CHI HA COMINCIATO AD INFORMARSI CONCRETAMENTE CON QUALCHE AZIENDA DEL SETTORE SAPRÀ CHE È POSSIBILE ACQUISTARE UN’ABITAZIONE PREFABBRICATA IN LEGNO SCEGLIENDO DIVERSI STADI DI AVANZAMENTO.
Molte ditte di case prefabbricate spingono per fermarsi alla struttura, proponendovi di completare gli impianti e le finiture per conto vostro, mentre altre sollecitano il cliente all’acquisto di un’abitazione finita.
Spesso le motivazioni sono tecnico-organizzative, altre volte economiche, ma in genere le aziende più importanti e serie sono in grado di garantire il massimo della qualità per ogni fase costruttiva. Pertanto la scelta va ponderata attentamente in base alle specifiche esigenze del singolo.
Vi sono però alcuni aspetti generali di cui tener conto, per capire dove finisce la prefabbricazione in senso lato e dove inizia il lavoro in opera, più artigianale e, in qualche modo, tradizionale.
Il termine “case prefabbricate” è una traduzione letterale, ma poco accurata del tedesco “fertighaus”, la cui connotazione è assai più ricca e tiene conto del processo di realizzazione, controllato ed accurato, all’interno dello stabilimento ed è indice di qualità e precisione.
Ogni casa resta unica ed individuale ed il processo di prefabbricazione è limitato alla preparazione delle pareti esterne, comprensive in isolamento interno, cappotto, intonaco, serramenti e persiane e delle pareti interne, già predisposte con le tracce degli impianti.
Gli eventuali solai lignei e la struttura del tetto vengono eseguite velocemente in opera (non sono prefabbricati) con gli elementi dell’orditura e dell’assito pretagliati e numerati.
Semplificando, le pareti sono gli unici elementi realmente prefabbricati della vostra abitazione.
Chi ha un minimo di esperienza di cantiere, sa che il punto debole delle abitazioni tradizionali resta l’esecuzione della struttura da parte delle maestranze. Anche l’impresa di costruzioni migliore non potrà garantire un alto indice di precisione realizzativa, a causa di discontinuità tra i materiali, assestamenti, oltre all’inevitabile errore umano.
Il fatto è che anche un piccolo punto debole può abbassare molto le prestazioni energetiche dell’edificio, a scapito dei consumi e del rendimento termico. E stiamo ipotizzando un’impresa di eccellente qualità (credo non serva aggiungere altro).
Il montaggio in opera di un serramento ad esempio è una delle operazioni più delicate, anche supponendo di aver installato la migliore finestra possibile con tripli vetri bassoemissivi. Effettuiamo un montaggio poco accurato, aggiungiamoci una bella cornice in marmo e abbiamo creato un ponte termico perfetto capace di annullare l’effetto del nostro costoso cappotto isolante esterno.
Non è un caso che la delicata giunzione serramento-parete sia meticolosamente controllata in stabilimento dopo l’installazione per verificarne la tenuta perfetta, testata e garantita.
Chiarito il concetto di prefabbricazione, un breve accenno a cosa di intende per grezzo.
Da questo livello sono esclusi impianti, bagni e finiture, ma troviamo notevoli differenze tra azienda ed azienda di case prefabbricate. Per alcune si tratta di un grezzo strutturale, per altre di un grezzo avanzato, per cui è opportuno valutare nel dettaglio questi aspetti per effettuare un confronto tra i vari preventivi.
HAAS Fertigbau al primo livello definisce la casa con interni da finire come “completa della parete esterna intonacata e di tutte le pareti interne. Saranno inclusi i balconi, gli annessi, il garage, il tetto completo di camino e canna fumaria, gli abbaini, le grondaie, la scala che porta al primo piano, la porta di ingresso e le finestre, le tapparelle.
Sarà anche predisposto l'impianto elettrico con la canalizzazione, le scatole portafrutti e una cassetta di derivazione. Gli impianti sanitari sono predisposti con un blocco in PU già pronto per gli accessori sospesi e comprensivo di cassetta per l'acqua”.
