Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

SVANTAGGI, DURATA E VINCOLI

IL PRIMO APPROCCIO CON GLI EDIFICI IN LEGNO FA SORGERE PAURE E DUBBI NEI CONFRONTI DI UN METODO COSTRUTTIVO ANCORA POCO DIFFUSO NEL NOSTRO PAESE E DI UN MATERIALE INGIUSTAMENTE SOTTOVALUTATO.

Dovendo acquistare casa, stavo valutando l'ipotesi di costruire una casa in legno.
Essendo però neofita dell'argomento, mi sono informato un po’ su internet e attraverso conoscenze che hanno già fatto questa scelta, ma, fatti chiari i punti di forza, vorrei avere qualche info in più sui punti deboli o eventuali svantaggi rispetto ad un'abitazione tradizionale.

I costi di manutenzione sono alti?
Gli edifici in cui legno viene lasciato a vista richiedono maggiore cura, in quanto le escursioni termiche e l’azione diretta degli agenti atmosferici (acqua, sole, ghiaccio) sottopone a notevole stress questo materiale che è “vivo” e naturale e modifica continuamente il proprio stato, rilasciando o assorbendo umidità, dilatandosi e contraendosi.
Se l’edificio è rivestito a cappotto, il legno possiede solo una funzione strutturale e si trova all’interno della parete, opportunamente protetto. 
In questo caso le manutenzioni sono minime (ma vanno fatte periodicamente) e del tutto paragonabili alle costruzioni tradizionali.

La durata dei materiali è maggiore o minore?
Dipende dalla qualità costruttiva dell’edificio.
Il legname deve essere selezionato e stagionato con cura e non tutte le essenze sono altrettanto idonee per la costruzione.
Le grandi aziende (ma non solo) offrono lunghe coperture sui difetti strutturali, che arrivano a trent’anni, assumendosi la responsabilità a tutela dell’acquirente.
La standardizzazione delle case prefabbricate è sicuramente un’ulteriore garanzia per l’alto grado di serializzazione qualitativa delle costruzioni.

La personalizzazione della struttura è totale o ci sono dei vincoli da rispettare?
L’adattamento è inevitabile e sicuramente maggiore per le aziende di case prefabbricate più industriali.
Se il progetto è concepito per il legno e, meglio ancora, per lo specifico costruttore di case prefabbricate, non ci saranno sorprese.

Inoltre non so come orientarmi tra le numerose aziende presenti sul mercato e vorrei un consiglio.
Ci sono aziende che propongono case a prezzi davvero vantaggiosi, che però mi lasciano il dubbio che non abbiano la stessa qualità di altre.
Il prezzo troppo basso nasconde sempre qualche insidia ed il genere sottende una qualità costruttiva non sempre adeguata agli standard minimi in materia di costruzioni.
Non è sicuramente l’unico aspetto da valutare, essendo presenti sul mercato delle case in legno aziende medio-piccole con soluzioni costruttive interessanti offerte a prezzi davvero concorrenziali.

Vivendo nel nord Italia, periferia milanese, non so se valutare magari qualche azienda tedesca, vista la vicinanza, che so essere leader del settore e dall'ottimo rapporto qualità prezzo.
Le aziende tedesche ed austriache possiedono una notevole esperienza e coprono la fetta maggiore del mercato delle case in legno.
Come sempre vi sono limiti e vantaggi che vanno accuratamente soppesati, in relazione alle caratteristiche del progetto e al livello di finitura richiesto, ma rappresentano, in quasi tutti i casi, un’ottima soluzione costruttiva.

CASE IN LEGNO BLOCKHAUS O A PANNELLI

NEL CAMPO DEI SISTEMI COSTRUTTIVI MASSICCI LE STRUTTURE BLOCKHAUS O LOG-HAUS RAPPRESENTANO UNA SOLUZIONE MOLTO DIFFUSA, MA POCO INDICATA PER REALIZZARE EDIFICI AL DI FUORI DELLE ZONE DI MONTAGNA.

