Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.
Visualizzazione post con etichetta ALTRE TIPOLOGIE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ALTRE TIPOLOGIE. Mostra tutti i post

UNA SCUOLA MATERNA REALIZZATA IN LEGNO

LE COSTRUZIONI IN LEGNO A BASSO CONSUMO SI PRESTANO OTTIMAMENTE PER LA REALIZZAZIONE DI EDIFICI AD USO COLLETTIVO E NON SOLAMENTE DI VILLETTE MONOFAMILIARI.

Dovrei costruire una scuola materna interamente in legno e vorrei sapere se potrebbero andar bene un impianto elettrico a pavimento per il riscaldamento e le VMC per il raffrescamento.

Costruire in bioedilizia risparmiando energia termica e fornendo un elevato livello di comfort termoacustico agli occupanti non dovrebbe limitare la gamma di possibili applicazioni al settore residenziale, per lo più di ridotte dimensioni.
L’edilizia scolastica, in particolare se rivolta alla prima infanzia, richiede una notevole attenzione della progettazione dell’involucro, per limitare l’utilizzo degli impianti di climatizzazione estiva ed invernale al fine di ottenere condizioni microclimatiche elevate, senza correnti d’aria e sbalzi di temperatura, con tassi di umidità corretti.
Gli asili nido e le scuole materne richiedono (anche a livello normativo) un efficace isolamento acustico dai rumori esterni, in quanto all’attività diurna è affiancato il riposo dei piccoli utenti della struttura.
La lettrice mi scrive dalla Puglia, per cui l’esigenza di riscaldare gli ambienti risulta limitata rispetto ad altre zone del paese.
Per quanto riguarda il pavimento radiante elettrico, si tratti di un impianto a costi d’acquisto e posa relativamente contenuti, ma con spese di gestione non propriamente basse, da abbinare necessariamente a pannelli solari fotovoltaici per la produzione di energia elettrica (da dimensionare a loro volta correttamente).
In questo caso, trattandosi di una scuola materna, il volume d’aria da riscaldare sarà rilevante e, di conseguenza, opterei per un sistema più produttivo come una caldaia abbinata ad riscaldamento a pavimento o, meglio ancora, una pompa di calore aria-acqua.
Quanto alla ventilazione meccanica controllata, bisogna optare per un modello di impianto dotato di centralina di deumidificazione e raffrescamento, che non possiede l’efficienza di una climatizzazione, ma risulta più idonea alle caratteristiche dell’edificio.
Se l’involucro è correttamente concepito, con un buon sfasamento termico ed una schermatura delle vetrate esposte direttamente alla radiazione solare, la ventilazione potrebbe bastare ai fini del raffrescamento, pur non scartando la possibilità di predisporre qualche climatizzatore (è sufficiente un impianto sottodimensionato rispetto ad un edificio tradizionale di pari dimensioni).
La specifica fascia climatica di costruzione comporta temperature molto elevate durante i mesi estivi che non devono essere sottovalutate ai fini del benessere degli occupanti.
Non tutti gli edifici in legno a basso consumo reperibili sul mercato risultano idonei per i territori del sud Italia e sarà compito del progettista e del termotecnico valutare le soluzioni tecnico costruttive più appropriate.

MODULI ABITATIVI IN X-LAM IN CLASSE A

LE POTENZIALITA' TECNICO-ESPRESSIVE DELLE CASE IN LEGNO SONO ESTESE E SONO CERTO CHE QUESTO SETTORE SARA’ OGGETTO DI INNOVAZIONE E RICERCA NEGLI ANNI FUTURI, ANCHE NEL NOSTRO PAESE.

Salve, innanzitutto vorrei complimentarmi per il suo sito, molto esaustivo e di semplice comprensione viste le tematiche tecniche affrontate.
Vorrei chiederle delle informazioni riguardo la prefabbricazione delle strutture in X-Lam.
Sto portando avanti un progetto di ricerca, tramite borsa lavoro per laureati.
Il progetto da realizzare ha lo scopo di proporre un nuovo concetto di abitazione attraverso l’utilizzo di materiali innovativi come l’ X-Lam.
Il fine della ricerca sarà quello di promuovere sul territorio le Green Building, ovvero l’architettura sostenibile, mediante l’utilizzo di materiali naturali, energeticamente efficienti ed economicamente vantaggiosi.
Come valore aggiunto di innovazione tecnologica rispetto agli attuali standard costruttivi si indagherà la possibilità di realizzare moduli ed elementi parte dei moduli facilmente rimovibili e sostituibili.
x-lam, pareti-massicce
In particolare individuare le parti della struttura smontabili e sostituibili, quelle smontabili e non sostituibili ma riciclabili, quelle smontabili e non riciclabili, e infine quelle inamovibili, ottimizzando al meglio la tecnologia delle costruzioni a secco.
A questo punto del lavoro, nel quale sto studiando i pannelli predefiniti che costituiranno i moduli, mi trovo davanti ad alcune problematiche che vorrei porle:
1- è possibile arrivare in cantiere con pannelli strutturali comprensivi di cappotto i quali, una volta montati, non diano la problematica dei ponti termici?
2- è prevedibile un possibile riciclo degli elementi smontabili?
3- saprebbe indicarmi qualche bibliografia di riferimento o siti internet dove poter approfondire questi temi della sostituzione e del possibile riciclo degli elementi prefabbricati?

Grazie per i complimenti ed in bocca al lupo per la ricerca, sicuramente stimolante.
Le costruzioni a secco in legno si prestano ad applicazioni innovative che prevedano anche lo smontaggio di alcune parti e il riciclo delle componenti non più utilizzate.
Questo approccio non è attualmente oggetto di interesse commerciale da parte dei costruttori di case in legno, ma può essere un campo di applicazione da esplorare con possibili concretizzazioni pratiche nel campo dell’edilizia green su larga scala (di certo non per le villette).
Venendo alle domande, le case prefabbricate in legno a telaio vengono montate velocemente sul cantiere in quanto le pareti sono già realizzate in stabilimento, comprensive di cartongessi e cappotto esterno.
Si tratta di elementi di grandi dimensioni (sono quasi sempre pareti intere) e la problematica dei ponti termici è abbastanza limitata.
Le pareti in x-lam, al contrario, vengono assemblate direttamente in opera, pannello per pannello, ma non mi risulta che sia impossibile prefabbricarle in stabilimento.
Un riciclo completo degli elementi dovrebbe partire sino dalla fase di ideazione, ma non mi risulta che nessun costruttore di case in legno lo preveda. 
Teoricamente è possibile, ma non so quanto convenga.
Le parti in legno sono attualmente riciclabili per produrre pannelli, pellet e fibre.
Purtroppo non saprei se esistono risorse bibliografiche in Italia su cui documentarsi (all’estero è abbastanza probabile).
Mi rivolgerei eventualmente ad alcune associazioni di categoria come LIGNIUS e PRODOMOLEGNO.

CASE IN LEGNO SU RUOTE AUTORIZZATE

LE CASE SU RUOTE, ABBASTANZA DIFFUSE IN MOLTI PAESI ANGLOSASSONI, IN ITALIA SONO UTILIZZATE SOPRATTUTTO COME ALLOGGIO ALL’INTERNO DEI CAMPEGGI, IN ALTERNATIVA AI BUNGALOW, MA NON RAPPRESENTANO CERTAMENTE UNA SOLUZIONE ABITATIVA CONFRONTABILE ALLE RESIDENZE VERE E PROPRIE.

