giovedì, settembre 03, 2009
MERCATO
LE PRIME FERTIGHAUS, PRESSOCHE’ IDENTICHE ALLE ABITAZIONI REALIZZATE OGGI, RISALGONO AI PRIMISSIMI ANNI ’70. DERIVANO DIRETTAMENTE DALLE COSTRUZIONI MEDIOEVALI A TELAIO CHE ANCORA OGGI POSSIAMO INCONTRARE IN MOLTE CITTA’ DEL NORD EUROPA, RICONOSCIBILI PER LA STRUTTURA IN LEGNO A VISTA VISIBILE IN FACCIATA.
Si tratta senz’altro di una tecnica costruttiva che può essere definita innovativa e moderna, ma che si basa su una consolidata tradizione edilizia, tipica di gran parte delle nazioni che sfruttano da sempre il legno per realizzare i propri edifici, come la Svezia o la Germania.
La cultura locale della carpenteria del legno, paragonabile per certi versi all’utilizzo millenario del laterizio nel bacino mediterraneo, ha fornito modelli costruttivi consolidati su cui innestare elementi di innovazione e le risposte necessarie alla richiesta di abbattere le dispersioni termiche ed ottimizzare l’isolamento degli edifici.
Gli antichi edifici che ancora oggi possiamo incontrare ad Amsterdam o Stoccolma, come a Copenhagen o nel Tirolo, ci evidenziano come questi edifici, leggeri ed elastici, abbiano retto perfettamente alla prova del tempo. A differenza delle costruzioni in legno a parete piena, le cosiddette “blockhaus”, questi edifici si basavano su un telaio portante in legno massiccio portante con traversi, pilastri e controventamenti dal disegno variabile da zona a zona e da periodo a periodo. I vuoti venivano riempiti da blocchi di laterizio o da materiale leggero ed isolante come la paglia impastata con argilla e finitura ad intonaco.
In questo specifico caso si può senz’altro evidenziare la vicinanza alle strutture odierne, in quanto il riempimento aveva funzione sia di chiusura verso l’esterno, ma doveva essere il più possibile leggero, per abbassare il peso complessivo dell’edificio ed isolante e per proteggere dal freddo i locali interni.
Si può inoltre notare che questo genere di strutture è tipico degli edifici alti dei centri storici delle città del nord Europa. In questi contesti urbani le abitazioni venivano realizzate negli stretti lotti gotici su molti piani fuori terra e si richiedeva alle strutture la massima leggerezza unitamente ad una grande elasticità e portata. Non è un caso che lo sviluppo degli edifici verticali negli Stati Uniti si sia basata per la realizzazione dei grattacieli sulle strutture a telaio in acciaio, non molto diversi per concezione dai palazzi in questione.
Questi edifici, come detto sono ottimamente isolati, poiché il legno per sua natura è un pessimo conduttore di calore e gli stessi tamponamenti leggeri permettono di migliorare ulteriormente la coibentazione degli edifici rispetto alla parete piena.
Si tratta di soluzioni tecniche estremamente sofisticate che non troviamo nella tradizione costruttiva italiana, se si eccettuano le zone alpine, in particolare dell’Alto Adige.
Come detto, a causa della grave crisi petrolifera, negli anni ’70 si è posto il problema di migliorare l’efficienza degli edifici soprattutto in quei paesi in cui il problema del riscaldamento appariva maggiore a causa del rigido clima invernale per molti mesi all’anno. In Italia le diverse condizioni climatiche hanno posto la questione in secondo piano rispetto ai trasporti ed ai settori produttivi, mentre in Svezia e Germania in particolare sono sorte le prime esperienze che hanno dato origine alle prime “fertighaus”. Al posto dei tamponamenti leggeri si sono utilizzati pannelli isolanti di grande spessore, chiudendo l’esterno con un ulteriore isolamento a cappotto intonacato e lasciando all’interno la struttura a telaio, per permettere la realizzazione di abitazioni esteticamente moderne ed adattabili ai diversi contesti urbani e minimizzare le manutenzioni esterne.
giovedì, settembre 03, 2009
MERCATO
IL SETTORE DELLE CASE PREFABBRICATE E’ IN COSTANTE ASCESA, MA SI DEVE REGISTRARE LA GRANDE DIVERSITA’ DEI NUMERI DI PRODUZIONE TRA L’ITALIA E IL RESTO DELL’EUROPA.
