Tanti semplici suggerimenti e informazioni per conoscere le case in legno a basso consumo energetico, consigli per progettarle,
acquistarle, realizzarle e viverle.

IL VIAGGIO DELLE CASE PREFABBRICATE

E ADESSO? QUAL’E’ L’IDEALE CAMMINO DA PERCORRERE PER PROCEDERE DALLE PRIME INFORMAZIONI ALLA REALIZZAZIONE CONCRETA DI UNA CASA IN LEGNO A BASSO CONSUMO?

Siamo una giovane coppia che, come tante altre, vorrebbe realizzare il proprio "sogno edilizio".
Abbiamo la fortuna di possedere un terreno sul quale edificare e abbiamo preso in considerazione l’idea di una casa prefabbricata in legno, ma non sappiamo molto in merito all’ argomento.
A quanto abbiamo capito, la bioedilizia porterebbe ad avere diversi vantaggi, da un risparmio economico nella costruzione a quello energetico.
Ci chiedevamo pertanto se potesse sinteticamente chiarirci, in linea di massima, il percorso necessario (burocrazia, persone da contattare) per intraprendere questa strada.


Le case prefabbricate sono abitazioni “normali”.
Le scelte da fare sono pertanto semplici e non prevedono un particolare impegno da parte del cliente.
Qualche piccolo consiglio può comunque permettere di ottimizzare i tempi e di pianificare con cura le varie fasi dell'iter realizzativo.

LE PRIME INFORMAZIONI
Le case prefabbricate sono ancora poco diffuse nel nostro paese.
In molte realtà europee le case in legno rappresentano molto più che una semplice alternativa costruttiva. Si tratta di un’industria che produce lavoro ed indotto su grande scala.
In Italia possiamo comunque documentarci a sufficienza sfruttando le risorse del web (magari leggendo tutti gli articoli di questo blog), visitando le numerose fiere dell’edilizia (anche locali) e contattando i produttori (che saranno ben lieti di spedirci le loro brochure).
Una prima infarinatura consentirà di spazzare via banali pregiudizi sulle case prefabbricate e di valutarne i numerosi vantaggi offerti.
IL CONTATTO CON LE AZIENDE
A questo punto, è già possibile fare una prima selezione tra le ditte di case prefabbricate. Il contatto umano con l’agente rappresenta un’utile risorsa e ci permetterà di ottenere risposte a quesiti precisi, dettagli tecnici, indicazioni di prezzi, caratteristiche, punti di forza e debolezza dello specifico produttore.
Cerchiamo anche di visitare qualche casa in legno (sono certo che ne troverete qualcuna più vicina a voi di quanto immaginiate).
Solitamente, da questa fase usciranno 2 o 3 nominativi di produttori di case prefabbricate su cui si concentrerà la scelta finale.
LA RICERCA DEL TERRENO
Se già esiste, possiamo saltare al punto successivo.
In caso contrario il lotto deve essere edificabile, avere un prezzo rapportato al nostro budget e non possedere vincoli di edificabilità (che possono complicare parecchio l’ottenimento di una concessione edilizia collegata ad un progetto soddisfacente).
Il mercato immobiliare, saturo di interventi, offre purtroppo pochi terreni edificabili a prezzi da capogiro, su gran parte del territorio.
IL PROGETTO
Molto probabilmente la nostra casa avrà già preso forma nella nostra mente. Su di essa si ripongono sogni e speranze e dovrà pertanto possedere caratteristiche ben precise.
A prescindere dalle specifiche scelte formali e distributive, sarebbe opportuno che il disegno coniugasse le nostre aspettative con una corretta progettazione bioclimatica e che venisse concepito sin dall’inizio come casa in legno, ovvero con le opportune peculiarità e differenze rispetto alle tradizionali costruzioni in laterocemento.
Il progettista deve ottenere in tempi brevi il permesso a costruire, ma soprattutto ha il compito di dare forma compiuta alle nostre idee. Meglio chiaramente scegliere un bioarchitetto (ma sono di parte), ma può essere altrettanto valido un geometra o un ingegnere … di ampie vedute.
Un tecnico ostile alle case prefabbricate rappresenta la peggior scelta possibile ed un problema certo per le fasi successive.
IL PREVENTIVO
Il controllo della spesa finale deve partire sino dalle prime fasi del progetto, ricordando che ai costi della casa dovremmo sommarne molti altri.
Definito il progetto, sarà opportuno mettere a confronto le ditte di case prefabbricate precedentemente selezionate, per capire se e come il nostro progetto potrà essere realizzato, il grado di adattamento, gli impianti e le finiture offerte, sino a determinare un primo importo che costituirà la base del contratto.
LA SCELTA DELLA DITTA
Molto probabilmente durante questo tempo avremo ottenuto l’agognata concessione edilizia.
E’ il momento per chiudere il contratto con il costruttore di case prefabbricate che ci avrà dato le maggiori garanzie. L’aspetto puramente economico avrà il peso maggiore, ma, con l’adeguata assistenza del nostro tecnico, bisognerà scegliere valutando tutta una serie di parametri, non solo economici.
LA CAMPIONATURA
E’ il momento delle decisioni, in cui la casa prende forma.
La campionatura delle case prefabbricate può durare per alcuni giorni, soprattutto per i livelli avanzati, in particolare se “chiavi in mano”.
E’ opportuno preparare con meticolosità questo momento, scegliendo ogni aspetto dell’edificio, dall’esterno agli impianti, dai sanitari alle finiture.
L’IMPRESA TRADIZIONALE
Le strutture di fondazione verranno eseguite da un’impresa di costruzioni che avrà il compito di provvedere all’allacciamento degli impianti alle reti pubbliche e delle sistemazioni esterne del lotto.
In genere l’apporto della ditta di case prefabbricate è fondamentale, in quanto è necessario conoscere in anticipo le caratteristiche della platea (o dell’interrato) di appoggio, la ripartizione dei carichi statici e la forometria del solaio.
IL MONTAGGIO
Il montaggio è una fase che si conclude in pochi giorni, in quanto l’edificio viene realizzato per la maggior parte in stabilimento, in condizioni ideali e senza interferenze esterne tipiche dei cantiere in opera tradizionali.
LA FINITURA
In genere bastano 2-3 mesi per terminare i lavori e dare le chiavi in mano all’acquirente. Non è necessario prendere alcuna decisione, in quanto viene semplicemente concretizzato quanto scelto da noi in campionatura.

