Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

VENTO E CALDO PER UNA VILLA IN LEGNO

GLI EDIFICI IN LEGNO A BASSO CONSUMO SONO COSTRUZIONI SOLIDE CONCEPITE PER DURARE NEL TEMPO, CON UN ECCELLENTE ISOLAMENTO TERMICO, ANCHE IN CONDIZIONI DI PERDURANTE CALDO ESTIVO.

Sono in possesso di un terreno edificabile con progetto approvato di una abitazione singola di circa 160 mq su 2 piani.
La casa sarà posizionata su una collina ed esposta quindi a forti venti di maestrale.
Ho due domande da sottoporle, la prima è se il forte vento può rendere rumorosa la casa prefabbricata in legno o darle altri tipi di problema.
La seconda è se la collocazione in un clima caldo e fortemente soleggiato può dare problemi a questo tipo di abitazioni (le vedo ambientate sempre in zone di montagna).

Il vento, anche di notevole entità, non costituisce un rischio per le case prefabbricate ancorate su platea di fondazione.
Questi edifici sono calcolati staticamente in base alla normativa vigente, che è particolarmente severa nel nostro paese e che tiene conto del rischio sismico, in base alla classificazione per zone sul territorio.
Il legno è un materiale particolarmente elastico e resistente che risulta particolarmente indicato per resistere alle sollecitazione di tipo dinamico o laterali generate durante i terremoti o in presenza di forti raffiche di vento.
L’unico rischio può essere dovuto alla presenza di tettoie e porticati che possono essere sollevate per “effetto vela”, a causa di violente correnti d’aria ascensionali, comunque estremamente sporadiche. Tale problematica non è comunque legata alla costruzione in legno, ma può presentarsi anche su edifici realizzati in muratura.
Può il forte vento causare rumore in una casa in legno?
Anche in questo caso bisogna distinguere tra costruzioni rivestite a cappotto (unico oggetto di trattazione in questo blog), ovvero edifici mirati al basso consumo di energia termica, da non confondere con casette, annessi, ricoveri per attrezzi ed, in generale, strutture non finalizzati ad usi abitativi o permanenti.
La conformazione di questi immobili li rende di fatto analoghi agli edifici in muratura tradizionale, avendo il legno una funzione strutturale ed essendo protetto da uno spesso strato di rivestimento isolante intonacato.
Non sono al corrente di prove e test di misurazione specifiche per le case in legno in presenza di vento, mentre risultano eccellenti i valori di isolamento acustico calcolati secondo la normativa vigente, anche grazie all’impiego massiccio di pannelli isolanti che assorbono efficacemente i rumori provenienti dall’esterno.
Le deformazioni delle strutture sono pressoché assenti e non trasmettono significative vibrazioni all’interno.
Venendo al secondo punto, le case prefabbricate sono indistinguibili da quelle in laterocemento, per cui è abbastanza difficile la loro individuazione nelle nostre città.
Negli ultimi anni la loro diffusione, soprattutto nel nord Italia, le ha portate a costituire più che un’alternativa agli edifici tradizionali in muratura, anche grazie all’eccellente comportamento termico anche in regime di caldo estivo.
In montagna il legno viene tradizionalmente lasciato a vista e vengono impiegati altri sistemi costruttivi, meno performanti dal punto di vista energetico e poco idonei per costruire nei centri urbani.
Questi edifici, come le costruzioni “blockhaus”, espongono il legno all’esterno e sono effettivamente poco diffusi nelle nostre città.
In tutti gli altri casi le strutture in legno rappresentano un’eccellente soluzione costruttiva per il nostro paese, soprattutto in campo abitativo.

MUFFA E CALDO IN UNA VILLETTA IN LEGNO

LA GUIDA ALLE CASE PREFABBRICATE E’ A VOSTRA COMPLETA DISPOSIZIONE PER QUESITI, DUBBI, CONSIGLI O SEGNALAZIONI PER ARGOMENTI NON TRATTATI, CHE RICEVERANNO SEMPRE LA MIA ATTENZIONE ED AI QUALI CERCHERO’ DI RISPONDERE PUBBLICAMENTE IN FORMA DI ARTICOLO.

Le scrivo per avere una sua opinione circa 2 aspetti, ovvero la comparsa di condensa nelle finestre e, in alcune stanze, di muffa nel retro di alcuni mobili e la sensazione che il cappotto esterno non faccia il suo dovere data l'alta temperatura interna.
Preciso che si tratta di una casa unifamiliare in legno (con cappotto esterno), costruita nel 2009 da una azienda trentina.
Entrambi i problemi si sono palesati circa nell'ultimo anno e mezzo.
L'incaricato dell'azienda, nel corso del suo sopralluogo per verificare la situazione, mi ha detto che la condensa è dovuta al fatto che i muri sono più isolati degli infissi (forniti dalla stessa azienda e composti da vetri con doppia vetrocamera).
Il consiglio che mi ha dato è di arieggiare sempre o installare vetri a tripla vetrocamera, sfruttando l'agevolazione fiscale.
Per quando riguarda il cappotto, mi ha confermato che è stato fatto a regola d'arte, ma d'estate quando fuori ci sono, ad es. 36°, in casa ce ne sono 32-33°, tanto da dover installare un deumidificatore...ma qs. tipo di case non dovrebbero "autoregolare" l'umidità e la temperatura interna?
Dato che la giustificazione e la soluzione non mi soddisfano vorrei un suo parere e se le serve, potrei inviarle tramite mail la descrizione tecnico costruttiva della casa.