Le scrivo per sapere se case prefabbricate in legno su ruote sono soggette alle stesse normative delle case per così dire "normali"?
Sono già a conoscenza del fatto che non possono essere posizionare su terreno agricolo e che devono rispettare i criteri di abitabilità.
Io ed il mio compagno vorremmo realizzarne una, piccola appunto quanto il telaio di un rimorchio 2,5x8,0 m, potremmo poi posizionarla su di un terreno dove è presente un rudere?

case-mobili
Il tema non è precisamente attinente al mio campo professionale, per cui dichiaro subito di saperne molto poco al proposito.
E’ possibile definire “edifici” queste strutture o sono equiparabili ad altri mezzi mobili, come le roulottes?
Nel primo caso si dovrebbe fare riferimento alle normative delle costruzioni, nel secondo evidentemente no.
E’ infatti abbastanza difficile parlare di rispetto dell’antisismica per un manufatto non ancorato al terreno, ma semplicemente appoggiato sul suolo mediante ruote di gomma.
Le roulottes o i camper non devono infatti soddisfare alcuna normativa in materia, pur rappresentando un luogo più che sicuro in cui trovarsi in caso di terremoto.
Allo stesso modo, le case mobili non necessitano di concessione edilizia o licenza a costruire, trattandosi di strutture spostabili e trainabili senza difficoltà, pur risultando spesso indistinguibili dalle costruzioni fisse.
Di contro, non è possibile installare una casa su ruote su un terreno non edificabile, senza chiedere una preventiva autorizzazione all’ufficio tecnico comunale di competenza, il quale (direttamente o tramite parere della Commissione Edilizia) può riservarsi se approvare o respingere la richiesta.
In caso contrario si configurerebbe un reato di abuso edilizio, con facoltà dell’amministrazione di sanzionare l’illecito.
Tale trasgressione può risultare di gravità maggiore se il terreno si trova in zona sottoposta a vincolo.
Non escudo che alcuni Comuni possano risultare abbastanza tolleranti rispetto ad altri, ma consiglio comunque di richiedere informazioni e, possibilmente, un autorizzazione formale.
Non mi risulta infine che i vani interni debbano soddisfare i criteri di abitabilità richiesti alle residenze (altezza e superfici minime, rapporti di aeroilluminazione), in quanto tali strutture nascono per soddisfare esigenze di carattere temporaneo e non permanente.
Le case prefabbricate in legno a basso consumo rientrano nella tipologia di strutture fisse e permanenti e devono, al contrario, soddisfare i requisiti minimi in vigore richiesti alle costruzioni in muratura tradizionali (ad esempio, in tema di risparmio energetico).

COSTRUZIONI IN LEGNO E CEMENTO ARMATO

ANCHE I TRADIZIONALI SCHELETRI PORTANTI BASATI SU TRAVI E PILASTRI POSSONO PRESTARSI ALLA REALIZZAZIONE DI STRUTTURE A BASSO CONSUMO PREFABBRICATE IN LEGNO.

Cosa ne pensa delle costruzioni della ditta XXXXXX?
Hanno montanti in cemento armato ai quali fissano poi longheroni e travi in legno lamellare tramite supporti in acciaio.
Non ho letto di questa tecnica sul suo libro.

COSTRUZIONE IN LEGNO E CEMENTO ARMATO
La “Guida alle case prefabbricate” a breve ospiterà spazi specifici per le aziende che potranno entrare direttamente in contatto con i lettori interessati.
La futura versione del sito prevede la presenza delle schede dei principali costruttori di case in legno a basso consumo con articoli redazionali e informativi, affiancati ai post del sottoscritto che continueranno ad approfondire i principali temi di trattazione e a dare spazio ai vostri dubbi.
Non è prevista, nemmeno in futuro, una mia valutazione tecnica rispetto alle varie aziende, nè intendo fornire giudizi verso specifici costruttori, soprattutto basandomi su osservazioni superficiali (foto, brochure, siti internet).
La richiesta del lettore è un po’ particolare, in quanto mi sottopone un sistema costruttivo alternativo, comunque mirato al risparmio energetico dell’edificio e basato su di una struttura portante basata su un telaio costituito da travi in legno lamellare e pilastri in cemento armato.
Tale struttura garantisce una notevole rigidezza che esclude l’utilizzo di pareti portanti di controventamento interne ed esterne, con una notevole flessibilità in sede progettuale e possibilità di modificare la distribuzione interna nel tempo.
Le pareti interne vengono concepite come semplici tramezze di separazione tra gli ambienti, mentre i tamponamenti di facciata sono leggeri ed altamente isolati.
Il montaggio degli elementi, al pari delle case prefabbricate in legno, avviene a secco ed in breve tempo, con tutti i vantaggi di questo tipo di cantieri, limitando le lavorazioni in opera e con una gestione migliorata nella posa dell’impiantistica.
Questo tipo di strutture risulta particolarmente adatto alla realizzazione di edifici di una certa altezza e dimensione come condomini residenziali o palazzi per uffici, basandosi su uno scheletro strutturale “ibrido” (in cemento armato e legno) con pareti non portanti.
Concettualmente si tratta di una struttura molto tradizionale, ma innovativa grazie all’utilizzo delle pareti prefabbricate leggere in legno, che garantiscono una posa a secco veloce e condizioni bioclimatiche superiori agli edifici in muratura, con un rilevante isolamento termoacustico degli ambienti indoor.
I vantaggi sono i medesimi delle case in legno prefabbricate a parete intelaiata o massiccia (oggetto di trattazione specifica del blog, nonché principale interesse professionale del sottoscritto), come il basso consumo energetico, la costruzione in bioedilizia, l’elevato comfort climatico ed acustico, i tempi veloci di costruzione, la resistenza antisismica, ecc.
Questa tecnica costruttiva appare per lo più indicata per realizzare edifici di una certa dimensione, che non per le piccole abitazioni come villette mono o bifamiliari.
Non sono in grado di valutarne i “contro”, in quanto bisognerebbe quantificare i costi effettivi, che non dovrebbero risultare leggermente superiori a quelli del settore delle costruzioni in legno mirate all’efficienza energetica.

RESIDENCE PREFABBRICATI IN LEGNO

IL PREZZO ELEVATO DEI TERRENI EDIFICABILI GRAVA PESANTEMENTE SUI COSTI TOTALI DELLE COSTRUZIONI, IN PARTICOLARE PER LE TIPOLOGIE RESIDENZIALI UNIFAMILIARI.

Da diversi anni cullo il sogno di poter realizzare una casa prefabbricata in legno.
Purtroppo la zona in cui vivo presenta gravi difficoltà soprattutto per il reperimento di un terreno adeguato (costo, posizione, edificabilità..).
Mi domandavo se non esista una ditta costruttrice o una immobiliare che possa essere interessata alla realizzazione di un "villaggio prefabbricato" simile, ad esempio, al Villaggio Brugherio" (che però è in edilizia tradizionale).
Immagino che il potere economico (e non solo) di una società siano nettamente superiori al singolo privato e quindi avrebbe la possibilità di acquistare un lotto più grande e magari in una posizione migliore.
Infatti, come privato, acquistare un fazzoletto da 500/700 mq potrebbe implicare il rischio di vedere la propria villetta immersa in mezzo a condomini o capannoni ovvero in mezzo ad una selva di cemento che vanificherebbe in parte il senso e il significato di una costruzione in legno.
Come avrà capito, la mia non è una vera e propria domanda, quanto uno spunto su cui riflettere e avere un suo commento.