GUIDA ALLE CASE DI LEGNO

E’ FINALMENTE IN EDICOLA IL MIO LIBRO SULLE CASE IN LEGNO.
SI INTITOLA “GUIDA ALLE CASE DI LEGNO” (COME SCEGLIERE E REALIZZARE UN’ABITAZIONE ECOLOGICA A BASSI CONSUMI).

Il libro, edito da “Terra Nuova Edizioni” è reperibile in tutte le librerie, ma è anche possibile ordinarlo direttamente online, con un piccolo sconto.
Si tratta di un volume di 168 pagine, riccamente illustrato, che accompagna il lettore nella realizzazione del proprio sogno di costruire una casa in legno.
Il testo, scritto in un linguaggio tecnico, ma accessibile a tutti, è una vera e propria guida pratica che vuole aiutare ad orientarsi in un settore nuovo per il nostro paese come quello delle costruzioni in legno.
Avrete a disposizione un utile strumento per trovare risposta a tutte le vostre domande, con informazioni approfondite sui principali sistemi costruttivi reperibili sul mercato, i vantaggi, la corretta progettazione, la scelta della ditta, la realizzazione ed il corretto utilizzo delle costruzioni in legno.
Chi mi segue sul blog ritroverà i principali argomenti di trattazione, suddivisi in capitoli:
case prefabbricate, case di legno1. Perché il legno
2. Timori e pregiudizi sulle case in legno
3. I vantaggi
4. La bioedilizia
5. Il risparmio energetico
6. Il progetto
7. Una parete per ogni casa
8. I materiali isolanti
9. Tetti e infissi
10. Il montaggio
11. L’impiantistica
12. Aziende e mercato
13. La fascia di prezzo
14. L’iter burocratico
15. Vivere in una casa in legno

MUFFA E COSTRUZIONI IN LEGNO

IN RARI CASI LA MUFFA E L’UMIDITA’ POSSONO COMPARIRE ANCHE NELLE ABITAZIONI REALIZZATE IN LEGNO.
SI TRATTA DI SITUAZIONI LIMITE, LA CUI RESPONSABILITA’ E’ QUASI SEMPRE DA IMPUTARE A CARENZE ESECUTIVE.

