Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.
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CASE PREFABBRICATE IN BIOEDILIZIA

IL VARIEGATO SETTORE DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO OFFRE SOLUZIONI COMPLETAMENTE BIOEDILI E NATURALI, MA SONO PRESENTI MOLTE AZIENDE MENO ATTENTE, CHE IMPIEGANO MATERIALI E SOSTANZE DI ORIGINE CHIMICA, POTENZIALMENTE DANNOSE PER LA SALUTE.

Sono uno studente della Facoltà di Architettura di Torino e avrei bisogno di un consiglio sulle costruzioni in legno.
In un corso sono tenuto a progettare un edificio di circa 4/5 piani ad uso residenziale.
Nel momento in cui ho dovuto pensare al tamponamento esterno mi sono chiesto: meglio il legno o il mattone?
E soprattutto, il legno non è in realtà un materiale naturale al 100%;  questo infatti viene spesso trattato con sostanze che non ne permettono il riuso o addirittura rendono difficoltoso lo smaltimento perchè sono nocive.
Come mi potrei muovere tra queste "fregature"?
Come posso essere certo che ciò che scelgo sia naturale sul serio?

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Le costruzioni in bioedilizia impiegano solamente materiali di origine naturale, rinnovabili o riciclabili ed hanno un bilancio energetico a basso o nullo impatto sull’ambiente.
Gli edifici in legno a basso consumo utilizzano poca energia per la costruzione ed hanno un limitato fabbisogno termico, sia d’estate che d’inverno, soprattutto in abbinamento ad impianti ad energia rinnovabile e/o ad alta efficienza (pompe di calore, ventilazione meccanica, solare).
Le case prefabbricate rappresentano solitamente un sistema costruttivo ecologico, a patto di evitare l’impiego di sostanze inquinanti e che rilasciano vapori tossici, dannosi per la salute e per l’ambiente.
In particolare, va fatta attenzione ai prodotti utilizzati per impregnare il legno (non sempre necessari) come antitarlo o anticombustione e alle vernici, che dovrebbero essere a base acquosa.
Anche gli isolanti impiegati per coibentare l’involucro devono rispettare i criteri di sostenibilità e riciclabilità dei materiali.
Le fibre di legno e di canapa, il sughero e gran parte delle lane minerali sono materiali idonei, peraltro utilizzati ampiamente nelle case in legno, mentre meno indicato è l’utilizzo della lana di vetro e del polistirene (quest’ultimo è però quasi sempre riciclabile).
Gli aspetti da considerare sono molteplici e comprendono anche le finiture come le vernici e i prodotti impiegati per stuccature, intonaci e tinteggiature ed i pavimenti, generalmente incollati sul massetto, che possono rilasciare esalazioni e sostanze volatili nocive per la salute.
La scelta tra costruzione in legno o in laterizio dipende da molti fattori, per lo più soggettivi, ma le case prefabbricate non partono certamente svantaggiate.
Le soluzioni sul mercato sono molte e non vanno demonizzati i sistemi massicci come l’xlam che impiegano colle per la produzione dei pannelli.
Le normative europee sono piuttosto severe e i costruttori presenti sul mercato italiano si assumono la responsabilità dei prodotti e dei materiali che vengono montati.
Chiaramente tali criteri non risultano altrettanto restrittivi in molti paesi dell’Europa dell’est, per cui si deve prestare una certa attenzione alle costruzioni offerte da molti produttori a prezzi estremamente economici.

COLLE E CASE IN LEGNO

L’ASSEMBLAGGIO DEGLI EDIFICI IN LEGNO RICHIEDE INEVITABILMENTE L’IMPIEGO DI COLLE, SOPRATTUTTO IN PRESENZA DI ELEMENTI IN LAMELLARE COME TRAVI, PILASTRI O INTERE PARETI, COME NEL CASO DELLE STRUTTURE XLAM.

Nelle colle e nei prodotti usati, anche da valide aziende che costruiscono case in bioedilizia, se non espressamente dichiarato, possono essere presenti formaldeide, terpeni, isocianati, o Voc?
Come regolarsi ai fini della salute?

Per motivi etici, voglio che la mia futura abitazione venga realizzata in bioedilizia.
Mi interessano le case in legno, ma so che vengono utilizzate colle e non vorrei trovarmi a respirare formaldeide o sostanze chimiche.

