LE CASE PREFABBRICATE NON VANNO AFFRONTATE DIVERSAMENTE DA QUELLE TRADIZIONALI.
LA SCELTA DELLE DIMENSIONI E DELLA TIPOLOGIA PUÒ COMPORTARE SENZ’ALTRO DIVERSI RISULTATI SOTTO IL PROFILO DEI COSTI E DELLA FRUIBILITÀ CHE VALE SENZ’ALTRO LA PENA DI AFFRONTARE NEL DETTAGLIO.
L’ABITAZIONE MONOPIANO
Vantaggi:
L’assenza di scale e dislivelli la rende estremamente comoda per le persone anziane o per chi ha bambini piccoli.
Non presenta vincoli planimetrici e distributivi e permette di godere per tutti gli ambienti di un rapporto diretto con l’esterno, zona notte compresa.
Svantaggi:
Necessita di un lotto di maggiori dimensioni rispetto ad una casa su due piani della stessa superficie complessiva, con conseguenti maggior costi per l’acquisto del terreno.
L’incidenza del tetto sul 100% del fabbricato rispetto ad un’abitazione multipiano determina un sovrapprezzo non indifferente sui costi finali della casa. La copertura è una voce molto “pesante” e, se l’abitazione è di grandi dimensioni, può comportare un notevole aggravio. Se di grandi dimensioni, le zone più interne possono risultare poco luminose.
L’ABITAZIONE SU DUE PIANI:
Vantaggi:
E’ possibile ubicarla in lotto di piccole dimensioni, con notevole risparmio, soprattutto a fronte degli attuali prezzi di mercato dei terreni edificabili.
La copertura copre solamente il 50% della superficie complessiva del fabbricato, incidendo molto meno sul costo finale rispetto ad una casa prefabbricata monoplano.
Garantisce un eccellente illuminazione di tutti gli ambienti.
Svantaggi:
La suddivisione degli ambienti su due piani, solitamente zona giorno al piano terreno e zona notte al primo piano, la rende senz’altro meno comoda rispetto ad una casa realizzata su di un unico piano.
La presenza di una scala di collegamento e di una ripartizione funzionale sui due piani vincola molto il progetto e la distribuzione planimetrica dei locali.
MANSARDATO O PRIMO PIANO
A sua volta la casa su due piani può prevedere un primo piano vero e proprio, con il classico soffitto a mt.2,70 e soprastante mansarda o essere a sua volta direttamente un piano mansardato.
Sinteticamente, se scegliamo di ubicare la zona notte in un sottotetto abitabile, valutiamo la possibilità di limitare la misura della banchina di appoggio (la zona dove il sottotetto ha l’altezza minima) a 2 metri circa. Questa scelta comporterà grandi risparmi sui costi di costruzione dell’edificio rispetto ad un primo piano vero e proprio, senza tuttavia particolari limitazioni estetiche o funzionali.
SCANTINATO O PLATEA
Le case prefabbricate in legno si caratterizzano per il grande confort e l’ineguagliabile vivibilità garantite dalla struttura in legno, dall’alta traspirabilità degli isolamenti e dall’impiego di materiali naturali, grande luminosità degli ambienti grazie al corretto orientamento dell’edificio in rapporto alla radiazione solare. I locali interrati, nel migliore dei casi, restano ambienti poco illuminati, male aerati, con problemi cronici di umidità (trascurando le infiltrazioni). Il loro utilizzo può limitarsi ad alcune funzioni tecniche (cantina, garage, locale termico), con un risparmio di superficie coperta fuori terra, pur comportando un extra-costo rispetto alla semplice platea di fondazione. Teniamo presente che un piano aggiuntivo implica una scala in più e il vincolo della rampa di accesso al garage interrato all’esterno del giardino.
Ove possibile, eliminateli.
Possono essere presi in considerazione per piccoli lotti con poco volume edificabile a disposizione e che non hanno la possibilità di realizzare un’autorimessa esterna, ma sempre ed esclusivamente per funzioni di servizio all’abitazione.
Concludendo, non esiste una regola assoluta, generalmente valida ed applicabile, ma è necessario costruire la casa sulle esigenze e la disponibilità economica del singolo nucleo familiare, sapendo che, a parità di superficie complessiva, una casa prefabbricata in legno su due piani ci permetterà di risparmiare considerevolmente rispetto ad una monoplano, comportando qualche trascurabile scomodità in più.
