Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

ALLAGAMENTI E COSTRUZIONI IN LEGNO

L’ACQUA ED IL LEGNO NON VANNO PROPRIAMENTE D’ACCORDO.
EVENTI ECCEZIONALI POSSONO COMUNQUE ACCADERE, METTENDO A DURA PROVA LA CONSISTENZA DI QUALSIASI EDIFICIO.
I CAMBIAMENTI CLIMATICI IN ATTO SEMBRANO PORTARE AD UN CLIMA SEMPRE PIU’ ESTREMO, ANCHE NELLE NOSTRE REGIONI, CARATTERIZZATO DA PRECIPITAZIONI VIOLENTE E PERSISTENTI.

Dopo aver visitato il suo sito, mi appresto a farle una domanda che in questo ultimo periodo mi faccio spesso in relazione alle case prefabbricate.
Se abitassi in prossimità di un fiume e ovviamente ci fosse la possibilità, per quanto sventurata, che un giorno le acque escano dagli argini e danneggino l'edificio (come è successo anche di recente), mi chiedo che cosa potrebbe succedere alle case prefabbricate in legno?
Come si presenterà il danno? Sarà catastrofico? Butto via tutto? Sarà un danneggiamento paragonabile a quello su case tradizionali in muratura?

Questione spinosa … premessa necessaria.
Non stiamo parlando di piogge, anche intense, ma di eventi del tutto eccezionali e non prevedibili nelle loro proporzioni. 
La memoria va chiaramente alle alluvioni che hanno colpito il nordest causando ingenti danni in molte zone del Veneto.
La domanda che correttamente pone il lettore è se e quanto possa discostarsi il deterioramento delle case prefabbricate da quelle in muratura.
E’ evidente che la persistenza per giorni di queste condizioni può causare ingenti danneggiamenti alle strutture in legno, agli isolamenti ed alle finiture.
L’elenco delle parti in legno in una casa in legno è peraltro talmente lungo che risulta evidente a chiunque la gravità del danno.
Tralasciando l’aspetto igienico, si tratta di quantificarne l’entità e di capire se una casa prefabbricata colpita da un alluvione può essere recuperata.
Oltre alla parte di edificio direttamente colpita, a diretto contatto con l’acqua, ci saranno molte risalite di umidità per capillarità, proprio per le caratteristiche dei materiali (struttura in legno, cartongessi, isolanti).
case prefabbricateQuesto materiale è altamente igrometrico ed è sensibile a variazioni di umidità anche minime, modificando il proprio equilibrio termoidraulico. 
Il contatto con l’acqua crea un rigonfiamento in quanto i pori del legno assorbono l’umidità al loro interno, trattenendola ed espandendo le proprie fibre.
Tralasciando i danni alle finiture, ci interessa soprattutto sapere se le case prefabbricate sono in grado di sopravvivere all’allagamento.
Se pensiamo ad un albero che si trovi nella medesima situazione, un tronco immerso nell’acqua per lungo tempo modificherà permanentemente la propria struttura a causa dell’eccessiva espansione delle fibre. 
La struttura in legno può certamente arrivare a perdere parte della propria resistenza statica, sino a richiedere l’abbattimento dell’edificio.
E’ necessario tuttavia un tempo di contatto prolungato, in quanto il passaggio dell’umidità dall’esterno all’interno dell’elemento non è immediato. 
L’abete rosso(materiale con cui viene realizzata la struttura delle case prefabbricate) è parzialmente protetto dall’azione dell’acqua dalle resine contenute al suo interno. 
Non a caso viene utilizzato anche per la realizzazione di piccole imbarcazioni in legno.
Non è quindi scontato che le case in legno debbano essere demolite, ma deve essere eseguita un’indagine statica che ne valuti lo stato effettivo delle strutture ad asciugatura avvenuta.
Le costruzioni in muratura, altrettanto porose, trattengono l’umidità per decenni e possono comportare scelte altrettanto drastiche, qualora risulti non risolutivo ed eccessivamente oneroso il semplice risanamento.
Le case prefabbricate devono ovviamente essere coperte, come peraltro qualsiasi altro edificio, di una polizza a protezione dei danni causati da eventi atmosferici, che andrebbe studiata sulla base dei reali fattori di rischio della zona, ricordando che stiamo parlando comunque di eventi del tutto anomali ed eccezionali.
Non deve certamente essere quest’aspetto uno dei principali fattori di scelta.