Al secondo livello la casa è valorizzata con impiantistica tecnica: “Oltre al punto 1 in questo livello di finitura verranno aggiunti gli impianti. Il sistema completo di tubi per l'acqua calda e fredda, l'installazione dell'impianto elettrico completo comprensivo di frutti, copriplacche e quadro, l'impianto di riscaldamento completo di caldaia e termosifoni”.
Al terzo livello la casa è completa di bagni: “Ai due livelli superiori potrete richiedere anche la fornitura del massetto completo in cemento termoisolante e coibentato, i lavori di stuccatura, i davanzali interni (quelli esterni sono nel 1° livello) e i bagni completi”.
Infine al quarto ed ultimo livello chiavi in mano “sarà completata con tutto quello che manca ai tre livelli superiori: i lavori di tinteggiatura delle pareti, i pavimenti completi di battiscopa e le porte interne”.
A questo punto ci si potrebbe lecitamente domandare se è meglio fermarsi al primo livello o chiedere un’abitazione finita.
Ritengo che il chiavi in mano dia le migliori garanzie qualitative e di tempistica per le case prefabbricate, ma che in taluni casi sia possibile valutare lo scorporo di alcune lavorazioni.
Chi ha la possibilità di effettuare i lavori con impiantisti di fiducia o di acquistare il materiale di finitura a costi concorrenziali o non trova la campionatura di proprio gradimento, può senz’altro valutare di stralciare dal contratto alcune voci, senza timore di snaturare le qualità energetiche dell’abitazione.
Si tenga però presente che il materiale e le ditte di case prefabbricate che ci vengono proposte con il chiavi in mano rappresentano una garanzia in più sulla qualità complessiva della nostra abitazione.
QUANDO SI PARLA DI CLASSI CASACLIMA O IN GENERE DI ISOLAMENTO TERMICO, CI SI RIFERISCE ALLA CAPACITA’ DEL FABBRICATO DI DIFENDERE I SUOI OCCUPANTI DAL FREDDO.
Può sembrare un paradosso limitare il concetto di certificazione all’inverno, considerando i costi che complessivamente vengono sostenuti per il raffrescamento estivo degli edifici nel nostro paese. La minima diffusione di sistemi alternativi alla tradizionale aria condizionata, come pompe di calore o impianti di ventilazione, i cui consumi di energia elettrica sono di molti inferiori ad un canonico impianto motore-split, sta progressivamente aumentando il fabbisogno energetico per la regolazione climatica estiva. Si deve tenere presente che in Italia l’energia elettrica viene prodotta principalmente per mezzo della combustione di energie non rinnovabili come il petrolio e il carbone, con un alto prezzo economico ed ambientale, in contrasto con le direttive del protocollo di Kyoto.
Si deve aggiungere che sembra sempre più difficile accettare il fatto che d’estate “faccia caldo”. Si pretende una temperatura costante a 21 gradi per 12 mesi l’anno, senza considerare che il nostro corpo ha una grande capacità di adattamento, ma male sopporta i repentini sbalzi di temperatura. Eppure l’aria condizionata ci accompagna ovunque. Da casa all’automobile, dall’ufficio al centro commerciale.
Non ci si accontenta di abbassare il tasso di umidità e la temperatura di pochi gradi, ma si pretendono valori invernali che richiedono molta energia e che causano inevitabilmente una serie di affezioni al nostro apparato respiratorio. Un comportamento diffuso che richiederebbe di ripensare alla base al concetto di confort termico in accordo al ciclo delle stagioni. In passato ci si difendeva dal caldo e dal freddo in modo naturale, progettando gli edifici con criteri costruttivi passivi efficaci, senza la necessità di ricorrere ad un’impiantistica spinta ed energivora. Eppure ci capita spesso di pensare alle “case vecchie” come ad edifici freschi d’estate o al piacevole tepore di un semplice caminetto acceso.