QUANDO IL TITOLO DI UN ARTICOLO E IL NOME STESSO DELLA TESTATA CHE LO CONTIENE COINCIDONO, L’OBIETTIVO ESPLICITO ED AMBIZIOSO E’ QUELLO DI CREARE IL "POST DEFINITIVO".
Ben più modestamente ritengo che, dopo oltre un anno di vita, sia giunta l’ora di fornire qualche informazione in più ai lettori, considerata la notevole mole di materiale attualmente reperibile sul blog, una sorta di piccolo manuale d’uso.
Sia che siate frequentatori di questo spazio da tempo od occasionali, semplici curiosi o futuri clienti di case prefabbricate in legno, tecnici o profani, scaricare tutti gli articoli presenti nel sito o trovare il tempo per leggerli direttamente online resta impresa ardua e dispersiva.
E’ bene comprendere che il blog è nato come semplice servizio gratuito sulla piattaforma blogger, puntando tutto sui contenuti e sulla divulgazione. L’utilizzo che se ne può fare è chiaramente libero, a patto di rispettare il faticoso lavoro intellettuale che vi sta dietro, ovvero non copiare il testo, ma linkare direttamente l’articolo.
E’ un servizio non retribuito e, a questo punto, una guida pressochè completa rispetto alle tematiche delle case prefabbricate, passando dai temi generali a quelli più specifici e che tocca un po’ tutti gli argomenti, dagli impianti alla progettazione, dai consigli per rispamiare alle aziende del settore, spaziando dalle materie più tecniche sino alla pubblicazione integrale delle vostre domande, qualora contengano elementi di interesse generale sulle case prefabbricate e meritevoli di pubblica risposta.
Ho scelto da tempo di eliminare la funzione dei commenti agli articoli, poiché per rispondere ad ognuno di essi dovrei rinunciare alla mia attività professionale ed occuparmi solo del blog a tempo pieno. Allo stesso modo sono costretto a rispondere con poche righe alle numerosissime mail che mi giungono quotidianamente, anche perché risposte approfondite sono puntualmente disponibili nel blog, basta volerle cercare.
Non sono altresì in grado di offrire consulenze gratuite o redarre progetti troppo distanti dalla mia sede di lavoro e me ne dispiaccio.
Così come richieste di informazioni complesse o esageratamente impegnative richiederebbero troppo tempo e non potranno trovare risposta, se non tramite articolo pubblico, qualora siano di pubblica utilità.
Ho dovuto inoltre eliminare il mio recapito telefonico, in quanto parecchie persone lo avevano purtroppo scambiato per una sorta di "telefono amico" delle case prefabbricate.
Come fare dunque per utilizzare con profitto quanto contenuto in questa guida?
L’inserimento delle "Categorie" è senz’altro un primo passo per fare ordine e classificare i diversi articoli per temi specifici.
Chiaramente alcuni argomenti sono più specifici di altri, mentre molti post contengono informazioni a carattere più generale e sono indicati per iniziare a conoscere gli aspetti di base relativi alle case prefabbricate.
Per questo motivo saranno presto evidenziati alcuni articoli "indispensabili", il cui contenuto può essere utile soprattutto a chi si avvicina solo ora alle case prefabbricate in legno.
Tempo permettendo, cercherò di collegare tra loro alcuni post con link interni, secondo un filo logico che permetta una lettura personalizzata e razionale degli scritti.
Per il futuro è possibile il passaggio dalla piattaforma blogger ad una più professionale, un miglioramento della grafica e una maggiore visibiltà per le aziende di case prefabbricate, intesa sempre come servizio informativo al cliente finale.
Infine un po’ di numeri. Al momento la media degli accessi si attesta intorno a 900 visite al giorno, con circa 1.800 pagine scaricate.
Google permettendo, sono numeri interessanti, considerata la specificità dell’argomento e che mi auguro siano destinati a crescere con il tempo.
LE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO A BASSO CONSUMO NASCONO COME RISPOSTA AL PROBLEMA DEL FREDDO DEI LUNGHI INVERNI NEI PAESI DEL NORD EUROPA.
