Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

CASE DI LEGNO E PRESCRIZIONI ANTINCENDIO

IL LEGNO E’, SENZA OMBRA DI DUBBIO, UN MATERIALE COMBUSTIBILE E, TUTTAVIA, IL SUO COMPORTAMENTO AL FUOCO NE PERMETTE UN UTILIZZO SICURO PER LA REALIZZAZIONE DELLE STRUTTURE DI EDIFICI.

Le volevo chiedere un'interpretazione sulla possibilità della realizzazione o meno di una casa in legno seguendo le indicazioni del regolamento edilizio di dove vivo.
Da come lo capisco io sembra non sia possibile.
Nello specifico il regolamento prevede:
"TITOLO III - PREVENZIONI DAI PERICOLI DI INCENDIO
ART. 59 - IMPIEGO DI MATERIALI LIGNEI
1. Sono di norma vietati i materiali lignei per la formazione delle strutture portanti in tutti quei casi in cui particolari condizioni ambientali, tradizioni costruttive o qualificate scelte architettoniche richiedano l'uso di materiale ligneo per le strutture portanti; l'impiego di queste è condizionato all’adozione di trattamenti ed accorgimenti atti a renderle incombustibili o, comunque, resistenti al fuoco mediante applicazione di prodotti ritenuti idonei, allo scopo dal Comando Provinciale Vigili del Fuoco.
ART. 60 - PREVENTIVO NULLA OSTA DEI VIGILI DEL FUOCO
1. E' richiesto il preventivo nulla osta dei Vigili del Fuoco per gli edifici nei quali sono esercitate le attività elencate nel Decreto Ministeriale 16 Febbraio 1982, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 9 Aprile 1982 e su successive eventuali modificazioni.
ART. 61 - CERTIFICAZIONE DI COMPETENZA DEI VIGILI DEL FUOCO
1. Prima del rilascio del certificato di agibilità concernente gli edifici di cui al precedente Art. 60 è richiesto il relativo nulla osta o certificato di prevenzione incendi del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco."

case-bioedilizia
In generale, i regolamenti comunali non vietano l’utilizzo di strutture portanti in legno, massicce o a telaio, fatta eccezione per alcune zone del territorio, particolarmente vincolate (con limiti e restrizioni tipologiche e/o architettoniche).
Il rispetto della normativa antincendio risulta particolarmente severo per gli edifici pubblici o ad uso collettivo, che sono sottoposti a parere preventivo dei Vigili del Fuoco con rilascio della certificazione di competenza.
Per i piccoli edifici residenziali (la maggior parte delle strutture in legno realizzate in Italia sono villette mono e bifamiliari) vanno semplicemente rispettate le norme in vigore e non è mai richiesto il parere preventivo.
Alcuni regolamenti comunali possono inasprire i limiti di legge, mentre non è mai possibile il contrario.
Nel caso del Comune del lettore, gli articoli 60 e 61 fanno esplicito riferimento alle attività sottoposte a parere dei Vigili del Fuoco (esclusi i piccoli edifici di abitazione), per cui nulla cambia tra fabbricati in legno, in acciaio o in muratura.
L’articolo 59, al contrario, limita fortemente l’impiego del legno anche nei casi in cui l’utilizzo di tale materiale risulti consolidato nella tradizione costruttiva locale, pur non specificandone le tipologie.
Probabilmente il regolamento si riferisce a solai, coperture, porticati e tettoie in legno lasciato a vista, soluzioni costruttive tradizionali ampiamente diffuse come parte degli edifici in laterizio, pur senza citare le case prefabbricate e le costruzioni integralmente realizzate in legno.
Tali strutture sono”di norma vietate” o “l'impiego di queste è condizionato all’adozione di trattamenti ed accorgimenti atti a renderle incombustibili o, comunque, resistenti al fuoco mediante applicazione di prodotti ritenuti idonei, allo scopo dal Comando Provinciale Vigili del Fuoco”.
Siamo di fronte ad un’interpretazione estremamente restrittiva delle norme nazionali in tema di sicurezza antincendio, che potrebbe limitare fortemente la costruzione di case in legno a basso consumo sullo specifico territorio comunale, ma va ribadito che siamo comunque di fronte ad un’eccezione, poiché le case in legno rispettano la normativa e possono tranquillamente sostituire i sistemi costruttivi tradizionali in laterocemento.

DIVULGARE LE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE

SONO PASSATI PARECCHI ANNI DAL SETTEMBRE DEL 2008 QUANDO INIZIAI A SCRIVERE I PRIMI ARTICOLI SUL BLOG.  
DA ALLORA LA GUIDA ALLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO E’ CRESCIUTA, DIVENTANDO UN MEZZO DI DIVULGAZIONE IMPORTANTE PER LA DIFFUSIONE E LA CULTURA DELLE COSTRUZIONI IN LEGNO NEL NOSTRO PAESE.

Buongiorno Architetto Crivellaro e compimenti per l’attività che sta svolgendo da anni.
Seguo il blog dal 2009, quando ho iniziato ad avvicinarmi grazie ai suoi articoli al mondo delle case in legno.
Ho letto il suo libro che mi è stato molto utile per concretizzare il mio sogno e adesso abito, da sei mesi in una splendida casa prefabbricata a catalogo nella campagna modenese con la mia famiglia.
Attendo con ansia l’inverno per godermi il tepore della nostra nuova casa, scaldata da una normalissima caldaia con radiatori.
D’estate non abbiamo sofferto il caldo e sono certa che avremo molte soddisfazioni anche con il freddo.
Non ho particolari domande da farle - l’ho già contattata in passato ma forse non ricorda, volevo solo farle sapere che siamo felici della scelta fatta e che sto cercando anche io, nel mio piccolo, di far conoscere a parenti ed amici i vantaggi di abitare in una casa in legno come la nostra.