villa ecologica prefabbricata
Approfitto di quest’ultima riga della mail del lettore per ribadire che non sono in grado di fornire consulenze per casi personali, per cui non scrivetemi richieste troppo argomentate con foto, allegati, dettagli, poiché gli articoli devono soddisfare il requisito dell’interesse alla pubblicazione.
Sono disponibile ad assumere incarichi minimi di progettazione a distanza adeguata (per me e per il committente - entro i 120 km o 1 ora e mezza di auto), ma non per assistenze gratuite via mail di carattere personale, che non troveranno alcuna risposta da parte mia.
Il problema della condensa è dovuto ad un alta percentuale di umidità all’interno della casa, prodotto naturalmente attraverso gli usi sanitari dell’acqua, la cottura dei cibi, a respirazione.
La buona tenuta all’aria dell’involucro delle case di legno a basso consumo impedisce al vapore di fuoriuscire dall’edificio rendendo necessario un periodico arieggiamento degli ambienti con l’apertura degli infissi (dopo una doccia o dopo aver cucinato la pasta, ad esempio).
La condensa si forma sui vetri in quanto viene raggiunto il punto di rugiada sulla superficie interno del cristallo, con la formazione delle goccioline d’acqua, a causa della temperatura più bassa rispetto alle pareti.
La sostituzione con serramenti a triplo vetro può solo parzialmente migliorare la situazione se non viene attuato un costante ricambio dell’aria (non essendo presente un impianto di ventilazione meccanica controllata).
Per quanto riguarda il surriscaldamento estivo, la termoregolazione naturale delle case in legno è limitata a piccole percentuali di umidità, ma certamente non al controllo della temperatura.
Per isolare dal caldo è necessario garantire una buona inerzia termica dell’involucro esterno (pareti e copertura) con isolamenti ad alta densità ed una buona massa complessiva, in grado di rallentare l’ingresso dell’onda di calore all’interno dell’edificio.
E’ inoltre importante che la radiazione solare venga schermata adeguatamente per evitare l’incidenza diretta sulle vetrate che può elevare la temperatura interna dei locali di parecchi gradi a causa dell’effetto serra.

STRUTTURE A TELAIO IN OPERA O PREASSEMBLATE

IN QUESTI ULTIMI ANNI DI ATTIVITA’ NEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI IN LEGNO HO AVUTO MODO DI CONFRONTARMI CON PIU’ AZIENDE E SISTEMI COSTRUTTIVI, CHE MI HANNO CONFERMATO LA VERSATILITA’ DI QUESTO MATERIALE E LE NOTEVOLI POTENZIALITA’, NON SOLO IN AMBITO RESIDENZIALE.

Buongiorno Architetto Crivellaro, le faccio i complimenti per il libro ed il blog davvero prezioso.
Volevo chiederle un parere e pro e contro tra costruire in legno con prefabbricazione delle pareti in fabbrica e la costruzione (a telaio per entrambi) in cantiere delle pareti. In quest'ultimo caso la prefabbricazione si riferisce solo al taglio dei montanti e delle traverse del telaio.

una costruzione realizzata in opera
Ho avuto la possibilità di confrontarmi a più riprese con entrambe le soluzioni, la prefabbricazione classica e la posa in opera della struttura intelaiata.
Le case prefabbricate vere e proprie sono assemblate in gran parte in stabilimento.
Le pareti giungono in cantiere complete di struttura, isolanti interni, pannelli di chiusura, cartongessi, eventuali barriere al vapore, cappotto comprensivo di rasatura, infissi, tapparelle (o scuretti), portoncini, predisposizioni impiantistiche.
Generalmente anche i solai sono prefabbricati ed il materiale restante è velocemente assemblabile trattandosi di elementi pretagliati e numerati.
Il montaggio di un edificio prefabbricato è sorprendentemente veloce e può limitarsi a 2-3 giorni per il completamento del grezzo per le ditte più organizzate, tegole comprese.
Ovviamente, la preparazione e l’assemblaggio in stabilimento richiedono un certo tempo che varia da 1 a 3 mesi, in cui il cantiere subisce inevitabilmente un arresto dei lavori.
Il vantaggio principale di una casa di legno prefabbricata è l’alto standard costruttivo, indipendente dalle condizioni climatiche e dalla stagionalità, con una notevole precisione della realizzazione degli elementi, direttamente proporzionale al livello tecnologico e qualitativo dei macchinari impiegati dal costruttore.
Il limite è una minore adattabilità sul cantiere che impone al cliente una notevole chiarezza nelle scelte già in fase di progettazione, che andranno fissate definitivamente in fase di campionatura.
Le modifiche in opera sono sempre possibili, ma richiederanno di intervenire su un fabbricato quasi finito, con costi abbastanza alti a carico dell’acquirente.
Una casa in legno realizzata in opera richiederà tempi di costruzione inevitabilmente più lunghi e sarà condizionata maggiormente dalle condizioni meteorologiche, avvicinando parecchio questi cantieri alle opere in muratura tradizionale.
Il vantaggio è certamente la maggiore flessibilità nelle scelte, che possono essere modificate anche durante la costruzione dell’edificio, tanto nella scelta e nel posizionamento degli impianti, quanto nella distribuzione interna o nelle forometrie di facciata.
Restano immutati per entrambi i sistemi i vantaggi generali delle case in legno a basso consumo come il risparmio energetico, il comfort termo-acustico, i costi certi, la costruzione in bioedilizia, l’antisismicità strutturale.