Abbiamo un problema che ci perseguita dalla costruzione della casa in legno di una nota ditta trentina.
La muffa, che è comparsa dopo circa un anno dall’installazione, si forma indifferentemente su tutte le pareti interne di casa (sia divisorie che non) partendo dal battiscopa fino ad arrivare una altezza anche di 50cm circa.
Si presenta in maniera diversa, con macchie tondeggianti, negli angoli è di colore nero, mentre sulle pareti “dritte” è di colore grigio-giallo.
La casa costruttrice è intervenuta una prima volta: a seguito di un loro sopralluogo esterno (non avevamo ancora pavimentato e sono quindi riusciti a verificare la base della parete da fuori) è risultato che le giunzioni delle pareti non erano state correttamente chiuse ed isolate in fase di montaggio, hanno quindi provveduto a sigillare esternamente da sotto tutte le pareti con poliuretano espanso.
Una seconda volta sono intervenuti internamente (avevamo già fatto il massetto per le mattonelle) togliendo i battiscopa e “svuotando” la parte finale della parete dal suo isolante per poi riempire con poliuretano espanso.
Una terza volta hanno “tagliato” la parete per verificare se il cartongesso interno fosse compromesso, hanno quindi tolto e rimesso il primo strato cartongesso e ripristinato la rasatura della parete (in alcuni punti in cui la muffa era meno rilevante hanno solamente tolto e rifatto l’intonaco in quanto dicevano che il cartongesso era completamente asciutto anche dove era stato cambiato), ma dopo un anno siamo di nuovo qui.
Ora ci dicono che anche loro non sanno come risolvere il problema e tutte le volte che li chiamiamo per questo, passano 10 mesi prima di avere risposte (e la garanzia arriva agli sgoccioli).
Inizialmente ci hanno detto che dovevamo fare almeno il massetto sul marciapiede esterno per la posa delle mattonelle per chiudere le pareti e, come da loro suggerimento, abbiamo inserito una “fascia” in plastica che parte dalla parete fino a metà marciapiede.
legno, muffaUna seconda volta ci hanno detto che è umidità che risale dal fondo, ma nel cemento del basamento (alto circa 40/50cm) era stato inserito un prodotto chimico che impedisce la risalita dell’umidità.
Poi ci hanno detto che era dovuta al fatto che ancora non avevamo pavimentato gli esterni e quindi abbiamo provveduto a fare, come da loro indicazione, impermeabilizzazione con “mapelastic” su tutta la superficie (con posa dell’apposita rete nell’angolatura casa/pavimento), posa delle mattonelle, silicone sopra e sotto il battiscopa e posa di una mattonella a bordo giardino, con scavo tutto attorno al basamento profondo circa 40/50cm e largo minimo 40cm riempito ora di ghiaia per consentire un più veloce drenaggio delle piogge (il tetto sporge dal marciapiede per tutta la larghezza del pluviale - la casa è ad un piano ed abbiamo fatto appositamente un tetto sporgente minimo di 1,30 metri per proteggere la casa; le pareti vengono raramente bagnate dalla pioggia solo da un lato della casa per gli ultimi 50cm circa di parete).
Ci hanno detto che non arieggiavamo correttamente, quindi ora arieggiamo 5 minuti per 2 volte al giorno in tutta casa ed anche ogni volta che creiamo umidità con la cucina o la doccia o se capita di lavare il pavimento. Nei giorni particolarmente ventosi e asciutti approfittiamo per far circolare bene l’aria per molto tempo (abitiamo in pianura, quindi quando c’è nebbia ci hanno detto di arieggiare poco).
Abbiamo una stufa a legna con la quale in inverno asciughiamo anche la biancheria (sarà questa a creare problemi?...), ma nella stanza interessata l’igrometro misura dal 45% ai 55% di umidità con picchi del 65% quando cuciniamo, ma poi arieggiamo subito (temperatura media di 21/23 gradi).
Nelle camere da letto, abbiamo fatto un test con l’igrometro: ad altezza 1.60mt. (19°) l’umidità era del 59%; messo a terra, dove abbiamo problemi di muffa, invece, la temperatura è di 16/17° con umidità del 60%
Abbiamo notato che si forma molto dietro ai letti, dietro alle ceste dei giochi dei bimbi o a qualsiasi cosa appoggiata a meno di 5cm dalla parete, ci hanno anche detto di non appoggiare nulla alla parete per favorire l’arieggiamento, ma… voi fareste una casa per lasciare armadi, letti, cassettoni, specchi, scrivanie staccati dalle pareti almeno 8/10cm?
E poi, dietro alle mattonelle del bagno e della lavanderia, le pareti saranno sane?
Ci garantiscono che non ci sono problemi e non hanno fatto ispezioni.
Stiamo attendendo la loro ennesima visita di controllo della situazione prima stabilire che interventi fare, ma considerate che in 6 anni questo è il quarto intervento e sarebbe la seconda volta che dobbiamo smontare tutti i mobili di casa e ripostiglio (l’altra volta ci siamo accampati in cucina-soggiorno, che è un ambiente unico in quanto non interessato dai lavori, ma questa volta credo che dovremo mettere mano anche qui.) e che abbiamo due bambini piccoli (che disagio!!!).
Inoltre mio marito è affetto da asma e negli ultimi anni la situazione è peggiorata ed il pneumologo da cui ha fatto l’ultima visita ha detto che dobbiamo liberarci, tra le altre cosa, di tutta la muffa.
Visto che il produttore va per tentativi, ma non ha ancora risolto il problema, Lei ci sa dare consigli in merito? E pensare che abbiamo scelto una casa prefabbricata in legno anche perché ci avevano garantito che non avremmo avuto problemi di muffa ed umidità come nella casa in muratura in cui vivevamo in affitto.
Ed abbiamo ancora un mutuo per i prossimi 25 anni.
Grazie per una cortese risposta e scusi la lungaggine.

