Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.
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COSTO DI UNA VARIANTE E RISCHIO SALSEDINE

CHI VIVE IN ZONE VICINE AL MARE CONOSCE BENE GLI EFFETTI DELETERI DELLA SALSEDINE CHE PORTANO AD UN RAPIDO INVECCHIAMENTO MOLTE PARTI DEL FABBRICATO, IMPONENDO FREQUENTI INTERVENTI DI MANUTENZIONE SUGLI ESTERNI. 

Buongiorno, stiamo per acquistare un lotto di 650 metri quadri con il progetto già approvato. 
Volendo edificare con una ditta di case prefabbricate, bisogna presentare un altro progetto? 
Inoltre vorrei sapere se ci sono controindicazioni con questo tipo di strutture trattandosi di una zona marittima e quindi con problemi di salsedine.

case-mareRealizzando un progetto adattato a nuovi spessori esecutivi dovuti al passaggio ad una struttura in legno, probabilmente sarà inevitabile la presentazione di una variante alla versione progettuale precedentemente approvata.
Quasi sempre l’iter burocratico risulta semplificato e può essere limitato ad una D.I.A. (denuncia di inizio attività) o S.C.I.A (segnalazione certificata di inizio attività), pratiche abbastanza snelle, che permettono di iniziare i lavori in tempi brevi.
Tale adattamento risulta quasi inevitabile, in quanto gli edifici in muratura presentano spessori maggiori per i tamponamenti esterni (intorno ai 40 cm, contro i 30 delle case di legno) ed inferiori per le tramezze (10-11 cm, contro 13-15 delle pareti in legno), così come, molto probabilmente, spariranno dalla pianta alcuni pilastri in cemento armato. 
E’ probabile inoltre che alcune esigenze funzionali non coincidano con quanto indicato in progetto e che i fori di facciata subiscano qualche modifica dimensionale.
Una variante è certamente un piccolo costo in più, ma non mi spaventerei troppo e la metterei in conto senza troppi problemi tra le spese complessive della costruzione. 

Vivere vicino al mare è certamente una grande fortuna (chiedere a chi abita in una grande città del nord…), ma presenta anche qualche piccolo inconveniente.
L’azione della salsedine, presente naturalmente nell’aria e trasportata dai venti verso l’entroterra, risulta molto aggressiva sugli esterni degli edifici, causando il disgregamento di tinteggiature ed intonaci delle facciate ed il deterioramento delle parti in legno lasciate a vista, come infissi, scuretti, sporgenze di gronda del tetto.
Si tratta di un problema generalizzato e certamente non specifico degli edifici a struttura lignea.
Le case prefabbricate possono essere edificate in zone marittime senza particolari timori, con l’accortezza di evitare il più possibile la presenza all’esterno di parti in legno.
E’ sufficiente optare per serramenti esterni in pvc o con protezione in alluminio, tapparelle o oscuranti in alluminio.
Le sporgenze del tetto possono essere chiuse evitando qualsiasi elemento in legno lasciato a vista.
Generalmente l’intonachino colorato posato dalle ditte del settore è di buona qualità, garantendo un’elevata tenuta negli anni.
Per questi motivi, le problematiche di un edificio in legno correttamente concepito, pur non sottovalutando l’azione logorante della salsedine, non sono certamente superiori a quelle riscontrabili sulle costruzioni in muratura tradizionale.

RIALZARE LA PLATEA DELLE COSTRUZIONI FERTIGHAUS

LE NORME DIN 18195 TEDESCHE IMPONGONO UNO “STACCO” TRA LA QUOTA DEL TERRENO E L’ESTRADOSSO DEL SOLAIO DI APPOGGIO DI UNA COSTRUZIONE A STRUTTURA IN LEGNO, DI ALMENO 15 CENTIMETRI.

A proposito dell'appoggio della casa in legno sul basamento in calcestruzzo, ho letto su un articolo in questo sito del 2012 (Rischio allagamento per le case in legno) che in Germania ed in Austria quest'ultimo deve essere posto almeno 15 cm sopra il terreno circostante.
Mi chiedo il perché, visto che non credo sia questa la soluzione all'umidità di risalita che danneggia la struttura in legno.
Le soluzioni penso siano appunto altre e mi piacerebbe sapere quali ritenete più valide, visto che sarei intenzionato a realizzare la casa in legno.

La platea rialzata è ovviamente una delle possibili soluzioni al problema delle risalite di umidità dal suolo, ma non certamente l’unica.
Bisogna considerare che in Germania ed Austria, paesi a larghissima diffusione di costruzioni prefabbricate in legno da molti decenni, vi è abbondanza di precipitazioni a carattere nevoso nei mesi invernali.
La neve si può ovviamente accumulare attorno alle pareti della costruzione e, disgelando, può infiltrarsi per capillarità all’interno dei muri.
Un distacco dal terreno di 15 centimetri è però sufficiente per fare defluire l’acqua di scioglimento al di sotto della zona di attacco della parete sul solaio, come previsto dalle normative DIN, rispettate da tutti i costruttori di questi paesi ed applicate anche da Tedeschi ed Austriaci anche in Italia.
Tale accorgimento presenta notevoli vantaggi e garantisce la salubrità dell’edificio, ma presenta un piccolo inconveniente, in quanto la quota interna del pavimento del piano terra sarà rialzata rispetto al terreno circostante di 15 centimetri + tutto ciò che si trova al di sopra della soletta grezza (sottofondo alleggerito, riscaldamento a pavimento – se presente, massetto, colla e piastrelle), ovvero di altri 15 centimetri circa.
Per questo motivo le abitazioni prefabbricate tedesche ed austriache sono (quasi) sempre accessibili mediante un paio di gradini e questo comporta necessariamente qualche problematica in più nel nostro paese, soprattutto per garantire il rispetto delle norme per il superamento delle barriere architettoniche.
Avendo già realizzato parecchi edifici in legno con alcuni di questi costruttori, ho quasi sempre dovuto adattare la progettazione tanto alla normativa disabili, quanto alle norme DIN, in quanto il mancato rispetto in fase esecutiva di tali prescrizioni comporta la decadenza delle garanzie trentennali.
Esistono peraltro alcune possibili varianti che prevedono la posa di una canalina di drenaggio grigliata attorno all’edificio in grado di intercettare e fare defluire l’acqua lontano dalla costruzione o convogliandola ad un pozzo perdente.
Ovviamente possono funzionare egregiamente anche sistemi alternativi in grado di impedire efficacemente le risalite per capillarità nelle pareti, ricordando che affidarsi alle sole guaine impermeabilizzanti potrebbe risultare insufficiente a lungo andare.

CASE DI LEGNO E PRESCRIZIONI ANTINCENDIO

IL LEGNO E’, SENZA OMBRA DI DUBBIO, UN MATERIALE COMBUSTIBILE E, TUTTAVIA, IL SUO COMPORTAMENTO AL FUOCO NE PERMETTE UN UTILIZZO SICURO PER LA REALIZZAZIONE DELLE STRUTTURE DI EDIFICI.