L’illusione di poter disporre a piacimento e a costi bassi dell’energia da idrocarburi appartiene al passato, ma il mercato delle rinnovabili stenta a decollare e il settore degli impianti di condizionamento non conosce crisi.
Dal nostro piccolo punto di vista delle case in legno abbiamo fatto una scelta ben precisa nei confronti dell’ambiente, con un’idea di confort termico e di qualità dell’aria sani e naturali.
Ma possiamo realmente rinunciare all’installazione del raffrescamento estivo?
Faccio un passo indietro. Le case in legno prefabbricate nascono per difendere principalmente dal freddo invernale e sono contestualizzate nei paesi del nord Europa, in cui il periodo caldo è limitato e non raggiunge i picchi di temperatura dell’area mediterranea. La parete esterna basata sulla struttura a telaio a doppio isolante (interno + cappotto), può rivelarsi un arma a doppio taglio se complessivamente il muro non ha sufficiente massa. L’utilizzo di un isolante leggero (lana di vetro o roccia, ma anche fibra di legno a bassa densità), permetteranno bassi valori di trasmittanza, con ottimo isolamento invernale, ma anche una bassa capacità di frenare l’onda di calore estiva. Non solo. Una volta entrato il calore nell’abitazione, l’alto isolamento porta addirittura a trattenere il calore, surriscaldando gli ambienti interni. Pensiamoci non una, ma mille volte quando scegliamo la ditta che costruirà la nostra casa prefabbricata.
Molte aziende hanno solo ottimi argomenti economici, ma forniranno una tecnica realizzativa approssimativa e del tutto errata per i nostri climi. Le soluzioni possibili sono sostanzialmente due. Una costruzione più massiccia, con pareti piene alternate all’isolante, per aumentare la massa e “sfasare” delle ore necessarie l’onda termica, impedendone l’ingresso nell’edificio, o aumentare la densità dell’isolante stesso. Quest’ultima soluzione ha il vantaggio di permettere spessori di muro limitati e ottimi valori di isolamento invernale, mentre nel primo caso si tratta di una sorta di blockhaus, che dovrà necessariamente rinunciare a parte dell’isolante o avere spessori complessivi piuttosto importanti.
Un ottimo prodotto è sicuramente la fibra di legno ad alta densità, sempre più diffuso tra le aziende come materiale naturale ed in grado di isolare ottimamente da caldo e freddo, garantendo peraltro i valori di massa della parete richiesti dalla normativa in vigore.
FINO A CHE LIVELLO DI PRESTAZIONI ENERGETICHE E’ POSSIBILE SPINGERE LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO E COME SI PUO’ CONCILIARE IL RISPARMIO SULLA BOLLETTA CON UN COSTO DI COSTRUZIONE LEGGERO?
Bisogna innanzitutto fare chiarezza sugli obiettivi da raggiungere, soprattutto in presenza di un budget di spesa limitato.
Proviamo a procedere per punti:
1. Minimo fabbisogno di energia per il riscaldamento invernale.Va ottenuto innanzitutto attraverso un progetto finalizzato alla minima dispersione termica a partire dal disegno, con una pianta compatta possibilmente vicina alla forma quadrata, assenza di aggetti o rientri nella sagoma, involucro e copertura di tipo semplice, poche aperture rivolte verso nord.
E’ poi essenziale ottenere il massimo del guadagno solare accumulando il calore invernale mediante una captazione mirata dell’energia passiva, in particolare nelle ore più calde attraverso il posizionamento degli ambienti di soggiorno verso sud. Le vetrate sono in grado di far passare la radiazione e di scaldare efficacemente l’abitazione per effetto serra impedendo al calore stesso di fuoriuscire. E’ intuibile l’importanza di installare serramenti di alta qualità con vetrocamera a bassa trasmittanza per agire efficacemente sulla componente solare e minimizzare le dispersioni dovute al minore isolamento del vetro stesso rispetto alla parete coibientata.

