo parere il materiale (polistirolo e grafite) che avrebbero utilizzato per il cappotto esterno poteva andare bene, la seconda se ha idea di come possa trovare qualche ditta in zona in grado di fare seriamente questo lavoro (in diversi sono venuti ma poi non si sono fatti più sentire) ovvero se con qualche accorgimento possa essere fatto anche da una normale impresa edile, l'ultima informazione riguarda come si possa intervenire correttamente sui 2 - 3 punti delle radici presumibilmente marciti (di dimensioni non eccessive, il più grande sarà di 5-6 cm di diametro e profondità circa 4 cm).

L’ultima risposta non può essere purtroppo fornita, ma richiede maggiori informazioni, in quanto una valutazione corretta sullo stato di una costruzione massiccia in legno esistente non può prescindere da un sopralluogo sul posto con sondaggi sulla struttura, se possibile.
Posso solo ipotizzare che si tratti di un intervento delicato che deve necessariamente coinvolgere un ingegnere esperto di edifici in legno (non necessariamente il tecnico della ditta costruttrice originaria), in quanto un eventuale deperimento delle strutture al piede deve essere sempre valutato con attenzione ai fini statici.
Per quanto riguarda il cappotto, i pannelli in polistirene espanso e grafite sono abbastanza utilizzati e presentano elevati valori di isolamento termico con una notevole resistenza meccanica, generalmente superiore al semplice EPS.
La posa può essere effettuata da una ditta specializzata in cappotti ed isolamento di facciate o da un’impresa edile attrezzata per queste opere e non dovrebbe essere un problema il reperimento di qualche nominativo, anche attraverso i soliti motori di ricerca, soprattutto in provincia di Trento, trattandosi di interventi sempre più diffusi sugli edifici esistenti ai fini della riqualificazione energetica.

MANUTENZIONE IDRAULICA DELLE CASE IN BIOEDILIZIA

AL PARI DEGLI EDIFICI IN MURATURA, ANCHE LE CASE A BASSO CONSUMO RICHIEDONO CURA E MANUTENZIONE, ORDINARIA E STRAORDINARIA.

Buongiorno, mi permetto di scriverle per porle alcune domande su un suo articolo.
Io e mia moglie ci stiamo informando per la costruzione della nostra casa in legno con una ditta tedesca.
Un dubbio che viene è proprio sulla manutenzione nel caso di lavori sulle tubazioni dell'acqua.
Lei dice che ci si dovrà rivolgere alla ditta costruttrice, ma nel caso in cui la ditta non dovesse esistere più , cosa si deve fare?
Immagino ci si possa rivolgere ad altre ditte che eseguono lavori simili, ma così facendo non si rischia di incorrere in costi supplementari?

I piccoli interventi di manutenzione e cura sono generalmente compito del committente in prima persona.
Molte aziende di case prefabbricate consegnano, contestualmente alle chiavi di casa, un libretto/manuale di istruzioni che illustra le procedure e programma le tempistiche di intervento sulle varie parti del fabbricato, come il lavaggio o la sostituzione regolare dei filtri della ventilazione meccanica controllata.
Anche gli elementi soggetti a degrado come le parti in legno esposte a vista andranno periodicamente riverniciate e trattate, senza necessità di ricorrere all’assistenza diretta del costruttore che ha montato l’edificio (ovviamente, in sicurezza).
Interventi più invasivi di manutenzione straordinaria o modifiche impiantistiche e distributive devono sempre essere affidate ad aziende specializzate nel settore del legno e, se possibile, alla ditta costruttrice originaria.
In questi casi può essere necessario tagliare le pareti, con manomissione degli isolanti, rimozione e ripristino delle eventuali barriere al vapore;  tutte operazioni estremamente delicate che possono pregiudicare, se non correttamente eseguite, le future prestazioni energetiche dell’involucro edilizio o causare infiltrazioni di umidità all’interno della coibentazione termica, con tutte le conseguenze del caso.
La presenza di una controparete per gli impianti sulle murature perimetrali o per le tubazioni idrauliche (adduzioni e scarichi) può essere un buon vantaggio, preservando la struttura portante interna e i pannelli isolanti.
Nel corso della vita di un fabbricato, possono subentrare nuove esigenze funzionali, che richiedono l’abbattimento di qualche muro ed una ridistribuzione interna degli spazi.
Le case in legno possono essere modificate, ma richiedono qualche attenzione in più, soprattutto per le strutture a parete intelaiata (balloon frame).
La maggior parte delle pareti interne assolve una funzione portante o di controventamento ai fini antisismici, per cui l’eventuale rimozione deve essere sempre decisa da uno strutturista che avrà il compito di calcolare staticamente la nuova disposizione (non fatelo mai da soli!!!).
Infine, se la ditta costruttrice originaria non fosse più disponibile (in tempi di crisi, ipotesi non del tutto improbabile), la crescente diffusione delle case in legno sul territorio nazione rende abbastanza semplice il reperimento di ditte locali con una sufficiente esperienza.