Come bioarchitetto sono molto sensibile alle questioni che riguardano la salubrità degli ambienti, uno dei principali campi di applicazione della bioedilizia.
Le case prefabbricate in legno rappresentano quasi sempre un’eccellente risposta in materia di comfort indoor degli edifici, impiegando materiali naturali e traspiranti, con un notevole isolamento termoacustico degli ambienti e minime emissioni di CO2 in atmosfera, poca energia impiegata per la costruzione e un basso impatto ambientale.
le colle utilizzate nelle case in legno non devono contenere formaldeide
Le colle sono inevitabilmente presenti, in quanto gran parte del legname delle strutture si trova sotto forma di legno lamellare, la cui realizzazione prevede l’assemblaggio di tavole costituite da lamelle pressate ed incollate.
Alcune aziende di case di legno propongono sistemi costruttivi che non impiegano colle, utilizzando chiodature o sistemi ad incastro, proprio per eliminare all’origine ogni rischio di inalare sostanze nocive o addirittura tossiche per la salute.
La formaldeide, in particolare, è un gas altamente irritante per occhi, gola e vie respiratorie appartenente ai composti organici volatili ed è la causa più diffusa di malesseri negli ambienti indoor domestici e lavorativi, in quanto è presente in moltissimi prodotti d’uso quotidiano, come tessuti, carte, prodotti per la pulizia, coloranti, materie plastiche, isolanti ed, appunto, colle.
L’elevata solubilità in acqua della formaldeide provoca frequenti irritazioni alle mucose che entrano in contatto con questo gas ed è estremamente pericolosa ad alte concentrazioni, con probabili effetti cancerogeni.
L’impiego di formaldeide era assai diffusa sino a pochi anni fa per la produzione di pannelli in truciolare con i quali venivano realizzati mobili ed arredi o per applicazioni in edilizia.
La normativa impone dei precisi limiti al suo utilizzo, ma non vanno trascurate le possibilità di accumulare elevate concentrazioni negli ambienti molto isolati (come gli edifici a basso consumo energetico, in particolare nei mesi invernali), che richiedono a maggior ragione frequenti ricambi d’aria (un altro vantaggio degli impianti di ventilazione meccanica controllata a recupero di calore), a causa degli effetti sinergici delle diverse fonti emissive, che prese singolarmente possono rispettare la normativa.
Esistono peraltro alcuni test che permettono di analizzare la concentrazione di formaldeide nell’ambiente e valutare il potenziale rischio per la salute.
Come spero sia evidente, non tutte le colle contengono formaldeide o sostanze tossiche, per cui la maggior parte dei costruttori di case in legno impiega prodotti sicuri e certificati.
Ancora una volta è evidente che il fattore prezzo resta una discriminante in quanto alcune aziende possono risparmiare parecchio utilizzando prodotti di sintesi chimica non certificati, risultando economicamente competitive.
Le costruzioni in legno realizzate in molti paesi dell’Europa dell’est non vanno demonizzate a priori, ma è evidente che le minori restrizioni legislative e la mancanza di controlli in questi paesi non garantiscono il cliente sotto il profilo della salubrità dell’edificio (nonché dal punto di vista tecnico-costruttivo).

IL BIOARCHITETTO DELLE CASE IN LEGNO

LA PROGETTAZIONE DI UNA CASA PREFABBRICATA IN LEGNO PUO’ ESSERE AFFIDATA A QUALSIASI TECNICO (ARCHITETTO, INGEGNERE O GEOMETRA) CHE POSSEGGA L’ABILITAZIONE PROFESSIONALE NECESSARIA.

La ringrazio per il gran lavoro che sta facendo con il blog sulle case in legno. La figura del bioarchitetto serve anche nel caso io decida per una casa prefabbricata a catalogo?

Un bioarchitetto è un laureato in Architettura, iscritto all’Albo professionale degli Architetti (ha pertanto sostenuto il cosiddetto “esame di stato” per l’esercizio alla professione) che possiede una specifica formazione sui temi della bioarchitettura e persegue l’obiettivo di una progettazione nel rispetto del benessere psico-fisico umano indoor e dell’ecosistema naturale, della bioclimatica e del risparmio energetico.
Deve privilegiare l’utilizzo di materiali e tecnologie costruttive naturali a basso impatto ambientale e con benefici sul comfort sull’organismo, evitando lo sviluppo di campi magnetici, riutilizzando preziose risorse come acqua e calore attraverso il recupero delle acque piovane ed impianti di ventilazione meccanica controllata.

Un edificio in bioarchitettura deve:
-      Rapportarsi all’ambiente ed al contesto
-      Tenere conto delle preesistenze
-      Disporre gli ambienti e le fonometrie secondo l’orientamento
-      Utilizzare materiali naturali
-      Consumare poca energia
-      Servirsi di schermi solari
-     
Impiegare un impiantistica basata su fonti rinnovabili.


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Le case in legno rientrano evidentemente in questo approccio a partire dall’ideazione del progetto, impiegando materiali riciclabili e naturali ed evitando l’utilizzo di sostanze dannose per la salute e l’ambiente, con un alto grado di traspirabilità e comfort abitativo in ogni regime climatico.
Il legno viene impiegato per la realizzazione di strutture (massicce o lamellari) e pannelli, nonché per la produzione degli isolanti montati nelle case prefabbricate come la fibra di legno, il sughero per cappotti, la canapa, il kenaf.
Progetto e realizzazione di una casa di legno non richiede necessariamente il supporto tecnico di un bioarchitetto esperto nel settore, ma può essere un indubbio vantaggio per il cliente.
La parcella per le prestazioni professionali di un bioarchitetto non si discosterà molto da quella di qualsiasi altro tecnico con un approccio tradizionale, con il vantaggio di una conoscenza maggiore della materia e di un atteggiamento coerente con la scelta del committente.
I progetti a catalogo rendono il processo un po’ più semplice e riducono di fatto il ruolo del tecnico, limitandone la funzione progettuale ed esecutiva rispetto agli edifici a progetto, ma non va sottovalutata la funzione di supporto al cliente in molte fasi del percorso, come la campionatura.
In Italia i bioarchitetti fanno riferimento ad associazioni culturali di professionisti e tecnici come INBAR (Istituto Nazionale di Bioarchitettura, di cui è socio il sottoscritto) e ANAB (Associazione Nazionale Bioecologica), ciascuno con il proprio statuto, il cui fine è qualificare i propri iscritti, dando un indirizzo nuovo al settore delle costruzioni, nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente, attraverso corsi, seminari e attività di sensibilizzazione.

CASE IN LEGNO IN BIOEDILIZIA O IN BIOARCHITETTURA?

