Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.
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EDIFICI A BASSO CONSUMO ENERGETICO IN ITALIA

IN UN PERIODO DI GRAVE CRISI ECONOMICA, SOPRATTUTTO NEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI, GLI EDIFICI IN BIOEDILIZIA E TERMICAMENTE ISOLATI VANNO NETTAMENTE IN CONTROTENDENZA.

Perché in Italia si costruisce pochissimo in legno?
È un fatto culturale, economico o anche dovuto a ostacoli burocratici?

La normativa non penalizza le case in legno, anzi.
Le maggiori resistenze sono certamente culturali e coinvolgono anche i soggetti dominanti del settore delle costruzioni, come i tecnici e le imprese.
Il settore delle case in legno resta una nicchia dell’edilizia, ma i numeri sono in crescita, evidenziando una progressiva diffusione, grazie alle numerose fiere del settore ed alla apertura di canali informativi, come riviste e siti internet.
Negli ultimi anni, come evidenziato spesso, le cose stanno cambiando molto velocemente.

L’ltalia è un paese adatto per gli edifici con struttura in legno?

Assolutamente si.
Le caratteristiche climatiche del nostro paese si differenziano da quelle tipiche dei paesi d’origine e richiedono un adattamento degli edifici in legno a condizioni climatiche che impongono di migliorare soprattutto il comfort estivo. 
Le soluzioni reperibili sul mercato sono molteplici e vanno dai tetti ventilati agli isolanti ad alta densità come la fibra di legno, sino alle pareti massicce come l’x-lam.

Le case in legno sono diffuse soprattutto nel nord Italia.
Vi è un motivo particolare o potrebbero esserci vantaggi anche nelle regioni meridionali.

Il clima del nostro paese è caratterizzato da notevoli sbalzi termici tra le regioni del nord e quelle del sud Italia, ma anche tra regione e regione, a causa delle caratteristiche morfologiche del territorio e della vicinanza o meno alle coste.
Un esempio per tutti nel nord Italia può essere la Liguria, regione in cui le escursioni termiche sono abbastanza limitate, con inverni miti ed estati temperate.
Alla medesima latitudine troviamo l’Emilia Romagna con estati roventi (chiedere ai bolognesi come si sta in luglio-agosto) ed inverni caratterizzati da temperature piuttosto basse.
La presenza degli Appennini rende abbastanza rigido il clima invernale di gran parte del territorio delle regioni del centro sud ed è evidente che risulta impossibile generalizzare.
In ogni caso, l’ampia disponibilità di soluzioni costruttive rende le case in legno molto versatili tanto dal punto di vista termico, quanto sotto il profilo architettonico e non solo nel campo dell’edilizia residenziale estensiva (villette mono e bifamiliari).

ROMANIA E CASE IN LEGNO PREFABBRICATE

SO PER CERTO CHE QUESTO ARGOMENTO INTERESSA MOLTI MIEI LETTORI, E RINGRAZIO SINCERAMENTE IL LETTORE CHE MI HA SCRITTO FORNENDOMI MOLTI SPUNTI DI TRATTAZIONE.

Gentile Architetto, sono un ingegnere romeno, da 15 anni residente in Italia e attivo nel settore dell'impiantistica.
Sono inciampato da poco nel sul blog, e devo dirle che mi sono affezionato al suo discorso sull'argomento case in legno e tutto il suo contorno.
In Romania dirigo (assieme ad un amico) un'azienda che produce e monta case in legno, grezzo avanzato e chiavi in mano.
Ho rimarcato nel suo discorso una certa ironia vis a vis dei produttori romeni di case in legno; la ragione è dalla parte sua, ma non si può fare di tutta l'erba un fascio.
La nostra azienda e molto attenta a la qualità del prodotto che noi realizziamo, utilizzando le tecniche e le tecnologie di ultima ora che poi vengono utilizzate nei paesi che hanno una consolidata tradizione ed esperienza, come la Germania e l'Austria. Siccome io mi occupo dalla parte che riguarda gli impianti delle case che noi produciamo e montiamo in Francia mi permetto di segnalarle che in questo paese viene molto utilizzata la VMC abbinata al boiler termodinamico, dotato di pompa di calore, che personalmente credo che andrebbe bene anche in Italia.
Sono molto contento di avermi imbattuto nel suo blog, che lo trovo molto utile (in questo tipo di lavoro si impara tutti i santi giorni qualcosa di nuovo) e colgo l'occasione per trasmetterle i complimenti (per la sua metodica e laboriosa attività) di quella parte di costruttori romeni che si impegna per davvero a dare il massimo di sicurezza e comfort ai loro clienti di oltre il confine.

Non ho nulla di personale contro le case in legno prodotte nei paesi dell’Europa dell’est.
Se l’ingegnere che mi ha scritto questa mail ha colto dell’ironia in qualche mio post precedente, me ne scuso, poichè non era mia intenzione criticare a priori tutte le aziende rumene, bosniache o lituane che costruiscono case in legno nel nostro paese.
E’ però evidente che il cliente italiano si avvicina (quasi) sempre ai costruttori dell’est Europa, attratto unicamente dal prezzo molto basso di queste strutture, senza possedere una preparazione specifica.
So per certo che alcune aziende costruttrici rumene sono fornite di certificazioni europee e costruiscono con standard molto simili alle ditte più conosciute.
Questi costruttori (e parlo per esperienza diretta) rappresentano certamente un buona alternativa alle aziende italiane ed europee, con un elevato rapporto qualità prezzo.
Non a caso, molti importatori italiani di case prefabbricate che acquistano le strutture presso queste aziende sono in grado di immettere sul mercato un prodotto molto competitivo.
Il lettore sa meglio di me che le normative delle costruzioni in vigore in Romania non sono le medesime applicate in Italia o in Austria.
Non è una critica pregiudiziale, ma la semplice fotografia di uno stato di fatto, poiché ai costruttori italiani o tedeschi è richiesto il rispetto di parametri molto più restrittivi rispetto, ad esempio, al grado di stagionatura del legname o alla presenza di nodi ed impurità.
Le staffe e gli ancoraggi impiegati dalle aziende europee devono essere marchiati CE e sono necessariamente prodotti industriali, mentre nell’est Europa non mancano i prodotti “da fabbro” per i quali non esistono prove, parametri di collaudo e resistenza o certificazioni.
Va poi ricordato che il concetto tedesco di “fertighaus”, ovvero di casa prefabbricata in legno a basso consumo energetico è abbastanza distante da quello, molto diffuso nei paesi dell’est Europa (per certi versi simile alla gran parte delle case in legno americane), di costruzione economica, destinata a durare al massimo per qualche decennio.
Questi edifici non presentano isolamenti termici ed hanno il grande vantaggio di costare molto poco, ma in Italia non soddisfano i parametri energetici minimi, non hanno una sufficiente resistenza al fuoco e risultano staticamente inadeguati.
Al contrario, nei paesi di origine, possono tranquillamente essere realizzati (anche in proprio) secondo gli iter normativi locali, nel rispetto delle normative in vigore.
Spero di non offendere nessuno affermando che il cliente italiano medio è ancora immaturo e non sempre in grado di comprendere le varie differenze, basando per lo più la scelta sul prezzo più basso.
La mia campagna di informazione non è pertanto contro i costruttori dell’est, ma a favore delle aziende (anche rumene) che offrono soluzioni costruttive valide per realizzare edifici confortevoli, durevoli, ad alto rendimento termico ed a basso impatto sull’ambiente.