ISOLARE LE CASE IN LEGNO

UN TEMA CHE HO AFFRONTATO SPESSO E’ IL MIGLIORAMENTO DELLE PRESTAZIONI ENERGETICHE DI FABBRICATI IN LEGNO ESISTENTI, SPESSO REALIZZATI IN ECONOMIA E NON PENSATI PER RISPARMIARE ENERGIA.

Seguo con grande interesse gli articoli pubblicati che trovo molto esaustivi.
Posseggo da cinque anni una casetta di 50 mq sistema blockhaus che ho sempre usato come casetta di campagna e nei week end.
Con l'avvicinarsi della pensione io e mia moglie desidereremmo andarci a stabilire definitivamente e lasciare la nostra abitazione ai figli.
E’ evidente che cosi come è la casetta non può essere abitata in maniera stabile anche se dispone di tetto coibentato e finestre con doppi vetri.
Dovendo provvedere alla coibentazione delle pareti che sono di spessore 7cm, avrei pensato a questa soluzione:
Coibentazione interna cm 5 lana di roccia e controparete in cartongesso da cm1 al cui interno far passare gli impianti, per la coibentazione esterna sempre lana di roccia o polistirolo di spessore 10 cm + rete e intonaco di finitura, anche per preservare il legno dal degrado dovuto a fenomeni atmosferici quali acqua sole etc.
Crede che la stratigrafia cosi come pensata possa essere sufficiente, anche calcolando che abito in provincia di Roma o che possa essere il caso di aumentare gli spessori dei materiali coibenti o aggiungere eventualmente materiali tipo freno vapore o prodotti similari?

isolare una casa in legno, isolare le case prefabbricate
Mi scuso con il lettore, ma non affronterò nello specifico il suo caso, in quanto non mi è possibile fornire una consulenza via mail, senza possedere elementi di giudizio approfonditi che includano lo stato di conservazione del fabbricato, l’orientamento, il rapporto di forma.
Servono piante, foto, una stratigrafia del tetto, le caratteristiche degli infissi e dei vetri, nonché una valutazione dell’attacco al suolo dell’edificio.
Meglio ancora, andrebbe effettuato un sopralluogo sul posto (magari scattando qualche immagine termografica) ed il tutto andrebbe dato “in pasto” ad un termotecnico che avrà il compito di calcolare quali migliorie apportare all’involucro, unitamente al progettista.
Non è questo comunque il mio lavoro, in quanto non fornisco consulenze, sopratutto ad una simile distanza operativa.
Meglio rivolgersi ad un tecnico locale, che non credo sia difficile da reperire nella capitale (va pagato, questo si….).
Come detto, molte considerazioni sono già state fatte, per cui rimando alla lettura di vecchi articoli relativi alla riqualificazione energetica ed alla ristrutturazione di edifici esistenti in legno, quasi sempre blockhaus senza isolamenti termici.
Altri post trattano parzialmente l’argomento e sono reperibili mediante la funzione “cerca” che si trova in alto a destra.

DURATA E SVANTAGGI DEGLI EDIFICI IN LEGNO

IL TIMORE DI REALIZZARE UNA COSTRUZIONE NON DURATURA E DI SCARSA SOLIDITA’ RESTA AMPIAMENTE DIFFUSO, ANCHE TRA I POTENZIALI INTERESSATI ALLE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE A BASSO CONSUMO DI ENERGIA. 

Case prefabbricate:  svantaggi rispetto ad una casa costruita in tecnica tradizionale.
Tengono il mercato a distanza di anni?
La qualità rimane inalterata dopo i 40/50 anni?
Si legge tanto sul prima e durante. Ma il dopo? 

Gli svantaggi sono moltissimi, si deprezzano velocemente e si degradano in pochi anni.
Ovviamente (spero sia chiaro) questo vale per gli edifici in legno economici, costruiti senza attenzioni statico- costruttive, con legname scadente, sprovvisti di isolamenti termici e impermeabilizzazioni.
Queste strutture non sono idonee per un utilizzo abitativo e vanno impiegate esclusivamente per la costruzione di annessi, rimesse, magazzini, ricoveri attrezzi.
Gli edifici in legno sono costruzioni durature con notevoli vantaggi
Escluse tali tipologie, le case prefabbricate in legno a basso consumo energetico, finite a cappotto termico intonacato sono costruzioni che possono sostituire gli edifici tradizionali in laterizio, con numerosi vantaggi, ampiamente trattati sul blog.
Più che di svantaggi, parlerei di differenze, che possono influenzare la scelta del sistema costruttivo più idoneo in funzione del progetto.
L’incidenza dei costi fissi rende sconveniente la costruzione di edifici molto piccoli, che si rivelano eccessivamente costosi, rispetto alla muratura.
Vi è tutta una serie di piccole attenzioni che possono comportare adattamenti non graditi, come la necessità di “staccare” l’edificio dal suolo per scongiurare risalite d’acqua o evitare il passaggio di tubazioni nelle pareti esterne.
In quest’ultimo caso la canna fumaria di un camino, spesso di notevole sezione, non può essere annegata nel muro, ma va posta all’esterno (creando un vincolo architettonico) o all’interno (comportando un vincolo funzionale), in quanto si verrebbe a generare un ponte termico nell’isolamento.
Le pareti interne costituiscono quasi sempre dei setti portanti e non possono essere spostate o eliminate a piacimento.
La durata degli edifici in legno è assolutamente identica a quella che ci si aspetta dalle costruzioni in muratura, con minime manutenzioni negli anni.
Dopo 40-50 anni possono essere necessari alcuni interventi di manutenzione straordinaria, peraltro inevitabili anche nelle costruzioni in laterocemento.
E’ peraltro evidente che il presunto concetto di durabilità degli edifici tradizionali appare piuttosto flebile riferendoci al patrimonio immobiliare degli anni ’60-’70, edifici quasi sempre inadeguati da ogni punto di vista (isolamenti, impianti, infissi, antisismica).
La ristrutturazione di un edificio di 40-50 anni fa in muratura appare spesso poco conveniente rispetto all’abbattimento con ricostruzione, mentre l’esperienza tedesca relativa alle case in legno della stessa epoca consegna ai nostri giorni edifici in ottime condizioni statiche, ben conservati se regolarmente mantenuti.