Le volevo chiedere un'interpretazione sulla possibilità della realizzazione o meno di una casa in legno seguendo le indicazioni del regolamento edilizio di dove vivo.
Da come lo capisco io sembra non sia possibile.
Nello specifico il regolamento prevede:
"TITOLO III - PREVENZIONI DAI PERICOLI DI INCENDIO
ART. 59 - IMPIEGO DI MATERIALI LIGNEI
1. Sono di norma vietati i materiali lignei per la formazione delle strutture portanti in tutti quei casi in cui particolari condizioni ambientali, tradizioni costruttive o qualificate scelte architettoniche richiedano l'uso di materiale ligneo per le strutture portanti; l'impiego di queste è condizionato all’adozione di trattamenti ed accorgimenti atti a renderle incombustibili o, comunque, resistenti al fuoco mediante applicazione di prodotti ritenuti idonei, allo scopo dal Comando Provinciale Vigili del Fuoco.
ART. 60 - PREVENTIVO NULLA OSTA DEI VIGILI DEL FUOCO
1. E' richiesto il preventivo nulla osta dei Vigili del Fuoco per gli edifici nei quali sono esercitate le attività elencate nel Decreto Ministeriale 16 Febbraio 1982, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 9 Aprile 1982 e su successive eventuali modificazioni.
ART. 61 - CERTIFICAZIONE DI COMPETENZA DEI VIGILI DEL FUOCO
1. Prima del rilascio del certificato di agibilità concernente gli edifici di cui al precedente Art. 60 è richiesto il relativo nulla osta o certificato di prevenzione incendi del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco."

case-bioedilizia
In generale, i regolamenti comunali non vietano l’utilizzo di strutture portanti in legno, massicce o a telaio, fatta eccezione per alcune zone del territorio, particolarmente vincolate (con limiti e restrizioni tipologiche e/o architettoniche).
Il rispetto della normativa antincendio risulta particolarmente severo per gli edifici pubblici o ad uso collettivo, che sono sottoposti a parere preventivo dei Vigili del Fuoco con rilascio della certificazione di competenza.
Per i piccoli edifici residenziali (la maggior parte delle strutture in legno realizzate in Italia sono villette mono e bifamiliari) vanno semplicemente rispettate le norme in vigore e non è mai richiesto il parere preventivo.
Alcuni regolamenti comunali possono inasprire i limiti di legge, mentre non è mai possibile il contrario.
Nel caso del Comune del lettore, gli articoli 60 e 61 fanno esplicito riferimento alle attività sottoposte a parere dei Vigili del Fuoco (esclusi i piccoli edifici di abitazione), per cui nulla cambia tra fabbricati in legno, in acciaio o in muratura.
L’articolo 59, al contrario, limita fortemente l’impiego del legno anche nei casi in cui l’utilizzo di tale materiale risulti consolidato nella tradizione costruttiva locale, pur non specificandone le tipologie.
Probabilmente il regolamento si riferisce a solai, coperture, porticati e tettoie in legno lasciato a vista, soluzioni costruttive tradizionali ampiamente diffuse come parte degli edifici in laterizio, pur senza citare le case prefabbricate e le costruzioni integralmente realizzate in legno.
Tali strutture sono”di norma vietate” o “l'impiego di queste è condizionato all’adozione di trattamenti ed accorgimenti atti a renderle incombustibili o, comunque, resistenti al fuoco mediante applicazione di prodotti ritenuti idonei, allo scopo dal Comando Provinciale Vigili del Fuoco”.
Siamo di fronte ad un’interpretazione estremamente restrittiva delle norme nazionali in tema di sicurezza antincendio, che potrebbe limitare fortemente la costruzione di case in legno a basso consumo sullo specifico territorio comunale, ma va ribadito che siamo comunque di fronte ad un’eccezione, poiché le case in legno rispettano la normativa e possono tranquillamente sostituire i sistemi costruttivi tradizionali in laterocemento.

VIBRAZIONI IN UNA CASA DI LEGNO PREFABBRICATA

IL LEGNO E’ UN MATERIALE ELASTICO E RESISTENTE, ASSOLUTAMENTE ADATTO PER LA REALIZZAZIONE DI STRUTTURE EDILIZIE, MA E’ IMPORTANTE CALCOLARE CORRETTAMENTE, OLTRE ALLA STATICA, I MOVIMENTI DOVUTI A FATTORI DINAMICI, LEGATI ALLA PRESENZA DI PERSONE IN MOVIMENTO NEGLI AMBIENTI.

Viviamo da poco in un casa prefabbricata in legno e siamo veramente contentissimi di tutto.
Dopo 6 mesi di vita all'interno dell'abitazione stiamo verificando tutti i particolari ed i dettagli della costruzione per cercare di perfezionare al massimo tutte le piccole questioni che sono emerse.
Tra queste c'è quella relativa alla scala interna che dal piano terra al primo piano è stato fissata su di un rinforzo che comunque poggia sulla struttura portante (trave e colonne) e che divide le mia proprietà da quella del vicino (trattasi di trifamiliare).
Ci siamo accorti, e così anche il nostro vicino, che quando saliamo e scendiamo le scale le vibrazioni si trasmettono da una unità all'altra facendo vibrare tutta la struttura della scala.
Ci sono delle soluzioni per ovviare a tale problema?
Distanziatori piuttosto che sistemi di ancoraggio che non poggino direttamente sulla struttura?

Il legno da costruzione (generalmente abete rosso) è un materiale duro, elastico e resistente, che trova svariati impieghi in edilizia, ma che può essere impiegato con eccellenti risultati nella realizzazione di strutture portanti complete, senza l’ausilio di rinforzi in acciaio o calcestruzzo armato, come avviene per le case prefabbricate in legno a basso consumo energetico.
Le costruzioni in legno vengono dimensionate secondo la normativa nazionale, tenendo conto della zona sismica, in base alle caratteristiche architettoniche del progetto.
Il calcolo deve ovviamente privilegiare la sicurezza degli occupanti, ma vengono prese in considerazioni altri parametri come la “freccia” delle travi dei solai che non devono deformarsi eccessivamente a causa del carico soprastante.
I solai in legno di molti vecchi edifici tendono a flettersi sotto il peso di una persona che semplicemente cammina, trasmettendo rumori e vibrazioni anche di notevole entità.
Per questo motivo una soletta troppo elastica va rinforzata posizionando una o più putrelle in acciaio sotto i travetti (per contrastarne la deformazione) o irrigidendola superiormente, inserendo delle armature nel massetto in calcestruzzo sotto il pavimento.
Se l’edificio è di nuova costruzione, un eccesso di vibrazioni può derivare da un dimensionamento non corretto delle strutture.
Ed esempio travi di sezione ridotta non sono in grado di coprire grandi spazi e, pur non comportando rischio di crollo, tendono ad incurvarsi eccessivamente.
Una scala in legno, per sua natura, tende a trasmettere molte vibrazioni, in particolare nei confronti del le murature a cui è ancorata.
Generalmente, nelle case prefabbricate, le scale sono realizzate in legno e i gradini sono incastrati ad una struttura autoportante denominata “cosciale” che viene fissata alle pareti, con un pilastrino di supporto centrale.
Probabilmente la struttura di queste scale risulta eccessivamente elastica, deformandosi molto durante il normale utilizzo quotidiano e trasmettendo tali vibrazioni alle strutture verticali adiacenti.
Ritengo che, a causa delle caratteristiche costruttive adottate, non sia possibile disgiungere le scale dalle pareti, ma che si potrebbe limitarne i movimenti irrigidendo la struttura con degli elementi metallici.
Si tratta di una problematica abbastanza seria che deve essere segnalata al costruttore che dovrà, a sua volta, verificare la correttezza della relazione di calcolo strutturale.