LAVORARE NEL SETTORE DELLE CASE ECOLOGICHE

LA CRISI ECONOMICA HA COLPITO DURAMENTE IL SETTORE EDILIZIO, SOPRATTUTTO NEL NOSTRO PAESE, SOLO PARZIALMENTE TENUTO A GALLA ATTRAVERSO GLI INCENTIVI FISCALI PER RISTRUTTURAZIONE E RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA.

Sono un giovane Architetto da circa un anno laureato alla Facoltà di Reggio Calabria e fortunatamente già abilitato.
La contatto perchè navigando sul web ho visto tra i i siti delle tante aziende che costruiscono case in legno (anche un link del suo libro) ed ho pensato che forse poteva essermi d'aiuto a orientarmi bene in questa realtà poco diffusa in Italia (specialmente al sud).
Certo la risposta sarebbe quantomeno ovvia;  al sud manca di tutto figuriamoci le case in legno. 
Ed è proprio questo che stuzzica la mia curiosità.
Se ho ben capito bisogna diffidare da alcune soluzioni troppo spartane e poco durature, rivolgendo lo sguardo verso aziende serie che costruiscono ciò che garantiscono lasciando soddisfatto il cliente e cosa ben più importante aprono una porta verso una buona resistenza sismica, sostenibilità e risparmio energetico.
Allora vengo al punto; ho prodotto una tesi su degli alloggi prefabbricati per operai dove purtroppo non ho approfondito la fattibilità del sistema costruttivo (perchè la tesi era compositiva) ma ho sempre sperato di poter apprendere i metodi di progettazione e costruzione col legno e vorrei approfondire le mie conoscenze in questo campo lavorando presso qualche azienda seria e disponibile o qualche studio già avviato in questo campo (magari lei saprà indicarmi la strada giusta).
Attualmente sto facendo pratica presso lo studio di mio zio, che dall'alto dei suoi 30 anni di professione mi spinge a non arrendermi e a non fermarmi, ma ad aprire i miei orizzonti verso altre realtà.

villetta-ecologica
Il settore delle case in legno è in rapida espansione e rappresenta un’opportunità di impiego per molte figure professionali, in assoluta controtendenza rispetto all’edilizia tradizionale, sostenuta faticosamente da incentivi e contributi statali (necessari, ma pur sempre pagati dai cittadini attraverso le tasse).
Il sottoscritto ha una storia di progettista tradizionale e si è avvicinato lentamente al mondo della bioarchitettura e degli edifici a basso consumo, trovando nelle case prefabbricate molte risposte e soluzioni, non solo tecniche.
Sono certo che il lettore saprà trovare la propria strada, contattando vari costruttori, magari all’interno di eventi fieristici.
La maggior parte delle ditte di case di legno sono valide, ma darei preferenza ai produttori rispetto agli importatori, senza fare nomi.
L’unico rischio (inevitabile in un momento di congiuntura economica negativa) è che molti soggetti entrino nel settore attratti dalla prospettiva di facili guadagni, improvvisandosi esperti in case in legno senza un’adeguata preparazione e la giusta percentuale di umiltà.
In Germania la formazione scolastica dei carpentieri del legno dura molti anni e produce figure altamente specializzate (e remunerate), molto ricercate dalle aziende.
Certamente non basta laurearsi in architettura per divenire esperti in case in legno a basso consumo, così come non è sufficiente essere imprenditori edili o fabbricanti di coperture e solai in legno per convertirsi in costruttori di case prefabbricate a basso consumo.

PROSPETTIVE PER IL SETTORE DEGLI EDIFICI IN LEGNO

SEGNALO UN INTERESSANTE ARTICOLO PUBBLICATO DAL SOLE24ORE CHE FOTOGRAFA IL BUON MOMENTO DEL SETTORE DELLE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE, IN UN PERIODO CERTAMENTE NON FAVOREVOLE ALL’EDILIZIA TRADIZIONALE DEL MATTONE.

Le percentuali di costruzioni in legno realizzate nel nostro paese sono passate dallo 0,5% del 2008 al 6% del 2012, con la prospettiva di raggiungere il 15% nel 2015.
Si tratta di cifre abbastanza verosimili, trattandosi di uno studio approfondito condotto nientemeno che dall’Associazione delle case prefabbricate in legno.
E’ risaputo che in tempi di crisi economica, la concorrenza tra i vari soggetti all’interno di un settore diventa molto alta, con una forte selezione che premia la qualità
case-prefabbricate-legno
Come ho sostenuto spesso, è sbagliato intravedere una contrapposizione tra le aziende di case in legno e le costruzioni tradizionali rappresentate dalle imprese del mattone.
Finora queste ultime non hanno saputo cogliere e sviluppare (tranne eccezioni ragguardevoli) gli stimoli apportati delle tematiche dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale, sempre più sentiti nel nostro paese.
Un esempio per tutti è la certificazione energetica dei fabbricati che viene spesso limitata al minimo normativo (“tirato per i capelli”, senza entrare nel merito dei certificati “taroccati”), mentre le attuali tecnologie per costruire in classe A e B in muratura tradizionale risulterebbero molto efficaci, con costi assolutamente ammortizzabili negli anni grazie alle minori bollette per luce e gas (un esempio per tutti resta l’esperienza della Provincia autonoma di Bolzano con la certificazione CasaClima).
Manca inoltre una rigorosa legislazione nazionale in materia di bioedilizia, facendo semplicemente riferimento alle massime percentuali di sostanze tossiche ammissibili nei materiali e nei prodotti impiegati nelle costruzioni.
Ma soprattutto non esiste ancora una vera e propria cultura degli immobili a basso consumo nel nostro paese, a partire dalla progettazione, anche se la situazione sta lentamente cambiando.
Il settore delle case in legno resta molto distante da quello tradizionale, fornendo da tempo risposte efficaci e consolidate in tema di isolamento termico, comfort bioclimatico, sostenibilità ambientale degli edifici.
Le normative europee spingono fortemente in questa direzione ed è inevitabile un adeguamento della legislazione italiana nei prossimi anni, che renderà velocemente obsoleti gli attuali protocolli di certificazione energetica.
Va ribadito che il settore delle case prefabbricate in legno ad alta efficienza è già pronto per costruire edifici passivi o a bassissimo consumo, mentre risulterà necessario un grande sforzo di conversione per il settore dell’edilizia tradizionale del mattone, non preparato ad una trasformazione di tale portata.
Ecco perchè le percentuali riportate nell’articolo potrebbero essere ampliate ulteriormente in futuro, facendo uscire definitivamente dalla nicchia le case in legno a basso consumo, che potrebbero finalmente essere diffuse su tutto il territorio italiano, comprese le aree del centro-sud.

