Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

COSTRUZIONI ECOLOGICHE ED AUTORIZZAZIONI EDILIZIE

LE COSTRUZIONI IN BIOEDILIZIA VANNO AUTORIZZATE, SEGUENDO LA MEDESIMA PROCEDURA BUROCRATICA DELLE COSTRUZIONI TRADIZIONALI, SENZA SCONTI O CORSIE PREFERENZIALI.

Le case a basso consumo energetico sono strutture permanenti, che vanno ancorate alle strutture di fondazione e non vanno confuse con gli edifici mobili o smontabili presenti sul mercato, come le casette da giardino o le case su ruote da campeggio.
Un terreno agricolo o non edificabile non consente la realizzazione abusiva di volumi edilizi, a prescindere dal sistema costruttivo e dai materiali impiegati.

Le case in legno non risolvono il problema abitativo aggirando i regolamenti edilizi, ma rappresentano una semplice alternativa alle costruzioni tradizionali in acciaio, calcestruzzo e laterizio.
Nel nostro paese, il dimensionamento, il calcolo statico ed antisismico, il comportamento al fuoco delle strutture sono regolate da leggi e decreti relativi alle opere di ingegneria civile in metallo e cemento armato.
Le costruzioni in legno strutturale devono rispettare le norme tecniche di riferimento, ma la legislazione in materia appare lacunosa rispetto alle disposizioni in vigore in molti altri paesi europei.
Il prezzo non deve essere l’unico parametro di scelta della ditta di case prefabbricate, poiché l’acquirente deve essere consapevole che non tutti i costruttori di case in legno possiedono i necessari requisiti per costruire in Italia.
Per erigere un fabbricato in legno deve essere ottenuto un permesso di costruzione, inoltrando la documentazione di progetto presso l’ufficio tecnico comunale competente.
La prassi autorizzativa varia da Comune a Comune e sarà cura del progettista incaricato la stesura degli elaborati grafici e delle relazioni tecniche, nonché la presentazione di tutti i documenti richiesti, a carico di altri professionisti.
Il progetto potrà essere esaminato da una Commissione Edilizia o internamente all’ufficio tecnico comunale.
Alcune amministrazioni semplificano la procedura, con tempi di approvazioni rapidi, ma non mancano le costruzioni soggette a pareri preventivi, in presenza di vincoli paesaggistici (Soprintendenza ai Beni Ambientali) o idrogeologici. 
La presentazione di un progetto di un edificio in legno non comporta deroghe, nè la produzione di una documentazione supplementare da parte del tecnico.
Alcuni Comuni concedono una riduzione degli oneri di urbanizzazione o bonus volumetrici alle costruzioni in bioedilizia e/o con una comprovata riduzione dei consumi energetici (attestata dalla relazione di calcolo).
Le case prefabbricate sono finite esternamente a cappotto (blockhaus escluse), risultando indistinguibili dalle costruzioni in laterizio.
Questa caratteristica consente l’edificazione di case in legno su tutto il territorio nazionale, nel rispetto delle prescrizioni edilizie imposte dai regolamenti locali, con un eccellente compatibilità urbana, anche in contesti vincolati, come la Toscana o la Liguria.
Le differenze climatiche e morfologiche del nostro paese hanno prodotto una straordinaria ricchezza di alternative tecnico-costruttive connessa ad un sempre diverso concetto di abitazione.
In Italia, il tema della casa è fortemente legato ad aspetti storici e culturali e storicamente basato sull’utilizzo di materiali locali e metodologie costruttive sviluppatesi sopratutto in risposta alle caratteristiche bioclimatiche locali (caldo, freddo, umidità, piovosità).

Le case in legno, pur estranee alla tradizione tecnico-costruttiva regionale, rispondono efficacemente all’esigenza di inserimento in contesti vincolati, nel rispetto delle tipologie e dell’architettura locale, con un impatto urbano molto favorevole.

UNA CONTROPARETE NELLE CASE PREFABBRICATE

ALCUNI COSTRUTTORI DI CASE PREFABBRICATE REALIZZANO UNA CONTROPARETE VUOTA, FISSATA AL MURO ESTERNO CON DEI LISTELLI IN LEGNO, DEDICATA AGLI IMPIANTI.

Buonasera Architetto, leggendo il suo blog mi e venuto solo un dubbio ed e quello che più di ogni altro attanaglia la mia metà.
Ma all'atto del montaggio, in una casa prefabbrica in legno, si può ancora decidere di spostare o aggiungere una presa di corrente o un punto luce?

