Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.
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QUALE MATERIALE PER GLI INFISSI DI UNA CASA DI LEGNO

LEGNO, ALLUMINIO, PVC.  QUAL’E’ L’INFISSO IDEALE PER UNA COSTRUZIONE IN LEGNO A BASSO CONSUMO ENERGETICO E QUANTO PUO’ INCIDERE UN SERRAMENTO ISOLATO SUI COSTI COMPLESSIVI DELL’EDIFICIO?

Leggendo il blog, non ho visto un articolo specifico sugli infissi, per cui vorrei sapere se possono andare bene anche delle finestre in legno o è necessario usare qualche altro materiale.
Il pvc non ci piace e sembra molto “plasticoso”, mentre l’alluminio mi sembra scaldi molto (siamo in Puglia e fa caldo per molti mesi con temperature elevate).
Cosa ci consiglia per la nostra futura casa prefabbricata?

Al pari delle vetrate, gli infissi costituiscono senza dubbio un punto critico dell’involucro edilizio dal punto di vista termico e vanno isolati il più possibile, per non abbattere la coibentazione complessiva dell’edificio.
Gran parte del calore degli edifici, viene disperso attraverso le finestre, soprattutto nelle costruzioni realizzate in economia dal dopoguerra ad oggi.
La scelta del materiale rappresenta solo un aspetto nella scelta delle finestre, poiché è fondamentale una posa corretta in sede di costruzione (in stabilimento per le case prefabbricate, in cantiere per le case in legno in opera).
Negli edifici non isolati, le finestre vengono montate su di un controtelaio (in legno o in lamiera), fissato semplicemente con malta al muro.
Per facilitare il montaggio vengono lasciati quasi sempre 2-3 centimetri di spazio, da riempire con semplice schiuma poliuretanica e silicone.
A completare il tutto è quasi sempre presente una soglia in marmo passante (voilà, ecco a voi un ponte termico da manuale).
Al contrario, una finestra a taglio termico deve essere installata correttamente su un controtelaio isolato, possedere un valore di trasmittanza basso (U inferiore a 1,2 W/m2K), garantendo un’adeguata barriera all’aria ed al vapore indoor, un efficace isolamento termo-acustico ed un’efficace impermeabilità all’aria esterna ed alla pioggia.
Va ribadita l’importanza di accoppiare serramenti isolati a vetri termoisolanti, per limitare la dispersione del calore invernale ed il surriscaldamento estivo, ricordando di posizionare correttamente le vetrate di maggiori dimensioni a sud e limitando le aperture verso nord.
Il legno è un materiale naturalmente isolato con il quale si possono realizzare infissi efficienti, realmente bioedili e di bell’aspetto, ma richiede periodiche manutenzioni negli anni, in quanto è inevitabile un certo deterioramento nel tempo a causa degli agenti atmosferici, nonostante gli infissi vengano impregnati con prodotti di ultima generazione molto durevoli.
Per questo motivo, molti costruttori di case prefabbricate propongono infissi realizzati in legno con una protezione esterna in alluminio, che necessitano di una semplice pulizia e non si degradano negli anni.
L’alluminio è un metallo e, pertanto conduce efficacemente il calore, ma il montaggio sul legno non comporta un peggioramento della capacità di isolamento dell’infisso (i costi salgono sensibilmente rispetto al solo legno).
Il pvc è un materiale abbastanza diffuso ed apprezzato che viene proposto da quasi tutte le aziende di case di legno in quanto è economico e non richiede particolari manutenzioni, non si deforma e non degrada a causa del sole o della salsedine.
Resta comunque un materiale plastico ed il suo aspetto non è da tutti gradito, oltre a non essere riciclabile (e pertanto non bioedile).
Gli infissi completamente in alluminio sono generalmente più costosi e meno efficienti, pur montando profili a taglio termico per aumentarne l’efficienza isolante e per questo non vengono offerti dalle ditte costruttrici di case prefabbricate.
In tutti i casi il valore di trasmittanza termica dipende anche dalla costruzione dei profili e del telaio, nonché dagli spessori della finestra e dalla presenza di camere interne.

VETRI ISOLATI IN UN EDIFICIO IN LEGNO

DAL PUNTO DI VISTA TERMICO, IL PUNTO DEBOLE DI UN EDIFICIO E’ RAPPRESENTATO SOPRATTUTTO DAGLI INFISSI E DALLE LE VETRATE, CHE, NEI CASI MIGLIORI, RAGGIUNGONO UNA CAPACITA’ DI ISOLAMENTO 4-5 VOLTE INFERIORE ALLE PARETI DI UNA CASA DI LEGNO A BASSO CONSUMO ENERGETICO.

