Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

GLI EXTRA DELLE CASE PREFABBRICATE

L’ACQUISTO DI UNA CASA IN LEGNO ESCLUDE MOLTE VOCI, QUALI LE FIGURE TECNICHE E LA PLATEA DI FONDAZIONE, MA COMPRENDE NEL CONTRATTO COSTI E PRESTAZIONI DI UN CERTO RILIEVO.

“Sono interessato alle case prefabbricate in legno chiavi in mano, perché non vorrei rivolgermi a nessun’altro...”.
“Mi sembra di avere capito che il progetto è incluso e anche le fondazioni…”.
“Vitto alloggio dei montatori della casa sono a carico mio?”.
“La ditta di case in legno si può occupare degli esterni?”.

I costruttori di case di legno prefabbricate si occupano direttamente solo della produzione e del montaggio della casa.
Sul mercato sono reperibili alcune aziende che offrono la costruzione inclusa di platea e/o progettazione.
Queste ditte, quasi sempre piccole, non realizzano direttamente l’edificio, ma si limitano a “gestire” tutte le fasi, sino al chiavi in mano appoggiandosi a costruttori esteri e a subappalti (dall’impresa che realizza la platea, agli impianti ed alle finiture).
Si paga il servizio, anche se i prezzi sono generalmente interessanti e, tuttavia, non è la prassi comune.
Le principali aziende di case in legno costruiscono l’edificio “fuori terra” al livello di finitura desiderato dal cliente.  Punto.
Scegliendo un modello a catalogo la progettazione è (parzialmente) a carico della ditta, ma bisognerà rivolgersi in ogni caso ad un progettista esterno per la presentazione in comune e l’ottenimento dei permessi a costruire.

Riassumendo, sono esclusi dal contratto chiavi in mano:
  • OPERE DA IMPRESA (scavi, reinterri, fondazioni, interrati, platea, rampe, pavimentazioni esterne, allacciamenti, cancelli, recinzioni).
  • FIGURE TECNICHE (progettista, direttore lavori, coordinatore della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, collaudo statico, geologo, progetto e direzione lavori dei cementi armati, accatastamenti).
Oltre alla casa in legno vera e propria, la ditta deve fornire:
  • Progetto statico della casa in legno.
  • Carichi statici gravanti sulle fondazioni.
  • Calcolo energetico (attestato di certificazione).
  • Calcolo acustico.
  • Ponteggi di sicurezza in elevazione.
  • Gru o autogru.
  • Vitto ed alloggio per i montatori e le squadre di lavoratori.
Non tutte le aziende di case prefabbricate inseriscono per contratto tutte queste prestazioni, che hanno un costo importante e che, se escluse, possono far lievitare i costi finali di parecchie migliaia di euro.

BLOCKHAUS O SISTEMI ISOLATI?

MOLTI LETTORI MI RICHIEDONO UN GIUDIZIO SU SISTEMI COSTRUTTIVI ENERGETICAMENTE POCO PERFORMANTI, ATTRATTI DAL BASSO PREZZO E DALLA VELOCITA’ DI COSTRUZIONE, GENERALMENTE POCO INDICATI PER USI ABITATIVI PERMANENTI. 

In attesa che mi arrivi il suo libro le chiedo delle delucidazioni:

70 mq in blockhouse con pannello da 9 cm rivestiti esternamente con piastrelle in pietra e internamente con del cartongesso per passare i cavi elettrici, su base in cemento per ancorare la struttura e pavimentare.
Ho molti dubbi riguardo questi sistemi di costruzione;  lei cosa ne pensa?

Posseggo un terreno dove vorrei posizionare un casa di legno di circa 70 mq, sono indeciso tra due proposte:

La prima pannelli con perlinato spessore 2 cm+6 cm lana minerale + 2 cm perlinato per una profondità totale di 10 cm (non si fa cenno alcuno a freno o barriera vapore).
La seconda invece è la classica casa sistema blockhouse con travi di spessore 7 cm.
Le chiedo se considera insufficiente la coibentazione del primo esempio e optando per il sistema blockhouse quale coibentazione e stratigrafia consiglia per il cappotto esterno.
Abito nel Lazio con temperature che difficilmente scendono sotto lo zero.


Le case in bioedilizia rivestite a cappotto sono edifici molto isolati
Gli edifici in legno prefabbricati rappresentano una soluzione costruttiva moderna e collaudata, con requisiti di tutto rispetto in tema di:
-      Sostenibilità ambientale
-      Efficienza energetica
-      Durata nel tempo
-      Solidità strutturale
-      Sicurezza
Possono sostituire efficacemente i sistemi tradizionali in muratura e cemento armato, per gran parte delle tipologie edilizie, non solo in ambito residenziale, come peraltro avviene in molti paesi d’Europa.

Le strutture blockhaus prevedono che il legno resti “a vista” e sono poco indicate per la costruzione nelle città a causa delle condizioni ambientali molto stressanti, come le notevoli differenze di temperatura stagionali (che possono arrivare a 40-50°), gli alti tassi di inquinamento, la forte caratterizzazione architettonica (non sempre compatibile con i regolamenti edilizi).
Richiedono inoltre frequenti manutenzioni, in quanto il legno è un materiale “vivo”, soggetto a dilatazioni e fenomeni di deperimento se non correttamente utilizzato.
Le prestazioni energetiche di una parete massiccia non isolata dipendono dagli spessori, che generalmente sono abbastanza ridotti nelle costruzioni economiche (soprattutto quelle delle aziende di case in legno di paesi dell’est).
Questi edifici andrebbero sempre isolati a cappotto per raggiungere buoni valori di isolamento termico e limitare la necessità di interventi manutentivi.
Le case di legno blockhaus di alto livello hanno costi di gran lunga superiori alle casette lituane, notevoli spessori di parete e certificazioni adeguate, rispondendo in pieno ai requisiti suddetti, pur restando consigliabili per la costruzione di edifici in zone montane e pedemontane.