I grandi colossi del settore possono vantare la realizzazione di 800-1.000 case prefabbricate l’anno, contro le poche decine che vengono ancora installate nel nostro paese. Complessivamente si realizzano in Italia poche centinaia di case prefabbricate in legno, concentrate prevalentemente nel nord, con pochi cantieri nel centro e isolate realizzazioni al sud Italia.
Si tratta chiaramente di un settore assolutamente di nicchia, che fatica a farsi strada, basandosi chiaramente su una tradizione costruttiva distante da quella radicata nel nostro paese, tipicamente legata al mattone e, negli ultimi decenni, all’utilizzo intensivo del cemento armato, strutturale e non.
Il legno trova senz’altro una sua ragione costruttiva nella realizzazione degli elementi orizzontali come tetti e solai, settore in costante ascesa, per motivi soprattutto di carattere estetico.
Alcuni paesi Europei, al contrario, pur scontando una leggera contrazione della domanda di case in legno, utilizzano le strutture prefabbricate come principale alternativa alla realizzazione in opera, al punto che in Austria il 35% degli edifici uni e bifamiliari residenziali è stata costruita con la tecnica della prefabbricazione in legno.
La crescita delle case prefabbricate in legno in questi ultimissimi anni è senz’altro dovuta alla diffusione di tematiche come il risparmio energetico e l’ecologia anche per un settore tradizionale e poco propenso ai cambiamenti come quello delle costruzioni. La spinta ad avvicinare le case prefabbricate viene soprattutto dal cliente finale, spesso in aperto contrasto con il proprio tecnico. La sostanziale chiusura pregiudiziale dei principali soggetti del comparto, come le imprese e i progettisti, limita la diffusione capillare delle "case prefabbricate" ad una nicchia di applicazioni. Una spinta in questo senso viene data dai media, internet in particolare e dalle fiere dell’edilizia. Oltre ai principali eventi, Klimahouse in testa, è oramai prassi trovare stand delle principali aziende di case in legno in moltissime fiere, persino campionarie. E’ inoltre sempre maggiore la diffusione di riviste, specializzate o meno, che promuovono sempre più la realizzazione di case realizzate con tecniche costruttive alternative a quelle tradizionali.
Si tratta di uno scenario in divenire abbastanza positivo, ma non si può certo parlare di incrementi esponenziali. Le oscillazioni del prezzo del petrolio e dei costi energetici rendono mutevole lo stesso interesse nei confronti delle case di legno a risparmio energetico, senz’altro maggiore con il greggio a 150 $ rispetto ai prezzi attuali.
Infine il settore sconta pesantemente la mancanza di informazione seria ed approfondita, sia rivolta ai tecnici, che al cliente finale. Da questo punto di vista le aziende di case prefabbricate replicano un modello di vendita consolidato nei paesi del nord Europa, ma piuttosto distante dalle abitudini del committente italiano, abituato a dialogare con il proprio tecnico e con l’impresa di costruzioni, dando poco peso al ruolo del progettista. Non mancano ditte di case in legno che si pongono in posizione intermedia e puntano molto sulla personalizzazione e l’assistenza al cliente, ma spesso scontano il reperimento di tecnologie costruttive di minore qualità complessiva, provenienti soprattutto dall’est, limitandosi di fatto ad un ruolo di coordinamento della realizzazione.
Infine, come ribadito più volte all’interno di questo blog, luoghi comuni e pregiudizi limitano ad oggi il settore delle case prefabbricate ad una clientela informata ed aperta, attenta al risparmio e con una sensibilità ambientale spiccata, in attesa di una maggiore penetrazione della comunicazione in materia di case prefabbricate in legno.
giovedì, settembre 03, 2009
MERCATO
LE QUESTIONI ENERGETICHE ED AMBIENTALI SARANNO I TEMI PRINCIPALI CHE CI ACCOMPAGNERANNO NEI PROSSIMI ANNI. L’ESAURIMENTO DEI COMBUSTIBILI FOSSILI E LA FORTE CRESCITA DELLA POPOLAZIONE, IN PARTICOLARE NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO IMPORRANNO POLITICHE SU LARGA SCALA SULLA SCIA DEL PROTOCOLLO DI KYOTO.