RIQUALIFICAZIONE URBANA CON GLI EDIFICI A BASSO CONSUMO

GRAN PARTE DEL TERRITORIO DEL NOSTRO PAESE RISULTA FORTEMENTE ANTROPIZZATO ED E’ CONTRADDISTINTO DA IMMOBILI DI SCARSO VALORE EDILIZIO, VETUSTI ED ALTAMENTE DISPERDENTI.

Lei afferma che le nuove costruzioni saranno una minima parte del rinnovamento territoriale sull'edilizia, e che il grosso sforzo sarà concentrato sulla riqualificazione delle strutture già esistenti.
Devo ammettere che anche io sono d'accordo su questa affermazione, ma lascerei per adesso l'idea della riqualificazione e ristrutturazione alle imprese edili tradizionali ed ai privati, che già stanno lavorando sul territorio con l'impiego di elementi di copertura quali cappotti esterni o interni e di impiantistica come sistemi di riscaldamento o impianti fotovoltaici, con tutti i problemi che ne derivano, perchè rattoppare una situazione è molto più difficile che costruirne una nuova e logisticamente migliore.
Chiaramente l'utilizzo di impiantistica all'avanguardia in un involucro mal coibentato risulta sovradimensionata con il rischio di persistere nell'errore.
Quindi ripeto, per adesso, l'idea di risanamento e riqualificazione la lascerei a chi è già nel settore dandoli anche la prospettiva di "rimediare" agli errori compiuti in questi ultimi 30 anni.
L'idea invece dell'abbattimento delle vecchie unità e sostituzione con nuove costruzioni mi trova in estrema sintonia.
Il mio territorio, la Toscana, è pieno di vecchi ruderi che stanno cadendo letteralmente a pezzi, che si potrebbero far demolire per ricostruire in modo più responsabile.
Questa direzione può essere una alternativa rispetto all'acquisto del terreno.

BIOARCHITETTURA
Forse non sono stato sufficientemente chiaro.
Ben venga la riqualificazione energetica intesa come ristrutturazione dell’esistente mirata al miglioramento dell’isolamento termico mediante cappottatura delle facciate, sostituzione degli infissi e rifacimento delle coperture.
E’ una direzione importante da mantenere, che va supportata ed incentivata (anche e soprattutto finanziariamente) al fine di rimettere in cammino uno dei motori della nostra economia e per modernizzare le nostre città nella direzione della sostenibilità ambientale.
La riqualificazione energetica è però (inevitabilmente) una soluzione di compromesso, non sempre conveniente dal punto di vista puramente economico senza detrazioni fiscali.
In moltissimi casi andrebbe preso in seria considerazione l’abbattimento dell’esistente con ricostruzione ex novo (non necessariamente fedele), al fine di sostituire vecchi immobili energivori e staticamente inadeguati con fabbricati a bassissimo consumo, sicuri ed antisismici in bioedilizia.
Anche questo tipo di intervento andrebbe incentivato, se possibile con maggiore forza, in quanto la sostituzione edilizia comporta un potenziale di miglioramento termico superiore rispetto alla riqualificazione energetica, soprattutto intervenendo con i sistemi costruttivi delle case in legno.
Purtroppo i limiti all’incentivazione sono parecchi è comportano l’obbligo di mantenimento di sagoma e volume, comprovando una certa miopia del legislatore, che vincola fortemente le possibilità di trasformazione, spingendo verso sistemi di intervento oggettivamene meno performanti.
Ad oggi, chi demolisce e ricostruisce a basso consumo con le case prefabbricate rientra nell’ambito della “nuova costruzione” (salvo rari casi) e non può usufruire di incentivi e bonus fiscali, anche per le classi energetiche superiori.

CASE IN LEGNO CERTIFICATE “ARCA”

Le volevo fare prima di tutto i miei complimenti riguardo il suo sito inerente le case di legno prefabbricate e comprerò il suo libro che reputo essenziale per chi ha questo obbiettivo. 
Sono stato alla fiera di Bologna SAIE e sono venuto a contatto con un ente ARCA che mi detto che molte aziende non hanno certificati veri, garantiti relativi a materiali, prove di energia e acustiche e per questo costano di meno rispetto ad altre aziende. 
Sempre il suddetto signore mi ha consigliato un paio di ditte, perchè loro invece hanno questi certificati. 
Ora mi è sorto un dubbio, ma è possibile che aziende, possiamo dire le più quotate, non abbiano certificati seri di costruzione, di classe energetica e acustiche, o questa persona diciamo ha in essere "conflitti" di interesse e quindi mi ha detto queste cose? 
Che tipo di certificati dobbiamo richiedere noi clienti intenzionati a costruire con case prefabbricate in legno per essere garantiti della qualità del lavoro, dei materiali, e dei requisiti di classe energetica, acustica, di qualità, etc? 
Ci possiamo fidare delle aziende più conosciute dobbiamo rivolgerci solo a quelle partner per essere realmente garantiti?

ARCA CERTIFICA: 

Vantaggi per i committenti e gli acquirenti:
·         valore dell’immobile: gli immobili certificati in fase di stima sono valutati maggiormente rispetto agli immobili non certificati;
·         minori costi: gli edifici verificati e certificati da enti terzi sopportano minori costi di assicurazione, come per esempio per la polizza incendio del conduttore;
·         garanzia: il progetto ed il cantiere di edifici certificati vengono verificati da enti terzi secondo precisi criteri di qualità ed inoltre l’opera finale viene testata attraverso precise prove, quali il blower door e la prova acustica, ed assicurata.
Gli edifici che possono fregiarsi del marchio ARCA devono rispondere ad un set di tredici requisiti raggruppati in tre distinte categorie: 



CASE PREFABBRICATE, CASE-PREFABBRICATE, CASE, PREFABBRICATE
PRESTAZIONI TECNICHE:
Sicurezza antisismica
Resistenza al fuoco
Efficienza energetica
Isolamento acustico
Permeabilità all’aria
Ventilazione meccanica controllata 

GESTIONE DELL’EDIFICIO

Regole della qualità costruttiva
Piano di manutenzione
Polizza assicurativa postuma decennale 

SOSTENIBILITÀ

Legno certificato
Programma di progettazione integrata
Materiali basso emissivi
Produzione locale 

ARCA è un sistema di certificazione degli edifici a struttura portante in legno nato su iniziativa della Provincia di Trento nel 2009.
Lungi da me il voler promuovere l’uno o l’altro ente o associazione, va senz’altro evidenziata la completezza dei parametri ARCA, che inquadrano perfettamente una metodologia di valutazione severa e puntuale delle case in legno.
Mi limito a constatare che molte delle aziende attualmente sull’eterogeneo mercato delle costruzioni in legno non soddisfano tali criteri, in particolare dal punto di vista energetico, acustico, qualitativo ed ecologico.
E’ importante sottolineare l’introduzione di aspetti concreti in tema di sostenibilità ambientale spesso trascurati dai costruttori, come la certificazione del legno, la produzione con legname locale e la presenza di un programma di progettazione integrata.
Notevole infine la presenza di una categoria rilevante, espressamente dedicata alla gestione dell’edificio, che include la presenza di un piano di utilizzo e manutenzione del fabbricato, nonché l’obbligo per il costruttore di fornire una polizza assicurativa postuma decennale che superi il semplice concetto di garanzia di legge sui difetti costruttivi.