Sono abbastanza d’accordo con il lettore.
I lotti edificabili, scarsi, costosi, quasi sempre di piccole dimensioni ed ubicati in luoghi urbani di scarso pregio paesaggistico, spesso adiacenti a zone artigianali o ad alto traffico, penalizzano fortemente le aspettative di chi sceglie di abitare una casa in legno a basso consumo in bioedilizia all’interno delle nostre città.
Una prima soluzione è di cercare un terreno distante dai centri urbani principali.
I prezzi al metro quadro sono molto più abbordabili ed è possibile vivere in mezzo al verde, in un luogo lontano dalle auto e dallo smog.
L’unico (indubbio) handicap è legato agli spostamenti quotidiani per raggiungere le scuole ed i luoghi di lavoro, ampiamente compensato dai suddetti vantaggi, non solo
economici.
I miei committenti si dividono equamente tra coloro che non vogliono allontanarsi dal centro abitato ed preferiscono rinunciare alla qualità del contesto urbano e quelli  disponibili ad utilizzare maggiormente l’auto pur di vivere in un ambiente naturale, lontano dalle città, anche per abbassare gli oneri di acquisto del lotto.
Consiglio spesso di ricercare un terreno idoneo per realizzare una villetta bifamiliare al fine di ripartire molti costi fissi e spendere complessivamente meno, ma è una soluzione semplice solo in apparenza, in quanto il reperimento di un socio disponibile e compatibile (in senso lato) non è affatto scontato.
Un villaggio prefabbricato è certamente una splendida soluzione, ma richiede un finanziatore solido, che può essere un’impresa di costruzioni, una società immobiliare o una cooperativa edilizia.
Si tratta di ipotesi realistiche ma, complice la congiuntura economica, ancora abbastanza sporadiche.
Io stesso ho tentato a più riprese di dare vita ad iniziative analoghe, senza successo.
La ripartizione dei costi in un cantiere di questa entità permette l’adozione di impianti centralizzati ad altissimo rendimento basati sullo sfruttamento di fonti rinnovabili come la geotermia, ma resta molto difficile per l’ammontare ingente dei costi da sostenere.

UN PICCOLO AMPLIAMENTO IN LEGNO

IL MONTAGGIO A SECCO RENDE MOLTO INDICATO IL SISTEMA COSTRUTTIVO DELLE CASE IN LEGNO PER REALIZZARE AMPLIAMENTI DI FABBRICATI ESISTENTI, MA NON SEMPRE I COSTRUTTORI SONO INTERESSATI AGLI INTERVENTI DI PICCOLE DIMENSIONI.

Le ho già scritto nel corso del 2012, dopo aver acquistato suo libro; da allora siamo andati molto avanti rispetto alle iniziali informazioni sul settore.
Vorrei per questo un suo parere, anche se il suo blog si occupa principalmente di case prefabbricate in toto.
Nel nostro specifico caso abbiamo un fabbricato di circa 45 mq netti (210 mc lordi), realizzato in muratura e in buono stato di conservazione, che ci sembrerebbe uno spreco demolire.
A questo proposito, stiamo valutando di eseguire una ristrutturazione con un cappotto esterno più un tetto ventilato e, poi raggiungere la superficie abitativa concessionabile dal Comune, attraverso un ampliamento da realizzare in legno, con le stesse caratteristiche costruttive dei prefabbricati.
Il quesito che le pongo é questo: nel caso di una superficie ridotta, come nel nostro caso, seppure debbano aggiungersi i volumi non computati nell' abitazione, quali il vano tecnico, il garage, la veranda e un eventuale seminterrato, le grandi ditte di case prefabbricate tedesche (delle quali ho tutti nomi delle più serie!) sembra che non possano realizzare costruzioni di questo tipo.
A chi quindi possiamo rivolgerci per avere simili standard qualitativi ma con una costruzione in opera?
In Toscana, attualmente ad eccezione di una sola ditta tedesca con propria agenzia a Lucca, non abbiamo alternative e sembrano non esserci studi progettazione specialisti nel settore, ahimè!!
Dovremmo rinunciare?

Il blog non si occupa esclusivamente di case prefabbricate, ovvero preassemblate in fabbrica e montate in cantiere, ma di costruzioni in legno a basso consumo energetico, anche realizzate in opera direttamente sul terreno.
Chi mi segue da tempo, sa che non mi occupo di casette in legno o costruzioni economiche non finalizzate ad un contenimento delle dispersioni energetiche, tanto sul sito, quanto professionalmente.
La richiesta rientra pertanto a pieno titolo nelle tematiche di interesse generalmente trattate.
I piccoli edifici, isolati o concepiti come ampliamento di fabbricati esistenti, non risultano particolarmente appetibili per le grandi aziende di case prefabbricate, tedesche ed austriache in particolare, ma chiedere è tuttavia legittimo.
Si tratta sicuramente di opere che possono interessare maggiormente i piccoli costruttori locali di case di legno, che possono offrire prezzi maggiormente competitivi per questa tipologia di strutture e che traggono vantaggio commerciale e visibilità sul territorio anche da lavori di piccole dimensioni.
Il problema, semmai, è la scarsa disponibilità di aziende costruttrici con tali caratteristiche  nel centro-sud Italia.
Al nord, al contrario, le nuove ditte di case in legno sono in continuo aumento, in netta controtendenza con le imprese di costruzioni tradizionali che subiscono una costante contrazione, senza grandi prospettive per gli anni futuri.
La Toscana, infine, è culturalmente terra di bioarchitetti e non dovrebbe essere difficile reperire un tecnico preparato ed adeguato all’incarico.

LA LEGGEREZZA DELLE CASE DI LEGNO

TRA GLI INDUBBI VANTAGGI DEGLI EDIFICI IN LEGNO E’ DA SOTTOLINEARE IL MINOR PESO RISPETTO ALLE STRUTTURE IN MURATURA, CHE RENDE MOLTO INDICATO QUESTO SISTEMA COSTRUTTIVO PER SOPRAELEVARE FABBRICATI ESISTENTI.

Sto valutando la ristrutturazione di una casa costruita 40 anni fa, per avere la possibilità di recuperare il sottotetto e quindi avere un piano in più mi trovo nella necessità di demolire la soletta che divide il box dall'appartamento ora esistente per un discorso di altezze.
A questo punto mi trovo quindi a dover mantenere i muri laterali dell'abitazione in quanto se demolissi il tutto dovrei adeguarmi alle distanze di confine cosa che non devo fare se mantengo questi muri, mi chiedevo se era possibile e vantaggioso (soprattutto a livelli di tempo in quanto vorrei approfittare dei recuperi fiscali attuali) utilizzare i moduli prefabbricati o se il "gioco non vale la candela".