Gli stessi scenari futuri appaiono in rapido mutamento e difficilmente prevedibili.
Si pensi al prezzo del petrolio. Si è passati in pochi mesi da 40-50 $ a quasi 150, per poi ritornare a valori sotto i 40$ in poco tempo. Quando il greggio si trovava ai massimi sono stati dipinti foschi scenari ipotizzando un costo dell’energia insostenibile, smentito dai fatti.
Tuttavia non è da escludere che, sulle spinte della speculazione e dell’instabilità politica, si possa repentinamente tornare a valori di prezzo preoccupanti.
Il problema dell’inquinamento del pianeta e dell’immissione dei gas serra sembra un fatto consolidato, anche se non mancano tesi contrarie che tendono a sminuire l’importanza della questione ecologica per quanto concerne i cambiamenti climatici.
Restano in ogni caso i fatti, che ci consegnano una prospettiva chiara per i prossimi decenni. La popolazione mondiale ha bisogno di sempre maggiori quantità di energia e le attuali fonti sono destinate ad esaurirsi con un ritmo superiore alle stesse previsioni di pochi anni fa. Oltre alla Cina ed all’India, molti altri paesi peseranno sul computo energetico mondiale a causa della repentina industrializzazione, con conseguente miglioramento delle condizioni di benessere della popolazione. Possiamo impegnarci a trovare nuove fonti di energia, ma soprattutto dobbiamo agire sugli sprechi, causa di inquinamento e di dissipazione di energia.
Il patrimonio immobiliare italiano è penosamente vecchio e realizzato con criteri di scarsa efficienza a causa delle temperature meno estreme del nostro territorio rispetto ai paesi del nord Europa (oltre che delle speculazioni edilizie). Un drastico intervento sull’esistente sarà necessario a ritmi ben diversi da quelli attuali, mentre diverrà un obbligo morale, oltrechè un vincolo di legge, costruire nuovi edifici efficienti e coibentati.
Le case prefabbricate in legno possono costituire una risposta collaudata e sicura per la realizzazione di abitazioni isolate a bassissimo consumo, con criteri di efficienza ed ecologia, qualità e durata nel tempo. Sono in grado di dare risposta a tutte le esigenze abitative moderne nel rispetto della natura, coniugando la domotica con l’ecologia, il risparmio con il benessere.
Una spinta propulsiva dovrà necessariamente venire dalle amministrazioni comunali oltre dalla normativa nazionale, con incentivazioni fiscali ed agevolazioni sugli iter burocratici.
Nel breve una crescita esponenziale delle "case prefabbricate in legno" non sembra possibile, a causa del profondo radicamento, politico, culturale ed economico del settore delle costruzioni tradizionali, da nord a sud in tutto il paese, in grado di frenare fortemente lo sviluppo di sistemi di costruzione alternativi, non basati sul laterocemento in opera. Ritengo che ci sarà in ogni caso sempre più spazio per questi edifici, soprattutto se si apriranno nuovi canali di comunicazione in grado di informare il cliente finale sui pregi e i difetti delle case prefabbricate.
Resta fondamentale, nel bene e nel male, il ruolo degli architetti e dei tecnici del settore, attualmente tra i principali avversari delle case prefabbricate, ma che potrebbero in futuro divenire soggetti propulsivi , in grado di incentivare la costruzione di abitazioni ecologiche ad alta efficienza, confidando però in un ricambio generazionale e in una formazione dei futuri tecnici del settore improntata decisamente all’ambiente e al risparmio energetico.
LE PROFONDE DIFFERENZE CLIMATICHE E MORFOLOGICHE TIPICHE DEL NOSTRO PAESE HANNO PRODOTTO UNA STRAORDINARIA RICCHEZZA DI ALTERNATIVE TECNICO-COSTRUTTIVE CONNESSA AD UN SEMPRE DIVERSO CONCETTO DI ABITAZIONE.
Il tema della casa in Italia è fortemente legato ad aspetti storici e culturali, basato sull’utilizzo di materiali locali e metodologie costruttive sviluppatesi sopratutto in risposta alle caratteristiche bioclimatiche locali (caldo, freddo, umidità, piovosità).
