Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

GOOGLE E LA GUIDA ALLE CASE PREFABBRICATE

QUESTO SITO NASCE NEL SETTEMBRE 2008 E RAPPRESENTA, SENZA FALSA MODESTIA, UNA FONTE INDUBBIAMENTE  IMPORTANTE DI INFORMAZIONI PER CHI SI AVVICINA ALLE CASE IN LEGNO A BASSO CONSUMO ENERGETICO.

Buongiorno Architetto, dopo anni in cui ogni ricerca relativa alle case prefabbricate su internet riportava immancabilmente al suo sito, mi sono accorta che il blog non è più visibile mediante Google (mi sembra che con Bing o Yahoo non ci siano problemi).
Immagino comunque che lei già lo sappia.

Dopo oltre 5 anni di attività, quasi 600 articoli pubblicati, una trattazione ampia ed approfondita, risposte ai quesiti dei lettori, il tutto liberamente leggibile e scaricabile senza chiedere nulla in cambio, con investimenti importanti per offrire una nuova veste grafica (a breve il passaggio su Wordpress con importanti novità sul fronte dei contenuti), il principale motore di ricerca ha deciso di penalizzare fortemente questo sito, senza fornire alcuna spiegazione, il tutto da circa un mese.
Qualche avvisaglia c’era già stata in passato, con oscillazioni relative al posizionamento alquanto inquietanti durante l’estate del 2013.
La “Guida alle case in legno prefabbricate”, pur contenendo alcuni annunci Adsense, non è un sito mirato ad ospitare pubblicità, come quei siti i cui contenuti sono funzionali esclusivamente a scalare posizioni nei motori di ricerca e non certo interessati ai propri lettori.
L’attività svolta dal sottoscritto è continua e faticosa (anche durante le festività) e sottrae energie alla professione, ma resta puramente divulgativa, senza alcuno scopo di lucro.
Qualche cliente si è avvicinato al mio studio di progettazione attraverso il blog, ma la maggior parte dei lettori si avvale di un proprio professionista per la realizzazione della propria abitazione in legno, poiché il fine resta la diffusione di queste tecnologie costruttive nel nostro paese.
Nel mio piccolo, ho realizzato in questi anni parecchi interventi edilizi di cui sono particolarmente fiero (ho recentemente completato due abitazioni in classe A+), ma sono altrettanto appagato per avere contributo a realizzare in tutta Italia molte costruzioni a basso consumo energetico (per le quali non ho visto un solo euro), convincendo molte persone ad abbandonare le tecniche tradizionali in muratura, grazie alla mia attività di divulgazione.
Purtroppo Google non appare della medesima opinione e ritiene probabilmente che questo sito spammi o ospiti contenuti duplicati, alla faccia di tutti quelli che hanno copiato i miei articoli senza ritegno in questi anni (e mai penalizzati).
Mi auguro che la condizione attuale sia semplicemente temporanea, ma sono convinto che questa situazione sia del tutto insostenibile e che non sia accettabile un vero e proprio monopolio del web in mano ad un unico soggetto con il potere di gestire a tale punto il lavoro altrui, senza assumersi mai alcuna responsabilità per i propri errori.
Google ritiene che i nuovi algoritmi Panda e Penguin aiutino il navigatore a reperire i siti più pertinenti, ma credo che ci sia ancora molta strada da percorrere per giungere a questo obiettivo (basta fare una piccola ricerca digitando le chiavi “case prefabbricate” o “case in legno” per valutare molti di questi presunti buoni risultati).
Scusate lo sfogo e buon 2014 a tutti i miei attuali (pochi ma buoni) lettori.

L’IMPIANTISTICA IDEALE PER UN EDIFICIO A BASSO CONSUMO

UN INVOLUCRO TERMICAMENTE EFFICIENTE ED ISOLATO CONSENTE DI LIMITARE LA DOTAZIONE IMPIANTISTICA PER IL RISCALDAMENTO, CON UN CERTO RISPARMIO ANCHE NELL’ACQUISTO (PER NON PARLARE DELLE BOLLETTE ENERGETICHE).

Salve, ho comprato il suo libro e lo ritengo molto interessante.
La seguo anche sul web.
Avrei bisogno di una delucidazione riguardo l'impiantistica.
Sto ultimando il contratto per la costruzione di una casa (parete a telaio, 35 cm, cappotto fibra di legno, tetto travi a vista, finestre in pvc), ma non so decidermi per l'impianto termico.
Ho 3 opzioni:  pompa di calore aria/aria con 4 split supportato da fotovotaico 2kw e eventuale stufa a legna e boiler elettrico (più economico), il classico impianto caldaia a gas con radiatori e pannelli solari e infine pompa di calore aria-acqua con radiatori e fotovoltaico 2kw con boiler elettrico (il più costoso).
Secondo lei quale impianto sarebbe giusto.
Località di costruzione ai piedi di una collina in Friuli Venezia Giulia.

Le tre opzioni sono abbastanza diffuse per questo genere di costruzioni, per cui vediamo assieme i pro ed i contro dell’una e dell’altra soluzione.
1.   Pompa di calore aria/aria con 4 split, pannelli solari fotovoltaici da 2 kWh, stufa a legna e boiler elettrico.
Gli impianti aria/aria non sono molto indicati per le abitazioni a causa del rumore prodotto e dei moti d’aria, che producono polvere.
Gli impianti moderni limitano abbastanza la prima problematica e vi è il vantaggio di potere raffrescare d’estate.
2 kWh di fotovoltaico sono sicuramente insufficienti, considerando il boiler elettrico (ne installerei almeno 5 kWh), mentre la stufa a legna può fornire un notevole apporto termico, persino esagerato se la casa è piccola.
2.   Caldaia a gas con radiatori e pannelli solari termici.
E’ una soluzione impiantistica economica e molto diffusa, con l’alternativa di collegare la caldaia ad un impianto a pavimento.
I radiatori sono efficienti, ma “si vedono” ed il gas è una fonte di energia non rinnovabile abbastanza costosa, soprattutto in prospettiva.
3.   Pompa di calore aria/acqua con radiatori, pannelli solari fotovoltaici da 2 kWh e boiler elettrico.
Le moderne pompe di calore non sono collegate a radiatori, ma riscaldano a pavimento a bassa temperatura (28-30° C).
Anche in questo caso il fotovoltaico va ridimensionato a 5-6 kWh, mentre non serve un boiler elettrico, ma è la stessa pompa di calore a produrre acqua calda per uso sanitario.

Ovviamente non sono le uniche opzioni possibili, in quanto è possibile scaldare anche sfruttando l’energia delle biomasse, mediante una caldaia a pellet o un termocamino.
Esistono anche soluzioni impiantistiche più sofisticate come le pompe di calore geotermiche o acqua/acqua, che hanno rendimenti termici altissimi, ma costi non facilmente ammortizzabili per i piccoli interventi edilizi.
Scarterei infine i pavimenti radianti elettrici a causa dello scarso rendimento energetico, nonostante i bassi costi di acquisto ed installazione.

UN TETTO VENTILATO IN TOSCANA

IN ITALIA I TETTI VENTILATI SI SONO RAPIDAMENTE DIFFUSI NEGLI ULTIMI ANNI PER LA LORO CAPACITA’ DI RIDURRE IL SURRISCALDAMENTO ESTIVO DEI SOTTOTETTI, MA LA LORO EFFICACIA E’ LEGATA SOPRATTUTTO AD UNA CORRETTA PROGETTAZIONE.