Buongiorno, io ho letto alcuni spunti da Suo blog e ho recentemente comprato il Suo libro in quanto assieme a mia moglie vorremmo intraprendere la costruzione di una casa in bioedilizia.
La zona di costruzione è in provincia di Gorizia e ci chiedevamo quale tipologia costruttiva meglio si adatterebbe al clima tipico della zona, più umido delle zone di montagna e con maggiori variazioni termiche fra estate e inverno.
Sappiamo che sul mercato vengono offerti sia i modelli in blockhaus che a pannelli e volevamo capire i pregi e difetti di entrambi i metodi in zone costruttive come le nostre.
Quale modello si adatta al meglio, che spessore ci consigliate, che fibre isolanti etc.?
Inoltre, in una casa in bioedilizia che avrebbe pavimenti il legno o parquet, Lei ci consiglierebbe il riscaldamento a pavimento?

Le costruzioni blockhaus costituiscono una soluzione costruttiva interessante per le zone di montagna, ma risultano poco adatte per i nostri climi, in quanto richiedono continue manutenzioni alle facciate e risultano poco performanti rispetto alle pareti isolate (a telaio o massicce).
Le elevate escursioni termiche tra estate ed inverno sottopongono il legno (che è un materiale “vivo” anche dopo il taglio dell’albero) ad un notevole stress, dovuto all’azione diretta degli agenti atmosferici ed alle variazioni del tasso di umidità durante l’avvicendarsi delle stagioni.
Il cappotto isolante intonacato migliora la coibentazione termica e protegge la struttura in legno che si trova all’interno di un pacchetto di materiali di diverso spessore e composizione a seconda della tipologia costruttiva.
Anche le amministrazioni comunali non sono sempre favorevoli ad autorizzare edifici in cui il legno venga lasciato a vista, diffusi solo in alcune regioni.
Suggerisco alla lettrice di rivolgersi verso le tipologie costruttive di case in legno a basso consumo energetico, a telaio o in xlam, privilegiando l’utilizzo della fibra di legno o della lana minerale, con trasmittanze complessive non inferiori a 0,18 W/m2K.
L’impiantistica per il riscaldamento non dovrebbe essere sovradimensionata, in quanto il fabbisogno energetico dell’edificio sarà basso, soprattutto se la costruzione verrà correttamente progettata in quanto ad involucro ed orientamento.
Va benissimo una semplice caldaia a condensazione abbinata a radiatori o ad un pavimento radiante, ma può essere un’eccellente alternativa anche una pompa di calore aria-acqua, soprattutto se nella zona viene imposta l’installazione dei pannelli solari fotovoltaici da parte della pubblica amministrazione.

GREZZO AVANZATO E GESTIONE DEGLI IMPIANTI

LA REALIZZAZIONE DI UNA CASA IN LEGNO AL GREZZO CONSENTE DI COMPLETARE I LAVORI CON SQUADRE LOCALI, MA NON PENALIZZA ASSOLUTAMENTE LE PRESTAZIONI ENERGETICHE DELL’EDIFICIO E PERMETTE UN DISCRETO RISPARMIO.

Io e la mia famiglia viviamo nelle campagne pugliesi, dove i venti manifestano pienamente la loro presenza, caldo, freddo, umido, secco, intensità.
D’inverno, almeno una o due volte nevica e in estate si toccano senza indugio i 40°.
Detto ciò, essendo già consapevoli dei benefici dettati dalla scelta delle case prefabbricate in legno intonacato e dovendo predisporre un ampliamento di una cinquantina di mq con: una nuova cucina, un bagno, oltre ad una veranda, magari dotata di brise-soleil, vorrei sapere se:
Ci sono produttori che realizzano anche in questa zona, opere di questo tipo, o se per limitare le ritrosie, devo puntare su una fornitura di tipo “grezzo avanzato”?

CASE-IN-LEGNOI costruttori locali di case in legno sono presenti un po’ su tutto il territorio (suppongo anche in Puglia).
Queste ditte si appoggiano ad aziende locali per la realizzazione dell’impiantistica e delle finiture.
I grandi prefabbricatori, in genere tedeschi o austriaci, tendono al limitare l’operatività al primo livello, il grezzo avanzato, a causa della distanza eccessiva dalle proprie sedi che rendono poco convenente l’assistenza post vendita (quasi sempre relativa ad impianti e finiture).

Scegliendo il grezzo avanzato, sono compresi gli impianti?
In caso negativo – come temo – devo trovare maestranze con particolari capacità?
O basta un impiantista (idraulico, elettricista, ecc.) “normale”?

Il primo livello può comprendere o meno la predisposizione impiantistica (le tubazioni “vuote” all’interno di pareti e contropareti), ma non gli impianti veri e propri.
L’esecuzione dell’impianto elettrico ed idro-termo-sanitario può essere affidata a ditte locali, che possono confrontarsi direttamente con il costruttore per ricevere le necessarie indicazioni tecniche.