costruzioni-in-legno
Questo sito non è, né lo sarà in futuro, una vetrina pubblicitaria per il mio studio di progettazione, ma piuttosto uno strumento per diffondere la conoscenza degli edifici in legno a basso consumo energetico come sistema costruttivo alternativo agli edifici in muratura.
Tutte le informazioni sono liberamente scaricabili ed utilizzabili, nel rispetto della libertà intellettuale di chi scrive (purtroppo continuano a fioccare i siti fotocopia che lucrano sul lavoro altrui).
Entro pochi mesi saranno visibili grandi cambiamenti, con il passaggio dalla piattaforma Blogger a quella (più flessibile) Wordpress e la trasformazione da semplice blog a vero e proprio portale delle case prefabbricate.
La guida, con quasi 600 articoli già pubblicati, resterà l’elemento cardine e poco cambierà per i lettori interessati unicamente a leggere gli articoli, ma verrà data la possibilità alle ditte costruttrici di inserire in una sezione dedicata una scheda informativa ed i propri articoli redazionali permettendo un contatto tra lettori e aziende di case in legno, direttamente all’interno delle pagine del sito.
Ringrazio la lettrice per la mail, che mi conferma ancora una volta la validità del servizio compiuto in questi anni, mettendo a disposizione la mia esperienza di progettista di case di legno ad alto rendimento.
Molti dei committenti del mio studio di bioarchitettura sono visitatori del blog che si sono avvicinati alle costruzioni in legno anche grazie alla lettura dei miei articoli, maturando la decisione di intraprendere una strada nuova, superando paure e pregiudizi ed apprezzando i vantaggi degli edifici termicamente isolati in bioedilizia.
Come sempre, risponderò (con un po’ di pazienza) attraverso gli articoli del blog alle vostre numerose domande, ricordando ancora una volta che non sono disponibile a fornire consulenze private a distanza, nemmeno se retribuite, soprattutto in presenza di incarichi formali con altri professionisti.
Al contrario, resto a vostra completa disposizione per assumere incarichi minimi di progettazione o direzione lavori, a distanza ragionevole dal mio studio, che si trova a Sona, in provincia di Verona, a pochi chilometri dal Lago di Garda.

AUTO-COSTRUZIONE ED AUTO-PROGETTAZIONE IN LEGNO

L’ARTE DI ARRANGIARSI E’ SENZA DUBBIO UNA RISORSA PREZIOSA, SOPRATTUTTO IN TEMPI DI CRISI E PERMETTE SPESSO DI RISPARMIARE, EVITANDO DI RICORRERE A MANODOPERA SPECIALIZZATA O A COSTOSE FIGURE PROFESSIONALI, MA C’E’ DAVVERO UN LIMITE A TUTTO.

Vorrei autocostruirmi delle pareti a telaio per ampliare la mia casa.
Potresti darmi un aiuto tecnico?   Grazie.

Ho preparato un progettino per la nostra casa da realizzare in legno, scaricando un programma su internet, preparando piante, ma anche i prospetti, le sezioni ed un modellino tridimensionale.
Con tutto il rispetto per gli architetti come te, mi sembra un buon lavoro (come confermato da un paio di amici che lavorano nel campo).
So che serve un tecnico che firmi i disegni, ma se li trova già fatti, ti sembra giusto chiedere una parcella alta?

AUTOCOSTRUZIONE
Da negato assoluto di trapani e motori, ho sempre ammirato (ed invidiato) abbastanza chi riesce ad effettuare da sé con buoni risultati molti lavori manuali di casa.
Personalmente però, pur masticandone abbastanza, non mi azzarderei mai ad autocostruire una parete in legno, anche se ne possedessi le competenze e gli strumenti.
Anche potendo, vanno considerati gli evidenti aspetti di ordine normativo, che non possono essere sottovalutati.
Un edificio in legno a basso consumo energetico è una costruzione a carattere permanente che va sempre autorizzata e che deve seguire il medesimo iter burocratico delle costruzioni tradizionali in muratura.
La struttura portante è pertanto soggetta a calcolo, deposito degli elaborati strutturali e collaudo statico (in caso contrario, sono l’ultimo di tecnici da contattare).
Quest’ultimo aspetto richiede siano presenti prove di laboratorio, schede tecniche e certificati che non potrebbero essere prodotti per una parete auto costruita, anche ipotizzando un lavoro effettuato con la massima competenza.
Passando alla seconda domanda, mi sento di consigliare al lettore un piccolo bagno di umiltà, pur non mettendone in dubbio l’incompreso talento compositivo.
Il progetto di una piccola casa di abitazione (anche in legno) non richiede competenze smisurate e costituisce un banco di prova abbastanza semplice per un tecnico abilitato e tuttavia deve essere affrontato con tutti i necessari strumenti professionali (e non mi riferisco certo ad Autocad), a partire dalla conoscenza approfondita ed aggiornata delle normative in vigore.
Il lettore ha avuto rassicurazioni da amici che lavorano nel campo (mi verrebbe spontanea una battuta infelice, ma non intendo mancare di rispetto alla categoria degli agricoltori), ma mi sembra abbastanza “superficiale” nell’approccio alla sua futura abitazione.
Una bozza di progettino (perchè questo è) può costituire un’ottima base per il lavoro del tecnico da incaricare, che potrà essere molto agevolato nello sviluppo esecutivo di una soluzione idonea.
Nella mia esperienza, un committente con le idee chiare rappresenta per un progettista una situazione di partenza ottimale e sicuramente più vantaggiosa (dal punto di vista dell’impegno) di un cliente confuso e volubile.   Ma non è questo il caso.

UNA SOPRAELEVAZIONE IN LEGNO IN LIGURIA

PUBBLICO, SPERANDO POSSA RISULTARE INTERESSANTE, UN BREVE BOTTA E RISPOSTA CON UN LETTORE INTENZIONATO A REALIZZARE UNA PICCOLA SOPRAELEVAZIONE IN LEGNO.