LA FASCIA DI PREZZO DELLE CASE PREFABBRICATE

LE CASE PREFABBRICATE HANNO COSTI SEMPRE INTERESSANTI IN RAPPORTO ALLE NOTEVOLI QUALITA’ CHE OFFRONO (RISPARMIO ENERGETICO, COSTRUZIONE ECOLOGICA, PREZZO CERTO, LUNGA GARANZIA).

Devo realizzare la mia casa, e sto prendendo in considerazione l'idea di realizzarla in legno; in particolare stavo pensando alle costruzioni in legno lamellare (massiccio o X-Lam).
Vorrei sapere se il prezzo al mq delle case prefabbricate si discosta molto da quelle in muratura e che differenze ci sono tra le varie soluzioni costruttive (massiccio, telaio).
E le case prefabbricate in muratura?

Le case prefabbricate rappresentano una novità per il nostro paese.
L’incremento graduale dei montaggi non corrisponde ad un vero e proprio boom edilizio, ma la tendenza è quella di una progressiva diffusione di queste costruzioni ecologiche a basso consumo energetico.
Da soluzione di nicchia ad alternativa costruttiva vera e propria il passo è lungo.
Il pregiudizio verso le case prefabbricate è ancora forte, ancor più da parte dei tecnici e dei costruttori tradizionali.
La conoscenza delle case in legno da parte del cliente finale è fondamentale per dare il giusto peso alle numerose qualità delle case prefabbricate.
Un confronto su basi puramente economiche non penalizza le case in legno e può essere fatto senza problemi, ma bisognerebbe comunque introdurre elementi di giudizio qualitativi che differenzino le diverse soluzioni costruttive.
Affermare che le pesche costino al chilo quanto i peperoni non fornisce evidentemente informazioni interessanti, pur trattandosi sempre di vegetali.

Le ditte di case prefabbricate che ho contattato mi hanno consegnato dei preventivi spropositati. L’unica offerta interessante l’ho avuta dalla XXXXXX, una ditta (credo) rumena. Sto comunque pensando di affidare la costruzione della mia villetta ad un costruttore della mia zona (Molise) , visti i prezzi ben più bassi che ho potuto constatare.

Questo breve estratto di una mail di un lettore contiene parecchi spunti di riflessione.
Le case prefabbricate hanno i prezzi più alti.
Gli elementi di confronto sono un costruttore di case in legno massicce dell’est (selezionato tra le ditte più economiche) e i costruttori locali del mattone (non viene fatto cenno alle caratteristiche di queste costruzioni).
A mia precisa domanda, mi viene risposto che i preventivi ricevuti dalle ditte di case prefabbricate sono “chiavi in mano”, mentre la ditta rumena si limita a fornire la struttura.
I prezzi delle imprese non sono offerte dettagliate basate su un computo metrico estimativo, ma semplici indicazioni “a voce” (un tot al metro quadro). E qui mi fermo.
Qual è dunque la fascia di prezzo delle case prefabbricate?
Dividiamo innanzitutto le case in legno in due gruppi principali, le strutture a telaio e quelle massicce. 

Sto parlando, lo ribadisco, di edifici a basso consumo energetico ed inquadrabili a pieno titolo nelle costruzioni in bioedilizia.
Bisogna poi distinguere tra grezzo e chiavi in mano. Il maggior peso economico è costituito proprio dalla struttura. Le finiture e gli impianti possono essere analoghi per qualsiasi sistema costruttivo (legno, laterizio, cemento armato, acciaio, altri prefabbricati). 