INFILTRAZIONI IN UNA CASA PREFABBRICATA

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO NON AMANO L’ACQUA, CHE E’ IL PRINCIPALE PROBLEMA DI QUESTE COSTRUZIONI, DA AFFRONTARE CON UNA CORRETTA PROGETTAZIONE PRELIMINARE, CHE ANDRA’ PRECISATA IN FASE ESECUTIVA.

Gentile Architetto, ho letto il Suo libro e lo ritengo molto utile, grazie!
Avrei bisogno di un parere circa una questione che ormai quasi toglie il sonno di notte! Con mio marito circa sei anni fa abbiamo costruito una casa in legno che è quella in cui attualmente viviamo.
Purtroppo ci siamo rivolti a una piccola azienda locale per tutti i motivi che spiega anche lei nel libro.
Ad oggi abbiamo dovuto intervenire due volte sul cappotto nella parete nord perché infiltrato e completamente marcio.
La squadra che ha preso in carico il lavoro (in garanzia, dopo un inverno di e-mail in cui sollecitavamo un controllo) ci ha fatto vedere che mancano le sigillature intorno a davanzali e finestre, ma stanno considerando solo la parete nord dato che il problema attuale e' li.
Esiste, secondo Lei, un professionista che ci aiuti a risistemare i danni che ci hanno causato?
La casa e' una mono familiare grande.

una casa in legno
Premetto innanzitutto che le informazioni in mio possesso sono limitate alle poche righe scritte dal lettore, per cui non sono in grado di approfondire il caso specifico, né di formulare giudizi obiettivi sulla vicenda, mancando peraltro una replica del costruttore.
Sono però possibili alcune riflessioni di carattere generale.
Non ho mai nascosto l’importanza di proteggere adeguatamente la struttura e gli isolamenti di una casa in legno, adottando semplici accorgimenti progettuali ed esecutivi.
L’acqua meteorica deve scorrere sulla copertura, incanalandosi all’interno di grondaie e pluviali per essere velocemente allontanata dall’edificio, senza pericolosi ristagni dovuti a pendenze inadeguate od involontarie vasche di raccolta come tetti piani e terrazze.
L’attacco al suolo dell’edificio deve ovviamente scongiurare qualsiasi risalita di umidità dovuta ad un contatto diretto delle pareti con il terreno, che potrebbero causare un assorbimento per capillarità nei pannelli isolanti, in particolare nella zona rivolta verso l’esterno.
Per questo motivo molti costruttori di case prefabbricate impiegano ancora pannelli in EPS per la realizzazione del cappotto isolante, materiale non traspirante, né naturale, ma certamente inerte e non impregnabile, al contrario delle fibre e delle lane comunemente utilizzate per i cappotti da molte altre aziende.
I cappotti in fibra di legno possono deperire velocemente a contatto diretto con l’acqua e dovrebbero essere realizzati oltre l’altezza di un metro dal terreno, posizionando un pannello di polistirene nella parte più bassa della facciata.
Le case prefabbricate, come previsto peraltro da una normativa DIN tedesca (18195), andrebbero rialzate dal suolo di almeno 15 centimetri rispetto al piano di appoggio della costruzione.
Tali indicazioni non sempre vengono recepite dalle ditte italiane, ma dovrebbero almeno essere previste delle soluzioni alternative efficaci per allontanare l’acqua ed evitare risalite di umidità dal terreno.
A tale proposito, vorrei spendere un’ultima parola a favore dei “poveri” costruttori.
Nella mia esperienza di progettista di case in legno a basso consumo energetico, molto spesso i clienti non accettano limitazioni  o prescrizioni di sorta, modifiche o adattamenti in fase esecutiva.
L’innalzamento di quota dell’edificio viene spesso respinto dal committente che non accetta una piccola scomodità (generalmente un banale gradino), accollandosi il rischio di costruire un edificio non conforme alle buone regole delle costruzioni in legno.

MUFFA E CALDO IN UNA VILLETTA IN LEGNO

LA GUIDA ALLE CASE PREFABBRICATE E’ A VOSTRA COMPLETA DISPOSIZIONE PER QUESITI, DUBBI, CONSIGLI O SEGNALAZIONI PER ARGOMENTI NON TRATTATI, CHE RICEVERANNO SEMPRE LA MIA ATTENZIONE ED AI QUALI CERCHERO’ DI RISPONDERE PUBBLICAMENTE IN FORMA DI ARTICOLO.

Le scrivo per avere una sua opinione circa 2 aspetti, ovvero la comparsa di condensa nelle finestre e, in alcune stanze, di muffa nel retro di alcuni mobili e la sensazione che il cappotto esterno non faccia il suo dovere data l'alta temperatura interna.
Preciso che si tratta di una casa unifamiliare in legno (con cappotto esterno), costruita nel 2009 da una azienda trentina.
Entrambi i problemi si sono palesati circa nell'ultimo anno e mezzo.
L'incaricato dell'azienda, nel corso del suo sopralluogo per verificare la situazione, mi ha detto che la condensa è dovuta al fatto che i muri sono più isolati degli infissi (forniti dalla stessa azienda e composti da vetri con doppia vetrocamera).
Il consiglio che mi ha dato è di arieggiare sempre o installare vetri a tripla vetrocamera, sfruttando l'agevolazione fiscale.
Per quando riguarda il cappotto, mi ha confermato che è stato fatto a regola d'arte, ma d'estate quando fuori ci sono, ad es. 36°, in casa ce ne sono 32-33°, tanto da dover installare un deumidificatore...ma qs. tipo di case non dovrebbero "autoregolare" l'umidità e la temperatura interna?
Dato che la giustificazione e la soluzione non mi soddisfano vorrei un suo parere e se le serve, potrei inviarle tramite mail la descrizione tecnico costruttiva della casa.