IVA E IMU SULLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

PARLANDO DI NUOVE COSTRUZIONI, LE ALIQUOTE IVA APPLICATE SU TERRENI E FABBRICATI NON SONO SEMPRE CHIARE E LA FACCENDA SI COMPLICA ULTERIORMENTE SE SI ENTRA NEL CAMPO DELLE IMPOSTE MUNICIPALI.

Buongiorno Architetto, ho comperato un terreno edificabile su cui vorrei costruire una villetta di legno.
Purtroppo la difficoltà nella vendita della mia abitazione mi rende impossibile procedere all’acquisto; questo comporta un salasso di IMU da pagare, quando il problema è proprio la mancanza di soldi.

Ho acquistato un lotto di terreno con una piccola casetta da demolire, in condizioni pessime.
Attualmente siamo in affitto e quindi non ho potuto applicare l’IVA agevolata al 4% sulla compravendita, in quanto la casa è pericolante e non abitabile.
Il mio geometra mi ha sconsigliato la ristrutturazione che costerebbe troppo anche con gli incentivi.
Spero un giorno di poterla abbattere e di riuscire a ricostruire in legno, ma di incentivi non credo ne vedrò mai.

L’aliquota IVA ordinaria è attualmente pari al 22%.
La cosiddetta IVA agevolata è applicabile sugli immobili di nuova costruzione a destinazione residenziale, comprese le pertinenze,
Semplificando un po’, tale aliquota è ridotta al 4% per la costruzione o l’acquisto della prima casa (non di lusso) in cui deve essere stabilita la residenza entro 18 mesi.
Sale invece al 10% qualora venissero meno i suddetti requisiti e per i lavori di ristrutturazione, fatta eccezione per le parcelle dei professionisti, su cui grava l’aliquota al 22%.
Per quanto riguarda i terreni edificabili, l’acquisto da soggetti IVA come imprese o società immobiliari sono soggetti all’aliquota ordinaria.
Se la vendita è effettuata da un privato, non sarà soggetta ad IVA, ma alle imposte di registro (8%), ipotecaria (2%) e catastale (1%), a condizione che la casa sia ultimata entro 5 anni dall'acquisto del terreno.
Ovviamente le case prefabbricate in legno non godono di particolari agevolazioni, fatta eccezione per i casi rientranti nella definizione di ristrutturazione, con demolizione e fedele ricostruzione nella sagoma e nel volume di immobili esistenti (sostituzione edilizia).
Per quanto riguarda l’IMU gravante sui lotti edificabili, mi trovo assolutamente d’accordo con il lettore.
Molto spesso in una prima fase ci si deve arrestare all’acquisto del solo terreno, mentre la successiva realizzazione dell’immobile è vincolata alla vendita della propria abitazione, tutt’altro che agevole negli ultimi anni.
Si tratta di importi alti ed alquanto ingiustificati, che penalizzano soggetti con una limitata capacità finanziaria, la cui unica colpa è di volere costruire casa con risorse economiche limitate, trattati dallo stato come speculatori immobiliari.

IL PIANO INTERRATO DI UN EDIFICIO IN LEGNO

LA REALIZZAZIONE DI UN PIANO INTERRATO INCIDE FORTEMENTE SUI COSTI DI UNA CASA IN LEGNO A BASSO CONSUMO E NON SEMPRE RISULTA FACILE DETERMINARNE L’INCIDENZA ECONOMICA EFFETTIVA.

Sto valutando l'acquisto di un terreno in Liguria.
Prima di acquistare mi sto informando su tutte le spese da affrontare.
In parallelo mi sto muovendo con la ricerca dei notai, delle assicurazioni e delle banche per il mutuo.
Non le nascondo che il progetto sembra molto complesso.
La complessità è per lo più di carattere finanziario.
Se vorrà le spiegherò nel dettaglio le problematiche che le banche ci stanno facendo.
Arrivo alla motivazione della mia mail.
Qui in Liguria c'è una specie di cartello tra le imprese edili.
Il costo del metrocubo è di circa 500€, molto al di sopra dello standard nazionale.
Vorrei quindi rivolgermi a imprese per la realizzazione del seminterrato e fondamenta di tipo prefabbricato.
Ha qualche consiglio da darmi?
Premetto che la realizzazione della casa è una missione di vita.
Non abbiamo aiuti da parte di genitori e varie eredità e dovremo fare tutto con le nostre forze.
Pertanto vorremmo affrontare il progetto in modo minuzioso, analizzando tutte le varie opzioni possibili.