2. Massima protezione dall’eccesso di calore estivo per evitare l’ausilio dei sistemi di condizionamento.Il surriscaldamento delle case prefabbricate deve, ancora una volta, essere eliminato all’origine attraverso un’accorta progettazione passiva. E’ fondamentale evitare che la radiazione solare incida direttamente sulle vetrate nei mesi più caldi schermando i raggi estivi con tettoie, balconi, frangisole, pergolati, tende, sporgenze del tetto, veneziane esterne. I sistemi a disposizioni sono molti e possono modulare in modo interessante gli spazi esterni, creando luoghi di fruizione usufruibili tutto l’anno. Infatti i raggi del sole durante l’estate sono vicini allo zenith e vengono bloccati facilmente dagli schermi passivi, mentre nei mesi freddi possono passare, in quanto si trovano molto più bassi, vicini alla linea dell’orizzonte.
3. Limitare al massimo l’impiantistica per il riscaldamento ed il raffrescamento.
Una casa a basso consumo necessita di poca energia, per cui appare logico non spendere troppi soldi per degli impianti termici costosi che richiederanno tempi lunghissimi per rientrare nell’investimento. Le pompe di calore sono davvero consigliabili solo in presenza di interventi di una certa dimensione come le case plurifamiliari. A volte le aziende di "case prefabbricate" e gli impiantisti spingono su questa voce più per il loro interesse che per il vostro….e qui mi fermo.
4. La composizione della parete andrà attentamente determinata in base alla zona climatica.
In generale no agli isolanti troppo leggeri come la fibra di vetro o la lana di roccia. Bene la cellulosa e meglio ancora la fibra di legno ad alta densità. Il cappotto serve per non fare entrare il freddo, quindi bastano pochi centimetri. Alcune aziende forniscono pareti di grande spessore con cappotti esterni esagerati, di 10 o più centimetri. Meglio aumentare lo spessore dell’isolante interno, che migliorerà le caratteristiche di coibentazione durante tutto l’anno.
5. L’importanza dell’isolamento del tetto.
I tetti ventilati in Italia spesso vengono offerti con isolamenti insignificanti, puntando tutto sulla capacità di questa tecnica costruttiva di eliminare il calore in eccesso e l’umidità. Tuttavia l’isolamento è fondamentale e deve essere di spessore adeguato. La copertura dovrebbe avere un valore di trasmittanza analogo alla parete esterna delle case prefabbricate e questo è possibile solo con tanti centimetri di isolamento. Anche in questo caso meglio un isolante con una certa massa, in grado di fungere da barriera di protezione tutto l’anno. La camera di ventilazione può essere una soluzione tecnica da abbinare ad un tetto bene isolato, ma andrà valutata attentamente in base al tipo di progetto e alle condizioni climatiche specifiche del luogo.
MOLTE PERSONE MI CHIEDONO DI CONSIGLIARE LORO IL NOME DI QUALCHE AZIENDA DEL SETTORE AFFIDABILE.
Questo blog, tuttavia, nasce con l’intento di divulgare la conoscenza sulle case prefabbricate e non vuole essere una vetrina pubblicitaria, per cui, pur consapevole di cacciarmi in un terreno viscido, tenterò di dare un punto di vista il più neutrale possibile.
Questo tipo di abitazioni vede la luce negli anni ’70 in Germania, Austria e Svezia, dove la cultura delle abitazioni in legno era, per ovvie ragioni di disponibilità di materiale, ben radicata.
La necessità di difendersi dalle rigide temperature dell’inverno del nord Europa, unitamente ai crescenti costi per il riscaldamento, dovuto alla concomitante crisi energetica, hanno portato ad un’evoluzione della tradizionale carpenteria in legno locale.
La ricetta era molto semplice.
Strutture a telaio, flessibili ed antisismiche, con grande portata e durata nel tempo, abbinate a tamponamenti isolanti di grande spessore e ulteriore cappotto di isolamento esterno.