Direi di si, senza particolari problemi.
Va detto che alcune aziende di case prefabbricate preferiscono far passare i tubi corrugati vuoti della predisposizione elettrica direttamente nella parete, mentre altre ditte di case in legno, come ho scritto all’inizio del post, optano per la soluzione della controparete.
Entrambe le scelte risultano valide, ma vanno evidenziati pregi e difetti dell’una e dell’altra.

case in legno, case di legno, case legno, casa legnoIMPIANTO INTERNO ALLA PARETE

PRO:
  • Viene predisposto direttamente in fabbrica e non in opera, per cui il posizionamento dei singoli punti risulta estremamente preciso e viene eseguito in condizioni di assoluto controllo, fuori dal cantiere.
  • Alla fase del montaggio delle pareti sono già stati montate le scatole vuote ed i cartongessi, velocizzando i tempi complessivi della costruzione.
  • La parete è sempre portante. Si tratta di un aspetto rilevante, in quanto non saremo costretti a prevedere dei rinforzi per il montaggio, ad esempio dei pensili.
  • L’isolante viene posizionato all’interno della parete per tutto il suo spessore, migliorando la coibentazione complessiva della casa.
CONTRO:
  • E’ indubbiamente una soluzione meno raffinata.
  • Vi è qualche difficoltà a spostare una presa, un punto luce o un interruttore, poiché dobbiamo agire direttamente nell’isolamento (per ovviare a questo inconveniente è fondamentale studiare bene l’impianto elettrico e prevedere qualche punto in più).
  • Per questo motivo ci si dovrà preferibilmente rivolgere per l’assistenza alla ditta costruttrice dell’abitazione. Si tratta tuttavia di un lavoro meno agevole, ma possibile.
IMPIANTO IN CONTROPARETE

PRO:
  • Soluzione tecnica indubbiamente più elegante. 
  • L’impianto può essere predisposto in opera, direttamente in cantiere. 
  • Modifiche successive risultano agevoli ed economiche, al punto che non è quasi mai necessario contattare la ditta costruttrice.
CONTRO:
  • I tempi per svolgere il lavoro sono complessivamente un po’ più lunghi.
  • La parete non è in grado di sostenere dei carichi eccessivi, in quanto i listelli non hanno capacità portante adeguata a sostenere quadri pesanti o pensili. Si dovranno prevedere dei rinforzi (ad esempio nella zona della cucina). Nel tempo si possono riscontrare delle problematiche, qualora si modifichi l’arredamento originario.
  • Solitamente la parete risulta meno coibentata, in quanto la controparete resta vuota (sarebbe comunque meglio inserire all’interno un isolante leggero, come della lana di roccia).
Ribadisco che entrambe le soluzioni sono accettabili e non dovrebbero costituire un parametro per la scelta della ditta di case prefabbricate.
Come nel caso della barriera al vapore e della parte traspirante, si tratta davvero di aspetti secondari che hanno una valenza puramente commerciale.

IL FINANZIAMENTO DEGLI EDIFICI IN LEGNO

L’ITER PER LA REALIZZAZIONE DI UNA CASA PREFABBRICATA SI DIFFERENZIA PER MOLTI ASPETTI DALLA PRASSI CONSOLIDATA PER GLI IMMOBILI TRADIZIONALI DI NUOVA COSTRUZIONE.
LA DIFFUSA IMPREPARAZIONE DEGLI ISTITUTI DI CREDITO VERSO LA NOVITÀ DELLE CASE IN LEGNO NON AGEVOLA L’EROGAZIONE DEI MUTUI BANCARI, A CAUSA DELLA DIVERSA GESTIONE DEL CANTIERE.