La nuova realizzazione può andare in aderenza ad una esistente con muratura in tufo da 25 cm, e sfruttare la vicinanza della nuova parete, come cappotto esterno?

La futura casa in legno può essere accostata all’edificio esistente, ma nella pratica viene lasciato qualche centimetro di spazio tra i due fabbricati, per permettere le dilatazioni ed i movimenti naturali, dovuti alla diversa composizione delle pareti.
Mi sfugge sinceramente il concetto di cappotto esterno per la parete in tufo….

In futuro, un normale impiantista si può occupare della manutenzione, anche straordinaria, o si é vincolati all'assistenza fornita dal produttore?
Si può ipotizzare un contratto che impegni il costruttore ad opere di assistenza in garanzia, limitando il suo impegno ad opere sostanziali (strutture, coibentazioni), così da rendere più “appetibile” la realizzazione?

Le manutenzioni possono essere eseguite anche da una ditta locale, come per qualsiasi costruzione (chissà perché queste domande non ce le facciamo mai con gli edifici in muratura…?).
Le garanzie sulla struttura possono decadere solamente in presenza di interventi non congrui sull’edificio e non certo per uno spostamento di una presa o di un punto luce.
Gli impiantisti, anche affidando la costruzione chiavi in mano ad un azienda tedesca o austriaca, sono sempre italiani e possono intervenire sull’edificio indipendentemente da chi realizza la struttura.
Mi scuso ancora, ma non riesco, ancora una volta, a comprendere cosa intenda il lettore per realizzazione più “appetibile”…..

CASE IN LEGNO E ACCIAIO

LE STRUTTURE IN LEGNO SI COMPORTANO STATICAMENTE IN MODO PIUTTOSTO DIVERSO DA QUELLE A STRUTTURA IN CEMENTO ARMATO, ACCIAIO O LATEROCEMENTO.

Ho realizzato la mia costruzione con una rinomata ditta di case di legno.
All’atto del montaggio ho constatato l’inserimento di un pilastro e di una trave in acciaio nella zona della cucina.
Il pilastro sporge dalla parete e la trave è ribassata di circa 30 centimetri, vincolandomi parecchio della scelta dell’illuminazione.
Quello che mi sorprende è che il costruttore non mi abbia comunicato nulla, anche se il mio tecnico era al corrente di tutto.
Mi hanno detto che trave e pilastro in acciaio servono a “controventare” la struttura, dato che siamo in zona abbastanza sismica (campagna di Reggio Emilia).
Il mio dubbio è che si sia trattata di una disattenzione del mio architetto.
Non mi hanno addebitato costi aggiuntivi, ma non l’avrei proprio voluta.
Non c’erano altre soluzioni?


case prefabbricate
Il legno è un materiale egualmente resistente a trazione ed compressione (al contrario della muratura).
La resistenza ai terremoti delle case in legno è notevole, grazie alle caratteristiche strutturali di questo materiale e, tuttavia, la costruzione deve essere concepita come una “scatola” per resistere alle sollecitazioni di spinta che possono generarsi lungo tutte le direzioni.
Edifici molto vetrati o con ambienti “open space” possono risultare insufficienti allo scopo, richiedendo l’inserimento di questi elementi in acciaio, opportunamente calcolati rispetto alla specifica zona sismica.
Mi sembra piuttosto strano che il costruttore non abbia informato il cliente al riguardo, vista la rilevanza dell'argomento (anche economica, per la ditta).
Non vi è peraltro nulla da nascondere, né sono imputabili imperizie al progettista.
L’esigenza di montare una o più travi e/o pilastri in acciaio sorge dal calcolo strutturale ed è collegata alle caratteristiche statiche della costruzione (a telaio, in massiccio, passo e sezione dei montanti strutturali in legno…).
Ovviamente sarebbe preferibile informare preventivamente il cliente, poiché il relativo vincolo andrà necessariamente affrontato in sede di disposizione dei mobili e dell’illuminazione degli ambienti.
Non si tratta affatto di una situazione limite o di un anomalia dello specifico progetto, ma di un necessario adeguamento delle costruzioni in legno alla normativa italiana in tema di antisismica.
Trattandosi di una regolamentazione recente, le case prefabbricate pre-terremoto dell’Abruzzo raramente presentano elementi di controventamento in acciaio, mentre ritengo si tratti di una situazione piuttosto ordinaria negli edifici attuali.
Questi elementi possono essere mantenuti a vista o, più probabilmente, vanno rivestiti in cartongesso o legno, per rendere accettabile la loro presenza.