ISOLARE UNA VECCHIA CASA IN LEGNO

GLI INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA POSSONO RISULTARE ESTREMAMENTE EFFICACI ANCHE SUGLI EDIFICI IN LEGNO, AMPIAMENTE DIFFUSI NELLE ZONE MONTANE DEL NORD ITALIA, MA ANCHE DEGLI APPENNINI. 

Sto facendo ristrutturare e migliorare dal punto di vista energetico una casa prefabbricata in legno realizzata nel 1958.
Il prossimo mese inizieremo a montare il cappotto, prevedendo lastre di sughero da 8 cm agganciate alla parete, su cui verrà poi montata la perlinatura di larice a doghe orizzontali.
I quesiti che Le pongo sono: 
Il sughero è quello definito "tostato", scelto per la minore densità (120Kg/m3 contro 170 di quello "biondo") onde non appesantire troppo le pareti della casa.
Ho qualche difficoltà a reperirlo ad un prezzo ragionevole (20 euro/mq iva esclusa).
Lei ha qualche fornitore da segnalarmi nei dintorni di Torino? 
In alternativa al sughero si potrebbe valutare la fibra di legno a bassa densità (per i soliti problemi di peso)? 
L'ultima chance eventuale potrebbe essere il polistirene espanso sinterizzato (a bassissima densità) a basso costo e alta capacità di isolamento ma, temo, poca capacità di lasciare traspirare la parete di legno della casa e quindi possibilità di formazione di muffe/umido sulla parete esterna o addirittura interna (fatto finora mai successo, essendo la casa esposta ai 4 venti, ad una quota di circa 560m slm).
Ha senso? La ringrazio se avrà la cortesia di dare risposta ai miei dubbi e Le segnalo che il Suo testo "Guida alle case di legno" ha trovato in me un lettore entusiasta.


Le case di legno si possono ristrutturare e riqualificare energeticamente
Grazie per l’entusiasmo, spero che il libro possa essere utile ai tanti lettori che l’hanno acquistato.
L’isolamento a cappotto delle case in legno a parete massiccia è un’eccellente soluzione per migliorare il rendimento energetico di costruzioni in legno esistenti, costruite quasi sempre in zone climatiche caratterizzate da molti mesi di freddo intenso e temperature estremamente rigide.
Le costruzioni del tipo “blockhaus”, tipiche della fascia montana e pedemontana garantiscono un buon livello di isolamento termico grazie alle proprietà del legno che è un pessimo conduttore di calore e, pertanto, naturalmente isolato.
Nel corso degli anni questi edifici necessitano di frequenti interventi di manutenzione e può essere necessario effettuare lavori di vera e propria ristrutturazione edilizia, con la sostituzione degli elementi ammalorati e di parte delle strutture, il rifacimento degli impianti, di gronde e pluviali e della copertura.
La necessità di aprire un cantiere vero e proprio può consigliare di intervenire anche sulle facciate, sostituendo gli infissi con serramenti e vetri a basso consumo e isolando a cappotto le pareti esterne.
Ci si potrà avvalere, analogamente agli edifici tradizionali in laterocemento, degli incentivi fiscali per ristrutturazione e riqualificazione energetica, che, si spera, dovrebbero diventare permanenti in futuro, nonostante la perdurante crisi economica.
I cappotti termici per le case in legno blockhaus dovrebbero avere una bassa densità, anche per limitarne il carico sulle pareti.
Bene il sughero (ma i costi non sono bassissimi), così come la lana di roccia (traspirante e performante).
Meno indicato il polistirene, che crea una vera e propria barriera al passaggio del vapore dall’interno all’esterno, e poco affidabile la fibra di legno, che può essere soggetta a fenomeni di deperimento in caso di infiltrazioni di acqua nel cappotto.

“SCHELETRI” E CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

TRA LE MOLTE MAIL CHE RICEVO, HO RITENUTO UTILE LA PUBBLICAZIONE DI UNA UNA RICHIESTA PIUTTOSTO “SINGOLARE”, IN QUANTO PIUTTOSTO DISTANTE DALLA PRASSI OPERATIVA DELLA MIA ATTIVITA’ PROFESSIONALE. 

Le vorrei rivolgere una domanda...stupida, ma non sono un addetto ai lavori.
In un terreno di mia proprietà ho fatto costruire gli scheletri di due edifici in c.a., rispettivamente a due e tre piani, inclusi i piani seminterrati. 
Quello che ora mi domando è se mi conviene proseguire con la muratura tradizionale oppure, se possibile, ultimare gli scheletri (tamponature esterne, pareti divisorie, ecc.) in legno e se la mia idea è sbagliata. 