DUE TERMINI APPARENTEMENTE ANALOGHI PER UN APPROCCIO ALLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO CHE VADA OLTRE ALLA SEMPLICE RICERCA DEL RISPARMIO ENERGETICO SULLE BOLLETTE DI LUCE E GAS.

Acquistare una casa in legno a basso consumo presuppone di comprendere a tutto tondo le potenzialità di questa tecnica costruttiva e valorizzarle per ottenere il massimo delle prestazioni, anche, ma non solo sotto l’aspetto dell’isolamento termico.
Quando si parla di BIOEDILIZIA ci si riferisce alle caratteristiche costruttive dell’edificio, alla sua composizione, ai materiali con cui viene realizzata. 
E’ senz’altro un approccio etico, nel senso che si affronta il tema del rispetto dell’ambiente e della sostenibilità della costruzione, sia in rapporto alle sostanze in essa contenute, che al processo di produzione ed alle emissioni immesse in atmosfera. 
Inoltre grande importanza viene data alla salubrità dell’edificio verso i propri occupanti, per cui non devono essere presenti nel fabbricato materie di sintesi petrolchimica ed emessi vapori nocivi o tossici, il microclima degli ambienti interni deve risultare confortevole, la costruzione traspirante, senza umidità o presenza di polveri e muffe.
case prefabbricate
Molte delle case prefabbricate in legno presenti sul mercato soddisfano i criteri sostanziali della bioedilizia, garantendoci un elevato standard qualitativo e rispondendo in pieno alle richieste di benessere ambientale e costruzione ecologica.
La cultura costruttiva dei paesi in cui hanno avuto origine le case in legno a basso consumo da sempre utilizza questo materiale nel rispetto della sostenibilità ambientale con processi produttivi economici ed ecologici.
La BIOARCHITETTURA rappresenta un passo in avanti, poiché con essa ci si pone l’obiettivo di “dare forma” e qualità alla bioedilizia. 
Dove quest’ultima si limita ad affrontare il tema dal punto di vista tecnico-costruttivo, la bioarchitettura si pone lo scopo di andare oltre con gli strumenti del pensiero e dell’architettura appunto. 
Essa sintetizza nel progetto l’aspetto tecnico della bioedilizia con il contesto urbano della città. 
Il ruolo dell’architetto è preminente in quanto la bioedilizia rappresenta la materia “grezza” da manipolare progettualmente. 
La conoscenza tecnica è basilare in quanto le case in legno possono raggiungere elevati rendimenti energetici se valorizzate da una pianta compatta ed orientata, da una disposizione razionale degli ambienti, da un accorto utilizzo delle vetrate e delle schermature solari, da un’impiantistica adeguata e tagliata “su misura” sull’abitazione e lo stile di vita del cliente.
Affrontare tutto ciò superficialmente o ignorare i basilari principi della bioarchitettura svilirà in buona parte il potenziale a nostra disposizione. Spesso, per risparmiare, ci si affida a qualche amico geometra per redarre il progetto della nostra abitazione. 
Un approccio lineare al progetto delle case prefabbricate ecologiche è senz’altro preferibile alla ricerca dell’insolito a tutti i costi e, se è inevitabile per il committente desiderare che la propria casa appaia esclusiva e ricercata, risulta molto meno scusabile un tecnico che ignori le più elementari norme del rendimento passivo degli edifici o concetti come “ponte termico” o ancora il funzionamento di un riscaldamento a pavimento a bassa temperatura.
Ancora una volta le cosiddette “case prefabbricate" a catalogo possono fornire importanti spunti di partenza per il progetto della nostra casa. 
Guardiamo come si sviluppano gli ambienti, la forma delle piante, il posizionamento delle vetrate. 
Indirizziamo il nostro progettista e forniamogli elementi su cui riflettere. 
Il mio consiglio resta sempre quello di affidarsi ad un tecnico preparato, meglio ancora se bioarchitetto con un po' di conoscenza delle case in legno, ma molto possiamo fare se tra noi e il nostro progettista “tradizionale” nascerà un dialogo costruttivo e duraturo. 
Un tecnico ostile alla nostra scelta di costruire una casa prefabbricata rappresenterà un handicap difficilmente superabile e un possibile insuccesso per il nostro sogno abitativo.
Non basta prendere il vecchio progetto ed “adattarlo” al legno; le case prefabbricate in bioarchitettura nascono sino dall’idea iniziale e vanno curate nel minimo dettaglio per perseguire nella forma e nella materia il traguardo di un piccolo pezzo di città sostenibile ed autosufficiente.

CASE IN LEGNO E BIOEDILIZIA

ACQUISTARE UNA CASA IN LEGNO A BASSO CONSUMO PRESUPPONE DI COMPRENDERE A TUTTO TONDO LE POTENZIALITÀ DI QUESTA TECNICA COSTRUTTIVA E VALORIZZARLE PER OTTENERE IL MASSIMO DELLE PRESTAZIONI, NON SOLO ENERGETICHE.