LEGNO VS TRADIZIONALE

GLI EDIFICI IN LATERIZIO RESTERANNO PER I PROSSIMI ANNI LA PRINCIPALE SOLUZIONE COSTRUTTIVA DEL NOSTRO PAESE, PUR NELLA NECESSITA' DI ADEGUARE I VALORI TERMICI ALLE NORMATIVE ENERGETICHE SEMPRE PIU' RESTRITTIVE.
LE CASE PREFABBRICATE TROVERANNO COMUNQUE NOTEVOLE SPAZIO, USCENDO DALL'ATTUALE NICCHIA DI MERCATO.

Noto quasi un complesso di inferiorità tra i costruttori/progettisti/promotori delle case in legno, sempre e continuamente in paragone con il laterocemento.
E' come se andassi a chiedere alla Fiat "Quando devo fare il tagliando?" e mi rispondessero "Quando lo fa la Peugeot!".

Non mi ero posto il problema.
Le case prefabbricate sono un fenomeno nuovo per il nostro paese e le cifre parlano chiaro. 
I montaggi di case in legno sono in aumento, ma difficilmente si supera il migliaio di edifici l’anno in tutta Italia.
Al momento non mi sembra una concorrenza preoccupante per l’edilizia tradizionale del mattone.
E’ chiaro che le case prefabbricate si pongono come alternativa alle costruzioni in muratura e non costituiscono un settore a se stante, almeno nel nostro paese. 
Chi acquista una casa prefabbricata potrebbe sempre e comunque edificare in laterizio, nel senso che non esistono tipologie edilizie specifiche per il legno, ma è sempre possibile scegliere il sistema costruttivo più idoneo, in base alle esigenze. 
In Italia vi è poi un fattore culturale, che relega il legno a specifiche funzioni in edilizia e ne limita tradizionalmente i campi di applicazione.
Ma, soprattutto, le case prefabbricate sono una novità per il settore edile, praticamente sconosciuta sino a pochi anni fa e del tutto ignorata dalla grande massa (anche se la situazione sta lentamente cambiando).
In effetti i costruttori del legno, così come i vari operatori del settore, devono necessariamente fare informazione.  
I paragoni ed i confronti con l’edilizia tradizionale sono difficilmente evitabili e servono per mettere in luce le caratteristiche delle case in legno rispetto a ciò che è più conosciuto. 
Questo blog si pone l’obiettivo di diffondere la conoscenza delle case prefabbricate a basso consumo, utilizzando spesso il benchmark delle costruzioni in muratura.
Non penso che si tratti di complesso di inferiorità, ma di una semplice modalità per raccontare le case in legno, comprensibile ed intuitiva per chiunque.

IL VALORE DI UN EDIFICIO IN LEGNO

QUAL’E’ IL VALORE DI MERCATO DI UNA CASA IN LEGNO?
DOVENDO RICOSTRUIRE UN FABBRICATO IN LEGNO ESISTENTE, MEGLIO RIFARLO IN MURATURA?

Ho appena acquistato una casa prefabbricata in legno degli anni '80 con circa 1100 mq di terreno edificabile, purtroppo abbandonata da almeno 2 anni, in zona Malpensa, in pieno Parco del Ticino.
Il piano terra è in cemento armato, mentre il primo piano è completamente in legno.
Vorremmo ristrutturare il piano superiore, ma ci è stato sconsigliato in quanto un intervento di demolizione e poi ricostruzione in muratura ci costerebbe di meno.
Contattando un geometra per effettuare dei preventivi ora ci viene detto che la casa verrebbe considerata come una nuova costruzione e quindi con oneri di costruzione e urbanizzazione raddoppiati e comunque la ristrutturazione del legno non vale la pena perchè il valore della casa sarebbe minore.
Sinceramente al momento non sappiamo cosa fare, e poi perchè una casa in legno ha meno valore di una casa in muratura?
Il legno non dura di più rispetto al cemento che sentendo delle fonti sembra duri 100 anni?
La casa in legno non è il futuro?

Le foto della costruzione (una blockhaus, che non pubblico per motivi di privacy) mostrano effettivamente uno stato manutentivo carente, aggravato dall’esposizione agli agenti atmosferici del legno.
I moderni edifici a telaio o in xlam, rivestiti esternamente con uno strato di isolamento a cappotto che avvolge le facciate, risultano estremamente durevoli rispetto alle costruzioni in legno a vista, che richiedono maggiori manutenzioni.
I vantaggi non si limitano ai minori costi di intervento, in quanto le prestazioni energetiche sono di gran lunga superiori per la notevole coibentazione termica.
Una semplice immagine non è sufficiente per valutare i costi di ristrutturazione da sostenere, ma suppongo che il geometra abbia fornito delle risposte sufficientemente pertinenti, anche relativamente alla quantificazione degli oneri da versare.
Mi interessa piuttosto entrare nel merito del valore di una casa in legno rispetto ad un edificio in muratura di pari caratteristiche (tipologia, dimensioni, finiture….).
La casa in legno può rappresentare il futuro di un edilizia che persegua minori consumi energetici, comfort abitativo, minori emissioni di CO2 nell’ambiente o, quantomeno, un’alternativa sempre più diffusa ai sistemi costruttivi tradizionali del laterocemento.
Gli edifici isolati in muratura comportano alti costi di costruzione rispetto ai prefabbricati in legno, una tendenza che verrà accresciuta dalle future normative in tema di fabbisogno energetico degli edifici, rendendo molto appetibili le soluzioni in legno, caratterizzate da un buon rapporto qualità/prezzo.
La durata è approssimativamente la medesima di una in laterizio (a parità di condizioni di utilizzo e di manutenzione) e non dovrebbe costituire un parametro di scelta dal parte dell’acquirente.
Il valore di una costruzione è infine determinato per legge anche dalla classe di certificazione energetica, un aspetto che qualifica ulteriormente gli edifici in legno a basso consumo rispetto a quelli disperdenti.

CASE DI LEGNO DI SECONDA MANO

L’ACQUISTO DI UNA CASA IN LEGNO ESISTENTE PUO’ SPAVENTARE, POICHE’ NON ESISTE ANCORA UN VERO E PROPRIO MERCATO IMMOBILIARE DI RIFERIMENTO DELLE COSTRUZIONI PREFABBRICATE.

Una cosa che non ho trovato riguarda il mercato delle case usate, forse perché è un ambito talmente giovane che è difficile al momento trovare annunci di case in vendita.
Però, nelle mie parti, in montagna vicino a Sestriere (TO), c’è in vendita una casa prefabbricata di seconda mano, in legno, costruita più di 30 anni fa.
Vorrei sapere se questa casa, che probabilmente è di generazioni costruttive precedenti rispetto a quelle attuali, è ancora "solida" e soprattutto quanto può essere ancora la sua vita utile.
In altre parole, mi interesserebbe sapere se tutti i discorsi di risparmio energetico, durata, resistenza, che leggo tra le sue pagine del blog, siano validi anche per una casa prefabbricata di 30 anni fa!
Non vorrei che, tra 20 anni o più, quando si dovesse cercare di rivenderla, il suo valore si azzeri.
Vorrei anche sapere quali sono le cose da controllare per verificarne l'integrità.