Gli importi si riferiscono pertanto al cosiddetto “grezzo avanzato” (edificio finito esternamente con pareti interne e predisposizioni impiantistiche).
E’ necessario inoltre indicare un minimo ed un massimo di prezzo, poiché esistono sul mercato ditte più o meno economiche (per le case prefabbricate, il sughero costa più del polistirene, così come i costi di produzione sono differenti tra Germania e Slovacchia, mentre le imprese di costruzioni del sud Italia sono, in genere, più economiche rispetto a quelle del nord).


EDILIZIA TRADIZIONALE NON ISOLATA
650-750 €/mq
STRUTTURE IN LEGNO A TELAIO
700-800 €/mq
EDILIZIA TRADIZIONALE ISOLATA
750-850 €/mq
STRUTTURE IN LEGNO MASSICCE
800-900 €/mq
CASE PREFABBRICATE IN MURATURA
800-900 €/mq

Si tratta chiaramente di valori del tutto indicativi, suscettibili di variazioni dovute a fattori esterni (oscillazione dei costi delle materie prime, dei trasporti e dell’energia, inflazione).

FREDDO E COSTRUZIONI A BASSO CONSUMO

LE CASE IN LEGNO SONO EDIFICI A BASSO CONSUMO DI ENERGIA E TRATTENGONO EFFICACEMENTE IL CALORE.
GLI IMPIANTI PER IL RISCALDAMENTO INVERNALE VANNO CORRETTAMENTE DIMENSIONATI DI CONSEGUENZA, SENZA ECCEDERE NELLA DOTAZIONE E REALIZZANDO UN’EFFICIENTE INTEGRAZIONE TRA DIFFERENTI FONTI DI CALORE, POSSIBILMENTE “PULITE”.