Quando si parla di bioedilizia, ci si riferisce alle caratteristiche costruttive dell’edificio, alla sua composizione, ai materiali con cui è realizzato.
È senz’altro un approccio etico, nel senso che affronta il tema del rispetto ambientale e della sostenibilità della costruzione, in rapporto sia alle sostanze in essa contenute, che al processo di produzione e alle emissioni in atmosfera prodotte durante il suo utilizzo.
Inoltre, grande importanza viene attribuita alla salubrità dell’edificio rispetto ai propri occupanti, per cui nel fabbricato non devono essere presenti materie di sintesi petrolchimica ed emessi vapori nocivi o tossici, il microclima degli ambienti interni deve risultare confortevole, la costruzione traspirante, senza umidità o presenza di polveri e muffe.
Molte delle costruzioni in legno presenti sul mercato soddisfano i criteri sostanziali della bioedilizia, garantendo un elevato standard qualitativo e rispondendo in pieno alle richieste di benessere ambientale e costruzione ecologica.
La cultura costruttiva dei paesi in cui hanno avuto origine le case in legno, da sempre utilizza questo materiale nel rispetto della sostenibilità ambientale, con processi produttivi economici ed ecologici.
La bioarchitettura rappresenta un passo in avanti, poiché con essa ci si pone l’obiettivo di “dare forma” e qualità alla bioedilizia.
Dove quest’ultima si limita ad affrontare il tema dal punto di vista tecnico-costruttivo, la bioarchitettura si pone lo scopo di andare oltre, grazie agli strumenti del pensiero e dell’architettura appunto, per fornire con la progettazione una sintesi tra l’aspetto tecnico della bioedilizia e il contesto urbano.
Il ruolo dell’architetto è preminente, in quanto la bioedilizia rappresenta la materia “grezza” da manipolare a livello progettuale.
La conoscenza tecnica è basilare poiché le case in legno possono raggiungere rendimenti energetici elevati se valorizzate da una pianta compatta e ben orientata, da una disposizione razionale degli ambienti, da un accorto utilizzo delle vetrate e delle schermature solari, da un’impiantistica adeguata e tagliata “su misura” sull’abitazione e sullo stile di vita del cliente.
Affrontare tutto ciò in maniera superficiale o ignorare i basilari principi della bioarchitettura corre il rischio di diminuire gran parte del potenziale a nostra disposizione.
Un approccio lineare al progetto è senz’altro preferibile alla ricerca dell’insolito a tutti i costi e, se è inevitabile per il committente desiderare che la propria casa appaia esclusiva e ricercata, il tecnico ha la responsabilità di indirizzare le scelte verso soluzioni coerenti ed appropriate.
Il progettista deve possedere una buona conoscenza dei principi della bioclimatica, della bioedilizia e delle case prefabbricate.
Un tecnico tradizionale può redigere un buon progetto, a patto di condividere la scelta del committente.
Non basta tuttavia adattare al legno un progetto pensato per la muratura. 
Le case in bioarchitettura nascono sin dall’idea iniziale e vanno curate nel minimo dettaglio per perseguire nella forma e nella materia il traguardo di un piccolo pezzo di città sostenibile e autosufficiente.

IL BENESSERE ACUSTICO NELLE CASE PREFABBRICATE

LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO COSTITUISCONO UN LUOGO SICURO E SALUBRE PER I PROPRI OCCUPANTI, GARANTENDO UN PIACEVOLE BENESSERE PSICO-FISICO GENERALE.
IL BENESSERE ACUSTICO È UN'ESIGENZA DI FONDAMENTALE IMPORTANZA FRA QUELLE CHE CONCORRONO A DETERMINARE LA QUALITÀ DEGLI SPAZI ABITATI.

Il clima acustico di un edificio in genere dipende dal livello di schermatura di due distinte classi di rumore, quelli cosiddetti “aerei”, la cui energia originata da una sorgente posta ad una certa distanza dalla parete divisoria di due locali viene in parte trasmessa via aria, e quelli “impattivi”, generati dalla sollecitazione meccanica sul solaio per calpestio o dovuta allo spostamento di oggetti e trasmessi all’ambiente sottostante.
Il legno nelle case prefabbricate è in grado di assorbire naturalmente gran parte dei rumori provenienti dall’esterno o generati all’interno degli ambienti, isolando acusticamente l’edificio e limitando i riverberi generati sulle superfici riflettenti.
benessere acustico, isolamento acustico, comfort acustico, protezione rumoreLe moderne strutture delle case prefabbricate in legno combinano costruzioni multistrato con materiali termoisolanti, con un'esecuzione accurata dei giunti.
Per contenere al massimo la trasmissione del suono aereo, i solai e le pareti delle case in legno debbono essere insonorizzate, prestando attenzione a aperture per aerazioni, tubi e cavi ed insonorizzando le intercapedini ermeticamente.
I muri esterni costituiscono una vera e propria barriera alle onde sonore, grazie all’alto potere fonoassorbente del legno e degli isolamenti impiegati nelle case prefabbricate, che possono arrivare fino a 58 dB per appena 10-12 cm di spessore.
Anche le pareti interne vengono solitamente realizzate con uno strato di isolante termo-acustico che permette di limitare la trasmissione di rumori da un locale all’altro.
Per impedire la formazione del rumore da calpestio debbono assolutamente essere evitati i ponti acustici.
L’intensità del rumore di tipo impattivo dipende, oltre che dalla potenza della sorgente, dalla massa e dalla rigidità del solaio stesso.
I solai in legno presenti nelle case prefabbricate possiedono complessivamente un’eccellente capacità smorzante, in quanto nella costruzione si prevede sempre un massetto collaborante a cui è possibile sovrapporre un ulteriore massetto alleggerito disaccoppiato dal precedente attraverso l’uso di una guaina, oltre all’utilizzo di intercapedini riempite di lane minerali o fibra di legno, con finitura del bordo inferiore del controsoffitto realizzata in cartongesso.
Gli edifici in legno rispondono perfettamente alle moderne esigenze abitative in tema di comfort acustico passivo, isolando dai rumori esterni ed assorbendo efficacemente quelli prodotti all’interno dell’edificio.