LA DIFESA DAL CALDO PONE LA NECESSITA’ DI RICORRERE A SOLUZIONI AD HOC, MA GRANDE ATTENZIONE VA POSTA ANCHE A CONDIZIONI RICORRENTI DI UMIDITA’ PERSISTENTE, TIPICHE DI MOLTE ZONE DEL NOSTRO PAESE.
Il tipico clima della Val Padana, caratterizzato da inverni rigidi e nebbiosi ed estati calde ed umide, con percentuali di vapor acqueo costantemente elevati per buona parte dell’anno è senz’altro da affrontare con le dovute accortezze se non vogliamo che l’acquisto di una casa in legno possa rivelarsi una scelta avventata.
Va ribadito che il settore delle case prefabbricate comincia timidamente a proporre soluzioni tecniche adatte a condizioni diverse da quelle tipiche dei paesi di origine (Svezia, Germania, Austria). Un clima con basse temperature abbinate a minimi tassi di umidità ha portato questo sistema costruttivo a “specializzarsi” e caratterizzarsi anche formalmente per ricevere il massimo apporto solare ed utilizzare grandi spessori di isolamento solitamente a bassa densità come le lane minerali per impedire gli scambi termici con l’esterno.
Sul mercato delle case in legno troviamo molte case prefabbricate a catalogo, firmati anche da noti architetti per grosse aziende del settore, estremamente ricercati per il loro design puro, contraddistinto da grandi vetrate e finiture sopra la media. Tuttavia si tratta di case in legno chiaramente poco opportune per la maggior parte del territorio italiano.
Il tema della difesa dal caldo, più volte affrontato, riguarda principalmente la scelta di materiali ad alta densità, in grado di sfasare efficacemente l’onda di calore per le ore necessarie ad impedire il surriscaldamento dell’abitazione o, ancora, l’adozione di sistemi di protezione dai raggi solari come schermi frangisole, raffstore, tettoie, pergolati e quant’altro.
Il problema dell’umidità è tuttavia questione di non poco conto per le case prefabbricate, anche se va ribadito che il legno è un materiale vivo, in grado di adattarsi efficacemente alle diverse condizioni ambientali assorbendo e rilasciando l’acqua presente nell’aria in modo efficace e reversibile. Se questo si rivela un pregio, soprattutto per le sue proprietà di regolatore naturale di umidità per l’interno dell’abitazione, un’esposizione eccessiva del legno all’acqua può dar luogo a fenomeni di deperimento anche gravi.
La soluzione è, evidentemente, la protezione del legno dall’azione diretta e prolungata all’umidità con impregnanti dati in autoclave, oltre ad un accorta scelta delle essenze legnose stesse.
Il grande pregio delle strutture a telaio è che il legno si trova racchiuso in un sandwich di materiali la cui corretta stratigrafia permette di difendere efficacemente l’abitazione. Va da se che le cosiddette blockhaus risultano ben più esposte e necessitano di costanti manutenzioni, costose e non sempre efficaci nel lungo periodo. L’isolamento a cappotto, al contrario, limita le necessità di intervento e garantisce una lunga durata nel tempo, con minime cure all’edificio. Nel caso di umidità persistente il materiale andrà scelto attentamente, oltre che per le caratteristiche propriamente isolanti, anche per le garanzie di protezione della struttura interna della parete delle case prefabbricate.
Un cappotto in fibra di legno, perfetto per le case prefabbricate da realizzarsi nel sud Italia, potrebbe ad esempio rivelarsi una scelta pessima per un’abitazione per il basso mantovano. In questo caso un isolamento cappotto di polistirene espanso darà maggiori garanzie di protezione, a fronte di bassi valori di trasmittanza.
Si tratta quindi di una questione da non drammatizzare, ma che va affrontata serenamente, in quanto esistono sul mercato delle case prefabbricate in legno soluzioni efficaci e collaudate.
DA ALCUNI ANNI SONO REPERIBILI SUL MERCATO SISTEMI PER IL RISCALDAMENTO DOMESTICO BASATI SULL’IMPIEGO DEL LEGNO, ASSAI EFFICIENTI ED ECOLOGICI.