Buongiorno Architetto, non è molto che seguo la sua attività, ma è stato determinante per farmi decidere a costruire con il sistema prefabbricato in legno al posto del "tradizionale".
Mi fa molto piacere, in quanto lo scopo del mio lavoro di divulgatore è soprattutto il permettere a chiunque di informarsi senza pregiudizi per conoscere (sufficientemente a fondo) il settore delle case in legno a basso consumo, ma la decisione spetta sempre a voi.

Ringraziandola in anticipo per la sua disponibilità, vorrei da lei un consiglio (probabilmente è la domanda che più spesso le rivolgono) su quale costruttore sia preferibile abitando nella provincia di Imperia.
Non esiste un costruttore ideale, in quanto le aziende di case in legno prefabbricate (o non) sono tantissime e per la maggior parte affidabili.
Contano molto le caratteristiche del progetto che, se non avete esigenze particolarmente sofisticate, può essere scelto tra le interessanti proposte a catalogo offerte da molte ditte del settore.

BIOEDILIZIA-IN-LEGNO
Visitando i vari siti delle aziende di case in legno, queste per lo più offrono consulenze, progetti e assistenza in cantiere, ma secondo lei sarebbe più saggio farsi seguire da un architetto esterno in quanto potrebbe subito far risultare eventuali anomalie??
Il tecnico (anche se collegato in qualche modo) è comunque esterno alla ditta,
Optando per un progettista del posto, privilegerei sempre un minimo di esperienza nel settore delle case di legno a basso consumo, indirizzandomi verso un bioarchitetto esperto di bioclimatica.

Leggendo le sue risposte ai lettori del sito ho visto che consiglia di farsi seguire da un architetto del posto, perchè lei sarebbe a troppi chilometri di distanza in quanto sono tipologie di cantiere che vanno seguite passo passo.
Vado spesso in vacanza nei pressi di Imperia, ma il tecnico dovrebbe sempre essere “fisicamente” vicino al proprio cliente.
Non necessariamente va incaricato il geometra di paese più “introdotto” nelle stanze del palazzo (personalmente mi ostino a considerarla una leggenda metropolitana), ma nemmeno un progettista troppo distante dal cantiere.

Nella provincia di Imperia non saprei proprio a chi indirizzarmi per quanto riguarda il prefabbricato in legno o la bioarchitettura seppur lavorando nell'edilizia da quindici anni non se ne sente "parlare" molto dalle nostre parti.
La Liguria è una regione un po’ particolare che impone ai progettisti molti vincoli e prescrizioni edilizie e che, nonostante sia ubicata nel nord Italia, appare meno interessata alle tipologie costruttive non tradizionali, come le case in legno.
Non credo comunque ci siano particolari problemi a reperire un tecnico ed una ditta costruttrice interessati all’intervento.

Le mie intenzioni sarebbero di alzare un piano su una struttura esistente e la scelta è stata determinante anche per una questione di incidenza dei carichi sicuramente minori rispetto al classico costruire, ma gli ancoraggi sulla struttura esistente dovrebbero essere sui travi?
Ho visto soluzioni dove il fissaggio avveniva esclusivamente sul cemento del solaio ma non mi dà una sensazione di sicurezza.
Il nuovo edificio in legno deve essere solidamente ancorato ad una struttura in grado di trasmettere i carichi alle fondazioni in sicurezza.
Valutazioni “sulla carta” non sono possibili ed è sempre necessaria una consulenza statica da parte di un tecnico per determinare l’esigenza di un eventuale intervento di consolidamento strutturale.

Ultima domanda, poi la smetto davvero!!!
Per quanto riguarda l'eco-bonus le spese devono essere sostenute e quindi fatturate entro e non oltre il dicembre 2013?? Secondo lei questa tipologia di struttura rientrerebbe tra gli incentivi in quanto ampliamento e non ristrutturazione??
A fronte della proroga degli incentivi, le sopraelevazioni sono equiparabili a nuova costruzione, per cui non rientrano tra gli interventi oggetto di bonus fiscali.

UN PICCOLO INTERVENTO IN BIOEDILIZIA

LA SCARSA DIFFUSIONE DELLE CASE PREFABBRICATE IN BIOEDILIZIA IN MOLTE AREE DEL PAESE NON AGEVOLA I POTENZIALI INTERESSATI CHE FATICANO A REPERIRE UN TECNICO PREPARATO E UN AZIENDA COSTRUTTRICE SUL PROPRIO TERRITORIO.

E' un po’ di tempo che mi stimola l'idea di farmi una piccola casa prefabbricata in legno, ma da noi è tabù, non c'è tecnico che ti consigli o ne sappia qualche cosa, non parliamo degli impresari, sconsigliano a priori, mamma mia il Comune, l'unica costruzione fatta fare in legno, il proprietario l'ha dovuta rivestire in muratura.
Ho trovato questo bel sito, e prima di addentrarmici, volevo una sua dritta.
Premetto che posseggo un terreno con strutture da demolire accatastate, necessito di c/a 70 mq di costruzione, ho un piccolo seminterrato già esistente da sfruttare c/a 30 mq e sopra vorrei istallarci la costruzione.
Cosa ne pensa? Mi potrebbe assistere?
Se è fattibile, la documento con foto e particolari per mail.