COSTRUIRE IN LEGNO SENZA COLLE E CHIODI

UNA MAIL DI UN LETTORE MI STIMOLA A TRATTARE UN TEMA CHE NON MI HA MAI PARTICOLARMENTE ENTUSIASMATO, MA CHE SEMBREREBBE DI VITALE IMPORTANZA PER MOLTE PERSONE.

Gentile Arch. Crivellaro, dopo anni di ricerca della ditta costruttrice per la realizzazione di una casa in legno che si dovrà situare a mt. 450 di altitudine nelle prealpi lombardo-ticinesi siamo giunti alle seguenti conclusioni: 
Abbiamo scartato la soluzione di parete a telaio non avendo il beneficio della "massa".
Abbiamo scartato la soluzione Blockhaus (dopo aver visitato una ditta finlandese) sia per i problemi di assestamento sia perchè utilizzavano colle. 
Ora ci troviamo a dover valutare le seguenti soluzioni:
Parete di legno massiccio MHM assemblata con chiodi in alluminio.
Parete senza colle ne metallo con cavicchi di faggio.

In riferimento a queste due soluzioni abbiamo sentito che la parete MHM presenta degli elementi di criticità in riferimento al rigonfiamento della parete causata dalla mancanza di un elemento che unisce le pareti (sembrerebbe che le graffe di alluminio non siano sufficienti) che sarebbe invece presente nell'altra tipologia delle altre pareti.
Le chiedo quindi una conferma o smentita riguardante la problematica della parete MHM e i vantaggi e/o svantaggi della parete senza chiodi ne colle (che nel suo libro non vengono trattati).

Come tecnico, mi sono avvicinato da qualche anno alle case prefabbricate.
Pur avendo acquisito una certa esperienza, il mio approccio alle costruzioni in legno resta legato alla progettazione ed alla qualità dell’involucro edilizio.
E’ una chiara deformazione professionale ed un mio evidente limite.
Non riesco ad appassionarmi particolarmente ai dettagli di funzionamento degli impianti, preferendo avvalermi della collaborazione di tecnici fidati.
Anni fa un mio “maestro” (per un settore assolutamente lontano dal mondo della progettazione e delle costruzioni) mi passò un importante insegnamento, che ancora oggi cerco di perseguire nel mio lavoro: “Prendi la tecnica e buttala dalla finestra”.
E’ importante possedere basi solide, studiare, specializzarsi, aggiornarsi, ma il mio mestiere resta soprattutto una disciplina umanistica, che richiede una visione di insieme.
Ecco perché colle o chiodi, EPS o fibra di legno, parete traspirante o con barriera al vapore mi sembrano davvero questioni di poco conto.
Semplificando un po’, se i valori termici (reali e finali, da certificazione energetica) sono coerenti con aspettative iniziali e risultano adeguati alla zona climatica, se sono state rispettate le tempistiche previste, rientrando nel budget di spesa, se l’azienda di case prefabbricate ha soddisfatto tutte le richieste costruttive, fornendo un elevato standard qualitativo, corredato di tutte le necessarie certificazioni e garanzie, la scelta di realizzare la propria abitazione avvalendosi di una ditta di case in legno appare azzeccata e realmente concorrenziale rispetto alle soluzioni costruttive tradizionali.
L’acquirente di una casa prefabbricata è sempre più informato ed esigente, ma il rischio è quello di perdere di vista il quadro generale, soffermandosi su questioni di dettaglio del tutto trascurabili.
Per non mancare di rispetto a chi mi ha posto la domanda, il sistema MHM è collaudato ed affidabile quanto quello “x-lam” (ricondurrei le problematiche sollevate dal lettore a carenze imputabili allo specifico costruttore).
I sistemi massicci sul mercato senza metalli o collanti, utilizzano un sistema di stratificazione dei pannelli ad incastro con giunto a pettine e sono molto validi staticamente, nonchè privi di qualsiasi sostanza potenzialmente dannosa per la salute.
Rappresentano pertanto un’eccellente risposta per chi vuole realizzare una costruzione bioedile senza compromessi, pur a prezzi generalmente più alti rispetto alle tecniche costruttive più diffuse.

BENESSERE, DURATA, COSTI E RISPARMIO DELLE CASE IN LEGNO

ALCUNE RISPOSTE SPOT RISPETTO AD ALCUNI TRA I PRINCIPALI TEMI CHE INTERESSANO L’ACQUIRENTE DI UNA CASA IN LEGNO.
 
Si parla moltissimo di benessere, ma quali sono, in poche parole, i benefici per la salute offerti da una casa in legno?
Non è un’ po’ uno slogan?

L’alto comfort abitativo di un edificio in legno è dovuto all’eccellente isolamento termico, che limita il ricorso all’impiantistica, offrendo condizioni microclimatiche naturali ed un equilibrio igrometrico ideale per l’organismo.
L’impiego di materiali ecologici e l’assenza di emissioni nocive indoor consentono un elevata qualità dell’aria ed un benessere olfattivo sconosciuto alle costruzioni tradizionali.
Vanno infine sottolineate le qualità acustiche, con un alto coefficiente di assorbimento dei rumori prodotti all’interno dell’edificio e l’isolamento da quelli esterni.

case prefabbricateQual è il ciclo di vita di un edificio in legno?
È paragonabile a quello di una casa tradizionale?