Sto realizzando in Toscana una sopraelevazione in legno di un terra tetto.
Il mio dubbio è la copertura, poiché chi mi fa la casa dice che sarebbe meglio un tetto ventilato, cosa che credo anch'io, poichè che la mansarda è di 20mq abitabili e sarebbe più confortevole; nella mia zona però nessuno penserebbe di montarne uno, perciò perchè lo dovrei fare io??
Non sarà sovradimensionato rispetto alla zona climatica in cui vivo?
Potrei risparmiare i soldi per realizzarlo, senza pentirmene in futuro (anche perchè la soffitta vorrei in qualche modo abitarla)?
P.S. Premetto che non conosco la differenza di prezzo tra un sistema e l'altro, magari alla fine risulta irrisoria, ma il dubbio rimane.

tetto-ventilato
L’utilizzo abitativo della mansarda e le caratteristiche climatiche della sua zona mi fanno ritenere la scelta di un tetto ventilato del tutto appropriata, anche per i costi relativamente contenuti di questa soluzione tecnico costruttiva rispetto ad una copertura priva di ventilazione.
La presenza della camera di ventilazione non comporta particolari sovrapprezzi rispetto ad un tetto tradizionale (si realizza con un costo materiale trascurabile).
Mi sembra peraltro poco probabile che in Toscana non ci siano tetti ventilati e comunque tutti gli interventi di nuova costruzione dovrebbero essere mirati a migliorare il comfort termico invernale ed estivo, questo non solo per le case prefabbricate in legno, ma anche per gli edifici in muratura tradizionale.
Chiaramente i costi da sostenere sarebbero ben maggiori se si volesse intervenire su un tetto preesistente non ventilato (e non è questo il caso).
La copertura ha un’importanza vitale dal punto di vista energetico, soprattutto per gli edifici a basso consumo energetico.
Un tetto realizzato al risparmio è fonte di dissipazione termica d’inverno e di surriscaldamento durante l’estate, come l’esperienza di molti purtroppo insegna.
La diffusione dei tetti ventilati a falde inclinate negli ultimi anni in Italia è dovuta all’efficacia nei mesi caldi, che nel nostro paese coincidono con temperature molto elevate su tutto il territorio.
L’intrercapedine consente di staccare il manto di copertura dalla struttura e dagli isolamenti sottostanti, permettendo una circolazione continua dell’aria, in grado di asportare il caldo, abbassando la temperatura degli ambienti sottostanti il tetto di parecchi gradi.
L’aria esterna viene convogliata nella zona della linea di gronda e riscaldata nella camera di ventilazione a causa del forte irraggiamento solare, divenendo più leggera e
L’aria fresca proveniente dall’ambiente esterno viene immessa nella camera dalla linea di gronda e riscaldata nell’intercapedine per effetto dell’irraggiamento, divenendo più leggera e fuoriuscendo velocemente dal colmo.
Nel suo passaggio, l’aria sottrae calore dal sottotetto, riducendo il flusso del calore in entrata nell’edificio per l’effetto “camino”. 
Un buon tetto ventilato dovrebbe comunque essere abbinato ad isolamenti termici ad alta densità di notevole spessore per migliorare lo sfasamento termico dell’onda di calore, in quanto la copertura è sottoposta a molte ore di insolazione diretta, soprattutto a sud.
Gran parte dei vantaggi di un tetto ventilato possono venire abbattuti da una progettazione non idonea.
Per approfondire questa tematica si rimanda infine alla lettura di un vecchio articolo sull’argomento.

UNA SCUOLA MATERNA REALIZZATA IN LEGNO

LE COSTRUZIONI IN LEGNO A BASSO CONSUMO SI PRESTANO OTTIMAMENTE PER LA REALIZZAZIONE DI EDIFICI AD USO COLLETTIVO E NON SOLAMENTE DI VILLETTE MONOFAMILIARI.

Dovrei costruire una scuola materna interamente in legno e vorrei sapere se potrebbero andar bene un impianto elettrico a pavimento per il riscaldamento e le VMC per il raffrescamento.

Costruire in bioedilizia risparmiando energia termica e fornendo un elevato livello di comfort termoacustico agli occupanti non dovrebbe limitare la gamma di possibili applicazioni al settore residenziale, per lo più di ridotte dimensioni.
L’edilizia scolastica, in particolare se rivolta alla prima infanzia, richiede una notevole attenzione della progettazione dell’involucro, per limitare l’utilizzo degli impianti di climatizzazione estiva ed invernale al fine di ottenere condizioni microclimatiche elevate, senza correnti d’aria e sbalzi di temperatura, con tassi di umidità corretti.
Gli asili nido e le scuole materne richiedono (anche a livello normativo) un efficace isolamento acustico dai rumori esterni, in quanto all’attività diurna è affiancato il riposo dei piccoli utenti della struttura.
La lettrice mi scrive dalla Puglia, per cui l’esigenza di riscaldare gli ambienti risulta limitata rispetto ad altre zone del paese.
Per quanto riguarda il pavimento radiante elettrico, si tratti di un impianto a costi d’acquisto e posa relativamente contenuti, ma con spese di gestione non propriamente basse, da abbinare necessariamente a pannelli solari fotovoltaici per la produzione di energia elettrica (da dimensionare a loro volta correttamente).
In questo caso, trattandosi di una scuola materna, il volume d’aria da riscaldare sarà rilevante e, di conseguenza, opterei per un sistema più produttivo come una caldaia abbinata ad riscaldamento a pavimento o, meglio ancora, una pompa di calore aria-acqua.
Quanto alla ventilazione meccanica controllata, bisogna optare per un modello di impianto dotato di centralina di deumidificazione e raffrescamento, che non possiede l’efficienza di una climatizzazione, ma risulta più idonea alle caratteristiche dell’edificio.
Se l’involucro è correttamente concepito, con un buon sfasamento termico ed una schermatura delle vetrate esposte direttamente alla radiazione solare, la ventilazione potrebbe bastare ai fini del raffrescamento, pur non scartando la possibilità di predisporre qualche climatizzatore (è sufficiente un impianto sottodimensionato rispetto ad un edificio tradizionale di pari dimensioni).
La specifica fascia climatica di costruzione comporta temperature molto elevate durante i mesi estivi che non devono essere sottovalutate ai fini del benessere degli occupanti.
Non tutti gli edifici in legno a basso consumo reperibili sul mercato risultano idonei per i territori del sud Italia e sarà compito del progettista e del termotecnico valutare le soluzioni tecnico costruttive più appropriate.

COSTO DI UNA VARIANTE E RISCHIO SALSEDINE

CHI VIVE IN ZONE VICINE AL MARE CONOSCE BENE GLI EFFETTI DELETERI DELLA SALSEDINE CHE PORTANO AD UN RAPIDO INVECCHIAMENTO MOLTE PARTI DEL FABBRICATO, IMPONENDO FREQUENTI INTERVENTI DI MANUTENZIONE SUGLI ESTERNI. 