bioarchitettura, sostenibilità
Il lettore non mi dovrà spedire foto o altre mail con ulteriore documentazione descrittiva e non riceverà nessuna assistenza telematica, mi dispiace.
Come sempre, devo ribadire che non ho il tempo materiale per fornire consulenze virtuali, ma accetto (solo formalmente) incarichi minimi di progettazione o direzione lavori a ragionevole distanza (a reciproco vantaggio del committente e del mio studio).
Al contrario, trattare il quesito sotto forma di articolo consente al sottoscritto di pubblicare nuovi contenuti a libera disposizione dei visitatori del blog e di rispondere alle vostre richieste in modo abbastanza approfondito (nei limiti del possibile).
Mi rendo conto che non è semplice affrontare la costruzione di una casa in legno (grande o piccola che sia), senza un adeguato supporto tecnico, spesso difficile da reperire in buona parte del nostro paese.
Resta un fatto accertato che la crescente diffusione delle case prefabbricate a basso consumo in Italia resti, almeno per il momento, confinata alle regioni del nord.
Tecnicamente la realizzazione di un piccolo ampliamento da montare su un fabbricato seminterrato preesistente dovrebbe essere attuabile, pur richiedendo tutte le necessarie verifiche statiche, in quanto andrà rispettata la normativa in materia di strutture, compresa l’antisismica.
Le piccole dimensioni non dovrebbero invogliare troppo i grandi costruttori (il guadagno è limitato e sul lavoro gravano molti costi fissi), mentre le piccole aziende di case in legno tendono a privilegiare gli interventi sul proprio territorio e non operare a distanze eccessive.
L’unica concreta possibilità è il reperimento in loco di una ditta costruttrice di case di legno, situazione affatto semplice in molte zone del centro sud Italia, anche se la situazione sta lentamente cambiando anche qui.
Costruire in legno non è certamente l’unica possibilità, ma ritengo che non si possa prescindere dall’assumere come prioritari i temi della bioedilizia e del risparmio energetico, anche optando per i sistemi costruttivi tradizionali.
Le costruzioni in legno partono in netto vantaggio poiché sono, per loro natura, ecologiche e sostenibili, impiegando e consumando sempre poca energia.

IMPERMEABILIZZARE LA PLATEA DI UN EDIFICIO IN LEGNO

LA PLATEA DI FONDAZIONE DI UNA CASA IN LEGNO DOVREBBE PREVEDERE SEMPRE UNA CAMERA DI VENTILAZIONE SOTTOSTANTE AL SOLAIO, POSSIBILMENTE REALIZZATA CON ELEMENTI AD IGLOO, CON UN TELO ANTIUMIDITA’ POSIZIONATO SUPERIORMENTE, PER EVITARE RISALITE DI ACQUA ATTRAVERSO LE PARETI E GLI ISOLAMENTI.

Buongiorno architetto, vorrei un suo consiglio.
Sto pensando ad una casa prefabbricata in legno per me.
Ho contattato alcuni costruttori di case in legno.
Tutti mi hanno detto che va realizzata su una platea in c.a.
Lei consiglia di realizzare la platea, impermeabilizzarla e prevedere al di sopra dell'impermeabilizzazione un vespaio areato fatto con igloo per evitare umidità?

BIOARCHITETTURA-LEGNO
Le aziende di case prefabbricate sono consapevoli dell’importanza di una corretta posa delle pareti della costruzione in legno sul piano di appoggio dell’edificio al suolo.
Il legno è un materiale igroscopico e tale comportamento risulta ancora più evidente nel caso degli isolamenti termici leggeri impiegati per la realizzazione dei cappotti termici e per il riempimento delle pareti.
La costruzione di un edificio a struttura lignea deve pertanto rispettare alcuni accorgimenti, che nel caso della Germania (paese ad alta diffusione di case prefabbricate), già da alcuni anni sono stati recepiti sotto forma di normativa, al fine di salvaguardare le costruzioni in legno dal rischio umidità.
La platea è una componente fondamentale di una casa in legno, il cui compito è disperdere nel suolo i carichi statici e dinamici dell’edificio per mezzo delle strutture di fondazione, costituendo la piattaforma di base su cui andranno montate ed ancorate le pareti della costruzione.
Il terreno su cui poggia l’edificio è frequentemente intriso di acqua a causa delle piogge o della vicinanza con le falde sottostanti, costituendo una persistente fonte di umidità che andrà separata dalla costruzione in legno con opportuni accorgimenti.
In passato il vespaio veniva realizzato posando sassi e ciottolame di pezzatura medio-grande con il successivo riporto di granulometrie sempre più piccole, consentendo di asportare, grazie all’aria presente tra gli interstizi, l’umidità proveniente dal terreno sotto il piano di calpestio, proteggendo le murature.
L’efficacia del vespaio tradizionale dipendeva dalla corretta stratificazione dei ciottoli e non sempre tale accorgimento trovava riscontro nella pratica costruttiva, soprattutto in epoca recente.
Il vespaio aerato su igloo è formato da elementi a cupola in plastica affiancati costituenti un’intercapedine in cui l’aria può liberamente circolare.
Sono inoltre previste alcune bocchette di aerazione per l’immissione dell’aria fresca e per l’espulsione dell’aria umida. 
Tali prese d’aria sono indispensabili per evitare l’accumulo di umidità e, se presente, di gas radon sotto l’edificio, anche se non mancano punti di vista differenti al proposito.  Secondo alcuni, la mancanza di tali fori di ventilazione potrebbe produrre una sorta di “bolla d’aria” nella camera sottostante il solaio che potrebbe fungere da cuscinetto di separazione tra terreno ed abitazione (personalmente non adotto mai questo accorgimento).

QUALE ISOLAMENTO PER UNA STRUTTURA GREZZA

L’EFFICIENZA ENERGETICA DI UNA CASA IN LEGNO E’ DIRETTAMENTE PROPORZIONALE ALLO SPESSORE DEI PANNELLI ISOLANTI CHE ANDRANNO A RIVESTIRE L’INVOLUCRO DELL’EDIFICIO O CHE VERANNO POSIZIONATI INTERNAMENTE DELLE PARTIZIONI ESTERNE.