Leggendo gli articoli del blog ed informandomi qua e la, mi sono convinto dell’importanza di installare buone vetrate nella nostra futura casa prefabbricata.
Ho visto che i valori termici dei tripli vetri possono essere piuttosto diversi, soprattutto utilizzando gas inerti come l’argon.
La ditta austriaca che avremo individuato arriva ad un valore U di 0,5.
Mi sembra un dato molto buono, ma, considerando il prezzo davvero alto della maggiorazione, vorrei sapere se ne vale la pena o è meglio limitarci al vetro meno performante, che arriva ad un valore di U pari a 0,8.

CASE PREFABBRICATE DI LEGNO
Lo scopo della “Guida alle case prefabbricate in legno” è fare informazione e fornire spunti di riflessione, soprattutto a favore del cliente finale (anche se il blog è seguito da molti tecnici).
Il lettore, giustamente, rimarca l’importanza di sostenere un sacrificio economico per migliorare l’isolamento complessivo dell’edificio, montando vetri ad alta efficienza.
I costruttori di case in legno a basso consumo offrono un buon pacchetto di serramenti standard, generalmente attestato su valori di trasmittanza vetro-infisso pari a 1,1-1,2 W/m2 K.
E’ quasi sempre possibile, con adeguato sovrapprezzo, aumentare l’efficienza energetica delle vetrate, montando tripli vetri al posto di quelli a camera singola, con un incremento significativo dell’isolamento globale dell’involucro.
Se l’edificio è molto vetrato o sono presenti finestre di grandi dimensioni a nord, l’installazione di tripli vetri è più che consigliabile.
I costi non sono generalmente eccessivi per vetri a doppia camera “standard”, mentre salgono di molto per quelli con camera d’argon o analoghi gas rari come il krypton.
Ricordo che il valore di trasmittanza è influenzato anche dallo spessore dei cristalli e degli spazi vuoti.
Sul mercato sono inoltre presenti vetri basso emissivi, in grado di riflettere verso l’interno il calore che tenderebbe naturalmente a disperdersi verso l’esterno dell’edificio, senza sensibili decrementi dell’illuminazione interna agli ambienti.
Altri vetri basso emissivi multifunzionali impediscono al calore di entrare e sono indicati per le zone caratterizzate da alte temperature per molti mesi l’anno.
Ricordo inoltre che alcune vetrate devono obbligatoriamente essere fornite di vetri di sicurezza, secondo le norme tecniche UNI 7697, che impone che gli elementi vetrati posti a meno di un metro di altezza dal piano di calpestio debbano possedere queste caratteristiche.
Esistono due categorie di vetri di sicurezza: i vetri stratificati ed i vetri temprati.
I primi sono composti da due o più lastre di vetro unite su tutta la superficie da uno o più strati di materiale plastico. In caso di rottura, la pellicola all’interno ha lo scopo di tenerlo assieme, evitando di produrre pericolosi elementi appuntiti, in quanto i pezzi restano incollati.
Quando si frantuma un vetro temprato, questo si sminuzza in tanti piccoli pezzi, che non provocano danni e tagli alle persone.
Solitamente i vetri stratificati vengono impiegati anche per la realizzazione di vetrate antieffrazione, ma possiedono notevoli proprietà fono isolanti se vengono utilizzate pellicole speciali in grado di schermare efficacemente i rumori esterni.

RISCALDAMENTO, TAPPARELLE ED INFISSI

LE TAPPARELLE COSTITUISCONO UNA SOLUZIONE STANDARD PER LA MAGGIOR PARTE DELLE AZIENDE DI CASE PREFABBRICATE. 
IN QUESTO CASO IL CASSONETTO, COIBENTATO, NON E’ QUASI MAI LASCIATO A VISTA.

Sto affrontando il discorso riscaldamento e raffreddamento.
Il mio architetto mi ha proposto la ventilazione centralizzata,  elencandomi i pregi di tale sistema, come il fatto di non dover areare gli ambienti.
Vorrei sapere la sua opinione e/o eventualmente che tipo di riscaldamento mi consiglia!!
Inoltre sto anche affrontando il discorso serramenti.
Ho diverse aperture molto ampie nel piano terra.
La casa è molto moderna, il legno non sarà a vista, tutta bianca.
Avevamo escluso il discorso tapparella per evitare di vedere il cassonetto all'interno delle stanze, essendo il muro da 25 cm più stretto di quest'ultimo e inoltre per evitare un punto critico dal punto di vista dell'isolamento; dunque mi avevano proposto le chiusure a lamelle interne al vetro, che si possono inclinare, alzare abbassare.
Essendo la parete da 31 cm, credo che tornerò sulla possibilità di installare le tapparelle, esclusivamente per un discorso costi.
Cosa mi consiglia riguardo ai serramenti ???