UNA MODERNA CALDAIA A PELLETS PUO’ DEGNAMENTE SOSTITUIRE UN TRADIZIONALE BRUCIATORE A GAS, ABBINANDO OTTIMI RENDIMENTI, BASSE EMISSIONI E COSTI DI GESTIONE CONTENUTI, LIBERANDOCI PER SEMPRE DALLA SCHIAVITU’ DELLA BOLLETTA. ANCHE PER LE CASE PREFABBRICATE.
Nonostante i molti pregi, il legno come fonte di energia resta relegato nelle nostre abitazioni all’interno dei caminetti ed delle stufe.
Spesso si sceglie questa soluzione spinti dal bisogno di ritrovare il piacere di stare a casa, più per ciò che un focolare rappresenta a livello emotivo che per una vera e propria funzione energetica. Un oggetto di arredo scelto per motivazioni per lo più estetiche che verrà utilizzato poche volte l’anno per evitare la fatica di pulire le ceneri e la fuliggine o l’eventuale fumo prodotto. In realtà stufe e camini possono integrare e persino sostituire efficacemente la caldaia a gas, soprattutto nelle versioni ad aria.
Il calore prodotto tende a salire verso l’altro e può riscaldare buona parte della nostra abitazione, soprattutto in presenza di una casa su due piani.
Un camino tradizionale, al contrario (nelle versioni senza camera di combustione), fornisce prevalentemente calore per irraggiamento e non è in grado di innalzare la temperatura dell’abitazione. Il massimo dell’efficienza si raggiunge quando al camino si abbina un sistema impiantistico vero e proprio dotato di canalizzazioni e ventilatori in grado di diffondere il calore in tutti gli ambienti. Ovviamente il dimensionamento del caminetto andrà fatto in base al volume d’aria da scaldare. I vantaggi sono molteplici, a partire dal prezzo, ma non vanno trascurati alcuni difetti, quale la necessità di reperire tanta legna, da accastare in quantità in un apposito locale o all’esterno dell’abitazione; il caricamento poi va effettuato manualmente e questo è evidentemente un problema, soprattutto per chi lavora tutto il giorno; l’aria calda prodotta è infine molto secca ed è quindi necessario intervenire con un impianto umidificatore per non avere problemi alle vie respiratorie.
Il consiglio resta quello di integrare l’impianto a gas nelle nostre case prefabbricate con un camino od una stufa ad aria, ma non di basare il riscaldamento su questa soluzione. A fronte di un costo iniziale maggiore, i rendimenti complessivi saranno ottimizzati e sarà possibile rientrare rapidamente nell’investimento.
Per disporre di un sistema a legna realmente autosufficiente si dovrà necessariamente pensare ad una caldaia a biomasse. Non si tratta in questo caso di una semplice stufa ad aria da posizionare in soggiorno ma di un vero e proprio bruciatore in grado di scaldare l’acqua per il riscaldamento, a radiatori o a pavimento, e per tutti gli altri usi domestici. Esistono molti modelli che variano per potenza e per il formato del legno con cui andrà caricata la caldaia. Chiaramente andranno evitati quei sistemi che richiedono un continuo intervento manuale. Il successo del pellet dipende proprio dalla possibilità di essere disponibile come un vero e proprio carburante da stoccare in un serbatoio funzionalmente collegato alla caldaia stessa. L’alto potere calorico del pellet dovuto all’ottimale essicazione e la sua manegevolezza ne ha decretato un crescente successo, che lo fa preferire al legno in tronchi o al cippato di legno. Il prezzo del pellet resta comunque sensibilmente più alto rispetto al tradizionale legno da segheria, anche se appare piuttosto interessante rispetto al gas metano o al gasolio da riscaldamento.
I costi di una caldaia a pellets non sono mai trascurabili e pertanto è necessario valutarne l’effettiva convenienza in base agli effettivi consumi. Le case prefabbricate in legno richiedono poca energia rispetto alle abitazioni tradizionali, per cui è inevitabile un’ulteriore dilatazione dei tempi di rientro nell’investimento. Il pellet è poi a tutti gli effetti un combustibile sottoposto alle leggi economiche del mercato. Non è possibile pertanto prevedere le future oscillazioni dei prezzi legati al rapporto tra domanda ed offerta. I costi all’origine restano bassi, in quanto gli scarti della produzione di manufatti in legno trovano completo riutilizzo in questa forma. Tuttavia l’utente finale deve fare i conti con gli inevitabili rincari che il pellet subisce tra i vari passaggi, rischiando negli prossimi anni di pagare un conto salato, a fronte di scenari energetici attualmente non prevedibili.