ISOLARE UNA VECCHIA CASA IN LEGNO

GLI INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA POSSONO RISULTARE ESTREMAMENTE EFFICACI ANCHE SUGLI EDIFICI IN LEGNO, AMPIAMENTE DIFFUSI NELLE ZONE MONTANE DEL NORD ITALIA, MA ANCHE DEGLI APPENNINI. 

Sto facendo ristrutturare e migliorare dal punto di vista energetico una casa prefabbricata in legno realizzata nel 1958.
Il prossimo mese inizieremo a montare il cappotto, prevedendo lastre di sughero da 8 cm agganciate alla parete, su cui verrà poi montata la perlinatura di larice a doghe orizzontali.
I quesiti che Le pongo sono: 
Il sughero è quello definito "tostato", scelto per la minore densità (120Kg/m3 contro 170 di quello "biondo") onde non appesantire troppo le pareti della casa.
Ho qualche difficoltà a reperirlo ad un prezzo ragionevole (20 euro/mq iva esclusa).
Lei ha qualche fornitore da segnalarmi nei dintorni di Torino? 
In alternativa al sughero si potrebbe valutare la fibra di legno a bassa densità (per i soliti problemi di peso)? 
L'ultima chance eventuale potrebbe essere il polistirene espanso sinterizzato (a bassissima densità) a basso costo e alta capacità di isolamento ma, temo, poca capacità di lasciare traspirare la parete di legno della casa e quindi possibilità di formazione di muffe/umido sulla parete esterna o addirittura interna (fatto finora mai successo, essendo la casa esposta ai 4 venti, ad una quota di circa 560m slm).
Ha senso? La ringrazio se avrà la cortesia di dare risposta ai miei dubbi e Le segnalo che il Suo testo "Guida alle case di legno" ha trovato in me un lettore entusiasta.


Le case di legno si possono ristrutturare e riqualificare energeticamente
Grazie per l’entusiasmo, spero che il libro possa essere utile ai tanti lettori che l’hanno acquistato.
L’isolamento a cappotto delle case in legno a parete massiccia è un’eccellente soluzione per migliorare il rendimento energetico di costruzioni in legno esistenti, costruite quasi sempre in zone climatiche caratterizzate da molti mesi di freddo intenso e temperature estremamente rigide.
Le costruzioni del tipo “blockhaus”, tipiche della fascia montana e pedemontana garantiscono un buon livello di isolamento termico grazie alle proprietà del legno che è un pessimo conduttore di calore e, pertanto, naturalmente isolato.
Nel corso degli anni questi edifici necessitano di frequenti interventi di manutenzione e può essere necessario effettuare lavori di vera e propria ristrutturazione edilizia, con la sostituzione degli elementi ammalorati e di parte delle strutture, il rifacimento degli impianti, di gronde e pluviali e della copertura.
La necessità di aprire un cantiere vero e proprio può consigliare di intervenire anche sulle facciate, sostituendo gli infissi con serramenti e vetri a basso consumo e isolando a cappotto le pareti esterne.
Ci si potrà avvalere, analogamente agli edifici tradizionali in laterocemento, degli incentivi fiscali per ristrutturazione e riqualificazione energetica, che, si spera, dovrebbero diventare permanenti in futuro, nonostante la perdurante crisi economica.
I cappotti termici per le case in legno blockhaus dovrebbero avere una bassa densità, anche per limitarne il carico sulle pareti.
Bene il sughero (ma i costi non sono bassissimi), così come la lana di roccia (traspirante e performante).
Meno indicato il polistirene, che crea una vera e propria barriera al passaggio del vapore dall’interno all’esterno, e poco affidabile la fibra di legno, che può essere soggetta a fenomeni di deperimento in caso di infiltrazioni di acqua nel cappotto.

CREPE IN UNA CASA DI LEGNO

CASE IN LEGNO = NESSUN PROBLEMA?
ANCHE LE COSTRUZIONI PREFABBRICATE POSSONO ESSERE SOGGETTE A PROBLEMATICHE PIU' O MENO SERIE, CHE ANDRANNO AFFRONTATE CON CRITERI SPECIFICI.