Ribadisco alcuni punti fermi.
Le case in legno (prefabbricate o non), qualora possiedano determinate caratteristiche, sono edifici a tutti gli effetti e vanno giudicate secondo i medesimi parametri delle costruzioni tradizionali.
Escludendo gli edifici in legno mobili o smontabili, l’attenzione va indirizzata alle costruzioni a basso consumo energetico con struttura massiccia o intelaiata, finite a cappotto intonacato. 
L’aspettativa di vita di questi fabbricati è la medesima delle costruzioni in muratura ed è ipotizzabile un analogo prezzo di mercato, a parità di età, metratura e requisiti.
Detto questo, mi limito ad aggiungere l’importanza di una valutazione tecnica da parte di un consulente esperto (architetto, geometra o ingegnere) in grado di verificare lo stato di conservazione della costruzione.
Una casa in legno deve sempre risultare solida staticamente. 
La presenza di crepe sull’intonaco o tracce di umidità (soprattutto nella zona di attacco al suolo) può pregiudicare l’efficacia degli isolamenti.

L’integrità dell’involucro va sempre anteposta al buono stato delle finiture.
Se l’edificio ha più di 20-25 anni, potrebbe richiedere qualche intervento di manutenzione, da sommare ai costi di acquisto del fabbricato.
Tali opere andranno eseguite avvalendosi dell’assistenza di una ditta di carpenteria, poiché le imprese edili tradizionali non sono in grado di intervenire direttamente sulle costruzioni in legno, ma devono, a loro volta, subappaltare il lavoro.

PROSPETTIVE PER LE CASE IN LEGNO

IN ITALIA, LE CASE PREFABBRICATE SI TROVANO DAVANTI AD UN BIVIO.
L’EDILIZIA DEVE AL PIU’ PRESTO DARE RISPOSTE CONCRETE AL PROBLEMA AMBIENTALE, INVESTENDO NELLA BIOEDILIZIA E NEL RISPARMIO ENERGETICO.

Le emissioni di CO2 in atmosfera, ma anche di altri gas serra e sostanze nocive prodotte per la produzione, trasporto e montaggio di materiali da costruzione vanno drasticamente e velocemente ridotte, da subito.
La regolamentazione legislativa del settore va necessariamente verso questa direzione.
I prossimi anni verranno premiati gli edifici a basso consumo, che impiegano materiali naturali, penalizzando, anche economicamente le costruzioni disperdenti.
Le case in legno rispondono perfettamente alle richieste delle attuali e future normative in materia di costruzioni, al punto che quali tutti gli edifici realizzati con questa tecnologia potrebbero vantarsi di prestazioni energetiche passive, con un minimo aggravio economico (aumentando gli spessori dei cappotti termici, in genere modesti, installando tripli vetri sugli infissi, dotandosi di un impiantistica basata sullo sfruttamento dell’energia solare e montando una ventilazione meccanica controllata a recupero di calore).
La gran parte delle aziende di case in legno offre soluzioni costruttive pienamente bioedili, utilizzando materiali naturali e riciclati.
Il ciclo produttivo delle case prefabbricate ha un impatto ambientale limitato rispetto alle costruzioni che impiegano il cemento e l’acciaio, comunque inferiore all’edilizia in muratura, che utilizza molte risorse per la produzione dei laterizi.
Il legno è rinnovabile, di semplice prelievo, trasporto e lavorazione, con un basso valore di energia primaria contenuta in un unità di materiale finito.
Eppure le case prefabbricate restano confinate in un ambito di nicchia.
Non esistono dati ufficiali, ma le associazioni di categoria forniscono numeri abbastanza attendibili, che danno un trend in crescita costante, in netta controtendenza rispetto alle costruzioni tradizionali, ma limitato a poche migliaia di case in legno montate sul territorio italiano all’anno.
E tuttavia il loro potenziale è assai importante, le qualità ed i vantaggi sono indiscutibili.
Restano gli ostacoli culturali, il forte ostruzionismo messo in atto dai soggetti in posizione dominante, l’incertezza economica che frena il settore immobiliare nel suo complesso.
Ci vorrà dunque del tempo per erodere maggiori fette di mercato alle costruzioni in laterocemento, ma prevedo una forte crescita nei prossimi 3-4 anni, soprattutto se dovesse verificarsi la tanto auspicata ripresa dei mercati.
Nel frattempo le case in legno a basso consumo rappresentano una soluzione concreta, collaudata, sicura ed efficace alle moderne esigenze abitative.

COSTRUZIONI PREFABBRICATE, FENOMENO DI NICCHIA?

LE CASE PREFABBRICATE NON STANNO SFONDANDO SUL MERCATO, COME FORSE CI SI POTEVA ASPETTARE QUALCHE ANNO FA.
LA CRISI ECONOMICA COSTITUISCE UN PESANTE FARDELLO PER IL SETTORE E, NON A CASO, I COSTRUTTORI TRADIZIONALI NE STANNO FACENDO LE SPESE.

Ripubblico un commento ad un uno dei tanti articoli di questo blog, che contiene a mio avviso dei passaggi molto lucidi, che condivido per gran parte e che mi ha fornito gli spunti per una riflessione sul futuro delle case in legno in Italia.

Vorrei tentare un'analisi del mercato delle case prefabbricate che mi sembra, in Italia, presenti delle incongruenze, e sarò felice se Lei la giudicherà sbagliata (in ogni caso non vuole essere polemica).
La tipologia della casa prefabbricata in legno, tanto concettualmente quanto strutturalmente, mi sembra destinata ad una classe (orribile espressione, ne convengo) MEDIA, culturalmente responsabile e consapevole.
Mi spiego meglio: se gli altri utenti di questo blog mi somigliano almeno un pò, forse sono impiegati o liberi professionisti che magari comperano attraverso un GAS, forse utilizzano detersivi biologici, evitano di acquistare imballi, etc.
Molti, come da Lei descritto, si rivolgono a ditte dell'est o locali che non sempre offrono garanzie adeguate, per realizzare la propria casa; alcuni fanno delle piccole rinunce; altri rinunciano del tutto.
Alla fine chi può portare a termine il progetto, sono persone alle quali, per esempio, una casa a catalogo va decisamente stretta.
Sull'altro fronte le aziende produttrici mitteleuropee hanno conquistato il mercato italiano, ma non fanno molto per "correggerlo" (per esempio mi risulta che solo una si faccia pubblicità per radio); anzi, sembra che si siano adeguate ad esso, puntando sempre più sul design o qualche volta facendo firmare i propri progetti ad architetti di chiara fama, insomma rivolgendosi ad un pubblico sempre più esclusivo.
Poichè banche ed istituzioni potrebbero cambiare atteggiamento solo di fronte ad un sensibile aumento delle richieste da parte del mercato, stando così le cose, temo che nè il suo bellissimo blog, nè la ricostruzione post terremoto possa produrre questo effetto.

case prefabbricate, mercato case prefabbricate, ediliziaIl mio blog può solo dare una mano a chi è già interessato alle case prefabbricate, ma difficilmente sarà in grado di “muovere il mercato”.
Al massimo potrà convincere qualche indeciso, ma non ho certo la pretesa di modificare il trend delle vendite di case in legno.
Detto questo, sono convinto che la situazione sia in progressivo cambiamento e che i grossi costruttori di case prefabbricate stiano imparando a conoscere le caratteristiche del mercato delle abitazioni in Italia. 