La costruzione ex-novo di una semplice villetta è un’operazione estremamente complessa con numerosi adempimenti da osservare (tecnici, economici, burocratici), che richiedono l’assistenza di consulenti esperti, a partire dalla figura del progettista.
Non sono certamente in grado di fornire via mail al cliente tale supporto che dovrà essere assunto mediante un incarico formale, possibilmente da subito, da un tecnico preparato (che non si trovi a 400 km di distanza).
Gli interrati prefabbricati hanno qualche vantaggio, anche se i costi non sono sempre competitivi rispetto al getto in opera dei cementi armati.
Le aziende non sono molte ed è quasi sempre necessario l’ausilio di un’altra impresa di costruzioni per realizzare lo scavo ed eseguire la scala e le fondazioni, in quanto queste ditte  forniscono solamente muri, travi e solai.
Un impresa locale dovrà comunque completare i lavori realizzando le tramezze, gli impianti, i massetti, gli intonaci e le finiture (porte, pavimenti, rivestimenti e pitture).
Un piano interrato con murature a doppia lastra in cemento riempite di isolante, assicura un buon comfort climatico con valori di isolamento termico interessanti che consentono un utilizzo continuativo dei locali ed limitato impiego degli impianti per il riscaldamento e la deumidificazione.
Buone condizioni ambientali possono essere raggiunte anche realizzando l’interrato in opera, “cappottando” i muri esterni in cemento armato contro terra per migliorare la coibentazione complessiva.
Se la cubatura e le dimensioni del lotto lo consentono, il piano interrato potrebbe essere evitato, con un vantaggio economico e funzionale, poiché la spesa per la realizzazione resta comunque elevata (non solo in Liguria) ed un livello in più comporta una maggiore scomodità nell’utilizzo quotidiano dell’edificio.

IMPERMEABILIZZARE LA PLATEA DI UNA CASA PREFABBRICATA

L’ATTACCO AL SUOLO DI UNA COSTRUZIONE DI LEGNO E’ UN ASPETTO BANALE SOLO IN APPARENZA, IN QUANTO VANNO SEMPRE SCONGIURATE LE RISALITE DI UMIDITA’ ATTRAVERSO LA STRUTTURA E GLI ISOLAMENTI NELLE PARETI A DIRETTO CONTATTO CON LA PLATEA.

Grazie infinite e complimenti per il gran lavoro che svolge con il suo sito, per me è un vero punto di riferimento tanto che ho deciso di costruirmi una casa in legno a due piani proprio leggendo i suoi post.
A giorni arriverà la casa in legno, il sistema costruttivo è un blockhaus da 92mm con all'esterno 100mm EPS, barriera al vapore, 20mm intercapedine, 30mm tavolato esterno di copertura.
Chiaramente i lavori sono in fase avanzata ed il mio dubbio è il seguente: che tipo di guaina dovrò utilizzare tra la platea in ca. e il primo solaio?
So quanto sia delicato l'attacco al suolo e pur costruendo in una zona e su di un terreno molto asciutti vorrei un suo parere su che tipo di materiale utilizzare.
La ditta che esegue i lavori mi dice che poserà quello che deciderò io, senza darmi una idea di cosa andrebbe utilizzato.

impermeabilizzazione di una casa in legno prefabbricata
L’impermeabilizzazione della platea delle case prefabbricate andrebbe sempre prevista per evitare che l’umidità di risalita dal terreno possa bagnare gli isolamenti e deteriorare le strutture portanti delle pareti appoggiate sulla prima soletta in cemento armato che costituisce il piano di posa dell’edificio.
In presenza di un piano interrato, la barriera antiumidità non è necessaria e può essere evitata, in quanto la presenza di ambienti sottostanti il solaio di appoggio (generalmente areati) limita il rischio di accumulo di elevate quantità di vapore acqueo.
La platea di una casa in legno dovrebbe essere realizzata su igloo, costituendo una camera di ventilazione dotata di fori di aerazione per l’espulsione dell’umidità in eccesso, poiché la differenza di prezzo rispetto ad un vespaio tradizionale in ciottoli non è eccessiva.
La barriera antiumidità va posata a diretto contatto con il getto in cemento armato e può essere costituita semplicemente da un telo in polietilene da pochi decimi di mm di spessore.
Molti costruttori di case prefabbricate in legno richiedono la presenza di tale barriera che garantisce la salubrità della costruzione in tutte le stagioni ed in ogni condizione di umidità esterna, anche nelle zone di pianura caratterizzate dal falde acquifere superficiali e percentuali di umidità elevate nel terreno.
La posa del telo antiumidità (da non confondere con la guaina impermeabilizzante fissata sulle fondazioni) può essere eseguita direttamente dal cliente, mediante l’impresa costruttrice della platea o, meglio ancora, dalla ditta di case prefabbricate, immediatamente prima del montaggio degli elementi dell’edificio in legno.
Nel caso esposto dal lettore, lascia perplessi il fatto che l’azienda costruttrice non fornisca indicazioni precise, delegando al cliente la responsabilità della posa e della scelta del telo più idoneo.

CASE DI LEGNO ED ALLAGAMENTI

L’ACQUA E’ IL PRINCIPALE NEMICO DEGLI EDIFICI IN LEGNO, DA NON SOTTOVALUTARE MAI, RICHIEDENDO UN’ATTENTA PROGETTAZIONE ESECUTIVA.
EVENTI ECCEZIONALI POSSONO ACCADERE E RAPPRESENTANO SICURAMENTE UNA PROBLEMATICA RILEVANTE PER QUESTE COSTRUZIONI.

Sto valutando la costruzione di una casa in legno, contattando diversi produttori.
Sto anche leggendo il suo libro, Guida alle case in legno.
Nel capitolo "Timori e pregiudizi..." parla del problema acqua, ma non affronta il tema delle inondazioni.
Visto che il terreno che ho acquistato si trova in zona di potenziale allagamento, volevo informazioni sull'argomento.