Negli ultimi decenni il generale appiattimento dell’edilizia sugli interessi immobiliari e secondo logiche speculative ha messo in disparte l’architettura regionale, le tipologie ed i materiali locali in favore delle villette a schiera in cemento armato.
Le partizioni esterne, pareti, finestre e coperture, vengono a perdere così la loro originaria funzione di protezione passiva per divenire semplici elementi di involucro, affidando la regolazione climatica dell’abitazione unicamente all’impiantistica di riscaldamento e raffrescamento.
Fortunatamente la tendenza si sta lentamente invertendo e si assiste ad un ritorno al regionalismo in gran parte del nostro paese, a muri e tetti isolati ed edifici sempre meno disperdenti.
Come è dunque possibile conciliare la costruzione delle case prefabbricate in legno, basate su un sistema costruttivo altamente standardizzato e sostanzialmente estraneo alla cultura edilizia italiana con la necessità di inserire l’abitazione in un contesto fortemente caratterizzato, rispettando i vincoli architettonici, siano essi imposti da una commissione edilizia o dalla soprintendenza o coerentemente racchiusi nelle scelte progettuali stesse?
Si tratta di un problema di non poco conto, che evidenzia chiaramente tutti i limiti dei sistemi costruttivi che fanno un uso del legno a vista, come le blockhaus, improponibili nel nostro paese (e non solo in Toscana o in Liguria). La finitura a cappotto permette al contrario di aggrappare in facciata intonaci di diversa granulometria e concede la massima libertà nell’utilizzo delle tinteggiature.
Si potrà applicare un rivestimento in ecopietra a pannelli, di limitato spessore e peso, o creare agevolmente false cornici in marmo, montare lattonerie in rame e manti di copertura in coppi o tegole in laterizio.
I pochi vincoli tecnici concedono inoltre il massimo della flessibilità in sede progettuale all’architetto, che potrà efficacemente caratterizzare tipologicamente l’abitazione, nel rispetto della bioclimatica e del risparmio energetico, pure a fronte di uno sforzo complessivamente senz’altro maggiore.
Non è raro che siano le stesse amministrazioni comunali a far nascere qualche ostacolo dovuto alla scarsa conoscenza delle "case prefabbricate in legno" o ad una interpretazione quantomeno restrittiva del regolamento edilizio. Anche in questo caso è fondamentale affidarsi ad un tecnico che creda fermamente nei vantaggi della tecnica costruttiva delle case prefabbricate e sia disposto a promuovere le scelte fatte nelle sedi opportune. Spesso i Comuni hanno tutto l’interesse a sponsorizzare interventi innovativi come quelli rivolti alla bioedilizia ed alla sostenibilità ambientale. Il tecnico dovrà chiaramente sforzarsi di coinvolgere l’amministrazione attribuendo ad essa meriti ed onori, a fronte, in molti casi, di agevolazioni anche sul piano dell’iter burocratico oltre che un alleggerimento, in molti casi, degli oneri comunali, secondo una tendenza ribadita anche recentemente dal “piano casa”.
Si tratta in definitiva di un aspetto da non trascurare, che porta purtroppo ad escludere quasi sempre a priori la scelta di molte case prefabbricate a catalogo in favore di un progetto mirato e basato non solo sulle aspettative del cliente, ma anche sul favorevole impatto architettonico dell’abitazione nel contesto urbano.
LE GRANDI DITTE DEL SETTORE DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO HANNO UNANIMEMENTE IDENTIFICATO NELLA STRUTTURA A TELAIO LA TECNICA COSTRUTTIVA IDEALE PER SODDISFARE I REQUISITI DI ECOLOGIA E RISPARMIO ENERGETICO, IN GRADO DI GARANTIRE BENESSERE, STABILITÀ E DURATA NEL TEMPO ALL’ABITAZIONE.
Sul mercato delle case prefabbricate da qualche anno è possibile tuttavia riscontrare la presenza crescente di soluzioni costruttive prefabbricate basate sull’impiego di altri materiali come il cemento o il laterizio.
Si tratta, in pratica, di abbinare i vantaggi della realizzazione in fabbrica con strutture in laterizio portante e cemento alleggerito, tradizionalmente conosciuti ed apprezzati nel nostro paese.