La scorsa primavera una ditta slovena ha montato la mia casa monopiano di circa 100 metri calpestabili.
All’inizio non ci sono stati problemi, ma dopo 5 mesi dalla posa, in procinto di fare il trasloco, mia moglie mi ha fatto notare delle piccole crepe nelle giunture dei pannelli delle pareti interne di “fibracell” e nel soffitto del soggiorno sui panelli di cartongesso.
Ho contestato alla ditta il problema, sentendomi rispondere che è tutto normale per una casa in bioedilizia e il tutto verrà ripristinato dopo 1 anno dalla posa, dopo il suo assestamento.
Noti bene che in bagno le crepe mi hanno segnato anche le piastrelle del rivestimento.
Ad oggi ho contato circa 30 crepette, mi devo preoccupare?
Ho paura che il lavoro non sia stato fatto a regola d’arte.
Secondo lei come mi devo comportare con l’impresario?
La casa è già stata pagata completamente.

In una casa in legno, la presenza di crepe su pareti e soffitti a distanza di poco tempo non è un problema da sottovalutare, soprattutto se presenti in gran numero, anche sulle piastrelle del rivestimento.
Qualche assestamento è sempre possibile, poiché il terreno viene sottoposto a carichi non originariamente presenti e può non essere stato compattato sufficientemente.
CASE DI LEGNO, CASE IN LEGNO, CASE PREFABBRICATE LEGNO
Premesso che una valutazione corretta può essere compiuta solamente effettuando un sopralluogo sul posto, ritengo che il problema possa dipendere dalla natura del terreno e da un sottodimensionamento delle strutture di fondazione.
Le fondazioni sono poste a diretto contatto con il terreno ed hanno la funzione di scaricare al suolo i carichi trasmessi dall’edificio soprastante.
Il terreno deve ovviamente essere in grado di equilibrare tali forze e ciò dipende dalle caratteristiche fisico-meccaniche del suolo, in ragione della sua composizione e stratigrafia, che ne determina le capacità di reazione all’azione delle pressioni gravanti su di esso.
I carichi devono essere distribuiti in maniera uniforme, al fine di evitare deformazioni e movimenti del terreno, prima causa dei dissesti sulle murature dell’edificio.
L’indagine geologica dovrebbe aver chiarito da subito le caratteristiche del suolo, determinando un corretto dimensionamento delle strutture, come riportato nella relazione geotecnica allegata al progetto.
Se tutti gli interlocutori coinvolti e pagati dal cliente (geologo, ingegnere, progettista, impresa costruttrice delle fondazioni, ditta di case in legno) hanno fornito una prestazione a regola d’arte (e non mi sento affatto di escluderlo), potrebbe trattarsi di un semplice assestamento o di microcrepe di entità trascurabile.
In caso contrario, invito il cliente a non individuare a priori nel costruttore della casa in legno la responsabilità di quanto riscontrato e di affidare ad un tecnico esterno una valutazione relativa al dimensionamento ed all’esecuzione delle strutture di fondazioni in rapporto alle caratteristiche del suolo.

INTERVENIRE SU UNA CASA DI LEGNO

GLI EDIFICI IN LEGNO RAPPRESENTANO UNA GIOVANE REALTA', ALMENO PER IL NOSTRO PAESE, TRADIZIONALMENTE LEGATO ALLE COSTRUZIONI IN MURATURA.
L'EVENTUALE ACQUISTO DI UN EDIFICIO PREESISTENTE IN LEGNO POTREBBE RICHIEDERE ALCUNI INTERVENTI DI MANUTENZIONE O RISTRUTTURAZIONE, CHE ANDRANNO PIANIFICATI CON ATTENZIONE.

Ho sempre desiderato una casa a basso consumo di energia.
Non avendo le possibilità economiche di acquistare sia il terreno che la casa, stavo rinunciando.
Adesso ho trovato una casa in legno (in pino austriaco) usata.
Le chiedo con quali criteri valutarla (penso in particolare all'impianto elettrico e idraulico, oltre al riscaldamento) e a chi rivolgermi per fare interventi per eventuali modifiche.