LAMELLARE O MASSICCIO PER LE CASE DI LEGNO

ALCUNI COSTRUTTORI DI CASE IN LEGNO UTILIZZANO, IN TUTTO O IN PARTE, LEGNO LAMELLARE. 
QUALI SONO I VANTAGGI DI QUESTE COSTRUZIONI RISPETTO A QUELLE CHE IMPIEGANO LEGNO MASSICCIO?

Complimenti vivissimi per il suo blog e la sua disponibilità unita a grande competenza nel campo della bioedilizia in generale.
Sto pensando seriamente di costruire una casa prefabbricata in legno e vorrei togliermi un dubbio che mi rende difficoltosa la scelta che devo affrontare, ossia se, a parità di costi, sia migliore la scelta di una casa prefabbricata costruita in legno lamellare oppure costruita in legno massiccio.

A parità di livello qualitativo, i costi di una struttura completamente in lamellare sono superiori, a causa della maggiore lavorazione di questo materiale rispetto al legno massiccio.
Girando la frittata, a parità di spesa, l’edificio in legno lamellare potrebbe sottendere qualche risparmio occulto su altri aspetti della costruzione.
Ammetto che questo argomento non mi appassiona particolarmente, poiché la qualità costruttiva di un edificio in legno non dipende assolutamente dall’impiego dell’uno o dell’altro materiale.
L’utilizzo del legno lamellare può risultare indicato soprattutto per l’orditura delle travi principali della struttura di tetti e solai, in presenza di grandi luci (superiori a 5 metri) e/o in presenza di soffitti e coperture in cui la struttura sia lasciata a vista.
Nelle case in legno a telaio, i pilastri della struttura portante vengono realizzati quasi sempre con travi di legno massiccio (prevalentemente di abete rosso).
Il calcolo statico di queste strutture risulta piuttosto semplice e non ci sarebbero particolari vantaggi sostituendoli con montanti in legno lamellare.
Chiaramente l’azienda deve selezionare il legname, scartando gli elementi non idonei a causa di difetti o ad un eccesso di nodi, sottoponendolo ad adeguata stagionatura.
Il legno massiccio correttamente maturato è un eccellente materiale da costruzione, con il vantaggio di contenere i costi finali a carico del cliente.
I campi di applicazione del legno lamellare sono strutture sottoposte a notevoli sollecitazioni, come coperture di edifici per lo sport o per congressi, abbinando una notevole resistenza a flessione con la bellezza ed il calore di questo materiale.
La presenza sul mercato delle case in legno di costruttori che decantano il fatto di utilizzare solamente legno lamellare al posto del “volgare” legno massiccio la giudico come una legittima scelta commerciale, senza particolari vantaggi dal punto di vista della solidità e della durabilità dell’edificio.

ADATTARE LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

IL PROGETTO DELLE CASE PREFABBRICATE DOVREBBE SEGUIRE SEMPLICI REGOLE PER OTTIMIZZARE I VANTAGGI DI UNA TECNOLOGIA MIRATA AL RISPARMIO ENERGETICO.
IN TEORIA, QUALSIASI PROGETTO POTREBBE ESSERE ADATTATO AL LEGNO SENZA PARTICOLARI MODIFICHE, MA NE VALE SEMPRE LA PENA?

Il mio geometra di famiglia sta presentando il progetto della mia abitazione, ma mi sta sorgendo il dubbio (anche in seguito alla lettura dei suoi articoli) che non sia molto adatto ad essere costruito in prefabbricato.
Secondo lei è il caso di modificarlo o, addirittura, di riprogettare la casa da zero?


Innanzitutto mi dispiace che i miei scritti le abbiano creato un dilemma progettuale e contrasti con il tecnico di famiglia (suppongo che sia un parente…).
Ovviamente non è possibile capire se il progetto presenti delle difficoltà nell’essere realizzato con le case prefabbricate in legno.
Personalmente non sono in grado di effettuare una simile consulenza, ma il primo consiglio potrebbe essere di confrontarsi apertamente con qualche ditta di case in legno. Ogni azienda ha il proprio ufficio tecnico che saprà consigliare il cliente con competenza.
Se il progetto è sufficientemente compatibile, verranno semplicemente modificati gli spessori delle pareti interne ed esterne, inserite le contropareti per gli impianti e le canalizzazioni (canne fumarie, scarichi) e verificata l’orditura dei solai. In caso contrario si possono presentare alcuni scenari.