L’impianto di ventilazione meccanica centralizzata a recupero del calore risulta particolarmente efficace nelle case in legno a basso consumo, in quanto elimina gli inevitabili sprechi di calore dovuti ai necessari ricambi d’aria manuali.
Le caratteristiche di questi edifici è la tenuta del volume di aria, che, se non sostituito periodicamente, può risultare a lungo andare poco salubre.
case-prefabbricate-legno
Una parete esterna traspirante migliora le condizioni ambientali e, tuttavia, non esenta dal ricambio dell’aria mediante l’apertura delle finestre (anche d’inverno), peraltro necessario anche negli edifici tradizionali.
Il recupero del calore nei moderni impianti di VMC arriva sino al 99%, con la possibilità di raffrescare nella stagione estiva, mentre è sconsigliabile l’utilizzo come surrogato del riscaldamento, in quanto l’aria tenderebbe a risultare troppo “asciutta”.
Un buon impianto di VMC può essere abbinato a qualsiasi sistema di riscaldamento, a partire dalla classica caldaia abbinata a radiatori o ad un pavimento radiante.
Le tapparelle montate nelle case in legno non presentano quasi mai il classico (ed antiestetico, nonché dispersivo) cassonetto a vista della nonna.
L’avvolgibile è coibentato e si trova all’interno della parete.  Esso rappresenta comunque un’inevitabile discontinuità termica, limitabile qualora il cassonetto sia ricavato all’esterno.  Tale soluzione non è sempre esteticamente gradita o idonea rispetto alle caratteristiche del progetto, ma consente un discreto miglioramento della coibentazione complessiva dell’edificio.
Le opzioni offerte per i serramenti, infine, si limitano quasi sempre alla scelta dei materiali (legno, pvc, legno con protezione esterna in alluminio), alla gamma di colori, al tipo di vetri ed ai dispositivi di sicurezza, come punti di chiusura aggiuntivi, cristalli antisfondamento e sensori di allarme a contatto.

LE FINESTRE DELLE CASE PREFABBRICATE

LE COSTRUZIONI ECOLOGICHE A BASSO CONSUMO MONTANO …. SERRAMENTI A BASSO CONSUMO.
LAPALISSIANO E TUTTAVIA LE SOLUZIONI PRESENTI SUL MERCATO DELLE CASE IN LEGNO SONO VARIE ED INTERESSANTI, CHE CONVIENE CONOSCERE.

I serramenti esterni rappresentano uno dei punti deboli dell’involucro edilizio.
Dalle vetrate fuoriesce nella stagione invernale la maggior parte del calore dell’abitazione. 
Per quantificare con dei numeri questo aspetto, basti pensare che la trasmittanza termica di una parete di una casa in legno si aggira intorno a 0,18 W/m² K, un valore di tutto rispetto, contro gli 1,1 W/m² di un serramento a basso consumo energetico.
La dispersione di un buon infisso è quindi di sei volte superiore a quanto ceduto per convenzione dagli elementi opachi dell’involucro edilizio (tetto e pareti esterne).
Il progettista dovrà pertanto disporre con accuratezza le aperture, limitando le fonometrie a nord, ove le finestre dovranno essere piccole, mentre a sud andranno le vetrate di maggiore dimensione (opportunamente calcolate per captare la radiazione solare, ma non sovradimensionate, per evitare il surriscaldamento estivo degli ambienti e l’inevitabile dispersione in assenza di sole (nuvole, nebbia, ore notturne).
La trasmittanza termica di un serramento esterno in legno non particolarmente isolato si aggira solitamente intorno a 2 W/m², un valore assolutamente non compatibile con il sofisticato fine energetico delle case prefabbricate. Un’ulteriore miglioramento può essere realizzato adottando dei vetrocamera a triplo strato, che possono spingere il valore dell’isolamento sino a 0,5-0,7 W/m².
I costi non sono eccessivi ed è quindi un’opzione senza dubbio consigliabile per la maggior parte delle case in legno, soprattutto quelle montate nel nord Italia.
case-in-legno, case-di-legnoQuali sono i serramenti più indicati per le case prefabbricate?
In passato i serramenti erano per lo più in legno.
Si tratta ancora di una buona soluzione, grazie alle buone proprietà isolanti di questo materiale. 
Sarà necessaria una regolare manutenzione degli infissi, poiché le vernici tendono a perdere le proprietà protettive a causa dell’azione degli agenti atmosferici.
Un’alternativa molto in voga ed altamente consigliabile per le case prefabbricate è il serramento in legno con la protezione esterna in alluminio.
All’interno l’infisso in legno avrà un aspetto tradizionale, e non necessiterà più interventi di manutenzione nel tempo.
L’alluminio potrà inoltre essere di qualsiasi colore si desideri, offrendo un’opzione in più per l’architettura dell’edificio.
Anche il pvc è un materiale molto utilizzato per la realizzazione di infissi isolati, con una buona durata nel tempo e costi generalmente inferiori al legno-alluminio.
Un buon serramento dovrebbe inoltre prevedere di serie l’apertura a vasistas su tutte le ante apribili ed un adeguato sistema di sicurezza.
Un semplice punto di chiusura può pertanto essere insufficiente. 
Meglio tre per anta.
Verificate infine la possibilità di installare un sensore antifurto sugli infissi.
Ogni aspetto delle case prefabbricate deve essere adeguato all’insieme.
Le finestre costituiscono sovente un punto trascurato dell’edificio, ma rappresentano un elemento estremamente delicato che, se mal concepito, può abbattere di molto il rendimento energetico dell’involucro.