L’aspettativa di vita è la medesima di un edificio in muratura di moderna concezione e superiore al patrimonio immobiliare prodotto dal dopoguerra agli anni ’70 e può essere stimata in circa 100 anni circa.
Va sottolineata l’importanza delle manutenzioni ordinarie e il corretto utilizzo della costruzione.
Le lunghe garanzie (sino a 30 anni) offerte da molte aziende di case in legno, soprattutto prefabbricate, conferma la lunga durata di queste costruzioni.

Una casa ‘chiavi in mano’ costa di più in legno o con i metodi tradizionali? Perché?

Non necessariamente. 
Il confronto deve essere compiuto tra edifici con caratteristiche simili.
Un edificio in muratura a basso consumo con caratteristiche bioedili costa senz’altro di più di una casa in legno, mentre è possibile risparmiare solo a scapito della qualità costruttiva e dell’isolamento.
In generale i listini delle case in legno non sono a buon mercato, poiché il settore è basato sui prezzi tedeschi ed austriaci, che rappresentano il principale mercato per queste costruzioni in Europa.

Quanto fa risparmiare in costi energetici una casa in legno?

Parlando di certificazione energetica, le costruzioni in legno basate su parete a telaio o massiccia, con cappotto isolante esterno raggiungono prestazioni termiche di eccellenza, corrispondenti alla Classe A della legge nazionale.  Un’accurata progettazione, la maggiorazione degli spessori, l’installazione di tripli vetri consentono di innalzare ulteriormente le prestazioni energetiche, sino al “consumo zero” delle case passive.

IL COMFORT ABITATIVO DELLE COSTRUZIONI IN LEGNO

LE CASE PREFABBRICATE COSTITUISCONO UN LUOGO SICURO E SALUBRE PER I PROPRI OCCUPANTI, GARANTENDO UN PIACEVOLE BENESSERE PSICO-FISICO GENERALE.

Il corpo umano scambia continuamente energia con l’ambiente attraverso le modalità di irraggiamento, convenzione, conduzione ed evaporazione, ed è in grado di adattare naturalmente il proprio livello di comfort alle escursioni termiche giornaliere ed alle temperature prevalenti.
Il confort termo-igrometrico non deriva pertanto dalla sola temperatura dell’aria bensì da una serie di fattori.
Le case prefabbricate forniscono alti livelli di benessere termo-igrometrico ai propri occupanti, grazie alla proprietà del legno di regolare naturalmente il livello di umidità dell’aria degli ambienti.

Esse riescono a conservare eccellenti condizioni di confort in tutte le stagioni, grazie alla capacità del legno di assorbire l’umidità in eccesso o rilasciarla in condizioni di secchezza, senza la necessità di ricorrere ad ausili impiantistici di sorta.
Il legno è un materiale caldo ed un pessimo conduttore di calore, ragione per cui nelle case prefabbricate non si verifica il fenomeno della condensa sui muri dovuto ai ponti termici negli edifici con struttura in cemento armato non isolata, principale causa di muffe e funghi negli ambienti chiusi.
L’alto isolamento delle case prefabbricate permette di ridurre il ricorso all’impiantistica per la regolazione climatica indoor nelle varie stagioni.

Nelle case tradizionali il comfort termico viene raggiunto attraverso sistemi attivi di riscaldamento e raffrescamento il cui effetto sull’organismo risulta globalmente poco salutare rispetto ad una termoregolazione passiva e naturale, oltre che dispendiosi e poco efficienti sotto il profilo energetico e della sostenibilità ambientale.case haas, haas fertigbau

Questi impianti tendono infatti a conservare condizioni di temperatura costanti, a prescindere dalle oscillazioni climatiche esterne.
Le case prefabbricate prevedono un minimo utilizzo di questi dispositivi, attribuendo all’involucro dell’edificio il compito di isolare gli ambienti dall’esterno, permettendo di dimensionare al minimo gli impianti di climatizzazione estiva ed invernale per i picchi termici di freddo e caldo.
Una casa in legno a risparmio energetico diverrà garanzia di un piacevole microclima interno, perché i movimenti dell’aria saranno a circolazione naturale, limitati e non forzati dalla presenza di zone calde e zone fredde.

Raffreddori, mal di gola, o, peggio ancora, bronchiti, polmoniti e infezioni batteriche dovuti a correnti d’aria fredda e a repentini sbalzi termici sono spesso causati dall’impiantistica stessa, in particolare dall’eccesso di aria condizionata. 
Un edificio in legno richiede un minimo fabbisogno di riscaldamento invernale e non necessita dell’installazione di un impianto di condizionamento estivo, con vantaggi economici ed igienici.
Anche il benessere olfattivo viene assicurato nelle case prefabbricate attraverso una corretta ed efficace ventilazione, sia naturale, grazie alla buona traspirabilità delle superfici, che meccanica, qualora venga installato un apposito impianto di ricambio dell’aria.
Le costruzioni in legno migliorano così la qualità dell’aria, preservando la salute degli occupanti.
La costruzione ecologica delle case prefabbricate non prevede inoltre l’utilizzo di vernici e materiali da costruzione e di finitura che rilascino esalazioni tossiche.

UN APPROCCIO “ETICO” ALLE AGLI EDIFICI IN LEGNO

COSTRUIRE UN EDIFICIO ECOLOGICO A RISPARMIO ENERGETICO E’ UN INVESTIMENTO ECONOMICO CON UN RITORNO CERTO NEL TEMPO.
LE NUOVE NORMATIVE SPESSO PERMETTONO DI ACCEDERE A RIDUZIONI SUGLI ONERI O AGEVOLAZIONI DA PARTE DELLE AMMINISTRAZIONI COMUNALI.