  1. Il progetto è una bozza o poco più. Converrà in questo caso fare un passo indietro e ripensare del tutto l’edificio. Gli studi fatti saranno stati comunque utili come base per riflessioni e rimarranno gli spunti e le idee di base per il nuovo progetto.
  2. Il progetto si trova in uno stadio avanzato. Chiaramente bisognerà tenere conto dell’impianto di base, ma è ancora possibile apportare delle modifiche anche importanti per migliorare i punti critici del progetto. Non sarà difficile rivedere le aperture, tenendo conto dell’orientamento dell’edificio o variare la distribuzione interna degli ambienti (non è raro che le camere e gli ambienti di soggiorno vengano posizionati a nord…..).
  3. Il progetto è stato inoltrato in Comune per l’ottenimento dei permessi edilizi o è già presente una concessione. Se abbiamo urgenza di costruire, chiaramente converrà rassegnarsi, ma c’è sempre la possibilità di presentare una variante. Se si tratta di una semplice DIA i tempi saranno accettabili, se invece dobbiamo attendere che il progetto torni in Commissione Edilizia o è presente qualche vincolo ambientale, bisognerà valutare quanto il progetto concessionato appaia realmente debole sotto il profilo bioclimatico. Uno slittamento dei tempi verrà comunque recuperato costruendo con una ditta di case prefabbricate, rispetto ad un’impresa di costruzioni tradizionale.
La situazione ideale rimane quella di chi parte da zero. Anche in questo caso possiamo prendere diverse strade.
  1. Con un tecnico esperto in bioarchitettura, meglio ancora se di case prefabbricate in legno, non è nemmeno possibile parlare di adattamento. Il progetto nasce sul legno e tutte le soluzioni sono ottimizzate.
  2. Un tecnico tradizionale (anche il suo geometra di famiglia) può informarsi con semplicità. Se il cliente è deciso, basterà visitare qualche ditta di case in legno per acquisire tutti i dati necessari per operare con profitto. E’ fondamentale che il tecnico sia aperto e la progettazione parta dai corretti presupposti.
  3. Il tecnico non ha molta voglia di perdere del tempo e spinge per costruire con le sua impresa di fiducia. In altri casi il vostro architetto può avere delle motivazioni valide nell’escludere le case prefabbricate. Vorrei comunque essere chiaro su quest’aspetto. I miei articoli danno delle indicazioni del tutto generali. Ogni caso specifico tiene conto di una serie di fattori che solo il vostro architetto può analizzare e comprendere. Nella maggior parte dei casi la scelta migliore è assecondare con fiducia le scelte del tecnico e difficilmente ci si potrà pentire.
Le case prefabbricate in legno sono solo una (semplice) tecnica costruttiva, che possiede numerosi pregi e qualche evidente limitazione. 
Non sempre rappresentano la soluzione migliore e vanno in ogni caso fatte approfondite valutazioni tecniche che possono spingere la scelta in altre direzioni.

TEMPI E COSTI DI PROGETTAZIONE DELLE CASE PREFABBRICATE

QUANTO TEMPO IMPIEGA LA PROGETTAZIONE DI UNA CASA IN LEGNO DA PARTE DI UN TECNICO E QUALI SONO I RELATIVI COSTI?

Stavo valutando la possibilità, nonostante un certo scetticismo da parte della mia compagna, sopratutto per le zone in cui possiamo trovare terreni edificabili nei pressi di Livorno, di costruire una bio-casa e devo dire che il suo blog è molto interessante e risponde a molte domande che possono venire in mente a uno che come cerca di intraprendere questa via.
Avrei un paio di domande:
Come tempistiche, sa dirmi a livello di permessi generalmente quanto tempo viene "perso" prima di poter avere il via libera alla costruzione della casa in legno?
Inoltre volevo sapere quanto incidono le spese per la progettazione da parte di una persona come lei per una struttura su unico livello di circa 100 mq con 3 camere, 2 bagni, soggiorno/cottura, e un piccolo portico.