Eliminazione dei ponti termici, serramenti isolati con vetri doppi a bassa trasmittanza e soprattutto realizzazione dell’intera struttura dell’abitazione nello stabilimento, assemblaggi perfetti, test a tenuta e tempi di costruzione ridottissimi, con lavorazioni in opera limitate al montaggio a garanzia della massima efficienza termica dell’edificio.
Si tratta dunque di una tecnologia matura e consolidata nel tempo che può contare oramai su grandi numeri.
Le continue piccole innovazioni apportate negli anni hanno migliorato sempre più il livello di queste abitazioni, garantendo in generale un’ottima qualità complessiva delle case prefabbricate, unitamente ad un’ampia offerta di proposte, dovuta al recente ingresso nel settore di molte nuove aziende, italiane e dell’est Europa in particolare.
Il consumatore può essere oggettivamente disorientato, soprattutto dopo la visita ad una fiera tematica. In genere le ditte più piccole sono soprattutto importatori di marchi esteri con una buona esperienza, anche se non mancano i casi di aziende sinora attive nel settore della carpenteria e falegnameria da poco affacciatesi nel campo delle abitazioni prefabbricate (soprattutto del tipo “blockhaus”).
Dal mio punto di vista il potenziale cliente può essere rassicurato, dato che si tratta di un settore competitivo che premia le buone aziende e espelle rapidamente quelle mediocri.
Detto questo, un primo criterio è senz’altro il prezzo.
Se avete già confrontato qualche preventivo, vi sarete accorti che i prezzi sono estremamente livellati.
Va da se che ci vi chiede molto meno non sarà assolutamente in grado di fornirvi una casa prefabbricata della medesima qualità delle ditte più conosciute.
Se il vostro scopo è realizzare un’abitazione in poco tempo spendendo poco, avete trovato ciò che fa per voi, ma se, come spero, ricercate un’abitazione ecologica e a risparmio energetico, scartate rapidamente chi punta tutto su un listino aggressivo.
Alcune ditte si posizionano poi in una fascia di prezzo molto più alta.
Si tratta di abitazioni spesso firmate da architetti conosciuti con finiture di pregio, che occupano giustamente una nicchia di mercato al vertice.
Se avete tanti soldi ….
Ma in genere chi si avvicina a queste case dovrebbe sempre ricercare un buon rapporto qualità/prezzo. Fatevi fare un preventivo relativo al “grezzo”, dato che le finiture possono far oscillare il costo sensibilmente. Si tratta di un buon parametro di valutazione che andrebbe approfondito nelle singole voci, dato che alcune aziende escludono da questo totale alcuni elementi che per altre ditte sono di serie (canne fumarie, scale, avvolgibili, predisposizioni impiantistiche,…). Potreste scoprire differenze di parecchie migliaia di euro tra preventivi apparentemente simili.
Esistono anche case prefabbricate in cemento, in laterizio, in fibrocemento o a parete massiccia. Trattare questo tipo di abitazioni sarebbe troppo complesso e non è questo blog la sede appropriata per farlo.
Supponiamo che abbiate ristretto la scelta a ditte che vi hanno fornito costi simili, con una buona offerta di case a catalogo, analoghe tecnologie, valori di trasmittanza e materiali affini.
Resta da valutare la qualità effettiva. Le ditte più conosciute possono contare su grandi numeri che difficilmente sono raggiungibili solo grazie ad una mirata campagna pubblicitaria o ad una diffusione capillare sul territorio.
Quasi sempre ci vengono proposte case definite ecologiche, naturali, bioedili, sostenibili. Si tratta certamente di ottimi slogan, non sempre confermati dai materiali impiegati.
Quasi tutti i costruttori vi garantiscono per 30 anni dai difetti strutturali.
Ci sono però ditte di provata esperienza che esistono da oltre 30 anni ed altre appena nate che ci richiedono di fare un atto di fiducia. E’ inevitabile ricordare che la tecnologia ha origine nella tradizione costruttiva dei paesi al di là delle Alpi, un aspetto difficilmente trascurabile.