TRIPLI VETRI NELLE COSTRUZIONI IN LEGNO

Nella mia futura casa prefabbricata vorrei installare dei tripli vetri. 
Da profano, mi sembra ci sia un notevole vantaggio, passando da una trasmittanza U di 1,1 a 0,7. 
Vorrei tante vetrate, per cui ho paura delle dispersioni.
Cambiano molto i prezzi?

L’installazione dei tripli vetri è sempre consigliabile, a fronte di un aumento dei costi abbastanza irrisorio, considerando gli indubbi vantaggi di un vetrocamera maggiormente isolato.
La dispersione è dovuta allo scambio termico attraverso il vetro. 
Il calore viene trasferito dall’ambiente interno a quello esterno per conduzione ed irraggiamento.
Il parametro che caratterizza l’isolamento è, come ripetuto spesso, il valore di trasmittanza termica (Uw, espresso in W/mqK), che specifica la quantità di calore che attraversa una superficie pari a 1 mq quando tra i due ambienti vi è una differenza di temperatura di 1 °C.
Quanto più basso è questo valore, minori sono le dispersioni termiche.
Un vetro poco isolato aumenta i costi per il riscaldamento nella stagione invernale e causa il surriscaldamento dell’edificio nella stagione estiva, con un abbattimento drastico delle prestazioni energetiche dell’involucro.
In cifre, si può arrivare tranquillamente ad un 40% di dispersioni complessive attraverso alle vetrate. 
L’installazione di infissi a basso consumo ha migliorato notevolmente il bilancio energetico degli edifici moderni, ma un buon isolamento è ottenibile solamente abbinando dei vetri adeguati.
Tutti i vetri basso emissivi, riempiti con gas inerte, sono particolarmente efficienti.
Questi vetri lasciano passare la maggior parte dello spettro della radiazione solare, ma frenano il passaggio della radiazione infrarossa, ossia la componente "termica" della luce solare, a bassa frequenza.
Il triplo vetro migliora notevolmente l’isolamento termico, con un rapporto q/p particolarmente favorevole ed indubbi vantaggi relativamente all’isolamento acustico.
Se l’edificio viene montato in zone rumorose o ad alto traffico veicolare, si tratta evidentemente di una scelta molto indicata.
Solitamente, questi vetri utilizzano gas inerti come l’argon o il kripton nelle intercapedini tra i pannelli (doppi o tripli), che rallentano ulteriormente il passaggio di calore tra una superficie e l’altra e migliorando l’isolamento termico.
Può essere opportuno valutare se montare tripli vetri dappertutto o limitarli alle zone a nord. 
Se l’edificio è concepito per assorbire calore in modo passivo, sfruttando la radiazione solare, il triplo vetro limiterà, di conseguenza, il guadagno termico.
In questo caso si dovrebbe abbassare l’isolamento delle vetrate a sud, montando dei doppi vetri in questa zona.
I tripli vetri, se utilizzati opportunamente, rappresentano senza dubbio un investimento, con significativi vantaggi sulla bolletta e un miglioramento delle condizioni termiche e del benessere acustico.