CASE-IN-LEGNOPer esperienza personale, il progetto di una casa in legno comporta tempi tecnici del tutto analoghi alle costruzioni tradizionali.
A parità di caratteristiche (forma, tipologia, dimensioni) un edificio in legno non permette una contrazione delle tempistiche, tanto nella fase progettuale, quanto nell’ottenimento dei permessi a costruire.
L’iter autorizzativo è peraltro il medesimo e non si ravvisano differenze sostanziali di alcun genere.
Qualche indubbio vantaggio può esserci indirizzando la scelta verso una casa a catalogo, qualora le caratteristiche del lotto lo consentano.
Queste soluzioni, molto diffuse nei paesi di origine (Germania ed Austria, in particolare), trovano notevoli resistenze nel cliente italiano, poco propenso a spersonalizzare la propria abitazione, nonostante l’elevata ottimizzazione funzionale ed energetica delle case prefabbricate a catalogo.
Scegliendo questa strada, il progetto è praticamente già pronto e ci si limita alla presentazione di tutta la documentazione di legge (che andrà comunque redatta dal tecnico che firma il progetto).
Contro il mio interesse di progettista, le case a catalogo rappresentano davvero un sistema intelligente (ed economico) per rispondere alle più disparate esigenze abitative e meriterebbero una maggiore attenzione da parte dei potenziali acquirenti.
Trattandosi di un incarico limitato, i costi per la sola progettazione risultano in genere più onerosi rispetto alla prestazione abbinata alla direzione dei lavori del cantiere.
Il mio consiglio è di incaricare un tecnico in grado di coordinare tutte le fasi, dal progetto alla costruzione, sino all’ottenimento dell’agibilità alla fine dei lavori.
Questo, oltre a garantire un sicuro risparmio, delega ad un unico referente la responsabilità di seguire tutte le fasi, connettendo tra loro le ditte e i soggetti coinvolti.
La recente abolizione dei minimi e massimi tariffari stabiliti dagli ordini professionali di riferimento non deve comportare uno svilimento della professione, svendendo per poche migliaia di euro tali prestazioni, che devono rimanere conformate ai principi di competenza e responsabilità, non compatibili con una parcella stracciata, prima ed inevitabile causa del conseguente disinteresse verso il cantiere da parte del tecnico sottopagato.
Un professionista inadeguato all’incarico è la prima causa di spese impreviste a quattro zeri, dovute ad una progettazione non corretta ed inutilmente dispendiosa, nonché alla mancanza di controllo nelle scelte tecnico-esecutive.
Un preventivo serio, non solo di una casa di legno, non va mai fornito senza un confronto diretto con i potenziali committenti, comprensivo di un sopralluogo sul posto.
Non operando per motivi logistici in Toscana, non ritengo opportuno fornire delle cifre, che risulterebbero fuorvianti e poco corrette nei confronti dei colleghi locali verso i quali consiglio al lettore di indirizzarsi.

UNA CASA IN LEGNO IN CAMPANIA

Ho intenzione di realizzare una casa in legno ad Avellino. Dispongo di un terreno e di un rudere che demolirò per ricostruire (avvalendomi del piano casa) con la stessa volumetria e sagoma per beneficiare degli incentivi previsti fino a luglio 2013.
Ho già contattato alcune ditte costruttrici di case in legno e dispongo di un progetto di una casa di 100mq da realizzare su un solo livello.
Il problema lo sto riscontrando con lo studio tecnico a cui mi sono rivolto.
Pur non avendo alcuna competenza in materia, mi chiede degli oneri che ritengo eccessivi per la realizzazione della platea, per la direzione dei lavori ecc.
Mi potrebbe indicare quali sono le spese tecniche ragionevoli in linea di massima da sostenere?

La presunta “mancanza di competenza” cosa significa?
Uno studio di progettazione deve fare riferimento ad un professionista abilitato nel settore delle costruzioni, sia esso architetto, geometra o ingegnere (in assoluto ordine alfabetico).
Semmai si tratta di una mancanza di esperienza specifica nel settore delle costruzioni in legno, che non necessariamente comporta delle problematiche per il cliente.
Le aziende di case prefabbricate forniscono tutto il supporto tecnico al progettista ed è più importante la capacità di calarsi nelle peculiarità dell’opera da realizzare che una vera e propria conoscenza della materia.
Se il progetto è esistente, suppongo che sia stato eseguito dallo stesso studio che dovrebbe occuparsi della direzione dei lavori.
In genere si dovrebbe fornire al cliente un preventivo delle prestazioni, sulla base del costo presunto della costruzione e delle caratteristiche tipologiche.
Nel caso non si trovasse un punto di intesa, la direzione dei lavori può essere svolta da un altro professionista che sia in grado di accontentare il cliente sotto il profilo economico e che fornisca le necessarie garanzie tecniche.
Per l’eventuale parcella non ritengo corretto verso i colleghi che sono stati coinvolti, soprattutto con l’eliminazione dei minimi e massimi tariffari, porre delle cifre a raffronto, che possono variare da zona a zona.

