Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

EDIFICI IN LEGNO IN ZONE UMIDE

IL RISCHIO UMIDITA’ E’ REALMENTE UN PROBLEMA O SI PUO’ CONFINARE QUESTO TEMA TRA I LUOGHI COMUNI E PREGIUDIZI VERSO LE CASE IN LEGNO?

Vivo nella terraferma veneziana e sto accarezzando l’idea di una casa in legno.
Il dubbio più consistente riguarda la sostanziale differenza fra il clima della mia zona (sempre molto umido l’inverno) e quello invece molto più secco della Germania e del Trentino da cui provengono molte aziende costruttrici, da cui immagino derivino molte scelte costruttive.
Ho sentito ad esempio che una casa vicino a dove vivo, di recente costruzione, ha subito pesanti modifiche alla struttura a “muri ventilati”, proprio per un problema di umidità.
Immagino infatti che nelle nostre condizioni il gradiente di umidità faccia si che il vapore d’acqua tenda ad entrare dall’esterno all’interno dell’edificio, mentre nei climi asciutti probabilmente succede il contrario.

umiditàLa propagazione del calore avviene sfruttando tre diverse modalità: convezione, conduzione ed irraggiamento.
I fenomeni di dispersione e surriscaldamento negli edifici non isolati avvengono velocemente, soprattutto in presenza dei “picchi” di caldo e freddo e dipendono da molteplici fattori (spessori ridotti, materiali ad alta conducibilità, ponti termici).
Al contrario, negli edifici termicamente isolati, come le case in legno, l’involucro non presenta punti deboli ed è coibentato uniformemente, limitando al minimo lo scambio di calore con l’esterno.
E’ evidente che le “vie di fuga” privilegiate saranno costituite dagli elementi di facciata meno isolati come i vetri ed i serramenti (da qui l’importanza di posizionare correttamente le aperture e di scegliere infissi adeguati).
Anche nel caso dell’umidità, il vapore acqueo tende a ricercare condizioni di equilibrio.
Il problema, solitamente, riguarda le alte percentuali di umidità prodotte durante la cottura dei cibi o per l’utilizzo sanitario, che possono saturare gli ambienti ed attraversare le pareti esterne, bagnando gli isolamenti interni.
La presenza di una barriera o di un freno al vapore impedisce che il vapore acqueo, a contatto dell’isolante, condensi. 
Va evidenziato che il fenomeno della condensa si verifica solitamente quando l’aria raggiunge il cosiddetto “punto di rugiada”, a contatto con superfici fredde (come i vetri, ad esempio).
Le macchie di muffa attorno alle finestre di molti edifici non isolati sono causati proprio dalla trasformazione in acqua del vapore  rispetto alle superfici molto più fredde che si trovano in queste zone.
Un altro banale esempio è l’appannamento dei vetri di un automobile in inverno con alcune persone a bordo, che emettono vapore acqueo con la respirazione.
L’umidità atmosferica può raggiungere livelli molto elevati in alcune zone del territorio, con nebbie persistenti per giorni interi. 
Si tratta di condizioni ambientali certamente sfavorevoli ed estreme, soprattutto per il benessere psicofisico delle persone.
Le case in legno non risentono negativamente dell’umidità ambientale, in quanto la temperatura esterna è molto più bassa rispetto a quella degli ambienti indoor.
Una parte di vapore acqueo può attraversare la parete verso l’interno, soprattutto in presenza di materiali traspiranti (un cappotto in EPS funge chiaramente da barriera), ma, con l’aumento della temperatura, tenderà ad innalzarsi il punto di rugiada (la temperatura alla quale l’aria si satura di umidità, passando l’eccesso di vapore dallo stato gassoso allo stato liquido).
Questo vale sia per gli elementi strutturali, che per gli isolamenti, scongiurando qualsiasi deterioramento all’edificio.