Questo blog è attivo da settembre 2008 e, con un po’ di pazienza, è possibile reperire articoli scritti nel passato, ma sempre attuali nei contenuti.
Questo sito non contiene news soggette a rapido invecchiamento, ma affronta temi e risponde a domande che mantengono inalterato l’interesse nel tempo.
La piccola casella di ricerca posizionata in alto a destra consente un’agevole ricerca attraverso parole chiave come “allagamento”, “inondazione”, “acqua”.
Verranno infatti visualizzati gli articoli più pertinenti, che generalmente hanno trattato gli argomenti in modo approfondito (grazie all’anzianità del blog) tra gli oltre 500 post pubblicati.
Se così non fosse, fatemelo sapere, utilizzando la form contatti e sarò ben lieto di colmare la lacuna.
L’argomento è certamente delicato e non può essere sottovalutato, proprio per le caratteristiche del legno che è un materiale che può deperire rapidamente a contatto con l’acqua.
L’allagamento è peraltro una delle condizioni peggiori in assoluto, trattandosi di acqua fangosa contenenti sostanze che accelerano il degrado delle strutture e che danneggiano gli isolamenti in modo irreversibile.
Va peraltro ricordato che si tratta di eventi eccezionali che possono colpire con effetti altrettanto gravi edifici in muratura.
La vicinanza a bacini fluviali o torrenti a rischio esondazione andrebbe considerata già in fase di acquisto del terreno, optando per siti più sicuri o in posizione leggermente sopraelevata.
Si tratta di un problema molto diffuso sul territorio italiano, con fenomeni ricorrenti nella stagione delle piogge, sempre meno sporadici negli ultimi anni.
L’unica possibilità di difenderci è di prevedere, già in fase di progettazione, una posizione della porzione in legno rialzata rispetto alla quota del terreno circostante.
Una casa in legno danneggiata non dovrebbe essere soggetta a demolizione integrale, ma è inevitabile un rifacimento pressoché completo delle pareti con sostituzione degli isolamenti, dei pannelli e dei cartongessi deteriorati, salvaguardando le strutture portanti.

RESIDENCE PREFABBRICATI IN LEGNO

IL PREZZO ELEVATO DEI TERRENI EDIFICABILI GRAVA PESANTEMENTE SUI COSTI TOTALI DELLE COSTRUZIONI, IN PARTICOLARE PER LE TIPOLOGIE RESIDENZIALI UNIFAMILIARI.

Da diversi anni cullo il sogno di poter realizzare una casa prefabbricata in legno.
Purtroppo la zona in cui vivo presenta gravi difficoltà soprattutto per il reperimento di un terreno adeguato (costo, posizione, edificabilità..).
Mi domandavo se non esista una ditta costruttrice o una immobiliare che possa essere interessata alla realizzazione di un "villaggio prefabbricato" simile, ad esempio, al Villaggio Brugherio" (che però è in edilizia tradizionale).
Immagino che il potere economico (e non solo) di una società siano nettamente superiori al singolo privato e quindi avrebbe la possibilità di acquistare un lotto più grande e magari in una posizione migliore.
Infatti, come privato, acquistare un fazzoletto da 500/700 mq potrebbe implicare il rischio di vedere la propria villetta immersa in mezzo a condomini o capannoni ovvero in mezzo ad una selva di cemento che vanificherebbe in parte il senso e il significato di una costruzione in legno.
Come avrà capito, la mia non è una vera e propria domanda, quanto uno spunto su cui riflettere e avere un suo commento.

Sono abbastanza d’accordo con il lettore.
I lotti edificabili, scarsi, costosi, quasi sempre di piccole dimensioni ed ubicati in luoghi urbani di scarso pregio paesaggistico, spesso adiacenti a zone artigianali o ad alto traffico, penalizzano fortemente le aspettative di chi sceglie di abitare una casa in legno a basso consumo in bioedilizia all’interno delle nostre città.
Una prima soluzione è di cercare un terreno distante dai centri urbani principali.
I prezzi al metro quadro sono molto più abbordabili ed è possibile vivere in mezzo al verde, in un luogo lontano dalle auto e dallo smog.
L’unico (indubbio) handicap è legato agli spostamenti quotidiani per raggiungere le scuole ed i luoghi di lavoro, ampiamente compensato dai suddetti vantaggi, non solo
economici.
I miei committenti si dividono equamente tra coloro che non vogliono allontanarsi dal centro abitato ed preferiscono rinunciare alla qualità del contesto urbano e quelli  disponibili ad utilizzare maggiormente l’auto pur di vivere in un ambiente naturale, lontano dalle città, anche per abbassare gli oneri di acquisto del lotto.
Consiglio spesso di ricercare un terreno idoneo per realizzare una villetta bifamiliare al fine di ripartire molti costi fissi e spendere complessivamente meno, ma è una soluzione semplice solo in apparenza, in quanto il reperimento di un socio disponibile e compatibile (in senso lato) non è affatto scontato.
Un villaggio prefabbricato è certamente una splendida soluzione, ma richiede un finanziatore solido, che può essere un’impresa di costruzioni, una società immobiliare o una cooperativa edilizia.
Si tratta di ipotesi realistiche ma, complice la congiuntura economica, ancora abbastanza sporadiche.
Io stesso ho tentato a più riprese di dare vita ad iniziative analoghe, senza successo.
La ripartizione dei costi in un cantiere di questa entità permette l’adozione di impianti centralizzati ad altissimo rendimento basati sullo sfruttamento di fonti rinnovabili come la geotermia, ma resta molto difficile per l’ammontare ingente dei costi da sostenere.