Il pagamento di una costruzione tradizionale avviene secondo i cosiddetti “stati di avanzamento lavori” (S.A.L.), che attestano l'avvenuta esecuzione di una certa quantità di lavoro da parte dell’impresa, al fine di poter calcolare l'importo che il committente deve pagare al costruttore.
Le principali aziende dei case in legno chiedono all’acquirente la copertura dell’intero importo di contratto mediante una fidejussione bancaria o analoghe garanzie fiduciarie.
La fidejussione cautela il costruttore dall’eventuale impossibilità dell’acquirente di adempiere ai pagamenti concordati, assicurando la copertura dei costi nella fase di produzione dell’edificio.
In alternativa, il compratore può anticipare l’intero importo alla ditta, cautelandosi a sua volta con una fidejussione bancaria a proprio favore.
I tempi di costruzione ridotti delle case prefabbricate consentono di limitare l’incidenza dei costi di fidejussione a pochi mesi.
case-di-legno, case-in-legnoIn genere i coefficienti delle polizze assicurative sono i medesimi adottati per le tipologie abitative tradizionali, ma alcune compagnie possono alzare i premi, sulla base della presunta infiammabilità delle strutture in legno.
I pagamenti coincidono, in genere, con le fasi di montaggio e di raggiungimento del grezzo avanzato, incidendo sino al 90-95% della cifra totale.
In questa fase, gran parte delle opere risultano compiute ed il costruttore ha già sostenuto le spese vive per l’acquisto del materiale di finitura (bagni, pavimenti, rivestimenti, porte), stipulando i contratti di subappalto con carpentieri, impiantisti, pavimentisti e pittori.
I periti incaricati dalle banche si dimostrano generalmente piuttosto rigidi, faticando a comprendere queste differenze e trasmettendo alle filiali le loro perplessità.
Solitamente si tratta di problemi superabili, salvo i casi in cui l’acquirente non soddisfi tutte le garanzie richieste dalla banca, poiché il valore delle costruzioni in legno è pienamente riconosciuto.
Le imprese tradizionali forniscono essenzialmente una prestazione di servizi, acquistando il materiale ed assemblandolo in cantiere. 

I lavori possono essere fermati in qualsiasi momento e il costruttore edile può essere liquidato dal committente, secondo le clausole previste dal contratto.
Le ditte di case prefabbricate vendono all’acquirente un bene fisico, sottoscrivendo un regolare contratto di compravendita che ne fissa il prezzo, non soggetto a rincari per un periodo di tempo determinato, indicando le modalità dei pagamenti ed i tempi di consegna dell’opera.
Tale prassi, consolidata in molti paesi europei in cui le case in legno rappresentano una realtà costruttiva importante, non è ben compresa dalle banche, più avvezze a confrontarsi (nel bene e nel male) con la mentalità degli impresari edili del mattone.
La certezza delle regole d’acquisto (vero tallone d’Achille delle costruzioni tradizionali) costituisce un valore aggiunto, a garanzia di un prezzo di acquisto certo e di una programmazione economica serena dei lavori.
Alcuni costruttori sono convenzionati con banche che erogano mutui per le costruzioni in legno, a condizioni vantaggiose, con poche formalità e con tempistiche interessanti.
La progressiva diffusione delle case prefabbricate agevolerà i rapporti con gli istituti bancari, semplificando le procedure dei finanziamenti e accelerandone i tempi di erogazione.

ALLAGAMENTI E COSTRUZIONI IN LEGNO

L’ACQUA ED IL LEGNO NON VANNO PROPRIAMENTE D’ACCORDO.
EVENTI ECCEZIONALI POSSONO COMUNQUE ACCADERE, METTENDO A DURA PROVA LA CONSISTENZA DI QUALSIASI EDIFICIO.
I CAMBIAMENTI CLIMATICI IN ATTO SEMBRANO PORTARE AD UN CLIMA SEMPRE PIU’ ESTREMO, ANCHE NELLE NOSTRE REGIONI, CARATTERIZZATO DA PRECIPITAZIONI VIOLENTE E PERSISTENTI.

Dopo aver visitato il suo sito, mi appresto a farle una domanda che in questo ultimo periodo mi faccio spesso in relazione alle case prefabbricate.
Se abitassi in prossimità di un fiume e ovviamente ci fosse la possibilità, per quanto sventurata, che un giorno le acque escano dagli argini e danneggino l'edificio (come è successo anche di recente), mi chiedo che cosa potrebbe succedere alle case prefabbricate in legno?
Come si presenterà il danno? Sarà catastrofico? Butto via tutto? Sarà un danneggiamento paragonabile a quello su case tradizionali in muratura?