FORMA E TIPOLOGIE DELLE CASE DI LEGNO

LE CASE IN LEGNO A RISPARMIO ENERGETICO SONO UNA DIRETTA EMANAZIONE DELLA CULTURA COSTRUTTIVA DEI PAESI DEL NORD DELL’EUROPA.
LE PROPOSTE A CATALOGO DELLE NUMEROSE DITTE DEL SETTORE STANNO PROGRESSIVAMENTE COMINCIANDO AD SODDISFARE I GUSTI DEL CLIENTE ITALIANO, MA RIMANGONO PER LO PIÙ LEGATE ALLE TIPOLOGIE E ALL’IMMAGINE DELL’ARCHITETTURA D’OLTRALPE.


In realtà, le costruzioni in legno sono estremamente versatili e in grado di adattarsi perfettamente ai diversi climi del nostro paese, così come possono accontentare in pieno le prescrizioni dei regolamenti comunali e le necessità del singolo acquirente.
Non esiste praticamente alcun aspetto predeterminato, trattandosi di una semplice alternativa alle costruzioni in muratura e ai sistemi tradizionalmente utilizzati in edilizia, senza particolari barriere alla libera progettualità.
La costruzione in legno, e in particolar modo quella prefabbricata (certamente la più diffusa), si basa su un sistema produttivo altamente standardizzato, ma, eccettuati gli errori di progettazione (edifici mal concepiti staticamente), praticamente ogni edificio può essere costruito in legno.
Le case in legno sono semplicemente una tecnica costruttiva, che esige il rispetto delle proprie regole strutturali, ma che non impone modelli formali predeterminati e non possiede una propria e obbligata forma architettonica.
Chi si avvicina alle costruzioni in legno non deve commettere l’errore di forzare l’aspetto della propria abitazione adattandolo ai modelli stilistici nordeuropei, poco coerenti con il contesto architettonico delle nostre città.
Le ragioni per questa erronea convinzione risiedono nella storia e nelle origini delle case prefabbricate, che sono un prodotto della cultura costruttiva di paesi come la Svezia o la Germania, basata sul legno e sulle particolari condizioni climatiche di queste zone. 
In realtà, le costruzioni in legno possono possedere l’aspetto classico dell’architettura regionale italiana o proporre soluzioni architettoniche moderne e futuribili.
Negli Stati Uniti ad esempio la strada intrapresa dalle case in legno sta andando soprattutto in quest’ultima direzione, dimostrando pienamente le potenzialità architettoniche di queste strutture, anche se la loro filosofia costruttiva si discosta parecchio dal concetto di edificio durevole ed energeticamente efficiente.
In Italia vi è poi la necessità di inserire i nuovi edifici in contesti urbani fragili e altamente vincolati, che impone il rispetto delle tipologie locali e prescrive sovente l’utilizzo di materiali lapidei.
Le profonde differenze climatiche e morfologiche tipiche del nostro paese hanno prodotto una straordinaria ricchezza di alternative tecnico-costruttive, connessa a un concetto sempre diverso di abitazione.
Il tema della casa in Italia è fortemente legato ad aspetti storici e culturali, basato sull’utilizzo di materiali locali e di metodologie costruttive sviluppatesi sopratutto in risposta alle caratteristiche bioclimatiche locali (caldo, freddo, umidità, piovosità).
Il legno resta tuttavia un materiale tradizionalmente estraneo alla corporeità dei muri delle nostre abitazioni, evidenziando tutti i limiti dei sistemi costruttivi che utilizzano il legno “a vista” in facciata, difficilmente tollerate dalle amministrazioni.
Salvo i rari casi in cui siano gli stessi Comuni a precludere la realizzazione di edifici che impiegano sistemi costruttivi alternativi alla muratura, soprattutto in zone particolarmente vincolate o per interpretazione poco elastica dei regolamenti edilizi, il favorevole impatto architettonico degli edifici in legno nel contesto urbano non solleva contestazioni da parte degli uffici tecnici competenti e delle commissioni giudicanti.
Le potenzialità di impiego degli edifici in legno dimostrano una buona capacità di rispondere all’architettura urbana esistente con soluzioni tecniche versatili, in cui il legno delle strutture conviva con i materiali più tradizionali delle nostre città.
Le case in legno finite esternamente con un isolamento a cappotto intonacato sono virtualmente indistinguibili dagli edifici circostanti e possono essere ulteriormente personalizzate nell’aspetto, utilizzando elementi di rivestimento come le pietre ricostruite.