La lunga lettera della lettrice espone una situazione piuttosto seria e di non facile soluzione.
Quando si sollevano dubbi e timori verso le case in legno ci si riferisce generalmente ad argomenti confinabili quasi sempre nell’ambito dei pregiudizi.
Il vero punto debole delle case prefabbricate è l’attacco al suolo dell’edificio, che deve evitare qualsiasi risalita dell’umidità per capillarità dal terreno lungo le pareti.
I numerosi interventi (postumi) del costruttore non risolvono il problema ed appaiono piuttosto improvvisati, lasciando il cliente nello sconforto.
Le poche fotografie allegate mostrano le tipiche chiazze d’umidità dovute alla mancanza di isolamento al suolo, che fa supporre (in mancanza di immagini esterne) un solaio non sufficientemente rialzato rispetto alla quota del terreno.
E’ probabile che la platea non preveda alcun tipo di aerazione o circolazione dell’aria, necessaria per asportare l’umidità che si viene a formare naturalmente nelle zone contro terra.
Le pareti poggiano direttamente sulla soletta, senza guaine antiumidità, assorbendo una notevole quantità d’acqua.
Ricordo che se gli isolanti sono bagnati si abbassa di molto la capacità coibente dell’involucro (la fibra di legno, poi, marcisce….).
Bisognerebbe verificare inoltre se il cappotto risulta sporgente rispetto al filo esterno del solaio della platea e se è presente un gocciolatoio per asportare l’acqua piovana.
Se così non fosse, l’acqua tenderà a scorrere verso l’interno, nella zona di appoggio della parete, infiltrandosi tra la platea ed i muri esterni, con conseguenze deleterie.
Una valutazione più precisa può essere compiuta solo effettuando un sopralluogo sul posto, incaricando un tecnico preparato, in grado di redigere una perizia e di indicare gli interventi necessari per risolvere il problema (a cura della ditta).
Le case di legno vanno realizzate seguendo scrupolosamente le indicazioni esecutive del costruttore che, in genere, impone il rispetto delle quote e richiede un isolamento della platea.
Qualora l’azienda sottovalutasse questo aspetto, vi è da sperare che progettista, strutturista e direttore dei lavori siano in grado di affrontare il problema, poiché l’attacco al suolo è il vero punto debole delle case in legno.