L’isolamento termico degli edifici è l’intervento più efficace per risparmiare energia e denaro, favorendo il comfort abitativo, limitando le condense, contrastando la formazione di muffe.
Un edificio ben isolato termicamente sarà anche un edificio ben isolato acusticamente, contribuendo così al miglioramento del benessere generale.
Per realizzare un buon isolamento termico invernale, le case prefabbricate riducono al minimo le perdite di calore da pareti, tetto ed infissi.
La perdita di calore di ogni elemento dell'abitazione si misura con il coefficiente di trasmittanza termica, o valore U.  Tanto più basso è il valore U di un elemento, tanto minore sarà l'energia termica dispersa attraverso l'elemento stesso.
Gli edifici in legno raggiungono elevati livelli di rendimento energetico grazie alla costruzione semplice mirata all’isolamento termico, in particolare nei mesi invernali.
Il minimo fabbisogno di energia per il riscaldamento va ottenuto innanzitutto attraverso un progetto finalizzato a ridurre le dispersioni di calore, con un rapporto di forma tra superficie disperdente e volume lordo riscaldato dell’edificio che tenda ad un cubo. 
A parità di volume, una maggiore superficie disperdente comporta un bisogno maggiore di energia.
Una pianta compatta, con assenza di aggetti o rientri nella sagoma, una copertura di tipo semplice, e poche aperture rivolte verso nord elevano l’efficienza termica dell’involucro edilizio.
E’ poi essenziale ottenere il massimo del guadagno solare accumulando il calore invernale mediante una captazione dell’energia passiva, in particolare nelle ore più calde, attraverso il posizionamento degli ambienti di soggiorno verso sud.
Le vetrate sono in grado di far passare la radiazione e di scaldare efficacemente l’abitazione per effetto serra, impedendo al calore stesso di fuoriuscire.
E’ intuibile l’importanza di installare infissi con vetrocamera isolati per agire efficacemente sulla componente solare, minimizzando le dissipazioni dovute al minore isolamento del vetro stesso rispetto alla parete coibentata, come i tripli vetri.
Come detto, si dovrebbe limitare al minimo la dotazione impiantistica per il riscaldamento invernale, necessitando di poca energia proveniente dall’esterno.
Impianti termici come le pompe di calore geotermiche, anche se efficienti ed ecologiche, richiederanno tempi lunghissimi per rientrare nell’investimento e sono consigliabili solo in presenza di interventi di una certa dimensione.
Il legno che costituisce la struttura di questi edifici è un eccellente isolante termico ed un pessimo conduttore di calore.
La composizione delle partizioni esterne (tetto e pareti) andrà poi attentamente determinata in base alla zona climatica.
In generale, meglio evitare l’impiego di isolanti troppo leggeri come la fibra di vetro o la lana di roccia, privilegiando la fibra di legno ad alta densità.
Fondamentale è il ruolo del cappotto isolante, il cui scopo è impedire efficacemente lo scambio termico sin all’esterno e di intervenire sugli eventuali ponti termici.
Nella corretta composizione della parete delle case prefabbricate, possono essere sufficienti pochi centimetri di spessore, privilegiando l’isolante interno alla parete, che dovrà coibentare l’edificio durante tutto l’anno.
Un grande isolamento invernale è tuttavia raggiungibile solo con spessori maggiorati di cappotto (10-12 centimetri).
Nell’ottica del rendimento invernale delle case in legno è da sottolineare il ruolo  dell’isolamento del tetto.
La diffusione negli ultimi anni dei tetti ventilati in Italia non viene accompagnata da un adeguamento degli spessori degli isolanti delle coperture.
Questa tecnica costruttiva, efficace per eliminare dall’edificio il calore in eccesso e l’umidità, non presenta vantaggi nei mesi freddi (anzi).
I valori di isolamento della copertura devono essere analoghi alle pareti esterne per una coibentazione efficace dell’involucro edilizio, senza discontinuità e punti deboli e questo è possibile solo con tanti centimetri di spessore degli strati coibenti.
Il calore che viene prodotto in un edificio tende, per leggi fisiche, a disperdersi verso l’alto.  
Non isolare adeguatamente il tetto potrebbe causerebbe un abbassamento delle prestazioni termiche generali.
Nell’ottica di un’efficacia termica per tutto l’anno, meglio privilegiare materiali isolanti con una certa massa, come la fibra di legno ad alta densità.
Le nuove normative sul risparmio energetico degli edifici hanno posto grande attenzione al riscaldamento invernale, favorendo l’adozione di tipologie di involucri leggeri e iperisolati, ideali per climi molto freddi, dove l’escursione termica non è molto elevata.   
In Italia, tuttavia, il clima ha un carattere variabile, con un’elevata escursione termica, sia su scala stagionale, che nell’arco della giornata.
Questo pone l’esigenza di adottare involucri edilizi verificati in regime dinamico, capaci di rispondere alle variazioni ed all’imprevedibilità climatica, efficaci tanto d’inverno quanto d’estate.
Le case prefabbricate a basso consumo energetico nascono come risposta costruttiva ai rigidi climi dei paesi freddi.  
Nel nostro paese garantiscano rendimenti sempre elevati, ricadendo nelle classi energetiche d’eccellenza, utilizzando soluzioni costruttive moderne e collaudate, derivate dalla secolare cultura costruttiva della carpenteria del legno del nord Europa.
Il risparmio economico in termini di spesa energetica di un edificio in legno a basso consumo può arrivare a punte di efficienza superiori all’80% rispetto ad un edificio non isolato, con un significativo innalzamento delle condizioni di benessere abitativo.