Infine valgono molto la capacità di rispondere ai vostri dubbi (e alle vostre angosce) del vostro interlocutore e la capacità di capire al volo le vostre esigenze e a tradurle nel concreto (quanti mesi prima di vedere un preventivo?).
Affidarsi al nostro amico tecnico (che magari ne sa meno di noi) non sempre aiuta. L’acquisto di un’abitazione è un passo importante, non affettiamolo sollecitati dall’insistenza di chi ci invita a firmare il contratto, ma valutiamo con pazienza. Difficilmente ci pentiremo della scelta fatta.
Fidiamoci del nostro istinto (soprattutto a quello femminile…). Il grande segreto è osservare i piccoli dettagli nascosti. Sono questi che fanno davvero la differenza.
HAAS FERTIGBAU, LA DIVISIONE CASE IN LEGNO DEL GRUPPO HAAS È UFFICIALMENTE PARTNER CASACLIMA.
Tale prestigioso riconoscimento trova suggello nella la prima casa Haas certificata dall'Agenzia CasaClima della provincia di Bolzano.
Si tratta di uno dei tre edifici realizzati per il Bed & Breakfast Antalatilla a Castellucchio, in provincia di Mantova ed in particolare dell’abitazione dei proprietari, i Sig.ri Rita e Gianfranco.
Ci sarà modo prossimamente di entrare nei dettagli della costruzione di questo complesso, senz’altro interessante per l’entità stessa dell’intervento.
Quando si parla di prestazione energetica delle abitazioni si ricorre allo strumento della certificazione per quantificare il consumo necessario al riscaldamento dell’edificio.
Non si tratta di una generica etichetta o di uno slogan promozionale, ma di una rilevazione seria ed oggettiva secondo un preciso modello di calcolo.
Si deve tenere conto che la casa in oggetto è una normalissima abitazione a catalogo, il modello Haas Optima 135, realizzato con parete e serramenti standard e l’unico impianto di una certa importanza ai fini dell’incremento delle prestazioni è la ventilazione meccanica con recupero del calore, che permette il ricambio completo dell’aria dell’abitazione in poche ore evitando le dispersioni dovute all’apertura dei serramenti.
La casa Optima è stata inoltre correttamente orientata sul lotto, potendo contare su di un’efficiente captazione della radiazione solare grazie alle grandi vetrate posizionate sul fronte sud ed è in grado di minimizzare le dispersioni grazie all’involucro particolarmente compatto.
Una corretta progettazione abbinata alla parete standard Thermo-Protect System da 28,3 cm. hanno permesso di ottenere un valore di isolamento che corrisponde alla Classe Oro. Tale classe indica secondo i parametri CasaClima che i consumi dell’edificio si collocano al di sotto dei 10 kW per metro quadrato, come limite massimo del consumo, un livello quasi passivo.
Vorrei ribadire con forza l’importanza di aver raggiunto un simile risultato adottando soluzioni del tutto standard, con un muro esterno inferiore ai 30 cm., attraverso semplici scelte di progetto intelligenti ed accorte.
Il prezzo di acquisto spesso diviene il parametro su cui viene fatta la scelta tra prefabbricato e tradizionale o tra ditta e ditta se la valutazione viene ristretta alle case in legno.
Queste case vengono garantite 30 anni, ma devono durare quanto e più di una casa in muratura tradizionale e garantire un ritorno economico grazie al risparmio energetico.
Investire in una casa in legno resta purtroppo una scommessa per molte persone.
Il settore delle case prefabbricate è una realtà nuova per il nostro paese ed il cliente finale spesso non è supportato correttamente dal proprio tecnico.
La selezione della ditta va attentamente ponderata in base all’affidabilità ed agli elementi obiettivi di garanzia che vengono forniti.
Esperienza costruttiva e grandi numeri di produzione acquistano ancor più grande valore se supportati da prestigiosi riconoscimenti di certificazione come questo.
DOPO TANTO SCRIVERE, PERMETTETEMI UN PICCOLO POST AUTOREFERENZIALE.