villa ecologica prefabbricata
Approfitto di quest’ultima riga della mail del lettore per ribadire che non sono in grado di fornire consulenze per casi personali, per cui non scrivetemi richieste troppo argomentate con foto, allegati, dettagli, poiché gli articoli devono soddisfare il requisito dell’interesse alla pubblicazione.
Sono disponibile ad assumere incarichi minimi di progettazione a distanza adeguata (per me e per il committente - entro i 120 km o 1 ora e mezza di auto), ma non per assistenze gratuite via mail di carattere personale, che non troveranno alcuna risposta da parte mia.
Il problema della condensa è dovuto ad un alta percentuale di umidità all’interno della casa, prodotto naturalmente attraverso gli usi sanitari dell’acqua, la cottura dei cibi, a respirazione.
La buona tenuta all’aria dell’involucro delle case di legno a basso consumo impedisce al vapore di fuoriuscire dall’edificio rendendo necessario un periodico arieggiamento degli ambienti con l’apertura degli infissi (dopo una doccia o dopo aver cucinato la pasta, ad esempio).
La condensa si forma sui vetri in quanto viene raggiunto il punto di rugiada sulla superficie interno del cristallo, con la formazione delle goccioline d’acqua, a causa della temperatura più bassa rispetto alle pareti.
La sostituzione con serramenti a triplo vetro può solo parzialmente migliorare la situazione se non viene attuato un costante ricambio dell’aria (non essendo presente un impianto di ventilazione meccanica controllata).
Per quanto riguarda il surriscaldamento estivo, la termoregolazione naturale delle case in legno è limitata a piccole percentuali di umidità, ma certamente non al controllo della temperatura.
Per isolare dal caldo è necessario garantire una buona inerzia termica dell’involucro esterno (pareti e copertura) con isolamenti ad alta densità ed una buona massa complessiva, in grado di rallentare l’ingresso dell’onda di calore all’interno dell’edificio.
E’ inoltre importante che la radiazione solare venga schermata adeguatamente per evitare l’incidenza diretta sulle vetrate che può elevare la temperatura interna dei locali di parecchi gradi a causa dell’effetto serra.

IMPERMEABILIZZARE LA PLATEA DI UNA CASA PREFABBRICATA

L’ATTACCO AL SUOLO DI UNA COSTRUZIONE DI LEGNO E’ UN ASPETTO BANALE SOLO IN APPARENZA, IN QUANTO VANNO SEMPRE SCONGIURATE LE RISALITE DI UMIDITA’ ATTRAVERSO LA STRUTTURA E GLI ISOLAMENTI NELLE PARETI A DIRETTO CONTATTO CON LA PLATEA.

Grazie infinite e complimenti per il gran lavoro che svolge con il suo sito, per me è un vero punto di riferimento tanto che ho deciso di costruirmi una casa in legno a due piani proprio leggendo i suoi post.
A giorni arriverà la casa in legno, il sistema costruttivo è un blockhaus da 92mm con all'esterno 100mm EPS, barriera al vapore, 20mm intercapedine, 30mm tavolato esterno di copertura.
Chiaramente i lavori sono in fase avanzata ed il mio dubbio è il seguente: che tipo di guaina dovrò utilizzare tra la platea in ca. e il primo solaio?
So quanto sia delicato l'attacco al suolo e pur costruendo in una zona e su di un terreno molto asciutti vorrei un suo parere su che tipo di materiale utilizzare.
La ditta che esegue i lavori mi dice che poserà quello che deciderò io, senza darmi una idea di cosa andrebbe utilizzato.

impermeabilizzazione di una casa in legno prefabbricata
L’impermeabilizzazione della platea delle case prefabbricate andrebbe sempre prevista per evitare che l’umidità di risalita dal terreno possa bagnare gli isolamenti e deteriorare le strutture portanti delle pareti appoggiate sulla prima soletta in cemento armato che costituisce il piano di posa dell’edificio.
In presenza di un piano interrato, la barriera antiumidità non è necessaria e può essere evitata, in quanto la presenza di ambienti sottostanti il solaio di appoggio (generalmente areati) limita il rischio di accumulo di elevate quantità di vapore acqueo.
La platea di una casa in legno dovrebbe essere realizzata su igloo, costituendo una camera di ventilazione dotata di fori di aerazione per l’espulsione dell’umidità in eccesso, poiché la differenza di prezzo rispetto ad un vespaio tradizionale in ciottoli non è eccessiva.
La barriera antiumidità va posata a diretto contatto con il getto in cemento armato e può essere costituita semplicemente da un telo in polietilene da pochi decimi di mm di spessore.
Molti costruttori di case prefabbricate in legno richiedono la presenza di tale barriera che garantisce la salubrità della costruzione in tutte le stagioni ed in ogni condizione di umidità esterna, anche nelle zone di pianura caratterizzate dal falde acquifere superficiali e percentuali di umidità elevate nel terreno.
La posa del telo antiumidità (da non confondere con la guaina impermeabilizzante fissata sulle fondazioni) può essere eseguita direttamente dal cliente, mediante l’impresa costruttrice della platea o, meglio ancora, dalla ditta di case prefabbricate, immediatamente prima del montaggio degli elementi dell’edificio in legno.
Nel caso esposto dal lettore, lascia perplessi il fatto che l’azienda costruttrice non fornisca indicazioni precise, delegando al cliente la responsabilità della posa e della scelta del telo più idoneo.

CASE DI LEGNO ED ALLAGAMENTI

L’ACQUA E’ IL PRINCIPALE NEMICO DEGLI EDIFICI IN LEGNO, DA NON SOTTOVALUTARE MAI, RICHIEDENDO UN’ATTENTA PROGETTAZIONE ESECUTIVA.
EVENTI ECCEZIONALI POSSONO ACCADERE E RAPPRESENTANO SICURAMENTE UNA PROBLEMATICA RILEVANTE PER QUESTE COSTRUZIONI.

Sto valutando la costruzione di una casa in legno, contattando diversi produttori.
Sto anche leggendo il suo libro, Guida alle case in legno.
Nel capitolo "Timori e pregiudizi..." parla del problema acqua, ma non affronta il tema delle inondazioni.
Visto che il terreno che ho acquistato si trova in zona di potenziale allagamento, volevo informazioni sull'argomento.