Buongiorno, stiamo per acquistare un lotto di 650 metri quadri con il progetto già approvato. 
Volendo edificare con una ditta di case prefabbricate, bisogna presentare un altro progetto? 
Inoltre vorrei sapere se ci sono controindicazioni con questo tipo di strutture trattandosi di una zona marittima e quindi con problemi di salsedine.

case-mareRealizzando un progetto adattato a nuovi spessori esecutivi dovuti al passaggio ad una struttura in legno, probabilmente sarà inevitabile la presentazione di una variante alla versione progettuale precedentemente approvata.
Quasi sempre l’iter burocratico risulta semplificato e può essere limitato ad una D.I.A. (denuncia di inizio attività) o S.C.I.A (segnalazione certificata di inizio attività), pratiche abbastanza snelle, che permettono di iniziare i lavori in tempi brevi.
Tale adattamento risulta quasi inevitabile, in quanto gli edifici in muratura presentano spessori maggiori per i tamponamenti esterni (intorno ai 40 cm, contro i 30 delle case di legno) ed inferiori per le tramezze (10-11 cm, contro 13-15 delle pareti in legno), così come, molto probabilmente, spariranno dalla pianta alcuni pilastri in cemento armato. 
E’ probabile inoltre che alcune esigenze funzionali non coincidano con quanto indicato in progetto e che i fori di facciata subiscano qualche modifica dimensionale.
Una variante è certamente un piccolo costo in più, ma non mi spaventerei troppo e la metterei in conto senza troppi problemi tra le spese complessive della costruzione. 

Vivere vicino al mare è certamente una grande fortuna (chiedere a chi abita in una grande città del nord…), ma presenta anche qualche piccolo inconveniente.
L’azione della salsedine, presente naturalmente nell’aria e trasportata dai venti verso l’entroterra, risulta molto aggressiva sugli esterni degli edifici, causando il disgregamento di tinteggiature ed intonaci delle facciate ed il deterioramento delle parti in legno lasciate a vista, come infissi, scuretti, sporgenze di gronda del tetto.
Si tratta di un problema generalizzato e certamente non specifico degli edifici a struttura lignea.
Le case prefabbricate possono essere edificate in zone marittime senza particolari timori, con l’accortezza di evitare il più possibile la presenza all’esterno di parti in legno.
E’ sufficiente optare per serramenti esterni in pvc o con protezione in alluminio, tapparelle o oscuranti in alluminio.
Le sporgenze del tetto possono essere chiuse evitando qualsiasi elemento in legno lasciato a vista.
Generalmente l’intonachino colorato posato dalle ditte del settore è di buona qualità, garantendo un’elevata tenuta negli anni.
Per questi motivi, le problematiche di un edificio in legno correttamente concepito, pur non sottovalutando l’azione logorante della salsedine, non sono certamente superiori a quelle riscontrabili sulle costruzioni in muratura tradizionale.

L’INCIDENZA DEI COSTI FISSI PER LE COSTRUZIONI DI LEGNO

NON SEMPRE COSTRUIRE IN LEGNO CONVIENE.
I PICCOLI INTERVENTI POSSONO COSTARE PARECCHIO, SOPRATTUTTO RIVOLGENDOSI ALLE GRANDE AZIENDE PIU’ CONOSCIUTE, QUASI SEMPRE ESTERE.

E' vero che si possono realizzare case prefabbricate molto grandi, spendendo comunque molto meno rispetto a quelle in muratura?
Ma indicativamente può fornirmi un prezzo approssimativo per una casa di 200 metri quadrati in legno?
Per il progetto della casa posso rivolgermi ad un qualsiasi geometra oppure deve essere specializzato solo in questo tipo di settore?
Lei dove lavora?
In Toscana temo proprio di no.

Il costo a metro quadro degli edifici in legno a basso consumo energetico risente notevolmente dell’incidenza dei costi fissi, soprattutto per i fabbricati di piccole dimensioni realizzati in stabilimento.
Con l’aumentare della consistenza dell’intervento, è quasi sempre riscontrabile un sensibile abbassamento del prezzo a metro quadro di costruzione.
Le strutture prefabbricate risultano (quasi sempre) poco convenienti per la realizzazione di piccoli edifici, come ampliamenti e sopraelevazioni.
Peraltro, molte aziende di case prefabbricate non costruiscono edifici di superficie coperta inferiore a 60 o più metri quadrati.
Le spese fisse sono dovute principalmente alla lavorazione in stabilimento ed al trasporto/montaggio degli elementi prefabbricati, che comportano spese e tempistiche non direttamente proporzionali alle dimensioni del volume edilizio.
Generalmente basta optare per i costruttori di strutture in legno in opera (non prefabbricate), per limitare l’incidenza dei costi invariabili.
Le aziende costruttrici con queste caratteristiche sono moltissime e sicuramente sono interessate a fornire al lettore un preventivo (è possibile reperire qualche nominativo anche su questo blog).
Un confronto con la muratura tradizionale dovrebbe per lo meno considerare un buon isolamento termico di quest’ultima, pari almeno ad una classe B.
In questo caso i costi degli edifici in legno a basso consumo sono particolarmente interessanti, soprattutto se le dimensioni del fabbricato sono rilevanti (oltre gli 80 metri quadri di superficie coperta in pianta).
Il progetto può invece essere realizzato senza difficoltà da qualsiasi tecnico abilitato, non necessariamente competente nel settore.
Chiaramente una buon progetto di una casa di legno a basso consumo energetico può trarre vantaggio dall’esperienza e dalla conoscenza del tecnico della materia.
I costi per le parcelle professionali non dovrebbero discostarsi troppo tra il geometra del paese ed un bioarchitetto attento ai principi della bioclimatica (con tutto il rispetto e senza alcun pregiudizio verso i colleghi geometri più capaci e preparati).
La Toscana, infine, è davvero troppo lontana dal mio studio per fornire un servizio professionale adeguato ai compiti richiesti da un simile incarico.

SOPRAELEVARE CON IL LEGNO UN EDIFICIO ESISTENTE

I NOTEVOLI VANTAGGI DI UNA SOPRAELEVAZIONE IN LEGNO RISPETTO AD UNA IN LATEROCEMENTO NON SI LIMITANO AL MINOR PESO DELLA COSTRUZIONE.

Buongiorno Architetto, possiedo una casa colonica in muratura che ha dei problemi strutturali (è stata costruita intorno al 1850 senza fondamenta su terreno argilloso fino ad una profondità massima di 18m).
Nel 2005 mio padre fece fare dei lavori di consolidamento (deviazione di un corso d'acqua sotterraneo, un cordolo perimetrale e se, non ricordo male, una platea, rete elettrosaldata sui muri esterni, catene, ecc.).
La casa si presenta solida al piano terra, ma, per il movimento del terreno, tendono a formarsi crepe al piano superiore in corrispondenza di quelle parti che, come spesso avveniva il passato sono state aggiunte in momenti successivi.
Ovviamente sarebbero possibili lavori di consolidamento sulle parti interessate, ma temo fortemente che potrebbero non essere per nulla risolutivi e che con il tempo possano comportare ulteriori onerosi interventi.
Un mio conoscente mi ha riferito che analoghi problemi, del resto molto comuni nella zona data la natura del terreno, sono stati risolti con la ricostruzione del piano superiore in legno (compresi i solai), sfruttando, quindi, la parte in muratura del piano terreno, opportunamente rinforzata con un cordolo su cui ancorare la struttura in legno, a questo punto molto meno pesante.
Questa soluzione non mi dispiacerebbe, non solo per i costi (è una casa che sfrutto essenzialmente in estate), ma anche per la possibile rapidità di esecuzione dei lavori.
In base alla sua esperienza, e nonostante i pochi dati forniti, ritiene che questa via sia plausibile e percorribile?

