ALLA PARI DELLE NORMALI ABITAZIONI ANCHE LE CASE PREFABBRICATE DEVONO RICEVERE UN'ADEGUATA E REGOLARE MANUTENZIONE.
INOLTRE PUÒ ANCHE CAPITARE CHE CI SI TROVI NELLA NECESSITÀ DI DOVER RIPARARE UNA PARETE (SIA INTERNAMENTE CHE ALL'ESTERNO), IL TETTO O UN EVENTUALE BALCONE.
CHI EFFETTUA QUESTI LAVORI DI MANUTENZIONE / RIPARAZIONE? ESISTONO DITTE SPECIALIZZATE OPPURE È NECESSARIO RIVOLGERSI A CHI HA COSTRUITO LA CASA? A QUALE PREZZO?
E NEL CASO, MAGARI DOPO 50 ANNI, SI INTENDA RISTRUTTURARE LA CASA, SOSTITUENDO AD ESEMPIO I TUBI DELL'ACQUA E QUELLI DELL'IMPIANTO DI RISCALDAMENTO (POSTO SOTTO IL PAVIMENTO) COME SI INTERVIENE?
MI È STATO DETTO DA UN VENDITORE CHE È POSSIBILE SOSTITUIRE QUESTE PARTI SEMPLICEMENTE SMONTANDO I PANNELLI DI LEGNO CHE LE RICOPRONO (NON HO CAPITO COME SI FACCIA CON IL PAVIMENTO): È VERO?
Domande più che interessanti di un lettore che meritano una risposta pubblica per affrontare un po’ più nel dettaglio il tema, solo accennato, della cura e degli interventi nel tempo dell’abitazione.
Banalmente si potrebbe dire che le case prefabbricate in legno vanno considerate delle normali abitazioni, in particolare per ciò che riguarda le manutenzioni ordinarie.
Le aspettative di vita sono le medesime di una casa tradizionale, con l’indubbio vantaggio di una garanzia trentennale che copre i difetti di fabbricazione e i danni non causati da errati comportamenti del proprietario o da agenti esterni.
E’ evidente il vantaggio di affidarsi da subito ad una ditta di case di legno affidabile e conosciuta rispetto all’incognita di un risparmio sul prezzo di acquisto quasi mai giustificabile dal punto di vista qualitativo.
E’ possibile che si debba affrontare qualche intervento di riparazione nel corso nel tempo.
In questo caso ci rivolgeremo direttamente alla ditta costruttrice, che potrà intervenire nel modo più opportuno con le dovute attenzioni e seguendo una corretta prassi.
In alternativa, per piccoli lavori, si potrà contattare una delle molte aziende del settore delle costruzioni in legno che realizzano anche case prefabbricate simili alla nostra abitazione.
Esistono anche buone ditte italiane, soprattutto al nord Italia, dandoci la possibilità di confrontare più di un preventivo.
Ovviamente, se gli interventi di riparazione fossero consistenti, dovuti a mutate esigenze funzionali, adeguamenti impiantistici o migliorie tecniche, la ditta costruttrice originaria resta il referente principale da interpellare.
Va comunque sottolineato che la costruzione delle case in legno consente agevolmente tali interventi, al pari di una costruzione tradizionale.
Dovendo, ad esempio, intervenire sulla serpentina di un riscaldamento radiante a pavimento, la composizione del pacchetto del solaio sarà analoga a quella di una costruzione tradizionale con sottofondi e massetti a base cementizia.
Canne fumarie e tubazioni di scarico passano al di fuori delle pareti esterne, sia per evitare ponti termici e discontinuità nell’isolamento, ma anche per facilitare eventuali interventi manutentivi.
La costruzione stessa delle case prefabbricate prevede che gli eventuali lavori di manutenzione, riparazione o ristrutturazione debbano avvenire con modalità non invasive, semplificando l’operatività e limitando di conseguenza i costi da sostenere a carico del proprietario.
UNA CASA DI LEGNO ECOLOGICA E A RISPARMIO ENERGETICO DI QUALITA’ CERTIFICATA AD OGGI RAPPRESENTA UN INVESTIMENTO ECONOMICO CHE VERRA’ SENZ’ALTRO AMMORTIZZATO NEL GIRO DI QUALCHE ANNO.