I VANTAGGI DEL PAVIMENTO RADIANTE

IL RISCALDAMENTO A PAVIMENTO E’ UNA SOLUZIONE (GIUSTAMENTE) SEMPRE PIU’ DIFFUSA.  
SI PRESTA MOLTO BENE PER SCALDARE UNA VILLETTA IN LEGNO E PUO’ SOSTITUIRE EFFICACEMENTE I TRADIZIONALI RADIATORI.

Stiamo progettando una villetta prefabbricata in legno e vorremmo mettere il pavimento radiante e parquet su tutta la superficie.
Ho chiesto pareri alle varie ditte di case in legno e ho avuto opinioni discordanti. Alcune dicono sia meglio il massello, altri il multistrato, oppure la posa flottante rispetto all'incollato, altre lo sconsigliano del tutto.
In questo caos la mia idea sarebbe di fare un massetto in calce, parquet 3 strati con spessore 15 mm e posa flottante con apposito materassino per pavimenti radianti.
Questo per evitare al minimo collanti o altri prodotti che possano esalare sostanze con il riscaldamento.
Volevo sapere cosa ne pensa e quale sarebbe la soluzione migliore dal punto di vista del rendimento termico.


La posa flottante del parquet (non solo in una casa in legno) è sicuramente una buona scelta (a costi inferiori).  E’ ovviamente fondamentale che venga eseguita con accortezza, prevedendo i necessari giunti di dilatazione (ogni 5 metri circa). 
Va bene anche la scelta di ridurre al minimo necessario le colle, che non sono certamente il massimo per la salute, a maggior ragione in presenza di un pavimento radiante (il calore aumenta il rilascio di sostanze volatili).
Proprio gli sbalzi termici possono farci propendere verso questo tipo di soluzione, in quanto un pavimento incollato senza giunti (oltre a rilasciare composti) potrebbe subire nel tempo delle dilatazioni dovute agli sbalzi termici a cui è sottoposto, senz’altro da evitare. 
Un buon parquet incollato non dovrebbe muoversi in nessun modo nel tempo, ma il rischio c’è, almeno in teoria (soprattutto per essenze poco stabili come il faggio).
In questo caso è meglio scegliere un prefinito rispetto ad un listello pieno, per la maggiore adattabilità alle dilatazioni termiche, indirizzando la scelta verso un pavimento in rovere o in noce (meglio se con supporto in abete).
Termicamente, il pavimento incollato direttamente sul massetto dovrebbe sempre garantire un rendimento superiore, per la presenza di aria (isolante) nell’intercapedine nel flottante.  Si dovrebbe pertanto inserire un materassino ad alta conducibilità termica per migliorare la trasmittanza e compensare il maggior isolamento.
Evitiamo tappetini isolanti che possono abbattere di molto la resa termica dell’impianto.
Nel caso pratico e specifico degli edifici a basso consumo, non cambia moltissimo tra i vari tipi di posa dal punto di vista delle prestazioni energetiche (se eseguita correttamente), poichè le case prefabbricate riducono moltissimo il carico termico rispetto ad un edificio poco isolato.
Un buon pavimento radiante andrà isolato nella parte sottostante la serpentina (per evitare inutili dispersioni), progettato e tarato correttamente in base al materiale di finitura ed al tipo di posa.
La temperatura dell’impianto dovrebbe al limite essere più alta di un paio di gradi in presenza di un pavimento in legno flottante rispetto ad un parquet incollato.
Se proprio vogliamo incollare in parquet sul massetto di posa, chiediamo di utilizzare colle ecocompatibili da bioedilizia, che limitino il rilascio di sostanze nocive per la salute (soprattutto formaldeide).
Le micro fessurazioni sono inevitabili in quanto il legno non è plastica, ma un materiale vivo che risente delle variazioni termiche, che tende a dilatarsi in presenza di calore e a contrarsi quando la temperatura è più bassa (le micro fessure tenderanno in tal caso a scomparire). 
Si tratta di un comportamento naturale e del tutto accettabile.
Va infine detto che gli impianti radianti di nuova concezione installati nelle case prefabbricate tendono a limitare tutti i “contro” sin qui elencati, rispetto al riscaldamento a pavimento (ad alta temperatura) di concezione superata che si montava sino a pochi anni fa.