Le case prefabbricate offerte sul mercato immobiliare sono merce rara, ma ovviamente il singolo caso andrebbe valutato attentamente, facendosi accompagnare da un consulente tecnico in grado di valutare l’immobile.
Peraltro, la presenza di un esperto, mi sembra un suggerimento opportuno anche per valutare edifici tradizionali, poiché molti aspetti rilevanti possono passare inosservati al compratore.
Ricordiamo che l’interesse del venditore (anche del più onesto dei venditori) è di chiudere il contratto in tempi brevi, assicurandosi la provvigione.
Consideri poi che eventuali interventi sul fabbricato sono quasi sempre da prevedere, anche sugli edifici in muratura.
Non pretenda quindi che l’edificio sia abitabile da subito, ma andranno valutati con cura gli eventuali interventi da eseguire.
Quali sono le incognite nello spostare una tramezza, modificare il bagno, adeguare gli impianti?
Se l’impiantista a cui rivolgerci (idraulico od elettricista) resta fondamentalmente una figura tradizionale, si dovrà comunque trovare una ditta in grado di fornire l’assistenza muraria (considerando che in questo caso le pareti sono in legno).
Va da se che non ci si potrà rivolgere ad un tradizionale costruttore del laterocemento, ma dovremo contattare una ditta del settore legno, che potrà essere un semplice carpentiere per i piccoli lavori od una falegnameria edile del settore delle coperture per quelli di una certa entità.
Se si prevede una ristrutturazione più profonda dello stabile, ci si dovrebbe avvalere di una ditta specializzata nella costruzione di case e di strutture complete in legno.
Questi criteri risultano chiaramente validi anche per i lavori da eseguire negli anni sulla nostra abitazione in legno.

DEMOLIRE O RISTRUTTURARE UNA CASA IN LEGNO

ANCHE LE CASE IN LEGNO POSSONO RICHIEDERE INTERVENTI MANUTENTIVI IMPORTANTI, SINO AL PUNTO DI RISTRUTTURARE PESANTEMENTE O, ADDIRITTURA, ABBATTERE IL FABBRICATO

Vivo a circa 850 m s.l.m. in un bosco a cavallo tra Marche, Umbria e Toscana, posseggo una casa in legno credo in abete o comunque in legno resinoso, che era già presente quando acquistai il terreno.
La casa ha circa 10 anni e, solo dopo averla vissuta, mi sono però accorto dei mille difetti di costruzione e della mancata manutenzione;  fa acqua in diversi punti del tetto (fatto con tegole e tavole di legno), dalle pareti entrano acqua, spifferi e neve (legno 3 cm, polistirolo 3 cm, legno 3 cm), alcune parti sono ormai quasi marce e spugnose, il legno si è stagionato dopo essere stato montato, ha spazio fra le varie perline.
Purtroppo la casa è molto grande (circa 200 m quadrati), avevo pensato di demolirla e rifare la tamponatura in muratura, però ci vorrebbe un patrimonio, vorrei un suo parere per creare un cappotto esterno che mi isoli da aria e acqua, che duri nel tempo e che faccia tutt'uno con le pareti.
La sporgenza della falda del tetto è di 25-30 cm gli effetti del clima si fanno sentire in ogni stagione, con acqua, neve, bufere, tempeste,vento forte, e sole d'estate.
Ritiene che il mattoncino in cotto faccia a vista possa andar bene per le pareti esterne?
Ed invece una guaina in catrame sotto le tegole del tetto?
Il punto più alto della falda è 5 m la parte bassa 2.5 m.

case-prefabbricate
Se un edificio in legno presenta molti gravi difetti costruttivi a distanza di soli 10 anni dalla sua costruzione è evidente che il fabbricato è difficilmente risanabile e l’abbattimento risulta fortemente consigliabile.
L’elenco prodotto dal lettore è perlomeno impietoso:
-      Infiltrazioni di acqua
-      Spifferi
-      Neve (addirittura)
-      Parti marcescenti e spugnose
-      Legname montato non stagionato
-      Vuoti tra le perline
-      Sporgenze del tetto insufficienti
Il valore intrinseco dell’edificio andrebbe valutato dopo un sopralluogo che preveda accurate verifiche sul campo con prelievo di campioni e test statici.
Bisognerebbe inoltre comprendere se l’utilizzo di questa costruzione è parzialmente abitativo o limitato alle attività connesse alla conduzione del bosco (ricovero attrezzi, annesso, legnaia) e se l’edificio è autorizzato / accatastato (e quindi ricostruibile con i necessari permessi).
E’ comunque probabile che i lavori siano stati effettuati in grande economia con materiale scadente e poca attenzione al montaggio da parte di personale non specializzato, il che spiegherebbe il rapido deterioramento e le infiltrazioni.
La ristrutturazione di questa casa in legno è sicuramente possibile, ma difficilmente conveniente, poiché comporterebbe la sostituzione di gran parte degli elementi strutturali e/o di tamponamento (ribadisco comunque che è necessario un sopralluogo da parte di un tecnico).
Le varie soluzioni prospettate dal lettore, come il cappotto e la guaina sul tetto mi sembrano pertanto dei palliativi, se effettuati al di fuori di un intervento di ristrutturazione complessivo del fabbricato.