MUFFA E CASE IN LEGNO – PARTE 2

A SEGUITO DELL’INCONTRO CON IL COSTRUTTORE DI CASE IN LEGNO, HO RICEVUTO UNA SCONSOLATA MAIL DA PARTE DELLA LETTRICE, DI CUI AVEVO RECENTEMENTE PUBBLICATO UNA RICHIESTA DI SOCCORSO.

Ho appena ricevuto la visita dei responsabili della ditta e mi hanno detto che sicuramente l’umidità non proviene dall’esterno (e nemmeno dal sottosuolo).
Pur non potendo giudicare dal vivo, mi sembra quanto meno azzardato escludere queste possibilità.

A loro parere è dovuta all’umidità che produciamo dentro casa che non riesce ad essere tolta dalle zone basse delle stanze arieggiando, comunque sia è dovuta ad uno scorretto stile di vita.
Arieggiare è indispensabile, a maggior ragione un edificio a notevole tenuta come una casa in legno, ma dovreste cucinare o farvi la doccia tutto il giorno.

Hanno misurato le temperature delle stanze con un laser al soffitto ed a terra nelle varie stanze e risulta esserci uno scarto di circa 9 gradi fra soffitto e pavimento (consideri che avevo chiuso le finestre da circa 1 ora, avevo quindi acceso sia caloriferi che stufa per riportare la casa a temperatura velocemente).
E’ risultato quanto segue:

  • Cucina/soggiorno: temperatura altezza persona rilevata dal mio termometro 22° e 34% di umidità – soffitto 24-25° - pavimento 16°
  • Camera da letto matrimoniale: temperatura altezza persona rilevata dal mio termometro 19° e 46% di umidità – soffitto 23-24 – pavimento 13-14
  • Camera da letto bimbi: soffitto 17 – pavimento 10
legno, muffa
La differenza di temperatura è notevole e denota uno scarso isolamento termico nel massetto contro terra.
Anche in questo caso è il costruttore di case in legno che deve affrontare il problema in sede di progettazione esecutiva.


Hanno lasciato una specie di “chiavetta” nella camera da letto (che passeranno a ritirare fra 2/3 settimane) per rilevare i cambi di temperatura, per accertarsi che cambiamo l’aria 2/3 volte al giorno come diciamo, e mi hanno detto che mi manderanno il preventivo per un meccanismo di ricircolo dell’aria e recupero del calore che secondo loro risolverà i nostri problemi.
La ventilazione meccanica controllata può aiutare in quanto regola efficacemente il tasso di umidità dell’aria.
L’intervento a posteriori può rivelarsi piuttosto invasivo rispetto all’installazione in corso di costruzione.

Nel discorso hanno sottolineato che i panni stesi e la cucina generano molta umidità che, con uno scarto così elevato della temperatura tra soffitto e pavimento, si “deposita” in basso e genera la muffa.
Ma quindi mi chiedo ed ho chiesto: “dovevo fare una stanza apposita ricoperta di mattonelle da capo a piedi per cucinare e stendere, così non avrei avuto problemi? “
Perché non sono stata avvisata che in queste case non si può fare una vita normale, ma si devono avere certi accorgimenti?
Perchè mi è stato detto dal venditore che: “Qui problemi di umidità non ce ne sono!! Starete in paradiso!”
E ora mi sembra di vivere in purgatorio…
Le case in legno sono edifici “normali”.
Comportamenti (davvero) scorretti possono causare problemi alla costruzione, ma si tratta di situazioni limite, che non ravviso nello stile di vita esposto.

Mi rimangono altre due domande:
Mi hanno sottolineato che in casa nostra c’è troppo caldo.
Se vivo in una casa prefabbricata di legno non posso decidere che temperatura tenere?
Le temperature a soffitto rilevate sono un po’ alte, ma rientrano nella norma.

Gli altri proprietari come fanno quando cucinano, a parte arieggiare quando terminato?
Consideriamo che a parte in due piccoli angoli la cucina non ha quasi muffa, e qui cucino e stendo i panni.
La mia sensazione (lo ribadisco) è che la problematica non dipenda dall’utilizzo, ma da fattori costruttivi intriseci all’edificio.
E’ chiaro che con l’installazione di una VMC (o una costante ventilazione manuale) e l’abbassamento della temperatura di un paio di gradi, il fenomeno della condensa dovrebbe essere limitato.
La maggior parte delle case in legno non richiede particolari attenzioni e questo induce a ritenere che il problema sia di origine costruttiva.