Tuttavia è necessario fare chiarezza e capire se scegliere di affidarci al settore delle case prefabbricate in legno rappresenti in tutti i casi una scelta sensata o se convenga realizzare la nostra abitazione in edilizia tradizionale.
Dando per scontato che il lettore del mio blog abbia compreso a fondo i vantaggi pratici delle case in legno e i grandi pregi che questo materiale offre dal punto di vista del confort abitativo, vorrei focalizzare la questione sull’aspetto puramente economico.
Un’abitazione in laterocemento costa mediamente meno di una in legno. Una buona impresa di costruzioni è in grado di realizzare una casa con un valido isolamento termico, una dotazione impiantistica moderna ed efficiente e un adeguato capitolato di finitura con un costo che può oscillare intorno a 1.000 - 1.200 €/mq. Un risparmio su questo prezzo è ottenibile solamente a scapito della qualità costruttiva, dato che difficilmente il proprietario è disposto a sacrificare le finiture della sua abitazione. Supponendo ciò, possiamo ipotizzare la costruzione di un alloggio piuttosto disperdente con circa 900 €/mq.
Le case prefabbricate di legno ad alto rendimento restano ancorate in una fascia di prezzo che oscilla intorno a 1.200-1.400 €. Questo genere di abitazioni garantisce altresì costi di gestione irrisori e bollette energetiche trascurabili.
Riassumendo, per un’ipotetica abitazione di 150 mq. commerciali, abbiamo tre fasce di prezzo ben delineate:
1. Laterocemento economico: 900 €/mq.
2. Laterocemento isolato: 1.100 €/mq.
3. Case in legno: 1.300 €/mq.
Le abitazioni del primo tipo apparterranno a classi energetiche molto basse (E-F), con alti consumi per riscaldamento e necessità di condizionamento estivo costante. Si può ragionevolmente fissare un costo per le bollette di gas ed elettricità pari a € 3.500.
Le case realizzate in tradizionale del secondo tipo hanno un buon isolamento, ma la loro efficienza resta limitata dallo spessore contenuto della parete e dagli inevitabili microdifetti costruttivi (ponti termici, assemblaggi), posizionando la classe energetica ai gradini superiori (C-D).
Difficilmente si potrà rinunciare all’aria condizionata, anche se il suo utilizzo potrà essere limitato alle ore più calde della giornata. In ogni caso difficilmente la bolletta energetica potrà scendere sotto i 2.000 €.
Le case prefabbricate in legno, se ben progettate (pianta compatta ed orientata, apporti solari a sud, schermi frangisole per l’estate) garantiscono il massimo del rendimento energetico, appartenendo alle classi superiori (A-B). In questo caso l’aria condizionata non sarà necessaria e l’impianto di riscaldamento si limiterà a funzionare nei picchi di freddo. Un consumo di 500 € all’anno appare realistico.
Facendo i conti della serva e sottolineato che stiamo riferendoci ai soli costi per la realizzazione della parte fuori terra (escluse le parti interrate, sistemazioni esterne, oneri, progettazione), otterremo tre distinte fasce di prezzo:
1. 135.000 €
2. 165.000 € (+30.000 € = 1.500 € x 20 anni)
3. 195.000 € (+60.000 € = 3.000 € x 20 anni)
Per ammortizzare l’extra costo tra una casa tradizionale ben isolata e una realizzata in economia occorreranno mediamente 20 anni. Lo stesso tempo sarà necessario per rendere conveniente l’acquisto di una casa in legno rispetto ad un laterocemento “da battaglia”.
E’ interessante notare che trascorso il medesimo periodo la case di legno diventano un investimento anche nei confronti delle case tradizionali isolate (+30.000 € = 1.500 € x 20 anni) .
Si tratta chiaramente di un ritorno economico che necessità di un certo tempo per portare dei vantaggi nelle tasche dell’acquirente. Va pertanto affrontato con la consapevolezza che si tratta di acquistare una casa per il proprio futuro, ricordando altresì che chi acquista una casa in legno non lo fa solamente per un risparmio energetico, ma come una scelta di vita.
SOLARE TERMICO, FOTOVOLTAICO, POMPE DI CALORE AD ARIA, GEOTERMICHE, CON SFRUTTAMENTO DELL’ACQUA DI FALDA, VENTILAZIONE MECCANICA A RECUPERO DEL CALORE, RISCALDAMENTO A PAVIMENTO, CALDAIE A CONDENSAZIONE, A LEGNA, A PELLETS.