Questione spinosa … premessa necessaria.
Non stiamo parlando di piogge, anche intense, ma di eventi del tutto eccezionali e non prevedibili nelle loro proporzioni. 
La memoria va chiaramente alle alluvioni che hanno colpito il nordest causando ingenti danni in molte zone del Veneto.
La domanda che correttamente pone il lettore è se e quanto possa discostarsi il deterioramento delle case prefabbricate da quelle in muratura.
E’ evidente che la persistenza per giorni di queste condizioni può causare ingenti danneggiamenti alle strutture in legno, agli isolamenti ed alle finiture.
L’elenco delle parti in legno in una casa in legno è peraltro talmente lungo che risulta evidente a chiunque la gravità del danno.
Tralasciando l’aspetto igienico, si tratta di quantificarne l’entità e di capire se una casa prefabbricata colpita da un alluvione può essere recuperata.
Oltre alla parte di edificio direttamente colpita, a diretto contatto con l’acqua, ci saranno molte risalite di umidità per capillarità, proprio per le caratteristiche dei materiali (struttura in legno, cartongessi, isolanti).
case prefabbricateQuesto materiale è altamente igrometrico ed è sensibile a variazioni di umidità anche minime, modificando il proprio equilibrio termoidraulico. 
Il contatto con l’acqua crea un rigonfiamento in quanto i pori del legno assorbono l’umidità al loro interno, trattenendola ed espandendo le proprie fibre.
Tralasciando i danni alle finiture, ci interessa soprattutto sapere se le case prefabbricate sono in grado di sopravvivere all’allagamento.
Se pensiamo ad un albero che si trovi nella medesima situazione, un tronco immerso nell’acqua per lungo tempo modificherà permanentemente la propria struttura a causa dell’eccessiva espansione delle fibre. 
La struttura in legno può certamente arrivare a perdere parte della propria resistenza statica, sino a richiedere l’abbattimento dell’edificio.
E’ necessario tuttavia un tempo di contatto prolungato, in quanto il passaggio dell’umidità dall’esterno all’interno dell’elemento non è immediato. 
L’abete rosso(materiale con cui viene realizzata la struttura delle case prefabbricate) è parzialmente protetto dall’azione dell’acqua dalle resine contenute al suo interno. 
Non a caso viene utilizzato anche per la realizzazione di piccole imbarcazioni in legno.
Non è quindi scontato che le case in legno debbano essere demolite, ma deve essere eseguita un’indagine statica che ne valuti lo stato effettivo delle strutture ad asciugatura avvenuta.
Le costruzioni in muratura, altrettanto porose, trattengono l’umidità per decenni e possono comportare scelte altrettanto drastiche, qualora risulti non risolutivo ed eccessivamente oneroso il semplice risanamento.
Le case prefabbricate devono ovviamente essere coperte, come peraltro qualsiasi altro edificio, di una polizza a protezione dei danni causati da eventi atmosferici, che andrebbe studiata sulla base dei reali fattori di rischio della zona, ricordando che stiamo parlando comunque di eventi del tutto anomali ed eccezionali.
Non deve certamente essere quest’aspetto uno dei principali fattori di scelta.

LA FASCIA DI PREZZO DELLE CASE PREFABBRICATE

LE CASE PREFABBRICATE HANNO COSTI SEMPRE INTERESSANTI IN RAPPORTO ALLE NOTEVOLI QUALITA’ CHE OFFRONO (RISPARMIO ENERGETICO, COSTRUZIONE ECOLOGICA, PREZZO CERTO, LUNGA GARANZIA).

Devo realizzare la mia casa, e sto prendendo in considerazione l'idea di realizzarla in legno; in particolare stavo pensando alle costruzioni in legno lamellare (massiccio o X-Lam).
Vorrei sapere se il prezzo al mq delle case prefabbricate si discosta molto da quelle in muratura e che differenze ci sono tra le varie soluzioni costruttive (massiccio, telaio).
E le case prefabbricate in muratura?

Le case prefabbricate rappresentano una novità per il nostro paese.
L’incremento graduale dei montaggi non corrisponde ad un vero e proprio boom edilizio, ma la tendenza è quella di una progressiva diffusione di queste costruzioni ecologiche a basso consumo energetico.
Da soluzione di nicchia ad alternativa costruttiva vera e propria il passo è lungo.
Il pregiudizio verso le case prefabbricate è ancora forte, ancor più da parte dei tecnici e dei costruttori tradizionali.
La conoscenza delle case in legno da parte del cliente finale è fondamentale per dare il giusto peso alle numerose qualità delle case prefabbricate.
Un confronto su basi puramente economiche non penalizza le case in legno e può essere fatto senza problemi, ma bisognerebbe comunque introdurre elementi di giudizio qualitativi che differenzino le diverse soluzioni costruttive.
Affermare che le pesche costino al chilo quanto i peperoni non fornisce evidentemente informazioni interessanti, pur trattandosi sempre di vegetali.