Ovviamente Halloween non c’entra (mi scuso con il lettore per l’ironia pre-carnevalizia).
La domanda non è stupida, ma fatico a comprendere l’iter autorizzativo di questo cantiere, in quanto il cliente dovrebbe aver presentato il calcolo energetico (ex Legge 10/91) in quanto facente parte della documentazione obbligatoria al fine di ottenere l’autorizzazione edilizia, sia in caso di D.I.A. che di permesso di costruzione.
le costruzioni in legno prefabbricate possono essere utilizzate per completare un cantiere tradizionale?
Tale calcolo comporta il dimensionamento progettuale dell’involucro edilizio, definendo gli spessori e i materiali per pareti, solai, copertura, infissi ed attacco al suolo, nonché gli impianti per il riscaldamento e l’eventuale raffrescamento estivo.
La sola costruzione di semplici scheletri in cemento armato, rimandando la scelta dei tamponamenti ad una fase successiva resta un autentico mistero, non conoscendo la storia di questi edifici.
Voglio comunque limitarmi a rispondere alla domanda in se, senza congetture o giudizi di alcun tipo.
Innanzitutto l’utilizzo di tamponamenti in legno a telaio o a pannelli è tecnicamente possibile, ma va identificata la fascia climatica per progettare il sandwich di materiali più idoneo che, come ripetuto spesso, deve essere studiato correttamente per la zona.
Un indubbio vantaggio è la velocità del montaggio a secco rispetto al completamento in muratura dell’edificio, che però deve essere eseguito con le dovute attenzioni, evitando ogni futuro rischio di infiltrazione d’acqua.
Il legno dei pannelli andrà poi adeguatamente protetto, rivestendo l’involucro con un isolamento a cappotto intonacato che avrà anche la funzione di limitare l’effetto dei ponti termici dovuti all’abbondante impiego di cemento armato per pilastri e, soprattutto, solai.
Le case prefabbricate in legno raggiungono alte prestazioni energetiche proprio per l’assenza di materiali ad alta conducibilità termica.In questo caso i valori di isolamento saranno inevitabilmente più bassi rispetto ad una struttura realizzata completamente in legno, ma si potranno comunque raggiungere buone prestazioni.
Chiaramente andranno curate tutte le partizioni esterne, montando infissi isolati (che andranno schermati all’esterno durante l’estate) ed una copertura (possibilmente in legno) che preveda una camera di ventilazione correttamente progettata e un buon pacchetto di isolamento ad alta densità.

DETRAZIONI FISCALI PER LA BIOEDILIZIA

COSTRUIRE UNA CASA IN LEGNO PREFABBRICATA A BASSO CONSUMO ENERGETICO E’ UN PICCOLO CONTRIBUTO ALL’AMBIENTE, POICHE’ BASSE SONO LE EMISSIONI DI CO2 IN ATMOSFERA E POCA L’ENERGIA NECESSARIA ALLA COSTRUZIONE DELL’EDIFICIO. 

Buonasera, prima di tutto volevo dirle che ho acquistato il suo libro e devo dire che l'ho trovato veramente interessante ed esaustivo. 

Sto trattando l'acquisto di un terreno dove è già presente un progetto approvato per la costruzione di una bifamiliare con sistema tradizionale. 
Io vorrei invece costruire un prefabbricato in legno. 
Le spese della casa che si riferiscono a infissi,pannelli solari e tutto quello che riguarda il risparmio energetico, sono detraibili al 55% come per le altre abitazioni? 

Il mio libro andrà a breve in ristampa, senza particolari modifiche a quello attualmente acquistabile in libreria o online, segno di un crescente interesse verso le costruzioni a basso consumo di energia come le case prefabbricate.La scelta del sistema costruttivo (tradizionale in laterizio o in legno) è (in parte) indipendente da incentivi, bonus, detrazioni fiscali eventualmente concessi.

case in legno prefabbricate incentiviLa normativa per la riqualificazione energetica fa riferimento a fabbricati esistenti e non di nuova costruzione.
E’ prevista tutta una serie di interventi che danno infatti diritto a una detrazione fiscale dall’imposta lorda pari al 55 % delle spese sostenute entro il 30 giugno 2013.
Dal 1° luglio 2013 questi incentivi saranno sostituiti con la detrazione Irpef del 36 per cento già prevista per le spese per ristrutturazioni edilizie. 
Non è questa la sede per trattare nel dettaglio questi lavori incentivati, ma mi limito a ricordare che si tratta di interventi su parti o interi edifici esistenti relativi a strutture opache verticali ed orizzontali, finestre comprensive di infissi, installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali, interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione o pompe di calore ad alta efficienza (come gli impianti geotermici).
Salvo casi specifici che prevedano la demolizione di un fabbricato e la sua fedele ricostruzione (con i dovuti distinguo, ci si riferisce a sagoma e volume, non necessariamente al rispetto dell’area di sedime), la maggior parte delle case in legno ricade nella categoria delle “nuove costruzioni”.

In questo caso non vi sono distinzioni con gli edifici in muratura e gli unici incentivi concessi possono riguardare bonus volumetrici (con scorporo delle murature esterne o maggiorazioni di cubatura) e/o sconti sugli oneri comunali.
Nulla di eclatante, ma si tratta comunque di opzioni interessanti, soprattutto qualora il volume disponibile sia scarso (in questi ultimi anni è un’eventualità tutt’altro che rara) o per alleggerire di qualche migliaio di euro i costi complessivi.
Attualmente mi sto avvalendo della possibilità di incrementare la cubatura per ben tre progetti, risolvendo in tale modo situazioni abbastanza delicate.
Oltretutto l’ingombro delle pareti delle case in legno risulta sempre assai ridotto, a fronte di prestazioni energetiche elevate, che permettono di usufruire del massimo degli incentivi.

L’ANCORAGGIO DELLE CASE PREFABBRICATE

LE PARETI DELLE CASE PREFABBRICATE VENGONO MONTATE SULLA PLATEA IN CEMENTO ARMATO E FISSATE AL SOLAIO MEDIANTE STAFFE DI ANCORAGGIO IN ACCIAIO, OPPORTUNAMENTE DIMENSIONATE IN BASE A PRECISI CALCOLI STATICI PER FORMA, UBICAZIONE E NUMERO.

Non ho ben compreso come le case prefabbricate vengano fissate a terra
Ho capito che vanno posate su di un solaio di fondazione, ma non come viene eseguito il collegamento.
Anche le pareti andranno giuntate tra loro, ma come? 
Non c’è il rischio che questi punti con il tempo perdano la tenuta?