Le aziende di case prefabbricate solitamente forniscono abitazioni di buona qualità, puntando sulla velocità di realizzazione, tempi e costi certi, totale personalizzazione e massima precisione costruttiva. I materiali impiegati per le "case in legno" consentono di adattare il progetto alla tecnica costruttiva senza vincoli o limitazioni, garantendo al cliente un’abitazione analoga in tutto e per tutto a quelle realizzate in opera, con l’innegabile vantaggio del controllo di produzione e il taglio dei tempi di realizzazione.
Possono dunque essere considerati un’ottima scelta costruttiva ove si intenda comunque impiegare materiali lapidei tradizionali abbinati ad un altro livello qualitativo, velocità e costi certi.
Bisogna però considerare alcuni fattori che limitano l’impiego di queste costruzioni rispetto alle case prefabbricate in legno basate sul sistema a telaio ligneo. Innanzitutto il costo finale solitamente si situa in una fascia di prezzo più alta, a riprova che si tratta di un sistema costruttivo rivolto ad un cliente finale esigente, oltre che tradizionalista.
Se va dato atto che vi è un netto miglioramento prestazionale sui rendimenti energetici rispetto alle costruzioni in opera, dovuto alla precisione costruttiva ed alla limitazione dei ponti termici, il divario con le case in legno ad alto isolamento appare netto ed incolmabile per motivazioni tecniche legate fondamentalmente al diverso comportamento dei materiali.
Il legno è per sua natura un pessimo conduttore di calore e la costruzione a telaio permette di ottenere una struttura rigida ed al contempo flessibile e leggera con l’impiego massiccio di materiali isolanti per la realizzazione delle pareti esterne.
I prefabbricati in cemento e laterizio alleggerito limitano la loro capacità di trasmettere il calore con un processo di alveolatura (microbolle di aria) sfruttando le caratteristiche isolanti dell’aria stessa e ricorrendo all’impiego di coibentazioni a cappotto esterne. Ovviamente gli spessori di queste murature dovranno essere “adeguati” e ben superiori a quelli delle pareti esterne in legno.
Dal punto di vista ecologico ci sono ovviamente diversi punti di vista al proposito. Si tratta di cicli di produzione senz’altro a basso impatto ambientale, ma chiaramente non paragonabili all’impiego di legname proveniente da foreste a piantumazione controllata (con un trascurabile impiego di energia, reimpiego del 100% del materiale di risulta per produzione di truciolare o pellets).
Il ciclo di estrazione del cemento e la produzione stessa del laterizio nei forni non è certo la migliore risposta alla questione della sostenibilità ambientale del settore delle costruzioni.
Infine, trascurando senz’altro l’utilizzo del metallo come alternativa alle case in legno per la realizzazione di edifici residenziali, una menzione va senz’altro fatta per le costruzioni in legno massiccio definite “blockhaus”.
Si tratta di un sistema realizzativo basato sull’impiego di tronchi massicci sovrapposti tra loro orizzontalmente, tradizionalmente radicato nei paesi del nord e dell’est Europa, proprio per l’ampia disponibilità di legname di quelle regioni. Si tratta chiaramente di un concetto costruttivo legato alla cultura locale, quanto l’utilizzo del laterizio lo è nel nostro paese. La finitura esterna ed interna di questi edifici è lasciata a vista, valorizzando la bellezza ed il calore del materiale che acquista una valenza non solo strutturale. In questo caso il maggior pregio di queste strutture è anche il loro principale limite, in quanto l’inserimento in contesti estranei alla tradizione delle blockhaus appare stridente. Il legno a vista è poi soggetto all’attacco dell’umidità, di insetti e microrganismi che ne possono minarne la durata nel tempo in molte zone del territorio caratterizzate da alti tassi di umidità ed ampie escursioni termiche tra estate ed inverno. Rispetto alle case basate sulla realizzazione a telaio necessitano pertanto di importanti manutenzioni a causa degli inevitabili assestamenti del legno esposto alle intemperie (il legno è un materiale estremamente igroscopico).