E’ possibile che trascorrano alcuni anni, ma vi sarà un inevitabile adeguamento delle strategie commerciali, una maggiore attenzione alle esigenze estetico-funzionali del potenziale acquirente italiano.
E’ una tendenza in parte già in atto.
In Germania le ditte di case prefabbricate si rivolgono ad un target economico medio-basso, coppie giovani con una discreta base culturale e una sufficiente conoscenza dei mezzi di informazione e comunicazione.
La mia esperienza mi dice che l’identikit del cliente italiano di case in legno medio non se ne discosta molto, ma possiede una maggiore disponibilità economica, una preparazione superiore ed una notevole sensibilità nei confronti delle tematiche ambientali.
Il problema, semmai, è che manca un vero e proprio canale di comunicazione con le amministrazioni, con le banche e, soprattutto, con i professionisti del settore.
I tecnici, le imprese, le immobiliari, sono di fatto messi da parte dal dialogo. In Italia si tratta di soggetti molto forti, da cui è difficile prescindere (al contrario di quanto accade in Germania).
Il rischio è che possano costituire persino degli ostacoli alla penetrazione delle case prefabbricate all’interno del settore delle costruzioni.
Concludo con un esempio banale.
Il committente che non conosca le case in legno (e sono la maggior parte) potrebbe essere invogliato ad interessarsene, qualora fosse proprio il tecnico a proporre questa alternativa costruttiva e ad informarlo dei vantaggi.
Se i progettisti vengono esclusi dalle aziende, difficilmente si potrà ampliare la base di potenziali clienti, limitando l’incremento delle case prefabbricate a poche decine di montaggi in più all’anno.

IL VALORE DELLE CASE A BASSO CONSUMO PREFABBRICATE

IL MERCATO IMMOBILIARE OFFRE LE PRIME CASE PREFABBRICATE IN LEGNO, UN’OPPORTUNITA’ CHE POTREBBE TROVARE DIFFUSIONE NEI PROSSIMI ANNI. LA VALUTAZIONE DI QUESTI EDIFICI DEVE ESSERE FATTA COME PER QUALSIASI ALTRO IMMOBILE, TENENDO CONTO DELLO STATO MANUTENTIVO GENEREALE E CALCOLANDO GLI EVENTUALI COSTI DI RISTRUTTURAZIONE DA SOSTENERE.

Cercando una seconda casa dalle parti di Asti mi sono imbattuto in una deliziosa casa prefabbricata in legno posta in una bellissima posizione. Andandola a vedere con l’agenzia ho scoperto che la casa ha già avuto due proprietari e che è stata costruita 30 anni fa da una ditta che ora non esiste più.
La struttura poggia su di una base in cemento adibita a garage ed una piccola stanza attigua.
La struttura in legno della casa, su due piani, è in legno con dell’isolante in mezzo, almeno da quello che ho potuto vedere da uno spaccato del pavimento visibile da una scala che collega il garage con la casa.
Non conosco la consistenza delle pareti ma ho potuto vedere il tetto che sembra in buono stato e che è coibentato con una specie di lana sul pavimento del controsoffitto.
Le finestre sono doppie ed il riscaldamento è dato da stufette a gas ed elettriche in ogni stanza.
La mia perplessità sta nel fatto che la casa sembra in ottime condizioni generali ma non ho modo di capire come l’età dell’immobile possa averne compromesso la stabilità o quanto realmente stabile sia la struttura.
In parole povere non vorrei fare l’acquisto e dovermi trovare poi a dover fare ingenti opere di risanamento o di consolidamento.
Mi ha un po’ spaventato il fatto che la garanzia sui prefabbricati in legno sia proprio di 30 anni e non so valutare quale sia la durata media di un fabbricato costruito in bio edilizia con i criteri di 30 anni fa.

architetto, paolo crivellaroA livello generale, la valutazione di una casa prefabbricata, andrebbe effettuata accompagnati sempre da un tecnico di fiducia, possibilmente effettuando semplici verifiche sulla struttura (magari corredate da foto ad alta risoluzione) e visionando le schede esecutive a corredo dell’edificio, come le sezioni delle pareti e del tetto (qualora presenti).
Il fatto che la ditta costruttrice non esista più non deve preoccupare più di tanto.
Se la medesima abitazione fosse realizzata con un sistema costruttivo tradizionale, difficilmente si andrebbe a contattare l’impresa originaria. Allo stesso modo, un fabbricato realizzato in laterizio nel 1980 difficilmente potrà essere abitato evitando interventi di ristrutturazione più o meno importanti o, quantomeno, un adeguamento impiantistico ed il rifacimento delle finiture.
Le case prefabbricate presentano chiaramente qualche aspetto che andrà controllato più attentamente di altri, come lo stato degli isolanti, che non dovranno presentare cedimenti meccanici (alcuni pannelli con il tempo tendono a “cedere” a causa della gravità) o fisici (un eccessiva presenza di umidità all’interno delle pareti può abbassare sensibilmente l’isolamento dell’edificio).
Non devono chiaramente essere presenti segni di presenza di insetti come formiche, tarli o termiti, muffe o crepe, sia all’esterno che all’interno.
Qualsiasi elemento sospetto deve essere analizzato e se ne deve accertare la causa.
Il cappotto (in questo specifico caso mi sembra di capire che non sia stato previsto) deve risultare integro, senza fessurazioni, così come i serramenti ed il manto di copertura.
L’interrato andrà controllato allo stesso modo per accertarne l’adeguatezza statica.
La maggior parte delle ditte estende la garanzia di legge sulla struttura dell’edificio a 30 anni. Non significa che il fabbricato abbia una “data di scadenza”. Al contrario una casa in legno dovrebbe resistere correttamente all’usura del tempo, in particolare se verranno effettuate regolari manutenzioni.
La durata è la medesima che si richiede agli edifici in laterocemento, che solitamente si aggira sui 100 anni per le abitazioni.
Invito infine, come sempre, a riflettere sullo stato in cui versano la maggior parte degli edifici realizzati prima degli anni ’80 per porsi nella giusta ottica di giudizio, qualora ci trovassimo a valutare l’acquisto di case prefabbricate esistenti.

IL PREZZO DELLE CASE PREFABBRICATE

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO COSTANO PIU' O MENO DI QUELLE TRADIZIONALI?