CASE PREFABBRICATE, LA SCELTA FINALE

DOPO TANTO CERCARE, CI SI TROVERA’ QUASI SEMPRE A METTERE A CONFRONTO UN PAIO DI DITTE.   
EVITIAMO ASSOLUTAMENTE DI MANTENERE IN COMPETIZIONE UN NUMERO ECCESSIVO DI INTERLOCUTORI, SOPRATTUTTO NELL’ULTIMA FASE. 

Ho deciso di realizzare la mia abitazione con le case prefabbricate per:
- riuscire a rispettare un budget preciso;
- ridurre al minimo gli imprevisti che non riuscirei a supportare;
- risparmio energetico e risparmio economico rispetto alle imprese edili locali;
- sono affascinato da queste case.
Ho contattato alcune aziende del settore, e scremando il tutto ho ridotto la scelta a due nominativi.
Parliamo di un’abitazione "chiavi in mano" standard, comprese le finiture, su un unico piano di 110 mq.
La prima ditta di case prefabbricate sostiene che per il luogo scelto (Appennino Reggiano a 650 mt di altitudine) una classe A è esagerata, che potrei avere problemi per il troppo isolamento e mi propone una classe B su mio progetto ad un prezzo più basso.
L’altra azienda propone solo case classe A, per cui il prezzo è logicamente più alto, per una casa a catalogo e senza importanti variazioni.
Ha qualche consiglio da darmi in merito, tipo i materiali che usano o quello che offrono?
Per esempio lo standard di una parete della prima ditta è di 26 cm contro i 34 cm della seconda (tutti dati reperibili dai rispettivi siti internet), ma per me è comunque "arabo". 


case prefabbricate, rubner, wolfLe ditte di case prefabbricate scelte dal cliente sono entrambe valide ed evidentemente ben consce dei propri punti di forza e di debolezza.
Se un azienda di case in legno considera il livello chiavi in mano soprattutto un problema (con minimo guadagno), è evidente che cercherà di convincere il cliente a gestire le finiture della propria abitazione autonomamente.
Ogni produttore di case prefabbricate ha a listino soluzioni tecniche differenti, che non sempre includono tutte le possibili tipologie di parete. E’ pertanto inevitabile che l’X-Lam venga denigrato da chi offre il solo telaio o che il miglior isolamento cappotto coincida con quello montato dall’azienda stessa.
Le ragioni commerciali spesso prevalgono, magari nascoste da deboli spiegazioni tecniche.
Nello specifico, una classe A (comunque un maggiore isolamento termico) può essere giustificata a 650 mt di altezza, valutandone l’incidenza economica ed i conseguenti tempi di ammortamento per il maggior esborso.

In pratica, se l’abitazione più performante costasse 15.000 € in più, quanto tempo ci vorrà per rientrare nell’investimento, a fronte di bollette più basse?
Una classe B può essere sufficiente per limitare le spese per il riscaldamento.
In questo caso la prima ditta di case prefabbricate potrebbe costituire una scelta del tutto ragionevole.
Una parete da 26 cm può pertanto essere sufficiente, ma andranno fatte attente valutazioni rispetto alla composizione del pacchetto di materiali del muro, così come una parete da 34 cm potrebbe risultare persino sovradimensionata.
Una regola valida ed assoluta in ogni caso non esiste e perciò la necessaria assistenza del nostro tecnico progettista dovrebbe fornirci gli opportuni elementi di giudizio.
La decisione finale dovrebbe essere infatti basata su criteri obiettivi e non solamente sul minore prezzo o su generiche sensazioni (che belle case, che agente simpatico…).
La vicinanza di un tecnico preparato è comunque fondamentale e non deve limitarsi all’ottenimento dei permessi edilizi.
Non sono purtroppo rari i casi in cui i clienti effettuano la campionatura da soli, senza alcuna assistenza, “in balia” dell’impiegato della ditta di case prefabbricate, che non ha alcun interesse o responsabilità ad andare oltre al proprio ruolo di mero compilatore.