CASA-DI-LEGNOMi saprebbe dire se nella mia zona ci sono dei tecnici esperti in materia?
Tenga presente che devo solo presentare una dia per ristrutturazione edilizia e non necessito del permesso per costruire.

Non conosco tecnici in zona, ma darei preferenza ad un bioarchitetto, non necessariamente più esoso rispetto ad altre categorie di professionisti.
Il fatto di presentare una DIA non cambia di molto l’impegno e, personalmente, non sposta di molto l’importo della parcella.

Secondo la sua esperienza è possibile realizzare il tutto entro la data di scadenza dei benefici fiscali?
Mi potrebbe consigliare qualche azienda che copre anche la mia zona?

Se la scadenza è luglio 2013 mi sembra senz’altro possibile, ma non attenderei troppo tempo, poiché i vari passaggi che intercorrono tra i primi preventivi richiesti alle ditte di case in legno ed il montaggio della costruzione sono numerosi e complessi, consumando parecchi mesi.
Non saprei consigliare dei nominativi in particolare, ma le consiglio di contattare direttamente varie aziende di case in legno, i cui nominativi sono reperibili facilmente sul web (qualche annuncio si può reperire anche nel mio blog).

Pensa che sia meglio la soluzione chiavi in mano o al grezzo avanzato?
In quest'ultimo caso ci sono delle indicazioni da tenere presenti nella redazione del contratto?

Il livello chiavi in mano è una sicurezza per il cliente, che affida i lavori ad un unico referente in grado di fornire un prezzo certo e di occuparsi direttamente del cantiere, senza sovrapposizioni con ditte esterne.
Molti costruttori di case di legno del nord Europa preferiscono fermarsi al grezzo o al livello impianti per le regioni del sud Italia, in quanto la grande distanza rende molto onerosa l’assistenza post vendita.

COME FIDARSI DELLA DITTA DI CASE DI LEGNO?

PUBBLICO INTEGRALMENTE QUESTA LUNGA LETTERA PERCHE’ RAPPRESENTA PERFETTAMENTE LO STATO D’ANIMO DEL TIPICO ACQUIRENTE DI UNA CASA IN LEGNO, ANIMATO DA GRANDE ENTUSIASMO, MA FRENATO DA MOLTE PAURE.