SECONDE CASE PREFABBRICATE

Vorrei sottoporle alcune domande in merito ad una casa prefabbricata che vorrei realizzare in una località marina.
Il mio obbiettivo è realizzare una casa di villeggiatura con i requisiti adeguati all'ubicazione (in riva al mare),
in sostituzione di una casa sempre prefabbricata, ma realizzata ormai 30 anni fa.
Vorrei sapere che tipo di materiali conviene utilizzare , visto che il mare consuma tutto e non vorrei passare le mie vacanze impegnato nella manutenzione della casa.
Che cosa debbo realizzare fuori costo del prefabbricato e come?


case prefabbricate, seconde caseLe case prefabbricate si prestano a molteplici utilizzi.
Le caratteristiche delle case in legno le rendono estremamente indicate per la realizzazione di abitazioni a basso consumo, confortevoli e naturali.
I costi, come ripetuto spesso, sono interessanti, ma certamente “adeguati”.
Il confronto va fatto con gli edifici in muratura termicamente isolati, rispetto ai quali le prestazioni energetiche sono mediamente superiori.
Le case prefabbricate possono risultare una buona soluzione per la realizzazione di edifici per villeggiatura o per seconde case (al mare o in montagna).
Le esigenze, rispetto all’abitazione principale, saranno in parte differenti, in quanto l’edificio verrà probabilmente utilizzato in modo discontinuo e solo in determinati periodi dell’anno.
La casa al mare, ad esempio, non necessiterà di un elevato isolamento dal freddo, ma dovrà proteggere adeguatamente dall’onda di calore estiva. 
Progetto e costruzione saranno mirati a schermare l’eccesso di radiazione solare, incidente soprattutto sulle vetrate, sfasando adeguatamente  l’onda termica con un involucro esterno dell’edificio dotato di buona “massa”. 
In tal caso meglio, una parete massiccia rispetto ad un telaio, con prevalenza di coibentazioni ad alta densità (fibra di legno).
Le manutenzioni di un edificio in laterocemento nelle zone ricche di salsedine sono analoghe alle cure richieste dalle case in legno correttamente concepite (finite a cappotto intonacato e con un’adeguata protezione delle parti lignee). 
I costi, tuttavia risulteranno piuttosto elevati, aggravati dalle piccole dimensioni dell’edificio (il costo al metro quadro è inversamente proporzionale alle dimensioni).
Pur non scartando a priori le case in legno, è probabile che il fattore economico orienterà in questo caso la scelta a favore della muratura tradizionale.
Le case in legno trovano un buon campo applicativo nella costruzione di edifici di villeggiatura nelle zone montane, utilizzate in genere durante tutto l’anno.
Il clima, estremamente rigido nei mesi invernali, e temperato nella stagione estiva, trova nelle case in legno una risposta adeguata, soprattutto adottando una struttura intelaiata, più performante ed isolata rispetto alle pareti massicce.
I costi più bassi delle case prefabbricate a telaio le rendono economicamente interessanti, soprattutto se le dimensioni non sono minime.
Le manutenzioni delle parti in legno nelle zone di montagna saranno ridotte e non sono da scartare le soluzioni a parete massiccia lasciata a vista, le cosiddette “blockhaus”, meno performanti termicamente rispetto alle case prefabbricate a telaio, ma molto indicate in queste zone.
La scelta del costruttore, una volta scelta la tecnologia più opportuna da adottare (telaio, x-lam, mhm, blockhaus), può essere orientata verso le piccole aziende, in genere più economiche e flessibili.
I grossi produttori di case di legno partono in genere da una superficie coperta minima (60-70 metri quadri) e, solitamente, non sono interessati a realizzare edifici di piccole dimensioni.

RISTRUTTURARE LE CASE PREFABBRICATE

LE CASE PREFABBRICATE SONO EDIFICI A TUTTI GLI EFFETTI E RAPPRESENTANO DAVVERO UNA CONCRETA ALTERNATIVA COSTRUTTIVA AI SISTEMI EDILIZI TRADIZIONALI IN LATEROCEMENTO.