Una sopraelevazione in legno può risultare estremamente vantaggiosa per alcuni semplici motivi:
Le case in legno sono edifici robusti ed elastici, solidi ed antisismici, ma il carico permanente trasferito alle strutture sottostanti sarà minore rispetto ad un piano in più realizzato in muratura o laterocemento.
La costruzione a secco limita le sollecitazioni dinamiche sull’edificio esistente.
Rispetto ad un cantiere tradizionale, vengono prodotte minime vibrazioni, con un basso rischio di generare forze di tipo dinamico che possono causare movimenti e fessurazioni sulla porzione del fabbricato esistente.
I tempi brevi per il montaggio limitano il disagio per gli occupanti.
Se l’edificio è abitato, un cantiere “sopra la testa” è inevitabile causa di disturbo, che può protrarsi per molti mesi.
Le case in legno (in particolare, se prefabbricate) possono essere installate in pochi giorni, considerando tralaltro che il montaggio di una casa in legno non produce praticamente rumore (fatta eccezione per la demolizione della copertura o della parte di edificio da rimuovere).
L’isolamento a cappotto intonacato rende indistinguibile la porzione in legno dagli edifici in muratura.
La convivenza tra un edificio in muratura ed una sopraelevazione in legno è del tutto naturale dal punto di vista costruttivo.
Le case prefabbricate non possiedono una forma e non vincolano la progettazione, permettendo la realizzazione di architetture coerenti e ben inserite nel contesto urbano.
Dal punto di vista fiscale, una sopraelevazione comporta l’edificazione di un volume di nuova costruzione, fatti salvi i casi rientranti nella definizione di fedele ricostruzione con mantenimento della sagoma e della cubatura originaria.
In ogni caso i vantaggi saranno ragguardevoli, soprattutto sotto l’aspetto del risparmio energetico, grazie all’elevato isolamento termico dell’involucro.

RISTRUTTURARE VS RICOSTRUIRE IN LEGNO

GLI INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA SI RIVELANO SPESSO COSTOSI E NON CONSENTONO UN ASSOLUTO MIGLIORAMENTO DELLE PRESTAZIONI ENERGETICHE RISPETTO AL FABBRICATO ESISTENTE. 
IN MOLTI CASI LA DEMOLIZIONE INTEGRALE CON RICOSTRUZIONE PUO’ ESSERE ESEGUITA CON LE CASE IN LEGNO A BASSO CONSUMO.

Ho navigato sul sito e ti ringrazio per la chiarezza delle spiegazioni e la semplicità con cui sono affrontati i diversi argomenti.
Mi rimane un ultima domanda.
Dove vivo, nell’area terremotata nel 2012, ci sono molti ruderi.
Non sono un geometra ne un ingegnere civile, ma dubito sia economicamente ragionevole effettuare un consolidamento sicuro.
A mio avviso potrebbe essere più ragionevole radere al suolo l’edificio, costruirvi sopra una casa nuova di cubatura uguale o inferiore, magari a un solo piano.
E' possibile fare ciò?
Esiste documentazione a tal proposito?
Ho visto preventivi imbarazzanti di cui faccio un esempio numerico.
Una casa vecchia realizzata su progetti del '900 di 200 metri quadri ha una vivibilità inferiore di una casa di 150 metri progettata oggi.
La matematica porta quindi a spendere:
Ristrutturazione esistente 200mq x 2000€ = 400.000€
Realizzazione nuovo in legno 150mq x 1000€ = 150.000€
Sono dati assolutamente approssimativi ma il concetto dovrebbe essere chiaro.
Commenti?  Implicazioni?  Regolamentazioni che non consentono di fare un'operazione simile poiché va ricostruito tutto con il vecchio mattone?

ristrutturare-legno
Un edificio fatiscente quasi sempre va abbattuto, fatta eccezione per i fabbricati di valore storico, artistico, archeologico o soggetti a vincolo.
I costi per la ristrutturazione a risparmio energetico con criteri antisismici sono molto alti, anche se attualmente incentivati dai bonus fiscali.
Quasi sempre è possibile salvare il solo scheletro e le murature portanti, mentre si dovrà sostituire la maggior parte delle componenti l’edificio (tetto, solai, tramezze, impianti, finiture) isolando l’involucro e consolidando le strutture interrate di fondazione.
La ricostruzione può essere eseguita tanto in muratura quanto in legno.
Pochissimi regolamenti comunali prevedono limiti che limitano la possibilità di edificare strutture prefabbricate (o non) in legno e la scelta dipende solamente dalle caratteristiche del nuovo edificio.
I costi sono abbastanza diversi da quelli ipotizzati dal lettore, in quanto calcolerei qualche centinaia di euro in meno per la ristrutturazione, mentre difficilmente si potrà scendere sotto i 1.400 €/mq per la ricostruzione con le case in legno a basso consumo energetico.
In ogni caso un edificio in legno possiede livelli di comfort indoor difficilmente raggiungibili da una costruzione ristrutturata, che consumerà più energia e sarà meno isolata acusticamente.
In molti casi la ricostruzione con le case di legno può godere dei benefici fiscali, qualora l’intervento abbia le caratteristiche di “sostituzione edilizia” con il mantenimento della sagoma e del volume originario.

DEMOLIRE E RICOSTRUIRE IN LEGNO

CON LE CASE IN LEGNO E’ POSSIBILE INTERVENIRE ANCHE IN SOSTITUZIONE EDILIZIA, SENZA PARTICOLARI DIFFICOLTA’ E CON NOTEVOLI VANTAGGI SULLE TEMPISTICHE E RISPETTO AL MIGLIORAMENTO DEI VALORI TERMICI.

Ho una casa degli anni ‘50 con la cantina interrata che però fuoriesce dal terreno per circa 1 mt.
Stavamo valutando la ristrutturazione tradizionale, ma i costi risultano veramente alti,
quindi abbiamo iniziato ad interessarci alle case prefabbricate in legno.
Pensavamo alla demolizione della costruzione esistente, mantenendo lo zoccolo della cantina e appoggiandoci sopra la casa in legno.
Facendo un intervento del genere, mi saprebbe dire se è una cosa fattibile e se rientra in una ristrutturazione e quindi potrei usufruire della detrazione fiscale del 50%?
Sto valutando tutti i costi e mi piacerebbe capire anche questo aspetto.

EDIFICIO IN LEGNO
Premesso che, prima di dare giudizi di fattibilità sull’intervento, bisognerebbe attuare di persona un sopralluogo sul posto, effettuando possibilmente qualche sondaggio sulle murature per verificare le condizioni statiche della struttura dell’edificio, la mia opinione è che le case prefabbricate in legno possano in molti casi sostituire i sistemi costruttivi tradizionali in laterocemento anche per intervenire sull’esistente.
Non è da escludere che possa risultare maggiormente vantaggiosa una demolizione integrale, comprensiva della porzione interrata, considerando che siamo di fronte a strutture realizzate 60 anni fa, che potrebbero avere subito un certo degrado negli anni e comunque progettate secondo normative assai distanti dalla legislazione vigente in materia statica ed antisismica.
Le barre in acciaio (quasi sempre lisce e non nervate, come quelle attualmente utilizzate) potrebbero risultare ossidate, pregiudicando la propria capacità portante.
In ogni caso, l’intervento potrebbe risultare fattibile e presenterebbe peraltro parecchi vantaggi, in quanto le strutture in legno vengono montate a secco in tempi brevi, risultando più leggere di quelle in muratura e trasferendo pertanto un carico inferiore sulle fondazioni.
Non vanno chiaramente sottovalutati i benefici di una casa in legno sotto l’aspetto del benessere termoacustico indoor, così come il vantaggio dei costi certi, vero tallone d’Achille delle ristrutturazioni edilizie.
La demolizione dell’edificio esistente e la relativa sostituzione edilizia con una struttura prefabbricata in legno consente di raggiungere prestazioni energetiche assai elevate e sempre superiori alla semplice riqualificazione energetica, soprattutto per edifici realizzati nel dopoguerra, spesso realizzati in economia e carenti dal punto di vista termico.
Questo tipo di interventi, se vengono mantenuti volume e sagoma della costruzione originaria, gode dei vantaggi fiscali previsti sotto forma di bonus per le ristrutturazioni edilizie e le riqualificazioni energetiche, recentemente prorogate dal Governo.
Tale aspetto non è assolutamente trascurabile e permette di abbattere abbondantemente la spesa sostenuta per la ricostruzione dell’edificio, rendendo estremamente interessante quest’alternativa, a fronte di bollette energetiche future assai leggere.