Si tratta di ottimi argomenti, stimolanti e persuasivi nei confronti del cliente, spesso indeciso se rinunciare alle rassicuranti certezze delle costruzioni tradizionali in cambio di vantaggi energetici spinti (e certificati).
Quando si realizza un’abitazione, non solo in legno, gli attori in campo sono parecchi e con interessi diversi.
Il committente punta al miglior rapporto qualità-prezzo possibile, non è disposto ad arretrare sulle finiture, ma comincia a valutare positivamente un sacrificio per il risparmio energetico (soprattutto sull’acquisto di un’impiantistica basata sull’impiego di fonti rinnovabili come il solare o la geotermia, ma anche per migliorare l’efficienza dell’involucro).
Il tecnico incaricato, geometra, ingegnere o architetto che sia, più o meno dotato e preparato, ha il compito di indirizzare il cliente verso le scelte più efficaci e di dare coerenza tecnica e progettuale alle richieste del proprio committente.
La scelte costruttive e dell’impresa esecutrice in particolare rivestono un ruolo cruciale sulla buona riuscita dell’iniziativa.
A volte, troppe volte, il tecnico si fa condizionare da fattori non propriamente cristallini sotto il profilo morale, finendo per indirizzare il cliente verso il costruttore con i migliori “argomenti” (credo e spero di essere stato abbastanza chiaro…).
L’impresa, soprattutto in un momento di crisi dell’edilizia come quello attuale, spesso sembra disposta a limare il prezzo pur di ottenere l’appalto, per poi recuperare una buona fetta di guadagno a consuntivo, forzando le pecche del computo metrico estimativo o caricando i costi per le varianti e le modifiche in corso d’opera.
Le amministrazioni e gli uffici tecnici comunali rendono difficoltoso il cammino burocratico, magari favorendo i tecnici più inseriti nel territorio ed ostacolando, più o meno volutamente, i progetti non sponsorizzati. Iter ad ostacoli e tempi dilatati sono ad oggi una triste realtà nel rapporto del cittadino con gli organi competenti.
In molti paesi del nord Europa i clienti che vogliono costruire case prefabbricate in legno seguono una strada piuttosto diversa che, paragonata alla nostra realtà, appare sicuramente utopica.
E’ infatti sufficiente recarsi presso una tra le tante serie aziende di case prefabbricate, scegliere la casa che più si adatta alle nostre esigenze e la campionatura di capitolato presso il centro espositivo. 
La ditta di case in legno si occupa di tutti gli aspetti burocratici direttamente, dato che non è necessario un tecnico abilitato per procedere alla presentazione del progetto. Nel giro di pochissimi mesi si è in grado di iniziare i lavori con tempi e costi certi, potendo pianificare serenamente gli aspetti economici nei tempi e nelle modalità più convenienti. Nessuna sorpresa dovuta ad extra-costi imprevisti o a tempi di programmazione senza data di scadenza. Sembra un sogno, ma si tratta di una prassi consolidata da tempo.
Nel nostro paese si sono fatte scelte politiche in passato mirate a creare posti di lavoro anche inutili, pur di abbassare il livello della disoccupazione, sia nel pubblico che nel privato. Senza tirare banalmente in ballo categorie come i notai o i dipendenti comunali, resta la constatazione che, salvo i progetti più importanti, si potrebbero in quasi tutti i casi abolire le commissioni edilizie ricorrendo allo strumento della D.I.A. o agevolare per merito i progetti più virtuosi (bioedilizia e risparmio energetico) e non solo quelli dei tecnici “amici”.
Il settore delle case prefabbricate in legno può però essere un occasione anche per il cliente stesso, che ha l’occasione di fare un piccolo gesto di rispetto nei confronti dell’ambiente, valorizzando le scelte più ecologiche in accordo con il proprio architetto. Quest’ultimo avrà l’occasione di valutare oggettivamente le ditte sulla base delle caratteristiche tecnico-costruttive, del rapporto q/p, non influenzato da interessi personali o di amicizia con l’impresario. L’azienda che realizzerà la nostra casa, infine, ha la possibilità di confrontarsi con il cliente alla luce del sole, valutando l’incidenza delle singole voci di listino sul costo finale. L’obiettivo comune resta in fatti di fissare un prezzo univoco e bloccato a garanzia reciproca senza possibilità di richieste o contestazioni successive.
Per concludere, costruire una casa resta una sfida lunga, difficile e costosa. Un approccio diverso da parte di tutte le figure coinvolte è però possibile se è innanzitutto il committente stesso a pretenderlo. Le scelte che stanno alla base di chi decide di rivolgersi alla bioedilizia (come cliente) o alla bioarchitettura (come tecnico), ed in particolare alle case prefabbricate in legno, vanno quasi sempre al di là del semplice tema abitativo e coinvolgono ben altri aspetti del vivere, come scelta di vita profonda e duratura.