GLI EDIFICI BLOCKHAUS

Sono una studentessa di architettura e la mia tesi ha come oggetto i sistemi prefabbricati in legno (a tal proposito devo ringraziarla per il materiale che mi offre con il suo blog).
Che tipo di fondazione si usa con un sistema costruttivo Blockhaus?
E' possibile realizzare forme curve e tagli asimmetrici con questo sistema? o sono legata a forme più scatolari?
E' possibile sfruttare dei fori in prossimità delle perline in legno per far passare gli impianti?

Si tratta di un sistema costruttivo ad incastro, basato sull’impiego di tronchi massicci di varie dimensioni, squadrati o stondati, sovrapposti tra loro orizzontalmente, tradizionalmente radicato nei paesi del nord e dell’est Europa, proprio per l’ampia disponibilità di legname di quelle regioni.
Gli edifici blockhaus sono un concetto costruttivo tradizionalmente legato alla cultura locale, quanto l’utilizzo del laterizio lo è nel nostro paese.
Le pareti possono essere esterne od interne (divisorie o portanti) e sono caratterizzate da una notevole solidità.
Il giunto ad incastro permette di congiungere saldamente le pareti, rendendo impossibile il  movimento  delle pareti in direzione longitudinale.

Il legno è lasciato a vista, sia all’esterno dell’edificio, che all’interno degli ambienti, valorizzando la bellezza ed il calore del materiale che acquista una valenza non solo strutturale.
In questo caso il maggior pregio di queste strutture è anche il loro principale limite, in quanto l’inserimento in contesti estranei alla tradizione delle blockhaus appare difficile.
Il legno a vista è poi facilmente soggetto all’attacco dell’umidità, di insetti e microrganismi che ne possono minarne la durata nel tempo delle strutture, soprattutto nelle zone climatiche ad alto tasso di umidità ed ampie escursioni termiche tra estate ed inverno.
Rispetto agli edifici intonacati, le blockhaus necessitano di intervenire regolarmente con interventi di manutenzione frequenti e costosi, su tutte le superfici esposte all’azione logorante degli agenti atmosferici.
Anche fessurazioni ed abbassamenti della struttura stessa sono possibili, a causa dei movimenti di dilatazione del legno sottoposto alle differenti condizioni climatiche stagionali (il legno è un materiale “vivo”, che si adatta alle escursioni termiche ed igroscopiche).
La realizzazione di pareti curve appare problematica, come tutte le costruzioni in legno, mentre si possono realizzare pareti segmentate.
L’ancoraggio delle blockhaus viene effettuato sempre su platea in cemento armato, così come il calcolo strutturale non si discosta dagli altri edifici basati su parete massiccia (X-Lam, MHM).
Solitamente gli impianti idraulico ed elettrico vengono predisposti nelle pareti e successivamente rivestiti di perline in abete piallate.
Le blockhaus di moderna concezione utilizzano strati di tavole inchiodate, massicce o lamellari, limitando le problematiche delle vecchie abitazioni in legno.
Queste strutture hanno prestazioni termiche inferiori a quelle degli edifici in legno mirati al risparmio energetico e si prestano soprattutto alla realizzazione di abitazioni nelle zone di montagna.

LA RAZIONALITA’ DELLE ABITAZIONI PREFABBRICATE

LA PIANTA ORIENTATA RISPETTO AL PERCORSO SOLARE E’ UNA CARATTERISTICA DELLE CASE PREFABBRICATE E SI FONDA SULL’APPLICAZIONE DI UN BASILARE PRINCIPIO DI BIOCLIMATICA, CHE RIDUCE AL MINIMO LE FOROMETRIE A NORD E MASSIMIZZA IL GUADAGNO SOLARE ATTRAVERSO LE VETRATE POSTE A SUD.