NON SOLO VILLETTE CON LE COSTRUZIONI IN LEGNO

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO SONO STRUTTURE DUTTILI ED ADATTABILI ALLA REALIZZAZIONE DI SVARIATE TIPOLOGIE DI EDIFICI E NON VANNO CONFINATE ALL’AMBITO DELLE SOLE VILLETTE UNIFAMILIARI.

Buongiorno Architetto, mi sembra di capire che le case prefabbricate sono pensate solo per costruire abitazioni come villette ad uno o due piani.
Si possono realizzare anche condomini ed edifici plurifamiliari?

Sono il titolare di un’impresa di costruzioni.
Un nostro cliente deve realizzare un piccolo edificio per uffici (a 3 piani) ed ha l’esigenza di raggiungere la classe A, nonché di insediare l’attività entro pochi mesi.
Abbiamo pensato al legno, ma non sappiamo se queste costruzioni siano adatte per questo tipo di attività.

abitazioni-prefabbricate, prefabbricati-in-legno
Le case prefabbricate in legno rappresentano una minima parte degli edifici che vengono realizzati ogni anno in Italia.
Il trend è in crescita ed in netta controtendenza rispetto alle costruzioni tradizionali, ma resta limitato, anche dai pregiudizi e dalla scarsa diffusione di queste strutture (soprattutto al centro-sud), in qualche modo “auto confinate” nell’ambito delle piccole abitazioni.
E’ infatti paradossale, ma sono le stesse aziende di case prefabbricate a diffondere il concetto dell’abitazione in legno unifamiliare come target univoco.
Basta dare un’occhiata a qualsiasi catalogo o sito internet per renderci conto di ciò.
Mancano infatti del tutto immagini e fotografie di tipologie edilizie alternative alle classiche villette, come fabbricati multipiano, strutture per l’istruzione e il commercio, alberghi, ristoranti ed uffici.
Eppure le case in legno sono costruzioni polivalenti ed adattabili.
L’elevato isolamento termico è solo uno dei vantaggi che possono rendere estremamente interessanti le applicazioni di questi sistemi costruttivi al di fuori dell’ambito puramente residenziale.
Gli spazi lavorativi (in particolare gli uffici) realizzati in legno possono fornire un alto livello di comfort termo-acustico indoor, abbassando i costi energetici e migliorando la qualità della vita (e quindi la produttività) degli impiegati.
Le scuole rappresentano un campo di applicazione ideale per la bioedilizia ed, in generale, le costruzioni in legno a basso consumo si prestano ottimamente alla realizzazione di spazi per l’istruzione (per ogni fascia di età) e l’accoglienza di bambini, anche piccolissimi (come le scuole materne e gli asili nido).
Con le strutture in legno si possono edificare fabbricati multipiano, anche in altezza (4-5 piani), in tutta sicurezza.
Alberghi, condomini, piccoli palazzi per uffici, possono essere costruiti in legno in poco tempo, rendendo oltremodo vantaggiosa l’adozione di un’impiantistica efficiente basata su fonti energetiche rinnovabili come le pompe di calore a geotermia verticale od orizzontale, che può essere ammortizzata in poco tempo grazie al maggiore volume d’aria da scaldare e raffrescare rispetto ad una singola abitazione.

INTERVENTI IMMOBILIARI CON LE CASE PREFABBRICATE

UN LETTORE (CHE PREFERISCE NON PUBBLICARE INTEGRALMENTE LA SUA LETTERA) MI CHIEDE SE, ACQUISTANDO TERRENO SUL SUO TERRITORIO E COSTRUENDO ABITAZIONI PREFABBRICATE IN LEGNO PER POI RIVENDERLE, È POSSIBILE RICAVARE DEI MARGINI DI GUADAGNO INTERESSANTI.  

Affinchè esista un margine dovrebbero sussistere alcune condizioni come un lotto di terreno edificabile abbastanza grande da poter costruire varie unità per volta ed una certa scontistica con l’azienda di case in legno per poter abbassare i prezzi di acquisto.
Conviene rivolgersi ad una piccola azienda locale o verso i costruttori più affermati tedeschi ed austriaci?

immobili-legno, villaggi-legno
Nei prossimi anni assisteremo sicuramente alla costruzione di interventi immobiliari a basso consumo energetico che verranno realizzati in legno.
Il costo delle case prefabbricate è molto competitivo qualora venga richiesto un elevato isolamento termico e caratteristiche bioedili, rispetto ai sistemi costruttivi tradizionali in laterocemento in opera.
Il valore di un fabbricato è inversamente proporzionale al suo consumo di energia termica, un parametro destinato a condizionare fortemente le scelte dei costruttori immobiliari, oltre che dei privati.
Come notato giustamente dal lettore, il terreno deve essere sufficientemente grande da permettere di abbassare l’incidenza dell’area sul costo finale, ma va comunque ricordato che non tutti conoscono le case in legno, soprattutto nelle aree del centro sud Italia, per cui le dimensioni della lottizzazione devono essere valutate attentamente prima dell’acquisto.
La progettazione dovrebbe essere affidata a tecnici con un minimo di esperienza, per un buon controllo dei costi a partire dall’ideazione (ricordo che il legno è un materiale versatile, ma che va capito e rispettato).
Errori di progettazione possono produrre in fase esecutiva un inatteso aumento dei costi vivi che può ridurre notevolmente il profitto per il costruttore dell’intervento.
Purtroppo la parcella dei tecnici viene vissuta molto spesso dagli imprenditori come un’inutile scocciatura ed è soprattutto un costo da assottigliare (bioarchitetti ed immobiliaristi non si incontrano molto spesso….).
Per contenere gli esborsi, conviene acquistare gli edifici al grezzo, completando i lavori con ditte e manodopera locale.
Il livello chiavi in mano, comodo per il privato che costruisce una villetta da abitare, racchiude inevitabili margini di guadagno per l’azienda di case in legno, che postrebbero rimanere nelle tasche dell’imprenditore.
Acquistando una certa quantità di strutture è possibile abbassare parecchio i costi, poiché il contratto risulterà più appetibile per la ditta fornitrice.
Le aziende di case di legno più conosciute, prefabbricatori di grandi dimensioni, quasi sempre esteri, hanno listini non troppo elevati, ma minori opportunità di sconto, mentre i costruttori locali sono disposti a ridurre parecchio il guadagno, anche per farsi conoscere nel territorio (una lottizzazione è chiaramente un notevole “biglietto da visita”).

UN EDIFICIO IN LEGNO IN UNA CASA IN MURATURA

RICEVO NUMEROSE RICHIESTE DA PARTE DI LETTORI, ALCUNE DELLE QUALI DAVVERO CURIOSE E INUSUALI, ALMENO RISPETTO ALLA CONSOLIDATA PRASSI DELLA PRATICA QUOTIDIANA.

Vorrei avere informazioni sulla possibilità di realizzare una casa in legno all'interno di un involucro già esistente in muratura.