Questo blog è attivo da settembre 2008 e, con un po’ di pazienza, è possibile reperire articoli scritti nel passato, ma sempre attuali nei contenuti.
Questo sito non contiene news soggette a rapido invecchiamento, ma affronta temi e risponde a domande che mantengono inalterato l’interesse nel tempo.
La piccola casella di ricerca posizionata in alto a destra consente un’agevole ricerca attraverso parole chiave come “allagamento”, “inondazione”, “acqua”.
Verranno infatti visualizzati gli articoli più pertinenti, che generalmente hanno trattato gli argomenti in modo approfondito (grazie all’anzianità del blog) tra gli oltre 500 post pubblicati.
Se così non fosse, fatemelo sapere, utilizzando la form contatti e sarò ben lieto di colmare la lacuna.
L’argomento è certamente delicato e non può essere sottovalutato, proprio per le caratteristiche del legno che è un materiale che può deperire rapidamente a contatto con l’acqua.
L’allagamento è peraltro una delle condizioni peggiori in assoluto, trattandosi di acqua fangosa contenenti sostanze che accelerano il degrado delle strutture e che danneggiano gli isolamenti in modo irreversibile.
Va peraltro ricordato che si tratta di eventi eccezionali che possono colpire con effetti altrettanto gravi edifici in muratura.
La vicinanza a bacini fluviali o torrenti a rischio esondazione andrebbe considerata già in fase di acquisto del terreno, optando per siti più sicuri o in posizione leggermente sopraelevata.
Si tratta di un problema molto diffuso sul territorio italiano, con fenomeni ricorrenti nella stagione delle piogge, sempre meno sporadici negli ultimi anni.
L’unica possibilità di difenderci è di prevedere, già in fase di progettazione, una posizione della porzione in legno rialzata rispetto alla quota del terreno circostante.
Una casa in legno danneggiata non dovrebbe essere soggetta a demolizione integrale, ma è inevitabile un rifacimento pressoché completo delle pareti con sostituzione degli isolamenti, dei pannelli e dei cartongessi deteriorati, salvaguardando le strutture portanti.

PROBLEMI PER LE COSTRUZIONI IN LEGNO PREFABBRICATE

PREGI E VANTAGGI DELLE CASE IN LEGNO VENGONO AMPIAMENTE DESCRITTE ALL’INTERNO DEGLI ARTICOLI DEL BLOG, MA I LETTORI SANNO CHE TRATTO APERTAMENTE ANCHE DEI LIMITI, DEI VINCOLI E, PERCHE’ NO, DEI PROBLEMI DI QUESTE TECNICHE COSTRUTTIVE.

Sto facendo costruire una casa con il sistema xlam.
L'ingegnere progettista ha sbagliato di 6 cm l'altezza delle pareti perimetrali.
Alla nostra richiesta di chiarimento, egli ha risposto ammettendo il suo errore di 3 cm, perché gli altri 3 cm sono il normale margine che si terrebbe per riuscire a montarle. La sua proposta per rimarginare l'errore sarebbe quella di chiudere la fessura con un asse di lamellare incollandola.
Io mi chiedo se è corretto e le chiedo quale comportamento, da parte nostra, adottare.

Il caso del lettore è uno dei tanti che mi giungono tramite il form contatti del blog.
La costruzione di un edificio il legno è molto veloce, soprattutto se la casa è prefabbricata.
Le frequenti problematiche, tipiche dei cantieri in opera tradizionali, sono generalmente limitate nel numero e nell’entità, ma bisogna comunque essere consci che la realizzazione di un fabbricato, anche a struttura lignea, resta un'opera complessa che prevede la successione di molte fasi e l’ausilio della manodopera di un notevole numero di persone coinvolte nella costruzione (muratori, carpentieri, gruisti, impiantisti, massettisti, pavimentisti, pittori…), senza dimenticare i tecnici e gli operai che producono ed assemblano in stabilimento le varie parti dell’edificio.
Una casa in legno resta un prototipo unico e irripetibile, persino se scelta a catalogo.
La campionatura avviene in pochi giorni ed è un momento importante che può portare a scelte sbagliate da parte dei clienti, ma che non è esente da possibili errori, anche da parte del tecnico della ditta, che vengono normalmente scoperti solo a montaggio avvenuto.
La progettazione statico-esecutiva comporta inevitabili modifiche al progetto originario, quasi sempre mal digerite dall’acquirente, come ispessimenti o spostamenti di murature, variazioni distributive o nella disposizione di impianti e sanitari, presenza di canalizzazioni verticali, pilastri, travi.
Un discorso a parte va fatto per le problematiche di cantiere dovute a misure sbagliate, tolleranze eccessive, difetti più o meno evidenti della costruzione.
Ancora una volta ribadisco l’importanza nella scelta della ditta, in quanto ad un elevato standard qualitativo va affiancata la completa disponibilità ad intervenire per risolvere i problemi velocemente e senza conseguenze economiche per il cliente.
Di contro è importante che in tutte le fasi si stabilisca un rapporto di collaborazione, senza inutili polemiche o irrigidimenti di sorta (come purtroppo avviene spesso).
Nella mia esperienza, la maggior parte delle controversie è basata su questioni di poco conto ed importi di poche centinaia di euro, in grado di avvelenare il clima di serenità che dovrebbe caratterizzare la realizzazione della casa.
Ancora una volta la collaborazione con un tecnico esperto e preparato può risultare fondamentale per gestire con calma le piccole ed inevitabili problematiche, mediando con il costruttore e proponendo le corrette soluzioni di volta in volta.
E’ infatti fondamentale comprendere che una costruzione può essere modificata nel corso della realizzazione e che le idee iniziali possono essere migliorate ed adattate senza stress, con un lavoro di continua messa a punto.

UNA CASA DI LEGNO SENZA GRONDE

IL PROGETTO DI UNA CASA PREFABBRICATA DOVREBBE EVITARE SOLUZIONI ARCHITETTONICHE NON CONFORMI ALLE CARATTERISTICHE DI QUESTO SISTEMA COSTRUTTIVO CHE VA PRESERVATO DALLE POTENZIALI INFILTRAZIONI DI ACQUA.

Sto costruendo la mia casa in legno e, fortunatamente, i lavori in poco più di un mese vanno a gonfie vele, siamo già al tetto.
La casa ha uno stile molto moderno, con il tetto completamente a falda inclinata verso sud.
In tutti i lati della casa non sono state previste sporgenze di tetto oltre il muro.
Il tetto finisce a filo del muro e anche nel punto più basso della falda, la gronda verrà nascosta da un cornicione di 40cm.
Mi sto domandando se questo sistema non creerà problemi con la pioggia che bagnerà più facilmente tutti i muri.
Inoltre abitando in collina, dove d'inverno nevica e gela, mi chiedo se la gronda realizzata a vasca non possa essere un problema in caso di ghiaccio!!
Non vorrei che l'ultima parte del tetto si riempia di acqua per poi ghiacciarsi e infiltrare il muro.
Se le interessa sono disposto ad inviarle foto della mia casa in costruzione, sto fotografando tutto.