IL BENESSERE DELL’EDIFICIO, UNA VIRTU’ POCO CONOSCIUTA

Ecco un aspetto invisibile delle abitazioni che distingue una casa di qualità da una poco sana e mal costruita.
Il parametro ambientale che ognuno di noi osserva anche più volte al giorno per valutare la qualità del clima del nostro alloggio è la temperatura dell’aria. Il nostro bel termometro a muro (anche digitale, per i più sofisticati) rileva con precisione le oscillazioni termiche fornendo supporto scientifico alla nostra delicata decisione di attivare o meno l’aria condizionata o alzare-abbassare la temperatura dei termosifoni.
Eppure spesso ci ammaliamo proprio all’interno delle nostre abitazioni a causa di correnti d’aria, umidità eccessiva, sbalzi di temperatura, aria troppo secca. E senza tener conto delle esalazioni tossiche provenienti da vernici e sostanze contenute nei materiali da costruzione (ma non è questa la sede in cui intendo trattare quest’ultimo aspetto).
Non serve essere laureati in fisica per sapere che la temperatura è solo un aspetto che costituisce la sensazione di benessere avvertita dal corpo. Sappiamo che umidità e velocità dell’aria influiscono moltissimo sulla percezione del calore e questo vale tanto per l’ambiente esterno, quanto per il microclima di casa nostra.
Non solo. Il nostro vecchio termometro rileva la temperatura in un punto preciso dello spazio ed è molto probabile che a poca distanza si possano trovare valori assai differenti. L’aria calda tende a salire verso l’alto; a maggior ragione in un alloggio su più piani (la classica casa a schiera) ci sorprenderemmo a fare letture diversissime tra un livello e l’altro. Eppure la maggior parte degli alloggi è dotato ancor oggi di un unico termostato (manuale od automatico, poco importa), con il risultato di un eccesso di calore in alcune zone e un deficit in altre. Mi permetto un piccolo suggerimento a basso costo, valido anche per la vostra attuale casa. Dotate ogni radiatore di una valvola termostatica. Si tratta in pratica di un dispositivo che, raggiunta la temperatura desiderata, isola il radiatore dall’impianto, con il risultato di migliorare l’uniformità del calore interno all’abitazione e facendovi risparmiare sull’utilizzo stesso della caldaia.
Oggi è di gran moda l’impianto di riscaldamento a pavimento. Nulla a che vedere con i vecchi impianti degli anni ’60 che, funzionando prevalentemente per conduzione (scaldando l’aria), facevano gonfiare le gambe con risultati dannosi a medio-lungo termine. Gli impianti moderni, a bassa temperatura (sotto i 30° C), operano quasi completamente per radiazione (il piacevole effetto di un tiepido sole nelle fredde giornate d’inverno). Il risultato è un clima sano ed uniforme, anche se non mancano gli aspetti da valutare correttamente. Un impianto a pavimento radiante in una casa male isolata ci darà sempre una sgradevole sensazione di freddo. Dal punto di vista economico i costi di gestione (oltre al maggior investimento iniziale) rischiano di essere maggiori nonostante le basse temperature, in quanto i classici radiatori possono entrare in funzione solo quando serve (gli apporti del sole in una casa ben orientata e vetrata sono notevoli e, con un buon isolamento, a volte sufficienti). Se lavoriamo fuori casa tutto il giorno, possiamo scientificamente programmare lo spegnimento e l’accensione della caldaia in base al nostro stile di vita. Un impianto a pavimento necessità poi di tempi lunghi per entrare a regime in quanto, oltre alla serpentina in cui scorre il fluido, deve attivarsi tutto il pacchetto del solaio (laterocemento, sottofondo, massetto e pavimento), la cui inerzia termica è molto alta. Con il risultato di avere la caldaia logicamente accesa notte e giorno.
D’altra parte chi possiede un impianto tradizionale a termosifoni sa bene che l’aria diviene piuttosto secca ed è sempre presente in casa molta polvere. In questo caso risulta difficile ottenere una buona uniformità delle temperature, in quanto le zone più lontane dai radiatori sono ovviamente più fredde rispetto a quelle nelle immediate vicinanze.
Con una casa male isolata sarà indispensabile ricorrere ad un utilizzo massiccio del riscaldamento (con la conseguenza sopra elencate), mentre una casa a risparmio energetico diverrà garanzia di un piacevole microclima interno perché gli stessi movimenti dell’aria saranno a circolazione naturale, limitari e non forzati dalla presenza di zone calde e zone fredde.
Estendendo questi criteri diviene persino banale affrontare il tema del raffrescamento estivo. I classici raffreddori, mal di gola, o peggio ancora bronchiti, polmoniti e infezioni batteriche dovuti a correnti d’aria fredda e a repentini sbalzi termici sono all’ordine del giorno con un uso intensivo dell’aria condizionata, soprattutto durante le ore notturne o, peggio ancora, con il getto rivolto direttamente verso di noi. La casa poco isolata nelle giornate molto calde ne rende necessario il ricorso massiccio, così come una casa ben coibentata non ne richiederà l’utilizzo. I benefici, evidenti dal punto di vista economico, lo sono ancor di più sotto il profilo della salute e del benessere.
In passato le abitazioni erano realizzate con muri esterni di grande spessore, sia per motivi statici, ma anche e soprattutto per difendere da caldo e freddo. Il ricorso al cemento armato ha permesso di realizzare abitazioni dove le pareti esterne avessero solo la funzione di tamponamento, il che ha portato a perdere l’originale funzione di casa-organismo, in grado di adattarsi gradualmente ai cambiamenti climatici stagionali.
Una casa in legno ha il grande pregio di comportarsi termicamente in modo naturale; i materiali di cui è costituita non rilasciano sostanze nocive, non vengono generate correnti d’aria e l’involucro non necessita di grandi apporti impiantistici, ma di semplici scelte tecniche mirate ed intelligenti, soprattutto se basate sullo sfruttamento di energie rinnovabili.