Le costruzioni a struttura lignea sono edifici elastici e leggeri.
Una sopraelevazione in legno dovrebbe effettivamente limitare i problemi, poiché il legno è in grado di adattarsi molto bene (almeno entro un certo limite) alle deformazioni dovute ai movimenti dell’edificio. 
Per questo motivo le eventuali crepe, qualora si dovessero formare, saranno di entità minore sia all’interno degli ambienti che in facciata.
Il minore peso di una sopraelevazione in legno limita le sollecitazioni sulle strutture di fondazione, contenendo ulteriormente i movimenti complessivi del fabbricato.
Andrà allo scopo predisposto un solaio di ancoraggio per la parte in legno, realizzando generalmente un cordolo perimetrale in cemento armato, secondo le specifiche indicazioni del costruttore.
Va sicuramente verificata la necessità di effettuare alcuni lavori di consolidamento statico e di adeguamento delle strutture esistenti, probabilmente non più adeguate alle normative vigenti.
Una sopraelevazione in legno di un edificio esistente può essere realizzata in tempi brevi, con il vantaggio della posa a secco, che comporta minime sollecitazioni dinamiche trasmesse alle strutture esistenti durante i lavori.
Le strutture di legno in opera, maggiormente flessibili, sono preferibili a quelle prefabbricate, in quanto  maggiormente adattabili alle particolari condizioni di cantiere che presentano generalmente piani di posa non perfettamente orizzontali e fuori squadra più o meno accentuati, mantenendo i medesimi vantaggi dal punto di vista termoacustico.

UN TELAIO IN LEGNO LAMELLARE

Sono da sempre affascinato dal legno e dalle sue caratteristiche.
L’idea di costruirmi una casa ecologica con parete a telaio è la mia ossessione ed il mio obiettivo principale.
Ho notato che la maggior parte dei produttori non utilizza il legno lamellare, optando per il massiccio.
Non le sembra sia dovuto a motivi puramente economici?

Il legno lamellare è un prodotto utilizzato “massicciamente” nel nostro paese da molti decenni.
Il costo degli elementi in lamellare (per lo più travi di notevole lunghezza) è sempre superiore a quello del legno massiccio, per motivi piuttosto banali.
Una trave in legno massiccio viene realizzata attraverso pochi passaggi in segheria, mentre un elemento in lamellare viene prodotto mediante incollaggio a pressione di più tavole (a loro volta tagliate, selezionate e sagomate nella forma e dimensione voluta), ottenendo un materiale omogeneo, che possiede tutti i pregi del legno originario, migliorandone nel contempo le caratteristiche meccaniche.
Gli elementi in lamellare possono raggiungere dimensioni importanti (anche oltre i 100 metri) e non sono vincolati dalla dimensione del tronco originario, mantenendo ottime caratteristiche di resistenza al fuoco, anche superiori al legno massiccio.
L’assenza di nodi e difetti permette inoltre di calcolare le strutture in legno lamellare in modo estremamente sicuro, rendendo questo materiale ideale per coprire grandi ambienti in assenza di pilastri o per la realizzazioni di ponti, peraltro con un effetto estetico notevole.
Travi in legno lamellare vengono impiegate nelle case in legno a basso consumo energetico qualora si prevedano grandi ambienti vuoti senza appoggi intermedi, ma non dovrebbe essere basato su aspetti puramente psicologici.
Le strutture intelaiate in legno massiccio risultano perfettamente idonee per gli edifici ad uno o due piani, mentre può essere più indicato utilizzare legno lamellare per le strutture che si sviluppano ad altezze maggiori (da tre piani in su).
Con il massiccio, il risparmio per i costruttori dovrebbe comportare un prezzo finale a favore dell’acquirente leggermente inferiore, anche se non mancano aziende di case prefabbricate che realizzano strutture a telaio interamente in legno lamellare.
Anche in questo caso non escludo che si tratti di una semplice (e legittima) politica di marketing, in quanto i carichi in gioco non obbligano di certo a questa scelta.
Vi è infine da sottolineare un piccolo problema estetico, soprattutto per alcune parti della struttura in taluni casi lasciate a vista, come le travi del tetto o del solaio (se presente).
A volte, gli elementi in legno massiccio sottoposte all’azione dei carichi tendono con il tempo a presentare fessure più o meno accentuate, assolutamente naturali (ma realmente antiestetiche).
In questo caso, le preoccupazioni dei proprietari dell’immobile si rivelano del tutto ingiustificate, in quanto non vi è assolutamente alcun rischio per gli occupanti.

EDIFICI A BASSO CONSUMO ENERGETICO IN ITALIA

IN UN PERIODO DI GRAVE CRISI ECONOMICA, SOPRATTUTTO NEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI, GLI EDIFICI IN BIOEDILIZIA E TERMICAMENTE ISOLATI VANNO NETTAMENTE IN CONTROTENDENZA.

Perché in Italia si costruisce pochissimo in legno?
È un fatto culturale, economico o anche dovuto a ostacoli burocratici?

La normativa non penalizza le case in legno, anzi.
Le maggiori resistenze sono certamente culturali e coinvolgono anche i soggetti dominanti del settore delle costruzioni, come i tecnici e le imprese.
Il settore delle case in legno resta una nicchia dell’edilizia, ma i numeri sono in crescita, evidenziando una progressiva diffusione, grazie alle numerose fiere del settore ed alla apertura di canali informativi, come riviste e siti internet.
Negli ultimi anni, come evidenziato spesso, le cose stanno cambiando molto velocemente.

L’ltalia è un paese adatto per gli edifici con struttura in legno?

Assolutamente si.
Le caratteristiche climatiche del nostro paese si differenziano da quelle tipiche dei paesi d’origine e richiedono un adattamento degli edifici in legno a condizioni climatiche che impongono di migliorare soprattutto il comfort estivo. 
Le soluzioni reperibili sul mercato sono molteplici e vanno dai tetti ventilati agli isolanti ad alta densità come la fibra di legno, sino alle pareti massicce come l’x-lam.

Le case in legno sono diffuse soprattutto nel nord Italia.
Vi è un motivo particolare o potrebbero esserci vantaggi anche nelle regioni meridionali.

Il clima del nostro paese è caratterizzato da notevoli sbalzi termici tra le regioni del nord e quelle del sud Italia, ma anche tra regione e regione, a causa delle caratteristiche morfologiche del territorio e della vicinanza o meno alle coste.
Un esempio per tutti nel nord Italia può essere la Liguria, regione in cui le escursioni termiche sono abbastanza limitate, con inverni miti ed estati temperate.
Alla medesima latitudine troviamo l’Emilia Romagna con estati roventi (chiedere ai bolognesi come si sta in luglio-agosto) ed inverni caratterizzati da temperature piuttosto basse.
La presenza degli Appennini rende abbastanza rigido il clima invernale di gran parte del territorio delle regioni del centro sud ed è evidente che risulta impossibile generalizzare.
In ogni caso, l’ampia disponibilità di soluzioni costruttive rende le case in legno molto versatili tanto dal punto di vista termico, quanto sotto il profilo architettonico e non solo nel campo dell’edilizia residenziale estensiva (villette mono e bifamiliari).