La scelta della dotazione impiantistica per il riscaldamento invernale ed il condizionamento estivo, per il miglioramento del confort termico va fatta con criterio ed oculatezza ed è tutt’altro che scontata.
Il rischio di entusiasmarsi all’idea dell’autosufficienza ad ogni costo è alta, con costi assolutamente non rapportabili ai benefici ottenibili.
Oggi sul mercato sono reperibili soluzioni tecniche sofisticate, in grado di sfruttare, con altissimi rendimenti, fonti di energia rinnovabili, poco o per nulla inquinanti.
Vi è un aspetto che il cliente che acquista una casa prefabbricata non deve mai trascurare:
LE CASE IN LEGNO SONO ABITAZIONI A BASSO CONSUMO DI ENERGIA.
Se ben progettate e correttamente realizzate, sono in grado di ridurre al minimo il peso delle bollette. La necessità di energia sarà quindi legata a quella percentuale residua di calore (o di fresco) dovuta ai picchi climatici esterni. In ogni caso si tratta di POCA ENERGIA.
Di conseguenza la scelta dovrebbe tenere conto della richiesta minima a cui dobbiamo fare fronte.
Ha conseguentemente poco senso investire massicciamente in impianti costosi e sovradimensionati, che difficilmente verranno ammortizzati.
La scelta dovrà essere indirizzata verso un impiantistica efficiente ed economica, in grado di supportare le naturali condizioni di benessere che il legno è in grado di fornire in modo del tutto passivo.
Una casa correttamente progettata, in grado di massimizzare gli apporti solari invernali e minimizzare il calore indesiderato durante il periodo estivo con elementi di schermatura, richiederà pertanto un quantitativo di energia davvero ridotto, soprattutto se la realizzazione dell’abitazione sarà eseguita con isolanti adeguati alla specifica zona climatica, di corretto spessore e composizione.
Quali impianti meglio si accordano con le case prefabbricate in legno?
Se possibile si dovrebbe per ovvi motivi evitare il ricorso all’aria condizionata. Le moderne pompe di calore sono in grado di riscaldare e raffrescare efficacemente.
Il loro maggior limite resta il costo, soprattutto se si ricorre alla geotermia ed alla trivellazione del terreno in profondità.
Sono pertanto maggiormente indicate per quegli interventi ove il consumo ipotizzato sia alto, come i condomini, gli uffici, le strutture commerciali.
L’abitazione singola, che costituisce la tipologia costruttiva tipica per le strutture di legno prefabbricate andrà orientata nella maggior parte dei casi verso una caldaia a condensazione, possibilmente abbinata ad un riscaldamento a pavimento.
La compresenza di un impianto di ventilazione meccanica a recupero del calore dotato di funzione di raffrescamento e deumidificazione, i cui costi di acquisto e di esercizio sono senz’altro abbordabili, può consentire condizioni di eccellente termoregolazione del clima interno con una spesa equilibrata.
Con una cifra altrettanto equa è possibile installare sul tetto pannelli per la produzione di acqua calda sanitaria, in grado di essere ammortizzati in poco tempo. Interessanti sono le caldaie a pellets, a caricamento continuo, o a legna, soprattutto se abbiamo direttamente disponibilità di combustibile a costi ridotti.
Anche stufe o camini ad aria possono fornire una fonte di energia ecologica ed economica, oltre all’indubbio piacere del calore visivo e sensoriale che può donare il focolare alla nostra abitazione.
Un capitolo a parte merita il solare fotovoltaico.
Il sole è la fonte di energia primaria e il suo sfruttamento diretto un obiettivo auspicabile ed inevitabile anche e soprattutto per affrontare il problema dell’emissione in atmosfera dei gas serra e dell’imminente esaurimento delle fonti fossili.
Ad oggi il settore del fotovoltaico appare sostenuto artificialmente dagli incentivi previsti dai vari “Conto Energia” o “Scambio sul Posto”.
La tecnologia solare è in rapida evoluzione e i pannelli attualmente sul mercato saranno soggetti a rapida obsolescenza nel giro di pochi anni.
I costi di investimento restano alti e i tempi di rientro nella spesa superiori ai 10 anni nei casi migliori (senza entrare nel dettaglio dei vari “Mutui Energia”, così di moda oggigiorno). Personalmente ci penserei non una, ma mille volte …..