La durata delle case in legno è uno dei punti di forza di queste costruzioni corredate di lunghe garanzie (sino a 30 anni) sui difetti statico-costruttivi, che richiedono minime cure per il loro mantenimento.
La vita media di una casa prefabbricata è infatti prevista, al pari delle abitazioni in mattoni, in 100 anni circa.
In Italia gli edifici in legno sono molto recenti e non esiste una vera e propria casistica, mentre si può fare riferimento al gran numero di fabbricati realizzati negli ultimi 40 anni nei paesi del centro-nord Europa come Germania ed Austria, ma anche Polonia, ex-Cecoslovacchia ed ex-Jugoslavia.
Basti pensare che in Austria oltre il 30% delle case uni-bifamiliari è costruito in legno e, per la maggior parte dei casi, mediante la prefabbricazione.
Mediamente, lo stato delle costruzioni in legno risalenti agli anni ‘70-’80 è significativamente migliore a quello dei fabbricati tradizionali in muratura costruiti nel medesimo periodo presenti nel nostro paese, fornendo oltretutto prestazioni termo-acustiche non troppo distanti dalle moderne case in legno a basso consumo reperibili attualmente sul mercato.
case-di-legno, case-prefabbricateLe tecnologie costruttive sono chiaramente progredite in questi anni, dovendo adeguare le soluzioni statiche alle nuove normative, impiegando impiantistiche evolute ed efficienti, utilizzando materiali sempre più performanti, traspiranti e naturali. 
Le moderne case di legno sono costruite per durare nel tempo, ma l’esposizione costante all’azione degli agenti atmosferici richiederà necessariamente alcuni interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Per i primi si devono rispettare i tempi previsti dal libretto di cura e manutenzione fornito dal costruttore (una sorta di tagliando per le varie componenti dell’edificio) a garanzia della durata del fabbricato, prevenendone il degrado.
Gli interventi di manutenzione straordinaria sono costituiti da tutti quei lavori rientranti nella categoria delle opere minori come adeguamenti distributivo-funzionali o impiantistici.
Possono riguardare parti limitate o l’intero edificio, ma non devono modificarne l’aspetto e l’ingombro, come il rifacimento del tetto, la sostituzione di pluviali e grondaie, il ripristino delle facciate, la sostituzione di infissi e portoni, ecc.
Gli interventi sul fabbricato che rientrano nella definizione di ristrutturazione edilizia vera e propria riguardano sia gli esterni che gli interni e comprendono i lavori non rientranti nelle manutenzioni (ordinarie e straordinarie, che possono essere eseguire senza richiedere permessi comunali).
La ristrutturazione include opere di una certa entità sull’edificio e va autorizzata mediante concessione edilizia e pagamento degli oneri al comune.
Essa può comprendere anche l’ampliamento e la sopraelevazione del fabbricato, con modifiche alla sagoma ed al volume dell’edificio originario.
Gli interventi di ristrutturazione sulle case in legno, al pari degli edifici in muratura, può godere degli incentivi fiscali, recentemente innalzati dal 36% al 50% (con innalzamento da 48.000 € a 96.000€ del tetto di spesa finanziabile).
Resta confermato il bonus fiscale del 55% per la riqualificazione energetica.
Le case prefabbricate possono essere ristrutturate, al pari degli edifici in muratura, senza grosse difficoltà, rivolgendosi al costruttore originario o ad una ditta del settore del legno, mentre non è possibile affidare i lavori ad un’impresa di costruzioni tradizionale, che non sarebbe in grado di operare su di una struttura in legno.

LA CURA DELLE CASE REALIZZATE IN LEGNO

GLI EDIFICI PREFABBRICATI RICHIEDONO UN’ADEGUATA E COSTANTE CONSERVAZIONE NEGLI ANNI, AL PARI DELLE COSTRUZIONI IN MURATURA.
MANUTENZIONI PARZIALI, MAL ESEGUITE O DEL TUTTO ASSENTI POSSONO CAUSARE UN RAPIDO DEGRADO DELL’EDIFICIO.

Molte aziende costruttrici, alla fine dei lavori, consegnano all’acquirente un libretto di mantenimento ed utilizzo dell’opera, illustrante le modalità e le tempistiche degli interventi da eseguire nel corso della vita del fabbricato, a cui attenersi scrupolosamente per assicurarne una lunga durata.
Il fascicolo fornisce semplici indicazioni per la cura delle facciate, dei serramenti, della copertura e degli impianti, fissando le scadenze periodiche e specificando gli strumenti ed i prodotti più idonei da utilizzare.
La validità delle lunghe garanzie può essere annullata, a fronte di un utilizzo scorretto dell’edificio da parte del proprietario, sottolineando l’importanza delle manutenzioni ordinarie per la protezione dell’edificio dall’inevitabile usura del tempo.
case-in-legno, case-prefabbricate
Le facciate intonacate delle case prefabbricate a basso consumo salvaguardano efficacemente le strutture interne, mentre le costruzioni massicce a vista prevedono manutenzioni più frequenti e specifiche. 
Alcuni elementi esterni in legno, come gli infissi (finestre, portefinestre, persiane), tettoie e porticati, sporgenze del tetto andranno carteggiati e ridipinti dopo alcuni anni, per riportarli al loro aspetto originario.  
E’ possibile inoltre che si debba ricorrere a qualche piccolo intervento di riparazione nel corso nel tempo.  
Per lavori di modesta entità, si potrà ricorrere tranquillamente a carpenterie locali.
Se possibile, ci si dovrebbe sempre rivolgere direttamente alla ditta costruttrice, che interverrà con le dovute attenzioni, seguendo la prassi più corretta, in particolare per modifiche distributive (come lo spostamento o la rimozione di pareti interne) o agli impianti.
Tali interventi sono sempre possibili, al pari degli immobili tradizionali, grazie alla costruzione a secco che riduce i tempi e semplifica l’esecuzione, con l’accortezza di rispettare la statica delle strutture portanti e l’integrità degli isolamenti termici.
La riparazione di una serpentina di un riscaldamento a pavimento, ad esempio, verrà effettuata su di un massetto cementizio, del tutto analogo ai solai delle costruzioni tradizionali in muratura.
Le canne fumarie e gli impianti verticali sono posizionati esternamente alle pareti, per evitare ponti termici e discontinuità nell’isolamento, facilitando eventuali interventi.
Le caratteristiche costruttive degli edifici in legno semplificano l’operatività, limitando i costi da sostenere per tutti i lavori di manutenzione straordinaria, riparazione e ristrutturazione.
Le grandi aziende di case prefabbricate offrono un’eccellente assistenza post-vendita, ma molti costruttori cessano l’attività dopo alcuni anni o si trovano all’estero, senza filiali o riferimenti sul territorio in grado di intervenire.
In questo caso, i lavori andranno affidati ad una ditta con una specifica esperienza nel settore degli edifici in legno. 
Il progressivo incremento dei costruttori italiani di case in legno a basso consumo consente un buon reperimento di questi soggetti su quasi tutto il territorio nazionale.