E’ SEMPRE POSSIBILE COSTRUIRE CON IL LEGNO?

NEGLI ULTIMI ANNI SONO DAVVERO POCHE LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI CHE PENALIZZANO GLI EDIFICI A STRUTTURA LIGNEA A BASSO CONSUMO ENERGETICO.

Sarei interessato all'acquisto o alla costruzione di una abitazione in legno.
Vorrei sapere se nella mia zona (Bologna e zone limitrofe) si possono costruire delle strutture prefabbricate in base alle licenze o a piani costruttivi.

Salvo eccezioni, le case prefabbricate sono bene accette su pressoché tutto il territorio italiano. 
Non comportano un iter particolare, poiché le differenze architettoniche con le costruzioni tradizionali non sono significative.
La tendenza normativa è peraltro di incentivare la bioedilizia ed il risparmio termico, il che spingerà sempre più verso i sistemi costruttivi energeticamente performanti.
Eventualmente qualche difficoltà in più potrebbe verificarsi qualora si intenda realizzare un edificio in legno lasciato “a vista” come le cosiddette “blockhaus”.
In questo caso, per evidenti ragioni di omogeneità con il contesto urbano, può essere che le amministrazioni non ne consentano l’edificazione.
Questi edifici rappresentano un’eccellente soluzione tecnico-costruttiva per le zone di montagna, ma sono poco indicati per le nostre città, obbligando peraltro i proprietari a frequenti e costose manutenzioni.
Al contrario gli edifici a parete massiccia o intelaiata rivestiti a cappotto isolante nascondono (e proteggono) la struttura in legno, risultando indistinguibili da quelli tradizionali in laterizio.
Per questo motivo non vi è alcuna ragione per penalizzare le costruzioni in legno, soprattutto a fronte di un eccellente risposta sul piano normativo relativamente agli aspetti termici e strutturali, con un minimo consumo di risorse e di energia.
L’elevato livello di sostenibilità delle costruzioni in bioedilizia a struttura lignea dovrebbe essere incentivato fortemente con sconti sugli oneri o bonus di cubatura, come peraltro avviene per molti Comuni Italiani e certamente non penalizzato con limiti o dinieghi edificatori.
Gli ultimi dati forniti dalle associazioni dei costruttori di case in legno confermano il trend di crescita nel nostro paese, che potrebbe portare a ricoprire il 10-15% dei montaggi dei prossimi anni, soprattutto nel nord Italia.
Tale tendenza si potrebbe addirittura rafforzare qualora le normative dovessero inasprire i limiti attuali relativamente al consumo di energia degli edifici, come peraltro previsto a livello europeo.
Ad oggi costruire case passive in legno è abbastanza semplice con le soluzioni attualmente disponibili sul mercato ed a costi, tutto sommato, contenuti, rispetto ai sistemi costruttivi tradizionali basati sul laterocemento.

RIALZARE LA PLATEA DELLE COSTRUZIONI FERTIGHAUS

LE NORME DIN 18195 TEDESCHE IMPONGONO UNO “STACCO” TRA LA QUOTA DEL TERRENO E L’ESTRADOSSO DEL SOLAIO DI APPOGGIO DI UNA COSTRUZIONE A STRUTTURA IN LEGNO, DI ALMENO 15 CENTIMETRI.

A proposito dell'appoggio della casa in legno sul basamento in calcestruzzo, ho letto su un articolo in questo sito del 2012 (Rischio allagamento per le case in legno) che in Germania ed in Austria quest'ultimo deve essere posto almeno 15 cm sopra il terreno circostante.
Mi chiedo il perché, visto che non credo sia questa la soluzione all'umidità di risalita che danneggia la struttura in legno.
Le soluzioni penso siano appunto altre e mi piacerebbe sapere quali ritenete più valide, visto che sarei intenzionato a realizzare la casa in legno.

La platea rialzata è ovviamente una delle possibili soluzioni al problema delle risalite di umidità dal suolo, ma non certamente l’unica.
Bisogna considerare che in Germania ed Austria, paesi a larghissima diffusione di costruzioni prefabbricate in legno da molti decenni, vi è abbondanza di precipitazioni a carattere nevoso nei mesi invernali.
La neve si può ovviamente accumulare attorno alle pareti della costruzione e, disgelando, può infiltrarsi per capillarità all’interno dei muri.
Un distacco dal terreno di 15 centimetri è però sufficiente per fare defluire l’acqua di scioglimento al di sotto della zona di attacco della parete sul solaio, come previsto dalle normative DIN, rispettate da tutti i costruttori di questi paesi ed applicate anche da Tedeschi ed Austriaci anche in Italia.
Tale accorgimento presenta notevoli vantaggi e garantisce la salubrità dell’edificio, ma presenta un piccolo inconveniente, in quanto la quota interna del pavimento del piano terra sarà rialzata rispetto al terreno circostante di 15 centimetri + tutto ciò che si trova al di sopra della soletta grezza (sottofondo alleggerito, riscaldamento a pavimento – se presente, massetto, colla e piastrelle), ovvero di altri 15 centimetri circa.
Per questo motivo le abitazioni prefabbricate tedesche ed austriache sono (quasi) sempre accessibili mediante un paio di gradini e questo comporta necessariamente qualche problematica in più nel nostro paese, soprattutto per garantire il rispetto delle norme per il superamento delle barriere architettoniche.
Avendo già realizzato parecchi edifici in legno con alcuni di questi costruttori, ho quasi sempre dovuto adattare la progettazione tanto alla normativa disabili, quanto alle norme DIN, in quanto il mancato rispetto in fase esecutiva di tali prescrizioni comporta la decadenza delle garanzie trentennali.
Esistono peraltro alcune possibili varianti che prevedono la posa di una canalina di drenaggio grigliata attorno all’edificio in grado di intercettare e fare defluire l’acqua lontano dalla costruzione o convogliandola ad un pozzo perdente.
Ovviamente possono funzionare egregiamente anche sistemi alternativi in grado di impedire efficacemente le risalite per capillarità nelle pareti, ricordando che affidarsi alle sole guaine impermeabilizzanti potrebbe risultare insufficiente a lungo andare.

CASE DI LEGNO E PRESCRIZIONI ANTINCENDIO

IL LEGNO E’, SENZA OMBRA DI DUBBIO, UN MATERIALE COMBUSTIBILE E, TUTTAVIA, IL SUO COMPORTAMENTO AL FUOCO NE PERMETTE UN UTILIZZO SICURO PER LA REALIZZAZIONE DELLE STRUTTURE DI EDIFICI.