IL TETTO È SICURAMENTE UNO DEGLI ELEMENTI PIÙ IMPORTANTI NELLA REALIZZAZIONE DI UN EDIFICIO, SIA CHE SI TRATTI DI NUOVE COSTRUZIONI CHE DI RISTRUTTURAZIONI.
PERSEGUIRE IL RISPARMIO ENERGETICO E LE MIGLIORI CONDIZIONI DI BENESSERE INVESTE DI GRANDI RESPONSABILITA’ IL PACCHETTO DI COPERTURA.
Le problematiche da affrontare per i tetti delle case prefabbricate sono molteplici e spesso contrastanti a seconda delle differenti condizioni climatiche stagionali e dell’ubicazione dell’edificio.
I tetti della fascia montana o dei paesi del nord Europa presentano caratteristiche assai diverse da quelli realizzati nelle zone mediterranee o nelle pianure.
La progettazione deve tenere conto delle condizioni climatiche prevalenti, della persistente presenza di umidità o se la zona è soggetta ad abbondanti nevicate.
Le possibili soluzioni tecniche da adottare si concentrano sull’utilizzo di differenti modalità di assemblaggio tra materiali strutturali ed isolanti.
Il tetto delle case prefabbricate deve innanzitutto essere affrontato come una partizione esterna, analogamente alle pareti e, pertanto, va adeguatamente isolato.
In tutti i casi alti spessori di isolante consentono di abbassare le dispersioni termiche ed è possibile il miglioramento delle ore di sfasamento dell’onda di calore estiva con l’adozione di materiali ad alta densità come la fibra di legno al posto della lana di roccia.
In Italia negli ultimi anni vengono molto utilizzati i cosiddetti tetti ventilati.
Il tetto ventilato (o traspirante) è senz’altro uno dei sistemi costruttivi più diffusi, offrendo notevoli vantaggi per il benessere delle nostre abitazioni, la durata delle strutture di copertura, limitandone le manutenzioni e garantendo un interessante risparmio energetico.
Lo strato di ventilazione viene realizzato nei tetti a falde inclinate distaccando il manto di copertura in tegole o coppi dallo strato isolante sottostante e dalla struttura.
La presenza di una vera e propria camera di ventilazione permette di ottenere una circolazione d’aria costante, utile per migliorare le qualità termiche dei sottotetti, rendendoli ambienti confortevoli, in particolare nella stagione estiva.
L’aria fresca proveniente dall’ambiente esterno viene convogliata dalla linea di gronda e riscaldata nell’intercapedine per effetto dell’irraggiamento, divenendo più leggera e, fuoriuscendo rapidamente dal colmo, sottraendo calore dall’interno e riducendo il flusso del calore entrante (il cosiddetto “effetto camino”).
Durante la stagione fredda, la circolazione dell’aria, pur meno intensa, consentirà di mantenere asciutto il materiale isolante, evitando fenomeni di condensa e la formazione di muffe, migliorando la durata nel tempo degli elementi costruttivi del tetto.
Le qualità del tetto ventilato vengono valorizzate quando la copertura è realizzata su struttura portante lignea, poiché il legno è un materiale naturalmente traspirante che aiuta a stabilizzare il tasso di umidità interna in modo “passivo”.
L’adozione contemporanea di un isolante di minimo spessore tende a limitare però l’efficacia di questa tecnica costruttiva che non va mai considerata un’alternativa al pacchetto di coibentazione. Al contrario un’attenta progettazione deve prevedere una composizione di adeguato spessore per elevare l’efficienza complessiva della copertura nelle diverse condizioni climatiche, in particolare in quelle zone caratterizzate da elevate escursioni termiche stagionali come le regioni del nord Italia.
Sul mercato delle case prefabbricate in legno sono reperibili varie soluzioni tecniche. Non tutte le ditte si affidano al tetto ventilato, puntando maggiormente sulle caratteristiche dell’isolante stesso. Viceversa il sottodimensionamento dell’isolamento dei tetti ventilati ne limita l’efficienza durante la stagione invernale, così come l’adozione di materiali leggeri come le lane minerali può implicare un comportamento non corretto in presenza di alte temperature esterne.
Come sempre il ruolo del progettista diviene importante nella scelta della tecnica costruttiva più adeguata, oltre che della stessa ditta costruttrice di case prefabbricate.