Se confrontiamo un’abitazione in muratura a risparmio energetico, con un buon cappotto isolante esterno e serramenti a tenuta, realizzata con impiego di materiali ecologici, in grado di soddisfare in pieno i requisiti termici richiesti dalla normativa in vigore per gli edifici di nuova costruzione, ovvero il Decreto Legislativo 311/2006 relativo al
rendimento energetico degli edifici, con una casa prefabbricata in legno che possa rientrare in una classe di certificazione energetica CasaClima B per la provincia di Bolzano, il confronto può essere ammissibile e significativo, a parità di metratura, finiture e scelte impiantistiche (che incidono in ugual misura per entrambi gli edifici).Sappiamo purtroppo che nell’edilizia tradizionale non è difficile risparmiare in senso speculativo sulle scelte costruttive e tagliare fortemente i costi, utilizzando materiali scadenti e manodopera non specializzata, rinunciando agli isolamenti e minimizzando gli spessori (celando il tutto sotto gli intonaci e i pavimenti).
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E’ altrettanto vero che non tutte le ville prefabbricate sono confrontabili sotto l’aspetto qualitativo.E’ possibile reperire sul mercato un’ampia offerta di abitazioni che si definiscono “prefabbricate”, basate sull’impiego del legno come materiale strutturale, con prezzi al mq. che vanno da meno di 800 fino a 1.600 € ed oltre, chiavi in mano. Una differenza importante che va puntualmente analizzata per fare un po’ di chiarezza e comprendere quale sia la forchetta di prezzi più conveniente per il cliente che ricerchi un rapporto q/p ottimale.
Chi acquista una casa prefabbricata non può sorvolare su alcuni requisiti minimi indispensabili, dall’impiego di materiali ecologici alle buone prestazioni energetiche complessive, ma dovrà anche essere preteso un standard elevato negli assemblaggi e nelle rifiniture.
Le case prefabbricate che si collocano nella fascia più bassa sono offerte sul mercato da ditte che operano nell’Europa dell’est, solitamente in Romania. 

La maggior parte di queste proposte non si può definire prefabbricata in quanto il montaggio viene effettuato direttamente in cantiere (venendo così a mancare l’aspetto fondamentale del controllo di produzione). 
Si tratta di case in legno più simili agli chalet di montagna dato che non si tratta di strutture a telaio, ma a parete piena e cappotto esterno (tralascio ovviamente di parlare di quelle che non presentano isolamenti di alcun tipo). 
Diventa un po’ difficile dare un giudizio qualitativo su queste case prefabbricate, dato che bisognerebbe conoscere le essenze lignee impiegate e i processi di stagionatura e protezione impiegati, l’utilizzo o meno di impregnanti e vernici tossiche, gli spessori e i materiali isolanti i impiegati, oltre che il tipo di serramenti e le modalità di montaggio degli stessi. 
Ipotizzando uno standard qualitativo accettabile, spesso si scopre che queste ditte di case in legno non forniscono il classico chiavi in mano, fermandosi ad un grezzo avanzato con una dotazione impiantistica di base. Sarà quindi cura del cliente terminare i lavori di finitura “in economia”.
Il prezzo finale, nella maggior parte dei casi, verrà chiaramente maggiorato e si avvicinerà a quello delle abitazioni di fascia superiore, pur con uno standard qualitativo incerto.
Chi acquista una di queste case prefabbricate sceglie il miraggio del risparmio, ma spesso deve sperare nella buona sorte, dato che le garanzie, anche a livello di tempistica e di durata, sono chiaramente limitate.
Le case in legno che si collocano nella fascia più alta soddisfano ovviamente i più alti standard qualitativi, sono realizzate rigorosamente in bioedilizia ed hanno eccellenti prestazioni energetiche, una raffinata dotazione impiantistica, rifiniture di pregio e si caratterizzano per un design architettonico moderno e dettagli curati.

Esistono ditte di case prefabbricate in legno che hanno scelto di rivolgersi esclusivamente ad una clientela esigente con una produzione di alto livello e altre aziende che hanno affiancato una gamma di proposte al top alle abitazioni da famiglia, chiaramente più economiche.
In quasi tutti i casi il costo al mq. non dipende tanto dalla bontà dell’involucro strutturale, quanto dalle finiture interne ed esterne, dall’impiantistica e dalle scelte progettuali spesso assai più dispendiose.

Il cliente tipo potrà trovare il massimo della qualità ecologica ed energetica in una fascia di prezzo più abbordabile. 
La maggior parte delle aziende di case prefabbricate in legno ha prezzi di listino al mq. per il chiavi in mano che vanno da 1.200 a 1.400 €. Spesso le piccole differenze di costo dipendono soprattutto dalle finiture e dalle caratteristiche tipologiche dell’abitazione. 
Le proposte a catalogo riescono a contenere il prezzo grazie ad un’accurata ottimizzazione delle soluzioni tecniche e distributive, mentre quelle a progetto pagano nell’adattamento al legno il proprio approccio progettuale orientato al tradizionale.
Il confronto tra i preventivi di più ditte di case prefabbricate andrà fatto in particolare sul parziale relativo al grezzo, in quanto le finiture e l’impiantistica possono spostare di molto il costo finale. La presenza o meno di alcune voci può incidere molto sulla valutazione delle case prefabbricate, ma solitamente le oscillazioni di prezzo sono assai limitate e la scelta finale verrà necessariamente fatta tenendo conto di altri parametri.
Concludendo, se state decidendo di realizzare una casa prefabbricata in legno, pretendete un alto standard qualitativo ed alte garanzie. Sappiate che si può risparmiare scegliendo tra le case a catalogo ottimizzate con soluzioni tecnico-impiantistiche intelligenti e buone finiture, scegliendo un’azienda solida e di esperienza.
Una casa prefabbricata in legno è fatta per durare e non deve essere in alcun caso una falsa risposta ai nostri problemi abitativi.

IMPRESE DI COSTRUZIONI VS COSTRUZIONI PREFABBRICATE

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO, VORREI CHE FOSSE CHIARO, RESTANO UN’ALTERNATIVA COSTRUTTIVA E NON RITENGO CHE POTRANNO SOSTITUIRE GLI EDIFICI TRADIZIONALI IN MURATURA, MA POSSONO IN MOLTI CASI, SOPRATTUTTO NEL CAMPO DEI PICCOLI EDIFICI RESIDENZIALI, COSTITUIRE UNA SOLUZIONE CONVENIENTE ED EFFICACE, GRAZIE AL GRANDE ISOLAMENTO TERMICO INTRINSECO ALLA TECNOLOGIA DELLE CASE IN LEGNO.

Pubblico integralmente un breve scambio di vedute con un impresario un po’ contrariato per alcune mie affermazioni, per chiarire la mia posizione sull’argomento.

“… Appare evidente la sua ostilità nei confronti delle imprese di costruzioni tradizionali, ritengo a causa delle esperienze negative con alcune di esse. Personalmente ho sempre offerto ai miei committenti un servizio di qualità a costi contenuti; semmai i maggiori problemi li ho riscontrati con gli architetti, a causa della poca attenzione verso la fase esecutiva. In molti casi mi sono dovuto inventare di sana pianta le soluzioni costruttive in cantiere, senza mai vedere un dettaglio o poter parlare con i suoi colleghi, forse troppo impegnati per sporcarsi le scarpe”.