Non ho particolare esperienza sulle costruzioni “matrioska”.
Si tratta innanzitutto di capire il perché di tale scelta davvero inconsueta.
Esiste un progetto o è una semplice idea del lettore?
E’ possibile che il mantenimento delle murature esistenti sia necessario per mantenere dei diritti in deroga relativamente a distanze da confini e fabbricati.
E perché una casa in legno e non una riqualificazione energetica dell’immobile esistente?
casette-legno, casette-in-legno, casette-di-legno
I benefici delle costruzioni prefabbricate sono molti, ma si tratta comunque di una soluzione costruttiva che va utilizzata in condizioni il più possibile “standard”.
Molte aziende di case in legno realizzano strutture prefabbricate secondo un procedimento industriale vincolato a misure prefissate (altezze, sezioni, stratificazione dei pacchetti isolanti) e non sarebbero sicuramente in grado di costruire un edificio sottoposto a simili condizioni, a partire dal semplice montaggio delle pareti.
L’unica soluzione è l’assemblaggio dei singoli elementi direttamente sul cantiere, ma anche in questo caso non riesco a intravederne i vantaggi concreti.
Vi è poi una serie di questioni inerenti la statica, in quanto l’ancoraggio del nuovo edificio alle strutture esistenti (muri, solai) impone un calcolo statico ed antisismico che appare perlomeno problematico, ipotizzando che la costruzione esistente sia un vecchio edificio.
Si tratta comunque di semplici ipotesi, in quanto la mail del lettore non fornisce ulteriori spunti di analisi e riflessione.
Le case in legno ecologiche a basso consumo di energia (a parete intelaiata o massiccia, poco cambia) sono costruzioni mirate al raggiungimento di alti valori di isolamento termo-acustico, con un minimo utilizzo degli impianti per il riscaldamento, elevato comfort abitativo, tempi rapidi di realizzazione, costi certi (e contenuti).
Il legno è un materiale con caratteristiche note e va utilizzato correttamente.
In molti casi la costruzione di un edificio in legno è sconsigliabile e non sempre i benefici superano gli svantaggi, come ho ripetuto spesso.
Anche la scelta del sistema costruttivo va ponderata attentamente con il proprio tecnico, stabilendo costi, obiettivi ed eventuali compromessi.
Personalmente ritengo poco interessanti tutte le applicazioni in tecnica mista legno-muratura, l’edificazione di immobili di piccole e piccolissime dimensioni o qualora siano presenti vincoli e preesistenze, mentre si tratta di costruzioni estremamente interessanti per realizzare edifici ex novo a cui sia richiesto il raggiungimento di obiettivi energetici spinti con soluzioni progettuali non troppo articolate.

UN VILLAGGIO IN LEGNO IN BRASILE

LA GRANDE VERSATILITA’ DEI MODERNI SISTEMI COSTRUTTIVI IN LEGNO CONSENTE DI REALIZZARE INTERVENTI EDILIZI DI GRANDI DIMENSIONI, AVVALENDOSI DEI VANTAGGI DELLE CASE PREFABBRICATE A BASSO CONSUMO DI ENERGIA.

La mia richiesta è un poco diversa dalle altre, nel senso che sto cercando in Italia qualche fabbricante di case prefabbricate (circa 82 mq) da montare in Brasile (zona con clima caldo secco), per un intervento per centinaia di villette unifamiliari.
Tutti mi dicono che non è possibile, quando sentono il prezzo massimo che pagano per unità (meno di 20.000 euro) eppure un gruppo portoghese è pronto a fare l'intervento.
Considerando la ubicazione, ritiene possibile un progetto del genere con consegna chiavi in mano (ovviamente con mano d'opera locale)?

una-casa-in-legno-in-brasile
Ero indeciso se rispondere pubblicamente a questa richiesta, poiché molto specifica e (apparentemente) di scarso interesse generale, ma è comunque possibile fare alcune riflessioni utili.
La particolare ubicazione (il Brasile, caratterizzato da temperature estremamente miti nei mesi invernali) rende impensabile l’utilizzo di strutture pensate per i nostri climi come le pareti intelaiate leggere.
Un involucro di un edificio in legno performante in regime estivo, caratterizzato da un’elevata inerzia, con sfasamento termico di molte ore verrebbe certamente fornito ad un prezzo eccessivo rispetto alla cifra massima ipotizzata ed al livello di finitura richiesto (chiavi in mano da montare).
E’ peraltro abitudine diffusa a questi climi lasciare aperte finestre e portefinestre per sfruttare la ventilazione naturale, che aiuta ad abbassare il livello della temperatura percepita, per cui avrebbe poco senso montare pareti esterne di elevato spessore.
Un problema non di poco conto è la presenza di insetti xilofagi particolarmente aggressivi in parecchie zone del paese, per cui il legno di abete rosso può risultare poco indicato se non preventivamente trattato.
Le pareti andranno pertanto intonacate sia all’esterno che all’interno, mentre le parti in legno lasciate a vista (come le sporgenze del tetto, tettoie e balconi) dovranno essere verniciate a più strati.
Il montaggio da parte di manodopera locale dovrebbe essere comunque assistito da parte di un caposquadra esperto o di un capo cantiere in grado di verificare periodicamente l’andamento dei lavori.
Dal punto di vista dell’ipotetico costruttore di case in legno, il costo per edificio potrebbe divenire interessante limitando la fornitura ad un livello grezzo.
E’ poi da tenere presente che l’acquisto in contemporanea di un gran numero di unità abitative può abbassare ulteriormente i prezzi unitari.
L’acquirente potrà infine acquistare impianti e finiture direttamente sul posto, considerando le inevitabili differenze di prezzo tra Europa e Sud America e l’incidenza non trascurabile dei costi di trasporto che si ripercuoterebbero sfavorevolmente sul prezzo finale.

STRUTTURE IN LEGNO E ACCIAIO

LA CRESCENTE DIFFUSIONE DEGLI EDIFICI IN LEGNO A BASSO CONSUMO FUNGE DA TRAINO PER SISTEMI COSTRUTTIVI ALTERNATIVI ALLE STRUTTURE INTELAIATE O IN XLAM, QUASI SCONOSCIUTI NEL NOSTRO PAESE

Vorrei conoscere un parere su case con telaio in ferro e pareti in legno.
Sono compatibili questi materiali?
Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questo sistema costruttivo?
Nella mia città esiste una ditta che usa questo metodo costruttivo che però vedo poco diffuso sui siti internet, quindi e' importante un suo qualificato parere per aiutarmi nella mia scelta.