Le volevo chiedere un'interpretazione sulla possibilità della realizzazione o meno di una casa in legno seguendo le indicazioni del regolamento edilizio di dove vivo.
Da come lo capisco io sembra non sia possibile.
Nello specifico il regolamento prevede:
"TITOLO III - PREVENZIONI DAI PERICOLI DI INCENDIO
ART. 59 - IMPIEGO DI MATERIALI LIGNEI
1. Sono di norma vietati i materiali lignei per la formazione delle strutture portanti in tutti quei casi in cui particolari condizioni ambientali, tradizioni costruttive o qualificate scelte architettoniche richiedano l'uso di materiale ligneo per le strutture portanti; l'impiego di queste è condizionato all’adozione di trattamenti ed accorgimenti atti a renderle incombustibili o, comunque, resistenti al fuoco mediante applicazione di prodotti ritenuti idonei, allo scopo dal Comando Provinciale Vigili del Fuoco.
ART. 60 - PREVENTIVO NULLA OSTA DEI VIGILI DEL FUOCO
1. E' richiesto il preventivo nulla osta dei Vigili del Fuoco per gli edifici nei quali sono esercitate le attività elencate nel Decreto Ministeriale 16 Febbraio 1982, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 9 Aprile 1982 e su successive eventuali modificazioni.
ART. 61 - CERTIFICAZIONE DI COMPETENZA DEI VIGILI DEL FUOCO
1. Prima del rilascio del certificato di agibilità concernente gli edifici di cui al precedente Art. 60 è richiesto il relativo nulla osta o certificato di prevenzione incendi del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco."

case-bioedilizia
In generale, i regolamenti comunali non vietano l’utilizzo di strutture portanti in legno, massicce o a telaio, fatta eccezione per alcune zone del territorio, particolarmente vincolate (con limiti e restrizioni tipologiche e/o architettoniche).
Il rispetto della normativa antincendio risulta particolarmente severo per gli edifici pubblici o ad uso collettivo, che sono sottoposti a parere preventivo dei Vigili del Fuoco con rilascio della certificazione di competenza.
Per i piccoli edifici residenziali (la maggior parte delle strutture in legno realizzate in Italia sono villette mono e bifamiliari) vanno semplicemente rispettate le norme in vigore e non è mai richiesto il parere preventivo.
Alcuni regolamenti comunali possono inasprire i limiti di legge, mentre non è mai possibile il contrario.
Nel caso del Comune del lettore, gli articoli 60 e 61 fanno esplicito riferimento alle attività sottoposte a parere dei Vigili del Fuoco (esclusi i piccoli edifici di abitazione), per cui nulla cambia tra fabbricati in legno, in acciaio o in muratura.
L’articolo 59, al contrario, limita fortemente l’impiego del legno anche nei casi in cui l’utilizzo di tale materiale risulti consolidato nella tradizione costruttiva locale, pur non specificandone le tipologie.
Probabilmente il regolamento si riferisce a solai, coperture, porticati e tettoie in legno lasciato a vista, soluzioni costruttive tradizionali ampiamente diffuse come parte degli edifici in laterizio, pur senza citare le case prefabbricate e le costruzioni integralmente realizzate in legno.
Tali strutture sono”di norma vietate” o “l'impiego di queste è condizionato all’adozione di trattamenti ed accorgimenti atti a renderle incombustibili o, comunque, resistenti al fuoco mediante applicazione di prodotti ritenuti idonei, allo scopo dal Comando Provinciale Vigili del Fuoco”.
Siamo di fronte ad un’interpretazione estremamente restrittiva delle norme nazionali in tema di sicurezza antincendio, che potrebbe limitare fortemente la costruzione di case in legno a basso consumo sullo specifico territorio comunale, ma va ribadito che siamo comunque di fronte ad un’eccezione, poiché le case in legno rispettano la normativa e possono tranquillamente sostituire i sistemi costruttivi tradizionali in laterocemento.

DIVULGARE LE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE

SONO PASSATI PARECCHI ANNI DAL SETTEMBRE DEL 2008 QUANDO INIZIAI A SCRIVERE I PRIMI ARTICOLI SUL BLOG.  
DA ALLORA LA GUIDA ALLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO E’ CRESCIUTA, DIVENTANDO UN MEZZO DI DIVULGAZIONE IMPORTANTE PER LA DIFFUSIONE E LA CULTURA DELLE COSTRUZIONI IN LEGNO NEL NOSTRO PAESE.

Buongiorno Architetto Crivellaro e compimenti per l’attività che sta svolgendo da anni.
Seguo il blog dal 2009, quando ho iniziato ad avvicinarmi grazie ai suoi articoli al mondo delle case in legno.
Ho letto il suo libro che mi è stato molto utile per concretizzare il mio sogno e adesso abito, da sei mesi in una splendida casa prefabbricata a catalogo nella campagna modenese con la mia famiglia.
Attendo con ansia l’inverno per godermi il tepore della nostra nuova casa, scaldata da una normalissima caldaia con radiatori.
D’estate non abbiamo sofferto il caldo e sono certa che avremo molte soddisfazioni anche con il freddo.
Non ho particolari domande da farle - l’ho già contattata in passato ma forse non ricorda, volevo solo farle sapere che siamo felici della scelta fatta e che sto cercando anche io, nel mio piccolo, di far conoscere a parenti ed amici i vantaggi di abitare in una casa in legno come la nostra.

costruzioni-in-legno
Questo sito non è, né lo sarà in futuro, una vetrina pubblicitaria per il mio studio di progettazione, ma piuttosto uno strumento per diffondere la conoscenza degli edifici in legno a basso consumo energetico come sistema costruttivo alternativo agli edifici in muratura.
Tutte le informazioni sono liberamente scaricabili ed utilizzabili, nel rispetto della libertà intellettuale di chi scrive (purtroppo continuano a fioccare i siti fotocopia che lucrano sul lavoro altrui).
Entro pochi mesi saranno visibili grandi cambiamenti, con il passaggio dalla piattaforma Blogger a quella (più flessibile) Wordpress e la trasformazione da semplice blog a vero e proprio portale delle case prefabbricate.
La guida, con quasi 600 articoli già pubblicati, resterà l’elemento cardine e poco cambierà per i lettori interessati unicamente a leggere gli articoli, ma verrà data la possibilità alle ditte costruttrici di inserire in una sezione dedicata una scheda informativa ed i propri articoli redazionali permettendo un contatto tra lettori e aziende di case in legno, direttamente all’interno delle pagine del sito.
Ringrazio la lettrice per la mail, che mi conferma ancora una volta la validità del servizio compiuto in questi anni, mettendo a disposizione la mia esperienza di progettista di case di legno ad alto rendimento.
Molti dei committenti del mio studio di bioarchitettura sono visitatori del blog che si sono avvicinati alle costruzioni in legno anche grazie alla lettura dei miei articoli, maturando la decisione di intraprendere una strada nuova, superando paure e pregiudizi ed apprezzando i vantaggi degli edifici termicamente isolati in bioedilizia.
Come sempre, risponderò (con un po’ di pazienza) attraverso gli articoli del blog alle vostre numerose domande, ricordando ancora una volta che non sono disponibile a fornire consulenze private a distanza, nemmeno se retribuite, soprattutto in presenza di incarichi formali con altri professionisti.
Al contrario, resto a vostra completa disposizione per assumere incarichi minimi di progettazione o direzione lavori, a distanza ragionevole dal mio studio, che si trova a Sona, in provincia di Verona, a pochi chilometri dal Lago di Garda.