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Le pareti delle case in legno (quelle realmente prefabbricate in senso lato) vengono realizzate in stabilimento, a prescindere dalla specifica stratificazione di materiali portanti, isolanti e di finitura. 
Nel limite del possibile e tenendo conto della logistica di cantiere, si cerca di limitare il numero di questi elementi, che raggiungono spesso dimensioni ragguardevoli, necessitando di conseguenza di mezzi di trasporto su strada adeguati.
Le pareti escono dalla fabbrica pressoché finite, con tanto di cappotto intonacato all’esterno, serramenti e cartongessi montati.
Una volta posizionate sulla platea si deve provvedere alla congiunzione degli elementi con tiranti in acciaio innestati su boccole filettate, secondo un sistema maschio - femmina.
Alcuni produttori di case prefabbricate prevedono un incastro tra le pareti per una migliore tenuta complessiva della giunzione.
La giunzione è ermetica e garantita, poiché si prevede un buon numero di tiranti posti a varie altezze.
L’ancoraggio al piano di fondazione utilizza invece delle staffe angolari ad “L” fissate sia alla parete che alla platea mediante viti e bulloni in acciaio zincato.
La dimensione, il numero e l’ubicazione di questi ancoraggi, come detto, viene stabilita in base al calcolo statico dell’edificio.
Queste staffe solitamente sono realizzate da specifici produttori in grado di fornire una certificazione e dei valori certi di tenuta.
Ne esistono infatti di varie forme e misure a seconda del loro impiego e della posizione prevista.
Le case in legno prefabbricate possiedono pertanto un’eccellente resistenza, sia alle forze di compressione (come i carichi verticali) che di trazione (come le spinte laterali dovute al vento o ai terremoti).
Tiranti e staffe hanno il compito di legare la struttura e di collegarla alle fondazioni, scaricando le suddette sollecitazioni al suolo in modo efficace.
La scelta di questi elementi non è pertanto scontata, poiché è fondamentale il corretto dimensionamento degli stessi e l’utilizzo di prodotti certificati e provvisti di schede tecniche rispondenti alle normative in vigore.
L’utilizzo di prodotti artigianali e la disposizione standard (in assenza di un calcolo preciso) degli stessi può pregiudicare la solidità dell’edificio ed è pertanto vivamente sconsigliabile.
Alcune ditte di case in legno prefabbricate non appaiono molto scrupolose in tal senso, impiegando una componentistica a buon mercato, non soggetta a controlli e pertanto non calcolabile strutturalmente.
Si tratta dell’ennesimo aspetto da non sottovalutare, che distingue le ditte serie di case prefabbricate dai soggetti improvvisati che si trovano sul mercato delle abitazioni in legno.

CASA DI LEGNO O TRADIZIONALE?

LA GUIDA ALLE CASE PREFABBRICATE (A PROPOSITO, COMINCIANO ANCHE A COPIARLA…) NON VUOLE CONVINCERE NESSUNO A COSTRUIRE IN LEGNO, MA RESTA UN SERVIZIO DIVULGATIVO, LIBERAMENTE UTILIZZABILE NEI CONTENUTI (OCCHIO AL COPYRIGHT), SOGGETTO A CRITICHE O COMPLIMENTI. 

A breve dovrò decidere con chi costruire la mia futura casa.
Contrariamente ai suoi consigli, il progetto è previsto per una realizzazione in muratura, con pilastri in cemento armato.
In realtà sono ancora incerto, in quanto il blog ha fugato molti dubbi (sulla durata, la resistenza al fuoco) e mi ha convinto dei vantaggi (costo certo, risparmio energetico, sostenibilità), ma temo che l’edificio non avrà lo stesso valore sul mercato in futuro.
Non credo alla favola dei tre porcellini, però….. 

La favola dei tre porcellini va un po’ interpretata.
Una costruzione (in legno o in muratura, poco cambia) può avere vita breve e comunque essere soggetta a numerose problematiche nel corso del tempo.
Molto dipende dalle scelte costruttive e dalle attenzioni poste in fase esecutiva.
edificio prefabbricato in alternativa alle costruzioni in muratura
Una costruzione male concepita è garanzia di difetti e vizi più o meno gravi, a prescindere dal materiale di cui è costituita.
Le case in legno possono sostituire efficacemente i fabbricati in muratura e cemento armato per molte tipologie edilizie, in particolare ove sia richiesta un’alta efficienza energetica.
Le villette mono o bifamiliari rappresentano il target più diffuso, ma non è l’unica vocazione delle strutture in legno, con cui si realizzano (all’estero in particolar modo), edifici per il commercio e l’artigianato, alberghi, scuole, uffici.
Molti articoli del blog cercano di smontare i molti luoghi comuni e i pregiudizi che limitano l’espansione delle case in legno nel nostro paese e, contemporaneamente, di illustrarne i vantaggi e i limiti (che ci sono, come è ovvio che sia).
Al lettore la libertà di valutare utili o meno tali indicazioni e, magari, di avvicinarsi con maggiore consapevolezza a questi sistemi costruttivi, poco conosciuti in Italia, ma molto diffusi ed apprezzati in gran parte d’Europa.
In Germania, Austria, Polonia, Francia, Repubblica Ceca e molte altre nazioni a noi vicine il problema del valore degli edifici in legno non si pone.
Le case prefabbricate sono ampiamente diffuse, arrivando a coprire oltre il 30% delle costruzioni destinate ad abitazione.
In questi paesi esiste un mercato immobiliare che valorizza gli edifici realizzati in legno, che da noi non è nemmeno agli albori.
L’obbligo di certificazione energetica dei fabbricati, da allegare agli atti di compravendita, è comunque un notevole vantaggio, in quanto le classificazioni delle case prefabbricate sono quasi sempre elevate, soprattutto in rapporto alla media del patrimonio immobiliare esistente nel nostro paese, altamente disperdente e termicamente inefficiente.

UNA CASA PREFABBRICATA SENZA RISCALDAMENTO

TEMA AMPIAMENTE TRATTATO, MA CHE VIENE PERIODICAMENTE PROPOSTO, IN QUANTO MOLTI COSTRUTTORI DI CASE IN LEGNO CONSIGLIANO LA VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA COME UNICO IMPIANTO TERMICO. 