FORSE POCO AGGIUNGERA’ ALLA CONOSCENZA DELLE CASE IN LEGNO, MA MOLTI ASPETTI SONO CAMBIATI DALLA PUBBLICAZIONE DEI PRIMI ARTICOLI E QUESTA MI SEMBRA L’OCCASIONE GIUSTA PER FARE IL PUNTO DELLA SITUAZIONE.
Era il primo settembre 2008.
In fondo sono passati solo pochi mesi da quando decisi di aprire questo blog, quasi per svago. Molti clienti mi chiedevano informazioni, confidandomi le loro insicurezze e i loro dubbi all’idea di spendere tanti soldi per un tipo di costruzione così distante dalle nostre abitazioni di tutti i giorni. Paure, ma anche tante idee sbagliate, luoghi comuni, conoscenza superficiale del settore.
I primi articoli, scritti di getto, cercavano soprattutto di fare chiarezza, dissimulare i diffusi pregiudizi, dare risposta collettiva alle principali domande che mi sentivo porre.
Sono passato ben presto ai consigli tecnici, dall’ottimizzazione del progetto in funzione del risparmio energetico ai temi ecologici, dai suggerimenti per risparmiare sull’acquisto alla scelta della ditta costruttrice.
Oggi il materiale che potete reperire all’interno di questo blog è oggettivamente parecchio, spero qualitativamente interessante, ma certamente poco organizzato sotto l’aspetto della leggibilità.
Difficilmente si prosegue con la lettura oltre gli ultimi post pubblicati, nonostante qualche vecchio articolo venga di tanto in tanto da me riportato alla luce in home page.
A breve cercherò pertanto di creare un indice intuitivo per argomenti che possa facilitare la lettura in base all’interesse del lettore, così come mi riprometto di migliorare la grafica complessiva del sito, pur con tutti i limiti insiti nella piattaforma Blogger.
Oltre a ciò, per chi fosse interessato, troverete in edicola miei articoli sulle case prefabbricate in legno dal numero di marzo de “LA MIA ENERGIA”, nuova rivista tematica sul risparmio energetico rivolta soprattutto all’utilizzatore finale, con consigli pratici ed intuitivi, in un linguaggio accessibile a chiunque.
Prosegue fruttuosamente la mia collaborazione con il portale “CASAPASSIVA.COM”, dove potrete ampliare la lettura approfondendo temi di bioedilizia, energie rinnovabili, conoscere le molte realizzazioni di case passive o farvi un quadro complessivo sulle aziende di case in legno sul mercato.
Un ultimo accenno infine alla mia attività professionale.
L’inaspettato successo del blog sta rendendomi problematico il dedicare un tempo adeguato alle molte richieste che mi vengono quotidianamente formulate. Pur cercando di rispondere sempre a tutte le mail che ricevo, mi trovo costretto a limitare il servizio di consulenza gratuita al minimo indispensabile. Di questo mi dispiaccio, ma, pur apprezzando l’attenzione che viene dedicata al sito e i molti complimenti sinceri che ricevo ogni giorno, non mi è possibile, mio malgrado, destinare molte ore della mia lunga giornata lavorativa all’attività di mailing. Spero pertanto che possiate comprendere (e giustificare) l’estrema “sintesi” delle mie ultime risposte.
Lo stesso dicasi per i preventivi. Per la quasi totalità di essi non ho ricevuto alcuna replica, pur trattandosi di un’attività faticosa, che richiede molto tempo ed energia. Mi trovo costretto pertanto a limitare questo genere di servizio solo a fronte di richieste concrete e in zone a me limitrofe. In tutti gli altri casi non mancherò comunque di girare la segnalazione all’agente di zona.
Come progettista, al contrario, sarò ben felice di affiancarvi nell’ideazione della vostra abitazione, supportandovi con la mia conoscenza di bioarchitetto nel settore delle case ecologiche a risparmio energetico, con entusiasmo e dedizione, impegno ed esperienza.