Io e mia moglie siamo in fase di costruzione, in relazione ad un ampliamento di un rustico, di una casa con pareti portanti in legno massiccio xlam, spessore cm. 10, acquistata al grezzo dalla ditta, che ha montato la struttura su base interrata già esistente, arrivando fino al tetto.
In questi giorni siamo a valutare le proposte per il cappotto da eseguire esternamente ed anche decidere il rivestimenti e magari un eventuale isolamento sulle pareti interne che danno verso il perimetro esterno.
Partendo da alcuni dati del termotecnico che sono di base per ottenere le certificazioni minime di legge per l'edificio di isolamento e sfasamento, ci troviamo veramente in dubbio su cosa fare in quanto le varie proposte sono veramente differenti e non solo di costo. A chi credere e dare fiducia.
Forse potrebbe indicarci qualche linea guida senza entrare nello specifico.

Anche questo tema è stato trattato in altri articoli, ma resta evidentemente un argomento di estremo interesse.
Una parete massiccia da 10 cm di spessore senza coibentazioni presenta valori di isolamento termico abbastanza scadenti, ma costituisce una buona base strutturale.
Limitandomi alla mail del lettore, non conosco le scelte relative agli infissi ed alla copertura, ma ricordo che i serramenti esterni restano il punto debole dell’involucro edilizio, in quanto la trasmittanza (anche nei casi migliori) risulta quasi sempre superiore a tetto e pareti esterne.
Meglio optare per finestre e portefinestre ad alto rendimento, con valori non inferiori a 1,3 W/(m²K), anche in legno (richiedono manutenzioni più frequenti, ma presentano un buon isolamento dovuto alle caratteristiche del materiale), curando la scelta dei vetri.
Anche la copertura dovrà risultare adeguatamente isolata con pannelli ad alta densità di sufficiente spessore (consiglio almeno 12 cm).
Il cappotto va posizionato sempre sull’esterno della parete.
Il montaggio sul lato interno è poco performante e generalmente limitato agli edifici con vincolo storico-monumentale e non è certo questo il caso.
Una parete strutturale x-lam dovrebbe sempre essere abbinata ad un cappotto traspirante in fibra di legno (con l’accortezza di posizionare pannelli in EPS nella parte a contatto con il suolo, fino all’altezza di 1 metro) o, in alternativa in lana di roccia.
Quanto agli spessori, sarebbe meglio coinvolgere il termotecnico per trovare la soluzione più redditizia.
Non scenderei sotto una misura di 10-12 cm, ricordando che sui costi del cappotto incidono moltissimo la manodopera per il montaggio e la rasatura ad intonaco finale, ovviamente indipendenti dallo spessore.
Per questo motivo troverei abbastanza ingiustificato inseguire un risparmio di pochi euro al metro quadro per acquistare pannelli più sottili, meno efficienti e pertanto non del tutto convenienti.

DEMOLIZIONI E PARZIALI RICOSTRUZIONI IN LEGNO

GLI INTERVENTI IN TECNICA MISTA (MURATURA-LEGNO) SONO POSSIBILI, MA NON SEMPRE CONVENIENTI E TEORICAMENTE RAPPRESENTANO UNA SOLUZIONE POSSIBILE NEL CASO DI RISTRUTTURAZIONI CHE PRECLUDANO LA SOSTITUZIONE INTEGRALE DEL FABBRICATO ESISTENTE.

La proroga delle detrazioni fiscali "maggiorate" per le ristrutturazioni edilizie a tutto il 2014 impone di prendere in considerazione con particolare attenzione questo tipo di soluzioni.
Ci sono però regolamenti edilizi (tipo quello delle Marche) che vietano di demolire interamente i casolari e ricostruire (nel mio caso in legno).
Già è tanto se si possono cambiare le aperture dell'edificio.
Le è capitato di progettare soluzioni in proposito (legno dentro e struttura preesistente fuori, come se fosse un rivestimento)?
Vale la pena in luogo di una normale ristrutturazione?
Volevo inoltre precisare un dettaglio rilevante: anche nel caso di immobili soggetti a tutela integrale la "ristrutturazione interna" è sempre esplicitamente permessa. Probabilmente non solo nelle Marche.
Quindi la soluzione da valutare per utilizzare il legno è evidentemente quella di lasciare intatto solo l'involucro esterno che costituirà il "cappotto" della struttura in legno interna.
Il presupposto è chiaramente che l'involucro sia in uno stato accettabile tale da richiedere solo un minimo consolidamento (anche perchè se fosse cadente potrebbe essere demolito e il problema non si porrebbe).
Le pareti ed i solai interni saranno invece completamente eliminati e sostituiti con legno.
Questa mi sembrerebbe (ma apposta chiedo a Lei) l'unica strada percorribile quando non si può demolire integralmente e ricostruire.
La questione quindi è la sensatezza tecnica (ed economica) di una siffatta soluzione.