Approfitto dell’ultima riga scritta dal lettore per ribadire che non fornisco consulenze di alcun tipo, ma accetto solamente incarichi “minimi” di progettazione, per cui non chiedetemi consigli personali, ne mandatemi foto, poiché non ho tempo per rispondere e, francamente, non ho proprio il tempo materiale per occuparmene.
Le uniche risposte possibili sono quelle pubbliche, sotto forma di articolo sul blog, il che non credo sia poi così male.
Il principale problema delle case in legno è il contatto perdurante con l’acqua che può far marcire la struttura e gli isolamenti termici.
L’acqua può infiltrarsi dall’alto, sotto forma di precipitazioni o dal basso, per risalita di umidità dal terreno.
I costruttori di case prefabbricate sono generalmente molto attenti ad evitare qualsiasi rischio, prescrivendo accorgimenti costruttivi al progettista ed apportando eventualmente piccole modifiche in fase esecutiva all’edificio, qualora fossero presenti problematiche non risolte.
Qualche esempio?
Una copertura le cui falde siano inclinate verso l’interno non assicurerà un efficace smaltimento della pioggia o, peggio ancora, una loggia-terrazza piana delegherà a minime pendenze della pavimentazione ed all’efficacia delle guaine impermeabilizzanti la tenuta all’acqua.
Una casa in legno non deve essere (mai) a contatto diretto con il terreno, ma va previsto un piccolo rialzo di quota o una canaletta di drenaggio attorno al perimetro per evitare che le pareti si impregnino di umidità con il passare del tempo per capillarità.
Quanto alle sporgenze del tetto, queste sono utili per proteggere i muri esterni dalla pioggia e per evitare che l’acqua proveniente dal tetto scivoli parzialmente sulle facciate.
Pur essendo possibile un degrado precoce della tinteggiatura dell’edificio, questo problema non è particolarmente rilevante per le case prefabbricate, in quanto è limitato ad un fattore estetico e non pregiudica la salubrità dell’edificio.

ACQUA E CASE IN LEGNO

LA MAGGIOR PARTE DELLE OBIEZIONI ALLE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE A BASSO CONSUMO SONO PRETESTUOSE ED OPINABILI, MA C’E’ UN NEMICO CHE VA AFFRONTATO CON ATTENZIONE, A PARTIRE DALL’IDEAZIONE DELL’EDIFICIO.

In passato, molti edifici venivano costruiti praticamente senza fondazioni ed i muri portanti venivano semplicemente interrati nel suolo per una profondità sufficiente a garantirne la stabilità, senza guaine o trattamenti impermeabilizzanti.
In poco tempo l’umidità risaliva attraverso i muri per il fenomeno della capillarità, bagnando la parte bassa delle pareti, con formazione di muffe e distacchi di pittura ed intonaco.
Tale problematica era particolarmente comune nelle zone di pianura a causa della vicinanza con le falde acquifere e delle caratteristiche del terreno, argilloso e poco drenante, soprattutto nelle stagioni più piovose.
costruzioni-prefabbricate, edifici-prefabbricati
Le persone convivevano con l’umidità, alloggiando in edifici senza isolamenti termici, in condizioni di comfort inconcepibili, con sviluppo di affezioni molto gravi all’apparato respiratorio, comuni soprattutto tra le classi meno abbienti.
La speculazione immobiliare (unitamente all’impreparazione della manodopera) ha dato vita negli ultimi decenni ad interventi estremamente carenti dal punto di vista della salubrità, affidando alle sole guaine impermeabilizzanti (non sempre posate a regola d’arte, soprattutto nelle zone di sovrapposizione tra le membrane) la funzione di protezione degli edifici dall’acqua.
Scarsa cura nell’impermeabilizzazione dei giunti tra le varie parti dell’edificio, pendenze non corrette nei massetti e nelle pavimentazioni esterne, assenza di vespai aerati sotto i solai a contatto con il terreno, sono purtroppo la regola per molte costruzioni in cui abitiamo.
Va pertanto compreso che le costruzioni in laterizio soffrono il contatto con l’acqua e subiscono seri fenomeni di deperimento, risanabili con difficoltà ed alti costi di intervento.
Le case prefabbricate sono costituite da strutture verticali ed orizzontali in legno, da pannelli isolanti leggeri che si impregnano facilmente di umidità, risultando estremamente vulnerabili nel caso di infiltrazioni dall’alto e risalite dal terreno e non è azzardato affermare che l’acqua è il loro principale nemico.
I costruttori di case in legno sono ben consapevoli dell’importanza di allontanare in partenza ogni rischio, adottando gli opportuni accorgimenti tecnico-esecutivi.
Anche il progettista deve evitare soluzioni costruttive non idonee a partire dall’ideazione dell’edificio, confermando l’importanza di conoscere il comportamento di questo materiale, non solo dal punto di vista statico.

I principali aspetti da affrontare sono:
-      Le risalite di umidità per capillarità dal terreno.
E’ fondamentale rialzare la costruzione dal suolo evitando ogni contatto della struttura in legno e degli isolamenti termici con il terreno (bastano 15 cm).
Meglio ancora se attorno all’edificio viene posato un tubo di drenaggio o una canalina per allontanare l’acqua meteorica dai muri.
-      Infiltrazioni d’acqua dalla copertura.
Il tetto deve essere impermeabilizzato con teli e guaine, ma è basilare una corretta pendenza delle falde, in grado di portare all’esterno l’acqua ed evitando ristagni dovuti alla scarsa inclinazione.
Non a caso, i tetti piani rappresentano un problema costruttivo di difficile soluzione per le case in legno.
-      Infiltrazioni d’acqua da logge e terrazze.
Come nel caso dei tetti piani, andrà curata l’impermeabilizzazione, evitando terrazze di grandi dimensioni (possibilmente coperte), con grande attenzione alla posa in pendenza dei massetti e delle pavimentazioni.
I canali di scolo non si devono ostruire ed andranno periodicamente ispezionati e puliti.
-      Umidità prodotta all’interno degli ambienti.
In qualsiasi edificio, è normale lo sviluppo di una notevole quantità di vapore dovuto alla respirazione, alla cottura dei cibi ed agli utilizzi di acqua sanitaria (come le docce).
Alcuni costruttori di case in legno montano una barriera al vapore sul lato interno della parete per evitare formazione di muffe all’interno del muro, ma resta la necessità di ventilare costantemente i locali (manualmente o mediante un impianto di ventilazione meccanica controllata).

INFILTRAZIONI IN UNA CASA PREFABBRICATA

MI SCRIVE UN TECNICO PROGETTISTA PER UNA PROBLEMATICA RECENTEMENTE AFFRONTATA IN UN CANTIERE DI UN SUO COMMITTENTE.

Siamo in fase di ultimazione di un'abitazione costruita in xlam con una ditta austriaca di case in legno e referenti italiani.
Il mio studio di progettazione ha preparato le pratiche necessarie per l'edificazione e quindi un progetto architettonico definendo naturalmente anche il tipo di coppo.
La ditta ha posato esattamente il coppo indicato nella pratica che però non è adatto alla pendenza della copertura e di conseguenza c'è un ritorno d'acqua sotto i coppi.
Al momento c'è una sorta "rimbalzo" per quanto riguarda le responsabilità tra la ditta esecutrice, lo studio che ha preparato le pratiche e il direttore dei lavori.
Mi potrebbe dare qualche indicazione in merito?
Le faccio i complimenti per il sito e per i messaggi che trasmette.
E’ un piacere vedere che ancora ci si possa ancora appassionare al proprio lavoro!!!