Le chiedo scusa dello sfogo, ma questa casa era la casa dei nostri sogni, doveva essere il nostro paradiso e da 5 anni non ci dà che problemi ed ora mi dicono che devo spendere altri soldi per un VMC per poter vivere in una casa sana.
Con le lacrime agli occhi la saluto e la ringrazio per la sua disponibilità
Penso che forse se avessi saputo tutto questo non avrei fatto tanti sacrifici per costruirmi una casa di legno.
In aggiunta le dico che per la fobia di non creare umidità cucino nel pomeriggio o comunque cerco di avere tutto pronto prima di arieggiare bene la casa verso le 18 con tutte le finestre aperte per fare bene contraria, così poi non faccio più tanta umidità, e dopo aver cenato e/o scaldato la cena arieggio di nuovo la cucina.
Mi hanno detto nuovamente che devo tenere i mobili staccati per far circolare l’aria.
Non ci posso credere.

LE CERTIFICAZIONI DELLE STRUTTURE PREFABBRICATE

QUANTO SONO ATTENDIBILI I DATI FORNITI AL CLIENTE DALLE AZIENDE DI CASE PREFABBRICATE?
COME E’ REGOLAMENTATO IL SETTORE E CHE NORMATIVA NE CERTIFICA GLI STANDARD?

Le case prefabbricate sono una tecnologia ormai matura, che viene sviluppata da parecchi decenni, in particolare in Germania. In Italia ci stiamo avvicinando da poco alle case in legno, in parte frenati dalla scarsa cultura costruttiva e dalla conoscenza approssimativa di questo materiale e delle sue potenzialità.
Negli ultimi anni molte cose sono cambiate.

Il cliente che si avvicina alle case prefabbricate è piuttosto preparato, conosce molti termini tecnici e pretende di conoscere le caratteristiche costrittive ed i valori (energetici ed acustici) delle principali parti componenti l’edificio. Sfasamento, trasmittanza, attenuazione acustica, classe energetica. Sono concetti ben chiari che vanno comunicati dalle ditte di case in legno e che saranno oggetto di scrupolosa valutazione e motivo di scelta del costruttore della propria abitazione.
Ma quanto sono veritieri questi dati e chi ne controlla l’autenticità?
Ed ancora, esiste qualche organo di ispezione e garanzia?
Si e no, almeno nel nostro paese.

case prefabbricate, case in legnoIn Germania (o in Austria) il settore delle case prefabbricate in legno è fortemente regolamentato. Le aziende costruttrici sono sottoposte a controlli della produzione pressoché quotidiani, ad opera di ispettori e certificatori.
Tutto il processo, dal taglio sino all’assemblaggio delle pareti è costantemente vigilato secondo un controllo qualità severo ed approfondito, che assicura, mediante prove e misurazioni a campione, la conformità agli standard previsti e l’eliminazione dei difetti dalla produzione.
A monte sono pertanto stati definiti dei requisiti qualitativi che permettono alle aziende di fregiarsi dei marchi dei vari istituti di certificazione e di marchi di qualità, il cui valore effettivo dipende dall’autorevolezza dell’ente erogatore.
Tutto ciò deve interessare il cliente finale e non è da considerare una semplice collezione di bollini senza significato.
Un azienda di case prefabbricate in grado di esibire, ad esempio, una partnership con l’agenzia CasaClima di Bolzano deve assicurare la rispondenza a ben determinati parametri qualitativi. Si tratta molto più che un valore aggiunto. Sul mercato si trovano molte ditte costruttrici (ed importatrici) assai lontane dagli standard tedeschi od austriaci.

I dati possono essere veritieri (perché pensare sempre male?), ma possono essere verificabili solo a posteriori, a montaggio avvenuto.
I prezzi, di poco più bassi rispetto alle aziende più conosciute, non sempre giustificano l’acquisto, a fronte di valori opinabili e spesso gonfiati, legni poco stagionati, isolanti a bassa densità, assemblaggi poco precisi, componentistica non certificata. Rispetto a quest’ultimo punto, va ribadita l’importanza della ferramenta (ancoraggi, viti e bulloni) che ha lo scopo di fissare l’edificio alle fondazioni e di legare le pareti tra loro.