Le ditte di case prefabbricate che ho contattato mi hanno consegnato dei preventivi spropositati. L’unica offerta interessante l’ho avuta dalla XXXXXX, una ditta (credo) rumena. Sto comunque pensando di affidare la costruzione della mia villetta ad un costruttore della mia zona (Molise) , visti i prezzi ben più bassi che ho potuto constatare.

Questo breve estratto di una mail di un lettore contiene parecchi spunti di riflessione.
Le case prefabbricate hanno i prezzi più alti.
Gli elementi di confronto sono un costruttore di case in legno massicce dell’est (selezionato tra le ditte più economiche) e i costruttori locali del mattone (non viene fatto cenno alle caratteristiche di queste costruzioni).
A mia precisa domanda, mi viene risposto che i preventivi ricevuti dalle ditte di case prefabbricate sono “chiavi in mano”, mentre la ditta rumena si limita a fornire la struttura.
I prezzi delle imprese non sono offerte dettagliate basate su un computo metrico estimativo, ma semplici indicazioni “a voce” (un tot al metro quadro). E qui mi fermo.
Qual è dunque la fascia di prezzo delle case prefabbricate?
Dividiamo innanzitutto le case in legno in due gruppi principali, le strutture a telaio e quelle massicce. 

Sto parlando, lo ribadisco, di edifici a basso consumo energetico ed inquadrabili a pieno titolo nelle costruzioni in bioedilizia.
Bisogna poi distinguere tra grezzo e chiavi in mano. Il maggior peso economico è costituito proprio dalla struttura. Le finiture e gli impianti possono essere analoghi per qualsiasi sistema costruttivo (legno, laterizio, cemento armato, acciaio, altri prefabbricati). 

Gli importi si riferiscono pertanto al cosiddetto “grezzo avanzato” (edificio finito esternamente con pareti interne e predisposizioni impiantistiche).
E’ necessario inoltre indicare un minimo ed un massimo di prezzo, poiché esistono sul mercato ditte più o meno economiche (per le case prefabbricate, il sughero costa più del polistirene, così come i costi di produzione sono differenti tra Germania e Slovacchia, mentre le imprese di costruzioni del sud Italia sono, in genere, più economiche rispetto a quelle del nord).


EDILIZIA TRADIZIONALE NON ISOLATA
650-750 €/mq
STRUTTURE IN LEGNO A TELAIO
700-800 €/mq
EDILIZIA TRADIZIONALE ISOLATA
750-850 €/mq
STRUTTURE IN LEGNO MASSICCE
800-900 €/mq
CASE PREFABBRICATE IN MURATURA
800-900 €/mq

Si tratta chiaramente di valori del tutto indicativi, suscettibili di variazioni dovute a fattori esterni (oscillazione dei costi delle materie prime, dei trasporti e dell’energia, inflazione).

FREDDO E COSTRUZIONI A BASSO CONSUMO

LE CASE IN LEGNO SONO EDIFICI A BASSO CONSUMO DI ENERGIA E TRATTENGONO EFFICACEMENTE IL CALORE.
GLI IMPIANTI PER IL RISCALDAMENTO INVERNALE VANNO CORRETTAMENTE DIMENSIONATI DI CONSEGUENZA, SENZA ECCEDERE NELLA DOTAZIONE E REALIZZANDO UN’EFFICIENTE INTEGRAZIONE TRA DIFFERENTI FONTI DI CALORE, POSSIBILMENTE “PULITE”.