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La mia non è una battaglia contro le imprese di costruzioni, ma piuttosto un servizio di divulgazione per le case prefabbricate in legno. 
Si tratta di un settore nuovo e piuttosto sconosciuto, anche per le imprese ed i tecnici.
Ritengo sia corretto un confronto tra le case in legno e gli edifici tradizionali per porre in evidenza i pro e i contro dell’una e dell’altra tecnica costruttiva.
I molti articoli in cui si evidenziano i limiti delle case prefabbricate sono la prova che non intendo demonizzare le tecniche tradizionali per sostituirle sempre e comunque con le case prefabbricate, ma che è fondamentale distinguere i possibili campi di applicazione per scegliere con cognizione la tecnica costruttiva migliore.
Il cliente delle case prefabbricate richiede un basso consumo di energia, costruzione compiutamente ecologica, basse emissioni, costi e tempi certi, qualità garantita e certificata.
Ad oggi le imprese di costruzioni tradizionali non appaiono competitive rispetto a questi temi, se non a fronte di costi superiori. 
Da architetto, ho grandi vantaggi a colloquiare con le ditte di case in legno, in quanto la fase esecutiva viene predisposta a priori senza incognite e scelte da cantiere e …. le mie scarpe ringraziano.

“Le nuove normative hanno sollecitato anche noi impresari ad adottare tecniche costruttive a basso consumo, come l’adozione di mattoni alveolari, cappotti, tetti ventilati, serramenti isolati. 
Le mie abitazioni sono ecologiche, poiché i costi dei materiali bioedili sono gli stessi di quelli, per così dire, inquinanti. 
Piuttosto, ho avuto modo di visitare alcune case prefabbricate ed ho avuto una spiacevole sensazione di leggerezza, notando dei dettagli davvero poco gratificanti, soprattutto all’esterno dell’edificio”.

Le leggi in vigore stimolano le imprese ed i tecnici a migliorare gli edifici? Benissimo. Sul tradizionale si può e si deve fare molto. Una maggiore preparazione e sensibilità dei soggetti interessati porterà a mio avviso ad un innalzamento qualitativo delle nuove costruzioni in muratura.
Restano gli scogli culturali ed economici e questo lo sa anche lei.
Costruire bene costa. 
L’eliminazione dei ponti termici dall’edificio non è scontata e richiede una cura esecutiva che inizia sulla carta. E’ evidente che i committenti hanno le loro responsabilità, richiedendo a tecnici ed imprese sforzi economici che inevitabilmente avranno una ricaduta sulle soluzioni invisibili dell’edificio.
Il ricorso a manodopera non specializzata resta comunque una costante che, al momento, non può essere dimenticata.
Le case prefabbricate in legno costituiscono una soluzione costruttiva che non richiede particolari accorgimenti, che funziona e permette di realizzare edifici isolati ed ecologici con una spesa certa e contenuta.

INFORMAZIONI O SEMPLICI SLOGAN SULLE CASE PREFABBRICATE?

IL COMPLESSO TEMA DELLO SFASAMENTO TERMICO IN ORE TRA L’ONDA DI CALORE INCIDENTE SULLA PARETE ESTERNA DELL’EDIFICIO E QUELLA IN USCITA ALL’INTERNO RICHIEDE ULTERIORI PRECISAZIONI, SOPRATTUTTO SE COSTITUISCE UN IMPORTANTE FATTORE D’ACQUISTO DELLE CASE PREFABBRICATE.

Gentilissimo Architetto, sto quasi per concludere l’acquisto della mia casa prefabbricata con una nota azienda del settore, ma confesso che, dopo la lettura del suo articolo è subentrata in me una grande preoccupazione. Vengo subito al dunque. 
Dalle mie parti, in Toscana, il problema del caldo è piuttosto importante e l’agente della ditta di case in legno ha correttamente posto immediatamente il problema, suggerendomi un tipo di parete adatto a tenere fuori il caldo dalla mia abitazione, parlandomi appunto di sfasamento termico e di massa. Alla fine della mia ricerca tra i vari marchi di case prefabbricate ho deciso per concludere per quella con il valore più alto, tra 12 e 13 ore. Molte altre ditte, più blasonate, mi hanno parlato di sole 8-10 ore, per cui mi era sembrato di compiere la scelta più intelligente.
Leggendo e rileggendo i suoi suggerimenti, mi sembra di capire però che questo valore potrebbe essere poco attendibile e che l’isolamento estivo delle case in legno dipenda da molti altri fattori.
C’è il rischio di aver scelto superficialmente? Vorrei da lei un consiglio spassionato, magari con una spiegazione un po’ meno tecnica. Grazie.


case ecologiche, case in legno, case prefabbricateMi rendo conto che si tratta di una materia ostica e che, in questo caso, mi sono allontanato in parte dai presupposti del blog di comunicare con un linguaggio semplice, in parte volutamente.
La sua lettera mi dimostra che lo scopo è stato in parte raggiunto.
Un eccessiva semplificazione porta a banalizzare importanti temi relativi alle case in legno che acquistano una funzione più commerciale che tecnica.
Faccio un esempio. Dire che un vasetto di yogurth contiene pochi grassi, quasi sempre significa che sarà ricco di zuccheri. Dal punto di vista promozionale il messaggio è chiaro. Vuoi dimagrire? Compra questo yogurth! Nessuno ci ha detto che si tratta di un prodotto dietetico. Le informazioni sono pertanto corrette, perché i grassi sono inferiori rispetto ad un analogo prodotto, ma il nutrizionista sa bene che le calorie contenute in quel prodotto sono alte e che, trattandosi in gran parte di carboidrati a rapido assorbimento, si tratta di un alimento assai sconsigliabile per perdere peso.
Il settore delle case in legno prefabbricate sottende in gran parte regole di comunicazione commerciale che possono essere mascherate più o meno correttamente sotto l’apparenza di dati tecnici.
Costruiamo case prefabbricate in classe A, le nostre case in legno sono ecologiche, la trasmittanza è di 0,17, lo sfasamento di 10 ore. Possono rappresentare delle importanti informazioni, ma anche essere sfruttate come semplici slogan, senza un particolare significato. Cosa significa costruire in classe A? Realizziamo edifici CasaClima! In che senso? Viene rilasciato forse un regolare certificato energetico redatto da un tecnico abilitato, iscritto nell’elenco dei certificatori dell’Agenzia Klimhouse della Provincia di Bolzano, con tanto di targhetta? O forse si intende invogliare il potenziale cliente a ritenere che la sua futura casa sarà genericamente a basso consumo, sfruttando un immagine forte e persuasiva come quella di CasaClima? Cosa significa "case ecologiche"? Esiste un certificato che ne attesta il ciclo di produzione? Il legno è un materiale naturale, ma come viene prelevato nel caso specifico? Viene attuata una corretta riforestazione? Con che criteri si effettua la stagionatura? Vengono utilizzati impregnanti naturali come cere o sali di boro?
Senza rispondere direttamente alla sua domanda, spero di averle fornito una chiave di lettura per capire meglio il tipo di informazioni che le sono state fornite da questa ditta di case prefabbricate.
Il tema dello sfasamento termico è senz’altro importante per le case in legno, ma va contestualizzato, dando il giusto peso a quest’aspetto e pretendendo sempre un severo controllo su questo valore, richiedendo il nome dell’istituto che ne ha attestato il dimensionamento, ribadendo comunque che si tratta solo di un parametro energetico e, a mio parere, neppure del più importante.
Basare la scelta dell’azienda di case prefabbricate in legno su un semplice numero, magari "buttato li" dall’agente della ditta, mi sembra quanto meno poco accorto.