AUTO-COSTRUZIONE ED AUTO-PROGETTAZIONE IN LEGNO

L’ARTE DI ARRANGIARSI E’ SENZA DUBBIO UNA RISORSA PREZIOSA, SOPRATTUTTO IN TEMPI DI CRISI E PERMETTE SPESSO DI RISPARMIARE, EVITANDO DI RICORRERE A MANODOPERA SPECIALIZZATA O A COSTOSE FIGURE PROFESSIONALI, MA C’E’ DAVVERO UN LIMITE A TUTTO.

Vorrei autocostruirmi delle pareti a telaio per ampliare la mia casa.
Potresti darmi un aiuto tecnico?   Grazie.

Ho preparato un progettino per la nostra casa da realizzare in legno, scaricando un programma su internet, preparando piante, ma anche i prospetti, le sezioni ed un modellino tridimensionale.
Con tutto il rispetto per gli architetti come te, mi sembra un buon lavoro (come confermato da un paio di amici che lavorano nel campo).
So che serve un tecnico che firmi i disegni, ma se li trova già fatti, ti sembra giusto chiedere una parcella alta?

AUTOCOSTRUZIONE
Da negato assoluto di trapani e motori, ho sempre ammirato (ed invidiato) abbastanza chi riesce ad effettuare da sé con buoni risultati molti lavori manuali di casa.
Personalmente però, pur masticandone abbastanza, non mi azzarderei mai ad autocostruire una parete in legno, anche se ne possedessi le competenze e gli strumenti.
Anche potendo, vanno considerati gli evidenti aspetti di ordine normativo, che non possono essere sottovalutati.
Un edificio in legno a basso consumo energetico è una costruzione a carattere permanente che va sempre autorizzata e che deve seguire il medesimo iter burocratico delle costruzioni tradizionali in muratura.
La struttura portante è pertanto soggetta a calcolo, deposito degli elaborati strutturali e collaudo statico (in caso contrario, sono l’ultimo di tecnici da contattare).
Quest’ultimo aspetto richiede siano presenti prove di laboratorio, schede tecniche e certificati che non potrebbero essere prodotti per una parete auto costruita, anche ipotizzando un lavoro effettuato con la massima competenza.
Passando alla seconda domanda, mi sento di consigliare al lettore un piccolo bagno di umiltà, pur non mettendone in dubbio l’incompreso talento compositivo.
Il progetto di una piccola casa di abitazione (anche in legno) non richiede competenze smisurate e costituisce un banco di prova abbastanza semplice per un tecnico abilitato e tuttavia deve essere affrontato con tutti i necessari strumenti professionali (e non mi riferisco certo ad Autocad), a partire dalla conoscenza approfondita ed aggiornata delle normative in vigore.
Il lettore ha avuto rassicurazioni da amici che lavorano nel campo (mi verrebbe spontanea una battuta infelice, ma non intendo mancare di rispetto alla categoria degli agricoltori), ma mi sembra abbastanza “superficiale” nell’approccio alla sua futura abitazione.
Una bozza di progettino (perchè questo è) può costituire un’ottima base per il lavoro del tecnico da incaricare, che potrà essere molto agevolato nello sviluppo esecutivo di una soluzione idonea.
Nella mia esperienza, un committente con le idee chiare rappresenta per un progettista una situazione di partenza ottimale e sicuramente più vantaggiosa (dal punto di vista dell’impegno) di un cliente confuso e volubile.   Ma non è questo il caso.

UNA SOPRAELEVAZIONE IN LEGNO IN LIGURIA

PUBBLICO, SPERANDO POSSA RISULTARE INTERESSANTE, UN BREVE BOTTA E RISPOSTA CON UN LETTORE INTENZIONATO A REALIZZARE UNA PICCOLA SOPRAELEVAZIONE IN LEGNO.

Buongiorno Architetto, non è molto che seguo la sua attività, ma è stato determinante per farmi decidere a costruire con il sistema prefabbricato in legno al posto del "tradizionale".
Mi fa molto piacere, in quanto lo scopo del mio lavoro di divulgatore è soprattutto il permettere a chiunque di informarsi senza pregiudizi per conoscere (sufficientemente a fondo) il settore delle case in legno a basso consumo, ma la decisione spetta sempre a voi.

Ringraziandola in anticipo per la sua disponibilità, vorrei da lei un consiglio (probabilmente è la domanda che più spesso le rivolgono) su quale costruttore sia preferibile abitando nella provincia di Imperia.
Non esiste un costruttore ideale, in quanto le aziende di case in legno prefabbricate (o non) sono tantissime e per la maggior parte affidabili.
Contano molto le caratteristiche del progetto che, se non avete esigenze particolarmente sofisticate, può essere scelto tra le interessanti proposte a catalogo offerte da molte ditte del settore.

BIOEDILIZIA-IN-LEGNO
Visitando i vari siti delle aziende di case in legno, queste per lo più offrono consulenze, progetti e assistenza in cantiere, ma secondo lei sarebbe più saggio farsi seguire da un architetto esterno in quanto potrebbe subito far risultare eventuali anomalie??
Il tecnico (anche se collegato in qualche modo) è comunque esterno alla ditta,
Optando per un progettista del posto, privilegerei sempre un minimo di esperienza nel settore delle case di legno a basso consumo, indirizzandomi verso un bioarchitetto esperto di bioclimatica.

Leggendo le sue risposte ai lettori del sito ho visto che consiglia di farsi seguire da un architetto del posto, perchè lei sarebbe a troppi chilometri di distanza in quanto sono tipologie di cantiere che vanno seguite passo passo.
Vado spesso in vacanza nei pressi di Imperia, ma il tecnico dovrebbe sempre essere “fisicamente” vicino al proprio cliente.
Non necessariamente va incaricato il geometra di paese più “introdotto” nelle stanze del palazzo (personalmente mi ostino a considerarla una leggenda metropolitana), ma nemmeno un progettista troppo distante dal cantiere.

Nella provincia di Imperia non saprei proprio a chi indirizzarmi per quanto riguarda il prefabbricato in legno o la bioarchitettura seppur lavorando nell'edilizia da quindici anni non se ne sente "parlare" molto dalle nostre parti.
La Liguria è una regione un po’ particolare che impone ai progettisti molti vincoli e prescrizioni edilizie e che, nonostante sia ubicata nel nord Italia, appare meno interessata alle tipologie costruttive non tradizionali, come le case in legno.
Non credo comunque ci siano particolari problemi a reperire un tecnico ed una ditta costruttrice interessati all’intervento.

Le mie intenzioni sarebbero di alzare un piano su una struttura esistente e la scelta è stata determinante anche per una questione di incidenza dei carichi sicuramente minori rispetto al classico costruire, ma gli ancoraggi sulla struttura esistente dovrebbero essere sui travi?
Ho visto soluzioni dove il fissaggio avveniva esclusivamente sul cemento del solaio ma non mi dà una sensazione di sicurezza.
Il nuovo edificio in legno deve essere solidamente ancorato ad una struttura in grado di trasmettere i carichi alle fondazioni in sicurezza.
Valutazioni “sulla carta” non sono possibili ed è sempre necessaria una consulenza statica da parte di un tecnico per determinare l’esigenza di un eventuale intervento di consolidamento strutturale.