VILLE-IN-LEGNO
I cantieri degli edifici di legno hanno parecchi vantaggi rispetto all’edilizia tradizionale del mattone, a partire dalle tempistiche molto ridotte.
Non ci si illuda però di evitare problemi ed attriti con il costruttore, anche per le situazioni pianificate nel dettaglio come i livelli chiavi in mano.
Gran parte dei quesiti va affrontata durante la campionatura e la progettazione esecutiva dell’edificio, un periodo di tempo piuttosto breve che inevitabilmente comprende l’errore umano (da parte della ditta di case di legno o del cliente), scelte affrettate o poco ponderate, ripensamenti, fraintendimenti (il tutto in assoluta reciproca buona fede).
Chi ha già costruito un'abitazione a basso consumo sa sicuramente a cosa mi sto riferendo, ripensando alla propria esperienza.
Tante decisioni da prendere in poco tempo comportano inevitabilmente una certa difficoltà a tenere sotto controllo ogni aspetto dello sviluppo dell’edificio.
Un protocollo di campionatura è costituito generalmente da una cinquantina di pagine (oltre ai disegni) che il cliente dovrà rileggere, verificare e confermare, autorizzando il costruttore a procedere con la produzione degli elementi costruttivi e l’ordine dei materiali (infissi, porte, finiture, impianti….).
Mi sembra scontato ripetere che senza il supporto di un tecnico preparato e responsabile è molto probabile che gli eventuali errori/sviste possano sfuggire all’analisi dell’acquirente, ripresentandosi in cantiere, non sempre in forma rimediabile (dopotutto il cliente ha firmato ed approvato il tutto).
Nel caso specifico del lettore è molto difficile capire a chi accollare la responsabilità, in quanto bisognerebbe conoscere da vicino l’iter seguito, che varia da ditta a ditta di case in legno.
L’intervento sulla copertura descritto comporta inevitabilmente dei costi che nessun soggetto è chiaramente disposto ad accollarsi e che rischiano di gravare (come sempre) sul cliente finale.
Non posso in nessun modo giudicare la vicenda, in quanto in questi casi la responsabilità dovrebbe essere quasi sempre condivisa.
Mi limito solamente a constatare che un costruttore esperto di case prefabbricate dovrebbe essere in grado di prevenire situazioni di questo tipo, avvisando anticipatamente il cliente e fornendo le soluzioni alternative necessarie.

LA RESISTENZA AL VENTO DELLE COSTRUZIONI IN LEGNO

DANDO PER SCONTATO CHE NESSUNO CREDA PIU’ ALLA FAVOLA DEL LUPO CATTIVO CHE, SOFFIANDO SULLA CASETTA IN LEGNO, RIESCE AD ABBATTERLA SENZA FATICA, QUALE’ LA RESISTENZA AL VENTO DEI MODERNI EDIFICI IN LEGNO?

A che tipo di forza del vento mediamente (in km/h) una casa prefabbricata in legno - secondo i moderni standard - riesce a resistere?
Sotto questo aspetto si può stare tranquilli della loro tenuta a fenomeni metereologici di tipo eccezionale quale gli uragani?

L’effetto del vento su una costruzione è abbastanza affine a quello dei terremoti, in quanto entrano in gioco sollecitazioni laterali di tipo dinamico che incidono sulle facciate dell’edificio e che caricano le strutture portanti con forze di trazione di entità variabile.
Nel 2008 il CNR (Centro Nazionale di Ricerca) ha emanato il DT 207/2008 “Istruzioni per la valutazione delle azioni e degli effetti del vento sulle costruzioni”, un documento che ha colmato un vuoto informativo alla luce del progresso della normativa nazionale e internazionale e dei progressi tecnico costruttivi del settore.
il vento è un nemico delle case in legno prefabbricate?
Sono prese in considerazione gran parte delle tipologie edilizie civili, nonché le costruzioni industriali e i ponti, con alcune limitazioni per altezze e lunghezze oltre i 200 metri, includendo le azioni del vento (come pressioni, forze, momenti) sull’organismo strutturale e sui suoi elementi componenti (strutturali e non strutturali).
Il documento fornisce istruzioni tecniche ai tecnici, senza rappresentare una normativa supplementare per il settore delle costruzioni, ponendosi come una serie di raccomandazioni e regole raccolte in testo unitario per analizzare il comportamento delle costruzioni e dei loro elementi all'azione del vento. 
Vengono enunciati alcuni principi base, sottolineando che è “compito del progettista garantire la sicurezza e l’efficienza della costruzione e dei suoi elementi nei riguardi del vento.  Nel progetto delle costruzioni è inoltre necessario tenere in debito conto che gli abitanti devono avere adeguati confort e fiducia nei riguardi delle accelerazioni indotte dal vento.   E’ altresì necessario salvaguardare l’incolumità delle persone non solo all’interno ma anche all’esterno delle costruzioni esposte al vento, ad esempio evitando la caduta di elementi non strutturali delle facciate e delle coperture degli edifici”.
Gli edifici in legno possono essere calcolati per resistere a sollecitazioni estreme, anche in presenza di venti eccezionali.
Il comportamento del legno, materiale elastico e resistente, non è di per se garanzia di resistenza al vento, ma devono essere adottati opportuni accorgimenti costruttivi.
Grande importanza assume il dimensionamento degli ancoraggi di fissaggio delle pareti alla platea di fondazione, così come deve essere garantito un adeguato irrigidimento della scatola edilizia, eventualmente con l’inserimento di controventamenti supplementari sotto forma di putrelle d’acciaio (travi e pilastri).
Il rispetto della normativa antisismica è comunque già una buona garanzia di resistenza alla forza del vento da parte delle case in legno, che non necessitano di un sovradimensionamento strutturale (salvo casi del tutto eccezionali, come la costruzione in zone soggette a fenomeni violenti comprovati).

TETTI VERDI E CASE IN LEGNO

I TETTI VERDI RAPPRESENTANO UNA SOLUZIONE TECNICO-ARCHITETTONICA DI GRANDE IMPATTO, CHE PUO’ SOSTITUIRE IL TRADIZIONALE TETTO (PIANO, A FALDE…) CON TERRA E VEGETALI (ERBA, ARBUSTI…), ANCORA POCO UTILIZZATA NEL NOSTRO PAESE. 