La disposizione degli ambienti delle abitazioni quasi mai possiede fondamenta logiche.
In molti casi, i principi speculativi portano a ricavare, a qualsiasi costo, la famigerata “stanza in più”, con una scolastica applicazione degli standards normativi minimi (le altrettanto famigerate camere da 9 e 14 mq).
Le logiche formali, soprattutto negli ultimi anni, hanno prevalso sulla funzionalità abitativa, penalizzando la distribuzione degli spazi indoor.
Le case prefabbricate mirano piuttosto a massimizzare l’isolamento termico, limitando le dispersioni energetiche a partire dalla configurazione del volume edilizio, sino alla disposizione di locali e finestre.

Senza entrare troppo nel tema, vi è un interessante corollario che scaturisce da un corretto approccio bioclimatico al progetto. Una casa ben concepita per risparmiare energia, quasi certamente comporterà un’eccellente disposizione degli ambienti.
case prefabbricate, case in legno
Ad esempio, i bagni e gli ambienti di servizio andranno posizionati a nord, così come la scala, quest’ultima in posizione centrale.
Le case prefabbricate a catalogo appaiono esemplari da questo punto di vista.
Disegnate su pianta semplice (quadrata o rettangolare) ed orientata, si basano quasi tutte su pochi modelli tipologici, senza peraltro variare molto da ditta a ditta.
Questo aspetto dovrebbe far riflettere chi si accinge a studiare il progetto della propria abitazione. Ecco che gli ambienti di soggiorno dovrebbero godere della luce solare, seguendo una disposizione quasi “obbligata”.
Le case prefabbricate a catalogo presentano interessanti soluzioni anche dal punto di vista del dimensionamento dei singoli ambienti.
Distanti dai parametri speculativi filo-immobiliari, mirano al massimo benessere, non solo microclimatico, dei propri occupanti.
I criteri progettuali adottati privilegiano la dilatazione degli spazi a scapito del numero delle stanze, un procedimento assai diffuso nei paesi in cui le case prefabbricate hanno origine.
Anche in questo caso prevale l’assoluta razionalità.
Un bagno di servizio sarà necessariamente piccolo, un lavabo e un wc, punto. Il bagno principale, al contrario, deve essere grande (10, 12 mq, quasi inconcepibili) e luminoso, con molte finestre.
I tristissimi 14 mq, misura standard per la maggior parte delle camere matrimoniali italiane, sono adeguati piuttosto per ricavare una camera singola. Si alle cabine armadio ed ai disimpegni spaziosi, possibilmente illuminati ed aerati, no ai tortuosi corridoi larghi 1 mt – un metro.
Ed ancora, prevediamo un locale tecnico. 
Gli impianti per la produzione di energia e per la climatizzazione di una casa moderna (naturale, ecologica, ma moderna) sono tanti, una tendenza che si accentuerà nei prossimi anni. Ecco che l’accumulo dei pannelli solari, l’inverter del fotovoltaico, la caldaia (o pompa di calore), la ventilazione meccanica controllata vanno previsti o predisposti e necessitano di un ambiente di dimensioni adeguate.
Può essere utile prevedere una lavanderia in cui trovino sede una lavatrice, l’asciugatrice, lo stendibiancheria ed un lavello.
Sarà altrettanto comodo prevedere un retrocucina da utilizzare come dispensa.
Questi ambienti, guarda caso, sono presenti nella maggior parte delle case prefabbricate proposte a catalogo dalle aziende produttrici.
Lo ripeto ancora una volta, a costo di apparire noioso. Prima di pensare all’estetica della nostra casa, iniziamo a studiare le piante delle case modello ed a comprenderne i semplici e razionali principi.
Il progetto della nostra abitazione ne potrà solo guadagnare raggiungendo un migliore isolamento termico ed un’elevata qualità funzionale.