Ultima domanda, poi la smetto davvero!!!
Per quanto riguarda l'eco-bonus le spese devono essere sostenute e quindi fatturate entro e non oltre il dicembre 2013?? Secondo lei questa tipologia di struttura rientrerebbe tra gli incentivi in quanto ampliamento e non ristrutturazione??
A fronte della proroga degli incentivi, le sopraelevazioni sono equiparabili a nuova costruzione, per cui non rientrano tra gli interventi oggetto di bonus fiscali.

UN PICCOLO INTERVENTO IN BIOEDILIZIA

LA SCARSA DIFFUSIONE DELLE CASE PREFABBRICATE IN BIOEDILIZIA IN MOLTE AREE DEL PAESE NON AGEVOLA I POTENZIALI INTERESSATI CHE FATICANO A REPERIRE UN TECNICO PREPARATO E UN AZIENDA COSTRUTTRICE SUL PROPRIO TERRITORIO.

E' un po’ di tempo che mi stimola l'idea di farmi una piccola casa prefabbricata in legno, ma da noi è tabù, non c'è tecnico che ti consigli o ne sappia qualche cosa, non parliamo degli impresari, sconsigliano a priori, mamma mia il Comune, l'unica costruzione fatta fare in legno, il proprietario l'ha dovuta rivestire in muratura.
Ho trovato questo bel sito, e prima di addentrarmici, volevo una sua dritta.
Premetto che posseggo un terreno con strutture da demolire accatastate, necessito di c/a 70 mq di costruzione, ho un piccolo seminterrato già esistente da sfruttare c/a 30 mq e sopra vorrei istallarci la costruzione.
Cosa ne pensa? Mi potrebbe assistere?
Se è fattibile, la documento con foto e particolari per mail.

bioarchitettura, sostenibilità
Il lettore non mi dovrà spedire foto o altre mail con ulteriore documentazione descrittiva e non riceverà nessuna assistenza telematica, mi dispiace.
Come sempre, devo ribadire che non ho il tempo materiale per fornire consulenze virtuali, ma accetto (solo formalmente) incarichi minimi di progettazione o direzione lavori a ragionevole distanza (a reciproco vantaggio del committente e del mio studio).
Al contrario, trattare il quesito sotto forma di articolo consente al sottoscritto di pubblicare nuovi contenuti a libera disposizione dei visitatori del blog e di rispondere alle vostre richieste in modo abbastanza approfondito (nei limiti del possibile).
Mi rendo conto che non è semplice affrontare la costruzione di una casa in legno (grande o piccola che sia), senza un adeguato supporto tecnico, spesso difficile da reperire in buona parte del nostro paese.
Resta un fatto accertato che la crescente diffusione delle case prefabbricate a basso consumo in Italia resti, almeno per il momento, confinata alle regioni del nord.
Tecnicamente la realizzazione di un piccolo ampliamento da montare su un fabbricato seminterrato preesistente dovrebbe essere attuabile, pur richiedendo tutte le necessarie verifiche statiche, in quanto andrà rispettata la normativa in materia di strutture, compresa l’antisismica.
Le piccole dimensioni non dovrebbero invogliare troppo i grandi costruttori (il guadagno è limitato e sul lavoro gravano molti costi fissi), mentre le piccole aziende di case in legno tendono a privilegiare gli interventi sul proprio territorio e non operare a distanze eccessive.
L’unica concreta possibilità è il reperimento in loco di una ditta costruttrice di case di legno, situazione affatto semplice in molte zone del centro sud Italia, anche se la situazione sta lentamente cambiando anche qui.
Costruire in legno non è certamente l’unica possibilità, ma ritengo che non si possa prescindere dall’assumere come prioritari i temi della bioedilizia e del risparmio energetico, anche optando per i sistemi costruttivi tradizionali.
Le costruzioni in legno partono in netto vantaggio poiché sono, per loro natura, ecologiche e sostenibili, impiegando e consumando sempre poca energia.

IMPERMEABILIZZARE LA PLATEA DI UN EDIFICIO IN LEGNO

LA PLATEA DI FONDAZIONE DI UNA CASA IN LEGNO DOVREBBE PREVEDERE SEMPRE UNA CAMERA DI VENTILAZIONE SOTTOSTANTE AL SOLAIO, POSSIBILMENTE REALIZZATA CON ELEMENTI AD IGLOO, CON UN TELO ANTIUMIDITA’ POSIZIONATO SUPERIORMENTE, PER EVITARE RISALITE DI ACQUA ATTRAVERSO LE PARETI E GLI ISOLAMENTI.

Buongiorno architetto, vorrei un suo consiglio.
Sto pensando ad una casa prefabbricata in legno per me.
Ho contattato alcuni costruttori di case in legno.
Tutti mi hanno detto che va realizzata su una platea in c.a.
Lei consiglia di realizzare la platea, impermeabilizzarla e prevedere al di sopra dell'impermeabilizzazione un vespaio areato fatto con igloo per evitare umidità?

BIOARCHITETTURA-LEGNO
Le aziende di case prefabbricate sono consapevoli dell’importanza di una corretta posa delle pareti della costruzione in legno sul piano di appoggio dell’edificio al suolo.
Il legno è un materiale igroscopico e tale comportamento risulta ancora più evidente nel caso degli isolamenti termici leggeri impiegati per la realizzazione dei cappotti termici e per il riempimento delle pareti.
La costruzione di un edificio a struttura lignea deve pertanto rispettare alcuni accorgimenti, che nel caso della Germania (paese ad alta diffusione di case prefabbricate), già da alcuni anni sono stati recepiti sotto forma di normativa, al fine di salvaguardare le costruzioni in legno dal rischio umidità.
La platea è una componente fondamentale di una casa in legno, il cui compito è disperdere nel suolo i carichi statici e dinamici dell’edificio per mezzo delle strutture di fondazione, costituendo la piattaforma di base su cui andranno montate ed ancorate le pareti della costruzione.
Il terreno su cui poggia l’edificio è frequentemente intriso di acqua a causa delle piogge o della vicinanza con le falde sottostanti, costituendo una persistente fonte di umidità che andrà separata dalla costruzione in legno con opportuni accorgimenti.
In passato il vespaio veniva realizzato posando sassi e ciottolame di pezzatura medio-grande con il successivo riporto di granulometrie sempre più piccole, consentendo di asportare, grazie all’aria presente tra gli interstizi, l’umidità proveniente dal terreno sotto il piano di calpestio, proteggendo le murature.
L’efficacia del vespaio tradizionale dipendeva dalla corretta stratificazione dei ciottoli e non sempre tale accorgimento trovava riscontro nella pratica costruttiva, soprattutto in epoca recente.
Il vespaio aerato su igloo è formato da elementi a cupola in plastica affiancati costituenti un’intercapedine in cui l’aria può liberamente circolare.
Sono inoltre previste alcune bocchette di aerazione per l’immissione dell’aria fresca e per l’espulsione dell’aria umida. 
Tali prese d’aria sono indispensabili per evitare l’accumulo di umidità e, se presente, di gas radon sotto l’edificio, anche se non mancano punti di vista differenti al proposito.  Secondo alcuni, la mancanza di tali fori di ventilazione potrebbe produrre una sorta di “bolla d’aria” nella camera sottostante il solaio che potrebbe fungere da cuscinetto di separazione tra terreno ed abitazione (personalmente non adotto mai questo accorgimento).