I RECENTI TRAGICI AVVENIMENTI DELL’ABRUZZO PONGONO CON FORZA IL TEMA DELLA FRAGILITA’ DEL TESSUTO URBANO DEL NOSTRO TERRITORIO DI FRONTE AD EVENTI SISMICI RILEVANTI.
Abbiamo sentito ripetere più volte che terremoti come quello che ha devastato l’acquilano, pur presentandosi con estrema frequenza in California o Giappone, difficilmente causano qualche ferito, provocando minimi danni agli edifici.
Le nostre città sono caratterizzate da una compresenza di edifici storici pre-novecenteschi, mediamente in uno stato manutentivo carente e di un’alta percentuale fabbricati post-bellici, realizzati in economia senza alcun criterio antisismico, con materiali spesso scadenti.
Il cemento armato con cui vengono costruite in genere le strutture degli edifici è un materiale inevitabilmente soggetto a degrado nel tempo, tanto più repentino se non vengono seguiti opportuni accorgimenti ed effettuate regolari manutenzioni.
Il cemento, inizialmente elastico, con il tempo diviene fragile e le barre di acciaio soggette all’attacco della ruggine perdono drasticamente la propria capacità portante.
Oggi in Italia vige l’obbligo di progettare gli edifici con criteri antisismici severi, ma sino al 1962 non esisteva alcuna legge in materia, neppure per le zone a maggior rischio di terremoto.
Banalmente, una struttura antisismica viene calcolata per resistere sia ai convenzionali carichi statici, che alle forze che vengono generate durante i terremoti, di tipo dinamico, in particolare di “trazione”.
Assolutamente basilare è il ruolo delle fondazioni che devono permettere di “ammortizzare” le sollecitazioni, disperdendole nel terreno, come se il fabbricato fosse adagiato su di una “zattera”.
Intuitivamente un edificio antisismico si deve “deformare” durante un terremoto, con effetti del tutto “reversibili”, così come è evidente che una struttura rigida corre il rischio di danneggiarsi gravemente, sino ad arrivare al crollo vero e proprio.
Le grandi strutture in Giappone vengono costruite in cemento armato opportunamente calcolato per resistere a sismi di intensità distruttiva, ma la stragrande maggioranza delle abitazioni è realizzata interamente in legno. Si tratta di edifici per loro natura estremamente elastici, in grado di deformarsi sotto l’azione di terremoti anche devastanti senza subire danni.
Il legno è un materiale ugualmente resistente a trazione e compressione (al contrario del laterizio o del cemento che soffrono le forze di trazione), prestandosi ottimamente all’impiego in zone ad accentuato rischio sismico, soprattutto impiegato per edifici a destinazione abitativa.
Pensiamo alle notevoli capacità portanti delle grandi strutture in legno lamellare che vengono impiegate oramai in molti edifici ove sia necessario coprire grandi spazi senza pilastri, come impianti sportivi o per lo spettacolo.
Le case prefabbricate in legno, sia a telaio che a parete piena, soddisfano in pieno la normativa antisismica e rappresentano più di un’alternativa costruttiva, anche pensando alla futura ricostruzione in Abruzzo. Va sottolineato piuttosto l’importanza delle strutture di fondazione in cemento armato che vanno chiaramente calcolate con i dovuti criteri da un bravo ingegnere ed eseguite con scrupolo dall’impresa.
Per comprendere sino in fondo le capacità di resistenza del legno di fronte al terremoto, consiglio la breve visione di questo video che testimonia il test antisismico a cui è stata sottoposta una struttura in legno realizzata per il progetto "Sofie" dall'Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Cnr (Ivalsa) di San Michele all'Adige in provincia di Trento.
Alla fine del 2007 l'Istituto nazionale di ricerca sulla prevenzione disastri (Nied) di Miki (Giappone) l'ha sottoposto, con successo, alla simulazione del terremoto di Kobe (magnitudo 7,2 sulla scala Richter), che nel 1995 provocò la morte di oltre seimila persone.
Se consideriamo la notevole altezza del prototipo e che si tratta di una struttura interamente di legno possiamo capire sino in fondo le potenzialità di questo materiale. La tecnica costruttiva qui impiegata consiste nell'utilizzo di pannelli lamellari di legno massiccio di spessore variabile dai 5 ai 30 centimetri incollati a strati incrociati.