UN PICCOLO AMPLIAMENTO IN LEGNO

IL MONTAGGIO A SECCO RENDE MOLTO INDICATO IL SISTEMA COSTRUTTIVO DELLE CASE IN LEGNO PER REALIZZARE AMPLIAMENTI DI FABBRICATI ESISTENTI, MA NON SEMPRE I COSTRUTTORI SONO INTERESSATI AGLI INTERVENTI DI PICCOLE DIMENSIONI.

Le ho già scritto nel corso del 2012, dopo aver acquistato suo libro; da allora siamo andati molto avanti rispetto alle iniziali informazioni sul settore.
Vorrei per questo un suo parere, anche se il suo blog si occupa principalmente di case prefabbricate in toto.
Nel nostro specifico caso abbiamo un fabbricato di circa 45 mq netti (210 mc lordi), realizzato in muratura e in buono stato di conservazione, che ci sembrerebbe uno spreco demolire.
A questo proposito, stiamo valutando di eseguire una ristrutturazione con un cappotto esterno più un tetto ventilato e, poi raggiungere la superficie abitativa concessionabile dal Comune, attraverso un ampliamento da realizzare in legno, con le stesse caratteristiche costruttive dei prefabbricati.
Il quesito che le pongo é questo: nel caso di una superficie ridotta, come nel nostro caso, seppure debbano aggiungersi i volumi non computati nell' abitazione, quali il vano tecnico, il garage, la veranda e un eventuale seminterrato, le grandi ditte di case prefabbricate tedesche (delle quali ho tutti nomi delle più serie!) sembra che non possano realizzare costruzioni di questo tipo.
A chi quindi possiamo rivolgerci per avere simili standard qualitativi ma con una costruzione in opera?
In Toscana, attualmente ad eccezione di una sola ditta tedesca con propria agenzia a Lucca, non abbiamo alternative e sembrano non esserci studi progettazione specialisti nel settore, ahimè!!
Dovremmo rinunciare?

Il blog non si occupa esclusivamente di case prefabbricate, ovvero preassemblate in fabbrica e montate in cantiere, ma di costruzioni in legno a basso consumo energetico, anche realizzate in opera direttamente sul terreno.
Chi mi segue da tempo, sa che non mi occupo di casette in legno o costruzioni economiche non finalizzate ad un contenimento delle dispersioni energetiche, tanto sul sito, quanto professionalmente.
La richiesta rientra pertanto a pieno titolo nelle tematiche di interesse generalmente trattate.
I piccoli edifici, isolati o concepiti come ampliamento di fabbricati esistenti, non risultano particolarmente appetibili per le grandi aziende di case prefabbricate, tedesche ed austriache in particolare, ma chiedere è tuttavia legittimo.
Si tratta sicuramente di opere che possono interessare maggiormente i piccoli costruttori locali di case di legno, che possono offrire prezzi maggiormente competitivi per questa tipologia di strutture e che traggono vantaggio commerciale e visibilità sul territorio anche da lavori di piccole dimensioni.
Il problema, semmai, è la scarsa disponibilità di aziende costruttrici con tali caratteristiche  nel centro-sud Italia.
Al nord, al contrario, le nuove ditte di case in legno sono in continuo aumento, in netta controtendenza con le imprese di costruzioni tradizionali che subiscono una costante contrazione, senza grandi prospettive per gli anni futuri.
La Toscana, infine, è culturalmente terra di bioarchitetti e non dovrebbe essere difficile reperire un tecnico preparato ed adeguato all’incarico.

LA SCELTA DELL’ARCHITETTO PER UNA CASA ECOLOGICA

IL TECNICO PRINCIPALE A CUI AFFIDARE L’INTERO ITER PER LA REALIZZAZIONE DI UNA CASA IN LEGNO A BASSO CONSUMO RICOPRE L’IMPORTANTE COMPITO DI GESTIRE OGNI FASE E COORDINARE I VARI SOGGETTI (DITTE, TECNICI) COINVOLTI NEL LAVORO.

Gentile Architetto, mi trovo alle prese con la selezione della società da cui acquistare la mia casa prefabbricata.
Dopo aver letto il suo libro ne ho selezionate una decina scarsa fra quelle con maggior esperienza e con maggior preferenza verso le tecniche costruttive che intendo usare (in base ai suoi consigli).
Sto raccogliendo i dati tecnici per un confronto più preciso (a cominciare dalle ore di sfasamento dell'onda termica che, a differenza della trasmittanza, viene dichiarata solo una volta su due).
Non tutte però propongono case a catalogo (che, su suo consiglio, vorrei preferire) e potrebbe essere necessario un mio tecnico.

una casa di legno a basso consumo energetico
Ed ecco le domande:

E’ opportuno che la direzione dei lavori sia comunque affidata ad un tecnico esterno?
Se il compito è quello di verificare la corretta lavorazione, allora un dipendente della stessa società che lavora potrebbe avere un conflitto di interessi.