Fessurazioni ed abbassamenti della struttura stessa sono pressoché inevitabili, con tutti i rischi del caso, anche se il ricorso a strati di tavole inchiodate consente alle blockhaus moderne di limitare le problematiche delle vecchie abitazioni in legno. Pur trattandosi di abitazioni molto ecologiche, le prestazioni energetiche sono comunque inferiori alle classiche case prefabbricate “fertighaus”, limitando l’utilizzo di queste abitazioni a zone del territorio come il Trentino Alto Adige o l’arco alpino.
QUAL’E’ L’IDENTIKIT DEL CLIENTE TIPO DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO E CHE COSA CERCA IN PARTICOLARE IN ALTERNATIVA ALLE ABITAZIONI TRADIZIONALI?
Innanzitutto va detto che, se si esclude qualche raro architetto, il 98% dei clienti di case prefabbricate è costituito da famiglie, giovani coppie coniugate o in procinto di sposarsi, ma non mancano giovani single o clienti di una certa età.
Pur prevalendo chiaramente nella fascia dai 25 ai 35, ho avuto la gradita sorpresa di imbattermi in persone di ogni età.
I pochi “non italiani” appartengono esclusivamente a paesi del nord Europa come Germania, Austria, Francia, Polonia o Svezia, mentre l’area mediterranea è virtualmente assente, così come i paesi extra-europei.
Chiaramente i giovani si accostano alle case prefabbricate con aperto interesse e pochi pregiudizi, viaggiano, utilizzano abitualmente internet, hanno una grande sensibilità ecologica e vogliono soprattutto risparmiare sui consumi energetici futuri. Di contro, le persone più mature, possiedono una buona cultura generale, hanno avuto un’esperienza diretta con queste abitazioni o hanno una preparazione tecnica che le ha portate gradualmente ad avvicinarsi alle case in legno sino a valutarne concretamente la realizzazione.
In tutti i casi si tratta di clienti con una grande conoscenza del settore, che frequentano le fiere, leggono le riviste, si informano, contattano le aziende e maturano la scelta con una convinzione e preparazione sorprendente.
In genere il tema del risparmio energetico prevale su quello della costruzione ecologica, ponendo in primo piano i vantaggi economici legati alla certezza dei costi e dei minimi consumi rispetto all’aspetto della maggior sostenibilità ambientale rispetto all’edilizia tradizionale.
In tutti c’è la speranza che le molte problematiche affrontate con l’attuale abitazione in laterocemento possano divenire un lontano ricordo acquistando una casa prefabbricata. Spesso mi vengono raccontate esperienze negative dovute all’inaspettata lievitazione dei costi rispetto a quanto preventivato o a gravi lacune costruttive dovute ad approssimazione o alla poca esperienza della manodopera del cantiere. Sono proprio queste vere e proprie piccole odissee a far scattare il desiderio di cercare qualcosa di profondamente diverso, che possa garantire un rapporto nuovo e sereno con la propria abitazione.
Il cliente delle case prefabbricate in legno ma in genere distinguersi dalla massa di acquirenti da “agenzie immobiliari”, andando contro i molti pareri ostili, sfidando persino il proprio stesso tecnico o la famiglia, spesso diffidenti o apertamente contrari alla scelta.
La costruzione di una casa prefabbricata in legno non è motivo di stress o litigi coniugali, ma viene vissuta con entusiasmo, aspettative ed aspirazioni. Prevale una sensazione di fiducia e tutto andrà per il meglio. Il cliente delle case in legno ritiene finalmente di essere protagonista della realizzazione della propria abitazione e di poter controllare tutte le fasi, dal progetto alla campionatura, dal montaggio sino alla finitura. In effetti il processo prevede un grande coinvolgimento del cliente, anche nelle questioni tecniche, poiché le scelte vanno necessariamente fatte a priori, evitando pressappochismi e decisioni dell’ultimo minuto. Niente più tracce degli impianti in opera, ipotesi di arredamento improvvisate in cantiere (tanto poi, al limite, la tramezza si può abbattere). Tutto va pianificato e deciso con scrupolo, limitando al massimo le possibilità di fare scelte sbagliate o di delegare le decisioni al tecnico o all’impresa.
Questione budget. In genere l’attenzione al risparmio è alta e si cerca di ottimizzare le scelte in funzione di un mutuo che non dovrà essere eccessivo. Da qui l’importanza di rapportarsi con un’operazione economica limpida e senza sorprese, pianificabile sino all’ultimo centesimo.