Volevo farle alcune domande in relazione alla VMC.
Ho deciso di costruire una casa passiva utilizzando un modello a catalogo fornito da una nota azienda austriaca. 
Per quanto riguarda l'impiantistica il capitolato propone come sistema di riscaldamento (cito testualmente): 
"Con il riscaldamento ad aria controllata sarà riscaldata tutta la casa, esclusa la cantina o vani accessori. Questo sistema monoenergetico, forzato da corrente elettrica può essere utilizzato come riscaldamento, raffrescamento e ventilazione controllata. Il sistema viene formato da una ventilazione controllata centrale con scambiatore di calore e una pompa di calore ad aria-aria. Per la produzione dell'acqua sanitaria calda é prevista una pompa di calore apposita”. 
Sul blog ho letto qualcosa sui sistemi che utilizzano la VMC per riscaldare tramite una serpentina elettrica, ma questo mi sembra qualcosa di più complesso. 
Lei conosce questi sistemi e saprebbe dirmi se sono comunque sufficienti per riscaldare e raffrescare adeguatamente la casa oppure è consigliabile comunque integrare facendo montare un sistema di riscaldamento a pavimento? 
La casa dovrebbe essere costruita nella campagna tra Modena e Bologna, questo per darle una idea della fascia climatica. 

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In teoria, è una buona idea.
L’impianto di ventilazione meccanica controllata a recupero di calore consente il ricircolo dell’aria in tutti i vani dell’abitazione, prelevando l’aria viziata dai locali di servizio, recuperandone la maggior parte del calore ed espellendola all’esterno.
L’aria pulita viene reimmessa nei locali di soggiorno e nelle camere, preventivamente scaldata con il calore recuperato precedentemente.
L’idea, in questo caso, è di riscaldare ulteriormente quest’aria mediante una semplice serpentina elettrica d’inverno o raffrescarla nel periodo estivo.
Se l’utilizzo della ventilazione come impianto di raffrescamento è interessante, trattandosi di un impianto efficiente a basso consumo (al contrario dei tradizionali climatizzatori), la qualità dell’aria durante i mesi freddi non è sempre ideale.
L’impianto deve essere in grado di mantenere condizioni di umidità corrette, in quanto l’aria scaldata risulta troppo secca e può essere fonte di parecchi problemi alle vie respiratorie.
Generalmente questi impianti non presumono questo tipo di utilizzo e, pertanto, questa scelta va fatta solo per ventilazioni meccaniche che prevedano tale funzione.
Un altro punto da non trascurare è la posizione delle bocchette, in quanto alcune zone della casa (cucina, disimpegni, bagni) da cui l’aria viziata verrà prelevata andranno scaldate con radiatori elettrici.
Le case in legno a basso consumo sono in grado di compartimentare i vari ambienti grazie al notevole isolamento delle pareti interne e il calore, a differenza delle costruzioni in muratura, viene mantenuto all’interno dei singoli locali, con differenze di temperatura significative tra i vari ambienti.
Nella pratica continuo a ritenere questa soluzione non ottimale rispetto agli impianti integrati più collaudati basati sul gas, le biomasse o l’energia solare caldaie, termo camini o pompe di calore).

CONDONARE LE CASE IN LEGNO

LE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE VANNO REALIZZATE SOLAMENTE ATTRAVERSO UNA REGOLARE CONCESSIONE EDILIZIA E NON POSSONO IN ALCUN MODO RISOLVERE "ALL'ITALIANA" L'ESIGENZA DI COSTRUIRE SU UN TERRENO NON EDIFICABILE.

Sto cercando di costruire una casa di legno sul mio terreno. 

Premetto subito che il terreno non è edificabile e presenta vincoli ambientali per cui sarà forse impossibile legittimare la mia futura abitazione che vi sorgerà, ma io voglio tentare comunque sfruttando la strada dell'annesso per attrezzi agricoli, per cui il quale il comune mi rilascia un permesso di 20 mq.
Le domande sono:

Il basamento in calcestruzzo (o in altro materiale) lo realizza la stessa ditta che mi monterà la casa di legno di circa 50 mq?

Solitamente no. 
Alcuni costruttori includono la platea, che verrà eseguita da un’impresa collegata, ma non vi sono particolari vantaggi (anzi, i costi generalmente aumentano).
Le strutture di fondazione vanno comunque realizzate attenendosi alle indicazioni esecutive fornite dalla ditta di case in legno che fornirà i carichi statici e il disegno relativo alla forometria.

Il terreno è in leggera pendenza, dovrò affidarmi per il basamento ad una ditta specializzata? 

Quest'ultimo essendo posto in pendenza quanto dovrà essere alto?
Qualsiasi impresa edile può realizzare il lavoro a regola d’arte.
Per le indicazioni esecutive è sempre necessario affidarsi ad un tecnico. 
Le fondazioni andranno calcolate da un ingegnere che dimensionerà le strutture in base alla zona sismica, alle caratteristiche di portata del terreno ed ai carichi statici.

casa-prefabbricata, case-prefabbricate-in-legnoQuanto mi potrebbe costare?
Lei ha qualche buon contatto a Roma da indicarmi secondo i quesiti che le pongo?
Il prezzo di una casa in legno può essere richiesto direttamente a qualche costruttore, i cui nominativi sono facilmente reperibili tramite il web, ma non tutte le ditte presenti sul mercato costruiscono al centro-sud Italia.

Le leggi sul condono edilizio vigenti mi permetterebbero di risolvere la questione della concessione?  

Entro quali termini e condizioni?
La questione è delicata. 
Personalmente non mi occupo di condoni edilizi e ritengo importante la salvaguardia del territorio, soprattutto nelle zone vincolate. 
Attualmente non ci sono condoni in vista,ma anche in questo caso mi affiderei ad un professionista locale.

Avrei problemi con le varie certificazioni degli impianti costruendo una casa dove dovrebbe sorgere un deposito attrezzi?