E’ evidente che, anche e soprattutto ai fini statici, i prodotti certificati sono calcolabili, mentre gli elementi artigianali, meno costosi, non garantiscono valori certi.
Non sono rare le case prefabbricate in legno che non superano il collaudo finale della struttura (situazione estremamente critica, che non auguro a nessuno).
Oltre a CasaClima, grande importanza rivestono i marchi di certificazione internazionali. In Europa esistono varie associazioni ed istituti di controllo estremamente qualificati come l'Associazione Tedesca Costruttori Case in Legno (BDF - Bundesverband Deutscher Fertigbau), il Qualitatsgemeinschaft Deutscher Fertigbau (QDF), il Gotegemeinschaft Deutscher Fertigbau (GDF), BS Holz, PEFC, FSC, Klima Aktiv (una sorta di CasaClima Austriaca), oltre ai marchi di qualità RAL e CE.
Quando scegliamo il costruttore per la nostra abitazione, può essere un parametro importante da verificare.

Gli standard costruttivi europei sono i più alti al mondo.
Quando si parla di qualità delle case prefabbricate non si tratta un semplice slogan, ma di misurazioni e controlli severi effettuati da istituti di certificazione esterni che vanno a sommare al sistema di controllo interno.

LE CASE PASSIVE PREFABBRICATE

CASA PASSIVA:  MOLTO SEMPLICEMENTE UN EDIFICIO CHE NON CONSUMA ENERGIA, IN CUI IL BILANCIO TERMICO E' IN PARITA' TRA CONSUMI ENERGETICI E QUANTO PRODOTTO (DAGLI IMPIANTI O PER GUADAGNO SOLARE).

Sono un suo collega, da sempre interessato al tema della casa passiva ed all'ambiente.
Vorrei pregarla, se possibile, di aiutarmi a comprendere di più sulle case passive prefabbricate, suggerendomi dei testi o degli articoli o altro che lei ritiene fondamentale per qualcuno che si avvicina alla materia.
Vorrei inoltre chiederle se la casa prefabbricata possa avere un futuro anche al sud del nostro paese, e se pensa che nell'attuale congiuntura economica e di mercato possa essere un settore in crescita per chi se ne volesse occupare come attività principale dal punto di vista tecnico e della realizzazione.

CASA-PASSIVALe costruzioni prefabbricate in legno non sono necessariamente case passive.
Possiamo collocarle in Classe A rispetto alla legge nazionale sull’isolamento energetico degli edifici. 
Ciò significa che consumano energia (poca, ma non sono passive).
Il rendimento termico dipende non solo dall’isolamento dell’edificio e dalle parti che lo compongono (facciate – a loro volta costituite dalle pareti e dal binomio vetri-serramenti, copertura, attacco al suolo), ma anche dal rapporto di forma dell’edificio, dall’orientamento, dall’impiantistica utilizzata (sappiamo qual è l’importanza nel calcolo energetico della ventilazione meccanica controllata).
Il concetto di casa passiva non è univoco, ma dipende fortemente dalla zona climatica in cui l’edificio verrà realizzato.  
Le case passive mediterranee, ad esempio, si porranno l’obiettivo di eliminare gli impianti di climatizzazione forzata.
Le pubblicazioni sull’argomento esistono e sono facilmente reperibili anche tramite una ricerca sul web.
Il blog ha affrontato parzialmente il tema, proprio perché, nell’ottica delle case prefabbricate, il buon rendimento degli edifici standard può essere migliorato con un aggravio dei costi, non sempre conveniente in termini economici.
Ritengo che le case in legno possano diffondersi anche nelle regioni meridionali del nostro paese, ma che i costruttori debbano trovare risposte e soluzioni costruttive adeguate alle differenti peculiarità bioclimatiche delle zone mediterranee, rispetto ai paesi di origine delle case prefabbricate.
Con la crescita del settore, si creeranno certamente nicchie di mercato ed opportunità professionali, anche per i tecnici.