Il principale vantaggio delle costruzioni in legno a basso consumo energetico è …. il basso consumo energetico.
L’elevato isolamento termico dell’involucro edilizio delle case prefabbricate consente di raggiungere le classi energetiche di eccellenza, senza eccessive difficoltà o accorgimenti, sulla maggior parte delle zone del nostro territorio.
Paradossalmente, nell’ipotesi ventilata dal lettore, verrebbe a mancare proprio questo aspetto, in quanto le murature perimetrali originali in muratura, non sostituibili, rimarrebbero integre al loro posto.
In questi casi gli interventi di riqualificazione energetica più diffusi prevedono (oltre alla sostituzione di copertura ed infissi) il montaggio di un cappotto isolante sul lato esterno (ipotesi preferibile) o posto all’interno del muro esistente (soluzione praticamente obbligata nel caso di restauro conservativo di immobili vincolati e di valore storico-artistico).
Le tecniche tradizionali per intervenire su fabbricati preesistenti sono molteplici, efficaci e consolidate, mentre l’intervento in tecnica mista presenta a mio parere parecchie incognite.
La compresenza strutturale di legno e muratura potrebbe comportare alcune problematiche dovute al diverso comportamento termico di questi materiali, che presentano livelli di dilatazione abbastanza differenti.
Staticamente il legno si abbina perfettamente al laterizio o alla pietra, se impiegato per la realizzazione di coperture e solai, mentre, posto in verticale e legato alle murature esistenti, potrebbe sollecitare eccessivamente le strutture a causa della maggiore elasticità, determinando la formazione di crepe e fessurazioni.
Eventuali rinforzi strutturali, quali travi e pilastri, vengono generalmente realizzati impiegando elementi in acciaio ad alta resistenza.
Escludendo la classica prefabbricazione, non compatibile con la ridotta possibilità di movimentazione di elementi completi di grandi dimensioni come pareti complete, è comunque possibile realizzare in legno direttamente in cantiere le tramezze interne, raggiungendo buoni valori di isolamento termoacustico tra i vari ambienti ed eventuali contropareti per gli impianti (da riempire di isolante) addossate alle pareti esterne.

VIBRAZIONI IN UNA CASA DI LEGNO PREFABBRICATA

IL LEGNO E’ UN MATERIALE ELASTICO E RESISTENTE, ASSOLUTAMENTE ADATTO PER LA REALIZZAZIONE DI STRUTTURE EDILIZIE, MA E’ IMPORTANTE CALCOLARE CORRETTAMENTE, OLTRE ALLA STATICA, I MOVIMENTI DOVUTI A FATTORI DINAMICI, LEGATI ALLA PRESENZA DI PERSONE IN MOVIMENTO NEGLI AMBIENTI.

Viviamo da poco in un casa prefabbricata in legno e siamo veramente contentissimi di tutto.
Dopo 6 mesi di vita all'interno dell'abitazione stiamo verificando tutti i particolari ed i dettagli della costruzione per cercare di perfezionare al massimo tutte le piccole questioni che sono emerse.
Tra queste c'è quella relativa alla scala interna che dal piano terra al primo piano è stato fissata su di un rinforzo che comunque poggia sulla struttura portante (trave e colonne) e che divide le mia proprietà da quella del vicino (trattasi di trifamiliare).
Ci siamo accorti, e così anche il nostro vicino, che quando saliamo e scendiamo le scale le vibrazioni si trasmettono da una unità all'altra facendo vibrare tutta la struttura della scala.
Ci sono delle soluzioni per ovviare a tale problema?
Distanziatori piuttosto che sistemi di ancoraggio che non poggino direttamente sulla struttura?

Il legno da costruzione (generalmente abete rosso) è un materiale duro, elastico e resistente, che trova svariati impieghi in edilizia, ma che può essere impiegato con eccellenti risultati nella realizzazione di strutture portanti complete, senza l’ausilio di rinforzi in acciaio o calcestruzzo armato, come avviene per le case prefabbricate in legno a basso consumo energetico.
Le costruzioni in legno vengono dimensionate secondo la normativa nazionale, tenendo conto della zona sismica, in base alle caratteristiche architettoniche del progetto.
Il calcolo deve ovviamente privilegiare la sicurezza degli occupanti, ma vengono prese in considerazioni altri parametri come la “freccia” delle travi dei solai che non devono deformarsi eccessivamente a causa del carico soprastante.
I solai in legno di molti vecchi edifici tendono a flettersi sotto il peso di una persona che semplicemente cammina, trasmettendo rumori e vibrazioni anche di notevole entità.
Per questo motivo una soletta troppo elastica va rinforzata posizionando una o più putrelle in acciaio sotto i travetti (per contrastarne la deformazione) o irrigidendola superiormente, inserendo delle armature nel massetto in calcestruzzo sotto il pavimento.
Se l’edificio è di nuova costruzione, un eccesso di vibrazioni può derivare da un dimensionamento non corretto delle strutture.
Ed esempio travi di sezione ridotta non sono in grado di coprire grandi spazi e, pur non comportando rischio di crollo, tendono ad incurvarsi eccessivamente.
Una scala in legno, per sua natura, tende a trasmettere molte vibrazioni, in particolare nei confronti del le murature a cui è ancorata.
Generalmente, nelle case prefabbricate, le scale sono realizzate in legno e i gradini sono incastrati ad una struttura autoportante denominata “cosciale” che viene fissata alle pareti, con un pilastrino di supporto centrale.
Probabilmente la struttura di queste scale risulta eccessivamente elastica, deformandosi molto durante il normale utilizzo quotidiano e trasmettendo tali vibrazioni alle strutture verticali adiacenti.
Ritengo che, a causa delle caratteristiche costruttive adottate, non sia possibile disgiungere le scale dalle pareti, ma che si potrebbe limitarne i movimenti irrigidendo la struttura con degli elementi metallici.
Si tratta di una problematica abbastanza seria che deve essere segnalata al costruttore che dovrà, a sua volta, verificare la correttezza della relazione di calcolo strutturale.

UNA PICCOLA CASA IN LEGNO PREFABBRICATA

MOLTI LETTORI MI CHIEDONO, PUR AFFIDANDOSI FORMALMENTE A PROFESSIONISTI LOCALI, MI RICHIEDONO DI CONTROLLARE IL LAVORO SVOLTO, PERSINO PER PROGETTI PRESENTATI ED, ADDIRITTURA, CONCESSIONATI.