Un minimo di impiantistica dovrebbe essere concesso.
Nel caso specifico, mi sembra poco probabile che si possa installare “alla luce del sole” un impianto compatibile con un utilizzo abitativo, certificabile secondo le vigenti normative.
Sul suo blog ho visto un link che rimanda al sito della ditta ********, che vorrei contattare per i lavori e l'acquisto della mia casa in legno.
Lei conosce questa ditta? Me la consiglia oppure c'è un’azienda che mi consiglia, magari più vicino a me?
Posso affermare con certezza che la maggior parte dei costruttori di case in legno non sarà disposta a costruire questo edificio.
Le dimensioni, troppo piccole, rendono poco conveniente l’intervento, a causa dei costi fissi che gravano sulle costruzioni in legno, soprattutto per le aziende di dimensione medio-grande.
Inoltre, se il comune concede 20 mq per la realizzazione di un annesso agricolo, una costruzione di dimensioni più che raddoppiate non potrà essere regolarmente autorizzata. 
Le ditte di case prefabbricate non sono (quasi) mai disposte ad operare al di fuori delle regole e richiedono all’acquirente una copia della concessione edilizia. 
Il costruttore che realizza una struttura abusiva o non regolamentare si rende responsabile di fronte alla legge, esponendosi a severe sanzioni ed il rischio che si assume appare del tutto ingiustificato rispetto ai minimi margini di guadagno.

LE MOTIVAZIONI DELLE CASE PREFABBRICATE

I VANTAGGI DELLE CASE PREFABBRICATE SONO MOLTI, MA LE REALI MOTIVAZIONI CHE SPINGONO AD INTERESSARSI A QUESTE COSTRUZIONI RISULTANO QUASI SEMPRE SOGGETTIVE.

In questi anni di attività professionale nel campo della progettazione e realizzazione di case in legno a basso consumo ho incontrato centinaia di persone, nonché ricevuto migliaia di mail e contatti.
Molte di questi interessati sono diventati miei clienti che ho avuto il privilegio di seguire dalle prime informazioni sino alla consegna della casa.
Cosa spinge a costruire un edificio con caratteristiche non convenzionali e poco usuali per il nostro paese?

IL RISPARMIO ENERGETICO
E’ sicuramente la motivazione principale, almeno per il 40% degli interessati.
E’ concetto diffuso (correttamente) che le case in legno garantiscano sempre consumi molto bassi, grazie al notevole isolamento termico dell’involucro.
Il costo delle bollette energetiche incide moltissimo sul bilancio familiare ed in genere la nuova casa avrà dimensioni maggiori di quella precedente (quasi sempre un appartamento), aumentando il timore di spendere troppo per il riscaldamento.

LA COSTRUZIONE ECOLOGICA
Per molte persone abitare in una casa in legno rappresenta una scelta coerente con il proprio stile di vita, che include l’alimentazione, i mezzi di trasporto, l’educazione dei figli, le vacanze.
Le case in legno sono costruzioni compatibili con l’ambiente, consumando poca energia, utilizzando materiali naturali e riciclabili, non tossici o nocivi per l’ecosistema e i propri occupanti.
E’ un argomento fondamentale, almeno per il 15% delle persone.

Una casa prefabbricata progettata dall'Architetto CrivellaroIL BENESSERE DEL LEGNO
Il comfort termico ed acustico del legno è un’esperienza reale provata da chiunque abbia vissuto qualche giorno in una casa prefabbricata.
La termoregolazione avviene in modo naturale, con un minimo ausilio degli impianti, senza aria condizionata d’estate.
La superfici interne delle pareti sono calde ed isolate e non irradiano freddo, come avviene nelle costruzioni disperdenti, mentre non si generano correnti o moti convettivi.
Anche l’isolamento acustico è eccellente grazie alle proprietà del legno e degli isolanti montati nelle intercapedini, assorbendo i rumori esterni e tra i locali interni.
E’ una motivazione che spinge all’acquisto di una casa prefabbricata almeno il 15% delle persone.

IL PREZZO BASSO
Almeno il 10% degli interessati ritiene che le case di legno siano edifici economici, più convenienti rispetto alla muratura tradizionale.
Va detto che questo può valere solo per costruzioni in legno con caratteristiche piuttosto lontane da quelle che caratterizzano le case prefabbricate a basso consumo che ho elencato nei punti precedenti, poiché la spesa da sostenere non è proprio alla portata di tutti.
Il rapporto qualità/prezzo è comunque ottimo, poiché simili prestazioni termoacustiche sono raggiungibili con i sistemi tradizionali a costi ben più elevati.

ALTRO
Non mancano infine altre argomentazioni come la qualità tedesco-austriaca (5%), il prezzo certo (5%), i tempi di costruzione ridotti (5%), il referente unico (5%).

IMPIANTI PER LE CASE ECOLOGICHE

Noi vogliamo essere ecologici, ma fino ad un certo punto!
Amo la tecnologia e soprattutto tutti gli elettrodomestici che ti rendono la vita più semplice!
Quindi avrò un certo dispendio di elettricità, poichè voglio installare un aspiratore centralizzato, lavatrice e asciugatrice, forno normale e a microonde, piano cottura a induzione, lavastoviglie, frigorifero e congelatore, televisori e computer.
Pensavamo al fotovoltaico, ma di sicuro non possiamo permetterci un impianto che copra tutto il nostro utilizzo (e forse non abbiamo nemmeno abbastanza tetto)!
Per il riscaldamento della casa e dell'acqua sanitaria abbiamo ancora moltissimi dubbi, riguardanti soprattutto il rapporto rendimento/costo.
Il solare termico ci sarà senz'altro! Ma poi che altro? Pompa di calore? Geotermico? Pompa di calore con geotermico? Caldaia a condensazione? Stufa a pellets?  Altro?
Abbiamo anche pensato che forse potremmo fare a meno almeno dell'impianto del metano.
Ci si può riuscire risparmiando? Conviene spendere un po' di più in qualcos'altro che ci permetterà di far tornare i conti o non conviene?