Questo argomento è stato parzialmente trattato.
In Italia le case in legno restano un sistema costruttivo di nicchia, pur rilevando un crescente interesse e un trend in controtendenza rispetto all’andamento del settore edilizio del laterocemento.
Nei paesi anglosassoni, al contrario, legno ed acciaio sono largamente impiegati anche per la realizzazione di sistemi costruttivi misti, a struttura portante metallica con tamponamenti in pannelli di legno.
I vantaggi sono insiti nelle eccellenti proprietà strutturali dell’acciaio, materiale elastico e resistente, di facile trasporto e montaggio, che può essere montato a secco, al pari delle strutture in legno, ma con migliori capacità portanti.
Questo può essere vantaggioso per la realizzazione di edifici a sviluppo verticale come condomini multipiano (in questo caso le strutture intelaiate in legno evidenziano qualche limite), ma appare poco utile per la costruzioni di villette mono e bifamiliari.
I costi di questi edifici, a parità di caratteristiche, sono generalmente superiori alle case di legno, a fronte di qualche inconveniente di non poco conto.
L’acciaio costituente le strutture è un eccellente conduttore di calore, il che si traduce in un notevole rischio di dispersioni termiche nell’ambiente esterno.
I pannelli isolanti dovranno garantire un’efficiente coibentazione degli elementi di facciata, in quanto è elevata la probabilità di generare dei ponti termici.
Al contrario, il legno è un materiale caldo ed un pessimo conduttore di calore.
L’isolamento di un edificio a struttura in legno è piuttosto semplice dal punto di vista costruttivo, consentendo ottime prestazioni energetiche per (quasi tutti) questi edifici.
Non a caso, negli Stati Uniti le costruzioni in acciaio e legno non sono considerate immobili a basso consumo di energia, mentre le case prefabbricate in legno nascono in Germania a fronte della crisi petrolifera degli anni ’70, proprio per minimizzare le dispersioni di calore invernali.
E’ chiaro che non tutti si avvicinano agli edifici di legno per risparmiare sulle bollette energetiche ed immettere meno CO2 in atmosfera e tuttavia la scarsa diffusione di questi delle costruzioni in acciaio e legno rendono piuttosto arduo giudicare la competenza e la capacità delle ditte costruttrici di questo settore, almeno per il sottoscritto.

LE CASE CONTAINER

NAVIGANDO SUI SITI DI ARCHITETTURA ED EDILIZIA INTERNAZIONALI, E’ POSSIBILE IMBATTERSI IN TIPOLOGIE COSTRUTTIVE VIRTALMENTE ASSENTI NEL NOSTRO PAESE, SPESSO INTERESSANTI E INNOVATIVE. 

Salve volevo chiedere informazioni riguardanti alle case container.
Sono fattibili in Italia?
Ci vogliono permessi o è considerata una casa mobile?
C'è qualche azienda che le produce in Italia? 

I lettori attenti ricorderanno che ho già pubblicato un articolo sulle case container, piuttosto breve, in quanto la mia conoscenza (ed il mio interesse professionale) verso queste tipologie costruttive è piuttosto scarso e me ne scuso.
Le case container sono piuttosto diffuse in alcune paesi, ma sono poco adatte per la costruzione di strutture permanentemente abitabili, soprattutto nella nostra zona climatica, caratterizzata da alte temperature estive e dai rigidi inverni (in tutto il nord Italia, ma anche nelle zone interne del centro sud).
Queste costruzioni rappresentano una vera e propria “anomalia”, proprio a causa della scarsissima diffusione e non sono contemplate dai regolamenti edilizi locali o sovracomunali.
le case container non sono edifici a basso consumoQuesto rende poco accettabile nel nostro territorio la costruzione attraverso questi sistemi, in luogo della tradizionale edilizia del mattone, al contrario delle soluzioni in legno, che si inseriscono perfettamente nel tessuto urbano delle nostre città, mimetizzando la propria natura e l’assoluta assenza di elementi lapidei all’interno delle pareti.
L’idea che abbiamo delle case container è ovviamente legata ai terremoti, in quanto queste strutture possono essere montate velocemente e costituire un alloggio temporaneo quantomeno dignitoso, in attesa di una sistemazione più adeguata, per le popolazioni colpite dal sisma.
In realtà le notevoli esperienze anglosassoni ci insegnano che l’architettura delle case container non necessariamente coincide con questa immagine stereotipata ed è possibile incontrare numerose realizzazioni di assoluto rilievo compositivo.
Detto ciò, ribadisco che la costruzione di case container non è una strada percorribile in Italia e comunque può essere limitata a situazioni del tutto eccezionali.
L’isolamento termico di questi edifici è abbastanza scadente e non paragonabile alle prestazioni energetiche raggiungibili costruendo in legno.
Il grande vantaggio delle case prefabbricate, al contrario, è l’elevata coibentazione termica, che consente di limitare le dispersioni di calore e di abbassare di conseguenza il costo delle bollette energetiche, soprattutto a fronte di una corretta progettazione bioclimatica.
La “Guida alle case prefabbricate in legno” resta un servizio divulgativo piuttosto specifico e non è mia intenzione perdere il filo rispetto alle tematiche fin qui trattate.
Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, consiglio di effettuare qualche ricerca sui motori più conosciuti, poiché il materiale disponibile è abbastanza vasto.

LE CASE PREFABBRICATE AMERICANE

LE “CASE IN LEGNO” SONO AMPIAMENTE DIFFUSE NEGLI STATI UNITI ED UTILIZZANO I SISTEMI COSTRUTTIVI PIU’ DISPARATI, NON SEMPRE MIRATI AL BASSO CONSUMO DI ENERGIA.

Le scrivo per chiederLe la bontà di approfondire l’argomento delle fondazioni delle case in legno.
Sembra infatti che una normale platea in calcestruzzo armato sia sufficiente ad ospitare una casa prefabbricata, tuttavia ho visto da questo sito che in America sia diffuso anche un’altro tipo di fondazione, ben più robusto, e credo anche costoso, tutt’altro che una normale platea come comunemente la intendiamo qui.
Perchè gli americani fanno delle fondazioni così robuste?
Le sarei grato se intendesse approfondire l’argomento.

CASE IN LEGNO, CASA IN LEGNO
La casa in legno a telaio in costruzione documentata nel sito linkato dal lettore è stata ancorata su di una platea di fondazione in cemento armato abbastanza simile a quelle che vengono realizzate nel nostro paese (c’è un dimensionamento importante della struttura, ma nulla di particolarmente eccessivo).
E’ piuttosto interessante confrontare le diverse strade intraprese dalle case in legno in Europa ed in nord America.
Nel vecchio continente alle costruzioni prefabbricate a basso consumo di concezione tedesca, certamente le più diffuse in Italia per le caratteristiche di questa tipologia di case in legno (a telaio o a parete massiccia, sempre rivestite a cappotto), si affiancano le cosiddette blockhaus o log-haus, molto diffuse nelle zone alpine e nei paesi dell’area baltica.
Negli Stati Uniti è rilevabile una gamma assai eterogenea di case in legno, che rappresentano una consistente fetta del mercato delle costruzioni a destinazione residenziale a bassa densità edilizia (per intenderci, ville e villette).
La grande disponibilità di legname da costruzione ha stimolato l’utilizzo delle costruzioni in legno, per l’economicità, velocità e semplicità di montaggio di questi edifici, rispetto a quelli in muratura.
L’alto livello di sismicità di molte aree degli Stati Uniti ha certamente avvantaggiato le strutture in legno, estremamente resistenti in caso di terremoto (analogamente al Giappone, altro paese in cui le case in legno trovano ampia diffusione).
E’ opinione diffusa che le case in legno americane siano stabili economici, dalla durata limitata, concepiti per essere demoliti e ricostruiti dopo qualche decennio.
Se questo può essere in molti casi vero, è da segnalare la costante diffusione di costruzioni a telaio a basso consumo energetico, del tutto analoghe a quelle trattate in questo blog.
Quasi sempre però non si tratta di realizzazioni prefabbricate (che negli Stati Uniti sono considerate strutture modeste e poco costose), ma vengono assemblate in opera direttamente sul cantiere.
Un accenno doveroso va fatto infine al comparto delle ville di alto pregio, che negli Stati Uniti (ma anche in centro e sud America) è un settore a se stante, storicamente e culturalmente consolidato sin dalle origini coloniali di questo paese.
Negli ultimi decenni le grandi dimore di legno rappresentano una delle più rilevanti espressioni dell’architettura moderna, grazie all’impegno compositivo ed alla ricerca di nuovi linguaggi degli architetti americani, mentre in Italia le case in legno, salvo eccezioni, restano pressoché sconosciute ai progettisti.