L’isolamento termico degli edifici è l’intervento più efficace per risparmiare energia e denaro, favorendo il comfort abitativo, limitando le condense, contrastando la formazione di muffe.
Un edificio ben isolato termicamente sarà anche un edificio ben isolato acusticamente, contribuendo così al miglioramento del benessere generale.
Per realizzare un buon isolamento termico invernale, le case prefabbricate riducono al minimo le perdite di calore da pareti, tetto ed infissi.
La perdita di calore di ogni elemento dell'abitazione si misura con il coefficiente di trasmittanza termica, o valore U.  Tanto più basso è il valore U di un elemento, tanto minore sarà l'energia termica dispersa attraverso l'elemento stesso.
Gli edifici in legno raggiungono elevati livelli di rendimento energetico grazie alla costruzione semplice mirata all’isolamento termico, in particolare nei mesi invernali.
Il minimo fabbisogno di energia per il riscaldamento va ottenuto innanzitutto attraverso un progetto finalizzato a ridurre le dispersioni di calore, con un rapporto di forma tra superficie disperdente e volume lordo riscaldato dell’edificio che tenda ad un cubo. 
A parità di volume, una maggiore superficie disperdente comporta un bisogno maggiore di energia.
Una pianta compatta, con assenza di aggetti o rientri nella sagoma, una copertura di tipo semplice, e poche aperture rivolte verso nord elevano l’efficienza termica dell’involucro edilizio.
E’ poi essenziale ottenere il massimo del guadagno solare accumulando il calore invernale mediante una captazione dell’energia passiva, in particolare nelle ore più calde, attraverso il posizionamento degli ambienti di soggiorno verso sud.
Le vetrate sono in grado di far passare la radiazione e di scaldare efficacemente l’abitazione per effetto serra, impedendo al calore stesso di fuoriuscire.
E’ intuibile l’importanza di installare infissi con vetrocamera isolati per agire efficacemente sulla componente solare, minimizzando le dissipazioni dovute al minore isolamento del vetro stesso rispetto alla parete coibentata, come i tripli vetri.
Come detto, si dovrebbe limitare al minimo la dotazione impiantistica per il riscaldamento invernale, necessitando di poca energia proveniente dall’esterno.
Impianti termici come le pompe di calore geotermiche, anche se efficienti ed ecologiche, richiederanno tempi lunghissimi per rientrare nell’investimento e sono consigliabili solo in presenza di interventi di una certa dimensione.
Il legno che costituisce la struttura di questi edifici è un eccellente isolante termico ed un pessimo conduttore di calore.
La composizione delle partizioni esterne (tetto e pareti) andrà poi attentamente determinata in base alla zona climatica.
In generale, meglio evitare l’impiego di isolanti troppo leggeri come la fibra di vetro o la lana di roccia, privilegiando la fibra di legno ad alta densità.
Fondamentale è il ruolo del cappotto isolante, il cui scopo è impedire efficacemente lo scambio termico sin all’esterno e di intervenire sugli eventuali ponti termici.
Nella corretta composizione della parete delle case prefabbricate, possono essere sufficienti pochi centimetri di spessore, privilegiando l’isolante interno alla parete, che dovrà coibentare l’edificio durante tutto l’anno.
Un grande isolamento invernale è tuttavia raggiungibile solo con spessori maggiorati di cappotto (10-12 centimetri).
Nell’ottica del rendimento invernale delle case in legno è da sottolineare il ruolo  dell’isolamento del tetto.
La diffusione negli ultimi anni dei tetti ventilati in Italia non viene accompagnata da un adeguamento degli spessori degli isolanti delle coperture.
Questa tecnica costruttiva, efficace per eliminare dall’edificio il calore in eccesso e l’umidità, non presenta vantaggi nei mesi freddi (anzi).
I valori di isolamento della copertura devono essere analoghi alle pareti esterne per una coibentazione efficace dell’involucro edilizio, senza discontinuità e punti deboli e questo è possibile solo con tanti centimetri di spessore degli strati coibenti.
Il calore che viene prodotto in un edificio tende, per leggi fisiche, a disperdersi verso l’alto.  
Non isolare adeguatamente il tetto potrebbe causerebbe un abbassamento delle prestazioni termiche generali.
Nell’ottica di un’efficacia termica per tutto l’anno, meglio privilegiare materiali isolanti con una certa massa, come la fibra di legno ad alta densità.
Le nuove normative sul risparmio energetico degli edifici hanno posto grande attenzione al riscaldamento invernale, favorendo l’adozione di tipologie di involucri leggeri e iperisolati, ideali per climi molto freddi, dove l’escursione termica non è molto elevata.   
In Italia, tuttavia, il clima ha un carattere variabile, con un’elevata escursione termica, sia su scala stagionale, che nell’arco della giornata.
Questo pone l’esigenza di adottare involucri edilizi verificati in regime dinamico, capaci di rispondere alle variazioni ed all’imprevedibilità climatica, efficaci tanto d’inverno quanto d’estate.
Le case prefabbricate a basso consumo energetico nascono come risposta costruttiva ai rigidi climi dei paesi freddi.  
Nel nostro paese garantiscano rendimenti sempre elevati, ricadendo nelle classi energetiche d’eccellenza, utilizzando soluzioni costruttive moderne e collaudate, derivate dalla secolare cultura costruttiva della carpenteria del legno del nord Europa.
Il risparmio economico in termini di spesa energetica di un edificio in legno a basso consumo può arrivare a punte di efficienza superiori all’80% rispetto ad un edificio non isolato, con un significativo innalzamento delle condizioni di benessere abitativo.