casa prefabbricata, casa isolata, casa ecologica
La scelta dell’impiantistica più idonea per la nostra casa prefabbricata dovrebbe sempre basarsi su poche, semplici domande.
Di quanto calore abbiamo bisogno per la nostra zona climatica?
Quali sono le fonti di energia più adatte per una casa in legno?
Dobbiamo prevedere un raffrescamento estivo?
Lo ribadisco ancora una volta. 
Le case prefabbricate sono edifici a basso consumo energetico e richiedono impianti correttamente progettati. 
Un sovradimensionamento rappresenta una spesa inutile che non verrà mai ammortizzato nel tempo. 
Un efficiente sistema integrato deve prevedere al massimo un paio di impianti che siano in grado di intervenire quando richiesto dalle condizioni climatiche o dai fabbisogni specifici di energia indoor. 
Possono quindi bastare una caldaia a condensazione a radiatori (o abbinata ad un pavimento radiante) e i pannelli solari termici per la produzione del’acqua sanitaria, a cui affiancare al limite una stufa a pellet o legna.
Ma altrettanto valido può essere un impianto basato su pompa di calore e riscaldamento a pavimento (aria-acqua), soprattutto se l’energia elettrica dell’abitazione verrà prodotta con il fotovoltaico (a costi superiori).
Chiaramente le fonti rinnovabili sono preferibili nelle case in legno (sole, biomasse), ma il gas resta una buona soluzione (non ne useremo poi molto).
Il raffrescamento, infine, non dovrebbe essere necessario in edificio in legno, ma molto dipende dalla zona climatica di costruzione e dalla corretta progettazione del fabbricato, dato che non sono rari i casi di abitazioni a rischio surriscaldamento estivo, a causa dell’errato posizionamento delle vetrate e dell’assenza di elementi schermanti.
Evitando il classico climatizzatore, l’installazione di un buon impianto di ventilazione meccanica controllata può agire efficacemente sul controllo del tasso di umidità dell’aria ed abbassare di qualche grado la temperatura. 
Non a caso si tratta di un impianto sempre altamente consigliabile per le case prefabbricate, anche per migliorarne la qualità dell'aria.

FIBRA DI LEGNO: VANTAGGI E LIMITI

LA FIBRA DI LEGNO E’ LARGAMENTE UTILIZZATA PER L’ISOLAMENTO TERMICO DELLE CASE PREFABBRICATE CHE VENGONO REALIZZATE NEL NOSTRO PAESE, MA E’ UN MATERIALE CHE VA CONOSCIUTO ED IMPIEGATO CORRETTAMENTE. 

Mi sono indirizzato su una casa con struttura a telaio così composta dall'interno all'esterno:
- Fibrogesso 1.25 cm
- Intercapedine in fibra di legno 50kg 4cm
- Freno vapore
- Pannello in legno compensato 1.5cm
- Aria 2cm
- Fibra di legno 160kg 14cm
- Pannello in legno compensato 1.5cm
- Cappotto in lana di roccia 150kg 6cm
- Intonaco
Il produttore mi fornisce i seguenti dati: trasmittanza 0.17 e sfasamento 17h.
Mi sembra tutto perfetto, se non fosse la mia non completa fiducia sull'utilizzo della fibra di legno per quanto riguarda la durata del prodotto nel tempo nel caso si dovessero formare delle condense in parete.
A questo punto le mie domande sono le seguenti. 
Mi sto facendo dei problemi assurdi e posso stare tranquillo nell'utilizzo della fibra di legno? 
Secondo lei la sostituzione della fibra di legno con della lana di roccia 150 o 175 kg/mc mi può provocare delle problematiche riguardo l'abitabilità estiva dell'edificio?
Temo la brusca diminuzione dello sfasamento termico.
Ci sono delle soluzioni che posso adottare per migliorarlo(ad esempio introduzione del legno mineralizzato nell'intercapedine di 4cm)? 


CASE PREFABBRICATE
La fibra di legno è una materiale isolante naturale di origine vegetale prodotto con la lavorazione del legname di conifere come gli abeti rossi e bianchi, i pini ed i larici.
Gli scarti e i residui di segheria, ma anche di manutenzione dei boschi possono fornire la materia prima, senza trattamenti chimici e con una notevole disponibilità e capacità di rigenerazione.
Con le fibre vengono prodotti pannelli di diversi spessori, formati e densità, impastandole con acqua, pressandole ed essiccandole.
Un grande vantaggio è l’assenza di colle, dovuta alla naturale presenza di resine, che hanno una naturale funzione adesiva.
I pannelli in fibra di legno sono utilizzati nelle costruzioni prefabbricate a basso consumo per le notevoli capacità isolanti termoacustiche, sia a cappotto che all’interno delle pareti.
Come ripetuto spesso, si tratta di un materiale ecocompatibile che può essere facilmente riciclato, con un’eccellente traspirabilità e capacità igroscopica.
Quest’ultima proprietà rende necessario un corretto utilizzo dei pannelli che non devono essere lasciati a contatto del vapore per un tempo eccessivo, per non sviluppare muffe o funghi.
Al proposito, molti costruttori di case in legno non montano una barriera al vapore, preferendo un freno o non montando teli sul lato interno, in abbinamento ad un cappotto traspirante.
Le soluzioni sono molte e quasi sempre efficaci, a patto di non abbinare un freno vapore ad un cappotto in polistirene.
La parete del lettore è correttamente concepita e presenta buoni valori termici e di sfasamento (quest’ultimo dato è forse un po’ ottimistico).
Ricordo che anche i pannelli in lana di roccia possono essere prodotti ad alta densità, poiché tale valore dipende dalla pressatura delle fibre, con i medesimi vantaggi in regime estivo.