COSTRUIRE UNA CASA PREFABBRICATA IN LEGNO RAPPRESENTA IL CORONAMENTO DI UN PERCORSO SPESSO TORMENTATO, FATTO DI BATTAGLIE CONTRO I PREGIUDIZI, SCELTE CONTROCORRENTE, CRONICA MANCANZA DI INFORMAZIONI, GIORNATE PASSATE A VISITARE FIERE E CASE CAMPIONE. MA ANCHE DI ASPETTATIVE E GIOIA PER LA SCELTA FATTA.
E’ dunque fondamentale arrivare sino in fondo con grandi motivazioni ed immutato entusiasmo, senza farsi troppo demoralizzare dalle molte difficoltà che incontreremo mano a mano che dalle idee iniziali si procederà alla concretizzazione con la redazione del progetto, la sua presentazione, i contratti, la costruzione stessa.
Oltre all’inevitabile difficoltà di far quadrare i conti, sarà indispensabile prepararsi ad affrontare gli scogli della burocrazia comunale che possono far slittare i tempi della realizzazione ed apportare sgradite modifiche al progetto dell’abitazione stessa.
Non è purtroppo raro veder passare i mesi senza poter fare nulla, con il nostro tecnico incapace di sbloccare la pratica suo malgrado. E può bastare un’interpretazione, una giornata storta di un componente della commissione edilizia, una firma o una carta in meno, per impedirci il ritiro di questo maledetto permesso di costruire.
Anche ammettendo di essere riusciti a liberarci delle pastoie della burocrazia, resta la presenza dell’impresa come ulteriore interlocutore, vuoi perché dobbiamo demolire un vecchio fabbricato o per la realizzazione delle opere interrate, scantinato o platea di fondazione.
Una scelta da soppesare con cura, dunque, per evitare preventivi sommari, ritardi nei tempi non giustificati o esecuzioni non congrue. Il bordo superiore della platea andrà infatti realizzato con estrema accortezza, assicurandoci di avere un piano perfettamente orizzontale, senza problemi di umidità di risalita, situazione assai negativa per il legno, a prescindere dalle eventuali barriere antiumidità poste tra il prefabbricato e la soletta in cemento.
Infine la scelta della ditta di case prefabbricate andrà fatta con la testa, oltre che con il cuore. Massima attenzione al contratto, all’anticipo, alla possibilità di recedere in caso di impedimenti seri come la mancanza del finanziamento o della concessione edilizia per motivi indipendenti dalla volontà del cliente. Controlliamo le tempistiche e, soprattutto, la completezza del preventivo. Purtroppo si tratta di un aspetto un po’ sottovalutato che può portare a sgradite sorprese. Solitamente la valutazione della ditta viene fatta tra 3-4 aziende di case in legno a cui abbiamo sottoposto il progetto per farci redigere i costi. Un confronto approfondito andrebbe fatto voce per voce, per permettere di valutare appieno le differenze e scegliere con tranquillità il costruttore di "case prefabbricate" più adatto a noi. Purtroppo non è raro far cadere la preferenza sul preventivo più leggero, scoprendo amararamente in fase di campionatura o, peggio, di montaggio, la necessità di integrare pesantemente il capitolato.
Una tiratina di orecchi ai molti agenti "furbetti" credo infine di potermela permettere. Una barriera antiumidità sulla platea di fondazione per evitare problemi di risalità d’acqua per capillarità o l’aumento del carico neve della struttura del tetto sono voci che danno forse poca soddisfazione al cliente e che possono far crescere senz’altro i costi, ma sono aggiunte necessarie per evitare spiacevoli inconvenienti e migliorare la qualità complessiva della costruzione. Bisognerebbe far capire l’importanza di certe accortezze tecniche e magari limare qualche inutile eccesso sull’impiantistica o sul capitolato di finitura delle case prefabbricate in legno. Purtroppo questo richiede tempo e fatica. Un contratto facile, ottenuto velocemente con un prezzo allettante può spesso rivelarsi un boomerang, esasperando il cliente che non di rado rinuncia deluso alla costruzione stessa.