Ho notato che molte volte le viene posto il problema della scelta dell’azienda per la costruzione della casa (ed è vero che se la costruzione fosse tradizionale non ci si creerebbe alcun problema nella scelta dell’impresa se non per il fattore costo).
Noto anche, e forse giustamente, che lei non si sbilancia in alcun modo per non rischiare di “privilegiare” alcune aziende di case prefabbricate a scapito di altre, ma fornisce solo indicazioni (esaurienti questo è sicuro) sulle quali il suo interlocutore si può basare per la scelta migliore.
Però, nonostante sia parecchio tempo che leggo il blog e il suo libro, da “ignorante” continuo a chiedermi con parecchio timore quale possa essere l’azienda migliore, anche per il rapporto qualità/prezzo, alla quale affidare i nostri prossimi 50 anni di vita familiare.
Abbiamo chiesto 5/6 preventivi: alcuni li abbiamo scartati o per vincoli costruttivi che ci sembravano eccessivi (la casa sarà formata da 2 blocchi sfalsati), oppure per preventivi presentati su “carta da formaggio” (ci sembrava poco seria la cosa) oppure perché “a pelle” le persone a cui ci siamo rivolti non ci piacevano.
Ora ne rimangono 3.
Tra la più costosa e la sua opposta ci sono 50.000 €. di differenza, mentre la 3a sta nel mezzo.
Avremmo optato per la terza, se non fosse che il commerciale che ci seguiva, conoscendolo anche personalmente, in confidenza ci ha comunicato che ha lasciato l’azienda perché (sembra) non se la passi tanto bene.
Ed è ovvio che i dubbi diventino tanti ed enormi (ci mancherebbe solo che fallisse l’azienda costruttrice nel bel mezzo dei lavori)!
Le altre 2: con la più costosa si sarebbe in una botte di ferro per i suoi 60 anni di esperienza nel settore (se lavorasse male avrebbe già chiuso i battenti vien da pensare), ma quanto di questa differenza di prezzo è il costo per il suo nome? Mentre l’altra è giovanissima (solo 2-3 anni) ma i titolari dicono di avere esperienza pluriennale nel settore (almeno uno è bioarchitetto) e il prezzo molto competitivo potrebbe essere giustificato dal fatto che devono per forza inserirsi nel settore.
Inoltre, con i 50.000 € di differenza riusciremmo a piantare anche la fila di tulipani nel vialetto d’entrata (perché nella prima alcune cose importanti sono escluse dal preventivo).
E, considerato che i soldi a noi non ce li tira dietro nessuno, vorremmo evitare mutui abnormi.
Così non rimane altro che analizzare i materiali e fidarci di come dicono di costruire le abitazioni in quanto a parole sono tutti bravi (l’isolamento dalla platea che è fondamentale, la qualità del materiale usato, la qualità dei serramenti).
Ora come faccio io, ragioniera, ad andare a verificare queste cose?
Come faccio a vedere se la struttura dell’abitazione è ben isolata e se la platea è alta al punto giusto dal livello del terreno?
E poi per me la lana di roccia è lana di roccia. Cosa ne posso capire della qualità di questo materiale?
Non mi ci vedo proprio a star li col fiato sul collo agli operai!
Molto probabilmente mi risponderà che sono necessarie visite in cantiere.
Ma se poi in cantiere la persona preposta mi spiega che è tutto fatto a regola d’arte e con i migliori materiali, come posso non credergli se non ho l’esperienza necessaria per dubitare?
Dovrei aspettare 20 anni per vedere come la casa avrà resistito.
E’ possibile che il nostro progettista (di cui ci fidiamo, ma che sinceramente non ha esperienza in bioedilizia anche se è molto propenso a collaborare con le aziende di case in legno, se non altro per imparare il più possibile) riesca a tenere controllate queste cose così delicate?
Esiste una figura che possa dare “consulenza” solo per questi non trascurabili aspetti e che ci aiuti nella scelta dell’azienda giusta?
La ringrazio se vorrà aiutarci, ma anche per il fatto di aver creato questo blog.


La scelta del costruttore della vostra futura casa di legno deve essere basato su molti fattori, ma fondamentalmente richiede un atto di fiducia verso l’azienda.
Un agente disponibile e competente può influenzare molto il giudizio rispetto ad un commerciale poco preparato ed insistente che denigra la concorrenza.
Ma, soprattutto, gli aspetti tecnici devono essere valutati da tecnici.
Il progettista viene pagato anche per questo e non solo per presentare un progetto in comune e fare qualche sopralluogo in cantiere.  Deve sovraintendere a tutte le fasi e farsi carico di ogni aspetto, anche costruendo una casa in legno.
Un architetto, anche senza esperienza specifica in questo settore, ne possiede le competenze e le capacità.
Il committente deve imparare a scegliere questa figura con scrupolo e non solo perché è un familiare – amico – con un prezzo stracciato.
Quest’ultimo non è assolutamente un criterio adeguato per selezionare i professionisti, che offriranno necessariamente un impegno proporzionale alla parcella.
Le poche migliaia di euro risparmiate scartando un tecnico serio e preparato per l’amico geometra a cui offriremo la pizza spesso andranno spese con gli interessi a causa di scelte approssimative, una scarsa disponibilità e di un cantiere lasciato in balia di se stesso.
L’abbinata tecnico di famiglia –consulente esterno non sempre rappresenta una valida soluzione, poiché crea conflitti poco simpatici tra professionisti, poiché il progettista incaricato non gradisce quasi mai (giustamente) la supervisione del collega.
Personalmente non sono disponibile ad accollarmi un ruolo dai contorni professionali incerti, a confine con il volontariato, saldato con un grazie e un cesto natalizio, ma suppongo che in tempi di crisi a qualche mio collega vada bene.
Per concludere, la scelta dell’azienda di case in legno dovrebbe basarsi su quei criteri di cui parlo a più riprese, tanto nel blog quanto nel mio libro, affiancati da un professionista di fiducia a cui affidare la responsabilità del progetto e della costruzione della nostra abitazione.