Le illustro brevemente, poi nel caso posso mandarle tutto il materiale e spiegare più diffusamente.
Casa monofamiliare costruita nel 2005 di120mq scarsi.
Il PRG + Piano casa danno la possibilità di ampliare sino al 40% del volume.
Il sito presenta molti problemi legati alla piccola dimensione del lotto e alla necessità di un cantiere molto leggero.
Abbiamo incaricato architetti che ci hanno consegnato un progetto che ci è molto piaciuto, di molti meno mq e di entità superiore al nostro budget, che è di 50 -massimo 60- mila €.
Stiamo cercando due cose:  se con altri metodi costruttivi sia possibile realizzare il loro progetto restando nel budget; se in subordine se sia possibile farlo con un progetto nuovo.
Ecco, questo molto in breve il problema.
Aggiungo che il nostro sogno da sempre è di stare in una casa di legno e che non siamo interessati a nessuna di quelle cose che vengono definite "rifiniture di pregio", fatte salve naturalmente tutte le caratteristiche tecniche che rendono la casa efficiente e sostenibile.

casetta-in-legno
Mi scuso con i lettori affezionati del blog per l’ennesimo ritornello, ma ribadisco che non ho il tempo materiale per occuparmi di consulenze a distanza e che accetto solo incarichi minimi di progettazione o direzione lavori per cantieri non troppo distanti dal mio studio (a pochi km dal Lago di Garda in provincia di Verona).
Giustamente il lettore propone di inviarmi la documentazione completa, poiché non è possibile effettuare valutazioni approfondite senza esaminare dati concreti.
Nei limiti del possibile cerco di rispondere personalmente a tutte le richieste, solo e sempre in forma di articolo di interesse generale, cercando comunque di fornire qualche spunto utile a coloro che mi hanno contattato.
Il progetto prevede un piccolo ampliamento con un budget massimo di spesa, non troppo elevato.
La prima valutazione da compiere è quella economica, preparando la documentazione necessaria per richiedere alcune offerte a costruttori di strutture in legno.
Le grandi ditte di case prefabbricate tendono a penalizzare i fabbricati di piccole dimensioni (a spanne l’ampliamento non dovrebbe superare i 50 mq), che presentano le medesime problematiche (e costi fissi analoghi) degli edifici che consentono un maggiore guadagno, alzandone il prezzo o rinunciando direttamente al lavoro.
Il mio consiglio è di rivolgersi a qualche azienda locale, di comprovata esperienza nella costruzione di case complete, limitando la fornitura al grezzo avanzato (immobile finito esternamente) e completando le lavorazioni (impianti e finiture) per conto proprio avvalendosi di ditte del posto.
Non conoscendo il progetto, non sono in grado di capire se sia possibile ottimizzare i costi, modificando alcune soluzioni tipologiche.
Ancora una volta tale risposta può essere fornita direttamente dalle ditte contattate dal cliente, che possono indicare eventuali alternative che possano rendere più conveniente l’intervento, senza penalizzare le prestazioni energetiche ed il comfort.
Ad esempio, si può intervenire quasi sempre sulla copertura, eliminando eventuali terrazze o semplificando la forma del tetto, con un notevole risparmio per l’acquirente.

UN’ESPERIENZA NEGATIVA PER UNA COSTRUZIONE IN LEGNO

RICEVO E PUBBLICO, NON INTEGRALMENTE, QUESTA MAIL DI UN LETTORE CHE VORREBBE IL MIO APPOGGIO PER RACCONTARE LA PROPRIA ESPERIENZA NEGATIVA CON UN NOTO COSTRUTTORE EUROPEO.

Le chiediamo se potesse gentilmente diffondere questa lettera.
Buongiorno a tutti.
Siamo una giovane coppia e nell'anno 2012 abbiamo deciso di costruirci una casa prefabbricata in legno.
Dopo aver chiesto informazioni a tutti coloro che ne possiedono una nella nostra zona, abbiamo optato per la ditta *****, considerata come leader mondiale per quanto riguarda le case in legno.
Abbiamo avuto purtroppo numerosissimi problemi che non stiamo ad elencare. Citiamo soltanto: 2 mesi senza tetto (per cui è piovuto e nevicato sulle pareti), 3 mesi senza serramenti, molteplici problemi sulla gestione del cantiere, isolamento acustico, parte idraulica e finiture.
Più volte abbiamo cercato di contattare direttamente la casa madre senza risposte.
Purtroppo abbiamo incontrato delle difficoltà e delle problematiche nella gestione del rapporto con tale referente e le tensioni che ne sono scaturite hanno generato delle incomprensioni reciproche che ci hanno portati a vivere mesi di ansia e di nervoso, anche perché io ero incinta, prossima al parto, e senza una casa.
Infatti con il mio compagno avevamo disdettato l’alloggio in conduzione nella convinzione di trasferirci nella nuova abitazione, che, però a quel tempo ancora non era ultimata, benchè avessimo già pagato una somma considerevole del prezzo pattuito.
Vogliamo che la nostra esperienza possa essere di aiuto a tutti voi ed in particolare vogliamo invitare tutti coloro che intendono costruire una casa in legno ad essere cauti ed a ponderare con cognizione e scrupolosità la scelta della società alla quale affidare la costruzione di una tale tipologia di abitazione, onde evitare situazioni spiacevoli come a noi accadute.