ECOVILLAGGI IN LEGNO

LE CASE IN LEGNO A BASSO CONSUMO SONO RIVOLTE PREVALENTEMENTE AL CLIENTE FINALE, CHE NE APPREZZA L’ALTO ISOLAMENTO TERMICO, LE QUALITA’ COSTRUTTIVE, LA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE ED IL COMFORT ABITATIVO.

Ho letto con interesse il suo Blog su case in legno a basso consumo.
Sto lavorando con una immobiliare che sarebbe interessata a costruire su un terreno nella provincia di Lodi delle case prefabbricate in legno.
La maggior diffidenza che stiamo riscontrando non è sul lato tecnico, ma quello commerciale di futura rivendibilità degli immobili una volta costruiti.
I potenziali clienti sembrano molto diffidenti in Italia; in Germania ricerche parlano di un 50% che sarebbero interessato a case in legno, ma in Italia da mia esperienza siamo ben al di sotto di questi valori.
La contatto, poiché mi piacerebbe conoscere la sua esperienza in merito.
In effetti non si trovano informazioni a riguardo, dalle mie ricerche in Italia ho trovato solo privati, che costruiscono case per poi andarci a vivere.
Non so come possa essere il mercato nei paesi nordici e mitteleuropei,se già si sono aperti in questo senso, oppure anche lì si lavora attraverso clientela privata o pubblica, ma senza un visione commerciale di futura rivendibilità?

ecovillaggio, ecovillaggio-legno
In Italia, il mercato immobiliare delle case in legno è solo agli albori e non esistono stime e valutazioni su grande scala.
E’ comunque possibile fare riferimento ad alcune iniziative immobiliari, generalmente soddisfacenti, soprattutto qualora sia stata coinvolta la pubblica amministrazione.
In Germania ed in Austria, il comparto delle case prefabbricate rappresenta una fetta consistente delle costruzioni e non solo a destinazione abitativa.
Ad esempio, gran parte dei capannoni artigianali o commerciali viene realizzata in legno, al contrario di quanto avviene nel nostro paese, in cui si edificano prevalentemente prefabbricati in calcestruzzo con strutture portanti in cemento armato precompresso.
Il potenziale cliente tedesco o austriaco conosce le case in legno e ne valuta positivamente le caratteristiche, senza timori o pregiudizi.
Al contrario, nel nostro paese gli edifici in legno rappresentano una piccola nicchia nel settore delle costruzioni, a causa della loro scarsa diffusione, in particolare al centro-sud e restano ignorati dalla maggior parte di chi si accinge a costruire la propria abitazione.
Sono convinto che entro qualche anno la situazione andrà velocemente modificandosi, soprattutto per l’evoluzione normativa nel campo del rendimento energetico degli edifici (che innalzerà fortemente le soglie minime d’isolamento termico) e della sostenibilità ambientale (privilegiando le costruzioni che impiegano poca energia nella realizzazione e non utilizzano materiali di sintesi chimica).
Il valore di una casa in legno non è in discussione.
La classe di certificazione energetica di altissimo livello, la lunga durata con minime manutenzioni, le qualità ambientali, acustiche ed olfattive, sono solo alcuni dei molti vantaggi.
L’acquisto di un immobile prefabbricato in legno è un vero e proprio investimento economico che si ripaga nel tempo grazie alle bollette energetiche ridotte, che possono persino risultare in attivo, qualora venga adeguatamente dimensionato l’impianto fotovoltaico abbinato ad una pompa di calore.

UNA CASA IN LEGNO A PROGETTO SU UN SEMINTERRATO

E’ POSSIBILE COSTRUIRE UNA CASA IN LEGNO SU DI UN PIANO SEMINTERRATO E NON SU UNA SEMPLICE PLATEA A LIVELLO DEL TERRENO?
LA RISPOSTA E' BANALE, MA MERITA QUALCHE RIFLESSIONE IN PIU'.

Sto valutando la costruzione di una casa in legno, mi sono documentato sul suo blog e conto di recarmi a breve presso una delle fiere del settore.

Devo dire che le sue esposizioni sulle domande poste dagli utenti sono state davvero importanti per la mia decisione finale.
Proprio stamattina ho visionato un terreno molto interessante su cui vorrei fare un pensiero per la realizzazione di una delle case proposte dalle varie aziende.
Mi sono posto delle domande che, se ritiene opportuno, gradirei un suo parere da esperto, ovvero:
1. Nel caso dovessi realizzare una casa in legno, è possibile avere un progetto su un seminterrato di costruzione ordinaria collegato al piano terreno in legno?
Per ragioni di indice di edificabilità, dovrei costruire per forza una parte seminterrata che, mi sembra di aver capito, sia meglio realizzare nel metodo classico, ecco io vorrei unire il piano interrato con il piano superiore con una costruzione in legno. 
E’ possibile e indicato?
2. Visionando i vari siti delle aziende (non italiane ma tedesche, svizzere, ecc..) leader nel settore, propongono esempi di case di vari tipi e modelli; ebbene, non ho capito se l'acquisto debba essere per forza uno di quelli esposti con le metrature indicate oppure posso realizzarla secondo le mie esigenze?
casa-legnoNon vorrei che tali aziende propongano un pacchetto di case standard (anche se con vari modelli) e che l'utente debba acquistare soltanto quelle proposte.
Mi piacerebbe, se lo ritiene opportuno, avere delle indicazioni su della aziende serie. 
So che non si esprime in merito, ma di fronte ad una scelta così importante, ritengo che 3-4 nomi siano rilevanti per farsi un'idea appropriata; consideri che io vivo a Sassari (Nord Sardegna) e i costi sono maggiorati per ogni viaggio.


Le case in legno a basso consumo energetico sono costruzioni che vanno fissate permanentemente (mediante ancoraggi opportunamente dimensionati) ad un solaio che può, indifferentemente, appartenere ad una platea di fondazione, ad un piano interrato, ad un piano seminterrato o sopraelevato (anche un terzo piano, per capirci).
Le caratteristiche esecutive di questo solaio vanno sempre concordate con la ditta di case prefabbricate, che fornirà tutte le indicazioni tecniche per la corretta esecuzione, nonché i carichi che andranno a gravare sulle sottostanti fondazioni.
Molte ditte di case in legno, soprattutto tedesche ed austriache, offrono una vasta gamma di soluzioni costruttive standard, le cosiddette “case a catalogo”.
Questi edifici sono in grado di rispondere perfettamente a gran parte delle esigenze abitative, hanno prezzi interessanti e sono ottimizzati dal punto di vista funzionale ed energetico, ma non sono ancora sufficientemente apprezzati dal cliente italiano, pur essendo possibile personalizzarle o modificarne parzialmente il progetto, per adattarle alle specifiche necessità.
La maggior parte delle aziende di case prefabbricate realizza edifici su progetto individuale del cliente, senza particolari problemi di adattamento, soprattutto se il fabbricato è stato ideato sin dal principio per essere costruito in legno.
In Sardegna operano molti costruttori ed il loro numero è in costante aumento.
Sul prezzo finale, soprattutto per le ditte di case prefabbricate estere, gravano necessariamente i costi di trasporto superiori rispetto al nord della penisola e il livello di finitura viene limitato al grezzo (o agli impianti), per ridurre gli oneri di assistenza post vendita.