Buongiorno Architetto, inizio facendole i complimenti per il blog che nella sua apparente semplicità è perfetto per avvicinarsi al mondo delle case prefabbricate. 
La mia domanda è su un argomento non ancora trattato ma che mi interessa molto, visto che a breve spero di iniziare a costruire la mia casa prefabbricata, ovvero il tetto verde. 
Vorrei avere da Lei un giudizio su questo tipo di copertura, vantaggi, svantaggi, rischi, quali materiali isolanti sono più adeguati, a chi mi devo rivolgere per la copertura verde (o ghiaia ), se devo preventivare periodici lavori di manutenzione all'isolamento. 
Rinnovandole i complimenti per il blog e per il libro la saluto. 


tetti verdi e case prefabbricate
Partiamo dal concetto di tetto vegetale che è semplicemente un giardino pensile da realizzare sulla copertura di un edificio.
Nel passato, in molti paesi del nord Europa si utilizzava la terra mescolata a vegetali per ricoprire i tetti delle costruzioni, in quanto era possibile migliorare l’isolamento termico, proteggendo l’edificio dall’acqua e dal rischio di incendio.
Attualmente i tetti verdi sono diffusi in molti paesi (Germania, Giappone, Stati Uniti) e presentano notevoli vantaggi.
D’estate la terra ed il manto erboso assorbono il calore limitando lo scambio termico con i locali dell’edificio sottostante (nonché l’effetto ambientale di “isola termica”) con un elevato comfort termoacustico ed un rilevante risparmio economico sulla climatizzazione.
D’inverno il tetto contribuisce a limitare le dispersioni, grazie allo strato d’aria contenuto al suo interno.
Possono essere utilizzati come luoghi da vivere (sono veri e propri giardini, all’occorrenza anche orti) e contribuiscono al filtraggio delle polveri delle città.
Non deve spaventare il peso, in quanto si utilizzano generalmente compost leggeri al posto della classica terra vegetale da giardino.
Dal basso verso l’alto, il tetto vegetale è generalmente composto da:
-      Una guaina a tenuta stagna con telo antiradici.
-      Uno strato con elementi di drenaggio e di filtraggio.
-      Un substrato di crescita.
-      Uno strato vegetale.
I costi di realizzazione e manutenzione sono abbastanza elevati, per cui si deve valutarne l’effettivo vantaggio.
L’accoppiata casa in legno – tetto vegetale presenta purtroppo molte incognite.
Le case prefabbricate richiedono un corretto smaltimento delle acque meteoriche, in quanto eventuali infiltrazioni possono risultare molto dannose per questi edifici.
Nel bene e nel male, un tetto verde è un serbatoio di acqua sopra la copertura, una condizione da evitare assolutamente, in quanto non è possibile garantire la perfetta tenuta delle membrane impermeabilizzanti nel lungo periodo.
All’esterno esistono molte realizzazioni di case in legno ricoperte da un tetto vegetale e non escludo che alcuni costruttori possano smentirmi, ma ritengo assai improbabile che le aziende tedesche ed austriache si accollino tale responsabilità, offrendo 30 anni di garanzia.
Al di la dei banali pregiudizi, le penetrazioni di acqua dall’alto (o dal basso, per capillarità) restano il principale dilemma delle case in legno, superabile attraverso una corretta progettazione ed esecuzione dell’edificio, evitando qualsiasi fattore di rischio.

GLI IMPREVISTI DELLE CASE PREFABBRICATE

LE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE A BASSO CONSUMO ENERGETICO PROPONGONO UN APPROCCIO NUOVO AL CLIENTE ITALIANO AVVEZZO ALLA PRASSI TRADIZIONALE DELLE IMPRESE DI COSTRUZIONE DEL MATTONE.

Complimenti innanzitutto per il lavoro che svolge, nonché per il libro sulle case di legno, che mi è stato utilissimo per convincermi delle qualità di queste costruzioni.

La mia unica esperienza con un impresa di costruzioni tradizionale è stata un vero calvario e la mia futura casa sarà in legno proprio per evitare imprevisti…. 

Case in legno = Nessun imprevisto?

In un mondo perfetto, forse.
La mia esperienza di tecnico nel settore degli edifici in legno mi ha confermato che è possibile limitare di molto le problematiche e le difficoltà, inevitabili per le costruzioni tradizionali in muratura e, tuttavia, si deve essere consapevoli che ogni edificio è un “prototipo” che va progettato e realizzato attraverso fasi di messa a punto continua.
E’ compito del progettista / direttore dei lavori garantire il controllo tecnico dall’ideazione iniziale sino alla consegna delle chiavi al cliente.

IL PROGETTO ARCHITETTONICO

Va concepito per essere realizzato in legno.
L’adattamento del costruttore andrebbe limitato agli spessori dei muri e non dovrebbe stravolgere il senso originario.
Come minimo si renderebbe necessaria una variante al progetto (con i relativi costi), che potrebbe comportare tempi lunghi di approvazione, soprattutto in presenza di vincolo Beni Ambientali. 

IL PREVENTIVO

Non sempre un prezzo di contratto coincide con l’importo post campionatura.Molto spesso si rendono necessarie modifiche ed integrazioni che possono far salire i costi, con notevole disturbo per l’acquirente, che difficilmente può fare altro che lamentarsi. 

LA CAMPIONATURA

Non tutte le aziende sono in grado di accontentare i gusti e le aspettative dell’acquirente.I capitolati di finitura, generalmente validi nella media, risultano talvolta poco appaganti per i clienti più sofisticati ed esigenti. 

LA PROGETTAZIONE ESECUTIVA

Anche in questa fase possono essere introdotte modifiche al progetto, in seguito a verifiche di calcolo statico o impiantistiche.
Lo stress generato da queste variazioni è in genere molto alto. 


gli imprevisti per le case in legno prefabbricate
IL CANTIERE
Il montaggio è un momento gratificante, ma, passata la prima eccitazione per la costruzione che prende forma, cominciano i problemi dovuti alle piccole – grandi sorprese.
Manca una presa elettrica, un punto luce risulta spostato, la porta è più stretta, il radiatore è troppo largo, la scala è troppo larga, il lucernario è troppo in alto, le piastrelle sono posate male, la rubinetteria è di un’altra marca, il colore della casa troppo scuro…..
Inezie a fronte di un cantiere di buon livello, spesso rimediabili velocemente in opera, ma che spesso innalzano il livello di incomprensione con il costruttore, che non vuole rimetterci troppi soldi per pagare la manodopera o per rimediare agli errori.
Una campionatura ben fatta tutela il cliente, che si può limitare a segnalare alla ditta l’inesattezza, mentre una campionatura approssimativa può risultare causa di gravi problematiche, in quanto l’acquirente pretenderà di vedere soddisfatte le proprie richieste senza sovrapprezzi, mentre il costruttore non si accollerà lavorazioni non concordate per iscritto. 

LA CHIUSURA DEI LAVORI

Alla fine dei lavori, a prescindere dal livello di finitura acquistato, il costruttore presenta quasi sempre una lista di extra costi, alla quale il cliente oppone un elenco di manchevolezze ed errori.
Trovare un punto di incontro è interesse reciproco.
L’azienda vuole chiudere il cantiere ed incassare il saldo, mentre l’acquirente desidera traslocare e non vede l’ora di abitare la nuova casa, ma non mancano alcune situazioni che si trascinano per lunghi periodi. 
Le case in legno limitano parecchio gli imprevisti rispetto alle costruzioni in muratura, ma si deve essere consapevoli che non è possibile annullare del tutto le contrarietà, che andranno affrontate serenamente con la volontà di trovare un’idonea soluzione al problema.