BENESSERE, DURATA, COSTI E RISPARMIO DELLE CASE IN LEGNO

ALCUNE RISPOSTE SPOT RISPETTO AD ALCUNI TRA I PRINCIPALI TEMI CHE INTERESSANO L’ACQUIRENTE DI UNA CASA IN LEGNO.
 
Si parla moltissimo di benessere, ma quali sono, in poche parole, i benefici per la salute offerti da una casa in legno?
Non è un’ po’ uno slogan?

L’alto comfort abitativo di un edificio in legno è dovuto all’eccellente isolamento termico, che limita il ricorso all’impiantistica, offrendo condizioni microclimatiche naturali ed un equilibrio igrometrico ideale per l’organismo.
L’impiego di materiali ecologici e l’assenza di emissioni nocive indoor consentono un elevata qualità dell’aria ed un benessere olfattivo sconosciuto alle costruzioni tradizionali.
Vanno infine sottolineate le qualità acustiche, con un alto coefficiente di assorbimento dei rumori prodotti all’interno dell’edificio e l’isolamento da quelli esterni.

case prefabbricateQual è il ciclo di vita di un edificio in legno?
È paragonabile a quello di una casa tradizionale?

L’aspettativa di vita è la medesima di un edificio in muratura di moderna concezione e superiore al patrimonio immobiliare prodotto dal dopoguerra agli anni ’70 e può essere stimata in circa 100 anni circa.
Va sottolineata l’importanza delle manutenzioni ordinarie e il corretto utilizzo della costruzione.
Le lunghe garanzie (sino a 30 anni) offerte da molte aziende di case in legno, soprattutto prefabbricate, conferma la lunga durata di queste costruzioni.

Una casa ‘chiavi in mano’ costa di più in legno o con i metodi tradizionali? Perché?

Non necessariamente. 
Il confronto deve essere compiuto tra edifici con caratteristiche simili.
Un edificio in muratura a basso consumo con caratteristiche bioedili costa senz’altro di più di una casa in legno, mentre è possibile risparmiare solo a scapito della qualità costruttiva e dell’isolamento.
In generale i listini delle case in legno non sono a buon mercato, poiché il settore è basato sui prezzi tedeschi ed austriaci, che rappresentano il principale mercato per queste costruzioni in Europa.

Quanto fa risparmiare in costi energetici una casa in legno?

Parlando di certificazione energetica, le costruzioni in legno basate su parete a telaio o massiccia, con cappotto isolante esterno raggiungono prestazioni termiche di eccellenza, corrispondenti alla Classe A della legge nazionale.  Un’accurata progettazione, la maggiorazione degli spessori, l’installazione di tripli vetri consentono di innalzare ulteriormente le prestazioni energetiche, sino al “consumo zero” delle case passive.

PILLOLE - MANUTENZIONI

Ho letto alcuni articoli del blog che parlano genericamente di manutenzione delle case prefabbricate, ma non ne ho trovato nessuno che descriva nel dettaglio gli interventi previsti, la loro frequenza, i costi (ovviamente indicativi) e l'importanza che hanno nel preservare la casa (ovvero i possibili rischi di manutenzioni parziali, assenti o mal eseguite).
Credo sia un argomento importante, dato che ho sentito più di una voce parlare genericamente di costi di manutenzione molto elevati e di utenti "fuggiti" dalla casa in legno, proprio per via di questi costi.


Ho scritto un articolo sulle manutenzioni delle case in legno, ma si tratta di un argomento che non prevede una specifica trattazione.
Il motivo è semplice. 
Le “case prefabbricate” non si distinguono da quelle in muratura e, pertanto, gli interventi da apportare all’edificio negli anni sono i medesimi.
L’unica eccezione possono essere le case in legno che espongono all’esterno la struttura (blockhaus), che prevedono manutenzioni specifiche e costanti.
Gli elementi lignei possono essere i serramenti (meglio prevedere una protezione esterna in alluminio), le gronde (come gran parte degli edifici tradizionali) ed i porticati, se presenti.
L’isolamento a cappotto intonacato provvede all’efficace salvaguardia della struttura delle pareti, evitando che gli agenti atmosferici (sole, pioggia, vento) e gli sbalzi climatici danneggino il legno, portando ad un rapido deterioramento dell’edificio.
Le garanzie trentennali offerte da molti costruttori di case prefabbricate sono un valore aggiunto rispetto agli edifici in muratura che testimoniano la longevità delle case in legno, la cui aspettativa di vita è analoga a quella che ci si attende dalle costruzioni tradizionali.
Mi sembra pertanto poco realistico attenderci degli elevati costi relativi alle manutenzioni, che andranno comunque eseguite secondo le modalità e le tempistiche degli interventi previste nel libretto di manutenzione che la ditta ci fornirà unitamente alle chiavi della nostra abitazione.