UNA BIFAMILIARE IN LEGNO E LATERIZIO

UNA VILLETTA BIFAMILIARE CONSENTE DI ABBASSARE PARECCHIO I COSTI, SENZA SACRIFICARE TROPPO LA QUALITA' ABITATIVA RISPETTO ALLE SOLUZIONI MONOFAMILARI.
LE DUE UNITA' VANNO COMUNQUE CONCEPITE COME PARTI DI UN UNICO ORGANISMO EDILIZIO.

Salve vorrei chiederle un consiglio.
Io e mio fratello siamo proprietari di un terreno di circa 2.000 mq, su cui volevamo far costruire una casa bifamiliare, ma con il minimo possibile in "comune" (se fosse possibile, anche solo una piccola parete). 

Il problema e' che io vorrei far costruire la casa in legno, mentre mio fratello vorrebbe utilizzare i "mattoni a risparmio energetico" (non so bene come si chiama questa tecnica, ma so che in molti la stanno utilizzando). 
Secondo lei qual'è la soluzione migliore?
E semmai si può costruire una bifamiliare utilizzando con due tecniche diverse?


case passive
Innanzitutto la situazione del lettore è meno sporadica di quanto si possa immaginare.
In comune, oltre al terreno, c'è la voglia di costruire un’abitazione moderna ed efficiente.
Le due soluzioni (legno o laterizio isolato) sono entrambe eccellenti ed invito entrambi a valutare i pro ed i contro reciproci, poiché un intervento unitario presenta notevoli vantaggi sotto il profilo architettonico e, soprattutto, economico.
Un unico progetto (comprensivo di pratica edilizia e tecnici), un’unica impresa di costruzioni per le fondazioni, un’unica ditta di case in legno (se decideste di costruire un edificio prefabbricato).
Una casa bifamiliare ammortizza i costi fissi ed alleggerisce le parcelle, con un costo finale al metro quadro sensibilmente inferiore (anche del 20% rispetto ad una casa monofamiliare).
Chiaramente le proprie convinzioni vanno difese ed è possibile che le strade si dividano. 
Se possibile, cercate di mantenere in comune almeno i tecnici e l’impresa.
Un progetto condiviso permette di controllare gli aspetti tecnico-formali, ribadendo il vantaggio economico di una tale scelta.
A livello costruttivo, è preferibile avvalersi di un’unica impresa di costruzioni che realizzerà un’unica platea di fondazione e l’intera casa del fratello.
E’ ovviamente possibile una realizzazione in fasi separate, senza troppi problemi.

LE CASE PREFABBRICATE AMERICANE

LE “CASE IN LEGNO” SONO AMPIAMENTE DIFFUSE NEGLI STATI UNITI ED UTILIZZANO I SISTEMI COSTRUTTIVI PIU’ DISPARATI, NON SEMPRE MIRATI AL BASSO CONSUMO DI ENERGIA.

Le scrivo per chiederLe la bontà di approfondire l’argomento delle fondazioni delle case in legno.
Sembra infatti che una normale platea in calcestruzzo armato sia sufficiente ad ospitare una casa prefabbricata, tuttavia ho visto da questo sito che in America sia diffuso anche un’altro tipo di fondazione, ben più robusto, e credo anche costoso, tutt’altro che una normale platea come comunemente la intendiamo qui.
Perchè gli americani fanno delle fondazioni così robuste?
Le sarei grato se intendesse approfondire l’argomento.

CASE IN LEGNO, CASA IN LEGNO
La casa in legno a telaio in costruzione documentata nel sito linkato dal lettore è stata ancorata su di una platea di fondazione in cemento armato abbastanza simile a quelle che vengono realizzate nel nostro paese (c’è un dimensionamento importante della struttura, ma nulla di particolarmente eccessivo).
E’ piuttosto interessante confrontare le diverse strade intraprese dalle case in legno in Europa ed in nord America.
Nel vecchio continente alle costruzioni prefabbricate a basso consumo di concezione tedesca, certamente le più diffuse in Italia per le caratteristiche di questa tipologia di case in legno (a telaio o a parete massiccia, sempre rivestite a cappotto), si affiancano le cosiddette blockhaus o log-haus, molto diffuse nelle zone alpine e nei paesi dell’area baltica.
Negli Stati Uniti è rilevabile una gamma assai eterogenea di case in legno, che rappresentano una consistente fetta del mercato delle costruzioni a destinazione residenziale a bassa densità edilizia (per intenderci, ville e villette).
La grande disponibilità di legname da costruzione ha stimolato l’utilizzo delle costruzioni in legno, per l’economicità, velocità e semplicità di montaggio di questi edifici, rispetto a quelli in muratura.
L’alto livello di sismicità di molte aree degli Stati Uniti ha certamente avvantaggiato le strutture in legno, estremamente resistenti in caso di terremoto (analogamente al Giappone, altro paese in cui le case in legno trovano ampia diffusione).
E’ opinione diffusa che le case in legno americane siano stabili economici, dalla durata limitata, concepiti per essere demoliti e ricostruiti dopo qualche decennio.
Se questo può essere in molti casi vero, è da segnalare la costante diffusione di costruzioni a telaio a basso consumo energetico, del tutto analoghe a quelle trattate in questo blog.
Quasi sempre però non si tratta di realizzazioni prefabbricate (che negli Stati Uniti sono considerate strutture modeste e poco costose), ma vengono assemblate in opera direttamente sul cantiere.
Un accenno doveroso va fatto infine al comparto delle ville di alto pregio, che negli Stati Uniti (ma anche in centro e sud America) è un settore a se stante, storicamente e culturalmente consolidato sin dalle origini coloniali di questo paese.
Negli ultimi decenni le grandi dimore di legno rappresentano una delle più rilevanti espressioni dell’architettura moderna, grazie all’impegno compositivo ed alla ricerca di nuovi linguaggi degli architetti americani, mentre in Italia le case in legno, salvo eccezioni, restano pressoché sconosciute ai progettisti.