CASE-IN-BIOEDILIZIA
La guida alle case in legno è (da tanti anni) un luogo in cui dibattere e confrontare le proprie esperienze ed, a breve, accoglierà le aziende costruttrici che potranno comunicare direttamente con i lettori.
La struttura tipicamente “da blog” verrà convertita in una sorta di “portale”, senza perdere il carattere divulgativo che ha sempre contraddistinto questo spazio web.
Non è e non sarà comunque un forum tematico (per questo ed altro ci sono altri siti facilmente reperibili attraverso i motori di ricerca).
Per questo motivo non posso e non voglio pubblicare il nominativo di questa azienda.
Non metto in dubbio la buona fede del lettore e sono certo che la costruzione del fabbricato sia risultata irta di difficoltà e l’esperienza fondamentalmente negativa.
Non spetta certamente al sottoscritto giudicare, senza una replica da parte della ditta, sulla semplice base di una descrizione comunque di parte.
Nella mia attività di progettista mi confronto quotidianamente con persone con le quali cerco di costruire, oltre alla loro abitazione, un rapporto di fiducia e rispetto reciproco.
Le difficoltà non mancano mai, come è inevitabile quando si da vita ad un’idea e si realizza fondamentalmente un “prototipo” unico ed irripetibile, sbagliando, cambiando, migliorando.
Molti committenti si adattano facilmente alle difficoltà ed accettano le varie problematiche serenamente , cercando di trovare le soluzioni più idonee, mentre altri si irrigidiscono per ogni inezia e sviluppano un elevato carico di stress e di collera.
Un piccolo segno su una porta può risultare invisibile per alcuni e motivo per intraprendere una causa legale per altri.
Con questo non voglio affatto ridimensionare la vicenda del lettore, non conoscendo direttamente questa esperienza e le persone coinvolte, ma comprendo perfettamente quanto gli aspetti psicologici e soggettivi possano influenzare la percezione dei fatti rispetto alla realtà.

ROMANIA E CASE IN LEGNO PREFABBRICATE

SO PER CERTO CHE QUESTO ARGOMENTO INTERESSA MOLTI MIEI LETTORI, E RINGRAZIO SINCERAMENTE IL LETTORE CHE MI HA SCRITTO FORNENDOMI MOLTI SPUNTI DI TRATTAZIONE.

Gentile Architetto, sono un ingegnere romeno, da 15 anni residente in Italia e attivo nel settore dell'impiantistica.
Sono inciampato da poco nel sul blog, e devo dirle che mi sono affezionato al suo discorso sull'argomento case in legno e tutto il suo contorno.
In Romania dirigo (assieme ad un amico) un'azienda che produce e monta case in legno, grezzo avanzato e chiavi in mano.
Ho rimarcato nel suo discorso una certa ironia vis a vis dei produttori romeni di case in legno; la ragione è dalla parte sua, ma non si può fare di tutta l'erba un fascio.
La nostra azienda e molto attenta a la qualità del prodotto che noi realizziamo, utilizzando le tecniche e le tecnologie di ultima ora che poi vengono utilizzate nei paesi che hanno una consolidata tradizione ed esperienza, come la Germania e l'Austria. Siccome io mi occupo dalla parte che riguarda gli impianti delle case che noi produciamo e montiamo in Francia mi permetto di segnalarle che in questo paese viene molto utilizzata la VMC abbinata al boiler termodinamico, dotato di pompa di calore, che personalmente credo che andrebbe bene anche in Italia.
Sono molto contento di avermi imbattuto nel suo blog, che lo trovo molto utile (in questo tipo di lavoro si impara tutti i santi giorni qualcosa di nuovo) e colgo l'occasione per trasmetterle i complimenti (per la sua metodica e laboriosa attività) di quella parte di costruttori romeni che si impegna per davvero a dare il massimo di sicurezza e comfort ai loro clienti di oltre il confine.

Non ho nulla di personale contro le case in legno prodotte nei paesi dell’Europa dell’est.
Se l’ingegnere che mi ha scritto questa mail ha colto dell’ironia in qualche mio post precedente, me ne scuso, poichè non era mia intenzione criticare a priori tutte le aziende rumene, bosniache o lituane che costruiscono case in legno nel nostro paese.
E’ però evidente che il cliente italiano si avvicina (quasi) sempre ai costruttori dell’est Europa, attratto unicamente dal prezzo molto basso di queste strutture, senza possedere una preparazione specifica.
So per certo che alcune aziende costruttrici rumene sono fornite di certificazioni europee e costruiscono con standard molto simili alle ditte più conosciute.
Questi costruttori (e parlo per esperienza diretta) rappresentano certamente un buona alternativa alle aziende italiane ed europee, con un elevato rapporto qualità prezzo.
Non a caso, molti importatori italiani di case prefabbricate che acquistano le strutture presso queste aziende sono in grado di immettere sul mercato un prodotto molto competitivo.
Il lettore sa meglio di me che le normative delle costruzioni in vigore in Romania non sono le medesime applicate in Italia o in Austria.
Non è una critica pregiudiziale, ma la semplice fotografia di uno stato di fatto, poiché ai costruttori italiani o tedeschi è richiesto il rispetto di parametri molto più restrittivi rispetto, ad esempio, al grado di stagionatura del legname o alla presenza di nodi ed impurità.
Le staffe e gli ancoraggi impiegati dalle aziende europee devono essere marchiati CE e sono necessariamente prodotti industriali, mentre nell’est Europa non mancano i prodotti “da fabbro” per i quali non esistono prove, parametri di collaudo e resistenza o certificazioni.
Va poi ricordato che il concetto tedesco di “fertighaus”, ovvero di casa prefabbricata in legno a basso consumo energetico è abbastanza distante da quello, molto diffuso nei paesi dell’est Europa (per certi versi simile alla gran parte delle case in legno americane), di costruzione economica, destinata a durare al massimo per qualche decennio.
Questi edifici non presentano isolamenti termici ed hanno il grande vantaggio di costare molto poco, ma in Italia non soddisfano i parametri energetici minimi, non hanno una sufficiente resistenza al fuoco e risultano staticamente inadeguati.
Al contrario, nei paesi di origine, possono tranquillamente essere realizzati (anche in proprio) secondo gli iter normativi locali, nel rispetto delle normative in vigore.
Spero di non offendere nessuno affermando che il cliente italiano medio è ancora immaturo e non sempre in grado di comprendere le varie differenze, basando per lo più la scelta sul prezzo più basso.
La mia campagna di informazione non è pertanto contro i costruttori dell’est, ma a favore delle aziende (anche rumene) che offrono soluzioni costruttive valide per realizzare edifici confortevoli, durevoli, ad alto rendimento termico ed a basso impatto sull’ambiente.