CERCHIAMO DI CAPIRE QUALI POTREBBERO ESSERE I BENEFICI NEL COSTRUIRE UN’ABITAZIONE IN LEGNO IN PREVISIONE DELL’ENTRATA IN VIGORE DEL PIANO CASA DEL GOVERNO ATTRAVERSO I DECRETI DELLE SINGOLE REGIONI.
Innanzitutto va definito l’ambito applicativo, che riguarda principalmente gli edifici esistenti a destinazione residenziale mono e bifamiliari, comprese le case a schiera, esclusi gli edifici vincolati, in particolare nei centri storici. Il piano casa mira a stimolare l’edilizia abitativa consentendo ampliamenti dei fabbricati sino al 20%, estendibile al 35% in caso di comprovato utilizzo di tecniche costruttive di bioedilizia mirate al risparmio energetico, nel caso di completa demolizione e ricostruzione.
Appare evidente che non è possibile godere dei benefici del piano casa per la semplice nuova costruzione di un edificio su un appezzamento di terreno. In questo caso si dovrà tenere conto come sempre degli indici e del regolamento edilizio in vigore, senza possibilità di vedere esteso l’aumento di volumetria alla propria abitazione.
In tutti gli altri ambiti, come gli ampliamenti, le sopraelevazioni o, meglio ancora, le demolizioni e ricostruzioni ex-novo di fabbricati esistenti, i vantaggi di utilizzare le case prefabbricate in legno sono molteplici.
Nel caso di sopraelevazione dell’edificio su un fabbricato esistente, i pesi ridotti del legno darebbero la garanzia di non gravare eccessivamente sulle fondazioni rispetto alla realizzazione in muratura e tuttavia si deve considerare che le ditte del settore spesso limitano la fornitura di abitazioni ad una superficie minima di 50-60 mq.
L’aggravio dei costi fissi rende poco conveniente l’acquisto di piccole porzioni di edificio, delimitando questo potenziale campo applicativo a poche specifiche situazioni.
Se abbiamo a disposizione del volume residuo esistente, sinora insufficiente ad ampliarci, o è stato raggiunto il limite massimo di altezza in gronda, il piano casa dovrebbe ci permetterà la sopraelevazione dell’edificio, avvalendoci di un bonus volumetrico del 20%.
La leggerezza delle strutture in legno in questo caso non è l’unico vantaggio evidente. Il veloce montaggio a secco della struttura permette di limitare l’impatto del cantiere sull’abitazione esistente (polveri, rumori, tempi lunghi), permettendo agli occupanti di evitare un lungo trasloco in attesa della fine dei lavori e persino di proseguire con le proprie attività quotidiane.
Lo stesso ragionamento può essere ovviamente applicato nel caso di ampliamenti laterali.
Ben più allettante appare la possibilità di accedere ad un incremento volumetrico del 35%.
In questo caso le indicazioni date alle regioni dal governo incentivano il ricorso alle tecniche costruttive in bioedilizia e l’ottenimento di un significativo risparmio energetico.
Le case prefabbricate in legno potrebbero essere lo strumento ideale al raggiungimento delle massime prestazioni con evidente semplicità, grazie alle loro intrinseche qualità costruttive.
Un altro aspetto da non sottovalutare è la proposta di alleggerire gli oneri di urbanizzazione e il costo di costruzione dovuti all’amministrazione comunale in presenza di comprovato ricorso alla bioedilizia e di miglioramento dell’isolamento dell’edificio rispetto al fabbricato esistente.
Anche in questo caso di deve tenere presente i vantaggi di una costruzione veloce e dei tempi certi di realizzazione. Se la casa in questione è la nostra abitazione, si dovrà necessariamente programmare un trasloco e il conseguente reperimento di un alloggio temporaneo in affitto.
Un cantiere tradizionale spesso è difficilmente programmabile e comunque prevede necessariamente tempi lunghi per concludere i lavori. Un motivo in più per dare un taglio alla durata della nostra costruzione.
Concludendo, sembra evidente che l’entrata in vigore del piano casa possa offrire evidenti vantaggi a chi intende fare ricorso alle case di legno per intervenire sul vecchio edificio, tanto in sopraelevazione – ampliamento, quanto, e soprattutto, in presenza di demolizione e ricostruzione.