Come si sceglie un architetto?
Io ho cercato qualcuno con esperienza specifica in materia (pescando, fra l'altro, fra gli auditori e consulenti Casaclima) e poi richiedendo ad ognuno di ricevere un pò di documentazione sui lavori effettuati in bioedilizia.
Alcuni sono ingegneri.
Non mi è chiaro a quale categoria sia meglio rivolgersi per curare tutta la pratica dall'inizio alla fine.
Mi piacerebbe chiedere ad ognuno se è di quelli che alle 8 sono al cantiere o se i (minimo) 10.000€ che chiedono per i loro servizi li vedranno solo "supervisionare" di tanto in tanto.
E' una pretesa legittima?

Domanda più scomoda ed inelegante (ma parliamo di tanti soldi).
Qual'è il prezzo giusto per il lavoro di un architetto?

PS: Mi piacerebbe trovare in rete un pò di progetti standard energeticamente efficienti per poter chiedere un preventivo più preciso d diverse ditte e poter quindi fare un confronto sui prezzi applicati a parità di condizioni.
Ferma restando la redazione di un progetto ad hoc con quella che applica i prezzi migliori.

Tante domande, per cui vengo subito al dunque.

La direzione lavori, così come la progettazione, verrà “necessariamente” affidata ad un tecnico esterno che può essere reperito direttamente dal cliente o consigliato dal costruttore di case in legno scelto.
Sicuramente un tecnico collegato alla ditta conosce perfettamente il settore e le specifiche esecutive che verranno adottate, sarà facilitato nell’interfacciarsi con le varie figure di volta in volta coinvolte (tecnici, commerciali, capo cantiere….), ma non farà troppo “la voce grossa” nei momenti di difficoltà.
Un tecnico del tutto esterno può peccare (in Italia è molto probabile) di inesperienza.

L’esperienza nel settore delle case in legno sicuramente aiuta.
Non necessariamente deve essere un laureato in architettura, ma resto convinto che un bioarchitetto possieda “una marcia in più” in questo caso specifico.
I 10.000 € sono a mio avviso legittimi, considerando che comprendono le spese (solo parzialmente deducibili) e che vanno tassati pesantemente, così come è giusto pretendere presenza costante al proprio tecnico  in ogni fase del lavoro, non solo in cantiere.

Il prezzo giusto dipende dalle caratteristiche della casa, poiché una soluzione a catalogo non è ovviamente confrontabile con la progettazione di un’abitazione di lusso.
Bisogna poi chiarire se la parcella include, oltre al progetto con rilascio dei permessi, anche rilievi, render 3D, schemi impiantistici, direzione lavori, sicurezza, accatastamenti, nonché eventuali varianti in corso d’opera.
Attualmente non sono più in vigore i limiti tariffari imposti dagli ordini professionali rispetto ai minimi e massimi da applicare, ma ciò non toglie che la parcella del tecnico debba risultare congrua con le caratteristiche dell’incarico.

LA LEGGEREZZA DELLE CASE DI LEGNO

TRA GLI INDUBBI VANTAGGI DEGLI EDIFICI IN LEGNO E’ DA SOTTOLINEARE IL MINOR PESO RISPETTO ALLE STRUTTURE IN MURATURA, CHE RENDE MOLTO INDICATO QUESTO SISTEMA COSTRUTTIVO PER SOPRAELEVARE FABBRICATI ESISTENTI.

Sto valutando la ristrutturazione di una casa costruita 40 anni fa, per avere la possibilità di recuperare il sottotetto e quindi avere un piano in più mi trovo nella necessità di demolire la soletta che divide il box dall'appartamento ora esistente per un discorso di altezze.
A questo punto mi trovo quindi a dover mantenere i muri laterali dell'abitazione in quanto se demolissi il tutto dovrei adeguarmi alle distanze di confine cosa che non devo fare se mantengo questi muri, mi chiedevo se era possibile e vantaggioso (soprattutto a livelli di tempo in quanto vorrei approfittare dei recuperi fiscali attuali) utilizzare i moduli prefabbricati o se il "gioco non vale la candela".

Una sopraelevazione in legno può risultare estremamente vantaggiosa per alcuni semplici motivi:
Le case in legno sono edifici robusti ed elastici, solidi ed antisismici, ma il carico permanente trasferito alle strutture sottostanti sarà minore rispetto ad un piano in più realizzato in muratura o laterocemento.
La costruzione a secco limita le sollecitazioni dinamiche sull’edificio esistente.
Rispetto ad un cantiere tradizionale, vengono prodotte minime vibrazioni, con un basso rischio di generare forze di tipo dinamico che possono causare movimenti e fessurazioni sulla porzione del fabbricato esistente.
I tempi brevi per il montaggio limitano il disagio per gli occupanti.
Se l’edificio è abitato, un cantiere “sopra la testa” è inevitabile causa di disturbo, che può protrarsi per molti mesi.
Le case in legno (in particolare, se prefabbricate) possono essere installate in pochi giorni, considerando tralaltro che il montaggio di una casa in legno non produce praticamente rumore (fatta eccezione per la demolizione della copertura o della parte di edificio da rimuovere).
L’isolamento a cappotto intonacato rende indistinguibile la porzione in legno dagli edifici in muratura.
La convivenza tra un edificio in muratura ed una sopraelevazione in legno è del tutto naturale dal punto di vista costruttivo.
Le case prefabbricate non possiedono una forma e non vincolano la progettazione, permettendo la realizzazione di architetture coerenti e ben inserite nel contesto urbano.
Dal punto di vista fiscale, una sopraelevazione comporta l’edificazione di un volume di nuova costruzione, fatti salvi i casi rientranti nella definizione di fedele ricostruzione con mantenimento della sagoma e della cubatura originaria.
In ogni caso i vantaggi saranno ragguardevoli, soprattutto sotto l’aspetto del risparmio energetico, grazie all’elevato isolamento termico dell’involucro.

VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA O CLIMATIZZAZIONE

LA VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA E’ UN IMPIANTO DI GRANDE UTILITA’ NEGLI EDIFICI A BASSO CONSUMO ENERGETICO A TENUTA D’ARIA, CHE CONSENTE IL MIGLIORAMENTO DEL COMFORT CLIMATICO ED EVITA LA NECESSITA’ DEI RICAMBI D’ARIA MANUALI.

Gentile Architetto, innanzitutto la ringrazio per il servizio che offre con questo suo blog, è molto preciso, esaustivo, completo, la seguo oramai da 2 anni, da quando iniziai la mia avventura che mi ha portato a realizzare il sogno di una vita, realizzare la mia casa in legno, con struttura a telaio.
Vengo al dunque.  La casa è bene collocata rispetto al movimento del sole, gli ombreggi sono giusti, le finestre bene dimensionate e posizionate.
Il mio architetto, molto professionalmente, quando eravamo ancora in via progettuale, mi consigliò di predisporre anche un impianto di raffrescamento, io stupidamente non gli diedi ascolto.
Nulla di grave che sia ben inteso, la temperatura in casa con l'afa estiva (fuori c'erano 40 gradi), è sempre compresa tra i 25 ed i 28 gradi.
La temperatura sale maggiormente la sera (da affrontare meglio in altra domanda anche lo sfasamento di 11 ore della struttura a telaio della mia casa, secondo me sono troppe), quando si cucina e le mura rilasciano il caldo delle ore più calde del mattino.
Nulla è stato fatto quindi per ospitare un sistema di raffrescamento, mi chiedevo se ora fosse il caso e se fosse possibile, montare una ventilazione meccanica di tipo puntuale, in modo da garantire sempre aria fresca e pulita, di far scendere di un paio di gradi la temperatura dentro casa.
Oggi alla sera, apriamo porte e finestre, la temperatura scende dai 28 gradi sino ai 24 non senza fatica (grazie allo sfasamento e all'afa direi), per poi rimanere sino al giorno dopo sui 25/26, alla sera torna ai 28 o 28/28,5.
Ora quindi come accennato poco sopra, pensavo ad una ventilazione meccanica di tipo puntuale, o peggio, aria condizionata a split in 3 camere.

Il dubbio è quello di bucare, tagliare, compromettere la tenuta dell'aria, tagliare la barriera vapore, far decadere i 30 anni di garanzia, lavori eseguiti probabilmente da persone poco esperte con questo tipo di case.
Ammesso che ora sia possibile, resta il costo della manodopera della ditta che mi ha realizzato casa, che reputo eccessivo, solo per far venire a fare buchi o predisporre una ventilazione meccanica.
Riassumendo, è possibile ora una VMC puntuale?
Oppure devo considerare gli split?
Altezza 150 metri, distanza dal mare 4 km, comune con 1.442 gradi giorno, zona climatica D.
Tetto k termico 0.14, pareti 0.15, finestre 3 strati, cappotto esterno EPS da 8cm (che nulla serve allo sfasamento).

La domanda è molto estesa, ma ho ritenuto opportuno pubblicarla integralmente.
Il montaggio di un impianto di ventilazione meccanica controllata a recupero di calore in una casa in legno esistente è (teoricamente) possibile, ma risulta sicuramente un intervento costoso ed invasivo, in quanto le tubazioni devono attraversare orizzontalmente almeno un solaio e verticalmente molte pareti, in un lungo percorso che parte dalla macchina per giungere alle bocchette di estrazione ed immissione dell’aria.
La rilevante sezione dei tubi obbliga a progettare l’impianto contestualmente alla statica, anche per gli edifici di nuova costruzione.
A maggiore ragione, intervenire a posteriori su di un edificio esistente risulta un lavoro particolarmente impegnativo, poiché si deve necessariamente fresare cartongessi e pannelli (meglio evitare le pareti esterne, soprattutto in presenza di barriere al vapore) e mettere mano agli isolamenti.
Si tratta purtroppo di una decisione che va presa in sede di campionatura ed un lavoro che va eseguito contestualmente al montaggio del fabbricato, accettando un aggravio dei costi non indifferente.
La sola predisposizione è ovviamente possibile e permette di rimandare l’acquisto del macchinario a tempi migliori (ma la spesa resta comunque alta).
Se la temperatura degli ambienti appare eccessiva durante i mesi estivi, non resta che ripiegare su i classici impianti di aria condizionata, scegliendo possibilmente le soluzioni ad alto rendimento energetico.
Il buon isolamento dell’involucro permette peraltro un utilizzo molto limitato della climatizzazione estiva, garantendo una buona tenuta dell’aria raffrescata anche ad impianti spenti.